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Document 52025IE0757

Parere del Comitato economico e sociale europeo — Comitato economico e sociale europeo Un pianeta sano per persone sane: verso un approccio globale One Health (parere d'iniziativa)

EESC 2025/00757

GU C, C/2026/16, 16.1.2026, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2026/16/oj (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, GA, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2026/16/oj

European flag

Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea

IT

Serie C


C/2026/16

16.1.2026

Parere del Comitato economico e sociale europeo

Comitato economico e sociale europeo Un pianeta sano per persone sane: verso un approccio globale «One Health»

(parere d'iniziativa)

(C/2026/16)

Relatrice:

Nicoletta MERLO

Correlatore:

Arnaud SCHWARTZ

Consigliera

Bonolo MADIBE (per la relatrice)

Decisione dell'Assemblea plenaria

23.1.2025

Base regolamentare

Articolo 52, paragrafo 2, del Regolamento interno

Sezione competente

Agricoltura, sviluppo rurale e ambiente

Adozione in sezione

25.6.2025

Adozione in sessione plenaria

18.9.2025

Sessione plenaria n.

599

Esito della votazione

(favorevoli/contrari/astenuti)

113/0/3

1.   Conclusioni e raccomandazioni

1.1.

L'approccio di «One Health» (OH) consente di salvare vite umane, abbassare i costi e stimolare l'innovazione e la competitività agevolando modi di pensare e collaborare multilaterali, multilivello e intersettoriali. Nel mondo d'oggi questo approccio è diventato una necessità, ragion per cui il Comitato economico e sociale europeo (CESE) incoraggia le istituzioni dell'UE a elaborare una strategia europea di «One Health» globale, seguita da un piano d'azione, subordinato alla disponibilità di adeguate risorse finanziarie, che tenga conto di una governance multilivello e di un approccio multipartecipativo per sostenere gli Stati membri nella sua attuazione.

1.2.

Al fine di superare realmente la logica di compartimentazione e garantire il coordinamento orizzontale, il CESE raccomanda di rafforzare la direzione della DG SANTE responsabile dell'iniziativa «One Health», promuovendo una cooperazione efficace tra tutte le DG pertinenti.

1.3.

Il CESE sottolinea la necessità di integrare l'approccio di «One Health» in tutti i principali quadri strategici dell'UE e di adottarne la prospettiva nei quadri strategici attuali e futuri dell'Unione. Inoltre, il CESE raccomanda di rafforzare la collaborazione tra le agenzie dell'UE, di favorire la creazione di sinergie con i partner internazionali e di promuovere una governance inclusiva attraverso dialoghi sociali e civili rafforzati, al fine di garantire un ampio sostegno e l'allineamento con gli sforzi collegati all'approccio di «One Health» a livello mondiale.

1.4.

Il CESE esorta la Commissione a stanziare risorse finanziarie specifiche nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP) per sostenere l'attuazione dell'approccio di «One Health», con particolare attenzione alle soluzioni basate sulla natura, alla prevenzione, alle infrastrutture a livello locale e alla ricerca.

1.5.

Il CESE ritiene fondamentale sostenere il monitoraggio integrato dei rischi per la salute dell'ambiente, la salute degli animali e la salute umana, finanziare la ricerca transdisciplinare per mettere a punto sistemi di allarme rapido e orientare l'elaborazione delle politiche e le strategie di rafforzamento della resilienza. L'intensificazione della collaborazione internazionale è essenziale per affrontare la complessa natura interconnessa di questi rischi e per creare la base di conoscenze necessarie per una risposta globale efficace e coordinata.

1.6.

Il CESE chiede meccanismi inclusivi che coinvolgano i soggetti locali, i responsabili politici, gli attori economici, la società civile organizzata, l'industria, la sanità pubblica umana e veterinaria, le autorità per l'ambiente, le comunità vulnerabili e i giovani, in tutte le fasi di elaborazione, attuazione e valutazione delle politiche.

1.7.

Il CESE ritiene essenziale promuovere iniziative di istruzione e formazione mirate per i giovani, i consumatori, gli operatori sanitari, i servizi veterinari, il personale parasanitario e le autorità pubbliche, al fine di rafforzare la loro comprensione dei determinanti ambientali e sociali della salute.

1.8.

Il CESE sottolinea l'importanza di individuare e affrontare le sfide specifiche che interessano l'agricoltura, la pesca, la silvicoltura e l'industria nella transizione verso pratiche sostenibili e in linea con l'approccio di «One Health». Giudica inoltre importante affrontare le esigenze e le preoccupazioni dei soggetti più vulnerabili (a causa del loro esposoma (1)) e le modalità per sostenerli.

1.9.

