EUR-Lex Access to European Union law

Back to EUR-Lex homepage

This document is an excerpt from the EUR-Lex website

Document 32014R1322

Regolamento delegato (UE) n. 1322/2014 della Commissione, del 19 settembre 2014 , che integra e modifica il regolamento (UE) n. 167/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto concerne la costruzione dei veicoli e i requisiti generali di omologazione dei veicoli agricoli e forestali Testo rilevante ai fini del SEE

OJ L 364, 18.12.2014, p. 1–315 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

In force: This act has been changed. Current consolidated version: 26/06/2018

ELI: http://data.europa.eu/eli/reg_del/2014/1322/oj

18.12.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 364/1


REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. 1322/2014 DELLA COMMISSIONE

del 19 settembre 2014

che integra e modifica il regolamento (UE) n. 167/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto concerne la costruzione dei veicoli e i requisiti generali di omologazione dei veicoli agricoli e forestali

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 167/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 febbraio 2013, relativo all'omologazione e alla vigilanza del mercato dei veicoli agricoli e forestali (1), in particolare l'articolo 18, paragrafo 4, l'articolo 20, paragrafo 8, l'articolo 27, paragrafo 6, l'articolo 28, paragrafo 6, l'articolo 49, paragrafo 3, l'articolo 53, paragrafo 12, l'articolo 60, paragrafo 1, nonché gli articoli 61 e 70,

considerando quanto segue:

(1)

Il presente regolamento mira a stabilire i requisiti tecnici e i metodi di prova necessari per la costruzione dei veicoli agricoli e forestali in modo da minimizzare il rischio di lesioni alle persone che lavorano sul veicolo o con esso.

(2)

Con la decisione 97/836/CE del Consiglio (2) l'Unione ha aderito all'accordo della commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite (UNECE) relativo all'adozione di prescrizioni tecniche uniformi applicabili ai veicoli a motore, agli accessori e alle parti che possono essere installati e/o utilizzati sui veicoli a motore e alle condizioni del riconoscimento reciproco delle omologazioni rilasciate sulla base di tali prescrizioni («Accordo del 1958 riveduto»). Nella comunicazione «CARS 2020: piano d'azione per un'industria automobilistica competitiva e sostenibile in Europa», la Commissione ha sottolineato che l'accettazione dei regolamenti internazionali nell'ambito dell'accordo UNECE del 1958 è il modo migliore per eliminare gli ostacoli non tariffari al commercio.

(3)

La possibilità di applicare i regolamenti UNECE ai fini dell'omologazione UE dei veicoli è prevista nel regolamento (UE) n. 167/2013. Poiché i regolamenti UNECE fanno parte dei requisiti per l'omologazione UE di un veicolo, contribuiscono ad evitare le duplicazioni non solo dei requisiti tecnici ma anche delle procedure di certificazione e amministrative. Inoltre, un'omologazione basata direttamente su norme concordate a livello internazionale dovrebbe facilitare l'accesso ai mercati dei paesi terzi, in particolare di quelli che sono parti contraenti dell'accordo del 1958 riveduto, e dunque aumentare la competitività dell'industria dell'Unione.

(4)

Nell'interesse della chiarezza, della prevedibilità, della razionalità e della semplificazione e per ridurre l'onere sui costruttori di veicoli, sui servizi tecnici e sulle autorità di omologazione, il regolamento (UE) n. 167/2013 prevede il riconoscimento di verbali di prova basati sui codici dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE) ai fini dell'omologazione UE, in alternativa ai verbali di prova elaborati ai sensi del suddetto regolamento o degli atti delegati adottati a norma del suddetto regolamento. È pertanto opportuno stabilire un elenco di codici OCSE che rientrano nell'ambito di applicazione del presente regolamento e che possono essere le basi per verbali di prova riconosciuti ai fini dell'omologazione UE.

(5)

Al fine di adeguare le disposizioni sulla costruzione dei veicoli agricoli e forestali in modo da tenere conto del progresso tecnico, si dovrebbero applicare le ultime versioni delle norme CEN/Cenelec o ISO direttamente accessibili al pubblico in relazione a taluni requisiti specifici.

(6)

Allo scopo di ridurre i costi a carico dei costruttori mediante la soppressione dell'obbligo di costruire prototipi ai fini dell'omologazione UE, il presente regolamento stabilisce condizioni dettagliate relative alle prove virtuali e interne eseguite dai costruttori. I costruttori che non volessero avvalersi dei metodi di prova virtuali dovrebbero avere la possibilità di continuare a utilizzare i metodi di prova fisici esistenti.

(7)

Il metodo di prova virtuale dovrebbe garantire lo stesso livello di affidabilità di una prova fisica. È pertanto appropriato stabilire le condizioni pertinenti per garantire che il costruttore o il servizio tecnico possano convalidare correttamente i modelli matematici utilizzati.

(8)

I controlli della conformità di veicoli, componenti o entità tecniche indipendenti durante tutto il processo produttivo rappresentano una parte essenziale della procedura di omologazione UE. La conformità delle procedure di produzione dei veicoli agricoli e forestali dovrebbe essere ulteriormente migliorata e allineata a procedure simili applicabili alle autovetture.

(9)

Non è opportuno consentire l'uso di metodi virtuali per le prove di conformità della produzione, anche se sono stati utilizzati ai fini dell'omologazione, perché in questa fase una prova fisica del veicolo esistente non comporta oneri inutili per il costruttore.

(10)

Le disposizioni del regolamento (UE) n. 167/2013 relative all'accesso alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione sono basate principalmente sul regolamento (CE) n. 595/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio (3). Al fine di adottare un'impostazione armonizzata in materia di accesso alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione di cui al suddetto regolamento, è opportuno inserire nel presente regolamento le disposizioni relative all'accesso alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione stabilite nel regolamento (UE) n. 582/2011 della Commissione (4), adattandole alle caratteristiche specifiche del settore dei veicoli agricoli e forestali.

(11)

In particolare, è opportuno adottare specifiche disposizioni e procedure per l'accesso alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione dei veicoli in caso di produzione in piccole serie in modo da evitare oneri sproporzionati. Inoltre è opportuno stabilire procedure specifiche per l'accesso alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione dei veicoli in caso di omologazione in più fasi, in modo da tenere conto del fatto che sono coinvolti diversi costruttori.

(12)

Per quanto riguarda i tipi di veicoli delle categorie R e S, le cifre indicate per classificare i costruttori di piccole serie dovrebbero tenere conto del fatto che il regolamento (UE) n. 167/2013 non prevede l'omologazione nazionale di piccole serie per tali tipi di veicoli, ma che tali categorie di veicoli non possono essere del tutto esenti dall'obbligo di fornire informazioni sulla riparazione e la manutenzione ai sensi del suddetto regolamento. Se l'allegato II del suddetto regolamento fosse modificato in modo da concedere la possibilità di rilasciare l'omologazione nazionale di produzioni di piccole serie di veicoli delle categorie R e S, la Commissione dovrebbe prendere in considerazione la riduzione di tali cifre.

(13)

Sono necessarie disposizioni armonizzate sull'accesso al sistema diagnostico di bordo (OBD) e alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione per migliorare la concorrenza effettiva sul mercato interno nonché il funzionamento di quest'ultimo, in particolare per quanto riguarda la libera circolazione delle merci, la libertà di stabilimento e la libera prestazione di servizi per gli operatori indipendenti nel campo della riparazione e della manutenzione dei veicoli. Gran parte di tali informazioni si riferisce ai sistemi diagnostici di bordo (OBD) e alla loro interazione con altri sistemi del veicolo. È opportuno stabilire le caratteristiche tecniche alle quali i siti Internet dei costruttori devono conformarsi, unitamente a misure mirate che garantiscano un ragionevole accesso alle piccole e medie imprese.

(14)

Norme comuni per la riprogrammazione delle centraline, concordate con le parti interessate, possono facilitare lo scambio di informazioni tra costruttori e fornitori di servizi. È pertanto opportuno che i costruttori utilizzino tali norme comuni. Tuttavia, al fine di ridurre gli oneri per i costruttori di veicoli è opportuno stabilire nel presente regolamento un periodo di tempo appropriato per la loro applicazione.

(15)

Per mantenere l'allineamento dei requisiti tecnici inseriti nel presente regolamento delegato della Commissione con quelli delle direttive separate abrogate dal regolamento (UE) n. 167/2013 e con quelli dei codici standard OCSE, il punto di riferimento del sedile (S) e il punto indice del sedile (SIP) dovrebbero rimanere immutati.

(16)

Per poter rilasciare, secondo ognuno degli allegati elencati nell'allegato II, l'omologazione UE agli stessi tipi di trattore che sono stati omologati in base ai corrispondenti codici OCSE e per poter riconoscere effettivamente i verbali di prova OCSE ai fini dell'omologazione UE, il campo tecnico di applicazione dei requisiti UE dovrebbe essere allineato con quello dei codici standard OCSE.

(17)

Per chiarire che taluni requisiti della normativa dell'Unione sono interamente allineati con quelli stabiliti dai codici standard OCSE, il testo dei requisiti e la numerazione di taluni allegati dovrebbero essere identici al testo e alla numerazione del corrispondente codice standard OCSE.

(18)

Per ridurre il numero di infortuni e di incidenti mortali causati dall'impossibilità di sollevare il ROPS pieghevole montato anteriormente su trattori a carreggiata stretta in situazioni potenzialmente pericolose, è opportuno includere nell'allegato IX requisiti nuovi basati su un approccio ergonomico in modo da facilitare e incoraggiare il sollevamento del ROPS se necessario.

(19)

Poiché nelle applicazioni forestali i trattori sono confrontati con livelli di energia più elevati prodotti da oggetti cadenti o penetranti rispetto alle applicazioni agricole, sono necessari requisiti più severi riguardo alle strutture di protezione contro tali oggetti per i trattori attrezzati per le applicazioni forestali.

(20)

Sebbene gran parte dei requisiti stabiliti nel presente regolamento sia stato riportato da direttive abrogate, vanno introdotte ove necessario modifiche importanti per aggiornare la normativa al progresso tecnico, estendere il campo di applicazione ad altre categorie di veicoli o aumentare il livello di sicurezza per quanto riguarda, ad esempio: l'accesso al posto di guida, le uscite di emergenza, i dispositivi di comando e la loro posizione, il manuale d'uso, gli avvisi, i simboli e i pittogrammi, la protezione contro superfici calde, i punti di lubrificazione, i punti di sollevamento, il cofano, la velocità di combustione del materiale della cabina, lo staccabatteria, ecc.

(21)

Poiché il campo di applicazione della direttiva 80/720/CEE del Consiglio (5) non include i trattori delle categorie T2 e T4.3 con una scentratura della cabina superiore a 100 mm, i requisiti per lo spazio di manovra e il numero di uscite di emergenza dovrebbero essere adeguati in modo da coprire tutte le categorie di trattori.

(22)

Poiché molti dei requisiti e dei metodi di prova sono stati riportati da direttive abrogate applicabili solo ai trattori muniti di pneumatici, requisiti e metodi di prova specifici vanno stabiliti per i trattori a cingoli, in particolare per quanto riguarda il livello sonoro percepito dal conducente, l'accesso al posto di guida, i dispositivi di comando, ecc.

(23)

Lo stesso principio si applica ai veicoli delle categorie R ed S per i quali è opportuno stabilire requisiti e metodi di prova concernenti i ripari e i dispositivi di protezione, le informazioni del manuale d'uso, gli avvisi, le marcature e le protezioni contro altri rischi meccanici, quale l'operazione di ribaltamento dei rimorchi.

(24)

Inoltre i veicoli delle categorie R ed S dovrebbero conformarsi ai requisiti della direttiva 2006/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (6), se del caso.

(25)

Purché sia mantenuto il livello di sicurezza, dovrebbero essere permessi requisiti e procedure di prova alternativi per i trattori muniti di una sella e di un manubrio in modo da tenere conto delle loro specifiche caratteristiche tecniche. Questo è il caso di alcuni dei requisiti e delle procedure di prova riguardanti il sedile del conducente, i dispositivi di comando e la protezione degli elementi motori.

(26)

Il riferimento ai requisiti nella normativa sulle autovetture in materia di punti di ancoraggio delle cinture di sicurezza e di cinture di sicurezza di cui alla direttiva abrogata 2003/37/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (7) dovrebbe essere sostituito da requisiti adeguati alle specificità dei trattori agricoli e forestali.

(27)

Per consentire alle autorità di omologazione di valutare la conformità ai requisiti di protezione contro le sostanze pericolose di cui al presente regolamento, detti requisiti dovrebbero essere basati sul livello di protezione fornito dal tipo di trattore, non sull'uso possibile di un dato veicolo. Il livello di protezione prescritto per ogni uso particolare di ogni sostanza pericolosa dovrebbe essere determinato conformemente alla normativa UE e/o nazionale pertinente.

(28)

Al fine di garantire che i servizi tecnici soddisfino lo stesso elevato standard di qualità in tutti gli Stati membri, il presente regolamento dovrebbe stabilire gli standard che i servizi tecnici devono soddisfare nonché la procedura di valutazione di tale conformità e di accreditamento dei servizi tecnici.

(29)

Ai fini dell'omologazione nazionale rilasciata conformemente al regolamento (UE) n. 167/2013, gli Stati membri dovrebbero avere la facoltà di stabilire requisiti di costruzione diversi da quelli di cui al presente regolamento. Tuttavia dovrebbero avere l'obbligo di omologare tipi di veicoli, sistemi, componenti ed entità tecniche indipendenti conformi ai requisiti del presente regolamento.

(30)

È opportuno modificare diverse voci dell'allegato I del regolamento (UE) n. 167/2013 per consentire di stabilire i requisiti per ulteriori categorie di veicoli se necessario.

(31)

Il presente regolamento dovrebbe applicarsi a decorrere dalla data di applicazione del regolamento (UE) n. 167/2013,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

CAPO I

OGGETTO E DEFINIZIONI

Articolo 1

Oggetto

Il presente regolamento stabilisce requisiti tecnici dettagliati e procedure di prova concernenti la progettazione, la costruzione e il montaggio dei veicoli agricoli e forestali e dei loro sistemi, componenti ed entità tecniche indipendenti, disposizioni e requisiti dettagliati concernenti le procedure di omologazione, le prove virtuali e la conformità della produzione, specifiche tecniche concernenti l'accesso alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione, nonché standard di qualità e criteri per la valutazione dei servizi tecnici ai sensi del regolamento (UE) n. 167/2013.

Articolo 2

Definizioni

Si applicano le seguenti definizioni:

1)   «punto di riferimento del sedile (S)»: il punto in cui il piano longitudinale mediano del sedile interseca il piano tangenziale del pannello inferiore dello schienale e un piano orizzontale. Il piano orizzontale interseca la superficie inferiore del sedile in un punto situato 150 mm davanti al punto di riferimento del sedile (S) come determinato nell'appendice 8 dell'allegato XIV;

2)   «dispositivo di comando»: qualsiasi dispositivo il cui azionamento diretto consente di modificare lo stato o il funzionamento del trattore o di un materiale ad esso agganciato;

3)   «carter»: un dispositivo di protezione situato immediatamente davanti alla parte pericolosa e che, da solo o con altre parti della macchina, protegge da tutti i lati dal contatto con la parte pericolosa;

4)   «riparo»: un dispositivo di protezione che, mediante una guida o delle sbarre o un mezzo analogo assicura la distanza di sicurezza necessaria per rendere inaccessibile la parte pericolosa;

5)   «coperchio»: un dispositivo di protezione situato davanti alla parte pericolosa e che protegge dal contatto con la parte pericolosa dal lato coperto;

6)   «saldamente fissati»: quando la rimozione dei dispositivi è possibile solo con l'ausilio di attrezzi;

7)   «superficie calda»: qualsiasi superficie metallica del trattore che raggiunge, durante il normale uso previsto dal costruttore, una temperatura superiore a 85 °C o qualsiasi superficie di plastica che raggiunge una temperatura superiore a 100 °C.

CAPO II

REQUISITI DI COSTRUZIONE DEI VEICOLI E REQUISITI GENERALI DI OMOLOGAZIONE

Articolo 3

Obblighi generali del costruttore in materia di costruzione dei veicoli

1.   I costruttori muniscono i veicoli agricoli e forestali di sistemi, componenti ed entità tecniche indipendenti che incidono sulla sicurezza sul lavoro e che sono stati progettati, costruiti e montati in modo da permettere al veicolo, in condizioni di utilizzo normali e sottoposto a manutenzione secondo le indicazioni del costruttore, di soddisfare i requisiti tecnici dettagliati e le procedure di prova di cui agli articoli da 4 a 32.

2.   I costruttori dimostrano all'autorità di omologazione, mediante prove dimostrative fisiche, che i veicoli agricoli e forestali messi a disposizione sul mercato, immatricolati o messi in circolazione nell'Unione sono conformi ai requisiti tecnici dettagliati e alle procedure di prova di cui agli articoli da 4 a 32.

3.   I costruttori sono tenuti a garantire che i pezzi di ricambio e gli equipaggiamenti messi a disposizione sul mercato o messi in servizio nell'Unione siano conformi ai requisiti tecnici dettagliati e alle procedure di prova di cui al presente regolamento. Un veicolo agricolo o forestale omologato, munito di un tale pezzo di ricambio o equipaggiamento, è conforme agli stessi requisiti di prova e ai medesimi valori limite applicabili alle prestazioni di un veicolo dotato di una parte originale.

4.   I costruttori garantiscono che siano rispettate le procedure di omologazione per la verifica della conformità della produzione in relazione ai requisiti dettagliati per la costruzione dei veicoli di cui al presente regolamento.

Articolo 4

Applicazione dei regolamenti UNECE

I regolamenti UNECE e le relative modifiche che figurano nell'allegato I del presente regolamento sono applicabili ai veicoli agricoli e forestali oggetto delle condizioni stabilite nel presente regolamento.

Articolo 5

Riconoscimento dei verbali di prova elaborati in base ai codici OCSE ai fini dell'omologazione UE

Conformemente all'articolo 50 del regolamento (UE) n. 167/2013, i verbali di prova elaborati in base ai codici OCSE di cui all'allegato II del presente regolamento sono riconosciuti ai fini dell'omologazione UE in alternativa al verbale di prova elaborato in base al presente regolamento.

Articolo 6

Disposizioni in materia di procedure di omologazione, inclusi i requisiti relativi alle prove virtuali

Le disposizioni in materia di procedure di omologazione di cui all'articolo 20, paragrafo 8, del regolamento (UE) n. 167/2013 e i requisiti relativi alle prove virtuali di cui all'articolo 27, paragrafo 6, di detto regolamento sono stabiliti nell'allegato III del presente regolamento.

Articolo 7

Disposizioni in materia di conformità della produzione

Le disposizioni in materia di conformità della produzione di cui all'articolo 28, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 167/2013 sono stabilite nell'allegato IV del presente regolamento.

Articolo 8

Requisiti in materia di accesso alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione

I requisiti in materia di accesso alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione di cui all'articolo 53, paragrafo 12, del regolamento (UE) n. 167/2013 sono stabiliti nell'allegato V del presente regolamento.

Articolo 9

Requisiti applicabili alle strutture di protezione antiribaltamento (prove dinamiche)

Le procedure di prova e i requisiti applicabili alle strutture di protezione antiribaltamento di cui all'articolo 18, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (UE) n. 167/2013 per quanto riguarda le prove dinamiche dei veicoli delle categorie T1, T4.2 e T4.3 sono eseguiti e verificati conformemente all'allegato VI del presente regolamento.

Articolo 10

Requisiti applicabili alle strutture di protezione antiribaltamento (trattori a cingoli)

Le procedure di prova e i requisiti applicabili alle strutture di protezione antiribaltamento di cui all'articolo 18, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (UE) n. 167/2013 per quanto riguarda i trattori a cingoli per i veicoli delle categorie C1, C2, C4.2 e C4.3 sono eseguiti e verificati conformemente all'allegato VII del presente regolamento.

Articolo 11

Requisiti applicabili alle strutture di protezione antiribaltamento (prove statiche)

In alternativa ai requisiti di cui agli articoli 9 e 10, i costruttori possono scegliere di adempiere ai requisiti del presente articolo se il tipo di veicolo rientra nel campo di applicazione di cui all'allegato VIII del presente regolamento. Le procedure di prova e i requisiti applicabili alle strutture di protezione antiribaltamento di cui all'articolo 18, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (UE) n. 167/2013 per quanto riguarda le prove statiche dei veicoli delle categorie T1/C1, T4.2/C4.2 e T4.3/C4.3 sono eseguiti e verificati conformemente all'allegato VIII del presente regolamento.

Articolo 12

Requisiti applicabili alle strutture di protezione antiribaltamento (strutture di protezione antiribaltamento montate anteriormente sui trattori a carreggiata stretta)

Le procedure di prova e i requisiti applicabili alle strutture di protezione antiribaltamento montate anteriormente di cui all'articolo 18, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (UE) n. 167/2013 per quanto riguarda i trattori a carreggiata stretta per i veicoli delle categorie T2, T3 e T4.3 sono eseguiti e verificati conformemente all'allegato IX del presente regolamento.

Articolo 13

Requisiti applicabili alle strutture di protezione antiribaltamento (strutture di protezione antiribaltamento montate posteriormente sui trattori a carreggiata stretta)

Le procedure di prova e i requisiti applicabili alle strutture di protezione antiribaltamento montate posteriormente di cui all'articolo 18, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (UE) n. 167/2013 per quanto riguarda i trattori a carreggiata stretta per i veicoli delle categorie T2/C2, T3/C3 e T4.3/C4.3 sono eseguiti e verificati conformemente all'allegato X del presente regolamento.

Articolo 14

Requisiti applicabili alle strutture di protezione contro la caduta di oggetti

Le procedure di prova e i requisiti applicabili alle strutture di protezione contro la caduta di oggetti di cui all'articolo 18, paragrafo 2, lettera b), del regolamento (UE) n. 167/2013 per i veicoli delle categorie T e C sono eseguiti e verificati conformemente all'allegato XI del presente regolamento.

Articolo 15

Requisiti applicabili ai posti a sedere per passeggeri

Le procedure di prova e i requisiti applicabili ai posti a sedere per passeggeri di cui all'articolo 18, paragrafo 2, lettera c), del regolamento (UE) n. 167/2013 per i veicoli delle categorie T e C sono eseguiti e verificati conformemente all'allegato XII del presente regolamento.

Articolo 16

Requisiti applicabili all'esposizione del conducente al livello sonoro

Le procedure di prova e i requisiti applicabili all'esposizione del conducente al livello sonoro di cui all'articolo 18, paragrafo 2, lettera d), del regolamento (UE) n. 167/2013 per i veicoli delle categorie T e C sono eseguiti e verificati conformemente all'allegato XIII del presente regolamento.

Articolo 17

Requisiti applicabili al sedile del conducente

Le procedure di prova e i requisiti applicabili al sedile del conducente di cui all'articolo 18, paragrafo 2, lettera e), del regolamento (UE) n. 167/2013 per i veicoli delle categorie T e C sono eseguiti e verificati conformemente all'allegato XIV del presente regolamento.

Articolo 18

Requisiti applicabili allo spazio di manovra e all'accesso al posto di guida

Le procedure di prova e i requisiti applicabili allo spazio di manovra e all'accesso al posto di guida di cui all'articolo 18, paragrafo 2, lettera f), del regolamento (UE) n. 167/2013 per i veicoli delle categorie T e C sono eseguiti e verificati conformemente all'allegato XV del presente regolamento.

Articolo 19

Requisiti applicabili alle prese di forza

Le procedure di prova e i requisiti applicabili alle prese di forza di cui all'articolo 18, paragrafo 2, lettera g), del regolamento (UE) n. 167/2013 per i veicoli delle categorie T e C sono eseguiti e verificati conformemente all'allegato XVI del presente regolamento.

Articolo 20

Requisiti applicabili alla protezione degli elementi motori

Le procedure di prova e i requisiti applicabili alla protezione degli elementi motori di cui all'articolo 18, paragrafo 2, lettera h), del regolamento (UE) n. 167/2013 per i veicoli delle categorie T e C sono eseguiti e verificati conformemente all'allegato XVII del presente regolamento.

Articolo 21

Requisiti applicabili ai punti di ancoraggio delle cinture di sicurezza

Le procedure di prova e i requisiti applicabili ai punti di ancoraggio delle cinture di sicurezza di cui all'articolo 18, paragrafo 2, lettera i), del regolamento (UE) n. 167/2013 per i veicoli delle categorie T e C sono eseguiti e verificati conformemente all'allegato XVIII del presente regolamento.

Articolo 22

Requisiti applicabili alle cinture di sicurezza

Le procedure di prova e i requisiti applicabili alle cinture di sicurezza di cui all'articolo 18, paragrafo 2, lettera j), del regolamento (UE) n. 167/2013 per i veicoli delle categorie T e C sono eseguiti e verificati conformemente all'allegato XIX del presente regolamento.

Articolo 23

Requisiti applicabili al sistema di protezione del conducente contro la penetrazione di oggetti

Le procedure di prova e i requisiti applicabili al sistema di protezione del conducente contro la penetrazione di oggetti di cui all'articolo 18, paragrafo 2, lettera k), del regolamento (UE) n. 167/2013 per i veicoli delle categorie T e C sono eseguiti e verificati conformemente all'allegato XX del presente regolamento.

Articolo 24

Requisiti applicabili ai sistemi di scarico

Le procedure di prova e i requisiti applicabili ai sistemi di scarico di cui all'articolo 18, paragrafo 2, lettera l), del regolamento (UE) n. 167/2013 per i veicoli delle categorie T e C sono eseguiti e verificati conformemente all'allegato XXI del presente regolamento.

Articolo 25

Requisiti applicabili al manuale d'uso

I requisiti applicabili al manuale d'uso di cui all'articolo 18, paragrafo 2, lettere l), n) e q), del regolamento (UE) n. 167/2013, inclusi gli aspetti relativi alla protezione contro sostanze pericolose e al funzionamento e alla manutenzione del veicolo, per i veicoli delle categorie T, C, R e S sono stabiliti nell'allegato XXII del presente regolamento.

Articolo 26

Requisiti applicabili ai dispositivi di comando, compresi la sicurezza e l'affidabilità dei sistemi di controllo, i dispositivi di emergenza e di arresto automatico

Le procedure di prova e i requisiti applicabili ai dispositivi di comando, compresi la sicurezza e l'affidabilità dei sistemi di controllo, i dispositivi di emergenza e di arresto automatico di cui all'articolo 18, paragrafo 2, lettera o), del regolamento (UE) n. 167/2013 per i veicoli delle categorie T e C sono eseguiti e verificati conformemente all'allegato XXIII del presente regolamento.

Articolo 27

Requisiti applicabili alla protezione contro altri rischi meccanici

Le procedure di prova e i requisiti applicabili alla protezione contro i rischi meccanici diversi da quelli di cui agli articoli da 9 a 14 e agli articoli 19 e 23, compresa la protezione contro superfici ruvide, spigoli vivi, la rottura di condotti che trasportano liquidi e lo spostamento incontrollato del veicolo, di cui all'articolo 18, paragrafo 2, lettera p), del regolamento (UE) n. 167/2013 per i veicoli delle categorie T, C, R ed S sono eseguiti e verificati conformemente all'allegato XXIV del presente regolamento.

Articolo 28

Requisiti applicabili ai ripari e ai dispositivi di protezione

Le procedure di prova e i requisiti applicabili ai ripari e ai dispositivi di protezione di cui all'articolo 18, paragrafo 2, lettera r), del regolamento (UE) n. 167/2013 per i veicoli delle categorie T, C, R ed S sono eseguiti e verificati conformemente all'allegato XXV del presente regolamento.

Articolo 29

Requisiti applicabili alle informazioni, alle avvertenze e alle marcature

Le procedure di prova e i requisiti applicabili alle informazioni, alle avvertenze e alle marcature, inclusi gli aspetti relativi ai segnali di avvertimento connessi al sistema di frenatura e al funzionamento e alla manutenzione del veicolo di cui all'articolo 18, paragrafo 2, lettera s), del regolamento (UE) n. 167/2013 per i veicoli delle categorie T, C, R ed S sono eseguiti e verificati conformemente all'allegato XXVI del presente regolamento.

Articolo 30

Requisiti applicabili ai materiali e ai prodotti

Le procedure di prova e i requisiti applicabili ai materiali e ai prodotti di cui all'articolo 18, paragrafo 2, lettera t), del regolamento (UE) n. 167/2013 per i veicoli delle categorie T e C sono eseguiti e verificati conformemente all'allegato XXVII del presente regolamento.

Articolo 31

Requisiti applicabili alle batterie

Le procedure di prova e i requisiti applicabili alle batterie di cui all'articolo 18, paragrafo 2, lettera u), del regolamento (UE) n. 167/2013 per i veicoli delle categorie T e C sono eseguiti e verificati conformemente all'allegato XXVIII del presente regolamento.

Articolo 32

Requisiti applicabili alla protezione contro sostanze pericolose

Le procedure di prova e i requisiti applicabili alla protezione contro sostanze pericolose di cui all'articolo 18, paragrafo 2, lettera l), del regolamento (UE) n. 167/2013 per i veicoli delle categorie T e C sono eseguiti e verificati conformemente all'allegato XXIX del presente regolamento.

CAPO III

REQUISITI RELATIVI AI SERVIZI TECNICI

Articolo 33

Standard di qualità e valutazione dei servizi tecnici

I servizi tecnici devono soddisfare gli standard di qualità e le procedure di valutazione ad essi applicabili stabiliti dall'articolo 61 del regolamento (UE) n. 167/2013. Il rispetto di detti requisiti e procedure è verificato in conformità dell'allegato XXX del presente regolamento.

Articolo 34

Ammissibilità delle prove interne

Per quanto riguarda le prove interne eseguite dai servizi tecnici interni di cui all'articolo 60, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 167/2013, tali prove possono essere condotte soltanto nei casi consentiti dall'allegato III del presente regolamento.

CAPO IV

OMOLOGAZIONE NAZIONALE DI VEICOLI, SISTEMI, COMPONENTI ED ENTITÀ TECNICHE INDIPENDENTI

Articolo 35

Omologazione nazionale di veicoli, sistemi, componenti ed entità tecniche indipendenti

Le autorità nazionali non rifiutano il rilascio dell'omologazione nazionale a un tipo di veicolo, sistema, componente od entità tecnica indipendente per motivi connessi ai requisiti di costruzione se il veicolo, il sistema, il componente o l'entità tecnica indipendente è conforme ai requisiti stabiliti dal presente regolamento.

CAPO V

DISPOSIZIONI FINALI

Articolo 36

Modifiche dell'allegato I del regolamento (UE) n. 167/2013

L'allegato I del regolamento (UE) n. 167/2013 è così modificato:

1)

alla riga n. 39 le voci corrispondenti alle categorie di veicoli Ca e Cb sono sostituite da «X»;

2)

alla riga n. 41 le voci corrispondenti alle categorie di veicoli T2a e T2b sono sostituite da «X»;

3)

alla riga n. 43 le voci corrispondenti alle categorie di veicoli Ca e Cb sono sostituite da «X»;

4)

alla riga n. 44 le voci corrispondenti alle categorie di veicoli Ca e Cb sono sostituite da «X».

Articolo 37

Entrata in vigore e applicazione

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 1o gennaio 2016.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 19 settembre 2014

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSO


(1)  GU L 60 del 2.3.2013, pag. 1.

(2)  Decisione 97/836/CE del Consiglio, del 27 novembre 1997, ai fini dell'adesione della Comunità europea all'accordo della commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite relativo all'adozione di prescrizioni tecniche uniformi applicabili ai veicoli a motore, agli accessori ed alle parti che possono essere installati e/o utilizzati sui veicoli a motore ed alle condizioni del riconoscimento reciproco delle omologazioni rilasciate sulla base di tali prescrizioni («Accordo del 1958 riveduto») (GU L 346 del 17.12.1997, pag. 78).

(3)  Regolamento (CE) n. 595/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2009, relativo all'omologazione dei veicoli a motore e dei motori riguardo alle emissioni dei veicoli pesanti (euro VI) e all'accesso alle informazioni relative alla riparazione e alla manutenzione del veicolo e che modifica il regolamento (CE) n. 715/2007 e la direttiva 2007/46/CE e che abroga le direttive 80/1269/CEE, 2005/55/CE e 2005/78/CE (GU L 188 del 18.7.2009, pag. 1).

(4)  Regolamento (UE) n. 582/2011 della Commissione, del 25 maggio 2011, recante attuazione e modifica del regolamento (CE) n. 595/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le emissioni dei veicoli pesanti (Euro VI) e recante modifica degli allegati I e III della direttiva 2007/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 167 del 25.6.2011, pag. 1).

(5)  Direttiva 80/720/CEE del Consiglio, del 24 giugno 1980, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri relative allo spazio di manovra, ai mezzi di accesso al posto di guida, nonché agli sportelli ed ai finestrini dei trattori agricoli o forestali a ruote (GU L 194 del 28.7.1980, pag. 1).

(6)  Direttiva 2006/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2006, relativa alle macchine e che modifica la direttiva 95/16/CE (GU L 157 del 9.6.2006, pag. 24).

