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Document 52016PC0616

Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che istituisce un regime dell'Unione di controllo delle esportazioni, del trasferimento, dell'intermediazione, dell'assistenza tecnica e del transito di prodotti a duplice uso (rifusione)

COM/2016/0616 final - 2016/0295 (COD)

Bruxelles, 28.9.2016

COM(2016) 616 final

2016/0295(COD)

Proposta di

REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

che istituisce un regime dell'Unione di controllo delle esportazioni, del trasferimento, dell'intermediazione, dell'assistenza tecnica e del transito di prodotti a duplice uso (rifusione)

{SWD(2016) 314 final}
{SWD(2016) 315 final}


RELAZIONE

1.CONTESTO DELLA PROPOSTA

Motivi e obiettivi della proposta

Nel maggio 2009 il Consiglio dell'Unione europea ha adottato il regolamento (CE) n. 428/2009 che istituisce un regime comunitario di controllo delle esportazioni, del trasferimento, dell'intermediazione e del transito di prodotti a duplice uso 1 ("il regolamento"). In linea con l'articolo 25, secondo comma, del regolamento, nell'ottobre 2013 la Commissione ha trasmesso al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione completa sull'attuazione del medesimo 2 . La relazione concludeva che il regime di controllo delle esportazioni dell'UE fornisce una solida base giuridica e istituzionale, ma non può rimanere immobile e deve essere aggiornato per far fronte a nuove sfide. Nell'aprile 2014 la Commissione ha adottato una comunicazione 3 contenente opzioni strategiche concrete per la revisione del regime di controllo delle esportazioni dell'UE e il suo adattamento ai rapidi cambiamenti tecnologici, economici e politici. Nel 2015 la Commissione ha condotto una valutazione d'impatto delle opzioni di revisione delineate in detta comunicazione al fine di individuare le azioni di tipo regolamentare e non regolamentare più idonee per metterle in atto. La presente proposta è stata elaborata sulla scorta delle conclusioni della valutazione d'impatto.

La revisione della politica di controllo delle esportazioni costituisce un'iniziativa nell'ambito del programma di controllo dell'adeguatezza e dell'efficacia della regolamentazione (REFIT), in considerazione delle sue potenzialità di semplificazione normativa e riduzione degli oneri.

Il regolamento (CE) n. 428/2009 del Consiglio ha subito varie modifiche. Poiché si rendono necessarie nuove modifiche, a fini di chiarezza e leggibilità è opportuno procedere alla sua rifusione.

Coerenza con le disposizioni vigenti nel settore normativo interessato

La proposta mira a sostenere gli obiettivi politici generali dell'Unione che, come sancito all'articolo 3 del trattato sull'Unione europea, "contribuisce alla pace, alla sicurezza, [...] al commercio libero ed equo [...] e alla tutela dei diritti umani". La proposta contribuirà alla strategia europea in materia di sicurezza 4 e, in particolare, risponde alle conclusioni del Consiglio del 2013 sulle nuove sfide poste dalla proliferazione delle armi di distruzione di massa (ADM) 5 . La proposta assicurerà inoltre l'adempimento da parte dell'UE e dei suoi Stati membri ai loro obblighi internazionali, in particolare per quanto riguarda la non proliferazione delle ADM. La proposta potenzierà altresì gli sforzi dell'UE volti a impedire che attori non statali abbiano accesso a materiali sensibili e contribuirà così alla lotta contro il terrorismo 6 . Infine, alla luce del confine sempre più indistinto tra i settori civile e della difesa, la proposta rientra tra le iniziative dell'UE intese a contrastare le minacce ibride 7 .

La proposta è pienamente in linea con l'obiettivo della politica commerciale dell'UE di promuovere la competitività e ridurre le distorsioni degli scambi, e con la comunicazione "Commercio per tutti" del 2015 8 , che annunciava "un'ambiziosa modernizzazione della politica dell'UE in materia di controlli sulle esportazioni dei beni a duplice uso, compresa la prevenzione degli abusi dei sistemi digitali di sorveglianza e antintrusione, che danno adito a violazioni dei diritti umani".

Coerenza con le altre normative dell'Unione

La proposta, in particolare le disposizioni relative al controllo delle tecnologie di sorveglianza informatica, contribuirà alla tutela dei diritti umani a livello globale, in linea con il piano d'azione per i diritti umani del 2015 9 e gli orientamenti dell'UE sulla libertà di espressione 10 , che invocano esplicitamente un inasprimento dei controlli sulle esportazioni di tali tecnologie.

La proposta sosterrà inoltre la strategia per il mercato unico digitale, dal momento che l'introduzione di controlli sulla tecnologia di sorveglianza informatica mira a far fronte ai rischi connessi al commercio elettronico. Poiché la proposta intende, in particolare, ridurre gli oneri amministrativi rendendo la legislazione dell'UE più semplice e meno costosa, essa è funzionale anche agli obiettivi del programma REFIT.

2.BASE GIURIDICA, SUSSIDIARIETÀ E PROPORZIONALITÀ

Base giuridica

Il controllo delle esportazioni di prodotti a duplice uso è parte integrante della politica commerciale comune a norma dell'articolo 207 del TFUE.

Sussidiarietà

Gli scambi di prodotti a duplice uso devono essere basati su principi comuni conformemente all'articolo 207 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), rispettando al contempo le prerogative degli Stati membri nel settore della sicurezza. L'intervento dell'UE è altresì necessario poiché gli obiettivi di sicurezza perseguiti possono essere raggiunti soltanto collettivamente e a condizione che le autorità competenti agiscano in stretta collaborazione e conformemente agli stessi principi. L'azione a livello dell'UE è inoltre necessaria per far fronte alle distorsioni della concorrenza all'interno del mercato unico e per promuovere la convergenza dei controlli con i paesi terzi e condizioni di parità a livello globale.

L'intervento dell'UE è giustificato alla luce della Carta dei diritti fondamentali, dal momento che è stato constatato che le esportazioni di alcuni prodotti a duplice uso, in particolare tecnologia di sorveglianza informatica, possono avere ripercussioni sui diritti umani.

Proporzionalità

Le disposizioni della presente proposta sono limitate a quanto necessario per raggiungere gli obiettivi del regolamento e sono pertanto conformi al principio di proporzionalità.

La proposta consta prevalentemente di modifiche delle vigenti disposizioni del regolamento (CE) n. 428/2009 laddove debitamente giustificate dalla necessità di potenziare l'efficacia o la coerenza dei controlli in tutta l'UE. Sono inoltre proposte modifiche intese a semplificare la gestione dei controlli e ridurre gli oneri a carico degli operatori nel mercato unico.

Tuttavia la proposta introduce anche nuove disposizioni per sottoporre a controllo le esportazioni di determinate tecnologie di sorveglianza informatica al fine di colmare un vuoto normativo individuato nel corso della revisione della politica di controllo delle esportazioni, ossia l'insufficiente base giuridica per i controlli nel settore.

Come illustrato nella valutazione d'impatto, altri strumenti come gli orientamenti potrebbero utilmente integrare e sostenere l'attuazione delle modifiche legislative, ma non permetterebbero di affrontare il problema della scarsa chiarezza giuridica di alcune disposizioni del regolamento o l'assenza di un controllo sufficiente della tecnologia di sorveglianza informatica. Le modifiche del regolamento sono pertanto necessarie.

3.RISULTATI DELLE VALUTAZIONI EX POST, DELLE CONSULTAZIONI DEI PORTATORI DI INTERESSI E DELLE VALUTAZIONI D'IMPATTO

Valutazioni ex post

Nel 2011 la Commissione ha pubblicato un Libro verde 11 , invitando i portatori di interessi a esprimere il loro punto di vista sul regime di controllo delle esportazioni dell'UE. La Commissione ha riferito sull'esito di tale processo nel documento di lavoro dei servizi della Commissione "Strategic export controls: ensuring security and competitiveness in a changing world" (Controlli sulle esportazioni strategiche: garantire la sicurezza e la competitività in un mondo in trasformazione) 12 . Il documento di lavoro concludeva che i portatori di interessi richiedevano numerosi adeguamenti del regime di controllo delle esportazioni dell'UE al fine di adattarlo ai rapidi cambiamenti tecnologici, economici e politici. Il documento di lavoro ha costituito la base per la presentazione di una relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sull'attuazione del regolamento 13 , che ha aperto la strada alla revisione della politica di controllo delle esportazioni dell'UE.

Consultazioni dei portatori di interessi

La Commissione ha condotto ampie consultazioni dei portatori di interessi ai fini dell'elaborazione della presente proposta. La strategia di consultazione ha compreso regolari incontri mirati e attività di comunicazione (outreach) rivolte ai principali portatori di interessi per sviluppare un dialogo con il settore del duplice uso, la società civile e gli Stati membri. 

La valutazione d'impatto ha comportato anche consultazioni mirate dei portatori di interessi. Nel 2014-2015 è stato commissionato uno studio per la raccolta di dati che ha compreso indagini mirate su imprese e associazioni del settore, amministrazioni nazionali, università e organizzazioni non governative. Nell'ambito della valutazione d'impatto, nel 2015 la Commissione ha inoltre condotto una consultazione pubblica sulle opzioni di revisione e sul loro impatto 14 . In generale, i portatori di interessi hanno convenuto che una revisione delle norme attuali migliorerebbe il regime di controllo delle esportazioni, in particolare per quanto riguarda la capacità di far fronte all'evoluzione dei rischi per la sicurezza, quali la proliferazione delle ADM e il terrorismo, e di tenere il passo con i rapidi progressi scientifici e tecnologici, e potrebbe inoltre potenziare l'efficienza della gestione del controllo delle esportazioni e la competitività delle imprese. D'altro canto, molti portatori di interessi hanno espresso preoccupazioni riguardo al potenziale impatto economico delle opzioni relative al controllo di esportazioni che potrebbero essere impropriamente utilizzate per violare i diritti umani nei paesi terzi.

Assunzione e uso di perizie

In assenza di statistiche ufficiali sulla produzione o sul commercio di prodotti a duplice uso, la Commissione ha sviluppato, a partire dal 2013, una metodologia statistica per valutare i flussi commerciali dei prodotti a duplice uso, oltre a utilizzare i dati relativi alle licenze resi disponibili dagli Stati membri. Lo studio per la raccolta di dati commissionato nell'ambito della valutazione d'impatto ha convalidato detta metodologia e fornito ulteriori informazioni, ad esempio sui flussi commerciali dei prodotti a duplice uso e su settori specifici.

I dati ottenuti dal settore privato attraverso interviste e indagini nonché fonti aperte e ricerche specializzate hanno fornito ulteriori informazioni sugli scambi di prodotti a duplice uso.

Valutazione d'impatto

Nel marzo 2016 la relazione sulla valutazione d'impatto è stata presentata al comitato per il controllo normativo e ha ricevuto parere positivo con osservazioni. Il parere del comitato per il controllo normativo è disponibile sul sito web Europa al seguente indirizzo: http://ec.europa.eu/smart-regulation/impact/iab/iab_en.htm.

Oltre allo scenario di base (status quo), sono stati esaminati gli impatti di altri quattro scenari, comprese l'opzione 2 "Sostegno all'attuazione e all'applicazione" (attraverso strumenti giuridici non vincolanti e orientamenti), l'opzione 3 "Aggiornamento del regime UE" (adeguamenti del quadro normativo), l'opzione 4 "Ammodernamento del regime UE" (con al centro le tecnologie di sorveglianza informatica e i diritti umani) e l'opzione 5 "Riforma del regime UE" (piena centralizzazione dei controlli a livello dell'UE).

In seguito all'esame, è stata selezionata come opzione preferita una combinazione delle opzioni 3 e 4. L'opzione 3 "Aggiornamento del regime UE" sembra essere l'opzione più efficiente ed efficace per affrontare i problemi identificati, anche alla luce dei criteri di impatto economico e sociale (sicurezza e diritti umani). Anche l'opzione 4 "Ammodernamento del regime UE" è stata mantenuta, nonostante le preoccupazioni espresse da alcuni portatori di interessi. Si riconosce che l'opzione 4 potrebbe comportare un aumento degli oneri amministrativi a carico degli operatori e delle autorità, poiché una nuova categoria di prodotti e tecnologie sarebbe soggetta a controlli. Potrebbe inoltre creare distorsioni della concorrenza a livello globale, in quanto non è possibile garantire che gli altri principali fornitori di tecnologia introducano controlli analoghi. Tuttavia ci si attende che l'opzione 4 abbia un significativo impatto positivo sulla sicurezza e sui diritti umani: essa appare indispensabile per prevenire le violazioni dei diritti umani derivanti dall'esportazione di prodotti dell'UE in paesi terzi e per affrontare i rischi per la sicurezza, per l'UE e i suoi cittadini, connessi alle nuove tecnologie di sorveglianza informatica. Alla luce della valutazione di cui sopra, la proposta presenta un duplice approccio, che coniuga controlli approfonditi su un numero limitato di prodotti specifici compresi negli elenchi e una "clausola onnicomprensiva mirata" (clausola catch-all) che funga da "freno di emergenza" nei casi in cui vi sia un rischio comprovato di uso improprio. Detti nuovi controlli saranno appositamente concepiti per assicurare che l'effetto economico negativo sia strettamente limitato e incida solo su un volume molto esiguo di scambi.

Nonostante il suo impatto positivo nel lungo periodo, l'opzione 2 è sembrata relativamente costosa nel breve e medio periodo e potrebbe essere realizzata solo con risorse supplementari a livello sia nazionale sia dell'UE. L'opzione 2 non è stata pertanto mantenuta, sebbene potrebbe essere prevista un'attuazione graduale di alcune azioni (ad esempio sviluppo di sistemi elettronici per il rilascio delle licenze e consultazioni tecniche con il settore) sulla base di una chiara definizione delle priorità in relazione ai compiti, e a condizione che possano essere messe a disposizione le risorse necessarie, anche attraverso impegni congiunti di portatori di interessi come gli Stati membri e l'industria.

L'opzione 5 avrebbe comportato un cambiamento radicale dell'approccio dell'UE in materia di controllo delle esportazioni, comprendente la centralizzazione dell'attuazione dei controlli e l'istituzione di un'agenzia centrale per il rilascio delle licenze a livello dell'UE. Considerati i costi (amministrativi, finanziari e legati alla transizione giuridica) e l'assenza di sostegno da parte dei portatori di interessi, l'opzione 5 non è stata mantenuta.

Efficienza normativa e semplificazione

In quanto iniziativa REFIT, la proposta dovrebbe apportare benefici, in termini di riduzione degli oneri amministrativi, sia agli operatori sia alle amministrazioni pubbliche, in particolare grazie all'impatto positivo sulle risorse umane e sui tempi di trattamento delle richieste. Pertanto, grazie all'introduzione di nuove autorizzazioni generali di esportazione dell'UE (EUGEA), i controlli diverrebbero quattro volte meno costosi per le imprese e fino a 11 volte meno costosi per le autorità preposte al rilascio delle licenze. La proposta dovrebbe inoltre consentire di ridurre gli oneri amministrativi all'interno del mercato unico, in particolare perché il numero di prodotti soggetti a controlli sui trasferimenti all'interno dell'UE sarebbe ridotto di circa il 40 %.

La proposta contiene inoltre modifiche di alcune disposizioni essenziali in materia di controllo che si sono rivelate poco chiare in fase di attuazione. La proposta dovrebbe pertanto migliorare la chiarezza giuridica e dunque ridurre i costi di conformità imputabili a disposizioni complesse e poco chiare in materia di controllo.

La proposta non prevede eccezioni a favore delle piccole e medie imprese (PMI): per imprescindibili motivi di sicurezza, è indispensabile che le PMI rispettino gli obblighi di controllo. Tuttavia l'ambito di applicazione di alcune disposizioni che potrebbero essere particolarmente onerose in termini di risorse umane e informatiche è stato limitato per evitare oneri normativi eccessivi a carico delle PMI. L'obbligo per le imprese di attuare un efficace programma interno di conformità (PIC – insieme di misure e procedure formali che garantiscono il rispetto dei controlli sulle esportazioni) si applica principalmente in relazione alle licenze globali, mentre le piccole imprese che non possono permettersi di sviluppare un PIC formale possono esportare nel quadro della maggior parte delle autorizzazioni generali e/o licenze specifiche. Inoltre la semplificazione delle procedure di rilascio delle licenze e la maggiore chiarezza giuridica della proposta arrecheranno importanti benefici alle PMI.

La proposta dovrebbe infine migliorare la competitività internazionale degli operatori dell'UE in quanto determinate disposizioni, ad esempio sui trasferimenti di tecnologia e sull'esportazione di cifratura, agevoleranno i controlli nei settori in cui i paesi terzi hanno già introdotto modalità di controllo più flessibili. Il nuovo capo della proposta relativo alla cooperazione con i paesi terzi dovrebbe inoltre promuovere la convergenza dei controlli con i principali partner commerciali e condizioni di parità a livello globale e dunque avere un impatto positivo sul commercio internazionale.

Diritti fondamentali

Le attività di sorveglianza ai fini della prevenzione, dell'indagine, dell'accertamento o del perseguimento dei reati o dell'esecuzione delle sanzioni penali devono essere stabilite dalla legge e costituire una misura necessaria e proporzionata in una società democratica, tenuto debito conto dei legittimi interessi delle persone fisiche interessate. Negli ultimi anni sono state tuttavia numerose le segnalazioni relative a tecnologie di sorveglianza informatica esportate in paesi con regimi repressivi e/o in zone di conflitto e usate impropriamente in violazione dei diritti umani. Governi autoritari o repressivi hanno dunque usato impropriamente a fini di repressione interna le tecnologie di sorveglianza informatica, che hanno applicazioni legittime e regolamentate nel campo dell'applicazione della legge, per infiltrarsi nei sistemi informatici di dissidenti e attivisti per i diritti umani, che di conseguenza hanno talvolta subito l'incarcerazione o addirittura la morte. Come risulta dalle segnalazioni, l'esportazione di tecnologia di sorveglianza informatica in tali condizioni mette a rischio la sicurezza di queste persone e la tutela dei diritti umani fondamentali, quali il diritto alla vita privata e alla protezione dei dati personali, la libertà di espressione, la libertà di associazione, come pure, indirettamente, la libertà da arresti e detenzioni arbitrari o il diritto alla vita.

Subordinando le esportazioni di determinate tecnologie di sorveglianza informatica ad autorizzazione, la proposta fornisce una risposta efficace alle minacce per i diritti umani derivanti da suddette esportazioni incontrollate, elemento che è stato considerato fondamentale nella valutazione d'impatto. Se le misure avranno da un lato qualche effetto sulla libertà d'impresa degli esportatori, esse saranno dall'altro funzionali all'obiettivo generale di rispondere efficacemente alle minacce per i diritti umani derivanti dall'esportazione di dette tecnologie. Secondo le attese, la proposta avrà dunque in generale un impatto significativamente positivo sulla tutela dei diritti fondamentali. La Commissione, in stretta consultazione con gli Stati membri e i portatori di interessi, svilupperà orientamenti a sostegno dell'applicazione pratica dei controlli onnicomprensivi (catch-all) mirati. La Commissione si adopererà per completare l'adozione di tali orientamenti parallelamente all'entrata in vigore del regolamento.

4.INCIDENZA SUL BILANCIO

Alcune disposizioni specifiche della proposta dovrebbero avere un'incidenza sulle risorse dei servizi competenti a livello dell'UE o nazionale. Secondo le attese, l'ampliamento della competenza conferita alla Commissione per consentirle di modificare gli elenchi di prodotti a duplice uso e le autorizzazioni generali di esportazione mediante atti delegati richiederà circa il 50 % del tempo di lavoro di un esperto a tempo pieno (ETP), in funzione del numero di modifiche delle EUGEA ipotizzabili ogni anno. I controlli relativi alla sorveglianza informatica dovrebbero comportare altresì costi amministrativi supplementari (personale) per le amministrazioni a livello sia nazionale sia dell'UE (1 ETP).

La proposta fornisce inoltre una base giuridica che consente la realizzazione di determinate azioni, ad esempio lo sviluppo di sistemi elettronici per il rilascio delle licenze, ma la relativa incidenza finanziaria e di bilancio dovrà essere valutata approfonditamente prima di qualsiasi decisione riguardante la loro attuazione.

5.ALTRI ELEMENTI

Piani attuativi e modalità di monitoraggio, valutazione e informazione

Il monitoraggio dell'attuazione sarà effettuato in cooperazione con gli Stati membri per garantire che le autorità competenti e gli esportatori attuino in maniera efficace e coerente le disposizioni del regolamento proposto. La relazione periodica (annuale) consentirà di monitorare adeguatamente l'attuazione del regolamento proposto e di informare regolarmente il Parlamento europeo e il Consiglio.

Come esposto nella relazione sulla valutazione d'impatto, la Commissione procederà inoltre a una valutazione della nuova iniziativa cinque anni dopo la sua entrata in vigore al fine di valutarne l'effettivo impatto economico, sociale e ambientale, nonché l'efficienza e l'efficacia, e di esaminare in quale misura i suoi risultati sono coerenti con gli obiettivi. La Commissione trasmetterà i risultati della valutazione al Parlamento europeo e al Consiglio.

6.ILLUSTRAZIONE DETTAGLIATA DELLE SINGOLE DISPOSIZIONI DELLA PROPOSTA

Ammodernamento delle disposizioni vigenti in materia di controllo

La proposta prevede modifiche di varie disposizioni in materia di controllo intese a chiarire, semplificare e migliorare il quadro normativo alla luce degli insegnamenti appresi, nonché a far fronte ai nuovi sviluppi.

La proposta contiene modifiche dei concetti fondamentali di controllo delle esportazioni finalizzate all'adeguamento a nuove realtà. La definizione di "prodotti a duplice uso" è pertanto modificata per tener conto dell'emergere di nuovi tipi di prodotti a duplice uso, quali le tecnologie di sorveglianza informatica. La proposta modifica inoltre le definizioni di "esportazione" e di "esportatore", e le disposizioni relative alla determinazione dell'autorità competente, al fine di fare chiarezza in merito all'applicazione dei controlli alle persone fisiche, che possono essere "esportatori", in particolare per quanto riguarda i trasferimenti di tecnologia (ad esempio fornitori di servizi, ricercatori, consulenti e addirittura persone che scaricano tecnologia soggetta a controllo).

Trasferimenti immateriali di tecnologia (ITT): la proposta fa chiarezza in merito ai controlli sugli ITT e facilita i trasferimenti di tecnologia a basso rischio, che sono sottoposti a controllo solo quando la tecnologia a duplice uso è messa a disposizione di una persona in un paese terzo; ciò dovrebbe in particolare agevolare l'uso dei servizi cloud.

Assistenza tecnica: con l'entrata in vigore del trattato di Lisbona, la fornitura di assistenza tecnica che comporta un movimento transfrontaliero è diventata di competenza dell'UE ed è soggetta a controllo. La proposta precisa pertanto quali controlli sono applicabili e dà una definizione di "assistenza tecnica".

Rafforzamento dei controlli sull'intermediazione: la proposta riduce il rischio che i controlli vengano elusi. Lo fa estendendo la definizione di "intermediario" alle controllate di imprese UE al di fuori dell'UE, nonché ai servizi di intermediazione forniti da cittadini di paesi terzi a partire dal territorio dell'UE. Inoltre, al fine di garantire la coerenza e l'efficacia dei controlli, la proposta ne armonizza l'applicazione a prodotti non compresi negli elenchi e agli scopi militari e ne estende l'applicazione al terrorismo e alle violazioni dei diritti umani.

Rafforzamento dei controlli sul transito: al fine di garantire la coerenza del controllo, evitare distorsioni della concorrenza e prevenire il rischio di anelli deboli nella catena dei controlli, la proposta armonizza i controlli sul transito applicati a prodotti non compresi negli elenchi e agli scopi militari, ed estende i controlli al rischio di uso improprio per atti terroristici e violazioni dei diritti umani.

Lotta al commercio illecito: al fine di contrastare il traffico illecito, e in linea con altri strumenti di sicurezza commerciale (misure restrittive), la proposta prevede l'applicazione di determinati controlli (ad esempio sull'intermediazione e sull'assistenza tecnica) a tutti i soggetti cui si applica il diritto dell'UE, compresi controlli sulle attività di persone dell'UE in paesi terzi, e introduce una clausola antielusione, stabilendo in tal modo una base giuridica dell'Unione per il perseguimento delle violazioni del controllo delle esportazioni. 

Ottimizzazione dell'architettura UE per il rilascio delle licenze

La proposta armonizza ulteriormente le procedure di rilascio delle licenze con l'obiettivo di ridurre gli oneri amministrativi connessi alle licenze.

Armonizzazione delle procedure di rilascio delle licenze: la proposta definisce le autorizzazioni e stabilisce parametri comuni per il rilascio delle licenze (ad esempio il periodo di validità), nonché le condizioni d'uso delle EUGEA (registrazione, obblighi di informazione ecc.) e delle licenze globali (obbligo di attuare un programma interno di conformità). Viene proposto un obbligo standard di trasparenza per quanto riguarda i tempi per il rilascio delle licenze con l'obiettivo di ridurre le divergenze all'interno del mercato unico.

Viene proposta una nuova autorizzazione per "grandi progetti" per determinati progetti pluriennali di grandi dimensioni, ad esempio la costruzione di una centrale nucleare; essa offre il vantaggio di un'unica licenza valida per tutte le operazioni di esportazione correlate per tutta la durata del progetto e subordinatamente a determinate condizioni (ad esempio informazione e auditing).

Introduzione di nuove EUGEA: la proposta introduce nuove autorizzazioni generali per agevolare gli scambi garantendo al contempo un livello sufficiente di sicurezza attraverso solide modalità di controllo, ad esempio registrazione, notifica e informazione, auditing.

Cifratura: questa EUGEA potrebbe rivelarsi particolarmente utile in considerazione dell'importanza commerciale e dell'ampia circolazione di questi prodotti e al fine di assicurare condizioni di parità alla luce delle deroghe all'obbligo di licenza esistenti in alcuni paesi non appartenenti all'UE.

Spedizioni di basso valore: questa EUGEA mira a facilitare i controlli relativi alle spedizioni al di sotto di un certo valore purché i prodotti e le destinazioni siano ammissibili e siano rispettate determinate condizioni.

Trasmissione intrasocietaria di software e tecnologia: questa EUGEA mira a facilitare i trasferimenti di tecnologia a duplice uso tra una società e le sue controllate in paesi non sensibili, in particolare per fini di ricerca e sviluppo, purché la tecnologia rimanga di proprietà o sotto il controllo della società madre.

"Altri prodotti a duplice uso": alla luce dell'esperienza di alcuni Stati membri, la proposta mira a dotare l'UE della capacità di facilitare i controlli su alcuni "altri prodotti a duplice uso" (ad esempio variatori di frequenza) quando ciò sia considerato opportuno per determinati prodotti e destinazioni.

Delega di competenza: la proposta amplia la delega di competenza per consentire alla Commissione di modificare le destinazioni o i prodotti nelle EUGEA con l'obiettivo di assicurare che il regime di controllo delle esportazioni dell'UE diventi più flessibile e capace di reagire agli sviluppi tecnologici o economici.

Convergenza dei controlli onnicomprensivi (catch-all)

La proposta chiarisce e armonizza la definizione e l'ambito di applicazione dei controlli onnicomprensivi, al fine di garantirne l'applicazione uniforme in tutta l'UE. La proposta prevede inoltre una procedura di consultazione obbligatoria tra le autorità competenti al fine di garantire l'applicazione e la validità delle decisioni relative ai controlli onnicomprensivi in tutta l'UE. Essa introduce scambi regolari di informazioni tra la Commissione e gli Stati membri, sostenuti da una "banca dati relativa ai controlli onnicomprensivi" che, in relazione ai controlli onnicomprensivi, raccoglie i requisiti di licenza, gli utilizzatori finali e i prodotti che destano preoccupazioni.

Riesame dei trasferimenti all'interno dell'UE

La proposta riesamina l'elenco dei prodotti soggetti a controllo nell'UE al fine di concentrare i controlli su un elenco aggiornato dei prodotti più sensibili (di cui alla sezione B dell'allegato IV), tenendo conto degli sviluppi tecnologici e commerciali. Introduce anche un'autorizzazione generale di trasferimento, di cui alla sezione A dell'allegato IV, per l'elenco aggiornato di prodotti sensibili. In tal modo riduce al minimo gli oneri amministrativi e le perturbazioni del commercio all'interno dell'UE garantendo al contempo la sicurezza dei trasferimenti dei prodotti più sensibili attraverso solide modalità di controllo (ad esempio registrazione, notifica, informazione, auditing, verifica successiva alla spedizione).

Un'iniziativa per sottoporre a controllo le esportazioni di tecnologie di sorveglianza informatica

La proposta risponde all'esigenza di tutelare la sicurezza nazionale e la morale pubblica, in considerazione della proliferazione di tecnologie di sorveglianza informatica il cui uso improprio costituisce un rischio per la sicurezza internazionale oltre che per la sicurezza dell'UE, dei suoi governi, delle sue imprese e dei suoi cittadini, nonché per la tutela dei diritti umani e delle libertà digitali in un mondo globalmente connesso.

La proposta stabilisce nuove disposizioni per un controllo efficace incentrato su tecnologie di sorveglianza informatica specifiche e pertinenti. Essa introduce un elenco autonomo dell'UE di specifiche tecnologie di sorveglianza informatica da sottoporre a controllo in quanto fonte di preoccupazione (centri di controllo e sistemi di conservazione dei dati), con parametri tecnici dettagliati. Tale controllo sistematico è integrato da un controllo onnicomprensivo mirato, che consente di controllare l'esportazione di tecnologie di sorveglianza informatica non comprese negli elenchi in determinate situazioni in cui è comprovato il rischio di uso improprio. Il controllo onnicomprensivo mirato si applica laddove vi siano fondati motivi di ritenere che i prodotti possano essere usati impropriamente dall'utilizzatore finale proposto per ordinare o perpetrare gravi violazioni dei diritti umani o del diritto umanitario internazionale in situazioni di conflitto armato o repressione interna nel paese di destinazione finale. 

Il controllo della tecnologia di sorveglianza informatica è sostenuto da una definizione rivista di "prodotti a duplice uso", che riflette l'evoluzione in direzione di un approccio più ampio alla sicurezza, il quale tiene conto anche della sicurezza dell'UE, dei suoi cittadini e delle sue imprese. La definizione rivista di "prodotti a duplice uso" si associa a una definizione di "tecnologia di sorveglianza informatica" e a una revisione dei criteri di controllo, che prevedono esplicitamente che i controlli debbano impedire le esportazioni laddove vi sia un chiaro rischio di violazioni dei diritti umani e terrorismo.

Rafforzamento della cooperazione in materia di attuazione e di applicazione

La proposta prevede il rafforzamento dello scambio di informazioni tra le autorità competenti e la Commissione al fine di sostenere un'applicazione efficace e coerente dei controlli. Essa crea una base giuridica per quanto riguarda l'introduzione di sistemi elettronici per il rilascio delle licenze e la loro interconnessione con il sistema elettronico dei prodotti a duplice uso (DUeS), al fine di sostenere procedure più efficaci di rilascio delle licenze per tutte le autorità competenti, ed anche per quanto riguarda l'istituzione di "gruppi di esperti tecnici" che coinvolgano esperti governativi e del settore in un dialogo sui parametri tecnici dei controlli.

Nel rispetto delle competenze degli Stati membri, la proposta introduce disposizioni volte a sostenere lo scambio di informazioni e la cooperazione in materia di applicazione, in particolare con l'istituzione di un meccanismo di coordinamento dell'applicazione nel quadro del gruppo di coordinamento sui prodotti a duplice uso.

Trasparenza e comunicazione – partenariato con il settore privato

La proposta stabilisce misure di trasparenza ed estende le attività di comunicazione e condivisione delle informazioni rivolte agli operatori al fine di sviluppare un "partenariato con il settore privato", come "prima linea di difesa" a fronte dell'evoluzione dei rischi per la sicurezza e alla luce di quanto osservato dai portatori di interessi secondo i quali la conformità normativa e la competitività si rafforzano a vicenda. La proposta fornisce inoltre una base giuridica per lo sviluppo di strumenti per gli operatori quale elemento chiave di detto partenariato e sostiene ad esempio l'introduzione, in tutti gli Stati membri, di sistemi elettronici per il rilascio delle licenze che consentiranno una gestione più tempestiva ed efficiente delle procedure di rilascio delle licenze e delle relazioni con gli operatori economici.

In risposta alla richiesta degli operatori del settore di un'interpretazione e un'applicazione comune del regolamento, la proposta prevede la pubblicazione di orientamenti per gli esportatori su questioni di particolare rilevanza. La trasparenza, ad esempio mediante la pubblicazione di relazioni annuali, consentirà anche alle organizzazioni della società civile di contribuire pienamente alla formulazione e all'attuazione della politica di controllo delle esportazioni.

Dialogo relativo al controllo delle esportazioni con i paesi terzi

Al fine di migliorare la convergenza normativa e promuovere condizioni di parità a livello globale, la proposta costituisce la base per lo sviluppo di un dialogo regolare tra l'UE e i suoi principali partner commerciali, nonché per la negoziazione di misure reciprocamente vantaggiose quali i programmi di verifica dell'utilizzatore finale (che permetterebbero a imprese selezionate di paesi terzi di ricevere lo status speciale di "utilizzatore finale verificato", grazie al quale potrebbero ricevere un riconoscimento a livello di Unione e beneficiare di controlli agevolati). L'UE sta inoltre attuando un programma di controllo delle esportazioni denominato "EU P2P Export Control Programme" (Partner to Partner) per aiutare i paesi terzi a istituire validi regimi di controllo delle esportazioni: si tratta di uno strumento per aggiornare i paesi terzi in merito all'evoluzione della legislazione dell'UE.

ê 428/2009 (adattato)

2016/0295 (COD)

Proposta di

REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

che istituisce un regime dell'Unione di controllo delle esportazioni, del trasferimento, dell'intermediazione, dell'assistenza tecnica e del transito di prodotti a duplice uso (rifusione)

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea Ö sul funzionamento dell'Unione europea Õ , in particolare l'articolo 133 Ö 207, paragrafo 2 Õ ,

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria,

considerando quanto segue:

ê 428/2009 considerando 1 (adattato)

(1)Il regolamento (CE) n. 1334/2000 del Consiglio, del 22 giugno 2000, che istituisce un regime comunitario di controllo delle esportazioni di prodotti e tecnologie a duplice uso 15  Ö 428/2009 16  Õ ha subito numerose Ö varie Õ e sostanziali modificazioni Ö modifiche Õ. In occasione di Ö Poiché si rendono necessarie Õ nuove modificazioni è opportuno, per ragioni Ö modifiche, a fini Õ di chiarezza, Ö è opportuno Õ procedere alla Ö sua Õ rifusione di tale regolamento.

ê 428/2009 considerando 2

I prodotti a duplice uso (inclusi il software e la tecnologia) dovrebbero essere sottoposti a controlli efficaci quando sono esportati dalla Comunità europea.

ê 428/2009 considerando 15 (adattato)

ð nuovo

(2)La risoluzione 1540 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, adottata il 28 aprile 2004, stabilisce Ö ha stabilito Õ che tutti gli Stati devono adottare e applicare misure efficaci per istituire controlli interni volti a prevenire la proliferazione di armi nucleari, chimiche e biologiche e dei loro vettori, anche introducendo controlli adeguati sui materiali connessi, e che a tal fine devono, tra l'altro, istituire controlli sul transito e sull'intermediazione. Per materiali connessi si intendono i materiali, le attrezzature e le tecnologie contemplate dai pertinenti trattati e accordi multilaterali, o inclusi negli elenchi di controllo nazionali, che potrebbero essere impiegati per la progettazione, lo sviluppo, la produzione o l'uso di armi nucleari, chimiche e biologiche e dei loro vettori. ð I controlli sono altresì imposti da accordi internazionali pertinenti, quali la convenzione sulle armi chimiche e la convenzione sulle armi biologiche e tossiniche, e in linea con gli impegni concordati nell'ambito di regimi multilaterali di controllo delle esportazioni. ï

ê 428/2009 considerando 3 (adattato)

(3)È Ö pertanto Õ necessario un efficace sistema comune di controllo delle esportazioni di prodotti a duplice uso per assicurare il rispetto degli impegni e delle responsabilità internazionali degli Stati membri Ö e dell'Unione Õ , in particolare in materia di non proliferazione, e dell'Unione europea (EU).

ê 428/2009 considerando 14 (adattato)

(4)Nel giugno 2003, i capi di Stato o di governo dell'UE hanno adottato un piano d'azione sulla non proliferazione delle armi di distruzione di massa (piano d'azione di Salonicco). Tale piano è stato integrato dalla Ö La Õ strategia dell'UE contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa adottata dal Consiglio europeo il Ö del Õ 12 dicembre 2003. A norma del capitolo III di tale strategia, l'Unione europea deve servirsi di tutti gli strumenti di cui dispone per prevenire, dissuadere, bloccare e, se possibile, eliminare i programmi di proliferazione che causano preoccupazione a livello globale. Il punto 30.A 4 di detto capitolo fa uno specifico riferimento al Ö , quale aggiornata dalle conclusioni del Consiglio, del 21 ottobre 2013, sul tema "Assicurare il costante perseguimento di un'efficace politica dell'Unione europea per le nuove sfide rappresentate dalla proliferazione delle armi di distruzione di massa", invoca il Õ rafforzamento delle politiche e prassi Ö dell'Unione Õ per il controllo delle esportazioni.

ò nuovo

(5)In considerazione dell'emergere di nuove categorie di prodotti a duplice uso, e in risposta agli inviti del Parlamento europeo, come pure alle segnalazioni di uso improprio di determinate tecnologie di sorveglianza informatica esportate dall'Unione da parte di persone che, in qualità di complici o responsabili, hanno ordinato o perpetrato gravi violazioni dei diritti umani o del diritto umanitario internazionale in situazioni di conflitto armato o repressione interna, è opportuno sottoporre a controllo le esportazioni di dette tecnologie al fine di tutelare la pubblica sicurezza e la morale pubblica. Le misure dovrebbero essere proporzionate. In particolare, non dovrebbero impedire le esportazioni di tecnologia dell'informazione e della comunicazione impiegata per fini legittimi, compresa l'applicazione della legge e la ricerca sulla sicurezza di Internet. La Commissione, in stretta consultazione con gli Stati membri e i portatori di interessi, svilupperà orientamenti a sostegno dell'applicazione pratica dei controlli.

(6)Di conseguenza, è altresì opportuno rivedere la definizione di prodotti a duplice uso e introdurre una definizione di tecnologia di sorveglianza informatica. Dovrebbe inoltre essere chiarito che i criteri di valutazione per il controllo delle esportazioni di prodotti a duplice uso comprendono considerazioni riguardanti il possibile uso improprio collegato ad atti di terrorismo o a violazioni dei diritti umani.

ê 428/2009 considerando 8 (adattato)

ð nuovo

(7)Anche la trasmissione di software e di tecnologie Ö a duplice uso Õ mediante mezzi elettronici, fax o telefono verso destinazioni al di fuori della Comunità Ö dell'Unione Õ dovrebbe essere sottoposta a controllo. ð Al fine di limitare gli oneri amministrativi a carico degli esportatori e delle autorità competenti degli Stati membri, la definizione di esportazione dovrebbe essere tuttavia rivista per escludere le trasmissioni che non pongono un grave rischio di proliferazione o di altro uso improprio contemplato dal presente regolamento. ï

ò nuovo

(8)Poiché possono essere coinvolte nelle esportazioni di prodotti a duplice uso varie categorie di persone, comprese persone fisiche quali fornitori di servizi, ricercatori, consulenti e persone che trasmettono prodotti a duplice uso mediante mezzi elettronici, è opportuno che siano chiarite la definizione di esportatore e la sua applicazione alle persone fisiche.

(9)L'ambito di applicazione dei "controlli onnicomprensivi" ("catch-all"), che si applicano in particolari circostanze ai prodotti a duplice uso non compresi negli elenchi, dovrebbe essere chiarito e armonizzato, e dovrebbe contemplare il rischio di terrorismo e violazioni dei diritti umani. L'applicazione efficace e coerente dei controlli in tutta l'Unione dovrebbe essere garantita tramite adeguati scambi di informazioni e consultazioni sui "controlli onnicomprensivi". Controlli onnicomprensivi mirati dovrebbero applicarsi anche, a determinate condizioni, alle esportazioni di tecnologia di sorveglianza informatica.

(10)La definizione di intermediario dovrebbe essere rivista per evitare l'elusione dei controlli sulla fornitura di servizi di intermediazione da parte di persone cui si applica il diritto dell'Unione. I controlli sulla fornitura di servizi di intermediazione dovrebbero essere armonizzati per garantirne l'applicazione efficace e coerente in tutta l'Unione e dovrebbero inoltre applicarsi ai fini della prevenzione di atti di terrorismo e violazioni dei diritti umani.

(11)Con l'entrata in vigore del trattato di Lisbona, è stato chiarito che la fornitura di servizi di assistenza tecnica che comporta un movimento transfrontaliero è di competenza dell'Unione. È pertanto opportuno chiarire quali controlli si applicano ai servizi di assistenza tecnica e introdurre una definizione di tali servizi. Per motivi di efficacia e coerenza, i controlli sulla fornitura di servizi di assistenza tecnica dovrebbero essere armonizzati e applicarsi anche ai fini della prevenzione di atti di terrorismo e violazioni dei diritti umani.

ê 428/2009 considerando 16 (adattato)

ð nuovo

(12)Il presente regolamento Ö (CE) n. 428/2009 prevede Õ riguarda i prodotti che si limitano ad attraversare il territorio della Comunità, ossia i prodotti che non sono sottoposti ad altro regime o controllo doganale oltre a quello del transito esterno o che sono semplicemente introdotti in una zona franca o in un deposito franco e non devono essere iscritti in una contabilità di magazzino approvata. Pertanto, bisognerebbe prevedere la possibilità che le autorità degli Stati membri vietino, a seconda dei casi, il transito di prodotti a duplice uso non comunitari Ö unionali Õ qualora abbiano fondati motivi di sospettare, in base ad intelligence o ad altre fonti, che i prodotti sono o possono essere destinati, in tutto o in parte, alla proliferazione delle armi di distruzione di massa e dei loro vettori. ð Per motivi di efficacia e coerenza, i controlli sul transito dovrebbero essere armonizzati e applicarsi anche ai fini della prevenzione di atti di terrorismo e violazioni dei diritti umani. ï

ê 428/2009 considerando 5 (adattato)

ð nuovo

(13)ð Le condizioni e i requisiti per il rilascio delle licenze, compresi il periodo di validità e i tempi per il rilascio delle autorizzazioni specifiche e globali, dovrebbero essere armonizzati per evitare distorsioni della concorrenza e garantire l'applicazione coerente ed efficace dei controlli in tutta l'Unione. A tal fine, è altresì necessario provvedere a una chiara determinazione dell'autorità competente in tutte le situazioni di controllo. ï La responsabilità delle decisioni in merito alle autorizzazioni di esportazione specifiche, globali o Ö generali Õ nazionali generali, alle autorizzazioni di Ö per Õ servizi di intermediazione ð e assistenza tecnica ï , Ö nonché Õ al transito di prodotti a duplice uso non comunitario Ö unionali Õ o alle autorizzazioni di trasferimento, nella Comunità, dei prodotti a duplice uso di cui all'allegato IV spetta alle autorità nazionali.

ò nuovo

(14)Dovrebbe essere introdotto un requisito standard di conformità sotto forma di "programmi interni di conformità" al fine di contribuire ad assicurare condizioni di parità tra gli esportatori e potenziare l'applicazione efficace dei controlli. Per motivi di proporzionalità, detto requisito dovrebbe applicarsi a modalità di controllo specifiche, ossia alle autorizzazioni globali e a determinate autorizzazioni generali di esportazione.

(15)Dovrebbero essere introdotte autorizzazioni generali di esportazione dell'Unione supplementari al fine di ridurre gli oneri amministrativi a carico di imprese e autorità assicurando al contempo un livello adeguato di controllo dei pertinenti prodotti verso le pertinenti destinazioni. È altresì opportuno introdurre un'autorizzazione globale per grandi progetti al fine di adattare le condizioni per il rilascio delle licenze alle particolari esigenze del settore.

ê 428/2009 considerando 7 (adattato)

(16)Elenchi comuni di prodotti a duplice uso, di destinazioni e di linee direttrici Ö orientamenti Õ sono elementi essenziali per un regime di controllo delle esportazioni efficace.

ê 428/2009 considerando 6 (adattato)

ð nuovo

(17)Le decisioni relative all'aggiornamento dell'elenco comune di beni Ö prodotti Õ a duplice uso soggetti ai controlli sulle esportazioni Ö di cui alla sezione A dell'allegato I dovrebbero Õ devono essere conformi agli obblighi e agli impegni che gli Stati membri Ö e l'Unione Õ hanno assunto in quanto membri dei pertinenti regimi internazionali di non proliferazione e degli accordi in materia di controllo delle esportazioni, oppure a seguito della ratifica di pertinenti trattati internazionali. ð Le decisioni relative all'aggiornamento dell'elenco comune di prodotti a duplice uso soggetti ai controlli sulle esportazioni di cui alla sezione B dell'allegato I, come la tecnologia di sorveglianza informatica, dovrebbero essere adottate in considerazione dei rischi che le esportazioni di detti prodotti possono porre relativamente alla perpetrazione di gravi violazioni dei diritti umani o del diritto umanitario internazionale o agli interessi essenziali in materia di sicurezza dell'Unione e dei suoi Stati membri. Le decisioni relative all'aggiornamento dell'elenco comune di prodotti a duplice uso soggetti ai controlli sulle esportazioni di cui alla sezione B dell'allegato IV dovrebbero essere adottate in considerazione degli interessi in materia di ordine pubblico e pubblica sicurezza degli Stati membri a norma dell'articolo 36 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Le decisioni relative all'aggiornamento degli elenchi comuni di prodotti e destinazioni di cui alle sezioni da A a J dell'allegato II dovrebbero essere adottate in considerazione dei criteri di valutazione di cui al presente regolamento. ï

ò nuovo

(18)Al fine di consentire all'Unione di adeguarsi prontamente al mutare delle circostanze concernenti la valutazione della sensibilità delle esportazioni nel quadro delle autorizzazioni generali di esportazione dell'Unione oltre che agli sviluppi tecnologici e commerciali, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea riguardo alla modifica dell'allegato I, sezione A, dell'allegato II, e dell'allegato IV, sezione B, del presente regolamento. È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti, nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016. In particolare, al fine di garantire la parità di partecipazione alla preparazione degli atti delegati, il Parlamento europeo e il Consiglio ricevono tutti i documenti contemporaneamente agli esperti degli Stati membri, e i loro esperti hanno sistematicamente accesso alle riunioni dei gruppi di esperti della Commissione incaricati della preparazione di tali atti delegati.

ê 428/2009 considerando 5 (adattato)

ð nuovo

(19)Le disposizioni e le decisioni nazionali relative alle esportazioni di prodotti a duplice uso devono Ö dovrebbero Õ essere adottate nell'ambito della politica commerciale comune e, in particolare, del regolamento (CEE) n. 2603/69 del Consiglio, del 20 dicembre 1969, relativo all'instaurazione di un regime comune applicabile alle esportazioni 17  (UE) 2015/479 del Parlamento europeo e del Consiglio 18 . ð L'applicazione efficace e coerente dei controlli in tutta l'Unione dovrebbe essere garantita tramite adeguati scambi di informazioni e consultazioni sulle disposizioni e sulle decisioni nazionali. ï

ê 428/2009 considerando 4 (adattato)

(20)L'esistenza di un sistema comune di controllo e di politiche armonizzate di applicazione e controllo in tutti gli Stati membri rappresenta un presupposto indispensabile per la libera circolazione dei prodotti a duplice uso all'interno della Comunità Ö dell'Unione Õ .

ê 428/2009 considerando 9

Occorre prestare particolare attenzione alle questioni relative alla riesportazione e all'uso finale.

ê 428/2009 considerando 12 (adattato)

ð nuovo

(21)A norma ed entro i limiti dell'articolo 30 Ö 36 Õ del trattato Ö sul funzionamento dell'Unione europea Õ e in attesa di un maggiore grado di armonizzazione, gli Stati membri mantengono il diritto di effettuare controlli sui trasferimenti di determinati prodotti a duplice uso all'interno della Comunità Ö dell'Unione Õ al fine di salvaguardare l'ordine pubblico o la pubblica sicurezza. ð Per motivi di proporzionalità, i controlli sul trasferimento di prodotti a duplice uso all'interno dell'Unione dovrebbero essere rivisti al fine di ridurre al minimo gli oneri a carico di imprese e autorità. ï Tali controlli, essendo correlati all'efficacia dei controlli sulle esportazioni dalla Comunità, ð L'elenco dei prodotti soggetti a controlli sui trasferimenti all'interno dell'Unione di cui alla sezione B dell'allegato IV ï dovrebbero essere periodicamente riesaminatio dal Consiglio ð alla luce degli sviluppi tecnologici e commerciali e per quanto riguarda la valutazione della sensibilità dei trasferimenti ï .

ê 428/2009 considerando 10 (adattato)

ð nuovo

(22)Il 22 settembre 1998 i rappresentanti degli Ö gli Õ Stati membri e della Ö la Õ Commissione europea hanno firmato protocolli aggiuntivi dei Ö ai Õ rispettivi accordi di salvaguardia conclusi tra gli Stati membri, la Comunità europea dell'energia atomica e l'Agenzia internazionale per l'energia atomica, che, tra altre misure, obbligano gli Stati membri a fornire informazioni sui trasferimenti delle attrezzature e delle materie non nucleari specificate. ð I controlli sui trasferimenti all'interno dell'Unione dovrebbero consentire agli Stati membri e all'Unione di adempiere ai loro obblighi a norma di detti accordi. ï

ê 428/2009 considerando 18 (adattato)

ð nuovo

(23)È opportuno arrivare a un'applicazione uniforme e coerente dei controlli in tutta l'UE, Ö l'Unione Õ per promuovere la sicurezza dell'Unione europea e internazionale e offrire parità di condizioni agli esportatori europei. È quindi opportuno, in linea con le raccomandazioni del piano d'azione di Salonicco e con le richieste della Ö la Õ strategia dell'UE contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa adottata il 12 dicembre 2003, ampliare l'ambito di Ö la portata della Õ consultazione ð e dello scambio di informazioni ï tra gli Stati membri prima di concedere un'autorizzazione di esportazione ð e la Commissione, e introdurre strumenti volti a sostenere lo sviluppo di una rete comune per il controllo delle esportazioni nell'Unione, ad esempio procedure elettroniche di rilascio delle licenze, gruppi di esperti tecnici e un meccanismo di coordinamento dell'applicazione. Sebbene le autorità doganali condividano determinate informazioni con le altre autorità doganali utilizzando un sistema di gestione del rischio conformemente alla normativa doganale dell'Unione, è altresì opportuno assicurare una stretta cooperazione tra le autorità preposte al rilascio delle licenze e le autorità doganali ï . Tale approccio offrirebbe, ad esempio, tra gli altri vantaggi, la garanzia che gli interessi vitali di sicurezza di uno Stato membro non siano minacciati da esportazioni provenienti da un altro Stato membro. Una maggiore convergenza delle condizioni di attuazione dei controlli nazionali sui prodotti a duplice uso non elencati nel presente regolamento e l'armonizzazione delle condizioni d'uso dei diversi tipi di autorizzazioni che possono essere concesse a norma del presente regolamento comporterebbero un'applicazione più uniforme e coerente dei controlli. Il miglioramento della definizione di trasferimenti immateriali di tecnologia, in modo da includere la messa a disposizione di tecnologia controllata alle persone stabilite al di fuori dell'UE, aiuterebbe gli sforzi intesi a promuovere la sicurezza come pure l'ulteriore allineamento delle modalità di scambio delle informazioni sensibili tra Stati membri a quelle dei regimi internazionali di controllo delle esportazioni, in particolare dando la possibilità di istituire un sistema elettronico sicuro per lo scambio d'informazioni tra Stati membri.

ò nuovo

(24)È opportuno chiarire che il trattamento e lo scambio di informazioni, nella misura in cui riguardano dati personali, dovrebbero rispettare la normativa applicabile sul trattamento e sullo scambio di dati personali conformemente alla direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio 19 e al regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio 20 .

(25)Le attività di comunicazione (outreach) rivolte al settore privato e la trasparenza sono elementi essenziali per un efficace regime di controllo delle esportazioni. È pertanto opportuno prevedere lo sviluppo continuo di orientamenti a sostegno dell'applicazione del presente regolamento, come pure la pubblicazione di una relazione annuale sull'attuazione dei controlli, in linea con la prassi attuale.

ê 428/2009 considerando 13

(26)Per garantire la corretta applicazione del presente regolamento, ciascuno Stato membro dovrebbe adottare misure intese a conferire adeguati poteri alle autorità competenti.

ê 428/2009 considerando 19

ð nuovo

(27)Ciascuno Stato membro dovrebbe stabilire sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive da applicare in caso di violazione delle disposizioni del presente regolamento,. ð È altresì opportuno introdurre disposizioni volte ad affrontare specificamente i casi di traffico illecito di prodotti a duplice uso al fine di sostenere l'applicazione efficace dei controlli. ï

ê 428/2009 considerando 11 (adattato)

(28)La Comunità Ö L'Unione Õ ha istituito un complesso organico di norme doganali contenute nel regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, del 12 ottobre 1992, che istituisce un codice doganale comunitario 21  (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio 22 ("il codice doganale comunitario Ö dell'Unione Õ "), e nel regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione 23 , che attua il regolamento (CEE) n. 2913/92, i quali stabiliscono Ö il quale stabilisce Õ , tra l'altro, le disposizioni relative all'esportazione e Ö alla Õ riesportazione di beni Ö merci Õ . Il presente regolamento non pone alcuna restrizione ai poteri attribuiti e derivanti dal codice doganale comunitario Ö dell'Unione Õ e dalle relative disposizioni di applicazione.

ò nuovo

(29)I controlli sulle esportazioni hanno un impatto sulla sicurezza internazionale e sul commercio con i paesi terzi ed è pertanto opportuno sviluppare un dialogo e una cooperazione con i paesi terzi al fine di favorire condizioni di parità a livello globale e rafforzare la sicurezza internazionale.

(30)È opportuno chiarire che il presente regolamento fa salva la decisione delegata della Commissione, del 15 settembre 2015 24 , che integra la decisione n. 1104/2011/UE del Parlamento europeo e del Consiglio e stabilisce norme specifiche per il controllo delle esportazioni di prodotti per il servizio pubblico regolamentato nell'ambito del programma Galileo.

(31)Il presente regolamento rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi riconosciuti, in particolare, dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, segnatamente la libertà d'impresa,

ê 428/2009 considerando 17

È opportuno inoltre introdurre controlli sulla fornitura dei servizi di intermediazione quando l'intermediario è stato informato dalle autorità nazionali competenti o è a conoscenza del fatto che tale fornitura potrebbe portare alla produzione di armi di distruzione di massa o dei loro vettori in un paese terzo.

ê 428/2009 (adattato)

ð nuovo

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

CAPO I

OGGETTO E DEFINIZIONI

Articolo 1

Il presente regolamento istituisce un regime comunitario Ö dell'Unione Õ di controllo delle esportazioni, del trasferimento, dell'intermediazione ð , dell'assistenza tecnica, ï e del transito Ö e del trasferimento Õ di prodotti a duplice uso.

