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Document 52021PC0708

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI I nostri rifiuti sono una nostra responsabilità: le spedizioni di rifiuti in un'economia pulita e più circolare

COM/2021/708 final

Bruxelles, 17.11.2021

COM(2021) 708 final

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

I nostri rifiuti sono una nostra responsabilità:
le spedizioni di rifiuti in un'economia pulita e più circolare




1.INTRODUZIONE

Un mercato solido e integrato per le materie prime secondarie è un caposaldo di un'economia circolare ben funzionante. Per trattare i rifiuti come una risorsa, occorre agevolarne la circolazione in modo che possano fornire preziosi flussi di materiali a sostegno di una produzione, una rigenerazione e un riutilizzo più sostenibili e resilienti. Ciò contribuirà al conseguimento degli obiettivi climatici dell'UE, stabiliti nella legge sul clima 1 e nel pacchetto di proposte legislative dell'UE "Pronti per il 55 %", di ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 55 % entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.

Attualmente solo il 12 % delle materie prime utilizzate nell'industria dell'UE proviene dal riciclaggio. Anche se le spedizioni di rifiuti destinati al recupero nell'UE sono aumentate costantemente nell'ultimo decennio, ancora troppi materiali di scarto continuano a non essere preparati per il riutilizzo o il riciclaggio in nuovi prodotti nell'UE, il che rappresenta una notevole perdita nella transizione verso un'economia circolare. Ogni anno l'UE esporta circa 33 milioni di tonnellate di rifiuti. Tale cifra rappresenta circa il 16 % del commercio mondiale di rifiuti e fa dell'Unione uno dei maggiori esportatori a livello mondiale. L'UE importa inoltre 16 milioni di tonnellate di rifiuti, mentre altri 70 milioni sono oggetto di scambi all'interno del suo territorio. L'UE dipende fortemente dalle esportazioni per una serie di flussi di rifiuti, in particolare i rottami ferrosi e non ferrosi, carta, plastica, tessili e vetro.

Dal 2004 a oggi le esportazioni di rifiuti dell'UE sono aumentate del 75 %, e quasi la metà è destinata a paesi non appartenenti all'OCSE. Ciò ha generato un incremento dell'inquinamento dovuto al trattamento scorretto di alcuni di questi rifiuti in molti paesi di destinazione: grandi volumi di rifiuti esportati dall'UE finiscono in discariche a cielo aperto o vengono bruciati all'esterno, contaminando l'aria e l'acqua, danneggiando la salute pubblica ed emettendo notevoli quantità di gas a effetto serra. Si tratta di un aspetto particolarmente problematico nei paesi in via di sviluppo e in quelli emergenti, che devono già far fronte a sfide importanti legate al trattamento dei rifiuti nazionali e che in futuro registreranno probabilmente una crescita senza precedenti della produzione di rifiuti. Anche la dispersione negli oceani dei rifiuti di plastica esportati all'estero è diventata una delle principali fonti di inquinamento marino. Sempre più paesi hanno introdotto restrizioni o divieti sulle importazioni di rifiuti, in particolare la Cina, che era il principale importatore di rifiuti di plastica e carta dall'UE, seguita da altri grandi importatori nel Sud-Est asiatico.

Inoltre il traffico di rifiuti è una delle forme più gravi di reato ambientale e un settore in cui operano le reti della criminalità organizzata, sia per le spedizioni di rifiuti all'interno dell'UE che al di fuori dell'UE. Le campagne coordinate per l'applicazione della normativa indicano che le spedizioni di rifiuti illegali potrebbero essere tra il 15 % e il 30 % del totale, con 9,5 miliardi di EUR di entrate annue provenienti dal mercato illecito dei rifiuti nell'UE. Oltre ai danni ambientali, il traffico di rifiuti costituisce anche una minaccia per la sicurezza, in particolare quando i gruppi criminali coinvolti sono presenti in diversi paesi. È pertanto di fondamentale importanza che l'UE e gli Stati membri pongano la lotta contro il traffico di rifiuti tra le massime priorità delle agenzie di contrasto, migliorino la cooperazione tra tutte le autorità competenti e garantiscano che le sanzioni contro le attività criminali nel settore dei rifiuti siano realmente dissuasive.

