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Document 52020DC0804

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO Relazione annuale 2020 sull'attuazione degli strumenti dell'Unione europea per il finanziamento delle azioni esterne nel 2019

COM/2020/804 final

Bruxelles, 14.12.2020

COM(2020) 804 final

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO

Relazione annuale 2020




sull'attuazione degli strumenti dell'Unione europea per il finanziamento delle azioni esterne nel 2019







{SWD(2020) 336 final}


Indice

Rispettare gli impegni globali    

L'UE: un ruolo incisivo a livello mondiale    

Aiuto umanitario    

Attuazione dell'Agenda 2030    

Priorità globali    

Il Green Deal    

Alleanze per la crescita sostenibile    

Sviluppo umano    

Partenariato in materia di migrazione    

Pace e sicurezza    

Diritti umani, democrazia, valori fondamentali    

Tecnologia e innovazione    

Dimensione mondiale    

Africa    

Asia, Asia centrale e Pacifico    

Regione dell'allargamento    

Vicinato europeo    

America latina e Caraibi    

Regione mediorientale del Golfo    

Rispettare gli impegni globali

Nonostante la persistente instabilità geopolitica, nel 2019 l'Unione europea ha continuato ad adoperarsi a favore di un mondo più pacifico, giusto e prospero. Il nostro pianeta e le sue popolazioni attraversano una fase di rapidi cambiamenti e sono alle prese con stravolgimenti ambientali, politici e tecnologici.

In questo mondo sempre più instabile, l'UE ha fornito una risposta a tutto tondo, ricorrendo all'intera gamma di politiche e strumenti a sua disposizione, tramite azioni diplomatiche o finanziarie, di sicurezza o commerciali, di sviluppo sostenibile oppure di aiuto umanitario. Nel corso del 2019 l'UE ha continuato a impegnarsi per riformare il sistema multilaterale e mantenere la leadership mondiale onde far fronte alle sfide presenti e future. Ha intensificato altresì la cooperazione e i partenariati con le organizzazioni regionali, essenziali per garantire uno sviluppo sostenibile a livello mondiale, il rispetto dei diritti umani e una cooperazione internazionale efficace.

La presente relazione delinea gli aspetti fondamentali del sostegno finanziario dell'UE in materia di cooperazione internazionale e sviluppo, aiuto umanitario, politica estera e allargamento nel corso del 2019 1 . Illustra come il più grande blocco commerciale nonché principale fonte di aiuto pubblico allo sviluppo al mondo contribuisca a migliorare la vita di milioni di persone in oltre 120 paesi del mondo, combatta le disuguaglianze, punti sullo sviluppo umano, permetta ai giovani di realizzare il loro potenziale e promuova una crescita e società giuste e sostenibili in tutto il pianeta.

 

 

Nel corso del 2019 l'UE e i suoi Stati membri hanno investito 75,2 miliardi di EUR in aiuto pubblico allo sviluppo, pari al 55,2 % dell'aiuto globale 2 .

L'UE: un ruolo incisivo a livello mondiale

La strategia globale per la politica estera e di sicurezza dell'Unione europea 3 permette a quest'ultima di agire collettivamente per affrontare sfide mondiali complesse. Nel perseguire le cinque priorità iniziali della strategia 4 , nel 2019 l'UE ha continuato a promuovere un ordine globale basato sul diritto internazionale, ponendo le Nazioni Unite al centro, in partenariato con le organizzazioni regionali. Il partenariato trilaterale innovativo fra l'Unione africana, l'UE e l'ONU ha spianato la strada a una cooperazione rafforzata nell'ambito del più ampio programma a favore della pace e della sicurezza, mentre il sostegno fornito alla forza congiunta del G5 Sahel ha dimostrato l'importanza di investire in partenariati regionali nel settore della sicurezza.

Nel 2019 l'UE ha mantenuto un approccio globale ai conflitti e alle crisi in materia di sicurezza mediante interventi nell'ambito dello strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace 5 e tramite azioni nel quadro della politica estera e di sicurezza comune in tutto il mondo. Tali azioni hanno riguardato gravi crisi in paesi quali Afghanistan, Repubblica centrafricana, Repubblica democratica del Congo, Iraq, Libano, Libia, Mali, Nigeria, Pakistan, Somalia, Sud Sudan, Sudan, Siria, Turchia, Ucraina, Venezuela e Yemen.

L'UE è uno dei pochi soggetti che vantano una presenza globale e dispongono di un'intera gamma di strumenti d'azione. Essa sta assumendo maggiori responsabilità per garantire la propria difesa e prestare assistenza ai partner in materia di pace e sicurezza. I progressi compiuti riguardo alla revisione coordinata annuale sulla difesa 6 , alla capacità militare di pianificazione e condotta 7 , al programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa, alla dichiarazione congiunta UE‑NATO 8 e alla cooperazione strutturata permanente 9 sono traguardi importanti e storici. Fra gli strumenti di cui l'UE dispone nell'ambito della sua politica estera, le iniziative tese al rafforzamento delle istituzioni, compresi strumenti quali l'assistenza tecnica, lo scambio di informazioni e i gemellaggi, hanno continuato a promuovere le riforme e a portare avanti le politiche strategiche dell'UE nei paesi partner.