Articolo 2

Ai fini del presente regolamento:

1) "prodotti a duplice uso" sono i prodotti, inclusi il software e le tecnologie, che possono avere un utilizzo sia civile sia militare; essi comprendono:

ð a) prodotti che possono essere impiegati per la progettazione, lo sviluppo, la produzione o l'uso di armi nucleari, chimiche e biologiche e dei loro vettori, compresi ï tutti i beni Ö prodotti Õ che possono avere sia un utilizzo non esplosivo sia un qualche impiego nella fabbricazione di armi nucleari o di altri congegni esplosivi nucleari;

ò nuovo

b) tecnologia di sorveglianza informatica che può essere impiegata per commettere gravi violazioni dei diritti umani o del diritto umanitario internazionale, o che può rappresentare una minaccia per la sicurezza internazionale o gli interessi essenziali in materia di sicurezza dell'Unione e dei suoi Stati membri;

ê 428/2009 (adattato)

2) "esportazione" è:

ia) un regime di esportazione ai sensi dell'articolo 161 269 del regolamento (CEE) n. 2913/92 (codice doganale comunitario Ö dell'Unione Õ );

iib) una riesportazione, ai sensi dell'articolo 182 270, paragrafo 1, di detto Ö del Õ codice Ö doganale dell'Unione Õ , esclusi i prodotti in transito; e

ò nuovo

c) un regime di perfezionamento passivo ai sensi dell'articolo 259 del codice doganale dell'Unione; e

ê 428/2009 (adattato)

ð nuovo

iiid) la trasmissione di software o di tecnologie mediante mezzi elettronici, compresi fax, telefono, posta elettronica o qualunque altro mezzo elettronico, verso una destinazione al di fuori della Comunità europea; comprende la messa a disposizione in forma elettronica di tale software e tecnologie a persone giuridiche e fisiche e a consorzi al di fuori della Comunità. Ö dell'Unione Õ L'esportazione include anche la trasmissione orale di tecnologia quando tale tecnologia è descritta al telefono;

3) "esportatore" è qualsiasi persona fisica o giuridica o consorzio:

ia) per conto deilla qualie è resa una dichiarazione di esportazione ð o di riesportazione ï , vale a dire la persona che sia titolare del contratto concluso con il destinatario nel paese terzo e abbia la facoltà Ö il potere Õ di decidere l'invio di prodotti al di fuori del territorio doganale della Comunità Ö dell'Unione Õ al momento dell'accettazione della dichiarazione. Qualora non sia stato concluso alcun contratto, o il titolare del contratto non agisca per proprio conto l'esportatore è la persona che ha la facoltà Ö il potere Õ di decidere l'invio dei prodotti al di fuori del territorio doganale della Comunità Ö dell'Unione Õ ;

iib) che decida di trasmettere o rendere disponibile software o tecnologie mediante mezzi elettronici, compresi fax, telefono, posta elettronica o qualunque altro mezzo elettronico verso una destinazione ð persone fisiche, giuridiche e consorzi ï al di fuori della Comunità Ö dell'Unione Õ .

Qualora, ai sensi del contratto in base al quale è effettuata l'esportazione, titolare del diritto di disporre del prodotto a duplice uso risulti essere una persona non ð residente o ï stabilita nella Comunità Ö nell'Unione Õ , la qualità di esportatore è assunta dal contraente ð residente o ï stabilito nella Comunità; Ö nell'Unione. Õ

ò nuovo

25 "Esportatore" è inoltre qualsiasi persona fisica che trasporta le merci da esportare se tali merci sono contenute nei bagagli personali della stessa ai sensi dell'articolo 1, punto 19, lettera b), del regolamento (UE) 2015/2446 del 28 luglio 2015;

ê 428/2009 (adattato)

4) "dichiarazione di esportazione" è l'atto con il quale una persona manifesta, nelle forme e secondo le modalità prescritte, la volontà di sottoporre Ö esportare Õ un prodotto a duplice uso Ö di cui al punto 1 Õ al regime di esportazione;

ò nuovo

5) "dichiarazione di riesportazione" è un atto ai sensi dell'articolo 5, punto 13, del codice doganale dell'Unione;

ê 428/2009 (adattato)

ð nuovo

56) "servizi di intermediazione" sono:

a) la negoziazione o l'organizzazione di transazioni Ö operazioni Õ dirette all'acquisto, alla vendita o alla fornitura di prodotti a duplice uso da un paese terzo a qualunque altro paese terzo;, o

b) la vendita o l'acquisto di prodotti a duplice uso ubicati in paesi terzi per il loro trasferimento verso un altro paese terzo.

Ai fini del presente regolamento, la sola fornitura di servizi ausiliari è esclusa dalla definizione. Per servizi ausiliari si intendono il trasporto, i servizi finanziari, l'assicurazione o Ö la Õ riassicurazione, o la pubblicità generica o Ö la Õ promozione;

67) "intermediario" è qualunque Ö qualsiasi Õ persona fisica o giuridica o consorzio residenti o stabiliti in uno Stato membro della Comunità Ö dell'Unione Õ ð , o una persona giuridica o un consorzio posseduti o controllati da detta persona, oppure un'altra persona ï che svolga i servizi Ö di intermediazione Õ definiti all'articolo 5 dalla Comunità Ö dall'Unione Õ verso il territorio di un paese terzo;

ò nuovo

8) "assistenza tecnica" è qualsiasi supporto tecnico di riparazione, perfezionamento, fabbricazione, assemblaggio, prova, manutenzione o altro servizio tecnico e può assumere le seguenti forme: istruzione, pareri, formazione, trasmissione delle conoscenze o delle competenze operative o servizi di consulenza, comprese le forme orali di assistenza;

9) "fornitore di assistenza tecnica" è qualsiasi persona fisica o giuridica o consorzio residenti o stabiliti in uno Stato membro dell'Unione, o una persona fisica o un consorzio posseduti o controllati da detta persona, oppure un'altra persona che fornisca assistenza tecnica dall'Unione nel territorio di un paese terzo;

ê 428/2009 (adattato)

ð nuovo

   710) "transito" è il trasporto di prodotti a duplice uso non comunitari Ö unionali Õ che entrano e attraversano il Ö nel Õ territorio doganale della Comunità Ö dell'Unione e lo attraversano Õ con una destinazione esterna alla Comunità Ö all'Unione Õ stessa; ð , compresi i prodotti: ï

ò nuovo

a)vincolati al regime di transito esterno che si limitano ad attraversare il territorio doganale dell'Unione;

b)trasbordati all'interno di una zona franca o direttamente riesportati da una zona franca;

c)in custodia temporanea e direttamente riesportati da una struttura di custodia temporanea;

d)che sono stati introdotti nel territorio doganale dell'Unione a bordo della stessa nave o dello stesso aeromobile che li trasporterà al di fuori di tale territorio senza operazioni di scarico;

ê 428/2009

811) "autorizzazione di esportazione specifica" è un'autorizzazione concessa a uno specifico esportatore per un utilizzatore finale o destinatario di un paese terzo e riguardante uno o più prodotti a duplice uso;

ê 428/2009 (adattato)

1012) "autorizzazione globale di esportazione" è un'autorizzazione concessa a un determinato esportatore per un tipo o una categoria di prodotti a duplice uso, che può essere valida per le esportazioni verso uno o più utilizzatori finali specifici e/o in uno o più paesi terzi specifici;

ò nuovo

13) "autorizzazione per grandi progetti" è un'autorizzazione globale di esportazione concessa a un determinato esportatore per un tipo o una categoria di prodotti a duplice uso, che può essere valida per le esportazioni verso uno o più utilizzatori finali specifici in uno o più paesi terzi specifici per la durata di un progetto specifico il cui periodo di realizzazione è superiore a un anno;

ê 1232/2011 articolo 1, punto 1

ð nuovo

914) "autorizzazione generale di esportazione dell'Unione" è un'autorizzazione all'esportazione per le esportazioni verso determinati paesi di destinazione concessa a tutti gli esportatori che ne rispettino le condizioni e i requisiti d'uso elencati negli allegati nelle sezioni da II bis A a II septies ð J ï dell'allegato II;

ò nuovo

15) "autorizzazione generale di trasferimento dell'Unione" è un'autorizzazione per il trasferimento di determinati prodotti a duplice uso tra Stati membri, concessa a tutti gli operatori che ne rispettino le condizioni e i requisiti d'uso elencati nella sezione A dell'allegato IV;

ê 428/2009 (adattato)

è1 1232/2011 articolo 1, punto 2

1116) "autorizzazione generale di esportazione nazionale" è un'autorizzazione all'esportazione concessa a norma dell'articolo 9, paragrafo 2, e definita dalla legislazione nazionale conformemente all'articolo 910, paragrafo 6, e alla sezione C adell'allegato III c;

1217) "territorio doganale dell'Unione europea" è il territorio ai sensi dell'articolo 34 del codice doganale comunitario Ö dell'Unione Õ ;

1318) "prodotti a duplice uso non comunitari Ö unionali Õ " sono i prodotti che hanno lo status di merci non comunitarie Ö unionali Õ ai sensi dell'articolo 45, paragrafo Ö punto Õ 824, del regolamento (CEE) n. 2913/92 (codice doganale comunitario) Ö dell'Unione Õ.;

2.19) L'esportazione di prodotti a duplice uso non compresi nell'elenco di cui all'allegato I è subordinata ad un'autorizzazione anche nel caso in cui il paese acquirente o il paese di destinazione siano soggetti ad Ö "embargo sugli armamenti" è Õ un embargo sugli armamenti è1 imposto da una decisione o Ö da Õ una posizione comune ç adottata dal Consiglio o con Ö da Õ una decisione dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), o ad un embargo sugli armamenti imposto da una risoluzione vincolante del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, e qualora l'esportatore sia stato informato dalle autorità di cui al paragrafo 1 che detti prodotti sono o possono essere destinati, in tutto o in parte, a scopi militari.;

20)Ai fini del presente paragrafo per "scopi militari" si intende Ö sono Õ :

a) l'inserimento in prodotti militari figuranti nell'elenco dei materiali di armamento degli Stati membri;

b) l'utilizzazione Ö l'uso Õ di apparecchiature di produzione, controllo Ö prova Õ o analisi e loro componenti ai fini dello sviluppo, della produzione o della manutenzione dei prodotti militari figuranti nell'elenco summenzionato;

c) l'utilizzazione Ö l'uso Õ di eventuali prodotti non finiti in un impianto per la produzione di prodotti militari figuranti nell'elenco summenzionato.;

ò nuovo

21) "tecnologia di sorveglianza informatica" sono prodotti appositamente progettati per consentire l'intrusione dissimulata in sistemi di informazione e telecomunicazione al fine di monitorare, estrarre, raccogliere e analizzare dati e/o neutralizzare o danneggiare i sistemi in questione. Sono compresi i prodotti correlati alle seguenti tecnologie e apparecchiature:

a) apparecchiature di intercettazione delle telecomunicazioni mobili;

b) software di intrusione;

c) centri di controllo;

d) sistemi di intercettazione legale e sistemi di conservazione dei dati;

e) informatica forense;

22) "programma interno di conformità" sono procedure e mezzi efficaci, adeguati e proporzionati, comprese l'elaborazione, l'attuazione e l'applicazione di politiche, procedure, norme di condotta e misure di salvaguardia standardizzate per la conformità operativa, sviluppati dagli esportatori al fine di assicurare la conformità alle disposizioni nonché ai termini e alle condizioni delle autorizzazioni di cui al presente regolamento;

23) "atto di terrorismo" è un atto terroristico ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 3, della posizione comune 2001/931/PESC.

ê 428/2009 (adattato)

CAPO II

AMBITO DI APPLICAZIONE

Articolo 3

1. L'esportazione dei prodotti a duplice uso compresi nell'elenco Ö negli elenchi Õ di cui all'allegato I è subordinata ad autorizzazione.

2. Può essere subordinata ad autorizzazione, a norma degli articoli Ö dell'articolo Õ 4 o 8, anche l'esportazione verso tutte o talune destinazioni di determinati prodotti a duplice uso non compresi nell'elenco Ö negli elenchi Õ di cui all'allegato I.

Articolo 4

1. L'esportazione di prodotti a duplice uso non compresi nell'elenco Ö negli elenchi Õ di cui all'allegato I è subordinata ad un'autorizzazione nel caso in cui l'esportatore sia stato informato dalle competenti autorità Ö dall'autorità competente Õ dello Stato membro in cui è stabilito che detti prodotti sono o possono essere destinati, in tutto o in parte,: 

a) ad una utilizzazione collegata Ö un uso collegato Õ allo sviluppo, alla produzione, alla movimentazione, al funzionamento, alla manutenzione, alla conservazione, all'individuazione, all'identificazione o alla disseminazione di armi chimiche, biologiche o nucleari o di altri congegni esplosivi nucleari oppure allo sviluppo, alla produzione, alla manutenzione o alla conservazione di missili che possano essere utilizzati come vettori di tali armi.;

ò nuovo

b) a scopi militari se il paese acquirente o il paese di destinazione è soggetto a un embargo sugli armamenti;

ê 428/2009 (adattato)

3. c) L'esportazione di prodotti a duplice uso non compresi nell'elenco di cui all'allegato I è subordinata ad un'autorizzazione anche nel caso in cui l'esportatore sia stato informato dalle autorità di cui al paragrafo 1 che detti prodotti sono o possono essere destinati, in tutto o in parte, ad essere utilizzati Ö ad un uso Õ come parti o componenti di prodotti militari, figuranti nell'elenco Ö nazionale Õ dei materiali di armamento nazionale, che sono stati esportati dal territorio dello Ö di uno Õ Stato membro in questione senza autorizzazione o in violazione dell'autorizzazione prevista dalla legislazione nazionale dello stesso Stato membro.;

ò nuovo

d) all'uso da parte di persone che, in qualità di complici o responsabili, hanno ordinato o perpetrato gravi violazioni dei diritti umani o del diritto umanitario internazionale in situazioni di conflitto armato o repressione interna nel paese di destinazione finale, quali riconosciute dalle istituzioni pubbliche internazionali competenti o dalle autorità europee o nazionali competenti, e nel caso in cui sia stato accertato che l'utilizzatore finale proposto ha utilizzato detto prodotto o prodotti analoghi per ordinare o perpetrare gravi violazioni;

e) all'uso collegato ad atti di terrorismo.

ê 428/2009 (adattato)

ð nuovo

42. Un esportatore, ð in quanto parte diligente, ï se ha conoscenza che i prodotti a duplice uso che intende esportare e che non sono compresi nell'elenco Ö negli elenchi Õ di cui all'allegato I sono destinati, in tutto o in parte, ad una qualsiasi delle utilizzazioni Ö uno degli usi Õ di cui ail paragrafio 1, 2 e 3, deve informarne le autorità Ö l'autorità competente Õ di cui al paragrafo 1, che decideranno Ö deciderà Õ in merito all'opportunità di sottoporre la suddetta esportazione ad autorizzazione.

5. Uno Stato membro può adottare o mantenere le disposizioni nazionali che subordinano ad autorizzazione l'esportazione di prodotti a duplice uso non compresi nell'elenco di cui all'allegato I qualora l'esportatore abbia motivo di sospettare che i prodotti in questione siano o possano essere destinati, in tutto o in parte, ad uno degli usi di cui al paragrafo 1.

ò nuovo

3. Le autorizzazioni per l'esportazione di prodotti non compresi negli elenchi sono concesse per prodotti e utilizzatori finali specifici. Le autorizzazioni sono concesse dall'autorità competente dello Stato membro in cui l'esportatore è residente o stabilito o, nel caso in cui l'esportatore sia una persona residente o stabilita al di fuori dell'Unione, dall'autorità competente dello Stato membro in cui sono ubicati i prodotti. Le autorizzazioni hanno validità su tutto il territorio dell'Unione. Le autorizzazioni sono valide per un anno e possono essere rinnovate dall'autorità competente.

ê 428/2009 (adattato)

ð nuovo

64. Uno Stato membro che, in applicazione delle disposizioni di cui ai paragrafi da 1 a 5, 2 ð e 3, ï subordina ad autorizzazione l'esportazione di un prodotto a duplice uso non compreso nell'elenco Ö negli elenchi Õ di cui all'allegato I, ne informa, se del caso, ð immediatamente ï gli altri Stati membri e la Commissione ð e fornisce loro tutte le informazioni pertinenti, in particolare riguardo ai prodotti e ai relativi utilizzatori finali ï . Gli altri Stati membri tengono nella dovuta considerazione tali informazioni e ð comunicano entro dieci giorni lavorativi eventuali obiezioni all'imposizione dell'obbligo di autorizzazione. In casi eccezionali, qualsiasi Stato membro consultato può chiedere una proroga del termine di dieci giorni. Tuttavia la proroga non può superare i trenta giorni lavorativi. ï 

ð Se non pervengono obiezioni, si considera che gli Stati membri consultati non abbiano obiezioni ed essi impongono obblighi di autorizzazione per tutte le "operazioni sostanzialmente analoghe". ï le trasmettono Ö Essi notificano Õ alla loro amministrazione doganale e alle altre autorità nazionali competenti ð gli obblighi di autorizzazione ï .

ò nuovo

Se pervengono obiezioni da uno degli Stati membri consultati, l'obbligo di autorizzazione è revocato a meno che lo Stato membro che impone l'obbligo di autorizzazione non ritenga che l'esportazione potrebbe pregiudicare i suoi interessi essenziali in materia di sicurezza. In tal caso lo Stato membro può decidere di mantenere l'obbligo di autorizzazione. Ciò dovrebbe essere notificato immediatamente alla Commissione e agli altri Stati membri.

La Commissione e gli Stati membri tengono un registro aggiornato degli obblighi di autorizzazione.

ê 428/2009 (adattato)

ð nuovo

75. Le disposizioni di cui all'articolo 1315, paragrafi 1, 2 e da 5 a 7, si applicano ai casi relativi ai prodotti a duplice uso non compresi nell'elenco Ö negli elenchi Õ di cui all'allegato I.

86. Il presente regolamento fa salvo il diritto degli Stati membri di adottare misure nazionali ai sensi dell'articolo 1110 del regolamento (CEE) n. 2603/69(UE) 2015/479.

Articolo 5

1. I servizi di intermediazione relativi a prodotti a duplice uso compresi nell'elenco di cui all'allegato I sono subordinati alla presentazione di un'autorizzazione Ö ad autorizzazione Õ nel caso in cui l'intermediario sia stato informato dalle competenti autorità Ö dall'autorità competente Õ dello Stato membro in cui è residente o stabilito che detti prodotti sono o possono essere destinati, in tutto o in parte, ad uno degli usi di cui all'articolo 4, paragrafo 1.

2. Un intermediario, se ha conoscenza che i prodotti a duplice uso compresi nell'elenco di cui all'allegato I per i quali propone i servizi di intermediazione sono destinati, in tutto o in parte, ad uno degli usi di cui all'articolo 4, paragrafo 1, deve informarne le autorità competenti Ö l'autorità competente, Õ che decideranno Ö deciderà Õ in merito all'opportunità di sottoporre i suddetti servizi di intermediazione ad autorizzazione.

2. Uno Stato membro può estendere l'applicazione del paragrafo 1 ai prodotti a duplice uso non compresi nell'elenco, destinati agli usi di cui all'articolo 4, paragrafo 1, e ai prodotti a duplice uso intesi agli scopi militari e alle destinazioni di cui all'articolo 4, paragrafo 2.

3. Uno Stato membro può adottare o mantenere le disposizioni nazionali che subordinano ad autorizzazione l'intermediazione di prodotti a duplice uso qualora l'intermediario abbia motivo di sospettare che i prodotti in questione siano o possano essere destinati ad uno degli usi di cui all'articolo 4, paragrafo 1.

4. Le disposizioni di cui all'articolo 8, paragrafi 2, 3 e 4, si applicano alle misure nazionali di cui ai paragrafi 2 e 3 del presente articolo.

Articolo 6

1. Il transito di prodotti a duplice uso non comunitari Ö unionali Õ compresi nell'elenco di cui all'allegato I può essere vietato ð in qualsiasi momento ï dalle autorità competenti degli Stati membri Ö dall'autorità competente dello Stato membro Õ in cui il transito ha luogo ð sono ubicati i prodotti ï nel caso in cui i prodotti siano o possano essere destinati, in tutto o in parte, ad uno degli usi di cui all'articolo 4, paragrafo 1. Ai fini della decisione di divieto, gli Stati membri tengono conto degli obblighi e impegni assunti in quanto parti di trattati internazionali o membri di regimi internazionali di non proliferazione.

2. Prima di decidere se vietare o meno Ö no Õ il transito, uno Stato membro può prevedere che le sue autorità competenti possano Ö l'autorità competente può Õ , in singoli casi, subordinare ad autorizzazione il transito specifico di prodotti a duplice uso compresi nell'elenco di cui all'allegato I nel caso in cui i prodotti siano o possano essere destinati, in tutto o in parte, agli usi di cui all'articolo 4, paragrafo 1.

ò nuovo

L'autorità competente può imporre l'obbligo di autorizzazione:

a)al dichiarante ai sensi dell'articolo 5, punto 15, del codice doganale dell'Unione;

b)al trasportatore ai sensi dell'articolo 5, punto 40, del codice doganale dell'Unione;

c)alla persona fisica che trasporta le merci da esportare se tali merci sono contenute nei bagagli personali della stessa ai sensi dell'articolo 1, punto 19, lettera b), del regolamento (UE) 2015/2446.

Articolo 7

1. La fornitura, diretta o indiretta, di assistenza tecnica relativa ai prodotti a duplice uso, o relativa alla fornitura, alla fabbricazione, alla manutenzione e all'uso di prodotti a duplice uso, è subordinata ad autorizzazione nel caso in cui il fornitore di assistenza tecnica sia stato informato dall'autorità competente che detti prodotti sono o possono essere destinati, in tutto o in parte, ad uno degli usi di cui all'articolo 4.

2. Un fornitore di assistenza tecnica, se ha conoscenza che i prodotti a duplice uso per i quali propone la fornitura di assistenza tecnica sono destinati, in tutto o in parte, ad uno degli usi di cui all'articolo 4, deve informarne l'autorità competente, che deciderà in merito all'opportunità di sottoporre la suddetta assistenza tecnica ad autorizzazione.

ê 428/2009 (adattato)

ð nuovo

3. Uno Stato membro può estendere l'applicazione del paragrafo 1 ai prodotti a duplice uso non compresi nell'elenco, destinati agli usi di cui all'articolo 4, paragrafo 1, e ai prodotti a duplice uso intesi agli scopi militari e alle destinazioni di cui all'articolo 4, paragrafo 2.

4. Le disposizioni di cui all'articolo 8, paragrafi 2, 3 e 4, si applicano alle misure nazionali di cui ai paragrafi 2 e 3 del presente articolo.

Articolo 7

Il presente regolamento non si applica alla fornitura di servizi o alla trasmissione di tecnologie qualora esse comportino un movimento transfrontaliero di persone.

Articolo 8

1. Per motivi di sicurezza pubblica Ö sicurezza Õ o di rispetto dei diritti dell'uomo Ö umani Õ , uno Stato membro può vietare l'esportazione di prodotti a duplice uso non compresi nell'elenco Ö negli elenchi Õ di cui all'allegato I o imporre per gli stessi un requisito Ö obbligo Õ di autorizzazione.

2. Gli Stati membri notificano alla Commissione ð e agli altri Stati membri ï le misure adottate ai sensi del paragrafo 1, immediatamente dopo la loro adozione, indicandone con precisione i motivi.

3. Gli Stati membri notificano inoltre immediatamente alla Commissione ð e agli altri Stati membri ï ogni modifica riguardante le misure adottate ai sensi del paragrafo 1.

4. La Commissione pubblica nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, serie C, le misure che le sono notificate ai sensi dei paragrafi 2 e 3.

Articolo 22 9

1. Per il trasferimento all'interno della Comunità Ö dell'Unione Õ dei prodotti a duplice uso di cui all'alla sezione B dell'allegato IV è richiesta un'autorizzazione. I prodotti di cui all'allegato IV, parte 2, non sono oggetto di un'autorizzazione generale.

2. Uno Stato membro può imporre un' Ö un obbligo di Õ autorizzazione per il trasferimento di altri prodotti a duplice uso dal suo territorio verso un altro Stato membro se, al momento del trasferimento:

all'operatore ð o allo Stato membro ï consta che la destinazione finale dei prodotti in questione si trova al di fuori della Comunità Ö dell'Unione Õ , Ö e Õ

l'esportazione Ö a norma degli articoli 3, 4 o 8 Õ dei prodotti verso detta destinazione finale è soggetta ad Ö obbligo di Õ autorizzazione nello Stato membro dal quale i beni Ö prodotti Õ devono essere trasferiti, a norma degli articoli 3, 4 o 8 e tale esportazione direttamente dal suo territorio non è consentita da un'autorizzazione generale o globale, Ö e Õ

i beni Ö prodotti Õ non devono essere sottoposti a processi Ö trasformazione Õ o a lavorazionei di cui all'articolo 24 Ö 60, paragrafo 2, Õ del codice doganale comunitario Ö dell'Unione Õ nello Stato membro verso il quale devono essere trasferiti.

3. L'autorizzazione di trasferimento deve essere richiesta nello Stato membro da cui devono essere trasferiti i prodotti a duplice uso.

4. Nei casi in cui la successiva esportazione dei prodotti a duplice uso sia già stata accettata dallo Stato membro dal quale i prodotti devono essere trasferiti, nell'ambito delle procedure di consultazione di cui all'articolo 11, viene immediatamente rilasciata all'operatore l'autorizzazione di trasferimento, a meno che le circostanze non siano cambiate significativamente.

53. Gli Stati membri che adottano leggi che impongono tale requisito Ö obbligo Õ informano ð immediatamente ï la Commissione e gli altri Stati membri delle misure adottate. La Commissione pubblica tali informazioni nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, serie C.

64. Le disposizioni Ö misure Õ adottate ai sensi dei paragrafi 1 e 2 non implicano alcun controllo alle frontiere interne della Comunità Ö dell'Unione Õ , ma unicamente controlli effettuati nell'ambito delle normali procedure di controllo applicate in modo non discriminatorio in tutto il territorio della Comunità Ö dell'Unione Õ .

75. L'applicazione delle misure adottate ai sensi dei paragrafi 1 e 2 non può in nessun caso avere come conseguenza che i trasferimenti di un determinato prodotto da uno Stato membro ad un altro siano subordinati a condizioni più restrittive di quelle imposte per le esportazioni dello stesso prodotto verso paesi terzi.

96. Uno Stato membro può prescrivere nella legislazione nazionale che per i trasferimenti intracomunitari Ö all'interno dell'Unione Õ da detto Stato membro di prodotti elencati nell'allegato I, sezione A, Ö categoria 5, Õ parte 2, categoria 5, e che non sono elencati nell'allegato IV, sezione B, debbano essere fornite alle autorità competenti dello Stato stesso Ö Stato membro Õ informazioni supplementari concernenti i prodotti in questione.

107. I documenti commerciali pertinenti relativi a trasferimenti all'interno della Comunità Ö dell'Unione Õ dei prodotti a duplice uso elencati nell'allegato I indicano chiaramente che i prodotti in questione sono soggetti a controllo se esportati dalla Comunità Ö dall'Unione Õ . Tra i documenti commerciali pertinenti figurano in particolare eventuali contratti di vendita, conferme dell'ordine, fatture ed avvisi di spedizione.

CAPO III

AUTORIZZAZIONI ALL' Ö DI Õ ESPORTAZIONE E AUTORIZZAZIONI DI Ö PER Õ SERVIZI DI INTERMEDIAZIONE Ö , ASSISTENZA TECNICA E TRASFERIMENTO Õ

Articolo 9 10

ò nuovo

1. Il presente regolamento istituisce le seguenti autorizzazioni di esportazione:

a) autorizzazioni di esportazione specifiche;

b) autorizzazioni globali di esportazione, comprese autorizzazioni globali di esportazione per grandi progetti;

c) autorizzazioni generali di esportazione nazionali;

ê 1232/2011 articolo 1, punto 3, lettera a) (adattato)

ð nuovo

1.d) Il presente regolamento istituisce, per talune esportazioni, un'autorizzazione generale Ö autorizzazioni generali Õ di esportazione dell'Unione, come indicato negli allegati nelle sezioni da II bis A a II septies ð J ï dell'allegato II.

Tutte le autorizzazioni hanno validità su tutto il territorio della Comunità Ö dell'Unione Õ .

ò nuovo

2. L'autorità competente dello Stato membro in cui l'esportatore è residente o stabilito è responsabile del rilascio delle autorizzazioni specifiche e globali e delle autorizzazioni generali di esportazione nazionali, nonché di tutte le altre decisioni riguardanti l'applicazione del presente regolamento agli esportatori residenti o stabiliti nel suo territorio.

Nel caso in cui l'esportatore sia residente o stabilito al di fuori del territorio dell'Unione, l'autorità competente dello Stato membro in cui i prodotti sono ubicati è responsabile del rilascio delle autorizzazioni specifiche e globali, nonché di tutte le altre decisioni riguardanti l'applicazione del presente regolamento.

ê 428/2009 (adattato)

ð nuovo

Articolo 14

1. Tutte le autorizzazioni di esportazione specifiche e globali e le autorizzazioni per i servizi di intermediazione sono rilasciate ð , ove possibile, ï per iscritto o con mezzi elettronici su formulari contenenti almeno tutti gli elementi e nell'ordine definito nei modelli che compaiono nella sezione A agli allegati dell'allegato III a e III b.

ò nuovo

3. Le autorizzazioni di esportazione specifiche e le autorizzazioni globali di esportazione sono valide per un anno e possono essere rinnovate dall'autorità competente. Le autorizzazioni globali di esportazione per grandi progetti sono valide per la durata stabilita dall'autorità competente.

ê 428/2009 (adattato)

2. Per tutte le altre operazioni di esportazione per cui è richiesta un'autorizzazione ai sensi del presente regolamento, tale autorizzazione è concessa dalle autorità competenti dello Stato membro in cui è stabilito l'esportatore. Fatte salve le restrizioni di cui al paragrafo 4, questa autorizzazione può essere specifica, globale o generale.

4. Gli esportatori mettono a disposizione delle autorità competenti Ö dell'autorità competente Õ tutte le informazioni pertinenti necessarie relativamente alla Ö ai fini della Õ loro domanda Ö richiesta Õ di autorizzazione Ö di esportazione Õ specifica o globale di esportazione, in modo da fornire informazioni complete alle autorità nazionali competenti in particolare per quanto riguarda l'utilizzatore finale, il paese di destinazione e l'uso finale del prodotto esportato.

Se del caso, l'autorizzazione può Ö le autorizzazioni possono Õ essere subordinata Ö subordinate Õ ad una dichiarazione relativa all'uso finale.

ò nuovo

Le autorizzazioni globali di esportazione sono subordinate all'attuazione, da parte dell'esportatore, di un efficace programma interno di conformità. L'esportatore riferisce inoltre all'autorità competente, almeno una volta l'anno, in merito all'uso di dette autorizzazioni; la relazione comprende almeno le seguenti informazioni:

a) la descrizione dei prodotti a duplice uso, compresa l'indicazione della voce corrispondente nella sezione A dell'allegato I;

b) la quantità e il valore dei prodotti a duplice uso;

c) il nominativo e l'indirizzo del destinatario;

d) qualora siano conosciuti, l'uso finale e l'utilizzatore finale dei prodotti a duplice uso.

ê 428/2009 (adattato)

ð nuovo

2. A Ö Su Õ richiesta degli esportatori, le autorizzazioni Ö globali Õ di esportazione globali che contengono limitazioni quantitative possono essere Ö sono Õ suddivise.

35. Gli Ö Le autorità competenti degli Õ Stati membri trattano le domande Ö richieste Õ di autorizzazioni specifiche o globali entro un termine che deve essere determinato dalla legislazione o prassi nazionale. ð Le autorità competenti forniscono alla Commissione tutte le informazioni relative ai tempi medi per il trattamento delle domande di autorizzazione necessarie per la preparazione della relazione annuale di cui all'articolo 24, paragrafo 2. ï 

46. Le autorizzazioni generali di esportazione nazionali:

ê 1232/2011 articolo 1, punto 3, lettera b)

a) escludono dal proprio ambito di applicazione i prodotti elencati nell'nella sezione K dell'allegato II octies;

ê 428/2009 (adattato)

è1 1232/2011 articolo 1, punto 3, lettera c)

b) sono definite dalla legislazione o prassi nazionale. Possono essere utilizzate da tutti gli esportatori stabiliti o residenti nello Stato membro che rilascia tali autorizzazioni qualora Ö purché Õ soddisfino i requisiti stabiliti nel presente regolamento e nella legislazione nazionale complementare. Sono rilasciate conformemente alle indicazioni di cui alla sezione C dell'allegato III c e alla legislazione o prassi nazionale.

Gli Stati membri notificano immediatamente alla Commissione le autorizzazioni generali di esportazione nazionali rilasciate o modificate. La Commissione pubblica tali notifiche nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, serie C;

c) non possono essere utilizzate qualora l'esportatore sia stato informato dalle sue autorità Ö dall'autorità competente Õ del fatto che i prodotti in questione sono o possono essere destinati, in tutto o in parte, ad una qualsiasi delle utilizzazioni Ö uno degli usi Õ di cui all'articolo 4, paragrafi 1 e 3 o paragrafo 2 in un paese soggetto ad un embargo sugli armamenti è1 imposto da una decisione o una posizione comune ç adottata dal Consiglio o con una decisione dell'OSCE o ad un embargo sugli armamenti imposto da una risoluzione vincolante del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, Ö o Õ qualora l'esportatore sia a conoscenza del fatto che detti prodotti sono destinati alle utilizzazioni summenzionate Ö agli usi summenzionati Õ .

5. Gli Stati membri mantengono o introducono nelle loro rispettive legislazioni nazionali la possibilità di concedere un'autorizzazione di esportazione globale.

ê 1232/2011 articolo 1, punto 3, lettera a) (adattato)

7. Le autorità competenti dello Stato membro in cui è stabilito l'esportatore possono vietare a quest'ultimo di ricorrere a tali autorizzazioni qualora vi sia un ragionevole sospetto circa la sua capacità di rispettare tale autorizzazione o una disposizione della normativa in materia di controllo delle esportazioni.

Le autorità competenti degli Stati membri procedono a scambi di informazioni sugli esportatori Ö che sono stati Õ privati del diritto di ricorrere a un'autorizzazione generale di esportazione dell'Unione, a meno che non stabiliscano che l'esportatore non tenterà di esportare prodotti a duplice uso attraverso un altro Stato membro. A tale fine si ricorre al sistema di cui all'articolo 1920, paragrafo 43.

ê 428/2009 (adattato)

ð nuovo

Articolo 10 11

1. Le autorizzazioni di Ö per Õ servizi di intermediazione ð e assistenza tecnica ï ai sensi del presente regolamento sono rilasciate dalle autorità competenti degli Stati membri Ö dall'autorità competente dello Stato membro Õ in cui l'intermediario ð o il fornitore di assistenza tecnica ï è residente o stabilito.

ò nuovo

Nel caso in cui l'intermediario o il fornitore di assistenza tecnica sia residente o stabilito al di fuori del territorio dell'Unione, le autorizzazioni per servizi di intermediazione e assistenza tecnica ai sensi del presente regolamento sono rilasciate dall'autorità competente dello Stato membro in cui è stabilita la società madre dell'intermediario o del fornitore di assistenza tecnica, o in alternativa dall'autorità competente dello Stato membro a partire dal quale saranno forniti i servizi di intermediazione o l'assistenza tecnica.

ê 428/2009 (adattato)

ð nuovo

2. Tali Ö Le Õ autorizzazioni Ö per servizi di intermediazione Õ ð e assistenza tecnica ï sono rilasciate per una determinata quantità di prodotti specifici circolanti tra due o più paesi terzi. L'ubicazione dei prodotti nei paesi terzi d'origine, l'utilizzatore finale e il luogo esatto in cui è stabilito Ö si trova Õ devono essere chiaramente precisati. Le autorizzazioni hanno validità su tutto il territorio della Comunità Ö dell'Unione Õ .

23. Gli intermediari ð e i fornitori di assistenza tecnica ï mettono a disposizione delle autorità competenti Ö dell'autorità competente Õ tutte le informazioni pertinenti necessarie relativamente alla Ö ai fini della Õ loro domanda Ö richiesta Õ di autorizzazione di servizi di intermediazione ai sensi del presente regolamento, segnatamente i dati specifici relativi all'ubicazione dei prodotti a duplice uso nel paese terzo d'origine, una chiara descrizione dei prodotti e della quantità interessata, i terzi implicati nella transazione Ö coinvolti nell'operazione Õ , il paese terzo di destinazione, l'utilizzatore finale in tale paese e il luogo esatto in cui è stabilito Ö si trova Õ .

34. Ö Le autorità competenti degli Õ Gli Stati membri trattano le domande Ö richieste Õ di autorizzazione di Ö per Õ servizi di intermediazione ð e assistenza tecnica ï entro un termine che deve essere determinato dalla legislazione o prassi nazionale ð e alle condizioni di cui all'articolo 10, paragrafo 5 ï .

ò nuovo

5. Tutte le autorizzazioni per servizi di intermediazione e assistenza tecnica sono rilasciate, ove possibile, con mezzi elettronici su formulari contenenti almeno tutti gli elementi e nell'ordine definito nei modelli di cui alla sezione B dell'allegato III.

Articolo 12

Il presente regolamento istituisce l'autorizzazione generale di trasferimento dell'Unione di cui alla sezione A dell'allegato IV per i trasferimenti tra Stati membri di prodotti a duplice uso compresi nell'elenco di cui alla sezione B dell'allegato IV.

ê 428/2009 (adattato)

è1 1232/2011 articolo 1, punto 4

è2 1232/2011 articolo 1, punto 5

ð nuovo

Articolo 11 13

1. Se i prodotti a duplice uso, per i quali è stata chiesta Ö richiesta Õ un'autorizzazione di esportazione specifica verso una destinazione che non figura nella sezione A dell'è1 allegato II bis ç, o verso tutte le destinazioni, nel caso dei prodotti a duplice uso che figurano nella sezione B dell'allegato IV, si trovano o si troveranno Ö sono o saranno ubicati Õ in uno o più Stati membri diversi da quello nel quale è stata presentata la richiesta, tale circostanza deve essere indicata nella richiesta. Le autorità competenti Ö L'autorità competente Õ dello Stato membro al quale l'autorizzazione viene richiesta consultano Ö consulta Õ immediatamente le corrispondenti autorità competenti dello Stato membro o degli Stati membri in questione e forniscono Ö fornisce Õ loro le informazioni pertinenti. Lo Stato membro o gli Stati membri consultati comunicano, entro dieci giorni lavorativi, le loro eventuali obiezioni nei confronti del rilascio dell'autorizzazione. La comunicazione di obiezioni vincola lo Stato membro cui è stata fatta la richiesta.

Se non pervengono obiezioni entro dieci giorni lavorativi, si considera che lo Stato membro o gli Stati membri consultati non hanno Ö abbiano Õ obiezioni.

In casi eccezionali, qualsiasi Stato membro consultato può chiedere la proroga del termine di dieci giorni. Tuttavia la proroga non può superare i trenta giorni lavorativi.

2. Qualora un'esportazione possa recare pregiudizio a interessi vitali Ö essenziali Õ in materia di sicurezza di uno Stato membro, questo può chiedere ad un altro Stato membro di non concedere l'autorizzazione di esportazione, oppure, qualora siffatta autorizzazione sia stata concessa, chiederne l'annullamento, la sospensione, la modifica o la revoca. Lo Stato membro che ha ricevuto la richiesta avvia immediatamente con lo Stato membro richiedente consultazioni di natura non vincolante, che dovranno terminare entro dieci giorni lavorativi. Qualora lo Stato membro che ha ricevuto la richiesta decida di rilasciare Ö concedere Õ l'autorizzazione, ciò va notificato alla Commissione e agli altri Stati membri utilizzando il sistema elettronico di cui all'articolo 1320, paragrafo 63.

Articolo 12 14

1. Ai fini del rilascio di un'autorizzazione di esportazione specifica o globale o di un'autorizzazione di Ö per Õ servizi di intermediazione ð o assistenza tecnica ï ai sensi del presente regolamento ð , o ai fini di un divieto di transito, ï Ö le autorità competenti degli Õ gli Stati membri tengono conto di tutti i fattori pertinenti, tra cui ð dei seguenti criteri ï :

a) ð gli obblighi e gli impegni internazionali dell'Unione e degli Stati membri, in particolare ï gli obblighi e gli impegni che ciascuno di loro Ö essi Õ ha assunto in qualità di membro dei pertinenti regimi internazionali di non proliferazione e di accordi per il controllo delle esportazioni o con la ratifica dei pertinenti trattati internazionali;, Ö e Õ b) gli obblighi derivanti dalle sanzioni imposte con è2 una decisione o una posizione comune ç adottata dal Consiglio o con una decisione dell'OSCE o con una risoluzione vincolante del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite;

ò nuovo

b) il rispetto dei diritti umani nel paese di destinazione finale e il rispetto del diritto umanitario internazionale da parte di detto paese;

c) la situazione interna nel paese di destinazione finale: le autorità competenti non autorizzeranno le esportazioni che potrebbero provocare o prolungare conflitti armati o inasprire tensioni o conflitti esistenti nel paese di destinazione finale;

d) il mantenimento della pace, della sicurezza e della stabilità regionali;

ê 428/2009

ð nuovo

ce) considerazioni di politica estera e di sicurezza nazionale, comprese ð la sicurezza degli Stati membri e dei territori le cui relazioni esterne rientrano nella competenza di uno Stato membro e la sicurezza dei paesi amici e alleati ï quelle cui si applica la posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio, dell'8 dicembre 2008, che definisce norme comuni per il controllo delle esportazioni di tecnologia e attrezzature militari 26 ;

df) considerazioni sul previsto uso finale e sul rischio di sviamenti di destinazione ð , compresa l'esistenza di un rischio che i prodotti a duplici uso subiscano uno sviamento di destinazione o siano riesportati a condizioni non ammissibili ï .

2. Oltre ai criteri di cui al paragrafo 1, al momento di valutare una richiesta di autorizzazione globale di esportazione, gli Stati membri tengono conto dell'applicazione, da parte dell'esportatore, di mezzi e procedure proporzionati e adeguati atti a garantire il rispetto delle disposizioni e degli obiettivi del presente regolamento e dei termini e delle condizioni dell'autorizzazione.

ò nuovo

2. La Commissione e il Consiglio mettono a disposizione orientamenti e/o raccomandazioni per assicurare valutazioni comuni dei rischi da parte delle autorità competenti degli Stati membri per l'attuazione di detti criteri.

ê 428/2009 (adattato)

ð nuovo

Articolo 13 15

1. Le autorità competenti degli Stati membri possono, ai sensi del presente regolamento, negare l'autorizzazione di esportazione e annullare, sospendere, modificare o revocare un'autorizzazione Ö di esportazione Õ da esse già rilasciata. In caso di rifiuto, annullamento, sospensione, limitazione sostanziale o revoca dell'autorizzazione di esportazione oppure quando hanno stabilito che l'esportazione prevista non deve essere autorizzata, esse lo notificano Ö ne danno notifica Õ alle autorità competenti degli altri Stati membri e alla Commissione e comunicano loro le informazioni pertinenti. In caso di sospensione di un'autorizzazione di esportazione da parte delle autorità competenti Ö dell'autorità competente Õ di uno Stato membro, al termine del periodo di sospensione, agli Ö la valutazione finale è comunicata alle autorità competenti degli altri Õ Stati membri e alla Commissione Ö al termine del periodo di sospensione Õ è comunicata la valutazione finale.

2. Le autorità competenti degli Stati membri rivedono Ö riesaminano Õ i dinieghi delle autorizzazioni notificati a norma del paragrafo 1 entro tre anni dalla notifica e li revocano, modificano o rinnovano. Le autorità competenti degli Stati membri notificheranno quanto prima i risultati del riesame alle autorità competenti degli altri Stati membri e alla Commissione. I dinieghi non revocati rimangono validi ð e sono riesaminati entro tre anni dal rinnovo ï .

3. Le autorità competenti degli Stati membri notificano senza ritardo Ö immediatamente Õ agli Stati membri e alla Commissione le loro decisioni di divieto di transito di prodotti a duplice uso compresi nell'elenco di cui all'allegato I, prese a norma dell'articolo 6. Tali notifiche conterranno tutte le informazioni pertinenti, inclusa la classificazione del prodotto, i suoi parametri tecnici, il paese di destinazione e l'utilizzatore finale.

4. I paragrafi 1 e 2 si applicano anche alle autorizzazioni di Ö per Õ servizi di intermediazione ð e assistenza tecnica ï.

5. Prima che le autorità competenti Ö L'autorità competente Õ di uno Stato membro, in ottemperanza al presente regolamento, rilascino Ö prima di rilasciare Õ un'autorizzazione di esportazione o di Ö per Õ servizi di intermediazione ð o assistenza tecnica, ï o decidano Ö di decidere Õ in merito ad un transito Ö in ottemperanza al presente regolamento Õ , esse esaminano Ö esamina Õ tutti i dinieghi validi o le decisioni di Ö relative al Õ divieto di transito di prodotti a duplice uso compresi nell'elenco Ö negli elenchi Õ di cui all'allegato I, prese ai sensi del presente regolamento, per accertare se un'autorizzazione o un transito siano stati negati dalle autorità competenti di un altro Stato membro o di altri Stati membri per una transazione essenzialmente Ö un'operazione sostanzialmente Õ identica (cioè con Ö riguardante Õ un prodotto con parametri o caratteristiche tecniche essenzialmente Ö sostanzialmente Õ identici e lo stesso utilizzatore finale o destinatario). Essae consultano prima Ö in primo luogo Õ le autorità competenti dello Stato membro o degli Stati membri che avevano Ö hanno Õ emesso tali dinieghi o decisioni di divieto di transito di cui ai paragrafi 1 e 3. Se a seguito di tale consultazione, le autorità Ö l'autorità competente Õ dello Stato membro decidono Ö decide Õ di rilasciare l'autorizzazione o permettere il transito, esse Ö essa Õ ne informano Ö informa Õ le autorità competenti degli altri Stati membri e la Commissione, fornendo tutte le informazioni pertinenti per giustificare la loro Ö sua Õ decisione.

ê 1232/2011 articolo 1, punto 6

6. Tutte le notifiche necessarie ai sensi del presente articolo sono effettuate mediante mezzi elettronici sicuri, compreso il sistema di cui all'articolo 1920, paragrafo 43.

ê 428/2009 (adattato)

7. Tutte le informazioni scambiate ai sensi delle disposizioni del presente articolo rispettano le disposizioni di cui all'articolo 19 20, paragrafio 3, 4 e 64, in materia di riservatezza delle informazioni.

CAPO IV

AGGIORNAMENTO DELL'ELENCO Ö MODIFICA DEGLI ELENCHI Õ DEI PRODOTTI A DUPLICE USO Ö E DELLE DESTINAZIONI Õ

Articolo 15 16

ê 599/2014 articolo 1, punto 3

1. Il potere di adottare atti delegati è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo.

ò nuovo

2. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati al fine di modificare gli elenchi di prodotti a duplice uso di cui all'allegato I e alla sezione B dell'allegato IV, come segue:

ê 428/2009 (adattato)

ð nuovo

1.a) Ll'elenco di prodotti a duplice uso di cui alla sezione A adell'allegato I è aggiornato Ö modificato Õ conformemente ai pertinenti obblighi e impegni, e relative modifiche, accettati dagli Stati membri ð e dall'Unione ï in qualità di membri di regimi internazionali di non proliferazione e di accordi in materia di controllo delle esportazioni o a seguito della ratifica di pertinenti trattati internazionali. Ö Nel caso in cui la modifica della sezione A dell'allegato I riguardi prodotti a duplice uso elencati anche nell'allegato II Õ ð e nella sezione B dell'allegato IV, ï Ö tali allegati sono modificati di conseguenza; Õ 

ò nuovo

b) l'elenco di prodotti a duplice uso di cui alla sezione B dell'allegato I può essere modificato se ciò si rende necessario a causa dei rischi che le esportazioni di detti prodotti possono porre per quanto riguarda la perpetrazione di gravi violazioni dei diritti umani o del diritto umanitario internazionale o gli interessi essenziali in materia di sicurezza dell'Unione e dei suoi Stati membri;

ê 428/2009 (adattato)

2.c) Ö l'elenco di prodotti a duplice uso di cui alla sezione B dell'allegato Õ L'allegato IV, che è un sottoinsieme della sezione A dell'allegato I, è aggiornato Ö modificato Õ in relazione all'articolo 30 Ö 36 Õ del trattato che istituisce la Comunità Ö sul funzionamento dell'Unione Õ europea, vale a dire agli interessi degli Stati membri in materia di ordine pubblico e di pubblica sicurezza.

ê 599/2014 articolo 1, punto 2 (adattato)

3. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 23 bis riguardo all'aggiornamento dell'elenco dei prodotti a duplice uso di cui all'allegato I. L'aggiornamento dell'allegato I avviene all'interno dell'ambito di applicazione di cui al paragrafo 1 del presente articolo. Nel caso in cui l'aggiornamento dell'allegato I riguardi prodotti a duplice uso elencati anche negli allegati da II bis a II octies o nell'allegato IV, tali allegati sono modificati di conseguenza.

ê 599/2014 articolo 1, punto 1 (adattato)

ð nuovo

3. Per garantire che le autorizzazioni generali di esportazione dell'Unione di cui agli allegati da II bis a II septies coprano solo le operazioni a basso rischio, aAlla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 23 bis per Ö modificare l'allegato II Õ ð mediante l'aggiunta o ï eliminare Ö l'eliminazione di Õ ð prodotti o ï destinazioni dall'ambito di applicazione di tali Ö delle Õ autorizzazioni generali di esportazione dell'Unione Ö di cui all'allegato II Õ ð in base ai criteri di cui all'articolo 14 ï se tali destinazioni diventano soggette a un embargo sugli armamenti di cui all'articolo 4, paragrafo 2. Qualora, in caso di tale embargo sugli armamenti, motivi imperativi di urgenza richiedano la rimozione Ö soppressione Õ di determinate destinazioni dall'ambito di applicazione di un'autorizzazione generale di esportazione dell'Unione, la procedura di cui all'articolo 23 ter 17 si applica agli atti delegati adottati ai sensi del presente paragrafo.

ê 599/2014 articolo 1, punto 3 (adattato)

ð nuovo

Articolo 23 bis

24. Il potere di adottare atti delegati di cui all' presente articolo 9, paragrafo 1, e all'articolo 15, paragrafo 3, è conferito alla Commissione per un periodo di cinque anni a decorrere dal 2 luglio 2014 ð dall'entrata in vigore del presente regolamento ï . La Commissione elabora una relazione sulla delega di potere al più tardi nove mesi prima della scadenza del periodo di cinque anni. La delega di potere è tacitamente prorogata per periodi di identica durata, a meno che il Parlamento europeo o il Consiglio non si oppongano a tale proroga al più tardi tre mesi prima della scadenza di ciascun periodo.

35. La delega di potere di cui all' presente articolo 9, paragrafo 1, e all'articolo 15, paragrafo 3, può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.

Ö 6. Prima dell'adozione dell'atto delegato la Commissione consulta gli esperti designati da ciascuno Stato membro nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016. Õ

47. Non appena adotta un atto delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al Consiglio.

58. L'atto delegato adottato ai sensi dell' presente articolo 9, paragrafo 1, e dell'articolo 15, paragrafo 3, entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.

Articolo 23 ter 17

1. Gli atti delegati adottati ai sensi del presente articolo entrano in vigore immediatamente e si applicano finché non siano sollevate obiezioni conformemente al paragrafo 2. La notifica di un atto delegato al Parlamento europeo e al Consiglio illustra i motivi del ricorso alla procedura d'urgenza.

2. Il Parlamento europeo o il Consiglio possono sollevare obiezioni a un atto delegato secondo la procedura di cui all' presente articolo 23 bis, paragrafo 5. In tal caso, la Commissione abroga l'atto immediatamente a seguito della notifica della decisione con la quale il Parlamento europeo o il Consiglio hanno sollevato obiezioni.

ê 428/2009 (adattato)

ð nuovo

CAPO V

PROCEDURE DOGANALI

Articolo 16 18

1. In occasione dell'espletamento delle formalità per l'esportazione di prodotti a duplice uso presso l'ufficio doganale competente per l'accettazione della dichiarazione di esportazione, l'esportatore deve fornire la prova che tutte le autorizzazioni di esportazione necessarie sono state ottenute.

2. All'esportatore può essere richiesta una traduzione dei documenti prodotti Ö , a titolo di prova, Õ in una lingua ufficiale dello Stato membro nel quale la dichiarazione di esportazione è presentata.

3. Fatte salve le competenze Ö ad esso attribuite Õ attribuitegli ai sensi del codice doganale comunitario Ö dell'Unione Õ , uno Stato membro può altresì, per un periodo non superiore ai periodi di cui al paragrafo 4, sospendere la procedura di esportazione dal proprio territorio o, se necessario, impedire in altro modo che i prodotti a duplice uso di cui all'allegato I e coperti da valida autorizzazione di esportazione lascino la Comunità Ö l'Unione Õ attraverso il proprio Ö suo Õ territorio, qualora abbia ragioni di sospettare:

a) che al momento del rilascio dell'autorizzazione non siano state prese in considerazione informazioni pertinenti; o

b) che le circostanze siano sostanzialmente cambiate rispetto al momento del rilascio dell'autorizzazione.

4. Nel caso di cui al precedente paragrafo 3, le autorità competenti Ö l'autorità competente Õ dello Stato membro che ha rilasciato l'autorizzazione di esportazione sono consultate Ö è consultata Õ immediatamente affinché possano Ö possa Õ adottare provvedimenti ai sensi dell'articolo 13 15, paragrafo 1. Se dette Ö detta Õ autorità competenti decidono Ö competente decide Õ di mantenere l'autorizzazione, esse devono rispondere Ö essa risponde Õ entro un termine di dieci giorni lavorativi che, su loro Ö sua Õ richiesta, può essere esteso a trenta giorni lavorativi in circostanze eccezionali. In tal caso, o se non è pervenuta alcuna risposta entro dieci o trenta giorni lavorativi a seconda delle circostanze, i prodotti a duplice uso sono liberati Ö svincolati Õ immediatamente. Lo Ö L'autorità competente dello Õ Stato membro che ha rilasciato l'autorizzazione informa gli Ö le autorità competenti degli Õ altri Stati membri e la Commissione.

ð 5. La Commissione, in collaborazione con gli Stati membri, sviluppa orientamenti per sostenere la cooperazione tra le autorità preposte al rilascio delle licenze e le autorità doganali. ï

Articolo 17 19

1. Gli Stati membri possono disporre che le formalità doganali di esportazione Ö per l'esportazione Õ di prodotti a duplice uso possano essere espletate esclusivamente presso determinati uffici doganali all'uopo abilitati.

2. Qualora si avvalgano della facoltà di cui al paragrafo 1, gli Stati membri comunicano alla Commissione l'elenco degli uffici doganali debitamente abilitati. La Commissione pubblica tali informazioni nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, serie C.

Articolo 18

Le disposizioni dell'articolo 843 e degli articoli da 912 bis a 912 octies del regolamento (CEE) n. 2454/93 si applicano alle restrizioni relative all'esportazione, alla riesportazione e all'uscita dal territorio doganale dei prodotti a duplice uso per la cui esportazione è necessaria un'autorizzazione ai sensi del presente regolamento.

CAPO VI

COOPERAZIONE AMMINISTRATIVA Ö , ATTUAZIONE E APPLICAZIONE Õ

Articolo 19 20

ê 1232/2011 articolo 1, punto 9 (adattato)

ð nuovo

1. Gli Stati membri informano ð immediatamente ï la Commissione delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative da essi adottate in attuazione del presente regolamento, compresi: i provvedimenti di cui all'articolo 24. La Commissione comunica tali informazioni agli altri Stati membri.

ê 428/2009 (adattato)

ð nuovo

6. a) Gli Stati membri forniscono alla Commissione l'elenco delle autorità abilitate:

a) al rilascio delle autorizzazioni di esportazione di prodotti a duplice uso;,

4. Gli Stati membri forniscono alla Commissione l'elenco delle autorità abilitate al rilascio delle autorizzazioni di fornitura di servizi di intermediazione ð e assistenza tecnica ï ai sensi del presente regolamento,. La Commissione pubblica l'elenco di tali autorità nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, serie C.

b) alla decisione Ö a decidere Õ di vietare il transito di prodotti a duplice uso non comunitari di cui al Ö unionali ai sensi del Õ presente regolamento.;

Ö b) le misure di cui all'articolo 22. Õ

Ö La Commissione trasmette le informazioni agli altri Stati membri e le pubblica Õ Nnella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, serie C, la Commissione pubblica l'elenco di tali autorità.