Questi sviluppi hanno messo in luce la fragilità di un modello di business in cui l'esportazione di rifiuti è diventata un modo comune per gestire alcuni flussi di rifiuti prodotti nell'UE. È essenziale che l'Unione si assuma maggiormente la responsabilità dei propri rifiuti e garantisca il mantenimento di un elevato livello di protezione ambientale e il rispetto del principio "chi inquina paga".

La modernizzazione della politica e della legislazione dell'UE in materia di spedizioni di rifiuti e il passaggio a soluzioni digitali favoriranno un aumento delle spedizioni di rifiuti da destinare alla preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio nell'UE e incentiveranno una riduzione dei rifiuti prodotti. Ciò consentirà di migliorare la sicurezza dell'approvvigionamento degli ecosistemi industriali dell'UE 2 , riducendone la dipendenza dall'uso di materie prime primarie, comprese quelle essenziali, incoraggerà la loro piena integrazione nei modelli circolari e ridurrà la loro impronta di carbonio. Un buon esempio è offerto dal settore siderurgico, indicato nella nuova strategia industriale della Commissione per l'Europa 3 come prioritario tra le industrie ad alta intensità energetica per la transizione verso un'economia europea circolare e climaticamente neutra 4 . Un maggiore ricorso ai rottami è fondamentale per la sua decarbonizzazione, in quanto utilizzando una tonnellata di rottami di acciaio si risparmia circa una tonnellata e mezza di emissioni di gas a effetto serra rispetto all'uso del minerale di ferro. Allo stesso modo, il loro utilizzo per la produzione di alluminio o rame comporta una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, dell'inquinamento e del consumo energetico.

Il Green Deal europeo 5 , il nuovo piano d'azione per l'economia circolare 6 e il piano d'azione per l'inquinamento zero 7 hanno invitato la Commissione europea a proporre un nuovo approccio alle spedizioni di rifiuti dell'UE. I cittadini chiedono inoltre esplicitamente all'UE di contrastare il problema dei rifiuti e di promuovere il riciclaggio, una richiesta che è emersa chiaramente nella Conferenza sul futuro dell'Europa. La presente comunicazione, che accompagna la proposta della Commissione relativa a nuove norme sulle spedizioni di rifiuti 8 , definisce le azioni prioritarie dell'UE volte a garantire che:

·siano agevolate le spedizioni di rifiuti destinati alla preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio nell'UE;

·l'UE non esporti le sue problematiche connesse ai rifiuti in paesi terzi; e

·siano affrontate in modo più efficace le spedizioni illegali di rifiuti.

2.NUOVE NORME DELL'UE SULLE SPEDIZIONI DI RIFIUTI: VERSO CIRCOLI VIRTUOSI ALL'INTERNO E ALL'ESTERNO DELL'UE

2.1. Sfruttare le potenzialità del mercato interno dell'UE

L'Unione dispone di una legislazione organica e di un programma ambizioso per ridurre la produzione di rifiuti e trasformarli in risorse. Il principio guida per la revisione delle norme dell'UE in materia di spedizioni di rifiuti proposta dalla Commissione è costruire un'economia circolare forte e resiliente, riducendo gli ostacoli e gli oneri non necessari che attualmente limitano una circolazione agevole dei prodotti riutilizzabili e delle materie prime secondarie nell'Unione. La Commissione propone di agevolare le spedizioni di rifiuti nel mercato interno dell'UE attraverso:

·un maggiore allineamento delle norme sulle spedizioni di rifiuti alla gerarchia dei rifiuti. La Commissione propone di stabilire norme molto più rigorose per le spedizioni di rifiuti destinati al conferimento in discarica o all'incenerimento in un altro Stato membro e di rafforzare i legami tra le norme sulle spedizioni di rifiuti e i piani di gestione dei rifiuti istituiti dagli Stati membri per conseguire i loro obiettivi di prevenzione e gestione dei rifiuti ai sensi del diritto dell'UE. Ciò dovrebbe incentivare le spedizioni di rifiuti destinati alla preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio e sostenere la crescita, l'occupazione e l'innovazione in questi settori;