Quale principale blocco commerciale e maggiore fonte di investimenti esteri diretti al mondo, l'UE continua a collaborare con i partner internazionali per promuovere un sistema commerciale internazionale libero ed equo, anche attraverso la riforma dell'Organizzazione mondiale del commercio.

Aiuto umanitario

Nel 2019 le esigenze umanitarie hanno continuato a registrare livelli record a causa di crisi complesse, che spesso sono state all'origine di spostamenti massicci di popolazione, nonché di calamità naturali e di epidemie. L'UE si è confermata un donatore di aiuto umanitario di primo piano, mobilitando 2,4 miliardi di EUR per prestare soccorso a milioni di persone in più di 80 paesi.

Una parte significativa dell'aiuto dell'UE è stata destinata alle persone colpite dalla crisi in Siria e nei paesi vicini. La Commissione ha continuato ad attuare la componente umanitaria dello strumento dell'UE per i rifugiati in Turchia 10 , in particolare tramite la rete di sicurezza sociale di emergenza 11 .

Nel 2019 il meccanismo di protezione civile dell'UE 12 è stato attivato 20 volte per far fronte a calamità all'interno e all'esterno dell'UE, tra cui devastanti incendi boschivi in Bolivia, Guatemala, Israele e Libano.

Attuazione dell'Agenda 2030

Nel corso del 2019, in linea con il consenso europeo in materia di sviluppo, l'UE ha continuato a sostenere in tutto il mondo l'attuazione dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, del programma d'azione di Addis Abeba sul finanziamento dello sviluppo e dell'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, in diretta collaborazione con i paesi partner.

Le crescenti disuguaglianze, l'aumento della fame, il riscaldamento globale, la perdita di biodiversità, le tensioni sociali, i conflitti e le migrazioni sono problemi che si stanno acutizzando e di cui tiene conto l'intera Agenda 2030. Il vertice sugli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) del 2019 ha passato in rassegna i progressi compiuti e ha sottolineato la necessità di cambiare passo e percorsi di sviluppo per rispettare il termine del 2030. A margine del vertice è stata adottata una dichiarazione congiunta UE-ACP (Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico) sull'attuazione dell'Agenda 2030 e degli OSS, nella quale sono stati ribaditi l'impegno ad attuare l'agenda 2030 e l'intenzione di rafforzare la cooperazione al fine di accelerare l'attuazione degli OSS per non lasciare indietro nessuno.

Durante il Forum politico di alto livello delle Nazioni Unite svoltosi a New York a luglio, l'UE ha illustrato i progressi compiuti nell'attuazione dell'Agenda 2030 e degli OSS nell'Unione e nel quadro della sua cooperazione internazionale. Tra le iniziative chiave presentate in occasione dell'evento figurano il documento di riflessione dell'UE "Verso un'Europa sostenibile entro il 2030" 13 , la relazione di monitoraggio 2019 di Eurostat sui progressi compiuti verso il conseguimento degli OSS, la prima relazione di sintesi congiunta sul consenso europeo in materia di sviluppo 2017 e la relazione 2019 dell'UE sulla coerenza delle politiche per lo sviluppo.

La programmazione congiunta, i quadri comuni dei risultati e l'attuazione congiunta stanno rafforzando l'incidenza dei fondi europei sulla realizzazione degli OSS. Nel corso del 2019 sono stati varati documenti di programmazione congiunta nella Repubblica centrafricana, in Honduras e in Mali, mentre la strategia europea di cooperazione allo sviluppo per la Cambogia è stata estesa. A dicembre erano in vigore 20 documenti di programmazione congiunta.

La portata delle attività di potenziamento delle istituzioni è stata estesa a paesi interessati dalle politiche di sviluppo dell'UE in tutto il mondo, con l'intento di sostenere le priorità strategiche dell'Unione e aiutare i paesi ad attuare le proprie strategie nazionali di sviluppo in linea con le norme dell'UE, contribuendo così alla realizzazione dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite e al conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Priorità globali

Alla fine del 2019 la presidente della nuova Commissione europea ha ulteriormente ancorato gli obiettivi di sviluppo sostenibile all'elaborazione delle politiche e all'azione dell'UE, sottolineando il costante impegno dell'Unione nei confronti della sostenibilità.

Il Green Deal

Il Green Deal europeo 14 presentato alla fine del 2019 è parte integrante della strategia della Commissione volta ad attuare l'Agenda 2030 e gli OSS e a orientare l'economia e la società europee verso un percorso più sostenibile. I cambiamenti climatici sono una delle sfide principali che il mondo deve affrontare e rappresentano una priorità dell'azione esterna dell'UE nonché un tema centrale del Green Deal.

Nel corso del 2019 l'UE ha rafforzato il proprio approccio riguardante l'azione per il clima attraverso programmi come l'Alleanza mondiale contro il cambiamento climatico plus 15 al fine di sviluppare la resilienza ai cambiamenti climatici nei paesi partner, in particolare nei paesi meno avanzati e nei piccoli Stati insulari in via di sviluppo, finanziando oltre 80 progetti.

