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Document 52025IE0673
Opinion of the European Economic and Social Committee – Future of organic and quality food and how we can step up consumption (own-initiative opinion)
Parere del Comitato economico e sociale europeo — Il futuro degli alimenti biologici e di qualità e come aumentarne il consumo (parere d'iniziativa)
Parere del Comitato economico e sociale europeo — Il futuro degli alimenti biologici e di qualità e come aumentarne il consumo (parere d'iniziativa)
EESC 2025/00673
GU C, C/2026/17, 16.1.2026, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2026/17/oj (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, GA, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)
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Gazzetta ufficiale |
IT Serie C |
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C/2026/17 |
16.1.2026 |
Parere del Comitato economico e sociale europeo
Il futuro degli alimenti biologici e di qualità e come aumentarne il consumo
(parere d'iniziativa)
(C/2026/17)
Relatore:
Decebal-Ștefăniță PADURECorrelatrice:
Kerli ATS|
Consigliere |
Mircea MITRUTIU (per il relatore e la correlatrice) |
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Decisione dell'Assemblea plenaria |
23.1.2025 |
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Base regolamentare |
Articolo 52, paragrafo 2, del Regolamento interno |
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Sezione competente |
Agricoltura, sviluppo rurale e ambiente |
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Adozione in sezione |
25.6.2025 |
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Adozione in sessione plenaria |
18.9.2025 |
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Sessione plenaria n. |
599 |
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Esito della votazione (favorevoli/contrari/astenuti) |
149/0/2 |
1. Conclusioni e raccomandazioni
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1.1. |
Politica alimentare coerente - Il CESE sottolinea la necessità di una politica alimentare europea trasversale, che integri l'agricoltura biologica e i regimi di qualità nelle strategie in materia di ambiente, salute, clima e sviluppo rurale. |
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1.2. |
Sostegno più ampio, al di là dei finanziamenti - Le sovvenzioni da sole non sono sufficienti: per sostenere lo sviluppo sostenibile del settore occorrono misure integrate, ad esempio in materia di IVA agevolata, appalti pubblici per prodotti di qualità, servizi di consulenza e innovazione. |
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1.3. |
Rafforzamento di controlli e tracciabilità - È essenziale rafforzare i sistemi di controllo, armonizzare le norme di equivalenza e attuare la tracciabilità digitale, soprattutto per le importazioni. |
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1.4. |
Promozione integrata - Le campagne promozionali dovrebbero riguardare anche l'educazione alimentare, il turismo sostenibile e i marchi territoriali, e beneficiare del sostegno di agenzie nazionali specializzate. |
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1.5. |
Strategia per incoraggiare il consumo di prodotti di qualità - Si raccomanda l'adozione di una strategia dell'UE con obiettivi minimi (ad esempio il 25 % di prodotti di qualità in scuole / ospedali / istituzioni pubbliche, ecc.), partenariati commerciali e campagne tematiche. |
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1.6. |
Accessibilità attraverso incentivi fiscali armonizzati - Il CESE invita la Commissione europea (e in particolare le direzioni generali Agricoltura e sviluppo rurale, Fiscalità e unione doganale e Salute e sicurezza alimentare) a sviluppare una soluzione fiscale armonizzata applicabile in tutti gli Stati membri, che consenta di introdurre aliquote IVA ridotte sui prodotti di qualità. Tale misura consentirebbe di migliorare l'accesso dei consumatori, di incentivare la domanda e di favorire la transizione verso un sistema alimentare sostenibile. |
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1.7. |