·il passaggio a soluzioni digitali per il rilascio e lo scambio delle informazioni e dei documenti necessari per le spedizioni di rifiuti tra gli Stati membri dell'UE. Tutti i soggetti coinvolti nella spedizione di rifiuti, sia pubblici che privati, potranno presentare e consultare le informazioni attraverso strumenti online. In questo modo sarà possibile accelerare lo scambio di documenti e sostituire le attuali procedure cartacee, perlopiù obsolete, migliorando il monitoraggio e il controllo dei flussi transfrontalieri di rifiuti;

·il miglioramento della procedura accelerata per le spedizioni di rifiuti. Saranno stabilite condizioni armonizzate per agevolare le spedizioni verso impianti di recupero, che sono soggette al consenso preliminare delle autorità competenti, e per garantire che siano reciprocamente riconosciute da tutti gli Stati membri. Ciò consentirà di accelerare le spedizioni verso impianti di recupero dei rifiuti che operano secondo standard di elevata qualità;

·una classificazione più armonizzata dei rifiuti spediti all'interno dell'UE. La Commissione propone che i criteri utilizzati per classificare alcuni flussi di rifiuti, come le soglie di contaminazione, siano concordati a livello di UE. In questo modo sarà possibile affrontare l'attuale frammentazione del mercato interno dell'UE, in cui gli Stati membri hanno opinioni divergenti sull'opportunità di assoggettare determinati flussi di rifiuti al regime di notifica dell'UE e applicano pertanto norme diverse per la spedizione.

Tali misure aiuteranno a migliorare la circolarità dei prodotti e dei materiali e forniranno incentivi per gli investimenti, nonché per lo sviluppo e la diffusione di nuove tecnologie lungo le catene del valore. Incoraggeranno il settore dei rifiuti ad accelerare la modernizzazione, ad ampliare la propria capacità di gestire ulteriori rifiuti, in particolare la plastica e i rifiuti tessili, e a impegnarsi in un riciclaggio di alta qualità, mentre l'industria manifatturiera beneficerà di una maggiore disponibilità di materiali riciclati per la produzione.

Il livello senza precedenti di sostegno finanziario pubblico agli investimenti posto in essere dall'UE per aiutare le imprese e le industrie a riprendersi dalla crisi legata alla pandemia di COVID-19 offre notevoli opportunità a tutti gli operatori del settore dei rifiuti, soprattutto alle PMI, e alle industrie di trasformazione dei rifiuti per accelerare la transizione verso l'economia circolare.

2.2. Porre fine alle problematiche legate all'esportazione di rifiuti al di fuori dell'UE

L'attuale legislazione dell'UE, oltre a vietare l'esportazione di rifiuti pericolosi verso paesi non appartenenti all'OCSE, stabilisce che i rifiuti possono essere esportati al di fuori dell'UE solo se sono gestiti in modo sostenibile nei paesi di destinazione, in condizioni grosso modo equivalenti a quelle dell'UE. La mancanza di disposizioni e meccanismi chiari per l'attuazione di questo principio fondamentale ne ha determinato una scarsa applicazione. In pratica, da quando l'attuale regolamento sulle spedizioni di rifiuti è stato adottato nel 2006, le esportazioni di rifiuti al di fuori dell'UE sono notevolmente aumentate, con controlli limitati o assenti sul loro trattamento sostenibile nei paesi di destinazione. Ciò vale in particolare per i rifiuti non pericolosi (rifiuti inclusi nell'elenco verde), le cui esportazioni non sono soggette ad alcuna autorizzazione preventiva da parte delle autorità competenti.