Lo strumento "Local Climate Adaptive Living Facility" 16 ha erogato finanziamenti per il clima a oltre 240 amministrazioni locali che rappresentano 6 milioni di persone in 14 paesi. Alla fine del 2019 è stata lanciata una seconda fase potenziata.

L'energia sostenibile è fondamentale per affrontare i cambiamenti climatici ed è al centro del Green Deal. Nel 2019 l'UE ha continuato a sostenere l'accesso all'energia sostenibile in tutto il mondo nonché azioni per l'efficienza energetica. A dicembre il Consiglio europeo ha approvato l'obiettivo dell'UE di diventare il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050.

L'accesso all'acqua e ai servizi igienico-sanitari è un diritto umano universale. Nel 2019 l'UE ha continuato a sostenere l'accesso all'acqua e ai servizi igienico-sanitari, la gestione sostenibile e integrata delle risorse idriche e lo sviluppo delle capacità.

La Giordania soffre di una grave carenza idrica. Una dotazione finanziaria di 21,5 milioni di EUR proveniente dal fondo fiduciario regionale dell'Unione europea in risposta alla crisi siriana ha permesso di migliorare i servizi di approvvigionamento idrico e gestione delle acque reflue per oltre 1 milione di persone nel governatorato di Irbid.

L'UE promuove lo sviluppo delle imprese verdi nelle principali catene del valore e sostiene i finanziamenti a favore della transizione verso un'economia circolare globale. "SWITCH to Green" è l'iniziativa faro dell'UE in questo settore.

La perdita di biodiversità e il degrado di numerosi ecosistemi rappresentano una notevole sfida. La comunicazione del 2019 "Intensificare l'azione dell'UE per proteggere e ripristinare le foreste del pianeta" 17 fornisce un quadro integrato per combattere la deforestazione e il degrado forestale.

Nel 2019 la Commissione ha rinnovato il proprio finanziamento al Fondo per il partenariato relativo agli ecosistemi a rischio, elemento centrale del finanziamento delle principali aree di biodiversità a livello mondiale.

Alleanze per la crescita sostenibile

La collaborazione è fondamentale per il conseguimento degli OSS. La prosperità mondiale potrà essere garantita soltanto attraverso un lavoro dignitoso e una crescita economica sostenibile per tutti. Nel 2019 l'UE ha sostenuto azioni quali il "secondo programma per la creazione di un clima di investimenti e di catene di valore sostenibili" per finanziare iniziative mondiali ed europee volte a promuovere aspetti essenziali dello sviluppo del clima degli investimenti, del commercio e del settore privato.

Il fulcro del piano per gli investimenti esterni (PIE) della Commissione è il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD), che combina un nuovo strumento di garanzia con due piattaforme di investimento regionali (la piattaforma di investimento per l'Africa e la piattaforma di investimento per il vicinato) al fine di sostenere gli investimenti privati nei contesti imprenditoriali meno sviluppati e più rischiosi. Alla fine del 2019 l'EFSD aveva mobilitato circa 4,6 miliardi di EUR di fondi UE che dovrebbero generare investimenti pari a 47 miliardi di EUR.

Attraverso lo strumento di partenariato (PI) 18 , alla fine del 2019 è stato firmato un contratto di 5,7 milioni di EUR nell'ambito di un nuovo partenariato UE-OCSE allo scopo di contribuire alla creazione di modelli imprenditoriali per una crescita sostenibile, inclusiva e più equa.

Nel corso del 2019 sono stati istituiti due fondi fiduciari in collaborazione con il Gruppo della Banca mondiale per contribuire a creare condizioni di investimento favorevoli per le imprese: il primo volto ad aiutare i paesi e le comunità economiche regionali della regione ACP (12 milioni di EUR) e il secondo destinato a sostenere l'Africa subsahariana (10 milioni di EUR).

Nell'ambito del partenariato orientale, oltre 40 programmi regionali e bilaterali previsti dall'iniziativa "EU4Business" hanno fornito un sostegno concreto allo sviluppo delle PMI, integrando i piani nazionali di riforma.

L'eliminazione della povertà in tutte le sue dimensioni, la lotta contro la discriminazione e le disuguaglianze e il principio di non lasciare indietro nessuno sono al centro del consenso europeo in materia di sviluppo.

Oltre la metà della popolazione mondiale non beneficia di sistemi di previdenza sociale. L'UE sostiene programmi di protezione sociale in 26 paesi, per un investimento totale di 1 miliardo di EUR.

Secondo la relazione mondiale 2019 sulle crisi alimentari, nel 2018 più di 113 milioni di persone in 53 paesi hanno sofferto di fame acuta, il che ha reso necessaria la prestazione urgente di assistenza. L'UE lavora con i partner per contrastare la fame e la malnutrizione materna e infantile, anche attraverso la promozione di un'agricoltura sostenibile e resiliente.

L'iniziativa "Development of Smart Innovation through Research in Agriculture" (DeSIRA) finanziata dall'UE ha mobilitato circa 95 milioni di EUR al fine di sviluppare capacità di innovazione a livello nazionale, regionale e mondiale.