Sostegno ai giovani agricoltori, alle donne e al modello europeo di agricoltura familiare, in particolare nelle zone svantaggiate o protette - Il CESE sostiene l'attuazione di misure nel quadro della PAC rivolte ai giovani agricoltori, alle donne, alle piccole aziende agricole a conduzione familiare e a quelle in fase di transizione ecologica. Raccomanda che nei paesi candidati tale sostegno sia fornito attraverso strumenti di finanziamento preadesione. |
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1.8. |
Semplificazione della certificazione - Le procedure di certificazione dovrebbero essere armonizzate e adattate alle esigenze dei piccoli produttori, anche per quanto riguarda la certificazione di gruppo o i modelli digitali. |
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1.9. |
Norme chiare in materia di etichettatura e protezione delle indicazioni geografiche - Il CESE raccomanda di disciplinare termini quali «naturale» e «tradizionale» e di sanzionare l'uso ingannevole di simboli di indicazione geografica, soprattutto per i prodotti trasformati. |
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1.10. |
Integrazione negli accordi commerciali internazionali - Il CESE chiede che le norme di qualità e i marchi di qualità dell'UE siano riconosciuti e tutelati nel commercio mondiale, al fine di promuovere un modello alimentare equo e sostenibile. |
2. Osservazioni generali
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2.1. |
Il CESE accoglie con favore la visione della Commissione europea per un settore agroalimentare sostenibile e competitivo entro il 2040 e sottolinea la necessità di una politica alimentare dell'UE coerente e trasversale, che ponga gli agricoltori (e in particolare le aziende agricole a conduzione familiare) al centro della duplice transizione verde e digitale. Il CESE riconosce i consistenti sforzi compiuti dalla Commissione europea per promuovere la produzione biologica e i regimi di qualità dell'UE, in particolare attraverso l'attuazione del piano d'azione per l'agricoltura biologica e dei pertinenti strumenti di sostegno nell'ambito della PAC e della politica di promozione. Il presente parere intende integrare e rafforzare tali sforzi, presentando ulteriori raccomandazioni e riflessioni dal punto di vista della società civile e delle parti sociali, al fine di migliorare la coerenza, l'accessibilità e l'impatto tra gli Stati membri e i paesi partner.
Gli alimenti prodotti e commercializzati nell'Unione europea sono sicuri e conformi a standard di qualità elevati, grazie a un quadro legislativo solido e a meccanismi di controllo rigorosi. Tuttavia, l'espressione «prodotto di qualità» , utilizzata nel presente parere, si riferisce esclusivamente a prodotti certificati nell'ambito di sistemi di certificazione – sia a livello UE (ad es. regime biologico, denominazione di origine protetta o DOP, indicazione geografica protetta o IGP, specialità tradizionale garantita o STG) che a livello nazionale – conformi alle linee guida dell'UE in materia di qualità e sostenibilità. Per essere riconosciuti, i sistemi nazionali di certificazione devono essere notificati alla Commissione europea, conformemente alla direttiva (UE) 2015/1535 (1), tramite il sistema di informazione sulla regolamentazione tecnica (TRIS). |
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2.2. |
I prodotti di qualità svolgono un ruolo importante per il conseguimento degli obiettivi ambientali, economici e sociali dell'UE. Essi infatti contribuiscono a:
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2.3. |
Tali risultati sono in linea con le principali strategie dell'UE: ad esempio, il Green Deal europeo, la strategia «Dal produttore al consumatore», la bussola per la competitività dell'UE, la strategia per la bioeconomia e la strategia per i giovani agricoltori. Per realizzare appieno il loro potenziale, l'agricoltura dell'UE deve essere sostenuta attraverso investimenti mirati, una semplificazione normativa e una stabilità politica e di mercato a lungo termine. |
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2.4. |