(7)  Direttiva 2003/37/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 maggio 2003, relativa all'omologazione dei trattori agricoli o forestali, dei loro rimorchi e delle loro macchine intercambiabili trainate, nonché dei sistemi, componenti ed entità tecniche di tali veicoli e abroga la direttiva 74/150/CEE (GU L 171 del 9.7.2003, pag. 1).


INDICE

Numero dell'allegato

Titolo dell'allegato

Pagina

Requisiti di costruzione dei veicoli e requisiti generali di omologazione

I

Applicazione dei regolamenti UNECE

12

II

Riconoscimento dei verbali di prova elaborati in base ai codici OCSE ai fini dell'omologazione UE

13

III

Disposizioni in materia di procedure di omologazione, inclusi i requisiti relativi alle prove virtuali

14

IV

Disposizioni in materia di conformità della produzione

18

V

Requisiti in materia di accesso alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione

22

VI

Requisiti applicabili alle strutture di protezione antiribaltamento (prove dinamiche)

30

VII

Requisiti applicabili alle strutture di protezione antiribaltamento (trattori a cingoli)

51

VIII

Requisiti applicabili alle strutture di protezione antiribaltamento (prove statiche)

78

IX

Requisiti applicabili alle strutture di protezione antiribaltamento (strutture di protezione antiribaltamento montate anteriormente sui trattori a carreggiata stretta)

105

X

Requisiti applicabili alle strutture di protezione antiribaltamento (strutture di protezione antiribaltamento montate posteriormente sui trattori a carreggiata stretta)

182

XI

Requisiti applicabili alle strutture di protezione contro la caduta di oggetti

214

XII

Requisiti applicabili ai posti a sedere per passeggeri

223

XIII

Requisiti applicabili all'esposizione del conducente al livello sonoro

224

XIV

Requisiti applicabili al sedile del conducente

228

XV

Requisiti applicabili allo spazio di manovra e all'accesso al posto di guida

265

XVI

Requisiti applicabili alle prese di forza

275

XVII

Requisiti applicabili alla protezione degli elementi motori

276

XVIII

Requisiti applicabili ai punti di ancoraggio delle cinture di sicurezza

288

XIX

Requisiti applicabili alle cinture di sicurezza

292

XX

Requisiti applicabili al sistema di protezione del conducente contro la penetrazione di oggetti

293

XXI

Requisiti applicabili ai sistemi di scarico

294

XXII

Requisiti applicabili al manuale d'uso

295

XXIII

Requisiti applicabili ai dispositivi di comando, compresi la sicurezza e l'affidabilità dei sistemi di controllo, i dispositivi di emergenza e di arresto automatico

300

XXIV

Requisiti applicabili alla protezione contro altri rischi meccanici

308

XXV

Requisiti applicabili ai ripari e ai dispositivi di protezione

310

XXVI

Requisiti applicabili alle informazioni, alle avvertenze e alle marcature

311

XXVII

Requisiti applicabili ai materiali e ai prodotti

312

XXVIII

Requisiti applicabili alle batterie

313

XXIX

Requisiti applicabili alla protezione contro sostanze pericolose

314

Requisiti relativi ai servizi tecnici

XXX

Standard di qualità e valutazione dei servizi tecnici

315

ALLEGATO I

Applicazione dei regolamenti UNECE

N. regolamento UNECE

Oggetto

Serie di modifiche

Riferimento GU

Applicabilità

14

Ancoraggi delle cinture di sicurezza, sistemi di ancoraggi ISOFIX e ancoraggi di fissaggio superiore ISOFIX

Supplemento 1 alla serie di modifiche 07

GU L 109 del 28.4.2011, pag. 1.

T e C

16

Cinture di sicurezza, sistemi di ritenuta e sistemi di ritenuta per bambini

Supplemento 1 alla serie di modifiche 06

GU L 233 del 9.9.2011, pag. 1.

T e C

43

Vetrature di sicurezza

Supplemento 12 alla serie di modifiche 00

GU L 230 del 31.8.2010, pag. 119.

T e C

60

Comandi azionati dal conducente - identificazione dei comandi, spie e indicatori (ciclomotori/motocicli)

 

GU L 95 del 31.3.2004, pag. 10.

T e C

79

Dispositivi di sterzo

Supplemento 3 alla serie di modifiche 01 e rettifica del 20 gennaio 2006

GU L 137 del 27.5.2008, pag. 25.

T e C

Nota esplicativa:

il fatto che un componente sia incluso in tale elenco non rende obbligatoria la sua installazione. Tuttavia, per taluni componenti, requisiti di installazione obbligatoria sono contenuti in altri allegati al presente regolamento.

ALLEGATO II

Riconoscimento dei verbali di prova elaborati in base ai codici OCSE ai fini dell'omologazione UE

Verbale di prova in base al codice OCSE n.

Oggetto

Edizione

Applicabilità

Alternativa al verbale di prova UE in base a

3

Prove ufficiali delle strutture di protezione sui trattori agricoli e forestali (prova dinamica)

Edizione del 2015 -Luglio 2014-

T1, T4.2 e T4.3

Allegato VI e Allegato XVIII (se sono stati provati gli ancoraggi delle cinture di sicurezza)

4

Prove ufficiali delle strutture di protezione sui trattori agricoli e forestali (prova statica)

Edizione del 2015 -Luglio 2014-

T1/C1, T4.2/C4.2 e T4.3/C4.3

Allegato VIII e Allegato XVIII (se sono stati provati gli ancoraggi delle cinture di sicurezza)

5

Misurazione ufficiale del livello sonoro nei posti di guida sui trattori agricoli e forestali

Edizione del 2015 -Luglio 2014-

T e C

Allegato XIII

6

Prove ufficiali per le strutture di protezione antiribaltamento montate anteriormente su trattori agricoli o forestali a carreggiata stretta

Edizione del 2015 -Luglio 2014-

T2, T3 e T4.3

Allegato IX e Allegato XVIII (se sono stati provati gli ancoraggi delle cinture di sicurezza)

7

Prove ufficiali per le strutture di protezione antiribaltamento montate posteriormente su trattori agricoli o forestali a carreggiata stretta

Edizione del 2015 -Luglio 2014-

T2/C2, T3/C3 e T4.3/C4.3

Allegato X e Allegato XVIII (se sono stati provati gli ancoraggi delle cinture di sicurezza)

8

Prove ufficiali delle strutture di protezione sui trattori agricoli e forestali a cingoli

Edizione del 2015 -Luglio 2014-

C1, C2, C4.2 e C4.3

Allegato VII e Allegato XVIII (se sono stati provati gli ancoraggi delle cinture di sicurezza)

10

Prove ufficiali delle strutture di protezione contro la caduta di oggetti sui trattori agricoli e forestali

Edizione del 2015 -Luglio 2014-

T e C

Allegato XI

Parte C

ALLEGATO III

Disposizioni in materia di procedure di omologazione, inclusi i requisiti relativi alle prove virtuali

1.   Procedura di omologazione

Quando riceve la domanda di omologazione del veicolo, l'autorità di omologazione:

1.1.

verifica che tutte i certificati di omologazione UE e i verbali di prova elaborati in base al regolamento (UE) n. 167/2013 e agli atti delegati e di esecuzione adottati a norma di tale regolamento applicabili all'omologazione del veicolo riguardino il tipo di veicolo e soddisfino i relativi requisiti;

1.2.

accerta, con riferimento alla documentazione, che le specifiche e i dati contenuti nella scheda tecnica del veicolo figurino nei fascicoli di omologazione e nei certificati di omologazione UE rilasciati in base al regolamento (UE) n. 167/2013 e agli atti delegati e di esecuzione adottati a norma dello stesso;

1.3.

su un campione selezionato di veicoli appartenenti al tipo da omologare, esegue o fa eseguire controlli degli elementi e dei sistemi allo scopo di accertare che il veicolo o i veicoli siano costruiti in conformità ai dati contenuti nel fascicolo di omologazione autenticato nel rispetto del regolamento (UE) n. 167/2013 e degli atti delegati e di esecuzione adottati a norma dello stesso;

1.4.

esegue o fa eseguire, se del caso, i controlli d'installazione necessari rispetto alle entità tecniche indipendenti;

1.5.

esegue o fa eseguire i controlli necessari per quanto riguarda la presenza dei soggetti di cui all'allegato I del regolamento (UE) n. 167/2013;

2.   Combinazione delle specifiche tecniche

Il numero di veicoli presentati è sufficiente a consentire una verifica adeguata delle diverse combinazioni da omologare in base ai seguenti criteri:

2.1.

unità di propulsione;

2.2.

trasmissione;

2.3.

assi motore (numero, posizione, interconnessione);

2.4.

assi sterzanti (numero e posizione);

2.5.

sistema di frenatura e assi frenati (numero);

2.6.

struttura di protezione antiribaltamento;

2.7.

protezione del conducente contro sostanze pericolose.

3.   Disposizioni specifiche

Se non sono disponibili certificati di omologazione o verbali di prova relativi ai punti coperti dal regolamento (UE) n. 167/2013 o dagli atti delegati e di esecuzione adottati a norma dello stesso, l'autorità di omologazione:

3.1.

fa eseguire le prove e i controlli necessari ai sensi del regolamento (UE) n. 167/2013 e degli atti delegati e di esecuzione adottati a norma dello stesso;

3.2.

accerta che il veicolo sia conforme alle indicazioni contenute nella documentazione informativa del veicolo e che soddisfi i requisiti tecnici del regolamento (UE) n. 167/2013 e degli atti delegati e di esecuzione adottati a norma dello stesso;

3.3.

esegue o fa eseguire, se del caso, i controlli d'installazione necessari per i componenti e le entità tecniche indipendenti.

4.   Procedure da seguire per l'omologazione UE in più fasi

4.1.   Disposizioni generali

4.1.1.

Il buon andamento della procedura di omologazione UE in più fasi richiede la collaborazione di tutti i costruttori interessati. A tal fine, prima di rilasciare l'omologazione per la prima o le successive fasi, le autorità di omologazione devono accertarsi che tra i costruttori interessati esistano accordi adeguati in materia di fornitura e interscambio di documenti e informazioni per garantire che il tipo di veicolo completato soddisfi i requisiti tecnici di cui al regolamento (UE) n. 167/2013 e agli atti delegati e di esecuzione adottati a norma dello stesso. Tali informazioni devono comprendere i dati di omologazione di tutti i relativi sistemi, componenti ed entità tecniche indipendenti, nonché degli elementi del veicolo facenti parte del veicolo incompleto, ma non ancora omologati.

4.1.2.

Le omologazioni UE conformi al punto 4. devono essere concesse facendo riferimento allo stato di completamento effettivo del tipo di veicolo considerato e devono comprendere tutte le omologazioni concesse nelle fasi precedenti.

4.1.3.

Durante una procedura di omologazione UE in più fasi, ogni costruttore è responsabile dell'omologazione e della conformità della produzione di tutti i sistemi, componenti o entità tecniche indipendenti da lui fabbricati o aggiunti alla fase precedente. Lo stesso costruttore non è invece responsabile degli elementi omologati nelle fasi precedenti, salvo il caso in cui abbia modificato detti elementi in misura tale da invalidare la precedente omologazione.

4.2.   Procedure

L'autorità di omologazione:

4.2.1.

verifica che tutte i certificati di omologazione UE e i verbali di prova elaborati in base al regolamento (UE) n. 167/2013 e agli atti delegati e di esecuzione adottati a norma dello stesso applicabili all'omologazione del veicolo riguardino il tipo di veicolo nel suo stato di completamento e soddisfino i relativi requisiti;

4.2.2.

accerta che la documentazione informativa comprenda tutti i dati richiesti, riferiti allo stato di completamento del veicolo;

4.2.3.

accerta, con riferimento alla documentazione, che le specifiche e i dati contenuti nella documentazione informativa del veicolo siano inclusi nei dati, nei fascicoli di omologazione e nei certificati di omologazione UE conformemente al regolamento (UE) n. 167/2013 e agli atti delegati e di esecuzione adottati a norma dello stesso; nel caso di un veicolo completato, se una voce della documentazione informativa non è compresa nei fascicoli di omologazione, conferma che l'elemento o la caratteristica in questione è conforme alle indicazioni contenute nella documentazione informativa;

4.2.4.

su un campione selezionato di veicoli appartenenti al tipo da omologare, esegue o fa eseguire controlli degli elementi e dei sistemi allo scopo di accertare che il veicolo o i veicoli siano costruiti in conformità ai dati contenuti nel fascicolo di omologazione autenticato nel rispetto del regolamento (UE) n. 167/2013 e degli atti delegati e di esecuzione adottati a norma dello stesso;

4.2.5.

esegue o fa eseguire, se del caso, i controlli d'installazione necessari rispetto alle entità tecniche indipendenti;

4.3.   Il numero di veicoli da controllare ai fini del punto 4.2.4. deve consentire un controllo corretto delle varie combinazioni da omologare (omologazione UE) in relazione allo stato di completamento del veicolo e conformemente ai criteri riportati nel punto 2.

5.   Condizioni alle quali devono essere effettuate prove virtuali e requisiti passibili di essere sottoposti a prove virtuali

5.1.   Finalità e campo di applicazione

Il punto 5. enuncia le disposizioni applicabili alle prove virtuali ai sensi dell'articolo 27, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 167/2013. Tale punto non è applicabile al seconda comma dell'articolo 27, paragrafo 3, di detto regolamento.

5.2.   Elenco dei requisiti passibili di essere sottoposti a prove virtuali

Tabella 1

Elenco dei requisiti passibili di essere sottoposti a prove virtuali.

Rif. atto delegato

N. allegato

Requisito

Limitazioni/osservazioni

RRCV

IX

rotolamento continuo o interrotto di un trattore a carreggiata stretta che si ribalta lateralmente, dotato di una struttura di protezione antiribaltamento montata davanti al sedile del conducente

Sezione B4

6.   Condizioni alle quali devono essere effettuate prove virtuali

6.1.   Impostazione delle prove virtuali

Lo schema che segue è utilizzato come struttura di base per la descrizione e l'esecuzione delle prove virtuali:

6.1.1.

scopo;

6.1.2.

tipo di struttura;

6.1.3.

condizioni limite;

6.1.4.

ipotesi di carico;

6.1.5.

calcolo;

6.1.6.

valutazione;

6.1.7.

documentazione.

6.2.   Dati fondamentali del calcolo e della simulazione al computer

6.2.1.   Modello matematico

Il modello matematico è fornito dal costruttore e rispecchia la complessità della struttura del veicolo, del sistema e dei componenti da sottoporre alla prova in relazione ai requisiti. Le stesse disposizioni si applicano mutatis mutandis alle prove di componenti o entità tecniche indipendenti eseguite indipendentemente dal veicolo.

6.2.2.   Processo di convalida del modello matematico

Il modello matematico è convalidato in funzione delle condizioni di prova effettive. È necessario effettuare una prova fisica allo scopo di paragonarne i risultati con quelli ottenuti con il modello matematico. Si procede quindi alla dimostrazione della comparabilità dei risultati della prova. Il costruttore o il servizio tecnico elabora un rapporto di convalida e lo sottopone all'autorità di omologazione. Eventuali modifiche apportate al modello matematico o al software suscettibili di invalidare tale rapporto vanno comunicate all'autorità di omologazione che può richiedere una nuova convalida. Il diagramma della procedura di convalida è riportato nella figura 1 del punto 7.

6.2.3.   Documentazione

Il costruttore fornisce i dati e gli strumenti ausiliari utilizzati per la simulazione e il calcolo, debitamente documentati.

6.2.4.   Strumenti e assistenza

Su richiesta del servizio tecnico, il costruttore fornisce o rende accessibili gli strumenti necessari, incluso il software appropriato.

6.2.5.   Il costruttore fornisce inoltre un'assistenza appropriata al servizio tecnico.

6.2.6.   L'accesso e l'assistenza offerti al servizio tecnico non esimono quest'ultimo dall'ottemperare ai suoi obblighi in materia di competenze del personale, pagamento dei diritti di licenza e rispetto della riservatezza.

7.   Procedura di convalida delle prove virtuali

Figura 1

Grafico della procedura di convalida delle prove virtuali

Image

ALLEGATO IV

Disposizioni in materia di conformità della produzione

1.   Definizioni

Ai fini del presente allegato si applicano le seguenti definizioni:

1.1.

«sistema di gestione della qualità»: una serie di elementi intercorrelati o interagenti utilizzati da determinate organizzazioni per orientare e controllare il modo in cui vengono attuate le politiche di qualità e conseguiti gli obiettivi di qualità;

1.2.

«verifica»: un processo di raccolta di documentazione atto a valutare l'adeguatezza dell'applicazione dei criteri di verifica in modo oggettivo, imparziale e indipendente, gestito nell'ambito di un processo di verifica sistematico e documentato;

1.3.

«azioni correttive»: un processo di risoluzione dei problemi con conseguente adozione di misure per eliminare le cause di una non conformità o di una situazione indesiderabile, nonché volto a evitare che dette circostanze si ripetano.

2.   Scopo

2.1.

Le procedure per la verifica della conformità della produzione sono intese a garantire che ciascun veicolo, sistema, componente ed entità tecnica indipendente, pezzo o apparecchiatura prodotto sia conforme alle specifiche e ai requisiti di prestazioni e di marcatura del tipo omologato.

2.2.

Le procedure comprendono in modo indivisibile la valutazione dei sistemi di gestione della qualità, qui di seguito denominata «valutazione iniziale» e illustrata al punto 3., e la verifica e i controlli relativi alla produzione, qui di seguito denominati «disposizioni relative alla conformità della produzione» e illustrati al punto 4.

3.   Valutazione iniziale

3.1.

Prima di concedere l'omologazione, l'autorità incaricata verifica se esistono disposizioni e procedure stabilite dal costruttore considerate atte a garantire il controllo effettivo della conformità al tipo omologato di veicoli, sistemi, componenti o entità tecniche indipendenti in produzione.

3.2.

Alla valutazione iniziale si applicano gli orientamenti per gli audit dei sistemi di gestione della qualità e/o dell'ambiente di cui alla norma EN ISO 19011:2011.

3.3.

L'autorità che rilascia l'omologazione si accerta che i requisiti di cui al punto 3.1. siano rispettati, provvedendovi mediante la valutazione iniziale e l'approvazione delle disposizioni relative alla conformità della produzione di cui al successivo punto 4., tenendo conto, ove necessario, delle disposizioni di cui ai punti da 3.3.1 a 3.3.3 o, se del caso, di una combinazione di tutte le suddette disposizioni o alcune di esse.

3.3.1.

La valutazione iniziale e/o la verifica delle disposizioni relative alla conformità dei prodotti sono eseguite dall'autorità che rilascia l'omologazione o da un organismo designato che agisce per conto di tale autorità.

3.3.1.1.

Per stabilire l'entità della valutazione iniziale da eseguire, l'autorità di omologazione può tener conto dei dati disponibili in merito a quanto segue:

3.3.1.1.1.

la certificazione del costruttore di cui al punto 3.3.3 che non sia stata accettata o riconosciuta ai sensi del medesimo punto;

3.3.1.1.2.

in caso di omologazione di componenti o di entità tecniche indipendenti, le valutazioni del sistema di qualità effettuate dal costruttore o dai costruttori del veicolo presso lo stabilimento del costruttore del componente o dell'entità tecnica indipendente, conformemente ad una o più specifiche industriali che soddisfano i requisiti della norma armonizzata EN ISO 9001:2008.

3.3.2.

La valutazione iniziale e/o la verifica delle disposizioni relative alla conformità dei prodotti possono essere eseguite anche dall'autorità di omologazione di un altro Stato membro o dall'organismo designato a tal fine da tale autorità.

3.3.2.1.

In tal caso, l'autorità competente dell'altro Stato membro redige una dichiarazione di conformità indicando i settori e gli impianti di produzione considerati che riguardano il veicolo, i sistemi, i componenti o le entità tecniche indipendenti da omologare.

3.3.2.2.

Quando riceve una domanda di dichiarazione di conformità dall'autorità competente di uno Stato membro che rilascia l'omologazione, l'autorità di omologazione dell'altro Stato membro invia senza indugio la dichiarazione di conformità oppure comunica di non essere in grado di fornire tale dichiarazione.

3.3.2.3.

Nella dichiarazione di conformità devono figurare almeno i seguenti dati:

3.3.2.3.1.

gruppo o impresa (ad esempio automobili XYZ);

3.3.2.3.2.

organismo particolare (ad esempio divisione europea)

3.3.2.3.3.

stabilimenti/officine [ad esempio stabilimento motori 1 (Regno Unito) — stabilimento veicoli 2 (Germania));

3.3.2.3.4.

gamma di veicoli/componenti (ad esempio tutti i tipi di categoria T1);

3.3.2.3.5.

aree verificate (ad esempio assemblaggio del motore, stampaggio e assemblaggio della carrozzeria, assemblaggio del veicolo);

3.3.2.3.6.

documenti esaminati (ad esempio manuale e procedure di garanzia della qualità dell'impresa e dell'officina);

3.3.2.3.7.

data della valutazione (ad esempio audit eseguito dal 18 al 30.5.2013);

3.3.2.3.8.

visita di controllo prevista (ad esempio ottobre 2014).

3.3.3.

L'autorità di omologazione accetta inoltre la certificazione adeguata del costruttore relativamente alla norma armonizzata EN ISO 9001:2008 oppure a una norma armonizzata equivalente che soddisfa i requisiti relativi alla valutazione iniziale di cui al punto 3.3. Il costruttore fornisce i dettagli della certificazione e si impegna ad informare l'autorità che rilascia l'omologazione di qualsiasi revisione della sua validità o del campo di applicazione.

3.4.

Ai fini dell'omologazione di un veicolo, non è necessario ripetere le valutazioni iniziali effettuate ai fini dell'omologazione di sistemi, componenti ed entità tecniche indipendenti del veicolo, ma è necessario integrarle con una valutazione degli impianti di produzione e delle attività connesse con l'assemblaggio dell'intero veicolo non inclusi nelle valutazioni precedenti.

4.   Disposizioni relative alla conformità della produzione

4.1.

Ogni veicolo, sistema, componente, entità tecnica indipendente omologato ai sensi del regolamento (UE) n. 167/2013, degli atti delegati e di esecuzione adottati ai sensi di tale regolamento, di un regolamento UNECE allegato all'accordo del 1958 modificato o di un verbale di prova completo basato sui codici OCSE elencati nell'allegato II del presente regolamento, deve essere fabbricato in modo da conformarsi al tipo omologato ai sensi del presente allegato, del regolamento (UE) n. 167/2013, degli atti delegati e di esecuzione adottati a norma del suddetto regolamento, nonché dei regolamenti UNECE e dei codici OCSE pertinenti.

4.2.

Prima di rilasciare un'omologazione a norma del regolamento (UE) n. 167/2013 degli atti delegati e di esecuzione adottato ai sensi di detto regolamento, di un regolamento UNECE allegato all'accordo del 1958 modificato o a un codice OCSE, l'autorità di omologazione di uno Stato membro è tenuta a verificare l'esistenza di disposizioni adeguate e piani di controllo documentati, da concordare con il costruttore per ogni omologazione, per effettuare agli intervalli specificati le prove o i relativi controlli necessari per verificare la costante conformità al tipo omologato, tra cui, se del caso, le prove specificate nel regolamento (UE) n. 167/2013, nel regolamento UNECE e nel codice OCSE.

4.3.

In particolare, il titolare dell'omologazione deve:

4.3.1.

assicurarsi dell'esistenza e dell'applicazione di procedure che consentano un controllo effettivo della conformità dei prodotti (veicoli, sistemi, componenti o entità tecniche indipendenti) al tipo omologato;

4.3.2.

avere accesso alle apparecchiature di prova o di altro genere, necessarie per verificare la conformità a ciascun tipo omologato;

4.3.3.

assicurarsi che i risultati delle prove o dei controlli siano registrati e i documenti allegati siano tenuti a disposizione per un periodo massimo di 10 anni da concordare con l'autorità di omologazione;

4.3.4.

analizzare i risultati di ciascun tipo di prova o controllo per verificare e assicurare la stabilità delle caratteristiche del prodotto, tenuto conto delle variazioni ammissibili della produzione industriale;

4.3.5.

assicurarsi che, per ogni tipo di prodotto, siano eseguiti perlomeno i controlli e le prove prescritti nel regolamento (UE) n. 167/2013 e nei relativi atti delegati e di esecuzione adottati ai sensi di detto regolamento, nonché quelli stabiliti nel relativo regolamento UNECE o codice OCSE;

4.3.6.

assicurarsi che eventuali serie di campioni o elementi destinati alla prova che presentano una mancanza di conformità per il tipo di prova in questione diano luogo a un ulteriore campionamento e un'altra prova. È necessario adottare tutti i provvedimenti necessari per rettificare il processo di produzione in modo da garantire la conformità al tipo omologato;

4.3.7.

in caso di omologazione del veicolo, i controlli di cui al punto 4.3.5. consistono quantomeno nel verificare il rispetto delle specifiche di costruzione relativamente all'omologazione e ai dati richiesti per i certificati di conformità.

4.4.

In caso di omologazione in fasi successive, omologazione mista od omologazione in più fasi, l'autorità che rilascia l'omologazione globale del veicolo può richiedere dettagli specifici relativamente al rispetto dei requisiti in materia di conformità della produzione di cui al presente allegato da qualunque autorità che abbia omologato un suo sistema, componente o entità tecnica indipendente.

4.5.

L'autorità che rilascia l'omologazione globale del tipo di veicolo, se non è soddisfatta delle informazioni comunicate di cui al punto 4.4. e lo ha segnalato per iscritto al costruttore in questione e all'autorità che ha rilasciato l'omologazione del sistema, del componente o dell'entità tecnica indipendente, richiede che vengano eseguiti ulteriori controlli o verifiche della conformità della produzione presso la sede dell'unico o più costruttori di detti sistemi, componenti o entità tecniche indipendenti, i cui risultati devono essere immediatamente resi noti all'autorità di omologazione interessata.

4.6.

Se si applicano i punti 4.4. e 4.5. e i risultati degli ulteriori controlli o verifiche non sono ritenuti soddisfacenti a giudizio dell'autorità che rilascia l'omologazione globale del tipo di veicolo completo, il costruttore deve garantire che la conformità della produzione sia ristabilita il più rapidamente possibile con piena soddisfazione dell'autorità che rilascia l'omologazione globale del tipo di veicolo completo e dell'autorità che rilascia l'omologazione del sistema, del componente o dell'entità tecnica indipendente.

5.   Disposizioni relative alla verifica continua

5.1.

L'autorità che ha rilasciato l'omologazione può verificare in qualsiasi momento i metodi di controllo della conformità della produzione applicati in ogni unità di produzione mediante verifiche periodiche. A tal fine, il costruttore deve consentire l'accesso ai locali di produzione, ispezione, prova, immagazzinamento e distribuzione e fornire tutte le informazioni necessarie per quanto concerne la documentazione del sistema di gestione della qualità e i relativi verbali.

5.1.1.

Il normale approccio per lo svolgimento di tali verifiche periodiche consiste nel controllare la costante efficacia delle procedure di cui ai punti 3 e 4 (disposizioni relative alla valutazione iniziale e alla conformità della produzione) del presente allegato.

5.1.1.1.

Le attività di ispezione eseguite dai servizi tecnici (designati o riconosciuti conformemente al punto 3.3.3.) devono essere riconosciute conformi ai requisiti di cui al punto 5.1.1. in riferimento alle procedure stabilite all'atto della valutazione iniziale.

5.1.1.2.

La frequenza normale delle verifiche eseguite dall'autorità di omologazione (diverse da quella di cui al punto 5.1.1.1. deve permettere di garantire che i relativi controlli della conformità della produzione effettuati in applicazione dei punti 3 e 4 siano esaminati per un periodo compatibile con il clima di fiducia instaurato dall'autorità competente.

5.2.

In occasione di ogni ispezione è necessario mettere a disposizione dell'ispettore i verbali delle prove o dei controlli e la documentazione relativa alla produzione, in particolare quelli delle prove o dei controlli documentati come prescritto al punto 4.2.

5.3.

L'ispettore può selezionare a caso alcuni campioni che saranno sottoposti alle prove nel laboratorio del costruttore o presso le strutture del servizio tecnico, nel qual caso si eseguono solo prove fisiche. Il numero minimo dei campioni può essere determinato in base ai risultati della verifica eseguita dal costruttore.

5.4.

Se il livello di controllo non è soddisfacente o si ritiene necessario verificare la validità delle prove eseguite in applicazione del punto 5.2., l'ispettore deve prelevare alcuni campioni da inviare al servizio tecnico affinché esegua prove fisiche conformemente alle prescrizioni di cui alla punto 4, al regolamento (UE) n. 167/2013, agli atti delegati e di esecuzione adottati ai sensi di detto regolamento, al regolamento UNECE o codice OCSE pertinente.

5.5.

Se, nel corso di un'ispezione o una visita di controllo, i risultati conseguiti non sono ritenuti soddisfacenti, l'autorità di omologazione provvede affinché vengano adottati tutti i provvedimenti necessari per ristabilire il più rapidamente possibile la conformità della produzione.

5.6.

Nel caso in cui il regolamento (UE) n. 167/2013 prescriva la conformità ai regolamenti UNECE o permetta di utilizzare i verbali di prova completi rilasciati in base ai codici OCSE standard in alternativa ai requisiti stabilite dai suoi atti delegati, il costruttore può scegliere di applicare le disposizioni del presente allegato come alternativa ai requisiti di conformità della produzione dei rispettivi regolamenti UNECE o codici OCSE. Tuttavia se si applica il punto 4.5. o 4.6., tutti i requisiti distinti di conformità della produzione di cui ai regolamenti UNECE devono essere rispettati con piena soddisfazione dell'autorità di omologazione finché quest'ultima non decide che la conformità della produzione è ristabilita.

ALLEGATO V

Requisiti applicabili all'accesso alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione

ELENCO DELLE APPENDICI

Numero dell'appendice

Titolo dell'appendice

Pagina

1

Accesso alle informazioni relative al sistema OBD del veicolo e alla riparazione e manutenzione del veicolo

26

2

Informazioni per consentire lo sviluppo di strumenti diagnostici generici

28

1.   Definizione

Ai fini del presente allegato si applicano le seguenti definizioni: «accesso alle informazioni»: la disponibilità di tutte le informazioni relative al sistema OBD e delle informazioni sulla riparazione e la manutenzione necessarie per l'ispezione, la diagnosi, la manutenzione periodica o la riparazione del veicolo.

2.   Rispetto dei requisiti di accesso alle informazioni relative al sistema OBD e alla riparazione e manutenzione del veicolo nell'ambito della procedura di omologazione

2.1.

Il costruttore deve garantire la conformità ai requisiti tecnici di cui al presente allegato per quanto concerne l'accesso alle informazioni relative al sistema OBD e alla riparazione e manutenzione del veicolo.

2.2.

Le autorità di omologazione rilasciano l'omologazione solo dopo aver ricevuto dal costruttore un certificato di accesso alle informazioni relative al sistema OBD e alla riparazione e manutenzione del veicolo.

2.3.

Il certificato di accesso alle informazioni relative al sistema OBD e alla riparazione e manutenzione del veicolo prova la conformità al capo XV del regolamento (UE) n. 167/2013.

2.4.

Il certificato di accesso alle informazioni relative al sistema OBD e alla riparazione e manutenzione del veicolo va redatto in base al modello di cui all'articolo 53, paragrafo 8, terzo comma, del regolamento (UE) n. 167/2013.

3.   Spese per l'accesso alle informazioni

Oltre a un accesso a tempo a norma dell'articolo 55 del regolamento (UE) n. 167/2013, i costruttori possono offrire un accesso del tipo a transazione; in tal caso, il canone è fissato per transazione e non in funzione del tempo per la cui durata l'accesso viene consentito. Laddove i costruttori offrano sia un accesso a tempo che un accesso a transazione, le officine indipendenti devono optare per l'una tipologia o per l'altra.

4.   Ricambi, strumenti diagnostici e apparecchiatura di prova

4.1.

Nel quadro dell'articolo 53, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 167/2013, il costruttore deve rendere disponibili alle parti interessate le informazioni che seguono, sulla base di accordi individuali, conformemente al principio dell'articolo 55 del regolamento (UE) n. 167/2013, indicando i dati di contatto sul suo sito Internet:

4.1.1.

informazioni pertinenti per consentire lo sviluppo di componenti di ricambio fondamentali per il corretto funzionamento del sistema OBD;

4.1.2.

informazioni pertinenti per consentire lo sviluppo di strumenti diagnostici generici come indicato nell'appendice 2.

4.2.

Ai fini del punto 4.1.1, lo sviluppo di componenti di ricambio non deve essere limitato da nessuno dei seguenti aspetti:

4.2.1.

mancanza di informazioni pertinenti;

4.2.2.

requisiti tecnici relativi alle strategie di indicazione dei malfunzionamenti se si superano i valori limite OBD o se il sistema OBD non può soddisfare i requisiti di base relativi al controllo del presente regolamento;

4.2.3.

modifiche specifiche al trattamento delle informazioni OBD, introdotte per gestire in modo indipendente il funzionamento del veicolo con carburanti liquidi o gassosi;

4.2.4.

l'omologazione di veicoli alimentati a gas che presentano alcune anomalie di scarsa rilevanza.