Sviluppo umano

Una buona salute è una condizione essenziale per lo sviluppo sostenibile. L'UE aiuta i paesi partner a perseguire un approccio che promuova "l'integrazione della salute in tutte le politiche" al fine di migliorare in maniera sostenibile la qualità, la copertura e l'accessibilità economica dell'assistenza sanitaria e rafforzare i sistemi sanitari.

Metà degli aiuti sanitari dell'UE (2,6 miliardi di EUR tra il 2014 e il 2020) è destinata a iniziative mondiali quali il Fondo globale per la lotta contro l'AIDS, la tubercolosi e la malaria, l'Alleanza mondiale per le vaccinazioni e l'immunizzazione (l'Alleanza per i vaccini), il partenariato sulla copertura sanitaria universale dell'Organizzazione mondiale della sanità e il Fondo dell'ONU per la popolazione.

Nel corso del 2019 la Commissione si è impegnata a erogare al Fondo globale 550 milioni di EUR per il periodo 2020-2022.

L'istruzione è indispensabile per formare le generazioni future e costituisce un fattore abilitante fondamentale per la crescita sostenibile, l'occupazione di qualità e l'uguaglianza.

L'UE sostiene l'istruzione in circa 100 paesi tramite partenariati quali il partenariato globale per l'istruzione (GPE, Global Partnership for Education) e "L'istruzione non può aspettare".

Grazie al suo sostegno al GPE, l'UE ha contribuito all'iscrizione di 77 milioni di bambini alla scuola primaria.

Partenariato in materia di migrazione

L'UE ha continuato ad applicare un approccio equilibrato alla migrazione. Nel 2019 il numero di migranti internazionali nel mondo sfiorava 272 milioni, con circa 70,8 milioni di persone vittime di sfollamenti forzati in tutto il mondo e una popolazione mondiale di rifugiati che si attesta a 25,9 milioni di persone. La maggior parte dei rifugiati ha continuato a essere ospitata nelle regioni in via di sviluppo.

Dato che la migrazione può anche accrescere le disuguaglianze, l'UE ha intensificato gli sforzi per garantire che tale fenomeno possa invece dar luogo a una crescita inclusiva e a uno sviluppo sostenibile nei paesi di origine, transito e destinazione, affinché tutte le comunità possano beneficiarne. A giugno la Commissione ha pubblicato un documento di lavoro dei suoi servizi intitolato "Affrontare le disuguaglianze nei paesi partner" 19 e a novembre il Consiglio ha adottato conclusioni in cui invita l'UE e gli Stati membri ad accelerare i loro sforzi 20 .

Nel 2019 il Fondo fiduciario di emergenza dell'Unione europea per l'Africa ha approvato altri 36 programmi e 16 integrazioni nelle sue tre regioni (Sahel e lago Ciad, Corno d'Africa e Africa settentrionale) per un totale di 851 milioni di EUR.

Pace e sicurezza

Per tutto il 2019 lo strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace (IcSP) ha continuato a rappresentare un dispositivo fondamentale per la diplomazia dell'UE in contesti di crisi così come nell'ambito delle iniziative UE a favore della stabilità, della prevenzione e della risoluzione dei conflitti, nonché del consolidamento della pace. Le 46 azioni adottate per far fronte alle crisi hanno risposto direttamente alle priorità politiche dell'UE e hanno integrato il lavoro delle missioni condotte nell'ambito della politica di sicurezza e di difesa comune.

Nel 2019 il ricorso allo sviluppo delle capacità a sostegno della sicurezza e dello sviluppo si è ulteriormente intensificato con l'avvio di nuove azioni in Burkina Faso, Niger, Somalia e Tagikistan.

È stata inoltre varata un'azione globale per aiutare i centri regionali di formazione nell'Africa occidentale, nell'Africa orientale e in Medio Oriente a formare operatori militari nei settori della salute, dello sminamento e della protezione civile.

Il lavoro volto a coordinare le iniziative internazionali nelle situazioni belliche e post-belliche è proseguito con l'ONU e altre organizzazioni internazionali, in particolare la Banca Mondiale e la Banca africana di sviluppo, al fine di sostenere l'accesso ai finanziamenti e dimostrare il fermo impegno dell'UE a favore del multilateralismo.

Nel 2019 l'UE ha fornito il primo contribuito al fondo delle Nazioni Unite per il consolidamento della pace tramite lo strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace.

A luglio il sito nucleare di Chernobyl è stato restituito alle autorità ucraine al termine del più grande sforzo di cooperazione internazionale mai compiuto in materia di sicurezza nucleare. L'UE ha fornito 431,6 milioni di EUR tramite il suo strumento per la cooperazione in materia di sicurezza nucleare e nel quadro del programma di assistenza tecnica alla Comunità di Stati indipendenti.

L'UE ha continuato a promuovere lo Stato di diritto, l'accesso alla giustizia e il rafforzamento delle capacità delle istituzioni giudiziarie nei paesi partner di tutto il mondo.

Diritti umani, democrazia, valori fondamentali

Il 2019 ha segnato la fase conclusiva dell'attuazione del piano d'azione dell'UE per i diritti umani e la democrazia (2015-2019) volto a sostenere i diritti umani fondamentali, tra cui le libertà di espressione, di riunione e di associazione, la non discriminazione e i diritti delle minoranze. Nel 2019 l'UE si è servita dello strumento europeo per la democrazia e i diritti umani per finanziare circa 268 progetti del valore di 119,5 milioni di EUR.