12. Gli Stati membri, in cooperazione con la Commissione, adottano tutte le disposizioni atte ad istituire una cooperazione diretta e lo scambio di informazioni tra le autorità competenti, in particolare per eliminare il rischio che eventuali difformità di applicazione dei controlli all'esportazione effettuati su prodotti a duplice uso inducano deviazioni di traffico che potrebbero creare difficoltà ad uno o più Stati membri.

2. Gli Stati membri adottano tutte le disposizioni necessarie per istituire una cooperazione diretta e lo scambio di informazioni tra le autorità competenti al fine di rendere più efficace Ö efficiente Õ il regime comunitario di controllo delle esportazioni Ö dell'Unione Õ ð e assicurare l'attuazione e l'applicazione coerenti ed efficaci del controllo in tutta l'UE ï . Tali informazioni possono comprendere ð comprendono ï :

ò nuovo

a) informazioni riguardanti l'applicazione dei controlli, compresi i dati relativi alle licenze (numero, valore e tipi di licenze e relative destinazioni, numero di utilizzatori delle autorizzazioni generali e globali, numero di operatori con programmi interni di conformità, tempi di trattamento, volume e valore degli scambi oggetto di trasferimenti all'interno dell'Unione ecc.) e, ove disponibili, dati sulle esportazioni di prodotti a duplice uso effettuate in altri Stati membri;

ê 428/2009 (adattato)

è1 1232/2011 articolo 1, punto 7, lettera a)

ð nuovo

ab) ð informazioni riguardanti l'applicazione dei controlli, compresi ï dati particolareggiati relativi agli esportatori che, in conseguenza di sanzioni nazionali, sono stati privati del diritto di usare autorizzazioni generali di esportazione nazionali o è1 autorizzazioni generali di esportazione dell'Unione ç ð e segnalazioni di violazioni, sequestri e applicazione di altre sanzioni ï ;

bc) dati relativi a utilizzatori finali sensibili, soggetti implicati Ö coinvolti Õ in attività di approvvigionamento sospette e, se disponibili, itinerari seguiti.

ê 428/2009

3. Fatto salvo l'articolo 23 del presente regolamento, si applicano, con gli eventuali adattamenti, le disposizioni del regolamento (CE) n. 515/97 del Consiglio, del 13 marzo 1997, relativo alla mutua assistenza tra le autorità amministrative degli Stati membri e alla collaborazione tra queste e la Commissione per assicurare la corretta applicazione delle normative doganale e agricola 27 , in particolare quelle relative alla riservatezza delle informazioni.

ê 1232/2011 articolo 1, punto 7, lettera b) (adattato)

ð nuovo

43. Un sistema sicuro e criptato per lo scambio di informazioni tra gli Stati membri e, ove opportuno, la ð è sviluppato dalla ï Commissione è istituito da quest'ultima, in consultazione con il gruppo di coordinamento sui prodotti a duplice uso istituito a norma dell'articolo 23 21, ð per sostenere la cooperazione diretta e lo scambio di informazioni tra le autorità competenti degli Stati membri e la Commissione ï. ð Il sistema è collegato, ove opportuno, ai sistemi elettronici per il rilascio delle licenze delle autorità competenti degli Stati membri. ï Il Parlamento europeo è informato sul bilancio, sullo sviluppo, l'istituzione provvisoria e definitiva e isul funzionamento del sistema nonché sui costi di rete.

ê 428/2009

ð nuovo

64. Il trattamento di dati personali è conforme alle norme stabilite dalla direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati 28 e dal regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati 29 . ð I dati personali sono utilizzati dalle autorità competenti degli Stati membri e dalla Commissione solo ai fini dell'attuazione e dell'applicazione del presente regolamento e alla luce dei suoi obiettivi. I dati sono conservati per la durata delle misure adottate dalle autorità competenti degli Stati membri a norma del presente regolamento e dei relativi rinnovi o modifiche. ï

Articolo 23 21

1. È istituito un gruppo di coordinamento sui prodotti a duplice uso presieduto da un rappresentante della Commissione e composto di un rappresentante nominato da ciascuno Stato membro. Esso esamina tutte le questioni riguardanti l'applicazione del presente regolamento, sollevate dal presidente o dal rappresentante di uno Stato membro.

2. Il presidente del gruppo di coordinamento sui prodotti a duplice uso, o il gruppo di coordinamento ogniqualvolta lo ritenga necessario, consulta gli esportatori, gli intermediari e le altre parti interessate dal presente regolamento.

ò nuovo

3. Il gruppo di coordinamento sui prodotti a duplice uso, ove opportuno, istituisce gruppi di esperti tecnici composti di esperti degli Stati membri per esaminare questioni specifiche relative all'attuazione dei controlli, comprese questioni relative all'aggiornamento degli elenchi di controllo dell'Unione di cui all'allegato I. I gruppi di esperti tecnici, ove opportuno, consultano gli esportatori, gli intermediari e le altre parti interessate dal presente regolamento.

ê 428/2009

Articolo 24 22

1. Gli Stati membri adottano i provvedimenti adeguati per assicurare la corretta applicazione di tutte le disposizioni del presente regolamento. In particolare, determinano le sanzioni da irrogare in caso di violazione delle disposizioni del presente regolamento e delle relative disposizioni di attuazione. Le sanzioni devono essere effettive, proporzionate e dissuasive.

ò nuovo

2. Il gruppo di coordinamento sui prodotti a duplice uso istituisce un meccanismo di coordinamento dell'applicazione al fine di instaurare una cooperazione diretta e uno scambio di informazioni tra le autorità competenti e le autorità incaricate dell'applicazione.

Articolo 23

È vietato partecipare, consapevolmente e deliberatamente, ad attività aventi l'obiettivo o il risultato di eludere le misure di cui agli articoli 3, 4, 5, 6 e 7.

ê 428/2009 (adattato)

ð nuovo

CAPO VII

Ö TRANSPARENZA, COMUNICAZIONE, MONITORAGGIO, VALUTAZIONE Õ

Articolo 24

51. La responsabilità di fornire orientamenti agli esportatori ed agli intermediari spetterà agli Stati membri in cui essi risiedono o sono stabiliti. La Commissione ed il Consiglio possono altresì mettere ð , ove opportuno, mettono ï a disposizione dei soggetti di cui al presente regolamento orientamenti e/o raccomandazioni in materia di migliori pratiche ð per assicurare l'efficienza del regime di controllo delle esportazioni dell'Unione e la coerenza della sua attuazione ï . ð Le autorità competenti degli Stati membri, ove opportuno, forniscono inoltre orientamenti complementari per gli esportatori, gli intermediari e gli operatori di transito residenti o stabiliti nel rispettivo Stato membro. ï

ê 1232/2011 articolo 1, punto 8 (adattato)

ð nuovo

32. La Commissione presenta una relazione annuale al Parlamento europeo ð e al Consiglio sull'attuazione e sull'applicazione dei controlli nell'Unione, nonché ï sulle attività, analisi e consultazioni del gruppo di coordinamento sui prodotti a duplice uso, che è soggetta all'articolo 4 del regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2001, relativo all'accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione 30 .

ê 1232/2011 articolo 1, punto 9 (adattato)

ð nuovo

2. Ogni tre anni la Commissione riesamina l'attuazione del presente regolamento e trasmette al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione completa di attuazione e di valutazione dell'impatto, che può comprendere proposte per la sua modifica. Gli Stati membri forniscono alla Commissione tutte le informazioni necessarie per preparare Ö la preparazione di Õ tale relazione. ð La relazione annuale è resa pubblica. ï

ò nuovo

3. Nel periodo compreso tra cinque e sette anni a decorrere dalla data di applicazione del presente regolamento, la Commissione procede a una valutazione del presente regolamento e riferisce in merito ai principali risultati al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo.

Gli Stati membri sono coinvolti in detto esercizio e forniscono alla Commissione le informazioni necessarie per la preparazione della relazione.

ê 428/2009 (adattato)

ð nuovo

CAPO VII VIII

MISURE DI CONTROLLO

Articolo 20 25

1. Gli esportatori di prodotti a duplice uso tengono dettagliati registri commerciali o la documentazione dettagliata delle loro esportazioni conformemente al diritto nazionale o secondo la prassi in vigore nel rispettivo Stato membro. Tali registri o documentazione comprendono in particolare i documenti commerciali, quali fatture, manifesti, documenti di trasporto o altri documenti di spedizione che contengono informazioni sufficienti per determinare:

a) la descrizione dei prodotti a duplice uso;

b) la quantità dei prodotti a duplice uso;

c) il nominativo e l'indirizzo dell'esportatore e del destinatario;

d) qualora siano conosciuti, l'uso finale e l'utilizzatore finale dei prodotti a duplice uso.

2. Conformemente al diritto nazionale o secondo la prassi in vigore nei rispettivi Stati membri gli intermediari ð e i fornitori di assistenza tecnica ï tengono registri commerciali o la documentazione relativi ai servizi di intermediazione ð o assistenza tecnica ï che rientrano nell'ambito di applicazione dell'articolo 5 in modo da poter provare, se richiesti Ö su richiesta Õ , la descrizione dei prodotti a duplice uso oggetto dei servizi di intermediazione ð o assistenza tecnica ï , il periodo in cui i prodotti sono stati oggetto di tali servizi, la loro destinazione e i paesi interessati da tali servizi di intermediazione.

3. I registri o la documentazione di cui ai paragrafi 1 e 2 sono conservati per almeno tre anni a decorrere dalla fine dell'anno civile nel corso del quale ha avuto luogo l'esportazione o Ö nel corso del quale Õ sono stati forniti i servizi di intermediazione ð o assistenza tecnica ï . Essi sono presentati, quando ne facciano Ö su Õ richiesta, alle autorità competenti Ö all'autorità competente Õ dello Stato membro in cui è stabilito l'esportatore o è stabilito o risiede l'intermediario.

84. La documentazione e i registri relativi ai trasferimenti intracomunitari Ö all'interno dell'Unione Õ di prodotti a duplice uso elencati nell'allegato I sono conservati per almeno tre anni a decorrere dalla fine dell'anno civile nel corso del quale ha avuto luogo il trasferimento e sono presentati, quando ne facciano Ö su Õ richiesta, alle autorità competenti Ö all'autorità competente Õ dello Stato membro da cui i prodotti sono stati trasferiti.

Articolo 21 26

Per assicurare la corretta applicazione del presente regolamento ciascuno Stato membro adotta tutte le misure necessarie per consentire alle proprie autorità competenti:

a) di raccogliere informazioni su qualsiasi commessa od operazione riguardante prodotti a duplice uso;

b) di verificare la corretta applicazione delle misure di controllo all'esportazione Ö delle esportazioni Õ , che possono consistere in particolare nel potere di ispezionare i locali nei quali le Ö delle Õ persone interessate a Ö coinvolte in Õ un'operazione di esportazione o degli intermediari che intervengono nella fornitura di servizi di intermediazione nelle circostanze di cui all'articolo 5 svolgono la propria attività ð o dei fornitori di assistenza tecnica nelle circostanze di cui all'articolo 7 ï .

ê 1232/2011 articolo 1, punto 10 (adattato)

CAPO IX

Ö COOPERAZIONE CON I PAESI TERZI Õ

Articolo 25 bis 27

ò nuovo

1. La Commissione e le autorità competenti degli Stati membri, ove opportuno, mantengono regolari e reciproci scambi di informazioni con i paesi terzi.

ê 1232/2011 articolo 1, punto 10 (adattato)

2. Fatte salve le disposizioni in materia di accordi Ö o protocolli Õ di mutua assistenza amministrativa o i protocolli in materia doganale tra l'Unione e i paesi terzi, il Consiglio può autorizzare la Commissione a negoziare con i paesi terzi accordi per il riconoscimento reciproco dei controlli sulle esportazioni dei beni Ö prodotti Õ a duplice uso oggetto del presente regolamento, e in particolare:

a) per eliminare gli obblighi di autorizzazione per le riesportazioni all'interno del territorio dell'Unione.;

ò nuovo

b) per consentire la verifica successiva alla spedizione delle esportazioni nei paesi terzi;

c) per sviluppare programmi di verifica dell'utilizzatore finale per utilizzatori finali affidabili nei paesi terzi.

ê 1232/2011 articolo 1, punto 10

Tali negoziati sono condotti in conformità delle procedure di cui all'articolo 207, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica, a seconda dei casi.

ê 428/2009

CAPO VIII X

ALTRE DISPOSIZIONI

ê 1232/2011 articolo 1, punto 9

Articolo 25

3. Speciali sezioni della relazione di cui al paragrafo 2 trattano:

a) il gruppo di coordinamento sui prodotti a duplice uso e le sue attività. Le informazioni fornite dalla Commissione sulle analisi e le consultazioni del gruppo di coordinamento sui prodotti a duplice uso sono trattate come riservate ai sensi dell'articolo 4 del regolamento (CE) n. 1049/2001. Un'informazione è comunque considerata riservata se la sua divulgazione può avere conseguenze fortemente sfavorevoli per colui che l'ha fornita o che ne è la fonte;

b) l'attuazione dell'articolo 19, paragrafo 4, e lo stato di avanzamento della creazione di un sistema sicuro e criptato per lo scambio d'informazioni tra gli Stati membri e la Commissione;

c) l'attuazione dell'articolo 15, paragrafo 1;

d) l'attuazione dell'articolo 15, paragrafo 2;

e) le informazioni esaurienti fornite sui provvedimenti adottati dagli Stati membri ai sensi dell'articolo 24 e comunicate alla Commissione ai sensi del paragrafo 1 del presente articolo.

4. Entro il 31 dicembre 2013, la Commissione trasmette al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione di valutazione dell'attuazione del presente regolamento con un'attenzione particolare all'attuazione dell'allegato II ter, Autorizzazione generale di esportazione dell'Unione n. EU002, accompagnata, se del caso, da una proposta legislativa volta a modificare il presente regolamento, segnatamente per quanto riguarda la questione delle spedizioni di basso valore.

ê 428/2009 (adattato)

ð nuovo

Articolo 26 28

Il presente regolamento non pregiudica: ð la decisione delegata della Commissione, del 15 settembre 2015, che integra la decisione n. 1104/2011/UE del Parlamento europeo e del Consiglio. ï

l'applicazione dell'articolo 296 del trattato che istituisce la Comunità europea,

l'applicazione del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica.

Articolo 27 29

Il regolamento (CE) n. 1334/2000 Ö 428/2009 Õ è abrogato, con effetto dal 27 agosto 2009 Ö […] Õ .

Tuttavia, per quanto riguarda le richieste di autorizzazione di esportazione formulate Ö presentate Õ prima del 27 agosto 2009 Ö […] Õ , si continuano ad applicare le Ö pertinenti Õ disposizioni di cui al regolamento (CE) n. 1334/2000 Ö 428/2009 Õ .

I riferimenti al regolamento abrogato si intendono fatti al presente regolamento e si leggono secondo la tavola di concordanza di cui all'allegato VI.

Articolo 28 30

Il presente regolamento entra in vigore novanta giorni dopo la Ö il novantesimo giorno successivo alla Õ pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il

Per il Parlamento europeo    Per il Consiglio

Il presidente    Il presidente

(1) GU L 134 del 29.5.2009, pag. 1.
(2) COM(2013) 710 final del 16.10.2013.
(3) COM(2014) 244 final del 24.4.2014.
(4) La strategia europea in materia di sicurezza è stata adottata dal Consiglio europeo il 12 dicembre 2003.
(5) Conclusioni del Consiglio, del 21 ottobre 2013, sul tema "Assicurare il costante perseguimento di un'efficace politica dell'Unione europea per le nuove sfide rappresentate dalla proliferazione delle armi di distruzione di massa (ADM)".
(6) GU L 164 del 22.6.2002, pag. 3.
(7) JOIN(2016) 18 final del 6.4.2016.
(8) COM(2015) 497 del 14.10.2015.
(9) JOIN(2015) 16 final del 28.4.2015.
(10) Consiglio "Affari esteri" del 12.5.2014.
(11) COM(2011) 393 del 30.6.2011.
(12) SWD(2013) 7 del 17.1.2013.
(13) COM(2013) 710 final del 16.10.2013.
(14) http://trade.ec.europa.eu/consultations/index.cfm?consul_id=190 .
(15) GU L 159 del 30.6.2000, pag. 1.
(16) Regolamento (CE) n. 428/2009 del Consiglio, del 5 maggio 2009, che istituisce un regime comunitario di controllo delle esportazioni, del trasferimento, dell’intermediazione e del transito di prodotti a duplice uso (GU L 134 del 29.5.2009, pag. 1).
(17) GU L 324 del 27.12.1969, pag. 25.
(18) Regolamento (UE) 2015/479 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a un regime comune applicabile alle esportazioni (GU L 83 del 27.3.2015, pag. 34).
(19) Direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati (GU L 281 del 23.11.1995, pag. 31).
(20) Regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati (GU L 8 del 12.1.2001, pag. 1).
(21) GU L 302 del 19.10.1992, pag. 1.
(22) Regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 ottobre 2013, che istituisce il codice doganale dell'Unione (GU L 269 del 10.10.2013, pag. 1).
(23) GU L 253 dell’11.10.1993, pag. 1.
(24) C(2015) 6123 final.
(25) GU L 343 del 29.12.2015, pag. 1.
(26) GU L 335 del 13.12.2008, pag. 99.
(27) GU L 82 del 22.3.1997, pag. 1.
(28) GU L 281 del 23.11.1995, pag. 31.
(29) GU L 8 del 12.1.2001, pag. 1.
(30) GU L 145 del 31.5.2001, pag. 43.
Top

Bruxelles, 28.9.2016

COM(2016) 616 final

ALLEGATI

della

proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio

che istituisce un regime dell'Unione di controllo delle esportazioni, del trasferimento, dell'intermediazione, dell'assistenza tecnica e del transito di prodotti a duplice uso (rifusione)

{SWD(2016) 314 final}
{SWD(2016) 315 final}


ê 2420/2015 articolo 1, punto 1, e allegato I (adattato)

ALLEGATI

della

proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio

che istituisce un regime dell'Unione di controllo delle esportazioni, del trasferimento, dell'intermediazione, dell'assistenza tecnica e del transito di prodotti a duplice uso (rifusione)

ALLEGATO I

A.ELENCO DEI PRODOTTI A DUPLICE USO (Elenco di cui all'articolo 3 del presente regolamento)

Il presente elenco attua gli accordi internazionali sul controllo dei prodotti a duplice uso, in particolare l'intesa di Wassenaar, il regime di non proliferazione nel settore missilistico (MTCR), il gruppo dei fornitori nucleari (GFN), il gruppo Australia e la convenzione sulle armi chimiche (CWC).

INDICE

Note

Acronimi e abbreviazioni

Definizioni

Categoria 0 Materiali nucleari, impianti e apparecchiature

Categoria 1 Materiali speciali e relative apparecchiature

Categoria 2 Trattamento e lavorazione dei materiali

Categoria 3 Materiali elettronici

Categoria 4 Calcolatori

Categoria 5 Telecomunicazioni e "sicurezza dell'informazione"

Categoria 6 Sensori e laser

Categoria 7 Materiale avionico e di navigazione

Categoria 8 Materiale navale

Categoria 9 Materiale aerospaziale e propulsione

NOTE GENERALI ALL'ALLEGATO I

1.Per l'autorizzazione di beni progettati o modificati per uso militare si vedano i pertinenti elenchi dei singoli Stati membri. I riferimenti "CFR. ANCHE L'ELENCO DEI MATERIALI DI ARMAMENTO" del presente allegato rimandano agli stessi elenchi.

2.Sono sottoposti ad autorizzazione per l'esportazione tutti i beni (compresi gli impianti) non specificati nel presente elenco qualora in tali beni siano contenuti componenti - specificati nell'elenco - che ne costituiscano l'elemento principale e da questi possano essere facilmente rimossi per altre utilizzazioni.

N.B.:Per giudicare se i componenti specificati nel presente elenco devono essere considerati l'elemento principale occorre tener conto della loro quantità, del loro valore e del loro contenuto tecnologico nonché di altre circostanze particolari che potrebbero far individuare tali componenti come l'elemento principale dei beni in esportazione.

3.I beni specificati nel presente allegato sono da intendersi sia nuovi che usati.

4.In taluni casi le sostanze chimiche sono elencate con il nome e il numero CAS. L'elenco si applica alle sostanze chimiche aventi la stessa formula strutturale (compresi gli idrati) indipendentemente dal nome o dal numero CAS. I numeri CAS sono indicati come ausilio per identificare una particolare sostanza chimica o miscela, a prescindere dalla nomenclatura. I numeri CAS non possono essere utilizzati come identificatori unici, poiché alcune forme delle sostanze chimiche elencate hanno diversi numeri CAS e le miscele contenenti una di tali sostanze hanno anch'esse numeri CAS diversi.

NOTA SULLA TECNOLOGIA NUCLEARE (NTN)

(Da leggersi congiuntamente alla sezione E della categoria 0)

La "tecnologia" direttamente associata ad un qualsiasi bene specificato nella categoria 0 è sottoposta ad autorizzazione dalle disposizioni di cui alla categoria 0.

La "tecnologia" per lo "sviluppo", la "produzione" o l'"utilizzazione" di beni specificati nell'elenco rimane sottoposta ad autorizzazione anche quando utilizzabile per beni non specificati nell'elenco.

L'autorizzazione all'esportazione di un qualsiasi bene comprende anche la cessione allo stesso utente finale della quantità minima di "tecnologia" necessaria per l'installazione, il funzionamento, la manutenzione e la riparazione di quel bene.

L'autorizzazione al trasferimento di "tecnologia" non è richiesta per le informazioni "di pubblico dominio" o per la "ricerca scientifica di base".

NOTA GENERALE SULLA TECNOLOGIA (NGT)

(Da leggersi congiuntamente alla sezione E delle categorie da 1 a 9)

L'esportazione della "tecnologia" "necessaria" per lo "sviluppo", la "produzione" o l'"utilizzazione" di beni specificati nelle categorie da 1 a 9 è sottoposta ad autorizzazione dalle disposizioni riportate in ciascuna di queste categorie.

La "tecnologia" "necessaria" per lo "sviluppo", la "produzione" o l'"utilizzazione" di prodotti specificati nell'elenco rimane sottoposta ad autorizzazione anche quando utilizzabile per prodotti non specificati nell'elenco.

L'autorizzazione all'esportazione non è richiesta per la quantità minima di "tecnologia" necessaria per l'installazione, il funzionamento, la manutenzione (il controllo) o la riparazione dei prodotti che non sono sottoposti ad autorizzazione o di cui è stata autorizzata l'esportazione.

N.B.:La presente disposizione non si applica alla "tecnologia" specificata in 1E002.e., 1E002.f., 8E002.a. ed 8E002.b.

L'autorizzazione all'esportazione di "tecnologia" non è richiesta per le informazioni "di pubblico dominio", per la "ricerca scientifica di base" o per la quantità minima di informazioni necessarie per le domande di brevetto.

NOTA GENERALE SUL SOFTWARE (NGS)

In base alla presente nota non è sottoposto ad autorizzazione il "software" specificato alla sezione D delle categorie da 0 a 9 quando è:

a.generalmente disponibile al pubblico in quanto:

1.venduto direttamente, senza restrizioni, nei punti di vendita al dettaglio:

a.al banco;

b.per corrispondenza;

c.per transazione elettronica; o

d.su ordinazione telefonica; e

2.progettato per essere installato dall'utilizzatore senza ulteriore significativa assistenza da parte del fornitore;

N.B.:La lettera a. della nota generale sul software non si applica al "software" specificato alla categoria 5, parte 2 ("Sicurezza dell'informazione").

b."di pubblico dominio"; o

c.la quantità minima di "codice oggetto" necessaria per l'installazione, il funzionamento, la manutenzione (il controllo) e la riparazione dei prodotti di cui è stata autorizzata l'esportazione.

N.B.:La lettera c. della nota generale sul software non si applica al "software" specificato alla categoria 5, parte 2 ("Sicurezza dell'informazione").

PRATICHE EDITORIALI DELLA GAZZETTA UFFICIALE DELL'UNIONE EUROPEA

In conformità alle regole indicate al paragrafo 6.5 a pagina 112 del Manuale interistituzionale di convenzioni redazionali (edizione 2011), per i testi in italiano pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea:

per separare le unità dai decimali si usa la virgola,

le cifre superiori all'unità si presentano in serie di tre e ogni serie viene separata dall'altra con uno spazio fisso (spazio fine).

Il testo riportato nel presente allegato è conforme a queste indicazioni.

ACRONIMI E ABBREVIAZIONI UTILIZZATI NEL PRESENTE ALLEGATO

Gli acronimi e le abbreviazioni utilizzati come termini definiti si trovano nelle "Definizioni dei termini usati nel presente allegato".

Acronimo o abbreviazione significato

ABEC

Annular Bearing Engineers Committee

AGMA

American Gear Manufacturers' Association

AHRS

sistemi di riferimento di rotta e di assetto

AISI

American Iron and Steel Institute

ALU

unità logica aritmetica

ANSI

American National Standards Institute

ASTM

Società americana per le prove e i materiali

ATC

controllo del traffico aereo

AVLIS

separazione isotopica di vapore atomico a laser

CAD

progettazione assistita da calcolatore

CAS

Chemical Abstracts Services

CEI

Commissione elettrotecnica internazionale

CEP

errore circolare probabile

CNTD

deposizione termica a nucleazione controllata

CPU

unità centrale di elaborazione

CVD

deposizione chimica in fase di vapore

CW

guerra chimica

CW (laser)

onda continua

DME

apparecchiature per la misurazione della distanza

DS

solidificazione direzionale

EB-PVD

deposizione fisica in fase di vapore per mezzo di fascio elettronico

EBU

European Broadcasting Union

ECM

lavorazione elettrochimica

ECR

risonanza elettrociclotrone

EDM

lavorazione elettroerosiva

EEPROM

memoria di sola lettura cancellabile e programmabile elettricamente

EIA

Electronic Industries Association

EMC

compatibilità elettromagnetica

ETSI

Istituto europeo per le norme di telecomunicazione

FFT

trasformata rapida di Fourier

GLONASS

sistemi globali di navigazione via satellite

GPS

posizionamento globale a mezzo satellite

HBT

transistori etero bipolari

HDDR

modulo di registrazione numerica ad alta densità

HEMT

transistori ad elevata mobilità di elettroni

ICAO

Organizzazione dell'aviazione civile internazionale

IEEE

Institute of Electrical and Electronics Engineers

IFOV

campo di visione istantaneo

ILS

sistema di atterraggio strumentale

IRIG

Inter Range Instrumentation Group

ISA

atmosfera standard internazionale

ISAR

radar ad apertura sintetica inversa

ISO

Organizzazione internazionale per la standardizzazione

JIS

Japanese Industrial Standard

JT

Joule-Thomson

LIDAR

rivelazione e misura della distanza a mezzo della luce

MAC

codice di autenticazione del messaggio

Mach

rapporto tra la velocità di un corpo e la velocità del suono (da Ernst Mach)

MLIS

separazione isotopica molecolare a laser

MLS

sistemi di atterraggio a microonde

MOCVD

deposizione chimica in fase di vapore di elementi organo-metallici

MRI

immagine a risonanza magnetica

MTBF

tempo medio tra due guasti

Mtop/s

milioni di operazioni teoriche al secondo

MTTF

tempo medio specificato prima del guasto

NBC

nucleare, biologico e chimico

NDT

tecniche non distruttive

PAR

radar di avvicinamento di precisione

PIN

numero personale di identificazione

ppm

parti per milione

PSD

densità spettrale di potenza

QAM

modulazione di ampiezza in quadratura

RF

radiofrequenza

SACMA

Suppliers of Advanced Composite Materials Association

SAR

radar ad apertura sintetica

SC

cristallo singolo

SLAR

radar avionico a scansione laterale

SMPTE

Society of Motion Pictures and Television Engineers

SRA

assieme rimpiazzabile in laboratorio

SRAM

memoria statica ad accesso casuale

SRM

metodi raccomandati dalla SACMA

SSB

banda laterale unica

SSR

radar secondari di sorveglianza

TCSEC

Trusted Computer System Evaluation Criteria

TIR

lettura totale del misuratore

UCV

unità di controllo e di visualizzazione

UIL

unità intercambiabile in linea

UIT

Unione internazionale delle telecomunicazioni

UTS

carico di rottura

UV

ultravioletto

VOR

radiofaro VHF onnidirezionale

YAG

laser a granato di ittrio e alluminio

DEFINIZIONI DEI TERMINI USATI NEL PRESENTE ALLEGATO

Le definizioni di termini tra 'virgolette singole' saranno riportate in una nota tecnica che segue la pertinente voce.

Le definizioni di termini tra "virgolette doppie" figurano nel modo seguente:

N.B.:I riferimenti alle categorie sono riportati tra parentesi dopo le definizioni.

"Accordabile" (6). Capacità di un "laser" di produrre energia continua su tutte le lunghezze d'onda comprese nella gamma di più transizioni "laser". Un "laser" a selezione di riga produce lunghezze d'onda discrete con una transizione "laser" e quindi non è considerato "accordabile".

"Addensamento isostatico a caldo" (2). Processo di compressione di una fusione a temperature superiori a 375 K (102 °C) in cavità chiusa tramite vari mezzi (gas, liquido, particelle solide ecc.) in modo da creare forze uguali in tutte le direzioni per ridurre o eliminare vuoti interni nella fusione.

"Aeromobile" (1 7 9). Veicolo aereo ad ala fissa, ala a geometria variabile, ala rotante (elicottero), rotore basculante o ala basculante.

N.B.:Cfr. anche "aeromobile civile".

"Aeromobile civile" (1 3 4 7). Il termine "aeromobile civile" comprende solo quei tipi di "aeromobili" elencati per deliberazione nelle liste pubbliche di certificazione di navigabilità aerea emesse dalle autorità dell'aviazione civile di uno o più Stati membri dell'UE o Stati partecipanti all'intesa di Wassenaar per linee commerciali civili nazionali ed internazionali o per uso dichiaratamente civile, privato o di affari.

N.B.:Cfr. anche "aeromobile".

"Agenti antisommossa" (1). Sostanze che, nelle condizioni d'uso previste per fini antisommossa, provocano rapidamente temporanea irritazione o incapacità fisica che scompare in alcuni minuti dal termine dell'esposizione alle medesime.

Nota tecnica:

I gas lacrimogeni sono un sottogruppo degli "agenti antisommossa".

"Agilità di frequenza per radar" (6). Tecnica di qualsiasi tipo che modifica, secondo una sequenza pseudocasuale, la frequenza portante di un trasmettitore radar ad impulsi, tra gli impulsi o gruppi di impulsi, di una quantità uguale o superiore alla banda passante dell'impulso.

"Algoritmo asimmetrico" (5). Algoritmo crittografico che utilizza chiavi di cifratura e decrittazione diverse e matematicamente correlate.

N.B.:Gli "algoritmi asimmetrici" sono comunemente utilizzati per la gestione delle chiavi.

"Algoritmo simmetrico" (5). Algoritmo crittografico che utilizza la stessa chiave per la cifratura e la decrittazione.

N.B.:Gli "algoritmi simmetrici" sono comunemente utilizzati per la riservatezza dei dati.

"Amplificazione ottica" (5). Tecnica di amplificazione nel campo delle comunicazioni ottiche che introduce un guadagno di segnali ottici, generati da una sorgente ottica separata, senza conversione in segnali elettrici, cioè mediante l'uso di amplificatori ottici a semiconduttore, amplificatori di luce a fibre ottiche.

"Analizzatori di segnale" (3). Strumento in grado di misurare e visualizzare le proprietà fondamentali delle singole componenti di frequenza di segnali multifrequenza.

"Antenna ad allineamento di fase a fascio orientabile elettronicamente" (5 6). Antenna che forma un fascio a mezzo di un accoppiamento di fase, cioè la direzione del fascio è controllata dai coefficienti complessi di eccitazione degli elementi radianti e la direzione del fascio può essere modificata in azimut o in elevazione, o in entrambi, mediante l'applicazione di un segnale elettrico sia in trasmissione sia in ricezione.

"APP" (4) equivale a "Prestazione di picco adattata".

"Apparecchiature di produzione" (1 7 9). Tali apparecchiature sono costituite da: utensili, sagome, maschere, mandrini, stampi, matrici, attrezzi, meccanismi di allineamento, apparecchiature di collaudo, altri macchinari e loro componenti, limitatamente a quelli appositamente progettati o modificati per lo "sviluppo" o per una o più fasi di "produzione".

"Assegnata dall'UIT" (3 5). Assegnazione di bande di frequenza conformemente all'edizione corrente dei regolamenti radio (UIT) per servizi primari, autorizzati e secondari.

N.B.:Non sono incluse assegnazioni supplementari e alternative.

"Assieme elettronico" (2 3 4 5). Insieme di componenti elettronici (cioè 'elementi di circuiti', 'componenti discreti', circuiti integrati ecc.) collegati assieme per realizzare una o più funzioni specifiche, sostituibili come entità e normalmente smontabili.

N.B. 1:'Elemento di circuito': parte funzionale singola attiva o passiva di un circuito elettronico, quale un diodo, un transistor, un resistore, una capacità ecc.

N.B. 2:'Componente discreto': 'elemento di circuito' in contenitore separato avente connessioni esterne proprie.

"Atomizzazione a gas" (1). Processo per ridurre una colata di lega metallica in goccioline di diametro uguale o inferiore a 500 micrometri per mezzo di un flusso di gas ad alta pressione.

"Atomizzazione a plasma" (1). Processo per ridurre una colata fusa o un metallo solido in goccioline di diametro uguale o inferiore a 500 μm per mezzo di torce al plasma in atmosfera di gas inerte.

"Atomizzazione centrifuga" (1). Processo per ridurre una colata o un bagno di metallo fuso in goccioline di diametro uguale o inferiore a 500 micrometri per mezzo di una forza centrifuga.

"Atomizzazione sotto vuoto" (1). Processo per ridurre una colata di metallo fuso in goccioline di diametro uguale o inferiore a 500 micrometri per mezzo di evaporazione rapida di un gas disciolto in condizioni di esposizione al vuoto.

"Attivazione crittografica" (5). Tecnica di qualsiasi tipo che attiva o abilita la capacità crittografica di un prodotto, tramite un meccanismo sicuro realizzato dal fabbricante del prodotto e collegato in maniera univoca:

1.a un singolo esemplare del prodotto; o

2.al cliente, per molteplici esemplari del prodotto.

Note tecniche:

1.Tecniche e meccanismi di "attivazione crittografica" possono essere realizzati come hardware, "software" o "tecnologia".

2.I meccanismi di "attivazione crittografica" possono essere, ad esempio, una chiave di licenza basata su un numero di serie oppure uno strumento di autenticazione quale un certificato con firma digitale.

"Banda passante frazionaria" (3 5). "Banda passante istantanea" divisa dalla frequenza centrale espressa sotto forma di percentuale.

"Banda passante in tempo reale" (3) per gli "analizzatori di segnale". La gamma di frequenza più ampia per la quale un analizzatore può trasformare in continuo e senza interruzioni i dati nel dominio del tempo in risultati nel dominio della frequenza, utilizzando una funzione di Fourier o un'altra trasformazione a tempo discreto che elabora ogni punto temporale in entrata senza salti o effetti di windowing che causano una riduzione dell'ampiezza misurata di oltre 3 dB al di sotto dell'ampiezza reale del segnale, mentre producono o visualizzano i dati trasformati.

"Banda passante istantanea" (3 5 7). Larghezza di banda passante sulla quale la potenza di uscita rimane costante entro 3 dB senza variazione degli altri parametri di funzionamento.

"Biblioteca" (1) (raccolta di parametri tecnici). Raccolta di informazioni tecniche il riferimento alle quali può migliorare le prestazioni delle apparecchiature, dei componenti o dei sistemi pertinenti.

"Calcolatore neurale" (4). Dispositivo di calcolo progettato o modificato per imitare il comportamento di un neurone o di una collezione di neuroni (cioè un dispositivo di calcolo che si distingue per la sua capacità fisica di modulare i pesi e i numeri delle interconnessioni di un gran numero di componenti di calcolo basata su dati precedenti).

"Calcolatore numerico" (4 5). Apparecchiatura in grado, sotto forma di una o più variabili discrete, di:

a.accettare i dati;

b.immagazzinare dati o istruzioni in dispositivi di memoria fissi o modificabili (con riscrittura);

c.trattare dati mediante una sequenza immagazzinata di istruzioni modificabili; e

d.fornire l'uscita di dati.

N.B.:Le modifiche della sequenza immagazzinata di istruzioni comprendono la sostituzione di dispositivi di memoria fissi, ma non la modifica materiale del cablaggio o delle interconnessioni.

"Calcolatore ottico" (4). Calcolatore progettato o modificato per utilizzare la luce per rappresentare i dati, i cui elementi logici di calcolo sono basati su dispositivi ottici direttamente accoppiati.

"Calcolatori a reti sistoliche" (4). Calcolatori in cui il flusso e la modifica dei dati sono controllabili dinamicamente dall'operatore a livello di porta logica.

"Carenatura di estremità" (9). Componente anulare fisso (solido o segmentato) collegato alla superficie interna dell'involucro della turbina del motore, o sagoma posta all'estremità della paletta della turbina, che fornisce principalmente una tenuta di gas tra i componenti fissi e rotanti.

"Carico di rottura specifico" (0 1 9). Carico di rottura in pascal, equivalente a N/m2 diviso per il peso specifico espresso in N/m3, misurato alla temperatura di (296 ± 2) K [(23 ± 2) °C)] ed umidità relativa del (50 ± 5) %.

"Carico utile dei veicoli spaziali" (9). Apparecchiature, collegate alla "piattaforma spaziale", progettate per realizzare una missione nello spazio (ad esempio comunicazioni, osservazione, esperimenti).

"Cavo" (1). Fascio di "monofilamenti" in genere disposti all'incirca parallelamente.

"Cella a combustibile" (8). Un dispositivo elettrochimico che converte l'energia chimica direttamente in elettricità a corrente continua (c.c.) consumando combustibile da una fonte esterna.

"CEP" (Cerchio di eguale probabilità) (7). È una misura di accuratezza; il raggio del cerchio con centro nel bersaglio, a distanza specificata, nel quale avviene l'impatto del 50 % dei carichi utili.

"Circuito integrato a film" (3). Rete di 'elementi di circuiti' e di interconnessioni metalliche realizzate con tecniche di deposito di film sottile o spesso su "substrato" isolante.

N.B.:'Elemento di circuito': parte funzionante singola attiva o passiva di un circuito elettronico, quale un diodo, un transistor, un resistore, una capacità ecc.

"Circuito integrato ibrido" (3). Qualsiasi combinazione di circuiti integrati o di circuiti integrati con 'elementi di circuiti' o 'componenti discreti' collegati assieme al fine di eseguire una o più funzioni specifiche ed aventi tutte le caratteristiche seguenti:

a.contenenti almeno un dispositivo non incapsulato;

b.collegati assieme usando metodi tipici di produzione dei circuiti integrati;

c.rimpiazzabili come una entità; e

d.normalmente non disassemblabili.

N.B. 1:'Elemento di circuito': parte funzionale singola attiva o passiva di un circuito elettronico, quale un diodo, un transistor, un resistore, una capacità ecc.

N.B. 2:'Componente discreto': 'elemento di circuito' in contenitore separato avente connessioni esterne proprie.

"Circuito integrato monolitico" (3). Combinazione di 'elementi di circuiti' passivi o attivi o di entrambi:

a.fabbricati con processi di diffusione, di impiantazione o di deposito entro o sopra un singolo elemento semiconduttore, cioè un 'chip';

b.considerati come associati in maniera inscindibile; e

c.in grado di eseguire le funzioni di un circuito.

N.B.:'Elemento di circuito': parte funzionante singola attiva o passiva di un circuito elettronico, quale un diodo, un transistor, un resistore, una capacità ecc.

"Circuito integrato multichip" (3). Due o più "circuiti integrati monolitici" fissati su "substrato" comune.

"Circuito integrato ottico" (3). "Circuito integrato monolitico" o "circuito integrato ibrido" contenente una o più parti, progettato per funzionare come dispositivo fotosensibile o fotoemettitore, o per eseguire una o più funzioni ottiche o elettroottiche.

"Circuito integrato tridimensionale" (3). Insieme di matrici di semiconduttori, integrate insieme, aventi vie passanti completamente attraverso almeno una matrice per stabilire interconnessioni tra matrici.

"Codice oggetto" (GSN). Forma eseguibile dalla macchina di una espressione appropriata di uno o più processi ("codice sorgente" o linguaggio sorgente) tradotto da un sistema di programmazione.

"Codice sorgente" (o linguaggio sorgente) (6 7 9). Espressione appropriata di uno o più processi che possono essere convertiti da un sistema di programmazione in una forma eseguibile dalla macchina ("codice oggetto" o linguaggio soggetto).

"Colture vive isolate" (1). Sono comprese le colture vive in forma latente e le preparazioni essiccate.

"Commutazione ottica" (5). L'instradamento o la commutazione di segnali sotto forma ottica senza conversione in segnali elettrici.

"Complesso di guida" (7). Complesso che integra il processo di misura e di calcolo della posizione e della velocità di un veicolo (cioè navigazione) con il calcolo e l'invio di comandi ai sistemi di controllo di volo del veicolo per correggerne la traiettoria.

"Composito" (1 2 6 8 9). "Matrice" ed una o più fasi aggiuntive di particelle, materiali filiformi, fibre o loro combinazioni presenti per scopi specifici.

"Composti appartenenti alle classi III/V" (3 6). Prodotti policristallini o monocristallini binari o complessi costituiti di elementi dei gruppi IIIA e VA della tavola di classificazione periodica di Mendeleyev (per esempio arseniuro di gallio, arseniuro di gallio-alluminio, fosfuro di indio).

"Compressione dell'impulso" (6). Codifica e trattamento di un impulso di un segnale radar di lunga durata in un impulso di breve durata, che conserva però i vantaggi di una elevata energia impulsiva.

"Controllo della potenza irradiata" (7). Modifica della potenza trasmessa del segnale dell'altimetro per cui la potenza ricevuta all'altitudine dell'"aeromobile" risulta sempre quella minima necessaria per determinare l'altitudine.

"Controllo di contornatura" (2). Due o più movimenti gestiti da un "controllo numerico" in accordo alle istruzioni che specificano la posizione successiva richiesta e le velocità di alimentazione per giungere a tale posizione. Tali velocità di alimentazione sono modificate tra di loro in modo da generare il contorno desiderato (Rif. ISO/DIS 2806-1980).

"Controllo di volo primario" (7). Controllo della stabilità o della manovra di un "aeromobile" che si avvale di generatori di forza/momento, cioè superfici di governo aerodinamico o guida della spinta propulsiva.

"Controllo globale del volo" (7). Controllo automatizzato delle variabili di stato e delle traiettorie di volo di un "aeromobile" per soddisfare gli obiettivi della missione rispondendo alle variazioni in tempo reale dei dati relativi a obiettivi, pericoli o altri "aeromobili".

"Controllo numerico" (2). Controllo automatico di un processo realizzato da un dispositivo che utilizza dati numerici introdotti di norma durante lo svolgimento dell'operazione (Rif. ISO 2382).

"Controllore di canale di comunicazioni" (4). Interfaccia fisica che controlla la circolazione delle informazioni numeriche sincrone o asincrone. È un assieme che può essere integrato in una apparecchiatura a calcolatore o di telecomunicazioni per assicurare l'accesso alle comunicazioni.

"Costante di tempo" (6). Tempo che intercorre tra l'applicazione dello stimolo luminoso ed il momento in cui l'incremento di corrente raggiunge il valore di 1-1/e volte il valore finale (cioè il 63 % del suo valore finale).

"Crittografia" (5). Disciplina che ingloba principi, mezzi e metodi per la trasformazione di dati al fine di occultarne il contenuto informativo, impedirne la modifica non rilevata o impedirne l'uso non autorizzato. La "crittografia" è limitata alla trasformazione delle informazioni mediante l'utilizzazione di uno o più 'parametri segreti' (cioè criptovariabili) o mediante la gestione della chiave associata.

Nota:La "crittografia" non comprende tecniche di compressione o di codifica di dati "fissi".

Nota tecnica:

'Parametro segreto': una costante o una chiave non a conoscenza di altre persone o a conoscenza solo di un gruppo di persone.

"Crittografia quantistica" (5). Insieme di tecniche per la creazione di una chiave condivisa per la "crittografia" mediante la misurazione delle proprietà quantistico-meccaniche di un sistema fisico (incluse le proprietà fisiche espressamente disciplinate dall'ottica quantistica, dalla teoria dei campi quantistici o dall'elettrodinamica quantistica).

"Densità di corrente globale" (3). Numero totale di ampere-spire nella bobina (cioè il numero delle spire moltiplicato per la corrente massima portata da ciascuna spira), diviso per la sezione trasversale totale della bobina (compresi i filamenti superconduttori, la matrice metallica nella quale sono incorporati i filamenti superconduttori, il materiale di incapsulamento, tutti i canali di raffreddamento ecc.).

"Densità equivalente" (6). La massa di una ottica per unità di superficie proiettata sulla superficie ottica.

"Deviazione di posizione angolare" (2). Differenza massima tra la posizione angolare e la posizione angolare reale, misurata con molta precisione, successivamente alla rotazione del porta pezzo della tavola dalla sua posizione iniziale.

"Di pubblico dominio" (NGT NTN NGS). Si applica al presente elenco e qualifica la "tecnologia" o il "software" disponibile senza restrizioni per un'ulteriore diffusione (le restrizioni conseguenti ad un copyright non impediscono a "tecnologie" o "software" di essere considerati "di pubblico dominio").

"Dirigibile" (9). Veicolo aereo a motore mantenuto in aria da gas più leggeri dell'aria, in genere l'elio ma in precedenza anche l'idrogeno.

"Dispositivi di estremità" (2). Pinze, 'unità attive di lavorazione' ed ogni altro attrezzo collegato alla piastra terminale del braccio di manipolazione del "robot".

N.B.:'Unità attiva di lavorazione': dispositivo per l'applicazione di potenza motrice, di energia di lavorazione o di sensibilità al pezzo da lavorare.

"Durata dell'impulso" (6). È la durata di un impulso "laser", definita come l'intervallo di tempo tra i punti a metà potenza sul fronte ascendente e sul fronte discendente di un impulso individuale.

"Eccentricità" (2). Spostamento assiale in una rotazione completa del mandrino principale in un piano perpendicolare al piano di riscontro del mandrino in un punto prossimo alla circonferenza del piano di riscontro del mandrino (Rif. ISO 230 parte 1-1986, paragrafo 5.63).

"Elemento principale" (4). Come applicato alla categoria 4, un elemento è considerato "elemento principale" quando il suo valore di sostituzione rappresenta più del 35 % del valore totale del sistema di cui è elemento. Il valore dell'elemento è il prezzo pagato per tale elemento dal fabbricante del sistema o da chi ne effettua l'integrazione. Il valore totale è il prezzo di vendita internazionale a parti che non hanno alcun legame con il venditore nel luogo di fabbricazione o nel luogo di consolidamento delle spedizioni.

"Esplosivi" (1). Sostanze o miscele di sostanze solide, liquide o gassose che, utilizzate come cariche di innesco, di booster o cariche principali in teste esplosive, dispositivi di demolizione ed altre applicazioni, servono per la detonazione.

"Estrazione in fusione" (1). Procedimento per 'solidificare rapidamente' ed estrarre una lega sotto forma di nastro mediante inserzione di un piccolo segmento di un blocco raffreddato rotante nel bagno di lega metallica in fusione.

N.B.:'Solidificare rapidamente': solidificazione di materiale fuso ad una velocità di raffreddamento superiore a 1 000 K/s.

"Fascio di fibre" (1). Fascio di 'trefoli' (in genere da 12 a 120) disposti all'incirca parallelamente.

N.B.:Per 'trefolo' si intende un fascio di "monofilamenti" (in genere oltre 200) disposti all'incirca parallelamente.

"Fattore di scala" (giroscopi o accelerometri) (7). Rapporto da misurare tra la modifica in uscita e la modifica in ingresso. Il fattore di scala è generalmente valutato come la pendenza della linea diritta che può essere adattata con il metodo dei minimi quadrati applicato ai dati di entrata-uscita ottenuti facendo variare l'entrata in modo ciclico nella gamma di ingresso.

"Filato" (1). Fascio di 'trefoli' attorcigliati.

N.B.:Per 'trefolo' si intende un fascio di "monofilamenti" (in genere oltre 200) disposti all'incirca parallelamente.

"Fisso" (5). Il termine "fisso" significa che l'algoritmo di codifica o di compressione non può accettare parametri forniti dall'esterno (ad esempio variabili crittografiche o a chiave) e non può essere modificato dall'utilizzatore.

"Formatura superplastica" (1 2). Processo di deformazione a caldo per metalli normalmente caratterizzati da un basso valore di allungamento (minore del 20 %) al punto di rottura determinato a temperatura ambiente secondo prove convenzionali di resistenza alla trazione, in modo da ottenere durante il trattamento allungamenti di almeno due volte tali valori.

"Fuori rotondità" (2). Spostamento radiale in una rotazione completa del mandrino principale, misurato in un piano perpendicolare all'asse del mandrino in un punto della superficie interna o esterna di rotazione che deve essere controllata (Rif. ISO 230 parte 1-1986, paragrafo 5.61).

"Fusibile" (1). In grado di essere ulteriormente reticolato o polimerizzato (vulcanizzato) mediante l'impiego di calore, radiazioni, catalizzatori ecc. o che può essere fuso senza pirolisi (carbonizzazione).

"Geograficamente distribuiti" (6). I sensori sono considerati "geograficamente distribuiti" quando i rispettivi siti di installazione sono distanti da qualunque altro sito più di 1 500 metri in ogni direzione. I sensori mobili sono sempre considerati "geograficamente distribuiti".

"Giroscopi a massa rotante" (7). Giroscopi che utilizzano una massa continuamente rotante per rivelare il movimento angolare.

"Gradiometro magnetico" (6). Strumento progettato per rivelare la variazione spaziale dei campi magnetici da sorgenti esterne allo strumento. Consiste di più "magnetometri" e materiali elettronici associati che producono una misura del gradiente del campo magnetico.

N.B.:Cfr. anche "gradiometro magnetico intrinseco".

"Gradiometro magnetico intrinseco" (6). Strumento consistente in un singolo elemento di rivelazione del gradiente del campo magnetico e materiali elettronici associati che producono una misura del gradiente del campo magnetico.

N.B.:Cfr. anche "gradiometro magnetico".

"Grammo effettivo" (0 1). Per le "materie fissili speciali" si intende:

a.per gli isotopi di plutonio e per l'uranio-233, il peso dell'isotopo in grammi;

b.per l'uranio arricchito all'1 % o più in isotopo uranio-235, il peso dell'elemento in grammi, moltiplicato per il quadrato del suo arricchimento espresso in frazione di peso decimale;

c.per l'uranio arricchito al di sotto dell'1 % in isotopo uranio-235, il peso dell'elemento in grammi, moltiplicato per 0,0001.

"Immunotossina" (1). Composto di un anticorpo unicellulare specifico monoclonale e di una "tossina" o "sottounità di tossina" che attacca selettivamente cellule malate.

"Incertezza di misura" (2). Parametro caratteristico che specifica in quale gamma intorno al valore di uscita è compreso il valore corretto della variabile da misurare, con un livello di confidenza del 95 %. Questo parametro comprende le deviazioni non corrette sistematiche, la larghezza del gioco non corretto e le deviazioni casuali non corrette (Rif. ISO 10360-2).

"Inseguimento automatico del bersaglio" (6). Tecnica di trattamento che consente di determinare e di fornire automaticamente come uscita un valore estrapolato della posizione più probabile del bersaglio, in tempo reale.

"Isolante" (9). Materiale applicato ai componenti di motori a razzo, cioè ai corpi di contenimento, agli ugelli, alle entrate degli ugelli, ai fondi dei corpi di contenimento, che può essere costituito da fogli di mescola di gomma composta, vulcanizzata o semivulcanizzata, contenente materiale isolante o refrattario. Può essere anche incorporato come riduttore di sforzo sui piani di comando o sugli ipersostentatori.

"Laser" (0 2 3 5 6 7 8 9). Assieme di componenti in grado di produrre Ö luce coerente Õ nel tempo e nello spazio luce coerente amplificata per emissione stimolata di radiazione.

N.B.:Cfr. Anche

"laser chimico"

"laser ad elevatissima potenza"

"laser a trasferimento"

"Laser ad elevatissima potenza" ("SHPL") (6). "Laser" in grado di emettere (in tutto o in parte) una energia impulsiva superiore a 1 kJ entro 50 ms o avente potenza media in onda continua superiore a 20 kW.

"Laser a impulsi" (6). "Laser" avente una "durata dell'impulso" uguale o inferiore a 0,25 secondi.

"Laser a onda continua" (6). "Laser" che produce un'energia di uscita nominalmente costante per più di 0,25 secondi.

"Laser a trasferimento" (6). "Laser" eccitato per trasferimento di energia ottenuta dalla collisione di un atomo o di una molecola che non producono effetto laser con un atomo o una molecola che producono effetto laser.

"Laser chimico" (6). "Laser" in cui gli agenti attivi sono eccitati per mezzo di una energia emessa da una reazione chimica.

"Lega meccanica" (1). Processo di lega risultante dall'adesione, frantumazione e riadesione di polveri elementari e di polveri di lega madre per mezzo di urto meccanico. Le particelle non metalliche possono essere incorporate nella lega mediante aggiunta di polveri appropriate.

"Linearità" (2). (Normalmente misurata in termini di non linearità.) È definita come la massima deviazione delle reali caratteristiche (media delle letture superiori ed inferiori), positive o negative, rispetto ad una linea retta posizionata in modo tale da equalizzare e minimizzare le deviazioni massime.

"Magnetometro" (6). Strumento progettato per rivelare i campi magnetici da sorgenti esterne allo strumento. Il magnetometro consiste di un singolo elemento di rivelazione del campo magnetico e di materiali elettronici associati che forniscono la misura del campo magnetico.

"Mandrino basculante" (2). Mandrino porta-utensile che, durante il processo di lavorazione, modifica la posizione angolare del suo asse di riferimento rispetto a qualsiasi altro asse.

"Materia fissile speciale" (0). È definita come plutonio-239, uranio-233, "uranio arricchito in isotopi 235 o 233" e qualsiasi altro prodotto contenente gli elementi precedenti.

"Materiali energetici" (1). Sostanze o miscele che reagiscono chimicamente producendo l'energia necessaria per l'applicazione prevista. "Esplosivi", "materiali pirotecnici" e "propellenti" sono sottoclassi dei materiali energetici.

"Materiali fibrosi o filamentosi" (0 1 8). Comprendono:

a."monofilamenti" continui;

b."filati" e "fasci di fibre" continui;

c."nastri", tessuti e mat irregolari e passamaneria;

d.coperture in fibre tagliate, filati e fibre agglomerate;

e.materiali filiformi monocristallini o policristallini di qualsiasi lunghezza;

f.pasta di poliammide aromatica.

"Materiali resistenti alla corrosione dell'UF6" (0). Comprendono rame, leghe di rame, acciaio inossidabile, alluminio, ossido di alluminio, leghe di alluminio, nichelio o leghe contenenti il 60 % o più in peso di nichelio e polimeri di idrocarburi fluorurati.

"Matrice" (1 2 8 9). Fase sostanzialmente continua che riempie lo spazio fra particelle, materiali filiformi o fibre.

"Matrice sul piano focale" (6 8). Strato piano lineare o bidimensionale, o combinazione di strati piani, di elementi rivelatori individuali, con o senza dispositivi elettronici di lettura, che funziona sul piano focale.

