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Document 52022DC0185

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO che illustra i progressi compiuti nell'attuazione della direttiva 2014/89/UE che istituisce un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo

COM/2022/185 final

Bruxelles, 3.5.2022

COM(2022) 185 final

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO

che illustra i progressi compiuti nell'attuazione della direttiva 2014/89/UE che istituisce un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo


Indice

1.Introduzione

2.La direttiva sulla pianificazione dello spazio marittimo (PSM)

3.Recepimento e designazione delle autorità competenti

3.1.Recepimento nell'ordinamento nazionale

3.2.Autorità competenti

4.Attuazione

4.1.Sostegno all'attuazione fornito dalla Commissione

4.2.Elaborazione dei piani di gestione dello spazio marittimo: sintesi dei progressi

4.3.Attuazione delle disposizioni della direttiva relative ai piani di gestione dello spazio marittimo

4.3.1.L'approccio ecosistemico

4.3.2.La considerazione degli aspetti ambientali, economici, sociali e di sicurezza

4.3.3.Promuovere la coerenza

4.3.4.Le interazioni terra-mare

4.3.5.L'identificazione della distribuzione spaziale e temporale delle attività e degli usi

4.3.6.Il coinvolgimento dei portatori di interessi e la partecipazione del pubblico

4.3.7.L'utilizzo e la condivisione dei migliori dati disponibili

4.3.8.La cooperazione tra Stati membri e a livello di bacino marittimo

4.3.9.La cooperazione con i paesi terzi

4.4.Difficoltà di attuazione

5.Conclusioni

5.1.La pianificazione dello spazio marittimo come strumento di promozione del Green Deal europeo

5.2.Le prossime tappe


1.Introduzione

La domanda di spazio marittimo per varie finalità, quali la conservazione dell'ecosistema e della biodiversità, la produzione di energia rinnovabile, il trasporto marittimo, la pesca, l'acquacoltura e il turismo è in aumento ed è pertanto necessario un approccio integrato alla pianificazione e alla gestione. La pianificazione dello spazio marittimo è comunemente intesa come un processo pubblico mirante ad analizzare e organizzare la distribuzione spaziale e temporale delle attività antropiche nelle zone marittime al fine di conseguire obiettivi economici, ambientali e sociali.

Nel 2014 l'UE ha adottato la direttiva 2014/89/UE sulla pianificazione dello spazio marittimo (di seguito, "direttiva" o "direttiva PSM") per pervenire a una gestione efficace delle attività marittime e all'utilizzo sostenibile delle risorse marine e costiere basandosi su un approccio ecosistemico. La direttiva PSM crea un quadro decisionale coerente, trasparente, sostenibile e basato su elementi concreti. Prevede determinati obblighi, tra cui l'obbligo per gli Stati membri di elaborare uno o più piani di gestione dello spazio marittimo entro e non oltre il 31 marzo 2021 e di rivedere tali piani almeno ogni 10 anni.

A norma dell'articolo 14, paragrafo 2, della direttiva, la Commissione è tenuta a presentare al Parlamento europeo e al Consiglio, entro il 31 marzo 2022, e successivamente ogni 4 anni, una relazione che evidenzi i progressi compiuti nell'attuarla. In linea con quanto previsto dalla direttiva, la presente relazione fornisce quindi una panoramica di tali progressi e valuta il recepimento e il rispetto delle disposizioni in essa contenute. Esamina inoltre le iniziative strategiche che hanno inciso sull'attuazione della direttiva a decorrere dal 2014, data della sua adozione, in particolare il Green Deal europeo.

La presente relazione riguarda essenzialmente le misure di recepimento, i piani di gestione dello spazio marittimo e altre informazioni presentate dagli Stati membri e le informazioni tratte dalla piattaforma europea per la pianificazione dello spazio marittimo (di seguito, piattaforma PSM) e da altre fonti accessibili al pubblico. L'analisi in essa contenuta riguarda il periodo dal 23 luglio 2014, data di adozione della direttiva PSM, al 15 febbraio 2022. Sebbene la direttiva sia entrata in vigore il 17 settembre 2014 e il termine di recepimento sia scaduto il 18 settembre 2016, gli Stati membri hanno avuto tempo fino al 31 marzo 2021 per elaborare i piani di gestione dello spazio marittimo.

2.La direttiva sulla pianificazione dello spazio marittimo (PSM)

La direttiva PSM fornisce il quadro giuridico necessario per la pianificazione dello spazio marittimo nell'UE. In particolare, essa stabilisce che i 22 Stati membri costieri 1 elaborino piani di gestione dello spazio marittimo per le acque marine rientranti nella loro giurisdizione.

La direttiva vuol rendere la pianificazione dello spazio marittimo uno strumento politico trasversale che consenta alle autorità pubbliche e ai portatori di interessi di seguire un approccio integrato, coordinato e transfrontaliero. Applicando un approccio ecosistemico, essa intende promuovere lo sviluppo sostenibile delle economie marittime e costiere e l'uso sostenibile delle risorse marine e costiere. La direttiva rientra nell'ambito della politica marittima integrata (PMI) dell'UE, intesa a sviluppare un processo decisionale coordinato, coerente e trasparente riguardante le politiche settoriali dell'Unione che interessano gli oceani, i mari, le isole, le regioni costiere e ultraperiferiche 2 e i settori marittimi.

Oltre a prevedere l'obbligo di stabilire un processo di pianificazione dello spazio marittimo che tenga conto delle interazioni terra-mare e promuova la collaborazione tra gli Stati membri, la direttiva introduce disposizioni in materia di consultazione pubblica e prescrive l'utilizzo dei migliori dati disponibili e una cooperazione transfrontaliera con i paesi terzi. Incentrata essenzialmente sui processi, essa, in linea con il principio di sussidiarietà, lascia in gran parte agli Stati membri il compito di stabilire i contenuti. Gli Stati membri continuano a essere responsabili e competenti per quanto concerne la definizione e la determinazione del formato e del contenuto dei piani di gestione dello spazio marittimo che ne risultano, inclusa l'eventuale assegnazione dello spazio marittimo a varie attività e usi.

3.Recepimento e designazione delle autorità competenti

L'articolo 15 della direttiva PSM impone agli Stati membri, al paragrafo 1, di recepire la direttiva nei loro ordinamenti nazionali entro il 18 settembre 2016 e, al paragrafo 2, di designare le autorità competenti per la sua attuazione entro la stessa data.

3.1.Recepimento nell'ordinamento nazionale

Ad oggi, i 22 Stati membri costieri hanno tutti recepito la direttiva nei loro ordinamenti nazionali e hanno designato le autorità competenti. Nel novembre 2016 la Commissione ha avviato procedure d'infrazione nei confronti di otto Stati membri (Bulgaria, Grecia, Spagna, Francia, Croazia, Cipro, Lituania e Finlandia). Le procedure sono state archiviate nel luglio 2018 dopo l'avvenuta notifica e comunicazione alla Commissione, da parte di tutti gli Stati membri coinvolti, delle misure riguardanti il pieno recepimento della direttiva.

