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Document 52021DC0590

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI Relazione sulla migrazione e l’asilo

COM/2021/590 final

Bruxelles, 29.9.2021

COM(2021) 590 final

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

Relazione sulla migrazione e l’asilo


1.INTRODUZIONE

Con l'adozione del nuovo patto nel settembre 2020, la Commissione ha proposto un nuovo inizio, introducendo un pacchetto globale per garantire un sistema solido ed equilibrato in materia di migrazione e asilo, adeguato alle sfide del futuro. Il pacchetto si basa sull'importante intensificazione dei lavori in materia di migrazione degli ultimi anni, che ha permesso di realizzare nuovi investimenti e di prestare un sostegno operativo agli Stati membri sotto pressione, ha portato alla creazione di nuovi strumenti per rafforzare le frontiere esterne e rendere più efficaci le agenzie dell'UE e ha condotto a una più stretta cooperazione con i principali partner esterni per conseguire gli obiettivi dell'UE in materia di migrazione lungo tutte le rotte, nonché nuovi sviluppi legislativi.

Il patto ha stabilito una tabella di marcia 1 dettagliata per le fasi essenziali. Molte di esse sono state attuate o portate avanti nel corso dell'ultimo anno, ma il lavoro resta incompleto.

Situazioni migratorie in rapida evoluzione possono portare a una notevole pressione sulle frontiere esterne dell'UE. Qualsiasi Stato membro, indipendentemente dalla sua situazione geografica, può trovarsi ad affrontare sfide complesse in materia di migrazione. Talvolta si tratta di persone vulnerabili costrette a lasciare le proprie case a causa di conflitti, cambiamenti climatici, fattori demografici, violazioni dei diritti umani o mancanza di accesso alle necessarie risorse di base. Tuttavia, nuove difficoltà sono sempre dietro l'angolo. I recenti movimenti migratori sponsorizzati dallo Stato, con l'uso della migrazione da parte della Bielorussia come strumento politico per destabilizzare l'Unione europea e i suoi Stati membri, sono un esempio evidente. Rotte consolidate come quella del Mediterraneo centrale hanno registrato nuovi picchi nel 2021. La crisi in Afghanistan potrebbe aumentare ulteriormente il rischio di trasferimenti forzati, flussi migratori nella regione e traffico di migranti verso l'UE. È stato avviato un importante impegno globale per affrontare la crisi attraverso il sostegno umanitario sul campo 2 , l'evacuazione e il reinsediamento delle persone bisognose di protezione internazionale, nonché il sostegno ai paesi vicini all'Afghanistan che ospitano rifugiati. L'UE e gli Stati membri dovrebbero svolgere pienamente la loro parte attraverso il pacchetto di sostegno all'Afghanistan annunciato nel discorso sullo stato dell'Unione della presidente von der Leyen, sia nell'immediato che in vista delle esigenze a medio e lungo termine.

Questi eventi dimostrano che la necessità imperativa di un quadro europeo sostenibile in materia di asilo e migrazione rimane quanto mai forte. Il quadro comune deve rispondere alle molteplici sfide che l'UE si trova ad affrontare: garantire certezza, chiarezza e condizioni dignitose agli uomini, alle donne e ai bambini che arrivano nell'UE; rafforzare la capacità dell'UE di gestire efficacemente le proprie frontiere; combattere il traffico di migranti; ridurre le rotte irregolari e garantire rimpatri più efficaci in stretta cooperazione con i paesi partner di origine, transito e destinazione e promuovere percorsi legali sostenibili e sicuri. Dovrebbe dimostrare ai cittadini che la migrazione è una parte normale e gestibile della vita moderna, che può essere gestita lavorando insieme in modo efficace e umano.

Vi sono questioni in sospeso a livello dell'UE, a livello sia interno che esterno. I progressi sul fronte esterno sono essenziali, ma devono essere integrati da progressi interni per completare la politica globale dell'UE in materia di migrazione e asilo. Per questo occorre soprattutto completare i lavori legislativi sulle proposte nell'ambito del nuovo patto sulla migrazione e l'asilo. 3 Un ulteriore elemento fondamentale sarà costituito dal seguito dato alla strategia Schengen definita nel giugno 2021 4 . Nei prossimi mesi la Commissione proporrà le restanti iniziative delineate nella tabella di marcia.

La presente relazione fa il punto sui progressi compiuti e dei principali sviluppi della politica in materia di migrazione e asilo nell'ultimo anno e mezzo, delinea il contesto in cui i progressi sono perseguiti, individua le sfide principali ed evidenzia le prospettive di avanzamento, indicando le misure che porteranno a una politica più solida, sostenibile ed equa in materia di migrazione e asilo.

2.SITUAZIONE DELLE ROTTE PRINCIPALI

Nel complesso, il numero totale di migranti irregolari su tutte le rotte rimane notevolmente al di sotto dei livelli precedenti alla crisi del 2015, anche tenendo conto dell'impatto della pandemia che ha minato tutte le attività nel periodo 2020-2021. Tuttavia gli arrivi hanno iniziato a salire: nei nove mesi del 2021 gli attraversamenti illegali delle frontiere esterne dell'UE sono stati circa 120 000, rispetto a quasi 77 000 nello stesso periodo del 2020 e poco più di 91 000 nello stesso periodo del 2019.

Attraversamenti irregolari delle frontiere lungo le tre rotte principali (fonte: Frontex)

Il Mediterraneo centrale ha registrato nel 2021 il maggiore aumento (+ 82 %) di tutte le rotte. Sebbene il numero totale di arrivi a Malta nel 2021 sia stato di 470, con un calo del 78 % rispetto allo stesso periodo del 2020, ciò dovrebbe essere valutato a fronte di un forte aumento degli arrivi in Italia con oltre 41 000 arrivi totali, quasi la metà dei quali dalla Libia. Anche la migrazione dalla Tunisia rimane elevata rispetto agli anni precedenti: sono cittadini tunisini quasi il 40 % dei migranti irregolari arrivati finora in Italia quest'anno. Un'altra tendenza significativa è l'aumento del numero di arrivi diretti in Italia, rispetto agli sbarchi a seguito di operazioni di ricerca e salvataggio. 

Il numero totale di arrivi in Spagna nel 2021 è di 25 852 (al 19 settembre 2021), ossia il 54 % in più rispetto allo stesso periodo del 2020. Ciò è dovuto principalmente al fatto che gli arrivi nelle Isole Canarie sono più che raddoppiati. Il principale paese di partenza dei migranti che arrivano nella Spagna continentale attraverso la rotta del Mediterraneo occidentale è l'Algeria, seguita dal Marocco. I principali paesi di partenza sulla rotta atlantica per le isole Canarie sono il Marocco, la Mauritania e il Senegal.

Sulla rotta del Mediterraneo orientale, la cifra complessiva nel 2021 è inferiore a quella dello scorso anno, con un calo significativo (58 %) degli arrivi in Grecia nel 2021. Per contro, nel 2021 si è registrato un aumento degli arrivi a Cipro di circa il 47 % e un notevole aumento del 208 % degli arrivi diretti dalla Turchia in Italia, con 6 175 arrivi dalla Turchia nel 2021, rispetto ai 2 007 del 2020.

A Cipro, ad oggi, nel 2021 sono stati segnalati 6 026 arrivi nelle zone controllate dal governo, 5 413 dopo aver attraversato la linea verde e 613 direttamente via nave, rispetto a circa 4 100 arrivi attraverso la linea verde e per nave nello stesso periodo dello scorso anno, laddove sono stati registrati 5 400 arrivi attraverso la linea verde e 496 in barca direttamente nelle zone controllate dal governo cipriota, in provenienza dal Libano, dalla Siria o dalla Turchia (334 dalla Turchia).

Uno sviluppo preoccupante è costituito dalla strumentalizzazione della migrazione a fini politici su diverse frontiere esterne dell'UE 5 . L'evento più sorprendente si è verificato nel giugno 2021, quando lo Stato bielorusso ha organizzato il traffico di migranti nell'UE, sponsorizzato dallo Stato. Ciò ha fatto seguito agli sconvolgimenti politici in Bielorussia e alla reazione internazionale all'atterraggio forzato di un aereo passeggeri a Minsk. Sono stati organizzati voli e viaggi interni per agevolare il transito dei migranti, la maggioranza dei quali sono cittadini iracheni, dapprima verso la Lituania e poi verso la Lettonia e la Polonia. Gli arrivi irregolari in Lituania nel 2021 sono più di cinquanta volte superiori a quelli del 2020 e anche Polonia e Lettonia hanno registrato un forte aumento degli attraversamenti irregolari dalla Bielorussia.

Grazie agli sforzi concertati dell'UE (cfr. sotto), il numero di arrivi irregolari giornalieri è diminuito drasticamente, ma persiste la pressione migratoria dalla Bielorussia.

Un altro esempio di come l'evoluzione dei modelli richieda un'attenzione costante è l'aumento del numero di attraversamenti dall'UE al Regno Unito attraverso il canale della Manica. A settembre 2021 erano state registrate 13 500 persone che avevano effettuato tale attraversamento, rispetto alle 8 500 di tutto il 2020.

Gli arrivi irregolari dall'Afghanistan nell'UE non hanno registrato un netto cambiamento rispetto ai recenti sconvolgimenti. L'UE e gli Stati membri hanno tuttavia mostrato la determinazione a trarre insegnamento dall'esperienza passata, lavorando in modo coordinato per affrontare la sfida umanitaria, nonché per prepararsi a potenziali movimenti migratori e a nuovi rischi per la sicurezza.

Situazione in Afghanistan: la risposta immediata dell'UE

A seguito dei drammatici eventi in Afghanistan, la situazione politica e in materia di sicurezza rimane estremamente instabile. Quest'anno circa 635 000 afghani sono stati sfollati internamente mentre secondo le stime più di 2 milioni dei rifugiati registrati erano già ospitati nella regione, oltre a circa 3 milioni di rifugiati non registrati. È in corso una serie di azioni a livello dell'UE.

Le evacuazioni hanno coinvolto tutto il personale locale dell'UE con le persone a carico, nonché un numero significativo di persone con stretti contatti con l'UE o con gli Stati membri. Gli Stati membri dovrebbero sfruttare appieno le possibilità esistenti per far fronte alle esigenze immediate degli afghani evacuati, anche utilizzando gli importi non spesi nell'ambito dei programmi nazionali esistenti. È necessario cooperare ulteriormente per proseguire l'evacuazione degli afghani più bisognosi di protezione, in particolare di coloro le cui vite sono a rischio, come i difensori dei diritti umani, i giudici e i professionisti del sistema giudiziario, i giornalisti e gli attivisti della società civile.

I partner umanitari dell'UE restano operativi sul campo, dove la situazione della sicurezza lo consente. L'assistenza fornita comprende servizi sanitari, distribuzione di cibo, acqua e servizi igienico-sanitari di emergenza, nonché una risposta rapida per i nuovi sfollati. Nella riunione ministeriale ad alto livello delle Nazioni Unite sulla situazione umanitaria in Afghanistan, tenutasi il 13 settembre, l'UE e i suoi Stati membri hanno annunciato un impegno totale di circa 677 milioni di EUR, che comprende aiuti umanitari dell'UE per oltre 200 milioni di EUR nel 2021.

Il 7 ottobre si terrà un forum ad alto livello dell'UE incentrato sulla protezione degli afghani a rischio, che riunirà i ministri degli affari esteri e i ministri dell'interno per discutere su soluzioni globali e sostenibili per gli afghani maggiormente bisognosi di protezione internazionale. Si parlerà dei futuri sforzi di reinsediamento dell'UE e di percorsi legali complementari, quali il ricongiungimento familiare, la sponsorizzazione da parte delle comunità o l'ammissione a fini di studio o lavoro, con un ulteriore sostegno finanziario dell'UE per far fronte agli impegni politici e agli sforzi di integrazione degli Stati membri. Si dovrebbe prestare particolare attenzione ai difensori dei diritti umani, ai giudici e agli operatori giudiziari afghani, ai giornalisti e agli attivisti della società civile la cui vita è in pericolo.

In linea con le conclusioni del Consiglio del 21 settembre 2021, l'UE avvierà inoltre una piattaforma politica regionale di cooperazione con i vicini diretti dell'Afghanistan per contribuire a prevenire le ricadute negative nella regione e sostenere la resilienza economica e la cooperazione economica regionale, nonché le esigenze umanitarie e di protezione.

Per garantire che la situazione in Afghanistan non comporti nuove minacce per la sicurezza dei cittadini dell'UE, è stato elaborato e presentato al comitato permanente per la sicurezza interna (COSI) un piano d'azione antiterrorismo sull'Afghanistan. In una delle azioni raccomandate, il COSI è invitato ad approvare un protocollo che stabilisca una procedura a tre livelli per il rafforzamento dei controlli di sicurezza su tutte le persone che attraversano o hanno attraversato le frontiere esterne dell'UE a seguito degli sviluppi in Afghanistan, che consentirà controlli di sicurezza tempestivi, uniformi e rafforzati, con il sostegno delle agenzie dell'UE, concepiti per identificare le persone che potrebbero rappresentare un rischio per la sicurezza interna dell'UE.

In linea con le conclusioni del Consiglio europeo del 24 e 25 giugno, la Commissione, insieme all'alto rappresentante, ha presentato un piano d'azione sulla migrazione che tiene conto degli eventi in Afghanistan ed elenca le azioni immediate e a breve termine dell'UE, rispecchiando la dichiarazione adottata dai ministri in occasione del Consiglio GAI straordinario del 31 agosto. I lavori dell'UE sulle azioni a medio e lungo termine che figurano nella dichiarazione sono descritti più avanti nella presente relazione.

3.GESTIONE DELLA MIGRAZIONE NELL'UE

Impatto della COVID-19 sulla gestione della migrazione

La pandemia di COVID-19 ha inciso notevolmente sugli arrivi migratori nel 2020, sia legali che irregolari, e ha creato diverse nuove sfide per la gestione della migrazione; allo stesso tempo, ha anche dimostrato che i lavoratori stranieri svolgono un ruolo chiave nell'economia dell'UE e che i percorsi legali per la migrazione sono essenziali.