N.B.:La presente definizione non include una pila di elementi rivelatori singoli né di rivelatori a due, tre o quattro elementi, a condizione che l'integrazione dei segnali rivelati ad istanti successivi non sia effettuata nell'elemento.

"Memoria centrale" (4). Memoria principale di rapido accesso per l'unità centrale di trattamento, destinata ai dati o alle istruzioni. Si compone della memoria interna di un "calcolatore numerico" e di ogni estensione gerarchica di questa memoria, come la memoria cache o la memoria di estensione ad accesso non sequenziale.

"Mezzi di produzione" (7 9). Sono costituiti dalle "apparecchiature di produzione" e dal loro "software" appositamente progettato integrati nelle installazioni per lo "sviluppo" o per una o più fasi di "produzione".

"Microcircuito microcalcolatore" (3). "Circuito integrato monolitico" o "circuito integrato multichip" contenente una unità logica aritmetica (ALU) in grado di eseguire istruzioni di tipo generale da una memoria interna, su dati contenuti nella memoria interna.

N.B.:La memoria interna può essere incrementata per mezzo di una memoria esterna.

"Microcircuito microprocessore" (3). "Circuito integrato monolitico" o "circuito integrato multichip" contenente una unità logica aritmetica (ALU) in grado di eseguire istruzioni di tipo generale da una memoria esterna.

N.B. 1:Il "microcircuito microprocessore" normalmente non contiene una memoria interna accessibile all'utente, sebbene la memoria presente sul chip possa essere utilizzata per l'esecuzione delle sue funzioni logiche.

N.B. 2:La presente definizione comprende gli assiemi di chip progettati per funzionare insieme al fine di fornire la funzione di un "microcircuito microprocessore".

"Microrganismi" (1 2). Comprendono batteri, virus, micoplasmi, rickettsiae, clamydiae o funghi, naturali, potenziati o modificati, sia in forma di "colture vive isolate" sia come materiale comprendente materiale vivo intenzionalmente inoculato o contaminato con tali colture.

"Miglioramento dell'immagine" (4). Trattamento di immagini esterne portatrici di informazioni mediante algoritmi quali la compressione di tempo, il filtraggio, l'estrazione, la selezione, la correlazione, la convoluzione o le trasformazioni fra domini (per esempio trasformata rapida di Fourier o trasformata di Walsh). Gli algoritmi che utilizzano la trasformazione lineare o angolare di una immagine semplice, quali la traslazione, l'estrazione di parametri, la registrazione o la falsa colorazione non rientrano nel quadro della presente definizione.

"Miscela chimica" (1). Prodotto solido, liquido o gassoso costituito da uno o più componenti che non reagiscono tra loro alle condizioni nelle quali la miscela è conservata.

"Miscelato" (1). Miscelazione filo-filo di fibre termoplastiche e fibre di rinforzo per produrre una miscela "matrice" di fibra di rinforzo in forma di fibra totale.

"Missili" (1 3 6 7 9). Sistemi completi a razzo e sistemi di veicoli aerei senza equipaggio, in grado di trasportare un carico utile di almeno 500 kg ad una distanza di almeno 300 km.

"Modificato per uso bellico" (1). Qualsiasi modifica o selezione (tale da alterare la purezza, la durata di inutilizzo, la virulenza, le caratteristiche di disseminazione o la resistenza ai raggi UV) volta ad accrescere l'efficacia nel produrre il numero di vittime umane o animali, degradare le attrezzature, o danneggiare i raccolti o l'ambiente.

"Modulo specifico" (0 1 9). Modulo di Young in pascal, equivalente a N/m2 diviso per il peso specifico espresso in N/m3, misurato alla temperatura di (296 ± 2) K [(23 ± 2) °C] ed umidità relativa del (50 ± 5) %.

"Monofilamento" (1) o filamento. Il più piccolo incremento di una fibra, in genere con un diametro di vari micrometri.

"Nastro" (1). Materiale costituito da "monofilamenti", 'trefoli', "fasci di fibre", "cavi" o "filati" ecc., intrecciati o unidirezionali, in genere preimpregnati di resina.

N.B.:Per 'trefolo' si intende un fascio di "monofilamenti" (in genere oltre 200) disposti all'incirca parallelamente.

"Navigazione con riferimenti a basi di dati" ("DBRN") (7). Sistemi che utilizzano varie fonti di dati geocartografici precedentemente misurati e integrati per fornire informazioni precise sulla navigazione in condizioni dinamiche. Le fonti di dati comprendono carte batimetriche, carte astronomiche, mappe gravitazionali, mappe magnetiche o mappe del terreno digitali tridimensionali.

"Necessaria" (NGT 1-9). Applicato alla "tecnologia", il termine si riferisce soltanto a quella porzione di "tecnologia" particolarmente responsabile del raggiungimento o del superamento di livelli di prestazione, caratteristiche o funzioni sottoposti ad autorizzazione. Tale "tecnologia" "necessaria" può essere condivisa da prodotti differenti.

"Operazioni, amministrazione o manutenzione" ("OAM") (5). Svolgimento di uno o più dei seguenti compiti:

a.creazione o gestione di:

1.account o privilegi di utenti o amministratori;

2.impostazioni di un prodotto; o

3.dati di autenticazione a sostegno dei compiti di cui ai punti a.1. o a.2.;

b.monitoraggio o gestione della condizione di funzionamento o delle prestazioni di un prodotto; o

c.gestione di registri o dati di audit a sostegno di uno dei compiti di cui alle lettere a. o b.

Nota:La definizione di "OAM" non comprende nessuno dei compiti seguenti né le relative funzioni di gestione delle chiavi associate:

a.provisioning o miglioramento di una funzionalità crittografica non direttamente connessa alla creazione o alla gestione dei dati di autenticazione a sostegno dei compiti di cui ai precedenti punti a.1. o a.2.; o

b.esecuzione di una funzionalità crittografica sul piano di inoltro o piano dati di un prodotto.

"Ottimizzazione della traiettoria di volo" (7). Procedura che riduce al minimo le deviazioni dalla traiettoria quadridimensionale (spazio e tempo) prefissata ottimizzando le prestazioni o l'efficacia ai fini delle missioni.

"Piattaforma spaziale". (9) Equipaggiamento che rappresenta l'infrastruttura di sostegno dei "veicoli spaziali" e ospita i "carichi utili dei veicoli spaziali".

"Pixel attivo" (6 8). L'elemento più piccolo (singolo) della matrice a stato solido dotato di funzione di trasferimento fotoelettrico allorché esposto ad una radiazione luminosa (elettromagnetica).

"Polarizzazione" (accelerometro) (7). La media, per un periodo di tempo determinato, dell'uscita di un accelerometro misurata alle condizioni operative specificate, senza alcuna correlazione con l'accelerazione o rotazione d'entrata. La "polarizzazione" è espressa in g o in metri per secondo quadrato (g o m/s2) (IEEE Std 528-2001) (Micro g = 1 × 10–6 g).

"Polarizzazione" (giroscopi) (7). La media, per un periodo di tempo determinato, dell'uscita di un giroscopio misurata alle condizioni operative specificate, senza alcuna correlazione con l'accelerazione o rotazione d'entrata. La "polarizzazione" è generalmente espressa in gradi per ora (g/h) (IEEE Std 528-2001).

"Polverizzazione" (1). Processo per ridurre un materiale in particelle mediante frantumazione o macinazione.

"Portata strumentale" (6). La portata specificata non ambigua visualizzata di un radar.

"Potenza di picco" (6). Il più elevato livello di potenza raggiunto entro la "durata dell'impulso".

"Potenza media di uscita" (6). Energia di uscita "laser" totale espressa in joule divisa per il periodo nel quale viene emessa una serie di impulsi consecutivi, in secondi. Per una serie di impulsi intervallati in modo uniforme è uguale all'energia di uscita totale del "laser" in un singolo impulso, espressa in joule, moltiplicata per la frequenza degli impulsi del "laser", in hertz.

"Precedentemente separato" (0 1). L'applicazione di qualsiasi processo inteso ad elevare la concentrazione dell'isotopo controllato.

"Precisione" (2 6). Normalmente misurata in termini di imprecisione. È definita come la massima deviazione positiva o negativa di un valore indicato rispetto ad una norma accettata o ad un valore reale.

"Preformati di fibre di carbonio" (1). Un insieme ordinato di fibre rivestite o no che costituiscono il quadro di una parte prima dell'introduzione della "matrice" per formare un "composito".

"Pressa isostatica" (2). Macchina in grado di regolare la pressione di una cavità chiusa mediante vari mezzi (gas, liquidi, particelle solide ecc.) al fine di creare in tutte le direzioni, all'interno della cavità, una uguale pressione su un pezzo o su un materiale.

"Prestazione di picco adattata" (4). La velocità di picco adattata alla quale i "calcolatori numerici" eseguono addizioni e moltiplicazioni in virgola mobile a 64 o più bit, espressa in teraFLOPS ponderati (WT), in unità pari a 1012 operazioni al secondo adattate in virgola mobile.

N.B.:Cfr. categoria 4, Nota tecnica.

"Produzione" (NGT NTN Tutte). Comprende tutti gli stadi di produzione quali: costruzione, ingegneria della produzione, fabbricazione, integrazione, assemblaggio (montaggio), ispezione, collaudo, assicurazione qualità.

"Profili aerodinamici a geometria variabile" (7). Utilizzazione di ipersostentatori da bordo di uscita, o ipersostentatori da bordo di attacco o rotazione del bordo di attacco intorno ad un punto fisso (pivot), la posizione dei quali può essere controllata in volo.

"Programma" (2 6). Sequenza di istruzioni per la messa in atto di un procedimento in forma tale, o trasferibile in forma tale, da renderlo eseguibile da un calcolatore elettronico.

"Programmabilità accessibile all'utente" (6). Possibilità per l'utente di inserire, modificare o sostituire "programmi" con mezzi diversi da:

a.modifica materiale del cablaggio o delle interconnessioni; o

b.messa a punto di comandi di funzioni, compresa l'introduzione di parametri.

"Qualificato per impiego spaziale" (3 6 7). Progettato, fabbricato o qualificato, attraverso prove con esito positivo, per funzionare ad altitudini superiori a 100 km dalla superficie terrestre.

N.B.:La determinazione di "qualificato per impiego spaziale" di uno specifico prodotto mediante prove non implica che altri prodotti della stessa serie o dello stesso modello di fabbricazione siano "qualificati per impiego spaziale" se non sono stati sottoposti a prove individuali.

Radar "spettro esteso" (6). Cfr. "spettro esteso radar".

"Reattore nucleare" (0). Reattore completo in grado di funzionare in modo da assicurare una reazione di fissione a catena controllata autosostenuta. Comprende tutti i materiali che si trovano nel contenitore del reattore o a questo direttamente fissati, le apparecchiature di regolazione della potenza del nocciolo ed i componenti che normalmente contengono il fluido refrigerante primario del nocciolo del reattore, che entrano in contatto diretto con questo fluido o ne permettono la regolazione.

"Rete di sensori ottici per il controllo di volo" (7). Rete di sensori ottici distribuiti che utilizza fasci "laser" e fornisce in tempo reale dati sul controllo di volo per l'elaborazione a bordo.

"Rete locale" (4 5). Sistema di comunicazione di dati che:

a.assicura la comunicazione diretta tra un certo numero di 'dispositivi di dati' indipendenti; e

b.è limitata ad un'area di superficie media (per esempio, un immobile amministrativo, un'officina, un campus o un magazzino).

N.B.:'Dispositivi di dati': apparecchiature in grado di trasmettere o ricevere sequenze di informazioni numeriche.

"Rete personale" (5). Sistema di comunicazione di dati avente tutte le caratteristiche seguenti:

a.assicura la comunicazione diretta tra un certo numero di 'dispositivi di dati' indipendenti o interconnessi; e

b.è limitata alla comunicazione tra dispositivi situati nelle immediate vicinanze di un singolo individuo o controllore di dispositivo (per esempio stanza, ufficio o automobile e loro vicinanze).

Nota tecnica:

'Dispositivi di dati': apparecchiature in grado di trasmettere o ricevere sequenze di informazioni numeriche.

"Ricerca scientifica di base" (NGT NTN). Lavori sperimentali o teorici intrapresi essenzialmente per acquisire nuove conoscenze dei principi fondamentali di fenomeni e di fatti osservabili, non principalmente orientati verso obiettivi o scopi specifici pratici.

"Ripetibilità" (7). Il grado di concordanza tra misurazioni ripetute di una stessa variabile alle medesime condizioni operative quando tra le misurazioni si verificano variazioni nelle condizioni o periodi non operativi [Rif. IEEE Std 528-2001 (deviazione standard 1 sigma)].

"Ripetibilità di posizionamento unidirezionale" (2). Il più piccolo tra i valori R↑ e R↓ (avanti e indietro), quali definiti al punto 3.21 della norma ISO 230-2:2014 o da norme nazionali equivalenti, di un singolo asse di una macchina utensile.

"Risoluzione" (2). Il più piccolo incremento di un dispositivo di misura ed il bit meno significativo di uno strumento digitale (Rif. ANSI B-89.1.12).

"Ritardo di propagazione della porta di base" (3). Valore corrispondente alla porta di base utilizzata in un "circuito integrato monolitico". Per una 'famiglia' di "circuiti integrati monolitici" questo valore può essere specificato sia come ritardo di propagazione per porta tipica all'interno della 'famiglia' data, sia come ritardo di propagazione tipico per porta all'interno della 'famiglia' data.

N.B. 1:Il "ritardo di propagazione della porta di base" non deve essere confuso con i ritardi di ingresso/uscita di un "circuito integrato monolitico" complesso.

N.B. 2:La 'famiglia' è composta da tutti i circuiti integrati cui si applica tutto ciò che segue come metodologia e specifiche di produzione, fatte salve le funzioni rispettive:

a.l'architettura comune dell'hardware e del software;

b.la tecnologia comune di progettazione e produzione; e

c.le caratteristiche comuni di base.

"Rivestimento interno" (9). Materiale idoneo come interfaccia di adesione tra il propellente solido ed il corpo di contenimento o il rivestimento isolante, è normalmente costituito da una dispersione di materiali refrattari o isolanti in un polimero liquido, per esempio polibutadiene con terminali ossidrilici (HTPB) caricato di particelle di carbonio o altro polimero con l'aggiunta di agenti di indurimento, da spruzzare o depositare all'interno dei corpi di contenimento.

"Robot" (2 8). Meccanismo di manipolazione del tipo a traiettoria continua o punto a punto che può utilizzare sensori ed avente tutte le caratteristiche seguenti:

a.in grado di eseguire più funzioni;

b.in grado di posizionare od orientare materiali, pezzi, utensili o dispositivi speciali tramite movimenti variabili nello spazio tridimensionale;

c.avente tre o più dispositivi di asservimento a circuito chiuso o aperto (compresi i motori passo-passo); e

d.dotato di "programmabilità accessibile all'utente" mediante il metodo di apprendimento (impara e ripeti) o mediante un calcolatore elettronico che può essere un controllore logico programmabile, ad esempio senza intervento meccanico.

N.B.:La definizione sopra riportata non comprende i dispositivi seguenti:

1.meccanismi di manipolazione a comando esclusivamente manuale o controllabili tramite telecomando;

2.meccanismi di manipolazione a sequenza fissa, cioè dispositivi che si muovono in modo automatizzato funzionanti secondo movimenti programmati con limitazione meccanica. I movimenti programmati sono limitati meccanicamente da fermi fissi quali spine o camme. La sequenza dei movimenti e la scelta delle traiettorie o degli angoli non sono variabili o modificabili con mezzi meccanici, elettronici o elettrici;

3.meccanismi di manipolazione a sequenza variabile e a regolazione meccanica, cioè dispositivi mobili automatizzati i cui movimenti sono programmati e delimitati tramite mezzi meccanici. I movimenti programmati sono limitati meccanicamente da fermi fissi ma regolabili quali spine o camme. La sequenza dei movimenti e la scelta delle traiettorie o degli angoli sono variabili nel quadro della configurazione programmata. Le variazioni o le modifiche della configurazione programmata (ad esempio cambi di spine o scambi di camme) su uno o più assi di movimento sono realizzate esclusivamente con operazioni meccaniche;

4.meccanismi di manipolazione a sequenza variabile non servoassistiti, cioè dispositivi che si muovono in modo automatizzato, funzionanti secondo movimenti programmati fissati meccanicamente. Il programma è variabile, ma la sequenza è attivata solo dal segnale binario proveniente dai dispositivi elettrici binari o dai fermi regolabili fissati meccanicamente;

5.carrelli gru a piattaforma definiti come sistemi di manipolazione funzionanti a coordinate cartesiane, costruiti come parte integrante di una cortina verticale di scompartimenti di immagazzinamento e progettati per accedere al contenuto degli scompartimenti per immagazzinare o prelevare.

"Saldatura per diffusione" (1 2 9). Tecnica di collegamento allo stato solido di almeno due metalli separati per realizzare un pezzo singolo con resistenza comune uguale a quella del materiale meno resistente nella quale il meccanismo principale è l'interdiffusione degli atomi nell'interfaccia.

"Salti di frequenza" (5). Tipo di "spettro esteso" nel quale la frequenza di trasmissione di un canale di comunicazione è modificata mediante una sequenza di variazioni discontinue casuali o pseudocasuali.

"Sensibilità radiante" (6). Sensibilità radiante (mA/W) = 0,807 × (lunghezza d'onda in nm) × rendimento quantistico (QE).

Nota tecnica:

Il QE è generalmente espresso sotto forma di percentuale; tuttavia, ai fini di tale formula, il QE è espresso sotto forma di numero decimale inferiore a uno, ad esempio 78 % è 0,78.

"Sensori di immagini monospettrali" (6). Sensori in grado di effettuare una acquisizione di dati di immagini da una banda spettrale discreta.

"Sensori di immagini multispettrali" (6). Sensori in grado di effettuare una acquisizione simultanea o in serie di dati di immagini da due o più bande spettrali discrete. I sensori aventi più di 20 bande spettrali discrete sono talvolta definiti come sensori di immagini iperspettrali.

"SHPL". Cfr. "laser ad elevatissima potenza".

"Sicurezza dell'informazione" (4 5). Tutti i mezzi e le funzioni che assicurano l'accessibilità, la riservatezza o l'integrità dell'informazione o delle comunicazioni con l'esclusione dei mezzi e delle funzioni previste per la protezione contro i malfunzionamenti. Comprende fra l'altro la "crittografia", l'"attivazione crittografica", la 'crittoanalisi', la protezione contro le emanazioni compromettenti e la sicurezza dei calcolatori.

N.B.:'Crittoanalisi': analisi di un sistema crittografico o delle sue entrate e uscite per ricavarne le variabili confidenziali o i dati riservati, compreso il testo in chiaro.

"Sintetizzatore di frequenza" (3). Qualunque tipo di sorgente di frequenza, indipendentemente dall'effettiva tecnica utilizzata, in grado di fornire una molteplicità di frequenze in uscita simultanee od alternative, da una o più uscite controllate, derivate o disciplinate da un numero inferiore di frequenze standard (o campione).

"Sistema anticoppia con comando di circolazione o comando di direzione con comando di circolazione" (7). Sistema che utilizza l'aria soffiata sulle superfici aerodinamiche per aumentare o controllare le forze prodotte da queste superfici.

"Sistema di comando di volo a fibre ottiche" (7). Sistema di controllo primario numerico del volo, che impiega informazioni di ritorno per controllare l'"aeromobile" durante il volo, in cui i comandi agli attuatori sono segnali ottici.

"Sistema di comando di volo elettrico" (7). Sistema di controllo primario numerico del volo, che impiega informazioni di ritorno per controllare l'"aeromobile" durante il volo, in cui i comandi agli attuatori sono segnali elettrici.

"Sistema di controllo attivo di volo" (7). Sistema avente la funzione di impedire i movimenti o i carichi strutturali indesiderabili dell'"aeromobile" e del missile trattando in modo autonomo i dati di uscita provenienti da più sensori e fornendo successivamente le istruzioni preventive necessarie per assicurare un controllo automatico.

"Sistemi di compensazione" (6). Sono costituiti da un sensore scalare primario, uno o più sensori di riferimento (ad esempio magnetometri vettoriali) nonché software che consente di ridurre il rumore dovuto alla rotazione di corpi rigidi della piattaforma.

"Sistemi FADEC" (7 9) (Sistemi a controllo numerico per la regolazione complementare automatica di motori). Sistema di controllo elettronico numerico dei motori a turbina a gas in grado di controllare in modo autonomo il motore durante l'intero ciclo di funzionamento, dall'avvio fino all'arresto, in condizioni normali o in caso di guasto.

"Software" (NGS Tutte). Raccolta di uno o più "programmi" o 'microprogrammi' fissati su qualsiasi supporto tangibile di espressione.

N.B.:'Microprogramma': sequenza di istruzioni elementari, contenuta in una memoria speciale, la cui esecuzione è comandata dall'introduzione della sua istruzione di riferimento in un registro di istruzioni.

"Software di intrusione" (4). "Software" appositamente progettato o modificato per evitare l'individuazione da parte degli 'strumenti di monitoraggio', o per sconfiggere le 'contromisure di protezione', di un computer o un dispositivo collegabile in rete, che esegue una delle seguenti funzioni:

a.l'estrazione di dati o informazioni da un computer o un dispositivo collegabile in rete, o la modifica dei dati del sistema o dell'utente; o

b.la modifica del percorso standard di esecuzione di un programma o di un processo al fine di consentire l'esecuzione di istruzioni fornite dall'esterno.

Note:

1.Il "software di intrusione" non include:

a.hypervisor, debugger o strumenti di software reverse engineering (SRE);

b."software" per la gestione dei diritti digitali (DRM); o

c."software" progettato per essere installato da fabbricanti, amministratori o utenti, ai fini della rintracciabilità e del recupero di beni.

2.I dispositivi collegabili in rete comprendono i dispositivi mobili e i contatori intelligenti.

Note tecniche:

1.'Strumenti di monitoraggio': strumenti "software" o hardware che monitorano i comportamenti o i processi di un sistema in esecuzione su un dispositivo. Ciò include prodotti antivirus (AV), prodotti per la protezione degli endpoint, prodotti per la sicurezza personale (PSP), sistemi di rilevamento delle intrusioni (IDS), sistemi di protezione dalle intrusioni (IPS) o sistemi di firewall.

2.'Contromisure di protezione'. Tecniche progettate per garantire l'esecuzione sicura del codice, quali la protezione esecuzione programmi (DEP), l'Address Space Layout Randomisation (casualizzazione dello spazio degli indirizzi) (ASLR) o il sandboxing.

"Sottounità di tossina" (1). Componente strutturalmente e funzionalmente separato di una "tossina" intera.

"Specchi deformabili" (6) (anche conosciuti come specchi ottici adattivi). Specchi:

a.aventi una sola superficie di riflessione ottica continua che è deformata in modo dinamico con l'applicazione di coppie o di forze individuali al fine di compensare le distorsioni presenti nella forma d'onda ottica incidente sullo specchio; o

b.aventi elementi ottici multipli di riflessione che possono essere riposizionati in modo individuale e dinamico con l'applicazione di coppie o di forze al fine di compensare le distorsioni presenti nella forma d'onda ottica incidente sullo specchio.

"Spettro esteso" (5). Tecnica con la quale l'energia di un canale di comunicazione a banda relativamente stretta è estesa su uno spettro di energia molto più largo.

"Spettro esteso radar" (6). Qualsiasi tecnica di modulazione tendente a ripartire l'energia emessa da un segnale con una banda di frequenza relativamente ristretta, su una banda di frequenza molto più ampia, utilizzando una codifica casuale o pseudocasuale.

"Spostamento angolare casuale" (7). L'accumulo dell'errore angolare nel tempo, dovuto al rumore bianco nella velocità angolare (IEEE Std 528-2001).

"Stabilità" (7). Deviazione standard (1 sigma) della variazione di un particolare parametro rispetto al suo valore di calibrazione misurato in condizioni termiche stabili. Questa variazione può essere espressa come funzione di tempo.

"Stampaggio idraulico ad azione diretta" (2). Processo di deformazione che utilizza un serbatoio flessibile riempito di fluido, in contatto diretto con il pezzo da lavorare.

"Stati che (non) aderiscono alla convenzione sulle armi chimiche" (1). Stati nei confronti dei quali la convenzione sulla proibizione dello sviluppo, produzione, immagazzinaggio ed uso di armi chimiche (non) è entrata in vigore (cfr. www.opcw.org).

"Stato partecipante" (7 9). Stato che partecipa al regime Wassenaar (cfr. www.wassenaar.org).

"Substrato" (3). Strato di materiale di base con o senza tracciato di interconnessione e sul quale o entro il quale possono essere sistemati 'componenti discreti', circuiti integrati o entrambi.

N.B. 1:'Componente discreto': 'elemento di circuito' in contenitore separato avente connessioni esterne proprie.

N.B. 2:'Elemento di circuito': parte funzionale singola attiva o passiva di un circuito elettronico, quale un diodo, un transistor, un resistore, una capacità ecc.

"Substrato grezzo" (3 6). Composti monolitici di dimensioni adatte per la fabbricazione di elementi ottici, come gli specchi o le finestre ottiche.

"Superconduttori" (1 3 5 6 8). Materiali, cioè metalli, leghe o composti, che possono perdere tutta la resistenza elettrica (cioè che possono raggiungere una conduttività elettrica infinita e trasportare grandissime correnti elettriche senza produrre calore per effetto Joule).

N.B.:Lo stato "superconduttore" di un materiale è individualmente caratterizzato da una "temperatura critica", un campo magnetico critico, che è funzione della temperatura, e una densità di corrente critica, che è funzione sia del campo magnetico sia della temperatura.

"Superleghe" (2 9). Leghe a base di nichelio, cobalto o ferro aventi resistenza superiore a qualsiasi lega della serie AISI 300 a temperature superiori a 922 K (649 °C) in severe condizioni ambientali e di funzionamento.

"Sviluppo" (NGT NTN Tutte). È relativo a tutti gli stadi che precedono la produzione di serie, quali: progettazione, ricerca di progetto, analisi di progetto, metodologia di progetto, assemblaggio e collaudo di prototipi, piani di produzione pilota, dati di progettazione, processo di trasformazione dei dati di progetto in un prodotto, progettazione di configurazione, progettazione di integrazione, rappresentazioni grafiche.

"Tavola rotante basculante" (2). Tavola che permette la rotazione e l'inclinazione del pezzo da lavorare rispetto a due assi non paralleli, che possono essere coordinati simultaneamente per il "controllo di contornatura".

"Tecnologia" (NGT NTN Tutte). Informazioni specifiche necessarie allo "sviluppo", alla "produzione" o all'"utilizzazione" di merci. L'informazione può rivestire la forma sia di 'dati tecnici' che di 'assistenza tecnica'.

N.B. 1:L''assistenza tecnica' può rivestire varie forme quali istruzione, trasferimento di specializzazioni, addestramento, organizzazione del lavoro e servizi di consulenza e può comportare il trasferimento di 'dati tecnici'.

N.B. 2:I 'dati tecnici' possono presentarsi sotto forma di copie cianografiche, piani, diagrammi, modelli, formule, schemi e specifiche di ingegneria, manuali ed istruzioni scritte o registrate su supporti o dispositivi quali dischi, nastri, memorie a sola lettura.

"Temperatura critica" (1 3 5). Temperatura (talvolta indicata come temperatura di transizione) di uno specifico materiale "superconduttore" alla quale il materiale perde tutta la resistenza al passaggio di corrente elettrica continua.

"Tempo di assestamento" (3). Tempo richiesto perché il valore di uscita raggiunga il valore finale entro mezzo bit al momento della commutazione fra due livelli qualsiasi del convertitore.

"Tempo di commutazione della frequenza" (3). Il tempo (cioè il ritardo) necessario ad un segnale, qualora si effettui una commutazione da una frequenza di uscita iniziale specificata, per arrivare ad una frequenza di uscita finale specificata o entro ± 0,05 % dalla stessa. I prodotti aventi una gamma di frequenza specificata inferiore a ± 0,05 % rispetto alla loro frequenza centrale sono definiti incapaci di commutazione di frequenza.

"Tempra rapida" (1). Procedimento per 'solidificare rapidamente' una colata di metallo fuso facendola urtare contro un blocco raffreddato, per ottenere un prodotto sotto forma di pagliuzze.

N.B.:'Solidificare rapidamente': solidificazione di materiale fuso ad una velocità di raffreddamento superiore a 1 000 K/s.

"Tempra su cilindro" (1). Procedimento per 'solidificare rapidamente' una colata di metallo fuso facendola urtare contro un blocco raffreddato rotante, per ottenere un prodotto sotto forma di pagliuzze, nastri o barrette.

N.B.:'Solidificare rapidamente': solidificazione di materiale fuso ad una velocità di raffreddamento superiore a 1 000 K/s.

"Tossine" (1 2). Tossine sotto forma di preparazioni o miscele deliberatamente isolate, comunque prodotte, diverse dalle tossine presenti come contaminanti di altri materiali quali campioni patologici, colture, alimenti o ceppi di "microrganismi".

"Tracce di sistema" (6). Rilevamento aggiornato della posizione di un aereo in volo, sottoposto a trattamento e correlazione (fusione dei dati del bersaglio radar rispetto alla posizione del piano di volo), a disposizione dei controllori del centro di controllo del traffico aereo.

"Trattamento del segnale" (3 4 5 6). Trattamento di segnali esterni portatori di informazioni tramite algoritmi come la compressione di tempo, il filtraggio, l'estrazione, la selezione, la correlazione, la convoluzione o le trasformazioni tra domini (ad esempio trasformata rapida di Fourier o trasformata di Walsh).

"Trattamento in tempo reale" (2 6 7). Trattamento di dati mediante un calcolatore elettronico che fornisce il livello di funzionalità richiesto, a seconda delle risorse disponibili in risposta ad un evento esterno, entro limiti di tempo imposti dall'evento esterno e a prescindere dal carico del sistema.

"Trigger delle maschere di frequenza" (3) per gli "analizzatori di segnale". Un meccanismo in cui la funzione di trigger è in grado di selezionare una gamma di frequenza da attivare come sottoinsieme della banda passante di acquisizione ignorando altri segnali che possano essere presenti nella stessa banda passante di acquisizione. Un "trigger delle maschere di frequenza" può contenere più di una serie di limiti indipendenti.

"Tutte le compensazioni disponibili" (2). Dopo che sono state considerate tutte le misure disponibili al fabbricante per ridurre al minimo tutti gli errori di posizionamento sistematici per il particolare modello di macchina utensile o gli errori di misura per la particolare macchina di misura a coordinate.

"Unità di controllo di accesso alla rete" (4). Interfaccia fisica ad una rete di commutazione distribuita. Utilizza un supporto comune che funziona in permanenza alla stessa "velocità di trasferimento numerica" mediante arbitraggio (ad esempio rivelazione del gettone o della portante) per la trasmissione. Seleziona, indipendentemente da qualsiasi altro dispositivo, pacchetti di dati o gruppi di dati (per esempio IEEE 802) che sono ad essa indirizzati. È un assieme che può essere integrato in una apparecchiatura a calcolatore o di telecomunicazioni per assicurare l'accesso alle comunicazioni.

"Uranio arricchito in isotopi 235 o 233" (0). Uranio contenente gli isotopi 235 o 233, o entrambi, in una proporzione tale che il rapporto dei tenori della somma di questi isotopi rispetto a quello dell'isotopo 238 è superiore al rapporto tra l'isotopo 235 e l'isotopo 238 esistente allo stato naturale (rapporto isotopico: 0,71 %).

"Uranio impoverito" (0). Uranio il cui contenuto in isotopo 235 è inferiore a quello contenuto nell'uranio naturale.

"Uranio naturale" (0). Uranio contenente la miscela di isotopi reperibile allo stato naturale.

"Utilizzazione" (NGT NTN Tutte). Comprende: funzionamento, installazione (inclusa installazione in sito), manutenzione (verifiche), riparazione, revisione e rimessa a nuovo.

"Vaccino" (1). Prodotto medicinale in formulazione farmaceutica provvisto di licenza delle autorità di regolamentazione del paese di produzione o di utilizzazione, ovvero da queste ammesso alla commercializzazione o alla sperimentazione clinica, e volto a stimolare una risposta immunologica di difesa per prevenire la malattia nell'uomo e negli animali cui viene somministrato.

"Veicoli più leggeri dell'aria" (9). Palloni e dirigibili che, per innalzarsi, utilizzano aria calda o altri gas più leggeri dell'aria, quali l'elio o l'idrogeno.

"Veicoli spaziali" (7 9). Satelliti attivi e passivi e sonde spaziali.

"Veicolo aereo senza equipaggio" ("UAV") (9). Aeromobile in grado di alzarsi in volo e di seguire voli controllati senza presenza umana a bordo.

"Velocità di precessione" (giroscopi) (7). Componente dell'uscita di un giroscopio funzionalmente indipendente dalla rotazione di entrata. È espressa in velocità angolare (IEEE Std 528-2001).

"Velocità di trasferimento numerica" (def). Velocità totale binaria delle informazioni che sono direttamente trasferite su qualsiasi tipo di supporto.

N.B.:Cfr. anche "velocità di trasferimento numerica totale".

"Velocità di trasferimento numerica totale" (5). Numero di bit, compresi i bit di codifica in linea, i bit supplementari ecc., per unità di tempo, che passano tra apparecchiature corrispondenti in un sistema di trasmissione numerico.

N.B.:Cfr. anche "velocità di trasferimento numerica".

CATEGORIA 0 —MATERIALI NUCLEARI, IMPIANTI E APPARECCHIATURE

0ASistemi, apparecchiature e componenti

0A001    "Reattori nucleari" e loro apparecchiature e componenti appositamente progettati o preparati, come segue:

a."reattori nucleari";

b.contenitori metallici, o loro parti principali fabbricate in officina, compresa la copertura del contenitore in pressione del reattore, appositamente progettati o preparati per contenere il nocciolo di un "reattore nucleare";

c.apparecchiature di manipolazione appositamente progettate o preparate per l'introduzione o la rimozione del combustibile in un "reattore nucleare";

d.barre di controllo appositamente progettate o preparate per il controllo del processo di fissione in un "reattore nucleare", loro strutture di supporto o di sospensione, meccanismi di regolazione delle barre e tubi guida per barre;

e.tubi resistenti alla pressione, appositamente progettati o preparati per contenere gli elementi di combustibile ed il fluido refrigerante primario in un "reattore nucleare";

f.tubi o fasci di tubi di zirconio metallo o leghe di zirconio, appositamente progettati o preparati per essere utilizzati come guaina del combustibile in un "reattore nucleare", e in quantità superiori a 10 kg;

N.B.:Per i tubi di zirconio resistenti alla pressione cfr. 0A001.e. e per i tubi della calandria cfr. 0A001.h.

g.pompe o circolatori per il refrigerante appositamente progettati o preparati per la circolazione del refrigerante primario di un "reattore nucleare";

h.'componenti interni del reattore' appositamente progettati o preparati per essere utilizzati in un "reattore nucleare", comprendenti colonne di supporto del nocciolo, canali del combustibile, tubi della calandria, schermi termici, deflettori, piastre a griglie del nocciolo e piastre del diffusore;

Nota tecnica:

In 0A001.h. si intende per 'componenti interni del reattore' qualsiasi struttura principale all'interno del contenitore del reattore avente una o più funzioni, ad esempio sostenere il nocciolo, mantenere l'allineamento del combustibile, dirigere il flusso del refrigerante primario, fornire schermi all'irraggiamento per il contenitore del reattore e dirigere la strumentazione del nocciolo.

i.scambiatori di calore come segue:

1.generatori di vapore appositamente progettati o preparati per essere utilizzati nel circuito del refrigerante primario o intermedio di un "reattore nucleare";

2.altri scambiatori di calore appositamente progettati o preparati per essere utilizzati nel circuito del refrigerante primario di un "reattore nucleare";

Nota:0A001.i. non sottopone ad autorizzazione gli scambiatori di calore per i sistemi di supporto del reattore, ad esempio il sistema di raffreddamento di emergenza o il sistema di raffreddamento del calore di decadimento.

j.strumenti di rivelazione dei neutroni appositamente progettati o preparati per determinare i livelli di flusso dei neutroni nel nocciolo di un "reattore nucleare";

k.'schermi termici esterni' appositamente progettati o preparati per essere utilizzati in un "reattore nucleare" per la riduzione delle perdite di calore e per la protezione del sistema di contenimento.

Nota tecnica:

In 0A001.k. si intendono per 'schermi termici esterni' le strutture principali al di sopra del contenitore del reattore che riducono la perdita di calore dal reattore e la temperatura all'interno del sistema di contenimento.

0BApparecchiature di collaudo, di ispezione e di produzione

0B001    Impianti per la separazione di isotopi di "uranio naturale", di "uranio impoverito" o di "materie fissili speciali" e loro apparecchiature e componenti appositamente progettati o preparati, come segue:

a.impianti appositamente progettati per separare gli isotopi di "uranio naturale", di "uranio impoverito" e di "materie fissili speciali", come segue:

1.impianti di separazione con centrifuga a gas;

2.impianti di separazione per diffusione gassosa;

3.impianti di separazione aerodinamica;

4.impianti di separazione a scambio chimico;

5.impianti di separazione a scambio ionico;

6.impianti di separazione isotopica di vapore atomico a "laser";

7.impianti di separazione isotopica molecolare a "laser";

8.impianti di separazione a plasma;

9.impianti di separazione elettromagnetica;

b.centrifughe a gas e loro assiemi e componenti, appositamente progettati o preparati per il processo di separazione con centrifuga a gas, come segue:

Nota tecnica:

In 0B001.b. si intende per 'materiale ad alto rapporto resistenza/densità' uno qualsiasi dei materiali seguenti:

1.acciaio Maraging avente carico di rottura uguale o superiore a 1,95 GPa;

2.leghe di alluminio aventi carico di rottura uguale o superiore a 0,46 GPa; o

3."materiali fibrosi o filamentosi" aventi "modulo specifico" superiore a 3,18 × 106 m e "carico di rottura specifico" superiore a 7,62 × 104 m.

1.centrifughe a gas;

2.assiemi rotori completi;

3.tubi cilindrici rotori, con spessore di parete uguale o inferiore a 12 mm, diametro compreso tra 75 e 650 mm e costruiti con 'materiali ad alto rapporto resistenza/densità';

4.anelli o soffietti con spessore di parete uguale o inferiore a 3 mm, diametro compreso tra 75 e 650 mm, progettati per rinforzare localmente il tubo rotore o per collegarne un certo numero tra di loro e costruiti con 'materiali ad alto rapporto resistenza/densità';

5.diaframmi con diametro compreso tra 75 e 650 mm da montare all'interno dei tubi rotori, costruiti con 'materiali ad alto rapporto resistenza/densità';

6.coperchi superiori o inferiori con diametro compreso tra 75 e 650 mm sagomati in modo da permetterne l'alloggiamento alle estremità dei tubi rotori, costruiti con 'materiali ad alto rapporto resistenza/densità';

7.cuscinetti a sospensione magnetica, come segue:

a.assiemi di cuscinetti costituiti da un magnete anulare sospeso in alloggiamento costruito o protetto con "materiali resistenti alla corrosione dell'UF6" contenenti un mezzo di smorzamento ed aventi l'accoppiamento magnetico con una espansione polare o con un secondo magnete sistemato nel coperchio superiore del rotore;

b.cuscinetti magnetici attivi appositamente progettati o preparati per l'impiego in centrifughe a gas;

8.cuscinetti appositamente preparati comprendenti un assieme con coperchio a perno rotante montato su smorzatore;

9.pompe molecolari comprendenti cilindri aventi scanalature elicoidali interne ottenute per estrusione o per lavorazione e fori interni ottenuti per lavorazione;

10.statori di forma anulare per motori polifase a corrente alternata del tipo ad isteresi (o riluttanza) per funzionamento sincrono sotto vuoto a una frequenza uguale o superiore a 600 Hz e una potenza uguale o superiore a 40 VA;

11.contenitori/alloggiamenti di centrifuga per contenere l'assieme tubo rotore di una centrifuga a gas, costituiti da un cilindro rigido con spessore di parete uguale o inferiore a 30 mm e con i terminali lavorati di precisione paralleli tra loro e perpendicolari all'asse longitudinale del cilindro con una tolleranza massima di 0,05 gradi;

12.prese di estrazione costituite da tubi appositamente progettati o preparati per l'estrazione del gas UF6 dall'interno del tubo rotore per azione di un tubo di Pitot e che possono essere fissati al sistema centrale di estrazione del gas;

13.variatori di frequenza (convertitori o invertitori) appositamente progettati o preparati per alimentare gli statori dei motori delle centrifughe di arricchimento a gas, aventi tutte le caratteristiche seguenti, e loro componenti appositamente progettati:

a.frequenza di uscita polifase di 600 Hz o superiore; e

b.elevata stabilità (con controllo di frequenza migliore rispetto allo 0,2 %);

14.valvole di intercettazione e di controllo come segue:

a.valvole di intercettazione appositamente progettate o preparate per agire sull'alimentazione, sul prodotto o sulle code dei flussi di UF6 gassoso di una centrifuga a gas individuale;

b.valvole con tenuta a soffietto, di intercettazione o di controllo, costruite o protette con "materiali resistenti alla corrosione dell'UF6", con un diametro interno da 10 a 160 mm, appositamente progettate o preparate per l'utilizzo in sistemi principali o ausiliari di impianti di centrifughe di arricchimento a gas;

c.apparecchiature e componenti, appositamente progettati o preparati per il processo di separazione per diffusione gassosa, come segue:

1.barriere di diffusione gassosa costruite con "materiali resistenti alla corrosione dell'UF6" porosi metallici, polimerici o ceramici con dimensione dei pori compresa tra 10 e 100 nm, spessore uguale o inferiore a 5 mm e, per le forme tubolari, diametro uguale o inferiore a 25 mm;

2.alloggiamenti dei diffusori gassosi costruiti o protetti con "materiali resistenti alla corrosione dell'UF6";

3.compressori o ventilatori per gas con capacità di aspirazione volumetrica uguale o superiore a 1 m3/min di UF6, pressione di mandata sino a 500 kPa e rapporto di compressione di 10:1 o inferiore, costruiti o protetti con "materiali resistenti alla corrosione dell'UF6";

4.dispositivi di tenuta dell'asse rotante per compressori o ventilatori specificati in 0B001.c.3. e progettati per limitare le infiltrazioni di gas tampone ad un tasso inferiore a 1 000 cm3/min;

5.scambiatori di calore costruiti o protetti con "materiali resistenti alla corrosione dell'UF6" e progettati per un tasso di perdita di pressione inferiore a 10 Pa per h con differenziale di pressione di 100 kPa;

6.valvole con tenuta a soffietto, manuali o automatiche, di intercettazione o di controllo, costruite o protette con "materiali resistenti alla corrosione dell'UF6";

d.apparecchiature e componenti, appositamente progettati o preparati per il processo di separazione aerodinamica, come segue:

1.ugelli di separazione costituiti da canali curvi fessurati con raggio di curvatura inferiore ad 1 mm resistenti alla corrosione dell'UF6 ed aventi all'interno dell'ugello un separatore a lama per suddividere in due correnti il flusso di gas;

2.tubi di ingresso cilindrici o conici (tubi vortex) costruiti o protetti con "materiali resistenti alla corrosione dell'UF6" e con uno o più ingressi tangenziali;

3.compressori o ventilatori per gas costruiti o protetti con "materiali resistenti alla corrosione dell'UF6" e loro dispositivi di tenuta dell'asse rotante;

4.scambiatori di calore costruiti o protetti con "materiali resistenti alla corrosione dell'UF6";

5.alloggiamenti di elementi di separazione, costruiti o protetti con "materiali resistenti alla corrosione dell'UF6" per contenere i tubi vortex o gli ugelli di separazione;

6.valvole con tenuta a soffietto, manuali o automatiche, di intercettazione o di controllo, costruite o protette con "materiali resistenti alla corrosione dell'UF6", con un diametro uguale o superiore a 40 mm;

7.sistemi di processo per la separazione dell'UF6 dal veicolo gassoso (idrogeno o elio) sino ad un contenuto uguale o inferiore a 1 ppm di UF6 comprendenti:

a.scambiatori di calore criogenici e crioseparatori in grado di raggiungere temperature uguali o inferiori a 153 K (- 120 °C);

b.unità di refrigerazione criogeniche in grado di raggiungere temperature uguali o inferiori a 153 K (- 120 °C);

c.ugelli di separazione o unità a tubi vortex per la separazione dell'UF6 dal veicolo gassoso;

d.trappole fredde per UF6 capaci di congelare gli UF6;

e.apparecchiature e componenti, appositamente progettati o preparati per il processo di separazione a scambio chimico, come segue:

1.colonne ad impulso liquido-liquido a scambio rapido con tempo di permanenza di stadio uguale o inferiore a 30 secondi e resistenti all'acido cloridrico concentrato (ad esempio costruite o protette con idonei materiali plastici quali polimeri di idrocarburi fluorurati o vetro);

2.contattori centrifughi liquido-liquido a scambio rapido con tempo di permanenza di stadio uguale o inferiore a 30 secondi e resistenti all'acido cloridrico concentrato (ad esempio costruiti o protetti con idonei materiali plastici quali polimeri di idrocarburi fluorurati o vetro);

3.celle di riduzione elettrochimiche resistenti a soluzioni di acido cloridrico concentrate intese a modificare la valenza dell'uranio;

4.apparecchiature di alimentazione per celle di riduzione elettrochimiche per prelevare l'U+4 dal flusso organico e, per le parti in contatto con il flusso di processo, costruite o protette con idonei materiali (ad esempio vetro, polimeri al fluorocarbonio, solfato di polifenile, polietere solfone e grafite impregnata di resina);

5.sistemi di preparazione della carica per la produzione di soluzione di cloruro di uranio ad alta purezza costituiti da apparecchiature di dissoluzione, estrazione di solvente e/o scambio ionico per la purificazione e per le celle elettrolitiche per ridurre l'uranio U+6 o U+4 a U+3;

6.sistemi di ossidazione dell'uranio per l'ossidazione di U+3 a U+4;

f.apparecchiature e componenti, appositamente progettati o preparati per il processo di separazione a scambio ionico, come segue:

1.resine a scambio ionico a reazione rapida, resine pellicolari o resine porose a macroreticolo nelle quali i gruppi attivi di scambio chimico sono limitati ad un rivestimento sulla superficie di una struttura di supporto porosa inattiva ed altre strutture composite di qualsiasi forma, comprese particelle o fibre di diametro uguale o inferiore a 0,2 mm, resistenti all'acido cloridrico concentrato e progettate per avere un periodo di dimezzamento della velocità di scambio inferiore a 10 secondi ed in grado di funzionare a temperature nella gamma da 373 K (100 °C) a 473 K (200 °C);

2.colonne (di forma cilindrica) a scambio ionico con diametro superiore a 1 000 mm, costruite o protette con materiali resistenti all'acido cloridrico concentrato (ad esempio titanio o materiali plastici al fluorocarbonio) ed in grado di funzionare a temperature nella gamma da 373 K (100 °C) a 473 K (200 °C) e pressioni superiori a 0,7 MPa;

3.sistemi di reflusso a scambio ionico (sistemi di ossidazione o riduzione chimica o elettrochimica) per la rigenerazione degli agenti chimici ossidanti o riducenti usati negli stadi a cascata di arricchimento a scambio ionico;

g.apparecchiature e componenti, appositamente progettati o preparati per i processi di separazione laser con separazione isotopica di vapore atomico a laser, come segue:

1.sistemi di vaporizzazione dell'uranio metallo progettati per raggiungere una potenza utile pari o superiore a 1 kW sul bersaglio per l'uso nell'arricchimento a laser;

2.sistemi di manipolazione del liquido o del vapore di uranio metallo appositamente progettati o preparati per la manipolazione dell'uranio fuso, delle leghe di uranio fuse o del vapore di uranio metallo per l'uso nell'arricchimento a laser, e loro componenti appositamente progettati;

N.B.:CFR. ANCHE 2A225.

3.assiemi di collettori del prodotto e delle code per l'uranio metallo in forma liquida o solida, costruiti o protetti con materiali resistenti al calore e alla corrosione del vapore o del liquido di uranio metallo, quali la grafite rivestita di ossido di ittrio o il tantalio;

4.alloggiamenti del modulo di separazione (serbatoi cilindrici o rettangolari) per contenere la sorgente di vapore di uranio metallo, il cannone a fascio elettronico ed i collettori del prodotto e delle code;

5."laser" o sistemi "laser" appositamente progettati o preparati per la separazione di isotopi di uranio con una stabilizzazione di frequenza dello spettro per funzionamento su periodi di tempo estesi;

N.B.:CFR. ANCHE 6A005 E 6A205.

h.apparecchiature e componenti, appositamente progettati o preparati per i processi di separazione laser con separazione isotopica molecolare a laser, come segue:

1.ugelli ad espansione supersonica per il raffreddamento di miscele di UF6 e del veicolo gassoso a temperature uguali o inferiori a 150 K (- 123 °C) e costruiti con "materiali resistenti alla corrosione dell'UF6";

2.prodotti o componenti collettori di code o dispositivi appositamente progettati o preparati per la raccolta di materiale di uranio o delle code di uranio a seguito dell'illuminazione con luce laser, costruiti con "materiali resistenti alla corrosione dell'UF6";

3.compressori costruiti o protetti con "materiali resistenti alla corrosione dell'UF6" e loro dispositivi di tenuta dell'asse rotante;

4.apparecchiature per fluorurare l'UF5 (solido) in UF6 (gassoso);

5.sistemi di processo per la separazione dell'UF6 dal veicolo gassoso (azoto, argon o altro gas) comprendenti:

a.scambiatori di calore criogenici e crioseparatori in grado di raggiungere temperature uguali o inferiori a 153 K (- 120 °C);

b.unità di refrigerazione criogeniche in grado di raggiungere temperature uguali o inferiori a 153 K (- 120 °C);

c.trappole fredde per UF6 capaci di congelare gli UF6;

6."laser" o sistemi "laser" appositamente progettati o preparati per la separazione di isotopi di uranio con una stabilizzazione di frequenza dello spettro per funzionamento su periodi di tempo estesi;

N.B.:CFR. ANCHE 6A005 E 6A205.

i.apparecchiature e componenti, appositamente progettati o preparati per il processo di separazione a plasma, come segue:

1.sorgenti di potenza a microonde e antenne per la produzione e l'accelerazione di ioni, aventi una frequenza di uscita superiore a 30 GHz ed una potenza di uscita media superiore a 50 kW;

2.bobine di eccitazione di ioni a radiofrequenza per frequenze superiori a 100 kHz ed in grado di sopportare una potenza media superiore a 40 kW;

3.sistemi di generazione di plasma di uranio;

4.non utilizzato;

5.assiemi di collettori del prodotto e delle code per l'uranio metallo in forma solida, costruiti o protetti con materiali resistenti al calore e alla corrosione del vapore di uranio, quali la grafite rivestita di ossido di ittrio o il tantalio;

6.alloggiamenti (di forma cilindrica) del modulo di separazione per contenere la sorgente del plasma di uranio, le bobine di eccitazione a radiofrequenza ed i collettori del prodotto e delle code e costruiti con idoneo materiale non magnetico (ad esempio acciaio inossidabile);

j.apparecchiature e componenti, appositamente progettati o preparati per il processo di separazione elettromagnetica, come segue:

1.sorgenti di ioni, singole o multiple, consistenti in una sorgente di vapore, uno ionizzatore e un acceleratore del fascio costruiti con idonei materiali non magnetici (ad esempio grafite, acciaio inossidabile o rame) e in grado di fornire una corrente totale del fascio ionico uguale o superiore a 50 mA;

2.piastre collettrici di ioni per ricevere i fasci ionici di uranio arricchito o impoverito, consistenti in due o più fenditure e cavità e costruite con idonei materiali non magnetici (ad esempio grafite o acciaio inossidabile);

3.alloggiamenti sotto vuoto per i separatori elettromagnetici di uranio costruiti con materiali non magnetici (ad esempio acciaio inossidabile) e progettati per funzionare a pressioni uguali o inferiori a 0,1 Pa;

4.espansioni polari magnetiche con diametro superiore a 2 m;

5.alimentatori ad alta tensione per sorgenti ioniche, aventi tutte le caratteristiche seguenti:

a.in grado di funzionare in modo continuo;

b.tensione di uscita uguale o superiore a 20 000 V;

c.corrente di uscita uguale o superiore a 1 A; e

d.regolazione della tensione migliore dello 0,01 % per un periodo di 8 ore;

N.B.:CFR. ANCHE 3A227.

6.alimentatori per magneti (di elevata potenza, corrente continua) aventi tutte le caratteristiche seguenti:

a.in grado di funzionare in modo continuo con una corrente di uscita uguale o superiore a 500 A ad una tensione uguale o superiore a 100 V; e

b.regolazione della corrente o della tensione migliore dello 0,01 % per un periodo di 8 ore.

N.B.:CFR. ANCHE 3A226.

0B002    Sistemi ausiliari, apparecchiature e componenti appositamente progettati o preparati per impianti di separazione isotopica specificati in 0B001, costruiti o protetti con "materiali resistenti alla corrosione dell'UF6", come segue:

a.autoclavi di alimentazione, forni o sistemi usati per trasferire l'UF6 al processo di arricchimento;

b.desublimatori o trappole fredde, utilizzati per eliminare l'UF6 dal processo di arricchimento per il successivo trasferimento alla fase di riscaldamento;

c.stazioni del prodotto e delle code per il trasferimento dell'UF6 nei contenitori;

d.stazioni di liquefazione o solidificazione usate per eliminare l'UF6 dal processo di arricchimento mediante compressione, raffreddamento e conversione dell'UF6 in forma liquida o solida;

e.sistemi di tubazioni e sistemi di intestazione appositamente progettati o preparati per trasportare l'UF6 negli stadi a cascata a diffusione gassosa, centrifuga o aerodinamica;

f.sistemi e pompe da vuoto, come segue:

1.collettori, intestazioni o pompe da vuoto aventi capacità di aspirazione uguale o superiore a 5 m3/min;

2.pompe da vuoto appositamente progettate per funzionare in atmosfere contenenti l'UF6, costruite o protette con "materiali resistenti alla corrosione dell'UF6"; o

3.sistemi a vuoto costituiti da collettori, intestazioni e pompe da vuoto e progettati per funzionare in atmosfere contenenti l'UF6;

g.spettrometri di massa/sorgenti ioniche per l'UF6 in grado di prelevare campioni in linea dai flussi di UF6 gassoso e aventi tutte le seguenti caratteristiche:

1.in grado di misurare ioni di unità di massa atomica uguale o superiore a 320 e aventi una risoluzione migliore di 1 su 320;

2.sorgenti ioniche costruite o protette con nichelio, leghe di nichelio e rame con un tenore del 60 % o più, in peso, di nichelio, o leghe di nichelio e cromo;

3.sorgenti di ionizzazione a bombardamento di elettroni; e

4.un sistema collettore per l'analisi isotopica.

0B003    Impianti per la conversione dell'uranio e loro apparecchiature appositamente progettate o preparate, come segue:

a.sistemi per la conversione di concentrati di minerale uranio in UO3;

b.sistemi per la conversione di UO3 in UF6;

c.sistemi per la conversione di UO3 in UO2;

d.sistemi per la conversione di UO2 in UF4;

e.sistemi per la conversione di UF4 in UF6;

f.sistemi per la conversione di UF4 in uranio metallo;

g.sistemi per la conversione di UF6 in UO2;

h.sistemi per la conversione di UF6 in UF4;

i.sistemi per la conversione di UO2 in UCl4.

