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Document 32017H0809(23)

Raccomandazione del Consiglio, dell'11 luglio 2017, sul programma nazionale di riforma 2017 della Slovenia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2017 della Slovenia

OJ C 261, 9.8.2017, p. 105–109 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

9.8.2017   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 261/105


RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO

dell'11 luglio 2017

sul programma nazionale di riforma 2017 della Slovenia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2017 della Slovenia

(2017/C 261/23)

Il CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,

visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche (1), in particolare l’articolo 5, paragrafo 2,

visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici (2), in particolare l’articolo 6, paragrafo 1,

vista la raccomandazione della Commissione europea,

viste le risoluzioni del Parlamento europeo,

viste le conclusioni del Consiglio europeo,

visto il parere del comitato per l’occupazione,

visto il parere del comitato economico e finanziario,

visto il parere del comitato per la protezione sociale,

visto il parere del comitato di politica economica,

considerando quanto segue:

(1)

Il 16 novembre 2016 la Commissione ha adottato l’analisi annuale della crescita, segnando l’inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2017. Il Consiglio europeo del 9 e 10 marzo 2017 ha approvato le priorità indicate nell’analisi annuale della crescita. Il 16 novembre 2016 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta, in cui la Slovenia è stata annoverata tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito. Lo stesso giorno la Commissione ha anche adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro, che è stata approvata dal Consiglio europeo del 9 e 10 marzo 2017. Il 21 marzo 2017 il Consiglio ha adottato la raccomandazione sulla politica economica della zona euro («raccomandazione per la zona euro») (3).

(2)

In quanto Stato membro la cui moneta è l’euro e considerate le strette correlazioni fra le economie nell’Unione economica e monetaria, la Slovenia dovrebbe assicurare l’attuazione piena e tempestiva della raccomandazione per la zona euro, come riflessa nelle raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 3.

(3)

Il 22 febbraio 2017 è stata pubblicata la relazione per paese relativa alla Slovenia 2017. Nella relazione sono stati valutati i progressi compiuti dalla Slovenia nel dar seguito alle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio il 12 luglio 2016, il seguito dato alle raccomandazioni specifiche per paese adottate negli anni precedenti e i progressi compiuti nel conseguimento degli obiettivi nazionali di Europa 2020. La relazione per paese comprende anche l’esame approfondito a norma dell’articolo 5 del regolamento (UE) n. 1176/2011, i cui risultati sono stati anch’essi pubblicati il 22 febbraio 2017. L’analisi ha portato la Commissione a concludere che la Slovenia presenta squilibri macroeconomici eccessivi. I punti di vulnerabilità, in particolare, sono rappresentati dalle debolezze del settore bancario, dall’indebitamento delle imprese e dai rischi di bilancio. Gli squilibri di stock si stanno gradualmente riassorbendo grazie alla ripresa della crescita. L’indebitamento delle imprese si è notevolmente ridotto e gli investimenti privati sono ripresi, anche sotto forma di investimenti esteri diretti, sebbene lo stock di questi investimenti in entrata rimanga modesto rispetto agli altri paesi della regione. Quanto al debito pubblico, dopo il picco del 2015 si prevede un aggiustamento al ribasso nei prossimi anni. I progressi sul fronte della ristrutturazione del settore bancario sono coincisi con una rapida diminuzione della quota di crediti deteriorati, che dovrebbe continuare a ridursi. Il governo ha adottato misure significative per consolidare e ristrutturare il settore bancario e migliorare la governance delle imprese di Stato. Occorrono tuttavia ulteriori interventi per ridurre l’indebitamento delle imprese e ovviare alle carenze residue del settore finanziario, assicurare la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche e migliorare il contesto imprenditoriale.

(4)

La Slovenia ha presentato il suo programma di stabilità 2017 il 28 aprile 2017 e il suo programma nazionale di riforma 2017 il 3 maggio 2017. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle relative correlazioni.