I meccanismi dell'UE per la protezione dei difensori dei diritti umani sono stati rinnovati per altri tre anni alla fine del 2019.

In un contesto di sfide costanti per la democrazia nel mondo, l'UE ha ribadito il proprio impegno a favore dei processi democratici mediante programmi del valore complessivo di 47,2 milioni di EUR realizzati in 30 paesi.

L'UE ha inviato otto missioni di osservazione elettorale (EOM), sei missioni di esperti elettorali e sette missioni di controllo e ha elaborato una banca dati pubblica delle raccomandazioni formulate dalle EOM. Ha inoltre fornito il proprio sostegno a osservatori elettorali locali in 11 paesi.

La parità di genere e l'emancipazione delle donne e delle ragazze rappresentano valori fondamentali dell'UE e della sua politica di sviluppo internazionale. Il piano d'azione dell'UE sulla parità di genere è imperniato su tre obiettivi prioritari principali: garantire l'integrità fisica e psicologica delle donne e delle ragazze; promuovere i diritti socioeconomici e culturali delle donne e delle ragazze e rafforzare la voce delle donne e delle ragazze nonché la loro partecipazione al processo decisionale.

Nel 2019 è proseguita l'attuazione dell'iniziativa Spotlight 21 , un partenariato trasformativo tra l'UE e l'ONU volto a eliminare ogni forma di violenza contro le donne e le ragazze in tutto il mondo. Il programma "Safe and Fair" (dotato di 25 milioni di EUR) contribuisce a migliorare le condizioni delle lavoratrici che dagli 11 paesi dell'Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN) migrano verso i paesi del Golfo.

Il programma "WeEmpower", dotato di 22,5 milioni di EUR, è volto ad accrescere l'impegno dei settori pubblico e privato nei confronti della parità di genere e dell'emancipazione femminile nel lavoro.

L'UE ha inoltre avviato un programma del valore di 3,75 milioni di EUR per rafforzare ulteriormente le reti regionali e internazionali di istituzioni nazionali per i diritti umani e ha lanciato un invito a presentare progetti per la tutela dei difensori dei diritti umani di lesbiche, gay, bisessuali, transgender e/o intersessuali. Sono state intraprese azioni anche per affrontare le crescenti sfide connesse alla libertà di espressione e alla libertà dei media. Diversi progetti sono stati finanziati nell'ambito dello strumento di assistenza tecnica "Media4Democracy".

Tecnologia e innovazione

Un contributo di 200 milioni di EUR stanziato dall'UE a favore dello strumento per lo sviluppo e l'innovazione delle imprese nei Balcani occidentali ha permesso di mobilitare investimenti per un valore complessivo di 958 milioni di EUR a sostegno di circa 4 700 aziende e, quindi, di erogare oltre 2 800 prestiti, creare quasi 80 000 posti di lavoro e favorire 36 investimenti di tipo azionario.

La connettività svolge un ruolo fondamentale nel conseguimento degli OSS, e i settori essenziali a tal fine sono i trasporti, l'energia e la digitalizzazione. Infrastrutture resilienti promuovono una crescita inclusiva e sostenibile e stimolano l'innovazione.

Lo strumento di partenariato ha promosso un'industrializzazione sostenibile in Brasile e in Messico al fine di dissociare la crescita economica dalle emissioni di carbonio, in particolare attraverso la promozione di partenariati fra imprese europee e locali.

Nel 2019 è stata creata la task force per l'economia digitale dell'Alleanza Africa-Europa, che ha contribuito alla stesura della relazione sulla strategia per la trasformazione digitale dell'Africa (2020‑2030) pubblicata dall'Unione africana.

La maggiore importanza della scienza, delle nuove tecnologie e dell'innovazione per lo sviluppo inclusivo e sostenibile nelle regioni ACP è stata riconosciuta con l'avvio di un programma del valore di 60 milioni di EUR nell'ambito dell'11º Fondo europeo di sviluppo volto a rafforzare gli ecosistemi e le capacità di innovazione.

Dimensione mondiale

L'UE ha continuato ad adoperarsi per ridurre la povertà, combattere le disuguaglianze, favorire lo sviluppo sostenibile e promuovere la democrazia, la pace e la sicurezza in tutto il mondo.

Africa

I negoziati relativi a un accordo di partenariato rinnovato con gli Stati ACP, volto a succedere all'accordo di Cotonou e a ridisegnare le relazioni politiche ed economiche con tali partner, sono iniziati nel 2019.

L'UE ha fornito sostegno alla transizione democratica in Sudan e ha continuato ad assicurare il proprio forte sostegno politico e finanziario alla transizione etiope. Insieme alla Banca mondiale e alla Banca africana di sviluppo, l'UE ha guidato l'iniziativa per l'integrazione regionale e lo sviluppo economico nel Corno d'Africa con Gibuti, Eritrea, Etiopia, Kenya e Somalia.

