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Document 52023DC0316

Proposta di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sullo sviluppo delle condizioni quadro dell'economia sociale

COM/2023/316 final

Strasburgo, 13.6.2023

COM(2023) 316 final

2023/0179(NLE)

Proposta di

RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO

sullo sviluppo delle condizioni quadro dell'economia sociale

{SWD(2023) 208 final}


RELAZIONE

1.CONTESTO DELLA PROPOSTA

Motivi e obiettivi della proposta

Il pilastro europeo dei diritti sociali funge da bussola per indicare la direzione da seguire per giungere a un'Europa sociale forte che sia giusta, inclusiva e in cui ognuno abbia l'opportunità di prosperare. Il completamento delle azioni specifiche definite nel piano d'azione sul pilastro europeo dei diritti sociali richiede uno sforzo congiunto da parte delle istituzioni dell'UE e delle autorità a livello nazionale, regionale e locale, delle parti sociali e della società civile.

Sfide come il cambiamento climatico, la digitalizzazione, le crescenti diseguaglianze e il cambiamento demografico hanno indotto l'Unione europea (UE) a elaborare politiche intese a sperimentare una transizione equa, sostenibile e inclusiva, imperniata sul Green Deal europeo 1 . Le conseguenze di ampia portata della pandemia di COVID-19 e della guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina hanno messo in evidenza la necessità urgente di tale transizione.

I soggetti dell'economia sociale, che occupano circa 13,6 milioni di persone nell'UE 2 , sono in prima linea in questa transizione. Essi hanno dimostrato una notevole abilità nel promuovere comunità e modelli imprenditoriali resilienti e inclusivi, la partecipazione democratica e un'economia che operi al servizio di tutti. Hanno inoltre contribuito in modo sostanziale al PIL dei paesi dove le strutture dell'economia sociale sono più sviluppate 3 .

"Economia sociale" è un termine generale applicabile a un'ampia gamma di soggetti privati che privilegiano le persone e le cause sociali e ambientali rispetto al profitto. Sebbene l'ambito e i termini usati per descrivere il concetto di economia sociale possano variare in funzione delle tradizioni nazionali, tale concetto si riferisce generalmente a cooperative, società mutualistiche, associazioni (comprese quelle di beneficenza), fondazioni, e imprese sociali. Oltre a mettere le persone e il pianeta al primo posto, questi soggetti condividono altri principi chiave, tra cui il reinvestimento degli utili in attività a favore dell'interesse collettivo o della società e la governance democratica e/o partecipativa.

La proposta di raccomandazione del Consiglio sullo sviluppo delle condizioni quadro dell'economia sociale è stata annunciata nel 2021 nel piano d'azione per l'economia sociale 4 della Commissione europea. In tale piano d'azione la Commissione ha proposto misure specifiche da adottare entro il 2030 per promuovere l'innovazione sociale, favorire l'economia sociale e i relativi modelli imprenditoriali e organizzativi e aumentarne il potere di trasformazione economica e sociale. L'obiettivo è consentire all'economia sociale di crescere creando condizioni favorevoli, agevolandone l'avviamento e la crescita e sensibilizzando in merito al suo potenziale.

Il piano d'azione è stato accolto favorevolmente dal Parlamento europeo con una risoluzione 5 , in linea con le conclusioni del Consiglio del 2015 sulla promozione dell'economia sociale quale fattore essenziale dello sviluppo economico e sociale in Europa 6 , che riconoscono l'importanza della promozione dell'economia sociale e invitano la Commissione europea a adottare azioni per incentivare lo sviluppo del settore.

Il valore aggiunto dell'economia sociale

L'economia sociale può svolgere una funzione importante per diverse problematiche sociali. Sfruttando i suoi punti di forza, come la creazione di posti di lavoro di qualità, la promozione dell'inclusione sociale e dell'inserimento nel mercato del lavoro e lo sviluppo sostenibile, l'economia sociale può contribuire al conseguimento del pilastro europeo dei diritti sociali e dei suoi principi fondamentali, ossia pari opportunità e accesso al mercato del lavoro, condizioni di lavoro eque e protezione sociale e inclusione. Nello specifico, l'economia sociale può svolgere un ruolo importante nel conseguimento degli ambiziosi obiettivi principali dell'UE per il 2030 proposti nell'ambito del piano d'azione sul pilastro europeo dei diritti sociali, che consistono nel raggiungere un tasso di occupazione pari almeno al 78 % della popolazione compresa tra i 20 e i 64 anni, un tasso di partecipazione annuale ad attività di formazione per gli adulti del 60 % e una riduzione del numero di persone a rischio di povertà o di esclusione sociale di almeno 15 milioni di individui, contribuendo agli impegni nazionali assunti dagli Stati membri per il conseguimento di tali obiettivi 7 .

L'economia sociale può contribuire al conseguimento degli obiettivi in quanto in grado di creare posti di lavoro e opportunità economiche di aiuto a giovani, anziani e gruppi svantaggiati (come i disoccupati di lungo periodo, le persone affette da malattie fisiche o mentali, gli inattivi, le persone scarsamente qualificate, con disabilità o provenienti da un contesto migratorio o appartenenti a minoranze razziali o etniche, tra cui i Rom) per integrarsi nel mercato del lavoro e nella società. Al contempo, l'economia sociale incentiva condizioni di lavoro eque coinvolgendo i lavoratori nella governance e nel processo decisionale, un aspetto molto importante poiché questi gruppi spesso affrontano un rischio particolarmente alto di povertà o esclusione sociale. Le opportunità offerte dall'economia sociale, in particolare quando vi è cooperazione con le imprese tradizionali, possono rappresentare anche un trampolino di lancio verso altri settori del mercato del lavoro. L'economia sociale impiega inoltre un'elevata percentuale di donne 8 e offre servizi che aiutano le donne ad accedere al mercato del lavoro, ad esempio l'assistenza all'infanzia. La proposta contribuisce pertanto alla strategia per la parità di genere 2020-2025 9 , finalizzata alla riduzione del divario di genere nel mercato del lavoro e al conseguimento della parità di genere in diversi settori dell'economia.

Offrendo opportunità di occupazione che tengono conto delle esigenze delle persone e dell'economia locale e opportunità di formazione e riqualificazione, i soggetti dell'economia sociale possono aiutare i lavoratori a sviluppare le competenze e le conoscenze necessarie a rispondere ai cambiamenti del mercato del lavoro. È un aspetto, questo, particolarmente importante nell'ambito della duplice transizione. Lo sviluppo delle competenze può potenzialmente ridurre le carenze di manodopera e contribuire alla crescita economica complessiva. Ad esempio, i soggetti dell'economia sociale offrono spesso formazione sul posto di lavoro e programmi di apprendimento basato sul lavoro che beneficiano della cultura di condivisione delle conoscenze derivante dal carattere collettivo e collaborativo del settore. Alcuni soggetti dell'economia sociale offrono corsi di formazione per competenze digitali e verdi accessibili ai gruppi svantaggiati e così facendo contribuiscono a una transizione più equa.

Grazie all'approccio dal basso con cui tendono a operare, mantenendosi vicini alle comunità, ai cittadini e ai loro problemi, i soggetti dell'economia sociale hanno un'elevata potenzialità di agire come innovatori sociali e di trovare soluzioni generalizzabili e/o replicabili in grado di contribuire a un cambiamento sociale sistemico. L'economia sociale può trovare modi innovativi di offrire servizi sociali essenziali, complementari ai servizi pubblici offerti a livello nazionale, adoperandosi per fornire servizi sociali di qualità e incentrati sulla persona in modo concertato ed efficiente dal punto di vista dei costi. Ad esempio, i soggetti dell'economia sociale possono costituire partner importanti per le autorità pubbliche nell'ambito dell'offerta di servizi di assistenza di alta qualità, come riconosciuto dalla strategia europea per l'assistenza 10 .

L'economia sociale può altresì sostenere la strategia industriale dell'UE 11 . Tale strategia riguarda le sfide affrontate dai 14 ecosistemi industriali, tra cui l'ecosistema "prossimità ed economia sociale", per realizzare la duplice transizione e aumentarne la resilienza. I soggetti dell'economia sociale hanno un'elevata potenzialità di sviluppare prodotti e servizi sostenibili e di attuare modelli imprenditoriali inclusivi. Fra gli esempi all'avanguardia rientrano comunità e cooperative energetiche, l'agricoltura biologica, il turismo sostenibile e i prodotti e servizi circolari. I soggetti dell'economia sociale e gli innovatori sociali sono spesso considerati precursori della transizione verde per il loro contributo a renderla più equa e inclusiva, ancorandola ai valori della solidarietà. 

I modelli imprenditoriali dell'economia sociale apportano valore alle economie e alle società locali, promuovendo l'inclusività, la resilienza e la sostenibilità. Sono fortemente radicati nell'economia locale e mirano a servire la comunità in cui si trovano applicando la nozione di innovazione legata al territorio, che trae il massimo dalle risorse locali e reimmette entrate e ricavi nell'economia locale, che è così stimolata e si rigenera incoraggiando nuove imprese e la creazione di posti di lavoro in settori particolarmente importanti per le zone interessate. Ne sono un esempio l'agricoltura e la produzione alimentare di tipo biologico nelle zone rurali e periferiche, nelle regioni ultraperiferiche dell'UE 12 , nelle zone che necessitano di rilancio economico e nell'economia blu. I soggetti dell'economia sociale possono inoltre favorire l'economia circolare promuovendo azioni per una progettazione sostenibile dei prodotti, incrementando la riparazione e il riutilizzo e aumentando la raccolta e il riciclaggio dei rifiuti, favorendo così il funzionamento del mercato delle materie prime secondarie. Per di più, oltre a contribuire a rivitalizzare le zone rurali e periferiche, i soggetti dell'economia sociale possono aiutare a migliorare le tendenze demografiche di queste regioni.

Sfide

La visibilità e il riconoscimento dell'economia sociale a livello nazionale e regionale sono migliorati negli ultimi anni 13 . Più della metà degli Stati membri ha messo in atto politiche e quadri giuridici mirati per le imprese sociali e/o l'economia sociale. Tuttavia è evidente che le misure adottate dagli Stati membri non hanno sempre portato a risultati efficaci. Le ragioni possono essere le seguenti:

mancanza di chiarezza e comprensione relativamente ai principi e all'ambito dell'economia sociale;

riconoscimento insufficiente del valore aggiunto dell'economia sociale per la società e l'economia, in particolare come risposta alle tendenze emergenti;

misure di sostegno che non rimangono coerenti nel tempo e/o confinano inutilmente i soggetti dell'economia sociale entro i limiti di attività o tipi di modelli imprenditoriali specifici 14 ;

frammentazione dei quadri giuridici;

capacità amministrativa e politica limitata degli Stati membri;

mancanza di dati e statistiche accurate riguardanti il settore, fatto che limita la comprensione della dimensione e dell'incidenza del settore stesso; e

mancanza di finanziamenti su misura per le diverse fasi del ciclo di vita dei soggetti dell'economia sociale 15 .

Le carenze in questione non consentono di sfruttare appieno il potenziale del settore in molti paesi dell'UE. Ad esempio, nel 2017 la quota di lavoro retribuito relativa al settore oscillava fra lo 0,6 % e il 9,9 % a seconda dello Stato membro, con una media dell'UE pari al 6,3 % 16 . Tali dati illustrano i diversi livelli di sviluppo del settore nell'UE.

Adattare le politiche e la legislazione alle necessità dell'economia sociale è un compito complesso a causa della varietà dei soggetti e dei modelli imprenditoriali alternativi che la compongono e dei settori in cui opera. I soggetti sociali agiscono ad esempio nei campi dell'agricoltura, dell'edilizia, del riuso e riparazione, della gestione dei rifiuti, dell'energia e del clima, delle attività finanziarie e assicurative, delle attività immobiliari, dell'istruzione, dell'assistenza, delle arti e in tanti altri settori.

L'economia sociale è pertanto influenzata da numerose politiche e disposizioni orizzontali e settoriali, come quelle che disciplinano la politica del mercato del lavoro, i servizi sanitari e di assistenza, l'istruzione, le competenze e la formazione, la fiscalità, gli appalti pubblici, la concorrenza, l'industria, lo sviluppo locale e regionale e la cooperazione territoriale. Di conseguenza il sostegno efficace all'economia sociale richiede un approccio globale che tenga in considerazione gli aspetti interconnessi che influiscono sul settore.

Obiettivo della proposta

Per sfruttare efficacemente le potenzialità dell'economia sociale è necessario che le autorità pubbliche adattino i quadri giuridici e attuino strategie mirate 17 . Inoltre, un'organizzazione efficiente delle strutture amministrative e istituzionali è fondamentale per comprendere le necessità specifiche del settore e agevolare la comunicazione con i portatori di interessi.

Al fine di affrontare la complessità di tale compito, nel corso degli anni la Commissione ha elaborato orientamenti e risorse destinati alle autorità pubbliche riguardanti diverse tematiche. Tra gli esempi figurano la guida Acquisti sociali , la relazione Making socially responsible public procurement work , il manuale Designing Legal Frameworks for Social Enterprises , le sintesi programmatiche Policy brief on social impact measurement for social enterprises  e Policy brief on making the most of the social economy’s contribution to the circular economy , gli studi New technologies and digitisation e Cooperation between social economy enterprises and traditional enterprises e la relazione Cluster di innovazione sociale ed ecologica nell'Unione europea, prospettive ed esperienze .

È possibile pertanto attingere a queste risorse e a questi strumenti, come anche alla vasta esperienza degli Stati membri e dei paesi terzi partner, per stilare raccomandazioni complete, coerenti e aggiornate su come promuovere l'economia sociale in tutti i settori strategici e i quadri giuridici.

L'iniziativa proposta mira a migliorare l'accesso al mercato del lavoro e l'inclusione sociale aiutando gli Stati membri a integrare l'economia sociale nelle proprie politiche socio-economiche e a stabilire misure di sostegno e un ambiente favorevole per il settore. Sostenendo l'economia sociale, la proposta intende inoltre stimolare lo sviluppo economico e industriale sostenibile, contribuire alla coesione territoriale negli Stati membri e sostenere l'innovazione sociale. Tutto ciò sarà conseguito attingendo alla ricerca, all'esperienza e alle osservazioni dei portatori di interessi, al fine di formulare raccomandazioni su come adeguare le strategie pubbliche e i quadri giuridici per sostenere l'economia sociale, in particolare nelle zone dove è meno sviluppata. Saranno formulate inoltre raccomandazioni su come adattare le strutture amministrative e istituzionali per sostenere i soggetti interessati e coinvolgere i portatori di interessi del settore.

L'iniziativa proposta presenta sinergie con altre azioni annunciate nel piano d'azione per l'economia sociale. Innanzitutto è strettamente collegata al portale per l'economia sociale, lanciato in parallelo alla presente proposta, finalizzato a sensibilizzare il pubblico e ad agevolare l'accesso alle informazioni e alle risorse per sostenere l'economia sociale. Il portale conterrà informazioni sulla politica dell'UE e sui programmi di finanziamento, gli orientamenti, i dati, le cifre e gli esempi di migliori pratiche.