(5)

La programmazione dei fondi strutturali e d’investimento europei (fondi SIE) per il periodo 2014-2020 ha tenuto conto delle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese. Come previsto dall’articolo 23 del regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio (4), ove necessario per sostenere l’attuazione delle pertinenti raccomandazioni del Consiglio, la Commissione può chiedere allo Stato membro di rivedere e proporre di modificare il suo contratto di partenariato e i programmi rilevanti. La Commissione ha precisato i modi in cui conta di valersi di tale possibilità negli orientamenti sull’applicazione delle misure per collegare l’efficacia dei fondi SIE a una sana gestione economica.

(6)

La Slovenia è attualmente sottoposta al braccio preventivo del patto di stabilità e crescita ed è soggetta alla regola del debito transitoria. Nel programma di stabilità 2017, il governo sloveno prevede di ridurre il disavanzo nominale allo 0,8 % del PIL nel 2017, per poi giungere ad un avanzo pari allo 0,4 % del PIL nel 2020. L’obiettivo di bilancio a medio termine, vale a dire un bilancio in pareggio in termini strutturali dovrebbe essere raggiunto entro il 2020, il che non rispetta i requisiti del patto di stabilità e crescita. In base al saldo strutturale ricalcolato (5), tuttavia, tale obiettivo non verrebbe raggiunto entro il periodo di riferimento del programma. Secondo il programma di stabilità 2017, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe scendere al 77,0 % del PIL nel 2017 e continuare a calare fino al 67,5 % del PIL nel 2020. Lo scenario macroeconomico su cui si fondano tali proiezioni di bilancio è plausibile. Al tempo stesso, le misure necessarie per sostenere gli obiettivi programmati a partire dal 2017 non sono state illustrate in modo sufficientemente dettagliato.

(7)

Il programma di stabilità 2017 indica, nel 2016 e nel 2017, un impatto significativo sul bilancio dell’afflusso eccezionale di rifugiati e documenta adeguatamente la portata e la natura dei costi di bilancio aggiuntivi. Secondo la Commissione, le spese supplementari ammissibili per l’eccezionale afflusso di rifugiati nel 2016 sono state pari allo 0,07 % del PIL. Tale percentuale risulta invariata rispetto al documento programmatico di bilancio 2017, che ha confermato le proiezioni del programma di stabilità per il 2016. Per il 2017 il programma di stabilità conteneva una richiesta dello 0,07 % del PIL, di cui la Commissione considererà un impatto aggiuntivo pari allo 0,01 % del PIL. Questa spesa aggiuntiva rientra nell’ambito di applicazione delle disposizioni dell’articolo 5, paragrafo 1, e dell’articolo 6, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97 dato che l’afflusso di rifugiati e le misure in materia di sicurezza sono connessi a eventi inconsueti che hanno rilevanti ripercussioni sulle finanze pubbliche della Slovenia e visto che la sostenibilità non sarebbe compromessa se si consentisse una deviazione temporanea dal percorso di aggiustamento verso l’obiettivo di bilancio a medio termine. Per tener conto dei suddetti costi, l’aggiustamento richiesto verso l’obiettivo di bilancio a medio termine per il 2016 è stato pertanto ridotto per tenere conto di tali costi di bilancio aggiuntivi. Per quanto riguarda il 2017, la valutazione finale, che verterà anche sugli importi ammissibili, sarà effettuata nella primavera del 2018 sulla base dei dati osservati forniti dalle autorità slovene.

(8)

Il 12 luglio 2016 il Consiglio ha raccomandato alla Slovenia di realizzare nel 2017 un aggiustamento annuo verso l’obiettivo di bilancio a medio termine pari almeno allo 0,6 % del PIL. Sulla base delle previsioni di primavera 2017 della Commissione, nel 2017 vi è il rischio di una qualche deviazione da tale requisito.

