EUR-Lex Access to European Union law

Back to EUR-Lex homepage

This document is an excerpt from the EUR-Lex website

Document 52022DC0027

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI relativa alla definizione di una dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali

COM/2022/27 final

Bruxelles, 26.1.2022

COM(2022) 27 final

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

relativa alla definizione di una dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali

{SWD(2022) 14 final}


"Crediamo in una transizione digitale antropocentrica. Si tratta di chi vogliamo essere, in quanto europei. Per coglierne l'essenza formuleremo una serie di principi digitali. Tra questi, l'accesso a internet per tutti; uno spazio online sicuro; il diritto di acquisire competenze digitali; algoritmi rispettosi delle persone; la protezione dei minori online. Questi principi essenziali integreranno i diritti già previsti dal quadro giuridico dell'UE a tutela degli europei online, tra cui la protezione dei dati personali o la libertà di espressione."

Presidente Ursula von der Leyen, Guidare il decennio digitale,

Sines, 1º giugno 2021

1.Introduzione

Mettere le persone al centro della transizione digitale è una priorità fondamentale per la Commissione europea. La trasformazione digitale dovrebbe essere plasmata secondo i nostri valori e le nostre norme europee.

Oggi la Commissione propone di stabilire una serie di principi per una trasformazione digitale antropocentrica. Con la presente dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali (di seguito "la dichiarazione") si annuncerebbero una serie di intenzioni politiche comuni ai cittadini, alle imprese, alle pubbliche amministrazioni e ai responsabili politici. I principi digitali illustrati nella dichiarazione vanno intesi come concetti essenziali, basati su valori comuni europei, e fungeranno da guida per un ambiente digitale antropocentrico, sicuro, inclusivo e aperto, che non escluda nessuno. L'obiettivo è garantire che i valori dell'Unione e i diritti e le libertà delle persone tutelati dal diritto dell'Unione siano rispettati e rafforzati online così come offline.

La dichiarazione assumerà la forma di una dichiarazione solenne congiunta a firma del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione. La presente comunicazione accompagna il progetto di dichiarazione congiunta proposto.

La dichiarazione risponde agli inviti del Parlamento europeo a garantire, nell'approccio dell'UE alla trasformazione digitale, il pieno rispetto dei diritti fondamentali (comprese le norme relative alla protezione dei dati e alla parità di trattamento) e di principi quali la neutralità tecnologica e della rete e l'inclusività 1 , oltre che a migliorare le abilità e le competenze digitali e a promuovere un ecosistema di istruzione digitale altamente efficiente 2 . Tiene inoltre conto dell'invito del Parlamento europeo a proteggere i diritti degli utenti nell'ambiente digitale 3 , a garantire la libertà dei media e a contrastare la disinformazione 4 . 

Nella "dichiarazione di Berlino sulla società digitale e su un governo digitale fondato sui valori" (2020) il Consiglio ha affermato che tutti dovrebbero riuscire a cogliere le opportunità offerte dalla trasformazione digitale. Con la "dichiarazione di Lisbona - Democrazia digitale con uno scopo", presentata all'Assemblea sul digitale del giugno 2021, il Consiglio ha rinnovato il suo invito ad adottare un modello di trasformazione digitale che rafforzi la dimensione umana dell'ecosistema digitale e sia imperniato sul mercato unico digitale. Il Consiglio auspica inoltre una transizione digitale che si colleghi alla transizione verde nell'ottica di un futuro climaticamente neutro e sostenibile.

Da quando ha annunciato l'iniziativa nella Comunicazione sulla bussola per il digitale nel marzo dello scorso anno 5 , la Commissione ha avviato un dialogo attivo con i cittadini e le parti interessate per conoscerne i pareri. Tali attività di consultazione hanno contribuito all'elaborazione della proposta di dichiarazione.