Due documenti di lavoro dei servizi della Commissione in materia fiscale accompagnano la presente raccomandazione e forniscono informazioni concrete sullo stato di attuazione dei quadri giuridici in materia fiscale negli Stati membri e sulla relativa giurisprudenza:

[SWD(2023) xyzx] sui "quadri fiscali per i soggetti dell'economia sociale", basato sull'analisi e sui contributi forniti dalle autorità degli Stati membri e dai portatori di interessi dell'economia sociale;

[SWD(2023) xyzx] sulla "fiscalità non discriminatoria per le organizzazioni di beneficenza e i relativi donatori: principi tratti dalla giurisprudenza dell'UE", che fornisce una descrizione dei principi fondamentali secondo l'interpretazione della Corte di giustizia dell'Unione europea.

Come annunciato nel suo programma di lavoro per il 2023 18 , la Commissione presenterà anche un'iniziativa sulle attività transfrontaliere delle associazioni nel mercato unico, che mira a rimuovere gli ostacoli normativi e amministrativi nel mercato unico per le associazioni che operano in più Stati membri. L'iniziativa aiuterà a rafforzare l'impatto economico e sociale delle associazioni nell'UE. L'obiettivo dell'iniziativa legislativa collima con quello della raccomandazione del Consiglio di favorire l'inclusione sociale e l'accesso al mercato del lavoro tramite la promozione di un contesto favorevole all'economia sociale che migliori le condizioni normative e amministrative per i soggetti dell'economia sociale.

Coerenza con le disposizioni vigenti nel settore normativo interessato

Il piano d'azione per l'economia sociale segue l'iniziativa per l'imprenditoria sociale 19 (2011), un piano d'azione a breve termine volto a sostenere la crescita delle imprese sociali e a sottoporre a dibattito alcune strategie a medio/lungo termine per il settore. Esso si basa sull'iniziativa Start-up e scale-up 20 (2016), il cui scopo generale era fornire alle start-up innovative le opportunità per diventare imprese leader nel mondo grazie a migliori partnership, allo sviluppo di competenze, mediante l'accesso ai finanziamenti e la rimozione degli ostacoli per gli imprenditori di start-up (compresi i soggetti dell'economia sociale) affinché potessero espandere la loro attività nel mercato unico.

Insieme al piano d'azione per l'economia sociale, la presente proposta fa ulteriormente progredire l'attuazione delle raccomandazioni delineate nelle conclusioni del Consiglio del 2015 sulla promozione dell'economia sociale come fattore essenziale dello sviluppo economico e sociale in Europa.

Oltre a contribuire agli obiettivi del pilastro europeo dei diritti sociali e del relativo piano d'azione, come già indicato, la presente proposta è connessa ad altre iniziative nei settori strategici dell'occupazione e dell'inclusione sociale.

Al fine di attuare efficacemente la strategia europea per l'assistenza e migliorare la situazione sia dei beneficiari sia dei prestatori di assistenza nell'UE, è fondamentale assicurare l'impegno condiviso di tutti i portatori di interessi. I soggetti dell'economia sociale apportano un valore aggiunto alla prestazione di servizi di assistenza di alta qualità, poiché adottano un approccio incentrato sulla persona e reinvestono gli utili nella loro missione e nelle comunità locali. La creazione di un contesto favorevole all'economia sociale, comprendente un maggiore accesso ai finanziamenti, può aiutare a conseguire l'obiettivo di prestare servizi di assistenza di qualità e accessibili, anche economicamente, in tutta l'UE. Può inoltre portare a condizioni di lavoro più eque per i lavoratori, in particolare attraverso la promozione di un dialogo sociale in linea con la proposta di raccomandazione del Consiglio sul rafforzamento del dialogo sociale nell'Unione europea 21 . Ciò vale anche per gli obiettivi definiti nell'ambito della garanzia europea per l'infanzia 22 , poiché i soggetti dell'economia sociale possono rivestire un ruolo nella progettazione e nella fornitura di servizi di qualità per l'infanzia, in particolare per i minori bisognosi, ad esempio per quanto concerne l'istruzione inclusiva, l'assistenza dopo l'orario delle lezioni, le attività ricreative e culturali. La strategia dell'UE sui diritti dei minori 23 rafforza in particolare l'impegno dell'UE di combattere la povertà infantile e proteggere bambini e adolescenti dalla violenza. La promozione delle misure per affrontare violenza e discriminazione, in particolare nei confronti dei minori vulnerabili, beneficerebbe del sostegno di tutte le parti della società, compresi i soggetti dell'economia sociale.

La proposta si ricollega inoltre al tema dell'Unione dell'uguaglianza e alle relative strategie, quali la strategia per la parità di genere 2020-2025, la strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030 24 , la strategia per l'uguaglianza LGBTIQ 25 , il piano d'azione dell'UE contro il razzismo 26 e il quadro strategico dell'UE per l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom 2020-2030 27 . Affrontando le problematiche incontrate dai gruppi svantaggiati e sottorappresentati, l'economia sociale può aiutare le persone a integrarsi nel mercato del lavoro e può combattere l'esclusione sociale.

La proposta contribuisce altresì al piano d'azione per l'integrazione e l'inclusione 2021-2027 28 , volto a sostenere l'integrazione e l'inclusione dei migranti e dei cittadini dell'UE provenienti da un contesto migratorio nelle società dell'UE. L'economia sociale integra i migranti offrendo loro, ad esempio, opportunità di lavoro adatte alle loro esigenze attraverso imprese sociali di inserimento lavorativo.

Per aiutare l'economia sociale a integrare i giovani nel mercato del lavoro attraverso formazione, apprendistati e posti di lavoro (tra cui la promozione dell'imprenditoria sociale), gli Stati membri possono aumentare il numero delle opportunità di qualità disponibili per i giovani, aprendo le porte all'attuazione della garanzia per i giovani rafforzata 29 .

L'economia sociale può anche contribuire a ridurre la carenza di competenze mediante la riqualificazione e il miglioramento del livello delle competenze individuali grazie alla formazione sul posto di lavoro o ad altre forme di formazione. La presente proposta si ricollega quindi all'agenda per le competenze per l'Europa 30 e ai relativi obiettivi di rafforzamento della competitività sostenibile garantendo equità sociale e sviluppando la resilienza. Nel maggio del 2022, la Commissione ha varato un partenariato per rafforzare le competenze di coloro che operano nel settore della prossimità e dell'economia sociale. Un'alleanza sta attuando il piano per la cooperazione settoriale sulle competenze, incentrato sulle imprese sociali attive nell'integrazione nel mercato del lavoro 31 .

Coerenza con le altre normative dell'Unione

La proposta è complementare a varie altre iniziative dell'UE e con queste coerente.

È inoltre in linea con il Green Deal europeo della Commissione europea, un piano per azzerare l'impatto climatico dell'UE e rendere l'Unione efficiente sotto il profilo delle risorse entro il 2050, e con il programma strategico per il decennio digitale 32 , una visione per la sovranità digitale dell'Europa basata su obiettivi e principi chiari. Nello specifico, l'economia sociale può dare un contributo alle azioni in corso nell'ambito della strategia per la competitività a lungo termine 33 , del piano industriale del Green Deal 34 , della normativa sull'industria a zero emissioni nette 35 e di REPowerEU 36 , e da tali azioni trarre vantaggio, per accrescere la competitività dell'industria europea a zero emissioni nette e sostenere la rapida transizione verso la neutralità climatica. Per mettere in risalto e consolidare questo ruolo, la Commissione europea a novembre 2022 ha pubblicato una relazione dal titolo Percorso di transizione per l'ecosistema industriale "prossimità ed economia sociale" 37 , frutto di un processo di co-creazione con i portatori di interessi, nella quale identifica quattordici aree di intervento nell'ambito della strategia industriale dell'UE. Anche la raccomandazione del Consiglio, del 16 giugno 2022, relativa alla garanzia di una transizione equa verso la neutralità climatica 38 riconosce che i soggetti dell'economia sociale possono aiutare a fare sì che la transizione sia socialmente equa e giusta. 

La Commissione ha prodotto orientamenti 39 che incoraggiano gli Stati membri ad affrontare le carenze di manodopera e competenze nell'aggiornamento dei relativi piani nazionali per l'energia e il clima, al fine di garantire l'offerta di forza lavoro qualificata per la transizione verso l'energia pulita. I soggetti dell'economia sociale possono essere inclusi in questi strumenti di pianificazione strategica.

La proposta sostiene l'attuazione del piano d'azione per l'economia circolare 40 adottato nel marzo del 2020. Per fare fronte alla triplice crisi dovuta ai cambiamenti climatici, alla perdita di biodiversità e all'inquinamento, il piano d'azione mira a integrare l'azione per l'economia circolare al fine di giungere a un'economia climaticamente neutra, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva. La natura trasversale dell'economia sociale e la sua posizione di avanguardia per quanto riguarda la creazione di posti di lavoro connessi all'economia circolare possono contribuire allo sviluppo del settore. In particolare può contribuire all'impulso dato dalla Commissione per stimolare l'offerta di prodotti sostenibili sulla base della proposta che stabilisce il quadro per l'elaborazione delle specifiche di progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili 41  e promuovere la riparazione e il riutilizzo di beni, come indicato nel piano d'azione per l'economia circolare. La proposta è inoltre attinente alla strategia per le PMI 42 , che sostiene le piccole e medie imprese di tutti i settori riducendo l'onere normativo e migliorando l'accesso ai mercati e ai finanziamenti.

Infine, la proposta contribuisce al conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) adottati nel 2015 in conformità con l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile. L'economia sociale contribuisce in qualche forma alla maggior parte degli OSS, in particolare all'obiettivo di sconfiggere la povertà (OSS 1) e a quello di assicurare lavoro dignitoso e crescita economica (OSS 8). A livello internazionale, l'appoggio politico all'economia sociale sta crescendo in seguito all'adozione della risoluzione sul lavoro dignitoso e l'economia sociale e solidale in occasione della 110a Conferenza internazionale del lavoro dell'Organizzazione internazionale del lavoro tenutasi il 10 giugno 2022 43 , all'adozione della raccomandazione dell'OCSE sull'economia sociale e solidale e sull'innovazione sociale, che ha avuto luogo anch'essa il 10 giugno 2022 44 , e della risoluzione delle Nazioni Unite sulla promozione dell'economia sociale e solidale per lo sviluppo sostenibile 45 , del 18 aprile 2023.

2.BASE GIURIDICA, SUSSIDIARIETÀ E PROPORZIONALITÀ

Base giuridica

La proposta si baserà sull'articolo 292 TFUE, in combinato disposto con l'articolo 149 TFUE e l'articolo 153, lettere h) e j), TFUE.

Sussidiarietà (per la competenza non esclusiva)

La proposta reca raccomandazioni per gli Stati membri su strategie e politiche che riconoscano e sostengano i contributi dell'economia sociale e li utilizzino come base di progressi futuri, per favorire l'accesso al mercato del lavoro e l'inclusione sociale delle persone. Essa comprende raccomandazioni sull'azione a sostegno di uno sviluppo uniforme dell'economia sociale nell'UE e sulla promozione di approcci innovativi per l'occupazione in collaborazione con il settore. La proposta soddisfa il principio di sussidiarietà poiché definisce principi chiave, di particolare utilità per gli Stati membri in cui il settore è meno sviluppato, lasciando al contempo agli Stati membri la flessibilità necessaria per attuare le raccomandazioni.

In particolare, la proposta tiene in considerazione l'ampia varietà di tradizioni, applicazione e termini usati nell'economia sociale degli Stati membri. Non influisce in modo significativo sull'equilibrio finanziario degli Stati membri o sulla loro capacità di mantenere o introdurre misure più ambiziose.

Proporzionalità

La proposta sostiene e integra l'azione degli Stati membri volta a migliorare l'accesso al mercato del lavoro e l'inclusione sociale attraverso misure che aiutino a creare un contesto favorevole all'economia sociale. Essa riconosce l'ampia varietà di pratiche e sistemi nazionali e il fatto che le diverse situazioni a livello nazionale, regionale o locale possono condurre a differenze nell'attuazione delle raccomandazioni. Di conseguenza agli Stati membri è lasciata la flessibilità necessaria per adattare l'attuazione della proposta alle loro circostanze particolari.

Il principio di proporzionalità ha costituito un criterio essenziale per la scelta dell'atto giuridico adeguato alla proposta.

Scelta dell'atto giuridico

L'atto giuridico è una proposta di raccomandazione del Consiglio. Basato sul corpus delle norme e delle politiche dell'UE, è conforme alla tipologia di strumenti disponibili per l'azione dell'UE in materia di occupazione e politica sociale. Quale atto giuridico non vincolante, una raccomandazione rispecchia il presupposto della competenza giuridica degli Stati membri in materia di politica sociale. Rispecchia inoltre la varietà di tradizioni, ambiti di applicazione, termini e livelli di sviluppo dell'economia sociale nell'UE. Una raccomandazione è indice dell'impegno degli Stati membri rispetto agli obiettivi e alle misure presenti nel testo e offre una base solida per la cooperazione a livello di UE nell'ambito in questione.

3.RISULTATI DELLE VALUTAZIONI EX POST, DELLE CONSULTAZIONI DEI PORTATORI DI INTERESSI E DELLE VALUTAZIONI D'IMPATTO

Valutazioni ex post / Vaglio di adeguatezza della legislazione vigente

Non applicabile.

Consultazioni dei portatori di interessi

La Commissione ha svolto un ampio processo di consultazioni in merito alla presente iniziativa, coinvolgendo il pubblico e numerosi portatori di interessi. Il processo è consistito nella pubblicazione di un "invito a presentare contributi", in un parere di prospettiva del Comitato europeo delle regioni e in incontri con le parti sociali, organizzazioni della società civile, i comitati per l'occupazione e la protezione sociale e il gruppo di esperti di economia sociale e imprese sociali. Anche l'intergruppo "economia sociale" del Parlamento europeo e il Comitato economico e sociale europeo (categoria Economia sociale) hanno contribuito a delineare l'ambito di applicazione previsto della proposta.

La finalità di queste consultazioni era conseguire una panoramica bilanciata di tutti i tipi di portatori di interessi coinvolti, ossia Stati membri, soggetti dell'economia sociale, intermediari finanziari e rappresentanti del mondo accademico. Il processo di consultazione ha permesso di approfondire vari aspetti che hanno alimentato i lavori preparatori e apportato ulteriori punti di vista alla proposta. I dettagli del processo di consultazione sono analizzati nel documento di lavoro dei servizi della Commissione che accompagna la presente proposta.