Gli Stati membri hanno adottato modalità diverse per recepire la direttiva PSM. Alcuni disponevano già di una normativa riguardante la pianificazione dello spazio marittimo o di una normativa riguardante l'assetto territoriale che abbracciava anche il settore marittimo (ad esempio, il Belgio, la Germania e i Paesi Bassi). Molti hanno modificato le loro norme riguardanti l'assetto territoriale o la protezione ambientale (ad esempio, la Francia e la Croazia). Altri hanno invece adottato norme specifiche sulla pianificazione dello spazio marittimo (ad esempio, la Danimarca, la Grecia, l'Irlanda, l'Italia, il Portogallo, la Romania e la Spagna). Un altro gruppo di Stati membri, infine, ha combinato modifiche alla legislazione con una nuova normativa specifica sulla pianificazione dello spazio marittimo (ad esempio, la Finlandia, Malta e la Svezia).

Le norme adottate da alcuni Stati membri (ad esempio, la Francia, la Lettonia e la Spagna) fanno riferimento alle norme di recepimento di altre direttive, più precisamente la direttiva 2008/56/CE (direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino).

Per recepire la direttiva, vari Stati membri a struttura federale o decentrata hanno adottato una normativa a livello nazionale e subnazionale. In alcuni casi le entità subnazionali hanno adottato una normativa subnazionale ricorrendo a una procedura separata (ad esempio, le Isole Åland (Finlandia)).

Nel secondo trimestre del 2020 la Commissione ha concluso la verifica di conformità delle misure di recepimento avviata nel 2016. Contestualmente, ha analizzato il recepimento della direttiva negli ordinamenti nazionali da parte degli Stati membri e ne ha rilevato il completamento. Dal punto di vista della correttezza, l'analisi ha dimostrato che il recepimento negli ordinamenti nazionali rispettava generalmente le disposizioni della direttiva.

3.2.Autorità competenti

L'articolo 13 della direttiva PSM stabilisce che gli Stati membri designino le autorità competenti 3 . Gli Stati membri hanno scelto di designare ministeri od organismi governativi.

Nei casi in cui l'autorità designata era un ministero, quest'ultimo era responsabile di un insieme di settori strategici (ad esempio, ambiente, pianificazione o sviluppo regionale) o di una politica settoriale (ad esempio, trasporti e infrastrutture o economia marittima). In certi casi i ministeri coprivano settori quali gli affari interni o le finanze. Due Stati membri hanno designato come autorità competente il ministero degli Affari marittimi.

Nei casi in cui l'autorità designata era un organismo governativo, l'ambito di competenza spaziava dalla pianificazione alla regolamentazione delle attività marittime o di attività specializzate nella gestione ambientale (ad esempio, acque e mari).

Le autorità competenti designate hanno principalmente il compito di attuare la direttiva e garantire una cooperazione transfrontaliera efficace tra gli Stati membri e i paesi terzi vicini. Nel contesto di attività di cooperazione transfrontaliera, alcune hanno organizzato consultazioni transfrontaliere e transnazionali o hanno partecipato, in veste di organismi di coordinamento, a progetti finanziati dall'UE allo scopo di incoraggiare la cooperazione transfrontaliera in materia di pianificazione dello spazio marittimo. All'interno del gruppo di esperti sulla pianificazione dello spazio marittimo degli Stati membri, questi ultimi sono rappresentati dal personale di dette autorità competenti.

4.Attuazione 

4.1.Sostegno all'attuazione fornito dalla Commissione 

Sin dall'adozione della direttiva PSM, nel 2014, la Commissione è intervenuta dando vita ad una serie di iniziative per sostenere la pianificazione dello spazio marittimo nell'UE, nello specifico mediante un gruppo di esperti degli Stati membri, assistenza tecnica e progetti transfrontalieri. In questo modo, gli Stati membri sono riusciti a compiere progressi significativi in settori quali la consultazione e la cooperazione transfrontaliere, la condivisione di informazioni e di dati sui piani di gestione dello spazio marittimo e utili per la loro elaborazione o la maggior coerenza a livello di bacino marittimo. Tali settori continueranno a essere sostenuti nel quadro del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura nel periodo 2021-2027.

·Il gruppo di esperti degli Stati membri sulla pianificazione dello spazio marittimo

Al fine di creare un'importante piattaforma di scambio di esperienze e di costruire una comunità dell'UE per la pianificazione dello spazio marittimo, la Commissione ha istituito un gruppo di esperti degli Stati membri. Il gruppo, che funge da forum permanente in cui le autorità competenti, i pianificatori e gli osservatori degli Stati membri possono discutere i progressi realizzati nell'attuare la direttiva e qualsiasi eventuale problematica, si è riunito in media due volte all'anno a partire dal 2012 e ha svolto un ruolo importante nel trasferimento di conoscenze e di esperienze tra gli Stati membri. Pur non dovendosi intendere come forum formale ad uso del processo decisionale, esso ha tuttavia permesso agli Stati membri e agli osservatori, tra cui organizzazioni non governative (ONG), associazioni di categoria e organismi regionali, di essere informati sullo sviluppo della pianificazione dello spazio marittimo nell'UE e di scambiarsi esperienze su questioni strategiche e pratiche connesse all'attuazione della direttiva.

·La piattaforma europea per la pianificazione dello spazio marittimo

Nel 2016 la Commissione ha istituito la piattaforma PSM europea quale meccanismo di assistenza alla pianificazione. La piattaforma aiuta gli Stati membri ad attuare la direttiva mettendo a disposizione un'apposita infrastruttura digitale e una squadra di esperti. Fornisce consulenza mirata, orientamenti e formazione per facilitare il lavoro di pianificazione dello spazio marittimo degli Stati membri. Offre anche un sostegno amministrativo e tecnico alla Commissione in attività quali l'organizzazione di riunioni degli Stati membri e di conferenze o l'avvio di analisi e studi sulla pianificazione dello spazio marittimo.

·Il finanziamento di progetti

L'UE ha sempre sostenuto progetti di pianificazione dello spazio marittimo in tutti i bacini marittimi dell'UE, incluse le regioni ultraperiferiche, anche prima dell'adozione della direttiva. La natura dei progetti finanziati spazia dalla ricerca e innovazione (ad esempio, Orizzonte 2020), all'istruzione superiore (Erasmus+) e alla cooperazione regionale (ad esempio, Interreg), fino allo sviluppo di capacità e alla cooperazione transfrontaliera (Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP)).

Alla fine del 2021 il FEAMP aveva finanziato 15 progetti in regime di gestione diretta, per un importo totale di circa 25 milioni di EUR. I progetti regionali e transfrontalieri finanziati sono stati coordinati dalle autorità di pianificazione nazionali e hanno aiutato gli Stati membri a cooperare su questioni di interesse comune (ad esempio, nei settori della protezione ambientale o della produzione di energia rinnovabile) durante l'elaborazione dei piani di gestione dello spazio marittimo. Hanno inoltre sostenuto il rafforzamento delle capacità di pianificazione dello spazio marittimo trasferendo le esperienze e le migliori pratiche da altri Stati membri o sviluppando strumenti miranti a sostenere le attività di pianificazione dello spazio marittimo. Hanno infine facilitato le consultazioni e gli scambi transfrontalieri con i portatori di interessi e hanno rafforzato la dimensione UE della pianificazione dello spazio marittimo, in particolare a livello di cooperazione nell'ambito dei bacini marittimi.

4.2.Elaborazione dei piani di gestione dello spazio marittimo: sintesi dei progressi

L'articolo 15, paragrafo 3, della direttiva PSM stabilisce che gli Stati membri elaborino piani di gestione dello spazio marittimo quanto più rapidamente possibile e comunque non oltre il 31 marzo 2021. L'articolo 14, paragrafo 1, dispone inoltre che gli Stati membri ne informino la Commissione e gli altri Stati membri interessati entro tre mesi dall'elaborazione.

