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Document 22015P0923(03)

Risoluzione sulle sfide, sul potenziale e sul nuovo impegno nella cooperazione in materia di efficienza energetica e di fonti rinnovabili in seno al partenariato orientale

OJ C 315, 23.9.2015, p. 11–17 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

23.9.2015   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 315/11


RISOLUZIONE (1)

sulle sfide, sul potenziale e sul nuovo impegno nella cooperazione in materia di efficienza energetica e di fonti rinnovabili in seno al partenariato orientale

(2015/C 315/03)

L’ASSEMBLEA PARLAMENTARE EURONEST,

visto l’atto costitutivo dell’Assemblea parlamentare EURONEST del 3 maggio 2011,

vista la dichiarazione congiunta del vertice del partenariato orientale a Vilnius, del 28 e 29 novembre 2013,

viste le conclusioni del Consiglio europeo del 24 ottobre 2014 sul quadro 2030 per le politiche dell’energia e del clima,

viste le decisioni della conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici tenutasi dall’11 al 22 novembre 2013 a Varsavia,

vista la risoluzione del Parlamento europeo del 5 febbraio 2014 su un quadro per le politiche dell’energia e del clima all’orizzonte 2030 (2),

vista la risoluzione del Parlamento europeo del 21 maggio 2013 sulle attuali sfide e opportunità per le energie rinnovabili nel mercato interno dell’energia europeo (3),

vista la risoluzione del Parlamento europeo del 14 marzo 2013 sulla tabella di marcia per l’energia 2050, un futuro con l’energia (4),

vista la risoluzione del Parlamento europeo del 12 giugno 2012 sull’impegno nella cooperazione nel settore della politica energetica con i partner al di là delle nostre frontiere: un approccio strategico per un approvvigionamento energetico sicuro, sostenibile e competitivo (5),

vista la risoluzione del Parlamento europeo del 26 novembre 2014 sulla conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici di Lima, che chiede un obiettivo vincolante di efficienza energetica del 40 %, in linea con il potenziale di miglioramento dell’efficienza energetica, globale ed efficace in termini di costi (6),

vista la comunicazione della Commissione del 23 luglio 2014 dal titolo «L’efficienza energetica e il suo contributo a favore della sicurezza energetica e del quadro 2030 in materia di clima ed energia» [COM(2014) 0520],

vista la comunicazione della Commissione del 22 gennaio 2014 dal titolo «Quadro per le politiche dell’energia e del clima per il periodo dal 2020 al 2030» [COM(2014) 0015],

vista la comunicazione della Commissione dell’8 marzo 2011 dal titolo «Una tabella di marcia verso un’economia competitiva a basse emissioni di carbonio nel 2050» [COM(2011) 0112],

vista la direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica,

vista la direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE,

visti i documenti strategici nazionali per l’energia di Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Moldova e Ucraina per i periodi fino al 2020 e al 2030,

visti gli obiettivi essenziali del periodo 2014-2017 e il programma di lavoro del partenariato orientale: piattaforma 3 — Sicurezza energetica,

vista l’istituzione del partenariato con l’Europa orientale per l’efficienza energetica e l’ambiente (E5P) del 2009,

viste la relazione annuale 2013 sulle attività della Comunità dell’energia al Parlamento europeo e ai parlamenti nazionali e la relazione annuale del 24 settembre 2014 sulle attività della Comunità dell’energia nel 2014,

A.

considerando che la domanda globale di energia sta continuamente aumentando a un ritmo paragonabile a quello della popolazione, dell’attività antropica e dello sviluppo delle tecnologie, e che ciò ha come conseguenza l’intensificazione della concorrenza globale per le risorse dei combustibili fossili e la conseguente messa a rischio dell’approvvigionamento energetico delle economie più povere;

B.

considerando che sono emerse preoccupazioni inerenti ai cambiamenti climatici, alla crescente domanda energetica e alle incertezze dei mercati mondiali petroliferi e del gas, innescando riflessioni sul versante dei paesi tanto produttori quanto consumatori riguardo all’ideazione di strategie reciprocamente vantaggiose per la trasformazione dei settori energetici in settori a basse emissioni, il raggiungimento di nuovi equilibri tra le varie fonti energetiche, l’assicurazione di un approvvigionamento affidabile e sicuro, nonché la limitazione del consumo energetico;

