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Document 52004PC0273

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla riassicurazione e recante modifica delle direttive 73/239/CEE e 92/49/CEE del Consiglio e delle direttive 98/78/CE e 2002/83/CE del Parlamento europeo e del Consiglio {SEC(2004)443}

/* COM/2004/0273 def. - COD 2004/0097 */

52004PC0273

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla riassicurazione e recante modifica delle direttive 73/239/CEE e 92/49/CEE del Consiglio e delle direttive 98/78/CE e 2002/83/CE del Parlamento europeo e del Consiglio {SEC(2004)443} /* COM/2004/0273 def. - COD 2004/0097 */


Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa alla riassicurazione e recante modifica delle direttive 73/239/CEE e 92/49/CEE del Consiglio e delle direttive 98/78/CE e 2002/83/CE del Parlamento europeo e del Consiglio {SEC(2004)443}

(presentata dalla Commissione)

RELAZIONE

1. 1. OSSERVAZIONI GENERALI [1]

[1] Per una trattazione più esaustiva dei temi affrontati in questo capitolo, si veda la valutazione d'impatto approfondita inerente alla proposta di direttiva sulla riassicurazione sul sito della Commissione: http://europa.eu.int/comm/internal_market/ insurance/reinsurance_en.htm

La costituzione di un mercato finanziario unico nell'Unione europea sarà determinante per la promozione della competitività dell'economia europea e la riduzione dei costi di capitale delle imprese. Un mercato integrato, adeguatamente disciplinato e prudenzialmente sano, apporterà grandi benefici ai consumatori e agli altri operatori di mercato offrendo loro maggiori garanzie contro le inadempienze delle istituzioni finanziarie. Strumento privilegiato per la costituzione di tale mercato integrato è il piano d'azione per i servizi finanziari che annuncia, per l'inizio del 2004, una proposta di direttiva in materia di vigilanza sulla riassicurazione.

La riassicurazione è il trasferimento strutturato di un rischio da un assicuratore a un riassicuratore. Per l'assicuratore, essa assolve le seguenti funzioni: ridurre i rischi tecnici trasferendoli in modo permanente al riassicuratore, aumentare l'omogeneità del portafoglio assicurativo, ridurre la volatilità dei risultati tecnici, sostituire capitale/fondi propri, fornire fondi a scopo di finanziamento e garantire la fornitura di servizi.

Nonostante il suo evidente rapporto con l'assicurazione diretta, la riassicurazione presenta alcune caratteristiche specifiche che è importante sottolineare. Non vi è rapporto contrattuale diretto tra l'assicurato e il riassicuratore e il primo non ha di norma alcun diritto prioritario sulle attività del secondo in caso di sinistro. Inoltre, la riassicurazione è un'attività che si svolge tra professionisti, è più internazionale rispetto all'assicurazione diretta e ha un maggior grado di diversificazione sul piano geografico e in termini di combinazioni dei rami assicurati.

La riassicurazione svolge un ruolo importante per l'economia offrendo agli assicuratori diretti una copertura all'ingrosso dei rischi da quelli assunti per conto dei loro clienti. Nell'Unione europea la quota media di cessione è bassa (circa il 10% del volume globale dei premi), eppure determinate attività registrano quote relativamente alte (18% per i premi del ramo non vita, contro il 3% in media del ramo vita). Assicuratore dell'assicuratore, il riassicuratore è anche un importante intermediario finanziario e investitore istituzionale, e la sua partecipazione nel 2001 ha rappresentato l'1% dei mercati finanziari globali [2]. Un settore riassicurativo stabile, pertanto, non solo stabilizza il settore assicurativo in generale ma influisce anche considerevolmente sul sistema finanziario globale.

[2] Fonte: La riassicurazione, un rischio sistemico?, Sigma 5/2003, Swiss Re.

Le recenti tensioni finanziarie accusate dai riassicuratori hanno posto in rilievo il livello e la natura dei rischi assunti in questo settore. Rispetto all'assicuratore diretto, il riassicuratore affronta due rischi supplementari. Anzitutto è generalmente esposto alla maggiore volatilità dei suoi risultati finanziari visto che tutela il mercato dell'assicurazione diretta da esposizioni di picco come i rischi catastrofali. Solo questo lo obbliga a mantenere livelli di capitalizzazione alquanto elevati. In secondo luogo, essendo spesso all'apice della struttura di gruppo, può essere chiamato a sostenere imprese figlie in difficoltà. Nonostante i rischi aggiuntivi, i riassicuratori operano su un mercato globale in cui sono raramente soggetti a controllo prudenziale e il regime applicabile è meno restrittivo di quello che disciplina l'assicurazione diretta. A ciò si aggiunga che non esiste di fatto un quadro globale di vigilanza sulla riassicurazione. Donde una certa preoccupazione circa i rischi che possono minacciare il settore riassicurativo. D'altro canto, i riassicuratori beneficiano degli effetti di una consistente diversificazione geografica e settoriale, molto di più degli assicuratori diretti.

La riassicurazione è un settore altamente internazionale, caratterizzato da un numero limitato di grandi imprese. Nel 2002 i maggiori 40 gruppi riassicurativi hanno raccolto premi mondiali per 138 601 200 000 dollari USA, 58 544 000 000 dei quali attribuibili a riassicuratori dell'UE [3]. Nell'Unione, la Germania occupa una posizione dominante con società del calibro di Munich Re, Hannover Re e Allianz Re, la Lloyd's è la più grande società di riassicurazione del Regno Unito mentre in Francia sono SCOR e Axa Re i riassicuratori principali.

[3] Standard & Poor's, Global Reinsurance Highlights 2003 Edition, London/New York 2003.

1) L'esigenza di un quadro giuridico europeo in materia di vigilanza sulla riassicurazione

Non esistono attualmente nell'Unione europea norme armonizzate per la vigilanza sulla riassicurazione. L'assenza di un quadro regolamentare ha causato notevoli differenze fra i livelli di vigilanza sulle imprese europee di riassicurazione. L'esistenza di normative nazionali divergenti ha generato incertezza fra gli assicuratori diretti (e relativi assicurati), innalzando ostacoli agli scambi nel mercato interno, imponendo oneri amministrativi e finanziari e indebolendo la posizione dell'UE nei negoziati commerciali internazionali.

Incertezza per le imprese di assicurazione diretta (e relativi assicurati). Il sussistere di regimi prudenziali diversi sulla riassicurazione fa sì che sia sempre più difficile per gli assicuratori diretti scegliere un riassicuratore in modo prudente e efficace. La scelta del riassicuratore ha un'importanza decisiva per una compagnia di assicurazione, può finanche compromettere la capacità dell'impresa di far fronte agli impegni assunti.

Ostacoli agli scambi. Certi Stati membri attuano dei sistemi che fanno obbligo al riassicuratore di impegnare degli attivi (collateralizzazione) a garanzia degli accantonamenti per sinistri. In questi sistemi è più difficile una gestione ottimale degli investimenti e sono più alti i costi operativi a carico delle imprese di riassicurazione. Che di fatto potrebbero essere indotte ad aumentare il prezzo richiesto per assumere i rischi ceduti dalle compagnie di assicurazione diretta. Oppure, possono anche decidere di non operare sui mercati che impongono la collateralizzazione, limitando così la disponibilità di una protezione riassicurativa.

Onere amministrativo. Nell'UE, il Comité Européen des Assurances (CEA) e l'OCSE hanno individuato la presenza di ostacoli amministrativi alle operazioni transfrontaliere di riassicurazione. Non essendovi riconoscimento reciproco fra le autorità dell'UE preposte alla vigilanza sulla riassicurazione, le imprese di riassicurazione devono in certi casi osservare norme prudenziali diverse a seconda degli Stati membri, il che può essere fonte di notevole sovraccarico di lavoro e oneri amministrativi aggiuntivi. Sono oneri amministrativi, per esempio, i molteplici controlli sui requisiti di competenza e onorabilità degli alti dirigenti del gruppo e il duplice obbligo che i bilanci siano verificati da un revisore e che le succursali pubblichino i bilanci sulla base dei principi di contabilità locali (principi di contabilità generalmente ammessi) per l'intero gruppo.

Negoziati commerciali internazionali. Si ritiene che l'assenza di un regime europeo armonizzato complichi ulteriormente la conclusione di accordi di riconoscimento reciproco. In effetti, senza questi accordi, i riassicuratori europei devono affrontare ostacoli importanti per accedere ai mercati esteri, come l'obbligo di corredare di garanzie il valore dei loro impegni sul mercato straniero in cui intendono esercitare.

Se non sarà deciso un intervento a livello dell'Unione, il mercato interno per i servizi riassicurativi rischierà di continuare a funzionare in modo subottimale, con conseguente danno per tutto il settore. E i negoziati con i mercati terzi sugli accordi di riconoscimento reciproco potrebbero diventare, dal canto loro, ancora più difficili.

Negli ultimi anni la vigilanza sulla riassicurazione è stata oggetto di grande attenzione a livello internazionale. Il G7 e il FMI paventano che l'assenza di una regolamentazione ad hoc possa compromettere la stabilità finanziaria internazionale. Durante le revisioni del Financial Sector Assessment Programme (FSAP) effettuate di recente negli Stati membri, il Fondo monetario internazionale ha reiterato la necessità di introdurre una normativa per il settore. Anche il Forum per la stabilità finanziaria (FSF) si è detto più volte preoccupato per la trasparenza del mercato riassicurativo e ha istituito una Task Force incaricata di esaminare il problema. L'OCSE sta a sua volta lavorando sulla riassicurazione, in particolare sullo scambio di informazioni relative alle imprese di riassicurazione fra le autorità di vigilanza. Per finire, proseguono i lavori sulla riassicurazione della IAIS (International Association of Insurance Supervisors) in stretto coordinamento con il progetto UE di procedura accelerata. Al riguardo, sono stati adottati un insieme di principi sui requisiti minimi e una norma in materia di vigilanza sulla riassicurazione.

2) Impostazione della direttiva

Sin dall'inizio del progetto su un futuro regime comunitario di vigilanza sulla riassicurazione, i servizi della Commissione hanno fissato tre grandi obiettivi:

- il sistema deve istituire un regime solido e prudente nell'interesse degli assicurati. Un settore riassicurativo forte e controllato concorre in effetti al rafforzamento del mercato interno e alla stabilità finanziaria internazionale;

- mutuo riconoscimento della vigilanza esercitata nello Stato membro che ha autorizzato l'impresa di riassicurazione. L'impresa di riassicurazione autorizzata nel suo Stato membro d'origine deve essere automaticamente autorizzata a esercitare in tutta la Comunità europea, in regime di libero stabilimento o di libera prestazione di servizi. L'impresa di riassicurazione non dovrebbe sottostare a nessuna vigilanza o controllo supplementare delle autorità di vigilanza dello Stato membro ospitante. Questo approccio si è dimostrato valido per molti anni nel settore dell'assicurazione diretta, dacché fu introdotto con le terze direttive sull'assicurazione [4];

[4] Direttiva 92/49/CEE (GU L 228 dell'11.8.1992, pag. 1, modificata da ultimo dalla direttiva 2002/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 35 dell'11.2.2003, pag. 1), e direttiva 92/96/CEE (GU L 360 del 9.12.1992, pag.1) rifusa nella direttiva 2002/83/CE (GU L 345 del 19.12.2002, pag. 1).

- l'introduzione di un sistema armonizzato per la vigilanza sulla riassicurazione dovrebbe portare all'abolizione dei sistemi che esigono attivi a garanzia degli accantonamenti per sinistri.

A seguito di un'ampia consultazione, la Commissione ha scelto di presentare una proposta di direttiva con le seguenti caratteristiche:

- un sistema prudenziale basato sull'armonizzazione e il riconoscimento reciproco;

- una procedura accelerata per l'adozione di una direttiva improntata alle attuali disposizioni in materia di vigilanza diretta;

- un sistema di autorizzazione obbligatorio;

- dei requisiti di solvibilità in linea con quelli dell'assicurazione diretta, con la possibilità tuttavia, per la riassicurazione non vita, di aumentare il margine fino al 50% mediante la procedura di comitato, se oggettivamente giustificato.

Il regime prudenziale UE deve fondarsi su norme giuridiche armonizzate che garantiscano il riconoscimento reciproco fra gli Stati membri. La Commissione ritiene che vigilare sull'assicurazione e sulla riassicurazione sia un problema pubblico e che sia pertanto necessario un intervento normativo pubblico. Altri sistemi (per esempio un approccio volontaristico basato sulla divulgazione delle informazioni) non garantirebbero una fiducia sufficiente nel regime prudenziale. L'assenza di sanzioni tangibili in siffatti sistemi potrebbe renderli meno efficaci al momento di affrontare i problemi che potrebbero porsi nelle imprese di riassicurazione.

La Commissione reputa inoltre che occorra agire rapidamente per ottenere risultati concreti in una prospettiva a breve e medio termine. Tale soluzione accelerata prenderebbe le mosse dalle norme prudenziali attualmente applicabili all'assicurazione diretta e dalle pratiche del settore, con i dovuti aggiustamenti. In ogni modo, avrà un'incidenza sulla riassicurazione anche il progetto a lungo termine "Solvibilità II" per l'assicurazione diretta, che a sua volta potrà trarre insegnamento, in una certa misura, dai risultati della soluzione accelerata.

La proposta di direttiva dispone che le imprese di riassicurazione -al pari delle imprese di assicurazione diretta- debbano ottenere un'autorizzazione per esercitare l'attività riassicurativa. L'ampio ricorso, nel settore finanziario, a un tale sistema di autorizzazione è la prova della sua efficacia. Esso conferisce alle autorità di vigilanza un mandato chiaro, nonché il potere di allontanare dal mercato riassicurativo le imprese che non soddisfano le condizioni per l'esercizio. Tale sistema garantirà inoltre il trattamento coerente di tutte le imprese di riassicurazione dell'UE, cosa che non sarebbe possibile se si fosse optato per la soluzione del passaporto (che lascia all'impresa la decisione di domandarlo o meno). Esso aumenterà la responsabilità delle autorità di vigilanza dello Stato membro d'origine, che avranno la competenza esclusiva della vigilanza prudenziale sull'impresa di riassicurazione nella Comunità, e richiederà quindi una più intensa cooperazione fra le autorità competenti degli Stati membri.

L'assicurazione e la riassicurazione sono attività interconnesse, è quindi opportuno che i requisiti di solvibilità siano simili per entrambe. Di conseguenza, la proposta di direttiva fissa, per la riassicurazione vita, requisiti di solvibilità identici a quelli per l'assicurazione sulla vita. Per la riassicurazione non vita, il presupposto è lo stesso anche se la proposta contempla la possibilità di aumentare il margine di solvibilità richiesto, previa decisione del comitato. La Commissione ritiene che questa possibilità di adeguamento "in funzione dei rami", per specifiche attività riassicurative o tipi di contratti (fino al 50%), costituisca una parte essenziale della proposta, uno strumento importante che permetterà di adeguare al meglio i requisiti di solvibilità alla natura dell'attività riassicurativa. La procedura di comitato sarà esperita soltanto previa disamina e ampia consultazione delle parti interessate. Nell'intento di garantire condizioni eque di concorrenza fra le imprese di riassicurazione e le imprese di assicurazione esercenti attività riassicurative, la proposta modifica anche di conseguenza la direttiva 73/239/CEE sull'assicurazione non vita e la direttiva 2002/83/CE relativa all'assicurazione sulla vita. Pertanto, alle imprese di assicurazione che svolgono attività riassicurativa per accettazione si applicano le disposizioni della presente direttiva limitatamente al margine di solvibilità richiesto, laddove le loro operazioni di riassicurazione rappresentino una parte significativa del volume totale delle loro attività (articoli 57, paragrafo 5, e 59, paragrafo 8). Queste disposizioni saranno applicabili solo quando la Commissione avrà adottato la decisione che modifica il margine di solvibilità richiesto per la riassicurazione non vita.

2. Consultazione delle parti in causa e delle parti interessate e valutazione d'impatto

a) Consultazione delle parti in causa e delle parti interessate

Le parti in causa sono state oggetto di consultazione regolare durante il progetto e hanno apportato alla Commissione un importantissimo contributo. Agli inizi si è tenuta un'importante audizione pubblica che ha riunito oltre 100 partecipanti, in seguito tutte queste persone (e altre parti interessate) sono state inserite in una mailing list e hanno potuto ricevere tutti i documenti prodotti nell'ambito del progetto oppure un messaggio indicante la presenza di nuovi documenti sul sito web della Commissione. È stato inoltre pubblicato uno studio sulla vigilanza prudenziale nel settore della riassicurazione [5].

[5] http://europa.eu.int/comm/internal_market/ insurance/studies/reins-sup_en.htm

Il progetto è stato seguito da terzi interessati, esponenti di un'ampia varietà di settori e professioni. Sono state consultate essenzialmente le seguenti categorie: assicurazione (imprese commerciali, mutue assicuratrici, cooperative, ecc.), associazioni di assicuratori (nazionali e comunitarie), intermediari assicurativi (broker, ecc.), associazioni di contabili, associazioni di attuari, l'industria in generale (UNICE), analisti, operatori di rischio/captive, organizzazioni di PMI, organizzazione dei consumatori (BEUC), società di consulenza, banche, studi legali, agenzie di rating.

La Commissione ha tratto grande beneficio dai contributi dalle parti in causa e delle parti interessate, tanto più che il progetto presenta aspetti tecnici di grande complessità. I documenti inviati per osservazioni trattavano nel contempo di questioni politiche e aspetti puntuali.

Osservazioni delle parti sugli obiettivi del progetto di vigilanza

In linea generale i commentatori hanno vigorosamente sostenuto tutti e tre gli obiettivi principali del progetto. Alcuni Stati membri hanno fatto osservare che, con il coordinamento essenziale delle disposizioni normative nazionali e il mutuo riconoscimento, lo Stato membro ospitante non potrà più introdurre controlli e requisiti aggiuntivi. In particolare, gli Stati membri che applicano la collateralizzazione (costituzione di garanzie) hanno obiettato all'abolizione dei sistemi con attivi a garanzia degli accantonamenti per sinistri. Tutte le altre parti in causa hanno invece unanimamente sostenuto gli obiettivi così come formulati dai servizi della Commissione. Per finire, certi Stati membri hanno commentato la diversità delle garanzie richieste nell'assicurazione vita e nell'assicurazione non vita.

Osservazioni delle parti sugli aspetti politici principali

Regime prudenziale per la riassicurazione

I commentatori si sono perlopiù espressi a favore di regime prudenziale per la riassicurazione. Alcune società hanno vantato il merito delle soluzioni volontaristiche ma un numero maggiore di società e associazioni ha sostenuto che solo l'introduzione di un quadro di vigilanza darà alla riassicurazione dell'UE un marchio di qualità supplementare. L'opzione dello status quo non ha riscosso il favore di nessuna delle principali parti in causa.

Gli Stati membri hanno caldeggiato la soluzione accelerata, allineandosi con la chiara posizione del comitato delle assicurazioni. Anche altre parti in causa hanno sostenuto vigorosamente questa opzione basata sulle norme prudenziali che già si applicano all'assicurazione diretta. Stando però al parere dei tecnici specialisti (attuari e contabili), il termine previsto (2004) è talmente ravvicinato da limitare il numero di soluzioni possibili e rimandare l'introduzione di alcuni metodi a quando il progetto "Solvibilità II" sarà ultimato.

Requisiti di solvibilità per la riassicurazione non vita. Le reazioni delle parti in causa sul livello di tali requisiti sono state forti e numerose. Si sono tenute molteplici riunioni, in particolare con il settore delle assicurazioni e delle captive, gli operatori del rischio, gli attuari, i consulenti e i contabili. In linea generale, i rappresentanti e i consulenti del settore assicurativo hanno affermato che la riassicurazione è un'attività affine all'assicurazione diretta e che quindi dovrebbero applicarsi gli stessi requisiti di solvibilità. Alcune autorità di vigilanza hanno tuttavia obiettato con vigore che la riassicurazione è più volatile, più difficile da controllare e che sarebbe quindi opportuno introdurre un margine leggermente più alto. Nell'elaborare i requisiti di solvibilità per la presente proposta, la Commissione ha tenuto in debito conto le diverse posizioni emerse. (Articoli 37 e 40)

Requisiti di solvibilità per la riassicurazione vita. Anche questo aspetto è stato oggetto di grandi discussioni inerenti tanto ai requisiti effettivi che ai metodi di calcolo. I servizi della Commissione hanno in effetti consultato le parti su diverse soluzioni possibili. Dalle osservazioni pervenute sono giunti alla conclusione che è preferibile adottare la stessa strategia dell'assicurazione diretta (mutuando le norme dell'assicurazione diretta sulla vita per la riassicurazione vita e le norme dell'assicurazione diretta non vita per la riassicurazione non vita) (articoli da 38 a 40).

Osservazioni delle parti su aspetti giuridici specifici

Nel 2003 si sono tenute anche diverse consultazioni su aspetti giuridici più puntuali. L'attuale proposta è stata preparata tenendo conto delle osservazioni delle parti interessate, in particolare del settore assicurativo e della categoria degli attuari. Alcuni dei commenti pervenuti, molto dettagliati, hanno contribuito con grande utilità ai lavori dei servizi della Commissione.

b) Valutazione d'impatto

La valutazione d'impatto approfondita è stata voluta per determinare se fosse opportuno un intervento a livello dell'Unione e individuare in tal caso l'azione richiesta.

Dalla valutazione è emerso un consenso generale sulla necessità di tale azione se si intendono raggiungere gli obiettivi esposti nella sezione 1 della presente relazione.

Fra le varie strategie considerate a tal fine sono state prescelte tre opzioni principali:

1. lo status quo, ovvero nessun cambiamento alla situazione attuale;

2. una soluzione basata sui meccanismi di mercato/sulla divulgazione volontaria delle informazioni e, in alternativa, una raccomandazione sull'esercizio di una vigilanza indiretta;

3. delle soluzioni fondate su un sistema di vigilanza.

Come si è già detto nella sezione 2, per la maggior parte degli Stati membri e delle organizzazioni settoriali è necessario un intervento di tipo prudenziale. Pressoché nessuna delle parti ha sostenuto l'opzione 1. Anche l'opzione 2 è stata scartata in quanto non atta a garantire una fiducia sufficiente nel sistema di vigilanza. L'assenza di sanzioni tangibili in siffatti sistemi potrebbe renderli meno efficaci al momento di affrontare i problemi che potrebbero porsi nelle imprese di riassicurazione.

Quanto all'opzione 3 (regime prudenziale), sono state esaminate due alternative:

1. un sistema di passaporto volontario per le imprese che intendono aderire al sistema;

2. un sistema di autorizzazione obbligatorio.

Dopo un'ampia consultazione con gli Stati membri, il settore assicurativo e le altre parti interessate, la Commissione ha deciso di proporre un sistema di autorizzazione, conformemente con la strategia attuata dall'UE per il completamento del mercato interno nel settore finanziario e nel settore assicurativo in particolare (principi dell'autorizzazione unica e del controllo del paese d'origine). Per di più questo sistema ha dato prova di efficacia sin dalla sua introduzione, nel 1994, con le terze direttive sull'assicurazione. Garantendo la solidità finanziaria delle imprese di riassicurazione, il sistema stabilizza il mercato in quanto si applica a qualunque impresa di riassicurazione comunitaria e non solo alle imprese con una prospettiva europea. Esso contribuirà inoltre a un maggiore coordinamento fra gli Stati membri con riguardo al trattamento dei riassicuratori e costituirà lo strumento più idoneo per la realizzazione di un autentico mercato interno della riassicurazione. Da ultimo, l'introduzione di un sistema prudenziale basato sulla vigilanza di tutte le imprese di riassicurazione da parte di autorità pubbliche competenti è conforme con gli orientamenti del progetto di vigilanza sulla riassicurazione dell'IAIS cui partecipano tutti gli Stati membri e la Commissione europea.

La valutazione d'impatto approfondita ha riguardato anche i requisiti quantitativi di solvibilità applicabili alle imprese di riassicurazione. Sono state discusse due possibili alternative:

1. requisiti di solvibilità affini ai requisiti vigenti nell'assicurazione diretta;

2. requisiti di solvibilità superiori ai requisiti vigenti nell'assicurazione diretta.

La Commissione ha da ultimo optato per un sistema fondato sui requisiti di solvibilità prescritti dalle direttive esistenti in materia di assicurazione diretta. Al fine però di tener conto delle specificità di taluni rami o tipi di contratti della riassicurazione non vita, la proposta prevede la possibilità di aumentare fino al 50% il margine di solvibilità richiesto per rami diversi dalla responsabilità. Tale aumento deve essere deciso dalla Commissione, nell'esercizio delle sue competenze di esecuzione, previo parere del comitato delle assicurazioni.

3. base giuridica della proposta

La presente proposta è basata sugli articoli 47, paragrafo 2, e 55 del trattato, che costituiscono la base giuridica per l'adozione delle misure comunitarie dirette al completamento del mercato interno nel settore dei servizi. Lo strumento scelto è la direttiva, che risulta essere la più idonea al raggiungimento degli obiettivi ricercati. A ciò si aggiunga che l'azione legislativa dell'Unione europea diretta alla realizzazione del mercato interno nel settore assicurativo è stata espletata mediante l'adozione di direttive basate sulle citate disposizioni del trattato. Per finire, le disposizioni della presente direttiva non vanno al di là di quanto necessario per il raggiungimento degli obiettivi ricercati.

4. Commento agli articoli

La presente proposta istituisce un sistema prudenziale per la riassicurazione coerente con il quadro giuridico che disciplina l'assicurazione. Essa si fonda sull'impostazione adottata dalle direttive vigenti in materia di assicurazione diretta. Alcune delle disposizioni delle direttive 73/239/CEE, 92/49/CEE e 2002/83/CE qui riprese sono lunghe; è il caso in particolare delle disposizioni concernenti le condizioni di autorizzazione di un'impresa di riassicurazione, le partecipazioni qualificate, il segreto d'ufficio e il margine di solvibilità. Ne risultano spesso disposizioni complesse, la cui formulazione può non essere coerente con gli orientamenti comunitari in materia di redazione legislativa. Non è necessario ai fini dell'interpretazione che un singolo articolo esaurisca un intero aspetto delle norme prescritte nell'atto legislativo. Le disposizioni di questa proposta sono pertanto suddivise in articoli, a loro volta raggruppati se occorre in titoli, capi e sezioni, allo scopo di facilitarne la comprensione e la chiarezza.

Articolo 1: Finalità della direttiva - Campo di applicazione

Obiettivo della presente direttiva è istituire un quadro giuridico per la vigilanza prudenziale delle attività riassicurative nella Comunità. Come si è detto in precedenza, non esiste attualmente una normativa comunitaria in materia di vigilanza sulla riassicurazione. Di conseguenza, le imprese di riassicurazione che svolgono soltanto attività riassicurative (riassicuratori professionali) non sono subordinate a nessuna particolare disposizione comunitaria.

Con la presente direttiva si intende colmare una lacuna nella normativa comunitaria in materia di vigilanza sull'assicurazione. La riassicurazione sarà subordinata a un regime prudenziale basato sui principi vigenti per l'assicurazione diretta, vale a dire un'autorizzazione unica e la vigilanza sulle imprese di riassicurazione da parte delle autorità competenti dello Stato membro d'origine.

Sono interessate le imprese di riassicurazione aventi la sede principale nella Comunità, che svolgono soltanto attività riassicurative (riassicuratori professionali). La presente direttiva non si applica alle imprese di assicurazione rientranti nel campo di applicazione delle direttive sull'assicurazione vita e non vita [6], visto che le attività di riassicurazione da quelle praticate mediante accettazione sono già oggetto di queste direttive. Inoltre, le imprese di assicurazione e gli enti esclusi dal campo di applicazione delle citate direttive sono altresì esclusi dal campo di applicazione della presente direttiva. Ciò nondimeno, le disposizioni della presente direttiva sul calcolo del margine di solvibilità richiesto (articoli da 35 a 39) possono applicarsi alle imprese di assicurazione oggetto delle direttive sull'assicurazione vita e non vita limitatamente alle loro accettazioni in riassicurazione (vedi gli articoli 57, paragrafo 5, e 59, paragrafo 8).

[6] Direttiva 73/239/CEE (GU L 228 del 16.8.1973, pag. 3), direttiva 92/49/CEE (GU L 228 dell'11.8.1992, pag. 1) e direttiva 2002/83/CE (GU L 345 del 19.12.2002, pag. 1)

Inoltre, nell'ipotesi che in uno Stato membro possa verificarsi il caso particolarissimo in cui non sia possibile ottenere copertura riassicurativa sul mercato commerciale, la proposta non si applica alle attività di riassicurazione assunte dallo Stato membro in qualità di riassicuratore di ultima istanza per motivi di interesse pubblico. Questa disposizione non esime tuttavia lo Stato membro dal dover ottemperare alle regole comunitarie della concorrenza e in materia di aiuti di Stato. Si pensi ad esempio alla situazione creatasi nel settore delle assicurazioni aeronautiche dopo gli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001, quando il comparto non è stato più in grado di riassicurare taluni rischi e sono dovuti intervenire gli Stati membri. I dispositivi da questi istituiti sono stati dapprima esaminati ai fini del diritto dell'UE, in particolare delle norme in materia di aiuti di Stato, e solo allora sono stati autorizzati.

Articolo 2: Definizioni

L'articolo 2 contiene le definizioni dei concetti essenziali utilizzati nella proposta, nell'intento di chiarirne il significato e contribuire a una comprensione più ampia. Molti di questi ricorrono in altri atti legislativi comunitari applicabili all'assicurazione, come la direttiva 2002/83/CE sull'assicurazione vita, le direttive 73/239/CEE e 92/49/CEE sull'assicurazione non vita e la direttiva 98/78/CE relativa alla vigilanza supplementare sulle imprese di assicurazione appartenenti a un gruppo assicurativo.

È introdotta una definizione di "impresa di riassicurazione captive" in riferimento alle imprese di riassicurazione appartenenti a una o più grandi imprese o gruppi aziendali, ovvero a un'impresa finanziaria diversa da un'impresa di assicurazione o di riassicurazione o da un gruppo assicurativo o riassicurativo. Le captive sottoscrivono o riassicurano esclusivamente i rischi dell'impresa o gruppo aziendale cui appartengono o di cui sono parte. La definizione è necessaria poiché la proposta contempla un regime speciale per tali imprese limitatamente al fondo minimo di garanzia previsto all'articolo 40 per l'esercizio dell'attività riassicurativa.

Articoli da 3 a 14: Accesso all'attività riassicurativa

Per quel che riguarda l'accesso all'attività di riassicurazione nella Comunità la proposta di direttiva si allinea con le vigenti direttive sull'assicurazione. Ai fini della vigilanza prudenziale sulle imprese di riassicurazione, essa sancisce i principi dell'autorizzazione unica e del controllo del paese d'origine. Ciò è possibile in quanto il coordinamento degli aspetti essenziali della vigilanza rende a sua volta possibile il riconoscimento reciproco delle autorizzazioni e dei sistemi di vigilanza prudenziale fra gli Stati membri.

Pertanto, l'impresa di riassicurazione dovrà ottenere anzitutto l'autorizzazione amministrativa delle autorità competenti del suo Stato membro d'origine. La proposta stabilisce le condizioni minime necessarie per ottenere tale autorizzazione amministrativa. L'impresa deve inoltre assumere una specifica forma giuridica, presentare un programma d'attività comprensivo dei dati essenziali del piano aziendale e disporre del fondo minimo di garanzia previsto all'articolo 40. La direttiva impone anche che l'impresa di riassicurazione sia effettivamente diretta da persone in possesso di adeguate qualifiche tecniche ed esperienza professionale. L'impresa deve inoltre limitare il suo oggetto sociale alle attività di riassicurazione e alle operazioni connesse; in altri termini può svolgere, per esempio, attività di consulenza statistica o attuariale, analisi di rischio o ricerca per i suoi clienti. Può altresì esercitare una funzione di impresa di partecipazione nonché le attività svolte nell'ambito del settore finanziario ai sensi dell'articolo 2, punto 8, della direttiva 2002/87/CE - le quali attività saranno comunque subordinate alle disposizioni in materia di vigilanza supplementare sui gruppi assicurativi o riassicurativi e sui conglomerati finanziari di cui alle direttive 98/78/CE e 2002/87/CE (articoli da 5 a 11).

Prima di rilasciare l'autorizzazione, le autorità competenti devono aver ottenuto comunicazione dell'identità degli azionisti o dei soci che detengono una partecipazione qualificata nell'impresa di riassicurazione. L'obiettivo è permettere alle autorità competenti di valutare l'idoneità degli azionisti in modo da garantire la gestione sana e prudente dell'impresa, al punto di rifiutare l'autorizzazione se non sono soddisfatte della qualità di quelle persone. Allo stesso modo, quando sussistono stretti legami tra l'impresa di riassicurazione e altre persone fisiche o giuridiche, le autorità competenti negano l'autorizzazione se tali legami ostacolano l'effettivo esercizio delle loro funzioni di vigilanza. L'obiettivo è in questo caso prudenziale in quanto garantisce che l'impresa sia gestita in modo sano e sia soggetta a una vigilanza efficace. Non rientrano in queste disposizioni obiettivi improntati ad altri criteri, come la politica industriale o economica del paese o le esigenze del mercato, che è pertanto vietato utilizzare ai fini dell'esame della domanda di autorizzazione in quanto in contrasto con i principi del trattato (articoli 7, 9, 10 e 12).

La domanda di autorizzazione deve essere esaminata entro sei mesi dalla sua presentazione. Sia l'eventuale rifiuto che la revoca devono essere motivati e riportare chiaramente le ragioni del respingimento. L'impresa di riassicurazione deve avere il diritto di presentare ricorso giurisdizionale avverso tale decisione (articolo 13).