Nel 2019 l'UE ha fatto fronte a esigenze umanitarie impellenti in sette paesi colpiti dalla crisi nel Sahel: Burkina Faso, Mauritania, Mali, Ciad, Niger, Nigeria e Camerun. L'UE ha stanziato oltre 187 milioni di EUR (fra cui più di 141 milioni di EUR a favore delle popolazioni più vulnerabili nei paesi del G5) a sostegno di interventi umanitari.

L'UE ha sostenuto l'iniziativa a guida africana "Energia rinnovabile per l'Africa" 22 per consentirle di realizzare l'obiettivo di generare almeno 10 GW di energia rinnovabile entro il 2020. L'UE ha un interesse strategico a sostenere questa iniziativa i cui obiettivi, quali individuati nel partenariato per la transizione verde e l'accesso all'energia incluso nella futura strategia globale per l'Africa, sono allineati al Green Deal europeo.

Nel 2019 missioni civili della politica di sicurezza e di difesa comune hanno operato in Libia, Mali, Niger e Somalia; nella Repubblica centrafricana è stata istituita una nuova missione volta a sostenere la riforma delle forze di sicurezza nell'ottica del loro graduale dispiegamento in tutto il paese.

Progressi soddisfacenti sono stati registrati da un'iniziativa politica fondamentale, l'alleanza Africa‑Europa per gli investimenti e l'occupazione sostenibili, nel cui ambito l'UE ha sostenuto gli investimenti e ridotto i rischi ad essi collegati tramite il piano per gli investimenti esterni (PIE). L'UE ha inoltre agevolato il dialogo strutturato tra pubblico e privato in 32 paesi africani nel quadro della piattaforma per l'imprenditoria sostenibile in Africa del PIE.

Attraverso lo strumento di partenariato, l'UE continua a conseguire risultati riguardo alle dimensioni economica, commerciale e in materia di investimenti del suo partenariato strategico con il Sud Africa, concentrandosi sull'attuazione dell'accordo di partenariato economico (APE) tra l'UE e la Comunità per lo sviluppo dell'Africa australe, sull'accordo di Parigi e su questioni relative all'OMC.

Asia, Asia centrale e Pacifico

Il Meeting Asia-Europa dei ministri degli Esteri, svoltosi a dicembre a Madrid, si è concentrato su valori condivisi e sfide comuni, in particolare su un multilateralismo efficace basato su regole.

A gennaio, la riunione ministeriale UE-ASEAN ha convenuto in linea di principio di far evolvere le relazioni in un partenariato strategico e a giugno il Consiglio dell'UE ha firmato un accordo di libero scambio e un accordo sulla protezione degli investimenti con il Vietnam 23 , cui ha fatto seguito un accordo quadro di partecipazione a ottobre.

Ad aprile il Consiglio ha prorogato di un altro anno le misure restrittive nei confronti del Myanmar/Birmania, comprese misure restrittive mirate nei confronti di alcune persone.

L'iniziativa sulle catene di approvvigionamento responsabili in Asia è un'iniziativa congiunta del valore di 9,5 milioni di EUR, finanziata a titolo dello strumento di partenariato, volta a migliorare il rispetto dei diritti umani e l'applicazione delle norme in materia di lavoro e ambiente da parte delle imprese che hanno catene di approvvigionamento in Cina, Giappone, Myanmar/Birmania, Filippine, Thailandia e Vietnam.

Nel corso del 2019 lo strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace si è concentrato sulla lotta contro l'incitamento all'odio e sulla prevenzione dell'estremismo violento nella regione. A seguito degli attentati compiuti a Pasqua in Sri Lanka, tale strumento è stato rapidamente mobilitato per contribuire a rafforzare la lotta contro il terrorismo e la prevenzione dell'estremismo violento in Sri Lanka e nelle Maldive.

Regione dell'allargamento

La Commissione ha continuato ad aiutare i paesi dell'allargamento a preparare meglio l'adesione all'UE e ha continuato altresì a promuovere la cooperazione regionale all'interno dei Balcani occidentali e con l'UE. Il pacchetto annuale sull'allargamento è stato adottato il 29 maggio. Grazie agli ulteriori progressi compiuti dalla Repubblica d'Albania e dalla Repubblica di Macedonia del Nord, la Commissione ha confermato la sua raccomandazione di avviare i negoziati di adesione. A ottobre il Consiglio europeo ha deciso di tornare sulla questione dell'allargamento prima del successivo vertice UE-Balcani occidentali. I negoziati sono stati ufficialmente aperti a marzo 2020.

L'UE ha erogato 880,7 milioni di EUR a favore di 39 progetti di connettività nei settori dei trasporti e dell'energia nell'ambito dello strumento di assistenza preadesione; tali progetti dovrebbero mobilitare investimenti per oltre 3,2 miliardi di EUR.

A maggio la Commissione ha formulato il proprio parere sulla domanda di adesione della Bosnia‑Erzegovina all'UE 24 , in cui ha indicato che i negoziati di adesione dovrebbero essere avviati quando il paese avrà raggiunto la giusta conformità ai criteri di adesione. A dicembre il Consiglio ha adottato le conclusioni 25 sul parere della Commissione, che ha accolto con favore.

