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Document 52012DC0663
COMMUNICATION FROM THE COMMISSION TO THE EUROPEAN PARLIAMENT, THE COUNCIL, THE EUROPEAN ECONOMIC AND SOCIAL COMMITTEE AND THE COMMITTEE OF THE REGIONS Making the internal energy market work
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI Rendere efficace il mercato interno dell’energia
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI Rendere efficace il mercato interno dell’energia
/* COM/2012/0663 final */
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI Rendere efficace il mercato interno dell’energia /* COM/2012/0663 final */
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL
PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO
E AL COMITATO DELLE REGIONI Rendere efficace il mercato interno
dell’energia
1. INTRODUZIONE
L’Unione europea ha bisogno di un mercato
interno dell’energia competitivo, integrato e fluido che costituisca un’impalcatura
solida nella quale i flussi di energia elettrica e di gas si dirigano dove sono
necessari. Per affrontare le sfide che si pongono all’Europa in tema di energia
e di clima assicurando nel contempo alle famiglie e alle aziende un
approvvigionamento energetico sicuro a prezzi accessibili, l’UE deve far sì che
il mercato interno europeo dell’energia sia in grado di funzionare in modo
efficiente e flessibile. Nonostante i grandi progressi degli ultimi anni nel
funzionamento del mercato dell’energia, occorre impegnarsi ancora per integrare
i mercati, migliorare la concorrenza e rispondere alle nuove sfide. Come
sottolinea la Commissione nella tabella di marcia per l’energia 2050[1], la piena integrazione delle reti e dei sistemi energetici europei e l’apertura
dei mercati energetici sono tappe fondamentali per il passaggio ad un’economia
a basse emissioni di CO2 e per il mantenimento di un
approvvigionamento sicuro a costi il più possibile contenuti. Senza modifiche di fondo del funzionamento del
mercato dell’energia, il sistema energetico europeo perderà affidabilità e
diventerà più costoso, a scapito della competitività dell’Unione e del
benessere al suo interno, e rallenteranno i progressi verso la
decarbonizzazione: si tratta di tendenze che possiamo invertire investendo
urgentemente nell’infrastruttura di produzione, trasporto e distribuzione e
nello stoccaggio. È necessario ammodernare i sistemi energetici esistenti, per
un costo stimato di mille miliardi di euro[2], ma anche
promuovere misure di miglioramento dell’efficienza, stimolare la libera
concorrenza e emancipare i consumatori affinché assumano un ruolo attivo ed
esercitino pienamente i diritti e le possibilità di scelta di cui godono. I capi di Stato o di governo europei hanno
pertanto fissato un termine preciso - il 2014 - per il completamento del
mercato interno dell’energia. Questo mercato non è un fine in sé, bensì uno
strumento essenziale per il concretamento delle massime aspirazioni dei
cittadini dell’UE: crescita economica, lavoro, soddisfacimento sicuro dei
bisogni essenziali a costi accessibili e competitivi, sfruttamento sostenibile
delle risorse limitate. Entro il 2014 si dovrà dare piena attuazione
alla normativa vigente, anche predisponendo le norme tecniche essenziali a
livello UE e dotando le autorità di regolamentazione degli strumenti e risorse
necessari all’attuazione effettiva della normativa. Dovranno essere pronti e
operativi mercati transfrontalieri del gas e dell’energia elettrica ovunque
nell’UE e dovrà essere a buon punto l’attuazione dei piani di completamento e
ammodernamento delle reti dell’Unione e della loro conversione in reti
intelligenti. Soltanto quando tutto questo si sarà concretato i consumatori potranno
trarre tutti i vantaggi dal mercato interno dell’energia. Al momento l’Unione non sta tenendo il passo
necessario per rispettare il termine del 2014: gli Stati membri non soltanto
procedono a rilento nell’adeguamento della normativa nazionale e nella
creazione di mercati realmente competitivi cui partecipino i consumatori, ma
devono anche abbandonare le politiche introspettive o d’ispirazione nazionale e
resistere a coloro che le invocano. Si tratta infatti di atteggiamenti che
impediscono il funzionamento efficace del mercato interno, e che mettono anzi a
repentaglio i progressi già compiuti verso il mercato interno dell’energia. È
tuttavia chiaro il valore aggiunto realizzabile convogliando assieme le
politiche energetiche degli Stati membri e creando sistemi energetici
efficienti e sicuri che valichino i confini nazionali. La presente comunicazione ribadisce i vantaggi
insiti in mercati europei dell’energia integrati e illustra le modalità che
permetteranno al mercato di concretare al più presto tutte le sue potenzialità
e di rispondere ai bisogni e alle aspettative dei cittadini e delle imprese
dell’UE. Data l’importanza che riveste per l’approfondimento del mercato unico,
la presente iniziativa è annoverata tra le 12 azioni prioritarie stabilite dalla
comunicazione “L’Atto per il mercato unico II - Insieme per una nuova crescita”[3]. 2. mercati dell’energia aperti,
integrati e flessibili: i vantaggi I governi nazionali, le imprese e i cittadini
devono essere convinti che il mercato interno offre loro i massimi vantaggi
possibili, cosa che al momento non avviene. Il mercato della produzione
presenta ancora un grado elevato di concentrazione: in otto Stati membri oltre
l’80% della produzione di energia è ancora controllata dall’ex monopolista. In
un mercato dell’energia ben funzionante, che idealmente risolva la questione
dei costi degli effetti esterni, gli investimenti nella produzione dovrebbero
essere guidati da considerazioni di mercato piuttosto che dalle sovvenzioni.
Nella percezione generale il comparto energetico si esplica in mercati non
trasparenti o poco aperti ai nuovi operatori, compresi i prestatori di servizi sul
versante della domanda. L’efficienza energetica non può contare su investimenti
razionali sotto il profilo economico, o almeno non in misura sufficiente. La
soddisfazione dei consumatori è scarsa, persino negli Stati membri il cui
mercato dell’energia è già abbastanza competitivo. Eppure, i vantaggi già recati dal mercato
interno dell’energia sono innegabili e le possibilità di benefici si confermano
più allettanti che mai. 2.1. Grandi risultati già conseguiti Più scelta e flessibilità per il
consumatore Almeno 14 società di energia elettrica e/o del
gas sono oggi attive in più di uno Stato membro e all’interno di 20 Stati
membri operano più di tre fornitori di energia elettrica principali[4]. Nei due terzi degli Stati membri la scelta tra vari fornitori è oggi
offerta persino alle famiglie e alle piccole aziende. I sistemi di raffronto delle tariffe hanno
aiutato i consumatori a trovare un’offerta più conveniente e la consapevolezza
dei vantaggi risultanti dal cambio di fornitore ha determinato percentuali
elevate di trasferimenti in vari Stati membri, dalla Svezia al Regno Unito,
dall’Irlanda al Belgio e alla Repubblica ceca[5]. Più competitività nelle tariffe L’apertura dei mercati, l’aumento degli scambi
transfrontalieri e dell’integrazione dei mercati[6] e il
rafforzamento della concorrenza sono tutti fattori, promossi dalla normativa
dell’UE e dall’applicazione rigorosa delle norme sulla concorrenza e sugli
aiuti di Stato, che permettono di tenere sotto controllo i prezzi dell’energia[7], contribuiscono a trattenere nell’UE posti di lavoro nel settore
manifatturiero e recano vantaggi a tutti i consumatori. La visibilità di quest’effetto sui prezzi è
tuttavia limitata dal fatto che la bolletta pagata dal consumatore va oltre la
mera componente energetica: una parte consistente del totale è rappresentata da
quote per i servizi di rete (trasporto e distribuzione) e da imposte e prelievi[8]. Tali quote, imposte e prelievi, che non sono sempre distribuiti
equamente fra tutte le categorie di consumatori e gravano in particolare sulle
famiglie, sono tutte componenti della bolletta fissate a livello di Stato
membro in base alle politiche nazionali[9]. In alcuni
Stati membri le imposte e i prelievi incidono per circa il 50% sulla bolletta
energetica finale[10]. Nell’UE-15 la componente fiscale della bolletta finale a carico della
clientela domestica è passata in media dal 22% del 1998 al 28% del 2010[11]. Più liquidità e trasparenza sui mercati all’ingrosso
Si è assistito ad un miglioramento graduale
della liquidità e della trasparenza sui mercati organizzati dell’energia
elettrica, riconducibile all’accoppiamento di mercato fra Stati membri[12] che, partito dal nordovest dell’UE, è andato costantemente
diffondendosi alle altre regioni. Gli Stati “accoppiati” sono attualmente 17.