La presente comunicazione traccia inoltre le direttrici per il monitoraggio delle misure e delle azioni intraprese per dare attuazione pratica alla dichiarazione. La dichiarazione integra la proposta adottata nel settembre 2021 sul "Percorso per il decennio digitale", cui è strettamente collegata, e delinea obiettivi digitali più generali e le modalità per conseguirli. Come indicato nella proposta sul "Percorso per il decennio digitale", con cadenza annuale saranno presentati i risultati del monitoraggio efficace dei principi sanciti nella dichiarazione, nonché di un'indagine Eurobarometro annuale sulla percezione dei cittadini europei rispetto alle azioni e alle misure adottate. Tale prassi garantirà la trasparenza, permetterà di monitorare le tendenze e i risultati in tutti gli Stati membri e indirizzerà gli orientamenti strategici delle eventuali normative future nei settori interessati dai principi sanciti nella dichiarazione.

2.La logica alla base della dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali

Le tecnologie digitali stanno trasformando ogni aspetto della nostra vita, il che offre opportunità senza precedenti. Il ricorso ai mezzi digitali per il lavoro, l'istruzione, la vita sociale, l'intrattenimento, gli acquisti, l'accesso alla pubblica amministrazione, all'assistenza sanitaria o alla cultura è sempre più frequente. La pandemia di COVID-19 ha radicalmente cambiato il ruolo e la percezione del digitale nelle nostre società ed economie, accelerando il ritmo della digitalizzazione.

I progressi tecnologici emergenti in settori quali l'intelligenza artificiale, l'analisi dei dati, la robotica, l'Internet delle cose e la loro integrazione in modelli imprenditoriali e servizi e prodotti quotidiani hanno contribuito a trasformare l'organizzazione dell'economia e della società. L'accelerazione della trasformazione digitale ha dato vita a innovazioni importanti, offrendo nuovi strumenti per affrontare le sfide sociali globali e migliorare l'efficienza dei servizi pubblici e privati. Al tempo stesso ha facilitato l'accesso all'istruzione e alla formazione nonché al patrimonio informativo e ha aperto nuovi spazi di dibattito pubblico. La diffusa adozione delle tecnologie digitali ha rafforzato la nostra libertà, collegando anche le località più isolate, creando nuove opportunità per i cittadini, i lavoratori e i consumatori; per la creazione di imprese e la loro crescita; per la prosperità delle comunità; per l'inclusione dei gruppi svantaggiati; e per l'avanzamento della società in generale.

Sebbene abbia accelerato questa trasformazione, la pandemia di COVID-19 ha anche aumentato il divario digitale in tutta l'Unione europea, non solo tra le zone urbane ben collegate e i territori rurali e isolati, ma anche tra coloro che possono trarre pieno vantaggio da un ambiente digitale arricchito, accessibile, interoperabile e sicuro e coloro che non possono farlo. L'accesso limitato alla connettività e ai servizi su internet e la mancanza di opportunità di acquisire competenze digitali e di comprendere le tecnologie digitali sono rischi più che mai importanti per la coesione della società odierna. La pandemia di COVID-19 ha dimostrato quanto sia essenziale che tutti siano pronti per la società digitale, comprese istituzioni quali le amministrazioni, gli istituti di ricerca, gli istituti di istruzione e formazione e le strutture sanitarie, con l'obiettivo specifico di garantire l'inclusività e il sostegno delle persone vulnerabili, degli anziani, dei minori e delle persone con disabilità, in modo che possano trarre pieno vantaggio dalla trasformazione digitale.

Inoltre la crescente disponibilità di nuove tecnologie e dati digitali comporta anche rischi indesiderati che possono avere conseguenze di vasta portata per i cittadini, per i nostri valori democratici, per la nostra sicurezza o per le fondamenta delle nostre società. Tali rischi sono aumentati in modo significativo, anche per quanto riguarda le violazioni della vita privata e dei dati personali, la diffusione di contenuti illeciti e nocivi e di prodotti non sicuri, nonché la disinformazione, la criminalità informatica e gli attacchi informatici, lo sfruttamento e l'abuso di esseri umani (compresi i minori), la sorveglianza di massa, le distorsioni algoritmiche che ostacolano l'accesso equo e non discriminatorio alle informazioni e al dibattito democratico e persino la censura vera e propria. Tali problemi colpiscono l'essenza dei diritti fondamentali e intaccano i progressi faticosamente conquistati in questo settore, sia nell'Unione europea, sia a livello internazionale.