C.

considerando che nella regione dell’Europa orientale si prevede una crescita del consumo energetico con una velocità superiore alla media dell’UE, nell’ambito di un andamento generale che accompagna lo sviluppo economico e sociale della regione stessa; che i paesi partner dell’Europa orientale hanno oggi un’intensità energetica tre volte superiore allo Stato membro medio dell’UE e che il loro potenziale non sfruttato per l’efficienza energetica resta enorme;

D.

considerando, pertanto, che la riduzione delle emissioni di anidride carbonica originate dall’utilizzo di combustibili fossili, lo sviluppo di fonti di energia alternative ed efficienti in termini di costi e l’aumento dell’efficienza energetica rientrano negli interessi economici, sociali e ambientali tanto dell’UE quanto dei paesi partner dell’Europa orientale;

E.

considerando che il dialogo sulla politica energetica regionale nell’ambito del partenariato orientale si è intensificato negli ultimi anni, trattando la convergenza dei mercati dell’energia, la diversificazione dell’approvvigionamento e del transito di energia e lo sviluppo di fonti energetiche sostenibili, nonché le infrastrutture di interesse comune e regionale;

F.

considerando che la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, tenutasi nel novembre 2013 a Varsavia, ha segnato un importante passo in avanti con la finalità di raggiungere un nuovo accordo universale sul clima nel 2015, che si dovrà fondare in particolare su politiche e misure di riduzione delle emissioni di anidride carbonica dei sistemi energetici;

G.

considerando che le misure di risparmio energetico ed efficienza energetica, unite al maggior utilizzo delle fonti rinnovabili, concorrerebbero altresì a ridurre forme molteplici di dipendenza energetica, tra cui la dipendenza in ambito finanziario, tecnologico o dei combustibili nei settori nucleare e fossile, l’acquisizione e la titolarità dell’infrastruttura strategica energetica e l’investimento in progetti energetici di parti terze non affidabili nell’UE e nei paesi partner dell’Europa orientale;

H.

considerando che la crescente quota di energie rinnovabili può determinare considerevoli risparmi sui costi, come riscontrato negli ultimi anni nella bolletta energetica esterna dell’UE (uno sgravio di 30 miliardi di EUR nel 2012);

I.

considerando che lo stato di degrado del settore edilizio abitativo, delle infrastrutture di trasmissione e distribuzione energetica, ereditato dal passato, pone sfide importanti per l’efficienza energetica e il risparmio energetico in parecchi paesi dell’UE e paesi partner dell’Europa orientale;

J.

considerando che l’UE ha adottato un quadro per le politiche dell’energia e del clima all’orizzonte 2030, il quale fissa una serie di obiettivi, ossia la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 40 % rispetto ai livelli del 1990, l’aumento della quota di energie rinnovabili consumate nell’UE al 27 % e il miglioramento dell’efficienza energetica di almeno il 27 % rispetto alle proiezioni per il 2030;

K.

considerando che della completa attuazione dell’odierno e del secondo pacchetto clima-energia e della conseguente legislazione dell’UE nel settore dell’efficienza energetica sono responsabili tutti gli Stati membri dell’UE, e che, in termini di legislazione recepita, ciò vige altresì per i paesi partner dell’Europa orientale; che l’assenza di un recepimento tempestivo e corretto può pregiudicare la sicurezza dei singoli Stati membri dell’UE o dell’Unione e dei suoi paesi partner dell’Europa orientale come insieme unico;

L.

considerando che nel 2009 l’UE ha adottato una direttiva sulle energie rinnovabili che stabilisce obiettivi nazionali obbligatori, da raggiungere attraverso la promozione dell’uso delle energie rinnovabili; che, oltre a ciò, nel 2012 ha adottato una direttiva sull’efficienza energetica ai sensi della quale gli Stati membri devono attuare misure vincolanti per il risparmio energetico, in particolare gli obblighi di rinnovare annualmente il 3 % degli edifici istituzionali e, per le aziende energetiche, di ridurre il consumo energetico al livello del cliente;