Un altro contributo positivo alla costruzione del mercato interno dell’energia
elettrica è stata, nel 2007, la costituzione del mercato panirlandese, a
copertura dell’intera isola. Grazie a questi sviluppi si sono registrati un
aumento del commercio transfrontaliero e una maggiore convergenza dei prezzi[13]. La trasparenza è in aumento, anche grazie al regolamento (UE)
n. 1227/2011 concernente l’integrità e la trasparenza del mercato dell’energia
all’ingrosso (REMIT), adottato nel 2011[14]. Con il continuo aumento degli scambi fra
società del gas, si è assistito tra il 2003 e il 2011 alla spettacolare
decuplicazione delle piattaforme di negoziazione per lo scambio di gas (“hub
del gas”). I mercati dell’UE dotati di hub del gas liquidi hanno potuto
trarre vantaggi di gran lunga superiori dall’esposizione alla concorrenza tra
diverse forme di gas, compresi i mercati mondiali del gas naturale liquefatto
(GNL) sui quali hanno influito eventi verificatisi al di fuori dell’Unione
quali, ad esempio, la cosiddetta “rivoluzione del gas di scisto” negli Stati
Uniti. Gli effetti benefici che ne sono scaturiti per i prezzi all’ingrosso del
gas sui mercati liquidi e competitivi nell’UE contrastano in modo stridente con
la situazione regnante sui mercati caratterizzati da liquidità e concorrenza
minori[15]. Più
sicurezza dell’approvvigionamento Un altro effetto della maggiore liquidità dei
mercati all’ingrosso è stato il miglioramento della sicurezza di
approvvigionamento nell’UE. Per quanto riguarda il gas, tra il 2000 e il 2010
il numero di paesi grandi fornitori dell’Europa è salito da 14 a 23.
Costituiscono un esempio lampante dei conseguenti effetti sulla sicurezza dell’approvvigionamento
i fatti di inizio febbraio 2012, quando una domanda eccezionalmente elevata di
gas ed energia elettrica, dovuta alla rigidità delle temperature, ha coinciso
con una riduzione delle importazioni di gas. Nei vari hub del gas e
nelle diverse borse dell’energia elettrica dell’UE occidentale, i segnali di
prezzo a breve termine hanno incanalato il gas dove vi era maggior bisogno e
hanno assicurato che tutta la capacità di produzione elettrica disponibile
fosse caricata sulle linee: l’approvvigionamento del consumatore finale non ha
quindi risentito minimamente della situazione. Più coordinamento e trasparenza nelle
relazioni con i paesi terzi L’UE e gli Stati membri sono consapevoli che
occorre profondere un impegno maggiore per coordinarsi nelle relazioni esterne
in campo energetico[16], in particolare nei rapporti con i paesi di produzione, di transito e
di consumo[17], per aumentare il peso dell’Unione nelle relazioni commerciali a
sfondo energetico. Su iniziativa dell’Unione, i vantaggi
derivanti dall’applicazione delle norme del mercato interno dell’energia dell’UE
sono stati estesi ai paesi dei Balcani occidentali e paesi limitrofi, in
particolare con il trattato che istituisce la Comunità dell’energia[18]. La Comunità dell’energia può, e anzi dovrebbe, ampliarsi al fine di
instaurare un mercato energetico in continua crescita che oltrepassi i confini
dell’UE. L’Unione, la Comunità dell’energia e altri paesi limitrofi traggono
reali vantaggi dagli scambi di energia effettuati su mercati efficienti, che
creano valore per i paesi importatori così come per quelli esportatori e
consentono la complementarità nell’impiego delle risorse naturali nelle diverse
regioni. L’UE assiste e sostiene i paesi della Comunità dell’energia nel far
fronte alle sfide che si pongono loro nell’applicazione delle norme del mercato
interno dell’energia. Si sono compiuti progressi considerevoli anche
nella definizione, ispirata ai principi del mercato interno dell’energia, di
migliori pratiche di regolamentazione e di norme tecniche comuni con i paesi
della sponda meridionale del Mediterraneo, spianando la via all’afflusso nel
mercato interno dell’energia di ingenti quantità di energia rinnovabile e al
varo di progetti infrastrutturali comuni nell’ambito della politica europea di
vicinato. 2.2. Ulteriori risultati possibili A complemento dei vantaggi illustrati, sono
attesi a breve risultati dai lavori in corso in vari settori. Più potere al consumatore sul controllo
della bolletta energetica È probabile che i prezzi dell’energia
continuino a aumentare in futuro a causa, tra l’altro, della domanda mondiale
di combustibile - che non conosce flessioni - e della necessità d’investire
nella manutenzione e modernizzazione dei sistemi energetici obsolescenti dell’UE[19]. Il mercato interno dell’energia può tuttavia assicurare che gli
investimenti siano improntati alla massima efficienza in termini di costi
possibile e che, grazie alle pressioni competitive sui fornitori, i costi al
netto delle imposte per le famiglie e le aziende restino sotto controllo. Si
stima che già oggi i consumatori dell’Unione possano risparmiare fino a 13
miliardi di EUR l’anno passando alla tariffa elettrica più economica
disponibile sul mercato[20]. Si tratta di un potenziale che resta ampiamente irrealizzato, perché
molti non sono ancora del tutto consapevoli delle possibilità create dal
mercato oppure non sono in grado di sfruttarle pienamente[21]. Più controllo dei consumi grazie alle
tecnologie intelligenti Nuovi servizi energetici aperti a nuovi operatori
e incentivi di mercato possono aiutare i consumatori a gestire meglio la
bolletta, perché permettono loro di consumare energia in modo più economico e
di trasformarsi più facilmente in produttori di energia elettrica. Questa tendenza sarà sostenuta da ulteriori
sviluppi tecnici: i sistemi di misurazione intelligenti favoriscono la
microproduzione da parte dei consumatori e possono contribuire a ridurre i
consumi energetici delle famiglie; permettono altresì di adeguare in tempo
reale il consumo di energia elettrica alle fluttuazioni dei prezzi sul mercato,
con dimostrata riduzione del 13% del costo dell’energia per le famiglie, ma con
margini di risparmio addirittura maggiori se combinati con la domotica[22]. La nuova direttiva sull’efficienza energetica[23], che comprende disposizioni sulla generazione distribuita e sulla
risposta alla domanda, contribuirà ad un’evoluzione in tal senso del mercato.
La cooperazione tra servizi erogatori (in particolare, tra settore energetico e
telecomunicazioni) è in grado di assicurare l’efficienza dei relativi
investimenti sotto il profilo dei costi[24]. Più
concorrenza grazie al migliore accesso alle reti di trasporto La mera esistenza delle reti di trasporto non
è sufficiente, altrettanto importante è che tutti gli operatori del mercato
siano in grado di usufruirne: questa la conclusione cui la Commissione è giunta
nel 2007 al termine dell’indagine settoriale sul funzionamento dei mercati dell’energia[25]. La mancanza di un accesso aperto e non
discriminatorio all’infrastruttura di trasporto ha impedito ai nuovi operatori
di concorrere liberamente sul mercato. La normativa dell’UE obbliga già gli
Stati membri a separare (disaggregare) le attività di trasporto da quelle di
fornitura[26]. È emerso un nuovo comparto nel settore, concentrato solo sul
trasporto e caratterizzato da una copertura sempre più transfrontaliera. Le
reti europee dei gestori dei sistemi di trasporto (ENTSO-E e ENTSOG) e l’Agenzia
per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia (ACER) svolgono una
funzione importante nell’assicurare un uso più efficiente dell’infrastruttura
esistente, così come la pianificazione e lo sviluppo ottimale dell’infrastruttura
nuova, ispirati a una prospettiva europea piuttosto che aziendale e basati
sulle migliori tecnologie disponibili. Ai fini dell’accesso effettivo all’infrastruttura
di trasporto in tutta l’UE occorrerà continuare ad assicurare il rispetto
rigoroso delle norme sulla disaggregazione e sulla concorrenza. Più efficienza nell’uso e nello sviluppo
delle reti All’ulteriore miglioramento dell’efficienza
delle reti possono giovare norme tecniche paneuropee (orientamenti e codici
vincolanti). L’accesso all’infrastruttura dovrebbe essere semplificato per i
fornitori e per l’utenza, che dovrebbero altresì beneficiare della diminuzione
dei costi delle operazioni commerciali transfrontaliere. Per il gas, gli
ostacoli che si frappongono all’accesso alla rete possono essere rimossi grazie
a nuove norme sulla gestione della congestione e sull’allocazione trasparente
delle capacità nei gasdotti. Per l’energia elettrica, la combinazione di nuove
norme tecniche (in materia di mercati transfrontalieri di bilanciamento e di
mercati infragiornalieri liquidi[27], ad
esempio) e reti intelligenti dovrebbe contribuire al miglioramento della
flessibilità sistemica, all’integrazione su vasta scala dell’energia elettrica
prodotta da fonti rinnovabili e alla partecipazione delle risorse di risposta
alla domanda in parallelo alla produzione. I produttori di energia rinnovabile
potranno così partecipare a pieno titolo a un mercato realmente competitivo e
assumere gradualmente le stesse responsabilità che incombono ai produttori di
energia convenzionale, anche in termini di bilanciamento. 3. trarre
il massimo dal mercato interno dell’energia Sebbene i vantaggi di un mercato interno dell’energia
efficiente vadano palesandosi, il suo completamento entro il 2014 comporta
sfide da affrontare con urgenza: l’inerzia potrebbe mettere a repentaglio il
passaggio, per il 2020 e oltre, a sistemi a basse emissioni di CO2,
efficienti in termini energetici, sostenibili e innovativi e potrebbe
compromettere la possibilità di realizzare al minor costo possibile gli
investimenti necessari e urgenti, o addirittura di realizzarli in assoluto. 3.1. La sfida dell’attuazione 3.1.1. Attuazione del terzo pacchetto
energia Il mercato interno dell’energia poggia su un’architettura
chiara, delineata nel terzo pacchetto energia[28] e nella
normativa che lo integra[29]. Le fondamenta sono gettate, ma, perché il mercato interno dell’energia
funzioni, occorre assicurarne l’attuazione effettiva[30] che, dati
gli effetti negativi che ciò avrebbe per tutti, non ammette ritardi, né per le
parti che vertono sull’apertura del mercato né per le disposizioni volte all’emancipazione