Per quanto riguarda la Turchia, a novembre il Consiglio ha introdotto misure restrittive a causa delle attività di trivellazione non autorizzate svolte dal paese nel Mediterraneo orientale 26 e ha deciso di ridurre l'assistenza bilaterale nell'ambito dello strumento di assistenza preadesione e di diminuire i prestiti concessi dalla Banca europea per gli investimenti. L'UE ha continuato a sostenere la società civile e i contatti interpersonali proseguendo nel contempo la cooperazione in materia di sostegno ai rifugiati siriani e gestione della migrazione; il bilancio operativo dello strumento per i rifugiati in Turchia risultava integralmente assegnato alla fine del 2019.

Vicinato europeo

Nel 2019 l'UE ha continuato ad attuare la politica europea di vicinato riveduta, mobilitando ingenti risorse a sostegno delle sue quattro priorità ridefinite 27 e integrando appieno i principi di differenziazione, di responsabilità condivisa e di approccio basato su incentivi.

Nell'ambito del vicinato orientale, si sono registrati buoni progressi nell'attuazione dei "20 obiettivi per il 2020" del partenariato orientale, in particolare per quanto riguarda l'economia, la connettività, i contatti interpersonali e la buona governance.

Nel 2019 il partenariato orientale ha celebrato il suo 10º anniversario con un evento ad alto livello che ha sottolineato gli importanti risultati ottenuti nel promuovere le economie e il commercio, l'efficienza energetica, il ruolo della società civile e la liberalizzazione dei visti. Un'ampia consultazione sul futuro del partenariato orientale, avviata nel 2019 28 , ha ricevuto oltre 200 contributi da un ampio spettro di portatori di interessi.

Con la conclusione dei negoziati relativi a un accordo di riammissione e di facilitazione del visto con la Bielorussia nel 2019, i cittadini di tutti i paesi del partenariato orientale possono ormai recarsi più facilmente nell'UE.

In risposta al conflitto nell'Ucraina orientale, l'UE ha continuato a fornire aiuto umanitario e assistenza a favore della stabilizzazione e della ripresa rapida del paese. L'UE ha inoltre mobilitato e impiegato risorse specifiche nella regione del Mar d'Azov.

L'iniziativa "Patto dei sindaci" dell'UE aiuta quasi 400 comuni nei paesi del partenariato orientale ad attuare i loro impegni in materia di energia sostenibile e clima.

Nell'ambito del vicinato meridionale, si è confermata per tutto il 2019 la priorità di mitigare le conseguenze del protrarsi della crisi siriana. Ad aprile la terza conferenza di Bruxelles "Sostenere il futuro della Siria e della regione" ha ribadito l'impegno dell'UE.

A giugno è stata adottata una dichiarazione politica congiunta con il Marocco e il piano d'azione UE‑Marocco e il quadro di sostegno unico sono stati prorogati fino alla fine del 2020. A gennaio, sia il piano d'azione UE-Israele che il piano d'azione UE-Autorità palestinese sono stati prorogati per un periodo di tre anni.

L'UE ha sostenuto le elezioni presidenziali e legislative svoltesi in Tunisia rispettivamente a settembre e a ottobre, che hanno ulteriormente consolidato la transizione democratica del paese. L'UE ha continuato altresì a sostenere la transizione della Libia per fare di essa un paese stabile e sicuro nonostante la sua situazione a livello di sicurezza.

Missioni della politica di sicurezza e di difesa comune hanno operato in Ucraina, Kosovo* e Georgia.

America latina e Caraibi

Ad aprile l'UE ha adottato una nuova strategia per l'America latina e i Caraibi (ALC), illustrata in una comunicazione dal titolo "L'Unione europea, l'America latina e i Caraibi: unire le forze per un futuro comune" 29 e basata su partenariati imperniati su prosperità, democrazia, resilienza e una governance mondiale efficace.

Sono stati compiuti progressi nell'attuazione dei partenariati dell'UE in America latina e nei Caraibi grazie ad accordi politici e commerciali. A luglio è stato raggiunto un accordo di massima sulla parte commerciale dell'accordo di associazione UE-Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay). I negoziati con il Messico per un accordo globale aggiornato sono stati completati, tranne per quanto riguarda l'elenco delle norme applicabili alle entità responsabili degli appalti pubblici a livello sub‑centrale.

Fra le azioni realizzate nell'ambito dello strumento di partenariato figurava un progetto volto a rafforzare la protezione della proprietà intellettuale nella regione, in linea con l'OMC e con i pertinenti accordi di libero scambio dell'UE. Un progetto del valore di 9,5 milioni di EUR favorisce prassi commerciali responsabili in Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, Messico, Panama e Perù.

In Venezuela, il protrarsi della crisi politica e umanitaria ha avuto notevoli ripercussioni sulla regione, principalmente a causa di flussi migratori senza precedenti. Alla luce del continuo deteriorarsi della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti umani, l'UE ha aumentato la pressione sul regime attraverso misure restrittive mirate, incrementando nel contempo l'assistenza alla popolazione e ai migranti venezuelani.

Nel corso del 2019 l'UE ha continuato a sostenere l'attuazione dell'accordo di pace in Colombia, anche fornendo sostegno alla commissione per il chiarimento della verità, la convivenza e la non reiterazione.

