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Document 52009AE0331
Opinion of the European Economic and Social Committee on the Communication from the Commission to the European Parliament, the Council and the European Economic and Social Committee. Regulatory aspects of nanomaterials
Parere del Comitato economico e sociale europeo in merito alla Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo — Aspetti normativi in tema di nanomateriali
Parere del Comitato economico e sociale europeo in merito alla Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo — Aspetti normativi in tema di nanomateriali
GU C 218 del 11.9.2009, pp. 21–26
(BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)
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11.9.2009 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea |
C 218/21 |
Parere del Comitato economico e sociale europeo in merito alla Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo — Aspetti normativi in tema di nanomateriali
COM(2008) 366 def.
2009/C 218/04
La Commissione, in data 17 giugno 2008, ha deciso, conformemente al disposto dell'articolo 262 del Trattato che istituisce la Comunità europea, di consultare il Comitato economico e sociale europeo in merito alla:
«Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo. Aspetti normativi in tema di nanomateriali»
La sezione specializzata Mercato unico, produzione e consumo, incaricata di preparare i lavori del Comitato in materia, ha formulato il proprio parere in data 3 febbraio 2009, sulla base del progetto predisposto dal relatore PEZZINI.
Il Comitato economico e sociale europeo, in data 25 febbraio 2009, nel corso della 451a sessione plenaria, ha adottato il seguente parere con 170 voti favorevoli, 1 voto contrario e 4 astensioni.
1. Conclusioni e raccomandazioni
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1.1 |
Il CESE ritiene che lo sviluppo responsabile delle nanoscienze e dei nanomateriali (N&N) rappresenti una punta di diamante europea nella sfida del progresso economico e sociale, a livello mondiale. |
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1.2 |
Il CESE sottolinea l'esigenza di uno sviluppo accelerato delle applicazioni industriali e multisettoriali delle nanotecnologie, in stretto parallelismo:
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1.3 |
Il CESE sottoscrive i principi indicati nel codice di condotta sulle nanotecnologie, e li ritiene validi anche per la revisione del quadro giuridico-normativo europeo delle N&N. |
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1.4 |
Il CESE esprime preoccupazione per i progressi ancora troppo lenti registrati nelle applicazioni di mercato delle nanotecnologie e nelle ricerche sugli effetti dei nanomateriali su ambiente, salute e tossicologia. |
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1.5 |
Il CESE è convinto che la complessità, la rapida evoluzione e la trasversalità scientifica delle nanotecnologie richiedano un approccio multidisciplinare, soprattutto per quanto riguarda il tema del rischio, all'interno di un quadro normativo, etico e sociale: questo è indispensabile per offrire soluzioni condivisibili nella gestione del rischio, fondate su basi affidabili, complete e responsabili. |
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1.6 |
Un sistema ottimale di governance deve rispettare un equilibrio tra i molteplici aspetti dello sviluppo responsabile dei nanomateriali, e il CESE raccomanda di trasformare in una struttura permanente l'Osservatorio europeo per le nanotecnologie, per permettergli di fornire analisi su basi scientifiche ed economiche certe e di esaminare: l'impatto sulla società; i possibili rischi per ambiente, salute e sicurezza (EHS), in cooperazione con le altre agenzie europee interessate. |
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1.7 |
Il CESE ritiene necessario un quadro normativo di riferimento integrato; oltre a un sistema di governance, con l'obiettivo di dare risposte chiare e affidabili ai bisogni emergenti soprattutto in materia di metodi comuni di classificazione, di metrologia e testing di validazione dei protocolli esistenti, e di nuovi protocolli, e di ricerca pre e co-normativa. |
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1.8 |
Secondo il CESE è necessaria un'azione forte in tema di educazione e di formazione interdisciplinare ed è altresì essenziale integrare in questo sforzo, con l'aiuto di infrastrutture di eccellenza, la valutazione e la prevenzione dei rischi. |
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1.9 |
Il CESE ritiene importante lo sviluppo di un'azione europea di benchmarking delle iniziative che si delineano, in tema di valutazione e prevenzione dei rischi, in Europa, negli USA, in Giappone e nelle economie emergenti. |