L'autorizzazione è valida su tutto il territorio della Comunità. L'impresa può quindi esercitarvi ovunque l'attività riassicurativa, in regime di libero stabilimento e di libera prestazione dei servizi, senza dover assolvere ulteriori formalità (articolo 4).

Articoli da 15 a 31: Condizioni di esercizio dell'attività riassicurativa. Principi e metodi di vigilanza prudenziale.

Un regime prudenziale fondato su un sistema di autorizzazione unica, rilasciata dalle autorità competenti dello Stato membro d'origine dell'impresa di riassicurazione e valida in tutta la Comunità, presuppone la devoluzione dei poteri di vigilanza alle citate autorità in modo da garantire il pieno rispetto delle condizioni di esercizio dell'attività riassicurativa, tanto in regime di libero stabilimento che di libera prestazione di servizi.

L'articolo 15 della proposta attribuisce alle autorità competenti dello Stato membro d'origine la competenza esclusiva con riguardo alla vigilanza finanziaria sull'impresa di riassicurazione e sulle attività da questa esercitate attraverso succursali o in libera prestazione di servizi.

Data la competenza esclusiva dello Stato membro d'origine in ordine alla vigilanza su tutti gli aspetti finanziari di un'impresa di riassicurazione, le autorità competenti non possono, nei confronti dell'impresa su cui esercitano la vigilanza, rifiutare un contratto di retrocessione da questa concluso con un'altra impresa di riassicurazione comunitaria disciplinata dalla presente direttiva [7], per ragioni direttamente connesse con la solidità finanziaria di quell'impresa di riassicurazione (o assicurazione). Una siffatta forma di vigilanza indiretta su tali imprese significherebbe interferire con i poteri di vigilanza delle autorità competenti per quelle imprese, inoltre contesterebbe con il principio fondamentale del riconoscimento reciproco cui si informa il quadro giuridico istituito dalla presente proposta.

[7] Ovvero con un'impresa di assicurazione comunitaria autorizzata a norma delle direttive di assicurazione non vita e vita (direttive 73/239/CEE e 2002/83/CE).

L'impresa di riassicurazione deve disporre di una buona organizzazione amministrativa e contabile e di adeguate procedure di controllo interno. Questo requisito serve a garantire un esercizio ordinato e finanziariamente stabile delle attività riassicurative. È compito dello Stato membro d'origine stabilire le condizioni affinché sia rispettato.

L'articolo 16 conferisce alle autorità competenti dello Stato membro d'origine il diritto di effettuare ispezioni e verifiche direttamente presso le succursali dell'impresa di riassicurazione in un altro Stato membro, e fissa l'iter procedurale del caso. Questa previsione ricorre già, mutatis mutandis, nelle direttive sull'assicurazione non vita e vita [8].

[8] Direttiva 73/239/CEE, articolo 16, così come modificata dalla direttiva 92/49/CEE, articolo 11, e direttiva 2002/83/CE, articolo 11.

Per un esercizio efficiente della vigilanza sulla riassicurazione, le autorità competenti devono disporre di poteri adeguati per svolgere indagini approfondite, esigere documenti o prendere provvedimenti, sanzioni per esempio, nei confronti dell'impresa, dei suoi dirigenti o direttori (articolo 17).

Gli articoli da 19 a 23 contengono disposizioni specifiche sulla vigilanza delle partecipazioni qualificate in un'impresa di riassicurazione, il cui fine è garantire che le autorità competenti siano a conoscenza dell'assetto proprietario dell'impresa. L'articolo è il corollario del controllo effettuato sulle partecipazioni qualificate durante l'esame della domanda di autorizzazione di cui all'articolo 12. Il regime è quello in vigore per le assicurazioni [9] e gli altri servizi finanziari.

[9] Direttiva 92/49/CEE, articolo 15, e direttiva 2002/83/CE, articolo 15.

Gli articoli da 24 a 30 riguardano la riservatezza delle informazioni in possesso delle autorità competenti. Chiunque lavori o abbia lavorato per le autorità competenti, compresi i revisori e gli esperti che operano per loro conto, è vincolato dall'obbligo del segreto d'ufficio. La riservatezza delle informazioni non limita in alcun modo la facoltà delle autorità competenti di scambiarsi informazioni dirette a garantire il corretto esercizio della vigilanza sulle imprese regolamentate. Le informazioni scambiate sono comunque coperte dall'obbligo di riservatezza e non possono essere divulgate senza l'accordo esplicito delle autorità competenti che le hanno fornite.

Gli articoli da 28 a 30 dettano anche le condizioni e le circostanze in cui tali informazioni possono essere comunicate ad autorità e organi diversi dalle autorità incaricate della vigilanza sulla riassicurazione. Il regime è quello in vigore per le imprese di assicurazione [10].

[10] Direttiva 92/49/CEE, articolo 16, e direttiva 2002/83/CE, articolo 16.

L'articolo 31 stabilisce l'obbligo per i revisori di segnalare tempestivamente alle autorità competenti dello Stato membro d'origine fatti o decisioni sull'impresa di riassicurazione che pregiudichino le condizioni per l'esercizio dell'attività e di cui siano venuti a conoscenza nello svolgimento del loro incarico presso l'impresa o presso qualunque altra impresa che con quella abbia stretti legami. La direttiva riprende il regime già in vigore per le imprese di assicurazione [11].

[11] Direttiva 92/49/CEE, articolo 16bis) inserito dalla direttiva 95/26/CE (GU L 168 del 18.7.1995, pag. 7) e direttiva 2002/83/CE, articolo 17.

Articoli da 32 a 34: Regole sugli accantonamenti tecnici

Gli accantonamenti tecnici sono un aspetto fondamentale della tecnica assicurativa. Essi consentono all'impresa di assicurazione o di riassicurazione di onorare gli impegni derivanti dai contratti conclusi. In tal senso, l'obbligo di costituire accantonamenti tecnici adeguati è un principio fondante di ogni regime prudenziale che riguardi tali imprese. In un sistema basato su un'autorizzazione unica rilasciata dallo Stato membro d'origine, spetta alle autorità competenti di quello Stato imporre tale obbligo alle imprese di assicurazione o di riassicurazione, per l'insieme delle loro attività svolte nella Comunità tanto in regime di libero stabilimento che di libera prestazione di servizi. Inoltre, lo Stato membro d'origine deve verificare l'osservanza di questo requisito e dispone per questo di mezzi appropriati a tal fine.

L'articolo 32 stabilisce il principio del controllo del paese d'origine per quanto riguarda la definizione e il calcolo degli accantonamenti tecnici di un'impresa di riassicurazione. L'ammontare di tali accantonamenti è determinato a norma della direttiva 91/674/CEE relativa ai conti annuali e ai conti consolidati delle imprese di assicurazione [12].La proposta prevede anche che, con riguardo alle attività di riassicurazione vita, lo Stato membro d'origine possa stabilire norme più specifiche in accordo con l'articolo 20 della direttiva 2002/83/CE relativa all'assicurazione sulla vita, che stabilisce i principi attuariali applicabili agli accantonamenti tecnici per le attività di assicurazione vita.

[12] GU L 374 del 31.12.1991, pag.7.

Lo Stato membro d'origine dispone anche che le sue imprese di riassicurazione costituiscano degli accantonamenti di perequazione per le operazione di riassicurazione del credito (articolo 33). Il loro ammontare è determinato in accordo con le disposizioni della direttiva 73/239/CEE, in particolare l'allegato, che definisce quattro metodi considerati equivalenti. Lo Stato membro d'origine può comunque esonerare da tale obbligo le imprese di riassicurazione le cui attività di riassicurazione del credito non siano rilevanti.

Lo Stato membro d'origine può altresì disporre che le sue imprese di riassicurazione costituiscano accantonamenti di perequazione per rischi diversi dalla riassicurazione del credito, applicando le norme dello Stato membro d'origine. Questa facoltà è in linea con la normativa in vigore per l'assicurazione, in particolare con la direttiva 73/239/CEE e la direttiva 91/674/CEE relativa ai conti annuali delle imprese di assicurazione.

L'istituzione di un regime prudenziale per le imprese di riassicurazione, che nessun quadro giuridico comunitario ha sinora disciplinato, ha per corollario di abolire l'obbligo di costituire attivi a garanzia degli accantonamenti per premi non acquisiti e per sinistri alla chiusura dell'esercizio per l'impresa di riassicurazione che sia riassicurata da un'altra impresa di riassicurazione autorizzata ai sensi della presente direttiva, ovvero da un'impresa di assicurazione autorizzata ai sensi delle direttive 73/239/CEE (assicurazione non vita) o 2002/83/CE (assicurazione vita). Gli Stati membri mantengono tuttavia la facoltà di imporre tale obbligo alle loro imprese di riassicurazione che siano riassicurate da imprese di riassicurazione non comunitarie dal momento che queste ultime non costituiscono oggetto del regime prudenziale basato su un'unica autorizzazione e sul riconoscimento reciproco previsto dalla presente direttiva.

L'articolo 34 propone una strategia qualitativa per quanto attiene alle regole d'investimento. Le specificità della riassicurazione rendono questa strategia preferibile al metodo più quantitativo applicato nell'assicurazione diretta. Stando a questa disposizione, gli attivi di un'impresa di riassicurazione devono tenere conto del tipo di operazioni effettuate e dell'importo e della durata dei regolamenti di sinistri previsti, in modo da garantire la sufficienza, la liquidità, la qualità, il rendimento e la congruenza degli investimenti. Per la riassicurazione non vita, il requisito della congruenza andrebbe considerato alla luce delle pratiche commerciali e della complessità di determinare la durata dei flussi di cassa relativi agli impegni. Inoltre, gli investimenti devono essere diversificati e opportunamente dispersi per permettere la reazione adeguata a un contesto economico variabile.

Articoli da 35 a 41: Margine di solvibilità

Il margine di solvibilità è un fattore essenziale della vigilanza prudenziale. La proposta fissa dei requisiti di solvibilità per la riassicurazione che mutua dalle vigenti disposizioni in materia di assicurazione diretta. Come abbiamo già detto, l'assicurazione e la riassicurazione sono attività interconnesse ed è pertanto opportuno che i requisiti di solvibilità siano simili per entrambe.

Per la riassicurazione non vita, la proposta integra i requisiti prescritti dalla direttiva 73/239/CEE sull'assicurazione non vita (articolo 37) ma contempla la possibilità, per taluni rami o tipi di contratti riassicurativi specifici, di aumentare il margine di solvibilità richiesto. La direttiva sull'assicurazione non vita già prevede che il margine possa essere aumentato del 50 % nelle assicurazioni di responsabilità che presentano un profilo di rischio particolarmente volatile. La presente proposta dispone invece che il margine di solvibilità possa essere aumentato fino al 50% per taluni rami riassicurativi diversi dalla responsabilità. Tale adeguamento è deciso dalla Commissione, previo parere del comitato delle assicurazioni, nell'esercizio delle competenze di esecuzione conferitele dal trattato. Le modifiche sono adottate in conformità della procedura di regolamentazione di cui all'articolo 5 della decisione 1999/468/CE (articolo 55). Il margine di solvibilità può essere rafforzato soltanto previa attenta disamina e ampia consultazione delle parti interessate.

Nell'intento di garantire condizioni eque di concorrenza fra le imprese di riassicurazione e le imprese di assicurazione esercenti attività riassicurative, la proposta modifica di conseguenza la direttiva 73/239/CEE sull'assicurazione non vita e la direttiva 2002/83/CE relativa all'assicurazione sulla vita. Pertanto, alle imprese di assicurazione che svolgono attività riassicurativa per accettazione si applicano le disposizioni della presente direttiva limitatamente al margine di solvibilità richiesto, laddove le loro operazioni di riassicurazione rappresentino una parte significativa del volume totale delle loro attività (articoli 57, paragrafo 5, e 59, paragrafo 8). Queste disposizioni saranno applicabili non appena la Commissione avrà adottato la decisione che modifica il margine di solvibilità richiesto per la riassicurazione non vita (articolo 43).

Per la riassicurazione vita, il margine richiesto è calcolato in base alle disposizioni della direttiva 2002/83/CE relativa all'assicurazione sulla vita (articolo 38).

Quando un impresa di riassicurazione esercita contemporaneamente la riassicurazione vita e non vita, il margine di solvibilità richiesto è pari alla somma dei margini richiesti per entrambe le attività riassicurative (articolo 39).

Il margine di solvibilità disponibile si costituisce degli elementi patrimoniali elencati all'articolo 36, che sono gli stessi già ammessi a costituire il margine di solvibilità dalle direttive sull'assicurazione vita e non vita.

L'articolo 40 riguarda il fondo minimo di garanzia necessario per l'esercizio dell'attività riassicurativa, consistente in una quota minima di capitale di cui l'impresa deve disporre in permanenza per poter esercitare la riassicurazione con la dovuta solidità finanziaria. La proposta fissa il fondo di garanzia a un minimo di 3 milioni di euro ma stabilisce anche che, per le captive, lo Stato membro d'origine possa autorizzare un fondo di garanzia di 1 milione di euro. Con questo si è voluto tenere conto delle specificità di tali imprese, solitamente piccole e medie, la cui attività si limita a coprire l'esposizione ai rischi delle imprese cui appartengono.

Articoli da 42 a 44: Imprese di riassicurazione in difficoltà - Revoca dell'autorizzazione

Le autorità competenti devono avere la facoltà di intervenire nei confronti di un'impresa di riassicurazione la cui situazione finanziaria si stia degradando, per esempio quando non costituisce accantonamenti tecnici adeguati o il suo margine di solvibilità non raggiunge il livello richiesto. In questi frangenti, le autorità competenti devono poter esigere un piano di finanziamento o un piano di risanamento finanziario ovvero vietare la libera disponibilità degli attivi dell'impresa di riassicurazione.

Allo stesso modo, è essenziale disporre che l'autorizzazione possa essere revocata in circostanze specifiche, se per esempio l'impresa non soddisfa le condizioni per il rilascio dell'autorizzazione, ovvero manca gravemente agli obblighi cui è tenuta per legge per l'esercizio dell'attività, ecc.

Le disposizioni previste dalla proposta sono identiche a quelle che già si applicano nel settore assicurativo.

Articoli 45-46: Attività riassicurative esercitate in regime di libero stabilimento o di libera prestazione dei servizi

Un'impresa di riassicurazione opportunamente autorizzata dalle autorità competenti dello Stato membro d'origine può operare nell'intera Comunità in regime di stabilimento o di libera prestazione dei servizi (articolo 4, paragrafo 1).

L'articolo 45 contempla il caso dell'impresa di riassicurazione che, in siffatte circostanze, non ottemperi alle disposizioni di legge dello Stato membro ospitante. Il regime proposto si ispira a quello istituito dalle direttive sull'assicurazione diretta e trae fondamento dalla cooperazione fra le autorità competenti dello Stato membro d'origine e dello Stato membro ospitante.

L'articolo 46 stabilisce il principio della parità di trattamento dei creditori in caso di liquidazione di un'impresa di riassicurazione, vietando di distinguere fra contratti in funzione delle modalità di sottoscrizione (libero stabilimento ovvero libera prestazione dei servizi). Non è tuttavia previsto il coordinamento delle norme nazionali in materia di liquidazione. Per il settore assicurativo tale coordinamento è invece disposto dalla direttiva 2001/17/CE in materia di risanamento e liquidazione delle imprese di assicurazione [13]. In futuro, potrebbe essere opportuno modificare, dopo attento esame, anche questa direttiva per estenderne il campo di applicazione alle imprese di riassicurazione.

[13] GU L 110 del 20.4.2001, pag. 28.

Articoli da 47 a 50: Imprese di riassicurazione di paesi terzi

Le imprese di riassicurazione aventi la sede principale in un paese terzo e esercenti attività riassicurative in uno Stato membro non ricevono un trattamento più favorevole di quello concesso alle imprese di riassicurazione aventi la sede principale in quello Stato membro (articolo 47).

L'articolo 48 prevede la possibilità di concludere accordi con i paesi terzi aventi ad oggetto la vigilanza sulle imprese di riassicurazione. Scopo precipuo di questi accordi internazionali è permettere sia lo scambio di informazioni fra le autorità competenti dell'UE e dei paesi terzi interessati, sia il riconoscimento reciproco delle norme e delle pratiche prudenziali dall'una o dagli altri applicate in materia di riassicurazione. Questa disposizione riveste particolare importanza nella misura in cui permetterà di superare gli ostacoli regolamentari che impediscono alle imprese comunitarie di accedere ai mercati riassicurativi dei paesi terzi.

Articoli da 51 a 54: Diritti acquisiti dalle imprese di riassicurazione esistenti - Imprese di riassicurazione che cessano l'attività

L'impresa di riassicurazione che sia stata abilitata o autorizzata all'esercizio dell'attività riassicurativa conformemente alle disposizioni dello Stato membro d'origine prima della data di attuazione della presente direttiva può continuare a esercitare senza dover chiedere l'autorizzazione. Essa è tuttavia soggetta alla presente direttiva, in particolare ai requisiti di solidità finanziaria (accantonamenti tecnici, margine di solvibilità e fondo di garanzia), onorabilità ed esperienza professionale dei dirigenti e idoneità degli azionisti che detengono partecipazioni qualificate. La direttiva dà comunque facoltà agli Stati membri di contemplare un periodo transitorio di due anni che permetta alle imprese di riassicurazione esistenti di conformarsi a questi requisiti senza dover incorrere in difficoltà finanziarie (articolo 51).

La direttiva non si applica invece alle imprese di riassicurazione che alla data di attuazione della stessa non stipulino più nuovi contratti riassicurativi ma si limitino ad amministrare il portafoglio esistente nella prospettiva di cessare l'attività. Ciò nonostante, poiché queste imprese non sono subordinate al regime dell'autorizzazione unica istituito dalla presente direttiva, è essenziale, per motivi di trasparenza e certezza giuridica, che gli Stati membri redigano un elenco di tali imprese e lo comunichino a tutti gli altri Stati membri (articolo 52).

Da ultimo, l'articolo 53 conferisce all'impresa di riassicurazione il diritto di presentare ricorso giurisdizionale avverso qualunque decisione delle autorità competenti che la riguardi, in applicazione delle disposizioni nazionali di attuazione della presente direttiva.

Articoli 55-56: Competenze di esecuzione della Commissione relativamente alle modifiche tecniche della direttiva

La proposta contempla la possibilità di modificare talune norme specifiche della direttiva. Quest'ultima conferisce alla Commissione competenze di esecuzione per le disposizioni di cui all'articolo 56. Nell'esercizio delle sue competenze d'esecuzione, la Commissione è assistita dal comitato delle assicurazioni istituito con direttiva 91/675/CEE. Le modifiche decise dalla Commissione sono soggette alla procedura di cui all'articolo 5, paragrafo 6, della decisione 1999/648/CE recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione.

Le competenze di esecuzione sono esercitate soprattutto per rafforzare il margine di solvibilità nel caso di attività riassicurative o tipi di contratti specifici diversi dalla responsabilità (articolo 37, paragrafi 3 e 4).

Articoli da 57 a 60: Modifiche tecniche alle direttive vita, non vita e sui gruppi assicurativi

L'introduzione nell'UE di un quadro regolamentare sulla riassicurazione avrà un impatto sulle direttive esistenti in materia di assicurazione (vita, non vita e gruppi assicurativi) [14]; in effetti, una volta adottata, la presente direttiva andrà ad integrare il quadro legislativo esistente per il settore assicurativo, fattore di cui è sembrato opportuno tenere conto per garantire la coerenza. Le direttive assicurative esistenti devono pertanto essere opportunamente modificate. Si pensi per esempio alla vigilanza indiretta esercitata dalle autorità competenti per una data impresa di riassicurazione che abbia concluso un contratto riassicurativo con un riassicuratore comunitario [15] disciplinato dalla presente direttiva. D'ora in poi, quelle autorità competenti non potranno più rifiutare un tale contratto per ragioni direttamente connesse con la solidità finanziaria del riassicuratore in questione.

[14] Non vita: direttive 73/239/CEE, 88/357/CEE e 92/49/CEE. Vita: direttiva 2002/83/CE. Gruppi assicurativi: direttiva 98/78/CE (GU L 330 del 5.12.1998, pag. 1).

[15] Ovvero con un'impresa di assicurazione comunitaria autorizzata a norma delle direttive di assicurazione non vita e vita (direttive 73/239/CEE e 2002/83/CE).

La proposta prevede inoltre che sia abolito l'obbligo di costituire attivi a garanzia degli accantonamenti per premi non acquisiti e per sinistri alla chiusura dell'esercizio per l'impresa di riassicurazione che sia riassicurata da un'impresa di riassicurazione autorizzata ai sensi della presente direttiva, ovvero da un'impresa di assicurazione autorizzata ai sensi delle direttive 73/239/CEE (assicurazione non vita) o 2002/83/CE (assicurazione vita).

Queste modifiche sono altresì motivate dalla volontà di assoggettare le imprese di assicurazione diretta esercenti la riassicurazione ai requisiti di solvibilità che saranno stabiliti per le imprese di riassicurazione, in modo da garantire condizioni eque di concorrenza fra le diverse imprese che praticano l'accettazione in riassicurazione.

È modificata anche la direttiva 98/78/CE sui gruppi assicurativi per tenere conto del fatto che le imprese di riassicurazione UE saranno oramai soggette a vigilanza [16]. E sarà necessario adeguare di conseguenza anche la direttiva 2002/87/CE relativa ai conglomerati finanziari [17].

[16] GU L 330 del 05.12.1998, pag. 1.

[17] GU L 35 del 11.2.2003, pag. 1.

Potrà da ultimo rivelarsi necessario modificare anche la direttiva 2001/17/CE sulla liquidazione delle imprese di assicurazione per estenderne il campo di applicazione alle imprese di riassicurazione cui attualmente non si applica. Al riguardo, occorrerà proseguire i lavori per individuare gli aspetti che sarà opportuno considerare per apportare modifiche appropriate.

2004/0097 (COD)

Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa alla riassicurazione e recante modifica delle direttive 73/239/CEE e 92/49/CEE del Consiglio e delle direttive 98/78/CE e 2002/83/CE del Parlamento europeo e del Consiglio

(Testo rilevante ai fini del SEE)

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 47, paragrafo 2, e 55,

vista la proposta della Commissione [18],

[18] GU C , , pag. .

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo [19],

[19] GU C , , pag. .

visto il parere del Comitato delle regioni [20],

[20] GU C , , pag. .

deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato [21],

[21] GU C , , pag. .

considerando quanto segue:

(1) L'accesso all'attività assicurativa nella Comunità e il relativo esercizio sono disciplinati dalla direttiva 73/239/CEE del Consiglio, del 24 luglio 1973, recante coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative in materia di accesso e di esercizio dell'assicurazione diretta diversa dell'assicurazione sulla vita [22], dalla direttiva 92/49/CEE del Consiglio, del 18 giugno 1992, che coordina le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative riguardanti l'assicurazione diretta diversa dell'assicurazione sulla vita e che modifica le direttive 73/239/CEE e 88/357/CEE [23] e dalla direttiva 2002/83/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 novembre 2002 relativa all'assicurazione sulla vita [24].

[22] GU L 228 del 16.8.1973, pag. 3.

[23] GU L 228 dell'11.8.1992, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2002/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 35 dell'11.2.2003, pag. 1). 1)

[24] GU L 345 del 19.12.2002, pag. 1.

(2) Queste direttive costituiscono il quadro giuridico che disciplina l'attività assicurativa nel mercato interno, sotto il duplice profilo del diritto di stabilimento e della libera prestazione dei servizi, nell'intento di facilitare alle imprese di assicurazione aventi la sede principale nella Comunità l'assunzione di impegni all'interno della Comunità e consentire ai contraenti di rivolgersi non solo ad assicuratori stabiliti nel loro paese, ma anche ad assicuratori aventi la sede principale nella Comunità e stabiliti in altri Stati membri.

(3) Il regime introdotto da quelle direttive si applica alle imprese di assicurazione per l'insieme delle loro attività tanto di assicurazione diretta che di riassicurazione per accettazione; le attività riassicurative delle imprese di riassicurazione specializzate, invece, non sono disciplinate né da questo né da nessun altro regime di diritto comunitario.

(4) La riassicurazione è un'attività finanziaria principale che permette agli assicuratori diretti, attraverso una più ampia distribuzione dei rischi a livello mondiale, di ampliare la capacità di sottoscrizione e di copertura assicurativa e di ridurre i costi di capitale. Essa assolve il ruolo fondamentale di stabilizzatore finanziario: importante intermediario finanziario e investitore istituzionale, il riassicuratore contribuisce in misura sostanziale al vigore, alla solidità finanziaria e alla stabilità dei mercati dell'assicurazione diretta e, quindi, del sistema finanziario globale.

(5) La direttiva 64/225/CEE del Consiglio del 25 febbraio 1964, volta a sopprimere in materia di riassicurazione e di retrocessione le restrizioni alle libertà di stabilimento ed alla libera prestazione dei servizi [25] ha eliminato le restrizioni al libero stabilimento e alla libera prestazione dei servizi basate sulla cittadinanza o sulla residenza del riassicuratore. Non ha tuttavia abolito le restrizioni derivanti dal divergere delle disposizioni nazionali sulla regolamentazione prudenziale della riassicurazione. Ne è risultata una situazione in cui le notevoli differenze fra i livelli di vigilanza sulle imprese di riassicurazione della Comunità ostacolano l'esercizio della riassicurazione imponendo alle imprese ora l'obbligo di impegnare attivi a garanzia della parte di accantonamenti tecnici ceduti dagli assicuratori, o di osservare norme prudenziali diverse a seconda degli Stati membri in cui operano, ora una vigilanza indiretta sui vari aspetti della loro attività da parte delle autorità competenti per le imprese di assicurazione diretta.

[25] GU 56 del 4.4.1964, pag. 878.

(6) Il piano d'azione per i servizi finanziari ha giudicato necessario un intervento comunitario nel settore riassicurativo per portare a compimento il mercato interno dei servizi finanziari. Inoltre, organizzazioni finanziarie di rilievo come il Fondo monetario internazionale e l'International Association of Insurance Supervisors (IAIS) hanno indicato nell'assenza, a livello comunitario, di norme prudenziali armonizzate sulla riassicurazione una grave lacuna del quadro regolamentare dei servizi finanziari, che occorre colmare.

(7) La presente direttiva intende istituire un quadro prudenziale per le attività riassicurative esercitate nella Comunità. Essa è parte del corpus normativo comunitario relativo all'assicurazione sulla vita, diretto ad istituire il mercato interno dell'assicurazione.

(8) La presente direttiva è coerente con i principali lavori svolti a livello internazionale per una regolamentazione prudenziale della riassicurazione, in particolare dall'IAIS.

(9) La presente direttiva si conforma con l'impostazione adottata dal diritto comunitario nell'assicurazione diretta attuando un'armonizzazione essenziale, necessaria e sufficiente per garantire il reciproco riconoscimento delle autorizzazioni e dei sistemi di controllo prudenziale e permettere il rilascio di un'autorizzazione unica valida in tutta la Comunità e l'applicazione del principio del controllo da parte dello Stato membro d'origine.

(10) È pertanto opportuno che l'accesso all'attività riassicurativa e il suo esercizio siano subordinati al possesso di un'autorizzazione amministrativa unica, rilasciata dalle autorità competenti dello Stato membro in cui l'impresa di riassicurazione ha la sede principale; che questa autorizzazione consenta all'impresa di svolgere le proprie attività ovunque nella Comunità, sia in regime di libero stabilimento, sia in regime di libera prestazione di servizi; che lo Stato membro della succursale o della libera prestazione di servizi non possa chiedere una nuova autorizzazione alle imprese di riassicurazione che intendano esercitarvi attività riassicurative e siano già autorizzate nello Stato membro d'origine. Inoltre, un'impresa di riassicurazione autorizzata nel suo Stato membro d'origine non deve essere soggetta ad alcuna vigilanza o controllo supplementari relativi alla sua solidità finanziaria da parte delle autorità competenti dell'impresa di riassicurazione da quella riassicurata. Né deve essere permesso agli Stati membri di esigere che un'impresa di riassicurazione autorizzata nella Comunità impegni attivi a garanzia della sua parte di accantonamenti tecnici nell'impresa cessionaria. Occorre definire le condizioni per il rilascio o la revoca dell'autorizzazione. Le autorità competenti non dovrebbero rilasciare l'autorizzazione, né mantenerla, nei confronti di un'impresa di riassicurazione che non soddisfi le condizioni prescritte dalla presente direttiva.

(11) È opportuno che la presente direttiva si applichi alle imprese di riassicurazione che esercitano esclusivamente l'attività riassicurativa e non praticano operazioni di assicurazione diretta; che si applichi altresì alle cosiddette captive, imprese di riassicurazione create o possedute da imprese commerciali, industriali o finanziarie diverse da quelle disciplinate dalla direttiva 98/78/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla vigilanza supplementare sulle imprese di assicurazione appartenenti ad un gruppo assicurativo [26], la cui funzione è riassicurare esclusivamente le esposizioni ai rischi dell'impresa cui appartengono.

[26] GU L 330 del 5.12.1998, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2002/87/CE (GU L 35 dell'11.2.2003, pag. 1).

(12) La presente direttiva non deve applicarsi invece alle imprese di assicurazione che già rientrano nel campo di applicazione delle direttive 73/239/CEE e 2002/83/CE; ciò nondimeno, per garantire la solidità finanziaria delle imprese di assicurazione esercenti anche la riassicurazione e tenere debito conto della specificità di questa attività nei loro requisiti patrimoniali, è opportuno che a tali imprese si applichino le disposizioni della presente direttiva per quanto riguarda il margine di solvibilità richiesto, laddove il volume delle loro attività riassicurative rappresenti una parte significativa del volume globale delle loro attività.

(13) La presente direttiva deve precisare i poteri e i mezzi di cui dispongono le autorità competenti per la vigilanza. Spetterebbe alle autorità competenti dello Stato membro d'origine vigilare sulla situazione finanziaria dell'impresa di riassicurazione, in particolare sulla solvibilità e sulla costituzione di accantonamenti tecnici sufficienti, nonché sulla loro rappresentazione mediante attività di qualità.

(14) Le autorità competenti degli Stati membri devono disporre dei mezzi di vigilanza necessari per garantire l'esercizio ordinato delle attività dell'impresa di riassicurazione in tutta la Comunità, in regime di libero stabilimento o di libera prestazione dei servizi. In particolare, devono poter adottare appropriate misure di salvaguardia ovvero irrogare sanzioni volte a prevenire eventuali irregolarità e la violazione delle disposizioni in materia di vigilanza sulla riassicurazione.

(15) Occorre prevedere lo scambio di informazioni tra le autorità competenti e le autorità o organismi che, per la funzione che svolgono, concorrono alla stabilità del sistema finanziario. Per preservare la riservatezza delle informazioni trasmesse, l'elenco dei relativi destinatari deve restare rigorosamente limitato. È pertanto necessario specificare le condizioni alle quali sono autorizzati tali scambi; inoltre, ove sia contemplata la possibilità di divulgare le informazioni solo con l'esplicito consenso delle autorità competenti, è opportuno che queste possano, se del caso, subordinare tale consenso all'adempimento di condizioni rigorose. In proposito, onde garantire il corretto esercizio della vigilanza sulle imprese di riassicurazione da parte delle autorità competenti, la presente direttiva deve contemplare norme che consentano agli Stati membri di concludere accordi sullo scambio di informazioni con paesi terzi, a condizione che le informazioni comunicate beneficino di garanzie adeguate in ordine al segreto d'ufficio.

(16) Al fine di rafforzare la vigilanza prudenziale sulle imprese di riassicurazione, occorre contemplare l'obbligo per il revisore di segnalare tempestivamente alle autorità competenti, nei casi previsti dalla presente direttiva, fatti e decisioni di cui sia venuto a conoscenza nell'esercizio delle sue funzioni, tali da pregiudicare gravemente la situazione finanziaria o l'organizzazione amministrativa e contabile di un'impresa di riassicurazione. Visto l'obiettivo ricercato, è auspicabile che gli Stati membri stabiliscano che questo obbligo si imponga in ogni caso al revisore che venga a conoscenza di tali fatti nell'esercizio delle sue funzioni presso un'impresa che ha stretti legami con un'impresa di riassicurazione. L'obbligo del revisore di comunicare alle autorità competenti taluni fatti o decisioni riguardanti un'impresa di riassicurazione, acquisiti nell'esercizio delle sue funzioni presso un'impresa non riassicurativa non modifica di per sé la natura del suo incarico presso tale impresa né il modo in cui deve adempiervi le sue funzioni.

(17) Occorre definire l'applicazione della presente direttiva alle imprese di riassicurazione esistenti che, prima della sua attuazione, siano state autorizzate o abilitate all'esercizio dell'attività riassicurativa conformemente alle disposizioni dello Stato membro.

(18) Perché un'impresa di riassicurazione possa onorare i suoi impegni, lo Stato membro d'origine deve esigere la costituzione di accantonamenti tecnici adeguati. È opportuno che l'ammontare di tali accantonamenti sia determinato a norma della direttiva 91/674/CEE del Consiglio, del 19 dicembre 1991, relativa ai conti annuali e ai conti consolidati delle imprese di assicurazione [27] e che lo Stato membro d'origine possa, per le attività riassicurative vita, stabilire norme più specifiche in accordo con la direttiva 2002/83/CE.

[27] GU L 374 del 31.12.1991, pag. 7. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2003/51/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 178 del 17.7.2003, pag. 16).

(19) È necessario che sia fatto obbligo all'impresa di riassicurazione esercente la riassicurazione dell'assicurazione credito, ove la riassicurazione del credito rappresenti una parte minore delle sue attività, di costituire accantonamenti di perequazione che non rientrino nel suo margine di solvibilità; che questi accantonamenti siano calcolati in conformità di uno dei quattro metodi, considerati equivalenti, previsti dalla direttiva 73/239/CE; che la presente direttiva dia facoltà allo Stato membro d'origine di disporre che anche le imprese di riassicurazione aventi la sede principale sul suo territorio costituiscano accantonamenti di perequazione per rischi diversi dalla riassicurazione del credito, applicando le norme di quello Stato membro d'origine.