La Commissione propone di introdurre un regime rigoroso che disciplini l'esportazione di rifiuti al di fuori dell'UE, sulla base delle misure seguenti:

·limitare l'esportazione di tutti i rifiuti verso paesi non appartenenti all'OCSE. Le esportazioni dell'UE di rifiuti inclusi nell'elenco verde dovrebbero essere autorizzate solo per i paesi non appartenenti all'OCSE che notificano esplicitamente all'UE la loro volontà di riceverli e dimostrano la loro capacità di trattarli in modo ecosostenibile. Questi paesi terzi saranno inseriti in un elenco di paesi verso i quali sarà autorizzata l'esportazione dei rifiuti inclusi nell'elenco verde: l'elenco sarà stilato dalla Commissione e l'esportazione sarà ammessa solo per i paesi e i rifiuti che vi figurano;

·intensificare il monitoraggio dei rifiuti dell'UE esportati verso i paesi OCSE.paesi che aderiscono all'OCSE sono sottoposti a un processo di verifica dei loro sistemi di gestione dei rifiuti. I paesi OCSE dispongono generalmente di leggi e pratiche volte a garantire una gestione sostenibile dei rifiuti e le spedizioni di rifiuti tra essi sono soggette a un regime giuridico internazionale specifico 9 . Pertanto le misure volte a garantire che le esportazioni di rifiuti dell'UE non causino danni ambientali in paesi terzi che sono membri dell'OCESE dovrebbero essere proporzionate e non possono prevedere restrizioni generali come per i paesi non appartenenti all'OCSE. La Commissione propone di monitorare tali e se dovesse sussistere il dubbio che rischiano di causare danni ambientali nel paese di destinazione, la Commissione avvierà un dialogo con tale paese e, in definitiva, sospendere le esportazioni di rifiuti se questi non sono gestiti in modo ecosostenibile;

·fare obbligo alle imprese esportatrici dell'UE di dimostrare la sostenibilità delle loro esportazioni. È inoltre essenziale che le imprese esportatrici si assumano la responsabilità delle loro esportazioni. La Commissione propone che tutte le imprese che esportano rifiuti al di fuori dell'UE effettuino audit indipendenti presso gli impianti di destinazione, al fine di garantire che il loro funzionamento sia in linea con criteri che dimostrano una gestione ecologicamente corretta dei rifiuti. Se dagli audit dovesse risultare che ciò non avviene, le imprese dovrebbero cessare le esportazioni di rifiuti verso l'impianto in questione;

·stabilire criteri chiari per evitare che i rifiuti siano esportati falsamente come "beni usati". Ciò consentirebbe alla Commissione, in collaborazione con i portatori di interessi pertinenti e gli Stati membri, di adottare criteri per rifiuti problematici specifici al fine di distinguere tra beni usati e rifiuti e garantirà che articoli quali veicoli fuori uso, rifiuti di pile o rifiuti tessili, spesso etichettati come prodotti usati, non siano esportati al di fuori dell'OCSE, dove è probabile che causino notevoli danni all'ambiente e alla salute.

2.3. Affrontare in modo più efficace le spedizioni illegali di rifiuti

La Commissione propone di includere le disposizioni seguenti nelle norme dell'UE per affrontare le spedizioni illegali di rifiuti:

·istituire un "gruppo responsabile dell'applicazione delle norme sulle spedizioni di rifiuti" dell'UE per rafforzare la cooperazione e il coordinamento nella lotta contro le spedizioni illegali di rifiuti, di cui faranno parte le autorità ambientali, doganali, di polizia e altre autorità nazionali di ispezione competenti, nonché le reti dei servizi di contrasto europee e internazionali 10 . Il gruppo si concentrerà sulle spedizioni illegali di rifiuti all'interno e all'esterno dell'UE e fungerà da forum per condividere le migliori pratiche e l'intelligence, individuare le priorità dell'UE per l'applicazione delle norme sulle spedizioni di rifiuti e agevolare l'azione congiunta tra gli Stati membri dell'UE;