M.

considerando che i paesi partner dell’Europa orientale si sono impegnati ad adottare e attuare quadri politici e giuridici per le energie rinnovabili e l’efficienza energetica, anche attraverso i rapporti contrattuali di alcuni di loro, esistenti nel trattato sulla Comunità dell’energia; che, tuttavia, i loro sforzi sono ostacolati da un insufficiente monitoraggio e da una capacità tecnica altrettanto insufficiente, nonché dall’assenza di investimenti e strumenti per la loro attuazione;

N.

considerando che nel 2013 l’Armenia, la Georgia e la Moldova sono entrate a far parte del partenariato con l’Europa orientale per l’efficienza energetica e l’ambiente (E5P), istituito in prima istanza con l’Ucraina e che mira a promuovere l’efficienza energetica e gli investimenti ambientali nei paesi del partenariato orientale;

O.

considerando che, nonostante l’impatto negativo sortito dalla crisi economica mondiale sugli investimenti nei risparmi energetici e nelle energie rinnovabili, gli istituti finanziari internazionali ricoprono ancora un ruolo rilevante capitalizzando i fondi e i prestiti nazionali per gli investimenti nell’utilizzo sostenibile dell’energia e nello sviluppo delle energie rinnovabili;

P.

considerando che i paesi dell’UE e i paesi partner dell’Europa orientale hanno l’esigenza di tener conto della competitività globale delle loro economie e dei loro settori energetici, al momento di plasmare idonee politiche per imporre obblighi in materia di efficienza energetica nei settori industriali, sviluppare le energie rinnovabili e integrarle nei mix energetici nazionali;

Q.

considerando che l’Ucraina e la Moldova sono entrate a far parte della Comunità dell’energia nel 2011 e, conseguentemente, sono state obbligate a recepire, fra l’altro, la direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia (entro il 30 settembre 2012), la direttiva sull’etichettatura energetica (entro la fine del 2011), la direttiva sui servizi energetici (entro la fine del 2011) e la direttiva sulle fonti energetiche rinnovabili (entro la fine del 2013); che la Georgia sta tenendo negoziati per divenire membro della Comunità dell’energia a pieno titolo nel 2015;

Conseguimento del progresso e realizzazione di risultati in materia di energie rinnovabili ed efficienza energetica

1.

condivide l’opinione dei partecipanti al vertice del Partenariato orientale di Vilnius sull’importanza strategica e sulla necessità di una più stretta cooperazione nei settori dei cambiamenti climatici e dell’ambiente, quali priorità d’azione; plaude all’impegno dei partecipanti al vertice a elaborare un nuovo accordo universale sul clima, da adottare alla conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si terrà nel 2015 a Parigi; pone l’accento sul comune interesse al consolidamento della cooperazione bilaterale e multilaterale in seno al partenariato orientale nel settore energetico, al fine del raggiungimento degli obiettivi delle politiche per il clima;

2.

plaude al progresso scaturito dal vertice di Vilnius e invita i partecipanti al vertice che si terrà nel maggio 2015 a Riga a compiere ulteriori progressi nella cooperazione energetica nell’ambito del partenariato orientale; si rammarica di come, in casi specifici, il commercio bilaterale dell’energia sia stato utilizzato quale strumento di pressione politica dalla federazione russa; sottolinea come sia necessario un ulteriore sviluppo della cooperazione tra l’UE e i suoi partner per consolidare la reciproca sicurezza energetica e per renderli più indipendenti e maggiormente resistenti e flessibili alle pressioni esterne;

3.

sottolinea l’importanza di attribuire un’elevata priorità politica al conseguimento di progressi nello sviluppo delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, al fine di progredire verso sistemi energetici a basse emissioni, di attenuare i rischi creati dai cambiamenti climatici e di promuovere l’energia sicura, sostenibile e a prezzi abbordabili, a vantaggio delle nostre economie e dei nostri cittadini;

4.