e difesa effettive del consumatore. La Commissione sta conducendo, in via prioritaria, procedimenti d’infrazione nei confronti degli Stati membri che non hanno ancora recepito pienamente le direttive del terzo pacchetto energia oppure che non le hanno recepite correttamente[31]. La Commissione intende comunicare periodicamente un aggiornamento sullo stato di attuazione della normativa relativa al mercato interno dell’energia nei vari Stati membri e sull’andamento dei procedimenti d’infrazione. Con il sostegno del CEER, la Commissione agevolerà gli Stati membri nello scambio di migliori pratiche su temi d’importanza fondamentale per il consumatore, quali i sistemi di raffronto delle tariffe, la formazione trasparente del prezzo e della bolletta, l’approfondimento del concetto di consumatore vulnerabile. Si esortano le autorità nazionali di regolamentazione nel settore dell’energia a informare i consumatori. La Commissione avvierà entro il 2012 un servizio internet di orientamento ai diritti del consumatore di energia e alle fonti di informazione e difesa del consumatore disponibili nei mercati energetici dei vari Stati membri. 3.1.2. Assicurare pari condizioni di concorrenza I regolatori dell’energia e le autorità della concorrenza, a livello nazionale e dell’UE, devono intervenire con decisione per assicurare la parità di trattamento per tutte le imprese presenti sul mercato e l’istituzione e il mantenimento di pari condizioni di concorrenza[32]. La Commissione si adoprerà attivamente per far rispettare le norme sulla concorrenza. Assicurare condizioni di pari concorrenza è
una necessità particolarmente acuta quando i vantaggi storici degli ex
monopolisti si traducono in ostacoli all’ingresso di nuovi operatori. La
Commissione continuerà a vigilare sul rispetto delle norme antitrust e in
materia di aiuti di Stato nel settore energetico, per scongiurare il rischio
che gli ostacoli alla concorrenza eliminati per legge siano ripristinati dalle
imprese o dalle autorità pubbliche tramite interventi che potrebbero
determinare distorsioni sul mercato. La Commissione eserciterà pressioni affinché le autorità pubbliche assicurino che le concessioni (ad es., per gli impianti di produzione di energia idroelettrica, per gli impianti di stoccaggio o per l’esercizio delle reti di distribuzione) siano attribuite nel pieno rispetto dei principi del trattato e del diritto derivato dell’UE, idealmente con aggiudicazione mediante gare d’appalto non discriminatorie basate su strumenti aperti come le aste. La Commissione intende valutare l’adeguatezza delle disposizioni regolamentari vigenti a tal fine. Altrettanto importante è che vigano pari
condizioni di concorrenza fra le imprese dell’UE e le imprese straniere. Le
norme del mercato interno e gli scambi mediante borse elettriche liquide aprono
il mercato energetico dell’UE agli operatori dei paesi terzi, che, una volta
stabiliti nell’UE, godono degli stessi diritti e hanno gli stessi obblighi
degli omologhi europei. Il fatto che non siano imposti restrizioni né dazi
sulle importazioni di gas e di energia elettrica rende il mercato energetico
europeo uno dei più aperti al mondo e un buon esempio ai fini dell’ulteriore
agevolazione degli scambi di energia a livello mondiale. Obiettivo della
politica commerciale dell’UE è permettere alle imprese dell’Unione di competere
su un piano di parità al di fuori dei suoi confini, sui mercati nazionali dei
concorrenti. Un mercato interno dell’energia di 500 milioni di consumatori
conferisce all’UE e alle sue imprese peso nel commercio internazionale. 3.1.3. Colmare il divario tra gli
Stati membri Perché l’UE riesca a sviluppare un mercato
unico dell’energia elettrica e del gas, nessuno Stato membro o regione deve
essere lasciato indietro. La realtà mostra tuttavia che, in termini economici,
i diversi paesi sono separati da divergenze profonde nello sviluppo del mercato
energetico[33], ad esempio quelle tra i mercati del gas del nordovest dell’UE e
quelli dell’est. La Commissione e l’ACER promuoveranno un ruolo da protagonista delle iniziative regionali nel colmare il divario. Tali iniziative dovrebbero concorrere alla creazione di altri hub del gas e borse elettriche a livello regionale e, per l’energia elettrica, al raggiungimento, in tempi il più possibile brevi, dell’obiettivo del pieno accoppiamento di mercato in tutta l’UE[34]. L’applicazione di meccanismi regionali di
mercato è tuttavia di scarso aiuto per gli Stati membri in cui opera un unico
fornitore in assenza di connessioni di rete con altri: è impegno della
Commissione offrire assistenza agli Stati membri che versano in tale situazione
per aiutarli a mettersi in pari, ma non sarà possibile progredire senza che
essi introducano riforme radicali. Gli Stati membri devono stimolare la concorrenza sviluppando le infrastrutture, in particolare a sostegno dell’attività transfrontaliera, ed eliminando gli ostacoli all’ingresso sul mercato. 3.2. La sfida del
consumatore: aiutare il consumatore a sfruttare le possibilità La stretta osservanza delle norme sulla difesa
del consumatore è fondamentale, ma non sufficiente: perché traggano i massimi
vantaggi dal mercato interno, occorre che i consumatori, compresi i singoli
cittadini e le piccole aziende, siano messi in condizione di svolgere un ruolo
attivo sul mercato e si sentano incentivati ad assumerlo. Una maggiore passività caratterizza
attualmente le PMI e le famiglie rispetto alla grande clientela industriale:
esse risultano quindi penalizzate dal mancato sfruttamento dei differenziali di
prezzo disponibili. La causa può essere in parte riconducibile all’inefficienza
della difesa del consumatore o alla scarsa trasparenza o alla mancanza d’informazioni
di facile comprensione, tutti fattori che determinano nel consumatore un
livello modesto di soddisfazione e di fiducia[35].
Tuttavia, senza la volontà del consumatore di partecipare attivamente al
mercato non si svilupperanno la diversificazione dei servizi e i servizi a
valore aggiunto[36]. 3.2.1. Attivare servizi al
consumatore diversificati e innovativi La ricerca della massima convenienza potrebbe
passare per il cambio del fornitore, al fine di ridurre la bolletta o di
migliorare la qualità del servizio, oppure per la scelta di formule tariffarie
che premiano l’uso efficiente dell’energia o favoriscono la microproduzione,
ecc. Quando il mercato è competitivo, il
consumatore può scegliere tra offerte diversificate, perché i fornitori si
sforzano di rispondere alle sue diverse esigenze e preferenze: alcuni si
rivolgono al consumatore attento al prezzo proponendo tariffe competitive,
altri basano l’offerta sulla qualità o il valore aggiunto del servizio e sui
servizi accessori oppure addirittura combinano i servizi energetici con servizi
di altra natura (ad es., telecomunicazioni). La diffusione in tempi rapidi dei contatori
intelligenti, prevista dall’acquis dell’UE, è in grado di attivare servizi di
risposta alla domanda e servizi innovativi e intelligenti di altro tipo. Si può
ad esempio offrire al consumatore la possibilità di usufruire di tariffe
inferiori nei periodi di domanda debole e di non consumare energia nei periodi
di picco, aumentando così i vantaggi possibili e la gamma di scelta di cui
dispone. L’offerta di questo tipo di servizi dipenderà non soltanto dall’idoneità
delle aziende a dare riscontro alle diverse motivazioni e capacità del
consumatore riguardo al consumo di energia, ma anche dalla disponibilità di
piani tariffari diversificati, flessibili e/o dinamici. [37] Attualmente, invece, in molti Stati membri i
vincoli tariffari impediscono ai fornitori di offrire servizi interessanti[38] e piani tariffari personalizzati e dinamici. Scoraggiano inoltre l’ingresso
di nuovi operatori che possano entrare in concorrenza coi vecchi. In alcuni
Stati membri le tariffe sono addirittura vincolate dallo Stato, al di sotto dei
costi di mercato, per alcune o per tutte le categorie di consumatori, il che
può comportare, da un lato, disavanzi nelle tariffe energetiche che vengono
sostenuti dalle società del settore o dalle finanze pubbliche e che possono
gravare in misura importante sui futuri consumatori o contribuenti, e, dall’altro,
l’assenza del giusto incentivo all’uso efficiente dell’energia. È indubbio che
tale situazione non è propizia allo sviluppo di un mercato competitivo né è
sostenibile sotto il profilo economico. Anche se coprono il costo delle operazioni, le
tariffe vincolate non trasmettono i corretti segnali di prezzo atti a garantire
investimenti efficienti: sono infatti percepite come ingerenza politica che
soffoca gli investimenti. Sebbene vari Stati membri[39] abbiano
già liberalizzato le tariffe dell’energia elettrica e del gas, anche per la
clientela al dettaglio, e diversi altri[40] abbiano
concordato con la Commissione la soppressione graduale, in tempi rapidi, delle
tariffe vincolate, la maggior parte degli Stati membri interviene ancora, in
una qualche misura, nella formazione delle tariffe al dettaglio. In passato la Commissione ha avviato vari
procedimenti di infrazione nei confronti degli Stati membri che vincolavano le
tariffe per la clientela industriale. In una recente sentenza, la Corte di
giustizia europea ha affermato che i vincoli tariffari sono compatibili con il
diritto dell’UE soltanto in situazioni rigorosamente circoscritte[41]. Gli Stati membri dovrebbero attivarsi per abbandonare la pratica di vincolare le tariffe dell’energia elettrica e del gas per qualsiasi tipo di clientela, comprese le famiglie e le PMI, nel rispetto dell’obbligo di servizio universale e tenuto conto della necessità di una tutela effettiva della clientela vulnerabile. Per favorire una scelta informata e consapevole, i fornitori dovrebbero indicare chiaramente le diverse componenti di costo della bolletta finale del cliente. La Commissione continuerà a insistere affinché un calendario di soppressione graduale delle tariffe vincolate costituisca parte integrante delle riforme strutturali degli Stati membri. Continuerà altresì a promuovere sui mercati al dettaglio una formazione dei prezzi basata sul mercato, anche avviando procedimenti d’infrazione nei confronti degli Stati membri che mantengono vincoli tariffari non conformi alle condizioni previste dal diritto dell’UE. 3.2.2. Assistenza mirata a una
maggiore tutela del consumatore vulnerabile È possibile che, nei prossimi anni, le tariffe
finali al consumo dell’energia continuino a aumentare, ripercuotendosi
negativamente, in particolare, sui consumatori che versano in condizioni di
debolezza economica, che dovrebbero quindi beneficiare di una tutela adeguata.