·conferire alla Commissione il potere di sostenere le indagini transnazionali condotte dagli Stati membri dell'UE sul traffico di rifiuti. L'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) possiede competenze pertinenti ed è in grado di sostenere le autorità degli Stati membri mediante ispezioni effettuate direttamente, oppure coordinando le indagini condotte da diversi Stati membri. Ciò rafforzerà la capacità complessiva di contrasto dell'UE e dei suoi Stati membri e garantirà un uso più efficiente delle risorse spesso limitate per l'applicazione delle norme; Analogamente, Eurojust può offrire assistenza e consulenza per agevolare le indagini transnazionali degli Stati membri nell'affrontare la gestione dei rifiuti e sostenere lo scambio di migliori prassi e approcci reciproci al fine di promuovere l'efficacia dell'azione penale e rafforzare le indagini transfrontaliere;

·rafforzare le norme vigenti in materia di sanzioni amministrative contro le spedizioni illegali di rifiuti. Criteri comuni per determinare i tipi e i livelli delle sanzioni da irrogare in caso di infrazione renderanno le sanzioni più dissuasive e ne consentiranno l'applicazione coerente in tutta l'UE. Tali criteri comprenderebbero la natura e la gravità dell'infrazione e altri fattori quali i benefici economici derivanti dall'infrazione e il danno ambientale da essa causato, nella misura in cui questi possano essere determinati. Gli Stati membri dovrebbero tenere conto di tali criteri al momento di stabilire le sanzioni per i trasgressori.

Inoltre la Commissione proporrà una revisione della direttiva sulla tutela penale dell'ambiente 11 , in cui sarà esaminata la possibilità di stabilire nuove norme in materia di sanzioni penali (compresi i loro livelli) e altri strumenti che contribuiscano a un'applicazione più efficace del diritto ambientale dell'UE. La direttiva riveduta sulla tutela penale dell'ambiente mirerà, tra l'altro, a migliorare l'efficacia operativa delle catene nazionali di applicazione per promuovere indagini, azioni penali e sanzioni e offrirà una risposta ai bassi tassi di reati ambientali sanzionati attraverso tipi e livelli di sanzioni dissuasivi e proporzionati, agevolando il lavoro delle autorità giudiziarie nazionali.

3.COOPERAZIONE INTERNAZIONALE PER UNA GESTIONE PIÙ SOSTENIBILE DEI RIFIUTI

La gestione dei rifiuti rimane una delle sfide ambientali più critiche per il nostro pianeta. Ciò vale in particolare per i paesi emergenti e in via di sviluppo, dove la rapida urbanizzazione e il miglioramento del tenore di vita dovrebbero determinare un forte aumento della produzione di rifiuti. In molti di tali paesi, le politiche, la legislazione e le infrastrutture sono carenti o insufficienti per far fronte all'impennata della produzione di rifiuti domestici e industriali. Le grandi quantità di rifiuti esportati legalmente o illegalmente dall'UE rischiano di aggravare i problemi che questi paesi già incontrano nella gestione dei loro rifiuti. L'UE dovrebbe pertanto darsi l'obiettivo prioritario, insieme ai suoi partner internazionali, di sfruttare meglio il commercio mondiale di rifiuti, migliorare la gestione dei rifiuti nei paesi terzi e contrastare il traffico di rifiuti.

3.1.Sfruttare meglio il commercio mondiale di rifiuti

L'UE è stata in prima linea nel promuovere iniziative multilaterali volte a migliorare la gestione dei rifiuti e a monitorare meglio le spedizioni internazionali di rifiuti.

Nel 2019 l'esposizione agli impatti ambientali negativi legati al crescente volume di rifiuti di plastica esportati verso i paesi in via di sviluppo ha indotto le 187 parti della convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e del loro smaltimento ad adottare nuove norme globali per disciplinare il commercio di rifiuti di plastica. Spingendosi oltre la convenzione di Basilea, dal 2021 le norme dell'UE vietano l'esportazione di rifiuti di plastica indifferenziati dall'UE verso paesi non appartenenti all'OCSE 12 .