Il CESE ritiene che la strategia di «One Health» debba tenere conto delle implicazioni finanziarie e commerciali a livello mondiale, in particolare con l'introduzione, negli accordi commerciali, di clausole speculari in materia di salute e ambiente, al fine di salvaguardare la salute pubblica e garantire condizioni di parità.

2.   Contesto

2.1.

Con il termine «One Health» (OH) si intende un approccio integrato e unificante che punta a equilibrare e ottimizzare in modo sostenibile la salute delle persone, degli animali, dei vegetali e degli ecosistemi. L'approccio mobilita molteplici settori, discipline e comunità a diversi livelli della società per collaborare al fine di promuovere il benessere e contrastare le minacce alla salute e agli ecosistemi, affrontando nel contempo la necessità collettiva di acqua, energia e aria pulite e di alimenti sicuri e nutrienti, intervenendo sui cambiamenti climatici e contribuendo allo sviluppo sostenibile. I principi di base fondamentali sono: equità, inclusione e accessibilità; equilibrio socioecologico; gestione e responsabilità dell'uomo nei confronti dell'integrità degli ecosistemi; collaborazione transdisciplinare e multisettoriale (2).

2.2.

Gli esseri umani, gli animali, i vegetali e gli ecosistemi sono strettamente legati tra loro e in rapporto di interdipendenza quanto al rispettivo stato di salute, dal momento che sono tutti parte integrante dello stesso ambiente naturale. Le perturbazioni causate dall'uomo, come la deforestazione, l'inquinamento e la dispersione di funghi indotta dai cambiamenti climatici, possono causare alterazioni degli ecosistemi e aumentare il rischio di sviluppo e diffusione di nuove malattie umane, animali e vegetali. La triplice crisi planetaria (cambiamenti climatici, perdita di biodiversità e inquinamento) e la pandemia di COVID-19 hanno messo in evidenza la necessità di un quadro globale per una migliore sorveglianza e di un sistema maggiormente integrato e a tutto campo che consenta di prevenire le minacce per la salute, di prepararsi ad affrontarle e di reagire.

2.3.

Secondo la Banca mondiale, nel 2022 i benefici attesi dall'approccio di «One Health» per la comunità mondiale sono stati stimati ad almeno 36,2 miliardi di EUR all'anno. Il fabbisogno annuo stimato di spesa per la prevenzione è inferiore al 10 % di tali benefici (3). Inoltre, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), dal 2003 nel mondo si sono registrati oltre 15 milioni di morti e perdite economiche per 3,52 mila miliardi di EUR in seguito a malattie e pandemie (4). Prevenire è meglio che curare ed è l'investimento di gran lunga più importante per l'umanità e la competitività, e l'unica strada per pervenire all'economia della cura di cui abbiamo bisogno (5).

2.4.

Il diritto a un ambiente sano è fondamentale per il benessere sociale ed economico dei popoli in Europa e nel resto del mondo (6). Il riconoscimento di tale diritto, attraverso la risoluzione 76/300 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite e la risoluzione del Parlamento europeo del 7 ottobre 2021, evidenzia la necessità di promuovere un'azione integrata in materia di salute umana, salute animale e salute dell'ambiente quali pilastri essenziali per attuare l'approccio di «One Health» in un mondo globalizzato. Si stima che oltre il 50 % del PIL mondiale dipenda dalla natura (7) e che circa il 40 % dei posti di lavoro nel mondo dipenda in maniera diretta da ecosistemi sani (8). Nei programmi d'azione dell'UE per l'ambiente, godere di un ambiente sano è considerato sempre più spesso un diritto. L'ottavo programma d'azione per l'ambiente (8o PAA) riconosce esplicitamente che la «realizzazione di progressi verso il riconoscimento del diritto a un ambiente pulito, sano e sostenibile, quale sancito nella risoluzione 48/13 del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, è una condizione che favorisce il conseguimento degli obiettivi prioritari dell'8o PAA» (9).

2.5.

In questo contesto, il presente parere d'iniziativa si propone di:

sviluppare una visione strategica e globale della società civile in merito all'approccio di «One Health» nell'UE;

elaborare una nuova narrazione per le persone e per il pianeta, rafforzando l'interconnessione tra ecosistemi sani e resilienti, da una parte, e prosperità, dall'altra;

esaminare esempi concreti di collegamento tra la salute delle persone, degli animali, dei vegetali e dell'ambiente, e individuare approcci efficaci per lo sviluppo di una strategia di «One Health»;

dare seguito alla conferenza sul tema One Health  (10), tenutasi nel novembre 2023, e alla relazione del meccanismo di consulenza scientifica (Scientific Advice Mechanism - SAM) sulla governance in materia di «One Health» nell'UE (11), al fine di contribuire ai lavori della Commissione sull'approccio di «One Health» e sulla sua elaborazione e attuazione nell'UE.