Le sovvenzioni o i vincoli volti a contenere le tariffe energetiche globali
tendono a disincentivare comportamenti ispirati all’efficienza energetica, non
vanno specificamente a beneficio di coloro che si trovano nella condizione di
maggior bisogno e possono provocare distorsioni di concorrenza. Sebbene
assistere i consumatori vulnerabili con misure finanziarie possa costituire una
componente della politica sociale, l’aiuto sotto forma di miglioramento dell’efficienza
energetica concreta una tipologia di assistenza efficiente sotto il profilo dei
costi[42]. L’evoluzione in corso nel settore energetico
può porre sfide supplementari ai consumatori privi degli strumenti o delle
competenze (conoscenza del settore, accesso alle informazioni in linea e no,
ecc.) necessari per partecipare attivamente a un mercato in mutamento e
cogliere i benefici a disposizione. Per tali consumatori può essere necessaria
un’assistenza supplementare di carattere extrafinanziario, che li aiuti, tra l’altro,
ad acquisire consapevolezza dei loro diritti e delle loro responsabilità. Il fatto che esistano situazioni di
vulnerabilità non costituisce un’argomentazione contro il proseguimento della
liberalizzazione, ma piuttosto la conferma del fatto che una tutela adeguata
dei consumatori, e soprattutto di quelli che appunto versano in condizione di
vulnerabilità, rappresenterà un elemento fondamentale nel successo del
completamento del mercato interno dell’energia dell’UE. Gli Stati membri dovrebbero offrire ai consumatori vulnerabili un’assistenza mirata che permetta loro di ovviare alla vulnerabilità economica e li aiuti a operare scelte informate in mercati al dettaglio sempre più complessi. La Commissione sosterrà gli Stati membri, attraverso orientamenti e agevolando lo scambio di migliori pratiche, nel definire che cosa s’intenda per vulnerabilità del consumatore di energia e quali ne siano le cause. Nell’affrontare i problemi della vulnerabilità dei consumatori e della povertà energetica, gli Stati membri dovrebbero sottolineare l’importanza del miglioramento dell’efficienza energetica. 3.3. La sfida della
transizione: preparare al futuro i sistemi energetici europei I nostri sistemi energetici sono agli albori
di una grande transizione. Sono necessari investimenti ingenti per sostituire i
sistemi obsolescenti dell’Unione, liberarli dall’anidride carbonica e
garantirne l’efficienza energetica e per migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento.
L’UE sostiene tali investimenti attraverso diversi strumenti, quali il
programma energetico europeo per la ripresa, il futuro meccanismo per collegare
l’Europa, la politica di coesione[43] e
Orizzonte 2020[44]. Gli investimenti sono in corso[45], ma, per
conseguire gli obiettivi fissati, occorrerà aumentarne il ritmo. Il mercato interno dell’energia può aiutare l’Unione
a operare la transizione: i mercati che funzionano promuovono e sostengono l’evoluzione
dei sistemi con efficacia maggiore e a costo minore rispetto a qualsiasi
pianificazione centrale o a qualsiasi riforma radicale basata esclusivamente
sulle sovvenzioni. Ma i sistemi non possono evolvere senza un’infrastruttura
moderna adeguatamente integrata. 3.3.1. Lasciare libero gioco al
mercato per promuovere gli investimenti adeguati Prima della liberalizzazione tutto il sistema,
dalla produzione al consumo, era controllato da società energetiche nazionali a
integrazione verticale. Con lo sviluppo di un mercato competitivo
caratterizzato da molteplici produttori e da operatori di rete disaggregati,
nessun soggetto è più in grado di garantire, da solo, l’affidabilità del
sistema elettrico. I partecipanti al mercato sono interdipendenti. L’integrazione
di più energia eolica e solare[46] aumenta la variabilità dell’offerta e della domanda e rende più
problematico mantenerle sempre in equilibrio, almeno finché non si realizzerà
un miglioramento nella risposta alla domanda e nelle possibilità di stoccaggio.
Queste sfide al sistema elettrico potranno
tuttavia essere superate se il quadro normativo definirà chiaramente il ruolo
di ciascun soggetto che interviene nella fornitura di energia elettrica alla
clientela finale, vale a dire produttori, gestori di rete, fornitori di
risposta alla domanda, fornitori, consumatori. Si può, e anzi si deve, premiare
la flessibilità sul versante sia dell’offerta sia della domanda in funzione di
segnali di prezzo basati sul mercato (a breve, medio e lungo termine) per
promuovere l’efficienza energetica nella produzione e nell’impiego dell’energia
elettrica. A tal fine la normativa sarà integrata dall’applicazione delle
disposizioni antitrust. Devono essere evitati gli interventi pubblici che
scoraggiano gli investimenti privati e compromettono il mercato interno. Flessibilità Se lasciato libero di funzionare, il mercato
indicherà sempre il valore economico dell’energia in un dato momento: un
repentino aumento dell’offerta (ad es., in caso di elevata disponibilità di
energia eolica o solare) determinerà prezzi bassi, la scarsità li farà
aumentare. Questa dinamicità dei segnali di prezzo è
essenziale per spronare i consumatori e i prestatori di servizi sul versante
della domanda a ridurre i consumi nei periodi di picco della domanda. Nel settore
elettrico le variazioni di prezzo hanno tradizionalmente ripercussioni modeste
sul volume della domanda, ma l’introduzione progressiva delle reti e dei
contatori intelligenti permetterà di sfruttare realmente le potenzialità insite
nella flessibilità della domanda del singolo consumatore o dell’aggregatore. I segnali di prezzo sono altrettanto
fondamentali per favorire la flessibilità dell’offerta, perché permettono di
adattare rapidamente, al rialzo o al ribasso, lo stoccaggio o la capacità di
produzione. Combinato con un sistema di scambio di quote di emissione dell’UE
più solido[47], il mercato è in grado di assicurare investimenti ottimali e la
qualità futura dei nostri sistemi elettrici. La variabilità dei prezzi può costituire una
fonte di preoccupazione per i politici e per i consumatori. Il rischio sarà
contenuto collegando i mercati degli Stati membri, perché è meno probabile che
si verifichino simultaneamente aumenti vertiginosi o cadute in tutti i paesi.
Potenziando la capacità di risposta alla domanda e la flessibilità nella
produzione e nello stoccaggio si contribuirà ad assorbire i picchi. Nulla prova
che una maggiore volatilità sui mercati a breve termine determini prezzi medi
più elevati, soprattutto in presenza di una produzione di riserva continuata. In una prospettiva di più lungo periodo i
fornitori potranno cautelarsi sui mercati a termine dal rischio rappresentato
dalla volatilità dei prezzi a breve termine. I rivenditori saranno in grado di
offrire piani tariffari innovativi ai consumatori interessati a un contratto di
fornitura flessibile che consenta loro di ottimizzare i costi dell’energia
concentrando il consumo nei periodi in cui i prezzi sono inferiori grazie a
sistemi di misurazione e apparecchiature intelligenti. Un adeguato funzionamento dei mercati all’ingrosso
a lungo e a breve termine (in particolare, mercato del giorno prima,
infragiornaliero, di bilanciamento e dei servizi accessori), che rispecchi il
valore economico dell’energia in ciascuna zona in un dato momento, può indirizzare
gli investimenti verso le destinazioni che ne ottimizzano l’efficienza. La Commissione provvederà in via prioritaria a: - assicurare l’ulteriore sviluppo di mercati all’ingrosso transfrontalieri efficienti in ogni momento tramite l’elaborazione di codici di rete[48]. La Commissione conta sul sostegno di ACER, ENTSO, Parlamento europeo e Stati membri per assicurare che i codici di rete siano predisposti secondo i piani[49]. Tali codici fisseranno norme comuni che permetteranno a gestori di rete, produttori, fornitori e consumatori di operare con maggiore efficienza sul mercato; - concorrere ad accelerare l’integrazione dello stoccaggio e della produzione flessibile, ad es. risolvendo gli ultimi problemi di ordine regolamentare nel quadro del codice di rete per il mercato europeo di bilanciamento. La Commissione vaglierà l’ipotesi di varare un’iniziativa di coordinamento per risolvere i problemi regolamentari e tecnici che dovessero emergere. Nell’imminente comunicazione sulle tecnologie e l’innovazione in campo energetico vaglierà come l’evoluzione tecnologica possa coniugarsi, anche in termini di tecnologia di stoccaggio e di microproduzione, con l’evoluzione del mercato a livello europeo ai fini del conseguimento degli obiettivi su clima e energia. Intervento ottimale dello Stato:
indirizzare il mix energetico verso basse emissioni di CO2 Per conseguire al minor costo gli obiettivi
concordati di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra è stato
istituito il sistema di scambio di quote di emissioni dell’UE, strumento basato
sul mercato dal quale è scaturito un prezzo europeo unico della CO2.