I lavori in corso sui rifiuti di plastica continueranno a essere altamente prioritari e la Commissione esaminerà le esportazioni di rifiuti di plastica per garantire la corretta attuazione delle nuove norme nell'ambito della convenzione di Basilea. La Commissione presterà inoltre particolare attenzione affinché i rifiuti di plastica che in passato erano esportati al di fuori dell'UE non siano reindirizzati verso Stati membri che non dispongono di capacità sufficienti per trattarli in modo sostenibile. Nel 2023 essa presenterà una relazione sulle spedizioni di rifiuti di plastica.

Sulla base delle recenti decisioni prese nell'ambito della convenzione di Basilea sul commercio dei rifiuti di plastica, l'UE continuerà a sostenere le istituzioni multilaterali che assumono un ruolo guida nell'affrontare le sfide globali connesse alle spedizioni di rifiuti, in particolare attraverso il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP) e la convenzione di Basilea. La Commissione assumerà un ruolo particolarmente attivo nel definire ulteriori norme e requisiti globali adeguati in materia di commercio dei rifiuti che pongono sfide particolari per l'ambiente e la salute pubblica, in particolare per quanto riguarda:

·il rafforzamento del controllo del commercio internazionale di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche nel contesto della discussione di una proposta volta a chiarirne lo status e a monitorarne meglio il commercio internazionale in occasione della convenzione di Basilea del 2022;

·il sostegno dell'azione globale sull'esportazione di veicoli usati, al fine di evitare che veicoli usati inquinanti e non idonei alla circolazione stradale siano spediti verso i paesi in via di sviluppo, sulla base delle iniziative adottate dai paesi africani in materia di importazione di autovetture usate;

·l'aumento della trasparenza e della sostenibilità nel commercio mondiale di rifiuti tessili e tessili usati;

·l'esame delle possibilità di sottoporre ulteriori rifiuti al controllo della convenzione di Basilea, una volta che vi siano prove che gli attuali modelli commerciali di questi flussi di rifiuti sono insostenibili;

·la prosecuzione degli sforzi per modernizzare la convenzione di Basilea, in particolare garantendo un migliore funzionamento della procedura di notifica, incoraggiando le parti ad adottare soluzioni digitali per lo scambio di informazioni e lavorando ulteriormente alla classificazione delle operazioni di trattamento dei rifiuti e alle caratteristiche di pericolosità dei rifiuti.

L'UE promuoverà inoltre il miglioramento del quadro giuridico dell'OCSE sulle spedizioni di rifiuti 13 . A tal fine dovrebbero essere inserite disposizioni chiare che riflettano la necessità per ciascun paese OCSE di porre in essere operazioni di trattamento dei rifiuti conformi a criteri di gestione ecologicamente corretta, nonché di garantire un controllo e un'ispezione adeguati delle spedizioni di rifiuti.

A livello bilaterale, l'UE intensificherà la cooperazione su questioni di interesse comune relative alle spedizioni di rifiuti. Ciò avverrà attraverso i dialoghi sull'ambiente con regioni e paesi terzi, nonché nel contesto dei capitoli sullo sviluppo sostenibile degli accordi commerciali bilaterali e interregionali dell'UE, in linea con gli obiettivi generali dell'UE di aumentare la dimensione di sostenibilità della sua politica commerciale 14 .

L'UE continuerà a dialogare strettamente con i cittadini che chiedono, esplicitamente e ripetutamente, all'UE di affrontare i problemi dei rifiuti e promuovere il riciclaggio, oltre a collaborare con le organizzazioni della società civile e a sostenerle. Tali organizzazioni sono determinanti per sensibilizzare in merito alle sfide cui devono far fronte l'ambiente e la salute pubblica in relazione alle spedizioni di rifiuti verso paesi terzi e per tentare di affrontarle.