Il CESE ha deciso di esaminare i temi dell'agricoltura biologica e degli altri regimi di qualità in un unico parere, in quanto entrambi promuovono pratiche sostenibili, un rendimento equo per i produttori e la fiducia dei consumatori attraverso la certificazione. Il loro allineamento consente di promuovere politiche coerenti che rafforzano il loro contributo comune a sistemi alimentari resilienti e basati su valori. |
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2.5. |
L'agricoltura biologica, in particolare, incorpora un approccio agroecologico globale, che contribuisce direttamente alla mitigazione dei cambiamenti climatici, alla protezione della biodiversità e all'utilizzo sostenibile delle risorse, oltre a sostenere la creazione di posti di lavoro, l'innovazione e il ricambio generazionale nelle zone rurali. |
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2.6. |
Tuttavia, il settore biologico si trova attualmente a un bivio. Nonostante i suoi benefici, questo settore presenta uno sviluppo ancora disomogeneo tra gli Stati membri e incontra ostacoli persistenti, tra cui rese inferiori per determinate colture, costi di certificazione elevati, volatilità del mercato e sensibilità dei consumatori ai prezzi. E queste difficoltà si aggravano durante i periodi di incertezza economica. |
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2.7. |
Il CESE sottolinea che le sovvenzioni finanziarie da sole non basteranno a garantire la crescita sostenibile della produzione alimentare di qualità. Serve infatti un quadro favorevole più ampio in grado di combinare i seguenti elementi:
Il CESE riconosce che la politica in materia di IVA rientra nelle competenze della DG TAXUD e incoraggia la Commissione europea a valutare, attraverso un dialogo interistituzionale, la possibilità di introdurre aliquote IVA ridotte per i prodotti di qualità certificata. |
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2.8. |
Il CESE sottolinea che i regimi biologici e altri regimi di qualità dei prodotti alimentari devono essere integrati nelle strategie di promozione. Tali sforzi dovrebbero andare oltre le campagne commerciali ed essere integrati nell'educazione alimentare, nel turismo sostenibile, nella cultura gastronomica e nei marchi territoriali. Un migliore coordinamento tra le istituzioni dell'UE (ad esempio l'Agenzia esecutiva europea per la ricerca), le agenzie nazionali e le organizzazioni di produttori è indispensabile per aumentare l'efficacia e l'impatto a lungo termine sui consumatori. Il CESE sottolinea che i regimi di qualità dell'UE e l'agricoltura biologica sono già ammissibili ai sensi del regolamento (UE) n. 1144/2014 (2) relativo alle misure di promozione. Tuttavia, propone di ampliare i temi ammissibili, compatibilmente con gli obiettivi dell'UE, per includere il turismo sostenibile e i marchi territoriali, come strumenti complementari per la promozione dei prodotti sostenibili e di alta qualità. |
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2.9. |
Il CESE invita la Commissione europea a condurre uno studio comparativo sull'effetto moltiplicatore degli investimenti nelle agenzie nazionali e regionali di promozione alimentare, concentrandosi sul loro contributo allo sviluppo economico, al gettito fiscale e all'occupazione rurale. Lo scopo di detto studio sarebbe individuare i modelli di promozione nazionali e regionali più efficaci, valutarne l'impatto sullo sviluppo economico rurale, sul gettito fiscale e sull'occupazione, e fornire raccomandazioni basate su dati concreti per potenziare le buone pratiche in altri Stati membri e nei paesi candidati. |
3. Quadro d'azione: sfide e opzioni strategiche
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3.1. |
La responsabilizzazione degli agricoltori in quanto partner paritari e rispettati nella filiera agroalimentare resta una condizione imprescindibile per la creazione di un sistema alimentare equo e resiliente. Agli agricoltori devono essere garantiti una remunerazione equa, condizioni di lavoro dignitose e un accesso equo ai mercati a valore aggiunto, anche attraverso canali di vendita alternativi quali la commercializzazione diretta, il commercio elettronico e le reti alimentari locali. |
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3.2. |