4.3.

Ai fini del punto 4.1.2, quando un costruttore utilizza strumenti diagnostici e di prova conformi alle norme ISO 22900-2:2009 Modular Vehicle Communication Interface(MVCI) e ISO 22901-2:2011Open Diagnostic Data Exchange(ODX) nelle sue reti affiliate, gli operatori indipendenti devono poter accedere ai file ODX attraverso il sito Internet del costruttore.

5.   Omologazione in più fasi

5.1.

Nel caso dell'omologazione in più fasi di cui all'articolo 20 del regolamento (UE) n. 167/2013, il costruttore finale è considerato responsabile della fornitura dell'accesso alle informazioni relative al sistema OBD e alla riparazione e manutenzione del veicolo per quanto riguarda le proprie fasi di fabbricazione e il legame con l'una o più fasi precedenti.

5.2.

Il costruttore finale deve inoltre fornire agli operatori indipendenti, attraverso il proprio sito Internet, le seguenti informazioni:

5.2.1.

indirizzo Internet dei costruttori responsabili delle fasi precedenti;

5.2.2.

nome e indirizzo di tutti i costruttori responsabili delle fasi precedenti;

5.2.3.

numeri di omologazione delle fasi precedenti;

5.2.4.

numero del motore.

5.3.

Il costruttore responsabile di una determinata fase o di più fasi dell'omologazione deve garantire, attraverso il suo sito Internet, l'accesso alle informazioni relative al sistema OBD e alla riparazione e manutenzione del veicolo riguardanti l'unica o più fasi dell'omologazione di cui è responsabile e il legame con l'unica o più fasi precedenti.

5.4.

Il costruttore responsabile di una determinata fase o di più fasi dell'omologazione deve fornire le seguenti informazioni al costruttore responsabile di una fase successiva:

5.4.1.

certificato di conformità per le fasi di cui è responsabile;

5.4.2.

certificato di accesso alle informazioni relative al sistema OBD e alla riparazione e manutenzione del veicolo, comprese le sue appendici;

5.4.3.

numero di omologazione corrispondente alle fasi di cui è responsabile;

5.4.4.

documenti di cui ai punti 5.4.1, 5.4.2 e 5.4.3 secondo quanto previsto dall'uno o più costruttori coinvolti nelle fasi precedenti.

5.5.

Ogni costruttore deve autorizzare il costruttore responsabile di una fase successiva a trasferire i documenti ottenuti ai costruttori responsabili delle fasi successive e di quella finale.

5.6.

Inoltre, su base contrattuale, il costruttore responsabile di una determinata o di più fasi di omologazione deve:

5.6.1.

fornire al costruttore responsabile della fase successiva l'accesso a informazioni relative al sistema OBD e alla riparazione e manutenzione del veicolo e a informazioni di interfaccia corrispondenti alle fasi di cui è responsabile;

5.6.2.

fornire, su richiesta del costruttore responsabile di una fase successiva di omologazione, l'accesso alle informazioni relative al sistema OBD e alla riparazione e manutenzione del veicolo e a informazioni di interfaccia corrispondenti alle fasi di cui è responsabile.

5.7.

Un costruttore, compreso un costruttore finale, può riscuotere un canone solo ai sensi dell'articolo 55 del regolamento (UE) n. 167/2013 riguardo alle fasi specifiche di cui è responsabile.

5.8.

Un costruttore, compreso un costruttore finale, non può riscuotere un canone per fornire informazioni relative all'indirizzo Internet o alle informazioni di contatto di altri costruttori.

6.   Costruttori in piccole serie

6.1.

I costruttori devono fornire l'accesso alle informazioni sulle riparazioni e la manutenzione in modo facile, rapido e non discriminatorio rispetto alle disposizioni impartite o all'accesso consentito ai concessionari e/o alle officine autorizzate ai sensi dell'articolo 53, paragrafo 13, del regolamento (UE) n. 167/2013, se la produzione annua a livello mondiale di un tipo di veicolo che rientri in detto regolamento è inferiore a:

a)

per la categoria T: 200 veicoli

b)

per la categoria C: 80 veicoli

c)

per la categoria R: 400 veicoli

d)

per la categoria S: 200 veicoli.

Ai sensi della presente disposizione, per un tipo di sistema, componente o entità tecnica indipendente coperto da detto regolamento, si applica il limite di 250 unità.

6.2.

I veicoli, i sistemi, i componenti e le entità tecniche indipendenti di cui al punto 1 devono essere elencati nel sito Internet del costruttore dedicato alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione.

6.3.

L'autorità di omologazione deve informare immediatamente la Commissione di ogni omologazione rilasciata ai costruttori inpiccole serie.

7.   Rispetto degli obblighi relativi all'accesso alle informazioni concernenti il sistema OBD e la riparazione e manutenzione del veicolo

7.1.

Un'autorità di omologazione può in qualsiasi momento, di propria iniziativa oppure sulla base di un reclamo o di una valutazione effettuata da un servizio tecnico, verificare l'ottemperanza da parte di un costruttore degli obblighi che gli derivano dal regolamento (UE) n. 167/2013, dal presente regolamento e dal contenuto del certificato di accesso alle informazioni relative al sistema OBD e alla riparazione e manutenzione del veicolo.

7.2.

Se un'autorità di omologazione rileva che un costruttore non ha ottemperato agli obblighi in materia di accesso alle informazioni relative al sistema OBD e alla riparazione e manutenzione del veicolo, l'autorità di omologazione che ha rilasciato l'omologazione prende gli opportuni provvedimenti per porre rimedio alla situazione.

7.3.

Tali provvedimenti possono contemplare il ritiro o la sospensione dell'omologazione, ammende o altre misure adottate in conformità al regolamento (UE) n. 167/2013.

7.4.

Se un operatore indipendente o un'associazione di categoria che rappresenta operatori indipendenti presenta reclamo all'autorità di omologazione, l'autorità è tenuta a svolgere una verifica per accertare il rispetto da parte del costruttore degli obblighi in materia di accesso alle informazioni relative al sistema OBD e alla riparazione e manutenzione del veicolo.

7.5.

Nell'effettuare la verifica, l'autorità di omologazione può chiedere al servizio tecnico o a un altro esperto indipendente una perizia che accerti il rispetto di tali obblighi.

7.6.

Se al momento della richiesta di omologazione non sono disponibili informazioni sull'OBD e sulla riparazione e la manutenzione del veicolo, il costruttore è tenuto a fornire tali informazioni entro sei mesi dalla data dell'omologazione.

7.7.

Se il veicolo viene immesso sul mercato più di sei mesi dopo l'omologazione, le informazioni vanno fornite alla data in cui esso viene immesso sul mercato.

7.8.

L'autorità di omologazione può presumere che il costruttore abbia applicato disposizioni e procedure adeguate riguardo all'accesso alle informazioni relative al sistema OBD e alla riparazione e manutenzione del veicolo sulla base del certificato di accesso alle informazioni relative al sistema OBD e alla riparazione e manutenzione del veicolo, debitamente compilato, purché non siano stati presentati reclami e il costruttore abbia fornito il certificato entro il termine di cui al punto 7.7.

7.9.

Se il certificato di conformità non viene prodotto entro tale periodo, l'autorità di omologazione deve adottare adeguati provvedimenti per garantire la conformità.

8.   Requisiti informativi per l'accesso degli operatori indipendenti ai settori non protetti del veicolo

8.1.

Per accedere a informazioni relative al sistema OBD e alla riparazione e manutenzione del veicolo non riguardanti i settori protetti del veicolo, la registrazione per l'uso del sito Internet del costruttore da parte dell'operatore indipendente deve imporre di fornire solo i dati necessari per confermare le modalità di pagamento delle informazioni.

9.   Requisiti informativi per l'accesso degli operatori indipendenti ai settori protetti del veicolo

9.1.

Per accedere a informazioni relative al sistema OBD e alla riparazione e manutenzione del veicolo concernenti settori protetti del veicolo, l'operatore indipendente deve essere accreditato e ricevere un'apposita autorizzazione sulla base di documenti che attestino che svolge un'attività economica legittima e che in precedenza non è stato condannato per attività criminali connesse.

9.2.

Gli operatori indipendenti devono poter accedere alle funzioni di sicurezza del veicolo utilizzate dalle officine e dai concessionari autorizzati avvalendosi di una tecnologia di sicurezza per lo scambio dei dati, nel rispetto della riservatezza, dell'integrità e della tutela contro la riproduzione.

9.3.

Il forum sull'accesso alle informazioni del veicolo di cui all'articolo 56 del regolamento (UE) n. 167/2013 specificherà i parametri tecnici per ottemperare a tali requisiti.

9.4.

Per le informazioni relative all'accesso ad aree sicure del veicolo, l'operatore indipendente deve presentare un certificato a norma ISO 20828:2006 per identificare se stesso e l'organizzazione a cui appartiene. Il costruttore deve rispondere con il proprio certificato a norma ISO 20828:2006 per confermare all'operatore indipendente che sta accedendo a un sito legittimo del costruttore in questione. Entrambe le parti devono conservare un registro di tali operazioni con l'indicazione dei veicoli e delle modifiche apportate agli stessi conformemente a questa disposizione.

Appendice 1

Accesso alle informazioni relative al sistema OBD del veicolo e alla riparazione e manutenzione del veicolo

1.   Introduzione

1.1.

La presente appendice contiene i requisiti tecnici relativi all'accessibilità delle informazioni relative al sistema OBD e alla riparazione e manutenzione del veicolo.

2.   Requisiti

2.1.

Il costruttore deve fornire le informazioni sulla riparazione e la manutenzione del veicolo utilizzando soltanto formati testuali o grafici aperti o formati che possano essere visualizzati e stampati utilizzando soltanto plug-in software standard, gratuitamente reperibili, facili da installare e che funzionino su sistemi operativi per computer comunemente in uso.

2.1.1.

Le informazioni relative all'OBD e alla riparazione e manutenzione del veicolo rese disponibili attraverso siti web devono seguire le norme comuni di cui all'articolo 53, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 167/2013.

2.1.2.

Ove possibile, le parole chiave nei metadati devono essere conformi alla norma ISO 15031-2:2010. Le informazioni devono essere disponibili sempre, tranne nel corso di operazioni di manutenzione del sito.

2.1.3.

I soggetti che chiedono il diritto di duplicare o ripubblicare le informazioni avviano trattative dirette con il costruttore.

2.1.4.

Devono essere disponibili anche materiali di formazione; essi possono però essere presentati attraverso canali diversi dai siti Internet.

2.2.

Le informazioni relative a tutte le parti di cui il veicolo - quale identificato dal numero del tipo o di serie o dal numero di identificazione del veicolo (VIN), nonché da ogni altro criterio supplementare tra cui l'interasse, la potenza del motore, il livello di allestimento o le opzioni - è dotato dal costruttore e che possono essere sostituite da pezzi di ricambio offerti dal costruttore ai suoi concessionari, alle officine autorizzate o a terzi mediante riferimento ai numeri dei ricambi originali, devono essere rese disponibili in una base dati facilmente accessibile agli operatori indipendenti.

2.3.

Tale base dati o il formato accessibile alternativo deve comprendere il VIN, i numeri dei ricambi originali, la denominazione dei ricambi originali, l'indicazione di inizio e di fine della validità, le indicazioni sul montaggio ed eventualmente le caratteristiche strutturali.

2.4.

Le informazioni contenute nella base dati o messe a disposizione in un altro formato accessibile devono essere periodicamente aggiornate. In particolare, gli aggiornamenti devono comprendere tutte le modifiche apportate a singoli veicoli dopo la loro produzione se queste informazioni sono a disposizione dei concessionari autorizzati.

2.5.

La riprogrammazione delle centraline, ad esempio la nuova taratura a seguito di una riparazione, il caricamento di un software in una centralina ECU sostitutiva, la ricodifica o la reinizializzazione di componenti o pezzi di ricambio, deve consentire l'uso di hardware non proprietari.

2.5.1.

La riprogrammazione deve essere eseguita in conformità delle norme ISO 22900-2, SAE J2534 o TMC RP1210 al più tardi a partire dal 1.1.2018;

tale data è fissata all'1.1.2020

per i costruttori di veicoli delle categorie R ed S,

per i costruttori di veicoli delle categorie T e C, la cui produzione sia inferiore ai limiti fissati al punto 6.1. del presente allegato,

per i costruttori di sistemi, componenti o entità tecniche indipendenti, la cui produzione sia inferiore ai limiti fissati al punto 6.1. del presente allegato.

2.5.2.

Si possono usare anche Ethernet, cavi seriali o interfacce LAN (Local Area Network) e supporti alternativi come CD (Compact Disc), DVD (Digital Versatile Disc) o dispositivi con memoria a stato solido per sistemi di infotainment (per esempio sistemi di navigazione, telefono), ma a condizione che non sia necessario un software di comunicazione o un hardware proprietario (come driver o plug-in). Per convalidare la compatibilità tra l'applicazione specifica del costruttore e le interfacce di comunicazione del veicolo (VCI) conformi alle norme ISO 22900-2, SAE J2534 o TMC RP1210, il costruttore deve offrire una convalida delle VCI sviluppate in modo indipendente oppure le informazioni e la disponibilità in prestito di qualsiasi hardware speciale necessario a un produttore di VCI per effettuare da sé la convalida. Alle spese fatturate per la convalida, le informazioni e l'hardware, si applicano le condizioni di cui all'articolo 55 del regolamento (UE) n. 167/2013.

2.5.3.

Finché il costruttore di veicoli non ha attuato tali norme, deve mettere a disposizione informazioni proprietarie (ad es. informazioni sul protocollo, sul metodo, sulla codifica dell'identificazione) su come riprogrammare una centralina.

2.5.4.

Per garantire la comunicazione all'interno del veicolo e la comunicazione tra centraline e strumenti diagnostici si applicano le norme seguenti: SAE J1939, ISO 11783, ISO 14229 o ISO 27145. La norma ISO 27145 è applicata in combinazione con la norma ISO 15765-4 o ISO 13400.

2.5.5.

Se un costruttore raccomanda la combinazione di un tipo di trattore con un tipo di veicolo di categoria R o S, o viceversa, egli deve fornire agli operatori indipendenti le informazioni concernenti il sistema OBD e la riparazione e manutenzione del veicolo relative all'interconnettività di entrambi i veicoli. Tali informazioni possono essere fornite mediante un sito Internet istituito congiuntamente da diversi costruttori o da un consorzio di costruttori, purché tale sito sia conforme alle disposizioni del presente regolamento, conformemente al considerando 23 del regolamento (UE) n. 167/2013.

2.6.

I siti Internet dei costruttori contenenti le informazioni sulla riparazione devono riportare i numeri di omologazione per tipo.

2.7.

Per l'accesso ai siti Internet contenenti le informazioni sulla riparazione e la manutenzione, i costruttori devono fissare tariffe su base oraria, giornaliera, mensile, annuale e, se del caso, per transazione, che siano ragionevoli e congrue.

Appendice 2

Informazioni per consentire lo sviluppo di strumenti diagnostici generici

1.   Informazioni necessarie per la fabbricazione di strumenti diagnostici

Per favorire la produzione di strumenti diagnostici generici per le officine di riparazione multimarca, i costruttori di veicoli devono mettere a disposizione le informazioni di cui ai punti 1.1, 1.2 e 1.3 attraverso il proprio sito Internet contenente le informazioni sulla riparazione. Tali informazioni devono comprendere tutte le funzioni degli strumenti di diagnosi e tutti i link alle informazioni sulla riparazione e alle istruzioni per individuare e risolvere problemi (troubleshooting). L'accesso alle informazioni può essere subordinato al pagamento di un importo ragionevole.

1.1.   Informazioni relative al protocollo di comunicazione

Sono richieste le seguenti informazioni, indicizzate in base a marca, tipo e variante del veicolo ovvero ad altre definizioni adatte come il VIN o altre modalità di identificazione di veicoli e sistemi:

a)

qualsiasi sistema aggiuntivo di protocollo dell'informazione, necessario a diagnosi complete oltre agli standard prescritti al punto 4.7.3 dell'allegato 9B del regolamento UNECE n. 49, comprendente informazioni su ogni protocollo hardware o software aggiuntivo, identificazione di parametri, funzioni di trasferimento, prescrizioni «di mantenimento» o condizioni di errore;

b)

informazioni su come ottenere e interpretare tutti i codici di guasto non conformi alle norme prescritte al punto 4.7.3 dell'allegato 9B del regolamento UNECE n. 49;

c)

un elenco di tutti i parametri presenti disponibili, comprese le informazioni relative al calcolo proporzionale e all'accesso;

d)

un elenco di tutte le prove funzionali disponibili, compresa l'attivazione o il comando del dispositivo e i metodi per attuarli;

e)

informazioni su come ottenere tutte le informazioni sui componenti e sugli stati, le indicazioni temporali, i DTC in sospeso e i dati «freeze-frame»;

f)

reimpostazione dei parametri di apprendimento adattativo, codifica delle varianti e impostazione del componente di ricambio, e preferenze del cliente;

g)

identificazione della centralina e codifica delle varianti;

h)

informazioni dettagliate su come reimpostare le luci di servizio;

i)

ubicazione del connettore diagnostico e informazioni dettagliate sul connettore;

j)

identificazione del codice del motore.

1.2.   Prova e diagnosi dei componenti controllati dal sistema OBD

Sono richieste le informazioni seguenti:

a)

una descrizione delle prove per confermarne la funzionalità, nel componente o nel cablaggio;

b)

procedura di prova, compresi i parametri di prova e le informazioni sui componenti;

c)

informazioni dettagliate sul collegamento, compresi gli input e output massimi e i valori relativi alla guida e al carico;

d)

valori attesi in determinate condizioni di guida, tra cui al regime di minimo;

e)

valori elettrici per il componente in condizioni statiche e dinamiche;

f)

valori delle modalità di guasto per ciascuno degli scenari sopra indicati;

g)

sequenze diagnostiche delle modalità di guasto, compresi alberi dei guasti ed eliminazione guidata dei guasti per diagnostica.

1.3.   Dati necessari per eseguire le riparazioni

Sono richieste le informazioni seguenti:

a)

inizializzazione della centralina e del componente (se si montano ricambi);

b)

inizializzazione di centraline nuove o eventualmente di ricambio usando tecniche di (ri)programmazione pass-through.

ALLEGATO VI

Requisiti applicabili alle strutture di protezione antiribaltamento (prove dinamiche)

A.   DISPOSIZIONI GENERALI

1.

I requisiti dell'Unione applicabili alle strutture di protezione antiribaltamento (prove dinamiche) sono stabilite alla lettera B.

B.   REQUISITI APPLICABILI ALLE STRUTTURE DI PROTEZIONE ANTIRIBALTAMENTO (PROVE DINAMICHE) (1)

1.   Definizioni

1.1.   [Non pertinente]

1.2.   Struttura di protezione antiribaltamento (ROPS)

Per struttura di protezione antiribaltamento (a cabina o a telaio di protezione), di seguito denominata "struttura di protezione", si intendono i dispositivi installati sul trattore aventi essenzialmente lo scopo di evitare ovvero limitare i rischi per il conducente in caso di ribaltamento del trattore durante il normale utilizzo.

La struttura di protezione antiribaltamento fornisce lo spazio per una zona libera sufficientemente ampia da proteggere il conducente seduto all'interno dell'involucro del dispositivo o in uno spazio delimitato da una serie di rette tangenti ai bordi esterni della struttura e a qualsiasi parte del trattore che può entrare in contatto con il terreno piano ed è in grado di sostenere il trattore in tale posizione in caso di capovolgimento.

1.3.   Carreggiata

1.3.1.   Definizione preliminare: piano mediano della ruota

Il piano mediano della ruota è equidistante dai due piani che comprendono la periferia dei cerchioni nei loro bordi esterni.

1.3.2.   Definizione della carreggiata

Il piano verticale che passa per l'asse delle ruote interseca il piano mediano lungo una retta che in un punto incontra la superficie di sostegno. Se A e B sono i due punti così definiti delle ruote che si trovano sullo stesso asse del trattore, la larghezza della carreggiata è costituita dalla distanza tra i punti A e B. La carreggiata può così essere definita sia per le ruote anteriori che per quelle posteriori. In caso di ruote gemellate, la carreggiata è costituita dalla distanza tra due piani, ciascuno dei quali è il piano mediano delle coppie di ruote.

Per i trattori a cingoli la carreggiata è costituita dalla distanza tra i piani mediani delle carreggiate.

1.3.3.   Definizione supplementare: piano mediano del trattore

Si considerano le posizioni estreme dei punti A e B nell'asse posteriore del trattore per ottenere il valore massimo della carreggiata. Il piano verticale perpendicolare al segmento AB nel suo punto centrale costituisce il piano mediano del trattore.

1.4.   Interasse

Distanza tra i piani verticali che passano per i due segmenti AB sopra definiti, uno per le ruote anteriori e uno per le ruote posteriori.

1.5.   Determinazione del punto indice del sedile; Posizione e regolazione del sedile ai fini delle prove

1.5.1.   Punto indice del sedile (SIP) (2)

Il punto indice del sedile è determinato conformemente alla norma ISO 5353:1995.

1.5.2.   Posizione e regolazione del sedile ai fini delle prove

1.5.2.1.

se è possibile regolarne l'inclinazione, lo schienale e il piano del sedile devono essere regolati in modo che il punto indice del sedile si trovi nella posizione più arretrata;

1.5.2.2.

se il sedile è dotato di sospensione, quest'ultima va fissata nella posizione intermedia, tranne in caso di esplicite istruzioni contrarie da parte del costruttore;

1.5.2.3.

se la posizione del sedile è regolabile unicamente in lunghezza e in altezza, l'asse longitudinale che passa per il punto indice del sedile deve essere parallelo al piano longitudinale verticale del trattore che passa per il centro del volante con una deviazione laterale non superiore a 100 mm.

1.6.   Zona libera

1.6.1.   Piano di riferimento

La zona libera, illustrata nelle figure da 3.8 a 3.10 e nella tabella 3.3., è definita in rapporto al piano di riferimento e al punto indice del sedile. Il piano di riferimento è un piano verticale, generalmente longitudinale rispetto al trattore, che passa per il punto indice del sedile e per il centro del volante. Di norma il piano di riferimento coincide con il piano mediano longitudinale del trattore. Si suppone che il piano di riferimento si sposti orizzontalmente con il sedile e il volante durante l'applicazione del carico, rimanendo però perpendicolare al trattore o alla base della struttura di protezione antiribaltamento. La zona libera è definita conformemente ai punti 1.6.2 e 1.6.3.

1.6.2.   Determinazione della zona libera per trattori con sedili non reversibili

La zona libera per trattori con sedili non reversibili è definita ai punti da 1.6.2.1 a 1.6.2.10 ed è delimitata dai seguenti piani, con il trattore posto su una superficie orizzontale, il sedile, se regolabile, fissato nella posizione più arretrata (2) e il volante, se regolabile, posto nella normale posizione di guida per un conducente seduto:

1.6.2.1.

un piano orizzontale A1 B1 B2 A2, situato (810 + av) mm sopra al punto indice del sedile (SIP) con la linea B1B2 che passa (ah - 10) mm dietro al SIP;

1.6.2.2.

un piano inclinato G1 G2 I2 I1, perpendicolare al piano di riferimento e che comprende sia un punto situato 150 mm dietro la linea B1B2 sia il punto più arretrato dello schienale del sedile;

1.6.2.3.

una superficie cilindrica A1 A2 I2 I1, perpendicolare al piano di riferimento, con raggio di 120 mm e tangente ai piani definiti ai punti 1.6.2.1 e 1.6.2.2.;

1.6.2.4.

una superficie cilindrica B1 C1 C2 B2, perpendicolare al piano di riferimento, con raggio di 900 mm, che si estende in avanti di 400 mm ed è tangente al piano definito al punto 1.6.2.1, lungo la linea B1B2;

1.6.2.5.

un piano inclinato C1 D1 D2 C2, perpendicolare al piano di riferimento, contiguo alla superficie definita al punto 1.6.2.4 e che passa a 40 mm dal bordo anteriore esterno del volante. Se il volante è in posizione elevata, tale piano si estende in avanti partendo dalla linea B1B2 ed è tangente alla superficie definita al punto 1.6.2.4;

1.6.2.6.

un piano verticale D1 E1 E2 D2, perpendicolare al piano di riferimento e situato 40 mm davanti al bordo esterno del volante;

1.6.2.7.

un piano orizzontale E1 F1 F2 E2, che passa per un punto situato (90-av) mm al di sotto del punto indice del sedile (SIP);

1.6.2.8.

una superficie G1 F1 F2 G2, curva se necessario, che si estende dal limite inferiore del piano definito al punto 1.6.2.2 fino al piano orizzontale di cui al punto 1.6.2.7 risultando perpendicolare al piano di riferimento e a contatto con lo schienale del sedile per tutta la sua lunghezza;

1.6.2.9.

piani verticali J1 E1 F1 G1 H1 e J2 E2 F2 G2 H2. Questi piani verticali si estendono verso l'alto dal piano E1 F1 F2 E2 per 300 mm; le distanze E1 E0 e E2 E0 sono di 250 mm;

1.6.2.10.

piani paralleli A1 B1 C1 D1 J1 H1 I1 e A2 B2 C2 D2 J2 H2 I2 inclinati in modo che il bordo superiore del piano sul lato in cui si applica la forza si trovi almeno a 100 mm dal piano di riferimento verticale.

1.6.3.   Determinazione della zona libera per trattori con posto di guida reversibile

Per i trattori con posto di guida reversibile (sedile e volante reversibili), la zona libera consiste nello spazio che circonda le due zone libere definite dalle due diverse posizioni del volante e del sedile.

1.6.4.   Sedili aggiuntivi

1.6.4.1.

Nel caso di trattori che potrebbero essere dotati di sedili aggiuntivi, durante le prove viene utilizzato lo spazio che comprende i punti indice del sedile relativi a tutte le opzioni proposte. La struttura di protezione non può penetrare nella zona libera più ampia che tiene conto di questi diversi punti indice del sedile.

1.6.4.2.

Se dopo l'esecuzione della prova viene proposto una nuova opzione per i sedili, si procede a verificare se la zona libera che circonda il nuovo SIP rientra nello spazio precedentemente stabilito. In caso contrario occorre effettuare una nuova prova.

1.6.4.3.

Il sedile aggiuntivo non include un posto a sedere per una persona in aggiunta al conducente e in una posizione in cui il trattore non può essere controllato. Il SIP non è determinato perché la definizione della zona libera è determinata in relazione al sedile del conducente.

1.7.   Massa non zavorrata

La massa del trattore senza dispositivi di zavorramento e, nel caso dei trattori con pneumatici, senza liquido di zavorramento nei pneumatici. Il trattore deve essere in ordine di marcia e munito di serbatoi, circuiti, radiatore, struttura di protezione con rivestimento e ogni apparecchiatura di carreggiata o componenti supplementari di trazione anteriore necessari per l'utilizzo normale. L'operatore non è incluso.

1.8.   Tolleranze ammesse nelle misure

Distanza

± 0,5 mm

Forza

± 0,1 % (dell'intera scala del sensore)

Massa

± 0,2 % (dell'intera scala del sensore)

Pressione dei pneumatici

± 5,0 %

Angolo

± 0,1°

1.9.   Simboli

ah

(mm)

Regolazione orizzontale del sedile a metà

av

(mm)

Regolazione verticale del sedile a metà

E

(J)

Input di energia durante la prova

F

(N)

Forza di carico statico

H

(mm)

Altezza del baricentro della massa pendolare

I

(kg.m2)

Momento di inerzia dell'asse posteriore, escluse le ruote usate per calcolare l'energia d'urto posteriore

L

(mm)

Interasse utilizzato per calcolare l'energia d'urto posteriore

M

(kg)

Massa utilizzate per calcolare l'energia e le forze di schiacciamento

2.   Campo di applicazione

2.1.   Il presente allegato è applicabile ai trattori con almeno due assi per ruote munite di pneumatici con o senza attacchi per cingoli e con una massa non zavorrata superiore a 600 kg ma generalmente inferiore a 6 000 kg.

2.2.   La carreggiata minima delle ruote posteriori deve essere generalmente superiore a 1 150 mm. Si riconosce che possono esistere tipi di trattori, ad esempio tosaerba, trattori a carreggiata stretta per vigneti, trattori a basso profilo per l'uso in edifici con uno spazio libero in altezza limitato o in frutteti, trattori con spazio libero in altezza e macchine progettate appositamente per usi forestali, quali le macchine a strascico (skidder) o autocaricanti (forwarder) per l'esbosco, cui non è applicabile il presente allegato.

3.   Norme e direttive

3.1.   Regolamentazione generale

3.1.1.   La struttura di protezione può essere fabbricata dal costruttore del trattore o da un'impresa indipendente. La prova comunque è valida solo per il tipo di trattore su cui essa è stata effettuata. La struttura di protezione va provata nuovamente per ogni tipo di trattore su cui viene montata. Tuttavia, il laboratorio di prova può certificare che le prove di resistenza sono valide anche per i tipi di trattore derivati da quello originale mediante modifiche al motore, alla trasmissione, allo sterzo e alla sospensione anteriore (cfr. il punto 3.6. sotto: Estensione ad altri tipi di trattore). D'altra parte, è possibile provare più di una struttura di protezione per ciascun tipo di trattore.

3.1.2.   La struttura di protezione presentata alla prova dinamica deve essere applicata normalmente al tipo di trattore con cui viene provata. Il trattore presentato alla prova deve essere completo e in ordine di marcia.

3.1.3.   Nel caso di un trattore doppio, si deve usare la massa della versione standard del pezzo cui è applicata la struttura di protezione.

3.1.4.   La struttura di protezione può essere progettata unicamente per proteggere il conducente in caso di ribaltamento del trattore. Su tale struttura deve essere possibile montare una protezione dalle intemperie per il conducente, anche di tipo temporaneo. Durante la stagione calda, il conducente di solito lo toglierà. Esistono anche strutture di protezione il cui rivestimento è permanente e la ventilazione nella stagione calda è assicurata da aperture o deflettori. Poiché il rivestimento può aumentare la resistenza della struttura e se smontabile può essere assente al momento di un infortunio, tutte le parti che il conducente può asportare saranno rimosse ai fini della prova. Porte, aperture del tetto e finestre che possano essere aperte, per la prova vanno rimosse o fissate in posizione aperta per non aumentare la resistenza della struttura di protezione. Va annotato se, in tale posizione, esse diano luogo a rischi per il conducente in caso di ribaltamento.

Le norme che seguono si riferiscono solo alle prove della struttura di protezione. È sottinteso che sono inclusi i rivestimenti permanenti.

Si deve includere nelle specifiche una descrizione di tutti i rivestimenti temporanei forniti. Prima della prova occorre rimuovere tutti i materiali vetrosi o fragili. I componenti del trattore e della struttura di protezione che possono subire danni inutili durante la prova e che non influiscono sulla sua resistenza o sulle sue dimensioni possono essere rimossi prima della prova, se il costruttore lo desidera. Durante la prova non possono essere effettuate riparazioni o regolazioni.

3.1.5.   Nel verbale di prova si devono descrivere e indicare le misurazioni di ogni componente del trattore che contribuisce alla forza della struttura di protezione (ad. es. parafanghi) e che è stato rinforzato dal costruttore.

3.2.   Apparecchiatura e condizioni di prova

3.2.1.   La struttura deve essere colpita da una massa che funge da pendolo ed essere sottoposta a una prova di schiacciamento anteriore e posteriore.

3.2.2.   La massa pendolare (figura 3.1) deve pesare 2 000 kg. Le dimensioni della superficie d'urto devono essere di 680 × 680 mm ± 20. La massa pendolare deve essere costruita in modo che la posizione del baricentro sia costante (ad esempio barre di ferro posate nel cemento). Essa deve essere sospesa da un punto di articolazione ad un'altezza di circa 6 m dal suolo in modo che l'altezza del pendolo possa essere regolata in modo agevole e sicuro.

3.2.3.   Per i trattori che hanno meno del 50 % della loro massa sulle ruote anteriori il primo urto deve colpire la parte posteriore della struttura. Tale prova è seguita da una prova di schiacciamento della parte posteriore della struttura. Il secondo urto deve colpire la parte anteriore della struttura e il terzo alla parte laterale. Infine, deve essere eseguita una seconda prova di schiacciamento della parte anteriore della struttura.

Per i trattori che hanno almeno il 50 % della loro massa sulle ruote anteriori il primo urto deve colpire la parte anteriore della struttura e il secondo la parte laterale. In seguito la struttura va sottoposta a due prove di schiacciamento, la prima nella parte posteriore e la seconda nella parte anteriore.

3.2.4.   Per i trattori con posto di guida reversibile (sedile e volante reversibili) il primo urto deve essere longitudinale rispetto al lato più pesante (su cui grava oltre il 50 % della massa del trattore). Esso è seguito da una prova di schiacciamento sullo stesso lato. Il secondo urto deve colpire l'altro lato, e il terzo la parte laterale. Infine, deve essere eseguita una seconda prova di schiacciamento del lato più leggero della struttura.