La presente relazione riguarda il periodo compreso tra la data di adozione della direttiva PSM, nel 2014, e il 15 febbraio 2022.

In generale, si possono distinguere quattro gruppi di Stati membri.

Al primo gruppo appartengono alcuni Stati membri che potevano fare affidamento su una tradizione di pianificazione dello spazio marittimo antecedente alla direttiva o iniziata molto presto dopo la sua entrata in vigore. Si tratta del Belgio, dei Paesi Bassi e della Germania 4 , che sono stati quindi in grado di rispettare la scadenza del 31 marzo 2021 con relativa facilità. Ad oggi, la Germania e i Paesi Bassi stanno già preparando o attuando la seconda revisione dei loro piani di gestione dello spazio marittimo.

Malta considera come piano nazionale di gestione dello spazio marittimo il "Piano strategico generale per l'ambiente e lo sviluppo" istituito nel 2015, riguardante anche questioni di pianificazione terreste e marittima. Dal 2015 anche la Lituania dispone di un piano generale, che ha successivamente rivisto nel 2021 per rafforzare gli aspetti marittimi in linea con la direttiva.

Al secondo grande gruppo appartengono Stati membri che sono riusciti a rispettare la scadenza fissata dalla direttiva o a istituire e adottare piani nazionali di gestione dello spazio marittimo entro un anno dalla scadenza. Oggi essi dispongono, solitamente per la prima volta, di piani generali di gestione dello spazio marittimo e stanno passando alla fase impegnativa dell'attuazione pratica. Per la Finlandia, la Lettonia, la Polonia, la Danimarca, la Francia, l'Irlanda, la Slovenia e la Svezia, la direttiva si è dimostrata essenziale nel fornire il quadro necessario all'avvio dei processi nazionali di pianificazione dello spazio marittimo. Anche il Portogallo ha istituito piani per la maggior parte delle sue acque marine, ad eccezione delle Azzorre.

Del terzo gruppo fanno parte cinque Stati membri che, secondo le conclusioni preliminari della Commissione della fine del 2021, non avevano compiuto progressi sufficienti nell'elaborazione e/o nella comunicazione dei piani di gestione dello spazio marittimo come disposto dalla direttiva. Il 2 dicembre 2021 la Commissione ha perciò inviato lettere di costituzione in mora alla Croazia, a Cipro, alla Grecia, all'Italia e alla Romania per l'inosservanza dell'articolo 8, paragrafo 1, dell'articolo 15, paragrafo 3, e dell'articolo 14, paragrafo 1, della direttiva PSM. I suddetti Stati si trovano attualmente in diverse fasi di stesura dei piani di gestione dello spazio marittimo. La Commissione li esorta a destinare le risorse necessarie all'elaborazione, al completamento e alla comunicazione di piani di gestione dello spazio marittimo che siano conformi alla direttiva e riguardino tutte le loro acque marine. Al 15 febbraio 2022 la maggior parte di tali Stati membri aveva risposto alle lettere della Commissione 5 . La Commissione continuerà a lavorare a stretto contatto con essi per aiutarli a porre rimedio all'inadempienza nel più breve tempo possibile.

Al quarto gruppo, infine, appartengono alcuni Stati membri che, pur non essendo stati in grado di rispettare la direttiva elaborando piani di gestione dello spazio marittimo entro il 31 marzo 2021, si trovano ora in una fase avanzata dell'elaborazione progettuale e stanno procedendo all'adozione finale. Secondo quanto previsto dalla Commissione, l'Estonia, la Spagna e la Bulgaria dovrebbero pertanto stabilire a breve i piani nazionali finali. La Commissione sta monitorando da vicino i progressi e interverrà laddove necessario. Ciò vale anche per il Portogallo relativamente alle Azzorre.

4.3.Attuazione delle disposizioni della direttiva relative ai piani di gestione dello spazio marittimo

4.3.1.L'approccio ecosistemico

Ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 1, della direttiva PSM "gli Stati membri tengono in considerazione gli aspetti economici, sociali e ambientali al fine di sostenere uno sviluppo e una crescita sostenibili nel settore marittimo, applicando un approccio ecosistemico, e di promuovere la coesistenza delle pertinenti attività e dei pertinenti usi". La direttiva richiama inoltre la direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino e il suo obiettivo di garantire un buono stato ecologico dei mari dell'UE. Considerando il ruolo centrale della direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino nel miglioramento dello stato ecologico degli ecosistemi marini, gli Stati membri hanno l'opportunità di integrare l'attuazione di quest'ultima con la direttiva PSM.

Tutti gli Stati membri che, al momento dell'elaborazione della presente relazione, avevano predisposto un piano di gestione dello spazio marittimo hanno fatto riferimento a un approccio ecosistemico, la cui analisi e i cui effetti sul piano risultavano tuttavia diversi tra uno Stato e l'altro. Il riferimento all'approccio ecosistemico figurava anche nello stesso piano di gestione dello spazio marittimo e/o nella sua valutazione ambientale strategica 6 .

Nei loro piani, alcuni Stati membri si sono tuttavia spinti oltre la semplice analisi delle caratteristiche ecosistemiche e degli effetti degli sviluppi settoriali, soffermandosi esplicitamente sulla relazione tra l'approccio ecosistemico e il risultante piano di gestione dello spazio marittimo. Nel riquadro sottostante è riportato l'esempio pratico della Finlandia.

Esempio di buone pratiche: la pianificazione degli scenari alla base del piano finlandese

Per facilitare la pianificazione dello spazio marittimo, le autorità finlandesi hanno definito scenari futuri, valutandone gli effetti. Gli scenari prendono in considerazione i cambiamenti dell'ambiente operativo dello spazio marittimo fino al 2050 e le esigenze e le opinioni dei gruppi di interesse per quanto riguarda il futuro sviluppo dello spazio marittimo finlandese. Tengono inoltre conto dei rischi potenziali e delle opportunità. In tal modo il processo di pianificazione dello spazio marittimo viene facilitato per mezzo di un approccio ecosistemico.

Durante la preparazione del piano finlandese è stato realizzato un progetto specifico riguardante l'approccio ecosistemico alla pianificazione dello spazio marittimo, finanziato dal FEAMP. I risultati del progetto sono consultabili all'indirizzo: https://www.merialuesuunnittelu.fi/wp-content/uploads/2020/10/Ecosystem-based-approach-in-Finnish-MSP.pdf .

4.3.2.La considerazione degli aspetti ambientali, economici, sociali e di sicurezza

L'articolo 6, paragrafo 2, lettera b), della direttiva PSM dispone che gli Stati membri tengano conto degli aspetti ambientali, economici, sociali, nonché degli aspetti relativi alla sicurezza.

Tutti gli Stati membri che hanno adottato piani di gestione dello spazio marittimo hanno tenuto conto, in tali piani, di tutti i suddetti aspetti. Nella maggior parte dei casi, tali aspetti sono stati analizzati nei dettagli, talvolta anche in un capitolo, una sezione o una relazione specifici.

Per tale analisi, diversi Stati membri hanno scelto di utilizzare gli strumenti già disponibili, ad esempio la valutazione ambientale strategica (VAS). Altri hanno effettuato valutazioni supplementari delle conseguenze socioeconomiche e ambientali.

Il piano di gestione dello spazio marittimo belga è un esempio interessante e innovativo di come tener conto degli aspetti ambientali: per testare le opzioni disponibili riguardanti future dighe marittime destinate a contenere l'innalzamento del livello del mare, il piano prende in esame la possibilità di costruire in via sperimentale un'isola artificiale in un sito di prova, da approvare e valutare attribuendo un ruolo centrale all'aspetto ambientale 7 .