Poiché l'agricoltura biologica è un settore tipicamente a più alta intensità di manodopera, il CESE sottolinea la necessità di garantire condizioni di lavoro eque e lo sviluppo di competenze sia per i produttori che per i lavoratori. Sostenere la cooperazione lungo tutta la catena del valore del biologico è fondamentale per la sostenibilità a lungo termine del settore. |
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3.3. |
Il coinvolgimento dei consumatori deve essere inoltre un pilastro centrale di qualsiasi strategia volta ad aumentare il consumo di prodotti di qualità. Per conseguire gli obiettivi dell'UE in materia di sostenibilità e sanità pubblica sarà essenziale sensibilizzare i consumatori in merito all'impatto sull'ambiente e sulla salute delle loro scelte alimentari e garantire che le opzioni sostenibili siano accessibili e a prezzi abbordabili. |
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3.4. |
L'accessibilità economica continua a rappresentare un importante ostacolo al consumo di prodotti di qualità. Sebbene i prodotti di qualità siano ampiamente riconosciuti come più sostenibili e più sani, le decisioni di acquisto sono spesso ostacolate dai prezzi. Il CESE chiede che vengano adottate misure intese a colmare questo divario di accessibilità economica, ad esempio: incentivi fiscali mirati, come la riduzione dell'IVA, gli investimenti nelle catene di approvvigionamento locali di prodotti di qualità e l'integrazione dei prodotti di qualità nei sistemi di appalti pubblici. Tali misure dovrebbero basarsi sull'analisi del comportamento dei consumatori, con particolare attenzione ai giovani, e, ove possibile, dovrebbe essere data priorità ai prodotti di provenienza locale, con l'obiettivo del 25 % di appalti. |
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3.5. |
Per stimolare la domanda, il CESE raccomanda di elaborare una strategia di consumo biologico a livello dell'UE che comprenda:
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3.6. |
Il Comitato osserva che, in molti Stati membri, le organizzazioni del settore dei prodotti di qualità non hanno la capacità istituzionale di coordinare i produttori, creare partenariati con i dettaglianti e guidare lo sviluppo del mercato. Investimenti pubblici su piccola scala in tali organizzazioni potrebbero generare un impatto significativo lungo tutta la catena del valore. |
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3.7. |
Il CESE ribadisce l'importanza di disporre di servizi di ricerca, innovazione e consulenza adattati all'agricoltura biologica. La transizione verso pratiche biologiche o il miglioramento di tali pratiche richiedono lo scambio di conoscenze, l'accesso a tecnologie agroambientali adeguate e sistemi di consulenza incentrati sugli agricoltori. È fondamentale rafforzare gli investimenti in materia di R&I nel settore biologico, nell'ambito di Orizzonte Europa e dei programmi degli Stati membri. |
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3.8. |
È inoltre necessario un quadro normativo più solido e trasparente, per rafforzare la fiducia nella certificazione biologica, in particolare per quanto riguarda le importazioni. Il CESE osserva che i prodotti biologici importati sono tenuti a rispettare norme equivalenti o conformi a quelle dell'UE e che la Commissione sostiene gli Stati membri attraverso strumenti digitali quali il sistema TRACES, le notifiche OFIS e i relativi meccanismi di sorveglianza. In tale contesto, raccomanda di ampliare e di rendere più trasparente l'impiego di tali strumenti, per garantire la fiducia dei consumatori e un'applicazione coerente in tutta l'UE. |
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3.9. |
Il Comitato sostiene l'integrazione dell'agricoltura biologica nello sviluppo rurale e nelle strategie basate sul territorio, come i «biodistretti», le zone agroecologiche e i cluster dell'economia circolare. Tali modelli promuovono l'innovazione, la partecipazione delle comunità e le sinergie tra agricoltura, istruzione, turismo e sistemi alimentari sostenibili. |
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3.10. |
Infine, il CESE sottolinea la necessità di proteggere i prodotti di qualità in tutti gli accordi commerciali internazionali. Ciò significa, tra l'altro, assicurare il riconoscimento delle norme dell'UE, salvaguardare le indicazioni geografiche e trasformare la produzione biologica e certificata in parametro di riferimento mondiale per la sostenibilità, la sicurezza alimentare e il commercio equo. |