pone l’accento su come le strutture obsolescenti in essere, gli «allacciamenti mancanti» e una quota maggiore di rinnovabili nella produzione e nel consumo energetico indicano tutti l’esigenza di investimenti su vasta scala nello sviluppo di un’adeguata infrastruttura di trasmissione e stoccaggio dell’elettricità; invita l’UE e i paesi partner dell’Europa orientale a consolidare la cooperazione regionale, nonché a incentivare la modernizzazione delle reti energetiche, in particolare attraverso lo sviluppo e la promozione delle «reti intelligenti», come pure la costruzione di nuove interconnessioni e strutture transfrontaliere; sottolinea come tali investimenti debbano essere completati con misure volte alle modifiche dei comportamenti, al risparmio energetico e a una solida assistenza ai consumatori, che evidenzino i vantaggi del passaggio dai combustibili fossili alle rinnovabili, in particolare nel settore del riscaldamento; pone altresì l’accento sull’importanza dello sviluppo della rete dorsale di Internet, al fine di sostenere le operazioni con le reti intelligenti, nonché di garantire la sicurezza informatica delle infrastrutture critiche;

5.

osserva che talune fonti energetiche rinnovabili sono discontinue e reputa, a tal proposito, che tanto più siano capillarmente diffuse le reti elettriche tanto più si possano sfruttare le fonti energetiche geograficamente remote e si possa, conseguentemente, raggiungere un equilibrio riguardo alla produzione o alla non disponibilità di impianti per le energie rinnovabili;

6.

pone l’accento sul ruolo dell’efficienza energetica degli edifici e sull’importanza di rinnovare gli edifici inefficienti sotto il profilo energetico, in collaborazione con l’UE, per portarne l’efficienza energetica al massimo;

7.

reputa che lo sviluppo delle energie rinnovabili debba andare di pari passo con il sostegno alle capacità di stoccaggio e alla capacità flessibile di riserva di energia operativa; sottolinea, inoltre, l’esigenza di efficaci misure per l’efficienza energetica per assicurare l’approvvigionamento d’elettricità nei periodi dei picchi di domanda; incoraggia l’UE e i paesi partner dell’Europa orientale a sostenere e agevolare la costituzione di nuovi partenariati per assicurare il trasferimento di tecnologie nei settori della gestione della domanda, delle reti intelligenti e delle tecnologie di stoccaggio; chiede una cooperazione potenziata tra l’UE e i suoi paesi partner, in uno sforzo comune di contrasto degli attacchi, di qualunque tipo, alle infrastrutture critiche;

8.

evidenzia i problemi inerenti alla gassificazione che travagliano le comunità rurali nei paesi partner dell’Europa orientale, giacché tali comunità dipendono ancora oggi dalle risorse naturali tratte dalla foresta, con il risultato di una deforestazione e di un degrado forestale massicci, in una misura che costituisce almeno un quinto di tutte le emissioni antropiche;

9.

raccomanda che l’UE e i suoi paesi partner dell’Europa orientale incentivino e sperimentino le reti locali e decentralizzate di produzione e distribuzione delle energie rinnovabili, che creerebbero un sistema energetico maggiormente elastico, equilibrato e democratico, migliorerebbero la sicurezza energetica, offrirebbero opportunità d’affari e coprirebbero le esigenze delle comunità e dei mercati locali;

10.

invita gli Stati membri dell’UE e i loro partner ad aumentare la capacità della ricerca di cooperazione per le energie alternative con gli investitori privati nell’estrazione di gas di scisto ricco di materiale organico: questo creerebbe un solido vantaggio consentendo ai paesi dipendenti dalle importazioni di energia una migliore resistenza alla pressione politica esterna;

11.

sottolinea come il potenziale dei risparmi energetici riguardi tutti i settori dell’economia, compresi l’industria, l’agricoltura, l’edilizia (in particolare per quanto attiene agli elevati livelli di inefficienza energetica degli edifici abitativi), i trasporti e i servizi; ritiene che il progresso verso l’efficienza energetica debba fare assegnamento su decisioni inerenti all’efficace attuazione delle misure finanziate intelligentemente, adottate da una complessa catena di soggetti interessati, dai decisori politici fino ai produttori di energia e ai singoli consumatori della stessa;

12.