Assunzione e uso di perizie

Oltre ai contributi ricevuti nell'ambito del processo di consultazione dei portatori di interessi, la proposta è sostenuta da un elevato numero di prove raccolte negli ultimi anni sulle strategie e i quadri giuridici relativi all'economia sociale. Le fonti principali di tali prove sono state le seguenti:

una mappatura degli ecosistemi delle imprese sociali in tutti i paesi dell'UE pubblicata nel 2020, per la cui realizzazione i ricercatori hanno consultato oltre 750 portatori di interessi, tra cui responsabili politici, rappresentanti di imprese sociali, reti di imprese sociali e altre organizzazioni di sostegno, rappresentanti del mondo accademico ed esperti di tutti gli Stati membri e di paesi terzi;

il Better Entrepreneurship Policy Tool , le analisi approfondite della politica di imprenditoria sociale di vari Stati membri e le guide internazionali Social Impact Measurement for the Social and Solidarity Economy e Legal Frameworks for the Social and Solidarity Economy , sviluppati in cooperazione con l'OCSE;

la raccomandazione dell'OCSE sull'economia sociale e solidale e sull'innovazione sociale adottata il 10 giugno 2022 e la Policy Guide on Social Impact Measurement for the Social and Solidarity Economy ;

lo studio del 2017  Sviluppi recenti dell'economia sociale nell'Unione europea effettuato dal Centro internazionale di ricerca e informazione sull'economia pubblica, sociale e cooperativa per il Comitato economico e sociale europeo;

lo studio del 2020 sull'impatto dell'iniziativa per l'imprenditoria sociale del 2011 della Commissione e le relative operazioni di follow-up, basato su oltre 300 colloqui svolti con un'ampia varietà di portatori di interessi provenienti da tutti gli Stati membri dell'UE; e

il percorso di transizione per la prossimità e l'economia sociale , con i contributi ricevuti nell'ambito del processo di co-creazione.

   Valutazione d'impatto

Lo strumento proposto, una raccomandazione del Consiglio, offre orientamenti su come adattare la strategia e i quadri giuridici per sostenere i soggetti dell'economia sociale e lascia agli Stati membri la flessibilità necessaria per elaborare e attuare misure in linea con le loro pratiche nazionali in funzione della natura degli ecosistemi dell'economia sociale. Di conseguenza non è necessaria una valutazione d'impatto.

La proposta è in grado di migliorare il contesto favorevole all'economia sociale, in particolare negli Stati membri in cui l'economia sociale è meno sviluppata. Ciò contribuirà allo sviluppo più uniforme del settore nell'UE.

   Efficienza normativa e semplificazione

Non applicabile.

Diritti fondamentali

La presente raccomandazione rispetta i diritti fondamentali e osserva i princìpi sanciti nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. L'economia sociale privilegia la responsabilità sociale e ambientale, la partecipazione e la governance democratica, aspetti che coincidono con gli obiettivi della Carta di promozione dell'uguaglianza e della solidarietà.

4.INCIDENZA SUL BILANCIO

La presente proposta non ha alcuna incidenza finanziaria sul bilancio dell'Unione.

5.ALTRI ELEMENTI

Piani attuativi e modalità di monitoraggio, valutazione e informazione

Al paragrafo 23 si raccomanda agli Stati membri di adottare o aggiornare le strategie di economia sociale entro 18 mesi dall'adozione della proposta.

Al paragrafo 24 si raccomanda agli Stati membri di riesaminare e migliorare gli assetti amministrativi e istituzionali a tutti i livelli di governance.

Al paragrafo 25 si raccomanda agli Stati membri di monitorare e valutare l'attuazione della raccomandazione del Consiglio a livello nazionale e di coinvolgere nel processo le autorità regionali e locali e i portatori di interessi. La Commissione seguirà l'attuazione con consultazioni periodiche con gli Stati membri tramite il comitato per l'occupazione e il comitato per la protezione sociale.

In conformità al paragrafo 26, agli Stati membri si chiede di riferire formalmente in merito allo stato di attuazione della raccomandazione entro quattro anni dalla sua adozione e successivamente dopo cinque anni.

Per ridurre al minimo gli oneri di rendicontazione delle amministrazioni pubbliche dell'UE, il momento esatto della prima relazione dovrebbe coincidere con il quadro di comunicazione previsto dalla raccomandazione dell'OCSE sull'economia sociale e solidale e l'innovazione sociale. Su tale base, la Commissione preparerà una relazione sull'attuazione della presente raccomandazione e la sottoporrà all'esame del comitato per l'occupazione e del comitato per la protezione sociale.

Documenti esplicativi (per le direttive)

Non applicabile.

Illustrazione dettagliata delle singole disposizioni della proposta

Ai paragrafi da 1 a 3 sono descritti gli obiettivi e l'ambito di applicazione della presente raccomandazione.

Il paragrafo 4 reca le definizioni di economia sociale e impresa sociale.

Ai paragrafi da 5 a 8 si raccomanda l'attuazione, da parte degli Stati membri, di misure che incentivino l'accesso al mercato del lavoro e l'inclusione sociale attraverso l'economia sociale. Più specificatamente:

al paragrafo 5 si raccomanda agli Stati membri di attuare politiche del mercato del lavoro a sostegno dei lavoratori dipendenti delle imprese sociali e del loro reinserimento nel mercato del lavoro, per la collaborazione tra servizi pubblici per l'impiego, soggetti dell'economia sociale e imprese tradizionali per raggiungere in modo migliore i giovani che non hanno un lavoro né seguono un percorso scolastico o formativo, promuovere l'imprenditoria sociale come mezzo per creare lavoro autonomo e impiego su larga scala, consentire a più persone con disabilità di accedere al mercato del lavoro e promuovere il dialogo sociale e la contrattazione collettiva per garantire condizioni di lavoro eque.

Al paragrafo 6 si raccomanda agli Stati membri di riconoscere e sostenere il contributo apportato dai soggetti dell'economia sociale all'inclusione sociale, e di includere tali soggetti nella progettazione e nell'offerta di servizi sociali, servizi di assistenza, politiche abitative, istruzione e attività per bambini e giovani.

Al paragrafo 7 si raccomanda agli Stati membri di sostenere la formazione e lo sviluppo delle competenze per l'economia sociale, sviluppando l'analisi del fabbisogno di competenze rispetto alle esigenze del mercato, collaborando con l'economia sociale per agevolare la formazione dei lavoratori dipendenti, cercando di dare soluzione alla carenza di competenze e agevolandone la transizione al mercato del lavoro, nonché realizzando centri di competenze nazionali o transnazionali relativi all'economia sociale in collaborazione con soggetti erogatori di istruzione e formazione professionale.

Al paragrafo 8 si raccomanda agli Stati membri di rafforzare il ruolo dei soggetti dell'economia sociale a sostegno dell'innovazione sociale e nei settori chiave dell'occupazione e dello sviluppo a livello locale, oltre che di fondare la duplice transizione equa sul contributo dell'economia sociale, promuovendo nel contempo uno sviluppo economico e industriale sostenibile e la coesione territoriale.

Ai paragrafi da 9 a 21 si raccomanda agli Stati membri di sviluppare quadri favorevoli all'economia sociale elaborando e attuando strategie globali per il settore. Più specificatamente:

al paragrafo 13 si raccomanda agli Stati membri di migliorare l'accesso ai finanziamenti pubblici e privati per l'economia sociale favorendo ecosistemi di finanza sociale e usando i fondi disponibili, come i fondi dell'UE.

Ai paragrafi da 14 a 16 si raccomanda agli Stati membri di migliorare l'accesso ai mercati dei soggetti dell'economia sociale incoraggiando il ricorso ad appalti pubblici socialmente responsabili in linea con le possibilità offerte dall'attuale quadro giuridico europeo in materia di appalti pubblici e sostenendo la cooperazione tra soggetti dell'economia sociale e imprese tradizionali.

Al paragrafo 17 si raccomanda agli Stati membri di sfruttare appieno l'attuale ambito di applicazione delle norme sugli aiuti di Stato del diritto dell'UE per sostenere l'economia sociale.

Al paragrafo 18 si raccomanda agli Stati membri di fare in modo che i sistemi fiscali non ostacolino lo sviluppo dell'economia sociale, di valutare se tali sistemi ne incoraggiano sufficientemente lo sviluppo e di rafforzare la filantropia transfrontaliera.

Al paragrafo 19 si raccomanda agli Stati membri di sostenere l'adozione da parte dei soggetti dell'economia sociale di processi per la gestione e la misurazione dell'impatto sociale, per misurare e valutare l'impatto sociale di specifici progetti o particolari organizzazioni.

Ai paragrafi 20 e 21 si raccomanda agli Stati membri di sensibilizzare il pubblico in merito all'economia sociale e ai relativi contributi, anche monitorando lo sviluppo e le prestazioni dell'economia sociale mediante ricerca, dati e statistiche.

Al paragrafo 22 si accoglie con favore l'intenzione della Commissione di sostenere l'attuazione della raccomandazione del Consiglio anche con azioni di follow-up.

I paragrafi da 23 a 26 si riferiscono al processo di attuazione, monitoraggio e valutazione.

2023/0179 (NLE)

Proposta di

RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO

sullo sviluppo delle condizioni quadro dell'economia sociale

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 292, in combinato disposto con l'articolo 149 e l'articolo 153, lettere h) e j),

vista la proposta della Commissione europea,

visto il parere del Comitato delle regioni 46 ,

considerando quanto segue:

(1)Il pilastro europeo dei diritti sociali 47 , proclamato il 17 novembre 2017, stabilisce vari principi per sostenere mercati del lavoro e sistemi di protezione sociale equi e ben funzionanti. Tra di essi il principio 1 sul diritto a istruzione, formazione e apprendimento permanente di qualità e inclusivi, il principio 2 sulla parità di genere, il principio 3 sulle pari opportunità, il principio 4 sul sostegno attivo all'occupazione, il principio 5 sull'occupazione flessibile e sicura, il principio 11 e i principi da 16 a 20 sulla protezione sociale e l'inclusione dei minori, delle persone con disabilità e dei senzatetto e sull'accesso ai servizi essenziali, all'assistenza sanitaria e all'assistenza a lungo termine.

(2)Nel giugno del 2021 il Consiglio europeo, in linea con la dichiarazione di Porto 48 , ha accolto con favore gli obiettivi principali dell'Unione per il 2030 stabiliti nel piano d'azione sul pilastro europeo dei diritti sociali 49 . Tali obiettivi sono volti a conseguire un tasso di occupazione pari almeno al 78 % e una partecipazione annuale degli adulti ad attività di formazione almeno del 60 % e a ridurre il numero di persone a rischio di povertà o di esclusione sociale di almeno 15 milioni (di cui almeno 5 milioni di minori). Gli Stati membri hanno quindi stabilito obiettivi nazionali in questi tre ambiti per aiutare a conseguire tali obiettivi condivisi.

(3)Nonostante i progressi compiuti nell'ultimo decennio nella riduzione della povertà e dell'esclusione sociale, 95,4 milioni di persone erano ancora a rischio nel 2021. Il rischio di povertà è aumentato per le persone appartenenti a famiglie (pressoché) senza occupati, mentre l'intensità e la durata della povertà sono peggiorate in molti Stati membri. Un'occupazione di qualità e sostenibile è fondamentale per alleviare tale problema. Grazie alle sue modalità di funzionamento, alle sue azioni e agli scopi da essa perseguiti, l'economia sociale svolge un ruolo chiave nel miglioramento dell'inclusione sociale e della parità di accesso al mercato del lavoro. Essa contribuisce pertanto all'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali.

(4)I soggetti dell'economia sociale sono in grado di creare e mantenere posti di lavoro di qualità e contribuiscono all'inclusione sociale e all'inserimento nel mercato del lavoro dei gruppi svantaggiati e a pari opportunità per tutti, in linea con il quadro di una ripresa inclusiva, come messo in evidenza negli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione di cui alla decisione (UE) 2022/2296 del Consiglio 50 . Sono in grado di stimolare uno sviluppo economico e industriale sostenibile e di promuovere la partecipazione attiva dei cittadini nella società. I soggetti dell'economia sociale contribuiscono inoltre in modo significativo ai sistemi di protezione sociale d'Europa integrando i servizi pubblici, rivitalizzando le zone rurali e spopolate d'Europa e rivestendo una funzione importante nella politica di sviluppo internazionale.

(5)Il 9 dicembre 2021 la Commissione europea ha adottato un piano d'azione per l'economia sociale 51 . Il piano d'azione, che contribuisce alla priorità della Commissione europea di creare "un'economia al servizio delle persone", è in linea con le conclusioni del Consiglio del 2015 sulla promozione dell'economia sociale come fattore essenziale dello sviluppo economico e sociale in Europa 52 . Nel piano d'azione la Commissione ha presentato misure concrete da attuarsi sia a livello nazionale che di Unione. Tali misure mirano alla promozione dell'innovazione sociale, al sostegno dello sviluppo dell'economia sociale e allo sfruttamento delle potenzialità di trasformazione economica e sociale. Sono inoltre incentrate sull'instaurazione delle giuste condizioni affinché l'economia sociale possa prosperare, creando opportunità di avviamento ed espansione di soggetti dell'economia sociale e conferendo all'economia sociale e alle sue potenzialità una maggiore visibilità. Il Parlamento europeo ha accolto con favore il piano d'azione e la relativa risoluzione del 6 luglio 2022 53 .

(6)L'economia sociale, in alcuni Stati membri talora denominata economia solidale e/o economia sociale e solidale, comprende una varietà di soggetti con modelli organizzativi e imprenditoriali diversi che privilegiano le finalità sociali e/o ambientali rispetto al profitto. Tali soggetti, che possono assumere varie forme giuridiche, dalla cooperativa alla società mutualistica, dall'associazione alla fondazione, comprendono anche le imprese sociali, riconosciute come una forma giuridica specifica in alcuni Stati membri. Essi condividono i principi comuni del reinvestimento della maggior parte dei loro utili per perseguire finalità sociali e/o ambientali e della governance democratica e/o partecipativa. La forma specifica di governance e di gestione adottata dai soggetti dell'economia sociale varia in funzione della loro natura, delle loro dimensioni e del contesto in cui operano. Il principio di governance democratica o partecipativa assume quindi forme diverse che spaziano dal coinvolgimento diretto dei membri nei processi di governance fino al coinvolgimento rappresentativo di membri o partner in funzioni di governance e di gestione separate. Ad esempio, nelle cooperative, nelle società mutualistiche e nelle associazioni tale principio trova sovente espressione nella formula "una persona, un voto". I processi decisionali dei soggetti dell'economia sociale sono caratterizzati da una serie di sistemi di controllo e da relazioni tra i diversi attori che vi partecipano, tra cui dirigenti, partner, dipendenti e beneficiari. Riunendo questi attori diversi, i soggetti dell'economia sociale promuovono un impegno multilaterale incentrato su una cultura di partecipazione, responsabilità e trasparenza e finalizzato al raggiungimento di un obiettivo comune.