Come a livello mondiale, anche nell'UE si è registrato un calo delle domande di visto, con 2,9 milioni di domande di visto per soggiorni di breve durata negli Stati membri nel 2020, l'83 % in meno rispetto al 2019. Vari Stati membri hanno adottato misure volte a garantire che i cittadini di paesi terzi che non possono lasciare l'UE a causa di restrizioni di viaggio non cadano in situazioni di irregolarità. La pandemia ha inoltre temporaneamente bloccato la registrazione di nuove domande di asilo. Le 485 000 domande di protezione internazionale presentate nei paesi UE+ 6 nel 2020 sono state circa un terzo in meno rispetto al 2019 e il livello complessivo di domande nel 2021 rimane al di sotto dei livelli pre-pandemia 7 , anche se alcuni Stati membri hanno registrato un aumento. La pandemia ha anche fatto sì che un numero inferiore di richiedenti asilo sia stato convogliato nella procedura Dublino per il trasferimento verso lo Stato membro competente, con un numero dimezzato dal 2019 al 2020 8 . Nel 2021 si sono registrati livelli costantemente bassi di trasferimenti.

Domande di asilo nel periodo 2020-2021 nei paesi UE+ (fonte: EASO)

Anche le restrizioni di viaggio introdotte per contenere la pandemia hanno reso difficile effettuare con successo i rimpatri. Il numero di decisioni di rimpatrio emesse negli Stati membri nel 2020 è diminuito del 19 % rispetto al 2019, ma i rimpatri effettivi verso paesi terzi si sono più che dimezzati 9 . Il tasso di rimpatrio è sceso al di sotto del 18 % nel 2020, rispetto al 29 % del 2019. Con la progressiva abolizione delle restrizioni, le operazioni di rimpatrio iniziano a riprendere. Alcuni paesi mantengono tuttavia le restrizioni introdotte durante la pandemia. La Turchia ha sospeso le operazioni di rimpatrio dalla Grecia nel marzo 2020 a causa della pandemia e l'UE continuerà a esortarla a riprendere i rimpatri, in linea con l'impegno assunto nel quadro della dichiarazione UE-Turchia.

Durante questo periodo la Commissione ha cercato di aiutare gli Stati membri a ridurre al minimo l'impatto della pandemia, fornendo linee guida 10 e sostegno pratico tramite le agenzie e favorendo la condivisione delle migliori pratiche in settori quali lo svolgimento di colloqui a distanza e l'avvio di procedure online 11 . Anche le norme di finanziamento sono state modificate per ridurre al minimo i rischi di ritardo e per adeguare i requisiti in materia di controlli e verifiche onde consentire misure quali un maggiore utilizzo di prove digitali 12 . I finanziamenti sono stati destinati anche a esigenze particolari: una sovvenzione di 25,3 milioni di EUR ha rafforzato la capacità della Grecia di far fronte alla COVID-19 nelle strutture di accoglienza e negli ospedali pubblici ed è stata integrata dal sostegno nell'ambito del meccanismo unionale di protezione civile (UCPM), con contributi di 14 Stati membri.

Nel complesso, l'esperienza della pandemia ha sottolineato ancora una volta l'esigenza di un approccio più moderno e coerente nella gestione della migrazione. La condivisione tempestiva delle informazioni si è rivelata essenziale e il programma dell'UE di preparazione e di risposta alle crisi nel settore della migrazione 13 si è dimostrato una piattaforma preziosa per lo scambio di informazioni sulla risposta alla pandemia.

Gestione delle frontiere e Frontex

L'entrata in vigore, nel dicembre 2019, del regolamento relativo alla guardia di frontiera e costiera europea ha segnato un importante passo avanti nella gestione delle frontiere e rappresenta un autentico esempio di integrazione europea nel settore della gestione delle frontiere esterne. Le prime squadre del corpo permanente della guardia di frontiera e costiera europea sono state dispiegate con successo a partire dal 1° gennaio 2021.

Occorre tuttavia accelerare il reclutamento e la formazione del corpo permanente. Ad oggi sono stati mobilitati tre quarti dei 700 membri del personale statutario da mobilitare entro gennaio 2021. Occorrono ulteriori sforzi per raggiungere l'obiettivo fissato per il 2021, nonché per garantire l'assunzione di altri 500 membri del personale statutario previsti per il 2022. Occorre inoltre accelerare il distacco di guardie di frontiera e di altri funzionari degli Stati membri. Il numero di effettivi messi a disposizione dell'Agenzia dagli Stati membri è ancora ben al di sotto degli obiettivi concordati nel regolamento. Al più tardi entro il 2027, l'Agenzia dovrebbe essere in grado di mobilitare 10 000 membri del personale operativo per il corpo permanente. Per garantire un sostegno efficace da parte dell'Agenzia agli Stati membri in situazioni difficili e fino alla completa costituzione del corpo permanente, fino al 2024 sarà disponibile una riserva per la reazione rapida (ossia la categoria 4 del corpo permanente) di 1 500 agenti 14 .

Continuano a manifestarsi chiaramente l'importanza e il valore aggiunto del sostegno operativo di Frontex agli Stati membri colpiti dalla migrazione irregolare. I recenti avvenimenti alla frontiera con la Bielorussia hanno confermato la forte necessità del nuovo mandato di Frontex, sia per la preparazione che per la capacità di reazione necessaria per una risposta operativa immediata. Nel quadro delle attività operative in corso, sono attualmente dispiegati in Grecia, Italia, Spagna, Bulgaria, Romania, Lituania e paesi dei Balcani occidentali un gran numero di guardie costiere e di frontiera, esperti e attrezzature 15 .

La Commissione ha preso molto sul serio le accuse di condotta inappropriata delle guardie costiere e di frontiera europee alle frontiere esterne dell'UE. Sebbene sia importante proteggere le frontiere esterne, è essenziale che tutte le misure adottate siano proporzionate, necessarie e rispettose dei diritti e dei valori fondamentali, compreso il diritto di asilo.

Nel 2021 le attività e le procedure dell'Agenzia sono state oggetto di revisione da parte di vari organismi di controllo dell'UE, in particolare il gruppo di lavoro di controllo Frontex della commissione LIBE del Parlamento europeo, il Mediatore dell'UE, la Corte dei conti europea e il gruppo di lavoro sui diritti fondamentali e gli aspetti operativi giuridici delle operazioni del consiglio di amministrazione di Frontex. Sebbene non sia stata confermata alcuna violazione dei diritti umani da parte del personale di Frontex, gli organismi di controllo hanno evidenziato varie carenze e hanno raccomandato miglioramenti. L'Agenzia sta attualmente dando seguito a tali raccomandazioni.

La Commissione accoglie con favore il quadro rafforzato dell'Agenzia per il monitoraggio dei diritti fondamentali e la nomina del responsabile dei diritti fondamentali di Frontex, che ha assunto le sue funzioni il 1º giugno 2021 e attualmente è assistito da 20 dei 40 osservatori dei diritti fondamentali. L'Agenzia dovrebbe ora attuare pienamente questo quadro e assumere rapidamente i restanti 20 osservatori dei diritti fondamentali.

La cooperazione di Frontex con i partner dei paesi terzi comprende ora accordi sullo status con Albania, Montenegro e Serbia 16 , ed è in attesa di firma un accordo sullo status con la Macedonia del Nord. L'accordo sullo status con la Bosnia-Erzegovina è stato siglato nel gennaio 2019, ma non è ancora stato sottoscritto dalla Bosnia-Erzegovina. Per accelerare ulteriormente la cooperazione con i paesi partner, la Commissione adotterà entro la fine del 2021 un modello di accordo di lavoro e un modello di accordo sullo status per inquadrare la cooperazione di Frontex con i paesi terzi 17 . Si prevede che il nuovo modello di accordo sullo status renderà operativa la possibilità di operazioni congiunte lungo le frontiere tra paesi terzi. Dal 2020 Frontex e la Repubblica di Guinea e la Georgia hanno approvato accordi di lavoro e altri accordi sono stati riveduti con l'Albania, consentendo una cooperazione strutturata tra l'Agenzia e questi paesi 18 .

La recente istituzione di una divisione specifica per il rimpatrio e la futura nomina di un vicedirettore esecutivo responsabile del rimpatrio rafforzeranno la capacità dell'Agenzia di fornire sostegno agli Stati membri in tutti i settori connessi al rimpatrio, alla riammissione e alla reintegrazione. Il coordinatore per i rimpatri, di prossima nomina, promuoverà il coordinamento e la coerenza delle prassi degli Stati membri in materia di rimpatrio, garantirà che queste siano allineate ai processi di riammissione e promuoverà l'attuazione di misure di solidarietà nel settore dei rimpatri, fungendo da facilitatore nel contesto della sponsorizzazione dei rimpatri. Guiderà inoltre una rete ad alto livello di rappresentanti degli Stati membri e collaborerà strettamente con il vicedirettore esecutivo di Frontex responsabile del rimpatrio.

Nonostante le restrizioni dovute alla pandemia, le operazioni di rimpatrio condotte da Frontex stanno tornando ai numeri pre-COVID. Nel 2021 Frontex ha finora coordinato 232 operazioni di rimpatrio effettuate dagli Stati membri mediante voli charter verso 28 paesi terzi, rimpatriando quasi 8 000 cittadini di paesi terzi: l'attività è stata quindi all'incirca il doppio rispetto a quella svolta nel 2020 19 . Frontex sostiene anche i rimpatri volontari e le partenze volontarie e ha agevolato, dal 5 settembre 2021, 2 741 rimpatri, tutti con voli di linea.

I recenti avvenimenti alle frontiere esterne hanno confermato il ruolo essenziale di Frontex nell'assistere gli Stati membri e nel promuovere, coordinare e contribuire allo sviluppo di una gestione comune integrata delle frontiere dell'UE. Una guardia costiera e di frontiera europea forte, efficace e ben funzionante deve essere un obiettivo comune dell'UE e il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione hanno tutti un ruolo nel garantire un'agenzia responsabile ed efficace. Gli Stati membri svolgono inoltre un ruolo chiave attraverso il consiglio di amministrazione per garantire la buona governance, la sana gestione e la piena trasparenza dell'Agenzia, tanto più importante in quanto le responsabilità di quest'ultima aumentano.

La Commissione continuerà a collaborare con Frontex e il suo consiglio di amministrazione per garantire che vi siano adeguati controlli ed equilibri all'interno dell'Agenzia, per rafforzare una cultura della trasparenza e della responsabilità e per garantire il rispetto dei diritti fondamentali. Proseguiranno gli sforzi di lunga data della Commissione per la corretta attuazione del mandato dell'Agenzia.

Infine, entro la fine del 2021, la Commissione presenterà un documento strategico per l'avvio del ciclo programmatico strategico pluriennale, che guiderà le discussioni sulla gestione europea integrata delle frontiere a livello dell'UE nei prossimi cinque anni.

Sostegno per l'asilo e sostegno operativo fornito dall'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo

Il 2020 ha segnato i primi 10 anni di piena operatività dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo. L'EASO fornisce sostegno operativo agli Stati membri sotto pressione conformemente ai piani operativi bilaterali che ha concluso con sette Stati membri, ovvero Cipro, Grecia, Italia, Malta, Spagna, Lituania e Lettonia. Attualmente, in queste operazioni dell'EASO sono mobilitati 1 007 esperti e membri del personale. L'assistenza è adeguata alle esigenze di ciascuno Stato membro e può coprire sia il sostegno per accelerare il trattamento delle domande di asilo, sia i sistemi nazionali di accoglienza, al fine di garantire che le norme soddisfino i requisiti dell'acquis dell'UE in materia di asilo.

La carenza di esperti inviati dagli Stati membri rimane problematica e impedisce all'EASO di svolgere pienamente il suo ruolo. Gli Stati membri sono incoraggiati ad aumentare il distacco di esperti nelle operazioni dell'EASO.

È stato raggiunto un accordo su un nuovo mandato rafforzato per una nuova Agenzia dell'Unione europea per l'asilo, che dovrebbe consentirne l'entrata in vigore entro la fine dell'anno. L'agenzia rafforzata contribuirà a rendere più efficienti e coerenti i sistemi di asilo fornendo un maggiore sostegno operativo e tecnico agli Stati membri e predisponendo norme operative comuni, indicatori, orientamenti e migliori pratiche per contribuire all'attuazione del diritto dell'UE in materia di asilo. Ciò permetterà anche di monitorare meglio i sistemi di asilo e di accoglienza degli Stati membri, al fine di garantire pratiche più coerenti, e introdurrà garanzie e misure supplementari per garantire il rispetto dei diritti fondamentali. Il nuovo mandato istituisce inoltre un gruppo di riserva in materia di asilo formato da 500 esperti degli Stati membri da mettere immediatamente a disposizione dell'Agenzia. Il contributo di ciascuno Stato membro al gruppo è stabilito nel regolamento sul nuovo mandato.

Sostegno diretto agli Stati membri che si trovano ad affrontare sfide in materia di migrazione

Negli ultimi sei anni la Commissione ha fornito costantemente un sostegno operativo, tecnico e finanziario agli Stati membri più colpiti dalla migrazione irregolare. I finanziamenti dell'UE sono stati di fondamentale importanza e l'aumento delle risorse concordate per le politiche in materia di migrazione e frontiere nel prossimo periodo di finanziamento dimostra l'efficacia di questa solidarietà.

Il sostegno assume forme diverse. In alcuni casi, come in Grecia, il sostegno a lungo termine ha consentito nuove strutture di lavoro e una base solida e sostenibile per la cooperazione.

Sostegno dell'UE alla Grecia

Dalla crisi migratoria del 2015, l'UE ha fornito alla Grecia un importante sostegno operativo e finanziario.

·I finanziamenti dell'UE, di oltre 3,3 miliardi di EUR, hanno contribuito a migliorare le capacità di accoglienza, le condizioni di vita e l'assistenza medica per i rifugiati e i migranti, nonché ad accelerare le procedure di asilo, ad aumentare i rimpatri e a migliorare la protezione delle frontiere. Hanno inoltre consentito di concentrarsi maggiormente sulle persone più vulnerabili, come i minori non accompagnati. Per la prima volta dal 2016, il numero di migranti presenti nelle isole dell'Egeo è sceso a circa 5 000, rispetto ai 30 000 del giugno 2020.

·Dopo gli incendi che hanno distrutto il centro di raccolta e identificazione di Moria a Lesbo nel settembre 2020, la Commissione ha agito immediatamente per offrire sostegno e protezione. Ha finanziato il trasferimento immediato di minori non accompagnati sulla terraferma, mentre più di 8 400 rifugiati e migranti vulnerabili sono stati trasferiti da Lesbo al continente. Altrettanto importante è stata la realizzazione di importanti lavori per preparare all'inverno il sito temporaneo di Mavrovouni.

· Oltre ai contributi bilaterali, 14 paesi 20 hanno mostrato solidarietà alla Grecia inviando assistenza attraverso il meccanismo di protezione civile dell'Unione a seguito dell'incendio. L'UE ha coordinato la consegna di oltre 171 000 strutture abitative e cofinanziato il trasporto verso la Grecia.