0B004    Impianti per la produzione o la concentrazione di acqua pesante, deuterio e composti di deuterio, e loro apparecchiature e componenti appositamente progettati o preparati, come segue:

a.impianti per la produzione di acqua pesante, deuterio o composti di deuterio, come segue:

1.impianti per lo scambio acqua-idrogeno solforato;

2.impianti per lo scambio ammoniaca-idrogeno;

b.apparecchiature e componenti, come segue:

1.torri di scambio acqua-idrogeno solforato con diametro pari o superiore a 1,5 m, in grado di funzionare a pressioni pari o superiori a 2 MPa;

2.ventilatori o compressori centrifughi a stadio unico a bassa pressione (cioè 0,2 MPa) per la circolazione di gas di idrogeno solforato (cioè gas contenente più del 70 % di H2S) aventi una capacità di flusso uguale o superiore a 56 m3/s quando fatti funzionare a pressioni uguali o superiori a 1,8 MPa e dotati di dispositivi di tenuta progettati per funzionare con H2S umido;

3.torri di scambio ammoniaca-idrogeno aventi un'altezza uguale o superiore a 35 m e un diametro compreso tra 1,5 m e 2,5 m in grado di funzionare a pressioni superiori a 15 MPa;

4.elementi interni delle torri, compresi contattori di stadio, e pompe di stadio, incluse quelle immerse, per la produzione di acqua pesante che utilizzano il processo di scambio ammoniaca-idrogeno;

5.piroscissori di ammoniaca con pressioni di esercizio uguali o superiori a 3 MPa per la produzione di acqua pesante che utilizzano il processo di scambio ammoniaca-idrogeno;

6.analizzatori ad assorbimento infrarosso in grado di analizzare in tempo reale il rapporto idrogeno/deuterio, quando le concentrazioni di deuterio sono uguali o superiori al 90 %;

7.bruciatori catalitici per la conversione di gas deuterio arricchito in acqua pesante che utilizzano il processo di scambio ammoniaca-idrogeno;

8.sistemi completi di arricchimento dell'acqua pesante o loro colonne per aumentare la concentrazione di deuterio nell'acqua pesante fino alla qualità per reattori;

9.convertitori di sintesi di ammoniaca o unità di sintesi appositamente progettate o preparate per la produzione di acqua pesante con il processo di scambio ammoniaca-idrogeno.

0B005    Impianti appositamente progettati per la fabbricazione di elementi di combustibile per "reattori nucleari" e loro apparecchiature appositamente progettate o preparate.

Nota tecnica:

Le apparecchiature appositamente progettate o preparate per la fabbricazione di elementi di combustibile per "reattori nucleari" comprendono apparecchiature che:

1.entrano normalmente in contatto diretto con il flusso produttivo di materiali nucleari o lo gestiscono o ne assicurano direttamente la regolazione;

2.sigillano il materiale nucleare nell'involucro;

3.verificano l'integrità dell'involucro o del sigillo;

4.verificano il trattamento di finitura del combustibile sigillato; o

5.sono impiegate per montare gli elementi del reattore.

0B006    Impianti per il ritrattamento di elementi di combustibile irraggiato per "reattori nucleari" e loro apparecchiature e componenti appositamente progettati o preparati.

Nota:    0B006 comprende:

a.impianti per il ritrattamento di elementi di combustibile irraggiato per "reattori nucleari" comprendenti le apparecchiature e i componenti che normalmente entrano in contatto diretto con il combustibile irraggiato e con i flussi di trattamento dei principali materiali nucleari e dei prodotti di fissione e ne assicurano la regolazione;

b.macchine per tagliare o sminuzzare elementi di combustibile, cioè apparecchiature telecomandate destinate a tagliare, sminuzzare o tranciare assiemi, fasci o barre di combustibile irraggiato per "reattori nucleari";

c.dissolutori, recipienti di sicurezza anticriticità (ad esempio recipienti di piccolo diametro, anulari o piatti) appositamente progettati o preparati per la dissoluzione del combustibile irraggiato per "reattori nucleari", in grado di sopportare liquidi caldi altamente corrosivi e con possibilità di essere caricati e revisionati a distanza;

d.apparecchi per l'estrazione con solventi, quali colonne a riempimento o pulsate, miscelatori-decantatori o contattori centrifughi, resistenti all'effetto corrosivo dell'acido nitrico e appositamente progettati o preparati per l'impiego in impianti di riprocessamento di "uranio naturale" irraggiato, "uranio impoverito" o "materie fissili speciali";

e.recipienti di contenimento o di stoccaggio appositamente progettati come recipienti di sicurezza anticriticità e resistenti agli effetti corrosivi dell'acido nitrico;

Nota tecnica:

I recipienti di contenimento o di stoccaggio hanno normalmente le caratteristiche seguenti:

1.pareti o strutture interne con un equivalente di boro (calcolato per tutti gli elementi costitutivi secondo quanto specificato nella nota allo 0C004) di almeno il 2 %;

2.diametro non superiore a 175 mm per i recipienti cilindrici; o

3.larghezza non superiore a 75 mm per recipienti piatti o anulari.

f.sistemi di misurazione dei neutroni appositamente progettati o preparati per l'integrazione e l'uso con sistemi di controllo automatico in impianti di ritrattamento di "uranio naturale" irraggiato, "uranio impoverito" o "materie fissili speciali".

0B007    Impianti per la conversione del plutonio e loro apparecchiature appositamente progettate o preparate, come segue:

a.sistemi per la conversione del nitrato di plutonio in ossido di plutonio;

b.sistemi per la produzione di plutonio metallo.

0CMateriali

0C001    "Uranio naturale", "uranio impoverito" o torio sotto forma di metallo, lega, composto chimico o concentrato e qualsiasi altro materiale contenente uno o più dei prodotti sopra citati.

Nota:    0C001 non sottopone ad autorizzazione le sostanze e i prodotti seguenti:

a.quattro grammi o meno di "uranio naturale" o di "uranio impoverito" se contenuti in un componente sensibile di strumenti;

b."uranio impoverito" appositamente fabbricato per le seguenti applicazioni civili non nucleari:

1.schermi;

2.imballaggi;

3.zavorre aventi una massa non superiore a 100 kg;

4.contrappesi aventi una massa non superiore a 100 kg;

c.leghe contenenti meno del 5 % di torio;

d.prodotti ceramici contenenti torio fabbricati per usi non nucleari.

0C002    "Materie fissili speciali".

Nota:    0C002 non sottopone ad autorizzazione quattro "grammi effettivi" o meno se sono contenuti in un componente sensibile di strumenti.

0C003    Deuterio, acqua pesante (ossido di deuterio) ed altri composti di deuterio e miscele e soluzioni contenenti deuterio nelle quali il rapporto isotopico deuterio/idrogeno superi 1:5 000.

0C004    Grafite avente un grado di purezza migliore di 5 parti per milione di 'boro equivalente' e densità superiore a 1,50 g/cm3, per utilizzo in un "reattore nucleare", in quantità superiori a 1 kg.

N.B.:    CFR. ANCHE 1C107.

Nota 1:Ai fini del controllo delle esportazioni, le competenti autorità dello Stato membro in cui l'esportatore è stabilito determineranno se le esportazioni di grafite conforme alle suddette specifiche siano o meno per utilizzo in "reattori nucleari".

Nota 2:In 0C004 il 'boro equivalente' (BE) è definito come la somma di BEz per le impurità (ad esclusione del BEcarbonio in quanto il carbonio non è considerato un'impurità), compreso il boro, dove:

BEZ (ppm) = CF × concentrazione dell'elemento Z in ppm;

Z AB

dove CF è il fattore di conversione

=

---------

B AZ

e σB e σZ sono le sezioni d'urto di cattura dei neutroni termici (in barn) rispettivamente per il boro naturale e per l'elemento Z, e AB e AZ sono i pesi atomici rispettivamente del boro naturale e dell'elemento Z.

0C005    Composti o polveri appositamente preparati, resistenti alla corrosione dell'UF6 (ad esempio nichelio o leghe contenenti il 60 % o più in peso di nichelio, ossido di alluminio e polimeri di idrocarburi completamente fluorurati), per la costruzione di barriere di diffusione gassosa, aventi una purezza uguale o superiore al 99,9 % in peso e dimensione delle particelle inferiore a 10 μm misurata secondo la norma ASTM B330 ed un elevato grado di uniformità della dimensione delle particelle.

0DSoftware

0D001    "Software" appositamente progettato o modificato per lo "sviluppo", la "produzione" o l'"utilizzazione" di beni specificati nella presente categoria.

0ETecnologia

0E001    "Tecnologia" in conformità alla nota sulla tecnologia nucleare per lo "sviluppo", la "produzione" o l'"utilizzazione" di beni specificati nella presente categoria.

CATEGORIA 1 —MATERIALI SPECIALI E RELATIVE APPARECCHIATURE

1ASistemi, apparecchiature e componenti

1A001    Componenti costituiti di composti fluorurati, come segue:

a.dispositivi di tenuta, guarnizioni, sigillanti o serbatoi elastici per carburante, appositamente progettati per impiego su "aeromobili" o impiego aerospaziale, costituiti da più del 50 % in peso di uno qualsiasi dei materiali specificati in 1C009.b. o 1C009.c.;

b.polimeri e copolimeri piezoelettrici, costituiti da fluoruro di vinilidene (CAS 75-38-7), specificati in 1C009.a., aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.sotto forma di fogli o pellicole; e

2.con spessore superiore a 200 μm;

c.dispositivi di tenuta, guarnizioni, sedi di valvole, serbatoi elastici o membrane, aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.costituiti da fluoroelastomeri contenenti almeno un gruppo di viniletere come unità costitutiva; e

2.appositamente progettati per impiego su "aeromobili", 'missili' o impiego aerospaziale.

Nota:In 1A001.c., per 'missili' si intendono sistemi completi a razzo e sistemi di veicoli aerei senza equipaggio.

1A002    Strutture o prodotti laminati "compositi" aventi una delle caratteristiche seguenti:

N.B.:    CFR. ANCHE 1A202, 9A010 e 9A110.

a.costituiti da una "matrice" organica e materiali specificati in 1C010.c., 1C010.d. o 1C010.e.; o

b.costituiti da una "matrice" metallica o di carbonio e aventi una delle caratteristiche seguenti:

1."materiali fibrosi o filamentosi" al carbonio con:

a.un "modulo specifico" superiore a 10,15 × 106 m; e

b.un "carico di rottura specifico" superiore a 17,7 × 104 m; o

2.materiali specificati in 1C010.c.

Nota 1:1A002 non sottopone ad autorizzazione strutture o prodotti laminati compositi costruiti con "materiali fibrosi o filamentosi" al carbonio impregnati con resine epossidiche utilizzati per la riparazione di prodotti laminati o di strutture di "aeromobili civili", aventi tutte le caratteristiche seguenti:

a.area non superiore a 1 m2;

b.lunghezza non superiore a 2,5 m; e

c.larghezza superiore a 15 mm.

Nota 2:1A002 non sottopone ad autorizzazione prodotti semilavorati appositamente progettati per le seguenti applicazioni esclusivamente civili:

a.articoli sportivi;

b.industria automobilistica;

c.industria delle macchine utensili;

d.settore medico.

Nota 3:1A002.b.1. non sottopone ad autorizzazione prodotti semilavorati contenenti filamenti intrecciati disposti al massimo su due dimensioni e appositamente progettati per le seguenti applicazioni:

a.forni per trattamento termico e rinvenimento di metalli;

b.apparecchiature per la produzione di monocristalli (boule) di silicio.

Nota 4:1A002 non sottopone ad autorizzazione prodotti lavorati appositamente progettati per una specifica applicazione.

1A003    Manufatti realizzati con poliimmidi aromatiche non "fusibili" sotto forma di pellicole, fogli, nastri o strisce aventi una delle caratteristiche seguenti:

a.spessore superiore a 0,254 mm; o

b.rivestiti o laminati con carbonio, grafite, metalli o sostanze magnetiche.

Nota:1A003 non sottopone ad autorizzazione i manufatti rivestiti o laminati con rame e progettati per circuiti elettronici stampati.

N.B.:Per le poliimmidi aromatiche "fusibili" sotto qualsiasi forma, cfr. 1C008.a.3.

1A004    Apparecchiature e componenti di protezione e rivelazione non appositamente progettati per uso militare, come segue:

N.B.:    CFR. ANCHE L'ELENCO DEI MATERIALI DI ARMAMENTO, 2B351 E 2B352.

a.maschere complete, filtri e relative apparecchiature di decontaminazione, progettati o modificati per la difesa da uno degli agenti o materiali seguenti, e loro componenti appositamente progettati:

Nota:1A004.a. include respiratori motorizzati con sistema di purificazione dell'aria (PAPR) progettati o modificati per la difesa da agenti o materiali, elencati in 1A004.a.

Nota tecnica:

Ai fini di 1A004.a.:

1.le maschere complete sono note anche come maschere antigas;

2.i filtri comprendono le cartucce filtranti.

1.agenti biologici "modificati per uso bellico";

2.materiali radioattivi "modificati per uso bellico";

3.agenti di guerra chimica (CW); o

4."agenti antisommossa", inclusi:

a.α-bromobenzeneacetonitrile (cianuro di bromobenzile) (CA) (CAS 5798-79-8);

b.[(2-Clorofenil) metilene] propanedinetrile (o-clorobenzilidenemalononitrile) (CS) (CAS 2698-41-1);

c.2-cloro-1-feniletanone, fenil-acil-cloruro (ω-cloroacetofenone) (CN) (CAS 532-27-4);

d.dibenz-(b,f)-1,4-ossazepina (CR) (CAS 257-07-8);

e.10-cloro-5,10-diidrofenarsazina (cloruro di fenarsazina) (adamsite) (DM) (CAS 578-94-9);

f.N-nonanoilmorfolina (MPA) (CAS 5299-64-9);

b.abiti, guanti e calzature protettivi, appositamente progettati o modificati per la difesa da uno dei seguenti agenti o materiali:

1.agenti biologici "modificati per uso bellico";

2.materiali radioattivi "modificati per uso bellico"; o

3.agenti di guerra chimica (CW);

c.sistemi di rivelazione, appositamente progettati o modificati per rivelare o individuare uno degli agenti o materiali seguenti, e loro componenti appositamente progettati:

1.agenti biologici "modificati per uso bellico";

2.materiali radioattivi "modificati per uso bellico";

3.agenti di guerra chimica (CW);

d.apparecchiature elettroniche progettate per la rivelazione o l'individuazione automatica della presenza di residui di "esplosivi" facenti uso di tecniche di 'rivelazione di tracce' (per esempio onde acustiche di superficie, spettrometria a mobilità ionica, spettrometria a mobilità differenziale, spettrometria di massa).

Nota tecnica:

Per 'rivelazione di tracce' si intende la capacità di rivelare meno di 1 ppm di vapore, o 1 mg di solido o di liquido.

Nota 1:1A004.d. non sottopone ad autorizzazione le apparecchiature appositamente progettate per uso di laboratorio.

Nota 2:1A004.d. non sottopone ad autorizzazione i portali elettromagnetici di sicurezza senza contatto.

Nota:1A004 non sottopone ad autorizzazione:

a.dosimetri per il controllo delle radiazioni assorbite dalle persone;

b.apparecchiature per la salute e la sicurezza sul lavoro esclusivamente destinate, per progettazione o per applicazione, alla protezione dai rischi specifici connessi con le attività industriali civili, inclusi i settori:

1.estrattivo delle miniere;

2.estrattivo delle cave;

3.agricolo;

4.farmaceutico;

5.medico;

6.veterinario;

7.ambientale;

8.della gestione dei rifiuti;

9.alimentare.

Note tecniche:

1.1A004 include apparecchiature e componenti che sono stati individuati, collaudati con successo in conformità delle norme nazionali o altrimenti dimostrati efficaci, per la rivelazione di materiali radioattivi "modificati per uso bellico", agenti biologici "modificati per uso bellico", agenti di guerra chimica, 'simulanti' o "agenti antisommossa" o la difesa da essi, anche se tali apparecchiature o componenti sono impiegati nelle attività industriali civili nei settori estrattivo, agricolo, farmaceutico, medico, veterinario, ambientale, della gestione dei rifiuti e alimentare.

2.Il 'simulante' è una sostanza o un materiale usato al posto di un agente tossico (chimico o biologico) nell'addestramento, nella ricerca, nel collaudo o nella valutazione.

1A005    Indumenti corazzati e loro componenti, come segue:

N.B.:CFR. ANCHE L'ELENCO DEI MATERIALI DI ARMAMENTO.

a.indumenti corazzati leggeri non fabbricati in accordo con norme o specifiche militari, o loro equivalenti, e loro componenti appositamente progettati;

b.piastre per indumenti corazzati pesanti che offrono protezione balistica uguale o inferiore al livello IIIA (NIJ 0101.06, luglio 2008) o equivalenti nazionali.

N.B.:Per i "materiali fibrosi o filamentosi" utilizzati per la fabbricazione di indumenti corazzati, cfr. 1C010.

Nota 1:1A005 non sottopone ad autorizzazione gli indumenti corazzati se al seguito dell'utente a scopo di protezione personale.

Nota 2:1A005 non sottopone ad autorizzazione gli indumenti corazzati per la protezione frontale unicamente da frammenti e onde d'urto provocati da congegni esplosivi non militari.

Nota 3:1A005 non sottopone ad autorizzazione gli indumenti corazzati progettati per la protezione da coltelli, lance, aghi o da traumi da corpo contundente.

1A006    Apparecchiature, appositamente progettate o modificate per la disattivazione di ordigni esplosivi improvvisati, come segue, e loro componenti e accessori appositamente progettati:

N.B.:    CFR. ANCHE L'ELENCO DEI MATERIALI DI ARMAMENTO.

a.veicoli telecomandati;

b.'inibitori' (disruptors).

Nota tecnica:

Gli 'inibitori' sono dispositivi appositamente progettati per impedire il funzionamento di un ordigno esplosivo mediante il lancio di un proiettile liquido, solido o frangibile.

Nota:1A006 non sottopone ad autorizzazione le apparecchiature al seguito dell'operatore.

1A007    Apparecchiature e dispositivi appositamente progettati per innescare cariche e dispositivi contenenti "materiali energetici" con mezzi elettrici, come segue:

N.B.:    CFR. ANCHE L'ELENCO DEI MATERIALI DI ARMAMENTO, 3A229 E 3A232.

a.apparecchi di innesco per detonatori esplosivi progettati per azionare i detonatori esplosivi specificati in 1A007.b.;

b.detonatori esplosivi azionati elettricamente, come segue:

1.a ponte esplodente (EB);

2.a filo esplodente (EBW);

3.a trasmettitore d'impulso (slapper);

4.a lamina esplodente (EFI).

Note tecniche:

1.Il termine innesco o ignitore è usato a volte al posto della parola detonatore.

2.Ai fini di 1A007.b., i detonatori in esame utilizzano tutti un piccolo conduttore elettrico (ponte, filo o lamina) che vaporizza in modo esplosivo quando viene attraversato da un impulso elettrico rapido ad alta intensità. Nei tipi non a slapper, il conduttore che esplode innesca una detonazione chimica in un materiale altamente esplosivo al contatto come il PETN (tetranitrato di pentaeritrite). Nei detonatori a slapper la vaporizzazione in modo esplosivo di un conduttore elettrico spinge una lamina mobile (flyer) o uno slapper attraverso un varco e l'impatto dello slapper su di un esplosivo innesca la detonazione chimica. Lo slapper in alcune realizzazioni è azionato dalla forza magnetica. Il termine detonatore a lamina esplodente può riferirsi sia ad un detonatore EB che di tipo a slapper.

1A008    Cariche, dispositivi e loro componenti, come segue:

a.'cariche cave' aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.quantità netta di esplosivo (NEQ) superiore a 90 g; e

2.diametro dell'involucro esterno uguale o superiore a 75 mm;

b.cariche da taglio lineare aventi tutte le caratteristiche seguenti e loro componenti appositamente progettati:

1.carico esplosivo superiore a 40 g/m; e

2.ampiezza uguale o superiore a 10 mm;

c.cordone detonante con carico del nucleo esplosivo superiore a 64 g/m;

d.cariche da taglio, diverse da quelle specificate in 1A008.b., ed utensili da recisione aventi una quantità netta di esplosivo (NEQ) superiore a 3,5 kg.

Nota tecnica:

Le 'cariche cave' sono cariche esplosive sagomate per concentrare gli effetti dell'esplosione.

1A102    Componenti risaturati pirolizzati carbonio-carbonio progettati per i veicoli di lancio nello spazio specificati in 9A004 o i razzi sonda specificati in 9A104.

1A202    Strutture composite, diverse da quelle specificate in 1A002, di forma tubolare e aventi tutte le caratteristiche seguenti:

N.B.:    CFR. ANCHE 9A010 E 9A110.

a.diametro interno compreso tra 75 mm e 400 mm; e

b.costruite con uno qualsiasi dei "materiali fibrosi o filamentosi" specificati in 1C010.a. o 1C010.b. o 1C210.a. o con i materiali preimpregnati al carbonio specificati in 1C210.c.

1A225    Catalizzatori platinati appositamente progettati o preparati per favorire la reazione di scambio dell'isotopo idrogeno tra l'idrogeno e l'acqua per il recupero del trizio dall'acqua pesante o per la produzione di acqua pesante.

1A226    Filtri speciali che possono essere utilizzati per la separazione dell'acqua pesante dall'acqua comune e aventi tutte le caratteristiche seguenti:

a.costituiti da una rete a maglia fitta di bronzo fosforoso trattata chimicamente per migliorarne la bagnabilità; e

b.progettati per essere utilizzati in torri di distillazione sotto vuoto.

1A227    Finestre ad alta densità schermate contro le radiazioni (vetri al piombo o altri materiali) aventi tutte le caratteristiche seguenti, e loro cornici appositamente progettate:

a.una 'zona fredda' di dimensioni superiori a 0,09 m2;

b.una densità superiore a 3 g/cm3; e

c.uno spessore uguale o superiore a 100 mm.

Nota tecnica:

In 1A227 con il termine 'zona fredda' si intende la zona di visualizzazione esposta al più basso livello di radiazione nella progettazione.

1BApparecchiature di collaudo, di ispezione e di produzione

1B001    Apparecchiature per la produzione o l'ispezione di strutture o prodotti laminati "compositi", specificati in 1A002, o di "materiali fibrosi o filamentosi", specificati in 1C010, come segue, e loro componenti ed accessori appositamente progettati:

N.B.:    CFR. ANCHE 1B101 e 1B201.

a.macchine per l'avvolgimento di filamenti, i cui movimenti di posizionamento, avvolgimento e bobinatura delle fibre sono coordinati e programmati secondo tre o più assi di 'servoposizionamento primario', appositamente progettate per fabbricare strutture o prodotti laminati "compositi" utilizzando "materiali fibrosi o filamentosi";

b.'macchine per la messa in opera di nastri', i cui movimenti di posizionamento e di messa in opera di nastri sono coordinati e programmati secondo cinque o più assi di 'servoposizionamento primario', appositamente progettate per la fabbricazione di strutture "composite" per cellule di aerei o di 'missili';

Nota:In 1B001.b. per 'missili' si intendono sistemi completi a razzo e sistemi di veicoli aerei senza equipaggio.

Nota tecnica:

Ai fini di 1B001.b. le 'macchine per la messa in opera di nastri' hanno la capacità di mettere in opera una o più 'bande di filamenti' di larghezza superiore a 25 mm e inferiore o uguale a 305 mm, e di tagliare e riavviare la direzione individuale delle 'bande di filamenti' durante il processo di messa in opera.

c.macchine per la tessitura e macchine per interallacciare a più dimensioni o direzioni, compresi gli adattatori e gli assiemi di modifica, appositamente progettate o modificate per tessere, interallacciare o intrecciare le fibre, per strutture "composite";

Nota tecnica:

Ai fini di 1B001.c., la tecnica dell'interallacciatura include il lavoro a maglia.

d.apparecchiature appositamente progettate o modificate per la produzione di fibre di rinforzo, come segue:

1.apparecchiature per la trasformazione di fibre polimeriche (quali poliacrilonitrile, rayon, catrame o policarbosilano) in fibre di carbonio o in fibre di carburo di silicio, compresi i dispositivi speciali per la tensione della fibra durante il riscaldamento;

2.apparecchiature per la deposizione chimica in fase di vapore di elementi o composti, su substrati filamentosi riscaldati, per la fabbricazione di fibre di carburo di silicio;

3.apparecchiature per la filatura a umido di ceramiche refrattarie (quali l'ossido di alluminio);

4.apparecchiature per la trasformazione, con trattamento termico, di alluminio contenente fibre di materiali precursori in fibre di allumina;

e.apparecchiature per la produzione, con il metodo della fusione a caldo, di preimpregnati specificati in 1C010.e.;

f.apparecchiature per l'ispezione non distruttiva appositamente progettate per i materiali "compositi", come segue:

1.sistemi di tomografia a raggi X per la rilevazione dei difetti nelle tre dimensioni;

2.apparecchiature di collaudo a ultrasuoni con controllo numerico i cui movimenti per il posizionamento di trasmettitori o ricevitori sono coordinati e programmati simultaneamente su quattro o più assi per seguire il contorno tridimensionale del componente ispezionato;

g.'macchine per la posa di cavi di filamenti', i cui movimenti di posizionamento e di messa in opera di cavi sono coordinati e programmati secondo due o più assi di 'servoposizionamento primario', appositamente progettate per la fabbricazione di strutture "composite" per cellule di aerei o di 'missili';

Nota tecnica:

Ai fini di 1B001.g. le 'macchine per la posa di cavi' hanno la capacità di porre in opera una o più 'bande di filamenti' di larghezza inferiore o uguale a 25 mm, e di tagliare e riavviare la direzione individuale delle 'bande di filamenti' durante il processo di posa.

Nota tecnica:

1.Ai fini di 1B001, gli assi di 'servoposizionamento primario' controllano, sotto la direzione di un programma informatico, la posizione del dispositivo di estremità (testa) rispetto al pezzo, al fine di garantire che sia correttamente orientato e diretto per realizzare il processo desiderato.

2.Ai fini di 1B001, una 'banda di filamenti' è un'ampiezza unica ininterrotta di nastro, cavo o fibra completamente o parzialmente impregnata di resina.

1B002    Apparecchiature per la produzione di leghe metalliche, polveri di leghe metalliche o materiali legati, appositamente progettate per evitare la contaminazione e appositamente progettate per l'utilizzazione in uno dei processi specificati in 1C002.c.2.

N.B.:    CFR. ANCHE 1B102.

1B003    Attrezzature, matrici, forme o montaggi per la "formatura superplastica" o la "saldatura per diffusione" del titanio, dell'alluminio o di loro leghe, appositamente progettati per la fabbricazione di uno dei seguenti prodotti:

a.strutture di cellule o strutture aerospaziali;

b.motori per "aeromobili" o motori aerospaziali; o

c.componenti appositamente progettati per le strutture specificate in 1B003.a. o per i motori specificati in 1B003.b.

1B101    Apparecchiature, diverse da quelle specificate in 1B001, per la "produzione" di materiali compositi strutturali, come segue, e loro componenti ed accessori appositamente progettati:

N.B.:CFR. ANCHE 1B201.

Nota:I componenti ed accessori specificati in 1B101 comprendono: forme, mandrini, matrici, attrezzature ed utensili per la compressione dei preformati, per l'indurimento, per la fusione, per la sinterizzazione o per l'incollaggio di strutture composite, laminati e loro manufatti.

a.macchine per l'avvolgimento di filamenti o macchine per la posa di fibre i cui movimenti di posizionamento, avvolgimento e bobinatura delle fibre possono essere coordinati e programmati secondo tre o più assi, progettate per fabbricare strutture composite o prodotti laminati compositi utilizzando materiali fibrosi o filamentosi, e controlli di coordinazione e di programmazione;

b.macchine per la messa in opera di nastri i cui movimenti di posizionamento e di messa in opera del nastro e dei fogli possono essere coordinati e programmati secondo due o più assi, progettate per la fabbricazione di strutture composite per cellule di aerei e di "missili";

c.apparecchiature progettate o modificate per la "produzione" di "materiali fibrosi o filamentosi", come segue:

1.apparecchiature per la trasformazione di fibre polimeriche (quali poliacrilonitrile, rayon, o policarbosilano), compresi i dispositivi speciali per la tensione della fibra durante il riscaldamento;

2.apparecchiature per la deposizione in fase di vapore di elementi o composti su substrati filamentosi riscaldati;

3.apparecchiature per la filatura a umido di ceramiche refrattarie (quali l'ossido di alluminio);

d.apparecchiature progettate o modificate per il trattamento speciale della superficie delle fibre o per la produzione di preimpregnati o di preformati specificati in 9C110.

Nota:In 1B101.d. sono compresi rulli, tenditori, apparecchiature per rivestimenti, apparecchiature di taglio e matrici di taglio.

1B102    "Apparecchiature di produzione" di polveri di metallo, diverse da quelle specificate in 1B002, e loro componenti, come segue:

N.B.:    CFR. ANCHE 1B115.b.

a."apparecchiature di produzione" di polveri di metallo utilizzabili per la "produzione", in ambiente controllato, dei materiali sferici, sferoidali o atomizzati specificati in 1C011.a., 1C011.b., 1C111.a.1., 1C111.a.2. o nell'elenco dei materiali di armamento;

b.componenti appositamente progettati per le "apparecchiature di produzione" specificate in 1B002 o 1B102.a.

Nota:    1B102 comprende:

a.i generatori di plasma (getto ad arco ad alta frequenza) utilizzabili per ottenere polveri metalliche atomizzate o sferiche con organizzazione del processo in ambiente argon-acqua;

b.apparecchiature per elettroesplosione utilizzabili per ottenere polveri metalliche atomizzate o sferiche con organizzazione del processo in ambiente argon-acqua;

c.apparecchiature utilizzabili per la "produzione" di polveri sferiche di alluminio mediante polverizzazione di una colata in ambiente inerte (ad esempio azoto).

1B115    Apparecchiature, diverse da quelle specificate in 1B002 o 1B102, per la produzione di propellenti o costituenti di propellenti, come segue, e loro componenti appositamente progettati:

a."apparecchiature di produzione" per la "produzione", il trattamento o il collaudo di accettazione dei propellenti liquidi o loro costituenti specificati in 1C011.a., 1C011.b., 1C111 o nell'elenco dei materiali di armamento;

b."apparecchiature di produzione" per la "produzione", il trattamento, la miscelazione, l'indurimento, la fusione, la compressione, la lavorazione, l'estrusione o il collaudo di accettazione dei propellenti solidi o loro costituenti specificati in 1C011.a., 1C011.b., 1C111 o nell'elenco dei materiali di armamento.

Nota:1B115.b. non sottopone ad autorizzazione i miscelatori a colata discontinua, i miscelatori a colata continua o i mulini a getto fluido. Tali apparecchiature sono contemplate in 1B117, 1B118 e 1B119.

Nota 1:Per le apparecchiature appositamente progettate per uso militare, cfr. l'elenco dei materiali di armamento.

Nota 2:1B115 non sottopone ad autorizzazione le apparecchiature per la "produzione", il trattamento ed il collaudo di accettazione del carburo di boro.

1B116    Iniettori appositamente progettati per la produzione di materiali derivati per pirolisi formati su stampo, anima o altro supporto a partire da gas precursori che si decompongono nella gamma di temperatura da 1 573 K (1 300 °C) a 3 173 K (2 900 °C) a pressioni da 130 Pa a 20 kPa.

1B117    Miscelatori a colata discontinua in grado di mescolare sotto vuoto nella gamma di pressioni da 0 a 13,326 kPa e con capacità di controllo della temperatura della camera di miscelazione, aventi tutte le caratteristiche seguenti, e loro componenti appositamente progettati:

a.capacità volumetrica totale uguale o superiore a 110 litri; e

b.almeno un 'albero per miscelare/impastare' montato fuori centro.

Nota:    In 1B117.b. 'albero per miscelare/impastare' non si riferisce a deagglomeratori o a coltelli-mandrino.

1B118    Miscelatori a colata continua in grado di mescolare sotto vuoto nella gamma di pressioni da 0 a 13,326 kPa e con capacità di controllo della temperatura della camera di miscelazione, aventi una delle caratteristiche seguenti, e loro componenti appositamente progettati:

a.due o più alberi per miscelare/impastare; o

b.un unico albero rotante a movimento oscillatorio dotato di denti/punte per impastare sia sull'albero che all'interno dell'alloggiamento della camera di miscelazione.

1B119    Mulini a getto fluido utilizzabili per rettificare o fresare le sostanze specificate in 1C011.a., 1C011.b., 1C111 o nell'elenco dei materiali di armamento e loro componenti appositamente progettati.

1B201    Macchine per l'avvolgimento di filamenti, diverse da quelle specificate in 1B001 o 1B101, e apparecchiature connesse, come segue:

a.macchine per l'avvolgimento di filamenti aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.movimenti di posizionamento, avvolgimento e bobinatura delle fibre coordinati e programmati secondo due o più assi;

2.appositamente progettate per fabbricare strutture o prodotti laminati compositi utilizzando "materiali fibrosi o filamentosi"; e

3.in grado di avvolgere tubi cilindrici di diametro interno compreso tra 75 mm e 650 mm e lunghezze uguali o superiori a 300 mm;

b.controlli di coordinamento e di programmazione per le macchine per l'avvolgimento di filamenti specificate in 1B201.a.;

c.mandrini di precisione per le macchine per l'avvolgimento di filamenti specificate in 1B201.a.

1B225    Celle elettrolitiche per la produzione di fluoro, con resa in uscita superiore a 250 g/h di fluoro.

1B226    Separatori elettromagnetici di isotopi, progettati od equipaggiati con sorgenti ioniche singole o multiple in grado di assicurare una corrente totale del fascio ionico uguale o superiore a 50 mA.

Nota:    In 1B226 sono compresi i separatori:

a.in grado di arricchire gli isotopi stabili;

b.aventi le sorgenti ioniche ed i collettori immersi entrambi nel campo magnetico e le configurazioni nelle quali entrambi risultino esterni al campo.

1B228    Colonne di distillazione criogenica dell'idrogeno aventi tutte le caratteristiche seguenti:

a.progettate per funzionare con temperature interne uguali o inferiori a 35 K (- 238 °C);

b.progettate per funzionare con pressioni interne da 0,5 MPa a 5 MPa;

c.costruite con:

1.acciai inossidabili appartenenti alla serie 300 con basso tenore di zolfo e con indice di dimensione del grano austenitico ASTM (o norma equivalente) n. 5 o superiore; o

2.materiali equivalenti che sono insieme criogenici e compatibili con H2; e

d.aventi un diametro interno uguale o superiore a 30 cm e 'lunghezza effettiva' uguale o superiore a 4 m.

Nota tecnica:

In 1B228 per 'lunghezza effettiva' si intende l'altezza effettiva del materiale di riempimento in una colonna a riempimento o l'altezza effettiva dei piatti contattori interni in una colonna di tipo a piatti.

1B229    Colonne a piatti per lo scambio acqua-idrogeno solforato e 'contattori interni', come segue:

N.B.:    Per le colonne appositamente progettate o preparate per la produzione di acqua pesante, cfr. 0B004.

a.colonne a piatti per lo scambio acqua-idrogeno solforato, aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.in grado di funzionare a pressioni di 2 MPa o superiori;

2.costruite con acciaio al carbonio avente un indice di dimensione del grano austenitico ASTM (o norma equivalente) n. 5 o superiore; e

3.di diametro uguale o superiore a 1,8 m;

b.'contattori interni' delle colonne a piatti per lo scambio acqua-idrogeno solforato specificate in 1B229.a.

Nota tecnica:

I 'contattori interni' delle colonne sono piatti segmentati con diametro effettivo di assemblaggio uguale o superiore a 1,8 m, sono progettati per facilitare il contatto controcorrente e sono costruiti con acciaio inossidabile con un contenuto di carbonio dello 0,03 % o inferiore. Possono essere costituiti da piatti a crivello, piatti a valvola, piatti a campana di gorgogliamento o piatti a turbogriglia.

1B230    Pompe in grado di far circolare soluzioni di catalizzatori di potassio ammide concentrate o diluite in ammoniaca liquida (KNH2/NH3), aventi tutte le caratteristiche seguenti:

a.a tenuta di aria (cioè sigillate ermeticamente);

b.portata superiore a 8,5 m3/h; e

c.una delle caratteristiche seguenti:

1.per soluzioni di potassio ammide concentrate (1 % o superiore), pressione di funzionamento compresa tra 1,5 e 60 MPa; o

2.per soluzioni di potassio ammide diluite (inferiori all'1 %), pressione di funzionamento compresa tra 20 e 60 MPa.

1B231    Attrezzature o impianti e relative apparecchiature per il trizio, come segue:

a.attrezzature o impianti per la produzione, il recupero, l'estrazione, la concentrazione o il trattamento del trizio;

b.apparecchiature per attrezzature o impianti per il trizio, come segue:

1.unità di refrigerazione a idrogeno o ad elio in grado di raffreddare ad una temperatura inferiore o uguale a 23 K (- 250 °C), con capacità di assorbimento del calore superiore a 150 W;

2.sistemi di immagazzinamento o di purificazione dell'isotopo di idrogeno che impiegano idruri metallici come mezzo di immagazzinamento o di purificazione.

1B232    Turbine di espansione o gruppi turbina di espansione-compressore aventi tutte le caratteristiche seguenti:

a.progettati per funzionare a una temperatura all'uscita uguale o inferiore a 35 K (- 238 °C); e

b.progettati con un flusso di idrogeno-gas uguale o superiore a 1 000 kg/h.

1B233    Attrezzature o impianti e relativi sistemi e apparecchiature per la separazione degli isotopi del litio, come segue:

a.attrezzature o impianti per la separazione degli isotopi del litio;

b.apparecchiature per la separazione degli isotopi del litio basate sul processo di amalgamazione litio-mercurio, come segue:

1.colonne di scambio liquido-liquido a riempimento appositamente progettate per gli amalgami di litio;

2.pompe per amalgama di mercurio o litio;

3.cellule di elettrolisi dell'amalgama di litio;

4.evaporatori per soluzione concentrata di idrossido di litio;

c.sistemi a scambio ionico, appositamente progettati per la separazione degli isotopi del litio, e loro componenti appositamente progettati;

d.sistemi a scambio chimico (che utilizzano eteri corona, criptandi o eteri lariat), appositamente progettati per la separazione degli isotopi del litio, e loro componenti appositamente progettati.

1B234    Serbatoi, camere e contenitori di contenimento per esplosivi ad alto potenziale e altri analoghi dispositivi di contenimento progettati per il collaudo di congegni esplosivi o congegni esplosivi ad alto potenziale e aventi tutte le caratteristiche seguenti:

N.B.:    CFR. ANCHE L'ELENCO DEI MATERIALI DI ARMAMENTO.

a.progettati per contenere un'esplosione equivalente o superiore a 2 kg di TNT; e

b.aventi elementi o caratteristiche di progettazione che consentono il trasferimento successivo o in tempo reale di informazioni diagnostiche o di misurazione.

1CMateriali

Nota tecnica:

Metalli e leghe:

ove non altrimenti specificato i termini 'metalli' e 'leghe' in 1C001 fino a 1C012 coprono le forme grezze e semilavorate, come segue:

forme grezze:

anodi, sfere, barre (comprese barrette intagliate e barre da filo), billette, blocchi, blumi, mattoni, panelli, catodi, cristalli, cubi, dadi, grani, granuli, lingotti, pezzi, palline, pani, polveri impalpabili, rondelle, graniglie, lastre, spezzoni, spugne, bacchette;

forme semilavorate (anche rivestite, placcate, forate o punzonate):

a.materiali forgiati o lavorati ottenuti mediante laminazione, stiratura, estrusione, fucinatura, estrusione per urto, stampaggio, granitura, atomizzazione e molatura, cioè: angoli, profilati ad U, pezzi circolari, dischi, polveri, pagliuzze, lamine e foglie, fucinati, lamiere, polveri impalpabili, stampati e imbutiti, nastri, anelli, aste (compresi bacchette nude per saldatura, tondini e fili laminati), profilati, sagomati, fogli, reggette, tubi (anche tondi, quadri e concavi), fili trafilati e fili estrusi;

b.getti colati in forme di sabbia, conchiglie, forme di metallo, di gesso e di altro tipo, comprese colate ad alta pressione, forme sinterizzate e forme ottenute mediante procedimenti di metallurgia delle polveri.

Sono sottoposte ad autorizzazione per l'esportazione le forme non contenute nel precedente elenco presentate come prodotti finiti ma consistenti in realtà in forme grezze o semilavorate.

1C001    Materiali appositamente progettati per assorbire le onde elettromagnetiche, o polimeri intrinsecamente conduttori, come segue:

N.B.:    CFR. ANCHE 1C101.

a.materiali per l'assorbimento di frequenze superiori a 2 × 108 Hz e inferiori a 3 × 1012 Hz;

Nota 1:1C001.a. non sottopone ad autorizzazione:

a.materiali assorbenti di tipo filiforme costituiti da fibre naturali o sintetiche a carica non magnetica per consentire l'assorbimento;

b.materiali assorbenti senza perdita magnetica e con superficie incidente non planare, comprendenti piramidi, coni, prismi e superfici spiraliformi;

c.materiali assorbenti di tipo planare, aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.costituiti da almeno uno dei materiali seguenti:

a.materiali in schiuma plastica (flessibili o non flessibili) a carica di carbonio, o materiali organici, compresi i leganti, in grado di produrre una eco superiore al 5 % dell'eco del metallo su larghezza di banda superiore al ± 15 % della frequenza centrale dell'energia incidente e non in grado di resistere a temperature superiori a 450 K (177 °C); o

b.materiali ceramici in grado di produrre una eco superiore al 20 % dell'eco del metallo su larghezza di banda superiore al ± 15 % della frequenza centrale dell'energia incidente e non in grado di resistere a temperature superiori a 800 K (527 °C);

Nota tecnica:

I campioni per le prove di assorbimento in 1C001.a., nota 1.c.1., devono essere di forma quadrata con un lato pari ad almeno 5 volte la lunghezza d'onda della frequenza centrale ed essere posizionati nel campo lontano della sorgente radiante.

2.resistenza alla trazione inferiore a 7 × 106 N/m2; e

3.resistenza alla compressione inferiore a 14 × 106 N/m2;

d.materiali assorbenti di tipo planare costituiti da ferrite sinterizzata, aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.gravità specifica superiore a 4,4; e

2.temperatura massima di funzionamento di 548 K (275 °C).

Nota 2:I materiali magnetici assorbenti, quando contenuti nelle vernici, non godono dell'esclusione dall'autorizzazione di cui alla nota 1 dell'1C001.a.

b.materiali per l'assorbimento di frequenze superiori a 1,5 × 1014 Hz e inferiori a 3,7 × 1014 Hz e non trasparenti nel dominio visibile;

Nota:1C001.b. non sottopone ad autorizzazione i materiali appositamente progettati o formulati per una delle applicazioni seguenti:

a.marcatura laser di polimeri; o

b.saldatura laser di polimeri.

c.materiali polimerici intrinsecamente conduttori con 'conduttività elettrica di volume' superiore a 10 000 S/m (Siemens per metro) o 'resistività superficiale' inferiore a 100 ohm/quadrato, basati su uno qualsiasi dei polimeri seguenti:

1.polianilina;

2.polipirrolo;

3.politiofene;

4.poli fenilene-vinilene; o

5.poli tienilene-vinilene.

Nota:1C001.c. non sottopone ad autorizzazione i materiali in forma liquida.

Nota tecnica:

La 'conduttività elettrica di volume' e la 'resistività superficiale' sono determinate con l'ausilio della norma ASTM D-257 o norme nazionali equivalenti.

1C002    Leghe metalliche, polveri di leghe metalliche o materiali legati, come segue:

N.B.:CFR. ANCHE 1C202.

Nota:1C002 non sottopone ad autorizzazione le leghe metalliche, le polveri di leghe metalliche o i materiali legati per il rivestimento di substrati.

Note tecniche:

1.Le leghe metalliche specificate in 1C002 sono leghe contenenti una percentuale in peso del materiale indicato più elevata rispetto a qualsiasi altro elemento.

2.La 'vita fino alla rottura sotto sforzo' deve essere misurata conformemente alla norma ASTM E-139 o norme nazionali equivalenti.

3.La 'resistenza alla fatica oligociclica' deve essere misurata conformemente alla norma ASTM E-606 (Metodo raccomandato per la prova di resistenza alla fatica oligociclica ad ampiezza costante) o norme nazionali equivalenti. La prova deve essere assiale con un rapporto di carico medio uguale a 1 e coefficiente di concentrazione dei carichi (Kt) uguale a 1. Il carico medio è definito come carico massimo meno carico minimo diviso il carico massimo.

a.alluminuri, come segue:

1.alluminuri di nichelio contenenti in peso almeno il 15 % e non oltre il 38 % di alluminio e almeno un elemento di lega supplementare;

2.alluminuri di titanio contenenti in peso il 10 % o più di alluminio e almeno un elemento di lega supplementare;

b.leghe metalliche costituite da polveri o particelle specificate in 1C002.c., come segue:

1.leghe di nichelio aventi una delle caratteristiche seguenti:

a.'vita fino alla rottura sotto sforzo' di 10 000 ore o più alla temperatura di 923 K (650 °C) e sotto un carico di 676 MPa; o

b.'resistenza alla fatica oligociclica' di 10 000 cicli o più alla temperatura di 823 K (550 °C) e sotto un carico massimo di 1 095 MPa;

2.leghe di niobio aventi una delle caratteristiche seguenti:

a.'vita fino alla rottura sotto sforzo' di 10 000 ore o più alla temperatura di 1 073 K (800 °C) e sotto un carico di 400 MPa; o

b.'resistenza alla fatica oligociclica' di 10 000 cicli o più alla temperatura di 973 K (700 °C) e sotto un carico massimo di 700 MPa;

3.leghe di titanio aventi una delle caratteristiche seguenti:

a.'vita fino alla rottura sotto sforzo' di 10 000 ore o più alla temperatura di 723 K (450 °C) e sotto un carico di 200 MPa; o

b.'resistenza alla fatica oligociclica' di 10 000 cicli o più alla temperatura di 723 K (450 °C) e sotto un carico massimo di 400 MPa;

4.leghe di alluminio aventi una delle caratteristiche seguenti:

a.resistenza alla trazione uguale o superiore a 240 MPa alla temperatura di 473 K (200 °C); o

b.resistenza alla trazione uguale o superiore a 415 MPa alla temperatura di 298 K (25 °C);

5.leghe di magnesio aventi tutte le caratteristiche seguenti:

a.resistenza alla trazione uguale o superiore a 345 MPa; e

b.tasso di corrosione inferiore a 1 mm/anno in una soluzione acquosa di cloruro di sodio al 3 % misurato conformemente alla norma ASTM G-31 o norme nazionali equivalenti;

c.polveri o particelle di leghe metalliche aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.costituite da uno dei sistemi di composizione seguenti:

Nota tecnica:

Nelle formule che seguono X = uno o più elementi della lega.

a.leghe di nichelio (Ni-Al-X, Ni-X-Al) qualificate per parti o componenti di motori a turbina, cioè con meno di 3 particelle non metalliche (introdotte nel corso del processo di fabbricazione) con dimensioni superiori a 100 μm per 109 particelle di lega;

b.leghe di niobio (Nb-Al-X o Nb-X-Al, Nb-Si-X o Nb-X-Si, Nb-Ti-X o Nb-X-Ti);

c.leghe di titanio (Ti-Al-X o Ti-X-Al);

d.leghe di alluminio (Al-Mg-X o Al-X-Mg, Al-Zn-X o Al-X-Zn, Al-Fe-X o Al-X-Fe); o

e.leghe di magnesio (Mg-Al-X o Mg-X-Al);

2.ottenute in ambiente controllato con uno dei processi seguenti:

a."atomizzazione sotto vuoto";

b."atomizzazione a gas";

c."atomizzazione centrifuga";

d."tempra rapida";

e."tempra su cilindro" e "polverizzazione";

f."estrazione in fusione" e "polverizzazione";

g."lega meccanica"; o

h."atomizzazione a plasma"; e

3.in grado di formare i materiali specificati in 1C002.a. o 1C002.b.;

d.materiali legati aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.costituiti da uno dei sistemi di composizione specificati in 1C002.c.1.;

2.sotto forma di pagliuzze, nastri o bacchette sottili, non polverizzati; e

3.ottenuti in ambiente controllato con uno dei processi seguenti:

a."tempra rapida";

b."tempra su cilindro"; o

c."estrazione in fusione".

1C003    Metalli magnetici di qualsiasi tipo e forma, aventi una delle caratteristiche seguenti:

a.permeabilità iniziale relativa di 120 000 o superiore e spessore di 0,05 mm o inferiore;

Nota tecnica:

La misura della permeabilità iniziale relativa deve essere effettuata sui materiali dopo completa ricottura.

b.leghe magnetostrittive aventi una delle caratteristiche seguenti:

1.magnetostrizione di saturazione superiore a 5 × 10-4; o

2.fattore di accoppiamento magnetomeccanico (k) superiore a 0,8; o

c.strisce di leghe amorfe o 'nanocristalline' aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.composizione avente almeno il 75 % in peso di ferro, cobalto o nichelio;

2.induzione magnetica di saturazione (Bs) di 1,6 T o superiore; e

3.una delle caratteristiche seguenti:

a.spessore della striscia di 0,02 mm o inferiore; o

b.resistività elettrica di 2 × 10-4 ohm cm o superiore.

Nota tecnica:

I materiali 'nanocristallini' di cui all'1C003.c. sono materiali aventi una dimensione dei grani cristallini uguale o inferiore a 50 nm, determinata mediante diffrazione di raggi X.

1C004    Leghe di uranio titanio o leghe di tungsteno con una "matrice" a base di ferro, nichelio o rame, aventi le caratteristiche seguenti:

a.densità superiore a 17,5 g/cm3;

b.limite di elasticità superiore a 880 MPa;

c.carico di rottura superiore a 1 270 MPa; e

d.allungamento superiore all'8 %.

1C005    Conduttori "compositi" "superconduttori" di lunghezza superiore a 100 m o con massa superiore a 100 g, come segue:

a.conduttori "compositi" "superconduttori" contenenti uno o più 'filamenti' al niobio-titanio, aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.integrati in una "matrice" diversa da una "matrice" di rame o da una "matrice" mista a base di rame; e

2.aventi area della sezione trasversale inferiore a 0,28 × 10-4 mm2 (6 μm di diametro per i 'filamenti' circolari);

b.conduttori "compositi" "superconduttori" costituiti da uno o più 'filamenti' "superconduttori" diversi dal niobio-titanio, aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1."temperatura critica", ad induzione magnetica nulla, superiore a 9,85 K (- 263,31 °C); e

2.mantenimento dello stato "superconduttore" ad una temperatura di 4,2 K (- 268,96 °C), quando esposti ad un campo magnetico orientato in qualsiasi direzione perpendicolare all'asse longitudinale del conduttore e corrispondente a una induzione magnetica di 12 T con densità di corrente critica superiore a 1 750 A/mm2 sulla sezione trasversale totale del conduttore;

c.conduttori "compositi" "superconduttori" costituiti da uno o più 'filamenti' "superconduttori" che mantengono lo stato "superconduttore" a una temperatura superiore a 115 K (- 158,16 °C).

Nota tecnica:

Ai fini di 1C005, i 'filamenti' possono essere in forma di fili, cilindri, pellicole, nastri e strisce.

1C006    Fluidi e sostanze lubrificanti, come segue:

a.fluidi idraulici che contengono come ingredienti principali uno dei composti o delle sostanze seguenti:

1.'oli di idrocarburi al silicone' sintetici aventi tutte le caratteristiche seguenti:

Nota tecnica:

Ai fini di 1C006.a.1., gli 'oli di idrocarburi al silicone' contengono esclusivamente silicio, idrogeno e carbonio.

a.'punto di infiammabilità' superiore a 477 K (204 °C);

b.'punto di scorrimento' a 239 K (- 34 °C) o inferiore;

c.'indice di viscosità' di 75 o superiore; e

d.'stabilità termica' a 616 K (343 °C); o

2.'clorofluorocarburi' aventi tutte le caratteristiche seguenti:

Nota tecnica:

Ai fini di 1C006.a.2., i 'clorofluorocarburi' contengono esclusivamente carbonio, fluoro e cloro.

a.nessun 'punto di infiammabilità';

b.'temperatura di autoaccensione' superiore a 977 K (704 °C);

c.'punto di scorrimento' a 219 K (- 54 °C) o inferiore;

d.'indice di viscosità' di 80 o superiore; e

e.punto di ebollizione a 473 K (200 °C) o superiore;

b.sostanze lubrificanti contenenti come ingredienti principali uno dei composti o delle sostanze seguenti:

1.eteri o tio-eteri di fenilene o di alchilfenilene, o loro miscele, contenenti più di due funzioni etere o tio-etere o loro miscele; o

2.fluidi fluorurati al silicone, aventi viscosità cinematica, misurata a 298 K (25 °C), inferiore a 5 000 mm2/s (5 000 centistoke);

c.fluidi di ammortizzamento o di flottazione aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.purezza superiore al 99,8 %;

2.contenenti meno di 25 particelle di dimensione uguale o superiore a 200 μm per 100 ml; e

3.costituiti per almeno l'85 % di uno dei seguenti:

a.dibromotetrafluoroetano (CAS 25497-30-7, 124-73-2, 27336-23-8);

b.policlorotrifluoroetilene (solo modificazioni oleose e cerose); o

c.polibromotrifluoroetilene;

d.fluidi di raffreddamento ai fluorocarburi per parti elettroniche aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.contenuto in peso pari all'85 % o più di uno degli elementi seguenti o loro miscele:

a.forme monomeriche di perfluoropolialchiletertriazine o perfluoro-eteri-alifatici;

b.perfluoroalchilammine;

c.perfluorocicloalcani; o

d.perfluoroalcani;

2.densità uguale o superiore a 1,5 g/ml a 298 K (25 °C);

3.stato liquido a 273 K (0 °C); e

4.contenuto in peso del 60 % o più di fluoro.

Nota:1C006.d. non sottopone ad autorizzazione i materiali specificati e confezionati come prodotti medici.

Nota tecnica:

Ai fini di 1C006:

1.il 'punto di infiammabilità' è determinato con il metodo Cleveland a vaso aperto, indicato nella norma ASTM D-92 o norme nazionali equivalenti;

2.il 'punto di scorrimento' è determinato con il metodo descritto nella norma ASTM D-97 o norme nazionali equivalenti;

3.l''indice di viscosità' è determinato con il metodo descritto nella norma ASTM D-2270 o norme nazionali equivalenti;

4.la 'stabilità termica' è determinata con la procedura di prova seguente o con altre procedure nazionali equivalenti:

20 ml di fluido da provare sono introdotti in una camera d'acciaio inossidabile tipo 317 di 46 ml contenente una sfera di ciascuno dei materiali seguenti: acciaio per utensili M-10, acciaio 52100 e bronzo di qualità marina (60 % Cu, 39 % Zn, 0,75 % Sn), ciascuna sfera con diametro (nominale) di 12,5 mm.

La camera è pulita con azoto e sigillata alla pressione atmosferica e la temperatura viene portata a 644 K ± 6 K (371 ± 6 °C) e mantenuta a questo livello per 6 ore.

Il campione è considerato termicamente stabile se al termine del processo sopra descritto sono verificate tutte le condizioni seguenti:

a.la perdita di peso di ciascuna sfera è inferiore a 10 mg/mm2 della superficie della sfera;

b.la diminuzione della viscosità iniziale, stabilita a 311 K (38 °C), è inferiore al 25 %; e

c.l'indice di basicità o di acidità totale è inferiore a 0,40;

5.la 'temperatura di autoaccensione' è determinata con il metodo descritto nella norma ASTM E-659 o norme nazionali equivalenti.