(7)Spesso i soggetti dell'economia sociale si adoperano per creare opportunità economiche che promuovano l'inclusione sociale e l'integrazione nel mercato del lavoro di gruppi svantaggiati, tra cui persone con disabilità o con problemi di salute mentale. Le imprese sociali di inserimento lavorativo sono un tipo di imprese sociali focalizzate sull'integrazione lavorativa e sociale a sostegno di tali gruppi di persone, ai quali offrono posti di lavoro a vari livelli di competenze e con condizioni di lavoro inclusive e flessibili. Per esempio, offrendo sostegno linguistico ai lavoratori migranti o attività e ambienti di lavoro adatti alle persone con disabilità, danno a queste persone la possibilità di uscire dalla povertà e dall'esclusione sociale. Tali opportunità di lavoro possono servire come trampolino di lancio verso altri settori del mercato del lavoro, contribuendo all'abbattimento delle barriere all'occupazione per i disoccupati di lungo periodo e per altre persone che riscontrano difficoltà nell'accedere al mercato del lavoro.

(8)Le nuove imprese sociali possono costituire un mezzo importante per la creazione di occupazione e per un cambiamento sociale positivo. L'economia sociale può offrire opportunità ad alcuni gruppi sottorappresentati, ad esempio alle donne e ai giovani che entrano nel mercato del lavoro o costituiscono imprese sociali. Secondo le stime del Global Entrepreneurship Monitor, l'imprenditoria sociale mondiale è composta per il 55 % da uomini e per il 45 % da donne, mentre nel lavoro autonomo in generale il rapporto tra uomini e donne è di due a uno. Secondo un recente Eurobarometro riguardante l'atteggiamento dei giovani nei confronti dell'imprenditoria sociale, i giovani attribuiscono importanza agli obiettivi sociali e ambientali e alla leadership partecipativa. Gli Stati membri potrebbero considerare modalità per ridurre al minimo i fattori disincentivanti per i potenziali imprenditori, ad esempio garantendo loro il mantenimento di un'adeguata protezione sociale. Alcuni Stati membri hanno ridotto gli oneri sociali per incentivare i soggetti dell'economia sociale ad assumere personale. Assicurare la presenza di un quadro favorevole ai trasferimenti di imprese ai lavoratori dipendenti per costituire cooperative di lavoratori può rappresentare un modo per garantire la continuità di imprese piccole e familiari e per evitare la perdita di posti di lavoro, ad esempio in caso di ristrutturazioni.

(9)I soggetti dell'economia sociale promuovono inoltre l'inclusione dei giovani, in particolare di quanti fra essi non hanno un lavoro né seguono un percorso scolastico o formativo, realizzando programmi di formazione e di sviluppo delle competenze e proponendo apprendistati in linea con la raccomandazione del Consiglio del 15 marzo 2018 relativa a un quadro europeo per apprendistati efficaci e di qualità 54 e opportunità di occupazione. In questo modo contribuiscono quindi agli obiettivi della garanzia per i giovani di cui alla raccomandazione del Consiglio del 30 ottobre 2020 relativa a un ponte verso il lavoro, che rafforza la garanzia per i giovani 55 , e della raccomandazione del Consiglio del 16 giugno 2022 relativa a un approccio europeo alle microcredenziali per l'apprendimento permanente e l'occupabilità 56 . I fondi dell'Unione, ad esempio il Fondo sociale europeo Plus istituito dal regolamento (UE) 2021/1057 57 , possono sostenere i soggetti dell'economia sociale in tale funzione. A questo fine, in alcuni Stati membri sono state attuate con esito positivo iniziative di collaborazione tra servizi pubblici per l'impiego e soggetti dell'economia sociale 58 . Nell'ambito di tali iniziative i soggetti dell'economia sociale rivestono una funzione importante nell'individuazione delle persone che necessitano di assistenza e nell'elaborazione di piani su misura per favorirne l'inserimento sociale e professionale, comprendenti opportunità di lavoro e di formazione.

(10)I soggetti dell'economia sociale possono promuovere condizioni di lavoro eque coinvolgendo i lavoratori nella loro governance e nel loro processo decisionale. La promozione del dialogo sociale e della contrattazione collettiva nell'economia sociale può migliorare le condizioni di lavoro dei dipendenti. Gli Stati membri possono promuovere tale aspetto dell'economia sociale, basarsi su di esso e sfruttarne il know-how coinvolgendo soggetti dell'economia sociale nell'elaborazione e nell'attuazione delle politiche attive del mercato del lavoro 59 .

(11)L'economia sociale contribuisce all'Unione dell'uguaglianza promuovendo l'inclusione sociale dei gruppi svantaggiati e sottorappresentati attraverso l'erogazione di servizi sociali e di assistenza (comprese la custodia dei bambini e l'assistenza sanitaria e a lungo termine), l'edilizia residenziale sociale e il sostegno ai minori e ai giovani con esigenze particolari. Tali servizi contribuiscono a ridurre le disuguaglianze, ad esempio il divario di genere a livello occupazionale, sia grazie all'assunzione diretta di una quota consistente di donne sia in virtù dell'erogazione di servizi di assistenza che consentono ai prestatori di assistenza, in maggior parte donne, di accedere al mercato del lavoro. Partner importante per il settore privato, l'economia sociale può apportare un valido contributo alla concezione e all'offerta di servizi residenziali, di assistenza a domicilio e sul territorio. Attraverso iniziative di partnership, autorità pubbliche e soggetti dell'economia sociale possono fornire servizi di assistenza di alta qualità ed economicamente accessibili.

(12)I sistemi di istruzione e formazione professionale svolgono una funzione essenziale per dotare le persone delle competenze necessarie al lavoro, allo sviluppo personale e alla cittadinanza. Aiutano anche ad assicurare forza lavoro qualificata in grado di contribuire all'equità della duplice transizione verde e digitale. I soggetti dell'economia sociale offrono opportunità di lavoro, formazione sul posto di lavoro e programmi di apprendimento basati sul lavoro adeguati ai bisogni dei singoli e dell'economia locale. Possono inoltre aiutare a dare attuazione ai conti individuali di apprendimento di cui alla raccomandazione del Consiglio del 16 giugno 2022 sui conti individuali di apprendimento 60 . Possono pertanto contribuire alla formazione di una forza lavoro qualificata e versatile, capace di rispondere ai cambiamenti del mercato del lavoro, agevolando potenzialmente la transizione da un posto di lavoro a un altro e riducendo le carenze di manodopera, contribuendo quindi alla crescita economica complessiva. Gli Stati membri possono sfruttare questo potenziale per l'analisi del fabbisogno di competenze, la formazione e la programmazione degli studi.

(13)Le sfide poste dalla duplice transizione e dal cambiamento demografico devono essere affrontate a livello regionale e locale ai fini della coesione economica, sociale e territoriale. I soggetti dell'economia sociale operano generalmente con un'impostazione dal basso, vicina alle comunità, ai cittadini e ai loro problemi, agendo spesso come innovatori sociali e trovando soluzioni generalizzabili e/o replicabili in grado di contribuire a un cambiamento sociale sistemico. L'economia sociale potrebbe ad esempio offrire opportunità di miglioramento delle competenze ai lavoratori scarsamente qualificati provenienti da settori che attraversano cambiamenti profondi e fornire beni di prima necessità a condizioni accessibili ai gruppi a basso reddito. Nelle zone periferiche e rurali dove l'offerta di istruzione e occupazione è minore, i soggetti dell'economia sociale possono offrire opportunità essenziali, rendendo tali regioni più attraenti. Lo sviluppo degli ecosistemi dell'economia sociale dell'UE contribuisce pertanto a mitigare le conseguenze dell'invecchiamento, dello spopolamento e di altre tendenze demografiche, oltre che a promuovere l'economia locale e lo sviluppo industriale, specialmente nelle zone rurali e periferiche e nelle regioni ultraperiferiche dell'UE, ad esempio nei settori dell'agricoltura, della produzione alimentare biologica e dell'economia blu.

(14)La promozione dello sviluppo locale guidato dalle comunità e di ecosistemi favorevoli all'innovazione sociale rafforza l'economia sociale e guida il cambiamento verso un'economia climaticamente neutra conforme al Green Deal europeo 61 e al piano industriale del Green Deal 62 . Vista l'importanza della funzione dell'economia sociale per lo sviluppo dell'economia circolare e l'elaborazione di misure di politica industriale trasversali e coerenti sul riutilizzo, la riparazione e il riciclaggio, potrebbe così essere promosso il funzionamento del mercato delle materie prime secondarie e ottimizzato il contributo dell'economia sociale agli obiettivi stabiliti nel piano d'azione per l'economia circolare 63 , nonché potenziata la competitività dell'industria europea a zero emissioni nette. Oltre ad aver dimostrato di poter favorire la partecipazione di cittadini e imprese a una transizione digitale inclusiva e incentrata sulla persona, i soggetti dell'economia sociale che operano in ambito digitale svolgono un ruolo attivo per il conseguimento degli obiettivi e delle finalità del programma strategico per il decennio digitale 2030 stabiliti con la decisione (UE) 2022/2481 64 e la dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali per il decennio digitale 65 . Per aumentare la resilienza di questa duplice transizione verso una società verde e digitale, nel maggio del 2021 la Commissione ha aggiornato la strategia industriale dell'UE. Questa strategia individua le sfide affrontate dai 14 ecosistemi industriali, tra cui l'ecosistema "prossimità ed economia sociale".

(15)Per permettere all'economia sociale di sfruttare appieno ile proprie potenzialità nel sostenere l'accesso al mercato del lavoro, l'inclusione sociale, lo sviluppo delle competenze, la coesione territoriale e lo sviluppo economico sostenibile, è necessario un quadro favorevole. Poiché l'economia sociale è influenzata da politiche e disposizioni settoriali e orizzontali, tale quadro deve considerare le caratteristiche specifiche dell'economia sociale e gli ostacoli aggiuntivi che i soggetti dell'economia sociale incontrano nel loro sviluppo e che ne limitano la possibilità di operare accanto alle imprese tradizionali. I soggetti dell'economia sociale non mirano a massimizzare l'efficienza e i profitti, ma a ottenere risultati positivi per la società. Necessitano di misure di sostegno e di contesti finanziari, amministrativi e giuridici favorevoli, che tengano in considerazione le caratteristiche specifiche dei loro modelli imprenditoriali per quanto riguarda la governance, la ripartizione degli utili, le condizioni di lavoro e l'impatto. Tali misure consentono loro, ad esempio, di assumere lavoratori meno produttivi o di fornire servizi sociali a prezzi accessibili. La messa a punto di quadri favorevoli richiede strategie globali, che possono comportare l'adozione di misure normative oppure l'attuazione o l'adattamento di politiche e iniziative a sostegno dei contributi dell'economia sociale agli obiettivi sociali e ambientali e per rafforzarne il valore economico e industriale. Tali strategie dovrebbero tenere traccia dei progressi e misurare l'efficacia delle iniziative, apportare le migliorie e gli adeguamenti necessari e, infine, condurre a risultati più efficienti e incisivi per il settore. È possibile che determinate strategie debbano essere adottate a livelli diversi dell'amministrazione pubblica (nazionale, regionale e locale), a seconda dell'organizzazione e del contesto istituzionale di ogni Stato membro. Le regioni e altri enti locali potrebbero adottare strategie di economia sociale chiaramente collegate agli obiettivi e alle priorità di sviluppo regionale, massimizzando i vantaggi reciproci.

(16)Ai fini dello sviluppo e dell'attuazione delle strategie di economia sociale, è fondamentale coinvolgere i portatori di interessi dell'economia sociale. Vari Stati membri hanno già istituito gruppi di alto livello che promuovono il dialogo tra le autorità pubbliche e i soggetti dell'economia sociale 66 . Le reti rappresentative dell'economia sociale, che possono consistere anche in piattaforme per azioni collettive, possono agevolare la collaborazione e la condivisione di informazioni e creare opportunità per lo sviluppo di capacità e l'apprendimento tra pari.

(17)Il sostegno finanziario pubblico riveste una funzione importante nel favorire l'avviamento e lo sviluppo dei soggetti dell'economia sociale. In generale i soggetti dell'economia sociale hanno maggiori difficoltà ad accedere alle risorse finanziarie rispetto ad altre imprese. Ad esempio, un'analisi dei mercati dei finanziamenti alle imprese sociali ha rivelato una persistente discrepanza tra l'offerta e la domanda di finanziamenti per le imprese sociali in Europa, nonostante alcuni miglioramenti, in termini di accesso ai finanziamenti sia tramite debito sia tramite capitale proprio. Poiché mirano a generare effetti sociali e/o ambientali positivi e la distribuzione degli utili ai loro finanziatori e proprietari è limitata, ammesso che abbia luogo, i soggetti dell'economia sociale non sono adatti agli investitori che aspirano a rendimenti elevati. Le misure di sostegno a disposizione per fare fronte a questa problematica tendono ad essere frammentate e la loro efficacia varia notevolmente. Queste misure, che spaziano dai contributi e le sovvenzioni fino a servizi di consulenza e sviluppo della capacità, sono spesso fornite da incubatori. Rimane pertanto un ampio margine di miglioramento per quanto riguarda l'erogazione di finanziamenti su misura per le diverse fasi del ciclo di vita dei soggetti dell'economia sociale. Potrebbero rivelarsi utili un ulteriore sostegno alla mobilitazione di finanziamenti privati e altre misure complementari per migliorare l'accesso ai finanziamenti dei soggetti dell'economia sociale. Uno di questi approcci consiste nel fornire ai singoli risparmiatori o ai lavoratori dipendenti che partecipano a piani pensionistici o di risparmio finanziati dal datore di lavoro la possibilità di scegliere un piano di risparmio che investa una parte dei loro risparmi in un'impresa sociale 67 .

(18)L'Unione offre molte opportunità di finanziamento a sostegno dell'economia sociale. Il Fondo sociale europeo Plus, il Fondo europeo di sviluppo regionale istituito dal regolamento (UE) 2021/1058 68 , il Fondo per una transizione giusta istituito dal regolamento (UE) 2021/1056 69 , il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale istituito dal regolamento (UE) n. 1305/2013 70 , il programma per il mercato unico istituito dal regolamento (UE) 2021/690 71 , il programma InvestEU istituito dal regolamento (UE) 2021/523 72 e, se del caso, il dispositivo per la ripresa e la resilienza istituito dal regolamento (UE) 2021/241 73 , offrono tutti possibilità di finanziamento. L'Unione offre altresì consulenza per la concezione di strumenti finanziari nell'ambito dei fondi della politica di coesione attraverso la piattaforma Fi-Compass. Gli Stati membri, comprese le autorità regionali e locali, potrebbero usare in modo migliore queste opportunità, adottando misure specifiche per l'economia sociale. Il sostegno tecnico 74 è un altro strumento che l'Unione mette a disposizione per migliorare la capacità degli Stati Membri di elaborare e attuare politiche di rafforzamento dell'economia sociale.