·Nel settembre 2020 la cooperazione è entrata in una nuova fase con una nuova task force europea per la gestione della migrazione. La task force collabora strettamente con le autorità greche e le agenzie dell'UE per istituire nuovi centri multifunzionali di accoglienza e identificazione e migliorare le condizioni di accoglienza in linea con il diritto e le norme dell'UE. Una sovvenzione di 276 milioni di EUR è destinata a sostenere la costruzione di centri di accoglienza su cinque isole greche, compresa una nuova importante struttura a Lesbo. Il nuovo centro di Samo è stato inaugurato il 18 settembre 2021. I centri di Kos e Lero saranno aperti entro la fine del 2021 e i lavori per il centro di Lesbo inizieranno in autunno.

·Una parte fondamentale di questo lavoro è un meccanismo di monitoraggio indipendente e credibile messo a punto dalla Commissione e dalle autorità greche, che contribuirà a prevenire le violazioni dei diritti fondamentali alle frontiere e garantirà l'esistenza di procedure per indagare efficacemente su eventuali violazioni denunciate. A tale obiettivo dovrebbe essere dato seguito a livello di UE con la proposta della Commissione relativa al regolamento sugli accertamenti, al fine di istituire un meccanismo di monitoraggio indipendente per tutti gli Stati membri alle frontiere esterne.

Nel corso dell'estate è entrato in vigore in Croazia un meccanismo indipendente di monitoraggio delle frontiere, con l'obiettivo di aumentare la trasparenza delle indagini e garantire il pieno rispetto dei diritti fondamentali.

Il sostegno dell'UE ha anche assunto la forma di una risposta rapida a una situazione in rapida evoluzione. Nel recente caso di un improvviso aumento degli attraversamenti irregolari delle frontiere dalla Bielorussia, l'UE ha fornito in tempi record una combinazione di sostegno operativo, finanziario e diplomatico per far fronte alla crisi imprevista alle frontiere esterne orientali dell'UE.

La reazione dell'UE agli arrivi dalla Bielorussia

Nell'estate del 2021 la Lituania ha dovuto far fronte a un improvviso aumento della pressione migratoria alla frontiera con la Bielorussia. La Bielorussia ha successivamente incoraggiato l'attraversamento irregolare delle frontiere con la Lettonia e la Polonia. L'UE ha condannato fermamente le azioni della Bielorussia e ha utilizzato rapidamente un'ampia gamma di strumenti.

·Le agenzie dell'UE hanno fornito rapidamente un sostegno concreto. Nei giorni successivi alla richiesta della Lituania di un intervento rapido alle frontiere, Frontex ha iniziato a inviare un sostegno supplementare. Attualmente sono dispiegati nei tre Stati membri 103 agenti di Frontex. Anche l'EASO ha iniziato a luglio i primi dispiegamenti in Lituania, dove sono ora mobilitati 56 esperti, oltre a 10 esperti in Lettonia.

·L'UE ha fornito un sostegno di emergenza alla Lituania con oltre 36,7 milioni di EUR per far fronte alle esigenze più urgenti dei richiedenti asilo provvedendo agli aiuti materiali e all'accoglienza temporanea. Ciò contribuirà anche a individuare potenziali vittime della tratta di esseri umani e ad assistere le persone bisognose di protezione internazionale. L'evoluzione delle esigenze sarà costantemente riesaminata. La Lituania ha inoltre attivato il meccanismo di protezione civile dell'Unione: 18 Stati membri e la Norvegia hanno risposto all'invito.

·La Commissione e Frontex stanno lavorando a stretto contatto con le autorità competenti della Lituania per rafforzare la capacità di rimpatrio del paese, facilitando lo scambio di migliori pratiche con altri Stati membri e fornendo orientamenti tecnici e operativi sulle procedure di rimpatrio.

·Gli sforzi congiunti con i principali paesi di origine e di transito interessati si sono intensificati: in particolare, l'Iraq ha deciso di sospendere temporaneamente i voli verso Minsk e di agevolare i rimpatri volontari dalla Lituania.

·È stata intensificata la pressione diplomatica sulla Bielorussia, pur nella consapevolezza della necessità di sostenere il popolo bielorusso. L'uso della migrazione come strumento politico non è accettabile per l'UE e non porterà alla revoca delle sanzioni. Oggi la Commissione propone inoltre la sospensione parziale dell'accordo UE di facilitazione del rilascio dei visti con la Bielorussia.

La Commissione sostiene inoltre gli Stati membri agevolando e coordinando le ricollocazioni volontarie. Attraverso il meccanismo concordato nel quadro della dichiarazione di Malta del 2019, la Commissione, con il sostegno dell'EASO, ha coordinato le ricollocazioni quando le operazioni di ricerca e soccorso hanno portato a sbarchi in Italia e a Malta. Dall'inizio del 2019 oltre 2 100 richiedenti sono stati trasferiti in altri Stati membri dell'UE 21 . La Commissione esorta costantemente gli Stati membri a contribuire alla ricollocazione volontaria, in attesa di un meccanismo di solidarietà più prevedibile, e coordina regolarmente gli sforzi in tal senso. Il processo proseguirà, anche per portare a termine gli impegni in sospeso assunti prima del 2021 e per attuare i limitati nuovi impegni assunti per gli sbarchi nel 2021.

Nell'ambito del piano d'azione presentato nel marzo 2020 per misure immediate a sostegno della Grecia 22 , all'inizio di settembre 2021 erano state ricollocate dalla Grecia in tutto 4 307 persone, tra cui 984 minori non accompagnati.

Queste iniziative dimostrano progressi pratici concreti verso la solidarietà europea. Tuttavia, le misure ad hoc non sono né sufficienti né sostenibili ed emerge la necessità di un meccanismo di solidarietà più prevedibile, come previsto nella proposta di regolamento sulla gestione dell'asilo e della migrazione.

Movimenti non autorizzati all'interno dell'UE

I movimenti non autorizzati di richiedenti asilo all'interno dell'UE compromettono la credibilità e l'integrità del sistema di asilo. La situazione è stata complicata anche dalla pandemia, fra l'altro a causa delle difficoltà nel portare avanti i trasferimenti Dublino (come illustrato sopra). Nei primi otto mesi del 2021, 131 000 domande di asilo registrate dalle autorità nazionali hanno generato un "hit categoria 1 - categoria 1" nell'Eurodac, il che significa che la persona ha già registrato almeno una domanda di asilo in un altro Stato membro 23 . Nello stesso periodo, oltre 23 000 domande di asilo (dati di categoria 1 nell'Eurodac) hanno generato un riscontro positivo (hit) con dati registrati a seguito di un attraversamento illegale della frontiera esterna (dati di categoria 2 nell'Eurodac). Tuttavia, alcune di queste registrazioni di domande in due o più Stati membri, o in uno Stato membro diverso da quello che registra l'attraversamento illegale, possono aver luogo a seguito di un trasferimento Dublino e di conseguenza non possono essere considerate "movimenti non autorizzati". Infine, nello stesso periodo, 71 620 interrogazioni nell'Eurodac in relazione alle impronte digitali dei soggiornanti illegali (dati di categoria 3 nell'Eurodac) hanno generato riscontri con dati di categoria 1, il che significa che, a seguito della registrazione di una domanda di asilo in uno Stato membro, una persona si è trasferita in un altro Stato membro in cui è stata fermata come soggiornante irregolare. È difficile raccogliere dati affidabili sul livello di movimenti non autorizzati all'interno dell'UE, ma i dati di Eurodac forniscono alcune indicazioni sulle partenze e sulle destinazioni.

Alcuni Stati membri devono inoltre far fronte a un aumento dei movimenti non autorizzati di persone che sono già beneficiarie di protezione internazionale, quando i beneficiari si trasferiscono legalmente in un altro Stato membro con documenti di viaggio legali rilasciati dallo Stato membro che ha concesso loro lo status e presentano quindi una seconda domanda di protezione internazionale oltre il periodo autorizzato di 90 giorni. Entrambi i tipi di movimenti non autorizzati ostacolano il buon funzionamento del sistema europeo comune di asilo, che si basa sulla fiducia reciproca tra gli Stati membri, e mettono a dura prova i sistemi nazionali di asilo.

La Commissione sta collaborando con gli Stati membri interessati per trovare soluzioni a breve termine. Ad esempio, sono stati agevolati i trasferimenti ai sensi delle norme di Dublino durante la pandemia ed è stato aumentato il sostegno all'integrazione dei beneficiari di protezione internazionale.

Affrontare il problema dei movimenti non autorizzati era un obiettivo importante delle proposte del patto volte a rafforzare la fiducia tra gli Stati membri. Il regolamento qualifiche proposto mira ad attenuare gli attuali incentivi dei movimenti non autorizzati, come le differenze significative tra i tassi di riconoscimento negli Stati membri e il livello diseguale dei diritti e delle prospettive di integrazione per i beneficiari di protezione internazionale. Secondo le modifiche proposte della direttiva accoglienza, le condizioni di accoglienza dovrebbero essere garantite solo nello Stato membro competente. Il regolamento sulla gestione dell'asilo e della migrazione ridurrebbe gli incentivi ai movimenti non autorizzati consentendo i trasferimenti Dublino per i rifugiati riconosciuti, nonché ampliando la definizione di familiari per includervi fratelli e sorelle e famiglie formate nei paesi di transito ed eliminando gli incentivi procedurali per i movimenti non autorizzati e la fuga. La proposta di revisione del regolamento Eurodac prevede una serie di miglioramenti che, oltre ad essere essenziali per il quadro di interoperabilità, contribuirebbero a migliorare la prevenzione e il monitoraggio dei movimenti non autorizzati.

Finanziamento

Il sostegno finanziario dell'UE agli Stati membri per la migrazione e l'asilo è stato rafforzato nel periodo di finanziamento 2021-2027 per sostenere gli obiettivi del nuovo patto. I pertinenti atti di base per il Fondo Asilo, migrazione e integrazione (AMIF), lo Strumento per la gestione delle frontiere e i visti (BMVI) e il Fondo sicurezza interna (ISF) sono entrati in vigore il 15 luglio 2021 24 . Adesso gli Stati membri devono presentare formalmente i loro programmi per il periodo 2021-2027 per approvazione da parte della Commissione entro cinque mesi. La Commissione continuerà a sostenere gli Stati membri durante questa fase di programmazione per garantire che i fondi siano assegnati in modo strutturato e strategico, in linea con le esigenze individuate e corrispondenti alle priorità dell'UE. I nuovi fondi ammontano a 18 miliardi di EUR (rispetto all'importo del periodo precedente di 12,4 miliardi di EUR), il che rafforza la capacità finanziaria di rispondere alle esigenze sul campo. È stato introdotto uno strumento tematico per affrontare il problema della flessibilità insufficiente, che copre tra il 30 % e il 42,5 % dei fondi, per far fronte a esigenze finanziarie impreviste e a nuove priorità. Per la prima volta i tre fondi faranno parte del regolamento recante disposizioni comuni riguardante altri fondi a gestione concorrente, il che consentirà una maggiore coerenza nella spesa dell'UE e una maggiore attenzione agli obiettivi orizzontali e ai diritti fondamentali.

La quota di finanziamento assegnata ai programmi degli Stati membri ammonta fino al 70 %, a seconda del fondo. Circa il 10 % del finanziamento totale sarà assegnato agli Stati membri a medio termine, sulla base di criteri aggiornati, compresi i tassi di assorbimento. Ciò consentirà agli Stati membri di investire in sistemi strategici e ben strutturati per la gestione della migrazione e garantirà che l'assistenza emergenziale possa concentrarsi sulla vocazione alle crisi impreviste che le è propria.

4.RAFFORZARE IL QUADRO LEGISLATIVO

Le continue sfide migratorie in diverse parti delle frontiere esterne dell'UE, ma anche all'interno dello spazio Schengen, hanno continuato a mettere in luce le carenze esistenti. L'esperienza con la Bielorussia ha dimostrato chiaramente che la migrazione irregolare può colpire tutti gli Stati membri. Fino a quando non sarà avviata una riforma globale del sistema di asilo e migrazione dell'UE, come stabilito nel nuovo patto nel settembre 2020, l'UE rimarrà più vulnerabile e meno pronta a reagire a nuove circostanze.

Le proposte legislative definite dal patto rappresentano un approccio globale che copre tutti gli aspetti della politica in materia di migrazione e asilo, promuovendo un equilibrio tra gli interessi e le esigenze di tutti gli Stati membri. Il patto deve essere basato su garanzie forti, che assicurino che ogni Stato membro si occupi delle domande d'asilo di cui è responsabile, e su un meccanismo di solidarietà strutturato e prevedibile, che faccia sì che nessuno Stato membro debba sopportare un onere sproporzionato. Per realizzare una politica veramente comune in materia di migrazione e asilo è necessaria la volontà politica e la visione, nonché l'impegno e la partecipazione di tutti. Un anno dopo la presentazione del nuovo patto si sono registrati buoni progressi a livello tecnico, ma l'accordo politico su alcuni elementi chiave è ancora lontano.

Un importante passo avanti in materia di migrazione legale è stato raggiunto con l'accordo politico sulla nuova direttiva sulla Carta blu nel maggio 2021. Il nuovo regime introdurrà norme efficaci per attirare nell'UE lavoratori altamente specializzati, tra cui condizioni di ammissione più flessibili, maggiori diritti e la possibilità di spostarsi e lavorare più facilmente in diversi Stati membri.

I progressi compiuti in merito alla Carta blu e all'Agenzia dell'UE per l'asilo (sopra descritti) dimostrano che è possibile avanzare e trovare compromessi sulle riforme nel settore della migrazione e dell'asilo. I lavori con il Parlamento europeo e il Consiglio sotto la guida delle presidenze del Consiglio devono ora concentrarsi sul conseguimento di progressi decisivi, passo dopo passo, nei negoziati sulle altre proposte legislative in sospeso.

Un'altra importante azione della tabella di marcia per l'attuazione del patto, la strategia Schengen 25 volta a rafforzare lo spazio Schengen di libera circolazione, è stata adottata a giugno e attualmente è in fase di attuazione. Il follow-up includerà la prossima proposta sul codice frontiere Schengen. Sono in corso d'opera altre iniziative fondamentali, di cui si tratta nelle riunioni del nuovo gruppo di contatto europeo in materia di ricerca e soccorso e del forum Schengen. Il sostegno dei portatori di interessi è fondamentale per garantire che le nuove politiche siano attuate in modo efficace e intervengano laddove sono più necessarie.