(20) Ogni impresa di riassicurazione deve disporre di attivi a garanzia degli accantonamenti tecnici che tengano conto del tipo di operazioni effettuate, in particolare della natura, dell'importo e della durata dei regolamenti di sinistri previsti, in modo da garantire la sufficienza, la liquidità, la sicurezza, la qualità, il rendimento e la congruenza dei suoi investimenti; ogni impresa di riassicurazione deve provvedere a diversificare e disperdere opportunamente tali investimenti in modo da poter reagire con adeguatezza a un contesto economico variabile, in particolare alle tendenze dei mercati finanziari e dei mercati immobiliari, o a eventi catastrofici di grande impatto.

(21) È necessario che le imprese di riassicurazione costituiscano, oltre agli accantonamenti tecnici, un ulteriore accantonamento, detto margine di solvibilità, rappresentato dal patrimonio libero e, con l'accordo delle autorità competenti, da elementi impliciti del patrimonio, e destinato ad ammortizzare gli effetti di eventuali variazioni economiche sfavorevoli. Tale requisito è un fattore essenziale della vigilanza prudenziale. Aspettando la revisione dell'attuale regime di solvibilità, avviata dalla Commissione nell'ambito del cosiddetto progetto "Solvibilità II", è opportuno che il margine di solvibilità richiesto delle imprese di riassicurazione sia calcolato in base alle norme vigenti in materia di assicurazione diretta.

(22) In considerazione della particolare natura di talune attività riassicurative o tipi di contratti specifici, occorre prevedere la possibilità di correggere il calcolo del margine di solvibilità richiesto; l'adeguamento dovrebbe essere deciso dalla Commissione, nell'esercizio delle sue competenze di esecuzione, previo parere del comitato delle assicurazioni istituito con direttiva 91/675/CEE del Consiglio [28]. Tali modifiche sono adottate in conformità della procedura di regolamentazione di cui all'articolo 5 della decisione 1999/468/CE del Consiglio del 28 giugno 1999 recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [29].

[28] GU L 374 del 31.12.1991, pag. 32.

[29] GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.

(23) L'elenco degli elementi ammessi a costituire il margine di solvibilità disponibile ai sensi della presente direttiva dovrebbe essere quello previsto dalle direttive 73/239/CEE e 2002/83/CE.

(24) Occorre inoltre che le imprese di riassicurazione dispongano di un fondo di garanzia affinché sia certo che possiedono mezzi adeguati fin dal momento della loro costituzione e che, nel corso dell'attività, il margine di solvibilità non scenda in nessun caso sotto un livello minimo di sicurezza; considerate però le specificità delle imprese di riassicurazione captive, è altresì opportuno autorizzare lo Stato membro d'origine a disporre che il fondo minimo di garanzia per tali imprese sia di importo inferiore.

(25) Talune disposizioni della presente direttiva definiscono norme minime. Lo Stato membro d'origine deve poter stabilire norme più restrittive nei confronti delle imprese di riassicurazione autorizzate dalle sue autorità competenti, specie per quanto riguarda i requisiti di solvibilità.

(26) Urgono misure per i casi in cui la situazione finanziaria di un'impresa di riassicurazione degeneri al punto che le risulti difficile far fronte ai suoi impegni. In situazioni specifiche, è altresì necessario che le autorità competenti siano abilitate a intervenire a uno stadio sufficientemente precoce; è tuttavia opportuno che, nell'esercizio dei loro poteri, dette autorità informino le imprese di riassicurazione interessate delle ragioni che motivano il loro intervento, in ossequio ai principi di buona amministrazione e nel rispetto delle procedure. Finché perdura questa situazione, le autorità competenti dovrebbero esimersi dal certificare che l'impresa di riassicurazione dispone di un margine di solvibilità sufficiente.

(27) È necessario prevedere una cooperazione fra le autorità competenti degli Stati membri onde garantire che l'impresa di riassicurazione esercente in regime di libero stabilimento o di libera prestazione dei servizi osservi le disposizioni ad essa applicabili nello Stato membro ospitante.

(28) Occorre prevedere un ricorso giurisdizionale avverso le decisioni di rifiuto o revoca dell'autorizzazione.

(29) È importante disporre che le imprese di riassicurazione aventi la sede principale fuori della Comunità ed esercenti la riassicurazione nella Comunità non siano oggetto di un trattamento in definitiva più favorevole di quello riservato alle imprese di riassicurazione aventi la sede principale in uno Stato membro.

(30) Perché sia tenuto conto della dimensione internazionale della riassicurazione, occorre permettere la conclusione di accordi internazionali con i paesi terzi, che stabiliscano le modalità della vigilanza sulle imprese di riassicurazione esercenti sul territorio di ciascuna parte.

(31) Sarebbe opportuno prevedere una procedura flessibile che consenta di valutare l'equivalenza prudenziale con i paesi terzi su una base comunitaria, in modo da favorire la liberalizzazione dei servizi riassicurativi nei paesi terzi attraverso lo stabilimento o la prestazione transfrontaliera di servizi. Per questo, la presente direttiva contempla procedure di negoziazione con i paesi terzi.

(32) La Commissione dovrebbe essere autorizzata a adottare misure di esecuzione, che tuttavia non devono modificare gli elementi essenziali della presente direttiva. Tali misure di esecuzione devono permettere alla Comunità di tenere il passo con gli sviluppi futuri della riassicurazione. Le misure necessarie per l'attuazione della presente direttiva sono adottate secondo la decisione 1999/468/CE.

(33) Il quadro giuridico comunitario che disciplina l'assicurazione deve essere adeguato per tenere conto del nuovo sistema prudenziale della riassicurazione introdotto dalla presente direttiva e garantire la coerenza del quadro regolamentare per l'intero settore assicurativo. In particolare, occorre adeguare le disposizioni esistenti che autorizzano le autorità competenti per le imprese di assicurazione diretta a esercitare una "vigilanza indiretta" sulle imprese di riassicurazione. Occorre inoltre abolire le disposizioni attuali che autorizzano gli Stati membri ad imporre attivi a garanzia degli accantonamenti tecnici all'impresa di assicurazione che sia riassicurata da un'impresa di riassicurazione autorizzata a norma della presente direttiva ovvero da un'impresa di assicurazione. È da ultimo opportuno prevedere che il margine di solvibilità richiesto delle imprese di assicurazione esercenti la riassicurazione sia subordinato alle norme sulla solvibilità delle imprese di riassicurazione previste dalla presente direttiva, quando le operazioni di riassicurazione rappresentano una parte significativa del volume totale delle loro attività. Le direttive 73/239/CEE, 92/49/CEE e 2002/83/CE vanno pertanto modificate di conseguenza.

(34) La direttiva 98/78/CE deve essere modificata affinché le imprese di riassicurazione appartenenti a un gruppo assicurativo o riassicurativo siano soggette a vigilanza supplementare al pari delle imprese di assicurazione facenti attualmente parte di un gruppo assicurativo.

(35) Poiché lo scopo dell'azione proposta, l'istituzione cioè di un quadro giuridico sull'accesso all'attività riassicurativa e al relativo esercizio, non può essere realizzato in misura sufficiente dagli Stati membri e può dunque, a causa delle dimensioni e degli effetti dell'azione in questione, essere realizzato meglio a livello comunitario, la Comunità può intervenire in base al principio di sussidiarietà di cui all'articolo 5 del trattato. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tale scopo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo. Essa stabilisce norme minime, gli Stati membri sono pertanto liberi di introdurre norme più severe.

HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

TITOLO I - CAMPO DI APPLICAZIONE E DEFINIZIONI

Articolo 1 - Campo d'applicazione

1. La presente direttiva disciplina l'accesso alle attività indipendenti di riassicurazione, e il relativo esercizio, delle imprese di riassicurazione che svolgono soltanto l'attività riassicurativa e sono stabilite in uno Stato membro o desiderano stabilirvisi.

2. La presente direttiva non si applica:

a) alle imprese di assicurazione oggetto delle direttive 73/239/CEE e 2002/83/CE;

b) alle attività e agli enti di cui all'articolo 3, paragrafi 1 e 2, della direttiva 73/239/CEE;

c) alle attività e agli enti di cui all'articolo 3 della direttiva 2002/83/CE;

d) all'attività riassicurativa assunta dal governo di uno Stato membro che agisca, per motivi di interesse pubblico sostanziale, in qualità di riassicuratore di ultima istanza, ove questo ruolo sia imposto da una situazione di mercato in cui è oggettivamente impossibile ottenere una copertura riassicurativa.

Articolo 2 - Definizioni

1. Ai fini della presente direttiva si intende per

a) riassicurazione: l'attività che consiste nell'accettare i rischi ceduti da un'impresa di assicurazione, da un'altra impresa di riassicurazione o da enti pensionistici aziendali o professionali oggetto della direttiva 2003/41/CE del Parlamento europeo e del Consiglio [30];

[30] GU L 235 del 23.9.2003, pag. 10.

b) impresa di riassicurazione: un'impresa autorizzata a norma dell'articolo 3;

c) succursale: qualsiasi agenzia o succursale di un'impresa di riassicurazione;

d) stabilimento: sede principale, succursale di un'impresa di riassicurazione, tenendo conto della lettera c);

e) Stato membro d'origine: lo Stato membro in cui è situata la sede principale dell'impresa di riassicurazione;

f) Stato membro della succursale: lo Stato membro in cui è situata la succursale dell'impresa di riassicurazione;

g) Stato membro ospitante: lo Stato membro in cui un'impresa di riassicurazione ha una succursale o presta servizi;

h) controllo: il legame esistente tra un'impresa madre e un'impresa figlia, secondo la definizione di cui all'articolo 1 della direttiva 83/349/CEE [31] del Consiglio, ovvero una relazione analoga tra una persona fisica o giuridica e un'impresa;

[31] GU L 193 del 18.7.1983, pag. 1.

i) partecipazione qualificata: il fatto di detenere, direttamente o indirettamente, almeno il 10% del capitale o dei diritti di voto di un'impresa, o comunque la partecipazione che consente l'esercizio di una influenza notevole sulla gestione dell'impresa in cui è detenuta una partecipazione;

j) impresa madre: un'impresa madre ai sensi degli articoli 1 e 2 della direttiva 83/349/CEE;

k) impresa figlia: un'impresa figlia ai sensi degli articoli 1 e 2 della direttiva 83/349/CEE;

l) autorità competenti: le autorità nazionali preposte, per legge o per regolamento, alla vigilanza sulle imprese di riassicurazione;

m) stretti legami: situazione nella quale due o più persone fisiche o giuridiche sono legate

i) da una partecipazione, ossia dal fatto di detenere, direttamente o tramite un legame di controllo, il 20% o più dei diritti di voto o del capitale di un'impresa, o

ii) da un legame di controllo, in tutti i casi di cui all'articolo 1, paragrafi 1 e 2, della direttiva 83/349/CEE, o da una relazione analoga tra una persona fisica o giuridica e un'impresa;

n) impresa di riassicurazione captive: impresa di riassicurazione posseduta da un'impresa finanziaria diversa da un'impresa di assicurazione o di riassicurazione o da un gruppo di imprese assicurative o riassicurative cui si applica la direttiva 98/78/CE, ovvero da una o più imprese non finanziarie, la cui funzione principale è riassicurare esclusivamente le esposizioni ai rischi dell'impresa o delle imprese cui appartiene o di un'impresa o delle imprese del gruppo di cui è parte.

2. Ai fini del paragrafo 1, lettera c), è assimilata a un'agenzia o succursale qualsiasi presenza permanente di un'impresa sul territorio di uno Stato membro, anche se questa presenza non ha assunto la forma di succursale o agenzia, bensì consiste in un semplice ufficio gestito da personale dipendente dell'impresa o da una persona indipendente ma incaricata di agire in permanenza per conto dell'impresa alla stregua di un'agenzia.

Ai fini del paragrafo 1, lettera i), e nel contesto degli articoli 12, 19, 20 e 21 e delle altre quote di partecipazione di cui all'articolo 14, sono presi in considerazione i diritti di voto di cui all'articolo 92 della direttiva 2001/34/CEE [32].

[32] GU L 184 del 6.7.2001, pag. 66.

Ai fini del paragrafo 1, lettera k), l'impresa figlia di un'impresa figlia è parimenti considerata impresa figlia dell'impresa madre cui fanno capo tali imprese.

Ai fini del paragrafo 1, lettera m), l'impresa figlia di un'impresa figlia è considerata impresa figlia dell'impresa madre che è a capo di tali imprese.

Ai fini del paragrafo 1, lettera m), si ritiene che costituisca uno stretto legame tra due o più persone fisiche o giuridiche anche la situazione in cui tali persone siano legate in modo duraturo a una stessa persona da un legame di controllo.

3. Ogni volta che viene fatto riferimento all'euro nella presente direttiva, il controvalore in moneta nazionale da prendere in considerazione, a decorrere dal 31 dicembre di ogni anno, è quello dell'ultimo giorno del mese di ottobre precedente, per il quale sono disponibili i controvalori dell'euro in tutte le pertinenti monete della Comunità.

TITOLO II - ACCESSO ALL'ATTIVITÀ RIASSICURATIVA

AUTORIZZAZIONE DELL'IMPRESA DI RIASSICURAZIONE

Articolo 3 - Principio di autorizzazione

L'accesso all'attività riassicurativa è subordinato alla preventiva concessione di un'autorizzazione amministrativa.

L'autorizzazione deve essere richiesta alle autorità competenti dello Stato membro d'origine:

a) dall'impresa di riassicurazione che stabilisce la sede principale sul territorio di detto Stato membro;

b) dall'impresa di riassicurazione che, ricevuta l'autorizzazione, estende la propria attività a rami riassicurativi diversi dai rami già autorizzati.

Articolo 4 - Portata dell'autorizzazione

1. L'autorizzazione di cui all'articolo 3 è valida per l'intera Comunità. Essa permette all'impresa di riassicurazione di esercitarvi in regime di stabilimento o di libera prestazione di servizi.

2. L'autorizzazione è concessa per attività riassicurative non vita, attività riassicurative vita ovvero per tutti i tipi di attività riassicurative, secondo l'istanza del richiedente.

Essa è esaminata in base al programma di attività da presentare in conformità degli articoli 6, lettera b), e 11 nonché al sussistere delle condizioni d'autorizzazione previste dallo Stato membro richiesto.

Articolo 5 - Forma delle imprese di riassicurazione

1. Lo Stato membro d'origine esige che le imprese di riassicurazione richiedenti l'autorizzazione assumano una delle forme di cui all'allegato I.

L'impresa di riassicurazione può assumere anche la forma di Società europea (SE) così come definita nel regolamento (CE) n. 2157/2001 [33].

[33] GU L 294 del 10.11.2001, pag. 1.

2. Gli Stati membri possono creare, ove occorra, imprese che assumano qualsiasi forma di diritto pubblico, purché abbiano lo scopo di fare operazioni di riassicurazione a condizioni equivalenti a quelle delle imprese di diritto privato.

Articolo 6 - Condizioni

Lo Stato membro d'origine esige che le imprese di riassicurazione richiedenti l'autorizzazione:

a) limitino il loro oggetto sociale alle attività di riassicurazione e operazioni connesse. Rientrano in questo requisito la funzione di impresa di partecipazione e le attività svolte nell'ambito del settore finanziario ai sensi dell'articolo 2, punto 8, della direttiva 2002/87/CE [34];

[34] GU L 35 dell'11.2.2003, pag. 1.

b) presentino un programma d'attività conforme all'articolo 11;

c) dispongano del fondo minimo di garanzia di cui all'articolo 40, paragrafo 2;

d) siano effettivamente dirette da persone che soddisfano i necessari requisiti di onorabilità, qualificazione o esperienza professionale.

Articolo 7 - Stretti legami

1. Quando sussistono stretti legami tra l'impresa di riassicurazione e altre persone fisiche o giuridiche, le autorità competenti concedono l'autorizzazione solo se tali legami non ostacolano l'effettivo esercizio delle loro funzioni di vigilanza.

Le autorità competenti negano l'autorizzazione se le disposizioni legislative, regolamentari o amministrative di un paese terzo da cui dipendono una o più persone fisiche o giuridiche con le quali l'impresa di riassicurazione ha stretti legami, ovvero difficoltà inerenti alla loro applicazione, ostacolano l'effettivo esercizio delle loro funzioni di vigilanza.

2. Le autorità competenti esigono che le imprese di riassicurazione forniscano loro le informazioni che sollecitano per poter garantire il rispetto permanente delle condizioni previste al paragrafo 1.

Articolo 8 - Sede principale delle imprese di riassicurazione

Gli Stati membri esigono che la sede principale delle imprese di riassicurazione si situi nello stesso Stato membro della sede sociale.

Articolo 9 - Condizioni delle polizze e tariffe

1. La presente direttiva non osta a che gli Stati membri mantengano in vigore o introducano disposizioni legislative, regolamentari o amministrative che prescrivano l'approvazione dello statuto e la trasmissione di qualsiasi documento necessario al normale esercizio della vigilanza.

2. Gli Stati membri non possono invece adottare disposizioni che esigano la preventiva approvazione o la comunicazione sistematica delle condizioni generali e speciali delle polizze, delle tariffe e dei formulari e altri stampati che l'impresa di riassicurazione intenda utilizzare nelle proprie relazioni con le imprese cessionarie o retrocessionarie.

Articolo 10 - Necessità economiche del mercato

Gli Stati membri non possono prescrivere l'esame della domanda di autorizzazione in funzione delle necessità economiche del mercato.

Articolo 11 - Programma di attività

1. Il programma d'attività di cui all'articolo 6, lettera b), deve contenere indicazioni o giustificazioni riguardanti:

a) la natura dei rischi che l'impresa di riassicurazione si propone di garantire;

b) il tipo di accordi di riassicurazione che l'impresa di riassicurazione intende concludere con il cessionario;

c) i principi direttivi in materia di retrocessione;

d) gli elementi che costituiscono il fondo minimo di garanzia;

e) le previsioni di spesa per l'impianto dei servizi amministrativi e della rete di produzione, i mezzi finanziari destinati a farvi fronte.

2. Oltre ai requisiti di cui al paragrafo 1, il programma di attività deve contenere, per i primi tre esercizio sociali:

a) le previsioni relative alle spese di gestione diverse dalle spese d'impianto, in particolare le spese generali correnti e le provvigioni;

b) le previsioni relative ai premi o contributi e ai sinistri;

c) la situazione probabile di tesoreria;

d) le previsioni dei mezzi finanziari destinati alla copertura degli impegni e del margine di solvibilità.

Articolo 12 - Azionisti e soci detentori di partecipazione qualificata

Le autorità competenti dello Stato membro d'origine non rilasciano a un'impresa l'autorizzazione a intraprendere l'attività riassicurativa se prima non hanno ottenuto comunicazione dell'identità degli azionisti o dei soci, diretti o indiretti, persone fisiche o giuridiche, che vi detengono una partecipazione qualificata, nonché dell'entità di questa partecipazione.

Le medesime autorità rifiutano l'autorizzazione se, tenuto conto della necessità di garantire una gestione sana e prudente dell'impresa di riassicurazione, non sono soddisfatte della qualità degli azionisti o soci.

Articolo 13 - Rifiuto dell'autorizzazione

Ogni decisione di rifiuto dell'autorizzazione deve essere adeguatamente motivata e notificata all'impresa interessata.

Ciascuno Stato membro prevede la possibilità di ricorso giurisdizionale avverso la decisione di rifiuto, in conformità dell'articolo 53.

La possibilità di ricorso giurisdizionale è prevista anche nel caso in cui le autorità competenti non si siano pronunciate sulla domanda di autorizzazione allo scadere di sei mesi decorrenti dalla data di ricezione della stessa.

Articolo 14 - Consultazione preventiva delle autorità competenti

degli altri Stati membri

1. Le autorità competenti dell'altro Stato membro interessato sono consultate in via preliminare in merito al rilascio dell'autorizzazione a un'impresa di riassicurazione che sia:

a) un'impresa figlia di un'impresa di assicurazione o di riassicurazione autorizzata in quello Stato membro, o

b) un'impresa figlia dell'impresa madre di un'impresa di assicurazione o di riassicurazione autorizzata in quello Stato membro, o

c) controllata dalle stesse persone, fisiche o giuridiche, che controllano un'impresa di assicurazione o di riassicurazione autorizzata in quello Stato membro.

2. Le autorità di uno Stato membro interessato, competenti per la vigilanza sugli enti creditizi o sulle imprese d'investimento, sono consultate in via preliminare in merito al rilascio dell'autorizzazione a un'impresa di riassicurazione che sia:

a) un'impresa figlia di un ente creditizio o di un'impresa di investimento autorizzati nella Comunità, o

b) un'impresa figlia dell'impresa madre di un ente creditizio o di un'impresa d'investimento autorizzati nella Comunità, o

c) controllata dalle stesse persone fisiche o giuridiche che controllano un ente creditizio o un'impresa d'investimento autorizzati nella Comunità.

3. Le autorità competenti di cui ai paragrafi 1 e 2 si consultano in particolare al momento di valutare l'idoneità degli azionisti e la reputazione e l'esperienza dei dirigenti partecipanti alla gestione di un'altra impresa dello stesso gruppo. Esse si trasmettono reciprocamente tutte le informazioni in merito all'idoneità degli azionisti e alla reputazione ed esperienza dei dirigenti, che siano pertinenti per le altre autorità competenti interessate ai fini del rilascio di un'autorizzazione e per l'ordinaria valutazione del rispetto delle condizioni di esercizio.

TITOLO III - CONDIZIONI DI ESERCIZIO DELL'ATTIVITÀ RIASSICURATIVA

Capo 1 - Principi e metodi di vigilanza finanziaria

Sezione 1- Autorità competenti e regole generali

Articolo 15 - Autorità competenti e oggetto della vigilanza

1. La vigilanza finanziaria su un'impresa di riassicurazione, compresa quella sulle attività da questa esercitate attraverso succursali o in libera prestazione di servizi, rientra nella competenza esclusiva dello Stato membro d'origine.

Le autorità competenti dello Stato membro ospitante, qualora abbiano motivo di ritenere che le attività dell'impresa di riassicurazione rischiano di comprometterne la solidità finanziaria, informano le autorità competenti del suo Stato membro d'origine. Queste ultime verificano se l'impresa di riassicurazione rispetta le regole prudenziali stabilite dalla presente direttiva.

2. La vigilanza finanziaria di cui al paragrafo 1 comprende la verifica, per l'insieme delle attività riassicurative, dello stato di solvibilità dell'impresa, della costituzione di accantonamenti tecnici e delle attività di contropartita in conformità delle norme o prassi stabilite nello Stato membro d'origine in conformità delle disposizioni adottate a livello comunitario.

3. Lo Stato membro d'origine dell'impresa di riassicurazione non rifiuta il contratto di retrocessione concluso da quell'impresa con un'impresa di riassicurazione autorizzata a norma della presente direttiva ovvero con un'impresa di assicurazione autorizzata a norma delle direttive 73/239/CEE o 2002/83/CE per ragioni direttamente connesse con la solidità finanziaria dell'impresa di riassicurazione o dell'impresa di assicurazione interessata.

4. Le autorità competenti dello Stato membro d'origine prescrivono che ciascuna impresa di riassicurazione sia dotata di una buona organizzazione amministrativa e contabile e di adeguate procedure di controllo interno.

Articolo 16 - Vigilanza delle succursali stabilite in un altro Stato membro

Ove un'impresa di riassicurazione autorizzata in un altro Stato membro eserciti la propria attività tramite una succursale, lo Stato membro della succursale provvede affinché le autorità competenti dello Stato membro d'origine possano, dopo averne preventivamente informato le autorità competenti dello Stato membro della succursale, procedere direttamente, o tramite persone da esse incaricate a tal fine, alla verifica in loco delle informazioni necessarie per assicurare la vigilanza finanziaria dell'impresa. Le autorità dello Stato membro della succursale possono partecipare a questa verifica.

Articolo 17 - Resoconto contabile, informazioni statistiche e prudenziali: poteri di vigilanza

1. Gli Stati membri impongono alle imprese di riassicurazione aventi la sede principale sul loro territorio di presentare un resoconto annuale, per tutte le operazioni, sulla loro situazione finanziaria e il loro stato di solvibilità.

2. Gli Stati membri impongono alle imprese di riassicurazione aventi la sede principale sul loro territorio di fornire periodicamente i documenti necessari ai fini della vigilanza, nonché i documenti statistici. Le autorità competenti si comunicano i documenti e le informazioni utili.

3. Gli Stati membri adottano tutte le disposizioni utili affinché le autorità competenti dispongano dei poteri e mezzi necessari per vigilare sulle attività delle imprese di riassicurazione con sede principale nel loro territorio, comprese le attività esercitate fuori di tale territorio.

In particolare, deve essere data facoltà alle autorità competenti:

(a) di informarsi dettagliatamente circa la situazione dell'impresa di riassicurazione e le sue attività complessive, in particolare raccogliendo informazioni o richiedendo documenti relativi all'attività di riassicurazione e retrocessione e procedendo a controlli diretti nei locali dell'impresa di riassicurazione;

(b) di prendere, nei confronti dell'impresa di riassicurazione, dei suoi dirigenti o direttori e delle persone che la controllano, tutte le misure appropriate e necessarie per garantire che le sue attività siano conformi alle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative che l'impresa deve osservare nei vari Stati membri;

(c) di garantire l'applicazione di queste misure, se necessario mediante esecuzione coattiva, con eventuale ricorso agli organi giudiziari.

È altresì facoltà degli Stati membri disporre che le autorità competenti possano ottenere informazioni sui contratti detenuti dagli intermediari.

Articolo 18 - Trasferimento del portafoglio

Alle condizioni previste dal diritto nazionale, gli Stati membri autorizzano le imprese di riassicurazione con sede principale sul loro territorio a trasferire totalmente o in parte il loro portafoglio di contratti, compresi quelli sottoscritti in regime di libero stabilimento o di libera prestazione di servizi, a un cessionario stabilito nella Comunità, se le autorità competenti dello Stato membro d'origine del cessionario attestano che questi dispone, tenuto conto del trasferimento, del margine di solvibilità necessario di cui al capo 3.

sezione 2 - Partecipazione qualificata

Articolo 19 - Acquisizioni

Gli Stati membri prescrivono che tutte le persone fisiche o giuridiche che intendano detenere, direttamente o indirettamente, una partecipazione qualificata in un'impresa di riassicurazione debbano informarne preventivamente le autorità competenti dello Stato membro d'origine, comunicando l'entità di tale partecipazione. Le persone fisiche e giuridiche sono altresì tenute a informare le autorità competenti dello Stato membro d'origine qualora intendano aumentare la loro partecipazione qualificata in modo che la quota dei diritti di voto o del capitale da esse detenuta raggiunga o superi i limiti del 20%, 33% o 50%, oppure l'impresa di riassicurazione divenga una loro impresa figlia.

Le autorità competenti dello Stato membro d'origine dispongono di un termine massimo di tre mesi dalla data della comunicazione di cui al primo comma per opporsi a detto progetto se, vista la necessità di garantire una gestione sana e prudente dell'impresa di riassicurazione, non siano soddisfatte della qualità della persona di cui al primo comma. In assenza di opposizione, le autorità possono fissare un termine massimo per la sua realizzazione.

Articolo 20 - Acquisizioni a opera di imprese finanziarie

Se l'acquirente delle partecipazioni di cui all'articolo 19 è un'impresa di assicurazione, un'impresa di riassicurazione, un ente creditizio o un'impresa d'investimento autorizzata in un altro Stato membro, o un'impresa madre di tale soggetto, ovvero una persona fisica o giuridica che controlla tale soggetto, e se, in virtù dell'acquisizione, l'impresa in cui l'acquirente intende detenere una partecipazione diventa un'impresa figlia o passa sotto il suo controllo, la valutazione dell'acquisizione deve formare oggetto della consultazione preliminare di cui all'articolo 14.

Articolo 21 - Cessioni

Gli Stati membri prescrivono che tutte le persone fisiche o giuridiche che non intendano più detenere, direttamente o indirettamente, una partecipazione qualificata in un'impresa di riassicurazione, debbano informarne preventivamente le autorità competenti dello Stato membro d'origine, comunicando l'entità di tale partecipazione.

Le persone fisiche o giuridiche sono altresì tenute a informare le autorità competenti qualora intendano diminuire la loro partecipazione qualificata in modo che la quota dei diritti di voto o del capitale da esse detenuta scenda al di sotto dei limiti del 20%, 33% o 50%, oppure l'impresa di riassicurazione cessi di essere una loro impresa figlia.

Articolo 22 - Comunicazioni dell'impresa di riassicurazione

alle autorità competenti

Le imprese di riassicurazione comunicano alle autorità competenti dello Stato membro d'origine, appena ne abbiano conoscenza, le acquisizioni o le cessioni di partecipazioni al loro capitale che determinano il superamento, in aumento o in diminuzione, di una delle soglie di cui agli articoli 19 e 21.

Esse comunicano altresì, almeno una volta all'anno, l'identità degli azionisti o dei soci che detengono partecipazioni qualificate, nonché l'entità di queste ultime, così come risultano per esempio dai verbali dell'assemblea annuale degli azionisti o dei soci, ovvero dalle informazioni ricevute in ottemperanza agli obblighi relativi alle società quotate in una borsa valori.

Articolo 23 - Partecipazione qualificata:

poteri delle autorità competenti

Gli Stati membri stabiliscono che, qualora l'influenza esercitata dalle persone di cui all'articolo 19 possa essere di ostacolo a una gestione prudente e sana dell'impresa di riassicurazione, le autorità competenti dello Stato membro d'origine adottino le opportune misure per porre termine a tale situazione. Le misure in questione possono consistere in ingiunzioni, sanzioni nei confronti dei dirigenti o direttori o nella sospensione dell'esercizio dei diritti di voto inerenti alle azioni o quote detenute dagli azionisti o dai soci di cui trattasi.

Misure analoghe si applicano nei confronti delle persone fisiche o giuridiche che non ottemperino all'obbligo dell'informazione preventiva di cui all'articolo 19. Per i casi in cui la partecipazione sia assunta nonostante l'opposizione delle autorità competenti, gli Stati membri, indipendentemente da altre sanzioni che verranno adottate, prevedono la sospensione dell'esercizio dei diritti di voto, oppure la nullità o l'annullabilità dei voti espressi.

sezione 3 - Segreto d'ufficio e

scambio di informazioni

Articolo 24 - Obblighi

1. Gli Stati membri prescrivono che tutte le persone che esercitano o hanno esercitato un'attività per le autorità competenti, nonché i revisori e gli esperti incaricati dalle autorità competenti, abbiano l'obbligo del segreto d'ufficio.

In virtù di questo obbligo, nessuna informazione riservata ricevuta da tali persone in ragione dell'ufficio può essere divulgata a qualsiasi persona o autorità, se non in forma sommaria o globale, cosicché non si possano individuare le singole imprese di riassicurazione, fatti salvi i casi rilevanti per il diritto penale.

2. Ciò nondimeno, nei casi concernenti un'impresa di riassicurazione dichiarata fallita o soggetta a liquidazione coatta, le informazioni riservate che non riguardano terzi implicati nei tentativi di salvataggio possono essere divulgate nell'ambito di procedimenti civili o commerciali.

Articolo 25 - Scambio di informazioni

fra le autorità competenti degli Stati membri

L'articolo 24 non osta a che le autorità competenti dei vari Stati membri scambino informazioni a norma delle direttive applicabili alle imprese di riassicurazione. Tali informazioni sono coperte dal segreto d'ufficio di cui all'articolo 24.

Articolo 26 - Accordi di cooperazione

con i paesi terzi

Gli Stati membri possono concludere accordi di cooperazione, che prevedano lo scambio d'informazioni con le autorità competenti di paesi terzi o con le autorità o organi di paesi terzi definiti all'articolo 28, paragrafi 1 e 2, solo a condizione che le informazioni comunicate beneficino di garanzie in ordine al segreto d'ufficio almeno equivalenti a quelle previste nella presente sezione. Tale scambio d'informazioni deve essere destinato all'esecuzione dei compiti di vigilanza delle suddette autorità o organi.

Qualora provengano da un altro Stato membro, le informazioni possono essere comunicate solo con l'esplicito consenso delle autorità competenti che le hanno fornite e, nel caso, unicamente per i fini da quelle autorizzati.

Articolo 27 - Utilizzo delle informazioni riservate

Le autorità competenti che ricevono informazioni riservate a norma degli articoli 24 e 25 possono servirsene soltanto nell'esercizio delle loro funzioni:

a) per verificare il sussistere delle condizioni di accesso all'attività di riassicurazione e facilitare il controllo dell'esercizio di tale attività, con particolare riguardo alla vigilanza sugli accantonamenti tecnici, al margine di solvibilità, all'organizzazione amministrativa e contabile e al controllo interno;

b) per irrogare sanzioni;

c) nei ricorsi amministrativi avverso una decisione delle autorità competenti, o

d) nei procedimenti giurisdizionali instaurati a norma dell'articolo 53 o di disposizioni speciali previste dalla presente direttiva e da altre direttive adottate nel settore dell'assicurazione e della riassicurazione.