A partire dal 2013 anche la struttura del mercato della CO2
acquisirà una dimensione totalmente europea e permetterà quindi al mercato
interno dell’energia di agevolare la transizione a sistemi sostenibili, a basse
emissioni di CO2 e caratterizzati da efficienza energetica,
premiando gli investimenti nelle basse emissioni di CO2[50] e i combustibili a basse emissioni di CO2 rispetto a quelli
ad alta intensità di CO2. Questa sfida della transizione comporterà
inoltre la necessità di ottimizzare il sostegno statale per assicurare la
continuità di investimenti adeguati. Gli Stati membri praticano attualmente diverse
forme di sostegno statale, diretto o indiretto, e/o applicano prelievi sulla
bolletta del consumatore a favore di una serie di fonti energetiche. Nell’assunto
che si realizzino gli ulteriori progressi descritti verso il completamento del
mercato interno dell’energia, che i costi di produzione diminuiscano e che il
mercato della CO2 evolva, tutte le forme di meccanismi di sostegno
devono essere riesaminate a cadenza periodica. I regimi di sostegno alle rinnovabili, ad
esempio, così come varie norme obbligatorie sull’accesso prioritario alle reti[51], sono stati introdotti per ovviare all’apertura incompleta del mercato
e all’insufficiente internalizzazione dei costi esterni della produzione di
energia convenzionale, nonché in considerazione del fatto che la maggior parte
delle tecnologie per le rinnovabili si trovava all’epoca nelle fasi iniziali di
sviluppo. Da allora i mercati e le tecnologie hanno registrato un’evoluzione. La Commissione elaborerà orientamenti sulle migliori pratiche e sull’esperienza acquisita in materia di regimi di sostegno delle energie rinnovabili e sulla riforma dei regimi di sostegno[52]. La finalità è sia combinare una maggiore
omogeneità degli approcci nazionali con i principi di efficienza sotto il
profilo dei costi e regressività costante sia evitare frammentazioni del
mercato interno. Al miglioramento dell’efficienza dei regimi corrisponde un
abbassamento del prezzo delle energie rinnovabili. E un aumento dell’omogeneità
dei regimi si traduce in una maggiore facilità d’integrazione delle energie
rinnovabili in tutta l’Unione e oltre i suoi confini. La
Commissione sta rivedendo la disciplina degli aiuti di Stato per la tutela dell’ambiente
alla luce del mutato contesto tecnologico e degli obiettivi politici dell’UE
nel settore energetico, avendo cura di minimizzare nel contempo le distorsioni
di concorrenza nel mercato interno. La revisione è volta in particolare a fare in
modo che il controllo sugli aiuti di Stato agevoli la concessione di aiuti ben
congegnati, mirati e con effetti di distorsione minimi, da erogare solo in
mancanza di alternative migliori (regolamentazione, strumenti basati sul
mercato). La Commissione incoraggerà in particolare soluzioni efficienti sotto
il profilo dei costi che promuovano l’integrazione transfrontaliera. La Commissione intende contribuire fattivamente al conseguimento dell’obiettivo fissato dal G20 di eliminare tutte le sovvenzioni dannose per l’ambiente, compreso il sostegno, diretto o indiretto, ai combustibili fossili che ancora sussiste[53]. Intervento ottimale dello Stato: la
sicurezza dell’approvvigionamento d’energia elettrica Alcuni Stati membri hanno introdotto o
intendono introdurre pagamenti separati per la disponibilità di capacità di
produzione sul mercato, perché temono che, da solo, il mercato esclusivamente
energetico non permetta d’incanalare verso la produzione investimenti
sufficienti a garantire a più lungo termine la sicurezza dell’approvvigionamento.
Questi meccanismi di regolazione della capacità si configurano come strumenti a
lungo termine finalizzati ad assicurare a produttori (selezionati) un flusso di
entrate e a vincolare i consumatori a pagare per la capacità fornita[54]. Secondo la Commissione, tuttavia, i meccanismi
di regolazione della capacità rischiano di rivelarsi controproducenti se non
sono congegnati bene ovvero se sono introdotti prematuramente o senza un
adeguato coordinamento a livello unionale. Se non prevedono un trattamento equo
della riduzione della domanda, possono immobilizzarsi in soluzioni basate sulla
produzione anziché sull’efficienza energetica o sulla risposta alla domanda. Se
non distinguono tra carico di base e carico di picco, rischiano di non attrarre
una capacità di produzione sufficientemente flessibile. Provocano distorsioni
nel segnale di prezzo a dimensione UE e rischiano di favorire la produzione con
combustibile fossile rispetto alle fonti rinnovabili caratterizzate da maggiore
variabilità (oltre i livelli necessari per preservare l’equilibrio dei sistemi
energetici), in contrasto quindi con gli obiettivi dell’UE di decarbonizzazione
e sfruttamento efficiente delle risorse. Nei mercati energetici che funzionano, gli
incentivi agli investimenti nella produzione e la sicurezza dell’offerta di
produzione di energia dipendono anche dall’evoluzione del mercato della CO2.
La Commissione sta proponendo varie alternative di misure strutturali per
ovviare all’attuale eccedenza nell’offerta di quote ETS derivante dalla crisi
economica[55], che darebbero certezza agli investitori e ridurrebbero la necessità
di misure nazionali. Se mal congegnati, i meccanismi di regolazione
della capacità, anziché garantire l’adeguatezza della produzione o la sicurezza
dell’approvvigionamento, tenderanno a distorcere i segnali d’investimento. Sono
in questo senso interventi che rischiano d’interferire nel commercio e nella
concorrenza sul piano transfrontaliero, perché in grado di escludere dai
mercati nazionali la produzione proveniente dal resto dell’UE e di provocare
distorsioni nell’ubicazione della produzione nel mercato interno: i meccanismi
di regolazione della capacità a dimensione nazionale possono aumentare i costi
per tutti gli Stati membri impedendo lo sfruttamento ottimale della produzione
e della flessibilità attraverso le frontiere. A parere della Commissione, i meccanismi di
regolazione della capacità saranno probabilmente soggetti alle norme UE sul
mercato interno, compresi il controllo sugli aiuti di Stato e la direttiva 2009/72/CE.