Alcune proposte del patto, che sono a buon punto, apporterebbero benefici immediati in termini di sicurezza delle nostre frontiere esterne e di coerenza della risposta dell'UE alle sfide in continua evoluzione. La proposta Eurodac sarà essenziale per il quadro di interoperabilità ed è uno degli ultimi elementi necessari per completare il nostro sistema di gestione delle frontiere, con un valore aggiunto sia per la sicurezza interna che per una migliore gestione della migrazione. Il nuovo sistema Eurodac contribuirà a individuare i movimenti non autorizzati e la migrazione irregolare e a migliorare le prospettive di rimpatrio. La Commissione europea attende l'adozione della sua relazione da parte del Parlamento europeo e incoraggia il Consiglio a conferire rapidamente un mandato negoziale.

La situazione in Afghanistan ricorda l'impellente necessità di fornire una via sicura verso l'Europa per le persone vulnerabili bisognose di protezione internazionale attraverso un approccio comune dell'UE. L'accordo provvisorio sul regolamento relativo al quadro dell'Unione per il reinsediamento, raggiunto dal Parlamento europeo e dal Consiglio nel 2018, deve essere portato avanti affinché l'UE disponga in futuro di un quadro stabile e prevedibile per le politiche di reinsediamento e di ammissione umanitaria.

Tuttavia, la capacità dell'UE di istituire un quadro sufficientemente solido per la migrazione e l'asilo dipenderà inevitabilmente da progressi tangibili su tutta la gamma di proposte, compresi gli strumenti fondamentali per la gestione della migrazione e l'asilo. In sede di Consiglio, dovrebbero concludersi quanto prima i lavori in corso sul regolamento sulla gestione dell'asilo e della migrazione e sul regolamento sulla procedura di asilo nonché sul regolamento sulle situazioni di crisi e di forza maggiore, che si basa su questi due strumenti. La Commissione attende con interesse la prossima presentazione della relazione del Parlamento europeo e un accordo sui mandati negoziali entro la fine dell'anno. Vi possono anche essere opportunità di portare avanti le discussioni sul regolamento sugli accertamenti in modo che entrambe le istituzioni adottino i rispettivi mandati entro la fine dell'anno, visti i buoni progressi a livello tecnico.

Un esito positivo dei negoziati dovrà dimostrare che un approccio globale implica sia la solidarietà che la responsabilità, quindi occorre discutere più dettagliatamente a livello politico del conseguimento del giusto equilibrio. Esiste un'intesa generale comune sulla necessità di progredire verso un quadro prevedibile, obbligatorio e flessibile per la solidarietà, adattato alle esigenze specifiche degli Stati membri sotto pressione, che consenta la ricollocazione, la sponsorizzazione dei rimpatri e lo sviluppo di capacità. Sono necessarie discussioni più approfondite sulle diverse forme di solidarietà. Sebbene sia possibile una certa flessibilità per quanto riguarda le tipologie di solidarietà che gli Stati membri possono fornire, è essenziale garantire l'impatto delle azioni in questione per soddisfare le esigenze degli Stati membri. La Commissione ha presentato al Parlamento europeo e al Consiglio simulazioni quantitative delle diverse opzioni strategiche in vari scenari futuri ipotetici per contribuire ad anticipare l'impatto dei meccanismi di solidarietà e facilitare le discussioni che devono proseguire.

Analogamente, occorre definire il livello di responsabilità di ciascuno degli Stati membri per la gestione dei migranti alle loro frontiere o sul loro territorio, aumentando la flessibilità ove opportuno e con il sostegno delle agenzie dell'UE. La Commissione è pronta a collaborare con il Parlamento europeo e il Consiglio per calibrare tale equilibrio.

Per quanto riguarda le altre proposte legislative in sospeso presentate nel 2016, nel giugno 2018 è stato raggiunto un accordo provvisorio sulla revisione della direttiva sulle condizioni di accoglienza e del regolamento qualifiche. Ritardare l'entrata in vigore di questi testi priva l'UE della possibilità di migliorare in modo significativo il quadro attuale.

I progressi in tali settori sono strettamente connessi all'urgente necessità di progredire sulla proposta di revisione della direttiva rimpatri, che sarà fondamentale per costruire un sistema comune dell'UE per i rimpatri. Un sistema di rimpatrio più forte rafforzerebbe la credibilità del sistema di migrazione e asilo nel suo complesso.

La Commissione presenterà inoltre ulteriori proposte per completare la riforma globale prevista dal nuovo patto. Il prossimo pacchetto sulle competenze e i talenti sarà incentrato sull'eliminazione delle principali carenze dell'attuale legislazione in materia di migrazione legale individuate dal controllo dell'adeguatezza effettuato nel 2019. Il pacchetto comprenderà tre proposte legislative: una revisione della direttiva relativa ai soggiornanti di lungo periodo per migliorare i diritti e la mobilità all'interno dell'UE dei migranti che sono già ben integrati nelle nostre società, e una revisione della direttiva sul permesso unico per razionalizzare e semplificare le procedure di ammissione a beneficio dei datori di lavoro, delle autorità competenti in materia di migrazione e dei migranti e migliorare la protezione dei lavoratori di paesi terzi. La Commissione presenterà inoltre le opzioni per lo sviluppo di un bacino di talenti dell'UE, una piattaforma a livello dell'UE per le assunzioni internazionali che contribuirebbe a far corrispondere le competenze dei lavoratori migranti alle esigenze dei datori di lavoro dell'UE.

Inoltre, la Commissione presenterà una proposta per la digitalizzazione delle procedure di rilascio dei visti. Ciò ridurrebbe i costi connessi alle procedure di rilascio dei visti per gli Stati membri e faciliterebbe la domanda di visto da parte dei cittadini di paesi terzi, aumentando nel contempo la sicurezza dell'UE e la sua attrattiva come destinazione di viaggio. Oltre ai numerosi vantaggi logistici, finanziari e di attuazione, vi è il vantaggio politico di inserire il processo di rilascio dei visti nell'ambito di una piattaforma online di Schengen, con la creazione di un punto di ingresso unico per i richiedenti il visto in tutto il mondo.

I prossimi passi principali

·Il Parlamento europeo e il Consiglio procederanno all'adozione formale dell'accordo politico sul regolamento relativo all'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo.

·Il Parlamento europeo e il Consiglio dovrebbero adottare quanto prima le proposte che stanno per essere finalizzate, il regolamento Eurodac e il regolamento sul quadro dell'Unione per il reinsediamento. Ciò è indispensabile alla luce dell'evoluzione della situazione in Afghanistan.

·Il Consiglio e il Parlamento europeo approfondiranno le discussioni politiche in materia di solidarietà e responsabilità al fine di raggiungere rapidamente un accordo sul regolamento sulla gestione dell'asilo e della migrazione, sul regolamento sulla procedura di asilo, sul regolamento sugli accertamenti e sullo strumento di crisi.

·Gli Stati membri dovrebbero recepire e attuare rapidamente la direttiva sulla Carta blu. La Commissione è pronta ad aiutare gli Stati membri a recepire in modo ottimale la direttiva.

·La Commissione presenterà proposte legislative per dare seguito alla strategia Schengen presentata nel giugno 2021, tra cui una proposta di regolamento che modifica il codice frontiere Schengen, un pacchetto sulle competenze e sui talenti e una proposta di regolamento sulla digitalizzazione delle procedure di rilascio dei visti.

5.COLLABORAZIONE CON I PARTNER INTERNAZIONALI

Il nuovo approccio del patto

La creazione di partenariati globali, su misura e reciprocamente vantaggiosi con i paesi di origine e di transito è fondamentale per garantire una gestione sicura e ordinata della migrazione. Si tratta di una componente essenziale del nuovo patto sulla migrazione e l'asilo e di un obiettivo chiave per la Commissione negli ultimi anni. L'esperienza dimostra che la politica in materia di migrazione sarà efficace solo se integrata come elemento centrale delle nostre relazioni esterne e la Commissione e l'alto rappresentante hanno intensificato il dialogo politico con i partner per sottolineare che la creazione di solidi partenariati in materia di migrazione è una priorità dell'UE. Uno stretto scambio e coordinamento tra i ministri degli Affari esteri e dell'Interno è uno strumento importante per conseguire tale risultato. Il Consiglio congiunto dei ministri degli Affari esteri e dell'Interno del marzo 2021 ha tenuto conto di questo approccio e ha convenuto sulla necessità di fare della migrazione un elemento chiave nelle nostre relazioni bilaterali generali con i principali paesi terzi.

I partenariati di successo si basano sulla fiducia e sulla consapevolezza delle esigenze e degli obiettivi dei nostri partner. I lavori in corso con molti partner chiave forniscono una solida base per partenariati su misura incentrati sulle priorità individuate congiuntamente dall'UE e dai suoi partner. Si tratterà di un processo continuo che consentirà di ottenere risultati sostenibili solo con un impegno a lungo termine da entrambe le parti.

Le conclusioni del Consiglio europeo del 24 e 25 giugno definiscono tre principali elementi dei lavori sugli aspetti esterni della migrazione, invitando la Commissione e l'alto rappresentante a rafforzare immediatamente le azioni concrete condotte con i paesi di origine e di transito prioritari nonché il sostegno nei loro confronti, e a presentare entro l'autunno piani d'azione per i paesi prioritari, indicando obiettivi chiari, ulteriori misure di sostegno e tempistiche concrete, in stretta cooperazione con gli Stati membri; e invitando la Commissione a comunicare entro novembre come intende utilizzare nel miglior modo possibile il 10 % della dotazione finanziaria dello strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale-Europa globale per le azioni connesse alla migrazione. Queste azioni sono in corso nei diversi settori individuati nel nuovo patto.

-Dialogo con i principali partner in materia di migrazione

Il dialogo e la cooperazione in materia di migrazione con molti partner chiave sono già ben consolidati. Sulla base di queste strutture esistenti, sono stati compiuti sforzi significativi per sviluppare partenariati su misura in materia di migrazione, concentrandosi sulle priorità individuate congiuntamente dall'UE e dai suoi partner. Una sintesi della collaborazione recente e in corso con i principali partner figura nell'allegato II. La cooperazione avviene attraverso dialoghi bilaterali e in consessi regionali quali i processi di Budapest, Rabat e Khartoum e con partner regionali quali l'Unione africana. L'UE opera attraverso il dialogo politico e la collaborazione associati ad azioni da essa finanziate nei diversi settori evidenziati nel patto: protezione dei migranti e degli sfollati, lotta contro le cause della migrazione irregolare e degli sfollamenti forzati, governance della migrazione e gestione delle frontiere, rimpatrio e reintegrazione dei migranti irregolari e percorsi legali. Questo lavoro è strettamente connesso alle iniziative dell'UE volte a stimolare gli investimenti e la cooperazione con i partner più in generale, come i Balcani occidentali 26 e il vicinato meridionale 27 .

-Proteggere chi ne ha bisogno e sostenere i paesi di accoglienza

La protezione dei rifugiati e dei migranti vulnerabili è al centro delle politiche dell'UE. L'UE e gli Stati membri sono i principali fornitori di sostegno umanitario per i rifugiati, i richiedenti asilo, gli sfollati interni e le comunità di accoglienza in tutto il mondo. L'assistenza allo sviluppo dell'UE si è rivolta in misura crescente anche alle persone costrette a sfollare per lunghi periodi, sostenendo la protezione, i mezzi di sussistenza e l'autonomia. L'UE e gli Stati membri hanno fornito sostegno in occasione della crisi siriana divenendo il principale donatore a livello mondiale, con 24,9 miliardi di EUR mobilitati dal 2011. Nel giugno 2021 il Consiglio europeo ha deciso di continuare a sostenere i rifugiati siriani e di altra provenienza e le comunità di accoglienza. La Commissione ha definito un pacchetto quadriennale che ammonterà a oltre 5,7 miliardi di EUR, di cui oltre 3,5 miliardi di EUR destinati ai rifugiati all'interno della Turchia, e 2,2 miliardi di EUR per i beneficiari in Siria, Libano, Giordania e Iraq. 

Turchia

·Nonostante alcune difficoltà, la dichiarazione UE-Turchia 28 del marzo 2016 ha fornito sostegno a milioni di rifugiati e migranti in Turchia, siriani e di altra provenienza, nell'ambito di un pacchetto più ampio. La dichiarazione ha permesso una significativa diminuzione della perdita di vite umane dovuta ai viaggi pericolosi verso l'Europa e una notevole riduzione degli attraversamenti irregolari dalla Turchia verso l'UE.

·Lo strumento per i rifugiati in Turchia (FRiT) eroga 6 miliardi di EUR a sostegno dei rifugiati siriani e delle comunità di accoglienza. Tra gli impatti tangibili figura il sostegno diretto a oltre 1,8 milioni di rifugiati vulnerabili per soddisfare le loro esigenze di base e consentire a più di 680 000 bambini di frequentare regolarmente la scuola.

·Ad oggi, quasi 31 000 persone sono state reinsediate negli Stati membri dell'UE in virtù della dichiarazione UE-Turchia.

L'UE continuerà a fare la sua parte e si aspetta che la Turchia mantenga i propri impegni e dia seguito a tutti gli elementi della dichiarazione, tra cui la prevenzione delle partenze irregolari verso tutti gli Stati membri, la prevenzione di nuove rotte migratorie e la rapida ripresa della riammissione dei rimpatriati dalle isole greche, sospesa dalla Turchia dal marzo 2020. In ottobre è previsto un dialogo ad alto livello UE-Turchia su migrazione e sicurezza.

Il bilancio dell'UE per gli aiuti umanitari e per lo sviluppo, che collega l'azione umanitaria allo sviluppo e alla pace, è mobilitato in tutta l'Africa, dove sono milioni gli sfollati interni e i rifugiati. I finanziamenti umanitari sostengono a breve termine le persone colpite da conflitti, epidemie e catastrofi naturali e le loro comunità di accoglienza, e contribuiscono a garantire che i migranti siano inclusi nelle campagne di vaccinazione contro la pandemia di COVID-19. L'assistenza allo sviluppo opera nell'ambito di una pianificazione pluriennale più lunga, con l'obiettivo di promuovere la resilienza e l'autonomia delle persone costrette a sfollare attraverso un'istruzione di qualità, l'accesso a opportunità economiche e la protezione sociale. In Asia, l'UE sostiene i rifugiati Rohingya in Bangladesh e gli afghani (cfr. infra). In America latina, gli aiuti umanitari e allo sviluppo dell'UE sostengono le persone sfollate durante la crisi venezuelana, il maggiore sfollamento della popolazione nella storia delle Americhe e attualmente il secondo a livello mondiale.