Articolo 28 - Scambio di informazioni

con altre autorità

1. Gli articoli da 24 a 27 non ostano allo scambio di informazioni all'interno di uno stesso Stato membro, quando esistono più autorità competenti, o fra Stati membri, fra le autorità competenti e:

a) le autorità investite della funzione pubblica di vigilanza sugli enti creditizi e su altre istituzioni finanziarie e le autorità incaricate di vigilare sui mercati finanziari;

b) gli organi che intervengono nella liquidazione e nel fallimento delle imprese di assicurazione o di riassicurazione e in altri procedimenti analoghi, e

c) le persone incaricate della revisione legale dei conti delle imprese di assicurazione, di riassicurazione e di altri enti finanziari,

nell'espletamento delle loro funzioni di vigilanza; tali paragrafi non ostano inoltre alla trasmissione, agli organi incaricati di esperire le procedure di liquidazione coatta o di amministrare i fondi di garanzia, delle informazioni necessarie per lo svolgimento della loro funzione. Le informazioni ricevute dalle autorità, organi e persone di cui sopra sono coperte dal segreto d'ufficio di cui all'articolo 24.

2. Nonostante gli articoli da 24 a 27, gli Stati membri possono autorizzare scambi di informazioni tra le autorità competenti e:

a) le autorità preposte alla vigilanza sugli organi che intervengono nella liquidazione e nel fallimento delle imprese di assicurazione o di riassicurazione e in altri procedimenti analoghi, o

b) le autorità preposte alla vigilanza sulle persone incaricate della revisione legale dei conti delle imprese di assicurazione, di riassicurazione, degli enti creditizi, delle imprese d'investimento e di altri enti finanziari, o

c) gli attuari indipendenti dalle imprese di assicurazione o di riassicurazione, che esercitano in virtù della legge una funzione di controllo su di esse, nonché gli organi incaricati della vigilanza nei confronti di tali attuari.

Gli Stati membri che si avvalgono della facoltà di cui al primo comma esigono che siano rispettate almeno le seguenti condizioni:

a) lo scambio di informazioni è diretto all'esercizio delle funzioni di vigilanza o di controllo di cui al primo comma;

b) le informazioni ricevute in tale ambito sono coperte dal segreto d'ufficio di cui all'articolo 24;

c) qualora provengano da un altro Stato membro, le informazioni possono essere comunicate solo con l'esplicito consenso delle autorità competenti che le hanno fornite e, nel caso, unicamente per i fini da quelle autorizzati.

Gli Stati membri comunicano alla Commissione e agli altri Stati membri l'identità delle autorità, persone o organi abilitati a ricevere informazioni in forza del presente paragrafo.

3. Nonostante gli articoli da 24 a 27, gli Stati membri possono, per rafforzare la stabilità del sistema finanziario e la sua integrità, autorizzare lo scambio di informazioni tra le autorità competenti e le autorità o gli organi incaricati per legge dell'individuazione delle violazioni del diritto societario e delle relative indagini.

Gli Stati membri che si avvalgono della facoltà di cui al primo comma esigono che siano rispettate almeno le seguenti condizioni:

a) le informazioni sono dirette all'esercizio delle funzioni di vigilanza di cui al primo comma;

b) le informazioni ricevute in tale ambito sono coperte dal segreto d'ufficio di cui all'articolo 24;

c) qualora provengano da un altro Stato membro, le informazioni possono essere comunicate solo con l'esplicito consenso delle autorità competenti che le hanno fornite e, nel caso, unicamente per i fini da quelle autorizzati.

Se in uno Stato membro le autorità o gli organi di cui al primo comma esercitano le loro funzioni di individuazione o di indagine ricorrendo, in base alla loro competenza specifica, a persone a tale scopo incaricate e non appartenenti alla funzione pubblica, la possibilità di scambio delle informazioni prevista al primo comma può essere estesa a tali persone alle condizioni previste al secondo comma.

Ai fini dell'applicazione dell'ultimo trattino del secondo comma, le autorità o gli organi di cui al primo comma comunicano, alle autorità competenti che hanno trasmesso le informazioni, l'identità e il mandato preciso delle persone alle quali saranno trasmesse tali informazioni.

Gli Stati membri comunicano alla Commissione e agli altri Stati membri l'identità delle autorità o degli organi abilitati a ricevere informazioni in forza del presente paragrafo.

Articolo 29 - Trasmissione delle informazioni

alle banche centrali e alle autorità monetarie

La presente sezione non osta a che un'autorità competente trasmetta alle banche centrali e ad altri organismi con responsabilità analoghe in quanto autorità monetarie, all'occorrenza ad altre autorità pubbliche incaricate della vigilanza sui sistemi di pagamento, informazioni intese all'esercizio delle loro funzioni. Essa non osta nemmeno a che tali autorità o organismi comunichino alle autorità competenti le informazioni che possono essere loro necessarie ai fini dell'articolo 27.

Le informazioni ricevute in tale ambito sono coperte dal segreto d'ufficio di cui alla presente sezione.

Articolo 30 - Comunicazione di informazioni

alle amministrazioni centrali

responsabili della normativa finanziaria

Nonostante gli articoli 24 e 27, gli Stati membri possono, per legge, autorizzare la comunicazione di alcune informazioni ad altri servizi delle loro amministrazioni centrali responsabili della normativa di vigilanza sugli enti creditizi, gli enti finanziari, i servizi di investimento e le imprese di assicurazione o di riassicurazione, nonché agli ispettori incaricati da detti servizi.

Tali comunicazioni possono tuttavia essere fornite solo quando ciò risulti necessario per motivi di vigilanza prudenziale.

In ogni caso, gli Stati membri dispongono che le informazioni ricevute in base agli articoli 25 e 28, paragrafo 1, e quelle ottenute mediante le ispezioni di cui all'articolo 16 non possano formare oggetto delle comunicazioni menzionate nel presente paragrafo, salvo accordo esplicito delle autorità competenti che hanno comunicato le informazioni o delle autorità competenti dello Stato membro in cui è stata effettuata l'ispezione.

Sezione 4 - Obblighi dei revisori

Articolo 31 - Obblighi dei revisori

1. Gli Stati membri dispongono quanto meno che qualsiasi persona abilitata ai sensi della direttiva 84/253/CEE [35] del Consiglio, che esercita presso un'impresa di riassicurazione l'incarico di cui all'articolo 51 della direttiva 78/660/CEE [36] del Consiglio, all'articolo 37 della direttiva 83/349/CEE del Consiglio o all'articolo 31 della direttiva 85/611/CEE [37] del Consiglio, o qualsiasi altro incarico ufficiale, abbia l'obbligo di segnalare tempestivamente alle autorità competenti fatti o decisioni riguardanti detta impresa di cui essa sia venuta a conoscenza nell'esercizio dell'incarico sopra citato, tali da:

[35] GU L 126 del 12.5.1984, pag. 20.

[36] GU L 222 del 14.8.1978, pag. 11.

[37] GU L 375 del 31.12.1985, pag. 3.

a) costituire una violazione sostanziale delle disposizioni legislative, regolamentari o amministrative che stabiliscono le condizioni per l'autorizzazione o disciplinano in modo specifico l'esercizio dell'attività delle imprese di assicurazione o di riassicurazione, o

b) pregiudicare la continuità dell'attività dell'impresa di riassicurazione, ovvero

c) comportare il rifiuto della certificazione dei bilanci o l'emissione di riserve.

Questa stessa persona è altresì tenuta a segnalare fatti e decisioni di cui venga a conoscenza nell'ambito di un incarico quale quello di cui al primo comma, esercitato presso un'impresa che abbia stretti legami derivanti da un legame di controllo con l'impresa di riassicurazione presso la quale quella persona svolge l'incarico citato.

2. La comunicazione alle autorità competenti da parte delle persone abilitate ai sensi della direttiva 84/253/CEE dei fatti o decisioni pertinenti di cui al paragrafo 1 non costituisce violazione di eventuali restrizioni alla comunicazione di informazioni imposte in sede contrattuale o in forma di disposizioni legislative, regolamentari o amministrative e non comporta per tali persone responsabilità di alcun tipo.

Capo 2 - Regole sugli accantonamenti tecnici

Articolo 32 - Costituzione di accantonamenti tecnici

1. Lo Stato membro d'origine prescrive alle imprese di riassicurazione la costituzione di accantonamenti tecnici sufficienti relativi all'insieme delle loro attività.

L'ammontare di tali accantonamenti è determinato a norma della direttiva 91/674/CEE. Se del caso, lo Stato membro d'origine può stabilire norme più specifiche in accordo con l'articolo 20 della direttiva 2002/83/CE.

2. Gli Stati membri non mantengono in vigore né introducono un sistema di riserve lorde con attivi a garanzia degli accantonamenti per premi non acquisiti e per sinistri alla chiusura dell'esercizio qualora il riassicuratore sia un'impresa di riassicurazione autorizzata ai sensi della presente direttiva, ovvero un'impresa di assicurazione autorizzata in virtù delle direttive 73/239/CEE o 2002/83/CE.

3. Lo Stato membro d'origine che autorizzi la copertura degli accantonamenti tecnici mediante crediti su riassicuratori che non sono autorizzati a norma della presente direttiva, ovvero su imprese di assicurazione che non sono autorizzate in virtù delle direttive 73/239/CEE o 2002/83/CE, stabilisce la percentuale ammessa.

Articolo 33 - Accantonamenti di perequazione

1. Lo Stato membro d'origine prescrive alle imprese di riassicurazione che riassicurino i rischi classificati nel ramo 14 del punto A dell'allegato della direttiva 73/239/CEE la costituzione di accantonamenti di perequazione allo scopo di compensare un indice di sinistralità superiore alla media ovvero le perdite tecniche eventualmente accusate in quel ramo in ogni esercizio finanziario.

2. Gli accantonamenti di perequazione per la riassicurazione del credito sono calcolati in base alle norme fissate dallo Stato membro d'origine, in conformità di uno dei quattro metodi previsti al punto D dell'allegato della direttiva 73/239/CEE, da considerarsi equivalenti.

3. Lo Stato membro d'origine può esonerare dall'obbligo di costituire accantonamenti di perequazione per la riassicurazione del ramo credito le imprese di riassicurazione i cui premi o contributi esigibili per la riassicurazione di tale ramo siano inferiori al 4% del totale dei premi o contributi esigibili e a 2 500 000 EUR.

4. Lo Stato membro d'origine può prescrivere alle imprese di riassicurazione la costituzione di accantonamenti di perequazione per rischi diversi dalla riassicurazione del credito. Gli accantonamenti di perequazione sono calcolati in base alle norme fissate dallo Stato membro d'origine.

Articolo 34 - Attivi a garanzia degli accantonamenti tecnici

Gli attivi a garanzia degli accantonamenti tecnici devono tener conto del tipo di operazioni effettuate, in particolare della natura, dell'importo e della durata dei regolamenti di sinistri previsti, in modo da garantire la sufficienza, la liquidità, la sicurezza, la qualità, il rendimento e la congruenza dei suoi investimenti; l'impresa provvede a diversificare e disperdere opportunamente tali investimenti in modo da poter reagire con adeguatezza a un contesto economico variabile, in particolare alle tendenze dei mercati finanziari e dei mercati immobiliari, o a eventi catastrofici di grande impatto.

Capo 3 - Regole relative al margine di solvibilità e al fondo di garanzia

Sezione 1 - Margine di solvibilità disponibile

Articolo 35 - Regola generale

Ciascuno Stato membro impone a ogni impresa di riassicurazione con sede principale sul suo territorio di disporre costantemente di un margine di solvibilità sufficiente per l'insieme delle sue attività, perlomeno equivalente ai requisiti fissati dalla presente direttiva.

Articolo 36 - Elementi costitutivi

1. Il margine di solvibilità disponibile è costituito dal patrimonio dell'impresa di riassicurazione, libero da qualsiasi impegno prevedibile, al netto degli elementi immateriali, comprendente:

a) il capitale sociale versato ovvero, nel caso di mutue riassicuratrici, il fondo iniziale effettivo versato, aumentato dei conti degli iscritti, a condizione che detti conti soddisfino i criteri seguenti:

i) lo statuto dispone che i pagamenti attraverso questi conti a favore degli iscritti possano essere effettuati soltanto nella misura in cui ciò non comporti la riduzione del margine di solvibilità disponibile al di sotto del livello richiesto oppure, dopo lo scioglimento dell'impresa, soltanto nella misura in cui tutti gli altri debiti contratti dall'impresa siano stati pagati;

ii) lo statuto dispone che, per quanto riguarda i pagamenti di cui al punto i) effettuati per ragioni diverse dal recesso individuale degli iscritti, le autorità competenti vengano informate con almeno un mese di anticipo ed entro tale termine possano vietarli;

iii) le pertinenti disposizioni dello statuto possono essere modificate soltanto dopo che le autorità competenti abbiano dichiarato di non opporsi alla modifica, fatti salvi i criteri di cui ai punti i) e ii);

b) le riserve legali e libere non corrispondenti ad impegni;

c) gli utili o le perdite riportati previa deduzione dei dividendi da pagare.

2. Il margine di solvibilità disponibile è diminuito dell'importo delle azioni proprie detenute direttamente dall'impresa di riassicurazione.

Per le imprese di riassicurazione che attualizzano i loro accantonamenti tecnici dei rami non vita per sinistri alla chiusura dell'esercizio, oppure effettuano deduzioni dagli stessi per tenere conto dei proventi dei loro investimenti, come consentito dall'articolo 60, punto 1, lettera g), della direttiva 91/674/CEE, il margine di solvibilità disponibile è ridotto della differenza tra gli accantonamenti tecnici prima dell'attualizzazione o della deduzione, quali risultano dall'allegato ai conti, e gli accantonamenti tecnici dopo l'attualizzazione o la deduzione. Questo aggiustamento è effettuato per tutti i rischi enumerati al punto A dell'allegato alla direttiva 73/2397CEE, a eccezione dei rischi dei rami 1 e 2 di quell'allegato. Per i rami diversi da 1 e 2 di detto allegato, non è necessario alcun aggiustamento in caso di attualizzazione delle rendite incluse negli accantonamenti tecnici.

Oltre alle deduzioni di cui ai paragrafi 1 e 2, il margine di solvibilità disponibile è diminuito delle seguenti voci:

a) partecipazioni dell'impresa di riassicurazione nei seguenti soggetti:

i) imprese di assicurazione ai sensi dell'articolo 6 della direttiva 73/239/CEE, dell'articolo 4 della direttiva 2002/83/CE o dell'articolo 1, lettera b) della direttiva 98/78/CE;

ii) imprese di riassicurazione ai sensi dell'articolo 3 della presente direttiva ovvero imprese di riassicurazione di paesi terzi ai sensi dell'articolo 1, lettera l) della direttiva 98/78/CE;

iii) società di partecipazione assicurativa ai sensi dell'articolo 1, lettera i) della direttiva 98/78/CE;

iv) enti creditizi o enti finanziari ai sensi dell'articolo 1, paragrafi 1 e 5, della direttiva 2000/12/CE;

v) imprese d'investimento e enti finanziari ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 2, della direttiva 93/22/CEE [38] del Consiglio e dell'articolo 2, paragrafi 4 e 7, della direttiva 93/6/CEE [39] del Consiglio;

[38] GU L 141 del 11.6.1993, pag. 27.

[39] GU L 141 del 11.6.1993, pag. 1.

b) ciascuno dei seguenti elementi che l'impresa di riassicurazione vanta nei confronti dei soggetti definiti alla lettera a) in cui detiene una partecipazione:

i) gli strumenti di cui al paragrafo 4;

ii) gli strumenti di cui all'articolo 27, paragrafo 3, della direttiva 2002/83/CE;

iii) i crediti subordinati e gli strumenti di cui all'articolo 35 e all'articolo 36, paragrafo 3, della direttiva 2000/12/CE.

In caso di possesso temporaneo di azioni di un altro ente creditizio, ente finanziario, impresa di investimento, impresa di assicurazione o di riassicurazione o società di partecipazione assicurativa ai fini di un'operazione di assistenza finanziaria destinata al risanamento e al salvataggio di questi, l'autorità competente può consentire deroghe alle disposizioni relative alle deduzioni di cui alle lettere a) e b) del quarto comma.

In alternativa alle deduzioni degli elementi di cui alle lettere a) e b) del quarto comma detenuti dall'impresa di riassicurazione in enti creditizi, imprese d'investimento e enti finanziari, gli Stati membri possono consentire alle loro imprese di riassicurazione di applicare, mutatis mutandis, i metodi 1, 2 o 3 dell'allegato I della direttiva 2002/87/CE. Il metodo 1 (consolidamento contabile) è applicato soltanto qualora l'autorità competente ritenga che vi sia un livello soddisfacente di gestione integrata e di controllo interno delle imprese incluse nel consolidamento. Il metodo scelto è applicato coerentemente nel tempo.

Gli Stati membri possono prevedere che per il calcolo del margine di solvibilità di cui alla presente direttiva, le imprese di riassicurazione soggette a vigilanza supplementare ai sensi della direttiva 98/78/CE ovvero della direttiva 2002/87/CE non siano tenute a dedurre gli elementi di cui alle lettere a) e b) del quarto comma detenuti in enti creditizi, enti finanziari, imprese d'investimento, imprese di assicurazione o di riassicurazione o società di partecipazione assicurativa inclusi nella vigilanza supplementare.

Ai fini della deduzione delle partecipazioni di cui al presente paragrafo, per partecipazione si intende una partecipazione ai sensi dell'articolo 1, lettera f), della direttiva 98/78/CE.

3. Possono altresì essere ammessi a costituire il margine di solvibilità disponibile:

a) le azioni preferenziali cumulative e i prestiti subordinati a concorrenza del 50% del margine di solvibilità disponibile o, se inferiore, del margine di solvibilità richiesto, di cui il 25% al massimo comprende prestiti subordinati a scadenza fissa o azioni preferenziali cumulative a durata determinata purché esistano accordi vincolanti in base ai quali, in caso di fallimento o liquidazione dell'impresa di riassicurazione, i prestiti subordinati o le azioni preferenziali abbiano un grado inferiore rispetto ai crediti di tutti gli altri creditori e vengano rimborsati solo previo pagamento di tutti gli altri debiti in essere a quella data.

Inoltre, i prestiti subordinati devono soddisfare le condizioni seguenti:

i) computo dei soli fondi effettivamente versati;

ii) per i prestiti a scadenza fissa, scadenza iniziale non inferiore a cinque anni. Al più tardi un anno prima della scadenza, l'impresa di riassicurazione sottopone all'approvazione delle autorità competenti un piano che precisa le modalità per mantenere o portare al livello voluto alla scadenza il margine di solvibilità disponibile, a meno che l'importo a concorrenza del quale il prestito può essere incluso nelle componenti del margine di solvibilità disponibile non sia gradualmente ridotto nel corso degli ultimi cinque anni almeno prima della scadenza. Le autorità competenti possono autorizzare il rimborso anticipato di tali fondi a condizione che la richiesta sia presentata dall'impresa di riassicurazione emittente e che il margine di solvibilità disponibile della stessa non scenda al di sotto del livello richiesto;

iii) rimborsabilità dei prestiti per i quali non è fissata la scadenza del debito soltanto mediante preavviso di cinque anni, salvo che detti prestiti non siano più considerati una componente del margine di solvibilità disponibile o che l'accordo preventivo delle autorità competenti sia formalmente richiesto per il rimborso anticipato. In quest'ultimo caso l'impresa di riassicurazione informa le autorità competenti, almeno sei mesi prima della data del rimborso proposta, indicando il margine di solvibilità disponibile e il margine di solvibilità richiesto prima e dopo detto rimborso. Le autorità competenti autorizzano il rimborso soltanto se il margine di solvibilità disponibile dell'impresa di riassicurazione non rischia di scendere al di sotto del livello richiesto;

iv) esclusione dal contratto di prestito di clausole in forza delle quali, in determinati casi diversi dalla liquidazione dell'impresa di riassicurazione, il debito debba essere rimborsato prima della scadenza convenuta;

v) possibilità di modificare il contratto solo dopo che le autorità competenti abbiano dichiarato di non opporsi alla modifica;

b) i titoli a durata indeterminata e altri strumenti, comprese le azioni preferenziali cumulative diverse da quelle di cui alla lettera a), a concorrenza del 50% del margine di solvibilità disponibile o, se inferiore, del margine di solvibilità richiesto per il totale di detti titoli e dei prestiti subordinati di cui alla lettera a), che soddisfino le seguenti condizioni:

i) non possono essere rimborsati su iniziativa del portatore o senza il preventivo accordo dell'autorità competente;

ii) il contratto di emissione deve dare all'impresa di riassicurazione la possibilità di differire il pagamento degli interessi del prestito;

iii) i crediti del prestatore verso l'impresa di riassicurazione devono essere interamente subordinati a quelli di tutti i creditori non subordinati;

iv) i documenti che disciplinano l'emissione dei titoli devono prevedere la capacità del debito e degli interessi non versati di assorbire le perdite, consentendo nel contempo all'impresa di riassicurazione di proseguire le sue attività;

v) computo dei soli importi effettivamente versati.

4. Su domanda, debitamente documentata, dell'impresa all'autorità competente dello Stato membro d'origine e con l'accordo di detta autorità competente, possono altresì essere ammessi a costituire il margine di solvibilità disponibile:

a) la metà dell'aliquota non versata del capitale sociale o del fondo iniziale appena la parte versata raggiunge il 25% di questo capitale o fondo, a concorrenza del 50 % del margine di solvibilità disponibile o, se inferiore, del margine di solvibilità richiesto;

b) i crediti che le società mutue e le società a forma mutualistica a contributo variabile per i rami non vita vantano verso i soci a titolo dell'esercizio, fino a concorrenza della metà della differenza tra i contributi massimi e i contributi effettivamente richiamati, entro un limite del 50% del margine di solvibilità disponibile o del margine di solvibilità richiesto, se inferiore. Le autorità nazionali competenti definiscono orientamenti che stabiliscono le condizioni alle quali possono essere accettati i richiami di contributi;

c) le plusvalenze nette latenti risultanti dalla valutazione degli elementi dell'attivo, nella misura in cui tali plusvalenze non abbiano carattere eccezionale.

5. Inoltre, con riguardo alle attività riassicurative del ramo vita, su domanda debitamente documentata dell'impresa all'autorità competente dello Stato membro d'origine e con l'accordo di detta autorità competente, possono essere ammessi a costituire il margine di solvibilità disponibile:

a) sino al 31 dicembre 2009, un importo pari al 50% degli utili futuri dell'impresa, ma non superiore al 25% del margine di solvibilità disponibile o del margine di solvibilità richiesto, se inferiore; l'importo degli utili futuri si ottiene moltiplicando l'utile annuo stimato per il fattore che rappresenta la durata residua media dei contratti; tale fattore può essere al massimo pari a 6; l'utile annuo stimato non può superare la media aritmetica degli utili realizzati nel corso degli ultimi cinque esercizi nelle attività di cui all'articolo 2, punto 1) della direttiva 2002/83/CE.

Le autorità competenti possono autorizzare l'inclusione di tale importo ai fini del margine di solvibilità disponibile soltanto:

i) se alle autorità competenti stesse viene presentata una relazione attuariale che convalida la plausibilità della rilevazione di detti utili nel futuro, e

ii) nella misura in cui quella parte degli utili futuri che deriverà dalle plusvalenze nette latenti di cui al paragrafo 5, lettera c), non sia già stata rilevata;

b) in caso di non zillmeraggio o in caso di zillmeraggio inferiore al caricamento per spese di acquisizione contenuto nel premio, la differenza tra la riserva matematica non zillmerata o parzialmente zillmerata e una riserva matematica zillmerata a un tasso di zillmeraggio pari al caricamento per spese di acquisizione contenuto nel premio; questo importo non può tuttavia superare il 3,5% della somma delle differenze tra i capitali in questione dell'attività vita e le riserve matematiche per tutti i contratti in cui sia possibile lo zillmeraggio; questa differenza è ridotta dell'importo delle spese di acquisizione non ammortizzate eventualmente iscritto nell'attivo.

6 Le modifiche ai paragrafi da 1 a 5 per tenere conto degli sviluppi che giustificano un adeguamento tecnico degli elementi ammessi a costituire il margine di solvibilità disponibile sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 55, paragrafo 2, della presente direttiva.

Sezione 2 - Margine di solvibilità richiesto

Articolo 37 - Margine di solvibilità richiesto per la riassicurazione non vita

1. Il margine di solvibilità richiesto è determinato in rapporto all'ammontare annuo dei premi o contributi, oppure in rapporto all'onere medio dei sinistri per i tre ultimi esercizi sociali.

Tuttavia, qualora le imprese di riassicurazione pratichino essenzialmente soltanto uno o più dei rischi credito, tempesta, grandine, gelo, sono presi in considerazione come periodo di riferimento dell'onere medio dei sinistri gli ultimi sette esercizi sociali.

2. Fatto salvo l'articolo 40, l'ammontare del margine di solvibilità richiesto deve essere pari al più elevato dei due risultati di cui ai paragrafi 3 e 4.

3. L'ammontare dei premi da utilizzare per il calcolo è il più elevato dei due importi seguenti: l'importo dei premi o contributi lordi contabilizzati, secondo il calcolo riportato in appresso, e l'importo dei premi o contributi lordi acquisiti.

I premi o contributi per i rami 11, 12 e 13 di cui al punto A dell'allegato alla direttiva 73/239/CEE sono aumentati del 50%.

I premi o contributi per i rami 11, 12 e 13 di cui al punto A dell'allegato alla direttiva 73/239/CEE possono essere aumentati fino al 50%, per specifiche attività riassicurative o tipi di contratti, per tener conto delle specificità di tali attività o contratti, secondo la procedura di cui all'articolo 55, paragrafo 2, della presente direttiva. I premi o contributi, compresi gli oneri accessori a detti premi o contributi, dovuti per le attività riassicurative nel corso dell'ultimo esercizio vengono cumulati.

Dal risultato ottenuto si detrae l'importo totale dei premi o contributi annullati nel corso dell'ultimo esercizio, nonché l'importo totale delle imposte e tasse relative ai premi o contributi compresi nel cumulo.

L'importo così ottenuto è suddiviso in due quote, la prima fino a 50 milioni di euro, la seconda comprendente l'eccedenza; a tali quote si applicano rispettivamente le percentuali del 18% e del 16% e si sommano gli importi.

Il risultato è moltiplicato per il rapporto esistente, per la somma dei tre ultimi esercizi, tra l'ammontare dei sinistri che restano a carico dell'impresa di riassicurazione dopo aver dedotto gli importi recuperabili per effetto della retrocessione, e l'ammontare dei sinistri lordi; tale rapporto non può in alcun caso essere inferiore al 50%.

Con l'approvazione delle autorità competenti, si possono applicare metodi statistici per assegnare i premi o contributi.

4. Il calcolo sulla base dei sinistri è effettuato nel modo appresso indicato, utilizzando per i rami 11, 12 e 13 classificati al punto A dell'allegato alla direttiva 73/239/CEE l'ammontare dei sinistri, degli accantonamenti e dei recuperi incrementato del 50%.

I sinistri, gli accantonamenti e i recuperi per rami diversi dai rami 11, 12 e 13 di cui al punto A dell'allegato alla direttiva 73/239/CEE possono essere aumentati fino al 50%, per specifiche attività riassicurative o tipi di contratti, per tener conto delle specificità di tali attività o contratti, secondo la procedura di cui all'articolo 55, paragrafo 2, della presente direttiva.

Gli importi dei sinistri pagati nei periodi di cui al paragrafo 1 sono cumulati, senza detrarre i sinistri a carico dei retrocessionari.

Al risultato ottenuto si aggiunge l'ammontare degli accantonamenti per sinistri costituiti alla fine dell'ultimo esercizio.

Dall'importo ottenuto si detrae l'ammontare dei recuperi effettuati durante i periodi di cui al paragrafo 1.

Dall'importo rimasto, si detrae l'ammontare degli accantonamenti per sinistri costituiti all'inizio del secondo esercizio finanziario precedente l'ultimo esercizio considerato. Se il periodo di riferimento determinato a norma del paragrafo 1 è di sette anni, si deduce l'ammontare degli accantonamenti per sinistri costituiti all'inizio del sesto esercizio precedente l'ultimo esercizio considerato.

La terza o la settima parte, a seconda del periodo di riferimento determinato conformemente al paragrafo 1, dell'importo così ottenuto è suddiviso in due quote, la prima fino a 35 milioni di euro e la seconda comprendente l'eccedenza; a tali quote si applicano rispettivamente le percentuali del 26 % e del 23 % e si sommano gli importi.

Il risultato è moltiplicato per il rapporto esistente, per la somma dei tre ultimi esercizi, tra l'ammontare dei sinistri che restano a carico dell'impresa di riassicurazione dopo aver dedotto gli importi recuperabili per effetto della retrocessione, e l'ammontare dei sinistri lordi; tale rapporto non può in alcun caso essere inferiore al 50%.

Con l'approvazione delle autorità competenti, si possono applicare metodi statistici per assegnare i sinistri, gli accantonamenti e i recuperi.

5. Se il margine di solvibilità richiesto calcolato a norma dei paragrafi 2, 3 e 4 è inferiore al margine di solvibilità richiesto per l'esercizio precedente, il margine di solvibilità richiesto è pari almeno al margine di solvibilità richiesto per l'anno precedente moltiplicato per il rapporto tra gli accantonamenti tecnici per sinistri alla chiusura dell'ultimo esercizio finanziario e gli accantonamenti tecnici per sinistri all'inizio dell'ultimo esercizio finanziario. In questi calcoli gli accantonamenti tecnici sono calcolati al netto della retrocessione ma il rapporto non può essere mai superiore a uno.

6. Le percentuali applicabili alle quote di cui al paragrafo 3, sesto comma e al paragrafo 4, sesto comma, sono ridotte ad un terzo in caso di riassicurazione di un'assicurazione malattia gestita secondo una tecnica analoga a quella dell'assicurazione sulla vita, se

a) i premi riscossi sono calcolati in base a tavole di morbilità secondo i metodi matematici applicati in materia di assicurazioni;

b) è costituito un accantonamento di senescenza;

c) è riscosso un supplemento di premio per costituire un margine di sicurezza adeguato;

d) l'impresa di assicurazione può recedere dal contratto al più tardi entro il termine del terzo anno d'assicurazione;

e) il contratto prevede la possibilità di aumentare i premi o di ridurre le prestazioni anche per i contratti in corso.

Articolo 38 - Margine di solvibilità richiesto per la riassicurazione vita

1. Fatto salvo l'articolo 40, il margine di solvibilità richiesto per le attività di riassicurazione vita è determinato a norma dei paragrafi da 2 a 7, secondo i rami riassicurativi esercitati.

2. Il margine di solvibilità richiesto per le riassicurazioni di cui all'articolo 2, punto 1), lettere a) e b), della direttiva 2002/83/CE, diverse dalle assicurazioni connesse con fondi di investimento, e per le operazioni di cui all'articolo 2, punto 3), è pari alla somma dei due seguenti risultati:

a) primo risultato:

il 4% delle riserve matematiche relative alle accettazioni in riassicurazione al lordo delle retrocessioni è moltiplicato per il rapporto esistente, per l'ultimo esercizio, tra le riserve matematiche al netto delle retrocessioni e l'importo lordo delle riserve matematiche. Tale rapporto non può in alcun caso essere inferiore all'85%;

b) secondo risultato:

per i contratti i cui capitali sotto rischio non sono negativi, lo 0,3% dei capitali sotto rischio presi a carico dall'impresa di riassicurazione è moltiplicato per il rapporto esistente, per l'ultimo esercizio, tra l'importo dei capitali sotto rischio rimasti a carico dell'impresa a seguito delle retrocessioni e l'importo dei capitali sotto rischio al lordo della retrocessione. Tale rapporto non può in alcun caso essere inferiore al 50%.

Per le riassicurazioni temporanee in caso di morte, aventi una durata massima di tre anni, l'aliquota è pari allo 0,1%; per quelle di durata superiore a tre anni ma inferiore o pari a cinque anni, l'aliquota è pari allo 0,15%.

3. Per la riassicurazione delle assicurazioni complementari di cui all'articolo 2, punto 1), lettera c), della direttiva 2002/83/CE, il margine di solvibilità richiesto è uguale al margine di solvibilità richiesto per le imprese di riassicurazione di cui all'articolo 37 della presente direttiva.

4. Per la riassicurazione delle assicurazioni malattia a lungo termine, non rescindibili, di cui all'articolo 2, punto 1), lettera d), direttiva 2002/83/CE, il margine di solvibilità richiesto è uguale:

a) al 4% delle riserve matematiche, calcolato a norma del paragrafo 2, lettera a), del presente articolo, più

b) il margine di solvibilità richiesto per le imprese di riassicurazione stabilito all'articolo 37 della presente direttiva. Tuttavia, la condizione di cui all'articolo 37, paragrafo 6, lettera b), della presente direttiva concernente la costituzione di un accantonamento di senescenza, può essere sostituita dal requisito dell'assicurazione di gruppo.

5. Per la riassicurazione delle operazioni di capitalizzazione di cui all'articolo 2, punto 2), lettera b), della direttiva 2002/83/CE, il margine di solvibilità richiesto è pari al 4% delle riserve matematiche calcolato a norma del paragrafo 2, lettera a) del presente articolo.

6. Per la riassicurazione delle operazioni tontinarie di cui all'articolo 2, punto 2), lettera a), della direttiva 2002/83/CE, il margine di solvibilità richiesto è pari all' 1% dei fondi delle associazioni.

7. Per i rami riassicurativi delle assicurazioni di cui all'articolo 2, punto 1), lettere a) e b), della direttiva 2002/83/CE con riguardo ai fondi di investimento, e per le operazioni di cui all'articolo 2, punto 2), lettere c), d) e e) della stessa direttiva, il margine di solvibilità richiesto è pari alla somma delle voci seguenti:

a) il 4% degli accantonamenti tecnici, calcolato a norma del paragrafo 2, lettera a), del presente articolo, sempre che l'impresa di riassicurazione assuma un rischio d'investimento;

b) l'1% degli accantonamenti tecnici, calcolato a norma del paragrafo 2, lettera a), del presente articolo, sempre che l'impresa di riassicurazione non assuma rischi d'investimento ma lo stanziamento destinato a coprire le spese di gestione sia fissato per un periodo superiore a cinque anni;

c) il 25% delle spese nette di amministrazione dell'ultimo esercizio finanziario pertinenti all'attività in questione, sempre che l'impresa di riassicurazione non assuma rischi d'investimento e lo stanziamento destinato a coprire le spese di gestione non sia fissato per un periodo superiore a cinque anni;

d) lo 0,3% dei capitali sotto rischio, calcolato a norma del paragrafo 2, lettera b), del presente articolo, sempre che l'impresa di riassicurazione assuma un rischio di mortalità.