1C007    Polveri ceramiche, materiali ceramici non "compositi", materiali "compositi" a matrice Ö "matrice" Õ ceramica e materiali precursori, come segue:

N.B.:    CFR. ANCHE 1C107.

a.polveri ceramiche di boruri di titanio semplici o complessi, aventi impurità metalliche totali, non comprese le aggiunte intenzionali, inferiori a 5 000 ppm, dimensione media della particella uguale o inferiore a 5 μm e non più del 10 % di particelle superiori a 10 μm;

b.materiali ceramici non "compositi", sotto forma grezza o semilavorata, composti di boruri di titanio con densità uguale o superiore al 98 % del valore teorico;

Nota:1C007.b. non sottopone ad autorizzazione gli abrasivi.

c.materiali "compositi" ceramica-ceramica, a "matrice" di vetro o di ossido e rinforzati con fibre aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.costituite da uno dei seguenti materiali:

a.Si-N;

b.Si-C;

c.Si-Al-O-N; o

d.Si-O-N; e

2.con un "carico di rottura specifico" superiore a 12,7 × 103 m;

d.materiali "compositi" ceramica-ceramica, con o senza fase metallica continua, contenenti particelle, materiale filiforme o fibre, nei quali i carburi o i nitruri di silicio, di zirconio o di boro costituiscono la "matrice";

e.materiali precursori (cioè materiali speciali polimerici o metallo-organici) per la produzione di qualsiasi fase o di tutte le fasi dei materiali specificati in 1C007.c., come segue:

1.polidiorganosilani (per la produzione di carburo di silicio);

2.polisilazani (per la produzione di nitruro di silicio);

3.policarbosilazani (per la produzione di ceramiche comprendenti componenti di silicio, di carbonio e di azoto);

f.materiali "compositi" ceramica-ceramica a "matrice" di vetro o di ossido rinforzati con fibre continue corrispondenti a uno dei sistemi seguenti:

1.Al2O3 (CAS 1344-28-1); o

2.Si-C-N.

Nota:1C007.f. non sottopone ad autorizzazione i materiali "compositi" contenenti fibre corrispondenti a detti sistemi con un carico di rottura specifico della fibra inferiore a 700 MPa a 1 273 K (1 000 °C) o una resistenza allo scorrimento della fibra superiore all'1 % dell'allungamento da scorrimento ad un carico di 100 MPa e ad una temperatura di 1 273 K (1 000 °C) per un periodo di 100 ore.

1C008    Sostanze polimeriche non fluorurate, come segue:

a.immidi, come segue:

1.bismaleimmidi;

2.poliammidi-immidi aromatiche (PAI) aventi 'temperatura di transizione vetrosa (Tg)' superiore a 563 K (290 °C);

3.poliimmidi aromatiche aventi 'temperatura di transizione vetrosa (Tg)' superiore a 505 K (232 °C);

4.polieteriimmidi aromatiche aventi 'temperatura di transizione vetrosa (Tg)' superiore a 563 K (290 °C);

Nota:1C008.a. sottopone ad autorizzazione le sostanze in forma "fusibile" liquida o solida, incluse resine, polveri, palline, pellicole, fogli, nastri o strisce.

N.B.:Per le poliimmidi aromatiche non "fusibili" sotto forma di pellicole, fogli, nastri o strisce, cfr. 1A003.

b.non utilizzato;

c.non utilizzato;

d.poliarilene chetoni;

e.poliarilene solfuri, dove il gruppo arilene è costituito da bifenilene, trifenilene o una loro combinazione;

f.polibifenilenetere solfone avente 'temperatura di transizione vetrosa (Tg)' superiore a 563 K (290 °C).

Nota tecnica:

1.La 'temperatura di transizione vetrosa (Tg)' per i materiali termoplastici in 1C008.a.2. e i materiali in 1C008.a.4. è determinata con il metodo descritto nella norma ISO 11357-2 (1999) o norme nazionali equivalenti.

2.La 'temperatura di transizione vetrosa (Tg)' per i materiali termoindurenti in 1C008.a.2. e i materiali in 1C008.a.3. è determinata con il metodo di flessione in tre punti descritto nella norma ASTM D 7028-07 o equivalenti nazionali. La prova va effettuata utilizzando un campione asciutto che ha raggiunto un minimo grado di indurimento del 90 %, come specificato da ASTM E 2160-04 o norma nazionale equivalente, ed è stato indurito mediante la combinazione di processi di indurimento standard e di post-indurimento che producono la Tg più elevata.

1C009    Composti fluorurati non trattati, come segue:

a.copolimeri di fluoruro di vinilidene aventi struttura cristallina beta del 75 % o più senza stiramento;

b.poliimmidi fluorurate contenenti in peso il 10 % o più di fluoro combinato;

c.elastomeri di fosfazene fluorurato contenenti in peso il 30 % o più di fluoro combinato.

1C010    "Materiali fibrosi o filamentosi", come segue:

N.B.:    CFR. ANCHE 1C210 E 9C110.

Note tecniche:

1.Ai fini del calcolo del "carico di rottura specifico", del "modulo specifico" o del peso specifico di "materiali fibrosi o filamentosi" in 1C010.a., 1C010.b. 1C010.c. o 1C010.e.1.b., il carico di rottura e il modulo devono essere determinati utilizzando il metodo A descritto nella norma ISO 10618 (2004) o norme nazionali equivalenti.

2.La valutazione del "carico di rottura specifico", del "modulo specifico" o del peso specifico dei "materiali fibrosi o filamentosi" non unidirezionali (ad esempio tessuti, tappeti irregolari o trecce) in 1C010 deve essere basata sulle proprietà meccaniche dei monofilamenti unidirezionali costituenti (ad esempio monofilamenti, filati, fasci di fibre o cavi) prima della trasformazione in "materiali fibrosi o filamentosi" non unidirezionali.

a."materiali fibrosi o filamentosi" organici aventi entrambe le caratteristiche seguenti:

1."modulo specifico" superiore a 12,7 × 106 m; e

2."carico di rottura specifico" superiore a 23,5 × 104 m;

Nota:1C010.a. non sottopone ad autorizzazione il polietilene.

b."materiali fibrosi o filamentosi" al carbonio, aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1."modulo specifico" superiore a 14,65 × 106 m; e

2."carico di rottura specifico" superiore a 26,82 × 104 m;

Nota:1C010.b. non sottopone ad autorizzazione:

a.i "materiali fibrosi o filamentosi" per la riparazione di prodotti laminati o di strutture di "aeromobili civili", aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.area non superiore a 1 m2;

2.lunghezza non superiore a 2,5 m; e

3.larghezza superiore a 15 mm;

b.i "materiali fibrosi o filamentosi" al carbonio affettati, fresati o tagliati meccanicamente, di lunghezza uguale o inferiore a 25 mm.

c."materiali fibrosi o filamentosi" inorganici aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1."modulo specifico" superiore a 2,54 × 106 m; e

2.punto di fusione, rammollimento, decomposizione o sublimazione superiore a 1 922 K (1 649 °C) in ambiente inerte;

Nota:1C010.c. non sottopone ad autorizzazione:

a.le fibre di allumina policristalline, polifasate e discontinue, a forma di fibre tagliate o di piastre irregolari, contenenti il 3 % o più in peso di silice ed aventi "modulo specifico" inferiore a 10 × 106 m;

b.le fibre di molibdeno e di leghe di molibdeno;

c.le fibre di boro;

d.le fibre di ceramiche discontinue il cui punto di fusione, rammollimento, decomposizione o sublimazione in ambiente inerte è inferiore a 2 043 K (1 770 °C).

d."materiali fibrosi o filamentosi" aventi una delle caratteristiche seguenti:

1.costituiti da uno degli elementi seguenti:

a.polieteriimmidi specificate in 1C008.a.; o

b.materiali specificati in 1C008.d., fino a 1C008.f.; o

2.costituiti da materiali specificati in 1C010.d.1.a. o 1C010.d.1.b. e "miscelati" con altre fibre specificate in 1C010.a., 1C010.b. o 1C010.c.;

e."materiali fibrosi o filamentosi" completamente o parzialmente impregnati di resina o di catrame (preimpregnati), "materiali fibrosi o filamentosi" rivestiti di metallo o di carbonio (preformati) o "preformati di fibre di carbonio", aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.aventi una delle caratteristiche seguenti:

a."materiali fibrosi o filamentosi" inorganici specificati in 1C010.c.; o

b."materiali fibrosi o filamentosi" organici o al carbonio, aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1."modulo specifico" superiore a 10,15 × 106 m; e

2."carico di rottura specifico" superiore a 17,7 × 104 m; e

2.aventi una delle caratteristiche seguenti:

a.resina o catrame specificati in 1C008 o 1C009.b.;

b.'temperatura di transizione vetrosa per analisi meccanica dinamica (DMA Tg)' uguale o superiore a 453 K (180 °C) e con resina fenolica; o

c.'temperatura di transizione vetrosa per analisi meccanica dinamica (DMA Tg)' uguale o superiore a 505 K (232 °C) e con resina o catrame non specificati in 1C008 o 1C009.b., esclusa la resina fenolica.

Nota 1:I "materiali fibrosi o filamentosi" rivestiti di metallo o di carbonio (preformati) o i "preformati di fibre di carbonio", non impregnati di resina o di catrame, sono specificati dai "materiali fibrosi o filamentosi" in 1C010.a., 1C010.b. o 1C010.c.

Nota 2:1C010.e. non sottopone ad autorizzazione:

a.i "materiali fibrosi o filamentosi" al carbonio impregnati in una "matrice" di resina epossidica (preimpregnati) per la riparazione di prodotti laminati o di strutture di "aeromobili civili", aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.area non superiore a 1 m2;

2.lunghezza non superiore a 2,5 m; e

3.larghezza superiore a 15 mm;

b."materiali fibrosi o filamentosi" al carbonio affettati, fresati o tagliati meccanicamente, di lunghezza uguale o inferiore a 25,0 mm, completamente o parzialmente impregnati di resina o di catrame, quando si utilizzano resina o catrame diversi da quelli specificati da 1C008 o 1C009.b.

Nota tecnica:

La 'temperatura di transizione vetrosa per analisi meccanica dinamica (DMA Tg)' dei materiali specificati da 1C010.e. è determinata con il metodo descritto nella norma ASTM D 7028-07, o norma nazionale equivalente, su un campione asciutto. Nel caso dei materiali termoindurenti, il grado di indurimento di un campione asciutto deve essere almeno del 90 % quale definito dalla norma ASTM E 2160-04 o norma nazionale equivalente.

1C011    Metalli e composti, come segue:

N.B.:    CFR. ANCHE L'ELENCO DEI MATERIALI DI ARMAMENTO e 1C111.

a.metalli con particelle di dimensioni inferiori a 60 μm di forma sferica, atomizzata, sferoidale, in scaglie o macinate, ricavate da materiali costituiti per il 99 % o più di zirconio, magnesio e loro leghe;

Nota tecnica:

Il contenuto naturale di afnio nello zirconio (normalmente dal 2 % al 7 %) è conteggiato con lo zirconio.

Nota:I metalli o le leghe in 1C011.a. sono sottoposti ad autorizzazione indipendentemente dal fatto che siano incapsulati in alluminio, magnesio, zirconio o berillio.

b.boro o leghe di boro aventi particelle di dimensioni uguali o inferiori a 60 μm, come segue:

1.boro con un grado di purezza pari o superiore all'85 % in peso;

2.leghe di boro con un tenore di boro pari o superiore all'85 % in peso;

Nota:I metalli o le leghe in 1C011.b. sono sottoposti ad autorizzazione indipendentemente dal fatto che siano incapsulati in alluminio, magnesio, zirconio o berillio.

c.nitrato di guanidina (CAS 506-93-4);

d.nitroguanidina (NQ) (CAS 556-88-7).

N.B.:Cfr. anche l'elenco dei materiali di armamento per le polveri di metallo mescolate con altre sostanze per ottenere una miscela formulata per uso militare.

1C012    Materiali, come segue:

Nota tecnica:

Questi materiali sono utilizzati di norma per sorgenti di calore nucleari.

a.plutonio sotto qualsiasi forma, con tenore isotopico di plutonio-238 maggiore del 50 % in peso;

Nota:1C012.a. non sottopone ad autorizzazione:

a.le spedizioni contenenti un grammo di plutonio o meno;

b.le spedizioni contenenti tre "grammi effettivi" o meno se contenuti in un componente sensibile di strumenti.

b.nettunio-237 "precedentemente separato" sotto qualsiasi forma.

Nota:1C012.b. non sottopone ad autorizzazione le spedizioni contenenti un grammo di nettunio-237 o meno.

1C101    Materiali e dispositivi per la riduzione di caratteristiche osservabili quali la riflettività radar, la segnatura ultravioletta/infrarossa e la segnatura acustica, diversi da quelli specificati in 1C001, utilizzabili in 'missili', sottosistemi di "missili" o veicoli aerei senza equipaggio specificati in 9A012 o 9A112.a.

Nota 1:1C101 comprende:

a.materiali strutturali e rivestimenti appositamente progettati per ridurre la riflettività radar;

b.rivestimenti, incluse le vernici, appositamente progettati per ridurre o adattare opportunamente la capacità di emissione o di riflessione negli spettri a microonde, infrarosso o ultravioletto dello spettro elettromagnetico.

Nota 2:1C101 non comprende i rivestimenti appositamente utilizzati per il controllo termico dei satelliti.

Nota tecnica:

In 1C101 per 'missili' si intendono sistemi completi a razzo e sistemi di veicoli aerei senza equipaggio con una portata superiore a 300 km.

1C102    Materiali risaturati pirolizzati carbonio-carbonio progettati per i veicoli di lancio nello spazio specificati in 9A004 o i razzi sonda specificati in 9A104.

1C107    Grafite e materiali ceramici, diversi da quelli specificati in 1C007, come segue:

a.grafiti a grani fini con densità di massa uguale o superiore a 1,72 g/cm3 misurata a 288 K (15 °C) ed aventi una dimensione dei grani uguale o inferiore a 100 μm, utilizzabili per ugelli di razzi e per punte di ogive di veicoli di rientro, che possono essere lavorate in uno dei seguenti prodotti:

1.cilindri aventi diametro uguale o superiore a 120 mm e lunghezza uguale o superiore a 50 mm;

2.tubi aventi diametro interno uguale o superiore a 65 mm, spessore di parete uguale o superiore a 25 mm e lunghezza uguale o superiore a 50 mm; o

3.blocchi di dimensioni uguali o superiori a 120 mm × 120 mm × 50 mm;

N.B.:Cfr. anche 0C004.

b.grafiti ottenute per pirolisi o grafiti rinforzate con fibre, utilizzabili per ugelli di razzi e per punte di ogive di veicoli di rientro utilizzabili in "missili", veicoli di lancio nello spazio specificati in 9A004 o razzi sonda specificati in 9A104;

N.B.:Cfr. anche 0C004.

c.materiali ceramici compositi (con costante dielettrica inferiore a 6 per frequenze comprese tra 100 MHz e 100 GHz), per l'uso in cupole di protezione di antenne (radome) utilizzabili in "missili", veicoli di lancio nello spazio specificati in 9A004 o razzi sonda specificati in 9A104;

d.ceramiche rinforzate al carburo di silicio non ossidate lavorabili a macchina utilizzabili per punte di ogive utilizzabili in "missili", veicoli di lancio nello spazio specificati in 9A004 o razzi sonda specificati in 9A104;

e.materiali ceramici compositi rinforzati al carburo di silicio utilizzabili per punte di ogive, veicoli di rientro e alette di ogive utilizzabili in "missili", veicoli di lancio nello spazio specificati in 9A004 o razzi sonda specificati in 9A104.

1C111    Propellenti e costituenti chimici per propellenti diversi da quelli in 1C011, come segue:

a.sostanze propulsive:

1.polvere sferica o sferoidale di alluminio, diversa da quella specificata nell'elenco dei materiali di armamento, con particelle di dimensione inferiore a 200 μm e contenuto di alluminio in peso uguale o superiore al 97 % se almeno il 10 % del peso totale è costituito di particelle di diametro inferiore a 63 μm conformemente alla norma ISO 2591-1:1988 o a norme nazionali equivalenti;

Nota tecnica:

Una dimensione di particella di 63 μm (ISO R-565) corrisponde a una rete a maglia fitta 250 (Tyler) o 230 (ASTM E-11).

2.Polveri di metalli, diverse da quelle specificate nell'elenco dei materiali di armamento, come segue:

a.polveri di metallo di zirconio, berillio o magnesio, o leghe di questi metalli, se almeno il 90 % del totale delle particelle in volume o in peso delle particelle è costituito da particelle di dimensioni inferiori a 60 μm (determinate mediante tecniche di misurazione quali utilizzo di un setaccio, diffrazione mediante laser o scansione ottica), di forma sferica, atomizzata, sferoidale, in scaglie o macinate, costituite per il 97 % o più in peso da uno degli elementi seguenti:

1.zirconio;

2.berillio; o

3.magnesio;

Nota tecnica:

Il contenuto naturale di afnio nello zirconio (normalmente dal 2 % al 7 %) è conteggiato con lo zirconio.

b.polveri di metallo di boro o leghe di boro con un contenuto pari o superiore all'85 % di boro in peso, se almeno il 90 % del totale delle particelle in volume o in peso delle particelle è costituito da particelle di dimensioni inferiori a 60 μm (determinate mediante tecniche di misurazione quali utilizzo di un setaccio, diffrazione mediante laser o scansione ottica), di forma sferica, atomizzata, sferoidale, in scaglie o macinate;

Nota:1C111a.2.a. e 1C111a.2.b. sottopongono ad autorizzazione le miscele di polveri con una distribuzione multimodale delle particelle (per esempio le miscele con grane differenti) se una o più modalità sono sottoposte ad autorizzazione.

3.sostanze ossidanti utilizzabili per motori a razzo a propellente liquido, come segue:

a.triossido di diazoto (CAS 10544-73-7);

b.diossido di azoto (CAS 10102-44-0)/tetrossido di diazoto (CAS 10544-72-6);

c.pentossido di diazoto (CAS 10102-03-1);

d.ossidi misti di azoto (MON);

Nota tecnica:

Gli ossidi misti di azoto (MON) sono soluzioni di ossido nitrico (NO) in triossido di diazoto/diossido di azoto (N2O4/NO2) che possono essere utilizzate in sistemi missilistici. Esiste una serie di composizioni che possono essere definite MONi o MONij, dove i e j sono interi che rappresentano la percentuale di ossido di azoto nella miscela (ad esempio MON3 contiene il 3 % di ossido di azoto, MON25 il 25 % di ossido di azoto. Un limite massimo è MON40, 40 % in peso).

e.per l'acido nitrico fumante rosso inibito (IRFNA), CFR. L'ELENCO DEI MATERIALI DI ARMAMENTO;

f.per i composti contenenti fluoro e uno o più alogeni, ossigeno o azoto, CFR. L'ELENCO DEI MATERIALI DI ARMAMENTO E 1C238;

4.derivati dell'idrazina, come segue:

N.B.:CFR. ANCHE L'ELENCO DEI MATERIALI DI ARMAMENTO.

a.trimetilidrazina (CAS 1741-01-1);

b.tetrametilidrazina (CAS 6415-12-9);

c.N,N diallilidrazina (CAS 5164-11-4);

d.allilidrazina (CAS 7422-78-8);

e.etilen-diidrazina;

f.dinitrato di monometilidrazina;

g.nitrato di dimetilidrazina asimmetrica;

h.azide di idrazinio (CAS 14546-44-2);

i.azide di dimetilidrazinio;

j.dinitrato di idrazinio (CAS 13464-98-7);

k.diidrazina dell'acido di diimmidoossalico (CAS 3457-37-2);

l.nitrato di 2-idrossietilidrazina (HEHN);

m.per il perclorato di idrazinio, cfr. l'elenco dei materiali di armamento;

n.diperclorato di idrazinio (CAS 13812-39-0);

o.nitrato di metilidrazina (MHN) (CAS 29674-96-2);

p.nitrato di dietilidrazina (DEHN);

q.nitrato di 3,6-diidrotetrazina (nitrato di 1,4-diidrotetrazina) (DHTN);

5.materiali ad alta densità di energia, diversi da quelli specificati nell'elenco dei materiali di armamento, utilizzabili nei 'missili' o veicoli aerei senza equipaggio specificati in 9A012 o 9A112.a.;

a.combustibile misto che incorpora combustibili sia solidi che liquidi, quali l'impasto di boro, aventi densità di energia in base alla massa uguale o superiore a 40 × 106 J/kg;

b.altri combustibili e additivi di combustibili ad alta densità di energia (quali cubano, soluzioni ioniche, JP-10) aventi densità di energia in base al volume uguale o superiore a 37,5 × 109 J/m3, misurata a 20 °C e pressione di un'atmosfera (101,325 kPa);

Nota:1C111.a.5.b. non sottopone ad autorizzazione i combustibili fossili raffinati e biocombustibili derivati da vegetali, inclusi i combustibili per motori omologati per l'uso nell'aviazione civile, a meno che non siano appositamente formulati per i 'missili' o veicoli aerei senza equipaggio specificati in 9A012 o 9A112.a.

Nota tecnica:

In 1C111.a.5. per 'missili' si intendono sistemi completi a razzo e sistemi di veicoli aerei senza equipaggio con una portata superiore a 300 km.

6.combustibili sostitutivi dell'idrazina, come segue:

1,2-dimetilaminoetilazide (DMAZ) (CAS 86147-04-8);

b.sostanze polimeriche:

1.polibutadiene con terminali carbossilici (CTPB);

2.polibutadiene con terminali idrossilici (HTPB), diverso da quello specificato nell'elenco dei materiali di armamento;

3.polibutadieneacido acrilico (PBAA);

4.polibutadiene-acido acrilico-acrilonitrile (PBAN);

5.politetraidrofurano-polietilenglicole (TPEG);

Nota tecnica:

Il politetraidrofurano-polietilenglicole (TPEG) è un copolimero a blocchi del poli 1,4-butandiolo (CAS 110-63-4) e polietilenglicole (PEG) (CAS 25322-68-3).

6.poliglicidilnitrato (PGN o poli-GLYN) (CAS 27814-48-8);

c.altri additivi e agenti per propellenti:

1.per carborani, decaborani, pentaborani e relativi derivati, CFR. L'ELENCO DEI MATERIALI DI ARMAMENTO;

2.trietileneglicoldinitrato (TEGDN) (CAS 111-22-8);

3.2-nitrodifenilammina (CAS 119-75-5);

4.trimetiloletano trinitrato (TMETN) (CAS 3032-55-1);

5.dinitrato glicol dietilenico (DEGDN) (CAS 693-21-0);

6.derivati del ferrocene, come segue:

a.per il catocene, cfr. l'elenco dei materiali di armamento;

b.per l'etil-ferrocene, cfr. l'elenco dei materiali di armamento;

c.per il propil-ferrocene, cfr. l'elenco dei materiali di armamento;

d.per l'n-butil-ferrocene, cfr. l'elenco dei materiali di armamento;

e.per il pentil-ferrocene (CAS 1274-00-6), cfr. l'elenco dei materiali di armamento;

f.per il diciclopentil-ferrocene, cfr. l'elenco dei materiali di armamento;

g.per il dicicloesil-ferrocene, cfr. l'elenco dei materiali di armamento;

h.per il dietil-ferrocene, cfr. l'elenco dei materiali di armamento;

i.per il dipropil-ferrocene, cfr. l'elenco dei materiali di armamento;

j.per il dibutil-ferrocene, cfr. l'elenco dei materiali di armamento;

k.per il diesil-ferrocene, cfr. l'elenco dei materiali di armamento;

l.per l'acetil-ferrocene (CAS 1271-55-2)/1,1'-diacetil-ferrocene, cfr. l'elenco dei materiali di armamento;

m.per gli acidi carbossilici del ferrocene, cfr. l'elenco dei materiali di armamento;

n.per il butacene, cfr. l'elenco dei materiali di armamento;

o.altri derivati del ferrocene utilizzabili come modificatori della velocità di combustione del propellente per razzi, diversi da quelli specificati nell'elenco dei materiali di armamento;

Nota:1C111.c.6.o. non sottopone ad autorizzazione i derivati del ferrocene che contengono un gruppo funzionale aromatico di sei atomi di carbonio legato alla molecola di ferrocene.

7.4,5 diazidometil-2-metil-1,2,3-triazolo (iso-DAMTR), diverso da quello specificato nell'elenco dei materiali di armamento.

Nota:Per i propellenti e costituenti chimici per i propellenti non specificati in 1C111, cfr. l'elenco dei materiali di armamento.

1C116    Acciai Maraging, utilizzabili in 'missili', aventi tutte le caratteristiche seguenti:

N.B.:CFR. ANCHE 1C216.

a.carico di rottura, misurato alla temperatura di 293 K (20 °C), pari o superiore a:

1.0,9 GPa nella soluzione allo stato ricotto; o

2.1,5 GPa nella soluzione in fase di indurimento per precipitazione; e

b.una delle forme seguenti:

1.fogli, lamiere o tubi con spessore delle lamiere o delle pareti uguale o inferiore a 5,0 mm;

2.forme tubolari con spessore delle pareti uguale o inferiore a 50 mm e con diametro interno uguale o superiore a 270 mm.

Nota tecnica 1:

Gli acciai Maraging sono leghe di ferro:

1.generalmente caratterizzate da alto contenuto di nichelio, contenuto molto basso di carbonio e l'uso di elementi sostitutivi o precipitati per ottenere un aumento di resistenza e di durezza per invecchiamento della lega; e

2.sottoposte a cicli di trattamento termico per facilitare il processo di trasformazione martensitico (soluzione allo stato ricotto) e successivamente induriti per invecchiamento (fase di indurimento per precipitazione).

Nota tecnica 2:

In 1C116 per 'missili' si intendono sistemi completi a razzo e sistemi di veicoli aerei senza equipaggio capaci di una gittata superiore a 300 km.

1C117    Materiali per la fabbricazione di componenti di 'missili', come segue:

a.tungsteno e sue leghe sotto forma di particelle con un tenore di tungsteno uguale o superiore al 97 % in peso e dimensione delle particelle uguale o inferiore a 50 × 10-6 m (50 μm);

b.molibdeno e sue leghe sotto forma di particelle con un tenore di molibdeno uguale o superiore al 97 % in peso e dimensione delle particelle uguale o inferiore a 50 × 10-6 m (50 μm);

c.materiali in tungsteno sotto forma solida aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.una delle composizioni seguenti dei materiali:

a.tungsteno e sue leghe, contenenti in peso il 97 % o più di tungsteno;

b.tungsteno infiltrato con rame contenente in peso l'80 % o più di tungsteno; o

c.tungsteno infiltrato con argento contenente in peso l'80 % o più di tungsteno; e

2.utilizzabili per fabbricare uno dei prodotti seguenti:

a.cilindri aventi diametro uguale o superiore a 120 mm e lunghezza uguale o superiore a 50 mm;

b.tubi aventi diametro interno uguale o superiore a 65 mm, spessore di parete uguale o superiore a 25 mm e lunghezza uguale o superiore a 50 mm; o

c.blocchi di dimensioni uguali o superiori a 120 mm × 120 mm × 50 mm.

Nota tecnica:

In 1C117 per 'missili' si intendono sistemi completi a razzo e sistemi di veicoli aerei senza equipaggio capaci di una gittata superiore a 300 km.

1C118    Acciaio Duplex inossidabile stabilizzato al titanio (Ti-DSS):

a.avente tutte le caratteristiche seguenti:

1.contenuto di cromo in peso compreso tra 17,0 e 23,0 in percentuale e contenuto di nichelio in peso compreso tra 4,5 e 7,0 in percentuale;

2.contenuto di titanio in peso superiore a 0,10 in percentuale; e

3.microstruttura ferritica-austenitica (definita anche come microstruttura a due fasi) contenente almeno il 10 % in volume di austenite (conformemente alla norma ASTM E-1181-87 o a norme nazionali equivalenti); e

b.avente una delle seguenti forme:

1.lingotti o barre di dimensioni uguali o superiori a 100 mm in ogni dimensione;

2.fogli di larghezza uguale o superiore a 600 mm e spessore uguale o inferiore a 3 mm; o

3.tubi aventi diametro esterno uguale o superiore a 600 mm e spessore di parete uguale o inferiore a 3 mm.

1C202    Leghe diverse da quelle specificate in 1C002.b.3. o b.4., come segue:

a.leghe di alluminio aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.'carico di rottura' uguale o superiore a 460 MPa alla temperatura di 293 K (20 °C); e

2.in forma di tubi o altre forme cilindriche piene (compresi i forgiati) con diametro esterno superiore a 75 mm;

b.leghe di titanio aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.'carico di rottura' uguale o superiore a 900 MPa alla temperatura di 293 K (20 °C); e

2.in forma di tubi o altre forme cilindriche piene (compresi i forgiati) con diametro esterno superiore a 75 mm.

Nota tecnica:

L'espressione 'carico di rottura' è riferita alle leghe prima o dopo il trattamento termico.

1C210    'Materiali fibrosi o filamentosi' o materiali preimpregnati diversi da quelli specificati in 1C010.a., b. o e., come segue:

a.'materiali fibrosi o filamentosi' al carbonio o aramidici aventi una delle caratteristiche seguenti:

1."modulo specifico" uguale o superiore a 12,7 × 106 m; o

2."carico di rottura specifico" uguale o superiore a 23,5 × 104 m;

Nota:1C210.a. non sottopone ad autorizzazione i 'materiali fibrosi o filamentosi' aramidici contenenti lo 0,25 % o più in peso di un modificatore di superficie di fibre a base di estere.

b.'materiali fibrosi o filamentosi' di vetro aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1."modulo specifico" uguale o superiore a 3,18 × 106 m; e

2."carico di rottura specifico" uguale o superiore a 7,62 × 104 m;

c."filati", "fasci di fibre", "cavi" o "nastri" continui impregnati di resina termoindurente di larghezza uguale o inferiore a 15 mm (materiali preimpregnati), costituiti dai 'materiali fibrosi o filamentosi' di vetro o di carbonio specificati in 1C210.a. o b.

Nota tecnica:

La resina costituisce la matrice del composito.

Nota:    In 1C210 i 'materiali fibrosi o filamentosi' sono limitati a "monofilamenti", "filati", "fasci di fibre", "cavi" o "nastri" continui.

1C216    Acciaio Maraging diverso da quello specificato in 1C116, avente 'carico di rottura' uguale o superiore a 1 950 MPa alla temperatura di 293 K (20 °C).

Nota:1C216 non sottopone ad autorizzazione le forme nelle quali tutte le dimensioni lineari siano uguali o inferiori a 75 mm.

Nota tecnica:

L'espressione 'carico di rottura' è riferita all'acciaio Maraging prima o dopo il trattamento termico.

1C225    Boro arricchito in isotopo di boro-10 (10B) con abbondanza isotopica superiore a quella naturale, come segue: boro elementare, composti, miscele contenenti boro, relativi manufatti, scarti o avanzi di uno dei suddetti elementi.

Nota:In 1C225 le miscele contenenti boro includono i materiali caricati di boro.

Nota tecnica:

L'abbondanza isotopica naturale del boro-10 è pari a circa il 18,5 % in peso (20 % di atomi).

1C226    Tungsteno, carburo di tungsteno e leghe di tungsteno contenenti in peso più del 90 % di tungsteno, diversi da quelli specificati da 1C117, aventi entrambe le caratteristiche seguenti:

a.in forme aventi una simmetria cilindrica della parte cava (compresi segmenti di cilindro) con diametro interno tra 100 mm e 300 mm; e

b.massa superiore a 20 kg.

Nota:    1C226 non sottopone ad autorizzazione manufatti appositamente progettati per essere utilizzati come contrappesi o collimatori a raggi gamma.

1C227    Calcio avente entrambe le caratteristiche seguenti:

a.contenente meno di 1 000 parti per milione in peso di impurità metalliche tranne il magnesio; e

b.contenente meno di 10 parti per milione in peso di boro.

1C228    Magnesio avente entrambe le caratteristiche seguenti:

a.contenente meno di 200 parti per milione in peso di impurità metalliche tranne il calcio; e

b.contenente meno di 10 parti per milione in peso di boro.

1C229    Bismuto avente entrambe le caratteristiche seguenti:

a.purezza uguale o superiore al 99,99 % in peso; e

b.contenente meno di 10 parti per milione in peso di argento.

1C230    Berillio metallo, leghe contenenti in peso più del 50 % di berillio, composti di berillio, relativi manufatti e scarti o avanzi di uno dei suddetti elementi, diversi da quelli specificati nell'elenco dei materiali di armamento.

N.B.:CFR. ANCHE L'ELENCO DEI MATERIALI DI ARMAMENTO.

Nota:1C230 non sottopone ad autorizzazione le sostanze e i prodotti seguenti:

a.finestre di metallo per apparecchiature a raggi X o per dispositivi di profilo stratigrafico dei pozzi;

b.forme di ossido finite o semilavorate, appositamente progettate per parti di componenti elettronici o come substrati per circuiti elettronici;

c.berillio (silicato di berillio e alluminio) sotto forma di smeraldi o acquemarine.

1C231    Afnio metallo, leghe contenenti in peso più del 60 % di afnio, composti di afnio contenenti in peso più del 60 % di afnio, relativi manufatti e scarti o avanzi di uno dei suddetti elementi.

1C232    Elio-3 (3He), miscele contenenti elio-3 e prodotti o dispositivi contenenti uno dei suddetti elementi.

Nota:    1C232 non sottopone ad autorizzazione prodotti o dispositivi contenenti meno di 1 g di elio-3.

1C233    Litio arricchito in isotopo litio-6 (6Li) con abbondanza isotopica superiore a quella naturale e prodotti o dispositivi contenenti litio arricchito, come segue: litio elementare, leghe, composti, miscele contenenti litio, relativi manufatti e scarti o avanzi di uno dei suddetti elementi.

Nota:1C233 non sottopone ad autorizzazione dosimetri termoluminescenti.

Nota tecnica:

L'abbondanza isotopica naturale del litio-6 è pari a circa il 6,5 % in peso (7,5 % di atomi).

1C234    Zirconio con un contenuto di afnio inferiore a 1/500 in peso come segue: metallo, leghe contenenti più del 50 % di zirconio in peso, composti, loro manufatti e scarti o avanzi di uno dei suddetti elementi, diversi da quelli specificati in 0A001.f.

Nota:    1C234 non sottopone ad autorizzazione zirconio in lamine aventi spessore uguale o inferiore a 0,10 mm.

1C235    Trizio, composti e miscele contenenti trizio nei quali il rapporto in atomi trizio/idrogeno è superiore a 1/1 000, e prodotti o dispositivi contenenti uno dei suddetti elementi.

Nota:    1C235 non sottopone ad autorizzazione prodotti o dispositivi contenenti meno di 1,48 × 103 GBq (40 Ci) di trizio.

1C236    'Radionuclidi' appropriati per creare fonti di neutroni in base a una reazione alfa-n, diversi da quelli specificati in 0C001 e 1C012.a., nelle seguenti forme:

a.elementare;

b.composti aventi attività totale uguale o superiore a 37 GBq/kg (1 Ci/kg);

c.miscele aventi attività totale uguale o superiore a 37 GBq/kg (1 Ci/kg);

d.prodotti o dispositivi contenenti uno degli elementi summenzionati.

Nota:    1C236 non sottopone ad autorizzazione prodotti o dispositivi contenenti meno di 3,7 GBq (100 millicurie) di attività.

Nota tecnica:

In 1C236 si intende per 'radionuclidi':

attinio-225 (Ac-225),

attinio-227 (Ac-227),

californio-253 (Cf-253),

curio-240 (Cm-240),

curio-241 (Cm-241),

curio-242 (Cm-242),

curio-243 (Cm-243),

curio-244 (Cm-244),

einsteinio-253 (Es-253),

einsteinio-254 (Es-254),

gadolinio-148 (Gd-148),

plutonio-236 (Pu-236),

plutonio-238 (Pu-238),

polonio-208 (Po-208),

polonio-209 (Po-209),

polonio-210 (Po-210),

radio-223 (Ra-223),

torio-227 (Th-227),

torio-228 (Th-228),

uranio-230 (U-230),

uranio-232 (U-232).

1C237    Radio-226 (226Ra), leghe di radio-226, composti di radio-226, miscele contenenti radio-226, relativi manufatti e prodotti o dispositivi contenenti uno degli elementi summenzionati.

Nota:    1C237 non sottopone ad autorizzazione i prodotti seguenti:

a.applicazioni medicali;

b.prodotti o dispositivi contenenti meno di 0,37 GBq (10 millicurie) di radio-226.

1C238    Trifluoruro di cloro (ClF3).

1C239    Esplosivi ad alto potenziale, diversi da quelli specificati nell'elenco dei materiali di armamento, o sostanze o miscele contenenti più del 2 % in peso di qualsiasi esplosivo con densità dei cristalli superiore a 1,8 g/cm3 ed aventi una velocità di detonazione superiore a 8 000 m/s.

1C240    Polvere di nichelio e nichelio metallo poroso, diversi da quelli specificati in 0C005, come segue:

a.polvere di nichelio avente tutte le caratteristiche seguenti:

1.un contenuto di nichelio puro uguale o superiore al 99,0 % in peso; e

2.dimensione media delle particelle inferiore a 10 μm misurata secondo la norma ASTM B330;

b.nichelio metallo poroso prodotto con materiali specificati in 1C240.a.

Nota:1C240 non sottopone ad autorizzazione:

a.polveri di nichelio filamentoso;

b.fogli singoli di nichelio poroso con area uguale o inferiore a 1 000 cm2 per foglio.

Nota tecnica:

1C240.b. fa riferimento al metallo poroso fabbricato tramite compattazione e sinterizzazione dei materiali in 1C240.a. per formare un materiale metallico con pori di piccole dimensioni comunicanti in tutta la struttura.

1C241    Renio e leghe contenenti il 90 % o più in peso di renio, e leghe di renio e tungsteno contenenti il 90 % in peso o più di qualsiasi combinazione di renio e tungsteno, diverse da quelle specificate in 1C226, aventi tutte le seguenti caratteristiche:

a.in forme aventi una simmetria cilindrica della parte cava (compresi segmenti di cilindro) con diametro interno tra 100 e 300 mm; e

b.massa superiore a 20 kg.

1C350    Prodotti chimici che possono essere utilizzati come precursori per agenti tossicologici, come segue, e "miscele chimiche" contenenti una o più delle seguenti sostanze:

N.B.:    CFR. ANCHE L'ELENCO DEI MATERIALI DI ARMAMENTO E 1C450.

1.tiodiglicole (111-48-8);

2.ossicloruro di fosforo (10025-87-3);

3.metilfosfonato di dimetile (756-79-6);

4.CFR. L'ELENCO DEI MATERIALI DI ARMAMENTO per il difluoruro di metil-fosfonile (676-99-3);

5.dicloruro di metil-fosfonile (676-97-1);

6.fosfito di dimetile (868-85-9);

7.tricloruro di fosforo (7719-12-2);

8.fosfito di trimetile (121-45-9);

9.cloruro di tionile (7719-09-7);

10.3-idrossi-1-metilpiperidina (3554-74-3);

11.cloruro di N,N-diisopropile-2-amminoetile (96-79-7);

12.N,N-diisopropile-2-amminoetanetiolo (5842-07-9);

13.chinuclidin-3 olo (1619-34-7);

14.fluoruro di potassio (7789-23-3);

15.2-cloroetanolo (107-07-3);

16.dimetilammina (124-40-3);

17.etilfosfonato di dietile (78-38-6);

18.N,N-dimetilfosforammidato di dietile (2404-03-7);

19.fosfito di dietile (762-04-9);

20.cloridrato di dimetilammina (506-59-2);

21.dicloruro di etilfosfinile (1498-40-4);

22.dicloruro di etilfosfonile (1066-50-8);

23.CFR. L'ELENCO DEI MATERIALI DI ARMAMENTO per il difloruro di etilfosfonile (753-98-0);

24.acido fluoridrico (7664-39-3);

25.benzilato di metile (76-89-1);

26.dicloruro di metilfosfinile (676-83-5);

27.N,N-diisopropile-2-amminoetanolo (96-80-0);

28.alcool pinacolilico (464-07-3);

29.CFR. L'ELENCO DEI MATERIALI DI ARMAMENTO per l'O-etil-2-diisopropilammino-etil-metilfosfonato (QL) (57856-11-8);

30.fosfito di trietile (122-52-1);

31.tricloruro di arsenico (7784-34-1);

32.acido benzilico (76-93-7);

33.metilfosfonito di dietile (15715-41-0);

34.etilfosfonato di dimetile (6163-75-3);

35.difluoruro di etilfosfinile (430-78-4);

36.difluoruro di metilfosfinile (753-59-3);

37.3-chinuclidinone (3731-38-2);

38.pentacloruro di fosforo (10026-13-8);

39.pinacolone (75-97-8);

40.cianuro di potassio (151-50-8);

41.bifluoruro di potassio (7789-29-9);

42.bifluoruro di ammonio (1341-49-7);

43.fluoruro di sodio (7681-49-4);

44.bifluoruro di sodio (1333-83-1);

45.cianuro di sodio (143-33-9);

46.trietanolammina (102-71-6);

47.pentasolfuro di fosforo (1314-80-3);

48.diisopropilammina (108-18-9);

49.dietilamminoetanolo (100-37-8);

50.solfuro di sodio (1313-82-2);

51.monocloruro di zolfo (10025-67-9);

52.dicloruro di zolfo (10545-99-0);

53.cloridrato di trietanolammina (637-39-8);

54.cloridrato di N,N-diisopropile-2-amminoetilcloruro (4261-68-1);

55.acido metilfosfonico (993-13-5);

56.dietilmetilfosfonato (683-08-9);

57.N,N-dimetilfosforamidedicloruro (677-43-0);

58.triisopropilfosfito (116-17-6);

59.etildietanolammina (139-87-7);

60.O,O-Dietilfosforotioato (2465-65-8);

61.O,O-Dietilfosforoditioato (298-06-6);

62.esafluorosilicato di sodio (16893-85-9);

63.acido diclorometilfosfonico (676-98-2).

Nota 1:Per le esportazioni verso gli "Stati che non aderiscono alla convenzione sulle armi chimiche", 1C350 non sottopone ad autorizzazione le "miscele chimiche" contenenti una o più delle sostanze chimiche specificate alle voci 1C350.1, .3, .5, .11, .12, .13, .17, .18, .21, .22, .26, .27, .28, .31, .32, .33, .34, .35, .36, .54, .55, .56, .57 e .63 nelle quali nessuna sostanza chimica singolarmente specificata costituisce più del 10 % in peso della miscela.

Nota 2:Per le esportazioni verso gli "Stati che aderiscono alla convenzione sulle armi chimiche", 1C350 non sottopone ad autorizzazione le "miscele chimiche" contenenti una o più delle sostanze chimiche specificate alle voci 1C350.1, .3, .5, .11, .12, .13, .17, .18, .21, .22, .26, .27, .28, .31, .32, .33, .34, .35, .36, .54, .55, .56, .57 e .63 nelle quali nessuna sostanza chimica singolarmente specificata costituisce più del 30 % in peso della miscela.

Nota 3:1C350 non sottopone ad autorizzazione le "miscele chimiche" contenenti una o più delle sostanze chimiche specificate alle voci 1C350.2, .6, .7, .8, .9, .10, .14, .15, .16, .19, .20, .24, .25, .30, .37, .38, .39, .40, .41, .42, .43, .44, .45, .46, .47, .48, .49, .50, .51, .52, .53, .58, .59, .60, .61 e .62 nelle quali nessuna sostanza chimica singolarmente specificata costituisce più del 30 % in peso della miscela.

Nota 4:1C350 non sottopone ad autorizzazione i prodotti identificati come beni di consumo imballati per la vendita al dettaglio ad uso personale o imballati per uso individuale.

1C351    Agenti patogeni per gli animali e l'uomo e "tossine", come segue:

a.virus, naturali, potenziati o modificati, nella forma di "colture vive isolate" o in quella di materiale vivo deliberatamente inoculato o contaminato con tali colture, come segue:

1.virus della peste equina;

2.virus della peste suina africana;

3.virus Ande;

4.virus dell'influenza aviaria, come segue:

a.non caratterizzati; o

b.appartenenti a quelli definiti nell'allegato I, punto 2, della direttiva 2005/94/CE (GU L 10 del 14.1.2006, pag. 16) ed aventi elevata patogenicità, come segue:

1.virus di tipo A con un IVPI (indice di patogenicità intravenosa) superiore a 1,2 nei polli di 6 settimane; o

2.virus di tipo A dei sottotipi H5 o H7 con una sequenza genomica che codifica per amminoacidi basici multipli a livello del sito di clivaggio dell'emoagglutinina, analoga a quella osservata per altri virus dell'HPAI, indicativa del fatto che l'emoagglutinina può essere clivata da una proteasi ubiquitaria dell'ospite;

5.virus della bluetongue;

6.virus Chapare;

7.virus Chikungunya;

8.virus Choclo;

9.virus della febbre emorragica del Congo-Crimea;

10.virus della dengue;

11.virus Dobrava-Belgrado;

12.virus dell'encefalite equina orientale;

13.virus Ebola;

14.virus dell'afta epizootica;

15.virus del vaiolo caprino;

16.virus Guanarito;

17.Hantavirus;

18.virus Hendra (Morbillivirus equino);

19.herpes virus (morbo di Aujeszky);

20.virus della febbre suina (virus della peste suina);

21.virus dell'encefalite giapponese;

22.virus Junin;

23.virus della Foresta di Kyasanur;

24.virus della Laguna Negra;

25.virus della febbre di Lassa;

26.virus Louping ill;

27.virus Lujo;

28.virus della dermatite nodulare contagiosa dei bovini;

29.virus della coriomeningite linfocitaria;

30.virus Machupo;

31.virus Marburg;

32.virus del vaiolo delle scimmie;

33.virus dell'encefalite della Valle Murray;

34.virus della malattia di Newcastle;

35.virus Nipah;

36.virus della febbre emorragica di Omsk;

37.virus Oropouche;

38.virus della peste dei piccoli ruminanti;

39.enterovirus dei suini di tipo 9 (virus della malattia vescicolare dei suini);

40.virus Powassan;

41.virus della rabbia e tutti gli altri membri del genere Lyssavirus;

42.virus della febbre della Rift valley;

43.virus della peste bovina;

44.virus Rocio;

45.virus Sabia;

46.virus di Seoul;

47.virus del vaiolo ovino;

48.virus Sin nombre;

49.virus dell'encefalite di St. Louis;

50.virus della malattia di Teschen;

51.virus dell'encefalite da zecche (virus dell'encefalite russa primaverile-estiva);

52.virus del vaiolo;

53.virus dell'encefalite equina venezuelana;

54.virus della stomatite vescicolare;

55.virus dell'encefalite equina occidentale;

56.virus della febbre gialla;

b.non utilizzato;

c.batteri, naturali, potenziati o modificati, nella forma di "colture vive isolate" o in quella di materiale vivo deliberatamente inoculato o contaminato con tali colture, come segue:

1.Bacillus anthracis;

2.Brucella abortus;

3.Brucella melitensis;

4.Brucella suis;

5.Burkholderia mallei (Pseudomonas mallei);

6.Burkholderia pseudomallei (Pseudomonas pseudomallei);

7.Chlamydophila psittaci (noto in precedenza come Chlamydia psittaci);

8.Clostridium argentinense (noto in precedenza come Clostridium botulinum tipo G), ceppi produttori di neurotossina botulinica;

9.Clostridium baratii, ceppi produttori di neurotossina botulinica;

10.Clostridium botulinum;

11.Clostridium butyricum, ceppi produttori di neurotossina botulinica;

12tipi di Clostridium perfringens produttori di tossina epsilon;

13.Coxiella burnetii;

14.Francisella tularensis;

15.Mycoplasma capricolum sottospecie capripneumoniae (ceppo F38);

16.Mycoplasma mycoides sottospecie mycoides SC (Small colony);

17.Rickettsia prowasecki;

18.Salmonella typhi;

19.Escherichia coli produttore della tossina Shiga (STEC) dei sierogruppi O26, O45, O103, O104, O111, O121, O145, O157, e altri sierogruppi produttori della tossina Shiga;

Nota tecnica:

L'Escherichia coli produttore della tossina Shiga (STEC) è noto anche come Escherichia coli enteroemorragico (EHEC) o Escherichia coli produttore di verocitotossina (VTEC).

20.Shigella dysenteriae;

21.Vibrio cholerae;

22.Yersinia pestis;

d."tossine" e relative "sottounità di tossine", come segue:

1.tossine Botulinum;

2.tossine Clostridium perfringens alpha, beta 1, beta 2, epsilon e iota;

3.conotossina;

4.ricino;

5.sassitossina;

6.tossina Shiga;

7.enterotossine dello stafilococco aureo, tossina alfa emolitica e tossina della sindrome da shock tossico (nota in precedenza come tossina F stafilococcica);

8.tetrodotossina;

9.verotossina e proteine inattivanti i ribosomi tipo Shiga;

10.microcistina (Cyanginosin);

11.aflatossine;

12.abrina;

13.tossina del colera;

14.diacetossiscirpenolo-tossina;

15.tossina T-2;

16.tossina HT-2;

17.modeccina;

18.volkensina;

19.lectina I Viscum album (viscumina);

Nota:1C351.d. non sottopone ad autorizzazione le tossine Botulinum o le conotossine sotto forma di prodotti che rispettino tutti i criteri seguenti:

1.essere formulazioni farmaceutiche destinate ad essere somministrate all'uomo nell'ambito di trattamenti medici;

2.essere preimballate per la distribuzione come prodotti medici;

3.essere autorizzate da un'autorità statale ai fini della commercializzazione come prodotti medici.

e.funghi, naturali, potenziati o modificati, nella forma di "colture vive isolate" o in quella di materiale vivo deliberatamente inoculato o contaminato con tali colture, come segue:

1.Coccidioides immitis;

2.Coccidioides posadasii.

Nota:    1C351 non sottopone ad autorizzazione i "vaccini" o le "immunotossine".

1C352    Non utilizzato.

1C353    Elementi genetici e organismi geneticamente modificati, come segue:

a.organismi geneticamente modificati o elementi genetici che contengono sequenze di acidi nucleici associate alla patogenicità di organismi specificati in 1C351.a., 1C351.c., 1C351.e. o 1C354;

b.organismi geneticamente modificati o elementi genetici che contengono sequenze di acidi nucleici che codificano una qualsiasi delle "tossine" specificate in 1C351.d. o le relative "sottounità di tossine".

Note tecniche:

1.Gli organismi geneticamente modificati (OGM) comprendono gli organismi il cui materiale genetico (le sequenze di acidi nucleici) è stato modificato in modo diverso da quanto avviene in natura con l'accoppiamento e/o la ricombinazione genetica naturale, e includono quelli prodotti in tutto o in parte artificialmente.

2.Gli elementi genetici includono, tra l'altro, cromosomi, genomi, plasmidi, trasposoni e vettori geneticamente modificati o non geneticamente modificati, o in tutto o in parte di sintesi chimica.

3.Per sequenze di acidi nucleici associate alla patogenicità dei microrganismi specificati in 1C351.a., 1C351.c., 1C351.e. o 1C354 si intende una qualsiasi sequenza propria del microrganismo specificato che:

a.in quanto tale o tramite i suoi prodotti trascritti o trasposti rappresenta un rischio significativo per la salute degli esseri umani, degli animali o delle piante; o

b.ha la proprietà riconosciuta di accrescere la capacità di un microrganismo specifico, o di qualsiasi altro organismo in cui possa essere inserito o altrimenti integrato, di provocare gravi danni alla salute degli esseri umani, degli animali o delle piante.

Nota:1C353 non sottopone ad autorizzazione le sequenze di acidi nucleici associate alla patogenicità da Escherichia coli enteroemorragica, sierotipo O157 e ad altri ceppi produttori di verotossine diverse da quelle che codificano la verotossina o le relative sottounità.

1C354    Agenti patogeni per le piante, come segue:

a.virus, naturali, potenziati o modificati, nella forma di "colture vive isolate" o in quella di materiale vivo deliberatamente inoculato o contaminato con tali colture, come segue:

1.Tymovirus latente andino della patata;

2.viroide dell'affusolamento dei tuberi di patata;

b.batteri, naturali, potenziati o modificati, nella forma di "colture vive isolate" o in quella di materiale deliberatamente inoculato o contaminato con tali colture, come segue:

1.Xanthomonas albilineans;

2.Xanthomonas axonopodis pv. citri (Xanthomonas campestris pv. citri A) [Xanthomonas campestris pv. citri];

3.Xanthomonas oryzae pv. oryzae (Pseudomonas campestris pv. oryzae);

4.Clavibacter michiganensis subsp. sepedonicus (Corynebacterium michiganensis subsp. sepedonicum o Corynebacterium sepedonicum);

5.Ralstonia solanacearum, razza 3, biovar 2;

c.funghi, naturali, potenziati o modificati, nella forma di "colture vive isolate" o in quella di materiale deliberatamente inoculato o contaminato con tali colture, come segue:

1.Colletotrichum kahawae (Colletotrichum coffeanum var. virulans);

2.Cochliobolus miyabeanus (Helminthosporium oryzae);

3.Microcyclus ulei (sin. Dothidella ulei);

4.Puccinia graminis ssp. graminis var. graminis/Puccinia graminis ssp. graminis var. stakmanii (Puccinia graminis [sin. puccinia graminis f. sp. tritici]);

5.Puccinia striiformis (sin. Puccinia glumarum);

6.Magnaporthe oryzae (Pyricularia oryzae);

7.Peronosclerospora philippinensis (Peronosclerospora sacchari);

8.Sclerophthora rayssiae var. zeae;

9.Synchytrium endobioticium;

10.Tilletia indica;

11.Thecaphora solani.

1C450    Prodotti chimici tossici e precursori di prodotti chimici tossici, come segue, e "miscele chimiche" contenenti una o più delle seguenti sostanze:

N.B.:    CFR. ANCHE 1C350, 1C351.d. E L'ELENCO DEI MATERIALI DI ARMAMENTO.

a.prodotti chimici tossici, come segue:

1.amiton: O,O-dietil-S-[2-(dietilammino)etil] tiofosfato (78-53-5) e corrispondenti sali alchilati e protonati;

2.PFIB: 1,1,3,3,3-pentafluoro-2-(trifluorometil)1-propene (382-21-8);

3.CFR. L'ELENCO DEI MATERIALI DI ARMAMENTO per BZ: 3-benzilato di 3-chinuclidinile (6581-06-2);

4.fosgene: dicloruro di carbonile (75-44-5);

5.cloruro di cianogeno (506-77-4);

6.cianuro di idrogeno (74-90-8);

7.cloropicrina: tricloronitrometano (76-06-2);

Nota 1:Per le esportazioni verso gli "Stati che non aderiscono alla convenzione sulle armi chimiche", 1C450 non sottopone ad autorizzazione le "miscele chimiche" contenenti una o più delle sostanze chimiche specificate alle voci 1C450.a.1. e .a.2. nelle quali nessuna sostanza chimica singolarmente specificata costituisce più dell'1 % in peso della miscela.

Nota 2:Per le esportazioni verso gli "Stati che aderiscono alla convenzione sulle armi chimiche", 1C450 non sottopone ad autorizzazione le "miscele chimiche" contenenti una o più delle sostanze chimiche specificate alle voci 1C450.a.1. e .a.2. nelle quali nessuna sostanza chimica singolarmente specificata costituisce più del 30 % in peso della miscela.

Nota 3:1C450 non sottopone ad autorizzazione le "miscele chimiche" contenenti una o più delle sostanze chimiche specificate alle voci 1C450.a.4, .a.5, .a.6 e .a.7 nelle quali nessuna sostanza chimica singolarmente specificata costituisce più del 30 % in peso della miscela.

Nota 4:1C450 non sottopone ad autorizzazione i prodotti identificati come beni di consumo imballati per la vendita al dettaglio ad uso personale o imballati per uso individuale.

b.precursori di prodotti chimici tossici, come segue:

1.prodotti chimici, diversi da quelli specificati nell'elenco dei materiali di armamento o in 1C350, contenenti un atomo di fosforo cui è legato un gruppo di metile, etile o propile (normale o iso) ma non altri atomi di carbonio;

Nota:IC450.b.1 non sottopone ad autorizzazione il Fonofos: etilditiofosfonato di O-etile e fenile (944-22-9).

2.dialogenuri fosforammidici di N,N-dialchile [metile, etile o propile (normale o iso)] diversi dall'N,N-dimetilfosforamidedicloruro;

N.B.:Per l'N,N-dimetilfosforamidedicloruro cfr. 1C350.57.