(9)

Nel 2018, alla luce della situazione di bilancio e, in particolare, del livello del debito, la Slovenia dovrebbe continuare l’aggiustamento verso un obiettivo di bilancio a medio termine appropriato. Secondo la matrice di aggiustamento concordata nel quadro del patto di stabilità e crescita, il predetto aggiustamento si traduce in un requisito pari a un tasso di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta (6) non superiore allo 0,6 %, corrispondente a un aggiustamento strutturale dell’1 % del PIL. A politiche invariate, nel 2018 vi è il rischio di una deviazione significativa da tale requisito. Secondo le previsioni, la Slovenia dovrebbe rispettare la regola del debito sia nel 2017 che nel 2018. Nel complesso, il Consiglio è del parere che la Slovenia deve essere pronta ad adottare ulteriori provvedimenti nel 2017, e che nel 2018 saranno necessarie ulteriori misure per rispettare le regole del patto di stabilità e crescita. Tuttavia, come previsto dal regolamento (CE) n. 1466/97, la valutazione del programma di bilancio e dei relativi risultati dovrebbe tener conto del saldo di bilancio dello Stato membro alla luce delle condizioni del ciclo. Come ricordato nella comunicazione della Commissione sul semestre europeo 2017 che accompagna le presenti raccomandazioni per paese, la valutazione del documento programmatico di bilancio 2018 e la successiva valutazione 2018 dei risultati di bilancio dovranno tenere debitamente conto dell’obiettivo di conseguire una situazione di bilancio che contribuisca sia a rafforzare la ripresa in corso sia ad assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche della Slovenia. In tale contesto, il Consiglio prende atto che la Commissione intende effettuare una valutazione complessiva in linea con il regolamento (CE) n. 1466/97, in particolare alla luce della situazione del ciclo della Slovenia. Su tale situazione congiunturale, nel caso specifico della Slovenia, vi è peraltro una notevole incertezza a causa della contrazione particolarmente significativa dell’attività economica nel periodo 2008-2013 e delle profonde riforme strutturali e del settore finanziario in fase di attuazione.

(10)

La legge sulle regole di bilancio adottata nel luglio 2015 ha introdotto un quadro di bilancio a medio termine per le amministrazioni pubbliche. Affinché tale quadro sia operativo è necessario apportare alcune modifiche alla legge sulle finanze pubbliche. In un primo tempo il governo si era impegnato a garantire l’adozione della nuova legge sulle finanze pubbliche entro sei mesi dall’adozione della legge sulle regole di bilancio. Tale termine, tuttavia, è stato ripetutamente procrastinato e la nuova legge non è stata ancora sottoposta al vaglio del Parlamento. Si tratta di uno degli strumenti giuridici che recepiscono nella legislazione nazionale la direttiva 2011/85/UE (7) del Consiglio, ai quali gli Stati membri erano obbligati a conformarsi entro la fine del 2013. I membri del consiglio di bilancio sono stati nominati il 21 marzo 2017.

(11)

Il debito pubblico elevato, che nel 2016 si è attestato sul 79,7 % del PIL, rappresenta una fonte di vulnerabilità per le finanze pubbliche del paese. In Slovenia l’invecchiamento della popolazione è più rapido rispetto alla maggior parte degli Stati membri. Vi sono inoltre seri rischi quanto alla sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche e l’indicatore di divario di sostenibilità a lungo temine è il più elevato di tutti gli Stati membri a causa dell’incremento previsto della spesa pubblica per pensioni, sanità e assistenza di lunga durata.

(12)

Il governo ha presentato alcune proposte di riforma del sistema sanitario. Il progetto di legge sulla sanità e l’assicurazione sanitaria, cardine della riforma, è stato sottoposto a consultazione pubblica nel febbraio 2017 e dovrebbe essere trasmesso all’Assemblea nazionale entro l’estate del 2017. Il rispetto dei tempi previsti è importante e dovrebbe consentire al progetto di diventare legge già nel 2017. Nel dicembre 2016 sono state presentate proposte di modifica della legge sui servizi sanitari e della legge sui diritti dei pazienti ed è stata adottata una nuova legge sulle farmacie. I problemi ancora irrisolti riguardano la gestione e l’efficienza degli ospedali, l’assistenza sanitaria di base come filtro prima del ricorso alle cure ospedaliere, i sistemi di pagamento degli ospedali, le valutazioni delle tecnologie sanitarie e i sistemi di informazione. I benefici della centralizzazione degli appalti pubblici per i prodotti e i servizi sanitari, inoltre, non sono ancora pienamente sfruttati, mentre una nuova centralizzazione degli appalti pubblici per i medicinali, che potrebbe rendere la procedura più trasparente ed efficiente sotto il profilo dei costi, è in fase di preparazione. Un’altra sfida importante consiste nel proseguire la riforma dell’assistenza di lunga durata. Poiché, ad oggi, la Slovenia non dispone ancora di un sistema integrato di assistenza di questo tipo, un progetto pilota per determinare le esigenze del settore è attualmente in fase di elaborazione.