3.   Esempi concreti dell'approccio di «One Health»

3.1.

L'approccio di «One Health» fornisce una strategia interdisciplinare e a tutto campo che riconosce l'interconnessione tra la salute dell'uomo e quella degli animali, dei vegetali e dell'ambiente. Promuovendo un approccio intersettoriale e incoraggiando modelli innovativi di governance multilivello, il quadro può affrontare in modo globale sfide sanitarie complesse e multiformi.

3.2.

L'aumento dei costi dell'inazione dell'UE in materia di inquinamento, sostanze chimiche pericolose e cambiamenti climatici è già quantificabile in centinaia di miliardi di EUR all'anno in danni alla salute e all'ambiente e in migliaia di vite umane perse, ordini di grandezza che sottolineano l'urgente necessità di risposte politiche coerenti e ambiziose, con particolare attenzione alle misure e alle azioni preventive.

3.3.    Zoonosi e resistenza agli antibiotici

3.3.1.

Le zoonosi, causate da agenti patogeni trasmessi dagli animali all'uomo, rappresentano oltre il 75 % delle malattie infettive umane emergenti (12). La loro comparsa è favorita da attività antropiche quali l'urbanizzazione, la deforestazione, la globalizzazione e l'aumento delle interazioni uomo-animale, oltre che da fattori ambientali e biologici. I cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità, accelerati dalle attività umane, aggravano ulteriormente la diffusione delle zoonosi alterando gli ecosistemi, aumentando il contatto tra uomo e fauna selvatica e ampliando la gamma di vettori patogeni. Una maggiore integrazione dei sistemi di sorveglianza, favorita da piattaforme dell'UE quali l'Osservatorio europeo del clima e della salute, oltre ai sistemi integrati di sorveglianza della salute pubblica per le malattie trasmesse da vettori agli animali, sono fondamentali per il rilevamento precoce, il monitoraggio e la risposta alle potenziali minacce sanitarie. Inoltre, la valutazione congiunta dei rischi e la decisione sulle misure di controllo in tutti i settori sono fondamentali per prevenire e limitare l'impatto che zoonosi e malattie trasmesse da vettori hanno sulla salute umana. Ecosistemi come le foreste, le zone ripristinate o protette e le aziende agricole urbane svolgono un ruolo fondamentale nell'attenuare i suddetti rischi promuovendo la biodiversità e l'equilibrio ecosistemico, riducendo la probabilità di trasmissione delle malattie tra animali ed esseri umani e sensibilizzando in merito alle pratiche agricole e sanitarie sostenibili.

3.3.2.

La resistenza agli antibiotici (o antibiotico-resistenza) è una minaccia crescente per la salute a livello mondiale, indotta dall'abuso e dall'utilizzo eccessivo di antibiotici nell'uomo, negli animali e nell'agricoltura, che porta allo sviluppo di agenti patogeni farmaco-resistenti cui sono riconducibili già oltre un milione di decessi all'anno. L'antibiotico-resistenza minaccia la sicurezza degli alimenti, riduce la produttività delle aziende agricole e mette a rischio i trattamenti medici, diffondendosi anche attraverso alimenti, ambienti agricoli e fonti idriche contaminati. Se non controllata, l'antibiotico-resistenza potrebbe portare a gravi conseguenze sanitarie ed economiche, alla diminuzione degli scambi commerciali, all'aumento della spesa sanitaria e all'aggravamento delle disuguaglianze in materia di salute a livello mondiale, con decessi stimati in 10 milioni l'anno entro il 2050 (13). Affrontare l'antibiotico-resistenza non solo garantisce agli Stati membri l'efficacia degli agenti antimicrobici utilizzati per trattare le malattie infettive, ma protegge anche tutti i gruppi vulnerabili che hanno una limitata accessibilità ai servizi sanitari.

3.4.    Inquinamento dell'aria, delle acque e del suolo

3.4.1.

L'inquinamento atmosferico costituisce il principale rischio ambientale per la salute in Europa in quanto è responsabile di malattie respiratorie e cardiovascolari, cancro ai polmoni e morti premature, con circa 250 000 decessi prematuri all'anno riconducibili a inquinanti quali PM2,5, NO2, e O3 (14). Sebbene gli sforzi compiuti abbiano ridotto gli effetti dell'inquinamento atmosferico sulla salute, sono necessarie ulteriori azioni per realizzare gli obiettivi dell'UE in materia di inquinamento zero – come illustrato nella seconda relazione sul monitoraggio e sulle prospettive dell'inquinamento zero (15) – e per prevenire problemi di salute come asma, ictus e potenziali correlazioni con la demenza. Oltre a danneggiare la salute umana, l'inquinamento atmosferico degrada gli ecosistemi causando acidificazione, eutrofizzazione e danni da ozono, minacciando la biodiversità, riducendo la resa delle colture e indebolendo i servizi ecosistemici essenziali. Per parte sua, l'inquinamento acustico è responsabile di elevati livelli di stress in almeno 18 milioni di persone e di forti disturbi del sonno in 5 milioni di persone a causa di un'esposizione prolungata al rumore (16).