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1.10 |
Occorre, a parere del CESE, sostenere i lavori di standardizzazione tecnico-normativa europei di CEN, Cenelec e ETSI, anche attraverso mandati della Commissione chiari e trasparenti, da proiettare a livello internazionale, nei lavori di ISO/TC 229, per facilitare, in tal modo, il commercio mondiale sicuro di nanotecnologie, nanoprodotti e sistemi più complessi che integrano N&N. |
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1.11 |
Il CESE raccomanda un rafforzamento del dialogo strutturato con la società civile, fondato su basi certe e trasparenti, che dia forza ad una voce unitaria europea in questo campo, vitale per il nostro futuro, nel contesto internazionale. |
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1.12 |
Il CESE chiede che, nel rapporto 2009 sul Piano d'azione, un capitolo sia dedicato espressamente a:
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2. Introduzione
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2.1 |
Negli ultimi anni la Commissione è diventata, il più grande organismo di finanziamento pubblico nel campo delle N&N: essa ha infatti erogato 1.4 miliardi EUR con il Sesto programma quadro (6PQ) di RSTD e quasi 600 milioni EUR, nel primo anno del 7PQ 2007-2013: su quest'ultimo importo 28 milioni EUR sono stati assegnati alla ricerca sulla sicurezza delle N&N, portando il totale destinato al settore a circa 80 milioni EUR (1). |
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2.2 |
Sono state costituite varie Piatteforme tecnologiche europee, dedicate alle applicazioni nanotecnologiche, come quella nanoelectronica (ENIAC), quella sulla nanomedicina e sulla chimica sostenibile. |
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2.3 |
A livello mondiale, la spesa globale pubblica e privata in N&N, ha raggiunto, nel periodo 2004-2006, i 24 miliardi EUR: oltre un quarto di questa cifra è stato fornito dall'Europa e su tale percentuale il 5-6 % (2) è rappresentato da fondi della Commissione. |
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2.4 |
Nelle disposizioni relative al 7PQ di RSTD 2007-2013 (3), che si riferiscono alle N&N, è stato prescritto il rispetto degli aspetti etici fondamentali, i cui principi sono enunciati nella Carta dei diritti fondamentali. |
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2.5 |
Il rapporto sul Terzo dialogo internazionale per una R&S responsabile sulle nanotecnologie, ha evidenziato l'impegno sulle tematiche:
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2.6 |
L'impegno di varie organizzazioni a livello internazionale si è, tra l'altro, evidenziato nelle iniziative qui elencate:
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2.7 |
Il Rapporto su nanoscienze e nanotecnologia: opportunità e incertezze (4) della Royal Society britannica così si esprime: «Fino a quando non si conoscerà di più sull'impatto ambientale delle nano particelle e dei nano tubi, noi raccomandiamo che la liberazione nell'ambiente di nano tubi e nano particelle fabbricate sia, per quanto possibile, evitata». |
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2.8 |
I rivestimenti autopulenti, che limitano l'uso di detergenti; gli agenti disinquinanti per eliminare l'ossido di azoto dall'aria; le cellule fotovoltaiche di nuova generazione; i materiali termoisolanti; i sistemi di sequestro del CO2; i nanofiltri dell'aria e dell'acqua, oltre alle numerose applicazioni nella diagnostica medica e in alcune terapie non invasive, sono già presenti, sotto forma di nanomateriali, in molti oggetti d'uso comune (5). |
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2.9 |
Il problema nasce anche dalla necessità di adeguare i protocolli di valutazione dei rischi di tossicità, a breve e lungo termine, sui nanomateriali, e sui fenomeni di loro accumulazione e combinazione, con altre sostanze nell'ecosistema, nei tessuti organici e nell'uomo. |
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2.10 |
Standard e verifiche di valutazione dei rischi in ambienti complessi possono variare tra valutazioni «in vitro» e «in situ»: le ricerche in proposito (6) dovrebbero andare oltre i prodotti protettivi convenzionali, come filtri, cartucce respiratorie, abbigliamento protettivo, guanti: oggetti, questi, testati con nanoparticelle di grafite, lunghe 10-50 nanometri. |
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2.11 |
Come evidenzia la Commissione - e come il CESE ha sottolineato a più riprese - «l'approccio integrato, sicuro e responsabile è diventato l'elemento centrale della politica dell'UE in materia di nanotecnologie». Esse hanno un campo applicativo particolarmente vasto e ramificato che necessita di un'ampia visione d'insieme, per individuare e sfruttare punti in comune e interdipendenze di questa disciplina, che spazia dalla fisica nucleare alla tecnologia dei plasmi, dalla nanomeccanica alla lavorazione tessile. |