In Messico, lo strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace ha aiutato le comunità situate lungo la frontiera settentrionale a prestare assistenza ai richiedenti asilo e ai rifugiati grazie a un migliore accesso ai servizi pubblici.

A settembre l'UE e l'Alleanza del Pacifico hanno firmato una dichiarazione congiunta volta a rafforzare ulteriormente la cooperazione e il dialogo.

Regione mediorientale del Golfo

Nel quadro di una stretta collaborazione con il servizio europeo per l'azione esterna, le delegazioni dell'UE e i servizi della Commissione, lo strumento di partenariato ha permesso di conseguire notevoli traguardi nella regione del Golfo in settori quali le tecnologie energetiche pulite, l'efficienza energetica, i cambiamenti climatici e la diversificazione economica. La maggior parte dei progetti riguarda i sei paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo (CCG) e comprende la rete UE-CCG sulle energie pulite, il dialogo UE-CCG sulla diversificazione economica, il partenariato strategico e di sensibilizzazione dell'UE e un progetto concernente la preparazione di un sistema regionale di scambio di dati e di allerta radiologica.

In Iraq l'UE ha continuato ad adoperarsi a favore della stabilizzazione, della riforma post-bellica, della responsabilizzazione e di processi di riconciliazione inclusivi. Lo strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace ha aiutato l'ONU nella digitalizzazione delle prove dei reati commessi da Da'esh e ha contribuito al miglioramento della gestione delle frontiere al confine giordano-iracheno.

In Yemen l'UE continua a sostenere gli sforzi di stabilizzazione e il processo di pace. A seguito dell'accordo di Stoccolma concluso alla fine del 2018, è stato fornito sostegno a favore degli sforzi di mediazione, del fondo per il consolidamento della pace dell'ONU e di iniziative specifiche quali l'accordo sul porto di Hodeidah.

(1)

Per ulteriori informazioni, si veda il documento di lavoro dei servizi della Commissione che accompagna la presente relazione annuale, Parte I, Introduzione.

(2)

  https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/IP_20_674  

(3)

https://eeas.europa.eu/topics/eu-global-strategy/17304/global-strategy-european-unions-foreign-and-security-policy_en.

(4)

Sicurezza e difesa, resilienza, approccio integrato, nesso tra politiche interne ed esterne e strategie regionali e tematiche.

(5)

  https://ec.europa.eu/fpi/news/eu%E2%80%99s-instrument-contributing-stability-and-peace-icsp_en .

(6)

https://www.eda.europa.eu/what-we-do/our-current-priorities/coordinated-annual-review-on-defence-(card).

(7)

https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-8798-2019-INIT/en/pdf.

(8)

  https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2018/07/10/eu-nato-joint-declaration/ .

(9)

Decisione (PESC) 2017/2315 del Consiglio, dell'11 dicembre 2017, che istituisce la cooperazione strutturata permanente (PESCO) e fissa l'elenco degli Stati membri partecipanti (GU L 331 del 14.12.2017, pag. 57).

(10)

  https://ec.europa.eu/neighbourhood-enlargement/news_corner/migration_en

(11)

https://ec.europa.eu/echo/essn_en.

(12)

  https://ec.europa.eu/echo/what/civil-protection/mechanism_en  

(13)

  https://ec.europa.eu/commission/publications/reflection-paper-towards-sustainable-europe-2030_it  

(14)

https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/european-green-deal_it.

(15)

  https://www.gcca.eu/ .

(16)

  https://www.uncdf.org/local/homepage

(17)

COM(2019) 352 final del 23 luglio 2019.

(18)

  https://ec.europa.eu/fpi/what-we-do/partnership-instrument-advancing-eus-core-interests_en . 

(19)

SWD(2019) 280 final del 16 giugno 2019.

(20)

  https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2019/11/25/addressing-inequality-in-partner-countries-council-adopts-conclusions/ .

(21)

https://www.spotlightinitiative.org/.

(22)

  http://www.arei.org/ .

(23)

La ratifica da parte del Parlamento europeo è avvenuta a febbraio 2020, seguita dall'entrata in vigore dell'accordo di libero scambio il 1º agosto 2020.

(24)

https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/COUNTRY_19_2778.

(25)

https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2019/12/10/council-conclusions-on-commission-opinion-on-bosnia-and-herzegovina-s-application-for-membership-of-the-european-union/.

(26)

https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2019/11/11/turkey-s-illegal-drilling-activities-in-the-eastern-mediterranean-council-adopts-framework-for-sanctions/.

(27)

I settori prioritari della politica europea di vicinato sono: buona governance, democrazia, diritti umani e Stato di diritto; sviluppo economico come mezzo di stabilizzazione; sicurezza; migrazione e mobilità.

(28)

https://ec.europa.eu/neighbourhood-enlargement/news_corner/news/european-union-opens-structured-consultation-future-eastern-partnership_en.

(29)

JOIN(2019) 6 final del 16 aprile 2019.

* Tale designazione non pregiudica le posizioni riguardo allo status ed è in linea con la risoluzione 1244 (1999) dell'UNSC e con il parere della CIG sulla dichiarazione di indipendenza del Kosovo.

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