3.4.2.

Alterando i modelli delle precipitazioni, innalzando le temperature e aggravando la contaminazione delle acque, l'inquinamento e i cambiamenti climatici stanno aumentando la diffusione di malattie trasmesse dall'acqua e dagli alimenti. I cambiamenti climatici aggravano lo stress idrico riducendo la disponibilità e la qualità d'acqua per effetto della siccità, dell'aumento delle temperature e delle precipitazioni estreme, colpendo in modo sproporzionato le comunità vulnerabili e ostacolando l'igiene e i servizi igienico-sanitari. In più, le precipitazioni intense e i sistemi fognari inadeguati contribuiscono all'insorgenza di malattie come il colera o le infezioni da altri vibrioni e da Escherichia coli o l'epatite A, in quanto le acque contaminate penetrano nella rete di distribuzione idropotabile e nei sistemi di irrigazione. Inoltre, le malattie di origine alimentare legate a prodotti freschi contaminati, come quelle causate dal norovirus e dalla salmonella, comportano un grave rischio per la salute pubblica ed evidenziano la necessità di migliorare il trattamento delle acque, l'igiene e le misure di sicurezza alimentare.

3.4.3.

Il suolo è essenziale per tutti gli ecosistemi terrestri e per la loro biodiversità. Per fornire nutrienti sufficienti e per decomporre, filtrare e/o immobilizzare gli inquinanti è necessario che l'ecosistema biologico del suolo sia attivo e sano, con una diversità di micro e macrofauna. Gli inquinanti possono penetrare nel suolo attraverso diverse vie e possono: colpire gli organismi edafici, riducendo la diversità delle specie vegetali; contaminare la catena alimentare, l'acqua potabile e l'acqua di irrigazione; e diffondersi attraverso inondazioni, dilavamento superficiale ed erosione per effetto dell'acqua e del vento (17). Una vegetazione sana contribuisce a mantenere sani gli ecosistemi del suolo, favorisce la fertilità del terreno e previene l'erosione. Al contrario, una vegetazione non sana può causare il degrado del suolo, un problema, questo, con conseguenze a cascata sulla produttività agricola e sul benessere ambientale complessivo.

3.4.4.

Gli sforzi per raggiungere gli obiettivi dell'UE in materia di inquinamento zero entro il 2030 sono fondamentali per proteggere la salute e l'ambiente. Il conseguimento degli ambiziosi obiettivi stabiliti nel piano d'azione per l'inquinamento zero (18) richiederà sforzi costanti, saldamente basati sull'approccio di «One Health», che riconosce l'intreccio tra la salute dell'uomo e quella degli animali, dei vegetali e dell'ambiente.

3.5.    Cambiamenti climatici

3.5.1.

L'aumento delle temperature e le condizioni estreme di calore e umidità causati dai cambiamenti climatici comportano gravi rischi per la salute, tra cui colpi di calore, disidratazione e aggravamento delle patologie cardiovascolari, respiratorie e neurologiche (19). Le ondate di calore mettono ulteriormente a dura prova i sistemi sanitari, provocando un aumento del ricorso ai servizi di pronto soccorso e un peggioramento delle patologie croniche, oltre a incidere sulle funzioni cognitive e sulla produttività. Il calore estremo durante la gravidanza è correlato all'aumento del rischio di parto pretermine, basso peso alla nascita e morte endouterina fetale. Lo stress da calore può inoltre influire sulla funzione cardiovascolare materna, sulla disidratazione e sul flusso sanguigno attraverso la placenta, con il rischio di alterazione dello sviluppo fetale (20). Gli incendi boschivi, d'altro canto, aumentano ulteriormente i rischi per la salute e la sicurezza delle persone e degli animali, in particolare negli ambienti estremamente caldi. La preparazione deve comprendere anche un maggiore coordinamento tra i sistemi sanitari e l'adattamento ai cambiamenti climatici, in particolare nelle regioni vulnerabili e nelle zone transfrontaliere.

3.5.2.

I cambiamenti climatici influenzano in modo significativo le malattie vettoriali, alterando i modelli di temperatura, espandendo gli habitat e intensificando il ciclo idrologico. L'innalzamento delle temperature prolunga le stagioni di trasmissione ed estende gli areali geografici di vettori come l'Aedes aegypti, aumentando la propagazione di malattie quali dengue e febbre di Zika. Le piogge creano condizioni ideali per la riproduzione delle zanzare, mentre la siccità può contribuire all'insorgenza di epidemie, inducendo le persone a immagazzinare acqua in contenitori che diventano habitat per le zanzare. Queste alterazioni climatiche, combinate con fattori socioeconomici, evidenziano l'urgente necessità di misure di adattamento in materia di salute pubblica per attenuare i rischi di malattie trasmesse da vettori.