3.2.5.   Si deve scegliere una regolazione della larghezza della carreggiata in modo che la struttura non sia sostenuta in alcun modo dai pneumatici durante la prova. Tale disposizione può essere trascurata se un tale sostegno è dato quando le ruote sono nella regolazione più ampia della carreggiata.

3.2.6.   L'urto laterale deve colpire il lato del trattore che, secondo il parere del laboratorio di prova, probabilmente darà la distorsione maggiore. L'urto posteriore deve colpire l'angolo opposto al punto di contatto laterale e l'urto frontale deve colpire l'angolo più vicino al punto di contatto laterale. L'urto posteriore deve essere somministrato a due terzi della distanza dal piano mediano del trattore al piano verticale, colpendo l'estremità esterna della struttura. Tuttavia, se una curva nella parte posteriore della struttura inizia a meno di due terzi della distanza dal centro, l'urto deve colpire l'inizio della curva, vale a dire il punto in cui tale curva è tangente ad una linea perpendicolare al piano mediano del trattore.

3.2.7.   Se durante la prova si spostano o si rompono funi di ancoraggio, puntelli o blocchi, si deve ripetere la prova.

3.3.   Prove d'urto

3.3.1.   Urto posteriore (figure 3.2.a e 3.2.b)

3.3.1.1.   L'urto posteriore non è necessario per i trattori che hanno almeno il 50% della loro massa sulle ruote anteriori (secondo la definizione sopraindicata).

3.3.1.2.   Rispetto al pendolo, il trattore viene collocato in modo che quest'ultimo colpisca la struttura quando la superficie d'urto e le catene di supporto sono ad un angolo di 20° con il piano verticale, a meno che nel punto di contatto la struttura non formi, durante la deformazione, un angolo maggiore con il piano verticale. In questo caso la superficie d'urto deve essere regolata mediante un supporto supplementare in modo da risultare parallela alla struttura nel punto di contatto nel momento della deformazione massima; le catene di supporto rimangono a un angolo di 20° con il piano verticale. Il punto d'urto è situato sulla parte della struttura che si presume tocchi per prima il suolo in caso di ribaltamento posteriore, di norma il bordo superiore. L'altezza del pendolo deve essere regolata in modo che esso non abbia alcuna tendenza a girarsi nel punto di contatto.

3.3.1.3.   Il trattore deve essere fissato con funi d'ancoraggio. I punti di fissaggio delle funi d'ancoraggio devono essere situati approssimativamente 2 m dietro l'asse posteriore e 1,5 m davanti all'asse anteriore. Due funi di ancoraggio vanno fissate su ogni asse, una su ogni lato del piano mediano del trattore. Le funi devono essere in acciaio con un diametro da 12,5 a 15 mm e una resistenza alla trazione di 1 100 – 1 260 MPa. Gli pneumatici del trattore devono essere gonfiati e le funi di ancoraggio devono essere tese in modo da rispettare le pressioni dei pneumatici e le deformazioni indicate nella tabella 3.1 sotto.

Dopo che le funi di ancoraggio sono state tese, una trave di legno di 150 × 150 mm deve essere fissata davanti alle ruote posteriori e a stretto contatto con esse.

3.3.1.4.   Il pendolo è tirato indietro in modo che l'altezza H del suo baricentro superi quella del punto d'urto di un valore ottenuto mediante una delle seguenti formule a scelta del costruttore:

Formula o Formula

3.3.1.5.   Il pendolo viene rilasciato e colpisce la struttura. Il meccanismo a disinnesto rapido deve essere posizionato in modo che non sposti il peso in relazione alle catene di supporto al momento del rilascio.

Tabella 3.1

Pressione dei pneumatici

 

Pressione dei pneumatici

kPa (3)

Deformazione

mm

Trattori a trazione integrale con ruote anteriori e posteriori delle stesse dimensioni:

Anteriore

100

25

Posteriore

100

25

Trattori a trazione integrale con ruote anteriori con dimensioni inferiori rispetto alle ruote posteriori

Anteriore

150

20

Posteriore

100

25

Trattori con due ruote motrici:

Anteriore

200

15

Posteriore

100

25

3.3.2.   Urto anteriore (figure 3.3.a e 3.3.b)

3.3.2.1.   L'urto anteriore è somministrato nello stesso modo dell'urto posteriore. Le funi di ancoraggio sono le stesse ma la trave di legno è posizionata dietro le ruote posteriori. L'altezza di caduta del baricentro del pendolo è ottenuta mediante la formula seguente:

Formula

3.3.2.2.   Il punto d'urto è situato sulla parte della struttura che si presume tocchi per prima il suolo in caso di ribaltamento laterale, mentre viaggia in avanti, di norma il bordo superiore dell'angolo anteriore.

3.3.3.   Urto laterale (figura 3.4)

3.3.3.1.   Rispetto al pendolo, il trattore viene collocato in modo che quest'ultimo colpisca la struttura quando la superficie d'urto e le catene di supporto sono verticali, a meno che nel punto di contatto la struttura non sia, durante la deformazione, in posizione non verticale. In tal caso la superficie d'urto deve essere regolata in modo da risultare approssimativamente parallela alla struttura nel punto di contatto nel momento della deformazione massima. Tale regolazione è effettuata mediante un supporto supplementare; le funi di ancoraggio rimangono verticali al momento del contatto. Il punto d'urto è situato sulla parte della struttura che si presume tocchi per prima il suolo in caso di ribaltamento laterale, ossia di norma il bordo superiore.

3.3.3.2.   Salvo nei casi in cui è certo che ogni altra parte del bordo colpirebbe per prima il suolo, il punto d'urto è situato nel piano perpendicolare al piano mediano del trattore che passa 60 mm davanti al punto indice del sedile regolato in posizione media lungo l'asse longitudinale. L'altezza del pendolo deve essere regolata in modo che esso non abbia alcuna tendenza a girarsi nel punto di contatto.

3.3.3.3.   Per i trattori con un posto di guida reversibile il punto d'urto è situato nel piano perpendicolare al piano mediano del trattore e al punto medio tra i due punti indici del sedile.

3.3.3.4.   La ruota posteriore del trattore sul lato d'urto deve essere ancorata. La tensione delle funi di ancoraggio è determinata come per l'urto posteriore. Dopo che le funi di ancoraggio sono state tese, una trave di 150 × 150 mm deve essere fissata a lato della ruota posteriore nella parte opposta rispetto all'urto e a stretto contatto con il pneumatico. Una trave deve essere posizionata come un puntello contro questa ruota e fissata sicuramente al suolo in modo che essa rimanga a stretto contatto con la ruota durante l'urto. La lunghezza della trave deve essere scelta in modo che quando è in posizione contro la ruota formi un angolo da 25 a 40° rispetto all'orizzontale. Inoltre, la lunghezza deve essere pari a 20-25 volte lo spessore, e la larghezza pari a 2-3 volte lo spessore.

3.3.3.5.   Il pendolo è tirato indietro come nelle prove precedenti in modo che l'altezza H del suo baricentro superi quella del punto d'urto di un valore ottenuto mediante la seguente formula:

Formula

3.3.3.6.   Durante la prova d'urto laterale si deve registrare la differenza tra la deformazione massima istantanea e la deformazione permanente ad un'altezza di (810 + av) mm sopra il punto indice del sedile. Tale operazione si può effettuare con un dispositivo sui cui un collare d'attrito mobile è fissato a una barra orizzontale. Un lato della barra è fissata all'elemento superiore della struttura e l'altro passa attraverso un foro in una barra verticale fissata al telaio del trattore. Il collare è posizionato contro la barra verticale fissata al telaio del trattore prima dell'urto e la sua distanza da essa dopo l'urto indica la differenza tra la deformazione massima istantanea e la deformazione permanente.

3.4.   Prove di schiacciamento

Può essere necessario fissare la parte anteriore del trattore durante l'esecuzione della prova posteriore. Si devono posizionare masse sotto gli assi in modo da impedire che i pneumatici del trattore assorbano la forza di schiacciamento. La traversa utilizzata deve avere uno spessore di circa 250 mm ed essere collegata al meccanismo di applicazione del carico da giunti universali (figura 3.5).

3.4.1.   Urto posteriore (figure 3.6.a e 3.6.b)

3.4.1.1.   La trave di schiacciamento deve essere sistemata sull'elemento superiore più arretrato della struttura di protezione; la risultante delle forze di schiacciamento si troverà nel piano verticale di riferimento del trattore. La forza di schiacciamento (F) viene applicata dove:

F = 20 M

Questa forza è mantenuta per 5 secondi dopo la scomparsa di qualsiasi movimento percettibile della struttura di protezione.

3.4.1.2.   Se la parte posteriore del tetto della struttura di protezione non regge tutta la forza di schiacciamento (figure 3.7.a e 3.7.b), la forza viene applicata finché il tetto si inflette fino a coincidere con il piano che congiunge la parte superiore della struttura di protezione con la parte posteriore del trattore in grado di sostenere il trattore in caso di ribaltamento.

L'applicazione della forza è quindi sospesa e la trave di schiacciamento viene riposizionata sopra la parte della struttura di protezione in grado di sostenere il trattore interamente capovolto. La forza di schiacciamento F viene applicata.

3.4.2.   Schiacciamento anteriore (figure 3.6.a e 3.6.b)

3.4.2.1.   La trave di schiacciamento deve essere sistemata sugli elementi superiori più avanzati della struttura di protezione; la risultante delle forze di schiacciamento si troverà nel piano verticale di riferimento del trattore. La forza di schiacciamento (F) viene applicata dove:

F = 20 M

Questa forza è mantenuta per 5 secondi dopo la scomparsa di qualsiasi movimento percettibile della struttura di protezione.

3.4.2.2.   Se la parte anteriore del tetto della struttura di protezione non regge tutta la forza di schiacciamento (figure 3.7.a e 3.7.b), la forza viene applicata finché il tetto si inflette fino a coincidere con il piano che congiunge la parte superiore della struttura di protezione con la parte anteriore del trattore in grado di sostenere il trattore in caso di ribaltamento.

L'applicazione della forza è quindi sospesa e la trave di schiacciamento viene riposizionata sopra la parte della struttura di protezione in grado di sostenere il trattore interamente capovolto. Si applica poi la forza di schiacciamento F.

3.5.   Condizioni di accettazione

3.5.1.   La struttura e il trattore devono essere esaminati a vista per rotture o incrinature dopo ogni parte della prova. La struttura supera la prova se le seguente condizioni sono soddisfatte:

3.5.1.1.

non devono essere presenti incrinature negli elementi strutturali, negli elementi di montaggio o nelle parti del trattore che contribuiscono alla resistenza della struttura di protezione (ad eccezione del punto 3.5.1.3 sotto);

3.5.1.2.

non devono essere presenti incrinature nelle saldature che contribuiscono alla resistenza della struttura di protezione o dei suoi componenti di montaggio. Di norma, le puntature usate per il montaggio di panelli di rivestimento sono escluse da questa condizione;

3.5.1.3.

le incrinature che assorbono energia nelle strutture di lamiera sono accettabili, purché il laboratorio di prova ritenga che esse non abbiano ridotto significativamente la resistenza alla deformazione della struttura di protezione. Non viene tenuto conto di eventuali incrinature provocate dagli spigoli del pendolo;

3.5.1.4.

la forza prescritta deve essere mantenuta in entrambe le prove di schiacciamento;

3.5.1.5.

la differenza tra la deformazione massima momentanea e la deformazione permanente nella prova d'urto laterale non deve superare 250 mm (figura 3.11);

3.5.1.6.

nessuna parte deve entrare nella zona libera durante le prove. Nessuna parte può colpire il sedile durante le prove. Inoltre, la zona libera non può trovarsi al di fuori dello spazio protetto dalla struttura di protezione. A tal fine è considerata esterna allo spazio protetto dalla struttura qualsiasi parte della zona libera che entri a contatto con un terreno piano, qualora il trattore si capovolga nella direzione in cui è stato applicato il carico durante la prova. Per consentire tale stima vengono scelti i pneumatici e la carreggiata con le più piccole dimensioni standard indicate dal costruttore;

3.5.1.7.

per i trattori articolati si presume che siano allineati i piani mediani delle due parti.

3.5.2.   Dopo l'ultima prova di schiacciamento viene registrata la deformazione permanente della struttura di protezione. A tal fine, prima di iniziare la prova viene registrata la posizione degli elementi principali rispetto al punto indice del sedile. Quindi si deve registrare qualsiasi spostamento degli elementi colpiti durante le prove e ogni cambiamento dell'altezza degli elementi anteriori e posteriori del tetto.

3.6.   Estensione ad altri tipi di trattori

3.6.1.   [Non pertinente]

3.6.2.   Estensione tecnica

Se vengono apportate modifiche tecniche al trattore, alla struttura di protezione o al metodo di fissaggio della struttura di protezione al trattore, il laboratorio di prova che ha effettuato la prova originaria può rilasciare un «verbale di estensione tecnica» nei casi seguenti:

3.6.2.1.   Estensione dei risultati di prove strutturali ad altri tipi di trattori

Le prove d'urto e di schiacciamento non sono necessarie per ogni tipo di trattore, purché la struttura di protezione e il trattore soddisfino le condizioni di cui ai punti da 3.6.2.1.1 a 3.6.2.1.5.

3.6.2.1.1.

la struttura deve essere identica a quella sottoposta alle prove;

3.6.2.1.2.

l'energia richiesta non deve superare di oltre 5 % l'energia calcolata per la prova originale. Il limite del 5 % si applica anche alle estensioni in caso di sostituzione dei cingoli con ruote sullo stesso trattore;

3.6.2.1.3.

il metodo di fissaggio e i componenti del trattore che vengono fissati sono identici;

3.6.2.1.4.

componenti come i parafanghi e il cofano, che possono servire da sostegno alla struttura di protezione, sono identici;

3.6.2.1.5.

la posizione e le dimensioni principali del sedile all'interno della struttura di protezione e la rispettiva posizione della struttura di protezione sul trattore sono tali da far sì che la zona libera resti all'interno dello spazio protetto dalla struttura deformata per tutta la durata delle prove [la verifica viene effettuata utilizzando gli stessi valori di riferimento della zona libera indicati nel verbale di prova originario, rispettivamente il punto di riferimento del sedile (SRP) o il punto indice del sedile (SIP)].

3.6.2.2.   Estensione dei risultati di prove strutturali a tipi modificati di strutture di protezione

Se le disposizioni di cui al punto 3.6.2.1 non vengono rispettate, deve essere seguita la procedura di seguito illustrata. Tuttavia essa non va applicata se il metodo di fissaggio della struttura di protezione al trattore è stato profondamente modificato (ad es. sostituzione di supporti in gomma con un dispositivo di sostegno):

3.6.2.2.1.

Modifiche che non incidono sui risultati della prova iniziale (ad es. il fissaggio mediante saldatura della piastra di un accessorio in un punto non critico della struttura), l'aggiunta di sedili con SIP diversi nella struttura di protezione (con riserva di verifica che le nuove zone libere restino all'interno dello spazio protetto dalla struttura deformata per tutta la durata delle prove).

3.6.2.2.2.

Modifiche che possono incidere sui risultati della prova originaria senza mettere in dubbio l'accettabilità della struttura di protezione (ad es. modifica di un componente strutturale o del metodo di fissaggio della struttura di protezione al trattore). Può essere effettuata una prova di convalida i cui risultati vanno inclusi nel verbale di estensione.

I limiti fissati per questo tipo di estensione sono i seguenti:

3.6.2.2.2.1.

senza prova di convalida possono essere accettate non più di 5 estensioni;

3.6.2.2.2.2.

i risultati della prova di convalida sono accettati per un'estensione se sono soddisfatte tutte le condizioni di accettazione del presente allegato e se la deformazione misurata dopo ogni prova d'urto non devia di oltre ± 7 % dalla deformazione misurata dopo ogni prova d'urto del verbale di prova originario;

3.6.2.2.2.3.

in un unico verbale di estensione è possibile includere più di una modifica della struttura di protezione, purché si tratti di diverse opzioni della stessa struttura di protezione, ma può essere accettata solo una prova di convalida. Le opzioni non sottoposte a prova vanno descritte in un'apposita sezione del verbale di estensione.

3.6.2.2.3.

Aumento della massa di riferimento dichiarata dal fabbricante in una struttura di protezione già sottoposta a prova. Se il costruttore intende mantenere lo stesso numero di omologazione è possibile rilasciare un verbale di estensione dopo aver effettuato una prova di convalida (i limiti di ± 7 % di cui al punto 3.6.2.2.2.2 non sono applicabili in questo caso).

3.7.   [Non pertinente]

3.8.   Funzionamento delle strutture di protezione a basse temperature

3.8.1.   Il costruttore, se dichiara che la struttura di protezione è particolarmente resistente alla fragilizzazione a basse temperature, deve fornire dati da includere nel verbale.

3.8.2.   Le procedure e i requisiti seguenti sono destinati a rafforzare la struttura e a renderla resistente alle fratture da fragilizzazione a basse temperature. Si propone di applicare le seguenti prescrizioni minime relative ai materiali per valutare la capacità di una struttura di protezione di funzionare a basse temperature nei paesi che richiedono questa ulteriore protezione di funzionamento.

Tabella 3.2

Livello minimo dell'energia d'urto secondo la prova Charpy con intaglio a V

Dimensioni del campione

Energia a

Energia a

 

– 30 °C

– 20 °C

mm

J

J (5)

10 × 10 (4)

11

27,5

10 × 9

10

25

10 × 8

9,5

24

10 × 7,5 (4)

9,5

24

10 × 7

9

22,5

10 × 6,7

8,5

21

10 × 6

8

20

10 × 5 (4)

7,5

19

10 × 4

7

17,5

10 × 3,5

6

15

10 × 3

6

15

10 × 2,5 (4)

5,5

14

3.8.2.1.   I bulloni e i dadi utilizzati per fissare la struttura di protezione al trattore e per unire le sue parti strutturali devono dimostrare adeguate proprietà di resistenza alle basse temperature, che vanno debitamente verificate.

3.8.2.2.   Tutti gli elettrodi per saldatura utilizzati nella fabbricazione di elementi e supporti strutturali sono compatibili con i materiali utilizzati per la struttura di protezione come indicato al punto 3.8.2.3.

3.8.2.3.   I materiali in acciaio utilizzati per gli elementi strutturali della struttura di protezione devono essere caratterizzati da una particolare resistenza, da sottoporre a verifica, e dimostrare un livello minimo prescritto di energia d'urto secondo la prova Charpy con intaglio a V, come indicato nella tabella 3.2. Il tipo e la qualità dell'acciaio sono precisati conformemente alla norma ISO 630:1995; Amd1:2003.

Un acciaio con uno spessore grezzo di laminazione inferiore a 2,5 mm e un tenore di carbonio inferiore allo 0,2 % è considerato conforme a quanto prescritto. Gli elementi strutturali della struttura di protezione costituiti da materiali diversi dall'acciaio devono dimostrare un'equivalente resistenza agli urti a basse temperature.

3.8.2.4.   Nella prova Charpy con intaglio a V relativa al livello di energia d'urto prescritto, le dimensioni del campione non devono essere inferiori alla dimensione maggiore tra quelle elencate nella tabella 3.2, per quanto consentito dal materiale.

3.8.2.5.   Le prove Charpy con intaglio a V devono essere effettuate secondo la procedura descritta nella norma ASTM A 370-1979, tranne per quanto riguarda le dimensioni dei campioni, che devono essere conformi a quelle indicate nella Tabella 3.2.

3.8.2.6.   Un'alternativa a questa procedura è l'impiego di acciaio calmato o semicalmato, per il quale deve essere fornita una specifica adeguata. Il tipo e la qualità dell'acciaio sono precisati conformemente alla norma ISO 630:1995; Amd1:2003.

3.8.2.7.   I campioni devono essere longitudinali e prelevati dai materiali che saranno utilizzati nella struttura di protezione, piatti, a sezione tubolare o di base, prima della formatura o della saldatura. I campioni a sezione tubolare o di base vanno prelevati dalla parte centrale del lato di dimensione maggiore e non contengono saldature.

3.9.   [Non pertinente]

Figura 3.1

Massa pendolare con catene o funi metalliche di sospensione

(Dimensioni in mm)

Image

Figura 3.2

Metodo d'urto posteriore

Figura 3.2.a

Cabina di sicurezza

Image

Figura 3.2.b

Roll-bar posteriore

Image

Figura 3.3

Metodo d'urto anteriore

Figura 3.3.a

Cabina di sicurezza

Image

Figura 3.3.b

Roll-bar posteriore

Image

Figura 3.4

Metodo d'urto laterale

Image

Figura 3.5

Esempio di dispositivo utilizzato per la prova di schiacciamento

Image

Figura 3.6

Posizione della trave per le prove di schiacciamento anteriore e posteriore

Figura 3.6.a

Cabina di sicurezza

Image

Figura 3.6.b

Roll-bar posteriore

Image

Figura 3.7

Posizione della trave per la prova di schiacciamento anteriore se la forza di schiacciamento non è retta dalla parte anteriore

Figura 3.7.a

Cabina di sicurezza

Image

Figura 3.7.b

Roll-bar posteriore

Image

Tabella 3.3

Dimensioni della zona libera

Dimensioni

mm

Osservazioni

A1 A0

100

minimo

B1 B0

100

minimo

F1 F0

250

minimo

F2 F0

250

minimo

G1 G0

250

minimo

G2 G0

250

minimo

H1 H0

250

minimo

H2 H0

250

minimo

J1 J0

250

minimo

J2 J0

250

minimo

E1 E0

250

minimo

E2 E0

250

minimo

D0 E0

300

minimo

J0 E0

300

minimo

A1 A2

500

minimo

B1 B2

500

minimo

C1 C2

500

minimo

D1 D2

500

minimo

I1 I2

500

minimo

F0 G0

 

I0 G0

a seconda del

C0 D0

trattore

E0 F0

 

Figura 3.8

Zona libera

Nota:

per le dimensioni cfr. la tabella 3.3 sopra

Image

Figura 3.9

Zona libera

Figura 3.9.a

Vista laterale Sezione nel piano di riferimento

Figura 3.9.b

Vista posteriore o anteriore

Image

Image

1

Punto indice del sedile

2

Forza

3

Piano di riferimento verticale

Figura 3.10

Zona libera per trattori con sedile e volante reversibili

Figura 3.10.a

Cabina di sicurezza

Image

Figura 3.10.b

Roll-bar posteriore

Image

Figura 3.11

Esempio di apparecchio per la misurazione delle deformazioni elastiche

Image

Note esplicative dell'allegato VI


(1)  Salvo disposizioni contrarie, il testo dei requisiti e la numerazione di cui alla lettera B sono identici al testo e alla numerazione del codice standard OCSE relativo alle prove ufficiali delle strutture di protezione montate sui trattori agricoli e forestali (prova dinamica), codice OCSE 3, edizione 2015, luglio 2014.

(2)  Si ricorda agli utilizzatori che il punto indice del sedile è determinato conformemente alla norma ISO 5353 e consiste in un punto fisso rispetto al trattore, che non si sposta quando il sedile è regolato in una posizione diversa da quella mediana. Per la determinazione della zona libera il sedile è spostato nella posizione più arretrata.

(3)  Non vanno usate zavorre d'acqua

(4)  Indica la dimensione preferita. La dimensione del campione non è inferiore alla dimensione maggiore preferita che il materiale consente.

(5)  L'energia richiesta a – 20 °C è pari a 2,5 volte il valore specificato per – 30 °C. Altri fattori influenzano l'intensità dell'energia d'urto, quali il senso di laminazione, il limite di snervamento, l'orientamento dei grani e la saldatura. Al momento della scelta e dell'utilizzo dell'acciaio tali fattori vanno presi in considerazione.

ALLEGATO VII

Requisiti applicabili alle strutture di protezione antiribaltamento (trattori a cingoli)

A.   DISPOSIZIONI GENERALI

1.

I requisiti dell'Unione applicabili alle strutture di protezione antiribaltamento (trattori a cingoli) sono stabiliti alla lettera B.

B.   REQUISITI APPLICABILI ALLE STRUTTURE DI PROTEZIONE ANTIRIBALTAMENTO (TRATTORI A CINGOLI)(1)

1.   Definizioni

1.1   [Non pertinente]

1.2.   Struttura di protezione antiribaltamento (ROPS)

Per struttura di protezione antiribaltamento (a cabina o a telaio di protezione), di seguito denominata «struttura di protezione», si intendono i dispositivi installati sul trattore aventi essenzialmente lo scopo di evitare ovvero limitare i rischi per il conducente in caso di ribaltamento del trattore durante il normale utilizzo.

La struttura di protezione antiribaltamento fornisce lo spazio per una zona libera sufficientemente ampia da proteggere il conducente seduto all'interno dell'involucro del dispositivo o in uno spazio delimitato da una serie di rette tangenti ai bordi esterni della struttura e a qualsiasi parte del trattore che può entrare in contatto con il terreno piano ed è in grado di sostenere il trattore in tale posizione in caso di capovolgimento.

1.3.   Carreggiata

1.3.1.   Definizione preliminare: piano mediano della carreggiata

Il piano mediano della carreggiata è equidistante dai due piani che comprendono la periferia nei loro bordi esterni.

1.3.2.   Definizione della larghezza della carreggiata

La larghezza della carreggiata è costituita dalla distanza tra i piani mediani delle carreggiate.

1.3.3.   Definizione supplementare: piano mediano del trattore

Il piano verticale perpendicolare all'asse nel suo punto centrale costituisce il piano mediano del trattore.

1.4.   Struttura di protezione

Sistema di elementi strutturali disposti su un trattore in modo da adempiere allo scopo principale di ridurre la probabilità che l'operatore sia schiacciato in caso di ribaltamento del trattore. Gli elementi strutturali includono subtelaio, ganci, montanti, spinotti, bulloni, coppiglie, sospensioni o ammortizzatore flessibile usati per fissare il sistema al telaio del trattore, ad esclusione delle disposizioni di montaggio del telaio del trattore.

1.5.   Telaio del trattore

Il telaio principale o gli elementi portanti principali del trattore che si estende sulla maggior parte del trattore e su cui si monta direttamente la struttura di protezione.

1.6.   Complesso struttura di protezione - telaio del trattore

Sistema che consiste nella struttura di protezione montata sul telaio del trattore.

1.7.   Banco di prova

Una parte sostanzialmente rigida della struttura di prova su cui viene montato il telaio del trattore ai fini della prova.

1.8.   Punto indice del sedile (SIP)

1.8.1.   Il punto indice del sedile (SIP) si trova nel piano longitudinale centrale dell'apparecchiatura per la determinazione dopo l'installazione del sedile dell'operatore. Il SIP è fissato rispetto al trattore e non si sposta con il sedile in caso di regolazione o oscillazione di quest'ultimo.

1.8.2.   Quando si determina il SIP, il sedile deve essere regolato nella posizione centrale insieme a tutte le regolazioni anteriori, posteriori, verticali e angolari. I sistemi di sospensioni devono essere regolati in modo che il sedile sia nel punto centrale dell'intervallo di oscillazione con l'apparecchiatura per la determinazione del SIP in posizione.

1.8.3.   Il SIP deve essere stabilito mediante l'apparecchiatura illustrata nella figura 8.1. Tale apparecchiatura è posizionata sul sedile. Una massa di 20 kg è aggiunta 40 mm davanti alla marcatura del SIP sulla sezione orizzontale dell'apparecchiatura. Una forza orizzontale di circa 100 N deve essere applicata all'apparecchiatura nel SIP (cfr. Fo alla figura 8.1). Infine una massa di 39 kg viene aggiunta 40 mm davanti alla marcatura del SIP sulla sezione orizzontale dell'apparecchiatura.

1.9.   Volume limite di deformazione (DLV)

Il volume che, in relazione all'operatore, serve a fissare i limiti e le deformazioni ammissibili nella valutazione di laboratorio della struttura di protezione (figura 8.2). È un'approssimazione ortogonale delle dimensioni di un operatore di grande taglia in posizione seduta.

1.10.   Piano di riferimento verticale

Il piano di riferimento è un piano verticale, generalmente longitudinale rispetto al trattore, che passa per il punto indice del sedile e per il centro del volante o delle leve di comando a mano. Di norma il piano di riferimento verticale coincide con il piano mediano del trattore.

1.11.   Piano del suolo laterale simulato

Superficie su cui si presume che il trattore, dopo il ribaltamento, rimane immobile su uno dei lati. Il piano del suolo simulato è determinato come segue (cfr. 3.5.1.2.):

a)

elemento superiore cui è applicata la forza;

b)

punto più esterno del lato dell'elemento come definito alla lettera (a) sopra;

(c)

linea verticale che passa per il punto definito alla lettera (b) sopra;

d)

piano verticale parallelo all'asse longitudinale del trattore che passa per la retta definita alla lettera (c) sopra;

e)

ruotare il piano descritto alla lettera d) sopra di 15° nella direzione opposta al DLV su un asse perpendicolare alla retta verticale di cui alla lettera c) sopra e che passa per il punto descritto alla lettera b) sopra; ciò stabilisce il piano del suolo simulato;

Il piano del suolo simulato deve essere stabilito su una struttura di protezione non carica e deve spostarsi con l'elemento cui viene applicato il carico.

1.12.   Piano del suolo verticale simulato

Per una macchina che rimane immobile in una posizione capovolta il piano è definito dall'elemento trasversale superiore della struttura di protezione e la parte anteriore (posteriore) del trattore che probabilmente entrerà in contatto con il terreno piano contemporaneamente alla struttura di protezione e che è in grado di sostenere il trattore capovolto. Il piano del suolo verticale simulato si sposta con la struttura di protezione deformata.

Nota:

il piano del suolo verticale simulato si applica solo alle strutture di protezione a due montanti.

1.13.   Massa non zavorrata

La massa del trattore senza dispositivi di zavorramento. Il trattore deve essere in ordine di marcia e munito di serbatoi, circuiti, radiatore, struttura di protezione con rivestimento e ogni apparecchiatura di carreggiata o componenti supplementari di trazione anteriore necessari per l'utilizzo normale. L'operatore non è incluso.

1.14.   Tolleranze ammesse nelle misure

Tempo:

± 0,1 s

Distanza:

± 0,5 mm

Forza:

± 0,1 % (dell'intera scala del sensore)

Angolo

± 0,1°

Massa:

± 0,2 % (dell'intera scala del sensore)

1.15.   Simboli

D

(mm)

Deformazione della struttura

F

(N)

Forza

M

(kg)

La massa massima del trattore consigliata dal costruttore del trattore deve essere pari o superiore alla massa non zavorrata di cui al punto 1.13.

U

(J)

Energia assorbita dalla struttura in relazione alla massa del trattore

2.   Campo di applicazione

Il presente allegato si applica ai trattori che si spostano su cingoli con almeno due assi con attacchi per cingoli e le seguenti caratteristiche:

2.1.

una massa non zavorrata del trattore di almeno 600 kg;

2.2.

un'altezza libera dal suolo pari o inferiore a 600 mm, sotto il punto più basso degli assi anteriore e posteriore.

3.   Norme e direttive

3.1.   Regolamentazione generale

3.1.1.   La struttura di protezione può essere fabbricata dal costruttore del trattore o da un'impresa indipendente. La prova comunque è valida solo per il tipo di trattore su cui essa è stata effettuata. La struttura di protezione va provata nuovamente per ogni tipo di trattore su cui viene montata. Tuttavia, il laboratorio di prova può certificare che le prove di resistenza sono valide anche per i tipi di trattore derivati da quello originale mediante modifiche al motore, alla trasmissione, allo sterzo e alla sospensione anteriore (cfr. il punto 3.6. sotto: Estensione ad altri tipi di trattore). D'altra parte, è possibile provare più di una struttura di protezione per ciascun tipo di trattore.

3.1.2.   La struttura di protezione va presentata alla prova applicata normalmente al trattore o al telaio di trattore, su cui è usata. Il telaio del trattore deve essere completo degli elementi di fissaggio e delle altre parti del trattore passibili di essere sollecitate dai carichi imposti alla struttura di protezione.

3.1.3.   La struttura di protezione può essere progettata unicamente per proteggere il conducente in caso di ribaltamento del trattore. Su tale struttura deve essere possibile montare una protezione dalle intemperie per il conducente, anche di tipo temporaneo, che può essere rimossa dal conducente durante la stagione calda. Esistono anche strutture di protezione il cui rivestimento è permanente e la ventilazione nella stagione calda è assicurata da aperture o deflettori. Poiché il rivestimento può aumentare la resistenza della struttura e se smontabile può essere assente al momento di un infortunio, tutte le parti che il conducente può asportare saranno rimosse ai fini della prova. Porte, aperture del tetto e finestre che possano essere aperte, per la prova vanno rimosse o fissate in posizione aperta per non aumentare la resistenza della struttura di protezione. Va annotato se, in tale posizione, esse diano luogo a rischi per il conducente in caso di ribaltamento.

Le norme che seguono si riferiscono solo alle prove della struttura di protezione. È sottinteso che sono inclusi i rivestimenti permanenti.

Si deve includere nelle specifiche una descrizione di tutti i rivestimenti temporanei forniti. Prima della prova occorre rimuovere tutti i materiali vetrosi o fragili. I componenti del trattore e della struttura di protezione che possono subire danni inutili durante la prova e che non influiscono sulla sua resistenza o sulle sue dimensioni possono essere rimossi prima della prova, se il costruttore lo desidera. Durante la prova non possono essere effettuate riparazioni o regolazioni.