Per quanto riguarda l'attuale situazione in Afghanistan, è importante pianificare tutti i possibili risultati e lavorare con una visione a lungo termine, nonché rafforzare la nostra cooperazione e il nostro sostegno ai paesi lungo la rotta migratoria dall'Afghanistan verso l'UE.

L'Afghanistan era una priorità per l'UE in materia di migrazione e sfollamenti forzati già prima dei recenti avvenimenti. Sarà necessario continuare ad affrontare le sfide in materia di sfollamenti forzati all'interno dell'Afghanistan, dove tali sfollamenti sono già massicci e sono probabilmente destinati a peggiorare. I fondi per lo sviluppo per l'Afghanistan sono attualmente sospesi e saranno soggetti a rigorose condizioni, connesse in particolare al rispetto dei diritti fondamentali. Sebbene oggi l'accento sia posto sulle esigenze umanitarie, occorre tenere conto di altri fattori, tra cui la salute, l'istruzione e i mezzi di sussistenza, nonché dei fattori di stabilizzazione.

Si stima che siano già sfollati in Pakistan e in Iran oltre 5 milioni di afghani (il 15 % della popolazione), compresi milioni di afghani non registrati. L'UE si impegna in materia di sfollamenti all'interno e all'esterno dell'Afghanistan anche presiedendo, nel 2021, il gruppo ristretto della piattaforma di sostegno alla strategia per una soluzione alla questione dei rifugiati afghani. In tale contesto l'UE cercherà di rafforzare la reazione internazionale alla situazione dei rifugiati afghani e di stimolare ulteriori impegni politici, finanziari e materiali.

Nei prossimi mesi l'UE dovrebbe concentrarsi su proposte concrete per affrontare i problemi lungo l'intera rotta: la risposta alle esigenze dei paesi del vicinato dell'Afghanistan, con obiettivi quali il sostegno ai sistemi di protezione, le necessità delle comunità di accoglienza e il rafforzamento dei programmi di cooperazione tra autorità di contrasto per contrastare le reti del traffico e della tratta di migranti (con il sostegno di Europol), nonché l'intensificazione dei percorsi legali. L'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo esaminerà le possibilità di intensificare le sue operazioni esterne per sviluppare le capacità in materia di asilo. La Commissione darà inoltre priorità a specifiche campagne d'informazione per fornire informazioni chiare e coerenti sui rischi che comportano i viaggi irregolari pericolosi.

Come convenuto dai ministri degli Affari esteri dell'UE, l'UE si adopererà per sviluppare una piattaforma politica regionale di cooperazione con i vicini dell'Afghanistan per affrontare, tra l'altro, la gestione dei flussi migratori dall'Afghanistan, la prevenzione della diffusione del terrorismo e la lotta contro la criminalità organizzata, compreso il traffico di stupefacenti. Il Consiglio straordinario GAI del 31 agosto ha inoltre chiesto un approccio "Team Europa" per collaborare con i paesi vicini all'Afghanistan allo scopo di affrontare l'impatto degli sfollamenti nella regione.

L'UE collaborerà inoltre con i paesi di transito verso l'Unione, compresi i Balcani occidentali e la Turchia, per potenziare i loro sistemi di protezione, rafforzare la capacità di gestione delle frontiere e prevenire il traffico di migranti e la migrazione irregolare dalla regione, anche attraverso il sostegno delle agenzie dell'UE.

-Sviluppare opportunità economiche e affrontare le cause profonde della migrazione irregolare

Per affrontare le cause profonde della migrazione irregolare e degli sfollamenti forzati è necessaria una cooperazione costante con i partner al fine di promuovere iniziative di prevenzione dei conflitti, protezione dei diritti fondamentali, sviluppo economico e sociale e azione per il clima. Questo lavoro si sovrappone a molte priorità della politica di sviluppo dell'UE. Ad esempio, i paesi subsahariani, colpiti dalla crisi economica, sociale e politica, rimangono i principali paesi di origine e di transito verso l'UE. Il sostegno dell'UE si concentra sulle opportunità economiche e occupazionali, nonché sulla resilienza delle comunità, sulla governance e su una migliore gestione della migrazione. Alla luce dei recenti sviluppi, la sicurezza è emersa come una delle principali preoccupazioni. Analogamente i paesi nordafricani, in quanto paesi di origine, di transito e di destinazione, si trovano ad affrontare una serie di sfide in materia di gestione della migrazione e sfollamenti forzati, aggravate da sfide politiche ed economiche più ampie che il sostegno bilaterale dell'UE cerca di affrontare con approcci su misura.

-Partenariato per rafforzare la gestione e la governance della migrazione 

Sostenere lo sviluppo di adeguati quadri per la governance della migrazione è una delle principali priorità dell'azione dell'UE con i paesi partner, in quanto tali quadri promuovono una politica ordinata di gestione della migrazione nei paesi partner interessati e tutelano i diritti delle persone che si spostano. Ad esempio, con un consistente sostegno dell'UE, nell'ultimo decennio i partner dei Balcani occidentali hanno rafforzato e allineato i loro sistemi nazionali di asilo e migrazione alle norme dell'UE nel quadro dei negoziati di adesione all'UE. Negli ultimi anni, con il sostegno dell'UE, è stata adottata una nuova legislazione sulla lotta al traffico di migranti e alla tratta di esseri umani in paesi come il Niger e la Mauritania. Il rafforzamento della gestione della migrazione, dell'asilo e delle capacità di rimpatrio rimarrà in futuro una delle principali priorità della cooperazione.

Lo sviluppo delle capacità in materia di gestione delle frontiere è un altro settore di lavoro fondamentale. Gli accordi sullo status della guardia di frontiera e costiera europea tra l'UE e i partner dei Balcani occidentali rappresentano una nuova fase per la cooperazione frontaliera con i partner della regione. Tali accordi contribuiscono a sviluppare le attività volte a prevenire la migrazione irregolare e a combattere il traffico di migranti, nell'interesse sia dell'UE che dei suoi partner. La gestione delle frontiere è stata anche uno dei temi principali della sezione Africa settentrionale del Fondo fiduciario di emergenza dell'UE per l'Africa, che sostiene la fornitura di formazione e attrezzature in Libia, Marocco e Tunisia, e ciò continuerà dopo la scadenza del Fondo fiduciario. Sono sviluppati anche partenariati su misura nel settore della migrazione utilizzando azioni di sostegno al bilancio, che rafforzano settori quali la capacità di gestione delle frontiere in paesi partner come il Marocco.

Il sostegno dell'EASO ai paesi terzi contribuisce a rafforzare i sistemi di asilo e accoglienza e una gestione della migrazione attenta alla protezione. Le attività comprendono corsi di formazione, formazione sul posto di lavoro, contributi a documenti tecnici, seminari, ecc. Attualmente l'EASO coopera con i paesi dei Balcani occidentali e con la Turchia, in particolare attraverso l'attuazione di tabelle di marcia concordate per rafforzare i sistemi di asilo e accoglienza, oltre al sostegno allo sviluppo di capacità nella regione del Medio Oriente e dell'Africa settentrionale.

Libia

Un decennio di conflitti violenti ha creato notevoli sfide migratorie in Libia, dove migranti e rifugiati sono vittime di gravi violazioni dei diritti umani e vivono in condizioni precarie, mentre il traffico di migranti mette in pericolo la vita di molte persone sul mare. È in atto un'ampia gamma di azioni per aiutare la Libia a migliorare la gestione della migrazione: il paese ha ricevuto una dotazione di 455 milioni di EUR per il sostegno in materia di migrazione nell'ambito della sezione Africa settentrionale del Fondo fiduciario di emergenza per l'Africa. L'intervento dell'UE mira a proteggere le persone bisognose e a combattere il traffico di migranti e la tratta di esseri umani. Sono previsti i seguenti interventi:

·collaborare con le agenzie delle Nazioni Unite e le organizzazioni non governative internazionali per fornire protezione e cercare alternative al trattenimento per sopperire alle esigenze dei più vulnerabili, in particolare i minori, le donne, le vittime della tratta di esseri umani o la violenza di genere; viene inoltre fornito sostegno per migliorare le condizioni di vita dei rifugiati, dei migranti e delle comunità di accoglienza;

·aiuto diretto alle persone bisognose di protezione internazionale, alle quali vengono offerti percorsi legali, compreso il reinsediamento; grazie alla collaborazione con l'UNCHR e l'Unione africana, dal novembre 2017 sono stati evacuati circa 6 379 rifugiati e richiedenti asilo vulnerabili; i meccanismi di transito di emergenza agevolano l'evacuazione dei rifugiati e richiedenti asilo più vulnerabili dalla Libia al Niger e al Ruanda; è garantito l'accesso alla determinazione dello status di rifugiato, al reinsediamento o persino all'integrazione locale;

·sostegno ai migranti per il rimpatrio volontario e il reinserimento nei rispettivi paesi di origine: finora oltre 53 000 migranti hanno beneficiato del programma di rimpatrio volontario e reintegrazione; dal 2017 le attività dell'UE in Libia si basano anche su un lavoro congiunto attraverso la task force UE-Unione africana-ONU che si occupa di questioni connesse alla protezione;

·collaborare con la guardia costiera libica per contrastare il traffico di migranti, salvare vite umane e sviluppare le capacità di gestione delle frontiere nel rispetto dei diritti umani.

·L'iniziativa Team Europa prevista per la rotta del Mediterraneo centrale sarà importante per portare avanti i lavori sulle numerose sfide migratorie della Libia.

-    Promuovere la cooperazione in materia di rimpatrio, riammissione e reintegrazione

Rimpatri, riammissione e reintegrazione efficaci sono elementi importanti dell'approccio globale in materia di migrazione e asilo definito nel patto e contribuiscono a partenariati reciprocamente vantaggiosi in materia di migrazione. Estendere e migliorare l'attuazione degli accordi 29 e delle intese 30 esistenti dell'UE in materia di riammissione è una parte importante delle relazioni con i partner principali 31 .

Il 10 febbraio 2021 la Commissione ha presentato la sua prima relazione di valutazione sul livello di cooperazione in materia di riammissione con i paesi partner nell'ambito del codice dei visti, relativa al 2019. L'obiettivo è fornire un approccio strutturato per migliorare la cooperazione in materia di riammissione laddove siano state individuate evidenti carenze, nel quadro del dialogo in corso con i partner in materia. La relazione è stata seguita nel luglio 2021 dalla presentazione di proposte al Consiglio volte ad adottare misure temporanee specifiche in materia di visti per soggiorni di breve durata, da applicare ai richiedenti il visto che sono cittadini del Bangladesh, dell'Iraq e della Gambia. Il Consiglio adotterà ora una decisione sulla proposta della Commissione tenendo conto degli sviluppi della cooperazione in materia di riammissione. Con il sostegno di Frontex e sulla base dei contributi ricevuti dagli Stati membri, la Commissione sta preparando la seconda relazione per valutare la cooperazione in materia di riammissione nel 2020.

Nell' aprile 2021 la Commissione ha adottato la strategia dell'UE in materia di rimpatrio volontario e reintegrazione 32  per migliorare l'efficacia, il coordinamento e l'impatto dei programmi dell'UE e nazionali in questo settore. La nuova strategia introduce misure pratiche miranti a rafforzare il quadro giuridico e operativo per i rimpatri volontari dall'Europa e dai paesi di transito, migliorare la qualità dei programmi di rimpatrio e reintegrazione, stabilire un miglior collegamento con le iniziative di sviluppo e rafforzare la cooperazione con i paesi partner. Nel contesto dell'attuazione di tale strategia, Frontex ha ottenuto buoni progressi nel rendere operativo il suo mandato in materia di reintegrazione, collaborando con gli Stati membri per lanciare i suoi servizi pilota congiunti di reinserimento in diversi paesi terzi nel maggio 2021, aprendo la strada al trasferimento delle attività dalla rete europea per il rimpatrio e il reinserimento che sarà ultimato nel giugno 2022.

I lavori in questo settore riguardano non solo i rimpatri dall'UE verso paesi terzi, ma anche il sostegno ai rimpatri dai paesi di transito lungo le rotte migratorie verso i paesi di origine. Un esempio importante di questo lavoro è l'iniziativa congiunta UE-OIM, che dal maggio 2017 all'aprile 2021 ha finanziato l'assistenza a oltre 50 000 migranti soccorsi o intercettati in mare o nel deserto. Inoltre, oltre 95 000 migranti sono rientrati volontariamente, principalmente dalla Libia e dal Niger, nonché dal Mali e Gibuti. Nei paesi di origine, questa iniziativa congiunta ha già permesso di fornire un sostegno dell'UE per la reintegrazione di oltre 112 000 migranti.

-Sviluppare l'offerta di percorsi legali verso l'Europa

Il sostegno ai percorsi legali è un altro pilastro fondamentale del lavoro con i partner esterni. Non si tratta di una priorità nuova per l'UE: dal 2015 oltre 81 000 persone hanno trovato protezione nell'UE attraverso il reinsediamento. Tra gennaio 2020 e giugno 2021, nonostante le perturbazioni causate dalla pandemia, gli Stati membri hanno reinsediato circa 13 500 persone bisognose di protezione. In occasione dell'11º Forum sul reinsediamento, l'ammissione umanitaria e i percorsi complementari, tenutosi nel luglio 2021, la Commissione ha invitato gli Stati membri ad assumere impegni per il prossimo programma ad hoc di reinsediamento nel 2022. Il forum ad alto livello organizzato per la prima volta con la partecipazione ministeriale di Canada e Stati Uniti ha convenuto di intensificare gli sforzi congiunti di reinsediamento. L'UE fa inoltre parte delle attività del G7 volte a cooperare, anche con i paesi vicini e altri paesi della regione che ospitano rifugiati, su un approccio coordinato alle vie sicure e legali per il reinsediamento. Il prossimo Forum ad alto livello dell'UE, che si concentrerà sulla protezione degli afghani a rischio in ottobre, rappresenta un'opportunità fondamentale per definire il contributo al pacchetto di sostegno afghano per quanto riguarda il reinsediamento e altri percorsi sicuri e legali alla protezione come alternative alla migrazione irregolare per gli afghani più bisognosi di protezione.