(19)La fornitura di beni e servizi e la collaborazione sia con le autorità pubbliche che con le imprese tradizionali costituiscono elementi essenziali per lo sviluppo dell'economia sociale, in quanto generano entrate e aiutano i soggetti dell'economia sociale a diventare finanziariamente autosufficienti. Grazie al margine di flessibilità offerto dalla normativa dell'Unione in materia di appalti pubblici, le amministrazioni aggiudicatrici possono servirsi degli appalti pubblici in modo più strategico definendo criteri innovativi, ecologici e sociali e in ultima istanza contribuendo a un'economia più sostenibile, inclusiva e competitiva. La maggior parte delle aggiudicazioni avviene tuttavia ancora esclusivamente sulla base del prezzo. Poiché il loro scopo è apportare benefici sociali e collettivi piuttosto che fornire servizi al prezzo più basso, i soggetti dell'economia sociale faticano a competere nelle normali procedure d'appalto, nonostante possano apportarvi un valore aggiunto maggiore. Vi è inoltre ancora spazio per aumentare la capacità di fare impresa dei soggetti dell'economia sociale, anche mediante un'integrazione più sistematica nelle catene di valore delle imprese tradizionali e la collaborazione con queste ultime al fine di presentare offerte congiunte per appalti pubblici e creare nuove opportunità di mercato.

(20)Spesso le autorità pubbliche non sfruttano appieno l'attuale ambito di applicazione delle norme sugli aiuti di Stato per sostenere l'economia sociale qualora il mercato da solo non sia in grado di consentire un accesso soddisfacente al mercato del lavoro e l'inclusione sociale, limitandosi a misure conformi alla soglia generale de minimis, senza ricorrere alla possibilità di istituire misure a norma del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione 75 (regolamento generale di esenzione per categoria), ad esempio aiuti a finalità regionale, aiuti al finanziamento del rischio e aiuti all'assunzione di lavoratori svantaggiati. Per quanto concerne gli aiuti de minimis, questi sono attualmente limitati a 200 000 EUR in tre anni, ma le norme vigenti scadranno il 31 dicembre 2023 e sono in corso di revisione. Anche le norme dell'Unione che disciplinano i servizi di interesse economico generale offrono la possibilità di autorizzare aiuti di Stato, ma le autorità pubbliche spesso non utilizzano appieno queste opzioni, in particolare per i servizi sociali nell'ambito dell'inserimento lavorativo delle persone vulnerabili.

(21)Anche la politica fiscale può svolgere un ruolo importante per la promozione dell'economia sociale e per fare in modo che i soggetti dell'economia sociale possano permettersi di operare al fianco delle imprese tradizionali, creando un contesto imprenditoriale più equo e contribuendo al contempo all'inclusione sociale e a un maggiore accesso all'occupazione. Alcuni Stati membri hanno istituito un quadro fiscale coerente che incoraggia lo sviluppo del settore, comprendente incentivi fiscali adeguati ai bisogni dell'economia sociale, riconoscendone al contempo la diversità e prevenendone la frammentazione. L'istituzione di incentivi fiscali ben strutturati per le donazioni ai soggetti dell'economia sociale di pubblica utilità può incentivarne il finanziamento, anche oltre le frontiere dell'Unione, in conformità al principio di non discriminazione del trattato. In vari Stati membri persistono ostacoli amministrativi per quanto riguarda le donazioni transfrontaliere tra Stati membri destinate a iniziative di pubblica utilità, così come una mancanza di trasparenza relativamente ai documenti necessari per ottenere la qualifica di pubblica utilità. La realizzazione di moduli standardizzati per i soggetti destinatari stabiliti in altri Stati membri potrebbe ridurre gli ostacoli amministrativi. In primo luogo gli Stati membri potrebbero fornire le traduzioni dei moduli nazionali nelle lingue degli altri Stati membri. In secondo luogo, gli Stati membri potrebbero valutare la possibilità di realizzare moduli standard relativi ai prelievi fiscali diretti in caso di donazioni transfrontaliere.

(22)I processi di gestione e di misurazione dell'impatto sociale sono particolarmente importanti per i soggetti dell'economia sociale, poiché consentono loro di comprendere e comunicare l'impatto che esercitano e di accedere ai finanziamenti basati su tale criterio. La misurazione dell'impatto sociale prevede l'utilizzo di metriche e strumenti per misurare l'impatto sociale di un intervento o di un'iniziativa particolare. La gestione dell'impatto sociale prevede la creazione di sistemi, processi e capacità di cui un'organizzazione ha bisogno per gestire e aumentare in maniera attiva il suo impatto. L'ampia gamma di quadri e strumenti disponibili può rivelarsi un problema, in particolare per i soggetti con meno risorse. Il monitoraggio dei risultati sociali degli investimenti pubblici consente il controllo pubblico, può sostenere la motivazione alla base dell'utilizzo del denaro dei contribuenti a favore di soggetti o attività dell'economia sociale e può aiutare a prevenire le dichiarazioni di impatto esagerate o false. A tale fine potrebbero rivelarsi utili approcci di gestione e misurazione dell'impatto sociale che godono di buona considerazione, sono proporzionati e si adattano alle esigenze dei singoli soggetti dell'economia sociale. Questi approcci potrebbero basarsi su metodi e indicatori standard, oltre che su fattori come le dimensioni, la fase di sviluppo e la diversità dei soggetti.

(23)Nell'Unione, durante lo scorso decennio, la visibilità e il riconoscimento dell'economia sociale a livello nazionale e regionale sono migliorati. Tuttavia molti paesi dell'Unione non sfruttano ancora appieno il potenziale del settore. I diversi gradi di sviluppo dell'economia sociale permangono a causa della mancanza di coordinamento e di scambio tra paesi, pertanto esiste per gli Stati membri una chiara opportunità di trarre vantaggio dall'apprendimento e dalla condivisione delle migliori pratiche. Esiste inoltre una consapevolezza limitata tra il pubblico in merito all'economia sociale e ai contributi positivi che apporta. Ciò può compromettere lo sviluppo di politiche di sostegno e di opportunità di mercato per l'economia sociale. Disciplinare assicurando al contempo che la nuova legislazione soddisfi i bisogni dei soggetti dell'economia sociale può aumentare la sensibilizzazione in merito a tali soggetti e conferire loro maggiore legittimità, agevolandone l'accesso ai finanziamenti e ai mercati. Autorità pubbliche nazionali e portatori di interessi hanno messo in atto varie iniziative, ad esempio forme giuridiche, "etichettature" e statuti specifici 76 per l'economia sociale, nonché campagne di comunicazione su larga scala per aumentare la comprensione e la visibilità dell'economia sociale. Altre riforme di successo hanno riguardato l'istituzione di unità ministeriali specifiche per l'economia sociale e il rafforzamento del dialogo tra portatori di interessi e autorità pubbliche. L'aumento della visibilità dell'economia sociale è fondamentale per riconoscerne appieno l'impatto positivo sulla società, così come messo in risalto nel piano d'azione per l'economia sociale con l'istituzione di un portale per l'economia sociale.

(24)Disporre di statistiche e dati accurati è essenziale per il miglioramento della comprensione dei modelli imprenditoriali dell'economia sociale e l'adozione di decisioni sulle politiche comprovate da dati concreti. Sussiste tuttavia una carenza di dati affidabili sull'economia sociale, anche in relazione al suo valore aggiunto economico e alle prestazioni. I dati esistenti sono spesso incompleti e difficili da confrontare. Ad esempio solo alcuni Stati membri hanno ampliato i loro sistemi contabili nazionali per raccogliere dati supplementari (come i conti satellite) sull'economia sociale, nonostante il sostegno finanziario disponibile a titolo del bilancio dell'Unione. L'economia sociale solitamente non è compresa nelle statistiche strutturali sulle imprese, ad esempio quando le statistiche sono elaborate sulla base di dati economici generati da imprese a scopo di lucro, e i soggetti dell'economia sociale tradizionali sono inclusi solamente in categorie residuali. Se fossero rese disponibili statistiche essenziali sulle dimensioni, la forza lavoro, lo sviluppo e le sfide dell'economia sociale, le strategie e le misure attuate sarebbero più efficienti e adeguate alle diverse situazioni del settore;

HA ADOTTATO LA PRESENTE RACCOMANDAZIONE:

OBIETTIVO

1.Aderendo ai principi del pilastro europeo dei diritti sociali, la presente raccomandazione mira a promuovere l'accesso al mercato del lavoro e l'inclusione sociale orientando gli Stati membri nella promozione di una strategia e di quadri giuridici favorevoli all'economia sociale e/o di misure che ne agevolino lo sviluppo.

Per conseguire tali obiettivi si raccomanda agli Stati membri di collaborare con i portatori di interessi al fine di riconoscere e sostenere i contributi dell'economia sociale e di usarli come base di progressi futuri.

2.La presente raccomandazione intende sostenere l'attuazione del piano d'azione sul pilastro europeo dei diritti sociali e aiutare a raggiungere i tre obiettivi principali dell'Unione a favore dell'occupazione, delle competenze e della riduzione della povertà entro il 2030.

3.Promuovendo l'economia sociale, la presente raccomandazione intende inoltre stimolare uno sviluppo industriale ed economico equo e sostenibile e contribuire alla coesione territoriale tra gli Stati membri.

DEFINIZIONI

4.Ai fini della presente raccomandazione si applicano le definizioni seguenti:

a)"economia sociale": soggetti privati, indipendenti da autorità pubbliche, che forniscono beni e servizi ai propri membri o alla società, fra cui cooperative, società mutualistiche, associazioni (anche di beneficenza), fondazioni e imprese sociali che operano in conformità ai principi e alle caratteristiche seguenti:

·il primato delle persone, nonché del fine sociale e/o ambientale, rispetto al profitto;

·il reinvestimento della maggior parte degli utili e delle eccedenze per perseguire le proprie finalità sociali e/o ambientali e svolgere attività nell'interesse dei membri/degli utenti ("interesse collettivo") e/o della società in generale ("interesse generale"); e

·la governance democratica e/o partecipativa;

b)"impresa sociale": soggetto che fornisce beni e servizi per il mercato in modo imprenditoriale e in conformità ai principi e alle caratteristiche dell'economia sociale, motivando la propria attività commerciale con obiettivi sociali e/o ambientali.

PROMOZIONE DELL'ACCESSO AL MERCATO DEL LAVORO E DELL'INCLUSIONE SOCIALE MEDIANTE L'ECONOMIA SOCIALE

Accesso al mercato del lavoro

5.Si raccomanda agli Stati membri di riconoscere e sostenere il valore aggiunto specifico dell'economia sociale agevolando l'accesso al mercato del lavoro e promuovendo posti di lavoro di qualità per tutti, migliorando al contempo l'equità delle condizioni di lavoro. Ciò dovrebbe avvenire nell'ambito di una crescita inclusiva, come messo in evidenza negli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione, in particolare:

a)istituendo e incoraggiando iniziative di partenariato che coinvolgono soggetti dell'economia sociale nell'elaborazione e nell'attuazione di politiche attive del mercato del lavoro;

b)facendo in modo che le autorità pubbliche sostengano a sufficienza i soggetti dell'economia sociale al fine di integrare meglio nel mercato del lavoro le donne, i gruppi svantaggiati e sottorappresentati (come i disoccupati di lungo periodo, le persone affette da malattie fisiche o mentali, gli inattivi, le persone scarsamente qualificate, con disabilità e provenienti da un contesto migratorio o appartenenti a minoranze razziali o etniche - come i Rom - i giovani e gli anziani) mediante:

i.imprese sociali di inserimento lavorativo che offrono occupazione e sostegno su misura a tali gruppi;

ii.iniziative per aiutare tali gruppi di persone a prepararsi all'occupazione mediante esperienze lavorative presso imprese sociali finalizzate alla loro integrazione nel mercato del lavoro aperto;

c)sostenendo progetti di collaborazione tra servizi pubblici per l'impiego, autorità locali, soggetti dell'economia sociale e imprese tradizionali per offrire un orientamento professionale su misura e opportunità di apprendimento e formazione ai giovani che non hanno un lavoro né seguono un percorso scolastico o formativo (NEET). Tali opportunità possono comprendere apprendistati, programmi di immersione professionale, affiancamento personale e incontri con modelli di riferimento e possono essere finalizzate ad agevolare l'integrazione nel mercato del lavoro in linea con la garanzia per i giovani rafforzata;

d)promuovendo l'imprenditoria sociale come mezzo per favorire il lavoro autonomo e altre forme di occupazione, sviluppare localmente l'attività economica e affrontare le sfide sociali e ambientali tramite modelli imprenditoriali innovativi e inclusivi; a tale fine, gli Stati membri possono ad esempio:

i.fare in modo che gli imprenditori sociali abbiano accesso alla protezione sociale;

ii.considerare la riduzione dei contributi previdenziali per assumere nuovi lavoratori dipendenti;

iii.individuare, valutare e affrontare i possibili svantaggi od ostacoli amministrativi all'avvio di un'impresa sociale;

e)elaborare politiche e adottare misure che promuovano e integrino la parità di genere nell'economia sociale, ad esempio:

i.contestando le norme sociali e gli stereotipi discriminatori sulle competenze di uomini e donne e opponendosi alla sottovalutazione del lavoro delle donne;

ii.fornendo sostegno su misura alle donne riducendo il divario di genere occupazionale e salariale e garantendo parità di leadership;

iii.fornendo accesso ai programmi di affiancamento e tutoraggio per le donne che aspirano a diventare leader e imprenditrici sociali;

f)assicurando un quadro favorevole ai trasferimenti di imprese ai lavoratori dipendenti per costituire cooperative di lavoratori e evitare la perdita di posti di lavoro e salvaguardare l'attività economica;

g)collaborando con i soggetti dell'economia sociale per consentire a più persone con disabilità di accedere al mercato del lavoro, ad esempio sviluppando tecnologie assistive;

h)promuovendo il dialogo sociale e la contrattazione collettiva nell'economia sociale per assicurare condizioni di lavoro eque per i lavoratori, tra cui salari equi, rispettando l'autonomia delle parti sociali.

Inclusione sociale

6.Si raccomanda agli Stati membri di riconoscere e sostenere il ruolo dell'economia sociale nella fornitura di servizi sociali, servizi di assistenza e abitazioni accessibili e di alta qualità, in particolare per i gruppi svantaggiati, al fianco dei servizi sociali a disposizione del pubblico. Ciò potrebbe ad esempio comprendere:

a)la collaborazione con soggetti dell'economia sociale, nell'ambito dei rispettivi settori di intervento, per l'istituzione e la fornitura di servizi di interesse generale;

b)il coinvolgimento di soggetti dell'economia sociale nella concezione e nell'erogazione di servizi di assistenza e sociali incentrati sulla persona, come messo in evidenza dalla strategia europea per l'assistenza;

c)la cooperazione con soggetti dell'economia sociale per la concezione e l'erogazione di assistenza e sostegno a favore di minori e giovani, tra cui i minori appartenenti a gruppi svantaggiati, in conformità alla garanzia europea per l'infanzia istituita con la raccomandazione (UE) 2021/1004 del Consiglio 77 e alla strategia dell'UE sui diritti dei minori 78 .