3.1.4.   Nel verbale di prova si devono descrivere e indicare le misurazioni di ogni componente del trattore che contribuisce alla forza della struttura di protezione (ad. es. parafanghi) e che è stato rinforzato dal costruttore.

3.2.   Apparecchiatura

3.2.1.   Volume limite di deformazione

Il DLV e la sua posizione devono essere conformi alla norma ISO 3164:1995 (cfr. figura 8.3). Il DLV deve essere fissato saldamente alla stessa parte della macchina in cui è fissato il sedile dell'operatore e deve rimanere in tale posizione per tutto il periodo della prova ufficiale.

Per i trattori a cingoli con una massa non zavorrata inferiore a 5 000 kg, muniti di una struttura di protezione a due montanti fissata davanti, il DLV corrisponde alle Figure 8.4 e 8.5.

3.2.2.   Zona libera e piano di sicurezza

La zona libera di cui all'allegato VIII (definizioni, sezione 1.6) deve rimanere coperta dal piano di sicurezza, S, conformemente alle Figure 8.2 e 8.4. Il piano di sicurezza è definito come un piano obliquo, perpendicolare al piano longitudinale verticale del trattore, tangente alla parte anteriore della struttura di protezione e alla parte posteriore di uno dei seguenti elementi fissi del trattore che evita che il piano S entri nella zona libera mediante:

un carter o un elemento rigido della parte posteriore del trattore,

le carreggiate,

una struttura fissa supplementare fissata stabilmente sulla parte posteriore del trattore.

3.2.3.   Prova per l'elemento fisso posteriore

Se il trattore è munito di una sezione rigida, di un carter o di un altro elemento fisso situato dietro il sedile del conducente, si ritiene che tale elemento costituisca un punto protettivo in caso di capovolgimento laterale. L'elemento fisso situato dietro il sedile del conducente deve essere in grado di sopportare, senza rompersi né penetrare nella zona libera, una forza verso il basso Fi , in cui:

Formula

è applicata perpendicolarmente alla parte superiore del telaio nel piano centrale del trattore. L'angolo iniziale di applicazione della forza è di 40° ed è calcolato in rapporto a una retta parallela al suolo, come indicato nella figura 8.4. La sezione rigida deve avere una larghezza minima di 500 mm (cfr. figura 8.5).

Tale elemento deve inoltre essere sufficientemente rigido e saldamente fissato alla parte posteriore del trattore.

3.2.4.   Ancoraggi

Dispositivi per fissare il complesso struttura di protezione - telaio del trattore al banco di prova, come descritto sopra, e per applicare i carichi orizzontale e verticale (cfr. figure da 8.6 a 8.9).

3.2.5.   Strumenti di misurazione

L'apparecchiatura di prova deve essere dotata di strumenti di misurazione della forza applicata alla struttura di protezione e della deformazione della struttura.

Le percentuali che seguono sono valori nominali dell'accuratezza della strumentazione e non indicano che sono necessarie altre prove di compensazione.

Misura

Accuratezza

Deformazione della struttura di protezione

± 5 % della deformazione massima misurata

Forza applicata alla struttura di protezione

± 5 % della forza massima misurata

3.2.6.   Esempi di applicazione del carico

Esempi di applicazione del carico sono indicati nelle Figure 8.7 e da 8.10 a 8.13 (carico laterale), nelle figure 8.8 e 8.9 (carico verticale) e nella figura 8.14 (carico longitudinale).

3.3.   Condizioni di prova

3.3.1.   La struttura di protezione deve essere conforme alle specifiche di produzione e va montata sul telaio del tipo appropriato di trattore conformemente al metodo di montaggio indicato dal costruttore.

3.3.2.   Il complesso struttura di protezione - telaio del trattore deve essere fissato al banco di prova in modo che gli elementi che collegano il complesso e il banco di prova subiscano una deformazione minima quando il carico viene applicato lateralmente alla struttura di protezione. Durante l'applicazione del carico laterale il complesso struttura di protezione - telaio del trattore non deve ricevere un sostegno dal banco di prova, ad eccezione di quello dovuto al fissaggio iniziale.

3.3.3.   La struttura di protezione deve essere munita delle apparecchiature necessarie per ottenere i dati forza-deformazione richiesti.

3.3.4.   Tutte le prove sono eseguite sulla stessa struttura di protezione. Non vanno eseguite operazioni di riparazione o di raddrizzamento di qualsiasi elemento della struttura di protezione o del trattore durante l'applicazione del carico laterale e verticale.

3.3.5.   Per l'applicazione del carico laterale e longitudinale, il fissaggio al banco di prova va effettuato attraverso la struttura principale o la carreggiata (cfr. Figure da 8.6 a 8.8).

3.3.6.   Per l'applicazione del carico verticale non vi sono limitazioni sul fissaggio o sul supporto del complesso struttura di protezione - telaio del trattore.

3.3.7.   Una volta completate tutte le prova vanno misurate e registrate le deformazioni permanenti della struttura di protezione.

3.4.   Procedura di prova

3.4.1.   Disposizioni generali

Le procedure di prova comprendono le operazioni descritte ai punti 3.4.2, 3.4.3 e 3.4.4 nell'ordine elencato.

3.4.2.   Applicazione del carico laterale

3.4.2.1.   Le caratteristiche forza/deformazione sono determinate applicando un carico laterale ai principali elementi superiori longitudinali della struttura di protezione.

Per una struttura di protezione con più di due montanti, il carico laterale è applicato mediante un dispositivo di distribuzione del carico la cui lunghezza massima è pari o interiore all'80 per cento della lunghezza diritta dell'elemento superiore L tra i montanti anteriore e posteriore della struttura di protezione (cfr. figure da 8.13 a 8.16). L'applicazione iniziale del carico deve avvenire nella zona che è stabilita dalla proiezione verticale di due piani paralleli ai piani anteriore e posteriore del DLV e ubicati 80 mm all'esterno di tali piani.

3.4.2.2.   Per una struttura di protezione con uno scherma in alto e un sistema a due montanti, l'applicazione iniziale del carico è dettata dalla distanza longitudinale totale tra i principali elementi superiori della struttura di protezione L e la proiezione verticale dei piani anteriore e posteriore del DLV. Il punto di forza (carico) non deve essere compreso nella distanza L/3 dai montanti.

Se il punto L/3 si trova tra la proiezione verticale del DLV e i montanti, il punto di forza (carico) deve essere spostato dal montante finché non entra nella proiezione verticale del DLV (cfr. figure da 8.13 a 8.16). Qualsiasi piastra di distribuzione del carico utilizzata non deve impedire o limitare la rotazione della struttura di protezione attorno un asse verticale durante l'applicazione del carico e non deve distribuire il carico attraverso una distanza superiore all'80 per cento di L.

La forza va applicata ai principali elementi superiori e longitudinali, ad eccezione di quando viene usata una struttura a montante senza lo scherma in alto a sbalzo. Per questo tipo di struttura la forza deve essere applicata in linea con l'elemento superiore trasversale.

3.4.2.3.   La direzione iniziale della forza deve essere orizzontale e perpendicolare a un piano verticale che passa attraverso l'asse longitudinale del trattore.

3.4.2.4.   Con la continuazione dell'applicazione del carico le deformazioni del complesso struttura di protezione - telaio del trattore possono provocare un cambiamento di direzione della forza; ciò è consentito.

3.4.2.5.   Se il sedile dell'operatore non è allineato all'asse longitudinale del trattore, l'applicazione del carico avviene contro il lato esterno più vicino al sedile.

3.4.2.6.   Per i sedili allineati all'asse, se il montaggio della struttura di protezione è tale che vengono ottenuti rapporti di forza-deformazione dal lato destro o sinistro, il lato cui è applicato il carico deve essere quello che sottoporrebbe il complesso struttura di protezione - telaio del trattore ai requisiti più severi.

3.4.2.7.   Il tasso di deformazione (applicazione del carico) deve essere tale da essere considerato statico, cioè inferiore o pari a 5 mm/s.

3.4.2.8.   Si devono registrare e tracciare la forza e la deformazione ad incrementi di deformazione non superiori a 25 mm nel punto di applicazione del carico risultante (Figura 8.17).

3.4.2.9.   Si deve continuare l'applicazione del carico finché la struttura di protezione non ha raggiunto i requisiti di forza ed energia. L'area sotto la risultante curva di forza-deformazione (Figura 8.17) è l'energia.

3.4.2.10.   La deformazione usata nel calcolo dell'energia deve essere quella della struttura di protezione lungo la linea d'azione della forza. La deformazione deve essere misurata a metà dell'applicazione del carico.

3.4.2.11.   La deformazione eventuale di elementi usati per sostenere i dispositivi di applicazione del carico non deve essere inclusa nelle misurazioni della deformazione usate per il calcolo dell'assorbimento di energia.

3.4.3.   Applicazione del carico verticale

3.4.3.1.   Dopo la rimozione del carico laterale, si deve applicare un carico verticale alla parte superiore della struttura di protezione.

3.4.3.2.   Il carico viene applicato usando una trave rigida con uno spessore di 250 mm.

3.4.3.3.   Per le strutture che hanno più di due montanti il carico verticale deve essere applicato davanti e dietro.

3.4.3.3.1.   Applicazione del carico verticale dietro (figure 8.10, 8.11.a e 8.11.b)

3.4.3.3.1.1

La trave di schiacciamento deve essere sistemata sugli elementi superiori più arretrati della struttura di protezione; la risultante delle forze di schiacciamento si trova nel piano verticale di riferimento. La forza di schiacciamento è applicata e mantenuta per 5 secondi dopo la scomparsa di qualsiasi movimento percettibile della struttura di protezione.

3.4.3.3.1.2

Se la parte posteriore del tetto della struttura di protezione non regge tutta la forza di schiacciamento, la forza viene applicata finché il tetto si inflette fino a coincidere con il piano che congiunge la parte superiore della struttura di protezione con la parte posteriore del trattore in grado di sostenere il trattore in caso di capovolgimento. L'applicazione della forza è quindi sospesa e la trave di schiacciamento viene riposizionata sopra la parte della struttura di protezione in grado di sostenere il trattore interamente capovolto. Si applica poi la forza di schiacciamento.

3.4.3.3.2.   Applicazione del carico verticale davanti (figure da 8.10 a 8.12)

3.4.3.3.2.1

La trave di schiacciamento deve essere sistemata sugli elementi superiori più avanzati della struttura di protezione; la risultante delle forze di schiacciamento si trova nel piano verticale di riferimento. La forza di schiacciamento F è applicata e mantenuta per 5 secondi dopo la scomparsa di qualsiasi movimento percettibile della struttura di protezione.

3.4.3.3.2.2

Se la parte anteriore del tetto della struttura di protezione non regge tutta la forza di schiacciamento (figure 8.12.a e 8.12.b), la forza viene applicata finché il tetto si inflette fino a coincidere con il piano che congiunge la parte superiore della struttura di protezione con la parte anteriore del trattore in grado di sostenere il trattore in caso di capovolgimento. L'applicazione della forza è quindi sospesa e la trave di schiacciamento viene riposizionata sopra la parte della struttura di protezione in grado di sostenere il trattore interamente capovolto. Si applica poi la forza di schiacciamento.

3.4.3.4.   Per una struttura di protezione con un sistema a due montanti, l'applicazione del carico verticale è dettata dalla distanza longitudinale totale tra i principali elementi superiori della struttura di protezione L e la proiezione verticale dei piani anteriore e posteriore del DLV. Il punto di forza (carico) deve essere a una distanza almeno pari alla distanza L/3 dai montanti (cfr. figura 8.9).

Se il punto L/3 si trova tra la proiezione verticale del DLV e i montanti, il punto di forza (carico) deve essere spostato dal montante finché non entra nella proiezione verticale del DLV.

Per le strutture di protezione montate anteriormente con un sistema a due montanti e senza uno schermo superiore, l'applicazione del carico verticale deve essere in linea con l'elemento trasversale che collega gli elementi superiori.

3.4.4.   Applicazione del carico longitudinale

3.4.4.1.   Dopo la rimozione del carico verticale, si deve applicare un carico longitudinale alla struttura di protezione.

3.4.4.2.   Il carico longitudinale viene applicato nella parte deformata del punto originariamente stabilito, poiché l'applicazione del carico laterale (e verticale) alla struttura di protezione risulterà probabilmente nella deformazione permanente di quest'ultima. Il punto stabilito originariamente è determinato dalla posizione del distributore del carico e dello spinotto prima dell'esecuzione di qualsivoglia prova sulla struttura.

Il dispositivo di distribuzione del carico può coprire tutta la larghezza nei casi in cui non esistono elementi trasversali posteriori (anteriori). In tutti gli altri casi il dispositivo non può distribuire il carico su una lunghezza superiore all'80 % della larghezza W della struttura di protezione (cfr. figura 8.18).

3.4.4.3.   Il carico longitudinale deve essere applicato agli elementi strutturali superiori della struttura di protezione lungo l'asse longitudinale della struttura di protezione.

3.4.4.4.   La direzione del carico deve essere selezionata in modo da imporre i requisiti più severi al complesso struttura di protezione-telaio del trattore. La direzione iniziale dell'applicazione del carico deve essere orizzontale e parallela all'asse longitudinale originario del trattore. Altri fattori da prendere in considerazione per decidere la direzione in cui applicare il carico longitudinale sono:

la posizione della struttura di protezione rispetto al DLV e l'effetto che la deformazione longitudinale della struttura di protezione avrebbe sulla protezione dell'operatore dallo schiacciamento,

le caratteristiche del trattore, ad es. gli altri elementi strutturali del trattore che possono resistere alla deformazione longitudinale della struttura di protezione, che possono limitare la direzione del componente longitudinale dell'applicazione del carico alla struttura di protezione,

l'esperienza che potrebbe indicare la possibilità di ribaltamento longitudinale o la tendenza di trattore di una classificazione particolare di inclinarsi quando ruota attorno un asse longitudinale in un effettivo capovolgimento.

3.4.4.5.   Il tasso di deformazione deve essere tale che il carico possa essere considerato statico (cfr. 3.4.2.7). L'applicazione del carico deve continuare finché la struttura non ha raggiunto i requisiti di forza.

3.5.   Condizioni di accettazione

3.5.1.   Disposizioni generali

3.5.1.1.   Durante ogni prova nessuna parte della struttura di protezione deve entrare nel volume limite di deformazione. Inoltre la deformazione della struttura di protezione non deve consentire al piano del suolo simulato (definito ai punti 1.11 e 1.12) di entrare nel DLV.

3.5.1.2.   La deformazione della struttura di protezione durante ogni prova non deve provocare l'estensione dei piani laterali del DLV cui è applicato il carico oltre il piano del suolo simulato o l'intersezione con quest'ultimo (cfr. figure 8.19 e 8.20).

La struttura di protezione non deve dividersi dal telaio del trattore a causa del cedimento di quest'ultimo.

3.5.2.   Requisiti della forza-energia di carico laterale, della forza di carico verticale e della forza di carico longitudinale

3.5.2.1.   Tali requisiti devono essere soddisfatti entro le deformazioni consentite di cui al punto 3.5.1.1.

3.5.2.2.   La forza di carico laterale e l'energia minima assorbita devono raggiungere almeno i livelli indicati nella tabella 8.1, dove:

F è la forza minima raggiunta durante l'applicazione del carico laterale;

M (kg) è la mass massima raccomandata dal costruttore del trattore;

U è l'energia minima assorbita durante l'applicazione del carico laterale.

Se la forza prescritta viene raggiunta prima dell'energia prescritta, la forza può diminuire ma deve raggiungere di nuovo il livello prescritto quando l'energia minima è raggiunta o superata.

3.5.2.3.   Dopo la rimozione del carico laterale il complesso struttura di protezione-telaio del trattore va sottoposto a una forza verticale:

Formula

per una periodo di 5 min o finché non si è conclusa l'eventuale deformazione, a secondo di quale dei due è più breve.

3.5.2.4.   La forza del carico longitudinale deve raggiungere almeno i livelli indicati nella tabella 8.1, dove F e M sono definiti al punto 3.5.2.2.

3.6.   Estensione ad altri tipi di trattori

3.6.1.   [Non pertinente]

3.6.2.   Estensione tecnica

Se vengono apportate modifiche tecniche al trattore, alla struttura di protezione o al metodo di fissaggio della struttura di protezione al trattore, il laboratorio di prova che ha effettuato la prova originaria può rilasciare un "verbale di estensione tecnica" nei casi seguenti:

3.6.2.1.   Estensione dei risultati di prove strutturali ad altri tipi di trattori

le prove d'urto e di schiacciamento non sono necessarie per ogni tipo di trattore, purché la struttura di protezione e il trattore soddisfino le condizioni di cui ai punti da 3.6.2.1.1 a 3.6.2.1.5.;

3.6.2.1.1.

la struttura deve essere identica a quella sottoposta alle prove;

3.6.2.1.2.

l'energia richiesta non deve superare di oltre 5 per cento l'energia calcolata per la prova originale;

3.6.2.1.3.

il metodo di fissaggio e i componenti del trattore che vengono fissati sono identici;

3.6.2.1.4.

componenti come i parafanghi e il cofano, che possono servire da sostegno alla struttura di protezione, sono identici;

3.6.2.1.5.

la posizione e le dimensioni critiche del sedile all'interno della struttura di protezione, nonché la posizione relativa della struttura di protezione sul trattore, devono essere tali che il DLV rimanga protetto dalla struttura durante le varie fasi delle prove e nonostante le deformazioni subite.

3.6.2.2.   Estensione dei risultati di prove strutturali a tipi modificati di strutture di protezione

Se le disposizioni di cui al punto 3.6.2.1 non vengono rispettate, deve essere seguita la procedura di seguito illustrata. Tuttavia essa non va applicata se il metodo di fissaggio della struttura di protezione al trattore è stato profondamente modificato (ad es. sostituzione di supporti in gomma con un dispositivo di sostegno):

3.6.2.2.1.

modifiche che non incidono sui risultati della prova iniziale (ad es. il fissaggio mediante saldatura della piastra di un accessorio in un punto non critico della struttura), come l'aggiunta di sedili con SIP diversi nella struttura di protezione (con riserva di verifica che i nuovi DLV restino all'interno dello spazio protetto dalla struttura deformata per tutta la durata delle prove);

3.6.2.2.2.

Modifiche che possono incidere sui risultati della prova originaria senza mettere in dubbio l'accettabilità della struttura di protezione (ad es. modifica di un componente strutturale o del metodo di fissaggio della struttura di protezione al trattore). Può essere effettuata una prova di convalida i cui risultati vanno inclusi nel verbale di estensione.

I limiti fissati per questo tipo di estensione sono i seguenti:

3.6.2.2.2.1.

senza prova di convalida possono essere accettate non più di 5 estensioni;

3.6.2.2.2.2.

i risultati del test di convalida sono accettati per un'estensione se sono soddisfatte tutte le condizioni di accettazione del presente allegato e se la forza misurata quando il livello di energia richiesto è stato raggiunto nelle varie prove di carico orizzontale non devia di oltre ± 7 % dalla forza misurata quando l'energia richiesta è stata raggiunta nella prova originaria e la deformazione misurata(2) quando il livello di energia richiesto è stato raggiunto nelle varie prove di carico orizzontale non devia di oltre ± 7 % dalla deformazione misurata quando l'energia richiesta è stata raggiunta nel verbale di prova originario;

3.6.2.2.2.3.

in un unico verbale di estensione è possibile includere più di una modifica della struttura di protezione, purché si tratti di diverse opzioni della stessa struttura di protezione, ma può essere accettata solo una prova di convalida. Le opzioni non sottoposte a prova vanno descritte in un'apposita sezione del verbale di estensione.

3.6.2.2.3.

Aumento della massa di riferimento dichiarata dal fabbricante in una struttura di protezione già sottoposta a prova. Se il costruttore intende mantenere lo stesso numero di omologazione è possibile rilasciare un verbale di estensione dopo aver effettuato una prova di convalida (i limiti di ± 7 % di cui al punto 3.6.2.2.2.2 non sono applicabili in questo caso).

3.7.   [Non pertinente]

3.8.   Funzionamento delle strutture di protezione a basse temperature

3.8.1.   Il costruttore, se dichiara che la struttura di protezione è particolarmente resistente alla fragilizzazione a basse temperature, deve fornire dati da includere nel verbale.

3.8.2.   Le procedure e i requisiti seguenti sono destinati a rafforzare la struttura e a renderla resistente alle fratture da fragilizzazione a basse temperature. Si propone di applicare le seguenti prescrizioni minime relative ai materiali per valutare la capacità di una struttura di protezione di funzionare a basse temperature nei paesi che richiedono questa ulteriore protezione di funzionamento.

3.8.2.1.   I bulloni e i dadi utilizzati per fissare la struttura di protezione al trattore e per unire le sue parti strutturali devono dimostrare adeguate proprietà di resistenza alle basse temperature, che vanno debitamente verificate.

3.8.2.2.   Tutti gli elettrodi per saldatura utilizzati nella fabbricazione di elementi strutturali e supporti devono essere compatibili con i materiali utilizzati per la struttura di protezione come indicato al punto 3.8.2.3.

3.8.2.3.   I materiali in acciaio utilizzati per gli elementi strutturali della struttura di protezione devono essere caratterizzati da una particolare resistenza, da sottoporre a verifica, e dimostrare un livello minimo prescritto di energia d'urto secondo la prova Charpy con intaglio a V, come indicato nella tabella 8.2. Il tipo e la qualità dell'acciaio sono precisati conformemente alla norma ISO 630:1995; Amd1:2003.

Un acciaio con uno spessore grezzo di laminazione inferiore a 2,5 mm e un tenore di carbonio inferiore allo 0,2 % è considerato conforme a quanto prescritto.

Gli elementi strutturali della struttura di protezione costituiti da materiali diversi dall'acciaio devono dimostrare un'equivalente resistenza agli urti a basse temperature.

3.8.2.4.   Nella prova Charpy con intaglio a V relativa al livello di energia d'urto prescritto, le dimensioni del campione non devono essere inferiori alla dimensione maggiore tra quelle elencate nella tabella 8.2, per quanto consentito dal materiale.

3.8.2.5.   Le prove Charpy con intaglio a V sono effettuate secondo la procedura descritta dalla norma ASTM A 370-1979, tranne per quanto riguarda le dimensioni dei campioni, che devono essere conformi a quelle indicate nella tabella 8.2.

3.8.2.6.   Un'alternativa a questa procedura è l'impiego di acciaio calmato o semicalmato, per il quale deve essere fornita una specifica adeguata. Il tipo e la qualità dell'acciaio sono precisati conformemente alla norma ISO 630:1995; Amd1:2003

3.8.2.7.   I campioni devono essere longitudinali e prelevati dai materiali che saranno utilizzati nella struttura di protezione, piatti, a sezione tubolare o di base, prima della formatura o della saldatura. I campioni a sezione tubolare o di base vanno prelevati dalla parte centrale nel lato con le dimensioni maggiori e non devono contenere saldature.

Tabella 8.1

Equazioni della forza e dell'energia

Massa della macchina, M

Forza di carico laterale, F

Energia di carico laterale, U

Forza di carico verticale, F

Forza di carico longitudinale, F

kg

N

J

N

N

800 < M ≤ 4 630

6 M

13 000(M/10 000)1,25

20 M

4,8 M

4 630 < M ≤ 59 500

70 000(M/10 000)1,2

13 000(M/10 000)1,25

20 M

56 000(M/10 000)1,2

M > 59 500

10 M

2,03 M

20 M

8 M


Tabella 8.2

Livello minimo dell'energia d'urto secondo la prova Charpy con intaglio a V

Dimensioni del campione

Energia a

Energia a

 

– 30 °C

– 20 °C

mm

J

J (2)

10 × 10 (1)

11

27,5

10 × 9

10

25

10 × 8

9,5

24

10 × 7,5 (1)

9,5

24

10 × 7

9

22,5

10 × 6,7

8,5

21

10 × 6

8

20

10 × 5 (1)

7,5

19

10 × 4

7

17,5

10 × 3,5

6

15

10 × 3

6

15

10 × 2,5 (1)

5,5

14

Figura 8.1

Apparecchiatura per la determinazione del punto indice del sedile (SIP)

Image

Figura 8.2

Intrusione del piano del suolo simulato nel DLV

Image

Figura 8.3

Volume limite di deformazione (DLV)

Image

Figura 8.4

Struttura di protezione montata anteriormente con due montanti, vista laterale

Volume limite di deformazione (DLV)

Image

Figura 8.5

Struttura di protezione montata anteriormente con due montanti, vista posteriore

Volume limite di deformazione (DLV)

Image

Figura 8.6

Esempio tipico di fissaggio della struttura di protezione al telaio del trattore

Image

Figura 8.7

Esempio tipico di applicazione del carico laterale alla struttura di protezione

Image

Figura 8.8

Esempio tipico di fissaggio del telaio del trattore e di applicazione del carico verticale

Image

Figura 8.9

Esempio tipico di applicazione del carico verticale alla struttura di protezione

Image

Figura 8.10

Esempio di prova di schiacciamento

Image

Figura 8.11

Posizione della trave per le prove di schiacciamento anteriore e posteriore, cabina di sicurezza e roll-bar posteriore

Figura 8.11.a

Cabina di sicurezza

Image

Figura 8.11.b

Roll-bar posteriore

Image

Figura 8.12

Posizione della trave per la prova di schiacciamento anteriore se la forza di schiacciamento non è retta dalla parte anteriore

Figura 8.12.a

Cabina di sicurezza

Image

Figura 8.12.b

Roll-bar posteriore

Image

Figure 8.13 e 8.14

Struttura con sistema a quattro montanti Dispositivi di distribuzione del carico, carico laterale

Image

Figura 8.15

Struttura con un sistema con più di quattro montanti

Dispositivo di distribuzione del carico, carico laterale

Image

Figura 8.16

Struttura con sistema a due montanti

Dispositivo di distribuzione del carico, carico laterale

Image

Figura 8.17

Curva di forza-deformazione per le prove di applicazione del carico

Image

Figura 8.18

Punto di applicazione del carico longitudinale

Image

Figura 8.19

Applicazione del volume limite di deformazione (DLV) - determinazione del piano del suolo laterale simulato (SGP)

Image

Nota:

Cfr. punto 1.11 per i significati delle lettere da a ad e.

Figura 8.20

Rotazione consentita del DLV superiore sull'asse di localizzazione (LA)

Image

Noti esplicative dell'allegato VII

(1)

Salvo disposizioni contrarie, il testo dei requisiti e la numerazione di cui alla lettera B sono identici al testo e alla numerazione del codice standard OCSE relativo alle prove ufficiali delle strutture di protezione montate sui trattori a cingoli agricoli e forestali, codice OCSE 8, edizione 2015, luglio 2014.

(2)

Deformazioni permanente + elastica misurate nel punto in cui viene raggiunto il livello di energia richiesto.


(1)  Indica la dimensione preferita. La dimensione del campione non è inferiore alla dimensione maggiore preferita che il materiale consente.

(2)  L'energia richiesta a – 20 °C è pari a 2,5 volte il valore specificato per – 30 °C. Altri fattori influenzano l'intensità dell'energia d'urto, quali il senso di laminazione, il limite di snervamento, l'orientamento dei grani e la saldatura. Al momento della scelta e dell'utilizzo dell'acciaio tali fattori vanno presi in considerazione.

ALLEGATO VIII

Requisiti applicabili alle strutture di protezione antiribaltamento (prove statiche)

A.   DISPOSIZIONI GENERALI

1.

I requisiti dell'Unione applicabili alle strutture di protezione antiribaltamento (prove statiche) sono stabiliti nella lettera B.

B.   REQUISITI APPLICABILI ALLE STRUTTURE DI PROTEZIONE ANTIRIBALTAMENTO (PROVE STATICHE)(1)

1.   Definizioni

1.1.   [Non pertinente]

1.2.   Strutture di protezione antiribaltamento (ROPS)

Per struttura di protezione antiribaltamento (a cabina o a telaio di protezione), di seguito denominata «struttura di protezione», si intendono i dispositivi installati sul trattore aventi essenzialmente lo scopo di evitare ovvero limitare i rischi per il conducente in caso di ribaltamento del trattore durante il normale utilizzo.

La struttura di protezione antiribaltamento fornisce lo spazio per una zona libera sufficientemente ampia da proteggere il conducente seduto all'interno dell'involucro del dispositivo o in uno spazio delimitato da una serie di rette tangenti ai bordi esterni della struttura e a qualsiasi parte del trattore che può entrare in contatto con il terreno piano ed è in grado di sostenere il trattore in tale posizione in caso di capovolgimento.

1.3.   Carreggiata

1.3.1.   Definizione preliminare: piano mediano della ruota o della carreggiata

Il piano mediano della ruota o della carreggiata è equidistante dai due piani che comprendono la periferia dei cerchioni o delle carreggiate nei loro bordi esterni.

1.3.2.   Definizione della carreggiata

Il piano verticale che passa per l'asse delle ruote interseca il piano mediano lungo una retta che in un punto incontra la superficie di sostegno. Se A e B sono i due punti così definiti delle ruote che si trovano sullo stesso asse del trattore, la larghezza della carreggiata è costituita dalla distanza tra i punti A e B. La carreggiata può così essere definita sia per le ruote anteriori che per quelle posteriori. In caso di ruote gemellate, la carreggiata è costituita dalla distanza tra due piani, ciascuno dei quali è il piano mediano delle coppie di ruote.

Per i trattori a cingoli la carreggiata è costituita dalla distanza tra i piani mediani delle carreggiate.

1.3.3.   Definizione supplementare: piano mediano del trattore

Si considerano le posizioni estreme dei punti A e B nell'asse posteriore del trattore per ottenere il valore massimo della carreggiata. Il piano verticale perpendicolare al segmento AB nel suo punto centrale costituisce il piano mediano del trattore.

1.4.   Interasse

Distanza tra i piani verticali che passano per i due segmenti AB sopra definiti, uno per le ruote anteriori e uno per le ruote posteriori.

1.5.   Determinazione del punto indice del sedile; posizione e regolazione del sedile ai fini delle prove

1.5.1.   Punto indice del sedile (SIP)(2)

Il punto indice del sedile è determinato conformemente alla norma ISO 5353:1995.

1.5.2.   Posizione e regolazione del sedile ai fini delle prove

1.5.2.1.

se la posizione del sedile è regolabile, il sedile deve essere regolato nella sua posizione più arretrata.

1.5.2.2.

se l'inclinazione dello schienale è regolabile, deve essere regolata nella posizione mediana;

1.5.2.3.

se il sedile è dotato di sospensione, quest'ultima va fissata nella posizione intermedia, tranne in caso di esplicite istruzioni contrarie da parte del costruttore;

1.5.2.4.

se la posizione del sedile è regolabile unicamente in lunghezza e in altezza, l'asse longitudinale che passa per il punto indice del sedile deve essere parallelo al piano longitudinale verticale del trattore che passa per il centro del volante con una deviazione laterale non superiore a 100 mm.

1.6.   Zona libera

1.6.1.   Piano di riferimento per il sedile e il volante

La zona libera, illustrata nelle figure da 4.11 a 4.13 e nella tabella 4.2., è definita in rapporto al piano di riferimento e al punto indice del sedile. Il piano di riferimento è definito all'inizio della serie di cariche; esso è un piano verticale, generalmente longitudinale rispetto al trattore, che passa per il punto indice del sedile e per il centro del volante. Di norma il piano di riferimento coincide con il piano mediano longitudinale del trattore. Si suppone che il piano di riferimento si sposti orizzontalmente con il sedile e il volante durante l'applicazione del carico, rimanendo però perpendicolare al trattore o alla base della struttura di protezione antiribaltamento. La zona libera è definita conformemente ai punti 1.6.2 e 1.6.3.