3.5.3.

Far leva su strumenti quali lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI) e le iniziative Team Europa per investire nel rafforzamento dei sistemi sanitari e nell'attività di ricerca e sviluppo in materia di vaccini mirati alla salute umana e animale consentirebbe all'UE di affrontare alla fonte le minacce sanitarie condivise, promuovendo soluzioni che allineino gli investimenti sanitari a obiettivi di sviluppo più ampi. Attraverso la strategia globale dell'UE in materia di salute e il Global Gateway, l'UE può promuovere risposte sanitarie transfrontaliere integrate che migliorino la salute umana e animale, rafforzando nel contempo la sicurezza sanitaria a livello mondiale sia per i paesi partner che per gli Stati membri dell'UE.

3.6.    Sicurezza degli alimenti e del loro approvvigionamento

3.6.1.

I cambiamenti climatici, indotti dall'aumento delle emissioni di gas a effetto serra, causano stress termico sulle coltivazioni, riducendo i raccolti e compromettendo la crescita delle piante a causa dell'aumento dell'ozono troposferico. L'agricoltura è ulteriormente minacciata da eventi climatici estremi come inondazioni e siccità, quest'ultima da sola è responsabile del 65 % del calo delle rese dei raccolti a livello mondiale, con perdite di produzione agricola pari a 11,45 miliardi di EUR all'anno (21). Queste perturbazioni fanno aumentare i prezzi dei prodotti alimentari, abbassano la qualità nutrizionale e contribuiscono all'insorgenza di problemi di salute come l'obesità, aggravando le disuguaglianze sanitarie a livello mondiale (22).

3.6.2.

La sicurezza degli alimenti e del loro approvvigionamento è sempre più minacciata dall'inquinamento ambientale, dalle condizioni meteorologiche estreme, dai pesticidi, da colture e imballaggi alimentari contaminati, che possono comportare rischi microbiologici e introdurre sostanze chimiche nocive nella filiera alimentare. Composti chimici come il bisfenolo A (BPA), gli ftalati, le sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche (PFAS) e altre sostanze chimiche a contatto con gli alimenti (FCC) possono migrare dai materiali di imballaggio, producendo gravi rischi per la salute, tra cui interferenza endocrina, riduzione della fertilità e potenziali effetti cancerogeni. Nonostante gli sforzi normativi, come la proposta di messa al bando del BPA da parte dell'UE, migliaia di FCC rimangono però in uso, destando preoccupazioni circa il loro impatto a lungo termine sulla salute umana e sulla qualità degli alimenti. L'educazione dei consumatori sarà fondamentale per dotare le persone degli strumenti necessari per compiere scelte alimentari più sane e più sostenibili. Allo stesso tempo, è fondamentale mantenere la coerenza normativa, evitando in tal modo conseguenze indesiderate, quali esaurimento delle scorte e della disponibilità di materiale di imballaggio per alimenti, che potrebbero compromettere la sicurezza alimentare.

3.6.3.

Continuare ad affrontare e a ridurre al minimo questi rischi è fondamentale per salvaguardare i sistemi alimentari e la salute pubblica mondiali. Nonostante i recenti miglioramenti e gli importanti sforzi compiuti dagli agricoltori e dai pescatori per mettere in atto pratiche più sostenibili, è necessario un maggiore sostegno per attuare pienamente tali pratiche e gli obiettivi della legislazione ambientale dell'UE. La definizione di politiche integrate dell'UE che colleghino agricoltura e salute potrebbe promuovere pratiche agricole sostenibili che riducono l'impiego di antimicrobici, l'esposizione ai pesticidi e i rischi di zoonosi, recando un beneficio diretto alla salute umana (23). Allineando la politica agricola agli obiettivi di sanità pubblica, l'UE rafforzerebbe il programma di «One Health», promuovendo sistemi alimentari resilienti e migliori condizioni di salute della popolazione.

3.7.    Effetti sulla salute mentale

3.7.1.

Si stima che i costi degli effetti sulla salute mentale dovuti ai cambiamenti climatici, all'inquinamento atmosferico e a un accesso insufficiente agli spazi verdi supereranno 41,41 miliardi di EUR all'anno entro il 2030 e raggiungeranno oltre 473,17 miliardi di EUR all'anno entro il 2050 (24). Per i giovani europei, tale impatto dimostra la necessità di maggiori investimenti in una pianificazione urbana che dia priorità all'accesso alla natura per offrire un approccio preventivo capace di promuovere il benessere (ad esempio, creando ambienti per l'interazione sociale, l'esercizio fisico e il relax) e di ridurre gli effetti negativi del calore estremo.