4. Osservazioni particolari
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4.1. |
Il CESE sostiene gli attuali regimi di qualità dell'UE ben regolamentati, tra cui il regime biologico, la denominazione di origine protetta (DOP), l'indicazione geografica protetta (IGP) e la specialità tradizionale garantita (STG). Tali sistemi forniscono strumenti affidabili per la differenziazione dei prodotti, sostengono l'identità regionale e offrono valore aggiunto sia ai produttori che ai consumatori. |
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4.2. |
Tuttavia, il CESE osserva che denominazioni commerciali non regolamentate o applicate in maniera incoerente come «naturale», «tradizionale» e «fatto in casa» possono indurre in errore i consumatori e rendere meno netta la distinzione tra prodotti certificati e prodotti non certificati. E questo mina la fiducia dei consumatori e svalorizza i sistemi di qualità istituiti dall'UE. Il CESE invita la Commissione europea a stabilire definizioni e orientamenti chiari e applicabili per l'utilizzo di tali denominazioni. Si tratta di una questione particolarmente importante nei mercati in via di sviluppo, dove la consapevolezza dei consumatori può risultare inferiore e la vigilanza regolamentare limitata. Il Comitato raccomanda di fornire assistenza tecnica alle autorità nazionali per rafforzare l'applicazione delle norme in materia di etichettatura e la protezione dei consumatori. |
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4.3. |
La diversità dei regimi di qualità nazionali volontari può offrire validi strumenti di differenziazione, ma può anche generare frammentazione e confusione in seno al mercato interno. Il CESE è favorevole a riconoscere i regimi nazionali compatibili e ad allinearli ai quadri dell'UE, per promuovere una maggiore trasparenza, comparabilità e accesso al mercato, in particolare per i piccoli e medi produttori. La cooperazione transfrontaliera tra piccole imprese, ad esempio nei Balcani occidentali, può contribuire a superare la frammentazione. Il Comitato incoraggia iniziative per lo sviluppo di infrastrutture di certificazione condivise, campagne promozionali regionali e norme armonizzate. |
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4.4. |
Il CESE sottolinea che l'agricoltura biologica continua a ricevere un sostegno disomogeneo nei diversi Stati membri, nonostante i suoi benefici ambientali e sociali siano riconosciuti. Al fine di conseguire l'obiettivo dell'UE del 25 % di terreni agricoli biologici entro il 2030, è necessario un maggiore allineamento tra i piani strategici della PAC, i piani d'azione nazionali per l'agricoltura biologica e il piano d'azione dell'UE per l'agricoltura biologica. Agli agricoltori biologici deve essere offerto un sostegno coerente e adeguato in tutta l'UE. Ciò comprende anche percorsi su misura per le pratiche agricole di transizione che sostengono i piccoli agricoltori nelle zone meno sviluppate nel loro percorso verso la piena conversione biologica. |
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4.5. |
I prodotti di qualità dovrebbero essere maggiormente integrati in catene del valore più ampie, tra cui il turismo sostenibile, la gastronomia locale, le strategie di bioeconomia e i marchi territoriali. I regimi di qualità possono anche fungere da base per la creazione e lo sviluppo di cooperative di produttori, che contribuiscano a rafforzare il potere contrattuale degli agricoltori e a migliorare la loro posizione all'interno della filiera agroalimentare (3). Il Comitato sostiene lo sviluppo di «biodistretti» e di approcci basati sul territorio che colleghino la produzione certificata all'identità regionale e promuovano la resilienza economica locale. |
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4.6. |