In linea con la raccomandazione della Commissione sui percorsi legali di protezione nell'UE 33 , la Commissione ha avviato azioni di sensibilizzazione per promuovere, oltre al reinsediamento, percorsi complementari legati allo studio e al lavoro. Sono stati selezionati per il finanziamento sei progetti su percorsi complementari, destinati a promuovere l'accoglienza dei rifugiati e sviluppare le capacità negli Stati membri 34 . L'EASO sta lavorando a un approccio europeo alla sponsorizzazione delle comunità, per aiutare gli Stati membri a introdurre o ampliare i programmi di sponsorizzazione da parte delle comunità per conferire un ruolo più strutturato alla società civile e alle comunità nell'accoglienza e nell'integrazione dei rifugiati.

Nel settore della migrazione legale, sono in corso diversi progetti pilota che esplorano opzioni per una migrazione mirata di manodopera nell'interesse degli Stati membri e dei partner, principalmente nell'Africa settentrionale 35 . I partenariati volti ad attirare talenti si baseranno su questa esperienza.

Nuovi strumenti finanziari e operativi

-Combattere il traffico di migranti e affrontare le cause della migrazione irregolare

La Commissione adotta oggi un piano d'azione rinnovato dell'UE contro il traffico di migranti per il periodo 2021-2025, 36 che definisce azioni per contrastare il traffico e proteggere i diritti fondamentali dei migranti, basandosi su importanti iniziative in corso in materia di lotta al traffico e affrontando nuove sfide, compreso lo sfruttamento della migrazione a fini politici. La Commissione collaborerà con i paesi partner per istituire partenariati operativi mirati contro il traffico di migranti, in quanto elementi importanti dei partenariati globali previsti dal nuovo patto. La prospettiva dell'occupazione, anche illegale, è un forte incentivo alla migrazione irregolare. Nell'ambito del nuovo patto, la Commissione ha annunciato che valuterà come rafforzare l'efficacia della direttiva sulle sanzioni nei confronti dei datori di lavoro e una comunicazione 37 adottata oggi propone una via da seguire per rafforzare l'attuazione, concentrandosi sulle sanzioni nei confronti dei datori di lavoro, sulle misure per proteggere i diritti dei migranti irregolari e sulle ispezioni.

-Partenariati per i talenti 

I partenariati volti ad attirare talenti, avviati in occasione di una conferenza ad alto livello tenutasi l'11 giugno, possono aiutare l'UE ad agire strategicamente per sviluppare partenariati forti, equilibrati e reciprocamente vantaggiosi in materia di migrazione con i principali paesi partner, attirando nel contempo i talenti di cui l'Europa ha bisogno. Essi forniranno un quadro politico e finanziario globale per meglio abbinare le competenze e le esigenze tra l'UE e i paesi partner mirati, riunendo gli strumenti dell'UE e degli Stati membri per la cooperazione in materia di migrazione legale e mobilità. La Commissione collaborerà con gli Stati membri e i datori di lavoro, le parti sociali e le agenzie attive nell'ambito della formazione per lanciare i primi partenariati per i talenti, basandosi sull'esperienza acquisita con alcuni paesi nordafricani, e in funzione dell'interesse degli Stati membri potrebbero gradualmente essere introdotti altrove partenariati di questo tipo.

-Iniziative Team Europa

Team Europa è costituita dall'UE, dai suoi Stati membri, dalla BEI e dalla BERS e mira a rafforzare il coordinamento, la coerenza e la complementarità delle azioni volte ad aumentare l'impatto dell'UE. Le iniziative nazionali e multinazionali Team Europa, integrate nella programmazione dei finanziamenti dell'UE, possono coinvolgere gli Stati membri nell'attuazione delle priorità della politica migratoria dell'Unione. Sono attualmente in fase di sviluppo due iniziative multinazionali Team Europa in materia di migrazione, una sulla rotta del Mediterraneo occidentale e la rotta atlantica, basata su una proposta della Spagna, e l'altra sulla rotta del Mediterraneo centrale proposta dall'Italia e dalla Francia. Una terza iniziativa è proposta dalla Commissione per rispondere alla crisi degli sfollamenti regionali in Afghanistan.

-Finanziamento

Il regolamento NDICI-Europa globale stabilisce che indicativamente il 10 % della dotazione finanziaria complessiva di 79,8 miliardi di EUR dovrebbe essere destinato in particolare ad azioni connesse alla migrazione nei paesi terzi, e definisce gli obiettivi principali 38 e i settori specifici di cooperazione e di intervento da coprire. La preparazione dei programmi indicativi pluriennali nazionali, regionali e tematici è in corso e dovrebbe essere completata entro la fine dell'anno. Ciò consentirà anche di prendere decisioni sulle prime azioni entro la fine del 2021. La Commissione riferirà in che modo intende utilizzare la dotazione indicativa del 10 % per la migrazione, come richiesto dal Consiglio europeo di novembre.

In base ai preparativi finora svolti, la migrazione e gli sfollamenti forzati svolgeranno un ruolo importante nei documenti di programmazione e saranno considerati come un settore prioritario di impegno nei piani d'azione pluriennali per paese, preparati per i principali paesi di interesse e impegno per l'UE. Laddove la migrazione e lo sfollamento forzato non siano considerati prioritari a livello nazionale, tali azioni saranno integrate in altri settori prioritari di intervento. La migrazione occuperà un posto di primo piano anche in tutti i piani d'azione pluriennali regionali, in particolare in quelli riguardanti l'Africa subsahariana, l'Asia e il vicinato meridionale. Tali programmi comprenderanno programmi specifici in diversi paesi della regione, ad esempio per quanto riguarda le rotte migratorie o laddove i paesi condividono sfide simili. I piani d'azione pluriennali regionali saranno inoltre in grado di fornire finanziamenti aggiuntivi a paesi specifici, sulla base di un approccio flessibile che può anche incentivare la collaborazione e il partenariato con l'UE. Alcune azioni nei settori della migrazione e degli sfollamenti forzati saranno attuate congiuntamente come iniziative Team Europa, combinando gli sforzi dell'UE e degli Stati membri. Tutte le rotte migratorie riceveranno un'attenzione adeguata e i finanziamenti corrisponderanno alla crescita delle ambizioni e del livello di sfide della politica migratoria dell'UE. Per l'area del vicinato, gli investimenti nella migrazione dovrebbero superare il 10 % indicativo indicato nel regolamento NDICI-Europa globale.

I futuri programmi in materia di migrazione nei paesi in fase di preadesione, finanziati nell'ambito dello strumento di assistenza preadesione (IPA III), saranno attuati anche attraverso programmi bilaterali e regionali. Le azioni previste nei Balcani occidentali continueranno a rafforzare la gestione della migrazione e i sistemi di asilo, nonché la gestione delle frontiere. Sarà necessario prestare un'attenzione costante alla situazione dell'accoglienza in Bosnia-Erzegovina.

6.INTEGRAZIONE E INCLUSIONE

L'UE ha inoltre cercato di aiutare gli Stati membri ad affrontare l'importante sfida dell'integrazione dei migranti e dei cittadini dell'UE provenienti da un contesto migratorio. Politiche di integrazione efficaci favoriscono una valida gestione della migrazione e costituiscono anche un elemento chiave della politica sociale dell'UE attraverso il pilastro europeo dei diritti sociali, che sottolinea che il miglioramento della situazione delle persone provenienti da un contesto migratorio sarà fondamentale per conseguire gli obiettivi da esso stabiliti 39 .

Nel novembre 2020 la Commissione ha adottato un piano d'azione per l'integrazione e l'inclusione 2021-2027 40  quale primo risultato importante in seguito al nuovo patto, con quasi 60 azioni nei settori dell'istruzione, dell'occupazione e delle competenze, della sanità e dell'alloggio. La sua attuazione è ben avviata ed è stato fra l'altro pubblicato un pacchetto di strumenti con orientamenti pratici per l'inclusione nell'educazione e cura della prima infanzia 41 . Nel marzo 2021, la Commissione ha avviato un partenariato con il Comitato delle regioni per dar vita a un dialogo politico e promuovere l'apprendimento e gli scambi sull'integrazione per gli enti locali e regionali 42 . Ha inoltre pubblicato un pacchetto di strumenti sull'utilizzo dei fondi UE per l'integrazione di persone provenienti da un contesto migratorio per il periodo 2021-2027 43 . In collaborazione con il Comitato economico e sociale europeo, la Commissione organizza regolarmente consultazioni e dialoghi con le organizzazioni della società civile in occasione del Forum europeo sulla migrazione 44 . 

Coinvolgere attivamente i migranti, i richiedenti asilo e i rifugiati nell'elaborazione e nell'attuazione delle politiche in materia di migrazione, asilo e integrazione è essenziale per rendere tali politiche più efficaci e adeguate alle esigenze concrete. La Commissione ha istituito un gruppo di esperti composto da organizzazioni che rappresentano gli interessi dei migranti e da esperti in materia di migrazione provenienti da un contesto migratorio, incaricato di fornirle consulenza sulle politiche in materia di migrazione, asilo e integrazione dei migranti. La prima riunione del gruppo di esperti si è tenuta nel novembre 2020, e sono previste per il futuro riunioni periodiche.

7.CONCLUSIONI

L'obiettivo finale della politica migratoria dell'UE è garantire che la migrazione avvenga in modo sicuro, regolare e ben gestito, consentire all'UE e ai suoi partner di affrontare le sfide della migrazione irregolare e degli sfollamenti forzati e sfruttare i numerosi vantaggi offerti dalla migrazione. A tal fine l'UE continua a perseguire politiche volte a conseguire i migliori risultati per i suoi Stati membri e i suoi partner in un mondo in cui la migrazione irregolare, gli sfollamenti forzati e la mobilità legale costituiscono una sfida costante, e a costruire un sistema efficace che gestisca la migrazione, tuteli i diritti fondamentali e attiri i talenti e le competenze di cui vi è tanto bisogno.

Le rotte e i movimenti dei migranti, molti dei quali vulnerabili, continuano a spostarsi: saranno attentamente monitorati e, ove possibile, previsti, per consentire all'UE di reagire alle nuove tendenze. I recenti avvenimenti in Bielorussia e Afghanistan dimostrano che l'UE deve costantemente valutare i nuovi sviluppi ed essere pronta a reagire, adeguando le normative vigenti e prevedendo nuove misure per impedire che trafficanti di migranti sponsorizzati dagli Stati o reti criminali abusino del sistema di migrazione e asilo.

L'UE ha già intrapreso numerose azioni per migliorare la sua capacità di far fronte a tali sfide. È ora fondamentale avanzare in modo rapido e costruttivo sui progetti legislativi nel quadro del nuovo patto, che serviranno a rafforzare ulteriormente la capacità dell'Europa di gestire la migrazione, fornire percorsi legali, proteggere le proprie frontiere, accogliere in condizioni umane coloro che hanno il diritto di entrare nell'UE e trattare con dignità coloro che non godono di tale diritto, in linea con i valori e i principi dell'Unione.

(1)

   Il più recente stato di avanzamento della tabella di marcia è riportato nell'allegato 1 della presente comunicazione.

(2)

   L'assistenza umanitaria dell'UE è fornita secondo i principi di umanità, imparzialità, neutralità e indipendenza, e unicamente sulla base delle esigenze. Non è influenzata da alcun obiettivo politico, strategico, militare o economico (comunicazione sull'azione umanitaria dell'UE: nuove sfide, stessi principi (COM (2021) 110).

(3)

   COM (2020) 609 del 23.9.2020.

(4)

   COM (2021) 277 del 2.6.2021.

(5)

   Dichiarazione del Consiglio "Affari esteri" del 6 marzo 2020 e conclusioni del Consiglio europeo del 24-25 giugno 2021.

(6)

   Per UE+ si intendono i 27 Stati membri dell'UE più la Norvegia e la Svizzera.

(7)

   Come nel 2020, la Germania ha ricevuto il maggior numero di domande, seguita da Francia e Spagna. In percentuale della popolazione, Cipro ha ricevuto il maggior numero di domande, seguito da Malta e Grecia. Tra le domande presentate per la prima volta nel 2021 prevalgono quelle dei cittadini siriani, seguiti da quelle dei cittadini di Afghanistan, Pakistan, Iraq e Turchia.

(8)

   Il tasso complessivo di accettazione delle decisioni relative alle richieste Dublino nel 2020 è stato del 59 %, con una diminuzione per il terzo anno consecutivo. Quattro paesi (Francia, Germania, Grecia e Paesi Bassi) hanno effettuato oltre tre quarti di tutti i trasferimenti.

(9)

   Nel 2020 negli Stati membri sono state emesse quasi 400 000 decisioni di rimpatrio, con oltre 70 000 rimpatri effettivi.

(10)

   Comunicazione della Commissione - COVID-19: Linee guida sull'attuazione delle disposizioni dell'UE nel settore delle procedure di asilo e di rimpatrio e sul reinsediamento (2020/C 126/02, del 17 aprile 2020).

(11)

   Ad esempio, il lavoro della rete europea sulle migrazioni e del sito web europeo sull'integrazione.

(12)

   Regolamento di esecuzione (UE) 2020/1019 della Commissione del 13 luglio 2020. Il regolamento (UE) 2020/1543 è stato riveduto per allineare i termini per la presentazione dei conti e per ridurre il rischio di disimpegno.

(13)

   Raccomandazione della Commissione su un meccanismo dell'UE di preparazione e di gestione delle crisi connesse alla migrazione e loro gestione (Programma di preparazione e di risposta alle crisi nel settore della migrazione), C(2020) 6469 del 23 settembre 2020.

(14)

   Organizzato in tre categorie di personale, al più tardi entro il 2027: 3 000 membri del personale statutario operativo (categoria 1) e 7 000 esperti nazionali distaccati a breve e lungo termine degli Stati membri (categorie 2 e 3). I 1 500 agenti della riserva di reazione rapida (categoria 4 del corpo permanente) possono essere attivati quando il personale operativo disponibile nelle categorie 1, 2 e 3 è già stato pienamente impiegato.

(15)

   Le operazioni in corso prevedono in tutto l'impiego di 1 982 agenti del corpo permanente e altri esperti, 4 pattugliatori off-shore, 19 pattugliatori costieri, 32 motovedette costiere, 13 veicoli per la sorveglianza delle frontiere, 3 veicoli termovisivi, 121 vetture di pattugliamento, 3 aerei, 8 elicotteri, 21 telecamere, 75 visori notturni, 29 uffici mobili, 27 rilevatori di CO2 e 8 rilevatori di battito cardiaco.

(16)

   Frontex dispiega attualmente 110 funzionari del corpo permanente nelle sue operazioni congiunte terrestri e marittime in Albania, 25 funzionari nelle operazioni congiunte terrestri e marittime in Montenegro e circa 50 funzionari nella sua operazione congiunta terrestre in Serbia.