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2.12 |
Dato che i nanoprocessi avvengono in una dimensione nano-scopica (10 alla meno 9), difficilmente immaginabile per i non addetti ai lavori, i nanomateriali richiedono, sin dall'inizio, un dialogo costruttivo con i consumatori, per individuare ed evitare i pericoli e per dissipare eventuali timori infondati. |
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2.13 |
Il CESE ha sottolineato, non solo l'esigenza di «uno sviluppo accelerato delle applicazioni industriali e multisettoriali nonché del contesto economico e sociale, giuridico-normativo, fiscale e finanziario in cui devono collocarsi le iniziative di nuove imprese e di profili professionali innovativi», ma anche «la salvaguardia degli aspetti etici, ambientali, di salute e sicurezza, lungo tutto il ciclo di vita, delle applicazioni scientifiche» (7). |
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2.14 |
In un suo parere più recente (8), il CESE ha ribadito la necessità di «un dialogo visibile e trasparente con la società civile, che ne assicuri una consapevolezza, basata su valutazioni obiettive dei rischi e delle opportunità delle N&N», nonché di «un'attenzione costante alla salvaguardia degli aspetti etici e ambientali, come anche di quelli della salute e sicurezza dei lavoratori e dei consumatori». |
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2.15 |
Nel 2008 la Commissione ha adottato una raccomandazione (9) incentrata sulla ricerca responsabile nei settori delle N&N, proponendo un codice di condotta basato su 7 principi: — comprensione: le attività di ricerca in N&N devono essere comprensibili al pubblico e rispettare i diritti fondamentali e la loro applicazione deve servire al benessere delle persone e della società, — sostenibilità: il rispetto dei principi etici e dello sviluppo durevole impone attività di ricerca sulle N&N che non siano nocive all'ambiente, specie a persone, animali e piante, — precauzione: rispetto del principio di precauzione (10) per evitare eventuali impatti negativi su salute e ambiente, — inclusività: trasparenza, rispetto del diritto al legittimo accesso all'informazione, apertura a tutte le parti interessate, — eccellenza: adozione dei migliori standard scientifici, compresa l'integrità della ricerca e delle buone prassi di laboratorio (11), — innovazione: governance delle ricerche sulle N&N per massimizzare creatività, flessibilità e capacità programmatorie, per la crescita e per l'innovazione, — responsabilità: assunzione di responsabilità di ricercatori e organismi di ricerca per gli impatti sociali, ambientali e sulla salute umana, che possano prodursi nel presente e nel futuro. La raccomandazione prevede un rapporto annuale degli Stati membri sui risultati dell'applicazione del codice e le buone prassi messe in atto per ottenerli. |
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2.16 |
Il CESE sottoscrive i principi di tale codice e li ritiene validi per quanto riguarda la revisione del quadro giuridico-normativo europeo per le N&N. |
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2.17 |
Il CESE esprime preoccupazione per i progressi ancora troppo lenti registrati nelle applicazioni di mercato delle nanotecnologie e nelle ricerche sugli effetti dei nanomateriali su ambiente, salute e tossicologia. |
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2.18 |
Anche se, allo stato attuale, il livello di rischio relativo all'esposizione dei lavoratori e dei cittadini appare ancora limitato, il CESE ritiene indispensabile rafforzare gli strumenti di dialogo con il mondo della ricerca e dell'industria, affinché tali aspetti siano incorporati - con pari rilevanza di risorse umane e finanziarie - in tutte le ricerche e applicazioni sui nanomateriali, sin dalla loro concezione. |
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2.19 |
Il CESE evidenzia come alla molteplicità delle discipline e dei settori interessati corrisponda una pluralità di strumenti giuridico-normativi comunitari pertinenti (oltre 90): la grande trasparenza delle disposizione comunitarie e la comprensibilità per il cittadino/consumatore possono risultare vanificate dalla loro complessità. |
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2.20 |
Uno sforzo di volgarizzazione giuridica, lo sviluppo di un sito web interattivo dedicato e di democrazia partecipata con le organizzazioni della società civile e la diffusione di guide di buone prassi, potrebbero semplificare la lettura del quadro normativo, specie per PMI, consumatori e cittadini. |