Competenze

7.Si raccomanda agli Stati membri di sostenere lo sviluppo di formazione e competenze per l'economia sociale, in particolare:

a)attingendo ad analisi del fabbisogno di competenze che tengano traccia dei bisogni dell'economia e del mercato del lavoro tradizionale per comprendere come l'economia sociale può contribuire all'offerta di forza lavoro qualificata e ridurre le carenze di manodopera;

b)agevolando la formazione e le competenze nell'economia sociale:

i.attuando scambi di apprendimento tra soggetti dell'economia sociale, organismi di formazione e imprese tradizionali, allo scopo di migliorare le competenze gestionali, imprenditoriali e inerenti al lavoro (anche nell'ambito dell'economia circolare, della riparazione e del digitale) necessarie alle transizioni digitale e verde;

ii.riqualificando e migliorando le competenze dei destinatari dell'apprendimento permanente, tra cui i gruppi svantaggiati, e aiutandoli nella transizione al mercato del lavoro aperto in linea con l'approccio europeo alle microcredenziali per l'apprendimento permanente e l'occupabilità;

iii.includendo la formazione sull'economia sociale, o da essa fornita, nell'elenco delle attività di formazione ammissibili ai fini dei conti individuali di apprendimento 79 ;

c)mettendo a punto programmi di apprendistato specifici nell'ambito dell'economia sociale a sostegno dei giovani, in particolare di quanti non hanno un lavoro né seguono un percorso scolastico o formativo, per migliorarne le competenze e prepararli al mercato del lavoro e per consentire all'economia sociale di sviluppare talenti nel settore in linea con il quadro europeo per apprendistati efficaci e di qualità;

d)favorendo l'inclusione delle competenze in tema di economia e imprenditoria sociale nell'istruzione e nella formazione a tutti i livelli, in particolare nei corsi dedicati all'imprenditoria e all'amministrazione aziendale, e dando accesso a programmi di affiancamento e tutoraggio per soggetti dell'economia sociale e imprenditori sociali;

e)realizzando centri di competenza nazionali per la formazione sull'economia sociale e partecipando a iniziative transnazionali che agevolino l'accesso all'istruzione specializzata e a programmi di formazione per l'economia sociale, ad esempio in collaborazione con erogatori di istruzione e formazione professionale operanti nell'ambito di organismi affermati come i centri di eccellenza professionale di cui alla raccomandazione del Consiglio del 24 novembre 2020 relativa all'istruzione e formazione professionale per la competitività sostenibile, l'equità sociale e la resilienza 80 .

Innovazione sociale, sviluppo economico sostenibile e coesione territoriale

8.Si raccomanda agli Stati membri di rafforzare il ruolo di sostegno svolto dai soggetti dell'economia sociale nella promozione dell'innovazione sociale, di settori chiave dello sviluppo locale e dell'occupazione. Questo obiettivo può essere raggiunto:

a)favorendo un ecosistema favorevole all'innovazione sociale e legata al territorio, agevolando le iniziative di cooperazione e partenariato tra soggetti dell'economia sociale e circolare, imprese tradizionali, soggetti erogatori di finanziamenti, amministrazioni pubbliche locali e altri portatori di interessi, ad esempio:

i.istituendo o incentivando centri per l'innovazione sociale o cluster di innovazione sociale ed ecologica concepiti per soddisfare esigenze locali e collaudare soluzioni congiunte;

ii.coinvolgendo soggetti dell'economia sociale nello sviluppo locale di tipo partecipativo, anche utilizzando gli strumenti di finanziamento dell'Unione disponibili;

iii.collaborando con centri di competenza nazionali e regionali per l'innovazione sociale per realizzare reti, incentivare capacità e sinergie, mettere in evidenza le efficienze e sviluppare strumenti e metodi essenziali per stimolare l'innovazione sociale;

b)facendo in modo che le politiche relative all'economia sociale siano connesse alle politiche industriali e alla transizione verso un'economia digitale e circolare;

c)adattando i quadri normativi al fine di sostenere i soggetti dell'economia sociale coinvolti nell'economia circolare, ad esempio garantendo i giusti incentivi affinché le imprese donino a soggetti dell'economia sociale beni invenduti o restituiti per ripararli e riutilizzarli, invece di distruggerli, e le persone fisiche donino beni di seconda mano; facendo sì che soggetti dell'economia sociale abbiano accesso al flusso dei rifiuti, coinvolgendoli nelle strategie di prevenzione dei rifiuti e autorizzando i banchi alimentari a raccogliere le eccedenze alimentari;

d)promuovendo lo sviluppo di iniziative ed ecosistemi dell'economia sociale sul territorio, ad esempio di comunità energetiche, soluzioni di mobilità condivisa, cooperative di piattaforme digitali, fornitura di assistenza, cooperative agricole e catene alimentari brevi e mercati locali, per dare ai cittadini accesso a prodotti e servizi locali;

e)incrementando l'accesso dei soggetti dell'economia sociale a strumenti digitali e nuove tecnologie, come open source, big data o intelligenza artificiale.

SVILUPPO DI QUADRI FAVOREVOLI ALL'ECONOMIA SOCIALE

9.Si raccomanda agli Stati membri di sviluppare quadri strategici e giuridici che favoriscano e sostengano l'economia sociale. A tale fine, gli Stati membri sono invitati a elaborare e attuare strategie complete che riconoscano e stimolino l'economia sociale in linea con il piano d'azione dell'Unione per l'economia sociale e altri orientamenti strategici dell'Unione. Per la formulazione di tali strategie, gli Stati membri dovrebbero attenersi ai punti da 13 a 21 della presente raccomandazione.

10.Si raccomanda agli Stati membri di dare attuazione a meccanismi di consultazione e dialogo tra autorità pubbliche e organizzazioni che rappresentano l'economia sociale, ad esempio formando gruppi di alto livello e sostenendo la nascita e lo sviluppo di reti rappresentative dell'economia sociale.

11.Nell'ambito delle strategie di cui al punto 9 gli Stati membri dovrebbero affermare i principi fondamentali, le caratteristiche e l'ambito d'azione dei soggetti dell'economia sociale e riconoscere loro la possibilità di assumere forme e statuti giuridici diversi, peculiari di legislazioni e pratiche diverse a livello nazionale, regionale e locale.

12.Si raccomanda agli Stati membri di investire nello sviluppo delle conoscenze in tema di economia sociale da parte di autorità e funzionari pubblici mediante programmi di formazione e iniziative di rafforzamento delle capacità transnazionali e/o interregionali, tra cui iniziative nell'ambito del programma Interreg Europe istituito dal regolamento (UE) 2021/1059 del Parlamento europeo e del Consiglio 81 . Le iniziative dovrebbero essere incentrate sull'apprendimento tra pari e la condivisione delle migliori pratiche, ponendo particolare attenzione alla promozione della collaborazione tra autorità regionali e locali e portatori di interessi dell'economia sociale. La Commissione sosterrà tali attività come descritto al paragrafo 22, lettera a), punto iii).

Accesso a finanziamenti pubblici e privati

13.Si raccomanda agli Stati membri di creare un contesto favorevole alla finanza sociale a livello nazionale, regionale e locale, in particolare:

a)eseguendo la mappatura delle strutture di finanziamento dei soggetti dell'economia sociale, degli intermediari finanziari e delle organizzazioni di sostegno e valutando i loro bisogni e l'efficacia dei regimi di sostegno esistenti;

b)assicurando che nella fase opportuna del loro sviluppo i soggetti dell'economia sociale abbiano accesso a finanziamenti a misura dei loro bisogni, compresi sovvenzioni e altri sussidi, finanziamenti equity o quasi equity nelle fasi di costituzione e di avviamento, oppure credito, finanziamenti equity o quasi equity o finanziamento mezzanino nella fase di espansione, e abbiano inoltre accesso a regimi di finanziamento innovativi, come partenariati pubblico-privato, piattaforme di finanziamento collettivo e combinazioni di tipi diversi di strumenti finanziari o di sovvenzioni e strumenti finanziari;

c)promuovendo l'accesso degli investitori al dettaglio a modelli imprenditoriali, settori, prodotti e servizi sostenibili, rientranti nell'economia sociale o da essa supportati;

d)valutando i criteri di accesso ai programmi di finanziamento pubblico, compresi quelli indirizzati alle imprese tradizionali, per assicurare che non creino ostacoli indebiti ai soggetti dell'economia sociale;

e)mobilizzando il finanziamento privato rendendo disponibili sistemi di garanzia pubblici, laddove necessario, per incoraggiare i finanziatori specializzati e tradizionali a finanziare soggetti dell'economia sociale;

f)sensibilizzando in merito alle caratteristiche e ai bisogni specifici dei soggetti dell'economia sociale per migliorare la capacità dei finanziatori privati tradizionali di offrire un sostegno finanziario su misura;

g)agevolando l'accesso allo sviluppo imprenditoriale e il sostegno alla preparazione agli investimenti a favore dei soggetti dell'economia sociale nel corso di tutto il loro ciclo di vita, ad esempio mediante programmi di sensibilizzazione degli incubatori di imprese tradizionali, degli acceleratori e di altre organizzazioni di sostegno per estendere tale sostegno ai soggetti dell'economia sociale, comprese le opportunità di rafforzamento delle capacità dei dirigenti di soggetti dell'economia sociale;

h)offrendo sostegno finanziario apposito e rafforzamento delle capacità per agevolare i trasferimenti di imprese a cooperative di lavoratori;

i)offrendo regimi che aumentino la disponibilità dei finanziamenti per i soggetti dell'economia sociale, ad esempio offrendo ai singoli risparmiatori o ai lavoratori dipendenti che partecipano a piani pensionistici o di risparmio finanziati dal datore di lavoro la possibilità di scegliere un piano di risparmio che investa una parte dei loro risparmi in un'impresa sociale;

j)sfruttando al meglio i finanziamenti messi a disposizione dai fondi della politica di coesione, dal comparto dello Stato membro nell'ambito del programma InvestEU, dal dispositivo per la ripresa e la resilienza, da programmi simili e da altre risorse nazionali e regionali, attuando misure e iniziative concepite appositamente per i soggetti dell'economia sociale;

k)usando i servizi di consulenza sugli strumenti finanziari in regime di gestione concorrente della piattaforma Fi-Compass per sviluppare strumenti finanziari rimborsabili nell'ambito dei fondi della politica di coesione.

Accesso ai mercati e appalti pubblici

14.Si raccomanda agli Stati membri di incoraggiare le proprie amministrazioni aggiudicatrici ad acquistare beni e servizi in modo strategico, di aspirare a un impatto sociale e di sostenere l'innovazione sociale. A tale fine dovrebbero essere sfruttati appieno gli strumenti messi a disposizione dalla normativa dell'Unione in materia di appalti pubblici. Promuovere l'adozione di soluzioni innovative e socialmente responsabili nell'ambito degli appalti pubblici può comportare il ricorso a tipi diversi di strumenti strategici, tra cui:

a)adozione di orientamenti strategici e strategie di appalto, comprendenti possibili obiettivi ufficiali, sostenuti dalla leadership che prevedano un'assunzione di impegno che spazi dal livello politico fino ai decisori e ai responsabili della gestione del bilancio;

b)fornitura di orientamenti ai livelli amministrativi adeguati;

c)sensibilizzazione di autorità aggiudicatrici e imprese in merito al valore aggiunto degli appalti pubblici socialmente responsabili e messa a disposizione di autorità aggiudicatrici e soggetti dell'economia sociale di competenze e conoscenze tecniche;

d)invito alle autorità aggiudicatrici a fare riferimento nel fascicolo di gara agli obblighi specifici applicabili agli appalti 82 imposti dal diritto sociale e del lavoro e dai contratti collettivi, , richiesta agli offerenti di confermare la conformità, adozione di misure di monitoraggio;

e)incoraggiamento di un dialogo strutturato, trasparente e non discriminatorio con i portatori di interessi dell'economia sociale e di altre aree al fine di elaborare una strategia per appalti pubblici socialmente responsabili.

15.Sostanzialmente le autorità aggiudicatrici dovrebbero utilizzare meglio le disposizioni flessibili del quadro giuridico vigente dell'Unione al fine di aiutare i soggetti dell'economia sociale ad accedere al mercato, ad esempio:

a)promuovendo il dialogo con il mercato, in particolare svolgendo consultazioni preliminari trasparenti e inclusive con una serie mirata di possibili fornitori;

b)riservando contratti alle imprese sociali di inserimento lavorativo o agli operatori che impiegano per almeno il 30 % persone con disabilità o lavoratori svantaggiati in conformità all'articolo 24 della direttiva 2014/23/UE, agli articoli 20 e 77 della direttiva 2014/24/UE e agli articoli 38 e 94 della direttiva 2014/25/UE;

c)stabilendo criteri di selezione inclusivi e proporzionati per consentire alle imprese sociali innovative e di piccole dimensioni di partecipare agli appalti;

d)abbandonando la logica dell'offerta più bassa applicando criteri di aggiudicazione conformi alla regola dell'"offerta economicamente più vantaggiosa" e clausole contrattuali sociali e stabilendo requisiti prestazionali o funzionali nelle diverse fasi delle procedure di appalto, anche nelle specifiche tecniche;

e)suddividendo gli appalti in lotti in conformità all'articolo 46 della direttiva 2014/24/UE e all'articolo 65 della direttiva 2014/25/UE, anche al fine di agevolare la collaborazione tra imprese tradizionali e soggetti dell'economia sociale, e ricorrendo a regimi semplificati, in particolare per i servizi sociali e di altro tipo specifico, per rendere il processo più accessibile ai soggetti dell'economia sociale;

f)richiedendo determinate etichettature nelle specifiche tecniche, nei criteri di aggiudicazione o nelle condizioni di esecuzione dell'appalto, quando intendano acquistare lavori, forniture o servizi con specifiche caratteristiche sociali o ambientali, in conformità all'articolo 43 della direttiva 2014/24/UE e all'articolo 61 della direttiva 2014/25/UE.

16.Per aiutare i soggetti dell'economia sociale ad ampliare la loro portata, si raccomanda agli Stati membri di incentivare la cooperazione tra i soggetti dell'economia sociale e le imprese tradizionali, in particolare:

a)sensibilizzando in merito al valore aggiunto sociale attraverso la promozione di migliori pratiche che incoraggino le imprese tradizionali a coinvolgere le imprese sociali nella loro domanda a lungo termine e nelle loro catene del valore e i consumatori ad acquistare beni e/o servizi prodotti da soggetti dell'economia sociale, partecipando così al movimento degli "acquisti sociali";

b)aumentando l'erogazione di servizi di tutoraggio, incontro e agevolazione per aiutare i soggetti dell'economia sociale a sviluppare partenariati a lungo termine con la comunità imprenditoriale nel suo complesso;

c)promuovendo e sostenendo i lavoratori dipendenti delle imprese sociali di inserimento lavorativo affinché collaborino con le imprese tradizionali per acquisire esperienza nell'ambito del mercato del lavoro aperto;

d)aiutando soggetti e imprenditori dell'economia sociale a sfruttare al meglio le nuove tecnologie per accedere ai mercati privati attraverso piattaforme online basate sull'economia sociale, spazi collaborativi e beni comuni digitali.