3.7.2.

I cambiamenti climatici, in particolare il calore estremo e le catastrofi naturali, aggravano anche i problemi di salute mentale, aumentando i rischi di mortalità e l'ospedalizzazione, specie di soggetti con disturbi mentali preesistenti. Le temperature elevate sono correlate a tassi di suicidio più elevati, soprattutto di tipo violento, il che evidenzia la necessità di strategie di prevenzione del suicidio e di misure di adattamento (25). Poiché si prevede un aumento degli episodi di calore estremo, i sistemi sanitari pubblici devono integrare le considerazioni relative alla salute mentale nei sistemi di allarme meteorologico per attenuare tali rischi.

3.7.3.

La crescente disconnessione degli esseri umani dalla natura, unita all'aumento del tempo trascorso dinanzi agli schermi, sta anche avendo un impatto negativo sulla salute mentale. L'esposizione prolungata ai dispositivi digitali spesso porta a sentimenti di isolamento, ansia e depressione, in quanto le persone perdono i benefici calmanti e rigeneranti del tempo trascorso all'aria aperta. Questo allontanamento dalle esperienze basate sulla natura riduce le opportunità di attività fisica e di benessere emotivo, aggravando i problemi di salute mentale nel mondo d'oggi, frenetico e dominato dagli schermi.

4.   Visione per una strategia di «One Health» dell'UE

4.1.

Il CESE condivide le raccomandazioni scaturite dalla conferenza di Lussemburgo del 2023 per lo sviluppo e l'applicazione dell'approccio di «One Health» (26) e si compiace per l'istituzione di una task force «One Health» interagenzie a livello di UE. Per superare ogni compartimentazione, il CESE suggerisce di rafforzare la direzione della DG SANTE competente in materia di «One Health» nella sua dimensione trasversale, e ritiene fondamentale che tutte le DG (27) che si occupano di questo tema cooperino strettamente e in maniera coordinata.

4.2.

Inoltre, il CESE sottolinea la necessità di integrare un approccio di «One Health» in tutte le politiche dell'UE, specie in quelle generali attuali, tra cui il patto per l'industria pulita, il prossimo pacchetto sull'industria chimica e la visione per l'agricoltura e l'alimentazione.

4.3.

Il CESE raccomanda all'UE di elaborare politiche più solide in materia di sanità pubblica, che tengano pienamente conto degli impatti e dei rischi della triplice crisi planetaria. Ciò significa, tra le altre cose, ampliare la ricerca transdisciplinare e il monitoraggio degli indicatori sanitari legati al clima, all'ambiente e all'inquinamento e migliorare i sistemi di allarme rapido e di risposta alle emergenze, come pure investire in infrastrutture sanitarie resilienti. Inoltre, è essenziale adottare un approccio equo in materia di politica climatica e ambientale, che protegga i più vulnerabili. L'Osservatorio europeo del clima e della salute dovrebbe essere ulteriormente attivato per sostenere il processo decisionale a livello nazionale e rafforzare i legami tra salute pubblica e adattamento e resilienza ai cambiamenti climatici. Le sue attività dovrebbero essere coordinate con gli attori principali dell'UE, quali le agenzie tecniche, in modo da orientare le sue azioni nei rispettivi ambiti della salute dei vegetali, dell'ambiente, degli animali e degli esseri umani. Un tale approccio richiederà il coordinamento tra diversi settori e discipline e produrrà notevoli benefici condivisi in ambiti quali la sicurezza degli alimenti e del loro approvvigionamento, l'acqua e i servizi igienico-sanitari, la sana alimentazione, l'adattamento ai cambiamenti climatici e la mitigazione dei loro effetti, la protezione dell'ambiente, la prevenzione delle malattie infettive e di quelle non trasmissibili, la salute sul luogo di lavoro e la salute mentale (28).

4.4.

Il CESE riconosce che, per superare i limiti degli approcci frammentati e settoriali, è urgente un paradigma transdisciplinare che promuova un quadro concettuale condiviso e incoraggi modelli di governance innovativi. Tale quadro deve comprendere le dimensioni sociali e porre l'accento su una collaborazione e una cooperazione internazionali inclusive, che vadano al di là della centralità dell'uomo per integrare la dimensione ambientale in maniera globale (29).

4.5.