evidenzia come il passaggio a un’economia più efficiente sotto il profilo energetico debba inoltre accelerare la diffusione di soluzioni tecnologiche innovative e migliorare la competitività dell’industria, rilanciando la crescita economica e creando posti di lavoro di qualità elevata in diversi settori connessi all’efficienza energetica;

13.

pone l’accento su come le politiche per l’efficienza energetica si debbano basare su analisi dettagliate dell’uso, dei mercati e delle tecnologie dell’energia nonché sull’individuazione di settori e opportunità in cui gli interventi possano potenzialmente produrre i maggiori miglioramenti; invita a tal proposito gli Stati membri dell’UE e i paesi partner dell’Europa orientale a definire politiche per l’efficienza energetica, intese in via prioritaria ad abbattere le barriere agli investimenti nell’efficienza, a istituire e attuare gradualmente standard di prestazione in tutti i settori a intensità energetica, compresa l’industria, incrementare le imposte sui prodotti e le attrezzature più inefficienti, laddove esistano alternative a minor dispendio d’energia, e creare modelli di finanziamento accessibili ai nuclei domestici;

14.

sottolinea l’importanza dell’ultimazione dei progetti di teleriscaldamento in tutti i paesi partner dell’Europa orientale, assicurando che ciascun progetto di rinnovo o di costruzione sia elaborato mantenendo l’efficienza energetica come priorità;

Garanzia delle corrette condizioni quadro per lo sviluppo sostenibile delle energie rinnovabili e lo stimolo all’efficienza energetica

15.

sostiene gli obiettivi di sensibilizzazione del pubblico in merito alle energie rinnovabili nei paesi partner dell’Europa orientale e riconosce che la comunità economica, in tali paesi, risulta oggi carente di conoscenze concernenti la produzione di energie rinnovabili e i mezzi di partecipazione ai progetti d’investimento; evidenzia il ruolo degli istituti finanziari internazionali nel capitalizzare i fondi e i prestiti nazionali per gli investimenti nell’utilizzo sostenibile dell’energia e nello sviluppo delle energie rinnovabili;

16.

sostiene gli obiettivi del programma di lavoro della piattaforma del partenariato orientale in materia di sicurezza energetica per il periodo 2014-2017 e, in particolare, quello della cooperazione potenziata nell’attuazione della legislazione in materia di efficienza energetica e di energie rinnovabili, nonché nella promozione degli investimenti;

17.

pone l’accento su come i quadri normativi per le energie rinnovabili e l’efficienza energetica rivestano la massima importanza, dal momento che le decisioni sugli investimenti in tali settori sono ampiamente influenzate dalle autorizzazioni amministrative; raccomanda che i governi degli Stati membri dell’UE e dei paesi partner dell’Europa orientale garantiscano trasparenza, coerenza e continuità nel plasmare i quadri giuridici, finanziari e normativi, al fine di consolidare la fiducia degli investitori e condividere il know-how e le migliori pratiche normative; sottolinea come la Commissione debba essere vigile e assicurare che gli investimenti nell’energia e le decisioni politiche in materia, in qualunque Stato membro dell’UE, non insidino la sicurezza energetica in altri Stati membri o nei paesi partner dell’Europa orientale;

18.

invita la Commissione alla revisione della direttiva sull’efficienza energetica, per prorogare i regimi obbligatori di efficienza energetica oltre il 2020, nonché a proporre la direttiva riveduta con obiettivi per il 2030, ai fini dell’adozione definitiva a opera della Comunità dell’energia;

19.

sostiene il ravvicinamento dei paesi partner dell’Europa orientale alla legislazione e alle norme dell’UE attinenti alle energie rinnovabili e all’efficienza energetica, specialmente nel quadro della Comunità dell’energia, e l’attuazione delle strategie e dei piani d’azione nazionali connessi; pone l’accento, a tal proposito, sull’importanza di una legislazione che ampli l’accesso degli investitori esteri ai mercati nazionali delle energie rinnovabili e agevoli il commercio dell’energia fra le parti nazionali e locali; sottolinea come gli investitori nazionali ed esteri debbano godere della parità di trattamento per quanto attiene all’accesso ai mercati delle energie rinnovabili; auspica proposte legislative per il prosieguo della crescita delle fonti energetiche nazionali rinnovabili e della produzione di energia da fonti rinnovabili oltre il 2020; plaude al fatto che i paesi partner dell’Europa orientale che hanno adottato programmi nazionali di efficienza energetica abbiano fissato obiettivi quantificati per quanto attiene, in particolare, al calo dell’intensità energetica, alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica e alle perdite termiche nel settore abitativo; pone l’accento su come gli obiettivi di efficienza energetica non raggiunti dovrebbero essere riesaminati con cadenza periodica e su come dovrebbero essere messe in atto strategie per accertarsi che essi siano raggiunti tanto nell’UE quanto nei paesi partner;

20.