3.2. Migliorare la gestione dei rifiuti e l'economia circolare nei paesi terzi

L'UE continuerà a perseguire la "diplomazia del Green Deal", sfruttando efficacemente la sua influenza a livello mondiale per promuovere una migliore gestione dei rifiuti e l'adozione di modelli di economia circolare in tutto il mondo. Ciò include la messa a disposizione di competenze e risorse finanziarie per intensificare i partenariati e le azioni internazionali nei paesi terzi e con essi. È questa una priorità assoluta nell'agenda multilaterale dell'UE in materia di ambiente, in particolare nell'ambito dell'Assemblea delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEA), del G20, del G7 e dell'OCSE, degli accordi ambientali multilaterali quali le convenzioni di Basilea, di Rotterdam, di Stoccolma e di Minamata, nonché del gruppo internazionale per le risorse. L'UE ha svolto un ruolo determinante nella creazione dell'Alleanza globale per l'economia circolare e l'efficienza delle risorse (GACERE) 15 , sostenuta dallo strumento di partenariato dell'UE 16 , che incoraggia anche la cooperazione con regioni diverse per combattere l'inquinamento da plastica e promuovere la transizione verso modelli di economia circolare. L'UE promuove attivamente l'adozione di un accordo globale sulla plastica nel contesto dell'UNEA e sta inoltre dialogando con alleanze e coalizioni regionali per l'economia circolare che sono state istituite in altre regioni, in particolare in Africa 17 e in America latina 18 .

L'UE sostiene il lavoro specifico svolto nell'ambito della convenzione di Basilea per migliorare la gestione di una serie di flussi di rifiuti, in particolare i rifiuti domestici, i rifiuti di plastica, i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, i rifiuti di pile o i rifiuti contenenti inquinanti organici persistenti, attraverso l'elaborazione di orientamenti tecnici specifici o attraverso partenariati globali che riuniscono portatori di interessi e paesi per trovare soluzioni concrete alle problematiche relative alla gestione dei rifiuti. Anche la lotta ai rifiuti marini rimarrà una priorità assoluta in consessi multilaterali quali l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura e l'Organizzazione marittima internazionale.

A livello regionale e bilaterale, queste priorità saranno perseguite con particolare riguardo per la regione dei Balcani, il bacino del Mediterraneo (in particolare la Turchia, che è di gran lunga la principale destinazione dei rifiuti esportati dall'UE), il continente africano, i paesi del Sud-Est asiatico e i piccoli Stati insulari in via di sviluppo dei Caraibi e del Pacifico.

Queste attività diplomatiche saranno sostenute dall'inclusione della gestione dei rifiuti e dell'economia circolare nei programmi pluriennali di molti paesi terzi per il periodo 2021‑2027 attraverso lo strumento di assistenza preadesione e lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale — Europa globale (NDICI). La Commissione continuerà a sostenere le iniziative multilaterali volte a promuovere l'economia circolare e migliorare la gestione sostenibile e sicura dei rifiuti, in particolare nel contesto delle convenzioni di Basilea e di Stoccolma. Anche il programma speciale dell'UNEP sulle sostanze chimiche e i rifiuti ha contribuito ad affrontare l'inquinamento nei paesi in via di sviluppo.

3.3. Mobilitare tutti gli attori contro i reati transnazionali in materia di rifiuti

La Commissione aumenterà il suo impegno nella lotta contro le spedizioni illegali di rifiuti e il suo sostegno a tutte le parti coinvolte in questo settore, affinché le agenzie di contrasto in tutta l'UE vi attribuiscano la massima priorità. Si tratta di una linea coerente con la strategia dell'UE contro la criminalità organizzata adottata di recente, nonché con la priorità attribuita al traffico di rifiuti nella politica dell'UE contro la criminalità organizzata per il periodo 2022-2025 nell'ambito del processo della piattaforma multidisciplinare europea di lotta alle minacce della criminalità (EMPACT) 19 .

La Commissione intende intensificare la cooperazione con IMPEL, che svolge un ruolo fondamentale nella cooperazione tra i paesi europei in materia di applicazione delle norme contro le spedizioni illegali di rifiuti, e continuare ad assistere gli Stati membri attraverso un'ampia gamma di programmi e iniziative, segnatamente il Forum sulla conformità e la governance ambientali, il programma TAIEX-EIR PEER 2 PEER e il pacchetto di formazione in materia di diritto ambientale dell'UE. La Commissione incoraggerà in particolare le autorità di contrasto nei loro sforzi per affrontare meglio il problema del traffico di rifiuti, attraverso la formazione e lo scambio di migliori pratiche sulle caratteristiche specifiche di questo tipo di reato, nonché sui suoi legami con la criminalità organizzata, la corruzione e il riciclaggio di denaro, sull'uso di strumenti investigativi specifici e sull'azione penale, anche per quanto riguarda il valore aggiunto dell'istituzione di procure e uffici di contrasto specializzati in materia di reati ambientali.