(17)

   La Commissione sta inoltre elaborando disposizioni tipo per armonizzare lo scambio di informazioni tra gli Stati membri e i paesi terzi nell'ambito del sistema europeo di sorveglianza delle frontiere (EUROSUR).

(18)

   Affinché Frontex possa schierare guardie di frontiera che esercitano poteri esecutivi sul territorio di paesi terzi, sono necessari accordi sullo status negoziati dalla Commissione e conclusi dall'Unione con paesi terzi. Qualsiasi altro tipo di cooperazione tra Frontex e paesi terzi si basa generalmente su accordi di lavoro bilaterali conclusi tra l'Agenzia e le autorità competenti del paese terzo in conformità all'articolo 73, paragrafo 4, del regolamento sulla guardia di frontiera e costiera europea.

(19)

   Nel 2020 sono stati effettuati 7 952 rimpatri verso 28 destinazioni utilizzando voli charter e 3 981 utilizzando voli di linea.

(20)

   Austria, Repubblica ceca, Cipro, Germania, Danimarca, Finlandia, Francia, Ungheria, Paesi Bassi, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Svezia e Regno Unito

(21)

   1 145 dall'Italia e 959 da Malta.

(22)

   IP/20/384 Situation at Greek borders (europa.eu)

(23)

   Fonte: Eurodac. Nello stesso periodo dello scorso anno sono stati registrati solo 97 000 riscontri positivi, mentre nello stesso periodo del 2019 sono stati registrati 153 000 riscontri positivi. Il numero di riscontri non corrisponde al numero di persone (la stessa persona può generare riscontri multipli), ma queste cifre forniscono una buona indicazione delle tendenze.

(24)

   Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2021/1147; Strumento per la gestione delle frontiere e i visti (UE) 2021/1148; Fondo sicurezza interna (UE) 2021/1149.

(25)

   COM (2021) 277 del 2.6.2021.

(26)

   Un piano economico e di investimenti per i Balcani occidentali, COM(2020) 641 final.

(27)

   Una nuova agenda per il Mediterraneo, JOIN(2021) 2 final.

(28)

    https://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2016/03/18/eu-turkey-statement/  

(29)

   Hong Kong, Macao, Sri Lanka, Albania, Russia, Ucraina, Macedonia del Nord, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Serbia, Moldova, Pakistan, Georgia, Armenia, Azerbaigian, Turchia, Capo Verde, Bielorussia.

(30)

   Afghanistan, Gambia, Guinea, Bangladesh, Etiopia e Costa d'Avorio.

(31)

   I negoziati per un accordo di riammissione con la Nigeria, in sospeso dal 2018, sono ripresi nel gennaio 2021.

(32)

   COM (2021) 120 del 27.4.2021.

(33)

   C(2020) 6467 del 23.9.2020.

(34)

   Questi progetti cofinanzieranno consorzi di organizzazioni non governative, in alcuni casi con organizzazioni internazionali, per lo scambio di buone pratiche e la capacità di sviluppare percorsi complementari onde consentire alle persone bisognose di protezione di essere ammesse nell'UE per studiare, lavorare o ricongiungersi a familiari già presenti nell'UE.

(35)

   Ad esempio, un progetto pilota "Affrontare le carenze di lavoro attraverso modelli innovativi di migrazione di manodopera" sta rafforzando la cooperazione tra Belgio e Marocco nella gestione della migrazione regolare, offrendo un'opzione sicura e legale ai giovani professionisti che desiderano acquisire esperienza professionale qualificata nel settore delle TIC.

(36)

   COM (2021) 591.

(37)

   COM (2021) 592.

(38)

   Il regolamento stabilisce che i fondi NDICI-Europa globale dovrebbe "contribuire a garantire l'accesso alla protezione internazionale, ad affrontare le cause profonde della migrazione irregolare e degli sfollamenti forzati, a rafforzare la gestione delle frontiere e a proseguire gli sforzi nella prevenzione della migrazione irregolare e degli sfollamenti forzati, a contrastare la tratta di esseri umani e il traffico di migranti, nonché a lavorare, ove necessario, per favorire rimpatri, riammissioni e reinserimenti dignitosi e sostenibili, sulla base della responsabilità reciproca e del pieno rispetto degli obblighi umanitari e in materia di diritti umani a norma del diritto internazionale e dell'Unione, come pure intrattenendo un dialogo con le diaspore e sostenendo i percorsi della migrazione legale".

(39)

      https://op.europa.eu/webpub/empl/european-pillar-of-social-rights/downloads/KE0921008ENN.pdf

(40)

   COM(2020) 758 final.

(41)

   Pubblicata nel febbraio 2021: https://op.europa.eu/s/pcwI  

(42)

    Integration of migrants: Commission and Committee of the Regions partnership for EU support to local action (europa.eu)

(43)

     Inoltre, la Commissione organizza eventi di apprendimento reciproco sull'integrazione e l'inclusione dei migranti a beneficio delle autorità e dei portatori di interessi degli Stati membri dell'UE. I risultati sono disponibili sul suo sito web.

(44)

   La prossima riunione si terrà nell'ottobre 2021.     
https://www.eesc.europa.eu/en/sections-other-bodies/other/european-migration-forum

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Bruxelles, 29.9.2021

COM(2021) 590 final

ALLEGATO

della

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

Relazione sulla migrazione e l’asilo


Realizzazione della tabella di marcia per l'attuazione del nuovo patto sulla migrazione e l'asilo

Stato di avanzamento a settembre 2021

 Fatto (quando l'azione era prevista dalla Commissione) o approvato (quando l'azione era prevista dal Parlamento europeo e dal Consiglio)

 Per le proposte legislative: è possibile giungere rapidamente a un accordo; per le iniziative non legislative: in corso/in fase di avanzamento

 Accordo possibile se sussiste un impegno politico forte di tutte le istituzioni UE

 Azioni

Calendario indicativo

Descrizione

Stato di avanzamento

Un quadro comune europeo per la gestione della migrazione e dell'asilo

La Commissione:

propone un regolamento sulla gestione dell'asilo e della migrazione, che comprende un nuovo meccanismo di solidarietà

3° trimestre 2020

Adozione nel settembre 2020

propone una nuova normativa per istituire una procedura di accertamenti pre-ingresso alle frontiere esterne

3° trimestre 2020

Adozione nel settembre 2020

modifica la proposta di nuovo regolamento sulle procedure di asilo per includervi una nuova procedura di frontiera e rendere più efficaci le procedure di asilo

3° trimestre 2020

Adozione nel settembre 2020

modifica la proposta di regolamento Eurodac per adeguarlo alle esigenze in materia di dati del nuovo quadro

3° trimestre 2020

Adozione nel settembre 2020

nominerà un coordinatore per i rimpatri all'interno della Commissione, appoggiato da una nuova rete ad alto livello per i rimpatri e da una nuova strategia operativa

1° trimestre 2021

La procedura di nomina è in corso

definirà una nuova strategia sui rimpatri volontari e la reintegrazione

1° trimestre 2021

Adozione nell'aprile 2021

L'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) dovrebbe:

rendere pienamente operativo il mandato rafforzato in materia di rimpatri e fornire pieno sostegno agli Stati membri a livello nazionale

4° trimestre 2020

In corso

nominare un vicedirettore esecutivo per i rimpatri

2° trimestre 2021

In corso

Il Parlamento europeo e il Consiglio dovrebbero:

adottare il regolamento sulla gestione dell'asilo e della migrazione, il regolamento che introduce gli accertamenti pre-ingresso e il regolamento riveduto sulle procedure di asilo

2° trimestre 2021

Relazione del Parlamento in corso di elaborazione. Negoziati in corso in seno ai gruppi di lavoro del Consiglio.

dare immediata priorità all'adozione del regolamento relativo all'Agenzia dell'UE per l'asilo

4° trimestre 2020

Accordo politico raggiunto

assicurare la rapida adozione del regolamento riveduto Eurodac

4° trimestre 2020

Progetto di relazione presentato alla commissione LIBE. Riavvio delle discussioni in sede di Consiglio l'8 settembre.

assicurare la rapida adozione della direttiva riveduta sulle condizioni di accoglienza e del regolamento qualifiche

2° trimestre 2021

L'accordo provvisorio tra il Parlamento e il Consiglio non è stato approvato dal Consiglio principalmente a causa dell'approccio "pacchetto".

assicurare la rapida conclusione dei negoziati sulla revisione della direttiva rimpatri

2° trimestre 2021

Il progetto di relazione del Parlamento non è ancora stato approvato. Il Consiglio ha adottato un orientamento generale parziale nel giugno 2019.

Un solido sistema di preparazione e di risposta alle crisi

La Commissione:

presenta un programma di preparazione e di risposta alle crisi nel settore della migrazione

3° trimestre 2020

Adozione nel settembre 2020

propone una normativa intesa ad affrontare le situazioni di crisi e di forza maggiore e che abroga la direttiva sulla protezione temporanea

3° trimestre 2020

Adozione nel settembre 2020

Il Parlamento europeo e il Consiglio dovrebbero:

definire le priorità e concludere i lavori sul nuovo strumento applicabile alle situazioni di crisi

2° trimestre 2021

Relazione del Parlamento in corso di elaborazione. Le discussioni in seno ai gruppi di lavoro del Consiglio non sono ancora iniziate.

Gli Stati membri, il Consiglio e la Commissione dovrebbero:

avviare l'attuazione del programma di preparazione e di risposta alle crisi

4° trimestre 2020

L'attuazione è iniziata ed è in corso.

Gestione integrata delle frontiere

La Commissione:

adotta una raccomandazione sulla cooperazione tra Stati membri per quanto riguarda le attività di soccorso da parte di soggetti privati

3° trimestre 2020

Seguito dato, anche attraverso l'istituzione del gruppo di esperti in materia di ricerca e soccorso

presenta orientamenti, destinati agli Stati membri, per chiarire che il soccorso in mare non può essere considerato reato

3° trimestre 2020

In corso di attuazione e di follow-up

adotterà una strategia sul futuro di Schengen

1° trimestre 2021

Adozione nel giugno 2021

istituirà un Forum Schengen

4° trimestre 2020

Istituzione nel novembre 2020

costituirà un nuovo gruppo europeo di esperti in materia di ricerca e soccorso

4° trimestre 2020

Avviato nel marzo 2021

La Commissione, gli Stati membri e Frontex dovrebbero:

assicurare la rapida e piena attuazione del nuovo regolamento relativo alla guardia di frontiera e costiera europea

4° trimestre 2020

Sono in corso attività di attuazione nei diversi settori disciplinati dal regolamento sulla guardia di frontiera e costiera europea

assicurare l'attuazione e l'interoperabilità di tutti i sistemi IT su larga scala

4° trimestre 2023

In corso. La Commissione continua a monitorare l'attuazione e a garantire sostegno agli Stati membri

Rafforzare la lotta contro il traffico di migranti

La Commissione intende:

presentare un nuovo piano d'azione dell'UE contro il traffico di migranti per il periodo 2021-2025

2° trimestre 2021

Adottato il 29 settembre 2021

avviare l'esame delle modalità per rafforzare l'efficacia della direttiva sulle sanzioni nei confronti dei datori di lavoro

4° trimestre 2020

Adottato il 29 settembre 2021

integrare le misure di contrasto del traffico di migranti nei partenariati con i paesi terzi

4° trimestre 2020

In corso

Collaborazione con i nostri partner internazionali

La Commissione, in stretta cooperazione con l'alto rappresentante e gli Stati membri, intende:

avviare immediatamente i lavori per sviluppare e approfondire dialoghi e partenariati mirati, completi ed equilibrati in materia di migrazione

4° trimestre 2020

Sono stati avviati e sono in corso lavori con vari paesi nel quadro dei dialoghi e dei partenariati esistenti

intensificare il sostegno per aiutare le persone bisognose e le comunità di accoglienza

4° trimestre 2020

In corso

aumentare il sostegno finalizzato a migliorare le prospettive economiche e a contrastare le cause profonde della migrazione irregolare

4° trimestre 2020

In corso

rafforzare il ruolo della migrazione nella programmazione dei nuovi strumenti nel prossimo quadro finanziario pluriennale

4° trimestre 2020

La programmazione è in corso

esaminare le opzioni per nuovi accordi e intese di riammissione dell'UE

4° trimestre 2020

In corso

avvalersi del codice dei visti per incentivare e migliorare la cooperazione volta a facilitare i rimpatri e le riammissioni, anche preparandosi per le nuove disposizioni del regolamento sulla gestione dell'asilo e della migrazione

1° trimestre 2021

Prima relazione adottata nel febbraio 2021

far progredire l'attuazione della raccomandazione relativa ai percorsi legali di protezione nell'UE, compreso il reinsediamento

4° trimestre 2020

In corso

sviluppare partenariati tra l'UE e i principali paesi partner volti ad attirare talenti

4° trimestre 2020

In corso

Il Parlamento europeo e il Consiglio dovrebbero:

concludere rapidamente i negoziati sul regolamento quadro sul reinsediamento e l'ammissione umanitaria

4° trimestre 2020

L'accordo provvisorio tra il Parlamento e il Consiglio non è stato approvato dal Consiglio principalmente a causa dell'approccio "pacchetto"

Attirare competenze e talenti nell'UE

La Commissione intende:

avviare un dibattito sulle prossime tappe della migrazione legale, con una consultazione pubblica

3° trimestre 2020

I risultati della consultazione sono stati pubblicati nel marzo 2021

proporre un pacchetto sulle competenze e sui talenti, compresa una revisione della direttiva sui soggiornanti di lungo periodo e una revisione della direttiva sul permesso unico, nonché definire le opzioni per la costituzione di un bacino di talenti dell'UE

4° trimestre 2021

In fase di preparazione

Il Parlamento europeo e il Consiglio dovrebbero:

concludere i negoziati sulla direttiva "Carta blu UE"

4° trimestre 2020

Accordo politico raggiunto nel maggio 2021.