Articolo 39 - Margine di solvibilità richiesto delle imprese esercenti

le riassicurazioni vita e le riassicurazioni non vita

1. Lo Stato membro d'origine esige che ogni impresa di riassicurazione esercente la riassicurazione vita e non vita costituisca un margine di solvibilità disponibile per la somma dei margini di solvibilità richiesti in relazione ad entrambe le attività riassicurative, da determinarsi a norma degli articoli 37 e 38 a seconda del caso.

2. Ove il margine di solvibilità disponibile non raggiunga il livello richiesto al paragrafo 1, le autorità competenti adottano le misure di cui agli articoli 42 e 43.

Sezione 3 - Fondo di garanzia

Articolo 40 - Ammontare del fondo di garanzia

1. Un terzo del margine di solvibilità richiesto di cui agli articoli da 37 a 39 costituisce il fondo di garanzia. Esso consta degli elementi di cui all'articolo 36, paragrafi da 1 a 3 e, previo accordo delle autorità competenti dello Stato membro d'origine, 4, lettera c).

2. Il fondo di garanzia non può essere inferiore a 3 milioni di euro.

Ogni Stato membro può disporre che il fondo minimo di garanzia per le imprese di riassicurazione captive non sia inferiore a 1 milione di euro.

Articolo 41 - Riesame dell'importo del fondo di garanzia

1. Gli importi in euro stabiliti all'articolo 40, paragrafo 2, sono riesaminati annualmente, la prima volta il [data di attuazione di cui all'articolo 61, paragrafo 1], per tenere conto delle variazioni dell'indice europeo dei prezzi al consumo per l'insieme degli Stati membri, pubblicato da Eurostat.

Gli importi sono adeguati automaticamente maggiorando l'importo di base in euro della variazione percentuale dell'indice nel periodo tra l'entrata in vigore della presente direttiva e la data di revisione, e arrotondandolo a un multiplo di 100 000 EUR.

Se la variazione percentuale rispetto all'ultimo adeguamento è inferiore al 5%, non si opera alcun adeguamento.

2. La Commissione informa ogni anno il Parlamento europeo e il Consiglio dell'esito del riesame degli importi e dell'eventuale adeguamento di cui al paragrafo 1.

Capo 4 - Imprese di riassicurazione in difficoltà o in situazione irregolare

e revoca dell'autorizzazione

Articolo 42 - Imprese di riassicurazione in difficoltà

1. Ove l'impresa di riassicurazione non si conformi alle disposizioni dell'articolo 32, l'autorità competente dello Stato membro d'origine può vietarne la libera disponibilità degli attivi dopo aver comunicato tale intenzione alle autorità competenti degli Stati membri ospitanti.

2. Al fine di ristabilire la situazione finanziaria di un'impresa di riassicurazione il cui margine di solvibilità sia sceso sotto il minimo prescritto agli articoli 37, 38 e 39, l'autorità competente dello Stato membro d'origine esige un piano di risanamento che deve essere sottoposto alla sua approvazione.

In casi eccezionali, se ritiene che la situazione finanziaria dell'impresa di riassicurazione stia per degradarsi ulteriormente, l'autorità competente può anche limitarne o vietarne la libera disponibilità degli attivi. Essa informa di tutte le misure che ha adottato le autorità degli altri Stati membri sul cui territorio l'impresa di riassicurazione svolge la propria attività e quelle, su sua richiesta, adottano le medesime misure.

3. Se il margine di solvibilità scende al di sotto del fondo di garanzia di cui all'articolo 40, l'autorità competente dello Stato membro d'origine esige che l'impresa di riassicurazione sottoponga alla sua approvazione un piano di finanziamento a breve termine.

L'autorità competente può anche limitare o vietare la libera disponibilità degli attivi dell'impresa di riassicurazione. Essa ne informa le autorità di tutti gli altri Stati membri e quelle, su sua richiesta, adottano le medesime misure.

4. Ogni Stato membro adotta le misure necessarie per vietare, in conformità della legislazione nazionale, la libera disponibilità degli attivi situati sul suo territorio su richiesta, nei casi previsti ai paragrafi 1, 2 e 3, dello Stato membro d'origine dell'impresa di riassicurazione, il quale precisa gli attivi che devono formare oggetto di tali misure.

Articolo 43 - Piano di risanamento finanziario

1. Gli Stati membri dispongono che le autorità competenti possano chiedere alle imprese di riassicurazione di presentare un piano di risanamento finanziario qualora ritengano che siano a rischio i loro impegni derivanti dai contratti di riassicurazione.

2. Il piano deve come minimo contenere indicazioni o giustificazioni riguardanti, per i tre esercizi successivi:

a) le previsioni relative alle spese di gestione, in particolare le spese generali correnti e le provvigioni;

b) un piano che esponga dettagliatamente le previsioni dei costi e dei ricavi per le accettazioni e le cessioni in riassicurazione;

c) la situazione probabile di tesoreria;

d) le previsioni dei mezzi finanziari destinati alla copertura degli impegni e del margine di solvibilità richiesto;

e) la politica generale in materia di retrocessione.

3. Ove la posizione finanziaria dell'impresa di riassicurazione si deteriori e siano a rischio i suoi obblighi contrattuali, gli Stati membri dispongono che le autorità competenti possano fare obbligo alle imprese di riassicurazione di costituire un margine di solvibilità più elevato, in modo che l'impresa di riassicurazione sia in grado di soddisfare i requisiti di solvibilità nel breve periodo. Il livello di tale margine di solvibilità più elevato è determinato sulla base di un'analisi del piano di risanamento finanziario di cui al paragrafo 1.

4. Gli Stati membri provvedono affinché le autorità competenti possano rivedere al ribasso il valore di tutti gli elementi costitutivi del margine di solvibilità disponibile, specie se il valore di mercato di questi elementi ha subito modifiche sensibili rispetto alla fine dell'ultimo esercizio.

5. Gli Stati membri dispongono che le autorità competenti possano diminuire il coefficiente di riduzione, basato sulla retrocessione, del margine di solvibilità di cui agli articoli 37, 38 e 39 qualora:

a) il contenuto o la qualità dei contratti di retrocessione abbia effettivamente subito modifiche sensibili rispetto all'ultimo esercizio;

b) i contratti di retrocessione non prevedano alcun trasferimento del rischio o prevedano un trasferimento irrilevante.

6. Le autorità competenti, ove abbiano chiesto un piano di risanamento finanziario a norma del paragrafo 1, si astengono dal rilasciare un'autorizzazione ai sensi dell'articolo 18, fintanto che ritengano che gli impegni dell'impresa derivanti dai contratti di riassicurazione siano a rischio ai sensi del paragrafo 1.

Articolo 44 - Revoca dell'autorizzazione

1. L'autorizzazione concessa a un'impresa di riassicurazione dall'autorità competente dello Stato membro d'origine può essere revocata da questa autorità quando l'impresa:

a) non fa uso dell'autorizzazione entro dodici mesi, vi rinuncia espressamente o ha cessato di esercitare l'attività per oltre sei mesi, salvo se lo Stato membro interessato non preveda in questi casi la decadenza dell'autorizzazione;

b) non soddisfa più le condizioni di accesso;

c) non ha potuto realizzare, entro i termini stabiliti, le misure previste dal piano di risanamento o dal piano di finanziamento di cui all'articolo 42;

d) manca gravemente agli obblighi che le incombono in virtù della normativa ad essa applicabile.

L'autorità competente dello Stato membro d'origine informa le autorità competenti degli altri Stati membri della revoca o della decadenza dell'autorizzazione e quelle autorità prendono opportune misure per impedire che l'impresa di riassicurazione interessata inizi nuove operazioni sul loro territorio, in regime di libero stabilimento o di libera prestazione di servizi.

2. Ogni decisione di revoca è adeguatamente motivata e notificata all'impresa di riassicurazione destinataria.

TITOLO IV - DISPOSIZIONI SULLA LIBERTÀ DI STABILIMENTO E DI PRESTAZIONE DEI SERVIZI

Articolo 45 - Inosservanza delle disposizioni di legge da parte

di un'impresa di riassicurazione

1. Le autorità competenti dello Stato membro ospitante che accertino l'inosservanza da parte di un'impresa di riassicurazione operante sul territorio di quello Stato tramite una succursale o in regime di libera prestazione di servizi, delle disposizioni di legge ivi vigenti e ad essa applicabili, invitano l'impresa di riassicurazione a porre fine a tale situazione irregolare. Nel contempo, informano le autorità competenti dello Stato membro d'origine.

Se, nonostante le misure prese dalle autorità competenti dello Stato membro d'origine - o per l'insufficienza di tali misure - l'impresa di riassicurazione persiste nel violare le disposizioni di legge vigenti nello Stato membro ospitante, quest'ultimo può, dopo averne informato le autorità competenti dello Stato membro d'origine, prendere opportune misure per prevenire o reprimere nuove irregolarità e, se strettamente necessario, impedire all'impresa di stipulare nuovi contratti di riassicurazione sul suo territorio. Gli Stati membri provvedono affinché sul loro territorio sia possibile effettuare le notifiche necessarie alle imprese di riassicurazione.

2. Le misure prese a norma del paragrafo 1 che comportino sanzioni o restrizioni all'esercizio dell'attività riassicurativa devono essere debitamente motivate e notificate all'impresa di riassicurazione interessata.

Articolo 46 - Liquidazione

Per le imprese di riassicurazione poste in liquidazione coatta amministrativa, gli impegni derivanti dai contratti conclusi da una succursale o in regime di libera prestazione dei servizi sono adempiuti alla stregua degli impegni derivanti dagli altri contratti di riassicurazione.

TITOLO V- IMPRESE DI RIASSICURAZIONE AVENTI LA SEDE PRINCIPALE FUORI DELLA COMUNITÀ ED ESERCENTI LE RIASSICURAZIONI

NELLA COMUNITÀ

Articolo 47 - Principi e condizioni per l'esercizio dell'attività riassicurativa

Nessuno Stato membro applica alle imprese di riassicurazione con sede sociale fuori della Comunità, per quanto riguarda l'accesso all'attività riassicurativa e il relativo esercizio sul suo territorio, disposizioni che procurino loro un trattamento più favorevole rispetto alle imprese di riassicurazione aventi la sede principale in quello Stato membro.

Articolo 48 - Accordi con paesi terzi

1. La Commissione può presentare al Consiglio proposte per negoziare accordi con uno o più paesi terzi in merito alle modalità di esercizio della vigilanza su:

a) imprese di riassicurazione aventi la sede principale in un paese terzo ed esercenti attività riassicurative nella Comunità;

b) imprese di riassicurazione aventi la sede principale nella Comunità ed esercenti attività riassicurative in un paese terzo.

2. Gli accordi di cui al paragrafo 1 mirano a garantire, in condizioni di equivalenza delle norme prudenziali, un accesso effettivo al mercato per le imprese di riassicurazione stabilite sul territorio di ciascuna delle parti e a provvedere al riconoscimento reciproco delle norme e prassi in materia di vigilanza sulla riassicurazione. Essi mirano inoltre a permettere:

a) alle autorità competenti degli Stati membri di ottenere le informazioni necessarie per la vigilanza delle imprese di riassicurazione stabilite nella Comunità ed esercenti sul territorio del paese terzo interessato;

b) alle autorità competenti dei paesi terzi di ottenere le informazioni necessarie per la vigilanza delle imprese di riassicurazione aventi la sede principale sul loro territorio ed esercenti nella Comunità.

3. Fatto salvo l'articolo 300, paragrafi 1 e 2 del trattato che istituisce la Comunità europea, la Commissione, assistita dal comitato delle assicurazioni, esamina il risultato dei negoziati di cui al paragrafo 1 e la situazione che ne consegue.

TITOLO VI - NORME APPLICABILI ALLE IMPRESE FIGLIE

DI IMPRESE MADRI DISCIPLINATE DAL DIRITTO DI UN PAESE TERZO

E ALL'ACQUISIZIONE DI PARTECIPAZIONI DA PARTE DI TALI IMPRESE MADRI

Articolo 49 - Informazioni degli Stati membri alla Commissione

Le autorità competenti degli Stati membri informano la Commissione:

a) di ogni autorizzazione concessa a un'impresa figlia diretta o indiretta di una o più imprese madri disciplinate dal diritto di un paese terzo;

b) di ogni acquisizione, da parte di siffatta impresa madre, di una partecipazione in un'impresa di riassicurazione della Comunità atta a rendere quest'ultima una sua impresa figlia.

La Commissione ne informa il comitato delle assicurazioni.

Quando viene concessa l'autorizzazione a un'impresa figlia diretta o indiretta di una o più imprese madri disciplinate dal diritto di un paese terzo, la struttura del gruppo deve essere specificata nella notifica che le autorità competenti inviano alla Commissione.

Articolo 50 - Trattamento riservato dai paesi terzi

alle imprese di riassicurazione comunitarie

1. Gli Stati membri informano la Commissione delle difficoltà di carattere generale che incontrano le loro imprese di riassicurazione stabilendosi ed esercitando in un paese terzo, ovvero continuandovi le loro attività.

2. Periodicamente, la Commissione redige una relazione in cui esamina, secondo il paragrafo 3, il trattamento delle imprese di riassicurazione comunitarie nei paesi terzi relativamente al loro stabilimento in questi paesi, all'acquisizione di partecipazioni in imprese di riassicurazione di questi paesi, all'esercizio delle loro attività quando vi si sono stabilite e alla prestazione transfrontaliera di servizi riassicurativi dalla Comunità verso questi paesi. La Commissione presenta tali relazioni al Consiglio, corredate eventualmente di proposte o raccomandazioni adeguate.

3. Quando abbia accertato, sulla base delle relazioni di cui al paragrafo 2 o di altre informazioni, che un paese terzo non concede alle imprese di riassicurazione comunitarie un effettivo accesso al mercato, la Commissione può presentare raccomandazioni al Consiglio per ottenere adeguato mandato in vista di negoziare condizioni migliori di accesso al mercato per le imprese di riassicurazione comunitarie.

4. Le misure adottate in forza del presente articolo sono conformi agli obblighi derivanti per la Comunità da eventuali accordi internazionali, in particolare quelli conclusi nell'ambito dell'Organizzazione mondiale del commercio.

TITOLO VII

ALTRE DISPOSIZIONI

Articolo 51 - Diritti acquisiti delle imprese di riassicurazione esistenti

1. Si ritengono autorizzate a norma dell'articolo 3 le imprese di riassicurazione oggetto della presente direttiva, che siano state autorizzate o abilitate prima della sua entrata in vigore all'esercizio dell'attività riassicurativa conformemente alle disposizioni dello Stato membro della loro sede principale.

Esse si conformano tuttavia alle disposizioni della presente direttiva relative all'esercizio dell'attività riassicurativa e ai requisiti prescritti agli articoli 6, lettere a), c) e d), 7, 8 e 12, e agli articoli da 32 a 41, a decorrere dalla data di attuazione di cui all'articolo 61.

2. Gli Stati membri possono concedere alle imprese di riassicurazione di cui al paragrafo 1, che all'entrata in vigore della presente direttiva non sono siano conformi agli articoli 6, lettera a), 7 e 8 e agli articoli da 32 a 40, un ulteriore termine di [2 anni] decorrente dalla data di cui all'articolo 61, per provvedervi.

Articolo 52 - Imprese di riassicurazione che cessano l'attività

1. La presente direttiva non si applica all'impresa di riassicurazione che al ... (data di trasposizione della presente direttiva di cui all'articolo 61, paragrafo 1) abbia smesso di stipulare nuovi contratti di riassicurazione e si limiti a amministrare il portafoglio esistente nella prospettiva di cessare l'attività.

2. Ciascuno Stato membro predispone un elenco di tali imprese e lo comunica agli altri Stati membri.

Articolo 53 - Ricorso giurisdizionale

Gli Stati membri provvedono affinché le decisioni prese nei confronti di un'impresa di riassicurazione a norma delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative di attuazione della presente direttiva possano essere oggetto di ricorso giurisdizionale.

Articolo 54 - Cooperazione tra gli Stati membri e la Commissione

1. Gli Stati membri collaborano fra loro per facilitare la vigilanza sulla riassicurazione all'interno della Comunità e l'applicazione della presente direttiva.

2. La Commissione e le autorità competenti degli Stati membri collaborano strettamente per facilitare la vigilanza sulla riassicurazione all'interno della Comunità e esaminare eventuali difficoltà derivanti dall'applicazione della presente direttiva.

Articolo 55 - Comitato

1. La Commissione è assistita dal comitato delle assicurazioni istituito ai sensi dell'articolo 1 della direttiva 91/675/CEE.

2. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 5 e 7 della decisione 1999/468/CE, tenendo conto delle disposizioni dell'articolo 8 della stessa.

Il periodo di cui all'articolo 5, paragrafo 6 della decisione 1999/468/CE è fissato a tre mesi.

3. Il comitato adotta il proprio regolamento interno.

Articolo 56 - Misure d'esecuzione

Le seguenti misure di esecuzione della presente direttiva sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 55, paragrafo 2:

a) estensione delle forme giuridiche di cui all'allegato I della presente direttiva;

b) precisazione degli elementi costitutivi del margine di solvibilità enumerati all'articolo 36, per tener conto della creazione di nuovi strumenti finanziari;

c) aumento fino al 50% dei premi o contributi utilizzati per il calcolo del margine di solvibilità richiesto di cui all'articolo 37, paragrafi 3 e 4, nei rami diversi dai rami 11, 12 e 13 di cui al punto A dell'allegato alla direttiva 73/239/CEE, per specifiche attività riassicurative o tipi di contratti, per tener conto delle specificità di tali attività o contratti;

d) modifica del fondo minimo di garanzia di cui all'articolo 40, paragrafo 2, per tener conto degli sviluppi economici e finanziari;

e) precisazione delle definizioni di cui all'articolo 2 per garantire l'applicazione uniforme della presente direttiva in tutta la Comunità.

TITOLO VIII - MODIFICHE DELLE DIRETTIVE VIGENTI

Articolo 57 - Modifiche della direttiva 73/239/CEE

La direttiva 73/239/CEE è modificata come segue:

(1) All'articolo 12 bis, i paragrafi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti:

"1. Le autorità competenti dell'altro Stato membro interessato sono consultate in via preliminare in merito al rilascio dell'autorizzazione a un'impresa di assicurazione non vita che sia:

a) un'impresa figlia di un'impresa di assicurazione o di riassicurazione autorizzata in quello Stato membro, o

b) un'impresa figlia dell'impresa madre di un'impresa di assicurazione o di riassicurazione autorizzata in quello Stato membro, o

c) controllata dalle stesse persone, fisiche o giuridiche, che controllano un'impresa di assicurazione o di riassicurazione autorizzata in quello Stato membro.

2. Le autorità di uno Stato membro interessato competenti per la vigilanza sugli enti creditizi o sulle imprese d'investimento sono consultate in via preliminare in merito al rilascio dell'autorizzazione a un'impresa di assicurazione non vita che sia:

a) un'impresa figlia di un ente creditizio o di un'impresa di investimento autorizzati nella Comunità, o

b) un'impresa figlia dell'impresa madre di un ente creditizio o di un'impresa d'investimento autorizzati nella Comunità, o

c) controllata dalle stesse persone fisiche o giuridiche che controllano un ente creditizio o un'impresa d'investimento autorizzati nella Comunità."

(2) All'articolo 13, paragrafo 2, è aggiunto il seguente terzo comma:

"Lo Stato membro d'origine dell'impresa di assicurazione non rifiuta il contratto di riassicurazione concluso da quell'impresa con un'impresa di riassicurazione autorizzata a norma della direttiva 200./../CE del Parlamento europeo e del Consiglio* [direttiva sulla riassicurazione] ovvero con un'impresa di assicurazione autorizzata a norma della presente direttiva o della direttiva 2002/83/CE del Parlamento europeo e del Consiglio** per ragioni direttamente connesse con la solidità finanziaria dell'impresa di riassicurazione o dell'impresa di assicurazione interessate.

* GU L ....

** GU L 345 del 19.12.2002, pag. 1"

(3) All'articolo 15, il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

"3. Gli Stati membri non mantengono in vigore né introducono, per la costituzione di accantonamenti tecnici, un sistema di riserve lorde con attivi a garanzia degli accantonamenti per premi non acquisiti e per sinistri alla chiusura dell'esercizio a carico del riassicuratore che sia un'impresa di riassicurazione autorizzata a norma della direttiva 200./../CE [direttiva sulla riassicurazione] o un'impresa di assicurazione autorizzata a norma della presente direttiva o della direttiva 2002/83/CE.

Lo Stato membro d'origine che autorizzi la copertura degli accantonamenti tecnici mediante crediti su un riassicuratore che non sia né un'impresa di riassicurazione autorizzata a norma della direttiva 200./../CE né un'impresa di assicurazione autorizzata a norma della presente direttiva o della direttiva 2002/83/CE, stabilisce la percentuale ammessa."

(4) All'articolo 16, paragrafo 2, il quarto comma è sostituito dal seguente:

"Il margine di solvibilità disponibile è altresì diminuito delle seguenti voci:

a) partecipazioni dell'impresa di assicurazione in:

- imprese di assicurazione ai sensi dell'articolo 6 della presente direttiva, dell'articolo 4 della direttiva 2002/83/CEE o dell'articolo 1, lettera b), della direttiva 98/78/CE del Parlamento europeo e del Consiglio*;

- imprese di riassicurazione ai sensi dell'articolo 3 della direttiva 200./../CE [direttiva sulla riassicurazione] ovvero imprese di riassicurazione di paesi terzi ai sensi dell'articolo 1, lettera l) della direttiva 98/78/CE;

- società di partecipazione assicurativa ai sensi dell'articolo 1, lettera i) della direttiva 98/78/CE;

- enti creditizi o enti finanziari ai sensi dell'articolo 1, paragrafi 1 e 5, della direttiva 2000/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio**;

- imprese d'investimento e enti finanziari ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 2, della direttiva 93/22/CEE del Consiglio*** e dell'articolo 2, paragrafi 4 e 7, della direttiva 93/6/CEE del Consiglio****.

* GU L 330 del 5.12.1998, pag. 1

** GU L 126 del 26.5.2000, pag. 1

*** GU L 141 dell'11.6.1993, pag. 27

**** GU L 141 dell'11.6.1993, pag. 1"

(5) È inserito il seguente articolo 17ter:

"Articolo 17ter

1. Se, in conformità dell'articolo 56, lettera c), della direttiva 200./../CE del Parlamento europeo e del Consiglio* [direttiva sulla riassicurazione], la Commissione decide di rafforzare gli importi utilizzati per il calcolo del margine di solvibilità richiesto di cui all'articolo 37, paragrafi 3 e 4, di quella direttiva, gli Stati membri applicano alle imprese di assicurazione aventi la sede principale sul loro territorio, limitatamente alle accettazioni in riassicurazione, gli articoli da 35 a 39 della citata direttiva, ove ricorra una delle seguenti condizioni:

a) i premi di riassicurazione raccolti superano il 10 % del premio totale;

b) i premi di riassicurazione raccolti superano 500 000 EUR;

c) gli accantonamenti tecnici relativi alle accettazioni in riassicurazione superano il 10 % degli accantonamenti tecnici totali.

2. L'impresa di assicurazione cui si applica il paragrafo 1 costituisce, per l'insieme delle sue attività, un fondo minimo di garanzia a norma dell'articolo 40, paragrafo 2, della direttiva 200./../CE [direttiva sulla riassicurazione].

* GU L ..."

Articolo 58 - Modifiche della direttiva 92/49/CEE

La direttiva 92/49/CEE è modificata come segue:

(1) All'articolo 15, il paragrafo 1bis è sostituito dal seguente:

"1 bis Se l'acquirente delle partecipazioni di cui al paragrafo 1 è un'impresa di assicurazione, un'impresa di riassicurazione, un ente creditizio o un'impresa d'investimento autorizzata in un altro Stato membro, o l'impresa madre di tale soggetto, ovvero una persona fisica o giuridica che controlla tale soggetto, e se, in virtù dell'acquisizione, l'impresa in cui l'acquirente intende detenere una partecipazione diventa un'impresa figlia o passa sotto il suo controllo, la valutazione dell'acquisizione deve formare oggetto della consultazione preliminare di cui all'articolo 12 bis della direttiva 73/239/CEE."

(2) All'articolo 16, i paragrafi 4, 5 e 5bis sono sostituiti dai seguenti:

"4. Le autorità competenti che ricevono informazioni riservate a norma dei paragrafi 1 o 2 possono servirsene soltanto nell'esercizio delle loro funzioni:

- per verificare il sussistere delle condizioni di accesso all'attività di assicurazione e facilitare il controllo dell'esercizio di tale attività, con particolare riguardo alla vigilanza sugli accantonamenti tecnici, al margine di solvibilità, all'organizzazione amministrativa e contabile e al controllo interno;

- per irrogare sanzioni;

- nei ricorsi amministrativi avverso una decisione delle autorità competenti, o

- nei procedimenti giurisdizionali instaurati a norma dell'articolo 53 o di disposizioni speciali previste dalla presente direttiva e da altre direttive adottate nel settore dell'assicurazione e della riassicurazione.

5. I paragrafi 1 e 4 non ostano allo scambio di informazioni all'interno di uno stesso Stato membro, quando esistono più autorità competenti, o fra Stati membri, fra le autorità competenti e:

- le autorità investite della funzione pubblica di vigilanza sugli enti creditizi e su altre istituzioni finanziarie e le autorità incaricate di vigilare sui mercati finanziari;

- gli organi che intervengono nella liquidazione e nel fallimento delle imprese di assicurazione o di riassicurazione e in altri procedimenti analoghi, e

- le persone incaricate della revisione legale dei conti delle imprese di assicurazione, di riassicurazione e di altri enti finanziari,

nell'espletamento delle loro funzioni di vigilanza; tali paragrafi non ostano inoltre alla trasmissione, agli organi incaricati di esperire le procedure di liquidazione coatta o di amministrare i fondi di garanzia, delle informazioni necessarie per lo svolgimento della loro funzione. Le informazioni ricevute dalle autorità, organi e persone di cui sopra sono coperte dal segreto d'ufficio di cui al paragrafo 1.

5bis Nonostante i paragrafi da 1 a 4, gli Stati membri possono autorizzare scambi di informazioni tra le autorità competenti e:

- le autorità preposte alla vigilanza sugli organi che intervengono nella liquidazione e nel fallimento delle imprese di assicurazione o di riassicurazione e in altri procedimenti analoghi, o

- le autorità preposte alla vigilanza sulle persone incaricate della revisione legale dei conti delle imprese di assicurazione, di riassicurazione, degli enti creditizi, delle imprese d'investimento e di altri enti finanziari, o

- gli attuari indipendenti dalle imprese di assicurazione o di riassicurazione, che esercitano in virtù della legge una funzione di controllo su di esse, nonché gli organi incaricati della vigilanza nei confronti di tali attuari.

Gli Stati membri che si avvalgono della facoltà di cui al primo comma esigono che siano rispettate almeno le seguenti condizioni:

- le informazioni sono dirette all'esercizio delle funzioni di vigilanza o di controllo di cui al primo comma;

- le informazioni ricevute in tale ambito sono coperte dal segreto d'ufficio di cui al paragrafo 1;

- qualora provengano da un altro Stato membro, le informazioni possono essere comunicate solo con l'esplicito consenso delle autorità competenti che le hanno fornite e, nel caso, unicamente per i fini da quelle autorizzati.

Gli Stati membri comunicano alla Commissione e agli altri Stati membri l'identità delle autorità, persone o organi abilitati a ricevere informazioni in forza del presente paragrafo."

Articolo 59 - Modifiche della direttiva 2002/83/CE

La direttiva 2002/83/CE è modificata come segue:

(1) All'articolo 1, paragrafo 1, è aggiunta la nuova lettera s):

s) "impresa di riassicurazione": un'impresa di riassicurazione ai sensi dell'articolo 2, lettera b), della direttiva 200./../CE del Parlamento europeo e del Consiglio*. [Direttiva sulla riassicurazione]

* GU L ..."

(2) È inserito il seguente articolo 9bis:

"Articolo 9 bis

Consultazione preventiva delle autorità competenti degli altri Stati membri

1. Le autorità competenti dell'altro Stato membro interessato sono consultate in via preliminare in merito al rilascio dell'autorizzazione a un'impresa di assicurazione vita che sia:

a) un'impresa figlia di un'impresa di assicurazione o di riassicurazione autorizzata in quello Stato membro, o

b) un'impresa figlia dell'impresa madre di un'impresa di assicurazione o di riassicurazione autorizzata in quello Stato membro, o

c) controllata dalle stesse persone, fisiche o giuridiche, che controllano un'impresa di assicurazione o di riassicurazione autorizzata in quello Stato membro.

2. Le autorità di uno Stato membro interessato competenti per la vigilanza sugli enti creditizi o sulle imprese d'investimento sono consultate in via preliminare in merito al rilascio dell'autorizzazione a un'impresa di assicurazione vita che sia:

a) un'impresa figlia di un ente creditizio o di un'impresa di investimento autorizzati nella Comunità, o

b) un'impresa figlia dell'impresa madre di un ente creditizio o di un'impresa d'investimento autorizzati nella Comunità, o

c) controllata dalle stesse persone fisiche o giuridiche che controllano un ente creditizio o un'impresa d'investimento autorizzati nella Comunità.

3. Le autorità competenti di cui ai paragrafi 1 e 2 si consultano in particolare al momento di valutare l'idoneità degli azionisti e la reputazione e l'esperienza dei dirigenti partecipanti alla gestione di un'altra impresa dello stesso gruppo. Esse si trasmettono reciprocamente tutte le informazioni in merito all'idoneità degli azionisti e alla reputazione ed esperienza dei dirigenti, che siano pertinenti per le altre autorità competenti interessate ai fini del rilascio di un'autorizzazione e per l'ordinaria valutazione del rispetto delle condizioni di esercizio."

(3) All'articolo 10, paragrafo 2, è aggiunto il seguente secondo comma:

"Lo Stato membro d'origine dell'impresa di assicurazione non rifiuta il contratto di riassicurazione concluso da quell'impresa con un'impresa di riassicurazione autorizzata a norma della direttiva 200./../CE [direttiva sulla riassicurazione] ovvero con un'impresa di assicurazione autorizzata a norma della presente direttiva o della direttiva 73/239/CEE per ragioni direttamente connesse con la solidità finanziaria dell'impresa di riassicurazione o dell'impresa di assicurazione interessate."

(4) All'articolo 15, è aggiunto il seguente paragrafo 1bis:

"1 bis Se l'acquirente delle partecipazioni di cui al paragrafo 1 è un'impresa di assicurazione, un'impresa di riassicurazione, un ente creditizio o un'impresa d'investimento autorizzata in un altro Stato membro, o l'impresa madre di tale soggetto, ovvero una persona fisica o giuridica che controlla tale soggetto, e se, in virtù dell'acquisizione, l'impresa in cui l'acquirente intende detenere una partecipazione diventa un'impresa figlia o passa sotto il suo controllo, la valutazione dell'acquisizione deve formare oggetto della consultazione preliminare di cui all'articolo 9bis."

(5) L'articolo 16 è modificato come segue:

a) i paragrafi 4, 5 e 6 sono sostituiti dai seguenti:

"4. Le autorità competenti che ricevono informazioni riservate a norma dei paragrafi 1 o 2 possono servirsene soltanto nell'esercizio delle loro funzioni:

- per verificare il sussistere delle condizioni di accesso all'attività di assicurazione e facilitare il controllo dell'esercizio di tale attività, con particolare riguardo alla vigilanza sugli accantonamenti tecnici, al margine di solvibilità, all'organizzazione amministrativa e contabile e al controllo interno;

- per irrogare sanzioni;

- nei ricorsi amministrativi avverso una decisione delle autorità competenti, o

- nei procedimenti giurisdizionali instaurati a norma dell'articolo 67 o di disposizioni speciali previste dalla presente direttiva e da altre direttive adottate nel settore dell'assicurazione e della riassicurazione.

5. I paragrafi 1 e 4 non ostano allo scambio di informazioni all'interno di uno stesso Stato membro, quando esistono più autorità competenti, o fra Stati membri, fra le autorità competenti e:

- le autorità investite della funzione pubblica di vigilanza sugli enti creditizi e su altre istituzioni finanziarie e le autorità incaricate di vigilare sui mercati finanziari;

- gli organi che intervengono nella liquidazione e nel fallimento delle imprese di assicurazione o di riassicurazione e in altri procedimenti analoghi, e

- le persone incaricate della revisione legale dei conti delle imprese di assicurazione, di riassicurazione e di altri enti finanziari,

nell'espletamento delle loro funzioni di vigilanza; tali paragrafi non ostano inoltre alla trasmissione, agli organi incaricati di esperire le procedure di liquidazione coatta o di amministrare i fondi di garanzia, delle informazioni necessarie per lo svolgimento della loro funzione. Le informazioni ricevute dalle autorità, organi e persone di cui sopra sono coperte dal segreto d'ufficio di cui al paragrafo 1.

6. Nonostante i paragrafi da 1 a 4, gli Stati membri possono autorizzare scambi di informazioni tra le autorità competenti e:

- le autorità preposte alla vigilanza sugli organi che intervengono nella liquidazione e nel fallimento delle imprese di assicurazione o di riassicurazione e in altri procedimenti analoghi, o

- le autorità preposte alla vigilanza sulle persone incaricate della revisione legale dei conti delle imprese di assicurazione, di riassicurazione, degli enti creditizi, delle imprese d'investimento e di altri enti finanziari, o

- gli attuari indipendenti dalle imprese di assicurazione e di riassicurazione, che esercitano in virtù della legge una funzione di controllo su di esse, nonché gli organi incaricati della vigilanza nei confronti di tali attuari.