4.3.3.Promuovere la coerenza

Ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 2, lettera c), della direttiva PSM gli Stati membri "mirano a promuovere la coerenza tra la pianificazione dello spazio marittimo e il piano o i piani da essa derivanti e gli altri processi, quali la gestione integrata delle zone costiere o le pratiche equivalenti, formali o informali".

Tutti gli Stati membri che hanno presentato piani nazionali hanno cercato di promuovere la coerenza tra altri piani, norme e strategie attinenti alla pianificazione dello spazio marittimo. I piani di gestione dello spazio marittimo di vari Stati membri, inoltre, forniscono un'ampia panoramica delle norme, delle strategie e dei piani pertinenti su cui si è basata la loro preparazione. Si tratta di regolamenti, strategie e piani predisposti a vari livelli dall'UE, da convenzioni marittime regionali e da autorità nazionali e locali.

Tra gli esempi di semplificazione amministrativa e di iniziative volte a garantire la coerenza figura la scelta di alcuni Stati membri (nella fattispecie, Lituania e Malta) di unire i piani marittimi e territoriali in un singolo piano. Tale scelta, tuttavia, potrebbe risultare non applicabile a tutti gli Stati membri. Un altro esempio di rispetto della coerenza riguarda l'Irlanda: il suo piano nazionale di gestione dello spazio marittimo è suddiviso in capitoli, ciascuno dei quali contiene un elenco completo di riferimenti ad altre ricerche e strategie dell'UE o irlandesi a cui il piano si conforma. In alcuni Stati membri, infine, la pianificazione dello spazio marittimo è allineata ai cicli di altre strategie estremamente pertinenti allo scopo di agevolare l'attuazione e favorire contaminazioni proficue (la Francia, ad esempio, allinea la pianificazione dello spazio marittimo ai cicli della direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino).

4.3.4.Le interazioni terra-mare

L'articolo 4, paragrafo 2, l'articolo 6, paragrafo 2, lettera a), e l'articolo 7 della direttiva PSM stabiliscono che gli Stati membri tengano conto delle interazioni terra-mare nei loro piani. In tal senso il processo (formale o informale) di gestione costiera integrata può sostenere l'elaborazione dei piani.

La maggior parte degli Stati membri che hanno predisposto tali piani ha di fatto menzionato le interazioni terra-mare dedicando a questo aspetto un capitolo o una relazione specifica e fornendo un'analisi dettagliata delle interazioni, non limitata alla difesa delle coste.

Nel contesto dell'interazione terra-mare alcuni Stati membri hanno considerato anche la coerenza strategica con la direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino, con la direttiva quadro sulle acque, con la direttiva sui nitrati e con altre normative pertinenti.

Esempio di buone pratiche: la Lituania tiene conto delle mappe marittime, terrestri ed aeree

La Lituania fornisce un esempio di pratiche innovative adottate dagli Stati membri nel considerare le interazioni terra-mare. Il piano lituano tiene conto di mappe che mostrano le interdipendenze con gli Stati vicini, a livello di trasporto marittimo, terrestre ed aereo, e che possono influire sulla pianificazione dello spazio marittimo (e i progetti di infrastrutture transfrontaliere in corso). Tale pratica mostra come applicare in modo innovativo un metodo tradizionale (analisi delle dipendenze) estendendo l'analisi delle interdipendenze tra mare, terra e aria a tutti i paesi in grado di influire sull'uso dello spazio marittimo dello Stato membro.

4.3.5.L'identificazione della distribuzione spaziale e temporale delle attività e degli usi

L'articolo 8 della direttiva introduce la quarta dimensione, il tempo, imponendo l'elaborazione, da parte degli Stati membri, di piani di gestione dello spazio marittimo che individuino "la distribuzione spaziale e temporale delle pertinenti attività e dei pertinenti usi delle loro acque marine attuali e futuri".

Al momento della valutazione, tutti gli Stati membri che avevano predisposto piani di gestione dello spazio marittimo avevano identificato e ripartito in zone le attività e gli utilizzatori attuali e futuri, anche a livello temporale. La maggior parte dei piani ha esaminato le interazioni tra queste attività.

Parallelamente alla determinazione della distribuzione spaziale e temporale delle attività e degli usi pertinenti attuali e futuri da parte degli Stati membri nelle loro acque marine, andrebbe promosso un approccio multisettoriale. Generalmente, i piani di gestione dello spazio marittimo approfondiscono maggiormente le interazioni tra attività, utilizzatori, uso condiviso e ubicazione. Il miglioramento e la coerenza operativa e oggettiva tra questi collegamenti rimane un compito importante.

I piani di gestione dello spazio marittimo sono caratterizzati dalla convergenza: per la maggior parte hanno un alto grado di comparabilità poiché basati su un approccio prescrittivo alla ripartizione in zone. In altre parole, i piani di gestione dello spazio marittimo dell'UE tendono ad individuare le zone in cui è consentito o vietato svolgere attività.

Esempio di buone pratiche: in Belgio le potenzialità del multiuso permettono la produzione di energie rinnovabili offshore 

Coordinare le varie attività nello spazio marittimo è un aspetto essenziale del piano di gestione dello spazio marittimo. Le autorità competenti del Belgio si sono trovate a gestire una zona di estensione limitata ma sottoposta a forti pressioni a causa dell'uso condiviso delle risorse spaziali. A ciò si aggiunge l'importante questione della crescente domanda di energia rinnovabile offshore. Tra i punti fondamentali della sua strategia 2050 per il Mare del Nord, il Belgio prevede inoltre di destinare lo spazio marittimo a molteplici usi.

Il Belgio ha effettuato un'analisi approfondita del potenziale multiuso del suo spazio marittimo, attuando un quadro di governance giuridicamente vincolante che prevede la determinazione della distribuzione spaziale e temporale delle attività nel Mare del Nord e la valutazione della compatibilità tra più attività svolte nella medesima zona. In questo modo si dà ampio sostegno all'inclusione di zone destinate alla produzione di energie rinnovabili offshore nello spazio marittimo limitato di cui il Belgio dispone.

4.3.6.Il coinvolgimento dei portatori di interessi e la partecipazione del pubblico

L'articolo 9 della direttiva PSM impone agli Stati membri di garantire la partecipazione di tutti i portatori di interessi, di tutte le autorità competenti e dei cittadini alle iniziative di pianificazione dello spazio marittimo, per quanto possibile fin dalle primissime fasi. Gli Stati membri devono altresì garantire che i cittadini possano accedere ai piani non appena questi siano ultimati. 

Coinvolgere i principali portatori di interessi nel predisporre la pianificazione dello spazio marittimo è fondamentale, poiché tale pianificazione ha molteplici obiettivi (sociali, economici ed ecologici). Nel pianificare lo spazio marittimo si dovrebbe perciò tener conto del maggior numero possibile di aspettative, opportunità o divergenze di opinione. La consultazione dei portatori di interessi durante i processi di pianificazione dello spazio marittimo è particolarmente importante per conciliare tra loro i diversi interessi dei settori tradizionalmente presenti (come la pesca o il trasporto marittimo) e affrontare la crescente necessità di spazio da destinare ad aree naturali protette e a settori emergenti (come la produzione di energie rinnovabili offshore).