Aiuti di Stato

17.Fatte salve le norme applicabili, si raccomanda agli Stati membri di sfruttare appieno l'ambito di applicazione delle norme sugli aiuti di Stato per sostenere l'economia sociale, come previsto dal regolamento (UE) n. 651/2014, dalle norme sui servizi di interesse economico generale e dalla norma de minimis, ogniqualvolta una misura di sostegno all'economia sociale costituisce aiuto di Stato:

a)applicando le disposizioni del regolamento (UE) n. 651/2014, in particolare:

i.considerando gli aiuti agli investimenti a favore delle piccole e medie imprese (PMI), ad esempio per l'acquisto di beni nell'infrastruttura sociale in conformità all'articolo 17 del regolamento (UE) n. 651/2014;

ii.usando al meglio le disposizioni che consentono aiuti al finanziamento del rischio a favore delle PMI in conformità agli articoli 21 e 21 bis del regolamento (UE) n. 651/2014, ad esempio istituendo fondi di investimento con la partecipazione di investitori privati per sostenere in modo specifico le imprese sociali e concedere incentivi fiscali agli investitori privati indipendenti costituiti da persone fisiche che finanziano direttamente o indirettamente i rischi delle imprese ammissibili;

iii.considerando gli aiuti all'avviamento che consentono alle imprese piccole, giovani e non quotate di ricevere diversi strumenti di aiuto come prestiti a tasso ridotto, garanzie agevolate o sovvenzioni in conformità all'articolo 22 del regolamento (UE) n. 651/2014;

iv.investendo nelle persone attraverso l'adozione di regimi di aiuto per il reinserimento nel mercato del lavoro di lavoratori svantaggiati o molto svantaggiati in conformità agli articoli 32 e 35 del regolamento (UE) n. 651/2014;

v.agevolando la piena inclusione dei lavoratori con disabilità in qualsiasi tipo di impresa con il sostegno di sovvenzioni specifiche, comprendenti integrazioni salariali, alle imprese in conformità agli articoli 33 e 34 del regolamento (UE) n. 651/2014;

vi.sostenendo la costruzione o l'ammodernamento di infrastrutture locali, che possono comprendere infrastrutture sociali locali, concedendo aiuti per coprire la differenza tra i costi dell'investimento e il risultato operativo in conformità all'articolo 56 del regolamento (UE) n. 651/2014;

b)in conformità alle norme applicabili agli aiuti di Stato, si raccomanda agli Stati membri di esaminare quali servizi forniti da soggetti dell'economia sociale possono essere definiti servizi di interesse economico generale e come tali finanziati, ad esempio nel settore dell'inserimento lavorativo di persone vulnerabili, dell'edilizia sociale o dei servizi di assistenza sanitaria e sociale, come la custodia dei bambini e l'assistenza agli anziani o alle persone con disabilità; la compensazione per i servizi che soddisfano bisogni sociali può addirittura essere, in alcune circostanze, esente dall'obbligo di notifica indipendentemente dall'importo della compensazione ricevuta, a norma della decisione della Commissione del 20.12.2011 (2012/21/UE) 83 ;

c)sfruttando le possibilità a disposizione per concedere in modo trasparente aiuti de minimis.

Fiscalità

18.Fatte salve le norme sugli aiuti di Stato, si raccomanda agli Stati membri di:

a)fare in modo che i sistemi fiscali non ostacolino lo sviluppo dell'economia sociale e di valutare se ne incoraggiano sufficientemente lo sviluppo;

b)considerare incentivi fiscali per il settore, se non già concessi, in linea con gli obiettivi di politica sociale e le pratiche degli Stati membri e in conformità con il diritto dell'Unione, che possono comprendere:

i.esenzioni dalle imposte societarie sugli utili non distribuiti dai soggetti dell'economia sociale;

ii.incentivi riguardanti le imposte sul reddito quali detrazioni o crediti di imposta concessi a donatori privati e/o istituzionali o un meccanismo di designazione in conformità al quale i contribuenti possono indicare alla propria amministrazione fiscale la percentuale prestabilita dell'imposta dovuta da destinare a organismi di pubblica utilità;

iii.esenzioni fiscali applicabili ai sussidi di disoccupazione ricevuti come pagamento forfettario per agevolare trasferimenti di imprese a cooperative di lavoratori;

c)rivedere gli oneri di adempimento fiscale per i soggetti dell'economia sociale e, laddove possibile, ridurli;

d)agevolare gli adempimenti pratici a fini fiscali relativi alle donazioni transnazionali di pubblica utilità, ad esempio realizzando un modulo standardizzato ad uso del soggetto destinatario della donazione stabilito in un altro Stato membro nel quale siano indicati il destinatario, il donatore e l'ammontare della donazione;

e)fare in modo che i soggetti dell'economia sociale non siano usati a fini di evasione fiscale, elusione fiscale, pianificazione fiscale aggressiva o riciclaggio di denaro, assicurando al contempo che le relative procedure amministrative siano efficienti e proporzionate.

Gestione e misurazione dell'impatto sociale

19.In linea con le azioni della Commissione di cui al paragrafo 22, lettera a), punto v), si raccomanda agli Stati membri di sostenere l'adozione di pratiche per la gestione e la misurazione dell'impatto, in particolare:

a)integrando pratiche e metodi per la gestione e la misurazione dell'impatto all'interno di quadri e programmi strategici nazionali relativi all'economia sociale;

b)offrendo sostegno su misura basato sulle buone pratiche per aiutare i soggetti dell'economia sociale ad adottare metodi semplici e pratici per la gestione e la misurazione dell'impatto, che ne migliorino i risultati, ne dimostrino l'impatto sociale e ne agevolino l'accesso a finanziamenti basati sull'impatto sociale;

c)incoraggiando i soggetti dell'economia sociale a misurare il loro impatto attraverso lo sviluppo delle capacità grazie a finanziamenti appositi e a usare parte del denaro pubblico ricevuto (sovvenzioni o contratti) per misurare il loro impatto sociale.

Visibilità e riconoscimento

20.Si raccomanda agli Stati membri di fare opera di sensibilizzazione sull'economia sociale e su come questa può contribuire al conseguimento di obiettivi sociali e ambientali, in particolare:

a)istituendo o adattando forme giuridiche, statuti giuridici, etichettature e/o regimi di certificazione specifici per l'economia sociale, sulla base della valutazione del loro valore aggiunto potenziale e considerando la possibilità del riconoscimento reciproco volontario di etichettature e certificazioni usate in altri Stati membri. Con queste valutazioni occorrerebbe verificare fino a che punto gli elementi valutati possono migliorare la comprensione del settore e sostenerne lo sviluppo con la possibilità di ottenere vantaggi specifici (ad esempio incentivi fiscali o flessibilità in specifiche procedure di appalto). La Commissione sosterrà tali attività come descritto al paragrafo 22, lettera a), punto vi);

b)organizzando e finanziando campagne di comunicazione ed eventi di sensibilizzazione sull'economia sociale, anche per le giovani generazioni, in collaborazione con i livelli dell'amministrazione pubblica pertinenti e con altre istituzioni (ad esempio università);

c)diffondendo iniziative pilota di successo e buone pratiche di soggetti dell'economia sociale, promuovendo azioni per replicare e ampliare tali pratiche attraverso le reti dell'economia sociale e la comunicazione pubblica.

21.Si raccomanda agli Stati membri di monitorare lo sviluppo e le prestazioni dell'economia sociale stimolando la ricerca e la raccolta di statistiche e di dati quantitativi e qualitativi, in particolare:

a)sfruttando al massimo il sostegno messo a disposizione dalla Commissione europea per ampliare i sistemi di contabilità nazionali, raccogliere dati supplementari e comparabili (conti satellite) e di indagini chiave sui nuclei familiari (ad esempio l'indagine sulle forze di lavoro e le indagini che confluiscono nelle EU-SILC), raccogliere informazioni sulla partecipazione all'economia sociale, compresi dati disaggregati per sesso ed età (e se possibile con altre scomposizioni) per comprendere l'impatto sulla creazione di occupazione;

b)incoraggiando la collaborazione tra autorità pubbliche, organizzazioni di ricerca e l'economia sociale per l'elaborazione di statistiche, ampliando al contempo la gamma di fonti di informazione come registri, dati amministrativi, sondaggi e censimenti per raccogliere dati accurati;

c)sostenendo la ricerca accademica e indipendente su argomenti riguardanti l'economia sociale.

SOSTEGNO DELL'UNIONE

22.Il Consiglio accoglie con favore l'intenzione della Commissione di sostenere l'attuazione della presente raccomandazione collaborando con gli Stati membri allo sviluppo di quadri normativi e strategici a favore dell'economia sociale. In particolare:

a)attuando le iniziative annunciate nel piano d'azione per l'economia sociale, che comprendono:

i.il varo e il mantenimento del portale dell'UE per l'economia sociale, un chiaro punto di accesso per i portatori di interessi dell'economia sociale affinché trovino informazioni sui finanziamenti, le politiche, le reti/le piattaforme e le iniziative dell'Unione, compreso lo sviluppo delle capacità;

ii.la pubblicazione di un'analisi sui quadri fiscali vigenti per l'economia sociale, sul trattamento fiscale delle donazioni transfrontaliere per fini di pubblica utilità e sul principio di non discriminazione;

iii.l'agevolazione di opportunità di apprendimento tra pari per i dipendenti pubblici su argomenti relativi all'economia sociale, con l'organizzazione di webinar e seminari. Tali eventi dovrebbero basarsi su esercizi di mappatura e sulla raccolta e lo scambio di buone pratiche in relazione a diversi settori programmatici pertinenti al settore, per mettere in grado i partecipanti di condividere conoscenze e individuare strategie di successo. Questi eventi dovrebbero inoltre rappresentare un'opportunità per scambi periodici di migliori pratiche e apprendimento tra pari tra coordinatori dell'economia sociale degli Stati membri;

iv.la raccolta di prove qualitative e quantitative sul funzionamento dell'economia sociale negli Stati membri, anche attraverso il sostegno alla ricerca in riferimento al programma di lavoro Orizzonte Europa per il 2023-2024 84 ;

v.il sostegno allo sviluppo della gestione e misurazione dell'impatto sociale mappando ed esaminando le pratiche esistenti e la misura in cui queste soddisfano i bisogni e le capacità dei soggetti dell'economia sociale, per migliorarne la comprensione e agevolarne l'adozione 85 . Questa attività sarà svolta in stretta concertazione con i portatori di interessi e sarà finalizzata all'elaborazione di metodologie standard semplici affinché i soggetti dell'economia sociale possano valutare e dimostrare il loro impatto;

vi.l'avvio di uno studio su etichette e sistemi nazionali di certificazione dell'economia sociale volto a mappare le iniziative in atto, individuando le buone pratiche e le caratteristiche e i criteri comuni e fornendo un approccio e un orientamento comuni agli Stati membri nell'ottica di un riconoscimento reciproco su base volontaria;

vii.l'offerta agli Stati membri di sostegno tecnico per riforme finalizzate a potenziare l'economia sociale sia su base bilaterale sia multinazionale;

viii.l'incremento della cooperazione internazionale nell'ambito dell'innovazione sociale attraverso il centro europeo di competenza per l'innovazione sociale, il concorso europeo per l'innovazione sociale e la futura rete di imprenditori e innovatori sociali sostenuti nell'ambito del programma per il mercato unico;

ix.il sostegno all'attuazione congiunta del percorso di transizione dell'ecosistema industriale "prossimità ed economia sociale" 86 attraverso la raccolta di impegni dei portatori di interessi e agevolando la cooperazione tra i portatori di interessi dell'ecosistema sulle transizioni verde e digitale;

x.il miglioramento costante dell'accesso ai finanziamenti per le imprese sociali e altri soggetti dell'economia sociale, ad esempio mediante i prodotti finanziari di cui al programma InvestEU;

xi. l'uso di pratiche di appalto socialmente responsabili nell'ambito delle procedure di appalto della Commissione;

xii.l'analisi della situazione del piano dal punto di vista attuativo;

b)monitorando e valutando l'attuazione della presente raccomandazione;

c)preparando, sulla base delle relazioni degli Stati membri di cui al punto 26, una relazione di valutazione delle azioni intraprese in risposta alla presente raccomandazione, da sottoporre all'esame del comitato per l'occupazione e del comitato per la protezione sociale.

ATTUAZIONE, CONTROLLO E VALUTAZIONE

23.Si raccomanda agli Stati membri di adottare o aggiornare le proprie strategie di economia sociale entro 18 mesi dall'adozione della presente raccomandazione.

24.Per assicurare un'attuazione efficace della presente raccomandazione, si raccomanda agli Stati membri di riesaminare e migliorare i propri assetti amministrativi e istituzionali a tutti i livelli di governance, ad esempio:

a)istituendo uno sportello unico per offrire sostegno in modo semplice e appropriato ai soggetti dell'economia sociale per questioni come l'accesso ai finanziamenti ed altro;

b)istituendo punti di contatto per l'economia sociale locali e/o regionali che svolgano la funzione di ambasciatori dell'economia sociale e promuovano il settore, offrano sostegno tra pari, agevolino l'accesso ai finanziamenti nazionali e dell'Unione e agiscano come intermediari con le autorità nazionali e regionali che gestiscono i fondi dell'Unione;

c)nominando coordinatori per l'economia sociale nelle istituzioni pubbliche nazionali. Tali coordinatori dovrebbero disporre di un mandato chiaro e di chiare responsabilità, nonché di risorse sufficienti a consentire il coordinamento e il monitoraggio efficaci della raccomandazione e ad assicurare la coerenza delle politiche tra le amministrazioni pubbliche e le istituzioni dell'Unione.

25.Si raccomanda agli Stati membri di monitorare e valutare a livello nazionale l'attuazione della presente raccomandazione, anche mediante il dialogo regolare con le autorità regionali e locali e i soggetti dell'economia sociale, al fine di informarli, fornire loro consulenza e accompagnarne la valutazione, il monitoraggio e l'attuazione delle strategie di economia sociale.

26.Si raccomanda inoltre agli Stati membri di riferire alla Commissione in merito allo stato di attuazione della raccomandazione entro quattro anni dall'adozione e successivamente dopo cinque anni.