Gli Stati membri che si avvalgono della facoltà di cui al primo comma esigono che siano rispettate almeno le seguenti condizioni:

- le informazioni sono dirette all'esercizio delle funzioni di vigilanza o di controllo di cui al primo comma;

- le informazioni ricevute in tale ambito sono coperte dal segreto d'ufficio di cui al paragrafo 1;

- qualora provengano da un altro Stato membro, le informazioni possono essere comunicate solo con l'esplicito consenso delle autorità competenti che le hanno fornite e, nel caso, unicamente per i fini da quelle autorizzati.

Gli Stati membri comunicano alla Commissione e agli altri Stati membri l'identità delle autorità, persone o organi abilitati a ricevere informazioni in forza del presente paragrafo."

b) il paragrafo 8 è sostituito dal seguente:

"8. I paragrafi da 1 a 7 non ostano a che un'autorità competente trasmetta

- alle banche centrali e ad altri organismi con responsabilità analoghe in quanto autorità monetarie;

- all'occorrenza, ad altre autorità pubbliche incaricate della vigilanza sui sistemi di pagamento,

informazioni intese all'esercizio delle loro funzioni, né a che tali autorità o organismi comunichino alle autorità competenti le informazioni che possono essere loro necessarie ai fini del paragrafo 4. Le informazioni ricevute in tale ambito sono coperte dal segreto d'ufficio di cui al presente articolo."

(6) L'articolo 20, paragrafo 4, è sostituito dal seguente:

"4. Gli Stati membri non mantengono in vigore né introducono, per la costituzione di accantonamenti tecnici, un sistema di riserve lorde con attivi a garanzia degli accantonamenti per premi non acquisiti e per sinistri alla chiusura dell'esercizio a carico del riassicuratore autorizzato a norma della direttiva 200./../CE [direttiva sulla riassicurazione] che sia un'impresa di riassicurazione o un'impresa di assicurazione autorizzata a norma della presente direttiva o della direttiva 73/239/CEE.

Lo Stato membro d'origine che autorizzi la copertura degli accantonamenti tecnici mediante crediti su un riassicuratore che non sia né un'impresa di riassicurazione autorizzata a norma della direttiva 200./../CE né un'impresa di assicurazione autorizzata a norma della presente direttiva o della direttiva 73/239/CEE, stabilisce la percentuale ammessa."

(7) All'articolo 27, paragrafo 2, sono aggiunti i seguenti secondo, terzo, quarto, quinto, sesto e settimo comma:

"Il margine di solvibilità disponibile è altresì diminuito delle seguenti voci:

a) partecipazioni dell'impresa di assicurazione in:

- imprese di assicurazione ai sensi dell'articolo 4 della presente direttiva, dell'articolo 6 della direttiva 73/239/CEE o dell'articolo 1, lettera b), della direttiva 98/78/CE del Parlamento europeo e del Consiglio*;

- imprese di riassicurazione ai sensi dell'articolo 3 della direttiva 200./../CE ovvero imprese di riassicurazione di paesi terzi ai sensi dell'articolo 1, lettera l) della direttiva 98/78/CE;

- società di partecipazione assicurativa ai sensi dell'articolo 1, lettera i) della direttiva 98/78/CE;

- enti creditizi o enti finanziari ai sensi dell'articolo 1, paragrafi 1 e 5, della direttiva 2000/12/CE;

- imprese d'investimento e enti finanziari ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 2, della direttiva 93/22/CEE e dell'articolo 2, paragrafi 4 e 7, della direttiva 93/6/CEE del Consiglio**;

b) ciascuno dei seguenti elementi che l'impresa di assicurazione vanta nei confronti dei soggetti definiti alla lettera a) in cui detiene una partecipazione:

- gli strumenti di cui al paragrafo 3;

- gli strumenti di cui all'articolo 16, paragrafo 3, della direttiva 73/239/CEE;

- i crediti subordinati e gli strumenti di cui all'articolo 35 e all'articolo 36, paragrafo 3, della direttiva 2000/12/CE.

In caso di possesso temporaneo di azioni di un altro ente creditizio, ente finanziario, impresa di investimento, impresa di assicurazione o di riassicurazione o società di partecipazione assicurativa ai fini di un'operazione di assistenza finanziaria destinata al risanamento e al salvataggio di questi, l'autorità competente può consentire deroghe alle disposizioni relative alle deduzioni di cui alle lettere a) e b) del terzo comma.

In alternativa alle deduzioni degli elementi di cui alle lettere a) e b) del terzo comma detenuti dall'impresa di assicurazione in enti creditizi, imprese d'investimento e enti finanziari, gli Stati membri possono consentire alle loro imprese di assicurazione di applicare, mutatis mutandis, i metodi 1, 2 o 3 dell'allegato I della direttiva 2002/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio***. Il metodo 1 (consolidamento contabile) è applicato soltanto qualora l'autorità competente ritenga che vi sia un livello soddisfacente di gestione integrata e di controllo interno delle imprese incluse nel consolidamento. Il metodo scelto è applicato coerentemente nel tempo.

Gli Stati membri possono prevedere che, per il calcolo del margine di solvibilità di cui alla presente direttiva, le imprese di assicurazione soggette a vigilanza supplementare ai sensi della direttiva 98/78/CE ovvero della direttiva 2002/87/CE non siano tenute a dedurre gli elementi di cui alle lettere a) e b) del terzo comma detenuti in enti creditizi, enti finanziari, imprese di investimento, imprese di assicurazione o di riassicurazione o società di partecipazione assicurativa inclusi nella vigilanza supplementare.

Ai fini della deduzione delle partecipazioni di cui al presente paragrafo, per partecipazione si intende una partecipazione ai sensi dell'articolo 1, lettera g), della direttiva 98/78/CE.

* GU L 330 del 5.12.1998, pag. 1

** GU L 141 dell'11.6.1993, pag. 27

*** GU L 35 dell'11.2.2003, pag. 1"

(8) È inserito il seguente articolo 28bis:

"Articolo 28 bis

Margine di solvibilità delle imprese di assicurazione esercenti attività riassicurative

Se, in conformità dell'articolo 56, lettera c), della direttiva 200./../CE del Parlamento europeo e del Consiglio* [direttiva sulla riassicurazione], la Commissione decide di rafforzare gli importi utilizzati per il calcolo del margine di solvibilità richiesto di cui all'articolo 37, paragrafi 3 e 4, di quella direttiva, gli Stati membri applicano alle imprese di assicurazione limitatamente alle accettazioni in riassicurazione, gli articoli da 35 a 39 della citata direttiva, ove ricorra una delle seguenti condizioni:

a) i premi di riassicurazione raccolti superano il 10 % del premio totale;

b) i premi di riassicurazione raccolti superano 500 000 EUR;

c) gli accantonamenti tecnici relativi alle accettazioni in riassicurazione superano il 10% degli accantonamenti tecnici totali."

Articolo 60 - Modifiche della direttiva 98/78/CE

La direttiva 98/78/CE è modificata come segue:

(1) Il titolo è sostituito dal seguente:

"Direttiva 98/78/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 ottobre 1998 relativa alla vigilanza supplementare sulle imprese di assicurazione e sulle imprese di riassicurazione appartenenti a un gruppo assicurativo o riassicurativo."

(2) L'articolo 1 è modificato come segue:

a) Le lettere c), i), j) e k) sono sostituite dalle seguenti:

"c) impresa di riassicurazione: un'impresa autorizzata a norma dell'articolo 3 della direttiva 200./../CE del Parlamento europeo e del Consiglio* [direttiva sulla riassicurazione];

i) società di partecipazione assicurativa: un'impresa madre la cui attività principale consiste nell'acquisire e detenere partecipazioni in imprese figlie, se tali imprese sono esclusivamente o principalmente imprese di assicurazione, imprese di riassicurazione o imprese di assicurazione di paesi terzi o imprese di riassicurazione di paesi terzi, sempre che almeno una di esse sia un'impresa di assicurazione o un'impresa di riassicurazione, e che non sia una società di partecipazione finanziaria mista ai sensi della direttiva 2002/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio**;

j) società di partecipazione assicurativa mista: un'impresa madre che non sia un'impresa di assicurazione, un'impresa di assicurazione di paesi terzi, un'impresa di riassicurazione, un'impresa di riassicurazione di paesi terzi, una società di partecipazione assicurativa o una società di partecipazione finanziaria mista ai sensi della direttiva 2002/87/CE, sempre che almeno una delle sue imprese figlie sia un'impresa di assicurazione o un'impresa di riassicurazione;

k) autorità competenti: le autorità nazionali preposte, per legge o regolamento, alla vigilanza sulle imprese di assicurazione o sulle imprese di riassicurazione.

* GU L ....

** GU L 35 del 11.2.2003, pag. 1"

b) È aggiunta la seguente lettera l):

"l) impresa di riassicurazione di paesi terzi: impresa che, se avesse la sede sociale nella Comunità, dovrebbe essere autorizzata ai sensi dell'articolo 3 della direttiva 200.../../CE [direttiva sulla riassicurazione];"

(3) Gli articoli 2, 3 e 4 sono sostituiti dai seguenti:

"Articolo 2

Applicabilità della vigilanza supplementare

sulle imprese di assicurazione e sulle imprese di riassicurazione

1. Oltre alle disposizioni delle direttive 73/239/CEE, 2002/83/CE del Parlamento e del Consiglio* e 200./../CE [direttiva sulla riassicurazione] che definiscono le norme in materia di vigilanza sulle imprese di assicurazione e sulle imprese di riassicurazione, gli Stati membri dispongono una vigilanza supplementare su ogni impresa di assicurazione o di riassicurazione che sia un'impresa partecipante in almeno un'impresa di assicurazione, un'impresa di riassicurazione o un'impresa di assicurazione o di riassicurazione di paesi terzi, secondo le modalità di cui agli articoli 5, 6, 8 e 9.

2. Ogni impresa di assicurazione o di riassicurazione la cui impresa madre è una società di partecipazione assicurativa o un'impresa di assicurazione o di riassicurazione di paesi terzi è sottoposta a vigilanza supplementare secondo le modalità di cui agli articoli 5, paragrafo 2, 6, 8 e 10.

3. Ogni impresa di assicurazione o di riassicurazione la cui impresa madre è una società di partecipazione assicurativa mista è sottoposta a vigilanza supplementare secondo le modalità di cui agli articoli 5, paragrafo 2, 6 e 8.

Articolo 3

Campo di applicazione della vigilanza supplementare

1. L'esercizio della vigilanza supplementare di cui all'articolo 2 non implica affatto che le autorità competenti debbano esercitare una funzione di vigilanza sull'impresa di assicurazione o di riassicurazione di paesi terzi, sulla società di partecipazione assicurativa o sulla società di partecipazione assicurativa mista, considerate individualmente.

2. Sono incluse nell'area della vigilanza supplementare le seguenti imprese di cui agli articoli 5, 6, 8, 9 e 10:

- le imprese partecipate dall'impresa di assicurazione o dall'impresa di riassicurazione;

- le imprese partecipanti nell'impresa di assicurazione o nell'impresa di riassicurazione;

- le imprese partecipate dall'impresa partecipante nell'impresa di assicurazione o di riassicurazione,

3. Gli Stati membri possono escludere dall'area della vigilanza supplementare di cui all'articolo 2 le imprese con sede sociale in un paese terzo qualora sussistano ostacoli giuridici al trasferimento delle informazioni necessarie, fatte salve le disposizioni dell'allegato I, punto 2.5 e dell'allegato II, punto 4.

Inoltre, in singoli casi le autorità competenti per l'esercizio della vigilanza supplementare possono decidere di escludere dall'area della vigilanza supplementare di cui all'articolo 2:

- l'impresa che presenta un interesse trascurabile rispetto allo scopo della vigilanza supplementare sulle imprese di assicurazione o di riassicurazione;

- l'impresa la cui situazione finanziaria, se considerata, sarebbe inappropriata e fuorviante rispetto allo scopo della vigilanza supplementare sulle imprese di assicurazione o di riassicurazione.

Articolo 4

Autorità competenti per l'esercizio della vigilanza supplementare

1. La vigilanza supplementare è esercitata dalle autorità competenti dello Stato membro in cui l'impresa di assicurazione o l'impresa di riassicurazione ha ricevuto l'autorizzazione amministrativa ai sensi dell'articolo 6 della direttiva 73/239/CEE, o dell'articolo 4 della direttiva 2002/83/CE, o dell'articolo 3 della direttiva 200./../CE.... [direttiva sulla riassicurazione] .

2. Qualora imprese di assicurazione o di riassicurazione autorizzate in due o più Stati membri abbiano per impresa madre la stessa società di partecipazione assicurativa, la stessa impresa di assicurazione o di riassicurazione di paesi terzi o la stessa società di partecipazione assicurativa mista, le autorità competenti degli Stati membri interessati possono accordarsi su quale di esse eserciterà la vigilanza supplementare.

3. Se in uno Stato membro esistono più autorità competenti per l'esercizio della vigilanza prudenziale sulle imprese di assicurazione e di riassicurazione, lo Stato membro adotta i provvedimenti necessari per organizzare il coordinamento tra quelle autorità.

* GU L 345 del 19.12.2002, pag. 1"

4) All'articolo 5, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"1. Gli Stati membri prescrivono alle autorità competenti di esigere che ogni impresa di assicurazione o di riassicurazione soggetta a vigilanza supplementare instauri adeguate procedure di controllo interno per la produzione dei dati e delle informazioni utili ai fini dell'esercizio di tale vigilanza."

(5) Gli articoli 6, 7 e 8 sono sostituiti dai seguenti:

"Articolo 6

Accesso alle informazioni

1. Gli Stati membri dispongono che le loro autorità competenti per l'esercizio della vigilanza supplementare abbiano accesso a tutte le informazioni utili ai fini della vigilanza su un'impresa di assicurazione o di riassicurazione soggetta a vigilanza supplementare. Le autorità competenti possono rivolgersi direttamente alle imprese di cui all'articolo 3, paragrafo 2, per ottenere le informazioni necessarie solo se l'impresa di assicurazione o di riassicurazione cui sono state richieste non le ha fornite.

2. Gli Stati membri dispongono che le loro autorità competenti possano procedere nei rispettivi territori nazionali, direttamente o tramite soggetti incaricati, alla verifica in loco delle informazioni di cui al paragrafo 1 presso:

- l'impresa di assicurazione soggetta a vigilanza supplementare;

- l'impresa di riassicurazione soggetta a vigilanza supplementare;

- le imprese figlie di quell'impresa di assicurazione;

- le imprese figlie di quell'impresa di riassicurazione;

- le imprese madri di quell'impresa di assicurazione;

- le imprese madri di quell'impresa di riassicurazione;

- le imprese figlie di un'impresa madre di quell'impresa di assicurazione;

- le imprese figlie di un'impresa madre di quell'impresa di riassicurazione.

3. Nell'applicare il presente articolo, le autorità competenti di uno Stato membro che in casi specifici intendano verificare importanti informazioni riguardanti un'impresa situata in un altro Stato membro, che sia un'impresa di assicurazione o di riassicurazione partecipata, un'impresa figlia, un'impresa madre o un'impresa figlia di un'impresa madre dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione soggetta a vigilanza supplementare, devono chiedere alle autorità competenti di quell'altro Stato membro che si proceda a tale verifica. Le autorità che ricevono la richiesta di verifica vi danno seguito nei limiti delle loro competenze, procedendo esse stesse alla verifica ovvero autorizzando a procedere le autorità richiedenti oppure un revisore o un esperto.

L'autorità competente richiedente che non compia direttamente la verifica può, se lo desidera, prendervi parte.

Articolo 7

Cooperazione fra autorità competenti

1. Nel caso di imprese di assicurazione o di riassicurazione stabilite in Stati membri diversi, che siano direttamente o indirettamente partecipate o abbiano un'impresa partecipante comune, le autorità competenti di ciascuno Stato membro si comunicano, se richieste, tutte le informazioni atte a consentire o agevolare l'esercizio della vigilanza ai sensi della presente direttiva, e comunicano di loro iniziativa qualsiasi informazione che giudichino essenziale per le altre autorità competenti.

2. Ove un'impresa di assicurazione o di riassicurazione e un ente creditizio ai sensi della direttiva 2000/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio*, oppure un'impresa di investimento ai sensi della direttiva 93/22/CEE, ovvero entrambi, siano direttamente o indirettamente partecipati o abbiano un'impresa partecipante comune, le autorità competenti e le autorità cui è demandata la funzione pubblica di vigilare su tali altre imprese collaborano strettamente. Fatte salve le loro rispettive competenze, queste autorità si scambiano tutte le informazioni atte a semplificarne i compiti, in particolare nell'ambito della presente direttiva.

3. Le informazioni ricevute in forza della presente direttiva, in particolare gli scambi di informazioni tra autorità competenti da quella previsti, sono coperte dal segreto d'ufficio di cui all'articolo 16 della direttiva 92/49/CEE, all'articolo 16 della direttiva 2002/83/CE e agli articoli da 24 a 30 della direttiva 200./../CE ...[direttiva sulla riassicurazione].

Articolo 8

Operazioni infragruppo

1. Gli Stati membri dispongono che le autorità competenti esercitino una vigilanza generale sulle operazioni tra:

a) un'impresa di assicurazione o un'impresa di riassicurazione e:

i) un'impresa partecipata dall'impresa di assicurazione o di riassicurazione;

ii) in un'impresa partecipante nell'impresa di assicurazione o di riassicurazione;

iii) un'impresa partecipata da un'impresa partecipante nell'impresa di assicurazione o di riassicurazione;

b) un'impresa di assicurazione o di riassicurazione e una persona fisica che detiene una partecipazione:

i) nell'impresa di assicurazione o nell'impresa di riassicurazione o in una delle loro imprese partecipate;

ii) in un'impresa partecipante nell'impresa di assicurazione o di riassicurazione;

iii) in un'impresa partecipata da un'impresa partecipante nell'impresa di assicurazione o di riassicurazione.

Tali operazioni riguardano in particolare:

- i finanziamenti;

- le garanzie e le operazioni fuori bilancio;

- gli elementi ammessi a costituire il margine di solvibilità;

- gli investimenti;

- le operazioni di riassicurazione e retrocessione;

- gli accordi di ripartizione dei costi.

2. Gli Stati membri dispongono che le imprese di assicurazione e le imprese di riassicurazione pongano in essere adeguati meccanismi di controllo interno e procedure di gestione del rischio, nonché valide procedure di segnalazione e contabili, atti a consentire nei modi dovuti l'accertamento, la quantificazione, il monitoraggio e il controllo delle operazioni di cui al paragrafo 1. Gli Stati membri dispongono inoltre che, almeno una volta l'anno, le imprese di assicurazione e di riassicurazione dichiarino alle autorità competenti le operazioni rilevanti. Tali procedure e meccanismi sono sottoposti alla verifica delle autorità competenti.

Se da tali informazioni risulta che la solvibilità dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione è compromessa, o rischia di esserlo, l'autorità competente adotta gli opportuni provvedimenti a livello dell'impresa di assicurazione o dell'impresa di riassicurazione.

* GU L 126 del 26.5.2000, pag. 1"

6) All'articolo 9, il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

"3. Se dai calcoli di cui al paragrafo 1 la situazione di solvibilità corretta risulta negativa, le autorità competenti adottano gli opportuni provvedimenti a livello dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione interessata."

(7) L'articolo 10 è modificato come segue:

a) il titolo è sostituito dal seguente:

"Società di partecipazione assicurativa, imprese di assicurazione di paesi terzi e imprese di riassicurazione di paesi terzi"

b) i paragrafi 2 e 3 sostituiti dai seguenti:

"2. Nel caso di cui all'articolo 2, paragrafo 2, sono incluse nel calcolo tutte le imprese partecipate dalla società di partecipazione assicurativa e dall'impresa di assicurazione o di riassicurazione di paesi terzi, secondo il metodo di cui all'allegato II.

3. Se da questo calcolo risulta che la solvibilità di un'impresa di assicurazione o di riassicurazione figlia della società di partecipazione assicurativa o dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione di paesi terzi è compromessa, o rischia di esserlo, le autorità competenti adottano gli opportuni provvedimenti a livello di quella impresa di assicurazione o di riassicurazione."

(8) L'articolo 10bis è modificato come segue:

a) al paragrafo 1, la lettera b) è sostituita dalla seguente:

"b) imprese di riassicurazione tra le cui partecipanti vi siano imprese ai sensi dell'articolo 2 aventi la sede principale in un paese terzo;

c) imprese di assicurazione o di riassicurazione di paesi terzi tra le cui partecipanti vi siano imprese ai sensi dell'articolo 2 aventi la sede principale nella Comunità."

b) il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

"2. Gli accordi di cui al paragrafo 1 mirano in particolare a permettere:

a) alle autorità competenti degli Stati membri di ottenere le informazioni necessarie per la vigilanza supplementare sulle imprese di assicurazione o di riassicurazione con sede principale nella Comunità, che hanno imprese figlie o detengono partecipazioni in imprese fuori della Comunità, e

b) alle autorità competenti dei paesi terzi di ottenere le informazioni necessarie per la vigilanza supplementare sulle imprese di assicurazione o di riassicurazione con sede principale sul loro territorio, che hanno imprese figlie o detengono partecipazioni in imprese in uno o più Stati membri."

(9) Gli allegati I e II sono sostituiti dal testo di cui all'allegato II della presente direttiva.

TITOLO IX - DISPOSIZIONI FINALI

Articolo 61 - Trasposizione

1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva anteriormente al .... Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo di tali disposizioni e una tabella di corrispondenza tra queste e la presente direttiva.

Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati membri.

2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.

Articolo 62 - Entrata in vigore

La presente direttiva entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Articolo 63 - Destinatari

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a Bruxelles, addì

Per il Parlamento europeo Per il Consiglio

Il Presidente Il Presidente

ALLEGATO I

Forma delle imprese di riassicurazione:

- per il Regno del Belgio: société anonyme/naamloze vennootschap, société en commandite par actions/commanditaire vennootschap op aandelen, association d'assurance mutuelle/onderlinge verzekeringsvereniging, société coopérative/coöperatieve vennootschap;

- per il Regno di Danimarca: aktieselskaber, gensidige selskaber;

- per la Repubblica federale di Germania: Aktiengesellschaft, Versicherungsverein auf Gegenseitigkeit, Öffentlich-rechtliches Wettbewerbsversicherungsunternehmen;

- per la Repubblica francese: société anonyme, société d'assurance mutuelle, institution de prévoyance régie par le code de la sécurité sociale, institution de prévoyance régie par le code rural, mutuelles régies par le code de la mutualité;

- per l'Irlanda: incorporated companies limited by shares or by guarantee or unlimited;

- per la Repubblica italiana: società per azioni;

- per il Granducato di Lussemburgo: société anonyme;

- per il Regno dei Paesi Bassi: naamloze vennootschap, onderlinge waarborgmaatschappij;

- per il Regno Unito: incorporated companies limited by shares or by guarantee or unlimited, societies registered under the Industrial and Provident Societies Acts, societies registered under the Friendly Societies Acts, the association of underwriters known as Lloyd's;

- per la Repubblica ellenica: "??????? ???????", "????????????????? ?????????????";

- per il Regno di Spagna: sociedad anónima;

- per la Repubblica portoghese: sociedade anónima, mútua de seguros;

- per la Repubblica d'Austria: Aktiengesellschaft, Versicherungsverein auf Gegenseitigkeit;

- per la Repubblica di Finlandia: keskinäinen vakuutusyhtiö/ömsesidigt försäkringsbolag, -vakuutusosake-yhtiö/försäkringsaktiebolag, vakuutusyhdistys/försäkrings-förening;

- per il Regno di Svezia: försäkringsaktiebolag, ömsesidigt försäkringsbolag.

ALLEGATO II

Gli allegati I e II della direttiva 98/78/CE sono sostituiti dal testo seguente:

"Allegato I

CALCOLO DELLA SITUAZIONE DI SOLVIBILITÀ CORRETTA DELLE IMPRESE DI ASSSICURAZIONE E DELLE IMPRESE DI RIASSICURAZIONE

1. SCELTA DEL METODO DI CALCOLO E PRINCIPI GENERALI

A. Gli Stati membri dispongono che la situazione di solvibilità corretta delle imprese di assicurazione e delle imprese di riassicurazione di cui all'articolo 2, paragrafo 1, sia calcolata secondo uno dei metodi illustrati al punto 3. Tuttavia, uno Stato membro può disporre che le autorità competenti autorizzino o impongano un metodo di cui al punto 3 diverso da quello da esso stesso prescelto.

B. Proporzionalità

Il calcolo della situazione di solvibilità corretta di un'impresa di assicurazione o di riassicurazione è effettuato sulla base della quota proporzionale detenuta dall'impresa partecipante nelle imprese partecipate.

Per «quota proporzionale» si intende la quota del capitale sottoscritta, detenuta direttamente o indirettamente, dall'impresa partecipante nel caso di applicazione dei metodi 1 o 2 del punto 3, ovvero la percentuale di partecipazione utilizzata per redigere il bilancio consolidato nel caso di applicazione del metodo 3 del punto 3.

Indipendentemente dal metodo, se l'impresa partecipata è un'impresa figlia e presenta un deficit di solvibilità, tale deficienza va computata per intero.

Eppure, se per le autorità competenti la responsabilità dell'impresa madre è rigorosamente e inequivocabilmente limitata alla quota di capitale che essa detiene, quelle autorità possono consentire che il deficit di solvibilità dell'impresa figlia sia considerato su base proporzionale.

Qualora tra alcune delle imprese di un gruppo assicurativo o riassicurativo non esistano legami patrimoniali, l'autorità competente fissa la quota proporzionale di cui dovrà tener conto.

C. Eliminazione del doppio computo degli elementi costitutivi del margine di solvibilità

C.1. Trattamento generale degli elementi costitutivi del margine di solvibilità

Indipendentemente dal metodo utilizzato per il calcolo della situazione di solvibilità corretta di un'impresa di assicurazione o di riassicurazione, deve essere eliminato il doppio computo degli elementi costitutivi del margine di solvibilità tra le diverse imprese di assicurazione o di riassicurazione considerate ai fini di tale calcolo.

Ai questo scopo, per il calcolo della situazione di solvibilità corretta di un'impresa di assicurazione o di riassicurazione, se i metodi di cui al punto 3 non lo prevedono espressamente, non possono essere computati i seguenti importi:

- il valore di ogni attivo dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione, che rappresenta il finanziamento degli elementi costitutivi del margine di solvibilità di una delle sue imprese di assicurazione o di riassicurazione partecipate;

- il valore di ogni attivo di un'impresa di assicurazione o di riassicurazione partecipata dall'impresa di assicurazione o di riassicurazione di cui si calcola la situazione di solvibilità corretta, che rappresenta il finanziamento degli elementi costitutivi del margine di solvibilità di detta impresa;

- il valore di ogni attivo di un'impresa di assicurazione o di riassicurazione partecipata dall'impresa di assicurazione o di riassicurazione di cui si calcola la situazione di solvibilità corretta, che rappresenta il finanziamento degli elementi costitutivi del margine di solvibilità di ogni altra impresa di assicurazione o di riassicurazione partecipata da detta impresa di assicurazione o di riassicurazione.

C.2. Trattamento di alcuni elementi

Fatte salve le disposizioni del punto C.1:

- le riserve di utili e gli utili futuri di un'impresa di assicurazione vita [o di un'impresa di riassicurazione vita] partecipata dall'impresa di assicurazione o di riassicurazione di cui si calcola la situazione di solvibilità corretta e

- le quote di capitale sociale sottoscritte, ma non versate, di un'impresa di assicurazione o di riassicurazione partecipata dall'impresa di assicurazione o di riassicurazione di cui si calcola la situazione di solvibilità corretta,

sono considerati ai fini del calcolo soltanto qualora inclusi tra gli elementi costitutivi del margine di solvibilità di detta partecipata. Tuttavia, sono escluse dal calcolo le quote di capitale sottoscritte, ma non versate, che rappresentino un obbligo potenziale per l'impresa partecipante.

Sono altresì escluse dal calcolo le quote di capitale dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione partecipante sottoscritte, ma non versate, che rappresentino un obbligo potenziale per un'impresa di assicurazione o di riassicurazione partecipata.

Sono anche escluse dal calcolo le quote di capitale di un'impresa di assicurazione o di riassicurazione partecipata sottoscritte, ma non versate, che rappresentino un obbligo potenziale per un'altra impresa di assicurazione partecipata dalla medesima impresa di assicurazione o di riassicurazione partecipante.

C.3. Trasferibilità

Se le autorità competenti accertano che taluni elementi costitutivi del margine di solvibilità di un'impresa di assicurazione o di riassicurazione partecipata, diversi da quelli di cui al punto C.2, non sono effettivamente trasferibili all'impresa di assicurazione o di riassicurazione partecipante di cui si calcola la solvibilità corretta per soddisfare il requisito del margine di solvibilità, tali elementi possono essere considerati ai fini del calcolo qualora siano stati inclusi tra gli elementi costitutivi del margine di solvibilità dell'impresa partecipata.

C.4. La somma degli elementi di cui ai punti C.2 e C.3 non può superare, per l'impresa di assicurazione o di riassicurazione partecipata, l'ammontare del margine di solvibilità da possedere.

D. Eliminazione della costituzione di capitale frutto di operazioni interne al gruppo

Sono esclusi dal calcolo della situazione di solvibilità corretta gli elementi costitutivi del margine di solvibilità derivanti da un reciproco finanziamento tra l'impresa di assicurazione o di riassicurazione e:

- un'impresa partecipata,

- un'impresa partecipante,

- un'altra impresa partecipata da una delle sue imprese partecipanti.

Sono inoltre esclusi dal calcolo gli elementi costitutivi del margine di solvibilità di un'impresa di assicurazione o di riassicurazione partecipata dall'impresa di assicurazione o di riassicurazione di cui si calcola il margine di solvibilità corretto, quando tali elementi provengono da un finanziamento reciproco con un'altra impresa partecipata da quell'impresa di assicurazione o di riassicurazione.

Il finanziamento reciproco si realizza, tra l'altro, quando un'impresa di assicurazione o di riassicurazione o qualunque sua impresa partecipata detiene quote in un'altra impresa o accorda prestiti a un'altra impresa che, direttamente o indirettamente, detiene un elemento costitutivo del margine di solvibilità della prima impresa.

E. Le autorità competenti provvedono affinché la situazione di solvibilità corretta sia calcolata con la stessa periodicità del calcolo del margine di solvibilità delle imprese di assicurazione o di riassicurazione prevista dalle direttive 73/239/CEE, 2002/83/CE e 200./../CE (direttiva sulla riassicurazione). Le attività e le passività sono valutate in base alle rispettive disposizioni delle direttive 73/239/CEE, 2002/83/CE, 200./../CE (direttiva sulla riassicurazione) e 91/674/CEE.

2. APPLICAZIONE DEI METODI DI CALCOLO

2.1. Imprese di assicurazione o di riassicurazione partecipate. Il calcolo della situazione di solvibilità corretta viene effettuato secondo i principi generali e i metodi stabiliti nel presente allegato.

Indipendentemente dal metodo utilizzato, la situazione di solvibilità corretta di un'impresa di assicurazione o di riassicurazione avente più di una impresa di assicurazione o di riassicurazione partecipata, è calcolata integrando ciascuna delle imprese partecipate.

Nel caso di partecipazioni successive (per esempio, un'impresa di assicurazione o di riassicurazione partecipante in un'altra impresa di assicurazione o di riassicurazione, a sua volta partecipante in un'impresa di assicurazione o di riassicurazione), la situazione di solvibilità corretta è calcolata a livello di ciascuna impresa di assicurazione o di riassicurazione partecipante che abbia almeno un'impresa di assicurazione o di riassicurazione partecipata. Gli Stati membri possono esonerare dall'obbligo di calcolare la situazione di solvibilità corretta l'impresa di assicurazione o di riassicurazione:

- che sia un'impresa partecipata da un'altra impresa di assicurazione o di riassicurazione autorizzata nel medesimo Stato membro, qualora sia considerata ai fini del calcolo della situazione di solvibilità corretta dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione partecipante, ovvero

- che sia un'impresa partecipata da una società di partecipazione assicurativa avente sede legale nello stesso Stato membro dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione, qualora la società di partecipazione assicurativa e l'impresa di assicurazione o di riassicurazione partecipata siano considerate ai fini del calcolo.

Gli Stati membri possono inoltre esonerare dall'obbligo di calcolare la situazione di solvibilità corretta l'impresa di assicurazione o di riassicurazione che sia partecipata da un'altra impresa di assicurazione, da un'altra impresa di riassicurazione o da una società di partecipazione assicurativa aventi la sede sociale in un altro Stato membro, qualora le autorità competenti degli Stati membri interessati abbiano concordato di attribuire l'esercizio della vigilanza supplementare all'autorità competente dell'altro Stato membro.

In tutti i casi, l'esonero può essere concesso soltanto se le autorità competenti accertano che gli elementi costitutivi del margine di solvibilità delle imprese di assicurazione o di riassicurazione considerate ai fini del calcolo sono ripartiti in maniera adeguata tra tali imprese.

Gli Stati membri possono disporre che, quando un'impresa di assicurazione partecipata o un'impresa di riassicurazione partecipata ha la sede sociale in uno Stato membro diverso da quello dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione di cui si calcola la situazione di solvibilità corretta, nel calcolo sia inclusa, per quanto riguarda l'impresa partecipata, la situazione di solvibilità valutata dalle autorità competenti dell'altro Stato membro.