Sostenere l'integrazione per costruire società più inclusive

La Commissione intende:

adottare un piano d'azione globale per l'integrazione e l'inclusione per il periodo 2021-2024

4° trimestre 2020

Adozione nel novembre 2020

attuare il partenariato europeo rinnovato per l'integrazione con le parti sociali ed economiche ed esaminare la possibilità di estendere la futura cooperazione al settore della migrazione della forza lavoro

1° trimestre 2021

In corso

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Bruxelles, 29.9.2021

COM(2021) 590 final

ALLEGATO

della

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

Relazione sulla migrazione e l'asilo


Cooperazione con i principali paesi terzi: Quadro e settori di cooperazione in materia di migrazione

Marocco

I commissari Johansson e Várhelyi si sono recati in visita in Marocco nel dicembre 2020 per discutere di migrazione e sicurezza. È in vigore un partenariato per la mobilità dal 2013. La cooperazione si svolge anche nell'ambito del processo di Rabat. I settori di cooperazione comprendono il sostegno e la protezione dei migranti in stato di necessità; il rafforzamento della gestione e della governance della migrazione; il sostegno alla prevenzione della migrazione irregolare, compresa la lotta contro il traffico di migranti e la tratta di esseri umani; lo sviluppo di una gestione efficace e integrata delle frontiere; la promozione della cooperazione in materia di rimpatrio, riammissione e reintegrazione dei migranti; la promozione della migrazione legale, anche attraverso una serie di programmi di mobilità. Il Marocco sta progredendo nella cooperazione con Frontex ed Europol. Esistono mandati per accordi di riammissione e di facilitazione del rilascio dei visti con il Marocco. Il prossimo dialogo informale sulla migrazione e la sicurezza a livello di alti funzionari si svolgerà indicativamente nei prossimi mesi.

Tunisia

La commissaria Johansson si è recata in Tunisia nell'agosto 2020 e nuovamente nel maggio 2021 con la ministra italiana dell'Interno Lamorgese. L'AR/VP si è recato in visita in Tunisia il 9 e 10 settembre e il presidente del Consiglio europeo il 4 e 5 aprile 2021. Il partenariato per la mobilità è in vigore dal 2014. I settori di cooperazione comprendono il sostegno allo sviluppo di una gestione efficace e integrata delle frontiere, la prevenzione della migrazione irregolare, compresa la lotta contro il traffico di migranti, la promozione della cooperazione in materia di rimpatrio, riammissione e reintegrazione dei migranti e la promozione della migrazione legale e dei programmi di mobilità. La cooperazione con Europol sta iniziando. Esistono mandati bilaterali per accordi di riammissione e di facilitazione del rilascio dei visti. Nel 2014 l'UE ha ottenuto un mandato per negoziare accordi di facilitazione del rilascio dei visti e di riammissione. Tra il 2016 e il 2019 si sono svolti cinque cicli di negoziati.

Algeria

Il sesto dialogo informale su migrazione e mobilità si è svolto il 1º luglio 2020. Il dialogo mira a rafforzare la governance e la gestione della migrazione; il sostegno allo sviluppo di una gestione efficace e integrata delle frontiere; il sostegno alla prevenzione della migrazione irregolare, compresa la lotta contro il traffico di migranti e la tratta di esseri umani; la promozione della cooperazione in materia di rimpatrio, riammissione e reintegrazione dei migranti. Il paese coopera in una certa misura con le agenzie dell'UE; è stato conferito il mandato di avviare negoziati per un accordo di riammissione.

Libia

La cooperazione con la Libia è stata finora inquadrata dalle visite successive del presidente del Consiglio europeo, dei commissari Várhelyi e Johansson e dell'AR/VP a partire dall'aprile 2021, dal dialogo in corso a livello locale attraverso la delegazione dell'UE e dalle iniziative per rivitalizzare la task force UA-UE-ONU. La nostra cooperazione mira principalmente a fornire sostegno e protezione a coloro che si trovano in stato di necessità, anche con evacuazioni umanitarie attraverso il meccanismo di transito di emergenza in Niger e in Ruanda e operazioni di rimpatrio volontario umanitario; a rafforzare la gestione e la governance della migrazione; a sostenere lo sviluppo di una gestione efficace e integrata delle frontiere, anche tramite il sostegno alla guardia costiera libica, salvando vite umane in mare. La Commissione sta rispondendo alle richieste libiche di fornire maggiore sostegno nel Sud.

Turchia

La dichiarazione UE-Turchia del marzo 2016 fornisce il quadro generale per la cooperazione tra UE e Turchia in materia di migrazione. La dichiarazione mira a rafforzare la gestione della migrazione e dell'asilo, a sostenere la prevenzione della migrazione irregolare, a sostenere lo sviluppo di una gestione delle frontiere efficace e integrata e a promuovere la cooperazione in materia di rimpatrio, riammissione e reintegrazione dei migranti. Promuove inoltre i reinsediamenti dalla Turchia e fornisce un quadro per migliorare le condizioni di vita dei rifugiati siriani e delle comunità di accoglienza in Turchia, attraverso una cooperazione globale tra l'UE e la Turchia. Il dialogo sulla liberalizzazione dei visti previsto nella dichiarazione è in corso. La dichiarazione prevede l'attivazione di un programma volontario di ammissione umanitaria una volta che gli attraversamenti irregolari siano terminati o almeno ridotti in modo sostanziale e sostenibile. Le procedure operative standard di questo sistema sono state concordate, ma non è stata ancora presa alcuna decisione di attivare il sistema. Esiste anche una cooperazione con le agenzie dell'UE. I presidenti del Consiglio europeo e della Commissione si sono recati in visita in Turchia nel marzo 2021. Tale visita è stata seguita da una visita della commissaria Johansson nel maggio 2021 e del commissario Várhelyi nel settembre 2021. La commissaria Johansson parteciperà al dialogo ad alto livello su migrazione e sicurezza nel corso dell'autunno.

Balcani occidentali

La commissaria Johansson si è recata in visita in Albania e Bosnia-Erzegovina a febbraio e in Serbia nel giugno 2021 e l'AR/VP ha presieduto i consigli di stabilizzazione e associazione con l'Albania (marzo 2021) e la Bosnia-Erzegovina (luglio 2021), in occasione dei quali è stata affrontata la questione della migrazione. La cooperazione con i paesi dei Balcani occidentali è ben inquadrata nel contesto del processo di adesione, in particolare tramite i consigli di stabilizzazione e di associazione e i sottocomitati "Giustizia, libertà e sicurezza", e le riunioni annuali dei ministri e degli alti funzionari della giustizia e degli affari interni UE-Balcani occidentali. L'accento è posto sulla necessità di rafforzare la governance e la gestione della migrazione, anche provvedendo alloggi sufficienti per accogliere migranti/rifugiati; sul sostegno allo sviluppo di una gestione efficace e integrata delle frontiere; sulla gestione dell'asilo; sullo scambio di informazioni; sulla promozione della cooperazione in materia di rimpatrio, riammissione e reintegrazione dei migranti; sul sostegno alla prevenzione della migrazione irregolare, compresa la lotta contro il traffico di migranti e la tratta di esseri umani. Il 6 ottobre 2021 si terrà a Brdo un vertice UE-Balcani occidentali, preceduto da una visita della presidente della Commissione von der Leyen nella regione dal 28 al 30 settembre.

Mauritania

Nel settembre 2020 si è svolta una visita congiunta di follow-up della commissaria Johansson e del ministro dell'Interno spagnolo. La cooperazione si inquadra nel dialogo ad alto livello e nel contesto dei processi regionali (Rabat, ACP). Il sostegno dell'UE affronta le cause profonde della migrazione irregolare, concentrandosi sulla creazione di posti di lavoro e sulla resilienza, nonché sul rafforzamento della governance in materia di migrazione, in stretta collaborazione con le autorità locali. Le azioni comprendono anche la sensibilizzazione e la creazione di collegamenti con la diaspora. La cooperazione comprende anche il rafforzamento della gestione integrata delle frontiere e, più recentemente, la lotta contro il traffico di migranti, il miglioramento della protezione dei migranti, sia in terra che in mare, il sostegno al loro rimpatrio e alla loro reintegrazione, la protezione degli sfollati e lo sviluppo della coesione sociale tra le comunità locali e quelle di rifugiati. 

Etiopia

Dal 2015 l'agenda comune UE-Etiopia su migrazione e mobilità ha avviato un dialogo esteso sulla migrazione, nell'ambito del quale sono state concordate procedure di ammissione per i rimpatri. La cooperazione comprende la lotta contro la tratta di esseri umani e il traffico di migranti; la gestione della migrazione; il sostegno ai rifugiati/sfollati interni e alle comunità di accoglienza; i rimpatri; le cause profonde della migrazione (creazione di posti di lavoro e rafforzamento della resilienza delle comunità vulnerabili per sostenere gli shock ambientali).

Nigeria

La migrazione e la mobilità sono considerate una questione di interesse reciproco, oggetto di un dialogo rafforzato, nel comunicato congiunto della riunione ministeriale UE-Nigeria del novembre 2020. I negoziati di riammissione sono stati rilanciati nel gennaio 2021. Il 22 giugno 2021 si è tenuto un colloquio tra la commissaria Urpilainen e il ministro nigeriano degli affari esteri Onyeama per discutere, tra l'altro, di come progredire nei negoziati di riammissione. Dal 2015 è in vigore un'Agenda comune su migrazione e mobilità. La cooperazione comprende la lotta contro la tratta di esseri umani e il traffico di migranti, il rafforzamento della governance della migrazione e della gestione integrata delle frontiere, il rimpatrio e la reintegrazione sostenibile, nonché la sensibilizzazione, la mobilità degli studenti, la stabilità e la sicurezza delle comunità sfollate e il sostegno alla libera circolazione e alla mobilità nella regione dell'Ecowas. Esistono progetti pilota sulla migrazione legale/migrazione di forza lavoro verso l'Europa, attuati dalla Lituania e dall'OIM.

Niger

La cooperazione avviene nel contesto della piattaforma di coordinamento nazionale sulla migrazione sostenuta dall'UE e attraverso il processo di Rabat. Il dialogo politico si concentra sulla gestione della migrazione (tramite il sostegno al bilancio) e sul sostegno alla gestione locale della migrazione e delle sue conseguenze (resilienza). La cooperazione si concentra sul sostegno alla prevenzione della migrazione irregolare e allo sviluppo di una gestione efficace e integrata delle frontiere; sulla fornitura di sostegno e protezione ai rifugiati in stato di necessità attraverso il meccanismo di transito di emergenza (per gli evacuati dalla Libia) e attraverso la task force UE-Unione africana-ONU; su squadre investigative comuni (contro il traffico e la tratta di migranti), operazioni di ricerca e soccorso nel deserto, centri di accoglienza per migranti vulnerabili, protezione, rimpatrio e reintegrazione degli stessi; su alternative economiche alla migrazione.

Afghanistan

Nell'aprile 2021 è stata firmata la dichiarazione congiunta sulla cooperazione in materia di migrazione (attualmente sospesa alla luce dei recenti sviluppi). La cooperazione si svolge anche, in linea di principio, attraverso il processo di Budapest e il gruppo di lavoro sui diritti umani, il buon governo e la migrazione nel quadro dell'accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo. L'UE presiede nel 2021 il gruppo ristretto della piattaforma di sostegno alla strategia per una soluzione alla questione dei rifugiati afghani. La cooperazione con l'Afghanistan si è finora concentrata sulla lotta alle cause profonde della migrazione irregolare, sul sostegno allo sviluppo di una gestione efficace e integrata delle frontiere, sul sostegno alla prevenzione della migrazione irregolare, compresa la lotta contro il traffico di migranti e la tratta di esseri umani; sulla promozione della cooperazione in materia di rimpatrio, riammissione e reintegrazione dei migranti; sulla reintegrazione sostenibile dei rimpatriati e degli sfollati interni; su progetti di sviluppo comunitario in settori ad alta percentuale di rimpatriati/sfollati; sull'accesso all'alloggio e alla terra, a servizi di base, alla formazione professionale e a opportunità di lavoro; sullo sviluppo delle capacità e il sostegno tecnico in materia di politiche e questioni migratorie; sulla gestione della migrazione; sulla gestione integrata delle frontiere; sulla lotta contro la tratta di esseri umani e il traffico di migranti; sulla raccolta e l'analisi di dati relativi alla migrazione. I programmi attuali e futuri con l'Afghanistan sono in fase di riesame alla luce della situazione nel paese.

Pakistan

La commissione mista e il piano d'impegno strategico UE-Pakistan riguardano la migrazione (11ª riunione del giugno 2021). Dal 2010 è in vigore un accordo di riammissione. Il Pakistan partecipa inoltre al processo di Budapest ed è stato membro del comitato direttivo quadripartito della piattaforma di sostegno alla strategia per una soluzione alla questione dei rifugiati afghani. La cooperazione si concentra sul sostegno allo sviluppo di una gestione efficace e integrata delle frontiere e alla prevenzione della migrazione irregolare, compresa la lotta contro il traffico di migranti e la tratta di esseri umani; sulla raccolta di dati sulla migrazione; sull'istituzione di un centro risorse per i migranti; sul sostegno ai rifugiati afghani e alle loro comunità di accoglienza (accesso ai servizi di base, mezzi di sussistenza, formazione tecnica e professionale, protezione). Il Pakistan ha mostrato forte interesse per un dialogo completo in materia di migrazione, compresa la migrazione legale.

Iraq

La cooperazione si svolge nel contesto del dialogo informale sulla migrazione (quarta riunione nel febbraio 2021), dell'accordo di partenariato e cooperazione e del processo di Budapest. La cooperazione si concentra sul rafforzamento della governance della migrazione (elaborazione della strategia nazionale irachena in materia di migrazione, gestione delle frontiere, dati sulla migrazione, lotta contro il traffico e la tratta di esseri umani, centro risorse per i migranti); sul sostegno alla prevenzione della migrazione irregolare; sulla promozione della cooperazione in materia di rimpatrio, riammissione e reintegrazione dei migranti; sul sostegno agli sfollati interni; sulla lotta contro la tratta di esseri umani e il traffico di migranti; sulla raccolta e analisi di dati relativi alla migrazione. Il 30 luglio gli alti funzionari dell'UE hanno incontrato la neoistituita commissione nazionale irachena sulla migrazione, il rimpatrio e la cooperazione in materia di riammissione per una discussione mirata sulla riammissione. Sono previste altre riunioni di questo tipo.

Bangladesh

Il Bangladesh partecipa al processo di Budapest. La cooperazione si concentra sul sostegno allo sviluppo di una gestione efficace e integrata delle frontiere; sulla raccolta di dati sulla migrazione; sul supporto alla prevenzione della migrazione irregolare, compresa la lotta contro il traffico di migranti e la tratta di esseri umani; sulla promozione della cooperazione in materia di rimpatrio, riammissione e reintegrazione dei migranti; sul sostegno ai minori migranti; sul sostegno umanitario allo sfollamento dei Rohingya. L'UE e il Bangladesh hanno concluso nel 2017 procedure operative standard per l'identificazione e il rimpatrio delle persone prive di autorizzazione a soggiornare. Il Bangladesh sta attualmente affrontando i problemi individuati connessi al rimpatrio delle persone che non hanno il diritto di soggiornare nell'UE.

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