Fatto a Strasburgo, il

   Per il Consiglio

   Il presidente

(1)    Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, "Il Green Deal europeo", COM(2019) 640 final.
(2)    Dati relativi all'UE-28. Cfr. Comitato economico e sociale europeo, Monzon, J. L., Chaves, R., Sviluppi recenti dell'economia sociale nell'Unione europea, 2017, pag. 66.
(3)    Ad esempio, il 10 % del PIL in Francia, https://www.economie.gouv.fr/leconomie-sociale-et-solidaire .
(4)    Comunicazione della Commissione, "Creare un'economia al servizio delle persone: un piano d'azione per l'economia sociale", COM(2021) 778 final.
(5)    Risoluzione del Parlamento europeo del 6 luglio 2022 sul piano d'azione dell'Unione europea per l'economia sociale (2021/2179(INI)).
(6)    Conclusioni del Consiglio sulla promozione dell'economia sociale quale fattore essenziale dello sviluppo economico e sociale (15071/15).
(7)    Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, "Piano d'azione sul pilastro europeo dei diritti sociali, COM(2021) 102 final.
(8)    In alcuni paesi la percentuale è notevolmente superiore rispetto a quella del settore privato convenzionale o addirittura a quella del settore pubblico. In Francia, ad esempio, il 40 % delle persone che lavorano nel settore privato (economia sociale esclusa) e il 63 % di quelle che lavorano nel settore pubblico sono donne, mentre nell'economia sociale tale percentuale è del 68 %. CNCRESS, État des lieux de l’égalité femmes-hommes dans l’Économie Sociale et Solidaire, 2019, pag. 6.
(9)    Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, "Un'Unione dell'uguaglianza: la strategia per la parità di genere 2020-2025", COM(2020) 152 final.
(10)    Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sulla strategia europea per l'assistenza, COM(2022) 440 final.
(11)    Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, "Aggiornamento della nuova strategia industriale 2020: costruire un mercato unico più forte per la ripresa dell'Europa", COM(2021) 350 final.
(12)    L'UE conta nove regioni ultraperiferiche (Guyana francese, Guadalupa, Martinica, Mayotte, Riunione e Collettività di Saint-Martin (Francia), Regione autonoma delle Azzorre, Regione autonoma di Madera (Portogallo), isole Canarie (Spagna) che si trovano nell'Oceano Atlantico occidentale, nel bacino dei Caraibi, nella foresta amazzonica e nell'Oceano Indiano e che ospitano in totale 4,8 milioni di cittadini.
(13)    Commissione europea, direzione generale per l'Occupazione, gli affari sociali e l'inclusione, Carini, C., Borzaga, C., Chiomento, S., et al., Le imprese sociali e i loro ecosistemi in Europa – Sintesi comparativa, Ufficio delle pubblicazioni, 2019.
(14)    Ad esempio, in alcuni paesi lo status giuridico adatto a determinate categorie di imprese sociali, come le imprese sociali di inserimento lavorativo, potrebbe essere troppo restrittivo in relazione alle esigenze sociali a cui le organizzazioni devono mirare. Inoltre un recepimento eccessivamente restrittivo delle norme dell'UE, ad esempio quelle riguardanti gli appalti pubblici, può penalizzare i soggetti dell'economia sociale.
(15)    Si stima che il deficit di finanziamento per le imprese sociali in Europa si aggiri intorno a 1 miliardo di EUR all'anno e quello relativo alla microfinanza a 12,9 miliardi di EUR all'anno nell'UE. Si stima che nel periodo di programmazione 2014-2020 siano stati mobilitati almeno 2,5 miliardi di EUR a valere sul bilancio dell'UE a sostegno dell'economia sociale. L'ambizione della Commissione è aumentare il livello del sostegno per il periodo 2021-2027.
(16)    Dati relativi all'UE-28. Cfr. Comitato economico e sociale europeo, Monzon, J. L., Chaves, R., Sviluppi recenti dell'economia sociale nell'Unione europea, 2017, pag. 69.
(17)    Ad esempio, nella relazione sul progetto Buying for social impact (Acquisti con impatto sociale) è messa in evidenza la maggiore semplicità di attuazione degli appalti pubblici socialmente responsabili nei paesi in cui esistono quadri giuridici o forme giuridiche adatti alle imprese sociali.
(18)    Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, "Programma di lavoro della Commissione per il 2023 -Un'Unione salda e unita", COM(2022) 548 final.
(19)    Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, "Iniziativa per l'imprenditoria sociale: Costruire un ecosistema per promuovere le imprese sociali al centro dell'economia e dell'innovazione sociale", COM(2011) 682 definitivo.
(20)    Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, "Le nuove imprese leader dell'Europa: l'iniziativa Start-up e scale-up", COM(2016) 733 final.
(21)    Proposta di raccomandazione del Consiglio sul rafforzamento del dialogo sociale nell'Unione europea, COM(2023) 38 final.
(22)    Raccomandazione (UE) 2021/1004 del Consiglio, del 14 giugno 2021, che istituisce una garanzia europea per l'infanzia.
(23)    Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, "Strategia dell'UE sui diritti dei minori", COM(2021) 142 final.
(24)    Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, "Un'Unione dell'uguaglianza: strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030", COM(2021) 101 final.
(25)    Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, "Un'Unione dell'uguaglianza: strategia per l'uguaglianza LGBTIQ 2020-2025", COM(2020) 698 final.
(26)    Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, "Un'Unione dell'uguaglianza: il piano d'azione dell'UE contro il razzismo 2020-2025", COM(2020) 565 final.
(27)    Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, "Un'Unione dell'uguaglianza: quadro strategico dell'UE per l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom, COM(2020) 620 final.
(28)    Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, "Piano d'azione per l'integrazione e l'inclusione 2021-2027", COM(2020) 758 final.
(29)    Raccomandazione del Consiglio, del 30 ottobre 2020, relativa a un ponte verso il lavoro, che rafforza la garanzia per i giovani e sostituisce la raccomandazione del Consiglio del 22 aprile 2013 sull'istituzione di una garanzia per i giovani (2020/C 372/01) (GU C 372 del 4.11.2020, pag. 1).
(30)    Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, "Un'agenda per le competenze per l'Europa per la competitività sostenibile, l'equità sociale e la resilienza", COM(2020) 274 final.
(31)    B-WISE è un progetto finanziato dal programma Erasmus+ che si propone di sviluppare una strategia europea per rispondere ai bisogni di competenze, in particolare digitali, nel settore delle imprese sociali di inserimento lavorativo.
(32)    Decisione (UE) 2022/2481 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 dicembre 2022, che istituisce il programma strategico per il decennio digitale 2030 (GU L 323 del 19.12.2022, pag. 4).
(33)    Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, "Competitività a lungo termine dell'UE: prospettive oltre il 2030", COM(2023) 168 final.
(34)    Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, "Un piano industriale del Green Deal per l'era a zero emissioni nette", COM(2023) 62 final.
(35)    Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro di misure per rafforzare l'ecosistema europeo di produzione di prodotti delle tecnologie a zero emissioni nette (normativa sull'industria a zero emissioni nette), COM(2023) 161 final.
(36)    Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, "Piano REPowerEU", COM(2022) 230 final.
(37)    Relazione, Percorso di transizione per la prossimità e l'economia sociale (non disponibile in IT).
(38)    In linea con la raccomandazione del Consiglio, del 16 giugno 2022, relativa alla garanzia di una transizione equa verso la neutralità climatica (GU C 243 del 27.6.2022, pag. 35).
(39)    Comunicazione della Commissione sugli orientamenti agli Stati membri per l'aggiornamento dei piani nazionali per l'energia e il clima 2021-2030 (GU C 495 del 29.12.2022, pag. 24).
(40)    Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, "Un nuovo piano d'azione per l'economia circolare - Per un'Europa più pulita e più competitiva", COM(2020) 98 final.
(41)    Proposta di regolamento che stabilisce il quadro per l'elaborazione delle specifiche di progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili e abroga la direttiva 2009/125/CE, 2022/0095(COD).
(42)    Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, "Una strategia per le PMI per un'Europa sostenibile e digitale", COM/2020/103 final.
(43)     https://www.ilo.org/rome/pubblicazioni/WCMS_864920/lang--it/index.htm .
(44)     https://www.oecd.org/cfe/leed/social-economy/social-economy-recommendation/ .
(45)     https://unsse.org/wp-content/uploads/2023/04/A-77-L60.pdf .
(46)    Parere del Comitato europeo delle regioni sul tema "Creare un contesto favorevole all'economia sociale – La prospettiva locale e regionale" (CDR 5492/2022).
(47)    Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, "Piano d'azione sul pilastro europeo dei diritti sociali, COM(2021) 102 final.
(48)     https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2021/05/08/the-porto-declaration/ .
(49)    Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, "Piano d'azione sul pilastro europeo dei diritti sociali, COM(2021) 102 final.
(50)    Decisione (UE) 2022/2296 del Consiglio, del 21 novembre 2022, relativa agli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione (GU L 304 del 24.11.2022, pag. 67).
(51)    Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, "Creare un'economia al servizio delle persone: un piano d'azione per l'economia sociale", COM(2021) 778 final.
(52)    Conclusioni del Consiglio sulla promozione dell'economia sociale quale fattore essenziale dello sviluppo economico e sociale (15071/15).
(53)    Risoluzione del Parlamento europeo del 6 luglio 2022 sul piano d'azione dell'Unione europea per l'economia sociale (2021/2179(INI)).
(54)    Raccomandazione del Consiglio, del 15 marzo 2018, relativa a un quadro europeo per apprendistati efficaci e di qualità (GU C 153 del 2.5.2018, pag. 1).
(55)    Raccomandazione del Consiglio, del 30 ottobre 2020, relativa a un ponte verso il lavoro, che rafforza la garanzia per i giovani e sostituisce la raccomandazione del Consiglio del 22 aprile 2013 sull'istituzione di una garanzia per i giovani (GU C 372 del 4.11.2020, pag. 1).
(56)    Raccomandazione del Consiglio, del 16 giugno 2022, relativa a un approccio europeo alle microcredenziali per l'apprendimento permanente e l'occupabilità (GU C 243 del 27.6.2022, pag. 10).
(57)    Regolamento (UE) 2021/1057 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2021, che istituisce il Fondo sociale europeo Plus (FSE+) e che abroga il regolamento (UE) n. 1296/2013 (GU L 231 del 30.6.2021, pag. 21).
(58)    Un esempio è rappresentato dal sostegno belga fornito al "collectief maatwerk", che comprende sostegno finanziario alle imprese sociali di inserimento lavorativo.
(59)    Un esempio è rappresentato dall'iniziativa francese Territoires Zéro Chômeurs de Longue Durée, finalizzata a combattere la disoccupazione di lunga durata istituendo organizzazioni senza fine di lucro in zone a elevato tasso di disoccupazione di lunga durata per assumere residenti locali con contratti a tempo indeterminato per svolgere attività utili per la comunità, come il riciclaggio, la custodia dei bambini e il giardinaggio di comunità. Iniziative simili sono state introdotte a Groningen, nei Paesi Bassi, e a Marienthal, in Austria.
(60)    Raccomandazione del Consiglio, del 16 giugno 2022, sui conti individuali di apprendimento, 2022/C 243/03 (GU C 243 del 27.6.2022, pag. 26).
(61)    Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, "Il Green Deal europeo", COM(2019) 640 final.
(62)    Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, "Un piano industriale del Green Deal per l'era a zero emissioni nette", COM(2023) 62 final.
(63)    Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, "Un nuovo piano d'azione per l'economia circolare - Per un'Europa più pulita e più competitiva", COM(2020) 98 final.
(64)    Decisione (UE) 2022/2481 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 dicembre 2022, che istituisce il programma strategico per il decennio digitale 2030 (GU L 323 del 19.12.2022, pag. 4).
(65)    Dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali per il decennio digitale, COM(2022) 28 final.
(66)    Ad esempio, in Francia il Consiglio superiore dell'economia sociale e solidale, in Spagna il Consiglio per la promozione dell'economia sociale, in Portogallo il Consiglio nazionale dell'economia sociale.
(67)    Ad esempio i Fonds Communs de Placement d'Entreprise solidaires in Francia.
(68)    Regolamento (UE) 2021/1058 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2021, relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale e al Fondo di coesione (GU L 231 del 30.6.2021, pag. 60).
(69)    Regolamento (UE) 2021/1056 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2021, che istituisce il Fondo per una transizione giusta (GU L 231 del 30.6.2021, pag. 1).
(70)    Regolamento (UE) n. 1305/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e che abroga il regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 487).
(71)    Regolamento (UE) 2021/690 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 aprile 2021, che istituisce il programma relativo al mercato interno, alla competitività delle imprese, tra cui le piccole e medie imprese, al settore delle piante, degli animali, degli alimenti e dei mangimi e alle statistiche europee (programma per il mercato unico) e che abroga i regolamenti (UE) n. 99/2013, (UE) n. 1287/2013, (UE) n. 254/2014 e (UE) n. 652/2014 (GU L 153 del 3.5.2021, pag. 1).
(72)    Regolamento (UE) 2021/523 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 marzo 2021, che istituisce il programma InvestEU e che modifica il regolamento (UE) 2015/1017 (GU L 107 del 26.3.2021, pag. 30).
(73)    Regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza (GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17).
(74)    Regolamento (UE) 2021/240 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 febbraio 2021, che istituisce uno strumento di sostegno tecnico (GU L 57 del 18.2.2021, pag. 1).
(75)    Regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato (GU L 187 del 26.6.2014, pag. 1).
(76)    Le qualifiche giuridiche/gli statuti giuridici, talvolta definiti "etichettature", sono diversi dalle forme giuridiche in quanto possono essere adottati da diverse forme giuridiche, fra cui organizzazioni a scopo di lucro e organizzazioni senza scopo di lucro.
(77)    Raccomandazione (UE) 2021/1004 del Consiglio, del 14 giugno 2021, che istituisce una garanzia europea per l'infanzia (GU L 223/14 del 22.6.2021).
(78)    Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, "Strategia dell'UE sui diritti dei minori", COM(2021) 142 final.
(79)    Raccomandazione del Consiglio, del 16 giugno 2022, sui conti individuali di apprendimento, 2022/C 243/03 (GU C 243 del 27.6.2022, pag. 26).
(80)    Raccomandazione del Consiglio, del 24 novembre 2020, relativa all'istruzione e formazione professionale (IFP) per la competitività sostenibile, l'equità sociale e la resilienza 2020/C 417/01 (GU C 417 del 2.12.2020, pag. 1).
(81)    Regolamento (UE) 2021/1059 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2021, recante disposizioni specifiche per l'obiettivo "Cooperazione territoriale europea" (Interreg) sostenuto dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dagli strumenti di finanziamento esterno (GU L 231 del 30.6.2021, pag. 94).
(82)    Articolo 30, paragrafo 3, della direttiva 2014/23/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sull'aggiudicazione dei contratti di concessione (GU L 94 del 28.3.2014, pag. 1), articolo 18, paragrafo 2, della direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE (GU L 94 del 28.3.2014, pag. 65) e articolo 36, paragrafo 2, della direttiva 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali e che abroga la direttiva 2004/17/CE (GU L 94 del 28.3.2014, pag. 243).
(83)    Decisione della Commissione, del 20 dicembre 2011, riguardante l'applicazione delle disposizioni dell'articolo 106, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti di Stato sotto forma di compensazione degli obblighi di servizio pubblico, concessi a determinate imprese incaricate della gestione di servizi di interesse economico generale (GU L 7 dell'11.1.2012, pag. 3).
(84)    Decisione di esecuzione della Commissione sull'adozione del programma di lavoro per il 2023-2024 nell'ambito del programma specifico che attua Orizzonte Europa - il programma quadro per la ricerca e l'innovazione e il relativo finanziamento, COM(2022) 7550 (non disponibile in IT).
(85)    La Commissione, in collaborazione con l'OCSE, pubblicherà una relazione in cui saranno individuati e selezionati approcci su misura già sperimentati da soggetti dell'economia sociale in Europa, di cui saranno considerate le finalità, l'ambito d'azione e le caratteristiche principali e illustrate le buone pratiche.
(86)    Relazione " Percorso di transizione per la prossimità e l'economia sociale ".
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