1.6.2.   Determinazione della zona libera per trattori con sedili non reversibili

La zona libera per trattori con sedili non reversibili è definita ai punti da 1.6.2.1 a 1.6.2.10 ed è delimitata dai seguenti piani, con il trattore posto su una superficie orizzontale, il sedile regolato e fissato secondo i punti da 1.5.2.1 a 1.5.2.4(2) e il volante, se regolabile, posto nella posizione mediana per un conducente seduto:

1.6.2.1.

un piano orizzontale A1 B1 B2 A2, (810 + a v) mm sopra il punto indice del sedile con la linea B1B2 ubicata (a h - 10) mm dietro il SIP;

1.6.2.2.

un piano inclinato G1 G2 I2 I1, perpendicolare al piano di riferimento, compresi un punto 150 mm dietro la linea B1B2 e il punto più arretrato dello schienale del sedile;

1.6.2.3.

una superficie cilindrica A1 A2 I2 I1perpendicolare al piano di riferimento, con raggio di 120 mm e tangente ai piani definiti ai punti 1.6.2.1. e 1.6.2.2.;

1.6.2.4.

una superficie cilindrica B1 C1 C2 B2, perpendicolare al piano di riferimento, con un raggio di 900 mm, che si estende in avanti di 400 mm ed è tangente al piano definito al punto 1.6.2.1., lungo la linea B1B2;

1.6.2.5.

un piano inclinato C1 D1 D2 C2, perpendicolare al piano di riferimento, contiguo alla superficie definita al punto 1.6.2.4. e che passa a 40 mm dal bordo anteriore esterno del volante. Se il volante è in posizione elevata, tale piano si estende in avanti partendo dalla linea B1B2 ed è tangente alla superficie definita al punto 1.6.2.4.;

1.6.2.6.

un piano verticale D1 E1 E2 D2, perpendicolare al piano di riferimento e situato 40 mm davanti al bordo esterno del volante;

1.6.2.7.

un piano orizzontale E1 F1 F2 E2 che passa per un punto (90 - a v) mm sotto il punto indice del sedile;

1.6.2.8.

una superficie G1 F1 F2 G2, curva se necessario, che si estende dal limite inferiore del piano definito al punto 1.6.2.2 fino al piano orizzontale di cui al punto 1.6.2.7 risultando perpendicolare al piano di riferimento e a contatto con lo schienale del sedile per tutta la sua lunghezza;

1.6.2.9.

piani verticali J1 E1 F1 G1 H1 e J2 E2 F2 G2 H2. Questi piani verticali si estendono verso l'alto dal piano E1 F1 F2 E2 per 300 mm; le distanze E1 E0 e E2 E0 sono pari a 250 mm;

1.6.2.10.

piani paralleli A1 B1 C1 D1 J1 H1 I1 e A2 B2 C2 D2 J2 H2 I2 inclinati in modo che il bordo superiore del piano sul lato in cui si applica la forza si trovi almeno a 100 mm dal piano di riferimento verticale.

1.6.3.   Determinazione della zona libera per trattori con posto di guida reversibile

Per i trattori con posto di guida reversibile (sedile e volante reversibili), la zona libera consiste nello spazio che circonda le due zone libere definite dalle due diverse posizioni del volante e del sedile.

1.6.4.   Sedili aggiuntivi

1.6.4.1.

Nel caso di trattori che potrebbero essere dotati di sedili aggiuntivi, durante le prove viene utilizzato lo spazio che comprende i punti indice del sedile relativi a tutte le opzioni proposte. La struttura di protezione non può penetrare nella zona libera più ampia che tiene conto di questi diversi punti indice del sedile.

1.6.4.2.

Se dopo l'esecuzione della prova viene proposto una nuova opzione per i sedili, si procede a verificare se la zona libera che circonda il nuovo SIP rientra nello spazio precedentemente stabilito. In caso contrario occorre effettuare una nuova prova.

1.6.4.3.

Il sedile aggiuntivo non include un posto a sedere per una persona in aggiunta al conducente e in una posizione in cui il trattore non può essere controllato. Il SIP non è determinato perché la definizione della zona libera è determinata in relazione al sedile del conducente.

1.7.   Massa

1.7.1.   Massa non zavorrata

La massa del trattore senza dispositivi di zavorramento e, nel caso dei trattori con pneumatici, senza liquido di zavorramento nei pneumatici. Il trattore deve essere in ordine di marcia e munito di serbatoi, circuiti, radiatore, struttura di protezione con rivestimento e ogni apparecchiatura di carreggiata o componenti supplementari di trazione anteriore necessari per l'utilizzo normale. L'operatore non è incluso.

1.7.2.   Massa massima ammissibile

La massa massima del trattore indicata dal costruttore come tecnicamente ammissibile e dichiarata nella targhetta identificava del veicolo e/o nel manuale d'uso;

1.7.3.   Massa di riferimento

La massa selezionata dal costruttore per il calcolo dell'energia immessa e delle forze di schiacciamento da utilizzare per le prove. Non deve essere inferiore alla massa non zavorrata e deve essere sufficiente a garantire che il rapporto di massa non sia superiore a 1,75 (cfr. punto 1.7.4).

1.7.4.   Rapporto di massa

Il rapporto Formula non deve essere superiore a 1,75.

1.8.   Tolleranze ammesse nelle misure

Tempo

± 0,1 s

Distanza

± 0,5 mm

Forza

± 0,1 % (dell'intera scala del sensore)

Angolo

± 0,1°

Massa

± 0,2 % (dell'intera scala del sensore)

1.9.   Simboli

ah

(mm)

Regolazione orizzontale del sedile a metà

av

(mm)

Regolazione verticale del sedile a metà

D

(mm)

Deformazione della struttura di protezione nel punto di applicazione del carico lungo l'asse di applicazione

D'

(mm)

Deformazione della struttura di protezione per l'energia calcolata richiesta

EIS

(J)

Energia immessa, da assorbire durante l'applicazione del carico laterale

EIL1

(J)

Energia immessa, da assorbire durante l'applicazione del carico longitudinale

EIL2

(J)

Energia immessa, da assorbire nel caso di una seconda applicazione del carico longitudinale

F

(N)

Forza di carico statico

Fmax

(N)

Massima forza di carico statico sviluppata durante l'applicazione del carico, eccettuato il sovraccarico

F'

(N)

Forza per l'energia calcolata richiesta

M

(kg)

Massa di riferimento usata per calcolare l'immissione di energia e le forze di schiacciamento

2.   Campo di applicazione

2.1.

Il presente allegato è applicabile ai trattori con almeno due assi per ruote munite di pneumatici o con cingoli e con una massa non zavorrata di almeno 600 kg. Il rapporto di massa (massa massima ammissibile/massa di riferimento) non deve essere superiore a 1,75.

2.2.

La carreggiata minima delle ruote posteriori deve essere generalmente superiore a 1 150 mm. Si riconosce che possono esistere tipi di trattori, ad esempio tosaerba, trattori a carreggiata stretta per vigneti, trattori a basso profilo per l'uso in edifici con uno spazio libero in altezza limitato o in frutteti, trattori con spazio libero in altezza e macchine progettate appositamente per usi forestali, quali le macchine a strascico (skidder) o autocaricanti (forwarder) per l'esbosco, cui non è applicabile il presente allegato.

3.   Norme e direttive

3.1.   Regolamentazione generale

3.1.1.

La struttura di protezione può essere fabbricata dal costruttore del trattore o da un'impresa indipendente. La prova comunque è valida solo per il tipo di trattore su cui essa è stata effettuata. La struttura di protezione va provata nuovamente per ogni tipo di trattore su cui viene montata. Tuttavia, il laboratorio di prova può certificare che le prove di resistenza sono valide anche per i tipi di trattore derivati da quello originale mediante modifiche al motore, alla trasmissione, allo sterzo e alla sospensione anteriore. D'altra parte, è possibile provare più di una struttura di protezione per ciascun tipo di trattore.

3.1.2.

La struttura di protezione va presentata alla prova statica applicata normalmente al trattore o al telaio del trattore su cui è usata. Il telaio del trattore deve essere completo degli elementi di fissaggio e delle altre parti del trattore passibili di essere sollecitate dai carichi imposti alla struttura di protezione.

3.1.3.

Nel caso di un trattore doppio, si deve usare la massa della versione standard del pezzo cui è applicata la struttura di protezione.

3.1.4.

La struttura di protezione può essere progettata unicamente per proteggere il conducente in caso di ribaltamento del trattore. Su tale struttura deve essere possibile montare una protezione dalle intemperie per il conducente, anche di tipo temporaneo. Durante la stagione calda, il conducente di solito lo toglierà. Esistono anche strutture di protezione il cui rivestimento è permanente e la ventilazione nella stagione calda è assicurata da aperture o deflettori. Poiché il rivestimento può aumentare la resistenza della struttura e se smontabile può essere assente al momento di un infortunio, tutte le parti che il conducente può asportare saranno rimosse ai fini della prova. Porte, aperture del tetto e finestre che possano essere aperte, per la prova vanno rimosse o fissate in posizione aperta per non aumentare la resistenza della struttura di protezione. Va annotato se, in tale posizione, esse diano luogo a rischi per il conducente in caso di ribaltamento.

Le norme che seguono si riferiscono solo alle prove della struttura di protezione. È sottinteso che sono inclusi i rivestimenti permanenti.

Si deve includere nelle specifiche una descrizione di tutti i rivestimenti temporanei forniti. Prima della prova occorre rimuovere tutti i materiali vetrosi o fragili. I componenti del trattore e della struttura di protezione che possono subire danni inutili durante la prova e che non influiscono sulla sua resistenza o sulle sue dimensioni possono essere rimossi prima della prova, se il costruttore lo desidera. Durante la prova non possono essere effettuate riparazioni o regolazioni.

3.1.5.

Nel verbale di prova si devono descrivere e indicare le misurazioni di ogni componente del trattore che contribuisce alla forza della struttura di protezione (ad. es. parafanghi) e che è stato rinforzato dal costruttore.

3.2.   Apparecchiatura

Per verificare non vi siano state interferenze con la zona libera durante la prova si devono usare i mezzi descritti al punto 1.6, figure da 4.11 a 4.13 e nella tabella 4.2.

3.2.1.   Prove di carico orizzontale (figure da 4.1 a 4.5)

Quanto segue va utilizzato nelle prove di carico orizzontale:

3.2.1.1.

materiale, attrezzatura e ancoraggi atti a fissare saldamente il telaio del trattore al suolo in modo che sia sostenuto senza i pneumatici;

3.2.1.2.

dispositivo di applicazione di una forza orizzontale alla struttura di protezione. Occorre far sì che il carico sia distribuito in modo uniforme, nella direzione del carico;

3.2.1.2.1.

si deve utilizzare una trave di lunghezza non inferiore a 250 mm e non superiore a 700 mm, in esatti multipli di 50 mm. La trave deve avere una dimensione verticale di 150 mm;

3.2.1.2.2.

i bordi della trave che si trovano a contatto con la struttura di protezione devono essere convessi, con un raggio non superiore a 50 mm;

3.2.1.2.3.

si devono inserire giunti universali o mezzi equivalenti affinché il dispositivo di carico non faccia ruotare o traslare la struttura in una direzione diversa dalla direzione di carico;

3.2.1.2.4.

se la retta definita dalla trave appropriata sulla struttura di protezione non è normalmente nella direzione dell'applicazione del carico, è necessario frapporre un'adatta zeppa in modo da distribuire il carico su tutta la lunghezza;

3.2.1.3.

attrezzatura per misurare la forza e la deformazione nella direzione del carico, relativa al telaio del trattore. Per garantire la precisione le misurazioni vanno prese con letture continue. I dispositivi di misurazione devono essere posizionati in modo da registrare la forza e la deformazione nel punto di e lungo la linea di applicazione del carico.

3.2.2.   Prove di schiacciamento (figure da 4.6 a 4.8)

Quanto segue va utilizzato nelle prove di schiacciamento:

3.2.2.1.

materiale, attrezzatura e ancoraggi atti a fissare saldamente il telaio del trattore al suolo in modo che sia sostenuto senza i pneumatici;

3.2.2.2.

dispositivo di applicazione di una forza verso il basso alla struttura di protezione, inclusa una trave rigida con uno spessore di 250 mm;

3.2.2.3.

attrezzatura per misurare la forza verticale totale applicata.

3.3.   Condizioni di prova

3.3.1.   La struttura di protezione deve essere conforme alle specifiche di produzione e va montata sul telaio del tipo appropriato di trattore conformemente al metodo di montaggio indicato dal costruttore.

3.3.2.   Il complesso deve essere fissato al banco di prova in modo che i relativi elementi di collegamento del complesso e del banco di prova non subiscano, rispetto alla struttura di protezione, deformazioni significative sotto carico. Tale complesso non deve ricevere sostegni sotto carico diversi da quello dovuto al fissaggio iniziale.

3.3.3.   Se possibile, si deve scegliere un'impostazione regolabile per la larghezza delle ruote o dei cingoli in modo da evitare interferenze con la struttura di protezione durante le prove.

3.3.4.   La struttura di protezione deve essere munita delle apparecchiature necessarie per ottenere i dati forza-deformazione richiesti.

3.3.5.   Tutte le prove sono eseguite sulla stessa struttura di protezione. Non vanno eseguite operazioni di riparazione o di raddrizzamento degli elementi tra le diverse fasi delle prove.

3.3.6.   Una volta completate tutte le prova vanno misurate e registrate le deformazioni permanenti della struttura di protezione.

3.4.   Sequenza delle prove

Le prove vanno eseguite nella sequenza seguente:

3.4.1.   Applicazione del carico longitudinale

Per un trattore con ruote con almeno il 50 % della massa sull'asse posteriore e per i trattori a cingoli il carico longitudinale viene applicato dietro. Per gli altri trattori, il carico longitudinale viene applicato davanti.

3.4.2.   Prima prova di schiacciamento

La prima prova di schiacciamento viene effettuata sulla stessa estremità della struttura di protezione sulla quale è stato applicato il carico longitudinale.

3.4.3.   Carico laterale

Qualora il sedile non sia situato nel piano mediano o nel caso di una struttura di protezione a resistenza non simmetrica, il carico laterale viene applicato sul lato in cui può verificarsi più facilmente un'interferenza con la zona libera.

3.4.4.   Seconda prova di schiacciamento

La seconda prova di schiacciamento viene effettuata sull'estremità della struttura di protezione opposta a quella su cui è stato applicato il primo carico longitudinale. Nel caso di strutture a due montanti, la seconda prova di schiacciamento può essere effettuata nello stesso punto della prima prova di schiacciamento.

3.4.5.   Secondo carico longitudinale

3.4.5.1.

Un secondo carico longitudinale va applicato ai trattori muniti di una struttura di protezione pieghevole (due montanti) o inclinabile (non con due montanti), se sussiste una delle condizioni seguenti:

piegamento temporaneo per condizioni di funzionamento particolari;

strutture progettate per essere inclinate durante il funzionamento, a meno che il meccanismo di inclinazione non sia indipendente dall'integrità strutturale della struttura di protezione antiribaltamento.

3.4.5.2.

Per le strutture di protezione pieghevoli, se il primo carico longitudinale è stato applicato nella direzione di piegamento non è necessario applicare un secondo carico longitudinale.

3.5.   Carichi orizzontali posteriore, anteriore e laterale

3.5.1.   Disposizioni generali

3.5.1.1.

Il carico applicato alla struttura di protezione deve essere distribuito uniformemente mediante una trave rigida, normalmente nella direzione di applicazione del carico (cfr. punto 3.2.1.2). La trave rigida può essere munita di un dispositivo che le impedisca di slittare lateralmente. Il tasso di applicazione del carico deve essere tale da essere considerato statico. Mentre viene applicato il carico si devono registrare la forza e la deformazione in modo continuo per garantire la precisione. Una volta iniziata l'applicazione, il carico non deve essere ridotto sino al completamento della prova. La direzione della forza applicata deve essere entro i seguenti limiti:

all'inizio della prova, a carico nullo: ± 2°;

nel corso della prova, sotto carico: 10° sopra e 20° sotto l'orizzontale.

Il tasso di applicazione del carico è considerato statico se il tasso di deformazione sotto carico è pari o inferiore a 5 mm/s.

3.5.1.2.

Se nel punto di applicazione del carico non esistono elementi strutturali, si può utilizzare una trave sostitutiva di prova, che non aumenti tuttavia la resistenza.

3.5.2.   Carico orizzontale (figure 4.1 e 4.2)

Il carico viene applicato orizzontalmente e parallelamente al piano mediano del trattore. Se il carico è applicato dietro (punto 3.4.1), il carico longitudinale e il carico laterale vanno applicati su lati diversi del piano mediano del trattore. Se il carico longitudinale è applicato davanti, deve essere sullo stesso lato del carico laterale.

Esso viene applicato sulla traversa superiore della struttura di protezione (ossia alla parte che dovrebbe per prima urtare il suolo in caso di capovolgimento).

Il punto di applicazione del carico si situa a un sesto della larghezza della parte superiore della struttura di protezione, misurato verso l'interno a partire dall'angolo esterno. La larghezza della struttura di protezione deve corrispondere alla distanza tra due parallele al piano mediano del trattore tangenti le estremità esterne della struttura di protezione sul piano orizzontale tangente alla faccia superiore delle traverse superiori.

Se il ROPS è formato di elementi curvi e non esistono angoli appropriati, si applica la seguente procedura generale per determinare W. Il responsabile della prova deve identificare l'elemento curvo che dovrebbe per prima urtare il suolo in caso di capovolgimento asimmetrico posteriore o anteriore (ossia un ribaltamento in avanti o in dietro dove un lato del ROPS dovrebbe sostenere il carico iniziale). Le estremità di W sono i punti mediani dei raggi esterni creati tra altri elementi diritti o curvi che formano la parte superiore della struttura ROPS. Se si possono scegliere diversi elementi curvi, il responsabile della prova deve stabilire le linee del suolo per ogni elemento possibile in modo da determinare quale superficie urterà per prima il suolo. Cfr. figure 4.3 a) e b) per gli esempi.

Nota:

Nel caso di elementi curvi si deve considerare solo la larghezza all'estremità della struttura cui si applicherà il carico longitudinale.

La lunghezza del dispositivo di distribuzione del carico (cfr. 3.2.1.2) non deve essere inferiore a un terzo della larghezza della struttura di protezione e non superiore di oltre 49 mm a questo valore minimo.

Si deve bloccare l'applicazione del carico longitudinale quando:

3.5.2.1.

l'energia assorbita dalla struttura di protezione è superiore o pari all'energia immessa necessaria, EIL1 dove:

Formula

3.5.2.2.

la struttura di protezione interferisce con la zona libera o lascia la zona libera senza protezione (condizione di accettazione di cui al punto 3.8).

3.5.3.   Carico laterale (figure 4.4 e 4.5)

Il carico orizzontale viene applicato orizzontalmente a 90° al piano mediano del trattore. Esso è applicato applicato all'estremità superiore della struttura di protezione a un punto (160 - ah ) mm davanti al punto indice del sedile.

Per i trattori con posto di guida reversibile (sedile e volante reversibili) è applicato all'estremità superiore della struttura di protezione nel punto mediano tra i due punti indice del sedile.

Se è chiaro che un elemento particolare qualsiasi della struttura di protezione urterà per primo il suolo quando il trattore si capovolge lateralmente, il carico è applicato a tal punto, purché ciò consenta una distribuzione uniforme del carico come specificato al punto 3.5.1.1. Nel caso di una struttura di protezione a due montanti, il carico laterale è applicato all'elemento strutturale laterale più in alto, indipendentemente del punto indice del sedile.

Le specifiche per la trave di distribuzione del carico sono indicate al punto 3.2.1.2.1.

Si deve bloccare l'applicazione del carico laterale quando:

3.5.3.1.

l'energia assorbita dalla struttura di protezione è superiore o pari all'energia necessaria E IS , dove

Formula

3.5.3.2.

la struttura di protezione interferisce con la zona libera o lascia la zona libera senza protezione (condizione di accettazione di cui al punto 3.8).

3.6.   Prove di schiacciamento

3.6.1.   Schiacciamento posteriore (figure 4.6 e da 4.7.a a 4.7.e)

3.6.1.1.

La trave di schiacciamento deve essere sistemata sull'elemento superiore più arretrato della struttura di protezione; la risultante delle forze di schiacciamento si troverà nel piano verticale di riferimento del trattore. La forza di schiacciamento F viene applicata dove:

Formula

Questa forza è mantenuta per 5 secondi dopo la scomparsa di qualsiasi movimento percettibile della struttura di protezione.

3.6.1.2.

Se la parte posteriore del tetto della struttura di protezione non regge tutta la forza di schiacciamento, la forza viene applicata finché il tetto si inflette fino a coincidere con il piano che congiunge la parte superiore della struttura di protezione con la parte posteriore del trattore in grado di sostenere il trattore in caso di capovolgimento. L'applicazione della forza è quindi sospesa e la trave di schiacciamento viene riposizionata sopra la parte della struttura di protezione in grado di sostenere il trattore interamente capovolto. Si applica poi la forza di schiacciamento F = 20 M .

3.6.2.   Schiacciamento anteriore (figure da 4.6 a 4.8)

3.6.2.1.

La trave di schiacciamento deve essere sistemata sugli elementi superiori più avanzati della struttura di protezione; la risultante delle forze di schiacciamento si troverà nel piano verticale di riferimento del trattore. La forza di schiacciamento F viene applicata dove:

Formula

Questa forza è mantenuta per 5 secondi dopo la scomparsa di qualsiasi movimento percettibile della struttura di protezione.

3.6.2.2.

Se la parte anteriore del tetto della struttura di protezione non regge tutta la forza di schiacciamento (figure 4.8.a e 4.8.b), a forza viene applicata finché il tetto si inflette fino a coincidere con il piano che congiunge la parte superiore della struttura di protezione con la parte anteriore del trattore in grado di sostenere il trattore in caso di capovolgimento. L'applicazione della forza è quindi sospesa e la trave di schiacciamento viene riposizionata sopra la parte della struttura di protezione in grado di sostenere il trattore interamente capovolto. Si applica poi la forza di schiacciamento F = 20 M .

3.7.   Seconda prova di carico longitudinale

Il carico deve essere applicato nella direzione opposta a e nell'angolo più lontano dal punto di applicazione del primo carico longitudinale (figure 4.1 e 4.2).

Si deve bloccare l'applicazione del carico longitudinale quando:

3.7.1.

l'energia assorbita dalla struttura di protezione è superiore o pari all'energia necessaria EIL2, dove

Formula

3.7.2.

la struttura di protezione interferisce con la zona libera o lascia la zona libera senza protezione (condizione di accettazione di cui al punto 3.8).

3.8.   Condizioni di accettazione

Per essere accettata la struttura di protezione deve conformarsi alle condizioni seguenti duranti e dopo il completamento delle prove:

3.8.1.

nessuna parte deve entrare nella zona libera durante le prove. Nessuna parte può colpire il sedile durante le prove. Inoltre, la zona libera non può trovarsi al di fuori dello spazio protetto dalla struttura di protezione. A tal fine è considerata esterna allo spazio protetto dalla struttura qualsiasi parte della zona libera che entri a contatto con un terreno piano, qualora il trattore si capovolga nella direzione in cui è stato applicato il carico durante la prova. Per consentire tale stima vengono scelti i pneumatici e la carreggiata con le più piccole dimensioni standard indicate dal costruttore;

3.8.2.

per i trattori articolati si presume che siano allineati i piani mediani delle due parti;

3.8.3.

dopo l'ultima prova di schiacciamento viene registrata la deformazione permanente della struttura di protezione. A tal fine, prima di iniziare la prova viene registrata la posizione degli elementi principali della struttura di protezione rispetto al punto indice del sedile. Quindi si deve registrare qualsiasi spostamento degli elementi risultante dalle prove e ogni cambiamento dell'altezza degli elementi anteriori e posteriori del tetto della struttura di protezione;

3.8.4.

nel punto in cui viene raggiunto l'assorbimento dell'energia necessario in ognuna delle prove di carico orizzontale indicate la forza deve essere superiore a 0,8 Fmax ;

3.8.5.

una prova di sovraccarico deve essere effettuata se la forza applicata diminuisce di più del 3 % nell'ultimo 5% della deformazione raggiunta quando l'energia prescritta è assorbita dalla struttura (cfr. figure da 4.14 a 4.16). Descrizione della prova di sovraccarico

3.8.5.1.

una prova di sovraccarico consiste nella continuazione dell'applicazione del carico orizzontale in incrementi di 5% dell'energia originariamente prescritta, fino ad un massimo di 20% di energia supplementare;

3.8.5.2.

il test di sovraccarico è completato con successo se dopo l'assorbimento di 5, 10 o 15 % di energia supplementare la forza diminuisce meno del 3% per ogni incremento di energia di 5%, rimanendo nel contempo superiore a 0,8 Fmax o se, dopo l'assorbimento di 20% di energia supplementare la forza è superiore a 0,8 Fmax ;

3.8.5.3.

durante la prova di sovraccarico sono ammesse rotture o incrinature supplementari o la penetrazione nella zona libera o la mancanza di protezione in tale zona in seguito a una deformazione elastica. Tuttavia dopo la rimozione del carico la struttura di protezione non deve entrare nella zona libera, che deve essere completamente protetta;

3.8.6.

la forza prescritta deve essere mantenuta in entrambe le prove di schiacciamento;

3.8.7.

non vi devono essere elementi o componenti sporgenti che potrebbero causare lesioni serie durante un capovolgimento del veicolo o che, mediante la deformazione, possano intrappolare l'operatore, ad esempio intrappolando una gamba o un piede;

3.8.8.

nessun componente deve presentare un pericolo per l'operatore.

3.9.   Estensione ad altri tipi di trattori

3.9.1.   [Non pertinente]

3.9.2.   Estensione tecnica

Se vengono apportate modifiche tecniche al trattore, alla struttura di protezione o al metodo di fissaggio della struttura di protezione al trattore, il laboratorio di prova che ha effettuato la prova originaria può rilasciare un «verbale di estensione tecnica» nei casi seguenti:

3.9.2.1.

Estensione dei risultati di prove strutturali ad altri tipi di trattori

Le prove di carico e di schiacciamento non sono necessarie per ogni tipo di trattore, purché la struttura di protezione e il trattore soddisfino le condizioni di cui ai punti da 3.9.2.1.1 a 3.9.2.1.5.

3.9.2.1.1.

la struttura deve essere identica a quella sottoposta alle prove;

3.9.2.1.2.

l'energia richiesta non deve superare di oltre 5 % l'energia calcolata per la prova originale. Il limite del 5 % si applica anche alle estensioni in caso di sostituzione dei cingoli con ruote sullo stesso trattore;

3.9.2.1.3.

il metodo di fissaggio e i componenti del trattore che vengono fissati sono identici;

3.9.2.1.4.

componenti come i parafanghi e il cofano, che possono servire da sostegno alla struttura di protezione, sono identici;

3.9.2.1.5.

la posizione e le dimensioni principali del sedile all'interno della struttura di protezione e la rispettiva posizione della struttura di protezione sul trattore sono tali da far sì che la zona libera resti all'interno dello spazio protetto dalla struttura deformata per tutta la durata delle prove [la verifica viene effettuata utilizzando gli stessi valori di riferimento della zona libera indicati nel verbale di prova originario, rispettivamente il punto di riferimento del sedile (SRP) o il punto indice del sedile (SIP)].

3.9.2.2.

Estensione dei risultati di prove strutturali a tipi modificati di strutture di protezione

Se le disposizioni di cui al punto 3.9.2.1 non vengono rispettate, deve essere seguita la procedura di seguito illustrata. Tuttavia essa non va applicata se il metodo di fissaggio della struttura di protezione al trattore è stato profondamente modificato (ad es. sostituzione di supporti in gomma con un dispositivo di sostegno)

3.9.2.2.1.

Modifiche che non incidono sui risultati della prova iniziale (ad es. il fissaggio mediante saldatura della piastra di un accessorio in un punto non critico della struttura), l'aggiunta di sedili con SIP diversi nella struttura di protezione (con riserva di verifica che le nuove zone libere restino all'interno dello spazio protetto dalla struttura deformata per tutta la durata delle prove).

3.9.2.2.2.

Modifiche che possono incidere sui risultati della prova originaria senza mettere in dubbio l'accettabilità della struttura di protezione (ad es. modifica di un componente strutturale o del metodo di fissaggio della struttura di protezione al trattore). Può essere effettuata una prova di convalida i cui risultati vanno inclusi nel verbale di estensione.

I limiti fissati per questo tipo di estensione sono i seguenti:

3.9.2.2.2.1.

senza prova di convalida possono essere accettate non più di 5 estensioni;

3.9.2.2.2.2.

i risultati del test di convalida sono accettati per un'estensione se sono soddisfatte tutte le condizioni di accettazione del presente allegato e se la forza misurata quando il livello di energia richiesto è stato raggiunto nelle varie prove di carico orizzontale non devia di oltre ± 7% dalla forza misurata quando l'energia richiesta è stata raggiunta nella prova originaria e la deformazione misurata(3) quando il livello di energia richiesto è stato raggiunto nelle varie prove di carico orizzontale non devia di oltre ± 7% dalla deformazione misurata quando l'energia richiesta è stata raggiunta nel verbale di prova originario;

3.9.2.2.2.3.

in un unico verbale di estensione è possibile includere più di una modifica della struttura di protezione, purché si tratti di diverse opzioni della stessa struttura di protezione, ma può essere accettata solo una prova di convalida. Le opzioni non sottoposte a prova vanno descritte in un'apposita sezione del verbale di estensione.

3.9.2.2.3.

Aumento della massa di riferimento dichiarata dal fabbricante in una struttura di protezione già sottoposta a prova. Se il costruttore intende mantenere lo stesso numero di omologazione è possibile rilasciare un verbale di estensione dopo aver effettuato una prova di convalida (i limiti di ± 7 % di cui al punto 3.9.2.2.2.2 non sono applicabili in questo caso).

3.10.   [Non pertinente]

3.11.   Funzionamento delle strutture di protezione a basse temperature

3.11.1.

Il costruttore, se dichiara che la struttura di protezione è particolarmente resistente alla fragilizzazione a basse temperature, deve fornire dati da includere nel verbale.

3.11.2.

Le procedure e i requisiti seguenti sono destinati a rafforzare la struttura e a renderla resistente alle fratture da fragilizzazione a basse temperature. Si propone di applicare le seguenti prescrizioni minime relative ai materiali per valutare la capacità di una struttura di protezione di funzionare a basse temperature nei paesi che richiedono questa ulteriore protezione di funzionamento.

3.11.2.1.

I bulloni e i dadi utilizzati per fissare la struttura di protezione al trattore e per unire le sue parti strutturali devono dimostrare adeguate proprietà di resistenza alle basse temperature, che vanno debitamente verificate.

3.11.2.2.

Tutti gli elettrodi per saldatura utilizzati nella fabbricazione di elementi strutturali e supporti devono essere compatibili con i materiali utilizzati per la struttura di protezione come indicato al punto 3.11.2.3.

3.11.2.3.

I materiali in acciaio utilizzati per gli elementi strutturali della struttura di protezione devono essere caratterizzati da una particolare resistenza, da sottoporre a verifica, e dimostrare un livello minimo prescritto di energia di carico secondo la prova Charpy con intaglio a V, come indicato nella tabella 4.1. Il tipo e la qualità dell'acciaio sono precisati conformemente alla norma ISO 630:1995; Amd1:2003.

Un acciaio con uno spessore grezzo di laminazione inferiore a 2,5 mm e un tenore di carbonio inferiore allo 0,2 % è considerato conforme a quanto prescritto. Gli elementi strutturali del dispositivo di protezione costituiti da materiali diversi dall'acciaio devono dimostrare un'equivalente resistenza ai carichi a basse temperature.

3.11.2.4.

Nella prova Charpy con intaglio a V relativa al livello di energia di carico prescritto, le dimensioni del campione non devono essere inferiori alla dimensione maggiore tra quelle elencate nella tabella 4.1, per quanto consentito dal materiale.

3.11.2.5.

Le prove Charpy con intaglio a V devono essere effettuate secondo la procedura descritta nella norma ASTM A 370-1979, tranne per quanto riguarda le dimensioni dei campioni, che devono essere conformi a quelle indicate nella Tabella 4.1.

3.11.2.6.

Un'alternativa a questa procedura è l'impiego di acciaio calmato o semicalmato, per il quale deve essere fornita una specifica adeguata. Il tipo e la qualità dell'acciaio sono precisati conformemente alla norma ISO 630:1995; Amd1:2003.

3.11.2.7.

I campioni devono essere longitudinali e prelevati dai materiali che saranno utilizzati nella struttura di protezione, piatti, a sezione tubolare o di base, prima della formatura o della saldatura. I campioni a sezione tubolare o di base vanno prelevati dalla parte centrale del lato di dimensione maggiore e non contengono saldature.

Tabella 4.1

Livello minimo dell'energia d'urto secondo la prova Charpy con intaglio a V

Dimensioni del campione

Energia a

Energia a

 

– 30 °C

– 20 °C

mm

J

J (2)

10 × 10 (1)

11

27,5

10 × 9

10

25

10 × 8

9,5

24

10 × 7,5 (1)

9,5

24

10 × 7

9

22,5

10 × 6,7

8,5

21

10 × 6

8

20

10 × 5 (1)

7,5

19

10 × 4

7

17,5

10 × 3,5

6

15

3.12.   [Non pertinente]

Figura 4.1

Applicazioni di carico anteriore e posteriore, Cabina di sicurezza e roll-bar posteriore

(Dimensioni in mm)

Figura 4.1.a

Cabina di sicurezza

Image

Figura 4.1.b

Roll-bar posteriore

Image

Figura 4.2

Applicazioni di carico longitudinale

Image

Figura 4.3

Esempi di «W» per ROPS con elementi curvi

Figura 4.3.a

ROPS con quattro montanti

Image

Legenda:

1— Punto indice del sedile

2— SIP, piano mediano longitudinale

3— Punto della seconda applicazione di carico longitudinale, anteriore o posteriore

4— Punto di applicazione di carico longitudinale, anteriore o posteriore

Figura 4.3.b

ROPS con due montanti

Image

Legenda:

1— Punto indice del sedile (SIP)

2— SIP, piano mediano longitudinale

3— Punto della seconda applicazione di carico longitudinale, anteriore o posteriore

4— Punto di applicazione di carico longitudinale, anteriore o posteriore

Figura 4.4

Applicazione del carico laterale (vista laterale), cabina di sicurezza e roll-bar posteriore

Figura 4.4.a

Cabina di sicurezza

Image

Figura 4.4.b

Roll-bar posteriore

Image

Figura 4.5

Applicazione del carico laterale (vista posteriore)

Image

Image

(a)

(b)

Figura 4.6

Esempio di prova di schiacciamento

Image

Figura 4.7

Posizione della trave per le prove di schiacciamento anteriore e posteriore cabina di sicurezza e roll-bar posteriore

Figura 4.7.a

Schiacciamento posteriore

Image

Image

Figura 4.7.b

Schiacciamento anteriore

Image

Image

Figura 4.7.c

Prova di schiacciamento per roll-bar posteriore

Image

Image

Figura 4.7.d

Cabina di sicurezza

Image

Figura 4.7.e

Roll-bar posteriore

Image

Figura 4.8

Posizione della trave per la prova di schiacciamento anteriore se la forza di schiacciamento non è retta dalla parte anteriore

Figura 4.8.a

Cabina di sicurezza

Image

Figura 4.8.b

Roll-bar posteriore

Image

Image

Figura 4.9

La forza di schiacciamento è applicata con il punto mediano della trave che passa per il piano di riferimento verticale del trattore (essendo anche quello del sedile e del volante).