(13)

Nell’aprile 2016 il governo ha adottato il Libro bianco sulle pensioni e ha avviato una consultazione pubblica sul futuro del sistema pensionistico. Continuano tuttavia a mancare proposte legislative concrete. Le sfide che si prospettano per il futuro consistono nell’assicurare la sostenibilità e l’adeguatezza a lungo termine del sistema, adeguando l’età pensionabile legale all’aumento dell’aspettativa di vita e promuovendo il pensionamento posticipato, incrementare la copertura dei regimi pensionistici complementari, affrontare adeguatamente il problema dei percorsi di carriera diversificati e ridurre i rischi di povertà in età avanzata.

(14)

Le tendenze a livello sociale e occupazionale hanno continuato a migliorare. È aumentata la creazione di posti di lavoro e la disoccupazione è in calo. La percentuale delle persone a rischio di povertà e di esclusione sociale si è ridotta, ma resta superiore alla media dell’Unione per quanto riguarda gli anziani. Il miglioramento del mercato del lavoro offre opportunità di occupazione ai lavoratori in età più avanzata, anche se per questa categoria di lavoratori il tasso di partecipazione è ancora basso. Andare in pensione mentre si sta usufruendo del regime di assicurazione contro la disoccupazione è diventato sempre più frequente negli ultimi anni. La disoccupazione di lunga durata, tuttora al di sopra dei livelli pre-crisi, interessa più della metà del totale dei disoccupati. Oltre il 40 % di tutti i disoccupati di lunga durata ha più di 50 anni e, di questi, quasi la metà è senza lavoro da due o più anni. Un’analisi e un piano d’azione mirante ad aumentare il tasso di occupazione dei lavoratori in età più avanzata sono stati predisposti e discussi con le parti sociali. L’attuazione tempestiva di tale piano può contribuire a migliorare il reinserimento dei lavoratori più anziani nel mondo del lavoro. Il tasso di occupazione dei lavoratori scarsamente qualificati è ancora basso e molto al di sotto sia del livello pre-crisi che della media dell’Unione. Il piano di attuazione delle politiche attive del mercato del lavoro, adottato nel gennaio 2016, mantiene l’impostazione attuale, mentre la spesa in questo settore resta limitata. Tra i beneficiari delle misure di politica attiva del mercato del lavoro i lavoratori poco qualificati e più anziani continuano ad essere sottorappresentati. Nonostante la riforma del 2013, la segmentazione del mercato del lavoro resta un problema.

(15)

Il livello dei crediti deteriorati, sebbene ancora elevato, è su un solido percorso discendente. Le misure messe in atto dalla Banca di Slovenia incentivano le banche a ridurre i crediti deteriorati in modo sostenibile. Se le pressioni per la riduzione del debito hanno iniziato ad attenuarsi, i flussi di credito alle imprese continuano invece a contrarsi. Per quanto concerne le singole imprese, i progressi nella riduzione del debito non sono stati uniformi. Dopo la fusione di tre istituti nel 2016, il consolidamento e la ristrutturazione del settore bancario proseguono. La Slovenia si è impegnata a vendere almeno il 50 % della sua partecipazione azionaria nella più grande banca di proprietà pubblica entro il 31 dicembre 2017 e un ulteriore 25 % meno un’azione entro il 31 dicembre 2018. Le modifiche del quadro normativo hanno ulteriormente rafforzato la capacità di ristrutturazione societaria della DUTB (società di gestione delle attività bancarie). I crediti deteriorati restano elevati tra le PMI. Per risolvere il problema, con il contributo della Banca mondiale è stata elaborata una strategia sistematica di ristrutturazione di tali crediti. Il governo ha inoltre adottato un progetto di legge riguardante la creazione di un registro centrale del credito, allo scopo di consentire una gestione più efficiente del rischio e a ridurre il rischio di indebitamento.