3.N,N-dialchile [metile, etile o propile (normale o iso)]-fosforammidati di dialchile [metile, etile o propile (normale o iso)], diversi dall'N,N-dimetilfosforammidato di dietile specificato in 1C350;

4.N,N-dialchile [metile, etile o propile (normale o iso)] -amminoetil-2-cloruri e corrispondenti sali protonati, diversi dal cloruro di N,N-diisopropile-2-amminoetile e dal cloridrato di N,N-diisopropile-2-amminoetilcloruro specificati in 1C350;

5.N,N-dialchile [metile, etile o propile (normale o iso)] amminoetan-2-oli e corrispondenti sali protonati, diversi dall'N,N-diisopropile-2-amminoetanolo (96-80-0) e dall'N,N-dietilamminoetanolo (100-37-8) specificati in 1C350;

Nota:1C450.b.5. non sottopone ad autorizzazione le sostanze e i prodotti seguenti:

a.N,N-dimetilamminoetanolo (108-01-0) e corrispondenti sali protonati;

b.sali protonati dell'N,N-dietilamminoetanolo (100-37-8).

6.N,N-dialchile [metile, etile o propile (normale o iso)] amminoetane-2-tioli e corrispondenti sali protonati, diversi dall'N,N-diisopropile-2-amminoetanetiolo specificato in 1C350;

7.cfr. 1C350 per l'etildietanoloammina (139-87-7);

8.metildietanoloammina (105-59-9).

Nota 1:Per le esportazioni verso gli "Stati che non aderiscono alla convenzione sulle armi chimiche", 1C450 non sottopone ad autorizzazione le "miscele chimiche" contenenti una o più delle sostanze chimiche specificate alle voci 1C450.b.1, .b.2, .b.3, .b.4, .b.5 e .b.6 nelle quali nessuna sostanza chimica singolarmente specificata costituisce più del 10 % in peso della miscela.

Nota 2:Per le esportazioni verso gli "Stati che aderiscono alla convenzione sulle armi chimiche", 1C450 non sottopone ad autorizzazione le "miscele chimiche" contenenti una o più delle sostanze chimiche specificate alle voci 1C450.b.1, .b.2, .b.3, .b.4, .b.5 e .b.6 nelle quali nessuna sostanza chimica singolarmente specificata costituisce più del 30 % in peso della miscela.

Nota 3:1C450 non sottopone ad autorizzazione le "miscele chimiche" contenenti una o più delle sostanze chimiche specificate alla voce 1C450.b.8. nella quale nessuna sostanza chimica singolarmente specificata costituisce più del 30 % in peso della miscela.

Nota 4:1C450 non sottopone ad autorizzazione i prodotti identificati come beni di consumo imballati per la vendita al dettaglio ad uso personale o imballati per uso individuale.

1DSoftware

1D001    "Software" appositamente progettato o modificato per lo "sviluppo", la "produzione" o l'"utilizzazione" delle apparecchiature specificate in 1B001 fino a 1B003.

1D002    "Software" per lo "sviluppo" di prodotti laminati o di materiali "compositi" a "matrice" organica, a "matrice" metallica o a "matrice" di carbonio.

1D003    "Software" appositamente progettato o modificato per consentire alle apparecchiature di eseguire le funzioni delle apparecchiature specificate in 1A004.c. o 1A004.d.

1D101    "Software" appositamente progettato o modificato per il funzionamento o la manutenzione dei beni specificati in 1B101, 1B102, 1B115, 1B117, 1B118 o 1B119.

1D103    "Software" appositamente progettato per l'analisi di caratteristiche osservabili ridotte, quali riflettività radar, segnatura ultravioletta/infrarossa e segnatura acustica.

1D201    "Software" appositamente progettato per l'"utilizzazione" dei beni specificati in 1B201.

1ETecnologia

1E001    "Tecnologia", in conformità alla nota generale sulla tecnologia per lo "sviluppo" o la "produzione" di apparecchiature o materiali specificati in 1A001.b., 1A001.c., 1A002 fino a 1A005, 1A006.b., 1A007, 1B o 1C.

1E002    Altre "tecnologie", come segue:

a."tecnologia" per lo "sviluppo" o la "produzione" di polibenzotiazoli o polibenzossazoli;

b."tecnologia" per lo "sviluppo" o la "produzione" di composti fluoroelastomerici contenenti almeno un monomero di viniletere;

c."tecnologia" per la progettazione o la "produzione" di polveri ceramiche o di materiali ceramici non "compositi", come segue:

1.polveri ceramiche aventi tutte le caratteristiche seguenti:

a.una delle composizioni seguenti:

1.ossidi semplici o complessi di zirconio e ossidi complessi di silicio o di alluminio;

2.nitruri semplici di boro (forme cristalline cubiche);

3.carburi semplici o complessi di silicio o di boro; o

4.nitruri semplici o complessi di silicio;

b.una delle seguenti impurità metalliche totali (escluse le aggiunte intenzionali):

1.inferiori a 1 000 ppm per gli ossidi semplici o i carburi semplici; o

2.inferiori a 5 000 ppm per i composti complessi o i nitruri semplici; e

c.aventi una delle caratteristiche seguenti:

1.ossido di zirconio (CAS 1314-23-4) con dimensione media delle particelle uguale o inferiore a 1 μm e non più del 10 % delle particelle con dimensione superiore a 5 μm; o

2.altre polveri ceramiche con dimensione media delle particelle uguale o inferiore a 5 μm e non più del 10 % delle particelle con dimensione superiore a 10 μm; o

2.materiali ceramici non "compositi", composti da materiali specificati in 1E002.c.1.;

Nota:1E002.c.2. non sottopone ad autorizzazione la "tecnologia" per la progettazione o la produzione di abrasivi.

d.non utilizzato;

e."tecnologia" per l'installazione, la manutenzione o la riparazione di materiali specificati in 1C001;

f."tecnologia" per la riparazione di strutture "composite", prodotti laminati o materiali specificati in 1A002, 1C007.c. o 1C007.d.;

Nota:1E002.f. non sottopone ad autorizzazione la "tecnologia" per la riparazione di strutture di "aeromobili civili" con l'impiego di "materiali fibrosi o filamentosi" al carbonio e resine epossidiche, contenuta nei manuali del fabbricante degli aeromobili.

g."biblioteche" appositamente progettate o modificate per consentire alle apparecchiature di eseguire le funzioni delle apparecchiature specificate in 1A004.c. o 1A004.d.

1E101    "Tecnologia" in conformità alla nota generale sulla tecnologia per l'"utilizzazione" di beni specificati in 1A102, 1B001, 1B101, 1B102, 1B115 fino a 1B119, 1C001, 1C101, 1C107, 1C111 fino a 1C118, 1D101 o 1D103.

1E102    "Tecnologia" in conformità alla nota generale sulla tecnologia per lo "sviluppo" di "software" specificato in 1D001, 1D101 o 1D103.

1E103    "Tecnologia" per la regolazione di temperatura, pressione o atmosfera in autoclavi o idroclavi quando utilizzata per la "produzione" di materiali "compositi" o di materiali "compositi" parzialmente lavorati.

1E104    "Tecnologia" per la "produzione" di materiali derivati per pirolisi formati su stampo, anima o altro supporto a partire da gas precursori che si decompongono nella gamma di temperature da 1 573 K (1 300 °C) a 3 173 K (2 900 °C) e pressioni da 130 Pa a 20 kPa.

Nota:    1E104 comprende la "tecnologia" per la composizione dei gas precursori, per le velocità di flusso e per i programmi e i parametri di controllo dei processi.

1E201    "Tecnologia" in conformità alla nota generale sulla tecnologia per l'"utilizzazione" di beni specificati in 1A002, 1A007, 1A202, 1A225 fino a 1A227, 1B201, 1B225 fino a 1B234, 1C002.b.3. o b.4., 1C010.b., 1C202, 1C210, 1C216, 1C225 fino a 1C241 o 1D201.

1E202    "Tecnologia" in conformità alla nota generale sulla tecnologia per lo "sviluppo" o la "produzione" di beni specificati in 1A007, 1A202 o 1A225 fino a 1A227.

1E203    "Tecnologia" in conformità alla nota generale sulla tecnologia per lo "sviluppo" di "software" specificato in 1D201.

CATEGORIA 2 —TRATTAMENTO E LAVORAZIONE DEI MATERIALI

2ASistemi, apparecchiature e componenti

N.B.:    per i cuscinetti a funzionamento silenzioso, cfr. l'elenco dei materiali di armamento.

2A001    Sistemi di cuscinetti e cuscinetti antifrizione e loro componenti, come segue:

N.B.:CFR. ANCHE 2A101.

Nota:2A001 non sottopone ad autorizzazione sfere aventi tolleranze di grado 5 o meno Ö peggiori Õ specificate dal fabbricante secondo la norma ISO 3290.

a.cuscinetti a sfere e cuscinetti a rulli pieni, aventi tutte le tolleranze specificate dal fabbricante secondo la norma ISO 492, classe di tolleranza 4 (o norme nazionali equivalenti) o migliori e aventi sia anelli sia elementi volventi (ISO 5593), costruiti con monel o berillio;

Nota:2A001.a. non sottopone ad autorizzazione i cuscinetti a rulli conici.

b.non utilizzato;

c.sistemi di cuscinetti magnetici attivi costituiti da uno degli elementi seguenti:

1.materiali con densità di flusso uguali o superiori a 2,0 T e resistenza allo snervamento superiore a 414 MPa;

2.tutti i tipi progettati per la polarizzazione omopolare di elettromagneti tridimensionali per attuatori; o

3.sensori di posizione ad alta temperatura [450 K (177 °C) e superiore].

2A101    Cuscinetti radiali a sfere, diversi da quelli specificati in 2A001, aventi tutte le tolleranze specificate secondo la norma ISO 492, classe di tolleranza 2 (o ANSI/ABMA Standard 20, classe di tolleranza ABEC-9 o norme nazionali equivalenti) o migliori e aventi tutte le caratteristiche seguenti:

a.diametro del foro dell'anello interno compreso tra 12 e 50 mm;

b.diametro del foro dell'anello esterno compreso tra 25 e 100 mm; e

c.larghezza compresa tra 10 e 20 mm.

2A225    Crogioli costruiti con materiali resistenti ai metalli attinidi liquidi, come segue:

a.crogioli aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.volume compreso tra 150 cm3 e 8 000 cm3; e

2.costruiti o rivestiti con uno dei materiali seguenti, o combinazione dei materiali seguenti, aventi un tasso di impurità complessivo pari o inferiore al 2 % in peso:

a.fluoruro di calcio (CaF2);

b.zirconato di calcio (CaZrO3);

c.solfuro di cerio (Ce2S3);

d.ossido di erbio (Er2O3);

e.ossido di afnio (HfO2);

f.ossido di magnesio (MgO);

g.lega nitruro di niobio-titanio-tungsteno (circa 50 % Nb, 30 % Ti, 20 % W);

h.ossido di ittrio (Y2O3); o

i.ossido di zirconio (ZrO2);

b.crogioli aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.volume compreso tra 50 cm3 e 2 000 cm3; e

2.costruiti o rivestiti con tantalio, avente una purezza del 99,9 % o superiore in peso;

c.crogioli aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.volume compreso tra 50 cm3 e 2 000 cm3;

2.costruiti o rivestiti con tantalio, avente una purezza del 98 % o superiore in peso; e

3.ricoperti con carburo di tantalio, nitruro di tantalio o boruro di tantalio, o una loro combinazione.

2A226    Valvole aventi tutte le caratteristiche seguenti:

a.una 'dimensione nominale' uguale o superiore a 5 mm;

b.tenuta a soffietti; e

c.interamente costruite o rivestite con alluminio, leghe di alluminio, nichelio o leghe di nichelio contenenti oltre il 60 % in peso di nichelio.

Nota tecnica:

Per le valvole con diametri di entrata e di uscita differenti, la 'dimensione nominale' in 2A226 si riferisce al diametro più piccolo.

2 BApparecchiature di collaudo, di ispezione e di produzione

Note tecniche:

1.Gli assi di contornatura secondari paralleli (ad esempio un asse W su fresalesatrici orizzontali o un asse di rotazione secondario il cui asse centrale è parallelo a quello dell'asse di rotazione primario) non sono conteggiati nel numero totale degli assi di contornatura. Gli assi di rotazione non devono necessariamente ruotare su 360 °. Un asse di rotazione può essere mosso da un dispositivo lineare (ad esempio una vite o una cremagliera).

2.Ai fini di 2B, il numero di assi che possono essere coordinati simultaneamente per il "controllo di contornatura" è pari al numero di assi lungo o intorno ai quali, durante la lavorazione del pezzo, sono effettuati movimenti simultanei e interconnessi tra un pezzo e un utensile. Non sono inclusi assi supplementari lungo o intorno ai quali sono effettuati altri movimenti relativi all'interno della macchina, quali ad esempio:

a.sistemi di preparazione della mola nelle macchine di rettifica;

b.assi di rotazione paralleli progettati per il montaggio di pezzi separati;

c.assi di rotazione colineari progettati per manipolare lo stesso pezzo trattenendolo in una morsa a partire da estremità diverse.

3.La nomenclatura degli assi deve essere conforme alla norma internazionale ISO 8412001 "Sistemi per l'automazione industriale e loro integrazione - Controllo numerico delle macchine - Sistema di coordinate e nomenclatura dei movimenti".

4.Ai fini di 2B001 fino a 2B009 un "mandrino basculante" è conteggiato come asse di rotazione.

5.La '"ripetibilità di posizionamento unidirezionale" dichiarata' può essere impiegata per ciascun modello di macchina utensile in alternativa alle prove con le singole macchine e si determina come segue:

a.scegliere cinque macchine del modello da valutare;

b.misurare la ripetibilità degli assi lineari (R↑, R↓) conformemente alla norma ISO 2302:2014 e valutare la "ripetibilità di posizionamento unidirezionale" di ogni asse di ciascuna delle cinque macchine;

c.determinare la media aritmetica dei valori di "ripetibilità di posizionamento unidirezionale" di ogni asse del complesso delle cinque macchine; la media aritmetica della "ripetibilità di posizionamento unidirezionale" (UPR) è il valore dichiarato di ciascun asse del modello in questione (UPRx,UPRy, …);

d.poiché l'elenco della categoria 2 si riferisce a ciascun asse lineare, vi saranno tanti valori di "ripetibilità di posizionamento unidirezionale dichiarata" quanti sono gli assi lineari;

e.se un asse di un modello di macchina non sottoposto ad autorizzazione da 2B001.a. fino a 2B001.c. ha una '"ripetibilità di posizionamento unidirezionale" dichiarata' uguale o inferiore alla "ripetibilità di posizionamento unidirezionale" specificata di ciascun modello di macchina utensile più 0,7 μm, il costruttore è tenuto a confermare il livello di precisione ogni diciotto mesi.

6.Ai fini di 2B001.a. fino a 2B001.c. l'incertezza di misura relativa alla "ripetibilità di posizionamento unidirezionale" delle macchine utensili, come definita nella norma internazionale ISO 230/2:2014 o norme nazionali equivalenti, non è presa in considerazione.

7.Ai fini di 2.B001.a fino a 2.B001.c. la misurazione degli assi è effettuata in base alle procedure di prova di cui al punto 5.3.2. della norma ISO 230-2:2014. Le prove di collaudo di assi di lunghezza superiore a 2 m sono effettuate su segmenti di 2 m. Per assi di lunghezza superiore a 4 m sono necessarie prove multiple di collaudo (per esempio, due prove per assi di lunghezza superiore a 4 m e pari o inferiore a 8 m, tre prove per assi di lunghezza superiore a 8 m e pari o inferiore a 12 m), ciascuna delle quali eseguita su segmenti di 2 m posti a intervalli regolari sulla lunghezza dell'asse. I segmenti sottoposti a prova di collaudo sono distribuiti omogeneamente su tutta la lunghezza dell'asse; l'eventuale lunghezza in eccesso è suddivisa in parti uguali all'inizio, lungo l'intervallo e alla fine dei segmenti sottoposti a prova. Va dichiarato il valore di "ripetibilità di posizionamento unidirezionale" più piccolo determinato su tutti i segmenti sottoposti a prova.

2B001    Macchine utensili per l'asportazione (o il taglio) di metalli, ceramiche o materiali "compositi" e qualsiasi loro combinazione, che, conformemente alle specifiche tecniche del fabbricante, possono essere equipaggiate con dispositivi elettronici per il "controllo numerico", come segue:

N.B.:    CFR. 2B201.

Nota 1:2B001 non sottopone ad autorizzazione macchine utensili a fini speciali limitate alla produzione di ingranaggi. Per queste macchine cfr. 2B003.

Nota 2:2B001 non sottopone ad autorizzazione macchine utensili a fini speciali limitate alla produzione di uno dei seguenti:

a.alberi a gomito o alberi a camme;

b.utensili o utensili da taglio;

c.estrusori a vite;

d.parti di gioielli con incisioni o sfaccettature; o

e.protesi dentarie.

Nota 3:Una macchina utensile dotata di almeno due delle tre funzionalità di tornitura, fresatura o rettifica (ad esempio una macchina di tornitura con funzioni di fresatura) deve essere valutata a fronte di ogni voce applicabile definita in 2B001.a., 2B001.b. o 2B001.c.

N.B.:Per le macchine per la rifinitura ottica, cfr. 2B002.

a.macchine utensili di tornitura aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1."ripetibilità di posizionamento unidirezionale" uguale o inferiore a (migliore di) 1,1 μm su uno o più degli assi lineari; e

2.due o più assi che possono essere coordinati simultaneamente per il "controllo di contornatura";

Nota:2B001.a. non sottopone ad autorizzazione le macchine di tornitura appositamente progettate per la produzione di lenti a contatto aventi quanto segue:

a.controllore macchina limitato all'uso di software oftalmico per l'inserimento dei dati per la programmazione delle parti; e

b.senza mandrinatura a vuoto.

b.macchine utensili di fresatura aventi uno degli elementi seguenti:

1.aventi tutte le caratteristiche seguenti:

a."ripetibilità di posizionamento unidirezionale" uguale o inferiore a (migliore di) 1,1 μm su uno o più degli assi lineari; e

b.tre assi lineari più un asse di rotazione che possono essere coordinati simultaneamente per il "controllo di contornatura";

2.cinque o più assi che possono essere coordinati simultaneamente per il "controllo di contornatura" aventi una delle caratteristiche seguenti;

N.B.:Le 'macchine utensili a meccanismo parallelo' sono specificate in 2B001.b.2.d.

a."ripetibilità di posizionamento unidirezionale" uguale o inferiore a (migliore di) 1,1 μm su uno o più degli assi lineari con una lunghezza del percorso inferiore a 1 m;

b."ripetibilità di posizionamento unidirezionale" uguale o inferiore a (migliore di) 1,4 μm su uno o più degli assi lineari con una lunghezza del percorso uguale o superiore a 1 m e inferiore a 4 m;

c."ripetibilità di posizionamento unidirezionale" uguale o inferiore a (migliore di) 6,0 μm su uno o più degli assi lineari con una lunghezza del percorso uguale o superiore a 4 m; o

d.essere una 'macchina utensile a meccanismo parallelo';

Nota tecnica:

Una 'macchina utensile a meccanismo parallelo' è una macchina utensile avente varie barre collegate a una piattaforma e degli attuatori; ciascun attuatore opera la barra corrispondente in maniera simultanea e indipendente.

3.una "ripetibilità di posizionamento unidirezionale" per alesatrici a coordinate uguale o inferiore a (migliore di) 1,1 μm su uno o più degli assi lineari; o

4.fresatrici ad un solo tagliente aventi tutte le caratteristiche seguenti:

a."fuori rotondità" ed "eccentricità" del mandrino inferiore a (migliore di) 0,0004 mm lettura totale del misuratore; e

b.deviazione angolare del movimento del carrello (oscillazione, rollio e beccheggio) inferiore a (migliore di) 2 secondi di arco, lettura totale del misuratore su 300 mm di corsa;

c.macchine utensili di rettifica aventi una delle caratteristiche seguenti:

1.aventi tutte le caratteristiche seguenti:

a."ripetibilità di posizionamento unidirezionale" uguale o inferiore a (migliore di) 1,1 μm su uno o più degli assi lineari; e

b.tre o più assi che possono essere coordinati simultaneamente per il "controllo di contornatura"; o

2.cinque o più assi che possono essere coordinati simultaneamente per il "controllo di contornatura" aventi una delle caratteristiche seguenti;

a."ripetibilità di posizionamento unidirezionale" uguale o inferiore a (migliore di) 1,1 μm su uno o più degli assi lineari con una lunghezza del percorso inferiore a 1 m;

b."ripetibilità di posizionamento unidirezionale" uguale o inferiore a (migliore di) 1,4 μm su uno o più degli assi lineari con una lunghezza del percorso uguale o superiore a 1 m e inferiore a 4 m; o

c."ripetibilità di posizionamento unidirezionale" uguale o inferiore a (migliore di) 6,0 μm su uno o più degli assi lineari con una lunghezza del percorso uguale o superiore a 4 m;

Nota:2B001.c. non sottopone ad autorizzazione le macchine di rettifica seguenti:

a.macchine di rettifica esterna, interna, ed esterna-interna di cilindri, aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.limitate alla rettifica di cilindri; e

2.limitate ad una capacità massima del pezzo da lavorare di 150 mm di diametro esterno o di lunghezza;

b.macchine appositamente progettate come rettificatrici a coordinate, che non hanno un asse z o un asse w, aventi "ripetibilità di posizionamento unidirezionale" inferiore a (migliore di) 1,1 μm;

c.rettificatrici per piani.

d.macchine a scarica elettrica diverse dal tipo a filo aventi possibilità di coordinazione simultanea per "controllo di contornatura" su due o più assi di rotazione;

e.macchine utensili per asportazione di metalli, ceramiche o materiali "compositi" aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.asportano materiale per mezzo di uno dei seguenti procedimenti:

a.getti di acqua o di altri liquidi, compresi quelli utilizzanti additivi abrasivi;

b.fascio elettronico; o

c.fascio "laser"; e

2.almeno due assi di rotazione aventi tutte le caratteristiche seguenti:

a.possono essere coordinati simultaneamente per il "controllo di contornatura"; e

b.hanno una "precisione" di posizionamento inferiore a (migliore di) 0,003°;

f.macchine foratrici per fori profondi e tornitrici modificate per la foratura profonda in grado di eseguire fori di lunghezza superiore a 5 m.

2B002    Macchine utensili per la rifinitura ottica "a controllo numerico" equipaggiate per l'asportazione selettiva di materiali per produrre superfici ottiche non sferiche aventi tutte le caratteristiche seguenti:

a.rifinitura della forma inferiore a (migliore di) 1,0 μm;

b.rifinitura a una scabrezza inferiore a (migliore di) 100 nm rms;

c.quattro o più assi che possono essere coordinati simultaneamente per il "controllo di contornatura"; e

d.che utilizza uno dei seguenti processi:

1.rifinitura magnetoreologica ('MRF');

2.rifinitura electroreologica ('ERF');

3.'rifinitura con fascio di particelle energetico';

4.'rifinitura con utensile a membrana gonfiabile'; o

5.'rifinitura a getto fluido'.

Note tecniche:

Ai fini di 2B002:

1.per 'MRF' si intende un processo di asportazione di materiali mediante un fluido magnetico abrasivo la cui viscosità è controllata da un campo magnetico;

2.per 'ERF' si intende un processo di asportazione mediante un fluido abrasivo la cui viscosità è controllata da un campo elettrico;

3.la 'rifinitura con fascio di particelle energetico' utilizza plasma di atomi reattivi (RAP) o fasci di ioni per asportare selettivamente il materiale;

4.la 'rifinitura con utensile a membrana gonfiabile' è un processo che utilizza una membrana pressurizzata che deformandosi entra in contatto con una superficie ridotta del pezzo;

5.la 'rifinitura a getto fluido' utilizza un flusso fluido per l'asportazione del materiale.

2B003    Macchine utensili a "controllo numerico" o manuale e loro componenti, controlli ed accessori appositamente progettati per sbarbare, finire, rettificare o levigare gli ingranaggi dritti induriti (Rc = 40 o superiore) a dentatura elicoidale e doppia-elicoidale aventi passo diametrale superiore a 1 250 mm e larghezza del dente del 15 % o più del passo diametrale, con qualità di finitura uguale o migliore della qualità AGMA 14 (equivalente alla norma ISO 1328 classe 3).

2B004    "Presse isostatiche" a caldo aventi tutte le caratteristiche seguenti, e loro componenti e accessori appositamente progettati:

N.B.:    CFR. ANCHE 2B104 e 2B204

a.un ambiente termicamente controllato nella cavità chiusa ed una cavità di lavoro con diametro interno uguale o superiore a 406 mm; e

b.aventi una delle caratteristiche seguenti:

1.pressione di lavoro massima superiore a 207 MPa;

2.ambiente termicamente controllato a temperature superiori a 1 773 K (1 500 °C); o

3.capacità di impregnazione con idrocarburi ed eliminazione dei Ö risultanti Õ prodotti di decomposizione gassosa risultanti.

Nota tecnica:

La dimensione della camera interna è quella della camera in cui vengono raggiunte sia la temperatura di lavoro che la pressione di lavoro e non include i dispositivi di fissaggio. La dimensione sarà quella minore tra il diametro interno della camera pressurizzata e il diametro interno della camera di combustione isolata, a seconda di quale delle due si trova all'interno dell'altra.

N.B.:Per stampi, matrici e utensili appositamente progettati, cfr. 1B003, 9B009 e l'elenco dei materiali di armamento.

2B005    Apparecchiature appositamente progettate per la deposizione, la lavorazione e il controllo durante la lavorazione di strati inorganici, rivestimenti e modificazioni superficiali, come segue, per substrati non elettronici mediante processi indicati nella tabella e relative note riportate dopo 2E003.f. e loro componenti appositamente progettati per la movimentazione, il posizionamento, la manipolazione e il controllo automatici:

a.apparecchiature di produzione per la deposizione chimica in fase di vapore (CVD) aventi tutte le caratteristiche seguenti:

N.B.:CFR. ANCHE 2B105.

1.un processo modificato per:

a.CVD pulsante;

b.deposizione termica a nucleazione controllata (CNTD); o

c.CVD intensificata o assistita da plasma; e

2.aventi una delle caratteristiche seguenti:

a.comprendenti dispositivi di tenuta rotanti a vuoto spinto (uguale o inferiore a 0,01 Pa); o

b.comprendenti un controllo di spessore dello strato in situ;

b.apparecchiature di produzione con processo di impiantazione ionica con correnti di fascio uguali o superiori a 5 mA;

c.apparecchiature di produzione con processo di deposizione fisica in fase di vapore per mezzo di fascio elettronico (EB-PVD) comprendenti sistemi di alimentazione previsti per potenza superiore a 80 kW, che presentano uno degli elementi seguenti:

1.un sistema di controllo a "laser" del livello del pozzetto liquido per regolare in modo preciso il ritmo di ingresso dei lingotti; o

2.un indicatore di velocità basato su calcolatore funzionante sul principio della fotoluminescenza degli atomi ionizzati nel flusso evaporante per controllare la velocità di deposizione di uno strato contenente due o più elementi;

d.apparecchiature di produzione con processo di polverizzazione a plasma aventi una delle caratteristiche seguenti:

1.funzionanti in atmosfera controllata a pressione ridotta (uguale o inferiore a 10 kPa misurata al di sopra ma non oltre 300 mm dall'uscita del polverizzatore della torcia) in una camera a vuoto in grado di produrre vuoto fino a 0,01 Pa prima del processo di polverizzazione o

2.comprendenti un controllo di spessore dello strato in situ;

e.apparecchiature di produzione con processo di deposizione per polverizzazione catodica in grado di sopportare densità di corrente uguali o superiori a 0,1 mA/mm2 con velocità di deposizione uguale o superiore a 15 μm/h;

f.apparecchiature di produzione con processo di deposizione per arco catodico comprendenti una griglia di elettromagneti per controllare la direzione dell'area di impatto dell'arco sul catodo;

g.apparecchiature di produzione di placcatura ionica in grado di effettuare la misura in situ di una delle caratteristiche seguenti:

1.controllo dello spessore del rivestimento sul substrato e della velocità di deposizione; o

2.caratteristiche ottiche.

Nota:    2B005 non sottopone ad autorizzazione le apparecchiature per la deposizione chimica in fase di vapore, per la deposizione ad arco catodico, per la deposizione per mezzo di polverizzazione catodica, per la produzione di placcatura ionica o di impiantazione ionica appositamente progettate per utensili da taglio o lavorazione.

2B006    Sistemi, apparecchiature e "assiemi elettronici" di controllo dimensionale o di misura, come segue:

a.macchine di misura a coordinate (CMM) con controllo a calcolatore o con "controllo numerico" aventi un errore massimo tollerato di misura della lunghezza (E0,MPE) in un punto qualunque della gamma di funzionamento della macchina (ossia tra la lunghezza degli assi) uguale o inferiore a (migliore di) (1,7 + L/1 000) μm (L rappresenta la lunghezza misurata espressa in millimetri), in base alla norma ISO 10360-2 (2009);

Nota tecnica:

L'E0,MPE della configurazione più accurata delle CMM specificate dal fabbricante (ad esempio il migliore tra i seguenti: sonda, lunghezza della punta, parametri di movimento, ambiente) e con "tutte le compensazioni disponibili" è paragonato alla soglia di 1,7 + L/1 000 μm.

N.B.:CFR. ANCHE 2B206

b.strumenti di misura dello spostamento lineare e angolare come segue:

1.strumenti di misura dello 'spostamento lineare' aventi una delle caratteristiche seguenti:

Nota:Gli interferometri a laser per la misurazione del dislocamento sono sottoposti ad autorizzazione solamente in 2B006.b.1.c.

Nota tecnica:

Ai fini di 2B006.b.1. si intende per 'spostamento lineare' la variazione di distanza tra la sonda di misura e l'oggetto misurato.

a.sistemi di misura del tipo non a contatto con "risoluzione" uguale o inferiore a (migliore di) 0,2 μm nella gamma di misura fino a 0,2 mm;

b.sistemi di trasformatori differenziali (LVDT) aventi tutte le seguenti caratteristiche:

1.aventi una delle caratteristiche seguenti:

a."linearità" uguale o inferiore a (migliore di) 0,1 % misurata da 0 alla 'gamma completa di funzionamento', per LVDT con 'gamma completa di funzionamento' fino ad un massimo di ± 5 mm; o

b."linearità" uguale o inferiore a (migliore di) 0,1 % misurata da 0 a 5 mm, per LVDT con 'gamma completa di funzionamento' superiore a ± 5 mm; e

2.deriva uguale o inferiore a (migliore di) 0,1 % al giorno alla temperatura normale dell'ambiente di collaudo di ± 1 k;

Nota tecnica:

Ai fini di 2B006.b.1.b., per 'gamma completa di funzionamento' si intende la metà del totale possibile spostamento lineare del trasformatore differenziale. Ad esempio, i trasformatori differenziali con una gamma completa di funzionamento fino a ± 5 mm possono misurare un totale possibile spostamento lineare di 10 mm.

c.sistemi di misura aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.contenenti un "laser"; e

2.in grado di mantenere per almeno 12 ore, a una temperatura di 20 ± 1 °C, tutte le caratteristiche seguenti:

a."risoluzione" a fondo scala di 0,1 μm o inferiore (migliore); e

b.la capacità di raggiungere un'"incertezza di misura", tenuto conto dell'indice di rifrazione dell'aria, uguale o inferiore a (migliore di) (0,2 + L/2 000) μm (L rappresenta la lunghezza misurata espressa in millimetri) in qualsiasi punto della gamma di misurazione; o

d."assiemi elettronici" appositamente progettati per fornire funzionalità di retroazione nei sistemi specificati in 2B006.b.1.c.;

Nota:2B006.b.1. non sottopone ad autorizzazione i sistemi interferometrici di misura dotati di un sistema di controllo automatico progettato per non utilizzare tecniche di retroazione contenenti un "laser" per misurare gli errori di movimento del carrello delle macchine utensili, delle macchine di controllo dimensionale o di apparecchiature similari.

2.strumenti di misura dello spostamento angolare aventi "precisione" di posizione angolare uguale o inferiore a (migliore di) 0,00025 °;

Nota:2B006.b.2. non sottopone ad autorizzazione gli strumenti ottici quali gli autocollimatori che utilizzano la luce collimata (ad esempio la luce laser) per rivelare lo spostamento angolare di uno specchio.

c.apparecchiature che misurano la scabrezza (inclusi i difetti superficiali) di superficie misurando la dispersione ottica con sensibilità uguale o inferiore a (migliore di) 0,5 nm.

Nota:    2B006 include le macchine utensili, diverse da quelle specificate da 2B001, che possono essere usate come macchine di misura se corrispondono ai criteri stabiliti per la funzione di macchine di misura o se oltrepassano tali limiti.

2B007    "Robot" aventi una delle caratteristiche seguenti, e loro unità di controllo e "dispositivi di estremità" appositamente progettati:

N.B.:    CFR. ANCHE 2B207.

a.aventi una capacità di trattamento in tempo reale dell'immagine in tre dimensioni reali o di una 'analisi della scena' in tre dimensioni reali al fine di creare o modificare "programmi" o dati numerici di programma;

Nota tecnica:

La limitazione della capacità di analisi della scena non comprende l'approssimazione della terza dimensione tramite la ripresa della scena sotto un angolo prestabilito né una ridotta interpretazione della scala dei grigi per la percezione della profondità o della trama nell'ambito degli obiettivi operativi approvati (2 1/2 D).

b.appositamente progettati per rispondere alle norme nazionali di sicurezza relative ad ambienti contenenti potenziali esplosivi per munizionamento;

Nota:2B007.b. non sottopone ad autorizzazione i "robot" progettati specificatamente per le cabine di verniciatura.

c.appositamente progettati o garantiti come resistenti alle radiazioni per sopportare una dose di radiazione totale superiore a 5 × 103 Gy (silicio) senza degradazione funzionale; o

Nota tecnica:

Il termine Gy (silicio) si riferisce all'energia, espressa in Joule per kg, assorbita da un campione di silicio non schermato esposto a radiazioni ionizzanti.

d.appositamente progettati per funzionare ad altitudini superiori a 30 000 m.

2B008    Assiemi o unità appositamente progettati per le macchine utensili o per sistemi o apparecchiature di controllo dimensionato o di misura, come segue:

a.unità di ritrasmissione di posizione di tipo lineare, aventi una "precisione" globale inferiore a (migliore di) [800 + (600 × L/1 000)] nm (L rappresenta la lunghezza effettiva espressa in mm);

N.B.:Per i sistemi a "laser" cfr. anche la nota relativa in 2B006.b.1.c. e d.

b.unità di ritrasmissione di posizione di tipo rotativo, aventi una "precisione" inferiore a (migliore di) 0,00025 °;

N.B.:per i sistemi a "laser" cfr. anche la nota relativa in 2B006.b.2.

Nota:2B008.a. e 2B008.b. sottopongono ad autorizzazione unità progettate per determinare l'informazione sul posizionamento per il controllo di retroazione, quali dispositivi di tipo induttivo, scale graduate, sistemi a infrarossi o sistemi "laser".

c."tavole rotanti basculanti" e "mandrini basculanti" in grado di migliorare, conformemente alle specifiche tecniche del fabbricante, le macchine utensili fino a livelli uguali o superiori a quelli specificati in 2B.

2B009    Macchine per tornitura in lastra e per fluotornitura che possono essere equipaggiate, sulla base delle specifiche tecniche del fabbricante, con unità di "controllo numerico" o unità di controllo a calcolatore e aventi tutte le caratteristiche seguenti:

N.B.:    CFR. ANCHE 2B109 e 2B209.

a.tre o più assi che possono essere coordinati simultaneamente per il "controllo di contornatura"; e

b.forza esercitata dal rullo superiore a 60 kN.

Nota tecnica:

Ai fini di 2B009 sono considerate macchine di fluotornitura anche le macchine che combinano la funzione di tornitura in lastra e di fluotornitura.

2B104    "Presse isostatiche" diverse da quelle specificate in 2B004, aventi tutte le caratteristiche seguenti:

N.B.:    CFR. ANCHE 2B204.

a.pressione massima di funzionamento uguale o superiore a 69 MPa;

b.progettate per raggiungere e mantenere un ambiente a temperatura controllata uguale o superiore a 873 K (600 °C); e

c.cavità di lavoro con diametro interno uguale o superiore a 254 mm.

2B105    Forni per la deposizione chimica in fase di vapore, diversi da quelli specificati in 2B005.a., progettati o modificati per l'addensamento di compositi carbonio-carbonio.

2B109    Macchine per fluotornitura diverse da quelle specificate in 2B009 e loro componenti appositamente progettati, come segue:

N.B.:    CFR. ANCHE 2B209.

a.macchine per fluotornitura aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.possibilità di essere equipaggiate, sulla base delle specifiche tecniche del fabbricante, con unità di "controllo numerico" o unità di controllo a calcolatore, anche se non ne sono equipaggiate; e

2.più di due assi che possono essere coordinati simultaneamente per il "controllo di contornatura";

b.componenti appositamente progettati per le macchine per la fluotornitura specificate in 2B009 o 2B109.a.

Nota:2B109 non sottopone ad autorizzazione macchine non utilizzabili nella produzione di componenti ed apparecchiature per propulsione (cioè corpi di contenimento di motori) per i sistemi specificati in 9A005, 9A007.a. o 9A105.a.

Nota tecnica:

Ai fini di 2B109 sono considerate macchine di fluotornitura anche le macchine che combinano la funzione di tornitura in lastra e di fluotornitura.

2B116    Sistemi di collaudo a vibrazioni, apparecchiatura e loro componenti come segue:

a.sistemi di collaudo a vibrazione che impiegano tecniche a retroazione o a circuito chiuso e incorporano un controllore numerico, in grado di far vibrare un sistema con un'accelerazione uguale o superiore a 10 g in valore efficace tra 20 Hz e 2 kHz ed in grado di imprimere forze uguali o superiori a 50 kN, misurate a 'tavola vuota';

b.controllori numerici, combinati con software di collaudo a vibrazione appositamente progettato, con 'larghezza di banda di controllo in tempo reale' superiore a 5 kHz e progettato per essere utilizzato con i sistemi di collaudo a vibrazione specificati in 2B116.a.;

Nota tecnica:

In 2B116.b. per 'larghezza di banda di controllo in tempo reale' si intende la velocità massima alla quale il controllore può eseguire cicli completi di campionamento, elaborazione di dati e trasmissione di segnali di controllo.

c.dispositivi di spinta per vibrazione (unità di vibrazione), con o senza amplificatori associati, in grado di imprimere una forza uguale o superiore a 50 kN, misurata a 'tavola vuota', ed utilizzabili nei sistemi di collaudo a vibrazione specificati in 2B116.a.;

d.strutture di supporto del pezzo da collaudare e unità elettroniche progettate per combinare più unità di vibrazione in un sistema completo in grado di fornire una forza effettiva combinata uguale o superiore a 50 kN, misurata a 'tavola vuota', e utilizzabili nei sistemi di collaudo a vibrazione specificati in 2B116.a.

Nota tecnica:

In 2B116 per 'tavola vuota' si intende una tavola o superficie piatta priva di accessori o di attrezzi di fissaggio.

2B117    Apparecchiature e controlli di processo, diversi da quelli specificati in 2B004, 2B005.a., 2B104 o 2B105, progettati o modificati per l'addensamento e la pirolisi dei compositi strutturali di ugelli per razzi e di ogive per veicoli di rientro.

2B119    Macchine di bilanciamento e relative apparecchiature, come segue:

N.B.:    CFR. ANCHE 2B219.

a.Macchine di bilanciamento aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.non in grado di bilanciare rotori/assiemi aventi massa superiore a 3 kg;

2.in grado di bilanciare rotori/assiemi a velocità superiore a 12 500 rpm Ö giri/min Õ ;

3.in grado di effettuare correzioni di equilibratura su due o più piani; e

4.in grado di realizzare l'equilibratura sino a uno sbilanciamento specifico residuo di 0,2 g mm per kg di massa rotante;

Nota:2B119.a. non sottopone ad autorizzazione le macchine di bilanciamento progettate o modificate per apparecchiature dentistiche o altre apparecchiature medicali.

b.teste indicatrici progettate o modificate per essere utilizzate con le macchine specificate in 2B119.a.

Nota tecnica:

Le teste indicatrici sono conosciute talvolta come strumentazione per il bilanciamento.

2B120    Simulatori di movimento o tavole di velocità aventi tutte le caratteristiche seguenti:

a.due o più assi;

b.progettati o modificati per incorporare contatti rotanti o dispositivi integrati senza contatto in grado di trasferire energia elettrica, informazioni sul segnale o entrambi; e

c.aventi una delle caratteristiche seguenti:

1.aventi tutte le caratteristiche seguenti per ogni singolo asse:

a.in grado di realizzare velocità uguali o superiori a 400 gradi/s o uguali o inferiori a 30 gradi/s; e

b.risoluzione di velocità uguale o inferiore a 6 gradi/s e precisione uguale o inferiore a 0,6 gradi/s;

2.stabilità di velocità nelle condizioni peggiori uguale o migliore di (inferiore a)  0,05 % calcolata in media su 10 gradi o più; o

3."precisione" di posizionamento uguale o inferiore a (migliore di) 5 archi al secondo.

Nota 1:2B120 non sottopone ad autorizzazione le tavole di rotazione progettate o modificate per macchine utensili o apparecchiature medicali. Per le tavole di rotazione per macchine utensili, cfr. 2B008.

Nota 2:I simulatori di movimento o le tavole di velocità restano sottoposti ad autorizzazione indipendentemente dal fatto che al momento dell'esportazione vi siano incorporati contatti rotanti o dispositivi integrati senza contatto.

2B121    Tavole di posizionamento (apparecchiature in grado di posizionamenti per rotazione precisi su qualsiasi asse) diverse da quelle specificate in 2B120, aventi tutte le caratteristiche seguenti:

a.due o più assi; e

b."precisione" di posizionamento uguale o inferiore a (migliore di) 5 archi al secondo.

Nota:    2B121 non sottopone ad autorizzazione le tavole di rotazione progettate o modificate per macchine utensili o apparecchiature medicali. Per le tavole di rotazione per macchine utensili, cfr. 2B008.

2B122    Centrifughe in grado di imprimere accelerazioni superiori a 100 g e progettate o modificate per incorporare contatti rotanti o dispositivi integrati senza contatto in grado di trasferire energia elettrica, informazioni sul segnale o entrambi.

Nota:    Le centrifughe specificate in 2B122 restano sottoposte ad autorizzazione indipendentemente dal fatto che al momento dell'esportazione vi siano incorporati contatti rotanti o dispositivi integrati senza contatto.

ê 2420/2015 articolo 1, punto 1, e allegato I modificato da rettifica, GU L 060 del 5.3.2016, pag. 93

2B201    Macchine utensili, e qualsiasi loro combinazione, diverse da quelle specificate in 2B001, per l'asportazione o il taglio di metalli, ceramiche o materiali "compositi", come segue, che, conformemente alle specifiche tecniche del fabbricante, possono essere equipaggiate con dispositivi elettronici per il "controllo di contornatura" simultaneo su due o più assi:

Nota tecnica:

Per ciascun modello di macchina utensile possono essere impiegati, in alternativa alle prove con le singole macchine, i livelli di 'precisione di posizionamento' dichiarati, ottenuti (in base alle procedure di seguito descritte) da misurazioni effettuate secondo la norma ISO 230/2:(1998) 1 o norme nazionali equivalenti, nel caso in cui detti livelli siano forniti alle autorità nazionali e da queste approvati. Determinazione della precisione di posizionamento 'dichiarata':

a.scegliere cinque macchine del modello da valutare;

b.misurare le precisioni degli assi lineari secondo la norma ISO 230/2 (1988) 2 ;

c.determinare i valori di precisione (A) per ogni asse di ciascuna macchina. Il metodo di calcolo del valore di precisione è indicato nella norma ISO 230/2  (1988) 3 ;

d.determinare il valore medio di precisione di ciascun asse. Tale valore medio è la 'precisione di posizionamento' dichiarata di ciascun asse del modello in questione (Âx Ây…);

e.poiché la voce 2B201 si riferisce a ciascun asse lineare vi saranno tanti valori relativi alla 'precisione di posizionamento' dichiarata quanti sono gli assi lineari;

f.se un asse di una macchina utensile non sottoposto ad autorizzazione da 2B201.a., 2B201.b. o 2B201.c. ha una 'precisione di posizionamento' dichiarata di 6 μm o migliore (inferiore) per le macchine di rettifica e di 8 μm o migliore (inferiore) per le macchine di fresatura e tornitura, in entrambi i casi secondo la norma ISO 230/2 (1988) 4 , il costruttore è tenuto a confermare il livello di precisione ogni diciotto mesi.

a.macchine utensili di fresatura aventi una delle caratteristiche seguenti:

1.'precisioni di posizionamento' con "tutte le compensazioni disponibili" uguali o inferiori a (migliori di) 6 μm secondo la norma ISO 230/2 (1988) 5 o norme nazionali equivalenti su uno qualsiasi degli assi lineari;

2.due o più assi di rotazione di contornatura; o

3.cinque o più assi che possono essere coordinati simultaneamente per il "controllo di contornatura";

Nota:2B201.a. non sottopone ad autorizzazione le macchine di fresatura aventi le caratteristiche seguenti:

a.corsa dell'asse x superiore a 2 m; e

b.'precisione di posizionamento' globale sull'asse x superiore a (peggiore di) 30 μm.

b.macchine utensili di rettifica aventi una delle caratteristiche seguenti:

1.'precisioni di posizionamento' con "tutte le compensazioni disponibili" uguali o inferiori a (migliori di) 4 μm secondo la norma ISO 230/-2 (1988) 6 o norme nazionali equivalenti su uno qualsiasi degli assi lineari;

2.due o più assi di rotazione di contornatura; o

3.cinque o più assi che possono essere coordinati simultaneamente per il "controllo di contornatura";

Nota:2B201.b. non sottopone ad autorizzazione le macchine di rettifica seguenti:

a.macchine di rettifica esterna, interna, ed esterna-interna di cilindri, aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.limitate a una capacità massima di diametro esterno o lunghezza del pezzo da lavorare di 150 mm; e

2.assi limitati agli assi x, z e c;

b.rettificatrici a coordinate non aventi asse z o asse w con 'precisione di posizionamento' globale minore (migliore) di 4 μm secondo la norma ISO 230/2 (1988) o norme nazionali equivalenti.

c.macchine utensili di tornitura aventi 'precisione di posizionamento' con "tutte le compensazioni disponibili" migliore di (inferiore a) 6 μm secondo la norma ISO 230/2 (1988) lungo un asse lineare qualsiasi (posizionamento globale) per macchine in grado di lavorare diametri superiori a 35 mm;

Nota:2B201.c. non sottopone ad autorizzazione le macchine a barra (Swissturn), limitatamente alla lavorazione di barre, se il diametro massimo della barra è uguale o inferiore a 42 mm e non vi è possibilità di montare mandrini. Le macchine possono avere capacità di foratura e/o fresatura per la lavorazione di parti aventi diametro inferiore a 42 mm.

Nota 1:2B201 non sottopone ad autorizzazione macchine utensili a fini speciali limitate alla produzione di una delle seguenti parti:

a.ingranaggi;

b.alberi a gomito o alberi a camme;

c.utensili o utensili da taglio;

d.estrusori a vite.

Nota 2:    Una macchina utensile dotata di almeno due delle tre funzionalità di tornitura, fresatura o rettifica (ad esempio una macchina di tornitura con funzioni di fresatura) deve essere valutata a fronte di ogni voce applicabile definita in 2B201.a., 2B201.b. o 2B201.c.

ê 2420/2015 articolo 1, punto 1, e allegato I (adattato)

è1 2420/2015 articolo 1, punto 1, e allegato I, modificato da rettifica, GU L 060 del 5.3.2016, pag. 93

ð nuovo

2B204    "Presse isostatiche", diverse da quelle specificate in 2B004 o 2B104, e relative apparecchiature, come segue:

a."presse isostatiche" aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.in grado di assicurare una pressione di lavoro massima uguale o superiore a 69 MPa; e

2.cavità di lavoro con diametro interno superiore a 152 mm;

b.loro matrici, stampi e controlli appositamente progettati per "presse isostatiche", specificati in 2B204.a.

Nota tecnica:

In 2B204 la dimensione della camera interna è quella della camera in cui vengono raggiunte sia la temperatura di lavoro che la pressione di lavoro e non include i dispositivi di fissaggio. La dimensione sarà quella minore tra il diametro interno della camera pressurizzata e il diametro interno della camera di combustione isolata, a seconda di quale delle due si trova all'interno dell'altra.

2B206    Macchine, strumenti o sistemi di controllo dimensionale diversi da quelli specificati in 2B006, come segue:

a.macchine di misura a coordinate (CMM) con controllo a calcolatore o con controllo numerico aventi una delle caratteristiche seguenti:

1.aventi solo due assi e con un errore massimo tollerato di misura della lunghezza lungo qualsiasi asse (monodimensionale), individuato come qualsiasi combinazione di E0x,MPE, E0y,MPE, o E0z,MPEE0x,MPE, E0y,MPE, o E0z,MPE, secondo una dimensione uguale o inferiore a (migliore di) (1,25 + L/1 000) μm (dove L rappresenta la lunghezza misurata espressa in mm) in qualsiasi punto della gamma di funzionamento della macchina (ad esempio all'interno della lunghezza dell'asse) in base alla norma ISO 10360-2 (2009); o

2.tre o più assi e con un massimo tollerato di errore tridimensionale (volumetrico) di misura della lunghezza (E0,MPEE0,MPE) uguale o inferiore a (migliore di) (1,7 + L/800) μm (dove L rappresenta la lunghezza misurata espressa in mm) in qualsiasi punto della gamma di funzionamento della macchina (ad esempio all'interno della lunghezza dell'asse) in base alla norma ISO 10360-2 (2009);

Nota tecnica:

L'E0,MPEE0,MPE della configurazione più accurata delle CMM specificate dal fabbricante in base alla norma ISO 10360-2 (2009) (ad esempio il migliore tra i seguenti: sonda, lunghezza della punta, parametri di movimento, ambiente) e con tutte le compensazioni disponibili è paragonato alla soglia di 1,7 + L/800 µm.

b.sistemi per il controllo simultaneo lineare-angolare di semigusci, aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1."incertezza di misura" lungo un asse lineare qualsiasi uguale o inferiore a (migliore di) 3,5 μm per 5 mm; e

2."deviazione di posizione angolare" uguale o inferiore a 0,02 °.

Nota 1:Le macchine utensili che possono essere usate come macchine di misura sono sottoposte ad autorizzazione se corrispondono ai criteri specificati per la funzione di macchine utensili o per la funzione di macchine di misura o se oltrepassano tali limiti.

Nota 2:Una macchina specificata in 2B206 è sottoposta ad autorizzazione se supera la soglia di controllo in un punto qualsiasi della sua gamma di funzionamento.

Note tecniche:

Tutti i parametri dei valori di misura in 2B206 si intendono con ±, cioè non si intendono come banda di escursione totale.

2B207    "Robot", "dispositivi di estremità" e unità di controllo diversi da quelli specificati in 2B007, come segue:

a."robot" o "dispositivi di estremità", appositamente progettati per rispondere alle norme nazionali di sicurezza applicabili al maneggio di esplosivi ad alto potenziale (ad esempio rispondenti alla classifica del codice elettrico per gli esplosivi ad alto potenziale);

b.unità di controllo appositamente progettate per i "robot" o "dispositivi di estremità" specificati in 2B207.a.

2B209    Macchine di fluotornitura o macchine di tornitura in lastra in grado di eseguire funzioni di fluotornitura diverse da quelle specificate in 2B009 o 2B109 e mandrini, come segue:

a.macchine aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.tre o più rulli (attivi o di guida); e

2.previste per essere equipaggiate, conformemente alle specifiche tecniche del fabbricante, con unità di "controllo numerico" o di controllo a calcolatore;

b.mandrini, appositamente progettati per sagomare rotori cilindrici di diametro interno compreso tra 75 mm e 400 mm.

Nota:    2B209.a. include macchine con un unico rullo progettate per deformare il metallo più due rulli ausiliari che sostengono il mandrino ma non partecipano direttamente al processo di deformazione.

2B219    Macchine fisse o portatili, orizzontali o verticali, per il bilanciamento centrifugo su più piani, come segue:

a.macchine di bilanciamento centrifugo progettate per il bilanciamento di rotori flessibili di lunghezza uguale o superiore a 600 mm ed aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.diametro del perno o dell'asse uguale o superiore a 75 mm;

2.capacità di massa compresa tra 0,9 e 23 kg; e

3.capacità di bilanciamento con velocità di rotazione superiori a 5 000 giri/min;

b.macchine di bilanciamento centrifugo progettate per il bilanciamento di componenti di rotori cilindrici cavi ed aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.diametro del perno uguale o superiore a 75 mm;

2.capacità di massa compresa tra 0,9 e 23 kg;

3.in grado di bilanciare fino ad uno sbilanciamento residuo uguale o inferiore a 0,01 kg × mm/kg per piano; e

4.azionamento a cinghia.

2B225    Manipolatori a distanza che possono essere usati per azioni a distanza nelle operazioni di separazione radiochimica o nelle celle calde, aventi una delle caratteristiche seguenti:

a.capacità di penetrazione uguale o superiore a 0,6 m della parete della cella calda (operazione attraverso la parete); o

b.capacità di superare la sommità della parete di una cella calda di spessore uguale o superiore a 0,6 m (funzionamento sopra la parete).

Nota tecnica:

I manipolatori a distanza consentono di effettuare una traslazione delle azioni di un operatore umano ad un braccio operante a distanza e a dispositivi terminali. Possono essere del tipo 'asservito' o azionati tramite leva di comando o tastiera.

2B226    Forni ad induzione in atmosfera controllata (sottovuoto o gas inerte), e loro alimentatori, come segue:

N.B.:    CFR. ANCHE 3B.

a.forni aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.in grado di funzionare a temperature superiori a 1123 K (850 °C);

2.aventi bobine di induzione di diametro uguale o inferiore a 600 mm; e

3.progettati per potenze di ingresso uguali o superiori a 5 kW;

b.alimentatori aventi potenza di uscita specifica uguale o superiore a 5 kW, appositamente progettati per i forni specificati in 2B226.a.

Nota:    2B226.a. non sottopone ad autorizzazione i forni progettati per il trattamento di fette di semiconduttori.

2B227    Forni di fusione e di colata di metalli, sottovuoto o in altra atmosfera controllata, e relative apparecchiature, come segue:

a.forni ad arco di rifusione e di colata aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.ad elettrodo consumabile di capacità compresa tra 1 000 cm3 e 20 000 cm3; e

2.in grado di funzionare con temperature di colata superiori a 1 973 K (1 700 °C);

b.forni di fusione a fascio elettronico e forni di atomizzazione e fusione a plasma, aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.potenza uguale o superiore a 50 kW; e

2.in grado di funzionare con temperature di colata superiori a 1 473 K (1 200 °C);

c.sistemi di controllo e monitoraggio a calcolatore appositamente configurati per i forni specificati in 2B227.a. o b.

2B228    Apparecchiature di assemblaggio o di fabbricazione di rotori, apparecchiature di raddrizzatura del rotore, mandrini e matrici di formatura di soffietti, come segue:

a.apparecchiature di assemblaggio del rotore per l'assemblaggio delle sezioni del tubo, di diaframmi e di coperchi terminali del rotore di centrifughe a gas;

Nota:2B228.a. comprende i mandrini di precisione, i morsetti e le macchine di accoppiamento per forzatura.

b.apparecchiature di raddrizzatura del rotore per l'allineamento delle sezioni del tubo rotore di centrifughe a gas su un asse comune;

Nota tecnica:

In 2B228.b. normalmente tali apparecchiature consistono in sonde di misura di precisione collegate ad un calcolatore che controlla di conseguenza, ad esempio, l'azione di pistoni pneumatici usati per l'allineamento delle sezioni del tubo rotore.

c.mandrini e matrici di formatura di soffietti, per la produzione di soffietti a spira singola.