Gli Stati membri dovrebbero dimostrare che
tali meccanismi sono necessari e da privilegiare rispetto ad approcci
alternativi quali misure di livellamento dei picchi, aumento delle importazioni
grazie ad interconnessioni adeguate, agevolazione della partecipazione della
domanda al mercato per la clientela sia industriale sia al dettaglio. Le borse
transfrontaliere devono essere mantenute anche in periodi di limitazioni della
capacità di produzione. Le procedure di assegnazione devono essere trasparenti
e non discriminatorie. Gli Stati membri dovrebbero procedere ad un’analisi approfondita per accertare se gli investimenti nella produzione siano carenti e perché. Prima di pianificare qualsiasi intervento, dovrebbero cercare soluzioni transfrontaliere ai problemi riscontrati. I meccanismi di regolazione della capacità devono tener conto dell’effetto che l’intervento avrà sugli Stati membri limitrofi e sul mercato interno dell’energia. Va evitata la frammentazione del mercato interno dell’energia. La Commissione sta lanciando una consultazione pubblica sulla sicurezza dell’approvvigionamento di energia elettrica, l’adeguatezza della produzione e il mercato interno dell’energia. In funzione dell’esito della consultazione e degli ulteriori contatti con gli Stati membri e i portatori d’interesse, la Commissione potrà proporre misure di follow-up. La sicurezza dell’approvvigionamento implica
che gli Stati membri instaurino tra loro un coordinamento che si traduca in
risposte a breve termine in caso di crisi e in soluzioni a lungo termine alle
sfide che si pongono nel settore. Via via che progredisce l’integrazione dei
nostri sistemi energetici, occorreranno più coordinamento e cooperazione
attraverso le frontiere per individuare e superare i rischi e per assicurare
una risposta adeguata alle crisi. La Commissione istituisce ufficialmente il gruppo di coordinamento per l’energia elettrica, incaricato di agevolare la cooperazione sulla sicurezza dell’approvvigionamento di energia elettrica, anche in termini di adeguatezza della capacità e stabilità delle reti transfrontaliere. 3.3.2. Integrazione maggiore,
modernizzazione più veloce, uso migliore delle reti Più reti per
integrare i mercati energetici dell’UE L’energia deve
poter arrivare là dove ve ne è bisogno, senza ostacoli fisici alle frontiere
nazionali, il che comporta, tra l’altro, la necessità di ovviare agli effetti
dei flussi di energia non programmati (“flussi di ricircolo”) sull’integrazione
del mercato attraverso le frontiere. Sono necessari investimenti ingenti nelle
reti energetiche per consentire a talune zone dell’UE di spezzare l’isolamento
in cui si trovano[56] e per conseguire gli obiettivi della strategia Europa 2020. Come sottolinea la proposta di regolamento che
istituisce il meccanismo per collegare l’Europa[57], è
necessario e urgente potenziare le modalità di investimento. Sono già stati
avviati lavori per definire le reti energetiche del futuro in conformità all’acquis
ambientale. Nell’ottobre 2011 la Commissione ha presentato la proposta di
regolamento sugli orientamenti per le infrastrutture energetiche transeuropee[58], nella quale indica dodici aree e corridoi prioritari riguardanti l’energia
elettrica, il trasporto e lo stoccaggio del gas e le reti di trasporto del
petrolio e dell’anidride carbonica e propone un’individuazione dinamica di
progetti di interesse comune. La Commissione vi si pronuncia a favore di
procedure di rilascio delle autorizzazioni più rapide, di una migliore
ripartizione dei costi infrastrutturali tra paesi transfrontalieri e di un
sostegno finanziario. In linea con quanto affermato dal Consiglio europeo del 9 dicembre 2011, è essenziale adottare e attuare in tempi rapidi il pacchetto sulle infrastrutture energetiche. Modernizzazione accelerata verso le reti
intelligenti A fronte dell’esigenza sempre più acuta di
flessibilità ed efficienza energetica e nell’ottica della generazione
distribuita e della partecipazione della domanda, occorre un’azione coordinata
finalizzata alla diffusione delle reti intelligenti sul piano europeo,
regionale e locale. Le reti intelligenti si basano sull’infrastruttura
digitale. La Commissione ha presentato la proposta di regolamento sugli
orientamenti per le infrastrutture energetiche transeuropee[59], nella quale ha indicato come prioritarie, tra l’altro, le
infrastrutture di servizi digitali. L’efficienza
della loro diffusione implica lo sfruttamento, a livello di infrastruttura e di
servizi, delle sinergie tra operatori delle telecomunicazioni e operatori
energetici, che devono collaborare in un’ottica proconcorrenziale per lasciare
campo aperto all’ingresso di nuovi operatori. Per favorire la modernizzazione delle reti e accelerare l’innovazione nel settore energetico, la Commissione continuerà a promuovere una collaborazione proconcorrenziale fra il settore energetico e quello delle TIC, compresi i fornitori di servizi innovativi. Si chiede agli Stati membri di fare altrettanto sul piano nazionale. Gli organismi europei di normazione (CEN/CENELEC/ETSI) sono incaricati di definire con urgenza, entro il 2012, un primo pacchetto di norme sulle reti intelligenti, di cui la Commissione promuoverà l’applicazione. La Commissione ha già adottato una
comunicazione sulle reti intelligenti[60],
esortando ad instaurare le condizioni generali che permetteranno al settore di
sviluppare proficuamente le tecnologie e le capacità di produzione atte a
concretare gli investimenti in questione e proponendo il concetto di gestione
integrata dell’infrastruttura[61]. In base alle migliori pratiche e ai progetti attuati negli Stati
membri[62], la Commissione sta elaborando orientamenti e strumenti nuovi per
stimolare ulteriormente l’introduzione graduale, nell’arco di questo decennio,
dei contatori intelligenti[63], monitorando nel contempo l’andamento dei progetti al riguardo
attualmente in corso nell’UE e sostenendo la R&S e i progetti pilota
promettenti[64] in materia di reti intelligenti. La Commissione continuerà a sostenere la R&S e l’innovazione per agevolare la diffusione delle reti intelligenti. Rinnoverà i mandati di normazione conferiti ai competenti organismi europei ai fini dell’elaborazione di una seconda serie di norme ed elaborerà orientamenti in base ai quali individuerà, entro il 2012, i potenziali progetti d’interesse comune. Risposta rafforzata alla domanda nelle reti
di distribuzione L’avvento dei sistemi di misurazione
intelligenti, delle tecnologie di microproduzione, delle apparecchiature
intelligenti e della domotica consentirà sempre più al consumatore di modulare
la domanda di energia in funzione della situazione reale dei mercati dell’energia.
Questa capacità di risposta alla domanda permetterà risparmi al consumatore
migliorando nel contempo l’efficienza e la stabilità dei sistemi energetici, ma
imporrà anche a Stati membri, autorità di regolamentazione, gestori dei sistemi
di trasporto (GST), gestori delle reti di distribuzione (GRD) e rivenditori di
cooperare tra loro e con altri soggetti (prestatori di servizi sul versante
della domanda, società attive nel settore TIC o nello sviluppo di sistemi) al
fine di fissare norme e parametri di risposta alla domanda e di gestione dei
dati che siano trasparenti e di facile comprensione. Tale diffusione comporterà altresì un riesame
del ruolo dei GRD, in particolare per assicurare che le loro attività vincolate
si limitino ai compiti di cui un monopolio naturale permette la migliore
esecuzione e che i nuovi servizi resi possibili dall’evoluzione tecnologica si
sviluppino in mercati competitivi. In questo contesto pare opportuno anche
valutare il ruolo che i terzi (quali aggregatori, servizi energetici e
operatori di altre industrie di rete, ad es. TIC, telecomunicazioni,
elettrotecnica) svolgeranno nello sviluppo futuro delle reti di distribuzione
locali o dei servizi energetici. La Commissione ha avviato la discussione sotto
l’egida del Forum dei cittadini per l’energia (Londra) e la proseguirà in base
ai piani degli Stati membri relativi all’introduzione graduale dei sistemi di
misurazione intelligenti. La Commissione analizzerà i risvolti
tecnologici dell’ulteriore evoluzione delle reti di distribuzione dell’energia
nella futura comunicazione sulle tecnologie energetiche. La Commissione invita gli Stati membri a adottare strategie ambiziose per l’introduzione graduale dei sistemi di misurazione intelligenti, assicurando che rispondano in egual misura agli interessi dei fornitori di energia, dei distributori e dei consumatori. La Commissione chiede agli Stati membri di elaborare piani d’azione che, in linea con la direttiva sull’efficienza energetica, indichino le modalità di modernizzazione delle rispettive reti, anche in termini di norme e obblighi dei GRD, sinergie con il settore delle TIC e promozione della risposta alla domanda e della dinamicità dei prezzi. 4. CONCLUSIONI L’apertura del mercato offre al consumatore la
possibilità reale di scegliere, limita la necessità di interventi pubblici e ne
impedisce le tipologie inadeguate. Restano da affrontare con urgenza vari
problemi se si vuole completare il mercato interno dell’energia entro il 2014,
spezzare l’isolamento dalle reti dell’UE in cui si trovano vari Stati membri,
attuare il programma della strategia Europa 2020 e assicurare, per il 2050,
la transizione a un sistema energetico trasformato, al minor costo per tutti.