(16)

L’accesso delle imprese solvibili a fonti di finanziamento alternative è molto limitato. Il fondo sloveno di sostegno alle imprese e la Slovenska izvozna in razvojna banka hanno introdotto essenzialmente nuovi strumenti di debito per le PMI, che comprendono misure quali il microcredito. Nel 2016 il fondo sloveno per il sostegno delle imprese ha attivato uno strumento riguardante il capitale di avviamento, di cui hanno beneficiato meno di 50 PMI. Altri strumenti di finanziamento alternativi, compresi il venture capital e il capitale proprio associato all’utilizzo dei fondi SIE, potrebbero rappresentare un’importante fonte di finanziamento aggiuntiva, ma restano in gran parte non sfruttati.

(17)

La strategia 2015-2020 per lo sviluppo della pubblica amministrazione è in fase di attuazione e in questo settore sono stati compiuti alcuni progressi. Talune misure specifiche, quali l’adozione della legge sulla funzione pubblica, hanno tuttavia subito un ulteriore rinvio. Secondo le stime, il programma del governo per la riduzione degli oneri amministrativi ha generato un risparmio totale di 365 milioni di EUR tra il 2009 e il 2015 e circa il 60 % delle 318 misure volte a ridurre gli oneri amministrativi è stato attuato. Tuttavia, gli investimenti privati continuano a essere ostacolati da lungaggini e complessità amministrative, specialmente nei settori dell’edilizia e della pianificazione territoriale. Sebbene l’efficienza e la qualità del sistema giudiziario siano ulteriormente migliorate, per quanto riguarda le cause commerciali occorrono ancora tempi lunghi per calendarizzare le udienze preliminari e i ricorsi non possono essere presentati per via elettronica. Nonostante l’adozione di importanti riforme anticorruzione come il programma «Tolleranza zero della corruzione», la percezione del problema resta negativa e sembra condizionare le decisioni imprenditoriali. Per quanto riguarda la modernizzazione della regolamentazione delle professioni, le riforme, dopo i progressi iniziali, hanno subito un rallentamento. L’eliminazione delle barriere restrittive per quanto riguarda la regolamentazione delle professioni potrebbe agevolare la concorrenza sui relativi mercati.

(18)

La partecipazione dello Stato nell’economia resta elevata, nonostante il programma di privatizzazione avviato nel 2013. In Slovenia lo Stato è il principale datore di lavoro, gestore di attività e detentore di debiti societari. La forte presenza della proprietà statale, associata alla debolezza della governance societaria, ha avuto notevoli implicazioni economiche e di bilancio. Secondo le stime, nel periodo 2007-2014 tali implicazioni avrebbero avuto un’incidenza pari a 13 miliardi di EUR (circa un terzo del PIL), principalmente a causa delle misure di stabilizzazione del settore finanziario e del mancato guadagno delle imprese di proprietà statale rispetto alle loro omologhe private. L’efficienza delle imprese statali ha cominciato a migliorare, sostenuta da un nuovo sistema di governance societaria, ma i rischi permangono. Entro la fine del 2015 i risultati mostravano un miglioramento della redditività delle imprese gestite dalla holding sovrana slovena, seppur a livelli di poco inferiori all’obiettivo intermedio fissato nella strategia di gestione. Nel gennaio 2017 il governo ha approvato un piano di gestione degli attivi per il 2017, in cui ha quantificato gli indicatori di efficienza per ogni singola impresa statale e ha aggiornato l’elenco delle attività da cedere. Al tempo stesso, la revisione della strategia di gestione degli attivi, inizialmente approvata dal parlamento nel 2015, è ancora in sospeso e il governo ha rinviato una sua decisione al secondo semestre del 2017. Anche se il nuovo presidente del consiglio d’amministrazione è stato nominato alla fine del febbraio 2017, il consiglio di vigilanza nella sua interezza non si è ancora insediato.