Il CESE chiede una corretta applicazione del regolamento (UE) 2018/775 (4) per prevenire pratiche ingannevoli e garantire una concorrenza leale. A questo proposito, raccomanda alle autorità competenti degli Stati membri di effettuare controlli ufficiali mirati sull'applicazione di tale regolamento. Invita inoltre la Commissione europea a pubblicare ogni due anni una relazione sull'attuazione dei controlli ufficiali in questo ambito. Se l'applicazione dovesse rivelarsi insoddisfacente, il CESE incoraggia la Commissione a valutare la possibilità di rivedere il suddetto regolamento (UE) 2018/775 (5) e i suoi orientamenti interpretativi, per affrontare più efficacemente la pratica dell'utilizzo di riferimenti geografici e simboli nazionali o regionali in prodotti alimentari che non sono collegati all'origine indicata o a un sistema di certificazione riconosciuto. |
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4.7. |
Il CESE chiede che almeno il 25 % degli alimenti nelle scuole, negli ospedali e nelle mense pubbliche sia costituito da prodotti di qualità, privilegiando, se possibile, i prodotti di provenienza locale. Le norme dell'UE in materia di appalti dovrebbero premiare i fornitori che offrono quote elevate di prodotti di qualità e includere criteri di sostenibilità a sostegno delle catene di approvvigionamento locali. Nei paesi in via di sviluppo e nei paesi candidati è consigliabile adottare un approccio graduale con un sostegno tecnico e finanziario. |
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4.8. |
Gli appalti pubblici possono fungere da potente strumento per la promozione di obiettivi ambientali e sociali. Il fulcro di questi successi risiede nel passaggio dall'utilizzo di appalti basati esclusivamente sui prezzi al ricorso ai criteri dell'offerta economicamente più vantaggiosa (MEAT), in cui prevalgono le norme sociali, ambientali ed etiche. Il CESE raccomanda di seguire questo approccio, che è in linea con l'invito del movimento Fairtrade a utilizzare l'offerta economicamente più vantaggiosa come criterio standard per gli appalti pubblici, garantendo che la spesa pubblica sostenga le imprese etiche, compresi gli operatori di Fairtrade. |
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4.9. |
Occorre rafforzare in maniera significativa i meccanismi di finanziamento per la sostenibilità e la certificazione. Il CESE chiede che gli orientamenti sugli appalti pubblici verdi siano estesi a tutti i regimi di qualità basati sulla sostenibilità, con criteri di prestazione ambientale chiari per le gare d'appalto relative ai prodotti alimentari e alla ristorazione. |
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4.10. |
Il CESE ribadisce l'importanza di disporre di strutture di promozione nazionali coordinate e adeguatamente finanziate. I paesi dotati di agenzie nazionali responsabili del controllo della qualità e della commercializzazione dei prodotti alimentari registrano sistematicamente maggiori rendimenti degli investimenti, grazie a un maggior livello di sensibilizzazione dei consumatori, di penetrazione del mercato e di crescita delle esportazioni. Gli Stati membri dovrebbero essere sostenuti nell'istituzione di tali agenzie, dotate di un chiaro mandato in materia di promozione di prodotti certificati, a livello nazionale e all'estero. Il CESE raccomanda inoltre di esaminare in che modo queste strutture promozionali possano aiutare i produttori dei paesi candidati ad accedere ai mercati dell'UE. |
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4.11. |
La complessità amministrativa delle procedure di certificazione resta un ostacolo fondamentale, in particolare per i piccoli produttori e i nuovi operatori. Il CESE sollecita la semplificazione e l'armonizzazione delle norme di certificazione in tutti gli Stati membri, con requisiti chiari e proporzionati che riflettano la portata e il tipo di produzione. Per ampliare la partecipazione nei paesi in via di sviluppo, è opportuno elaborare percorsi di certificazione semplificati, a basso costo e scalabili, compresi modelli di certificazione di gruppo o strumenti digitali di pre-certificazione. |
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4.12. |
Serve un sistema continuo di monitoraggio e valutazione, per garantire la capacità di risposta agli sviluppi del mercato e ai risultati delle politiche. Il Comitato incoraggia l'integrazione degli obiettivi di certificazione, promozione e sostenibilità nelle valutazioni dei programmi dell'UE e raccomanda di monitorare i progressi verso gli obiettivi di consumo e produzione, in particolare per quanto riguarda i prodotti di qualità. |