La Commissione si impegna a fornire un sostegno finanziario significativo ai progetti operativi che riguardano direttamente il traffico di rifiuti, concentrandosi su particolari flussi di rifiuti come la plastica o i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche 20 , e garantirà che tali progetti continuino a essere ammissibili nell'ambito di programmi finanziari dell'UE quali LIFE o il Fondo Sicurezza interna — Polizia.

Per intensificare l'azione a livello mondiale contro le spedizioni illegali di rifiuti, l'UE continuerà a dialogare con i principali partner e a sostenere la cooperazione globale e regionale, ad esempio tramite gli strumenti di finanziamento esterno dell'UE combinati con le azioni intraprese a livello della convenzione di Basilea, di Interpol 21 , dell'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC), dell'OMD e del Gruppo di azione finanziaria internazionale (GAFI), che è l'organo di controllo mondiale sul riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. Ad esempio, l'UE stanzia 3 milioni di EUR per sostenere la cooperazione tra l'UE e l'Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico (ANSEA) contro il traffico di rifiuti. Ciò è di fondamentale importanza per via dell'elevato volume di spedizioni di rifiuti (legali e illegali) tra le due regioni e delle difficoltà incontrate in passato nell'individuare le rotte commerciali illegali e gli operatori coinvolti e nell'attuare misure di "reimportazione" volte a riportare i rifiuti illegali dall'Asia negli Stati membri dell'UE.

La Commissione continuerà a collaborare strettamente con le organizzazioni della società civile, che sono spesso in prima linea nella lotta contro le spedizioni illegali di rifiuti e contro i danni ambientali che ne derivano nei paesi terzi.

(1)

     COM(2020) 80 final.

(2)

     COM(2020) 474 final.

(3)

     COM(2021) 350 final.

(4)

     SWD(2021) 353 final.

(5)

     COM(2019) 640 final.

(6)

     COM(2020) 98 final.

(7)

     COM(2021) 400 final.

(8)

     COM(2021) XXX final.

(9)

     Decisione del Consiglio dell'OCSE sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti destinati ad operazioni di recupero (OCSE/LEGAL/0266).

(10)

     Tra cui la rete dell'Unione europea per l'attuazione e il rispetto del diritto ambientale (IMPEL), Europol, Eurojust, la rete europea dei procuratori per l'ambiente (ENPE), il Forum europeo - Unione dei giudici per l'ambiente (EUFJE), la convenzione di Basilea, Interpol e l'Organizzazione mondiale delle dogane (OMD).

(11)

     GU L 328 del 6.12.2008, pag. 28.

(12)

     GU L 433 del 22.12.2020, pag. 11.

(13)

     OECD/LEGAL/0266.

(14)

     COM(2021) 66 final.

(15)

      https://ec.europa.eu/environment/international_issues/gacere.html  

(16)

      https://pimap.eu/  

(17)

      https://www.aceaafrica.org/

(18)

      https://www.coalicioneconomiacircular.org/en/elementor-7/inicio-english/

(19)

     Documento 8665/21 del Consiglio.

(20)

     Ad esempio https://www.wasteforceproject.eu , http://www.lifesmartwaste.com , https://opfawaste-project.eu o https://www.sweap.eu/ .

(21)

     Il programma di sicurezza ambientale di Interpol opera in sinergia con le agenzie degli Stati membri per prevenire, individuare e reprimere i reati d'inquinamento, compresi i reati in materia di rifiuti, e smantellare i gruppi che si nascondono dietro di essi, https://www.interpol.int/en/Crimes/Environmental-crime/Pollution-crime .

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