(19)

Nell’ambito del semestre europeo 2017 la Commissione ha effettuato un’analisi completa della politica economica della Slovenia, che ha pubblicato nella relazione per paese 2017. Ha altresì valutato il programma di stabilità 2017 e il programma nazionale di riforma 2017, nonché il seguito dato alle raccomandazioni rivolte alla Slovenia negli anni precedenti. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica della Slovenia, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell’Unione, alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell’Unione nel suo insieme offrendo un contributo a livello dell’Unione per le future decisioni nazionali.

(20)

Alla luce della valutazione di cui sopra, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità 2017 e il suo parere (8) trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1.

(21)

Alla luce dell’esame approfondito della Commissione e della citata valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma nazionale di riforma 2017 e il programma di stabilità 2017. Le sue raccomandazioni formulate a norma dell’articolo 6 del regolamento (UE) n. 1176/2011 trovano riscontro nelle raccomandazioni da 1 a 3,

RACCOMANDA che la Slovenia adotti provvedimenti nel 2017 e nel 2018 al fine di:

1.

Perseguire un consistente sforzo di bilancio nel 2018, in linea con i requisiti del braccio preventivo del patto di stabilità e crescita, tenendo conto della necessità di rafforzare la ripresa in corso e di assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche della Slovenia; adottare e attuare la riforma del sistema sanitario proposta e adottare la riforma dell’assistenza di lunga durata prevista, aumentando nel contempo l’efficienza in termini di costi, l’accessibilità e la qualità dell’assistenza; sfruttare appieno il potenziale delle procedure d’appalto centralizzate nel settore sanitario; adottare le misure necessarie per assicurare la sostenibilità e l’adeguatezza a lungo termine del sistema pensionistico;

2.

intensificare le iniziative volte ad aumentare l’occupabilità dei lavoratori scarsamente qualificati e in età più avanzata, in particolare mediante misure mirate di apprendimento permanente e di reinserimento nel mondo del lavoro;

3.

migliorare le condizioni di finanziamento, anche agevolando una soluzione durevole del problema dei crediti deteriorati e l’accesso a fonti di finanziamento alternative; assicurare la piena attuazione della strategia della società di gestione delle attività bancarie (DUTB); ridurre l’onere amministrativo gravante sulle imprese a causa delle norme in materia di pianificazione territoriale e di rilascio del permesso di costruire e garantire una buona gestione delle imprese statali.

Fatto a Bruxelles, l'11 luglio 2017

Per il Consiglio

Il presidente

T. TÕNISTE


(1)  GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.

(2)  GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.

(3)  GU C 92 del 24.3.2017, pag. 1.

(4)  Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320).

(5)  Saldo corretto per il ciclo, al netto delle misure temporanee e una tantum, ricalcolato dai servizi della Commissione secondo la metodologia concordata.

(6)  La spesa pubblica netta si compone della spesa pubblica totale al netto della spesa per interessi, della spesa relativa a programmi dell’Unione interamente coperta da entrate provenienti da fondi dell’Unione e delle modifiche non discrezionali nella spesa per le indennità di disoccupazione. Gli investimenti fissi lordi finanziati a livello nazionale sono spalmati su un periodo di 4 anni. Rientrano nel calcolo le misure discrezionali in materia di entrate o gli aumenti delle entrate obbligatori per legge, mentre sono escluse le misure una tantum sia per quanto riguarda le entrate che per quanto riguarda la spesa.

(7)  Direttiva 2011/85/UE del Consiglio, dell’8 novembre 2011, relativa ai requisiti per i quadri di bilancio degli Stati membri (GU L 306 del 23.11.2011, pag. 41).

(8)  A norma dell’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.


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