Quando interagiscono con l'ambiente digitale le persone e le imprese non godono di minori diritti, né sono meno protette, rispetto a quando operano offline. La trasformazione digitale non giustifica eccezioni ai diritti e alle libertà di cui godono i cittadini dell'Unione in virtù del diritto dell'UE. Dovrebbe anzi puntare al rafforzamento di tali diritti e libertà. L'Unione si impegna a mettere tutti gli europei nelle condizioni di fruire appieno delle opportunità offerte dalla trasformazione digitale, indipendentemente dall'età, dal genere, dalle capacità, dalle condizioni o dall'ubicazione geografica, e negli ultimi anni ha preso provvedimenti correttivi e preventivi adottando le normative e le misure politiche necessarie in tutti questi settori. Tuttavia, quanto più le soluzioni tecnologiche che incidono sulle nostre vite diventano interconnesse, pervasive e complesse, tanto più urgente è l'esigenza di intensificare gli sforzi per conseguire un accesso aperto, equo e paritario agli strumenti, ai servizi, alle infrastrutture e alle competenze digitali, con l'obiettivo ultimo di rafforzare le nostre democrazie. 

Come illustrato nella bussola per il digitale 2030, la visione dell'UE è quella di una trasformazione digitale dell'Europa entro il 2030, in linea con i valori europei. In tale visione, imprese innovative e cittadini autonomi e responsabili coesistono in una società digitale antropocentrica, inclusiva, fiorente e sostenibile. Il "Percorso per il decennio digitale", adottato di recente, mira a rafforzare ulteriormente la nostra leadership digitale e a conferire maggiore autonomia e responsabilità ai cittadini e alle imprese, facendo così della trasformazione digitale il motore della crescita economica sostenibile e del benessere sociale in Europa. Tale obiettivo sarà conseguito, nello specifico, garantendo a tutti i cittadini l'accesso alla banda larga ad alte prestazioni, anche nelle aree rurali e isolate, sviluppando le capacità e le competenze digitali che consentano alla forza lavoro di partecipare pienamente all'economia digitale, digitalizzando le imprese e i servizi pubblici e rendendo questi ultimi più efficienti e facili da utilizzare a vantaggio di tutti nella nostra società. Un ciberspazio sicuro rafforza inoltre la fiducia delle persone nei confronti degli strumenti e dei servizi digitali. Consente di preservare la libertà di espressione e di informazione, compresa la libertà e il pluralismo dei media. Infine, in linea con la duplice transizione verde e digitale, la trasformazione digitale punterà anche a sfruttare il potere della tecnologia per intraprendere azioni per il clima, proteggere la biodiversità e ripristinare la natura, conformemente al Green Deal europeo, agli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e all'accordo di Parigi.

È in quest'ottica che, accogliendo le richieste del Parlamento europeo e del Consiglio, la Commissione europea propone di definire una serie di principi che fungeranno da guida per una trasformazione digitale sostenibile, antropocentrica e basata sui valori.

In tale contesto la dichiarazione propone principi digitali al servizio di tutti gli europei, con particolare riguardo ai seguenti elementi: una trasformazione digitale che mette al centro le persone; solidarietà e inclusione; libertà di scelta; partecipazione allo spazio pubblico digitale; sicurezza, protezione e conferimento di maggiore autonomia e responsabilità; e sostenibilità.

La dichiarazione dovrebbe fungere anche da riferimento per i soggetti pubblici e privati nello sviluppo e nella diffusione di nuove tecnologie. Dovrebbe inoltre guidare i responsabili politici in uno sforzo congiunto volto a definire il percorso europeo verso un mondo digitale sostenibile, antropocentrico e inclusivo e ad ancorare saldamente gli interventi politici dell'UE a questo obiettivo. La dichiarazione ha il potenziale per diventare un punto di riferimento globale per molte questioni sociali ed etiche che emergono dalla trasformazione digitale. Gli stessi principi saranno al centro delle azioni che l'UE intraprenderà nei confronti dei suoi partner e in seno alle organizzazioni internazionali.

La proposta di dichiarazione si basa su precedenti iniziative degli Stati membri e del Parlamento europeo, cui si sono aggiunti numerosi contributi raccolti nel corso della consultazione pubblica. In seguito alla consultazione alcuni principi sono stati migliorati rispetto all'insieme di principi presentati inizialmente nella consultazione pubblica.