2.2. Società di partecipazione assicurativa intermedie

Nel calcolo della situazione di solvibilità corretta di un'impresa di assicurazione o di riassicurazione che detiene una partecipazione in un'impresa di assicurazione (partecipata), in un'impresa di riassicurazione partecipata o in un'impresa di assicurazione o di riassicurazione di paesi terzi tramite una società di partecipazione assicurativa, viene presa in considerazione la situazione di quest'ultima impresa. Ai fini esclusivi di tale calcolo, effettuato secondo i principi generali e i metodi descritti nel presente allegato, tale società di partecipazione assicurativa è considerata alla stregua di un'impresa di assicurazione o di un'impresa di riassicurazione soggetta a un requisito di solvibilità pari a zero e alle condizioni di cui all'articolo 16 della direttiva 73/239/CEE, o all'articolo 27 della direttiva 2002/83/CE o all'articolo 36 della direttiva 200./../CE per quanto riguarda gli elementi costitutivi del margine di solvibilità.

2.3. Imprese di assicurazione o di riassicurazione di paesi terzi partecipate

Per il calcolo della situazione di solvibilità corretta di un'impresa di assicurazione o di riassicurazione partecipante in un'impresa di assicurazione o di riassicurazione di paesi terzi, quest'ultima è considerata, ai fini esclusivi di tale calcolo, un'impresa di assicurazione partecipata o un'impresa di riassicurazione partecipata, applicando i principi generali e i metodi descritti nel presente allegato.

Se, tuttavia, nel paese terzo in cui ha la sede sociale detta impresa è soggetta a un regime di autorizzazione e all'obbligo di possedere un requisito di solvibilità comparabile almeno con quello delle direttive 73/239/CEE, 2002/83/CE o 200./../CE (direttiva sulla riassicurazione), nonché gli elementi necessari per soddisfare tale requisito, gli Stati membri possono disporre che nel calcolo si tenga conto, per quanto riguarda quell'impresa, del requisito di solvibilità e degli elementi ammessi a soddisfare tale requisito previsti dalla legislazione del paese terzo.

2.4. Enti creditizi, imprese di investimento e enti finanziari partecipati

Per il calcolo della situazione di solvibilità corretta di un'impresa di assicurazione o di riassicurazione partecipante in un ente creditizio, in un'impresa di investimento o in un ente finanziario, si applicano mutatis mutandis le disposizioni sulla deduzione di tali partecipazioni di cui all'articolo 16, della direttiva 73/239/CEE, all'articolo 27 della direttiva 2002/83/CE e all'articolo 36 della direttiva 200./../CE, nonché le disposizioni sulla facoltà degli Stati membri di autorizzare metodi alternativi a talune condizioni e di consentire che tali partecipazioni non siano dedotte."

2.5. Indisponibilità delle informazioni necessarie

Se, per qualunque motivo, le autorità competenti non dispongono delle informazioni necessarie per il calcolo della situazione di solvibilità corretta di un'impresa di assicurazione o di riassicurazione, relativamente a imprese partecipate aventi la sede sociale in uno Stato membro o in un paese terzo, il valore contabile di dette imprese nell'impresa di assicurazione o di riassicurazione partecipante viene dedotto dagli elementi ammessi a soddisfare la situazione di solvibilità corretta. In tal caso, nessuna plusvalenza latente associata a detta partecipazione è accettata quale elemento ammesso a soddisfare la situazione di solvibilità corretta.

3. METODI DI CALCOLO

Metodo 1: Metodo della deduzione e dell'aggregazione

La situazione di solvibilità corretta dell'impresa di assicurazione partecipante o dell'impresa di riassicurazione partecipante è data dalla differenza tra:

i) la somma

a) degli elementi costitutivi del margine di solvibilità dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione partecipante e

b) della quota proporzionale dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione partecipante degli elementi costitutivi del margine di solvibilità dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione partecipata

e

ii) la somma

a) del valore contabile dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione partecipata nell'impresa di assicurazione o di riassicurazione partecipante e

b) del margine di solvibilità minimo dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione partecipante e

c) della quota proporzionale del margine di solvibilità minimo dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione partecipata.

Nel caso di partecipazione detenuta indirettamente, in tutto o in parte, nell'impresa di assicurazione o di riassicurazione partecipata, il punto ii), lettera a) comprende il valore di questa proprietà indiretta, tenendo conto delle quote di interessenza successive; inoltre, i punti i), lettera b), e ii), lettera c) includono le corrispondenti quote proporzionali degli elementi ammessi a costituire il margine di solvibilità dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione partecipata.

Metodo 2: Metodo della deduzione del margine di solvibilità minimo

La situazione di solvibilità corretta dell'impresa di assicurazione partecipante o dell'impresa di riassicurazione partecipante è data dalla differenza tra:

i) la somma degli elementi ammessi a costituire il margine di solvibilità dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione partecipante

e

ii) la somma

a) del margine di solvibilità minimo dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione partecipante e

b) della quota proporzionale del margine di solvibilità minimo dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione partecipata.

Ai fini della valutazione degli elementi costitutivi del margine di solvibilità, le partecipazioni ai sensi della presente direttiva sono valutate in base al metodo dell'equivalenza secondo la facoltà prevista all'articolo 59, paragrafo 2, lettera b), della direttiva 78/660/CEE.

Metodo 3: Metodo basato sul bilancio consolidato

Il calcolo della situazione di solvibilità corretta dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione partecipante viene effettuato a partire dal bilancio consolidato. La situazione di solvibilità corretta dell'impresa di assicurazione partecipante o dell'impresa di riassicurazione partecipante è data dalla differenza tra:

gli elementi costitutivi del margine di solvibilità calcolati a partire dal bilancio consolidato e

a) la somma del margine di solvibilità minimo dell'impresa di assicurazione o di riassicurazione partecipante e della quota proporzionale del margine di solvibilità minimo delle imprese di assicurazione o di riassicurazione partecipate, sulla base delle percentuali utilizzate per redigere il bilancio consolidato,

b) il margine di solvibilità minimo calcolato a partire dal bilancio consolidato.

Per il calcolo degli elementi ammessi a costituire il margine di solvibilità e del margine di solvibilità minimo a partire dal bilancio consolidato si applicano le disposizioni delle direttive 73/239/CEE, 2002/83/CE, 200./../ CE (direttiva sulla riassicurazione) e 91/674/CEE.

ALLEGATO II

VIGILANZA SUPPLEMENTARE SULLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE E SULLE IMPRESE DI RIASSICURAZIONE CHE SONO IMPRESE FIGLIE DI UNA SOCIETÀ DI PARTECIPAZIONE ASSICURATIVA O DI UN IMPRESA DI ASSICURAZIONE O DI RIASSICURAZIONE DI PAESI TERZI

1. Nel caso di due o più imprese di assicurazione o di riassicurazione di cui all'articolo 2, paragrafo 2, stabilite in Stati membri diversi, che siano imprese figlie di una società di partecipazione assicurativa, di un'impresa di assicurazione o di un'impresa di riassicurazione di paesi terzi, le autorità competenti provvedono affinché il metodo descritto nel presente allegato sia applicato in modo coerente.

Le autorità competenti provvedono ad esercitare la vigilanza supplementare con la stessa periodicità del calcolo del margine di solvibilità delle imprese di assicurazione o di riassicurazione prevista dalle direttive 73/239/CEE, 2002/83/CE e 200./../CE.

2. Gli Stati membri possono inoltre esonerare dal calcolo previsto nel presente allegato l'impresa di assicurazione o di riassicurazione:

- che sia un'impresa partecipata da un'altra impresa di assicurazione o di riassicurazione, qualora sia considerata ai fini del calcolo previsto dal presente allegato, effettuato per l'altra impresa;

- che abbia per impresa madre la stessa società di partecipazione assicurativa o la stessa impresa di assicurazione o di riassicurazione di paesi terzi di una o più altre imprese di assicurazione o di riassicurazione autorizzate nello stesso Stato membro, qualora sia considerata ai fini del calcolo previsto dal presente allegato, effettuato per una delle altre imprese;

- che abbia per impresa madre la stessa società di partecipazione assicurativa o la stessa impresa di assicurazione o di riassicurazione di paesi terzi di una o più altre imprese di assicurazione o di riassicurazione autorizzate nello stesso Stato membro, qualora sia stato concluso, a norma dell'articolo 4, paragrafo 2, un accordo che attribuisce l'esercizio della vigilanza supplementare di cui al presente allegato all'autorità di controllo di un altro Stato membro.

Nel caso di partecipazioni successive (per es. una società di partecipazione assicurativa o un'impresa di assicurazione o di riassicurazione di paesi terzi, partecipata a sua volta da un'altra società di partecipazione assicurativa o da un'impresa di assicurazione o di riassicurazione di paesi terzi), gli Stati membri possono applicare i calcoli previsti nel presente allegato soltanto a livello dell'impresa madre cui fa capo l'impresa di assicurazione o di riassicurazione, che sia una società di partecipazione assicurativa, un'impresa di assicurazione di paesi terzi o un'impresa di riassicurazione di paesi terzi.

3. Le autorità competenti provvedono affinché siano effettuati calcoli analoghi a quelli descritti nell'allegato I a livello della società di partecipazione assicurativa, dell'impresa di assicurazione di paesi terzi o dell'impresa di riassicurazione di paesi terzi.

L'analogia consiste nell'applicare i principi generali e i metodi stabiliti nell'allegato I a livello della società di partecipazione assicurativa, dell'impresa di assicurazione di paesi terzi o dell'impresa di riassicurazione di paesi terzi.

Ai fini esclusivi di tale calcolo, l'impresa madre è considerata alla stregua di un'impresa di assicurazione o di riassicurazione soggetta:

- a un margine di solvibilità minimo pari a zero, se è una società di partecipazione assicurativa;

- a un margine di solvibilità minimo determinato secondo i principi di cui al punto 2.3 dell'allegato I, se si tratta di un'impresa di assicurazione di paesi terzi o di un'impresa di riassicurazione di paesi terzi,

ed è soggetta alle stesse condizioni di cui all'articolo 16 della direttiva 73/239/CEE, o all'articolo 27 della direttiva 2002/83/CE o all'articolo 36 della direttiva 200./../CE [direttiva sulla riassicurazione] per quanto riguarda gli elementi costitutivi del margine di solvibilità.

4. Indisponibilità delle informazioni necessarie

Se, per qualunque motivo, le autorità competenti non dispongono delle informazioni necessarie per il calcolo previsto nel presente allegato, relativamente a imprese partecipate aventi la sede sociale in uno Stato membro o in un paese terzo, il valore contabile di dette imprese nell'impresa partecipante viene dedotto dagli elementi ammessi per tale calcolo. In tal caso, nessuna plusvalenza latente associata a detta partecipazione è accettata quale elemento ammesso per tale calcolo."

COMMISSION STAFF WORKING PAPER

Proposal for a Directive of the European Parliament and of the Council on reinsurance and amending Council Directives 73/239/EEC, 92/49/EEC and Directives 98/78/EC and 2002/83/EC

Extended Impact Assessment

{COM(2004) 273 final}

The structure of this document

This extended impact assessment consists of the following parts:

1. A general introduction to reinsurance, insurance/reinsurance markets and reinsurance supervision

2. Problems affecting the EU reinsurance market

3. Stakeholders for a reinsurance supervision directive

4. The main objectives for the reinsurance supervision project

5. Main policy decisions to reach the objectives

6. Expected impacts from the different options identified

7. How to monitor and evaluate the results and impacts of the proposal after implementation?

8. Results from stakeholder consultations

9. Justification for the Commission proposal

1. Introduction to reinsurance, insurance/reinsurance markets and reinsurance supervision

Introduction to reinsurance

Reinsurance is a structured risk transfer between an insurance undertaking (often called the "cedant") and a reinsurer. Reinsurance fulfils the following functions for an insurance undertaking [40]:

[40] See also an Issues Paper prepared by IAIS Working Group on Reinsurance, "Reinsurance and reinsurers: relevant issues for establishing general supervisory principles standards and practices", Amsterdam 2000, p. 20 ff. Website: http://www.iaisweb.org/ .

Reduction of technical risks

Permanent transfer of technical risks to the reinsurer

Increase of homogeneity of insurance portfolio

Reduction of volatility of technical results

Substitute for capital/own funds

Supply of funds for financing purposes

Supply of service provision

In spite of its obvious connection to direct insurance business, there are some characteristics of reinsurance that may be important to highlight:

There is no direct contractual relationship between the reinsurer and the original insured, and the policyholders have normally no priority to the assets of the reinsurer to cover their claims.

Reinsurance is a business activity between professional parties.

Reinsurers largely depend on information from the direct insurers to establish claims reserves. There are furthermore significant delays in receiving claims information.

Reinsurance business has higher degrees of diversity in respect of geography and combinations of insured lines than direct insurance business.

Reinsurers have significant catastrophe exposure, and special retrocession and pooling techniques to cope with those.

The role of the insurance and reinsurance sectors in the economy

The insurance sector plays a primary role in the economy by allowing businesses and households to buy protection from the risk of adverse events. By facilitating a wider distribution of risk, the insurance sector facilitates investment and consumption thereby contributing to a higher rate and a more sustainable pattern of economic growth. The importance of the insurance sector as a provider of risk protection within the EU economy has been increasing steadily, as indicated by a rise in the penetration level (i.e. the ratio of the value of insurance premiums to GDP) from 6.76% in 1993 to 9.22% in 2000 [41]. More recently, the role of the insurance sector has expanded to include the provision of a wide range of financial services, notably vehicles for investment and saving (e.g. in relation to house purchase, retirement etc.). This broader role in channelling savings into investment has also increased, as reflected in the substantial securities holdings of insurance companies, e.g. 39% of GDP in Germany in 2000, 72% of GDP in France and 110% of GDP in the United Kingdom in 1999). [42] In consequence, the insurance sector has emerged as a major non-bank provider of financial services, often in direct competition with the depository institutions.

[41] Source: OECD.

[42] idem.

There is no experience of widespread failures in the insurance sector and, until recently, episodes of financial stress within the sector were not seen as having systemic implications. This view was based (a) on the fact that insurance companies are not deposit-taking institutions and do not perform payment and settlement functions and (b) on the assumption that insurance companies in financial difficulty would face only "slow-moving" liquidity shocks in light of their relatively long-term liabilities. In consequence, it was considered unlikely that insurers under financial strain would need to resort to rapid and large-scale asset sales to raise liquidity. However, the assessment of systemic risk associated with the insurance sector has been modified somewhat as the sector has intensified its financial market activities, building up considerable counter-party relationships with banks and becoming a major player in securities markets. While the risk is still less than that associated with the banking sector, there is increasing concern that widespread failures among insurance companies could affect the economic performance (i) directly by creating a shortage of insurance coverage causing disruption in businesses activities, (ii) indirectly via the impact on financial markets (e.g. the risk of fire sales in securities markets) and/or via links to the banking sector.

The reinsurance sector plays an equally key role in the economy by providing wholesale cover for the risks assumed by insurance companies on behalf of their clients. The transfer of risks to reinsurers reduces the fluctuations in the business performance of the primary insurers and also reduces their capital costs. While the average cession level in the EU is rather low (i.e. some 10% of all insurance premiums are reinsured), the cession level is relatively high for certain activities (i.e. 18% of non-life insurance premiums are reinsured, compared to 3% for life insurance premiums [43] on average). Reinsurers may also serve the primary insurers as an equity substitute, provide additional underwriting capacity and are often part (or even the dominant business) of financial conglomerates. Besides insuring insurers, reinsurers are also major financial intermediaries and institutional investors and reinsurers' financial assets represented 1% of the global securities market in 2001. [44] Accordingly, the stability of the reinsurance sector is not only vital to the stability of the insurance sector generally but also has important implications for the financial system as a whole.

[43] The low cession rate for life insurance is due to the fact that only the risk component of it, not the larger savings component, that is reinsured.

[44] Source: "Reinsurance - a systemic risk?"; Sigma 5/2003, Swiss Re.

Recent evidence of financial strain among reinsurers has focused the attention on the level and nature of risk assumed within the sector. Reinsurers face two risks in addition to those faced by primary insurers. First, they are exposed to greater volatility in their financial results because they protect the primary market against peak exposures. In consequence of this risk, they need to maintain relatively high levels of capitalisation. Second, they may be called upon to support ailing subsidiaries, as they are often the top trading company in a group structure. Despite these additional risks, reinsurers operate in a global market where their activities are often not subject to prudential oversight or to a lighter regime than that applying to primary insurers. Moreover, there is no global framework for reinsurance supervision. This situation has raised concern about potential risks in the reinsurance industry. One the other hand, reinsurers can benefit from significant geographical and sectoral diversification effects to a greater extent than direct companies.

Reinsurance is a highly international industry with a limited number of large companies. In 2002, the total reinsurance premium of the 40 largest reinsurance groups amounted to USD 138 601 200 000, whereof USD 58 544 000 000 stemmed from EU reinsurers [45]. In the EU, Germany has a dominant position with companies as Munich Re, Hannover Re and Allianz Re. Lloyd's is the largest UK writer of reinsurance, and SCOR together with Axa Re are the largest French reinsurers.

[45] Standard & Poor's, Global Reinsurance Highlights 2003 Edition, London/New York 2003.

Supervision of reinsurance in the EU

Direct insurance activities in the EU are regulated and supervised in accordance with directives. These have been in force for 10-25 years and have been successful in assuring harmonised establishment and supervision rules, being the absolute prerequisites for the creation of a single market in insurance.

There are currently no prudential directives dealing with reinsurance. The only directive directly dealing with reinsurance is 64/225/EEC [46] on the abolition of restrictions on freedom of establishment and freedom to provide services in respect of reinsurance and retrocession. The directive does not deal with prudential issues but merely removes restrictions and discriminations on grounds of nationality or residence. The issue of creating a single licence or a passport for reinsurers is not dealt with in this Directive.

[46] Council Directive of 25 February 1964 on the abolition of restrictions of establishment and freedom to provide services in respect of reinsurance and retrocession (64/225/EEC), O.J. S64 of 4.4.64.

Concerning the actual supervision of reinsurers, a Commission questionnaire [47] showed that all but one Member State supervise reinsurers either directly or indirectly [48]. There appears to be a movement towards direct supervision. However, direct supervision does not exclude indirect supervision and it may be difficult to draw a sharp boundary between the two.

[47] "Report: results of questionnaire on the supervision of reinsurance undertakings", European Commission, doc XV/2040/99 + annex, 1999.

[48] Directly means that any reinsurer conducting business in the Member State is required to be authorised in some way by the supervisor. Indirectly means that the supervisor only examines a reinsurer when it examines the adequacy of a reinsurance contract taken out by a primary insurer with that reinsurer. (Commission questionnaire, see footnote 6).

With regard to direct supervision, domestic reinsurers are supervised more stringently than non-domestic reinsurers. This may appear paradoxical but it also perhaps reflects the greater difficulty of supervising effectively non-domestic reinsurers. For domestic reinsurers, all Member States require the submission of annual accounts and have the power to carry out on-site inspections. Other important supervisory powers are the ability to: impose fines, examine the sufficiency of technical provisions and require managers to be fit and proper.

With regard to indirect supervision, domestic reinsurers are again more strictly supervised than non-domestic reinsurers. Important supervisory functions are to examine: the financial solidity of the reinsurer, the spread of reinsurance business and assessments carried out by rating agencies.

2. Problems affecting the EU reinsurance market

The need for EU harmonised reinsurance supervision

There are currently no harmonised reinsurance supervision rules in the EU. The lack of an EU regulatory framework for reinsurance has resulted in significant differences in the level of supervision of reinsurance undertakings in the EU. The different national rules have created uncertainty for direct insurance companies (and their policyholders), barriers to trade within the internal market, administrative burden and costs as well as weakening the EU position in international trade negotiations:

1. Uncertainty for direct insurance undertakings (and their policyholders): The different reinsurance supervision regimes in the EU have resulted in increased difficulties for direct insurance undertakings to choose their reinsurers in a prudent and cost-efficient way. The selection of reinsurers is of decisive importance for an insurance company, and could also affect the company's ability to pay claims towards policyholders.

2. Barriers to trade: Certain EU countries use systems where assets of the reinsurer must be pledged (collateralised) in order to cover outstanding claims provisions. This makes optimal investment management more difficult and thus results in higher operational costs for reinsurance undertakings. This could in fact increase the price the reinsurer charges for taking over risks from direct insurance companies, and this pattern has been seen in certain Member States. Reinsurance companies may also decide not to be active in markets where the posting of collaterals is required, and consequently the availability of reinsurance protection will be more restricted.

3. Administrative burden: In the EU, the CEA [49] and the OECD [50] have identified administrative impediments for cross-border reinsurance services. The lack of mutual recognition between EU supervisory authorities in reinsurance in certain cases means that reinsurance undertakings are subject to different supervisory rules in several Member States. For reinsurance companies this could lead to significant double work and increased administrative burdens. Examples of burdensome administrative measures are the multiple fit and proper checks of the group's highest management, double requirement for auditors' confirmation of balances as well as the obligation for branches to issue financial statements according to local GAAP (generally accepted accounting principles) for the whole group.

[49] See http:// www.cea.assur.org.

[50] See http://www.oecd.org/home/ .

4. International trade negotiations: It is argued that the lack of a harmonised EU system makes international mutual recognition agreements more difficult. The absence of such agreements means that European reinsurers are confronted with important barriers to entry into foreign markets, such as the requirement of posting collateral for the value of their commitments in the foreign market where the reinsurer intends to conduct business.

If no actions are taken at EU level, there is a risk that the internal market for reinsurance services would continue to work in a suboptimal way, which would harm the EU reinsurance industry. Negotiations with third markets on mutual recognition agreements could be significantly more difficult.

Underlying drivers internationally to the process

There are several underlying international drivers to this process:

G7 and the IMF have expressed concern that lack of reinsurance regulation could impede international financial stability. In fact, at recent Financial Sector Assessment Programme (FSAP) reviews in Member States, IMF has reiterated the need for legislation in this field.

The FSF (Financial Stability Forum) has repeatedly expressed concerns about the transparency of the reinsurance market and has therefore created a task force to address the issue [51].

[51] See http://www.fsforum.org/home/ home.html.

The OECD has ongoing work in the reinsurance field, particularly as concerns exchange of reinsurance company information between supervisors.

The IAIS (International Association of Insurance Supervisors) reinsurance work is closely coordinated with the EU fast-track project. A set of principles for minimum requirements for supervision of reinsurers as well as a standard on reinsurance supervision have been adopted.

Regulatory assessment - subsidiarity and proportionality

Before the formal initiation of the reinsurance supervision project, the Commission Services ordered a large study on general background issues [52]. One specific part of the study related to arguments for and against reinsurance supervision in general, and in the EU in particular.

[52] The study - prepared by the KPMG - is available at the Commission website: http://europa.eu.int/comm/internal_market/ insurance/reinsurance_en.htm.

The consultant identified the following arguments in favour of reinsurance supervision in the EU:

Harmonised reinsurance supervision would contribute to financial stability through more transparent supervision and reduced regulatory arbitrage. This fact has been highlighted by several international organisations (see above).

Streamlining of supervisory requirements that today vary substantially between Member States would reduce internationally active companies' compliance costs and reduce their administrative burden.

Through the removal of barriers to entry, harmonised reinsurance supervision will lead to a more efficient internal market for reinsurance services.

Reduced costs to market participants due to the disappearance of market barriers.

Indirect additional protection for policyholders as insurance companies would be more able to make a prudent and cost-efficient choice of reinsurers.

Improved transparency of the European reinsurance market as EU reinsurers will be subject to a harmonised supervisory framework.

A supervisory system could give a quality mark to the EU reinsurance sector and increase its competitive situation world-wide. This is particularly important as the EU is the world's largest provider of reinsurance services.

Reduction in insolvency risk for EU reinsurance companies due to the introduction of harmonised quantitative and qualitative solvency requirements.

Increased bargaining power in trade negotiations with non-EU countries. The lack of a harmonised EU reinsurance framework has been an issue in recent discussions with US regulators and the US insurance/reinsurance industry.

Cost savings for supervisors as duplication of work between control authorities in different countries can be avoided. This is important also for the insurance industry that directly or indirectly normally finances the supervisory authorities.

The consultant found the following arguments against reinsurance supervision in the EU:

Reinsurance is an activity between professional buyers and sellers. As there is normally no direct link between the reinsurer and the policyholders, the need for supervision is less than in direct insurance. In addition strong market practice has been developed over many years.

The global nature of reinsurance makes it less suitable to national supervision schemes, which could in fact become be barriers to trade. Many direct supervisory schemes tend to have a domestic focus that is less relevant to reinsurance.

The wide range of activities and business lines of a reinsurer may be difficult to capture in a supervisory system. It is a tall order for a national supervisor to be knowledgeable in such a wide field.

A more severe EU reinsurance supervision system could disadvantage EU reinsurance companies, and some may leave the EU for an off-shore location.

Reinsurance solvency requirements could increase reinsurance undertakings cost of capital. Particularly after the 9/11 terrorist attacks, the cost of capital for reinsurance undertakings has increased. The introduction of high solvency margin requirements would increase the capital costs further.

Additional cost for supervisors as well as difficulties to find experienced reinsurance staff. Already today it is difficult for supervisory authorities to find and keep experienced reinsurance staff.

Reinsurance is an insurance activity and therefore direct insurance rules should apply, and not specific reinsurance regulations. Different rules between insurance and reinsurance could make it increasingly difficult to create a level playing-field.

3. Stakeholders for a reinsurance supervision directive

During the preparation of the draft directive the following stakeholders were identified:

Reinsurance undertakings: It is evident that reinsurance companies (including reinsurance captives) are the most directly concerned by a supervision directive. They will be subjected to a new set of rules that may require some entities to change their procedures or raise more risk capital. However, the system will also give a quality mark to EU reinsurance entities which will be a distinct advantage on the international reinsurance market. The system proposed by the draft directive will provide better market access in the EU and reduce administrative barriers. The sector is very concentrated and the new reinsurance supervision rules will directly affect about 150 reinsurance undertakings and about 250 reinsurance captives in the EU.

Insurance undertakings: A reinsurance supervision regime in the EU will make it easier for direct insurance undertakings to evaluate the standing of different reinsurers. The existence of a reinsurance supervision system gives direct insurance undertakings a higher level of assurance when choosing reinsurers to participate in their outwards reinsurance programs. Supervised reinsurers will contribute to more financial stability for direct insurers, which could have an overall positive impact on the financial markets. In principle all direct insurance companies have outwards reinsurance, and this means that the reinsurance directive will have large importance for the insurance market.

Policyholders: Policyholders will benefit indirectly through their insurance companies. Supervised reinsurance will bring more stability to direct insurance companies, which will reduce the risk that policyholders will suffer financial losses or lack of insurance cover resulting from insolvencies of direct insurance companies.

Insurance supervisors: Harmonised reinsurance supervision in the EU will have marked positive impacts on the insurance supervisors. It will give increased quality to the supervision process as the home supervisor, who has the greatest knowledge of the reinsurance company, will be responsible for the analysis. The directive will also reduce double work between different supervisors and facilitate change of information between supervisors. The directive will provide supervisors with a clearer legal framework for their ongoing work as well as for sanctions and other types of interventions.

4. The main objectives for the reinsurance supervision project

Having considered the current problems affecting the EU reinsurance market (part 2 above) and after wide-ranging consultations with Member States and interested parties, the Commission Services decided to launch the work on a reinsurance supervision directive in 2001. Member States, the insurance industry and other specialists broadly supported the initiation of reinsurance supervision work at EU level.

Together with Member States, the Commission Services formulated three guiding objectives for the reinsurance supervision work:

Objective 1

- The system should establish a sound and prudent regime in the interest of policyholders. Strong and well-supervised reinsurers contribute to a stronger internal market and international financial stability.

Problem areas addressed by the formulated objective

The objective addresses problem areas 1 (uncertainty for insurance companies and their policyholders), 2 (barriers to trade), and 3 (administrative burdens) as identified in chapter 2 above.

Discussion

The first principle is straight-forward and there is general consensus between Member States as well as the insurance sector. The importance of the reinsurance sector for financial stability has been studied by the IAIS, the IMF, the Financial Stability Forum and the G7 (see chapter 2 above).

Objective 2

- The system should build on essential coordination of Member States' legislation and mutual recognition of the supervision in the Member State where the reinsurance undertaking is licensed. Once licensed a company should automatically be allowed to conduct reinsurance business all over the European Community under the freedom of establishment and the freedom to provide services. No additional supervision of or checks on the reinsurance undertaking should be performed by supervisors in host Member States. This approach has shown its suitability during many years in the direct insurance field.

Problem areas addressed by the formulated objective

The objective addresses problem areas 1 (uncertainty for insurance companies and their policyholders), 2 (barriers to trade), and 3 (administrative burdens) as identified in chapter 2 above. The existence of a reinsurance supervisory system based on this principle will also be beneficial for the EU position in international trade negotiations (problem area 4).

Discussion

This is a key paragraph outlining the strategic choice between:

1. Harmonisation and mutual recognition

2. Pure mutual recognition without harmonisation

Experience in the EU has shown that a certain harmonisation of supervisory practices can improve the functioning of mutual recognition. It is however important to highlight that harmonisation through Directives - contrary to unification - provides some latitude to Member States to implement EU rules in a way that best suits their national situation. Alternative 1 would furthermore seem to be more in line with international efforts. Member States, industry and the Commission have agreed on continuing the work based on alternative 1. In addition, mutual recognition and essential harmonisation of prudential rules is the approach followed by the EU in order to establish the internal market for financial services (banking, insurance, investment services). It seems therefore appropriate to follow the same approach when establishing a EU regulatory framework for reinsurance.

Objective 3

- The introduction of a harmonised system for reinsurance supervision should lead to the abolition of systems with pledging of assets to cover outstanding claims provisions.

Problem areas addressed by the formulated objective

The objective primarily addresses problem areas 2 (barriers to trade) and 4 (the EU position in international trade negotiations) as identified in chapter 2 above.

Discussion

The collateralisation issue could be dealt with in two ways:

1. Abolish collateralisation requirements within the EU

2. Maintain the possibility for collateralisation

One major driving force for the reinsurance work - in the EU as well as internationally - is to reduce trade barriers and make the market more efficient. In this light, the collateralisation requirements used by some Member States and other jurisdictions could be seen as an obstacle. Other commentators argue that it is a necessary tool for prudential supervision.

Abolishing the collateralisation requirement was a key element in the CEA passport proposal, and it is widely supported by the EU insurance sector. A clear majority of Member States do not use collaterals and consider them as obstacles to an efficient internal reinsurance market. Certain Member States argue that the situation concerning collaterals is different in life and non-life reinsurance. A new reinsurance supervision regime should provide clear and forceful rules that remove the need for collateral requirements. The EU reinsurance work should clearly build on alternative 1. Indeed, in a regime founded on harmonisation of prudential rules and mutual recognition of regulatory/supervisory regimes by Member States, a requirement such as collateralisation of outstanding claims provisions is not longer necessary since the reinsurer is subject to specific supervision according to mutually agreed standards aimed at ensuring its financial position.

5. Main policy decisions to reach the objectives

In order to reach the above objectives, a number of strategic choices had to be made during the project. For these major issues the available alternatives are discussed below, followed by reasoning for the chosen solutions.

Issue 1: Overall approach

The objectives outlined in chapter 4 could be addressed in different ways:

Alternatives

1. Status quo - no changes necessary to the current situation

2. Market mechanism solution/voluntary disclosure of reinsurance related information, alternatively recommendation concerning indirect supervision practice

3. Supervisory solutions

Discussion and reasons for the Commission proposal

The Commission Services agree with most commentators that there are problems in the internal market for reinsurance that must be addressed. A status quo solution does therefore not seem applicable. Virtually no commentators have given their support for a "do-nothing" alternative.

Concerning the issue of market mechanism, voluntary approaches vs. supervisory solutions, the Services believe that a comparison with the direct insurance field is relevant and instructive. The Services believe that, as in the direct insurance field, reinsurance legislation at EU level would be necessary, as significant differences in approaches today between Member States is at the core of the problem. Insurance supervision is a public concern and requires public regulation. A voluntary, disclosure-based approach would not provide sufficient trust in the supervisory system. The lack of tangible sanctions in such a disclosure-based approach could make the system less efficient when addressing potential problems in reinsurance undertakings.

A majority of Member States and industry organisations believe that there is a need for supervisory action in the field. The Services therefore propose that such an approach is chosen for the EU reinsurance project.

The chosen alternative in the light of the objectives in chapter 4

The Services believe that only a supervisory solution could fulfil objectives 1 and 2 laid down in chapter 4. Self-regulation within the insurance industry would not suffice to meet the objectives as insurance supervision is a regulatory function in all jurisdictions world-wide. The Services also consider it difficult to address objectives 3 and 4 through voluntary measures as amendments to legislation would be needed in several Member States.

Issue 2: Fast-track solution or comprehensive, long-term project

Different models for reinsurance supervisory systems have been discussed and/or proposed by several organisations. The proposals differ particularly on the comprehensiveness of the proposed systems and on the applicable time frame. Two broad approaches can be identified:

Alternatives

1. Fast-track solution for a reinsurance supervision framework

2. Long-term comprehensive project for a reinsurance supervision framework

Discussion and reasons for the Commission proposal

A majority of Member States and industry organisations believe that there is a need for expedient action to achieve tangible results in a short to medium-term perspective. Such a "fast-track" solution would take its starting point in current direct supervision rules and business practice, when appropriate with adjustments. A long-term project, linked to Solvency II, could to a fairly large extent build on the achievements in a fast-track project, but such a project will also have to take other long-term developments into account (such as profound changes in insurance accounting or in solvency rules). Against this background, the Commission Services have proposed that the reinsurance work should be based on a "fast-track" approach.

Furthermore, developments in the reinsurance industry during last years (post September 11, impact from declining stock markets, etc.) call for a rapid introduction of a harmonised supervisory system. A number of reinsurance companies have ceased writing new business, and a number of new entrants have appeared. The level of premium has increased with over 30% between 2001 and 2002 according to Standards & Poor's [53].