Caso 1

:

quando il ROPS, il sedile e il volante sono fissati rigidamente al telaio del trattore;

Caso 2

:

quando il ROPS è fissato rigidamente al telaio del trattore e il sedile e il volante sono posizionati su una superficie (sospesa o no), ma NON sono connessi al ROPS.

In questi casi il piano di riferimento verticale riferito al sedile e al volante include normalmente anche il baricentro del trattore durante l'esecuzione dell'intera serie di carichi.

Figura 4.10

La forza di schiacciamento è applicata con il punto mediano della trave che passa solo per il piano di riferimento verticale del trattore

Image

I casi 3 e 4 possono essere definiti come quelli in cui il ROPS è fissato a una piattaforma, rigidamente (caso 3) o sospeso (caso 4) rispetto al telaio del trattore. Queste soluzioni di connessione causano diversi movimenti nei confronti della cabina e della zona libera nonché del piano di riferimento verticale.

Image

Tabella 4.2

Dimensioni della zona libera

Dimensioni

mm

Osservazioni

A1 A0

100

minimo

B1 B0

100

minimo

F1 F0

250

minimo

F2 F0

250

minimo

G1 G0

250

minimo

G2 G0

250

minimo

H1 H0

250

minimo

H2 H0

250

minimo

J1 J0

250

minimo

J2 J0

250

minimo

E1 E0

250

minimo

E2 E0

250

minimo

D0 E0

300

minimo

J0 E0

300

minimo

A1 A2

500

minimo

B1 B2

500

minimo

C1 C2

500

minimo

D1 D2

500

minimo

I1 I2

500

minimo

F0 G0

a seconda del trattore

I0 G0

C0 D0

E0 F0

Figura 4.11

Zona libera

Image

Legenda:

1

Punto indice del sedile

Nota:

per le dimensioni cfr. la tabella 4.2 sopra.

Figura 4.12

Zona libera

Figura 4.12.a

Vista laterale Sezione nel piano di riferimento

Image

Figura 4.12.b

Vista posteriore o anteriore

Image

Legenda:

1— Punto indice del sedile

2— Forza

3— Piano di riferimento verticale

Figura 4.13

Zona libera per trattori con sedile e volante reversibili, cabina di sicurezza e roll-bar posteriore

Figura 4.13.a

Cabina di sicurezza

Image

Figura 4.13.b

Roll-bar posteriore

Image

Figura 4.14

Curva forza/deformazione

Prova di sovraccarico non necessaria

Image

Note:

1.

Posizionare Fa in relazione a 0,95 D'

2.

La prova di sovraccarico non è necessaria poiché Fa ≤ 1,03 F'

Figura 4.15

Curva forza/deformazione

Prova di sovraccarico necessaria

Image

Note:

1.

Posizionare Fa in rapporto a 0,95 D'

2.

La prova di sovraccarico è necessaria poiché Fa > 1,03 F'

3.

Il risultato della prova di sovraccarico è soddisfacente poiché Fb > 0,97 F' e Fb > 0,8 F max

Figura 4.16

Curva forza/deformazione

Prova di sovraccarico da continuare

Image

Note:

1.

Posizionare Fa in relazione a 0,95 D'

2.

La prova di sovraccarico è necessaria poiché Fa > 1,03 F'

3.

Fb < 0,97 F' pertanto è necessario un'ulteriore sovraccarico

4.

Fc < 0,97 Fb pertanto è necessario un'ulteriore sovraccarico

5.

Fd < 0,97 Fc pertanto è necessario un'ulteriore sovraccarico

6.

Il risultato della prova di sovraccarico è soddisfacente se Fe > 0,8 F max

7.

Se in qualsiasi fase il carico scende al di sotto di 0,8 Fmax la struttura è respinta

Noti esplicative dell'allegato VIII

(1)

Salvo disposizioni contrarie, il testo dei requisiti e la numerazione di cui alla lettera B sono identici al testo e alla numerazione del codice standard OCSE relativo alle prove ufficiali delle strutture di protezione montate sui trattori agricoli e forestali (prova statica), codice OCSE 4, edizione 2015, luglio 2014.

(2)

Si ricorda agli utilizzatori che il punto indice del sedile è determinato conformemente alla norma ISO 5353:1995 e consiste in un punto fisso rispetto al trattore, che non si sposta quando il sedile è regolato in una posizione diversa da quella mediana. Per la determinazione della zona libera il sedile è spostato nella posizione più arretrata.

(3)

Deformazioni permanente + elastica misurate nel punto in cui viene raggiunto il livello di energia richiesto.


(1)  Indica la dimensione preferita. La dimensione del campione non è inferiore alla dimensione maggiore preferita che il materiale consente.

(2)  L'energia richiesta a – 20 °C è pari a 2,5 volte il valore specificato per – 30 °C. Altri fattori influenzano l'intensità dell'energia d'urto, quali il senso di laminazione, il limite di snervamento, l'orientamento dei grani e la saldatura. Al momento della scelta e dell'utilizzo dell'acciaio tali fattori vanno presi in considerazione.

ALLEGATO IX

Requisiti applicabili alle strutture di protezione antiribaltamento (strutture di protezione antiribaltamento montate anteriormente sui trattori a carreggiata stretta)

A.   ASPETTI GENERALI

1.

I requisiti dell'Unione applicabili alle strutture di protezione antiribaltamento (strutture di protezione antiribaltamento montate anteriormente sui trattori a carreggiata stretta) sono elencati alla lettera B.

2.

Le prove possono essere effettuate seguendo procedure di prova statiche oppure dinamiche come indicato nelle sezioni B1 e B2. I due metodi sono ritenuti equivalenti.

3.

Oltre che i requisiti di cui al paragrafo 2, vanno anche soddisfatti i requisiti cui devono rispondere le prestazioni delle ROPS di cui alla sezione B3.

4.

Nella sezione B4 si trova il programma informatico da usare nelle prove virtuali per analizzare il ribaltamento continuato o interrotto.

B.   REQUISITI APPLICABILI ALLE STRUTTURE DI PROTEZIONE ANTIRIBALTAMENTO (STRUTTURE DI PROTEZIONE ANTIRIBALTAMENTO MONTATE ANTERIORMENTE SUI TRATTORI A CARREGGIATA STRETTA)(1)

1.   Definizioni

1.1.   [Non pertinente]

1.2.   Struttura di protezione antiribaltamento (Roll-Over Protective Structure - ROPS)

Struttura di protezione antiribaltamento (a cabina o a telaio di protezione), di seguito denominata «struttura di protezione», indica la struttura montata su un trattore avente lo scopo essenziale di evitare o di limitare i rischi per il conducente in caso di ribaltamento del trattore durante il normale utilizzo.

La ROPS dispone di spazio per una zona libera sufficientemente ampia da proteggere il conducente seduto all'interno delle pareti che la circondano o dentro lo spazio delimitato da una serie di rette tracciate dai bordi esterni della ROPS verso qualsiasi parte del trattore che possa entrare in contatto con il suolo e sia in grado di sostenere il trattore in tale posizione in caso di capovolgimento.

1.3.   Carreggiata

1.3.1.   Definizione preliminare: piano mediano della ruota

Il piano mediano della ruota è equidistante dai due piani entro i quali sono contenuti i bordi esterni della periferia dei cerchioni.

1.3.2.   Definizione di carreggiata

Il piano verticale che attraversa l’asse delle ruote interseca il piano mediano della ruota lungo una retta che incontra in un punto la superficie di sostegno. Se A e B sono i due punti così definiti delle ruote sullo stesso asse del trattore, la larghezza della carreggiata è la distanza tra i punti A e B. La carreggiata può dunque essere definita sia per le ruote anteriori che per quelle posteriori. In caso di ruote gemellate, la carreggiata è la distanza tra due piani, ciascuno dei quali è il piano mediano delle coppie di ruote.

1.3.3.   Definizione aggiuntiva: piano mediano del trattore

Si prendono in considerazione le posizioni estreme dei punti A e B sull’asse posteriore del trattore: esse danno il valore massimo della carreggiata. Il piano verticale perpendicolare al punto centrale della linea AB costituisce il piano mediano del trattore.

1.4.   Interasse

Distanza tra i piani verticali che attraversano le due linee AB quali definite sopra, uno per le ruote anteriori e uno per le ruote posteriori.

1.5.   Determinazione del punto indice del sedile; posizione e regolazione del sedile ai fini delle prove

1.5.1.   Punto indice del sedile (Seat index point - SIP)(2)

Il SIP va determinato in conformità alla norma ISO 5353:1995.

1.5.2.   Posizione e regolazione del sedile ai fini delle prove

1.5.2.1.

se la posizione del sedile è regolabile, il sedile deve essere messo nella posizione più arretrata;

1.5.2.2.

se l’inclinazione dello schienale è regolabile, lo schienale esso deve essere messo nella posizione mediana;

1.5.2.3.

se l’altezza del sedile è regolabile, il suo sistema di sospensione va fissato nella posizione intermedia, a meno che ciò non sia contrario a esplicite istruzioni del fabbricante del sedile;

1.5.2.4.

se la posizione del sedile è regolabile solo in lunghezza e in altezza, l’asse longitudinale che attraversa il SIP deve essere parallelo al piano longitudinale verticale del trattore che attraversa il centro del volante con una deviazione laterale non superiore a 100 mm.

1.6.   Zona libera

1.6.1.   Piano verticale e linea di riferimento

La zona libera (figura 6.1) è definita in base a un piano verticale di riferimento e a una linea di riferimento.

1.6.1.1.

Il piano di riferimento è un piano verticale, generalmente longitudinale rispetto al trattore e che attraversa il SIP e il centro del volante. Normalmente, il piano di riferimento coincide con il piano mediano longitudinale del trattore. Si suppone che il piano di riferimento si sposti in senso orizzontale con il sedile e il volante durante l’applicazione del carico ma che resti perpendicolare al trattore o alla base della ROPS.

1.6.1.2.

La linea di riferimento è la linea contenuta nel piano di riferimento che attraversa un punto situato 140 + ah dietro e 90 – av sotto il SIP e il primo punto che essa interseca sul bordo del volante quando viene portata sull’orizzontale.

1.6.2.   Determinazione della zona libera nei trattori con sedili non reversibili

La zona libera per trattori con sedili non reversibili è definita ai paragrafi da 1.6.2.1 a 1.6.2.10 e, con il trattore posto su una superficie orizzontale, il sedile regolato e bloccato ai sensi dei paragrafi da 1.5.2.1 a 1.5.2.4(3) e il volante, se regolabile, posto in posizione mediana per un conducente seduto, è delimitata dai seguenti piani:

1.6.2.1.

due piani verticali su ciascun lato del piano di riferimento, distanti 250 mm da esso, che si estendono verso l’alto 300 mm sopra il piano definito al paragrafo 1.6.2.8 e in senso longitudinale almeno 550 mm anteriormente al piano verticale perpendicolare al piano di riferimento che passa (210 – ah ) mm davanti al SIP;

1.6.2.2.

due piani verticali su ciascun lato del piano di riferimento, distanti 200 mm da esso, che si estendono verso l’alto 300 mm sopra il piano definito al paragrafo 1.6.2.8 e in senso longitudinale a partire dalla superficie definita al paragrafo 1.6.2.11 verso il piano verticale perpendicolare al piano di riferimento che passa (210 – ah ) mm davanti al SIP;

1.6.2.3.

un piano inclinato, perpendicolare al piano di riferimento, parallelo alla linea di riferimento e situato 400 mm sopra di essa, che si estende posteriormente verso il punto in cui interseca il piano verticale perpendicolare al piano di riferimento e che attraversa un punto situato (140 + ah ) mm dietro al SIP;

1.6.2.4.

un piano inclinato, perpendicolare al piano di riferimento, che incontra il piano definito al paragrafo 1.6.2.3 nella sua estremità più arretrata e tangente al punto più alto dello schienale del sedile.

1.6.2.5.

un piano verticale perpendicolare al piano di riferimento, che passa almeno 40 mm davanti al volante e almeno 760 – ah davanti al SIP;

1.6.2.6.

una superficie cilindrica con asse perpendicolare al piano di riferimento e raggio di 150 mm, tangente ai piani definiti ai paragrafi 1.6.2.3 e 1.6.2.5;

1.6.2.7.

due piani paralleli inclinati che attraversano il bordo superiore dei piani definiti al paragrafo 1.6.2.1; sul lato che subisce l’urto, il piano inclinato non deve distare meno di 100 mm dal piano di riferimento, sopra la zona libera;

1.6.2.8.

un piano orizzontale che attraversa un punto situato a 90 – av sotto il SIP;

1.6.2.9.

due porzioni del piano verticale perpendicolare al piano di riferimento situato 210 – ah davanti al SIP; entrambe le parti del piano uniscono rispettivamente i limiti più arretrati dei piani definiti al paragrafo 1.6.2.1 ai limiti più avanzati dei piani definiti al paragrafo 1.6.2.2;

1.6.2.10.

due porzioni del piano orizzontale situato 300 mm al di sopra del piano definito al paragrafo 1.6.2.8; le due parti del piano uniscono rispettivamente i limiti superiori dei piani verticali di cui al paragrafo 1.6.2.2 ai limiti inferiori dei piani obliqui di cui al paragrafo 1.6.2.7;

1.6.2.11.

una superficie, curva se necessario, con generatrice perpendicolare al piano di riferimento e tangente alla parte posteriore dello schienale del sedile.

1.6.3.   Determinazione della zona libera per trattori con posto di guida reversibile

Per i trattori con posto di guida reversibile (sedile e volante reversibili), la zona libera è quella che circoscrive e racchiude le due zone libere definite dalle due diverse posizioni del volante e del sedile. Per ciascuna posizione del volante e del sedile, la zona libera va definita in base ai paragrafi 1.6.1 e 1.6.2 per la posizione - normale - del conducente e, rispettivamente, in base ai paragrafi 1.6.1 e 1.6.2 dell’allegato X per la posizione - rivolta all’indietro - del conducente (cfr. figura 6.2).

1.6.4.   Sedili aggiuntivi

1.6.4.1.

Nel caso di trattori che potrebbero essere muniti di sedili aggiuntivi, durante le prove va utilizzato lo spazio che comprende i SIP relativi a tutte le opzioni proposte. La ROPS non deve penetrare nella zona libera più ampia calcolata in base a questi diversi SIP.

1.6.4.2.

Se dopo aver effettuato la prova viene proposta una nuova opzione per i sedili, si procede a verificare se la zona libera che circonda il nuovo SIP rientra nello spazio precedentemente stabilito. Se ciò non accade, occorre effettuare una nuova prova.

1.6.4.3.

Un sedile aggiuntivo non riguarda un sedile per una persona che si aggiunge al conducente e a partire dal quale il trattore non può essere guidato. Non si calcola il SIP perché la definizione della zona libera avviene rispetto al sedile del conducente.

1.7.   Massa

1.7.1.   Massa non zavorrata/a vuoto

Si tratta della massa del trattore senza accessori facoltativi ma compresi liquidi di raffreddamento, lubrificanti, carburante, utensili nonché la ROPS. Sono escluse zavorre facoltative anteriori o posteriori, zavorre applicate ai pneumatici, accessori, attrezzature e altre componenti speciali eventualmente montate.

1.7.2.   Massa massima ammissibile

È la massa massima del trattore indicata dal fabbricante come tecnicamente ammissibile e dichiarata nella targhetta di identificazione del veicolo e/o nel manuale d’uso;

1.7.3.   Massa di riferimento

È la massa, scelta dal fabbricante, impiegata nelle formule per calcolare l’altezza di caduta del blocco del pendolo nonché la quantità di energia e di forze di schiacciamento da usare nelle prove. Non deve essere inferiore alla massa non zavorrata e deve essere sufficiente a far sì che il rapporto di massa non sia superiore a 1,75 (v. paragrafi 1.7.4 e 2.1.3).

1.7.4.   Rapporto di massa

Il rapporto tra Formula non deve essere superiore a 1,75.

1.8.   Tolleranze ammesse nelle misure

Dimensione lineare:

 

± 3 mm

eccetto:

- - deformazione dei pneumatici:

± 1 mm

 

- - deformazione della struttura durante carichi orizzontali:

± 1 mm

 

- - altezza di caduta del blocco del pendolo:

± 1 mm

Masse:

 

± 0,2% (dell’intera scala del sensore)

Forze:

 

± 0,1% (dell’intera scala del sensore)

Angoli:

 

± 0,1°

1.9.   Simboli

ah

(mm)

Punto mediano della regolazione orizzontale del sedile

av

(mm)

Punto mediano della regolazione verticale del sedile

B

(mm)

Larghezza minima totale del trattore

Bb

(mm)

Larghezza massima esterna della ROPS

D

(mm)

Deformazione della struttura nel punto d’urto (prove dinamiche) o nel punto di applicazione del carico lungo l’asse di applicazione (prove statiche);

D’

(mm)

Deformazione della struttura per l’energia necessaria calcolata;

Ea

(J)

Energia di deformazione assorbita nel punto in cui cessa l’applicazione del carico. Zona inscritta nella curva F-D;

Ei

(J)

Energia di deformazione assorbita. Zona al di sotto della curva F-D;

E’i

(J)

Energia di deformazione assorbita dopo l’applicazione di un carico aggiuntivo, in seguito a rottura o incrinatura;

E’’i

(J)

Energia di deformazione assorbita durante la prova di sovraccarico qualora l’applicazione del carico sia cessata prima dell’inizio di tale prova. Zona al di sotto della curva F-D;

Eil

(J)

Energia immessa, da assorbire durante l’applicazione del carico longitudinale;

Eis

(J)

Energia immessa, da assorbire durante l’applicazione del carico laterale;

F

(N)

Forza di carico statico

F’

(N)

Forza di carico per l’energia necessaria calcolata, corrispondente a E’i ;

F-D

 

Diagramma forza/deformazione

Fi

(N)

Forza applicata all’elemento fisso posteriore

Fmax

(N)

Forza massima di carico statico sviluppata durante l’applicazione del carico, eccettuato il sovraccarico;

Fv

(N)

Forza di schiacciamento verticale;

H

(mm)

Altezza di caduta del blocco del pendolo (prove dinamiche);

H’

(mm)

Altezza di caduta del blocco del pendolo per prove aggiuntive (prove dinamiche);

I

(kg.m2)

Momento di riferimento dell’inerzia del trattore intorno all’asse centrale delle ruote posteriori, indipendentemente dalla loro massa;

L

(mm)

Interasse di riferimento del trattore;

M

(kg)

Massa di riferimento del trattore durante le prove di resistenza.

2.   Campo di applicazione

2.1.

Il presente allegato si applica ai trattori aventi le seguenti caratteristiche:

2.1.1.

altezza minima dal suolo non superiore a 600 mm, misurata nel punto più basso sotto gli assi anteriore e posteriore, tenendo conto del differenziale;

2.1.2.

carreggiata minima fissa o variabile; quella dell’asse che monta i pneumatici di maggior dimensione, non supeiorre a 1 150 mm. Supponendo che l’asse sul quale sono montati i pneumatici più larghi abbia una carreggiata non superiore a 1 150 mm, deve essere possibile far sì che la carreggiata dell’altro asse sia tale che i bordi esterni dei pneumatici più stretti non superino i bordi esterni dei pneumatici dell’altro asse; Se i due assi montano cerchioni e pneumatici delle stesse dimensioni, la carreggiata fissa o variabile dei due assi deve essere inferiore a 1 150 mm;

2.1.3.

massa superiore a 400 kg, ma inferiore a 3 500 kg, corrispondente alla massa a vuoto del trattore, ROPS e pneumatici di dimensioni maggiori raccomandati dal fabbricante compresi. La massa massima ammissibile non deve superare 5 250 kg e il rapporto di massa (massa massima ammissibile/massa di riferimento) non superare 1,75;

2.1.4.

e l’essere muniti di ROPS del tipo a due montanti installate solo anteriormente al SIP e caratterizzate da una zona libera ridotta, attribuibile alla sagoma del trattore, che in qualsiasi circostanza rendono difficile ostacolare l’accessibilità al posto di guida ma che opportunamente continuano a disporre di tali dispositivi (pieghevoli o meno) che sono indubbiamente di facile uso;

2.2.

È possibile che esistano tipi di trattori, ad esempio macchine forestali speciali come le macchine a strascico o autocaricanti, alle quali il presente allegato non si applica.

B1.   PROCEDURA DI PROVA STATICA

3.   Norme e direttive

3,1.   Condizioni preliminari per le prove di resistenza

3.1.1.   Completamento di due prove preliminari

La ROPS può essere sottoposta alle prove di resistenza solo dopo aver superato con risultati soddisfacenti sia la prova di stabilità laterale, sia quella di non continuità del rotolamento (v. il diagramma di flusso - figura 6.3).

3.1.2.   Preparazione delle prove preliminari

3.1.2.1.   Al trattore va applicata la ROPS in posizione di sicurezza.

3.1.2.2.   Sul trattore vanno montati pneumatici aventi il massimo diametro indicato dal fabbricante e la più piccola sezione trasversale compatibile con tale diametro. I pneumatici non devono essere zavorrati con liquido e devono essere gonfiati alla pressione raccomandata per i lavori agricoli.

3.1.2.3.   Le ruote posteriori devono essere regolate sulla carreggiata più stretta; le ruote anteriori devono essere regolate per quanto possibile sulla stessa carreggiata. Se sono possibili due regolazioni della carreggiata anteriore che differiscono nella stessa misura dalla regolazione della carreggiata posteriore più stretta, va scelta la più larga delle due regolazioni della carreggiata anteriore.

3.1.2.4.   Tutti i serbatoi del trattore devono essere pieni; i liquidi possono anche essere sostituiti da una massa equivalente posta nella posizione corrispondente.

3.1.2.5.   Tutti i dispositivi di fissaggio usati nella produzione di serie devono essere fissati al trattore nella posizione normale.

3.1.3.   Prova di stabilità laterale

3.1.3.1.   Si colloca il trattore, preparato come indicato, su un piano orizzontale in modo che il punto di articolazione dell’asse anteriore o, nel caso di un trattore articolato, il punto di articolazione orizzontale tra i due assi possa muoversi liberamente.

3.1.3.2.   Con un martinetto o un paranco si inclina la parte del trattore collegata rigidamente all’asse che sostiene oltre il 50% della massa del trattore, misurando costantemente l’angolo d’inclinazione. Tale angolo deve raggiungere un valore minimo di 38° nel momento in cui il trattore viene a trovarsi in equilibrio instabile sulle ruote a contatto col suolo. Effettuare la prova con il volante nelle posizioni di massima escursione, una volta a destra e una volta a sinistra.

3.1.4.   Prova di non continuità del rotolamento

3.1.4.1.   Osservazioni generali

La prova serve a determinare se una ROPS montata sul trattore per proteggere il conducente impedisce in modo efficace il rotolamento continuato del trattore in caso di capovolgimento laterale su un pendio di gradiente 1/1,5 (cfr. figura 6.4).

La non continuità del rotolamento può essere dimostrata con uno dei due metodi di prova descritti ai paragrafi 3.1.4.2 e 3.1.4.3.

3.1.4.2.   Dimostrazione della non continuità del rotolamento attraverso la prova di capovolgimento

3.1.4.2.1.

La prova di capovolgimento va effettuata su un pendio di prova lungo almeno quattro metri (cfr. figura 6.4). La superficie del pendio deve essere ricoperta da uno strato di 18 cm di materiale che, misurato conformemente alle norme ASAE S313.3 FEB1999 e ASAE EP542 FEB1999 relative al penetrometro a cono del terreno, abbia un indice di penetrazione del cono pari a:

Formula

oppure

Formula

3.1.4.2.2.

Il trattore (preparato come indicato al paragrafo 3.1.2) viene ribaltato lateralmente con velocità iniziale pari a zero. A tal fine esso è collocato sulla sommità del pendio di prova in modo che le ruote del lato rivolto verso il basso poggino sul pendio e il piano mediano del trattore sia parallelo alle linee di livello. Dopo aver urtato la superficie del pendio di prova, il trattore può sollevarsi dalla superficie ruotando attorno allo spigolo superiore della ROPS, senza tuttavia capovolgersi. Deve invece ricadere sul lato dell’urto iniziale.

3.1.4.3.   Dimostrazione matematica della non continuità del rotolamento

3.1.4.3.1.

Ai fini di una verifica matematica della non continuità del rotolamento, occorre accertare i seguenti dati caratteristici del trattore (cfr. figura 6.5):

B0

(m)

Larghezza del pneumatico posteriore;

B6

(m)

Larghezza della ROPS tra i punti d’urto destro e sinistro;

B7

(m)

Larghezza del cofano motore;

D0

(rad)

Angolo di oscillazione dell’asse anteriore, dalla posizione zero sino all’arresto;

D2

(m)

Altezza dei pneumatici anteriori con asse a pieno carico;

D3

(m)

Altezza dei pneumatici posteriori con asse a pieno carico;

H0

(m)

Altezza del punto di articolazione dell’asse anteriore;

H1

(m)

Altezza del baricentro;

H6

(m)

Altezza al punto d’urto;

H7

(m)

Altezza del cofano motore;

L2

(m)

Distanza orizzontale tra il baricentro e l’asse anteriore;

L3

(m)

Distanza orizzontale tra il baricentro e l’asse posteriore;

L6

(m)

Distanza orizzontale tra il baricentro e il punto di intersezione anteriore della ROPS (sarà di segno negativo se tale punto si trova davanti al piano del baricentro);

L7

(m)

Distanza orizzontale tra il baricentro e lo spigolo anteriore del cofano motore;

Mc

(kg)

Massa del trattore utilizzata per il calcolo;

Q

(kgm2)

Momento d’inerzia attorno all’asse longitudinale passante per il baricentro;

S

(m)

(m) Larghezza della carreggiata posteriore.

La somma della larghezza della carreggiata (S) e della larghezza del pneumatico (B0) deve essere maggiore della larghezza B6 della ROPS.

3.1.4.3.2.

I calcoli si possono effettuare in base alle seguenti ipotesi semplificative:

3.1.4.3.2.1.

il trattore fermo si capovolge sul pendio di gradiente 1/1,5 con un asse anteriore oscillante non appena il baricentro si trova sulla verticale dell’asse di rotazione;

3.1.4.3.2.2.

l’asse di rotazione è parallelo all’asse longitudinale del trattore e passa per il centro delle superfici di contatto delle ruote anteriori e posteriori con il pendio;

3.1.4.3.2.3.

il trattore non scivola verso il basso;

3.1.4.3.2.4.

l’urto contro il pendio è parzialmente elastico con un coefficiente di elasticità di:

Formula

3.1.4.3.2.5.

la profondità di penetrazione nel pendio e la deformazione della ROPS sommate corrispondono a:

Formula

3.1.4.3.2.6.

nessun altro componente del trattore penetra nel pendio.

3.1.4.3.3.

Il programma informatico [BASIC(4)] per determinare il rotolamento continuato o interrotto di un trattore a carreggiata stretta che si ribalta, munito di ROPS montato anteriormente, si trova alla sezione B4 e ha le figure esemplificative da 6.1 a 6.11.

3.1.5.   Metodi di misurazione

3.1.5.1.   Distanze orizzontali tra il baricentro e gli assi posteriore (L3) o anteriore (L2).

Misurare la distanza tra gli assi posteriori e anteriori su entrambi i lati del trattore per accertare l’assenza di angoli di sterzata.

La distanza tra il baricentro e l’asse posteriore (L3) o l’asse anteriore (L2) va calcolata in base alla ripartizione della massa del trattore tra le ruote posteriori e anteriori.

3.1.5.2.   Altezza dei pneumatici posteriori (D3) e anteriori (D2))

Misurare la distanza tra il punto più alto del pneumatico e il suolo (cfr. figura 6.5); si usa lo stesso metodo sia per i pneumatici anteriori che per quelli posteriori.

3.1.5.3.   Distanza orizzontale tra il baricentro e il punto d’intersezione più avanzato della ROPS (L6)

Misurare la distanza tra il baricentro e il punto d’intersezione più avanzato della ROPS (cfr. figure 6.6.a, 6.6.b e 6.6.c). Se la ROPS si trova davanti al piano del baricentro la misura registrata sarà di segno negativo (-L6).

3.1.5.4.   Larghezza della ROPS (B6)

Misurare la distanza tra i punti d’urto destro e sinistro dei due montanti verticali della ROPS.

Il punto d’urto è definito dal piano tangente alla ROPS che interseca la linea che collega i punti esterni estremi dei pneumatici anteriori e posteriori (cfr. figura 6.7).

3.1.5.5.   Altezza della ROPS (H6)

Misurare la distanza verticale tra il punto d’urto della ROPS e il suolo.

3.1.5.6.   Altezza del cofano motore (H7)

Misurare la distanza verticale tra il punto d’urto del cofano motore e il suolo.

Il punto d’urto è definito dal piano tangente al cofano motore e alla ROPS che interseca i punti esterni estremi del pneumatico anteriore (cfr. figura 6.7). La misurazione si effettua su entrambi i lati del cofano motore.

3.1.5.7.   Larghezza del cofano motore (B7)

Misurare la distanza tra i due punti d’urto del cofano motore definiti in precedenza.

3.1.5.8.   Distanza orizzontale tra il baricentro e lo spigolo anteriore del cofano motore (L7)

Misurare la distanza tra il punto d’urto del cofano motore definito in precedenza e il baricentro.

3.1.5.9.   Altezza del punto di articolazione dell’asse anteriore (H0)

Occorre verificare e includere nella relazione tecnica del fabbricante la distanza verticale tra il centro del punto di articolazione dell’asse anteriore e il centro dell’asse dei pneumatici anteriori (H01).

Misurare la distanza verticale tra il centro dell’asse dei pneumatici anteriori e il suolo (H02) (cfr. figura 6.8).

L’altezza dell’articolazione dell’asse anteriore (H0) è pari alla somma dei due valori precedenti.

3.1.5.10.   Larghezza della carreggiata posteriore (S)

Misurare la larghezza minima della carreggiata posteriore con i pneumatici di dimensioni maggiori indicati dal fabbricante (cfr. figura 6.9).

3.1.5.11.   Larghezza del pneumatico posteriore (B0)

La distanza tra il piano verticale esterno e quello interno di un pneumatico posteriore si effettua nella parte superiore del medesimo (figura 6.9).

3.1.5.12.   Angolo di oscillazione dell’asse anteriore (D0)

L’angolo più ampio definito dall’oscillazione dell’asse anteriore tra la posizione orizzontale e la deformazione massima, tenendo conto di eventuali ammortizzatori di fine corsa, va misurata su entrambi i lati dell’asse. Si considera l’angolo maggiore misurato.

3.1.5.13.   Massa del trattore

La massa del trattore va determinata in conformità alle condizioni di cui al punto 1.7.1.

3.2.   Condizioni della prova di resistenza delle ROPS e dei loro fissaggi ai trattori

3.2.1.   Requisiti generali

3.2.1.1.   Scopo delle prove

Le prove, effettuate con apposite apparecchiature, servono a simulare i carichi sopportati dalla ROPS in caso di capovolgimento del trattore. Le prove consentono di valutare la resistenza della ROPS, degli elementi che la fissano al trattore e di tutte le parti di quest’ultimo che trasmettono il carico di prova.

3.2.1.2.   Metodi di prova

Le prove si possono effettuare in conformità alla procedura dinamica oppure alla procedura statica (v. allegato A). I due metodi sono ritenuti equivalenti.

3.2.1.3.   Norme generali che disciplinano la preparazione delle prove

3.2.1.3.1.

La ROPS deve essere conforme alle specifiche della produzione di serie. Essa va fissata secondo le modalità prescritte dal fabbricante a uno dei trattori per i quali è stata progettata.

Nota:

Non è necessario un trattore completo per la prova statica di resistenza; la ROPS e le parti del trattore alle quali va fissata devono tuttavia costituire un insieme funzionale, di seguito denominato «il complesso».

3.2.1.3.2.