Al momento della valutazione, tutti gli Stati membri dotati di piani di gestione dello spazio marittimo soddisfacevano le disposizioni dell'articolo 9 della direttiva. L'ambito e la portata dell'impegno dei portatori di interessi variavano tra uno Stato membro e l'altro ed erano spesso il riflesso di requisiti strategici o giuridici già esistenti nello Stato membro in questione per quanto riguarda la partecipazione.

L'attuazione dell'articolo 9 era ben documentata. Il processo di coinvolgimento del pubblico era descritto chiaramente, i portatori di interessi che usavano vari metodi erano stati inclusi nell'intero processo e i loro riscontri erano stati integrati in varia misura nei piani di gestione dello spazio marittimo.

Esempio di buone pratiche: la consultazione pubblica locale in Irlanda

L'Irlanda ha organizzato una consultazione pubblica della durata di tre mesi sulla relazione di riferimento relativa alla pianificazione del suo spazio marittimo. La consultazione rientrava in un esercizio consultivo più ampio che ha dato origine alla prima pianificazione dello spazio marittimo del paese. L'équipe responsabile della pianificazione ha organizzato eventi volti a coinvolgere la popolazione in quasi tutte le contee costiere. Tali eventi intendevano sensibilizzare l'opinione pubblica sui seguenti aspetti:

·il concetto di pianificazione dello spazio marittimo;

·i programmi del governo per l'elaborazione di un piano marittimo per l'Irlanda;

·le modalità di coinvolgimento della popolazione nel processo di elaborazione del piano;

·i tempi di attuazione delle varie fasi del processo.

Durante il periodo di consultazione sono stati organizzati cinque eventi regionali di coinvolgimento della popolazione presso le comunità costiere. In totale, la relazione di riferimento ha ottenuto oltre 170 risposte che hanno significativamente influito sul contenuto del progetto di pianificazione dello spazio marittimo. Il processo di consultazione è stato ampliato e ripetuto anche per il progetto di piano irlandese.

Tale pratica si impernia su un processo partecipativo e trasparente che consente ai cittadini di impegnarsi nel processo di pianificazione dello spazio marittimo e di esprimere le proprie opinioni sulla relazione e sul progetto di pianificazione.

4.3.7.L'utilizzo e la condivisione dei migliori dati disponibili

L'articolo 10 della direttiva PSM impone agli Stati membri di organizzare l'utilizzo dei migliori dati disponibili e stabilire come organizzare la condivisione delle informazioni necessarie per l'elaborazione dei piani di gestione dello spazio marittimo. Gli Stati membri devono anche avvalersi dei mezzi e degli strumenti pertinenti, compresi quelli già disponibili nell'ambito della politica marittima integrata e di altre politiche dell'Unione pertinenti, come quelle menzionate nella direttiva Inspire (direttiva 2007/2/CE) 8 .

Nell'attuare tali disposizioni della direttiva PSM, la maggior parte degli Stati membri è stata trasparente ed esplicita in merito alle fonti di dati utilizzate e ha fornito vari gradi di dettaglio su tali fonti di dati. La direttiva Inspire è stata usata dalla maggior parte degli Stati membri.

Alcuni Stati membri hanno deciso di centralizzare il compito di combinare le fonti di dati esistenti creando punti di rilevamento centrali – ad esempio, i Paesi Bassi (Marine Information Centre), la Francia (SIMM) e la Slovenia (TOOLS4MSP) – e altri sistemi o strumenti di condivisione di dati.

Un altro buon esempio dell'utilizzo dei migliori dati disponibili è il ricorso al sistema informativo geografico a sostegno della partecipazione pubblica (public participation geographic information system, PPGIS). Nell'ambito di tale sistema sono stati sviluppati metodi per raccogliere informazioni spazio-temporali dai portatori di interessi al fine di compilare dati locali, basati sull'esperienza. Questi dati possono essere utilizzati per individuare i collegamenti tra le attività e gli spazi e verificare e completare le informazioni fornite dagli esperti. Un approccio analogo è stato utilizzato nell'indagine realizzata dalla Finlandia nel contesto del progetto Pan Baltic Scope per individuare i siti significativi in termini di valori naturali e culturali nelle Isole Åland e nella regione di Satakunta.

Esempio di buone pratiche: un modello di interoperabilità dei dati rende possibile la presentazione dei piani nazionali di gestione dello spazio marittimo nel portale EMODnet - Attività antropiche

Ai fini dell'elaborazione dei piani di gestione dello spazio marittimo sono necessari dati di varia natura riguardanti il settore, l'area geografica, la scala spaziale e temporale, la qualità, la disponibilità e il potenziale riutilizzo. La direttiva sulla pianificazione dello spazio marittimo non prevede requisiti espliciti o prescrittivi per l'armonizzazione, la comunicazione o la condivisione dei dati. Ciononostante, nel tempo sono stati sviluppati vari modelli di dati geospaziali regionali che rendessero disponibili (e visualizzabili) i dati a livello transfrontaliero. Si è trattato di un importante lavoro realizzato da esperti di dati all'interno delle amministrazioni o degli organismi nazionali, spesso nel contesto di progetti di cooperazione transfrontaliera finanziati dall'UE.

Nel 2021 un gruppo di esperti tecnici sostenuti dalla Commissione ha sviluppato un modello comune per l'"Armonizzazione della nomenclatura e della standardizzazione dei dati in uscita" che offre, come soluzione pronta all'uso, il modello EMODnet per la pianificazione dello spazio marittimo, insieme a BASEMAPS e ai modelli di dati Inspire per la pianificazione dello spazio marittimo 9 . Ciò permette di integrare i tre modelli di dati nel portale dei dati delle attività antropiche della Rete europea di osservazione e di dati dell'ambiente marino (EMODnet) 10 .

Ad oggi, quattro Stati membri (Belgio, Danimarca, Finlandia e Lettonia) hanno caricato i loro piani di gestione dello spazio marittimo nel geoportale, in cui è pubblicato il prodotto dei dati integrati (in questo caso, per visualizzare i piani di gestione dello spazio marittimo a livello dell'UE).

4.3.8.La cooperazione tra Stati membri e a livello di bacino marittimo

L'articolo 6, paragrafo 2, lettera f), e l'articolo 11 della direttiva PSM stabiliscono che gli Stati membri che condividono un bacino marino cooperino in un processo di pianificazione e gestione al fine di garantire che i piani di gestione dello spazio marittimo siano coerenti e coordinati. La direttiva menziona esplicitamente la cooperazione tramite strutture regionali di cooperazione istituzionale esistenti, reti o strutture di autorità competenti degli Stati membri o eventuali altri metodi appropriati.

La cooperazione transfrontaliera e transnazionale è fondamentale per individuare potenziali problemi fin dalle fasi iniziali e identificare opportunità di cooperazione e gestione sostenibile a lungo termine dello spazio marittimo. In tal senso, tutti gli Stati membri i cui piani di gestione dello spazio marittimo sono già stati adottati o sono in fase di adozione hanno coordinato tali piani con altri Stati membri e hanno coinvolto organismi regionali di governance. La maggior parte dei piani tiene conto, in varia misura, degli effetti e degli sviluppi transfrontalieri; alcuni descrivono i processi pertinenti in modo più dettagliato.