Nota tecnica:

In 2B228.c. i soffietti hanno tutte le caratteristiche seguenti:

1.diametro interno compreso tra 75 mm e 400 mm;

2.lunghezza uguale o superiore a 12,7 mm;

3.profondità della singola spira maggiore di 2mm; e

4.costruiti con leghe di alluminio ad alta resistenza, con acciaio Maraging o "materiali fibrosi o filamentosi" ad alta resistenza.

2B230    Tutti i tipi di 'trasduttori di pressione' in grado di misurare pressioni assolute e aventi tutte le seguenti caratteristiche:

a.elementi sensibili alla pressione costituiti di o protetti da alluminio, leghe di alluminio, ossido di alluminio (allumina o zaffiro), nichelio, leghe di nichelio con più del 60 % di nichelio in peso, o polimeri di idrocarburi completamente fluorurati;

b.dispositivi di tenuta, se del caso, essenziali per sigillare gli elementi sensibili alla pressione, e in contatto diretto con i mezzi impiegati nel processo, costituiti di o protetti da alluminio, leghe di alluminio, ossido di alluminio (allumina o zaffiro), nichelio, leghe di nichelio con più del 60 % di nichelio in peso, o polimeri di idrocarburi interamente fluorurati; e

c.aventi una delle caratteristiche seguenti:

1.fondo scala inferiore a 13 kPa e 'precisione' migliore di ± 1 % (fondo scala); o

2.fondo scala di 13 kPa o superiore e 'precisione' migliore di ± 130 Pa quando misurata a 13 kPa.

Note tecniche:

1.In 2B230 per 'trasduttore di pressione' si intende un dispositivo che trasforma un valore misurato della pressione in un segnale.

2.Ai fini di 2B230, nella nozione di 'precisione' rientrano la non linearità, l'isteresi e la ripetibilità a temperatura ambiente.

2B231    Pompe da vuoto aventi tutte le caratteristiche seguenti:

a.dimensione della sezione minima di ingresso uguale o superiore a 380 mm;

b.velocità di pompaggio uguale o superiore a 15 m3/s; e

c.in grado di produrre un vuoto finale migliore di 13 mPa.

Note tecniche:

1.La velocità di pompaggio è determinata al punto di misurazione con azoto gas o aria.

2.Il vuoto finale è determinato all'ingresso della pompa con l'ingresso della pompa completamente ostruito.

2B232    Sistemi di cannoni ad alta velocità (dei tipi a propellente, a gas, a bobina, elettromagnetici e elettrotermici e altri sistemi avanzati) in grado di accelerare proiettili ad una velocità uguale o superiore a 1,5 km/s.

N.B.:    CFR. ANCHE L'ELENCO DEI MATERIALI DI ARMAMENTO.

2B233    Compressori a spirale con tenuta a soffietto e pompe da vuoto a spirale con tenuta a soffietto aventi tutte le caratteristiche seguenti:

N.B.:    CFR. ANCHE 2B350.i.

a.in grado di assicurare un flusso volumetrico all'ingresso di 50 m3/h Ö o superiore Õ;

b.in grado di assicurare un rapporto di compressione di 2:1 o superiore; e

c.aventi tutte le superfici che vengono a contatto con i gas impiegati nel processo costituite da uno dei seguenti materiali:

1.alluminio o lega di alluminio;

2.ossido d'alluminio;

3.acciaio inossidabile.

4.nichelio o lega di nichelio;

5.bronzo fosforoso; o

6.fluoropolimeri.

2B350    Apparecchiature, componenti e mezzi di produzione di sostanze chimiche, come segue:

a.contenitori per reazioni o reattori, con o senza agitatori, di volume totale interno (geometrico) superiore a 0,1 m3 (100 litri) ma inferiore a 20 m3 (20 000 litri) e tutte le superfici in diretto contatto con le sostanze chimiche contenute o da trattare costruite con uno qualsiasi dei materiali seguenti:

1.'leghe' contenenti in peso più del 25 % di nichelio e 20 % di cromo;

2.fluoropolimeri (materiali polimerici o elastomerici contenenti in peso più del 35 % di fluoro);

3.vetro (compresi i rivestimenti vetrificati o smaltati o rivestiti in vetro);

4.nichelio o 'leghe' contenenti in peso più del 40 % di nichelio;

5.tantalio o 'leghe' di tantalio;

6.titanio o 'leghe' di titanio;

7.zirconio o 'leghe' di zirconio; o

8.niobio (columbio) o 'leghe' di niobio;

b.agitatori progettati per l'impiego in contenitori per reazioni o in reattori specificati in 2B350.a. e giranti, pale o assi progettati per detti agitatori aventi tutte le superfici dell'agitatore in diretto contatto con le sostanze chimiche contenute o da trattare costruite con uno dei materiali seguenti:

1.'leghe' contenenti in peso più del 25 % di nichelio e 20 % di cromo;

2.fluoropolimeri (materiali polimerici o elastomerici contenenti in peso più del 35 % di fluoro);

3.vetro (compresi i rivestimenti vetrificati o smaltati o rivestiti in vetro);

4.nichelio o 'leghe' contenenti in peso più del 40 % di nichelio;

5.tantalio o 'leghe' di tantalio;

6.titanio o 'leghe' di titanio;

7.zirconio o 'leghe' di zirconio; o

8.niobio (columbio) o 'leghe' di niobio;

c.serbatoi di stoccaggio, contenitori o serbatoi di accumulo di volume totale interno (geometrico) superiore a 0,1 m3 (100 litri), aventi tutte le superfici in diretto contatto con le sostanze chimiche contenute o da trattare costruite con uno dei materiali seguenti:

1.'leghe' contenenti in peso più del 25 % di nichelio e 20 % di cromo;

2.fluoropolimeri (materiali polimerici o elastomerici contenenti in peso più del 35 % di fluoro);

3.vetro (compresi i rivestimenti vetrificati o smaltati o rivestiti in vetro);

4.nichelio o 'leghe' contenenti in peso più del 40 % di nichelio;

5.tantalio o 'leghe' di tantalio;

6.titanio o 'leghe' di titanio;

7.zirconio o 'leghe' di zirconio; o

8.niobio (columbio) o 'leghe' di niobio;

d.scambiatori di calore o unità di condensazione aventi l'area della superficie di trasferimento del calore superiore a 0,15 m2 e inferiore a 20 m2 e tubi, piastre, serpentine o blocchi (nuclei) progettati per detti scambiatori di calore o unità di condensazione aventi tutte le superfici in diretto contatto con le sostanze chimiche da trattare costruite con uno dei materiali seguenti:

1.'leghe' contenenti in peso più del 25 % di nichelio e 20 % di cromo;

2.fluoropolimeri (materiali polimerici o elastomerici contenenti in peso più del 35 % di fluoro);

3.vetro (compresi i rivestimenti vetrificati o smaltati o rivestiti in vetro);

4.grafite o 'carbonio grafite';

5.nichelio o 'leghe' contenenti in peso più del 40 % di nichelio;

6.tantalio o 'leghe' di tantalio;

7.titanio o 'leghe' di titanio;

8.zirconio o 'leghe' di zirconio;

9.carburo di silicio;

10.carburo di titanio; o

11.niobio (columbio) o 'leghe' di niobio;

e.colonne di distillazione o torri di assorbimento di diametro interno superiore a 0,1 m e distributori di liquido, distributori di vapore o collettori di liquido progettati per dette colonne di distillazione o torri di assorbimento aventi tutte le superfici in diretto contatto con le sostanze chimiche da trattare costruite con uno dei materiali seguenti:

1.'leghe' contenenti in peso più del 25 % di nichelio e 20 % di cromo;

2.fluoropolimeri (materiali polimerici o elastomerici contenenti in peso più del 35 % di fluoro);

3.vetro (compresi i rivestimenti vetrificati o smaltati o rivestiti in vetro);

4.grafite o 'carbonio grafite';

5.nichelio o 'leghe' contenenti in peso più del 40 % di nichelio;

6.tantalio o 'leghe' di tantalio;

7.titanio o 'leghe' di titanio;

8.zirconio o 'leghe' di zirconio; o

9.niobio (columbio) o 'leghe' di niobio;

f.apparecchiature di riempimento manovrate a distanza aventi tutte le superfici in diretto contatto con le sostanze chimiche da trattare costruite con uno dei materiali seguenti:

1.'leghe' contenenti in peso più del 25 % di nichelio e 20 % di cromo; o

2.nichelio o 'leghe' contenenti in peso più del 40 % di nichelio;

g.valvole e componenti, come segue:

1.valvole aventi tutte le caratteristiche seguenti:

a.una 'dimensione nominale' superiore a 10 mm (3/8″); e

b.tutte le superfici in diretto contatto con le sostanze chimiche prodotte, trasformate o contenute sono costituite da 'materiali resistenti alla corrosione';

2.valvole diverse da quelle specificate in 2B350.g.1., aventi tutte le caratteristiche seguenti:

a.una 'dimensione nominale' uguale o superiore a 25,4 mm (1″) e uguale o inferiore a 101,6 mm (4″);

b.involucri (corpi delle valvole) o rivestimenti degli involucri preformati;

c.un elemento di chiusura progettato per essere intercambiabile; e

d.tutte le superfici degli involucri (corpi delle valvole) o dei rivestimenti degli involucri preformati in diretto contatto con le sostanze chimiche prodotte, trasformate o contenute costituite da 'materiali resistenti alla corrosione';

3.componenti, progettati per le valvole specificate in 2B350.g.1. o 2B350.g.2., aventi tutte le superfici in diretto contatto con le sostanze chimiche prodotte, trasformate o contenute, costituiti da 'materiali resistenti alla corrosione', come segue:

a.involucri (corpi delle valvole);

b.rivestimenti degli involucri preformati;

Note tecniche:

1.Ai fini di 2B350.g., per 'materiali resistenti alla corrosione' si intende uno qualsiasi dei materiali seguenti:

a.nichelio o leghe contenenti in peso più del 40 % di nichelio;

b.leghe contenenti in peso più del 25 % di nichelio e 20 % di cromo;

c.fluoropolimeri (materiali polimerici o elastomerici contenenti in peso più del 35 % di fluoro);

d.vetro o rivestiti di vetro (compresi i rivestimenti vetrificati o smaltati);

e.tantalio o leghe di tantalio;

f.titanio o leghe di titanio;

g.zirconio o leghe di zirconio;

h.niobio (columbio) o leghe di niobio; o

i.materiali ceramici, come segue:

1.carburo di silicio avente una purezza uguale o superiore all'80 % in peso;

2.ossido di alluminio (allumina) avente una purezza uguale o superiore al 99,9 % in peso;

3.ossido di zirconio;

2.La 'dimensione nominale' è definita come il più piccolo tra i diametri di entrata e di uscita.

h.tubazioni a pareti multiple che incorporano una porta di rivelazione delle perdite, aventi tutte le superfici in diretto contatto con le sostanze chimiche contenute o da trattare costruite con uno dei materiali seguenti:

1.'leghe' contenenti in peso più del 25 % di nichelio e 20 % di cromo;

2.fluoropolimeri (materiali polimerici o elastomerici contenenti in peso più del 35 % di fluoro);

3.vetro (compresi i rivestimenti vetrificati o smaltati o rivestiti in vetro);

4.grafite o 'carbonio grafite';

5.nichelio o 'leghe' contenenti in peso più del 40 % di nichelio;

6.tantalio o 'leghe' di tantalio;

7.titanio o 'leghe' di titanio;

8.zirconio o 'leghe' di zirconio; o

9.niobio (columbio) o 'leghe' di niobio;

i.pompe dotate di tenuta multipla e senza tenuta, aventi una portata massima specificata dal fabbricante superiore a 0,6 m3/ora o pompe da vuoto aventi portata massima specificata dal fabbricante superiore a 5 m3/ora [alla temperatura standard di 273 K (0 °C) e pressione standard di 101,3 kPa], diverse da quelle specificate in 2B233 e involucri (corpi delle pompe), rivestimenti degli involucri preformati, giranti, rotori o ugelli a getto della pompa progettati per dette pompe, aventi tutte le superfici in diretto contatto con le sostanze chimiche da trattare costruite con uno dei materiali seguenti:

1.'leghe' contenenti in peso più del 25 % di nichelio e 20 % di cromo;

2.materiali ceramici;

3.ferrosilicio (leghe di ferro con elevato tenore di silicio);

4.fluoropolimeri (materiali polimerici o elastomerici contenenti in peso più del 35 % di fluoro);

5.vetro (compresi i rivestimenti vetrificati o smaltati o rivestiti in vetro);

6.grafite o 'carbonio grafite';

7.nichelio o 'leghe' contenenti in peso più del 40 % di nichelio;

8.tantalio o 'leghe' di tantalio;

9.titanio o 'leghe' di titanio;

10.zirconio o 'leghe' di zirconio; o

11.niobio (columbio) o 'leghe' di niobio;

Note tecniche:

In 2B350.i. per tenute si intendono esclusivamente le tenute che entrano in diretto contatto con le sostanze chimiche da trattare (o destinate al trattamento) e forniscono una funzione di tenuta dove un albero di trasmissione rotante o alternativo passa attraverso il corpo di una pompa.

j.inceneritori progettati per la distruzione delle sostanze chimiche specificate in 1C350 aventi sistemi di alimentazione dei rifiuti appositamente progettati, attrezzature speciali per la manipolazione e temperatura media nella camera di combustione superiore a 1 273 K (1 000 °C) e tutte le superfici di smaltimento dei rifiuti in diretto contatto con tali prodotti costruite o rivestite con uno dei materiali seguenti:

1.'leghe' contenenti in peso più del 25 % di nichelio e 20 % di cromo;

2.materiali ceramici; o

3.nichelio o 'leghe' contenenti in peso più del 40 % di nichelio.

Nota:    Ai fini di 2B350, i materiali utilizzati come guarnizioni, imballaggi, dispositivi di tenuta, viti, rondelle o altri materiali che svolgono una funzione di tenuta non determinano le condizioni di esportabilità purché detti componenti siano progettati per essere intercambiabili.

Note tecniche:

1.Il 'carbonio grafite' è una composizione formata da carbonio amorfo e grafite, contenente in peso almeno l'8 % di grafite.

2.Per i materiali elencati alle voci precedenti, il termine 'lega', se non accompagnato da una specifica concentrazione elementare, indica quelle leghe in cui il metallo identificato è presente in percentuale maggiore in peso rispetto a qualsiasi altro elemento.

2B351    Sistemi di monitoraggio di gas tossico e le apposite componenti di rilevazione, diversi da quelli specificati in 1A004, come segue, e loro rilevatori, sensori e cartucce di ricambio dei sensori:

a.progettati per funzionamento continuo e utilizzabili per la rilevazione di agenti di guerra chimica o delle sostanze chimiche specificate in 1C350, con concentrazioni inferiori a 0,3 mg/m3; o

b.progettati per rilevare l'attività di inibizione della colinesterasi.

2B352    Apparecchiature utilizzabili nel trattamento dei materiali biologici, come segue:

a.mezzi di contenimento biologico completi a livello di contenimento P3, P4;

Nota tecnica:

I livelli di contenimento P3 o P4 (BL3, BL4, L3, L4) sono specificati nel manuale "WHO Laboratory Biosafety" (terza edizione, Ginevra 2004).

b.fermentatori e componenti, come segue:

1.fermentatori in grado di coltivare "microrganismi" patogeni o cellule vive per la produzione di virus patogeni o di tossine senza emissione di aerosol, aventi una capacità totale pari o superiore a 20 litri;

2.componenti progettati per i fermentatori in 2B352.b.1. come segue:

a.camere di coltura progettate per essere sterilizzate o disinfettate in situ;

b.dispositivi di supporto per le camere di coltura;

c.unità di controllo del processo in grado di monitorare e controllare simultaneamente due o più parametri del sistema di fermentazione (per esempio temperatura, pH, nutrienti, agitazione, ossigeno disciolto, flusso d'aria, schiume di controllo);

Nota tecnica:

Ai fini di 2B352.b. i fermentatori comprendono bioreattori, bioreattori monouso (a perdere), chemostati e sistemi a flusso continuo.

c.separatori centrifughi, in grado di effettuare una separazione continua senza la propagazione di aerosol, aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.flusso superiore a 100 l/h;

2.componenti costruiti con acciaio inossidabile lucidato o titanio;

3.uno o più giunti di tenuta entro l'area di contenimento del vapore; e

4.in grado di realizzare la sterilizzazione in situ in condizione di chiusura;

Nota tecnica:

I separatori centrifughi includono i decantatori.

d.apparecchiature di filtraggio a flusso incrociato (tangenziale) e loro componenti, come segue:

1.apparecchiature di filtraggio a flusso incrociato (tangenziale) in grado di effettuare la separazione di microrganismi patogeni, virus, tossine o colture cellulari, aventi tutte le caratteristiche seguenti:

a.una superficie di filtraggio totale uguale o superiore a 1 m2; e

b.aventi una delle caratteristiche seguenti:

1.in grado di essere sterilizzate o disinfettate in situ; o

2.che impiegano apparecchiature di filtraggio a perdere o monouso;

Nota tecnica:

In 2B352.d.1.b. per sterilizzazione si intende l'eliminazione di tutti i microbi vitali dalle apparecchiature mediante l'uso di agenti fisici (per esempio vapore) o chimici. Per disinfettazione si intende la distruzione della potenziale infettività microbica nelle apparecchiature mediante l'uso di agenti chimici a effetto germicida. La disinfettazione e la sterilizzazione si distinguono dalla sanificazione, che si riferisce a procedimenti di pulizia volti a ridurre il contenuto microbico delle apparecchiature senza necessariamente eliminare l'intera infettività o vitalità microbica.

Nota:2B352.d. non sottopone ad autorizzazione le apparecchiature per l'osmosi inversa, quali specificate dal fabbricante.

2.componenti di filtraggio a flusso incrociato (tangenziale) (per esempio moduli, elementi, cassette, cartucce, unità o piastre) con superficie di filtraggio uguale o superiore a 0,2 m2 per ogni componente e progettati per l'uso nelle apparecchiature di filtraggio a flusso incrociato (tangenziale) specificate in 2B352.d.;

e.apparecchiature di disidratazione per congelamento sterilizzabili a vapore con capacità del condensatore superiore a 10 kg di ghiaccio in 24 ore e inferiore a 1 000 kg di ghiaccio in 24 ore;

f.apparecchiature protettive e di contenimento, come segue:

1.abiti protettivi completi o parziali o cappe collegate ad un rifornimento d'aria esterno e funzionanti a pressione positiva;

Nota:2B352.f.1. non sottopone ad autorizzazione gli abiti progettati per essere indossati con autorespiratori.

2.cabine di sicurezza biologica di classe III o isolatori con prestazioni di caratteristiche similari;

Nota:In 2B352.f.2 gli isolatori comprendono anche gli isolatori flessibili, i contenitori asciutti, le camere anaerobiche, le celle a guanti e le cappe a flusso laminare (con chiusura a flusso verticale).

g.camere progettate per il confronto aerosol con "microrganismi", virus o "tossine" ed aventi una capacità uguale o superiore a 1 m3.

h.apparecchiature di essiccazione a spruzzo in grado di essiccare tossine o microrganismi patogeni aventi tutte le caratteristiche seguenti:

1.capacità di evaporazione dell'acqua ≥ 0,4 kg/h e ≤ 400 kg/h;

2.capacità di generare una dimensione particolare media delle particelle ≤10 μm con accessori esistenti o con minime modifiche dell'essiccatore a spruzzo con ugelli di atomizzazione che consentono la produzione della dimensione richiesta; e

3.in grado di essere sterilizzate o disinfettate in situ;

2CMateriali

Nessuno.

2DSoftware

2D001    "Software" diverso da quello specificato in 2D002, come segue:

a."software" appositamente progettato o modificato per lo "sviluppo" o la "produzione" delle apparecchiature specificate in 2A001 o 2B001;

b."software" appositamente progettato o modificato per l'"utilizzazione" delle apparecchiature specificate in 2A001.c., 2B001 o 2B003 fino a 2B009.

Nota:    2D001 non sottopone ad autorizzazione il "software" di programmazione delle parti che genera codici di "controllo numerico" per la lavorazione delle diverse parti.

2D002    "Software" per dispositivi elettronici, anche integrato in un dispositivo o sistema elettronico, che consenta a tali dispositivi o sistemi di operare come unità di "controllo numerico" in grado di coordinare simultaneamente più di quattro assi per il "controllo di contornatura".

Nota 1:2D002 non sottopone ad autorizzazione il "software" appositamente progettato o modificato per il funzionamento di elementi non specificati nella categoria 2.

Nota 2:2D002 non sottopone ad autorizzazione il "software" per i prodotti specificati in 2B002. Per il "software" per i prodotti specificati in 2B002, cfr. 2D001 e 2D003.

Nota 3:2D002 non sottopone ad autorizzazione il "software" esportato con elementi non specificati nella categoria 2, e il minimo necessario per il funzionamento degli stessi elementi.

2D003    "Software" progettato o modificato per il funzionamento delle apparecchiature specificate in 2B002 che converte le funzioni di progettazione ottica, misurazione dei pezzi da lavorare e asportazione dei materiali in comandi a "controllo numerico" per ottenere la forma voluta del pezzo da lavorare.

2D101    "Software" appositamente progettato o modificato per "l'utilizzazione" delle apparecchiature specificate in 2B104, 2B105, 2B109, 2B116, 2B117 o da 2B119 fino a 2B122.

N.B.:    CFR. ANCHE 9D004.

2D201    "Software" appositamente progettato per l'"utilizzazione" delle apparecchiature specificate in 2B204, 2B206, 2B207, 2B209, 2B219 o 2B227.

2D202    "Software" appositamente progettato o modificato per lo "sviluppo", la "produzione" o l'"utilizzazione" delle apparecchiature specificate in 2B201.

Nota:    2D202 non sottopone ad autorizzazione il "software" di programmazione delle parti che genera codici di comando a "controllo numerico" ma non permette l'uso diretto di attrezzature per la lavorazione delle diverse parti.

2D351    "Software" diverso da quello specificato in 1D003, appositamente progettato per l'"utilizzazione" delle apparecchiature specificate in 2B351.

2ETecnologia

2E001    "Tecnologia" in conformità alla nota generale sulla tecnologia per lo "sviluppo" di apparecchiature o "software" specificati in 2A, 2B o 2D.

Nota:    2E001 comprende la "tecnologia" per l'integrazione dei sistemi a sonda nelle macchine di misura coordinate specificate in 2B006.a.

2E002    "Tecnologia" in conformità alla nota generale sulla tecnologia per la "produzione" delle apparecchiature specificate in 2A o 2B.

2E003    Altre "tecnologie", come segue:

a."tecnologia" per lo "sviluppo" di grafica interattiva come elemento integrato alle unità di "controllo numerico" per la preparazione o la modifica di programmi pezzo;

b."tecnologia" per i processi di fabbricazione nel settore della lavorazione dei metalli, come segue:

1."tecnologia" per la progettazione di utensili, matrici o dispositivi di fissaggio appositamente progettati per i processi seguenti:

a."formatura superplastica";

b."saldatura per diffusione"; o

c."stampaggio idraulico ad azione diretta";

2.dati tecnici consistenti in parametri o metodi di processo sotto elencati ed utilizzati per controllare:

a.la "formatura superplastica" di leghe di alluminio, di leghe di titanio o "superleghe":

1.preparazione delle superfici;

2.velocità di applicazione del carico;

3.temperatura;

4.pressione;

b.la "saldatura per diffusione" di "superleghe" o leghe di titanio:

1.preparazione delle superfici;

2.temperatura;

3.pressione;

c.lo "stampaggio idraulico ad azione diretta" di leghe di alluminio o leghe di titanio:

1.pressione;

2.durata del ciclo;

d.l'"addensamento isostatico a caldo" di leghe di titanio, leghe di alluminio o "superleghe":

1.temperatura;

2.pressione;

3.durata del ciclo;

c."tecnologia" per lo "sviluppo" o la "produzione" di macchine di stiro-imbutitura idraulica e loro matrici per la fabbricazione di strutture di cellule di aerei;

d."tecnologia" per lo "sviluppo" di generatori di istruzioni per macchine utensili (per esempio programmi pezzo) a partire dai dati di progettazione residenti nelle unità di "controllo numerico";

e."tecnologia" per lo "sviluppo" del "software" di integrazione per l'incorporazione nelle unità di "controllo numerico" di sistemi esperti per il supporto di decisioni ad un livello elevato delle operazioni in officina;

f."tecnologia" per l'applicazione di rivestimenti inorganici per la ricopertura o per la modifica della superficie (specificati nella colonna 3 della tabella che segue) su substrati non elettronici (specificati nella colonna 2 della tabella che segue), con i processi specificati nella colonna 1 della tabella che segue e definiti nella nota tecnica.

Nota:La tabella e la nota tecnica sono riportate dopo la voce 2E301.

N.B.:Questa tabella dovrebbe essere letta per specificare la tecnologia di un particolare processo di rivestimento solo quando il rivestimento risultante, indicato nella colonna 3, figura in un paragrafo direttamente di fronte al pertinente substrato nella colonna 2. Ad esempio sono compresi i dati tecnici relativi al processo di rivestimento della deposizione chimica in fase di vapore (CVD) per l'applicazione dei siliciuri a carbonio-carbonio, materiali "compositi" a "matrice" ceramica o a "matrice" metallica, ma non per l'applicazione dei siliciuri a substrati di 'carburo di tungsteno cementato' (16), 'carburo di silicio' (18). Nel secondo caso, il rivestimento risultante non è elencato nel paragrafo della colonna 3 direttamente a fianco del paragrafo della colonna 2 che elenca il 'carburo di tungsteno cementato' (16), 'carburo di silicio' (18).

2E101    "Tecnologia" in conformità alla nota generale sulla tecnologia per l'"utilizzazione" di apparecchiature o di "software" specificati in 2B004, 2B009, 2B104, 2B109, 2B116, 2B119 fino a 2B122 o 2D101.

2E201    "Tecnologia" in conformità alla nota generale sulla tecnologia per l'"utilizzazione" di apparecchiature o di "software" specificati in 2A225, 2A226, 2B001, 2B006, 2B007.b., 2B007.c., 2B008, 2B009, 2B201, 2B204, 2B206, 2B207, 2B209, 2B225 fino a 2B233, 2D201 o 2D202.

2E301    "Tecnologia" in conformità alla nota generale sulla tecnologia per l'"utilizzazione" dei beni specificati in 2B350 fino a 2B352.

Tabella

Metodi di deposizione

1.    Processo di rivestimento (1) 7

2.    Substrato

3.    Rivestimento risultante

A.    Deposizione chimica in fase di vapore (CVD)

"Superleghe"

Alluminuri per passaggi interni

Ceramiche (19) e vetri a bassa dilatazione (14)

Siliciuri

Carburi

Strati dielettrici (15)

Diamante

Carbonio tipo diamante (17)

Carbonio-carbonio, Materiali "compositi" a "matrice" ceramica o a "matrice" metallica

Siliciuri

Carburi

Metalli refrattari

Loro miscele (4)

Strati dielettrici (15)

Alluminuri

Alluminuri legati (2)

Nitruro di boro

Carburo di tungsteno cementato (16), Carburo di silicio (18)

Carburi

Tungsteno

Loro miscele (4)

Strati dielettrici (15)

Molibdeno e leghe di molibdeno

Strati dielettrici (15)

Berillio e leghe di berillio

Strati dielettrici (15)

Diamante

Carbonio tipo diamante (17)

Materiali per finestre di sensori (9)

Strati dielettrici (15)

Diamante

Carbonio tipo diamante (17)

Deposizione fisica in fase di vapore per evaporazione termica (TE-PVD)

B.1.    Deposizione fisica in fase di vapore (PVD): fascio elettronico (EB-PVD)

"Superleghe"

Siliciuri legati

Alluminuri legati (2)

MCrAIX (5)

Ossidi di zirconio modificati (12)

Siliciuri

Alluminuri

Loro miscele (4)

Ceramiche (19) e vetri a bassa dilatazione (14)

Strati dielettrici (15)

Acciaio anticorrosione (7)

MCrAIX (5)

Ossidi di zirconio modificati (12)

Loro miscele (4)

Carbonio-carbonio, Materiali "compositi" a "matrice" ceramica o a "matrice" metallica

Siliciuri

Carburi

Metalli refrattari

Loro miscele (4)

Strati dielettrici (15)

Nitruro di boro

Carburo di tungsteno cementato (16), Carburo di silicio (18)

Carburi

Tungsteno

Loro miscele (4)

Strati dielettrici (15)

Molibdeno e leghe di molibdeno

Strati dielettrici (15)

Berillio e leghe di berillio

Strati dielettrici (15)

Boruri

Berillio

Materiali per finestre di sensori (9)

Strati dielettrici (15)

Leghe di titanio (13)

Boruri

Nitruri

B.2.    Deposizione fisica in fase di vapore (PVD) per riscaldamento con resistenza assistita da fascio ionico (placcatura ionica)

Ceramiche (19) e vetri a bassa dilatazione

Strati dielettrici (15)

Carbonio tipo diamante (17)

Carbonio-carbonio, Materiali "compositi" a "matrice" ceramica o a "matrice" metallica

Strati dielettrici (15)

Carburo di tungsteno cementato (16), Carburo di silicio

Strati dielettrici (15)

Molibdeno e leghe di molibdeno

Strati dielettrici (15)

Berillio e leghe di berillio

Strati dielettrici (15)

Materiali per finestre di sensori (9)

Strati dielettrici (15)

Carbonio tipo diamante (17)

B.3.    Deposizione fisica in fase di vapore (PVD): per vaporizzazione a "laser"

Ceramiche (19) e vetri a bassa dilatazione (14)

Siliciuri

Strati dielettrici (15)

Carbonio tipo diamante (17)

Carbonio-carbonio, Materiali "compositi" a "matrice" ceramica o a "matrice" metallica

Strati dielettrici (15)

Carburo di tungsteno cementato (16), Carburo di silicio

Strati dielettrici (15)

Molibdeno e leghe di molibdeno

Strati dielettrici (15)

Berillio e leghe di berillio

Strati dielettrici (15)

Materiali per finestre di sensori (9)

Strati dielettrici (15)

Carbonio tipo diamante

B.4.    Deposizione fisica in fase di vapore (PVD): scarica ad arco catodico

"Superleghe"

Siliciuri legati

Alluminuri legati (2)

MCrAIX (5)

Polimeri (11) e materiali "compositi" a "matrice" organica

Boruri

Carburi

Nitruri

Carbonio tipo diamante (17)

C.    Cementazione in cassetta (cfr. A per cementazione fuori cassetta) (10)

Carbonio-carbonio, Materiali "compositi" a "matrice" ceramica o a "matrice" metallica

Siliciuri

Carburi

Loro miscele (4)

Leghe di titanio (13)

Siliciuri

Alluminuri

Alluminuri legati (2)

Metalli e leghe refrattari (8)

Siliciuri

Ossidi

D.    Polverizzazione a plasma

"Superleghe"

MCrAIX (5)

Ossidi di zirconio modificati (12)

Loro miscele (4)

Nichelio-grafite soggetto ad abrasione

Materiali contenenti Ni-Cr-Al soggetti ad abrasione

Al-Si-poliestere soggetto ad abrasione

Alluminuri legati (2)

Leghe di alluminio (6)

MCrAIX (5)

Ossidi di zirconio modificati (12)

Siliciuri

Loro miscele (4)

Metalli e leghe refrattari (8)

Alluminuri

Siliciuri

Carburi

Acciaio anticorrosione (7)

MCrAIX (5)

Ossidi di zirconio modificati (12)

Loro miscele (4)

Leghe di titanio (13)

Carburi

Alluminuri

Siliciuri

Alluminuri legati (2)

Nichelio-grafite soggetto ad abrasione

Materiali contenenti Ni-Cr-Al soggetti ad abrasione

Al-Si-poliestere soggetto ad abrasione

E.    Deposizione a impasto liquido

Metalli e leghe refrattari (8)

Siliciuri fusi

Alluminuri fusi esclusi gli elementi riscaldatori per resistenze

Carbonio-carbonio, Materiali "compositi" a "matrice" ceramica o a "matrice" metallica

Siliciuri

Carburi

Loro miscele (4)

F.    Deposizione per polverizzazione catodica

"Superleghe"

Siliciuri legati

Alluminuri legati (2)

Alluminuri modificati con metalli nobili (3)

MCrAIX (5)

Ossidi di zirconio modificati (12)

Platino

Loro miscele (4)

Ceramiche e vetri a bassa dilatazione (14)

Siliciuri

Platino

Loro miscele (4)

Strati dielettrici (15)

Carbonio tipo diamante (17)

Leghe di titanio (13)

Boruri

Nitruri

Ossidi

Siliciuri

Alluminuri

Alluminuri legati (2)

Carburi

Carbonio-carbonio, Materiali "compositi" a "matrice" ceramica o a "matrice" metallica

Siliciuri

Carburi

Metalli refrattari

Loro miscele (4)

Strati dielettrici (15)

Nitruro di boro

Carburo di tungsteno cementato (16), Carburo di silicio (18)

Carburi

Tungsteno

Loro miscele (4)

Strati dielettrici (15)

Nitruro di boro

Molibdeno e leghe di molibdeno

Strati dielettrici (15)

Berillio e leghe di berillio

Boruri

Strati dielettrici (15)

Berillio

Materiali per finestre di sensori (9)

Strati dielettrici (15)

Carbonio tipo diamante (17)

Metalli e leghe refrattari (8)

Alluminuri

Siliciuri

Ossidi

Carburi

G.    Impiantazione ionica

Acciai per cuscinetti ad alta temperatura

Aggiunte di cromo tantalio o niobio (columbio)

Leghe di titanio (13)

Boruri

Nitruri

Berillio e leghe di berillio

Boruri

Carburo di tungsteno cementato (16)

Carburi

Nitruri

TABELLA — METODI DI DEPOSIZIONE — NOTE

1.Il termine 'processo di rivestimento' comprende sia strati originali, sia riparazione e rimessa a nuovo di strati.

2.Il termine 'rivestimento di alluminuri legati' comprende i rivestimenti realizzati in uno o più stadi nei quali uno o più elementi sono depositati prima o durante l'applicazione del rivestimento dell'alluminuro anche se questi elementi sono depositati con altro processo di rivestimento. Esso non comprende comunque l'uso multiplo dei processi di cementazione in cassetta in un solo stadio per realizzare gli alluminuri legati.

3.Il termine rivestimento 'di alluminuri modificati con metallo nobile' comprende anche i rivestimenti realizzati in più stadi nei quali uno o più metalli nobili sono depositati con altro processo di rivestimento prima dell'applicazione del rivestimento dell'alluminuro.

4.Il termine 'loro miscele' comprende i materiali infiltrati, le composizioni graduate, i depositi simultanei e i depositi multistrato. Dette miscele sono ottenute con uno o più dei processi di rivestimento specificati nella tabella.

5.'MCrAlX' rappresenta una lega di rivestimento in cui M equivale a cobalto, ferro, nichelio o combinazioni di questi elementi, mentre X equivale ad afnio, ittrio, silicio, tantalio in qualsiasi quantità od altre aggiunte intenzionali superiori a 0,01 % in peso in proporzioni e combinazioni diverse, con l'esclusione:

a.dei rivestimenti di CoCrAlY contenenti meno del 22 % in peso di cromo, meno del 7 % in peso di alluminio e meno del 2 % in peso di ittrio;

b.dei rivestimenti di CoCrAlY contenenti dal 22 al 24 % in peso di cromo, dal 10 al 12 % in peso di alluminio e dallo 0,5 allo 0,7 % in peso di ittrio; o

c.dei rivestimenti di NiCrAlY contenenti dal 21 al 23 % in peso di cromo, dal 10 al 12 % in peso di alluminio e dallo 0,9 allo 1,1 % in peso di ittrio;

6.Il termine 'leghe di alluminio', si riferisce a leghe aventi carico di rottura uguale o superiore a 190 MPa misurato alla temperatura di 293 K (20 °C).

7.Il termine 'acciaio anticorrosione' si riferisce agli acciai AISI (American Iron and Steel Institute) della serie 300 o agli acciai conformi a norme nazionali equivalenti.

8.Il termine 'metalli e leghe refrattari' comprende i metalli seguenti e loro leghe: niobio (columbio), molibdeno, tungsteno e tantalio.

9.I 'materiali per finestre di sensori' sono i seguenti: allumina, silicio, germanio, solfuro di zinco, seleniuro di zinco, arseniuro di gallio, diamante, fosfuro di gallio, zaffiro ed i seguenti alogenuri metallici: materiali per finestre di sensori aventi un diametro superiore a 40 mm per il fluoruro di zirconio ed il fluoruro di afnio.

10.La "tecnologia" relativa alla cementazione in cassetta in una sola fase dei profili aerodinamici di un singolo pezzo non è sottoposta ad autorizzazione dalla Categoria 2.

11.I 'polimeri' sono i seguenti: poliimmidi, poliesteri, polisolfuri, policarbonati e poliuretani.

12.Per 'ossidi di zirconio modificati', si intendono ossidi di zirconio che hanno subito aggiunte di altri ossidi metallici (cioè ossidi di calcio, di magnesio, di ittrio, di afnio, di terre rare) al fine di stabilizzare certe fasi cristallografiche e composizioni di queste fasi. I rivestimenti che servono da barriera termica costituiti da ossidi di zirconio, modificati con l'aiuto di ossido di calcio o di magnesio per miscelazione o fusione, non sono sottoposti ad autorizzazione.

13.Per 'leghe di titanio' si intendono soltanto le leghe utilizzate nel campo aerospaziale, aventi carico di rottura uguale o superiore a 900 MPa, misurato alla temperatura di 293 K (20 °C).

14.Per 'vetri a bassa dilatazione' si intendono vetri aventi un coefficiente di dilatazione termico uguale o inferiore a 1 × 10-7 K-1 misurato a 293 K (20 °C).

15.Gli 'strati dielettrici' sono rivestimenti composti da più strati di materiali isolanti nei quali le proprietà di interferenza di un assieme di diversi materiali aventi indici di rifrazione diversi sono utilizzati per riflettere, trasmettere o assorbire bande differenti di lunghezze d'onda. Per strati dielettrici si intendono più di quattro strati dielettrici o strati "compositi" dielettrico/metallo.

16.Il 'carburo di tungsteno cementato' non comprende i materiali per utensili di taglio e di formatura consistenti in carburo di tungsteno/(cobalto, nichelio), carburo di titanio/(cobalto, nichelio), carburo di cromo/nichelio-cromo e carburo di cromo/nichelio.

17.La "tecnologia" destinata specificamente a depositare carbonio tipo diamante su una delle apparecchiature o uno dei materiali appresso elencati non è sottoposta ad autorizzazione:

unità disco e testine magnetiche, apparecchiature per la fabbricazione di articoli monouso, valvole per rubinetti, diaframmi acustici per altoparlanti, componenti per motori di automobili, utensili da taglio, matrici di punzonamento/imbutitura, apparecchiature per l'automazione di uffici, microfoni o stampati medici o dispositivi per la colatura o foggiatura a stampo della plastica, fabbricati con leghe contenenti meno del 5 % di berillio.

18.Il 'carburo di silicio' non comprende i materiali per utensili di taglio e di formatura.

19.I substrati ceramici elencati nella tabella non comprendono i materiali ceramici contenenti il 5 % o più in peso di argilla o cemento, sia come costituenti distinti che in combinazione.

TABELLA — METODI DI DEPOSIZIONE — NOTE TECNICHE

I processi specificati nella colonna 1 della tabella sono definiti come segue:

a.la deposizione chimica in fase di vapore (CVD) è un processo di rivestimento per ricopertura o rivestimento con modifica della superficie per cui un metallo, una lega, un materiale "composito", un dielettrico o una ceramica è depositato Ö sono depositati Õ su uno strato riscaldato. I gas reagenti sono ridotti o combinati in prossimità del substrato provocando il deposito del materiale elementare, della lega o del materiale composto sul substrato. L'energia necessaria a questo processo di decomposizione o a questa reazione chimica può essere fornita dal calore del substrato, da un plasma a scarica luminescente o da una radiazione "laser";

N.B. 1:La deposizione in fase di vapore di elementi chimici comprende i seguenti processi: deposizione fuori cassetta con flusso di gas diretto, deposizione chimica in fase di vapore a impulsi (CVD), deposizione termica per nucleazione controllata (CNTD), deposizione chimica in fase di vapore intensificata o assistita da plasma.

N.B. 2:Il termine cassetta indica un substrato immerso in una miscela di polveri.

N.B. 3:I gas reagenti utilizzati nel processo fuori cassetta sono ottenuti usando le stesse reazioni e parametri elementari del processo di cementazione in cassetta, tranne per il substrato da rivestire che non è in contatto con la miscela di polveri.

b.la deposizione fisica in fase di vapore per evaporazione termica (TE-PVD) è un processo di rivestimento per ricopertura sotto vuoto con pressione inferiore a 0,1 Pa per cui una sorgente di energia termica è utilizzata per la vaporizzazione del materiale di rivestimento. Questo processo dà luogo alla condensazione o alla deposizione del materiale evaporato su substrati disposti in modo appropriato.

L'aggiunta di gas alla camera sotto vuoto durante il processo di rivestimento al fine di sintetizzare i rivestimenti composti costituisce una variante corrente del processo.

Anche l'utilizzazione di fasci di ioni o di elettroni o di plasma per attivare o assistere la deposizione del rivestimento è una variante corrente di questa tecnica. Si possono anche utilizzare strumenti di controllo per misurare nel corso del processo le caratteristiche ottiche e lo spessore dei rivestimenti.

Le tecniche specifiche di deposizione fisica in fase di vapore per evaporazione termica sono le seguenti:

1.la deposizione fisica in fase di vapore per fascio di elettroni impiega un fascio di elettroni per riscaldare il materiale costituente il rivestimento e provocarne l'evaporazione;

2.la deposizione fisica in fase di vapore per riscaldamento tramite resistenza assistita da fascio ionico impiega resistenze elettriche come sorgenti di riscaldamento in combinazione con fasci ionici d'urto per produrre un flusso controllato e uniforme di materiali di rivestimento evaporati;

3.la vaporizzazione a "laser" impiega fasci "laser" a impulsi o in onda continua per vaporizzare il materiale costituente il rivestimento;

4.la deposizione ad arco catodico impiega un catodo consumabile di materiale costituente il rivestimento che emette una scarica ad arco sulla superficie innescata da un contatto momentaneo con la massa. I movimenti controllati della formazione dell'arco attaccano la superficie del catodo creando un plasma fortemente ionizzato. L'anodo può essere sia un cono fissato sull'estremità del catodo tramite un isolatore sia la camera stessa. La polarizzazione del substrato è usata per la deposizione fuori della portata visiva;

N.B.:Questa definizione non comprende la deposizione casuale ad arco catodico con substrati non polarizzati.

5.la placcatura ionica è una variante particolare di un processo generale di deposizione fisica in fase di vapore per evaporazione termica (TE-PVD) per cui una sorgente di ioni o un plasma sono utilizzati per ionizzare il materiale da depositare; una polarizzazione negativa viene applicata al substrato per facilitare l'estrazione del materiale dal plasma. L'introduzione di materiali reagenti, l'evaporazione di solidi all'interno della camera di trattamento e l'impiego di strumenti di controllo per misurare nel corso del processo le caratteristiche ottiche e lo spessore dei rivestimenti sono varianti ordinarie di questo processo;

c.la cementazione in cassetta è un processo di rivestimento con modifica della superficie o un processo di rivestimento per ricopertura per cui un substrato viene immerso in una miscela di polveri (cassetta) comprendente:

1.le polveri metalliche che devono essere depositate (generalmente alluminio, cromo, silicio o loro combinazioni);

2.un attivatore (generalmente un sale alogenuro); e

3.una polvere inerte, più frequentemente allumina.

Il substrato e la miscela di polveri sono posti in una storta portata ad una temperatura compresa tra 1 030 K (757 °C) e 1 375 K (1 102 °C) per un tempo sufficiente a permettere la deposizione del rivestimento;

d.la polverizzazione a plasma è un processo di rivestimento per ricopertura per cui un cannone (torcia di vaporizzazione) che produce e controlla un plasma, riceve materiali di rivestimento sotto forma di polvere o filo, li fa fondere e li proietta su un substrato sul quale si forma un rivestimento integralmente aderente. La polverizzazione a plasma può essere una polverizzazione a bassa pressione o una polverizzazione a grande velocità;

N.B. 1:Per bassa pressione si intende una pressione inferiore alla pressione atmosferica ambiente.

N.B. 2:Per grande velocità si intende una velocità del gas in uscita dalla torcia superiore a 750 m/s calcolata a 293 K (20 °C) e ad una pressione di 0,1 MPa.

e.la deposizione ad impasto liquido è un processo di rivestimento con modifica della superficie o un processo di rivestimento per ricopertura per cui una polvere di metallo o di ceramica, associata ad un legante organico e in sospensione in un liquido, viene applicata su un substrato tramite spruzzatura, immersione o verniciatura. L'assieme viene essiccato in aria o in forno e poi sottoposto ad un trattamento termico per ottenere il rivestimento desiderato;

f.la deposizione per polverizzazione catodica è un processo di rivestimento per ricopertura, basato sul fenomeno di trasferimento di quantità di moto, per cui gli ioni positivi sono accelerati da un campo elettrico verso la superficie di un bersaglio (materiale di rivestimento). L'energia cinetica ottenuta dall'impatto degli ioni è sufficiente perché gli atomi della superficie del bersaglio siano liberati per depositarsi sul substrato situato in modo adeguato;

N.B. 1:La tabella si riferisce solo alla deposizione per polverizzazione catodica tramite un triodo, un magnetron o un reagente utilizzato per aumentare l'aderenza del rivestimento e la velocità di deposizione nonché alla deposizione per polverizzazione catodica aumentata a radiofrequenze, utilizzata per permettere la vaporizzazione di materiali di rivestimento non metallici.

N.B. 2:Fasci ionici a bassa energia (minore di 5 keV) possono essere utilizzati per attivare la deposizione.

g.l'impiantazione ionica è un processo di rivestimento con modifica della superficie per cui l'elemento da legare è ionizzato, accelerato da un gradiente di potenziale e impiantato nella zona superficiale del substrato. Ciò comprende i processi nei quali l'impiantazione ionica viene effettuata contemporaneamente alla deposizione fisica in fase di vapore per fascio elettronico o alla deposizione per polverizzazione catodica.

CATEGORIA 3 —MATERIALI ELETTRONICI

3 ASistemi, apparecchiature e componenti

Nota 1:La condizione di esportabilità delle apparecchiature, dei dispositivi e dei componenti descritti in 3A001 o 3A002, tranne quelli descritti in 3A001.a.3. fino a 3A001.a.10. o in 3A001.a.12. o 3A001.a.13., appositamente progettati o aventi le stesse caratteristiche funzionali di altre apparecchiature, è determinata dalle condizioni stabilite per queste altre apparecchiature.

Nota 2:La condizione di esportabilità dei circuiti integrati descritti in 3A001.a.3. fino a 3A001.a.9., in 3A001.a.12. o in 3A001.a.13., programmati o progettati in maniera non modificabile per una specifica funzione di altre apparecchiature è determinata dalle condizioni stabilite per queste altre apparecchiature.

N.B.:Se il fabbricante o il richiedente non è in grado di determinare la condizione di esportabilità delle altre apparecchiature, la condizione di esportabilità dei circuiti integrati è allora determinata in 3A001.a.3. fino a 3A001.a.9. e in 3A001.a.12. e 3A001.a.13.

3A001    Dispositivi e componenti elettronici e relativi componenti appositamente progettati:

a.circuiti integrati di uso generale, come segue:

Nota 1:La condizione di esportabilità delle fette (finite o non finite) nelle quali sia stata determinata la funzione deve essere valutata in funzione dei parametri definiti in 3A001.a.

Nota 2:I circuiti integrati comprendono i tipi seguenti:

"circuiti integrati monolitici",

"circuiti integrati ibridi",

"circuiti integrati multichip",

"circuiti integrati a film" compresi i circuiti integrati di silicio su zaffiro;

"circuiti integrati ottici";

"circuiti integrati tridimensionali".

1.circuiti integrati progettati o previsti come circuiti resistenti alle radiazioni per sopportare:

a.una dose totale di 5 × 103 Gy (silicio) o più;

b.un tasso della dose di 5 × 106 Gy (silicio)/s o più; o

c.una fluenza (flusso integrato) di neutroni (1 MeV equivalente) di 5 × 1013 n/cm2 o superiore sul silicio, o il valore equivalente per altri materiali;

Nota:3A001.a.1.c. non sottopone ad autorizzazione i metalli isolanti semiconduttori (MIS).

2."microcircuiti microprocessori", "microcircuiti microcalcolatori", microcircuiti microcontrollori, memorie a circuiti integrati fabbricate a partire da un semiconduttore composto, convertitori analogico-numerici, convertitori numerico-analogici, circuiti elettro-ottici o "circuiti integrati ottici" progettati per il "trattamento del segnale", dispositivi logici programmabili dall'utilizzatore, circuiti integrati costruiti su richiesta del cliente per i quali non è conosciuta la funzione o la condizione di esportabilità dell'apparecchiatura nella quale tali circuiti integrati saranno usati, processori di trasformata rapida di Fourier (FFT), memorie di sola lettura cancellabili e programmabili elettricamente (EEPROM), memorie flash o memorie statiche ad accesso casuale (SRAM), aventi una delle caratteristiche seguenti:

a.previsti per funzionare ad una temperatura ambiente superiore a 398 K (125 °C);

b.previsti per funzionare ad una temperatura ambiente inferiore a 218 K
(- 55 °C); o

c.previsti per funzionare nell'intera gamma di temperatura ambiente da 218 K (- 55 °C) a 398 K (125 °C);

Nota:3A001.a.2. non sottopone ad autorizzazione i circuiti integrati per applicazioni automobilistiche o ferroviarie civili.

3."microcircuiti microprocessori", "microcircuiti microcalcolatori" e microcircuiti microcontrollori, fabbricati a partire da un semiconduttore composto e funzionanti con frequenza di clock superiore a 40 MHz;

Nota:3A001.a.3. comprende i processori di segnali numerici, i processori matriciali numerici ed i coprocessori numerici;

4.non utilizzato;

5.convertitori a circuiti integrati analogico-numerici (ADC) e convertitori a circuiti integrati numerico-analogici (DAC), come segue:

a.convertitori analogico-numerici aventi una delle caratteristiche seguenti:

N.B.:CFR. ANCHE 3A101.

1.risoluzione uguale o superiore a 8 bit, ma inferiore a 10 bit, con velocità di uscita superiore a 1 000 milioni di parole al secondo;

2.risoluzione uguale o superiore a 10 bit, ma inferiore a 12 bit, con velocità di uscita superiore a 300 milioni di parole al secondo;

3.risoluzione pari a 12 bit con velocità di uscita superiore a 200 milioni di parole al secondo;

4.risoluzione superiore a 12 bit, ma uguale o inferiore a 14 bit, con velocità di uscita superiore a 125 milioni di parole al secondo; o

5.risoluzione superiore a 14 bit con velocità di uscita superiore a 20 milioni di parole al secondo;

Note tecniche:

1.Una risoluzione di n bit corrisponde a una quantizzazione di 2n livelli.

2.Il numero di bit nella parola in uscita è pari alla risoluzione del convertitore analogico-numerico.

3.La velocità d'uscita è la massima velocità d'uscita del convertitore, indipendentemente dall'architettura o dal supercampionamento.

4.Per i 'convertitori analogico-numerici multicanale', le uscite non sono aggregate e la velocità di uscita è la massima velocità di uscita di ogni singolo canale.

5.Per i 'convertitori analogico-numerici interlacciati' o per i 'convertitori analogico-numerici multicanale' specificati per avere un modo di funzionamento interlacciato, le uscite sono aggregate e la velocità di uscita è la massima velocità di uscita totale combinata di tutte le uscite.

6.I venditori possono riferirsi alla velocità di uscita anche come velocità di campionamento, velocità di conversione o velocità di flusso. È spesso espressa in megahertz (MHz) o in mega campionamenti al secondo.

7.Ai fini della misurazione della velocità di uscita, una parola in uscita al secondo è uguale a un hertz o a un campionamento al secondo.

8.I 'convertitori analogico-numerici multicanale' sono dispositivi che integrano più di un convertitore numerico-analogico, progettati in modo che ciascun convertitore numerico-analogico abbia un'entrata analogica separata.

9.I 'convertitori analogico-numerici interlacciati' sono dispositivi aventi più convertitori analogico-numerici che campionano la stessa entrata analogica in momenti diversi in modo tale che, quando le uscite sono aggregate, l'entrata analogica è stata effettivamente campionata e convertita a una velocità di campionamento superiore.

b.convertitori numerico-analogici (DAC) aventi una delle caratteristiche seguenti:

1.risoluzione uguale o superiore a 10 bit, con 'frequenza di aggiornamento adattata' superiore a 3 500 mega campionamenti al secondo; o

2.è1 risoluzione uguale o superiore a 12 bit, con 'frequenza di aggiornamento adattata' uguale o superiore a 1 250 mega campionamenti al secondo e aventi una delle caratteristiche seguenti ç

a.tempo di assestamento inferiore a 9 ns allo 0,024 % del fondo scala prescelto; o

b.'campo di variazione dinamico privo di componenti spurie' (SFDR) superiore a 68 dBc (portante) quando si sintetizza un segnale analogico a fondo scala di 100 MHz o la massima frequenza a fondo scala del segnale analogico specificata inferiore a 100 MHz.

Note tecniche:

1.Il 'campo di variazione dinamico privo di componenti spurie' (SFDR) è il rapporto tra il valore efficace della frequenza portante (componente massima del segnale) all'ingresso del convertitore numerico-analogico e il valore efficace immediatamente superiore del rumore o della componente di distorsione armonica all'uscita.

2.Il campo di variazione dinamico privo di componenti spurie (SFDR) è determinato direttamente dalla tabella di specificazione o dai grafici di caratterizzazione dell'SFDR in funzione della frequenza.

3.Un segnale è definito di fondo scala quando la sua ampiezza è maggiore di - 3 dBfs (fondo scala).

4.'Frequenza di aggiornamento adattata' per i convertitori numerico-analogici:

a.per i convertitori numerico-analogici convenzionali (non a interpolazione), la 'frequenza di aggiornamento adattata' è la frequenza alla quale il segnale numerico è convertito in un segnale analogico e i valori analogici in uscita sono modificati dal convertitore numerico-analogico. I convertitori numerico-analogici il cui metodo di interpolazione può essere bypassato (fattore di interpolazione pari a uno) dovrebbero essere considerati convertitori numerico-analogici convenzionali (non a interpolazione).

b.per i convertitori numerico-analogici a interpolazione (DAC a sovracampionamento), la 'frequenza di aggiornamento adattata' è la frequenza di aggiornamento del convertitore numerico-analogico divisa per il più piccolo fattore di interpolazione. Nei convertitori numerico-analogici a interpolazione la 'frequenza di aggiornamento adattata' è chiamata anche:

frequenza dei dati di ingresso,

frequenza di parola in ingresso,

frequenza di campionamento in ingresso,

massima frequenza totale di bus in ingresso,

massima frequenza di clock del DAC per ingresso di clock del DAC.

6."circuiti integrati ottici" ed elettro-ottici per il "trattamento del segnale" aventi tutte le caratteristiche seguenti:

a.uno o più diodi "laser" interni;

b.uno o più elementi interni di rivelazione della luce; e

c.guide d'onda ottiche;

7.'dispositivi logici programmabili dall'utilizzatore', aventi una delle caratteristiche seguenti:

a.numero massimo di entrate/uscite numeriche superiore a 700; o

b.una 'velocità di trasmissione di dati aggregati di picco di un ricetrasmettitore in serie unidirezionale' pari o superiore a 500 Gb/s;