[53] ibid.

The chosen alternative in the light of the objectives in chapter 4

The Services believe that both alternatives could fulfil the objectives identified in chapter 4. However, as there is a clear need for swift action, a preference is given to a fast-track solution. As stated above, a fast-track solution can be seen as a first block towards a comprehensive Solvency II solution.

Issue 3: Voluntary passport or mandatory licensing system?

Alternatives

1. A voluntary passport system for companies wanting to adhere to the system

2. Mandatory licensing system giving Community reinsurers a passport for cross-border business in the EU

Discussion and reasons for the Commission proposal

This issue has been the subject of extensive discussions with Member States and interested parties. The below discussion is based on the document MARKT/2036/01 (available on the Commission website).

In order to structure the discussion, some key aspects of the systems are highlighted in the first box below. Thereafter pros and cons with the two systems are summarised.

>SPAZIO PER TABELLA>

Pros and cons with a mandatory licensing system

The introduction of a licensing system would have the following general pros and cons. The table also indicates the stakeholders - see above chapter 3 - that are specifically concerned by the described advantages or disadvantages.

Pros // Cons

A mandatory licensing system would be the best suited to ensure a level-playing field in the EU for reinsurance services (all stakeholders). // To introduce a mandatory licensing system in a previously non-regulated sector could be perceived as being contrary to "deregulation" efforts currently à la mode (reinsurance companies).

The efficiency of a mandatory licensing system has been proven by its wide use in financial sector and insurance (all stakeholders). It gives a clear mandate to the insurance supervisor (supervisors). // Could create problems, as already active companies would have to pass a licensing or a registration procedure. It may be difficult in such a situation to request the company to cease activities if not fulfilling the criteria (reinsurance companies). Alternatively extensive transition periods may be needed.

In line with EU principles as it covers any undertaking and not only those having a European perspective. The system will ensure the financial soundness of all reinsurance undertakings (all stakeholders). // As certain companies could be removed from the market, the choice of reinsurers at different ratings could be limited. This may reduce cedants' possibilities to entity-specific risk management and optimal allocation of capital. (insurance undertakings, policyholders)

A mandatory licensing system gives supervisors means to remove unsuited companies from the reinsurance market (supervisors). // A full, mandatory licensing system could be difficult to sell to the insurance industry which could perceive it as cumbersome and expensive (reinsurance companies).

Pros and cons with a voluntary passport system

The introduction of a voluntary passport system would have the following general pros and cons. The table also indicates the stakeholders - see above chapter 3 - that are specifically concerned by the described advantages or disadvantages.

Pros // Cons

Such a system could be based on "soft law" and thereby be comparatively easy to implement, and to maintain (insurance companies, reinsurance companies, supervisors). Believed to be less administratively burdensome. Could be more suitable to a B2B sector like reinsurance. // A voluntary passport system could be perceived as provide weaker assurance than a licensing system as only some companies would be supervised (all stakeholders). Such a system would also lead to less transparency for buyers of reinsurance.

Leave companies the choice whether they would like to adhere to the system or not (reinsurance companies). // The position of the supervisor in such a system would be weaker than in mandatory licensing system. Supervisors do not have the possibility to remove unsuited companies from the reinsurance market (supervisors).

Easier to get acceptance from insurance industry (reinsurance companies). // If licensing systems for reinsurers are in place in certain countries, it would seem illogical to replace those with a voluntary passport system (supervisors).

A voluntary passport system may be easier to implement internationally (insurance companies, reinsurance companies, supervisors). // A voluntary passport system would introduce differences in treatment between direct insurers and reinsurers (all stakeholders).

Member States have expressed their support for a mandatory licensing system at several occasions. The insurance industry has reiterated their preference for a voluntary passport solution.

After wide consultation with Member States, the insurance industry and other interested parties the Commission Services decided to propose a mandatory licensing system. Such a system would fit well to the current structure of EU insurance legislation and be similar to the "single EU passport" in direct insurance. The choice is also in line with the direction of the ongoing IAIS reinsurance supervision project.

The chosen alternative in the light of the objectives in chapter 4

The Services believe that a mandatory licensing system would be more likely to fulfil the set objectives of the EU reinsurance supervision project. Such a system would cover the whole market and thereby better serve financial stability and internal market concerns (objective 1). A mandatory licensing system would furthermore lead to more coordination between Member States' treatments of all reinsurers (objective 2). Concerning the objective to abolish collateralisation requirements (objective 3), the Services consider the mandatory licensing solution more efficient as it has the support of most supervisors in the EU and internationally.

Issue 4: Quantitative solvency requirements for non-life reinsurance

As in the direct insurance field, a legal proposal in the reinsurance field will consist of qualitative and quantitative rules. Qualitative rules for example relate to the quality of the management, risk management and internal control of the reinsurance undertakings. These areas are normally very similar to direct insurance, and in principle the same rules should be used. Quantitative rules relate to issues like the solvency margin requirement, the level of the minimum guarantee fund, reinsurance reduction factor and investment rules. In these fields other solutions may be needed than in direct insurance. In simulations and consultations we have considered different designs and levels for the solvency requirements:

Possible approaches

Alternatives where the solvency requirements for reinsurance are close to those of direct non-life insurance, possibly combined with comitology powers to increase the requirements in particularly risky lines of insurance

Alternatives where the solvency requirements for reinsurance are higher than those for direct non-life insurance, for example 50% or 100% higher

Discussion

In the Insurance Committee document MARKT/2513/03, the Commission Services presented three main alternatives for the quantitative solvency requirements (available on the Commission website).

Specific alternatives for quantitative solvency requirements for non-life reinsurance

Alternative 1 ("100% alternative") consisted of solvency requirements that were close to those of direct non-life insurance (including Solvency I amendments). In such an alternative the reinsurance reduction factor would remain at 50% and amounts set aside to equalisation reserves would not be part of the available solvency margin. The minimum guarantee fund would be EUR 3m for reinsurance undertakings and EUR 1m for reinsurance captives.

Arguments in favour of a 100% alternative:

It is a solution inspired by the existing EU legislation for direct insurance and has a good track record.

Member States that today supervise reinsurance mainly use direct non-life rules.

It avoids distortions between direct insurers accepting reinsurance and pure reinsurers.

It brings a common denominator to the reinsurance and insurance rules which would facilitate subsequent adaptations following the outcome of the Solvency II project.

This solution is supported by the Member States which have the most important reinsurance sectors, i.e. the "exporters" of reinsurance (DE, IE, LU and UK).

Industry broadly supports such a solution.

Arguments against a 100% alternative:

This option is perceived as too soft by Member States that primarily "import" reinsurance and by those requiring collaterals. An adoption of this alternative could increase the difficulty to abolish the collateral requirement within the EU.

This alternative does not take the more risky nature of some reinsurance activities (long tail business, catastrophic covers etc) into account, which would require higher solvency requirements.

The model may be seen by third countries as too soft and therefore be an insufficient basis for trade negotiations. These countries could therefore be less inclined to agree to abolish collaterals for EU reinsurers.

Alternative 2 ("150% alternative") would increase the direct solvency requirements by about 50%. The reinsurance reduction factor would be increased to 75% and amounts set aside to equalisation reserves could be part of the available solvency margin. Same minimum guarantee fund requirements as for alternative 1 above.

Arguments in favour of a 150% alternative:

It reflects the more risky nature of reinsurance as it would require a higher solvency margin

It could contribute to a generally higher solvency standing of the EU reinsurance industry and thereby positively affect its international business.

It could facilitate the suppression of the collateral requirement in the EU

It could enhance the EU position in trade negotiations

It has support by most Member States that "import" reinsurance (for example EL, ES, FR, IT, FI).

Arguments against a 150% alternative:

Based on data currently available to the Commission, it has not been proven that reinsurance has a systematically higher risk level than direct insurance. However, certain lines and individual portfolios may have a higher risk level. A risk-based approach is the object of Solvency II work, and the 150% alternative in fact pre-empts the outcome of this work.

Industry has expressed its opposition to this alternative.

The higher capital cost for reinsurers could reduce the reinsurance capacity in the EU, increase the price of reinsurance and could lead to relocation of companies to non-EU jurisdictions (especially reinsurance captives).

It would create a distortion of competition between insurers and reinsurers.

Furthermore, the Services defined a third alternative (1b) that builds on alternative 1 above but includes elements of comitology for future amendments to the reinsurance regime. According to this alternative, solvency requirements could be enhanced by up to 50% for certain reinsurance business lines or types of reinsurance contracts. Until such comitology decisions have been taken, direct insurance solvency requirements should apply.

Arguments in favour of alternative 1b:

It is consistent with a "fast-track" approach.

It is broadly consistent with the Solvency I amendments implemented for direct insurance.

The model would allow better fine tuning of the solvency requirements than the direct regime, and alternatives 1 and 2 above. It could therefore be considered a "bridge" to Solvency II.

Several Member States with important reinsurance business (DE, LU, UK) are ready to consider it.

The alternative builds on involvement of supervisors in the elaboration of the new rules. This is important as the solvency regime is one of supervisors' most important tools.

Arguments against alternative 1b:

It will take a certain time before the new class enhancement rules have been adopted through comitology.

Some Member States, mainly "importers" of reinsurance and France, consider this alternative less robust than alternative 2 above, and it may therefore be more difficult to achieve the suppression of the collateral requirement within the EU.

Industry has expressed hesitation about this solution.

After consideration and discussions with Member States and the insurance industry, the Commission proposes to build on alternative 1b for the proposed reinsurance directive. The Commission Services are of the view that such a model would enable a better fine-tuning than for example the Solvency I solutions. It is for example likely that differentiated enhancements (i.e. somewhere in between "0%" or "50%") would be used. The solution also provides an efficient tool for reacting quickly to market developments. The specific considerations relating to the minimum guarantee fund requirement can be found in connection with the simulations in chapter 6 below.

The chosen alternative in the light of the objectives in chapter 4

The Services believe that several of the proposed solutions could in fact fulfil the objectives set in chapter 4. The quantitative requirements are only one part of the supervisory system and must be seen in the light also of other supervisory measures. As the proposed alternative 1b gives supervisors an important function in assessing the need for further capital for certain lines, it could be considered more adapted to reinsurance business than a general increase of the solvency requirement with a certain percentage. This is essential for objectives 1 and 2.

Certain commentators may argue that a higher solvency requirement for reinsurance would facilitate the abolishing of collaterals in the EU (objective 3). The Member States that currently use a collateralisation system have in fact asked for higher solvency requirements for reinsurance. Taking arguments and reactions from commentators into consideration, the Services believe that alternative 1b will be the most appropriate in addressing the objectives for the exercise, and that it will efficiently pave the way for the abolishing of the collaterals within the EU.

Issue 5: Quantitative solvency requirements for life reinsurance

For life reinsurance, certain other considerations than in non-life have to be made. Life reinsurance business is sometimes very similar to direct life business, but often it has another character as normally only risk-bearing elements (i.e. not the savings part) are reinsured. During the project two distinct solutions have been discussed for life reinsurance.

Alternatives

1. In principle use direct life rules for life reinsurance

2. Approximate through use of direct non-life rules also for life reinsurance

Both alternatives could include certain adjustments such as class enhancement.

Discussion and reasons for the Commission proposal

In initial discussions it was proposed that life reinsurance business in principle could be treated in a way similar to non-life reinsurance. This model is used in certain countries that today supervise reinsurance. One possible approach would be to use the current health rules in the non-life directive, which in principle would lead to a solvency requirement that is one third of the non-life requirement.

In discussions with Member States and the insurance industry, however some cases where highlighted where the nature of life reinsurance would be better reflected through the use of direct life rules. Member States also feared that approximation through non-life rules would lead to arbitrage between life insurance and life reinsurance. Considering the arguments, the Commission Services have decided to propose that life reinsurance should be subject to direct life rules.

The class enhancement discussion is also different for life reinsurance. There is generally perceived to be less need for enhancements in life business, and therefore Solvency I did only included such rules for non-life insurance. The Commission Services have not encountered arguments that call for class enhancement through comitology for life reinsurance. Certain commentators, particularly from the UK and Ireland, have however called for lower requirements in life reinsurance than direct life insurance due to the (perceived) lower risk level. The Commission Services however consider that due to level playing field reasons the same requirement should be applied in life insurance and life reinsurance. More detailed considerations on the risk inherent in different life products will be made in the Solvency II project.

The chosen alternative in the light of the objectives in chapter 4

The Services believe that both proposed solutions could in principle fulfil the objectives set in chapter 4. The quantitative requirements are only one part of the supervisory system and must be seen in the light also of other supervisory measures. The chosen alternative has the great advantage to ensure consistency between life insurance and life reinsurance, thereby reducing the risk of arbitrage.

6. Expected impacts from the different options identified

Introduction

In chapter 5, a number of alternative solutions to the five major issues were presented. One major function of this paper is to analyse the potential economic, social and environmental impacts on different stakeholders of the different alternatives.

In this chapter we will therefore address the impacts of the following issues from an economic and a social angle:

Issue 1: Overall approach

Issue 2: Fast-track solution or long-term, comprehensive project

Issue 3: Voluntary passport or mandatory licensing system

Issue 4: Quantitative solvency requirements for non-life reinsurance

Issue 5: Quantitative solvency requirements for life reinsurance

The reinsurance supervision project does not have any direct environmental impact.

The impact will be discussed from the perspectives of the different major stakeholders identified in chapter 3, i.e. reinsurance undertakings, insurance undertakings, policyholders and insurance supervisors.

Some of the issues involved are highly technical and for most stakeholders the impact will basically be the same for most alternatives. A qualitative analysis has been judged the most relevant for the issues. However, for issues 4 and 5 also certain quantitative simulations have been performed. The analysis is based on background studies, market material, quantitative analyses (when available) as well as material and comments from Member States and stakeholders. The Services have summarised the different impacts in order to facilitate the presentation of the results.

After the discussion on the different issues, certain general issues will be commented upon (impact over time, impact outside the EU or in accession countries).

Impacts of the alternatives for the overall approach (issue 1)

The grid outlines the main expected impacts of the proposals on the different stakeholders:

>SPAZIO PER TABELLA>

The grid clearly demonstrates that the most positive market and economic impacts (reduced administrative burden, single European licence, facilitated market access, etc.) will come from the supervisory alternative. The additional costs related to the supervisory alternative would be outweighed by the significant advantages of a single European licence system. A supervisory alternative will bring certain compliance costs for reinsurance companies. For certain reinsurance companies, capital increases may be needed. Social impacts, i.e. primarily the interests of the policyholders, would be best served by a supervisory alternative. A reinsurance supervision system is unlikely to have any material impact on the employment situation in the insurance/reinsurance sector. The analysis has not led the Services to believe that the introduction of reinsurance supervision would materially increase the premium level of policyholders.

As indicated above in chapter 5, both the status quo and the voluntary disclosure alternatives fail to meet the objectives of this exercise.

Impacts of a fast-track vs. a long-term comprehensive project (issue 2)

As outlined in the previous chapter, the differences between the alternatives mainly relates to the timing and the measures possible to introduce in a short to medium-term perspective. In a fast-track project the perceived benefits as well as certain implementation costs will come earlier. As outlined above, many elements of the two approaches are in fact similar and the fast-track approach prepares the introduction of Solvency II.

Reinsurance undertakings may argue that an alignment to the long-term Solvency II project would give them more time to implement necessary changes. An introduction of a fast-track system followed by changes due to Solvency II, could force companies to change their systems twice. On the other hand, a swift introduction of a reinsurance supervisory scheme will give advantages to EU reinsurers, and particularly this argument has been highlighted in the consultations.

For the same reasons as outlined under issue 1, insurance undertakings and their policyholders would benefit from a swift introduction of reinsurance supervision.

Insurance supervisors are obviously benefiting from a swift fast-track system as well as from the introduction of a more thorough Solvency II project. Most supervisors have clearly expressed the need for a fast-track approach, but at the same time they are committing very important resources to work related to the Solvency II project.

Impacts of a passport vs. a licensing system (issue 3)

The impacts on different stakeholders of the introduction of a passport or a licensing have been discussed in detail in chapter 5. The two grids on pros and cons with a licensing respective a passport system highlight the impact on different stakeholders.

Impacts of alternatives for the non-life solvency requirements (issue 4)

This section contains a general discussion on how the different stakeholders are affected by the choice of the solvency alternative. The aim of this section is to give a qualitative overview of some results from the more technical simulations. The second section contains summary results of the simulations performed during the reinsurance supervision project.

General discussion on the impacts of different solvency alternatives

The different solvency alternatives outlined in chapter 5 in fact represent a continuum between basically identical requirements as in direct insurance to alternatives with higher requirements, both in terms of solvency and size of the guarantee fund.

The reinsurance companies are directly concerned by the requirements under the different alternatives, and the impact on them are outlined in the sub-chapter below containing the summary results from the simulations.

As discussed above, the Services believe that all the outlined solvency alternatives would bring advantages to insurance companies and their policyholders. High requirements could be said to lead to stronger, more solvent reinsurance undertakings, which would be in the interest of direct companies. However, if the requirements are set too high, the price of reinsurance cover may increase, which would affect direct insurance companies. It is important to remember that many direct insurance companies also accept inwards reinsurance business, and may therefore be subject to some of the new reinsurance rules. This issue is analysed below in connection with the fourth simulation.

Insurance supervisors have different views on the impact of the different solvency alternatives. Some supervisors believe that higher solvency requirements are motivated from a prudential point of view, whereas others stress the importance of similar requirements between insurance and reinsurance.

Results from simulations

A number of the most important alternatives outlined above have been the subject of three simulation exercises performed between August 2002 and October 2003. The simulations performed related to the following quantitative parameters in different combinations:

Solvency margin requirements as percentages of claims and premiums

Size of the minimum guarantee fund

Size of the reinsurance reduction factor

The application of reinsurance solvency margins (and minimum guarantee fund requirements) for the inward reinsurance business of direct insurance undertakings

The parameters were combined into scenarios which were subsequently simulated using data available at national insurance supervisors. The samples used differ somewhat between the simulations. For certain computations life reinsurance business have been included in the samples, and simulations been done according to the non-life requirements. The extent of life reinsurance business is normally small in reinsurance companies.

The first set of simulations related to combinations of different solvency margin and minimum guarantee fund levels. Around 400 reinsurers from 11 Member States were included in the sample and the simulation period was 1999-2001/2002. The simulated solvency margin requirement ranged from 16% of premiums/23% of claims to 35% of premiums/50% of claims. The minimum guarantee fund sizes ranged from 3-10m EUR for reinsurers and 1-10m EUR for reinsurance captives.

The results showed that a number of smaller reinsurance undertakings would suffer due to the minimum guarantee fund requirements. Some companies showed solvency deficits because they were part of a group and only capitalised to a certain extent, although the group as such was solvent. The results showed in particular that many reinsurance captives were only capitalised to a minimum extent, and that an increase in the minimum guarantee fund requirement could directly hurt their solvency position. The Commission Services believe that the new solvency system must be robust and sufficiently prudent, but at the same time the requirements on EU reinsurers cannot be significantly higher than their international competitors. Commentators argue that high solvency requirements could hurt the captive reinsurance industry severely and there could be a risk that these companies will move to a non-EU jurisdiction if the solvency requirements are deemed to be excessive. This would in fact lead to a situation with less supervisory control. For larger companies in particular, the simulations showed the clear impact of losses in 2001 and 2002 on the available solvency margin. In conclusion, the Commission Services conclude that the results call for a solvency margin for reinsurance that is not too different from that of that of direct insurance companies, and that special considerations for captive reinsurers should be made.

The second set of simulations related to a possible increase in the reinsurance reduction factor. Today a direct insurance undertaking that reinsures a portfolio of risks can only get solvency requirement relief up to a cession of 50% regardless how large the reinsured part is. A quality supervision framework could however enable this level to be raised. A simulation to analyse the impact of an increase of the reinsurance reduction factor to 75% and 90% was therefore made. Around 1 500 direct insurance undertakings from 10 countries totalling a premium volume of about EUR 270 000m were included in a simulation for the year 2001.

The simulations showed that roughly one fifth of the companies in the sample did in fact reinsure to an extent of more than 50%, and therefore would profit from an increased reduction factor. Some market segments seem to profit more than others. This was for example the case for smaller life insurers and larger composite insurance undertakings. On a market level the relative decrease in the solvency requirement would be small (less than 5%) in both simulated alternatives.

The purpose of the third set of simulations was to test a number of combinations of solvency requirements and minimum guarantee funds from the perspective of small reinsurers and reinsurance captives. 145 pure reinsurance undertakings from 8 Member States and 275 reinsurance captives from 6 Member States were included in the simulations for the period 1999-2001. The simulated solvency margin requirements ranged from 16% of premiums/23% of claims to 35% of premiums/50% of claims. The minimum guarantee fund sizes ranged from 1-3m EUR.

When analysing the results of these simulations, it is obvious that the lowered minimum guarantee fund requirement leave smaller reinsurers in a significantly better position than in the cases studied in the first set of simulations. However the number of deficits under certain of the above hypotheses is still noteworthy, particularly for reinsurance captives. It is important to note that these companies in many cases are well capitalised in relation to the solvency requirement, but hit by the minimum guarantee fund amount.

Also for this simulation it is important to note the very significant impact that accumulated equalisation provisions/reserves have in certain Member States.

The purpose of the fourth set of simulations was to analyse the impact of using the proposed reinsurance solvency margin requirements and sizes of guarantee funds to the inwards reinsurance business of direct insurance undertakings. If the solvency requirements for reinsurance business would be different from those of direct insurance, it may be necessary for level-playing field reasons to apply such requirements also to that part of direct insurers' business that consists of inwards reinsurance. About 150 direct insurance undertakings from 10 Member States for which the inwards reinsurance business written surpassed 10 % of their total premium income or 500m EUR were included in the sample for the period 1999-2001. The simulated solvency margin requirement ranged from 16% of premiums/23% of claims to 35% of premiums/50% of claims. The minimum guarantee fund sizes ranged from 3-10m EUR.

Also in this context, it is important to see the simulations results in the light of the average figures and time period. On average the companies in the sample fulfil the different requirements more or less easily (depending on the hypotheses). When considering developments over time period 1999 to 2001, the trend has been slightly negative. In the higher hypothesis the number of negatively affected companies is elevated. The insolvency deficits affect above all small companies. The results are broadly in line with those of pure reinsurance companies.

The simulation convinced the Commission Services that - if different - reinsurance requirements should be used for reinsurance business regardless of the entity - reinsurance or insurance undertaking - that does the underwriting.

Impacts of alternatives for the life solvency requirements (issue 5)

As stated above, life reinsurance business has to a certain extent been included in the simulations under issue 4. These results consequently give a tentative indication on how the impact of a direct non-life approximation solution would impact reinsurance companies. One important outcome was that direct non-life did neither take the remaining saving element nor the different risk structure into account. In certain markets the application of non-life rules would lead to significant solvency requirements. The insurance industry suggested that a solution similar to the one used for health insurance practiced by non-life companies could be appropriate. Furthermore, the results indicated significant calculations difficulties.

The Commission Services asked Member States to perform simulations in which the life part of the reinsurance portfolio was separated and computed according to direct life insurance rules. However, in many Member States such information was not readily available. This solution was therefore studied based on material from a restricted number of Member States. The different calculation methodologies and the small sample make definite conclusions difficult. In subsequent discussions of the results with Member States, several concluded that a split solution with life rules for the life part, and non-life rules for the non-life part would be preferable.

The quantitative and qualitative analyses performed have not led the Commission Services to believe that the choice of solvency alternative for life reinsurance will have an impact on policyholders, neither as regards the level of premium nor the certainty of claims payments.

Insurance companies as well as reinsurance companies are affected by the different proposals, but the effects seem to be very linked to market conditions in different markets. Continental European reinsurers tend to accept a non-life approximation solution to a larger extent than reinsurers from the UK and Ireland. Different supervisory practices and requirements in EU Member States basically decide to what extent supervisors are affected by the alternatives. For example, a split solution is already practices in countries like the UK and would lead to less supervisory implementation costs than in countries that already today use a non-life approximation solution.

Some general comments

Impact over time

The simulations have been made for the period 1999-2001, with completions for 2002 for certain options. This has been a difficult period for the insurance sector, and the simulated figures indicate deterioration of the solvency situation during this time. The weaker results are however more related to the difficult situation on the financial markets than to reinsurance claims following the 11 September event. We have had several discussions with Member States and insurance industry on the results of the simulation taking the cyclic situation into account.

Impact outside the European Union or in accession countries

Representatives for accession countries have participated in the working group during 2003. The reinsurance sector in the future Member States is very small, and representatives have stated that they assess the impact of the proposals to be very limited. Furthermore, the major reinsurance providers in the accession countries often are subsidiaries or affiliates from reinsurance companies established in the current EU-15.

As has been the case for the direct insurance directives, a future directive may be used as inspiration for legislation in certain third countries.

As the Commission has intended the proposal to be in line with current reinsurance work at the international level it is believed that the adoption of a harmonised EU regime will positively affect the standing of recently adopted IAIS reinsurance standards. It is furthermore believed that the reinsurance directive could be a positive element in the reinsurance part of the ongoing EU-US Regulatory Dialogue.

7. How to monitor and evaluate the results and impacts of the proposal after implementation?

The proposal is expected to follow normal implementation procedures, i.e. transposition in Member States within 18-24 months. As in other insurance fields, implementation may be facilitated through cooperation between Member States ministries' and supervisory authorities.

In addition to normal monitoring by Commission Services, the Insurance Committee will follow how the directive is implemented and used. The ongoing long-term project Solvency II will also at a later stage deal with reinsurance related issues, and to that end work in this project would need to take the working of this reinsurance directive into account. As the Solvency II system will come into place in the EU within a number of years, no formal evaluation clause has been included in the proposed fast-track reinsurance directive.

8. Results from stakeholder consultations

Introduction

Stakeholders have been consulted regularly during the project, and have provided the Commission Services with very important input. In the beginning of the project, a major hearing with over 100 participants was organised, and subsequently all participants (as well as other interested parties) were included in a sending-list that received all documents produced under the project or a message stating that new documents have been posted on the website (see annex). The Commission reinsurance website is:

The project has been followed by interested parties from a broad variety of sectors and professions. The sectors consulted are basically the following: insurance (commercial companies, mutuals, cooperatives etc), insurance associations (EU level as well as nationally), insurance intermediaries (brokers etc), accounting associations, actuarial associations, industry general (UNICE), analysts, risk/captive managers, SME-organisation (BEUC), consulting firms, banks, lawyer firms, rating agencies.

The Commission Services have benefited significantly from the input given by stakeholders and interested parties, particularly as the project has involved many very difficult technical matters. The documents send out for comments dealt with policy issues as well as detailed matters. During 2002 and 2003 all policy decisions taken by the Commission Services were preceded by comments from stakeholders, in particular the insurance industry.

Comments received on the objectives of the reinsurance project (chapter 4)

The early consultations were taken into account when formulating the general approach and the objectives for the project. Commentators have generally been very supportive of all the three major objectives of the project. A few Member States have raised comments on the fact that objective 2 would prohibit additional checks or requirements by Host States. This objective has however been strongly supported by all other stakeholders, in particular the insurance industry. The Member States that currently use collateralisation have obviously expressed objections to objective 3, but all other stakeholders have unanimously supported the objective as formulated by the Commission Services. Certain Member States have commented on the difference in collaterals between the life and non-life insurance fields.

Comments received on the major policy issues (chapter 5)

Issue 1 - Overall approach: Most commentators have been in favour of a supervisory approach to reinsurance. Certain companies have argued in favour of voluntary solutions, but a greater number of companies and associations have stated that only a supervisory solution would give an additional quality mark to EU reinsurance. A status quo alternative has not been supported by any of the major stakeholders.

Issue 2 - Fast-track or comprehensive, long-term project: Most Member States have argued in favour of a fast-track approach, and this has also been the clear view of the Insurance Committee. Initially a number of Member States however supported an alignment to the long-term Solvency II project. Other stakeholders have been very supportive of a fast-track solution based on current direct supervision rules. Technical specialists (like actuaries and accountants) have however pointed out that the restricted time frame would limit the number of possible solutions, thereby postponing the introduction of certain methods until the Solvency II project is finalised.

Issue 3 - Voluntary passport or mandatory licensing system: A clear majority of Member States has expressed support for a mandatory licensing system similar to that of direct insurance. Most industry commentators, but not all, would however have preferred a voluntary passport solution, but for reasons stated above the Commission has followed Member States' advice to propose a mandatory licensing system.

Issue 4 - Quantitative solvency requirements for non-life reinsurance: The reactions from stakeholders on the level of the solvency requirements have been many and strong. The Commission Services have had a large number of meetings with interested parties, particularly from the insurance industry, the captive reinsurance industry, risk managers, actuaries, consultants and accountants. Generally industry representatives and insurance consultants have argued that reinsurance is an activity that is close to direct insurance and therefore the same solvency requirements should apply. Some insurance supervisors have however strongly taken the view that reinsurance is more volatile and difficult to supervise and consequently a slightly higher requirement would be appropriate. The Commission Services have taken account of the views of both sides in the proposed option (see chapter 9 below). Technical comments from the actuarial and accounting professions have been taken into account when elaborating the solvency requirements.

Issue 5 - Quantitative solvency requirements for life reinsurance: This issue has also been the subject of much discussion, both as regards the actual requirements as the calculation methods. The Services have in fact consulted on different solutions, but both among insurance companies and Member States divergent views remain. Continental European companies have both expressed support for a non-life approximation method, but this has been rejected by several Member States. Furthermore industry has asked for adjustments in certain of the direct insurance values to be used for reinsurance. Ireland and the UK seem to have a specific situation as they today use adjusted direct life requirements to their reinsurance companies. These are in some cases significantly lower than the direct life rules. Considering these comments, the Services have concluded that a split solution (use direct life rules for life reinsurance, direct non-life rules for non-life reinsurance) would be preferable. The Commission proposal would consequently lead to higher requirements in life reinsurance than the current ones used in the UK and Ireland.

Comments received on the draft legal text

During 2003 the Commission Services have consulted at several occasions on issues concerning the draft legal text, and new versions have been prepared following comments from interested parties, in particular the insurance industry and the actuarial profession. Some of the submissions were very detailed and provided very useful input to the work of the Commission Services. Comments often related to possibilities of simplifying the legal text, and these have to a large extent been integrated. Technical comments from industry and actuaries have been important for the elaboration of the technical parts of the directive.

9. Commission draft proposal and justification

The chosen policy options

In accordance with the considerations presented in chapters 4 and 5, the Commission has chosen to present a proposal for a directive with the following features:

An approach based on harmonisation and mutual recognition.

A fast-track approach for a directive based primarily on current direct supervision rules.

A mandatory licensing system.

A system that would abolish collateralisation requirements in the EU.

Solvency requirements in line with those of direct insurance, however with the possibility of class enhancement up to 50% through comitology for non-life reinsurance.

Particularly the issues of collateralisation and the level of the solvency requirements have been discussed by Member States and interested parties.

In the Commission Services' view, abolishing the collateralisation requirement is a key element improving the internal market for reinsurance services in the EU. It is widely supported by the EU insurance sector. A clear majority of Member States do not use collaterals and consider them as obstacles to an efficient internal reinsurance market. A new reinsurance supervision regime should provide clear and forceful rules that remove the need for collateral requirements. Furthermore, if Member States were allowed to maintain their collateral requirements vis-à-vis EU reinsurers, this would considerably weaken the EU's position in international negotiations aiming at abolishing such requirements.

Concerning the solvency requirements, the Commission Services believe that the chosen solution (direct solvency rules as the basis, complemented through comitology) would link this proposal in a logical way to the Solvency I and Solvency II exercises. This is also a logical step towards a more risk-based structure foreseen for Solvency II. The solution enables fine-tuning of the solvency requirement in reinsurance, using Solvency I techniques. The solution has the support by a number of Member States. The solvency requirement is an important supervisory tool, and it is therefore important that the supervisors advice the Commission before the presentation of a proposal for reinsurance class enhancement.

The insurance and reinsurance industries have expressed hesitation towards the use of comitology and class enhancement. The Commission Services believe that such a model would enable fine-tuning to a greater extent than for example the Solvency I solutions. It is for example likely that differentiated enhancements (not only "0%" or "50%") would be used. The solution also provides an efficient tool for reacting quickly to market developments. The Commission Services will ask CEIOPS (Committee of European Insurance and Occupational Pensions Supervisors) for advice on possible class enhancement, and substantive consultation with industry and specialists will be ensured. The Services see the clear role of the actuarial profession in this work.

The chosen option in the light of other solutions

As indicated in earlier chapter, technically there are both a less ambitious alternative (a disclosure model) and a more elaborated model (risk-based capital, Solvency II type solutions) for an EU reinsurance supervision approach. A more ambitious alternative going in the direction of risk-based capital requirement would not have fitted the time constraints for a fast-track project, and it would furthermore have clashed with Solvency II work. A pure disclosure model would not have fulfilled the objectives set for this exercise. Though the comitology element, some positive trade-off from a more advanced model has been included.

When discussing possible trade-off between the different solvency options, the Commission Services believe that the chosen alternative in a way could combine certain advantages of the 100% as well as of the 150% alternatives.

Available data for simulations of the alternatives

Member States have done great efforts to collect the data needed for the simulations. In some cases, information was not available and in others approximations have been made. The Services however believe that the results from the simulations give a sufficiently full picture to proceed with the presentation of a Commission proposal.

The experiences from this simulation exercise will serve as useful input for coming Solvency II simulations.

ANNEX: Consultative documents prepared during the project

See website: http://europa.eu.int/comm/internal_market/ insurance/reinsurance_en.htm

>SPAZIO PER TABELLA>

Contact:

Ulf Linder, Telephone:(32-2) 299.22.76, ulf.linder@cec.eu.int

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