Per la prova di resistenza sia statica che dinamica, si montano sul trattore (o sul complesso) tutte le componenti di serie che possono influire sulla resistenza della ROPS o essere necessarie alla prova di resistenza.

Montare sul trattore (o sul complesso) anche le componenti che possono dar luogo a un rischio nella zona libera in modo da poterle esaminare e da accertare se siano state soddisfatte le condizioni di accettazione del paragrafo 3.2.3.

Occorre fornire, o indicare nei disegni, tutte le componenti del trattore o della ROPS, comprese le protezioni contro le intemperie.

3.2.1.3.3.

Per le prove di resistenza, pannelli e componenti amovibili non strutturali devono essere rimossi in modo da non potenziare la resistenza della ROPS.

3.2.1.3.4.

La carreggiata deve essere regolata in modo da evitare, per quanto possibile, che la ROPS, durante le prove di resistenza, sia sostenuta dai pneumatici. Se le prove sono effettuate in conformità alla procedura statica, si possono togliere le ruote.

3.2.2.   Prove

3.2.2.1.   Sequenza delle prove secondo la procedura statica

A parte le prove aggiuntive di cui ai paragrafi 3.3.1.1.6, 3.3.1.1.7, 3.3.2.1.6 e 3.3.2.1.7, la sequenza delle prove è la seguente:

(1)

carico posteriore della ROPS

(cfr. paragrafo 3.3.1.1);

(2)

prova di schiacciamento posteriore

(cfr. paragrafo 3.3.1.4);

(3)

carico anteriore della ROPS

(cfr. paragrafo 3.3.1.2);

(4)

carico laterale della ROPS

(cfr. paragrafo 3.3.1.3);

(5)

schiacciamento anteriore della ROPS

(cfr. paragrafo 3.3.1.5);

3.2.2.2.   Requisiti generali

3.2.2.2.1.

Se una o più parti del sistema di ancoraggio del trattore si spezza o si sposta durante la prova, questa va ripetuta.

3.2.2.2 2.

Durante le prove non si possono effettuare riparazioni o regolazioni del trattore o della ROPS.

3.2.2.2.3.

Durante le prove, il cambio del trattore deve essere in folle e i freni sbloccati.

3.2.2.2.4.

Se il trattore dispone di un sistema di sospensione tra telaio e ruote, esso deve essere bloccato durante le prove.

3.2.2.2.5.

Il lato scelto per applicare il primo carico sulla parte posteriore della ROPS deve essere quello che, secondo le autorità addette alla prova, comporterà l’applicazione della serie di carichi alle condizioni più sfavorevoli per la ROPS. Il carico laterale e quello posteriore devono essere applicati su entrambi i lati del piano longitudinale mediano della ROPS. Il carico anteriore va applicato sullo stesso lato del piano longitudinale mediano della ROPS cui è applicato il carico laterale.

3.2.3.   Condizioni di accettazione

3.2.3.1.   Si ritiene che una ROPS risponda ai requisiti sulla resistenza se soddisfa le seguenti condizioni:

3.2.3.1.1.

dopo ciascuna fase delle prove non si sono verificate le rotture e le incrinature di cui al paragrafo 3.3.2.1. o

3.2.3.1.2.

se, essendo state riscontrate significative rotture o incrinature durante una delle prove di schiacciamento, è stata effettuata una prova aggiuntiva, ai sensi del paragrafo 3.3.1.7, subito dopo l’urto o lo schiacciamento che le provocate;

3.2.3.1.3.

durante prove diverse dalle prove di sovraccarico, nessuna parte della ROPS è penetrata nella zona libera definita al paragrafo 1.6;

3.2.3.1.4.

durante prove diverse dalle prove di sovraccarico, tutte le parti della zona libera sono state protette dalla ROPS, in conformità al paragrafo 3.3.2.2;

3.2.3.1.5.

durante le prove, la ROPS non deve esercitare alcuna coercizione sulla struttura del sedile;

3.2.3.1.6.

la deformazione elastica misurata in conformità al paragrafo 3.3.2.4 deve essere inferiore a 250 mm.

3.2.3.2.   Nessun accessorio deve presentare un pericolo per il conducente. Non devono esserci parti o accessori sporgenti che possano ferire il conducente se il trattore dovesse capovolgersi né parti o accessori che possano imprigionarlo – bloccandogli ad esempio una gamba o un piede – in seguito alle deformazioni della ROPS.

3.2.4.   [Non pertinente]

3.2.5.   Apparecchiatura e materiale di prova

3.2.5.1.   Apparecchiatura per le prove statiche

3.2.5.1.1.

L’apparecchiatura per le prove statiche va progettata in modo da permettere di applicare spinte o carichi alla ROPS.

3.2.5.1.2.

Occorre far sì che il carico sia distribuito in modo uniforme, in senso perpendicolare alla direzione di caricamento, lungo una trave la cui lunghezza sia un multiplo esatto di 50 compreso tra 250 e 700 mm. La faccia verticale della trave rigida deve essere di 150 mm. I bordi della trave che si trovano a contatto con la ROPS vanno incurvati fino a un raggio massimo di 50 mm.

3.2.5.1.3.

Il supporto deve essere regolabile per adeguarsi a qualsiasi angolo in relazione alla direzione del carico, e seguire le variazioni angolari della superficie della ROPS sottoposta al carico quando la ROPS stessa si deforma.

3.2.5.1.4.

Direzione della forza (deviazione rispetto all’orizzontale e alla verticale):

all’inizio della prova, a carico pari a zero: ± 2°;

nel corso della prova, sotto carico: 10° sopra e 20° sotto l’orizzontale. Queste deviazioni vanno ridotte al minimo.

3.2.5.1.5.

La velocità di deformazione deve essere sufficientemente bassa (inferiore a 5 mm/s) in modo che il carico possa sempre essere considerato «statico».

3.2.5.2.   Apparecchi per misurare l’energia assorbita dalla ROPS

3.2.5.2.1.

Per determinare l’energia assorbita dalla ROPS occorre tracciare la curva forza/deformazione. Non è necessario misurare la forza e la deformazione nel punto di applicazione del carico sulla ROPS; forza e deformazione vanno tuttavia misurate simultaneamente e sulla stessa linea.

3.2.5.2.2.

Occorre scegliere il punto di origine delle misure di deformazione tenendo conto solo dell’energia assorbita dalla ROPS e/o dalla deformazione di alcune parti del trattore. Non si tiene conto dell’energia assorbita dalla deformazione e/o dallo slittamento dell’ancoraggio.

3.2.5.3.   Mezzi di ancoraggio del trattore al suolo

3.2.5.3.1.

Le rotaie di ancoraggio devono avere lo scartamento prescritto, coprire l’area necessaria per ancorare il trattore in tutti i casi illustrati ed essere saldamente fissate a un basamento resistente accanto all’apparecchiatura di prova.

3.2.5.3.2.

Il trattore va ancorato alle rotaie con ogni mezzo adatto (piastre, cunei, funi metalliche, ganci, ecc.) in modo che non si sposti durante le prove. Questo requisito va verificato durante la prova con normali strumenti di misurazione di una lunghezza.

Se il trattore si sposta, occorre ripetere l’intera prova, a meno che il sistema per misurare le deformazioni, usato per tracciare la curva forza/deformazione, non sia saldamente collegato al trattore.

3.2.5.4.   Apparecchiatura di schiacciamento

Un’apparecchiatura simile a quella illustrata nella figura 6.10 dovrà poter esercitare sulla ROPS una forza dall’alto verso il basso mediante una trave rigida, larga circa 250 mm, collegata al meccanismo di applicazione del carico da giunti universali. Appositi supporti applicati agli assi devono impedire che i pneumatici del trattore assorbano la forza di schiacciamento.

3.2.5.5.   Altri apparecchi di misurazione

Occorrono inoltre i seguenti strumenti di misurazione:

3.2.5.5.1.

uno strumento per misurare la deformazione elastica (differenza tra deformazione massima istantanea e deformazione permanente, cfr. figura 6.11).

3.2.5.5.2.

uno strumento per controllare che la ROPS non invada la zona libera e che questa continui a essere protetta dalla ROPS durante la prova (paragrafo 3.3.2.2).

3.3.   Procedura di prova statica

3.3.1.   Prove di carico e di schiacciamento

3.3.1.1.   Carico posteriore

3.3.1.1.1.

Il carico va applicato orizzontalmente, in un piano verticale parallelo al piano mediano del trattore.

Il punto di applicazione del carico si trova sulla parte della ROPS che si presume urti per prima il suolo in caso di capovolgimento all’indietro, di solito il bordo superiore. Il piano verticale in cui si colloca il punto di applicazione del carico deve trovarsi a una distanza verso l’interno da un piano verticale parallelo al piano mediano del trattore pari a 1/6 della larghezza della parte superiore della ROPS che tocca l’estremità esterna della parte superiore della ROPS stessa.

Se in questo punto la ROPS è concava o sporgente, vanno aggiunti cunei che consentano di applicarvi il carico, senza peraltro rinforzare la ROPS.

3.3.1.1.2.

Il complesso va fissato al suolo come descritto al paragrafo 3.2.6.3.

3.3.1.1.3.

L’energia assorbita dalla ROPS durante la prova deve essere almeno pari a:

Formula

3.3.1.1.4.

Per trattori con posto di guida reversibile (sedile e volante reversibili) si applica la stessa formula.

3.3.1.2.   Carico anteriore

3.3.1.2.1.

Il carico va applicato orizzontalmente in un piano verticale parallelo al piano mediano del trattore collocato a una distanza, verso l’interno da un piano verticale parallelo al piano mediano del trattore, pari a 1/6 della larghezza della parte superiore della ROPS che tocca l’estremità esterna della parte superiore della ROPS stessa.

Il punto di applicazione del carico deve essere costituito dalla parte della ROPS che si presume urti per prima il suolo se il trattore si capovolge lateralmente durante la marcia in avanti, di solito il bordo superiore.

Se in questo punto la ROPS è concava o sporgente, vanno aggiunti cunei che consentano di applicarvi il carico, senza peraltro rinforzare la ROPS.

3.3.1.2.2.

Il complesso va fissato al suolo come descritto al paragrafo 3.2.5.3.

3.3.1.2.3.

L’energia assorbita dalla ROPS durante la prova deve essere almeno pari a:

Formula

3.3.1.2.4.

Per trattori con posto di guida reversibile (sedile e volante reversibili) l’energia corrisponde al valore più alto tra quelli ottenuti con la formula precedente o una delle seguenti:

Formula

oppure

Formula

3.3.1.3.   Carico laterale

3.3.1.3.1.

Il carico va applicato orizzontalmente, in un piano verticale perpendicolare al piano mediano del trattore. Il punto di applicazione del carico deve essere costituito dalla parte della ROPS che si presume urti per prima il suolo in caso di capovolgimento laterale, di solito il bordo superiore.

3.3.1.3.2.

Il complesso va fissato al suolo come descritto al paragrafo 3.2.5.3.

3.3.1.3.3.

L’energia assorbita dalla ROPS durante la prova deve essere almeno pari a:

Formula

3.3.1.3.4.

Per trattori con posto di guida reversibile (sedile e volante reversibili) l’energia corrisponde al valore più alto tra quelli ottenuti con la formula precedente o quella seguente:

Formula

3.3.1.4.   Schiacciamento posteriore

La trave va collocata sulle traverse superiori più arretrate della ROPS e la risultante delle forze di schiacciamento deve trovarsi nel piano mediano del trattore. Si deve applicare una forza Fv, in cui:

Formula

La forza Fv va mantenuta per cinque secondi dopo la cessazione di qualsiasi movimento percettibile della ROPS.

Se la parte posteriore del tetto della ROPS non sopporta l’intera forza di schiacciamento, la forza va applicata finché la deformazione del tetto non coincide con il piano che unisce la parte superiore della ROPS con la parte posteriore del trattore capace di sostenere il trattore in caso di capovolgimento.

Si sospende quindi l’applicazione della forza e si riposiziona la trave di schiacciamento sopra la parte della ROPS che sosterrà il trattore una volta che esso sarà interamente capovolto. La forza di schiacciamento Fv viene quindi nuovamente applicata.

3.3.1.5.   Schiacciamento anteriore

La trave deve essere collocata sulle traverse superiori più arretrate della ROPS e la risultante delle forze di schiacciamento deve trovarsi nel piano mediano del trattore. Si deve applicare una forza Fv, in cui:

Formula

La forza Fv va mantenuta per cinque secondi dopo la cessazione di qualsiasi movimento percettibile della ROPS.

Se la parte anteriore del tetto della ROPS non sopporta l’intera forza di schiacciamento, la forza va applicata finché la deformazione del tetto non coincide con il piano che unisce la parte superiore della ROPS con la parte anteriore del trattore capace di sostenere il trattore in caso di capovolgimento.

Si sospende quindi l’applicazione della forza e si riposiziona la trave di schiacciamento sopra la parte della ROPS che sosterrà il trattore una volta che esso sarà interamente capovolto. La forza di schiacciamento Fv viene quindi nuovamente applicata.

3.3.1.6.   Prova aggiuntiva di sovraccarico (figure da 6.14 a 6.16)

Si effettua una prova di sovraccarico in tutti i casi in cui la forza diminuisca di oltre 3% nel corso dell’ultimo 5% della deformazione raggiunta durante l’assorbimento da parte della ROPS dell’energia necessaria (cfr. figura 6.15).

La prova di sovraccarico consiste nell’aumentare il carico orizzontale con incrementi graduali del 5% dell’energia inizialmente richiesta fino a un massimo del 20% di energia aggiunta (cfr. figura 6.16).

La prova di sovraccarico è soddisfacente se, dopo ogni incremento del 5%, 10% o 15% dell’energia necessaria, la forza diminuisce di meno del 3% per un incremento del 5%, restando superiore a 0,8 Fmax.

La prova di sovraccarico è soddisfacente se, dopo l’assorbimento del 20% di energia aggiunta da parte della ROPS, la forza resta superiore a 0,8 Fmax.

Durante la prova di sovraccarico sono ammesse rotture o incrinature aggiuntive e/o la penetrazione nella zona libera o l’attenuazione della protezione in tale zona in seguito a una deformazione elastica. Cessata l’applicazione del carico, la ROPS non deve tuttavia trovarsi nella zona libera, che deve risultare interamente protetta.

3.3.1.7.   Prove aggiuntive di schiacciamento

Se durante una prova di schiacciamento si constatano rotture o incrinature che non possono essere considerate trascurabili, occorre effettuare, immediatamente dopo la prova di schiacciamento che ha provocato la comparsa delle rotture o delle incrinature, una seconda prova di schiacciamento simile ma con una forza di 1,2 Fv.

3.3.2.   Misurazioni che devono essere effettuate

3.3.2.1.   Rotture e incrinature

Dopo ciascuna prova, tutte le parti strutturali, giunti e dispositivi di fissaggio vanno sottoposti a un esame visivo, per individuare rotture o incrinature, che ignorerà però eventuali piccole incrinature su parti prive di importanza.

3.3.2.2.   Penetrazione nella zona libera

Durante ogni prova occorre esaminare se una parte della ROPS sia penetrata nella zona libera definita al paragrafo 1.6.

Inoltre, la zona libera deve sempre trovarsi all’interno dello spazio protetto dalla ROPS. A tal fine, si considera esterna allo spazio protetto della ROPS qualsiasi parte della zona libera che entrerebbe in contatto con il suolo se il trattore si capovolgesse nella direzione in cui è stato applicato il carico durante la prova. Per stimare quanto sopra, si scelgono i pneumatici anteriori e posteriori e la carreggiata aventi le dimensioni standard più piccole indicate dal fabbricante.

3.3.2.3.   Prove sulla rigidità di un elemento fisso posteriore

Se il trattore è munito di un elemento rigido, di un involucro o di un elemento fisso d’altro tipo dietro al sedile del conducente, si presuppone che esso costituisca una protezione in caso di capovolgimento all’indietro o laterale. Tale elemento fisso posato dietro al sedile del conducente deve poter sopportare, senza rompersi né penetrare nella zona libera, una forza verso il basso Fi, in cui:

Formula

applicata perpendicolarmente alla parte superiore del telaio nel piano centrale del trattore. L’angolo iniziale di applicazione della forza deve essere di 40° e va calcolato rispetto a una retta parallela al suolo, come indicato nella figura 6.12. La larghezza minima dell’elemento rigido deve essere di 500 mm (cfr. figura 6.13).

Tale elemento deve inoltre essere sufficientemente rigido e saldamente fissato alla parte posteriore del trattore.

3.3.2.4.   Deformazione elastica sotto carico laterale

Occorre misurare la deformazione elastica (810+av) mm al di sopra del SIP del sedile sul piano verticale in cui è applicato il carico. Per questa misurazione si può usare un’apparecchiatura simile a quella illustrata nella figura 6.11.

3.3.2.5.   Deformazione permanente

Dopo la prova finale di schiacciamento, si registra la deformazione permanente della ROPS. A tal fine, prima di iniziare la prova, si registra la posizione delle parti principali della ROPS rispetto al SIP del sedile.

3.4.   Estensione ad altri modelli di trattori

3.4.1.   [Non pertinente]

3.4.2.   Estensione tecnica

Quando vengono apportate modifiche tecniche al trattore, alla ROPS o al metodo del suo fissaggio al trattore, il laboratorio di prova che ha effettuato la prova iniziale rilascia "verbale di estensione tecnica" nei seguenti casi, se il trattore e la ROPS hanno superato le prove di stabilità laterale e di non rotolamento di cui ai paragrafi 3.1.3 e 3.1.4 e se l’elemento fisso posteriore di cui al paragrafo 3.3.2.3, una volta montato, è stato sottoposto a prova con la procedura di cui al presente paragrafo (escluso il paragrafo 3.4.2.2.4):

3.4.2.1.   Estensione dei risultati di prove strutturali ad altri modelli di trattori

Le prove d’urto e di schiacciamento non sono necessarie per ogni modello di trattore, purché la ROPS e il trattore soddisfino le condizioni descritte ai paragrafi da 3.4.2.1.1 a 3.4.2.1.5.

3.4.2.1.1.

La ROPS (compreso l’elemento fisso posteriore) è identica a quella già provata.

3.4.2.1.2.

l’energia richiesta non supera di oltre il 5% l’energia calcolata per la prova originale;

3.4.2.1.3.

il metodo di fissaggio e le componenti del trattore per le quali è stato fatto il fissaggio sono identici;

3.4.2.1.4.

componenti come parafanghi e cofano, che possono servire da sostegno per la ROPS, sono identici;

3.4.2.1.5.

la posizione e le dimensioni estreme del sedile all’interno della ROPS e la posizione relativa della ROPS sul trattore devono essere tali che la zona libera resti all’interno dello spazio protetto dalla struttura deformata per tutta la durata delle prove (la verifica si effettua con gli stessi valori di riferimento della zona libera indicati nel verbale di prova originale, rispettivamente il punto di riferimento del sedile (SRP) o il SIP).

3.4.2.2.   Estensione dei risultati delle prove effettuate sulla ROPS a modelli modificati di ROPS

Se i requisiti di cui al paragrafo 3.4.2.1 non sono soddisfatti, occorre effettuare la procedura che segue; essa non va però applicata se il metodo di fissaggio della ROPS al trattore è stata profondamente modificata (ad es. sostituzione di supporti in gomma con un dispositivo di sostegno):

3.4.2.2.1.

Modifiche che non incidono sui risultati della prova iniziale (come fissaggio saldato del supporto di sostegno di un accessorio in un punto non critico della ROPS), aggiunta di sedili con SIP diversi nella ROPS (con riserva di verifica che le nuove zone libere restino all’interno dello spazio protetto della struttura deformata per tutta la durata delle prove).

3.4.2.2.2.

Modifiche che possono incidere sui risultati della prova iniziale senza mettere in dubbio l’accettabilità della ROPS (ad es. modifica di una componente strutturale, modifica del metodo di fissaggio della ROPS al trattore). Può essere effettuata una prova di convalida i cui risultati vanno inclusi nel verbale di estensione.

I limiti fissati per questo tipo di estensione sono i seguenti:

3.4.2.2.2.1.

senza una prova di convalida non si possono accettare più di cinque estensioni;

3.4.2.2.2.2.

saranno accettati per un’estensione i risultati del test di convalida se sono soddisfatte tutte le condizioni di accettazione del presente allegato e:

se la deformazione misurata dopo ogni prova d’urto non si discosta dalla deformazione, riportata dopo ogni prova d’urto del verbale di prova iniziale, di oltre ±7% (in caso di prove dinamiche),

se la forza misurata, quando viene raggiunto il livello di energia richiesto nelle varie prove di carico orizzontale, non si discosta di oltre il ±7% dalla forza misurata quando l’energia richiesta è stata raggiunta nella prova iniziale e se la deformazione misurata(4), quando viene raggiunto il livello di energia richiesto nelle varie prove di carico orizzontale, non si discosta di oltre il ±7% dalla deformazione misurata quando è stata raggiunta l’energia richiesta riportata nel verbale di prova iniziale (nel caso di prove statiche);

3.4.2.2.2.3.

se in un unico verbale di estensione è possibile includere più di una modifica della ROPS, purché si tratti di diverse opzioni della stessa ROPS ma, in un singolo verbale di estensione, possa essere accettata una sola prova di convalida. Le opzioni non sottoposte a prova vanno descritte in un’apposita sezione del verbale di estensione.

3.4.2.2.3.

Aumento della massa di riferimento dichiarata dal fabbricante per una ROPS già sottoposta a prova. Se il fabbricante vuole conservare lo stesso numero di omologazione si può rilasciare un verbale di estensione dopo aver effettuato una prova di convalida (non si applicano allora le restrizioni del ±7% di cui al paragrafo 3.6.2.2.2.2).

3.4.2.2.4.

Modifica dell’elemento fisso posteriore o aggiunta di un nuovo elemento fisso posteriore. Occorre controllare che la zona libera resti all’interno dello spazio protetto della ROPS deformata per tutta la durata delle prove tenendo conto dell’elemento fisso posteriore nuovo o modificato. Occorre effettuare una convalida dell’elemento fisso posteriore costituita dalla prova descritta al paragrafo 3.3.2.3 e i risultati della prova vanno riportati nel verbale di estensione.

3.5.   [Non pertinente]

3.6.   Funzionamento delle ROPS alle basse temperature

3.6.1.   Se il fabbricante dichiara che la ROPS è particolarmente resistente alla fragilizzazione a basse temperature, deve fornire dati pertinenti da includere nel verbale.

3.6.2.   Le procedure e i requisiti seguenti sono destinati a rafforzare la struttura e a renderla resistente alle fratture da fragilizzazione a basse temperature. Si propone di applicare le seguenti prescrizioni minime relative ai materiali per valutare la capacità di una ROPS di funzionare alle basse temperature nei paesi che hanno bisogno di questa ulteriore protezione di funzionamento.

3.6.2.1.   Bulloni e dadi usati per fissare la ROPS al trattore e per unire le sue parti strutturali devono dimostrare adeguate proprietà di resistenza alle basse temperature, che vanno debitamente verificate.

3.6.2.2.   Tutti gli elettrodi per saldatura utilizzati nella fabbricazione di elementi e supporti strutturali devono essere compatibili con i materiali usati per la ROPS come indicato al paragrafo 3.6.2.3.

3.6.2.3.   I tipi di acciaio usati per gli elementi strutturali della ROPS devono avere una particolare tenacità e sopportare un livello minimo prescritto di energia d’urto, secondo la prova Charpy con intaglio a V, quale indicato nella tabella 6.1. Il tipo e la qualità dell’acciaio vanno specificati ai sensi della norma ISO 630:1995.

Un acciaio con uno spessore grezzo di laminazione inferiore a 2,5 mm e un tenore di carbonio inferiore allo 0,2% è considerato rispondere a tale requisito.

Gli elementi strutturali della ROPS costituiti da materiali diversi dall’acciaio devono dimostrare una equivalente resistenza agli urti e alle basse temperature.

3.6.2.4.   Nella prova Charpy con intaglio a V relativa al livello di energia d’urto, le dimensioni del campione non devono essere inferiori alla dimensione maggiore tra quelle della tabella 6.1, consentite dal materiale.

3.6.2.5.   Le prove Charpy con intaglio a V vanno effettuate secondo la procedura descritta in ASTM A 370-1979, tranne per quanto riguarda le dimensioni dei provini, che devono essere conformi a quelle indicate nella tabella 6.1.

3.6.2.6.   Un’alternativa a questa procedura è l’impiego di acciaio calmato o semicalmato, per il quale occorre fornire una specifica adeguata. Il tipo e la qualità dell’acciaio vanno precisati in conformità alla norma ISO 630:1995, Amend. 1:2003.

3.6.2.7.   I campioni devono essere longitudinali e prelevati da stock piatti, a sezione circolare o quadrata, prima di essere applicati o saldati nella ROPS. I campioni a sezione circolare o quadrata vanno prelevati dalla parte centrale del lato di dimensione maggiore e non devono includere saldature.

Tabella 6.1

Livelli minimi dell’energia d’urto secondo la prova Charpy con intaglio a V

Dimensioni del campione

Energia a

Energia a

 

-30 °C

-20 °C

mm

J

J (2)

10 × 10 (1)

11

27,5

10 × 9

10

25

10 × 8

9,5

24

10 × 7,5 (1))

9,5

24

10 × 7

9

22,5

10 × 6,7

8,5

21

10 × 6

8

20

10 × 5 (1)

7,5

19

10 × 4

7

17,5

10 × 3,5

6

15

10 × 3

6

15

10 × 2,5 (1)

5,5

14

3.7.   [Non pertinente]

Figura 6.1

Zona libera

Dimensioni in mm

Figura 6.1.a

Vista laterale

Sezione trasversale al piano di riferimento

Image

Figura 6.1.b

Vista posteriore

Image

Figura 6.1.c

Vista dall’alto

Image

1– Retta di riferimento

2– Punto indice del sedile (Seat index point - SIP)

3– Piano di riferimento

Figura 6.2

Zona libera per trattori con sedile e posto guida reversibili

Image

Figura 6.3

Diagramma di flusso per determinare il rotolamento continuato di un trattore che si ribalta lateralmente, munito di una struttura di protezione antiribaltamento (Roll-over protective structure - ROPS) montata sul lato anteriore

Image

Versione B1: Punto d’urto della ROPS dietro al punto di equilibrio instabile longitudinale

Versione B2: Punto d’urto della ROPS vicino al punto di equilibrio instabile longitudinale

Versione B3: Punto d’urto della ROPS davanti al punto di equilibrio instabile longitudinale

Figura 6.4

Apparecchiatura per testare le proprietà antirotolamento su pendenza 1/1,5

Image

Figura 6.5

Dati necessari al calcolo del capovolgimento di un trattore con rotolamento triassiale

Image

Figure 6.6.a, 6.6.b, 6.6.c

Distanza orizzontale tra il baricentro e il punto d’intersezione anteriore della ROPS (L6)

Image

Figura 6.7

Determinazione dei punti d’urto per misurare la larghezza della ROPS (B6) e l’altezza del cofano motore (H7)

Image

Figura 6.8

Altezza del punto di articolazione dell’asse anteriore (H0)

Image

Figura 6.9

Larghezza della carreggiata posteriore (S) e dei pneumatici posteriori (B0)

Image

Figura 6.10

Esempio di apparecchiatura per lo schiacciamento del trattore

Image

Figura 6.11

Esempio di apparecchio per misurare le deformazioni elastiche

Image

1– Deformazione permanente

2– Deformazione elastica

3– Deformazione totale (permanente + elastica)

Figura 6.12

Simulazione della linea del suolo

Image

Figura 6.13

Larghezza minima degli elementi rigidi applicati posteriormente

Image

Figura 6.14

Curva forza/deformazione

Prova di sovraccarico non necessaria

Image

Note:

1.

Posizionare Fa rispetto a 0,95 D’

2.

La prova di sovraccarico non è necessaria in quanto Fa ≤ 1,03 F’

Figura 6.15

Curva forza/deformazione

Prova di sovraccarico necessaria

Image

Note:

1.

Posizionare Fa rispetto a 0,95 D’

2.

La prova di sovraccarico è necessaria in quanto Fa > 1,03 F′

3.

Il risultato della prova di sovraccarico è soddisfacente in quanto Fb > 0,97 F’ e Fb > 0,8 Fmax.

Figura 6.16

Curva forza/deformazione

Prova di sovraccarico da continuare

Image

Note:

1.

Posizionare Fa rispetto a 0,95 D’

2.

La prova di sovraccarico è necessaria in quanto Fa > 1,03 F’

3.

Fb < 0,97 F’ pertanto è necessario un’ulteriore sovraccarico

4.

Fc < 0,97 Fb pertanto è necessario un’ulteriore sovraccarico

5.

Fd < 0,97 Fc pertanto è necessario un’ulteriore sovraccarico

6.

Il risultato della prova di sovraccarico è soddisfacente se Fe > 0,8 Fmax

7.

Se in una fase qualsiasi il carico scende al di sotto di 0,8 Fmax, la struttura è respinta

B2.   PROCEDURA DI PROVA «DINAMICA» ALTERNATIVA

La presente sezione illustra la procedura di prova dinamica in alternativa al metodo di prova statico di cui alla sezione B 1.

4.   Norme e direttive

4.1.   Condizioni preliminari per le prove di resistenza

Si vedano i requisiti fissati per le prove statiche.

4.2.   Condizioni della prova di resistenza delle ROPS e dei loro fissaggi ai trattori

4.2.1.   Requisiti generali

Si vedano i requisiti fissati per le prove statiche.

4.2.2.   Prove

4.2.2.1.   Sequenza delle prove secondo la Procedura Dinamica

La sequenza delle prove, fatte salve le prove aggiuntive di cui ai paragrafi 4.3.1.6 e 4.3.1.7, è la seguente:

(1)

urto sulla parte posteriore della ROPS

(cfr. paragrafo 4.3.1.1);

(2)

prova di schiacciamento posteriore

(cfr. paragrafo 4.3.1.4);

(3)

urto sulla parte anteriore della ROPS

(cfr. paragrafo 4.3.1.2);

(4)

urto laterale della ROPS

(cfr. paragrafo 4.3.1.3);

(5)

schiacciamento anteriore della ROPS

(cfr. paragrafo 4.3.1.5);

4.2.2.2.   Requisiti generali

4.2.2.2.1.

Se una o più parti del sistema di ancoraggio del trattore si spezza o si sposta durante la prova, quest’ultima va ripetuta.

4.2.2.2.2.

Durante le prove non si possono effettuare riparazioni o regolazioni del trattore o della ROPS.

4.2.2.2.3.

Durante le prove, il cambio del trattore deve essere in folle e i freni sbloccati.

4.2.2.2.4.

Se il trattore dispone di un sistema di sospensione tra telaio e ruote, esso deve essere bloccato durante le prove.

4.2.2.2.5.

Il lato scelto per applicare il primo urto sulla parte posteriore della ROPS deve essere quello che, secondo le autorità addette alla prova, comporterà l’applicazione della serie di urti o di carichi alle condizioni più sfavorevoli per la ROPS. L’urto laterale e quello posteriore devono avvenire su entrambi i lati del piano longitudinale mediano della ROPS. L’urto anteriore deve avvenire sullo stesso lato del piano longitudinale mediano della ROPS sul quale avviene l’urto laterale.

4.2.3.   Condizioni di accettazione

4.2.3.1.   Si ritiene che una ROPS risponda ai requisiti sulla resistenza se soddisfa le seguenti condizioni:

4.2.3.1.1.

dopo ciascuna fase delle prove non si sono verificate le rotture e le incrinature di cui al paragrafo 4.3.2.1. o

4.2.3.1.2.

se, essendo state riscontrate rotture o incrinature significative durante una delle prove, deve essere effettuata, immediatamente dopo l’urto o lo schiacciamento che le ha provocate, una prova aggiuntiva ai sensi dei paragrafi 4.3.1.6 o 4.3.1.7;

4.2.3.1.3.

durante prove diverse dalle prove di sovraccarico, nessuna parte della ROPS è penetrata nella zona libera definita al paragrafo 1.6;

4.2.3.1.4.

durante prove diverse dalle prove di sovraccarico, tutte le parti della zona libera sono state protette dalla ROPS in conformità al paragrafo 4.3.2.2;

4.2.3.1.5.

durante le prove, la ROPS non deve esercitare alcuna coercizione sulla struttura del sedile;

4.2.3.1.6.

la deformazione elastica misurata in conformità al paragrafo 4.3.2.4 deve essere inferiore a 250 mm.

4.2.3.2.   Nessun accessorio deve presentare un pericolo per il conducente. Non devono esserci parti o accessori sporgenti che possano ferire il conducente se il trattore dovesse capovolgersi né parti o accessori che possano imprigionarlo – bloccandogli ad esempio una gamba o un piede – in seguito alle deformazioni della ROPS.

4.2.4.   [Non pertinente]

4.2.5.   Apparecchi e attrezzature per le prove dinamiche

4.2.5.1.   Pendolo

4.2.5.1.1.

Un blocco che funge da pendolo va appeso con due catene o due funi metalliche a perni situati ad almeno 6 m d’altezza dal suolo. Deve essere previsto un mezzo per regolare separatamente l’altezza di sospensione del blocco e l’angolo tra il blocco e le catene o le funi metalliche.