Consultazione pubblica relativa a un insieme di principi digitali europei

Tra il 12 maggio e il 6 settembre 2021 la Commissione ha condotto una consultazione pubblica per raccogliere pareri sulla formulazione dei principi digitali europei volti a promuovere e difendere i valori dell'UE nello spazio digitale.

La consultazione pubblica è stata promossa nel corso dell'evento "Guidare il decennio digitale", tenutosi il 1º e il 2 giugno, sulla piattaforma digitale della Conferenza sul futuro dell'Europa e sui relativi account sui social media. L'obiettivo principale della consultazione era raccogliere i pareri di tutte le parti interessate, compresi gli Stati membri, le autorità regionali e locali, le organizzazioni non governative e della società civile, le associazioni di imprese e le imprese, le altre parti interessate e, naturalmente, i cittadini.

La consultazione che ne è seguita è stata ampia e arricchita da seminari partecipativi e interviste mirate, nonché da un'indagine Eurobarometro volta a raccogliere opinioni in tutti gli Stati membri e presso diverse fasce di età, con particolare attenzione ai bambini, ai giovani e a persone appartenenti a diversi contesti sociali.

Nel complesso, dalle consultazioni è emerso un ampio sostegno a favore di una dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali nonché della prima serie di principi delineati nella consultazione pubblica aperta, ma è stata anche rilevata l'importanza di alcuni di essi rispetto ad altri e alcuni partecipanti hanno sottolineato la necessità di aggiungere altri principi. Le risposte alle diverse attività di consultazione hanno guidato l'elaborazione della dichiarazione presentata oggi.

Una sintesi più dettagliata della consultazione è presentata nel documento di lavoro pubblicato insieme alla presente comunicazione.

3.La natura politica della dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali

L'insieme dei principi digitali mirati a plasmare la società digitale europea è proposto sotto forma di una dichiarazione solenne congiunta del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione. Il progetto di dichiarazione, che figura in allegato, è inteso come una proposta da discutere con il Parlamento europeo e il Consiglio e destinata a essere sottoscritta da tutte e tre le istituzioni.

La dichiarazione si basa segnatamente sul diritto primario dell'UE, in particolare sul trattato sull'Unione europea (TEU), sul trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), sulla Carta dei diritti fondamentali e sulla giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea, nonché sul diritto derivato dell'UE.

I principi non pregiudicano i diritti già previsti dal quadro giuridico dell'UE a tutela delle persone online nell'Unione europea, e per i quali devono esistere rimedi giurisdizionali efficaci in tutta l'Unione. Non pregiudicano neanche i limiti legittimi posti all'esercizio di tali diritti legali al fine di conciliarli con l'esercizio di altri diritti, né le restrizioni necessarie e proporzionate nell'interesse pubblico. Se attuati attraverso iniziative politiche, tali principi saranno applicati insieme ai diritti e principi vigenti e per l'interesse pubblico generale.

4.Seguito dato a livello di UE e globale

Sostegno alla dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali

La Commissione propone che la dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali sia firmata solennemente e congiuntamente dalle tre istituzioni dell'UE interessate. Insieme al Parlamento europeo e al Consiglio, la Commissione agevolerà la discussione sulla base del progetto di dichiarazione presentato oggi.

Normative e azioni attuali e future dell'UE

Data la natura politica della dichiarazione, non tutti i principi corrispondono a diritti direttamente applicabili: alcuni sono già sanciti dalla legislazione, altri possono richiedere ulteriori azioni, al livello appropriato. La dichiarazione deve essere letta in combinato disposto con gli atti e gli strumenti giuridici dell'UE, che lascia impregiudicati.

Infatti la Commissione ha già presentato una serie di proposte normative e iniziative politiche nei settori di applicazione dei principi digitali, come indicato nel progetto di dichiarazione. Insieme al Parlamento europeo e al Consiglio, la Commissione intende continuare a portare avanti, ove necessario, azioni e iniziative volte a mettere in pratica i principi digitali che sottendono la trasformazione digitale 6 .

Monitoraggio e riesame

I principi sanciti dalla dichiarazione interessano i cittadini, le autorità pubbliche, le parti sociali e la società civile a tutti i livelli. Rivestono importanza anche per le imprese, sia nel ruolo di utenti dei servizi digitali che di soggetti attivi cui spettano determinate responsabilità nello spazio digitale.