è del parere che siano necessari sistemi di sostegno alle energie rinnovabili più coerenti per sviluppare in modo efficiente le capacità da fonti energetiche rinnovabili, in particolare in relazione alle tecnologie innovative nei settori solare, eolico e delle biomasse, ma che essi non dovrebbero dar luogo a eccessive sovvenzioni e dovrebbero essere gradualmente eliminati al compimento delle tecnologie;

21.

evidenzia il ruolo che il settore dei trasporti può ricoprire nella riduzione delle emissioni attraverso l’integrazione degli obiettivi relativi alle energie rinnovabili nei programmi di lavoro per i trasporti pubblici;

22.

incoraggia l’UE e i paesi partner dell’Europa orientale a istituire nuovi modelli di finanziamento per potenziare le energie rinnovabili e il risparmio energetico che facciano assegnamento in misura minore sui finanziamenti pubblici e in misura maggiore su quelli privati;

23.

chiede che si effettuino studi di valutazione specifici per paese sul consumo energetico, per mettere in atto una strategia di ottimizzazione degli investimenti che accresca l’efficienza e riduca i costi e la dipendenza dalle importazioni nel lungo periodo; sollecita maggiori investimenti pubblici e privati nel rinnovo degli edifici abitativi inefficienti sotto il profilo energetico nell’UE e nei suoi paesi partner;

24.

rammenta la sua raccomandazione che gli Stati membri dell’UE e i partner dell’Europa orientale agevolino l’introduzione del trattamento preferenziale per il commercio di energia generato da fonti rinnovabili, vale a dire in base ai meccanismi e alle condizioni di cui alla direttiva 2009/28/CE;

25.

plaude al fatto che, nel quadro della direttiva sulle fonti energetiche rinnovabili (FER), l’Ucraina abbia quasi raddoppiato la quota delle FER stesse nel proprio consumo finale, dal 2,99 % del 2012 al 3,96 % del 2013;

Incoraggiamento degli approcci comuni alla definizione delle politiche e consolidamento della cooperazione multilaterale nel campo delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica in seno al partenariato orientale

26.

pone l’accento su come, pur essendo stati fissati e coordinati a livello dell’UE obiettivi in materia di politica energetica, gli Stati membri dell’UE debbano scegliere adeguate strategie in funzione della struttura dei loro mercati nazionali dell’energia; raccomanda che gli Stati membri dell’UE e i paesi partner dell’Europa orientale si impegnino a ulteriori scambi e a un’ulteriore cooperazione nella ricerca e nella definizione di politiche riguardo alle energie rinnovabili e all’efficienza energetica, in parallelo al contrasto al problema della povertà energetica, con particolare attenzione ai nuclei familiari vulnerabili e a basso reddito, che non possono permettersi autonomamente investimenti in progetti di efficienza energetica e modernizzazione e sarebbero i più colpiti dall’aumento dei prezzi dell’energia, fornendo informazioni e meccanismi di finanziamento su misura per consentir loro di ridurre l’utilizzo di energia, di diversificare le fonti energetiche e di realizzare l’autonomia energetica a livello del nucleo familiare;

27.

evidenzia l’interesse di sviluppare un mercato dell’energia aperto e integrato tra l’UE e i suoi partner dell’Europa orientale, che potrebbe rilanciare lo sviluppo delle energie rinnovabili offrendo maggiori opportunità commerciali e di investimento; raccomanda che l’UE e i paesi partner dell’Europa orientale si impegnino a sviluppare il commercio regionale dell’elettricità da fonti rinnovabili, nel quadro dei nuovi accordi;