A livello di Nazioni Unite, grazie alle energie combinate delle organizzazioni quadripartite (FAO, WOAH, UNEP e OMS) e con il sostegno e la consulenza del gruppo di esperti ad alto livello «One Health», nel 2022 è stato elaborato e presentato un piano d'azione congiunto «One Health» (30) globale e nel 2023 è stata pubblicata una guida per la sua attuazione a livello nazionale (31). Il CESE invita le istituzioni europee a sviluppare in maniera analoga una cooperazione intersettoriale e interistituzionale tra i diversi servizi. Sebbene l'Osservatorio europeo del clima e della salute operi in partenariato con diverse organizzazioni europee e internazionali per garantire accesso alle informazioni e agli strumenti scientifici pertinenti, il coordinamento politico tra tutte le parti interessate deve essere migliorato.

4.6.

Il CESE sottolinea inoltre che lo sviluppo e l'attuazione efficace dell'approccio di «One Health» richiederanno una collaborazione inclusiva che vada oltre il mondo accademico e coinvolga i soggetti locali, i responsabili politici, gli attori economici, la società civile organizzata, l'industria, la sanità pubblica umana e veterinaria, nonché le autorità ambientali e le comunità interessate, compresi le popolazioni autoctone e i giovani, in ogni fase del processo decisionale, al fine di garantire soluzioni eque e adeguate al contesto. Nonostante le promesse dell'approccio di «One Health», per affrontare le sfide mondiali in materia di salute e ambiente occorre estendere l'inclusività e la portata.

4.7.

I gruppi vulnerabili – in particolare i bambini e i giovani, le donne e gli anziani – sono colpiti in modo sproporzionato dagli effetti della triplice crisi planetaria. Per garantire una risposta giusta ed efficace è essenziale investire nell'istruzione e nella sensibilizzazione, non solo per i giovani ma anche per i consumatori di tutte le età, al fine di promuovere scelte più sane e più sostenibili. Allo stesso tempo, occorre sostenere attivamente e rafforzare il ruolo delle donne nell'ambito dell'approccio di «One Health», riconoscendo i contributi fondamentali che esse apportano alla salute, ai sistemi alimentari, all'assistenza e alla resilienza delle comunità, garantendo nel contempo la parità di genere. Oltre a ciò, il CESE incoraggia gli amministratori della sanità pubblica a formare il personale sanitario per sensibilizzarlo sui legami tra deterioramento ambientale, cambiamenti climatici e risultati sul piano sanitario, al fine di aiutarli a integrare le considerazioni relative agli ecosistemi nelle valutazioni e negli interventi sanitari quotidiani.

4.8.

Il CESE invita le istituzioni dell'UE a integrare quadri complementari come quello sulla salute del pianeta (32) o l'approccio di «salute in tutte le politiche», che pongono l'accento sui determinanti ambientali e sociali, con particolare attenzione verso la salute degli animali e le zoonosi, al fine di promuovere la cooperazione transdisciplinare per una strategia europea di «One Health» mondiale globale.

4.9.

Il CESE chiede alle istituzioni dell'UE di elaborare congiuntamente tale strategia e, in una seconda fase, il piano d'azione necessario per attuarla negli Stati membri in una prospettiva multilivello e multipartecipativa, nell'ambito di un quadro di governance inclusivo e trasparente che consenta un adeguato dialogo civile. A questo proposito, il CESE sottolinea che sarà fondamentale individuare, in cooperazione con le parti sociali, le esigenze e le preoccupazioni dei diversi settori (industria, agricoltura, pesca, silvicoltura ecc.) e i modi per sostenerli.

4.10.

Il CESE richiama inoltre l'attenzione delle istituzioni europee sul fatto che l'attuazione di una strategia europea di «One Health», attraverso un piano d'azione ad hoc, deve obbligatoriamente prendere in considerazione le questioni relative al finanziamento e al commercio mondiali, creando condizioni di parità per la popolazione e l'economia dell'UE.

4.11.

È prevedibile che l'interazione sempre più permanente tra eventi meteorologici estremi, perdita di biodiversità, perturbazione del ciclo dell'acqua dolce, innalzamento del livello del mare e tensioni geopolitiche generi nuove forme di instabilità all'interno degli Stati membri e tra di essi, come anche a livello mondiale. Ragion per cui le istituzioni dell'UE devono integrare proattivamente nei processi decisionali l'interconnessione delle sfide in materia di ambiente, di salute pubblica e di sicurezza sociale, promuovendo un'azione coordinata e multisettoriale che abbracci la coesione interna, le relazioni esterne e la sicurezza (33).

4.12.

Il CESE ritiene che un maggiore sostegno politico alla protezione e al ripristino della natura – in quanto pilastro preventivo dell'approccio di «One Health» – debba essere accompagnato da finanziamenti adeguati nel prossimo QFP dell'UE per affrontare la triplice crisi e dare un'applicazione reale e concreta all'approccio di «One Health».