La Commissione promuoverà attività di comunicazione e di dialogo con gli Stati membri e tutti i soggetti interessati per sensibilizzare e garantire un impegno condiviso rispetto ai principi sanciti dalla dichiarazione.

Per il successo di tale iniziativa è importante monitorare efficacemente le modalità di attuazione pratica dei principi digitali. La proposta di decisione della Commissione relativa al "Percorso per il decennio digitale" prevede che gli Stati membri condividano tempestivamente con la Commissione le informazioni necessarie per un monitoraggio efficace dei progressi compiuti nel seguito dato ai principi sanciti nella dichiarazione. Inoltre la proposta della Commissione prevede che si valuti, in una relazione annuale sullo "stato del decennio digitale", lo stato delle misure che danno seguito ai principi sanciti nella dichiarazione. La Commissione condividerà poi la propria valutazione strategica della trasformazione digitale dell'UE con il Consiglio e il Parlamento, indicherà agli Stati membri azioni o misure raccomandate e/o discuterà degli impegni assunti congiuntamente dalla Commissione e dagli Stati membri.

La Commissione rafforzerà inoltre la cooperazione con gli Stati membri e tutti i soggetti interessati su tutte le norme pertinenti dell'UE, comprese quelle stabilite nella legislazione di cui sopra, concentrandosi sul recepimento (a seconda dei casi) e sull'attuazione delle stesse, nonché sulla condivisione delle migliori pratiche. Un dialogo più stretto e regolare con gli Stati membri può facilitare l'adozione tempestiva e, se del caso, il recepimento degli strumenti giuridici dell'UE e migliorarne la qualità dell'attuazione, evitando in tal modo di dover ricorrere successivamente a procedure di infrazione.

La Commissione effettuerà inoltre un'indagine Eurobarometro per monitorare ogni anno le misure intraprese negli Stati membri per dare seguito ai principi. L'indagine raccoglierà dati qualitativi basati sulla percezione dei cittadini circa le modalità di attuazione dei principi digitali nei vari Stati membri.

La Commissione valuterà la necessità di riesaminare i principi nel tempo, alla luce dell'evoluzione tecnologica e, se necessario, presenterà una proposta in tal senso al Parlamento europeo e al Consiglio.

Promozione della dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali nel mondo

L'UE è sempre stata in prima linea nella promozione dei diritti fondamentali sulla scena mondiale, anche in seno alle Nazioni Unite. L'UE può continuare a rivestire questo ruolo di leader mondiale responsabile di un modello di approccio antropocentrico e basato sui valori nell'era digitale. La dichiarazione sarà uno strumento di orientamento anche per l'azione diplomatica dell'UE e influirà sui nostri partenariati e sulle discussioni con i nostri partner internazionali.

5.Conclusioni e prospettive

Con la presente dichiarazione sui diritti e i principi digitali, la Commissione propone sia un quadro di riferimento per le persone sia una guida per le imprese e i responsabili politici, con l'obiettivo di porre le persone al centro della trasformazione digitale.

Gli Stati membri, comprese le rispettive autorità pubbliche, tutte le parti interessate, la società civile a tutti i livelli e le istituzioni dell'UE condividono la responsabilità comune di adoperarsi per una trasformazione digitale antropocentrica.

La Commissione continuerà a collaborare strettamente con il Parlamento europeo e il Consiglio per agevolare la firma della presente dichiarazione quanto prima nel 2022.

(1)

   (2020/2216(INI).

(2)

   2020/2135(INI).

(3)

     2020/2018(INL); 2020/2019(INL); 2020/2022(INI); 2020/2012(INL); 2020/2014(INL); 2020/2015(INI);    2020/2017(INI), 2020/2216(INI), 2019/2181(INL) .

(4)

   2020/2009(INI).

(5)

   "Bussola per il digitale 2030: il modello europeo per il decennio digitale" (COM(2021)118 final del 9.3.2021).

(6)

   A tale riguardo, qualsiasi azione che richieda un contributo finanziario a titolo del bilancio dell'UE sarà finanziata dalle dotazioni concordate per il periodo 2021-2027 dei programmi di spesa interessati e nei limiti del numero di effettivi concordato.

Top