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2.21 |
Un sistema ottimale di governance deve essere in grado di mantenere un equilibrio tra i molteplici aspetti dello sviluppo responsabile dei nanomateriali. Il CESE raccomanda di sviluppare una struttura permanente di riferimento, anche sulla base dei risultati dell'Osservatorio sulle nanotecnologie avviato nel 2008 come progetto finanziato dall'UE (12): l'obiettivo è quello di fornire analisi affidabili, complete e responsabili su base scientifica ed economica, di esaminare le questioni etiche, di prevedere i possibili rischi per l'ambiente, per la salute e per la sicurezza (EHS) e di sviluppare nuovi standard. |
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2.22 |
Il CESE è convinto che la complessità, la rapida evoluzione e la trasversalità scientifica delle nanotecnologie richiedano un approccio multidisciplinare (normativo, etico e sociale): questo è indispensabile per poter offrire, in tema di gestione del rischio soluzioni affidabili basate su analisi serie, complete e responsabili, organizzando, documentando e comunicando con esattezza informazioni esaurienti sui nanomateriali ingegnerizzati. |
3. Le proposte della Commissione
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3.1 |
Secondo la Commissione, occorre, in particolare:
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4. Osservazioni generali
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4.1 |
Il CESE ritiene che per lo sviluppo responsabile delle N&N e dei nanomateriali, che rappresenta una punta di diamante europea nella sfida del progresso economico e sociale competitivo a livello mondiale, sia indispensabile adottare sin dall'origine tale processo con un approccio multidisciplinare, in grado di consentire un dialogo permanente con la società civile, come premessa per la sua accettabilità. |
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4.2 |
Pur apprezzando lo sforzo di analisi della Commissione sulla molteplicità delle misure comunitarie esistenti, il CESE ritiene che tale analisi debba essere sviluppata ulteriormente in un quadro di coerenza per fornire una base trasparente e user-friendly necessaria per realizzare un dialogo strutturato con la società civile, dialogo che il CESE ha, più volte, preconizzato (13). |
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4.3 |
Occorre, a parere del CESE, sviluppare prospettive di previsione e valutazione del rischio nanotecnologico, cosi come un quadro normativo di riferimento integrato e un sistema di governance raccordato a livello internazionale, per dare risposte chiare, affidabili, complete e permettere di esaminare l'impatto sulle questioni etiche, i possibili rischi per l'ambiente, la salute e la sicurezza dei cittadini ed i loro possibili sviluppi. |
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4.4 |
Il CESE chiede quindi di sviluppare ulteriormente l'iniziativa comunitaria per:
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4.5 |
Il CESE chiede che nel rapporto 2009 previsto dal Piano d'azione 2005-2009 sia dedicato un capitolo ai progressi sugli aspetti normativi di valutazione e di prevenzione dei rischi, sull'efficacia dei protocolli di prova e gli avanzamenti registrati in materia, e sulle nuove priorità d'azione. |
Bruxelles, 25 febbraio 2009
Il presidente
del Comitato economico e sociale europeo
Mario SEPI
(1) Cfr. Tomellini, R; Giordani, J. (cur.). Third International Dialogue on Responsible Research and Development of Nanotechnology - Bruxelles, 11.-12.3.2008.
(2) Cfr. COM(2007) 505 def. 6 settembre 2007Nanoscienze e nanotecnologie: un piano di azione per l'Europa 2005-09. Prima relazione sull'attuazione, 2005-07.
(3) Cfr. decisione 2006/971/CE del Consiglio, 19 dicembre 2006 (GU L 400, 30.12.2006).
(4) The Royal Society. Nanosciences and Nanotechnology: Opportunities and Uncertainties (Nanoscienze e nanotecnologie: opportunità e incertezze). Londra, 29.7.2004.
(5) Quali racchette da tennis, biciclette, schermi TV, numerose resine usate in campo militare, aerospaziale, elettronica di consumo, oltre ad apparecchi elettromedicali.
(6) Cfr. Progetto «NANOSAFE2» — primo rapporto sulla disseminazione dei nanomateriali in base al principio di precauzione.
(7) Cfr. GU C 157 del 28.6.2005, p. 22.
(8) Cfr. GU C 185 dell′8.8.2006, pag. 1.
(9) Cfr. raccomandazione della Commissione, C(2008) 424 del 7 febbraio 2008.
(10) Cfr. art. 174, par. 2, del Trattato UE e Comunicazione della Commissione sul principio di precauzione (COM(2000) 1 def.).
(11) Cfr. direttiva 2004/9/CE e direttiva 2004/10/CE.
(12) Cfr. «Osservatorio sulle nanotecnologie» Progetto PQ7.
(13) Cfr. note 6 e 7.
(14) Cfr. GU C 185 dell’8.8.2006, pag. 1.