Si tratta degli stessi problemi che impediscono al consumatore di sfruttare
pienamente i benefici, che ostacolano la concorrenza e l’innovazione e che
mettono a repentaglio la sicurezza e la sostenibilità dell’energia europea. La Commissione è impegnata a ottenere, nella
propria sfera di competenza, risultati tangibili nelle sfide della costruzione
e dell’ammodernamento di una rete europea, nella quale un quadro normativo
stabile che definisce il ruolo dei diversi soggetti (gestori di rete,
produttori, fornitori, fornitori di risposta alla domanda, consumatori,
autorità di regolamentazione) integri le energie rinnovabili, la
microproduzione e le reti intelligenti. Alla luce della presente comunicazione, la
Commissione propone un piano d’azione (v. allegato 1) finalizzato al
successo del mercato interno dell’energia. Esorta tutte le istituzioni, gli
Stati membri e i portatori d’interesse pertinenti a collaborare alla
realizzazione delle azioni prospettate nella tempistica proposta. Esaminerà lo
stato di attuazione del piano d’azione nel 2014. È determinata a far sì che il follow-up
del piano d’azione, a livello sia di Stati membri sia di Unione, sia saldamente
ancorato al Semestre europeo, in particolare tramite l’analisi annuale della
crescita, la relazione sull’integrazione del mercato interno e le
raccomandazioni per paese. Allegato
1 - Piano d’azione per l’Europa Azione/Misura || Soggetti interessati || Tempistica Esecuzione 1. Recepimento tempestivo e integrale delle direttive del terzo pacchetto energia e attuazione dei suoi regolamenti || Stati membri / regolatori nazionali dell’energia / Commissione || marzo 2011 2. Orientamenti sulla definizione del concetto di “clientela vulnerabile” || Commissione || 2013 3. Applicazione rigorosa delle norme sul mercato interno dell’energia e sulla concorrenza || Commissione / Stati membri / regolatori nazionali dell’energia / autorità nazionali della concorrenza || continuativo 4. Potenziamento dell’efficacia delle iniziative regionali e del loro contributo all’integrazione del mercato interno dell’energia || Commissione / Stati membri / regolatori nazionali dell’energia / ACER || continuativo 5. Revisione della disciplina degli aiuti di Stato per la tutela ambientale || Commissione || fine 2013 / inizio 2014 Emancipazione e maggiore sostegno al consumatore 6. Ulteriori iniziative di coinvolgimento, informazione e motivazione del consumatore, tra l’altro mediante l’attuazione della direttiva sull’efficienza energetica e il ricorso a contenuti internet che indirizzino verso le pertinenti risorse di difesa del consumatore e di illustrazione dei principali diritti del consumatore di energia || Commissione / Stati membri / regolatori nazionali dell’energia / associazioni di consumatori || 2013 / 2014 7. Attraverso il Forum dei cittadini per l’energia, sostegno agli Stati membri nella definizione dei campi di ricerca, rilevazione di dati e informazione riguardo ai mercati dell’energia al dettaglio || Commissione / Stati membri / regolatori nazionali dell’energia / associazioni di consumatori || 2013 8. Miglioramento dell’informazione del consumatore, definizione di orientamenti e migliori pratiche riguardo ai sistemi di raffronto delle tariffe, alla chiarezza e trasparenza della bolletta e al sostegno alla clientela vulnerabile || Commissione / Stati membri / regolatori nazionali dell’energia / associazioni di consumatori || 2013 9. Assistenza mirata alla clientela vulnerabile per aiutarla ad operare scelte informate e offrirle il sostegno necessario perché possa soddisfare i propri bisogni energetici su mercati al dettaglio concorrenziali || Commissione / Stati membri || 2013 Preparare al futuro i sistemi energetici dell’UE 10. Adozione e applicazione di codici di rete - nel settore dell’energia elettrica: norme di assegnazione della capacità e di gestione della congestione; norme di assegnazione (a termine) della capacità nel più lungo periodo norme di connessone della rete funzionamento del sistema - nel settore del gas: assegnazione della capacità regole di bilanciamento, comprese norme procedurali legate alla rete in materia di programmi di trasporto (“nomination”), oneri di sbilancio, regole di bilanciamento operativo tra i sistemi dei gestori dei sistemi di trasporto norme di interoperabilità e di scambio dei dati norme riguardanti strutture tariffarie armonizzate per il trasporto || ACER / ENTSO / Commissione / Stati membri / regolatori nazionali dell’energia || 2013 / 2014 11. Adozione e attuazione in tempi rapidi del pacchetto sulle infrastrutture energetiche || Consiglio / Parlamento europeo / Stati membri / regolatori nazionali dell’energia || Dicembre 2012 12. Adozione del primo elenco dell’Unione dei progetti di interesse comune || Commissione / Stati membri || 2013 13. Creazione dei presupposti e del mercato per l’introduzione su vasta scala delle apparecchiature intelligenti (ad es. mediante sostegno alla R&S, normazione, progettazione ecocompatibile, etichettatura energetica) || Commissione / portatori d’interesse (in particolare, organismi europei di normazione) || 2014 14. Elaborazione di piani d’azione nazionali per la diffusione rapida delle reti intelligenti || Stati membri / Commissione || 2013 15. Riflessione sulle funzioni e responsabilità future dei GRD e su risposta alla domanda, apparecchiature intelligenti e domotica, generazione distribuita e regimi obbligatori di risparmio energetico || Commissione / Stati membri || 2013 16. Analisi delle modalità con cui il mercato interno dell’energia può concorrere a migliorare l’efficienza energetica || Commissione || 2013 17. Vaglio delle modalità con cui l’evoluzione tecnologica può coniugarsi, anche in termini di tecnologia di stoccaggio e di microproduzione, con l’evoluzione del mercato dell’energia || Commissione || 2013 Adeguatezza degli interventi statali 18. Soppressione graduale delle tariffe vincolate dell’energia elettrica e del gas nel rispetto dell’obbligo di servizio universale e tenuto conto della necessità di una tutela effettiva della clientela vulnerabile || Commissione / Stati membri || 2009 e oltre 19. - Analisi degli incentivi all’investimento e dell’adeguatezza della produzione nel settore elettrico nel quadro europeo vigente - e definizione dei criteri in base ai quali valutare e assicurare la coerenza delle iniziative nazionali in materia di capacità con il mercato interno || Stati membri Commissione || 2013 e oltre 20. Adozione di orientamenti sui regimi di sostegno alle rinnovabili || Commissione || Secondo / terzo trimestre 2013 21. Formalizzazione del gruppo di coordinamento per l’energia elettrica || Commissione || ottobre 2012 22. Eliminazione graduale delle sovvenzioni dannose per l’ambiente, comprese le sovvenzioni dirette e indirette per i combustibili fossili || Commissione / Stati membri || entro il 2020 [1] COM(2011) 885. [2] COM(2011) 658 definitivo. [3] COM(2012) 573 final. [4] Cfr. anche tabella 12 del documento di lavoro dei
servizi della Commissione relativo ai mercati dell’energia nell’Unione europea
nel 2011 ("documento di lavoro 1"). [5] Commissione
europea, DG SANCO, Quadri di valutazione dei mercati dei beni di consumo - http://ec.europa.eu/consumers/consumer_research/editions/cms7_en.htm.
Studio sul funzionamento dei mercati elettrici al dettaglio per i
consumatori dell’Unione europea (The functioning of retail electricity
markets for consumers in the European Union) – per conto della Commissione
europea, DG SANCO, 2010 ("studio sui mercati elettrici al
dettaglio"). http://ec.europa.eu/consumers/consumer_research/market_studies/docs/retail_electricity_full_study_en.pdf. [6] Cfr. documento di lavoro 1, pag. 47. [7] Mentre negli ultimi anni il prezzo delle materie prime
energetiche è aumentato, su base annua, del 14% per il greggio, di quasi il 10%
per il gas e dell’8% per il carbone, il prezzo all’ingrosso dell’energia
elettrica nell’UE è aumentato in misura notevolmente inferiore, vale a dire del
3,4%. Cfr. documento di lavoro 1, figura 29. [8] Le imposte e i prelievi mirano, tra l’altro, a
rispecchiare gli effetti esterni ambientali del consumo di energia, come
raccomandato sia dalla Commissione nelle analisi annuali della crescita 2011 e 2012
(COM (2011) 11 definitivo e COM (2011) 815 definitivo) sia dalle conclusioni
del Consiglio europeo (EUCO 10/1/11 REV1), nell’ottica dello spostamento
dell’imposizione dal lavoro a fattori quali il consumo e l’inquinamento
ambientale, tenendo nella debita considerazione la competitività dell’industria
dell’UE e i prezzi al consumo. Possono tuttavia essere usati anche per
aumentare le entrate. [9] Per maggiori informazioni sulle componenti nei singoli
Stati membri, cfr. documento di lavoro 1, parte 3. [10] Cfr. documento di lavoro 1, parte 2, figura 33. [11] Cfr. studio sull’evoluzione dei prezzi (1998–2011) sui
mercati al dettaglio dell’energia elettrica e del gas nell’UE (Price
developments on the EU retail markets for electricity and gas 1998 – 2011),
pag. 2 - http://ec.europa.eu/energy/observatory/electricity/doc/analysis_retail.pdf.
La percentuale media rappresentata dalla tassazione ambientale nel gettito
fiscale totale nell’UE è tuttavia in calo, v. la pubblicazione sulle tendenze
fiscali nell’Unione europea, Unione europea 2011 (Taxation trends in the
European Union, European Union 2011) -
http://epp.eurostat.ec.europa.eu/cache/ITY_OFFPUB/KS-DU-11-001/EN/KS-DU-11-001-EN.PDF [12] L’accoppiamento di mercato ottimizza la capacità
d’interconnessione e permette il flusso dell’energia elettrica dalle zone in
cui il prezzo è basso a quelle in cui è alto collegando automaticamente
acquirenti e venditori al di qua e al di là della frontiera. [13] La Commissione vigila a che, nell’instaurare la
cooperazione necessaria ai fini dei progetti di accoppiamento di mercato, le
borse dell’energia elettrica non scivolino in pratiche anticompetitive. [14] GU L 326 dell’8.12.2011, pag. 1. [15] Cfr. documento di lavoro 1, pag. 31, mappa 1. [16] Decisione n. 994/2012/UE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 25 ottobre 2012, che istituisce un meccanismo per lo scambio di
informazioni riguardo ad accordi intergovernativi fra Stati membri e paesi
terzi nel settore dell’energia – GU L 299 del 27.10.2012, pag. 13. Cfr. anche
COM(2012) 218 final. [17] Le autorità di regolamentazione nazionali attive in Europa
si coordinano sulle questioni internazionali in sede di Consiglio dei
regolatori europei dell’energia (CEER). [18] Sono parti del trattato, firmato nel 2005, i paesi dei
Balcani occidentali, l’Ucraina e la Moldova; Norvegia, Turchia, Armenia e
Georgia hanno lo status di osservatori. [19] Cfr. comunicazione della Commissione "Tabella di
marcia per l’energia 2050", pagg. 2, 5, 6 e 7. La decarbonizzazione del
sistema energetico non verrebbe a costare più del mantenimento delle politiche
attuali. [20] Studio sui mercati elettrici al dettaglio. [21] La sensibilizzazione dei consumatori è scarsa in tutta
l’UE: solo uno su tre raffronta le diverse offerte - cfr. studio sui mercati
elettrici al dettaglio. [22] Studio Vaasaett sul potere alla domanda ("Empower
Demand") -
http://www.esmig.eu/press/filestor/empower-demand-report.pdf
[23] COM(2011)
370. [24] Consultazione
pubblica della DG CNECT:
http://ec.europa.eu/information_society/policy/doc/library/public_consult/cost_reduction_hsi?cost_reduction.pdf. [25] COM(2006) 851 definitivo. [26] Finora la Commissione ha ricevuto proposte di decisioni di
certificazione relative ad oltre 40 gestori di sistemi di trasporto (GST), sui 99
che devono essere certificati, in 13 Stati membri, di cui 18 da certificare
come proprietà disaggregata. [27] I mercati infragiornalieri e di bilanciamento
permetteranno ai partecipanti (consumatori compresi) di adeguare la produzione
e il consumo in funzione dell’evolversi della situazione, in particolare in
funzione dei prezzi. Sono necessari mercati infragiornalieri liquidi per
permettere l’adeguamento a frequenza oraria degli schemi di offerta e domanda,
che in Europa ancora non avviene dappertutto. I mercati transfrontalieri di
bilanciamento concorreranno a risparmiare i costi superflui indotti
dall’appalto dei servizi di bilanciamento su base puramente nazionale. Grazie a
tali meccanismi, si potrà realizzare in ogni momento l’abbinamento tra domanda
e offerta a dimensione transfrontaliera. [28] Direttive 2009/72/CE e 2009/73/CE + regolamenti (CE)
nn. 713/2009, 714/2009 e 715/2009. [29] In particolare: regolamento (UE) n. 994/2010 concernente
misure volte a garantire la sicurezza dell’approvvigionamento di gas e che
abroga la direttiva 2004/67/CE del Consiglio, REMIT e proposta di regolamento
sugli orientamenti per le infrastrutture energetiche transeuropee. [30] La politica di attuazione del terzo pacchetto energia è
stata illustrata dalla Commissione nella comunicazione "Una governance
migliore per il mercato unico" – COM(2012) 259 final - cui il Consiglio
europeo dell’ottobre 2012 si è richiamato nell’esortare gli Stati membri a
intervenire con urgenza. Il follow-up di tale politica sarà attuato, tra
l’altro, nel contesto del Semestre europeo. [31] Cfr. documento di lavoro 1, pag. 4. Dal settembre 2011 la
Commissione ha avviato 19 procedimenti d’infrazione per mancato recepimento
della direttiva 2009/72/CE e 19 per mancato recepimento della direttiva 2009/73/CE.