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4.13. |
Gli investimenti in ricerca, innovazione e servizi di consulenza su misura per l'agricoltura biologica sono essenziali per espandere il settore. Il CESE chiede maggiori finanziamenti nell'ambito di Orizzonte Europa e dei programmi nazionali di R&I, per sostenere la ricerca applicata sui sistemi biologici, lo sviluppo delle catene di approvvigionamento e il comportamento dei consumatori. Inoltre, l'agenda di ricerca dovrebbe includere temi attinenti ai sistemi a basso apporto di fattori di produzione e con risorse limitate nei paesi in via di sviluppo. |
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4.14. |
La fiducia dei consumatori nell'etichetta di qualità dipende da solidi sistemi di controllo e dalla trasparenza, in particolare per quanto riguarda i prodotti biologici importati. Il Comitato raccomanda di rafforzare l'applicazione delle norme di equivalenza, di armonizzare le ispezioni e di investire in strumenti di tracciabilità digitale, per garantire la credibilità della certificazione di qualità dell'UE. |
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4.15. |
Il CESE ritiene che l'agricoltura biologica e la produzione alimentare di qualità siano motori fondamentali per il ricambio generazionale in agricoltura. L'approccio basato sui valori risulta attraente per i giovani e per i nuovi operatori. Il Comitato raccomanda che i piani strategici della PAC forniscano un sostegno mirato ai giovani agricoltori biologici, alle start-up e ai trasformatori, anche nei paesi candidati, attraverso investimenti, accesso al credito e formazione. Invita inoltre a istituire meccanismi di governance inclusivi, quali i consigli consultivi e i modelli di governance partecipativa nei biodistretti, per coinvolgere i giovani nella definizione delle strategie territoriali. |
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4.16. |
L'agricoltura biologica dovrebbe inoltre essere integrata nelle strategie di sviluppo territoriale, compresi i piccoli comuni intelligenti, i programmi LEADER e i cluster di bioeconomia. In tal modo sarà possibile promuovere la cooperazione, l'innovazione locale e nuove opportunità economiche nelle zone rurali. |
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4.17. |
Infine, il CESE sottolinea che i sistemi alimentari biologici e certificati dell'UE devono essere protetti e promossi in tutti gli accordi commerciali internazionali. A tal fine occorre anche garantire il riconoscimento delle norme e dei marchi dell'UE, assicurare l'equivalenza dei requisiti di sostenibilità per i prodotti importati e posizionare i sistemi dell'UE come parametri di riferimento per sistemi alimentari equi, trasparenti e sostenibili a livello mondiale. Ove possibile, tali principi dovrebbero essere applicati retroattivamente anche agli accordi commerciali esistenti, al fine di garantire l'allineamento con gli obiettivi dell'UE in materia di ambiente, salute e protezione dei consumatori. |
5. Il percorso da seguire
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5.1. |
Un sistema agroalimentare europeo sostenibile, competitivo ed equo richiede il sostegno e la promozione di prodotti di qualità, il riconoscimento degli agricoltori come attori strategici della transizione verde e la loro integrazione nelle moderne catene del valore. Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) invita la Commissione e gli Stati membri a intensificare gli sforzi in questa direzione e si offre come partner attivo nel processo di dialogo strutturato dell'UE. |
Bruxelles, 18 settembre 2025
Il presidente
del Comitato economico e sociale europeo
Oliver RÖPKE
(1) GU L 241 del 17.9.2015, pag. 1.
(2) GU L 317 del 4.11.2014, pag. 56.
(3) GU C, C/2025/2016, 30.4.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/2016/oj e GU C, C/2025/117, 10.1.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/117/oj.
ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2026/17/oj
ISSN 1977-0944 (electronic edition)