La cooperazione tra Stati membri (e con i paesi terzi) nel medesimo bacino marittimo è favorita da:

-progetti finanziati dall'UE, ad esempio NorthSEE, SEANSE, Baltic Lines, PanBalticScope, MSP-MED, SIMWESTMED, MUSES, MARSPLAN, SIMNORAT, SIMATLANTIC, MARSP, MSP-OR, eMSP e altri 11 ;

-contatti bilaterali o multilaterali e riunioni informali tra autorità competenti degli Stati membri; progetti finanziati a livello nazionale, ad esempio Ritmare;

-convenzioni marittime regionali: HELCOM-VASAB (gruppo di lavoro per la pianificazione dello spazio marittimo) per il bacino del Mar Baltico, Convenzione di Barcellona per il Mediterraneo, OSPAR per la regione dell'Atlantico nord-orientale;

-la partecipazione al gruppo di esperti per la pianificazione dello spazio marittimo, l'iniziativa di pianificazione dello spazio marittimo globale 12 , la piattaforma PSM e il forum marittimo dell'UE;

-consultazioni formali nel contesto dell'attuazione della direttiva VAS 13 .

La consultazione transfrontaliera è necessaria per l'elaborazione di piani di gestione dello spazio marittimo che identifichino le ubicazioni idonee ad ospitare attività o progetti specifici. La consultazione nel contesto della direttiva PSM non può però sostituirsi alla consultazione transfrontaliera sugli impatti di progetti specifici. La cooperazione transfrontaliera sulla pianificazione dello spazio marittimo rappresenta comunque una prima possibilità per identificare i cambiamenti necessari, ad esempio per quanto riguarda gli spazi o le zone in cui il traffico marittimo 14 è intenso e può essere necessario deviarlo.

Esempio di buone pratiche: il gruppo di lavoro intergovernativo sulla pianificazione dello spazio marittimo HELCOM-VASAB  

La cooperazione transfrontaliera è fondamentale per la gestione sostenibile a lungo termine dello spazio marittimo. In tale contesto gli Stati membri e i paesi terzi del bacino del Mar Baltico sono rappresentati all'interno della commissione per la protezione dell'ambiente marino nel Mar Baltico (HELCOM), una piattaforma per la politica ambientale istituita nel 1974. Membri di HELCOM sono la Danimarca, l'Estonia, l'UE, la Finlandia, la Germania, la Lettonia, la Lituania, la Polonia, la Russia, la Svezia e organizzazioni di osservatori (tra cui la Bielorussia, l'Ucraina e alcune ONG).

Per sostenere lo sviluppo dei piani di gestione dello spazio marittimo è stato istituito il gruppo di lavoro HELCOM-VASAB. Tale gruppo di lavoro congiunto sulla pianificazione dello spazio marittimo ha formulato raccomandazioni e principi che i suoi membri possono utilizzare al momento dell'elaborazione dei piani di gestione dello spazio marittimo. In questo senso HELCOM si è concentrata specificamente sul sostegno a un approccio ecosistemico, favorito anche da progetti finanziati dall'UE, quali la piattaforma Capacity4MSP. Più di recente, e precisamente nell'ottobre 2021, HELCOM ha adottato una tabella di marcia per la pianificazione dello spazio marittimo nella regione baltica per il periodo 2021-2030.

In questo modo è possibile promuovere contemporaneamente la cooperazione sia tra gli Stati membri che con i paesi terzi e favorire la coerenza dei vari piani di gestione dello spazio marittimo del bacino del Mar Baltico e l'adozione di un approccio ecosistemico.

4.3.9.La cooperazione con i paesi terzi

L'articolo 6, paragrafo 2, lettera g), e l'articolo 12 della direttiva invitano gli Stati membri a promuovere la cooperazione con i paesi terzi nelle rispettive azioni riguardanti la pianificazione dello spazio marittimo nelle regioni marittime pertinenti.

La maggior parte degli Stati membri si adopera per cooperare con i paesi terzi vicini all'interno di regioni marittime pertinenti. Tali iniziative, inclusi i dettagli di interazioni specifiche, sono state incluse in alcuni piani di gestione dello spazio marittimo.

La cooperazione con i paesi terzi ha riguardato principalmente la cooperazione bilaterale informale, la cooperazione nel contesto di convenzioni marittime regionali, le strategie macroregionali dell'UE (EUSBSR e EUSAIR) e la cooperazione attraverso progetti finanziati dall'UE. Sono stati utilizzati, in misura minore, anche altri canali di cooperazione, quali la cooperazione nel contesto della direttiva VAS, la convenzione di Espoo e la piattaforma PSM europea.

Esempi di cooperazione con i paesi terzi 

·La Spagna ha sviluppato un portale transfrontaliero con il Marocco e l'Algeria per aumentare la trasparenza e migliorare la governance sulla pianificazione dello spazio marittimo nella regione del Mare di Alborán.

·Il progetto Interreg PORTODIMARE 15 ha promosso la cooperazione multilivello e transfrontaliera affrontando i problemi comuni della gestione integrata delle zone costiere (GIZC) e dello spazio marittimo nella regione adriatico‑ionica. Il risultato principale è stato il geoportale di dati della regione adriatico- ionica, una piattaforma interoperabile open source sviluppata sulla base della cooperazione transnazionale tra Italia, Slovenia, Croazia, Grecia, Montenegro e Bosnia-Erzegovina.

·L'iniziativa WestMED riunisce 10 paesi della regione del Mediterraneo occidentale coinvolti nel dialogo 5+5: cinque Stati membri dell'UE (Francia, Italia, Portogallo, Spagna e Malta) e cinque paesi partner meridionali (Algeria, Libia, Mauritania, Marocco e Tunisia). La pianificazione dello spazio marittimo e la GIZC sono tra i settori di interesse comune. Grazie al progetto pilota per il Mediterraneo occidentale effettuato nell'ambito del progetto MSPglobal 16 è stato possibile potenziare la cooperazione, formulare raccomandazioni regionali in linea con l'iniziativa WestMED e rafforzare le capacità istituzionali in merito alla pianificazione dello spazio marittimo in Algeria, Francia, Italia, Malta, Marocco, Spagna e Tunisia. Alle attività di formazione potrebbero partecipare anche altri paesi del Mediterraneo occidentale membri dell'Unione per il Mediterraneo.

 

4.4.Difficoltà di attuazione

Nell'elaborare i loro piani di gestione dello spazio marittimo gli Stati membri hanno incontrato una serie di difficoltà. Per la maggior parte di essi si trattava infatti del primo esercizio di pianificazione dello spazio marittimo a livello strategico, multisettoriale, multiobiettivo e su larga scala, vale a dire un processo complesso ed evolutivo che richiedeva una cooperazione ed un coordinamento ampi ed intensi tra ministeri nazionali, organismi e regioni costiere e con portatori di interessi e paesi vicini.

Altre difficoltà riscontrabili a livello di processo hanno incluso la raccolta e la compilazione di dati (ad esempio, la mancanza di dati completi sulle aree marine, la dimensione intersettoriale dei dati o la difficoltà di raccogliere dati dalle autorità nazionali) e, in particolare, la coerenza dei piani nei paesi vicini (ad esempio, per le difficoltà poste dalla loro natura transfrontaliera). In molti Stati membri il carattere intersettoriale della pianificazione dello spazio marittimo e la mancanza di obiettivi chiari per vari settori marittimi hanno reso difficile la definizione delle priorità per le misure e i settori (ad esempio, la sicurezza nazionale rispetto ad altre attività economiche).

Le difficoltà transfrontaliere sono state più significative laddove non esisteva una cooperazione consolidata sull'assetto dello spazio marittimo nell'ambito del bacino o se le zone marittime non erano state chiaramente definite o delimitate tra Stati membri vicini o paesi terzi.