Al 24 ottobre 2012 soltanto 12 procedimenti erano stati nel frattempo chiusi,
mentre gli altri sono pendenti. Resta salvo il diritto della Commissione di
perseguire in un secondo tempo il mancato recepimento di talune disposizioni
qualora emergessero inadempimenti, ad esempio in sede di controllo di
conformità (per tutte le misure nazionali di recepimento notificate è
verificata la conformità alla normativa dell’UE). [32] In materia di concorrenza, la giurisprudenza ha confermato
la necessità di offrire pari condizioni di concorrenza sia nel settore della
produzione di energia elettrica (ad es., causa antitrust contro E.On (2008) e
causa sulla fusione GDF Suez/International Power (2011)) sia nel settore
dell’approvvigionamento di gas (ad es. cause RWE (2009) e ENI (2010)). [33] Cfr. documento di lavoro 1, parti 2 e 3. [34] Comunicazione della Commissione "Il ruolo futuro
delle iniziative regionali" - COM(2010) 721 definitivo. [35] Il giudizio dei consumatori sui mercati dell’energia
elettrica e del gas è severo: nel 2012, il mercato elettrico si è attestato al 26°
posto nella classifica dei 30 mercati dei servizi, con un punteggio
particolarmente basso nei paesi dell’Europa meridionale (punteggio più alto in
Lussemburgo, più basso in Bulgaria), e il mercato del gas al 21° (la Slovenia è
la capoclassifica, il Belgio il fanalino di coda). Entrambi i mercati ottengono
un punteggio basso nelle voci relative a scelta, raffrontabilità e cambio di
fornitore e di piano tariffario, il che induce a pensare che i consumatori non
sfruttino pienamente le possibilità di risparmio aperte dalla liberalizzazione.
Per informazioni particolareggiate sui diversi paesi, cfr. documento di lavoro 1,
parte 3.
Cfr. http://ec.europa.eu/consumers/consumer_research/cms_en.htm. [36] Fatto riconosciuto dal Comitato economico e sociale
europeo (CESE), il quale, basandosi sul lavoro che lo lega alle organizzazioni
della società civile, promuove un dibattito informato e strutturato sulle
questioni energetiche sia all’interno della stessa società civile sia tra
questa e i decisori politici. [37] BEUC,
Empowering
Consumers through Smart Meters (Emancipare il
consumatore con i contatori intelligenti), pagg. 23-26 - http://bit.ly/JKn9R7 [38] Potrebbe così spiegarsi, in parte, la percentuale limitata
di cambio di fornitore in vari Stati membri. Per maggiori informazioni su tali
percentuali, cfr. documento di lavoro 1, parte 3. [39] Austria, Finlandia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi,
Regno Unito, Repubblica ceca, Slovenia, Svezia. [40] Grecia, Portogallo, Romania. [41] Causa C- 265/08, Federutility e altri / Autorità per
l’energia elettrica e il gas. [42] Il 22 giugno 2011 la Commissione ha proposto una nuova
direttiva perché gli Stati membri intensificassero gli sforzi volti ad un uso
più efficiente dell’energia in tutti gli anelli della catena dell’energia, dalla
trasformazione al consumo finale passando per la distribuzione. Il 4 ottobre 2012
il Consiglio ha approvato l’accordo politico sulla direttiva sull’efficienza
energetica votato dal Parlamento europeo l’11 settembre 2012. [43] Per il periodo 2007-2013 sono previsti stanziamenti pari
ad almeno 11 miliardi di EUR. Per il periodo 2014-2020 la Commissione ha
proposto di concentrare in modo significativo gli sforzi a titolo della
politica di coesione dell’UE sulle energie rinnovabili e sull’efficienza
energetica, comprese le reti intelligenti, prestando nel contempo particolare
attenzione alla RSTI. Gli Stati membri e le regioni devono fare in modo che
questi finanziamenti vadano a integrare gli investimenti privati, potenziandone
gli effetti e non limitandone la portata. [44] Finalizzato ad un sostegno mirato alla R&S. [45] Cfr. documento di lavoro dei servizi della Commissione
relativo ai progetti d’investimento nell’infrastruttura energetica
("documento di lavoro 2"). [46] Emerge dalla tabella di marcia per l’energia che le
rinnovabili costituiranno il nucleo del sistema energetico dell’Unione a
orizzonte 2050 e rappresenteranno percentuali elevatissime nella produzione
elettrica già nel 2030. [47] Direttiva 2003/87/CE modificata dalle direttive 2008/101/CE
e 2009/29/CE. [48] Cfr. punto 2.2, Più efficienza nell’uso e nello sviluppo
delle reti. [49] Decisione della Commissione, del 19 luglio 2012,
sull’istituzione degli elenchi di priorità annuali per la definizione dei
codici di rete e degli orientamenti per il 2013 (2012/413/UE). [50] Anche investimenti nella cattura e stoccaggio
dell’anidride carbonica (CCS). [51] Direttiva 2009/28/CE. [52] COM(2012) 271 final. [53] La tabella di marcia verso un’Europa efficiente
nell’impiego delle risorse (COM(2011) 571 definitivo) prevede una tappa secondo
cui le sovvenzioni dannose per l’ambiente saranno gradualmente abbandonate
entro il 2020. Anche le analisi annuali della crescita 2011 e 2012 (COM (2011) 11
definitivo e COM (2011) 815 definitivo) chiedono la soppressione di tali
sovvenzioni. Impegni di riforma delle sovvenzioni per i combustibili fossili
sono stati adottati anche a livello mondiale, ad esempio nel contesto del G20 e
alla conferenza di Rio+20. [54] In alcuni Stati membri l’intervento pubblico previsto
assume la forma di contratti per la sicurezza dell’approvvigionamento a lungo
termine, da concludere con lo Stato o con un soggetto da esso designato. I
meccanismi di regolazione della capacità vanno distinti dai meccanismi a breve
termine volti al mantenimento dell’equilibrio in tempo reale tra offerta e
domanda anche in caso di variazione improvvisa dell’una o dell’altra. [55] Cfr. Comunicazione sulla situazione del mercato europeo
del carbonio nel 2012, COM(2012) 652. [56] Cfr. conclusioni del Consiglio europeo del febbraio 2011. Occorre
in particolare sincronizzare con l’UE gli Stati baltici agganciati al sistema
elettrico russo e bielorusso. [57] COM(2011) 665. [58] COM(2011) 658 definitivo. [59] COM(2011) 657 definitivo. [60] COM(2011) 202. [61] Le direttiva sull’energia elettrica e la direttiva
sull’efficienza energetica prevedono un insieme complementare di obblighi e di
incentivi affinché gli Stati membri instaurino tali condizioni generali. [62] In linea con la comunicazione 2012 della Commissione sulla
politica industriale - COM(2012) 582. [63] Il numero di contatori intelligenti nell’UE dovrà salire
dai circa 45 milioni di oggi a perlomeno 240 milioni entro il 2020,
il che implica, fatto salvo l’esito dell’analisi costi-benefici, un aumento del
fabbisogno annuale di spesa per investimenti dall’attuale importo di poco
superiore a 1 miliardo a 4‑5 miliardi di EUR entro il 2015. [64] Ad esempio, tramite le iniziative industriali europee per
le reti elettriche e il partenariato europeo per l’innovazione sulle città e
comunità intelligenti.