Bruxelles, 18 settembre 2025

Il presidente

del Comitato economico e sociale europeo

Oliver RÖPKE


(1)  L'esposoma è un concetto utilizzato per descrivere le esposizioni ambientali di un soggetto nel corso della vita e la loro relazione con la salute e le malattie, ScienceDirect.

(2)   The One Health Definition and Principles, OHHLEP [La definizione e i principi di «One Health»], gruppo di esperti di alto livello «One Health» (OHHLEP).

(3)   One Health Approach Can Prevent the Next Pandemic [L'approccio di «One Health» può prevenire la prossima pandemia], Banca Mondiale.

(4)   One Health, Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

(5)   The Care Economy [L'economia della cura], Tim Jackson.

(6)   GU C, C/2024/6880, 28.11.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/6880/oj e GU C 228 del 29.6.2023, pag. 10.

(7)   Study for a methodological framework and assessment of potential financial risks associated with biodiversity loss and ecosystem degradation [Studio per la definizione di un quadro metodologico e una valutazione dei rischi finanziari potenziali associati alla perdita di biodiversità e al degrado degli ecosistemi], Commissione europea.

(8)   World Employment and Social Outlook 2018 [Prospettive sociali e per l'occupazione a livello mondiale nel 2018], Organizzazione internazionale del lavoro (OIL).

(9)   Programma di azione per l'ambiente fino al 2030.

(10)   Conferenza sul tema One Health , Commissione europea.

(11)   One Health governance in the European Union [Governance in materia di One Health nell'Unione europea], SAM.

(12)   An Overview of Anthropogenic Actions as Drivers for Emerging and Re-Emerging Zoonotic Diseases [Panoramica delle azioni antropiche come fattori alla base delle zoonosi emergenti e riemergenti], Tazerji et al., 2022.

(13)   Resistenza agli antibiotici, OMS.

(14)   Harm to human health from air pollution in Europe [Danni alla salute umana causati dall'inquinamento atmosferico in Europa], Agenzia europea dell'ambiente (AEA).

(15)   Zero pollution monitoring and outlook 2025 [Monitoraggio e prospettive dell'inquinamento zero], AEA.

(16)   Noise [Rumore], AEA.

(17)   Soil pollution and ecosystems [Inquinamento del suolo ed ecosistemi], AEA.

(18)   Piano d'azione dell'UE: «Verso l'inquinamento zero per l'aria, l'acqua e il suolo».

(19)   Hot weather and heat extremes: health risks [Clima caldo e temperature estreme: rischi per la salute], Ebi et al., 2021.

(20)   Associations between high temperatures in pregnancy and risk of preterm birth, low birth weight, and stillbirths: systematic review and meta-analysis [Correlazioni tra temperature elevate in gravidanza e rischio di parto pretermine, basso peso alla nascita e morte endouterina fetale: riesame sistematico e meta-analisi], Chersich et al., 2020.

(21)  Indagini di valutazione dei bisogni post-catastrofe (PDNA) 2023, FAO.

(22)   GU C 349 del 29.9.2023, pag. 108 e GU C 190 del 5.6.2019, pag. 9.

(23)   GU C, C/2025/4207, 20.8.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/4207/oj.

(24)   Global Research and Action Agenda for Climate Change and Mental Health [Programma globale di ricerca e azione sui cambiamenti climatici e la salute mentale], Connecting Climate Minds.

(25)   Associations between high ambient temperatures and heat waves with mental health outcomes: a systematic review [Correlazione di temperature ambientali elevate e ondate di calore con gli effetti sulla salute mentale: un'analisi sistematica], Thompson et al., 2018.

(26)   GU C, C/2023/883, 8.12.2023, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2023/883/oj.

(27)  DG SANTE, DG AGRI, DG ENV, DG CLIMA, DG TRADE (in particolare per quanto riguarda i negoziati sugli accordi di libero scambio, in modo che includano disposizioni di salvaguardia, clausole in materia di protezione ambientale e la reciprocità delle norme di produzione), DG RESEARCH.

(28)   GU C, C/2023/883, 8.12.2023, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2023/883/oj.

(29)   One health: a structured review and commentary on trends and themes [One health: analisi e commento strutturati delle tendenze e dei temi], Brown et al., 2024.

(30)   Piano d'azione congiunto «One Health», 2022-2026, FAO, UNEP, OMS e WOAH.

(31)   Guida all'attuazione del piano d'azione congiunto «One Health» a livello nazionale, FAO, UNEP, OMS e WOAH.

(32)   One Health and planetary health research: leveraging differences to grow together [One Health e la ricerca sulla salute del pianeta: fare leva sulle differenze per crescere insieme], De Castañeda et al., 2023.

(33)   GU C, C/2024/2106, 26.3.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/2106/oj.


ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2026/16/oj

ISSN 1977-0944 (electronic edition)


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