La pandemia di COVID‑19 e le conseguenti misure sanitarie hanno coinciso con la fase finale di attuazione di molti piani nazionali di gestione dello spazio marittimo. Tale situazione non solo ha rallentato il lavoro delle amministrazioni nazionali e la cooperazione tra Stati membri, ma ha anche inciso sulla partecipazione e sulla consultazione dei portatori di interessi.

A livello di contenuti, le maggiori difficoltà sono state incontrate nell'attuare l'approccio ecosistemico, definire le priorità di utilizzo dello spazio marittimo e garantire, in mare, spazio sufficiente a permettere lo svolgimento di varie attività economiche e conseguire diversi obiettivi strategici, proteggendo nel contempo l'ambiente o lasciando spazio utile per usi futuri.

5.Conclusioni

5.1.La pianificazione dello spazio marittimo come strumento di promozione del Green Deal europeo

Grazie al quadro sulla pianificazione dello spazio marittimo definito dalla direttiva PSM, per la prima volta tutti gli Stati membri costieri dell'UE hanno redatto contemporaneamente piani nazionali di gestione dello spazio marittimo e hanno garantito una cooperazione transfrontaliera.

L'attuazione della pianificazione dello spazio marittimo nell'UE non si concluderà dopo l'adozione della prima serie di piani. Al contrario, nei prossimi anni il ruolo della pianificazione dello spazio marittimo per lo sviluppo sostenibile dei mari subirà un cambiamento radicale, probabilmente accelerato dall'attuazione del Green Deal europeo e dalle normative e strategie ad esso correlate.

Grazie alla sua dimensione evolutiva e strategica, la pianificazione dello spazio marittimo, quale concepita dalla direttiva, può agire come potente strumento di promozione del Green Deal europeo. Il ruolo cruciale della pianificazione dello spazio marittimo in tal senso è stato sottolineato anche nella comunicazione della Commissione su un nuovo approccio per un'economia blu sostenibile nell'UE 17 . 

La strategia dell'UE sulle energie rinnovabili offshore 18 ha identificato esplicitamente la pianificazione dello spazio marittimo come strumento essenziale e consolidato per facilitare lo sviluppo delle energie rinnovabili offshore nell'UE in modo sostenibile. Vari Stati membri hanno anticipato tali cambiamenti nei loro piani definendo spazi destinati al futuro sviluppo di parchi eolici offshore e identificando il potenziale di multiuso dello spazio marittimo per sostenere diversi obiettivi, quali la produzione di cibo a basse emissioni di CO2 tramite l'acquacoltura e la pesca.

I paesi del Mare del Nord e del Baltico sono i più esperti in materia di pianificazione dello spazio marittimo e di cooperazione a livello di bacino marittimo. Gli Stati membri costieri hanno istituito una cooperazione in materia di energia nei mari del nord per consentire la cooperazione politica e tecnica anche sulla pianificazione dello spazio marittimo. Nell'Atlantico e nel Mediterraneo vari piani nazionali prevedono la ripartizione in zone ad uso di un'eventuale diffusione delle energie rinnovabili offshore, preparando la strada allo sviluppo di questi tipi di energia.

La cooperazione transfrontaliera e regionale svolgerà un ruolo centrale nel favorire l'allineamento dei piani di gestione dello spazio marittimo ai piani energetici e climatici nazionali, da rivedere entro il 2023, con obiettivi più ambiziosi per le energie rinnovabili offshore.

La pianificazione dello spazio marittimo dovrà inoltre tener conto dell'uso potenzialmente maggiore del trasporto marittimo, in particolare a corto raggio, come ipotizzato dalla strategia della Commissione per una mobilità sostenibile e intelligente 19 .

La pianificazione dello spazio marittimo è uno strumento essenziale per conseguire gli obiettivi di buono stato ecologico previsti dalla direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino per le acque dell'UE e contribuire a preservare la biodiversità 20 . Per sostenere gli Stati membri in questo senso, nel 2021 la Commissione ha pubblicato degli orientamenti per l'attuazione di un approccio ecosistemico nella pianificazione dello spazio marittimo 21 che prestano molta attenzione all'integrazione degli obiettivi della direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino in tale pianificazione. Sono ancora in corso discussioni sulla definizione di approcci ecosistemici nell'ambito di consessi internazionali sulla pianificazione dello spazio marittimo, ma è chiaro che il collegamento tra gli atti legislativi in questo settore è di cruciale importanza a livello dell'UE. I programmi del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura (FEAMPA) in regime di gestione concorrente offrono agli Stati membri anche l'opportunità di utilizzare la loro dotazione per sostenere l'attuazione della direttiva PSM, in particolare integrando gli obiettivi della direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino nella pianificazione dello spazio marittimo.

La pianificazione strategica, compreso l'assetto spaziale, è essenziale per aumentare la superficie delle zone marine protette dall'attuale 12 % al 30 % entro il 2030, di cui almeno un terzo da sottoporre a protezione rigorosa come ipotizzato nella strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030 22 . Tutti i piani di gestione dello spazio marittimo presentati alla Commissione sono stati oggetto di una valutazione ambientale in cui sono stati considerati l'impatto delle misure previste sulla protezione dell'ambiente e il modo in cui tali misure prevengono, riducono e compensano qualsiasi effetto avverso significativo sull'ambiente derivante dall'attuazione dei piani stessi. È tuttavia probabile che l'integrazione degli obiettivi della strategia sulla biodiversità appaia chiaramente solo durante il riesame dei piani nazionali, poiché gli orientamenti e il quadro di riferimento necessari sono stati forniti solo quando la valutazione ambientale della maggior parte dei piani era già stata completata.

La Commissione si propone di rafforzare ulteriormente le sinergie tra le politiche riguardanti la pesca e l'ambiente e il piano d'azione per la conservazione delle risorse alieutiche e la protezione degli ecosistemi marini che sarà adottato nel corso di quest'anno. Presenterà inoltre una relazione sul funzionamento della politica comune della pesca entro la fine del 2022.

5.2.Le prossime tappe

Quanto realizzato dagli Stati membri per recepire e attuare la direttiva PSM, associato al sostegno della Commissione a favore di progetti transfrontalieri e di un dialogo strategico, ha contribuito a sviluppare, nell'UE, una comunità ampia e molto varia responsabile della pianificazione dello spazio marittimo. Si tratta di una risorsa preziosa per i futuri sviluppi. La cooperazione, in particolare a livello di bacino marittimo, è destinata ad intensificarsi con la trasformazione dell'economia blu dell'UE. La Commissione amplierà il dialogo necessario tra i vari utilizzatori del mare creando, nel 2022, un forum per gli utenti del mare (Blue Forum) e fornendo costantemente un sostegno alla pianificazione dello spazio marittimo.

Gli Stati membri costieri dell'UE hanno compiuto progressi nel recepire e attuare la direttiva PSM. Grazie all'adozione della direttiva e alla sua attuazione, l'UE rappresenta il gruppo di paesi più all'avanguardia nella pianificazione dello spazio marittimo ed è un punto di riferimento internazionale nel settore.

Alcuni Stati membri stentano tuttavia a prendere il via. La Commissione ha avviato procedure d'infrazione nei confronti di cinque Stati membri per la mancata elaborazione e/o la mancata trasmissione dei piani di gestione dello spazio marittimo alla Commissione. Segue inoltre da vicino i progressi degli Stati membri impegnati nell'elaborazione di piani che non sono stati ancora formalmente adottati.