28.

plaude all’intenzione della Commissione di redigere orientamenti sul commercio delle energie rinnovabili a livello europeo e raccomanda che si tenga completamente conto del potenziale di commercio dell’UE con i paesi partner dell’Europa orientale;

29.

plaude al sostegno offerto dal programma INOGATE, compresa l’iniziativa di risparmio energetico nel settore edilizio (ESIB), ai paesi partner dell’Europa orientale; ritiene che si dovrebbe attuare il programma INOGATE nel futuro, in un formato maggiormente personalizzato per ogni paese partner, sulla base di accordi contrattuali e di impegni ad apportare modifiche alle politiche;

30.

encomia gli esiti dell’iniziativa dell’UE del «Patto dei sindaci», che riunisce le amministrazioni comunali in uno sforzo di riduzione delle emissioni di anidride carbonica attraverso azioni in materia di efficienza energetica e di energie rinnovabili; invita l’UE a rafforzare tale iniziativa e a raccomandarla a più comuni, in special modo nei paesi partner dell’Europa orientale; raccomanda che l’iniziativa comprenda la messa in atto di ulteriori sforzi per la promozione dei principi dell’efficienza energetica e il cambiamento della mentalità dei consumatori, in particolare mediante campagne di sensibilizzazione;

31.

riconosce il valore del partenariato con l’Europa orientale per l’efficienza energetica e l’ambiente (E5P), quale fondo multidonatori gestito dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, avente come fine quello di favorire gli investimenti nell’efficienza energetica e la riduzione delle emissioni di anidride carbonica nei paesi partner dell’Europa orientale; plaude alla decisione assunta dall’Armenia, dalla Georgia e dalla Moldova di aderire alle attività del Fondo E5P, in veste sia di contributori che di beneficiari, nell’ottobre 2013, osservando che detto Fondo ha proficuamente funzionato in Ucraina a partire dal 2009; incoraggia l’Azerbaigian e la Bielorussia a divenire anch’essi paesi membri del partenariato E5P e a entrare a far parte della sua comunità di donatori, rendendo così possibile l’incremento dei loro sforzi di miglioramento dell’efficienza energetica;

32.

invita l’UE a fare un miglior uso del Fondo di investimento per la politica di vicinato, nonché a cofinanziare gli investimenti nelle misure per l’efficienza energetica e nei progetti legati alle FER basandosi, tra l’altro, sull’esperienza maturata nell’attuazione dei progetti di efficienza energetica nell’ambito del quadro per gli investimenti nei Balcani occidentali;

33.

sottolinea l’esigenza di sviluppare l’istruzione nei settori accademici attinenti alle energie rinnovabili e all’efficienza energetica, quali importanti vettori di innovazione; raccomanda che l’UE elabori programmi di sostegno nell’ambito dello strumento europeo di vicinato per il periodo 2014-2020, che consentano alle università e agli istituti di ingegneria nell’UE e nei paesi partner dell’Europa orientale di sviluppare una cooperazione più stretta e scambi di universitari e titolari di dottorati nel settore dell’ingegneria e dell’economia energetiche;

34.

plaude alle priorità del programma dell’UE «Energia intelligente - Europa» e del programma quadro di ricerca e innovazione (Orizzonte 2020); chiede che l’UE apra il suo programma «Energia intelligente — Europa» ai paesi partner dell’Europa orientale e che adotti misure per agevolarne la partecipazione, con lo scopo di scambiare migliori pratiche, elaborare nuove tecnologie e dare impulso all’innovazione nel settore delle energie rinnovabili e dell’efficienza;

35.

incarica i suoi copresidenti di trasmettere la presente risoluzione al presidente del Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, al Servizio europeo per l’azione esterna, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri dell’UE e dei paesi partner dell’Europa orientale.


(1)  Adottata il 17 marzo 2015 a Yerevan, Armenia.

(2)  Testi approvati, P7_TA(2014)0094.

(3)  Testi approvati, P7_TA(2013)0201.

(4)  Testi approvati, P7_TA(2013)0088.

(5)  Testi approvati, P7_TA(2012)0238.

(6)  Testi approvati, P8_TA(2014)0063.


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