Gli Stati membri dovranno inoltre continuare a tener conto degli obiettivi ambiziosi del Green Deal europeo nei loro piani di gestione dello spazio marittimo e allinearli a tali obiettivi. Ciò vale anche per le iniziative connesse in settori quali la mitigazione e/o l'adattamento ai cambiamenti climatici, la biodiversità, l'inquinamento, l'alimentazione, la mobilità, la transizione energetica, oltre ad attività e interessi consolidati, quali l'acquacoltura, la pesca, i trasporti marittimi e la difesa.

La pianificazione dello spazio marittimo continuerà a favorire la convivenza in mare nel contesto di nuovi obiettivi e dello sviluppo di nuove pratiche. Avrà un ruolo crescente nell'anticipare i cambiamenti e i possibili conflitti in fase iniziale e nel garantire le sinergie. La missione "Far rivivere i nostri mari e le nostre acque" 23 nell'ambito di Orizzonte Europa e i relativi progetti "faro" aventi una dimensione a livello di bacino marittimo contribuiranno a raccogliere queste sfide.

I futuri piani di gestione dello spazio marittimo dovranno occuparsi degli effetti cumulativi delle pressioni antropogeniche applicando un approccio ecosistemico e conformandosi a tutta la legislazione ambientale pertinente 24 .

Gli Stati membri possono programmare un'azione di pianificazione dello spazio marittimo usando i fondi FEAMPA in regime di gestione concorrente per sostenere la futura elaborazione dei loro piani di gestione dello spazio marittimo. Possono inoltre chiedere un sostegno tramite lo Strumento di sostegno tecnico, che fornisce l'assistenza tecnica necessaria per la progettazione e l'attuazione di riforme negli Stati membri dell'UE.

La Commissione continuerà a promuovere la trasformazione digitale e paneuropea della pianificazione dello spazio marittimo, anche attraverso il FEAMPA in regime di gestione diretta. La piattaforma PSM europea collaborerà con gli Stati membri e con EMODnet per armonizzare ulteriormente i dati e disseminare i contenuti dei piani attraverso una piattaforma digitale comune o condivisa. La Commissione raccomanda agli Stati membri di basarsi su uno dei tre modelli di dati già pronti all'uso 25 , a seconda di quello più adatto al loro piano di gestione dello spazio marittimo e/o già attuato dalle autorità nazionali nell'ambito di una cooperazione regionale o di un progetto congiunto. Sebbene questi modelli di dati non forniscano il livello di dettaglio presente nei piani degli Stati membri, il loro utilizzo permetterà di analizzare i piani di gestione a livello di bacini marittimi e dell'UE.

La Commissione incoraggia infine gli Stati membri a proseguire l'ampio coinvolgimento dei portatori di interessi e ad attuare e monitorare in modo efficace i piani di gestione dello spazio marittimo. Essa continuerà a sostenere tali processi e ne informerà il Parlamento europeo e il Consiglio nella sua prossima relazione sullo stato di avanzamento prevista per il 2026.

(1)    La direttiva PSM non si applica agli Stati membri senza sbocco sul mare.
(2)

   La direttiva PSM non si applica alle "acque adiacenti ai paesi e ai territori indicati nell'allegato II del trattato e ai dipartimenti e alle collettività territoriali francesi d'oltremare" (cfr. articolo 3, punto 4, il quale rinvia all'articolo 3, punto 1, lettera a), della direttiva 2008/56/CE (direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino)).

(3)

   Per l'elenco delle autorità competenti cfr. https://maritime-spatial-planning.ec.europa.eu/sites/default/files/overview_of_msp_authorities_november_2020.pdf  

(4)

   In Germania anche gli organismi subnazionali hanno adottato piani subnazionali di gestione dello spazio marittimo ricorrendo a una procedura separata (Bassa Sassonia, Meclemburgo-Pomerania Occidentale e Schleswig-Holstein).

(5)

   Le risposte degli Stati membri sono in fase di valutazione. La Croazia ha trasmesso alla Commissione anche i suoi piani marittimi e territoriali, attualmente in fase di valutazione. La Romania ha chiesto e ottenuto una proroga del termine di risposta.

(6)

   Direttiva 2001/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 giugno 2001, concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente.

(7)

   Allegato 2 del regio decreto che istituisce la pianificazione dello spazio marittimo per il periodo 2020-2026 negli spazi marittimi belgi.

(8)

   Direttiva 2007/2/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 marzo 2007, che istituisce un'Infrastruttura per l'informazione territoriale nella Comunità europea (Inspire) (GU L 108 del 25.4.2007, pag. 1).

(9)

   Proposal for making harmonized MSP plan data available across Europe, settembre 2021, https://op.europa.eu/en/publication-detail/-/publication/f4d14782-19ba-11ec-b4fe-01aa75ed71a1 . 

(10)

    https://www.emodnet-humanactivities.eu/  

(11)

      https://maritime-spatial-planning.ec.europa.eu/msp-practice/msp-projects

(12)

    Iniziativa congiunta della Commissione europea e della commissione oceanografica intergovernativa dell'UNESCO, https://www.mspglobal2030.org/.

(13)

   Direttiva 2001/42/CE concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente (GU L 197 del 21.7.2001, pag. 30).

(14)

   Tramite EMODnet, ad esempio, l'Agenzia europea per la sicurezza marittima fornisce mappe di densità del traffico marittimo che possono essere d'aiuto per la pianificazione dello spazio marittimo.

(15)

    https://portodimare.adrioninterreg.eu/  

(16)

    Cofinanziato dal FEAMP in regime di gestione diretta,     
https://www.mspglobal2030.org/msp-global/pilot-project-west-mediterranean/ . 

(17)

    Comunicazione della Commissione su Un nuovo approccio per un'economia blu sostenibile nell'UE– Trasformare l'economia blu dell'UE per un futuro sostenibile (COM(2021) 240 final, del 17.5.2021).

(18)

    Comunicazione della Commissione Strategia dell'UE per sfruttare il potenziale delle energie rinnovabili offshore per un futuro climaticamente neutro (COM(2020) 741 final del 19.11.2020).

(19)

   Comunicazione della Commissione Strategia per una mobilità sostenibile e intelligente: mettere i trasporti europei sulla buona strada per il futuro (COM(2020) 789 final, del 9.12.2020).

(20)

   Nel 2021 la Commissione ha avviato la revisione della direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino , in cui la coerenza con le altre politiche riveste un aspetto centrale.

(21)

    Guidelines for implementing an ecosystem-based approach in maritime spatial planning, https://op.europa.eu/en/publication-detail/-/publication/a8ee2988-4693-11ec-89db-01aa75ed71a1 .

(22)     COM (2020) 380 final.
(23)

    https://ec.europa.eu/info/research-and-innovation/funding/funding-opportunities/funding-programmes-and-open-calls/horizon-europe/eu-missions-horizon-europe/healthy-oceans-seas-coastal-and-inland-waters_en

(24)

    Direttiva 2008/56/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria nel campo della politica per l'ambiente marino (direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino) ( GU L 164 del 25.6.2008, pag. 19 ); direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, concernente la conservazione degli uccelli selvatici ( GU L 20 del 26.1.2010, pag. 7 ); direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche ( GU L 206 del 22.7.1992, pag. 7 ); direttiva 2001/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 giugno 2001, concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente ( GU L 197 del 21.7.2001, pag. 30 ) e altre normative pertinenti.

(25)

   Cfr. riquadro nella sezione 4.3.7.

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