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Document 32026R0531

Regolamento di esecuzione (UE) 2026/531 del Consiglio, del 5 marzo 2026, che attua l'articolo 15, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 747/2014, concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Sudan

ST/6825/2026/INIT

GU L, 2026/531, 5.3.2026, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg_impl/2026/531/oj (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, GA, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

Legal status of the document In force

ELI: http://data.europa.eu/eli/reg_impl/2026/531/oj

European flag

Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea

IT

Serie L


2026/531

5.3.2026

REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2026/531 DEL CONSIGLIO

del 5 marzo 2026

che attua l'articolo 15, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 747/2014, concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Sudan

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

visto il regolamento (UE) n. 747/2014 del Consiglio, del 10 luglio 2014, concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Sudan e che abroga i regolamenti (CE) n. 131/2004 e (CE) n. 1184/2005 (1), in particolare l'articolo 15, paragrafo 1/paragrafo 3,

vista la proposta dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,

considerando quanto segue:

(1)

Il 10 luglio 2014 il Consiglio ha adottato il regolamento (UE) n. 747/2014.

(2)

Il 24 febbraio 2026 il comitato del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC) istituito a norma della risoluzione UNSC 1591 (2005) ha aggiunto quattro persone all'elenco di persone soggette a misure restrittive.

(3)

È opportuno pertanto modificare di conseguenza il regolamento (UE) n. 747/2014,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L'allegato I del regolamento (UE) n. 747/2014 è modificato conformemente all'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 5 marzo 2026

Per il Consiglio

Il presidente

N. IOANNIDES


(1)   GU L 203 dell'11.7.2014, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2014/747/oj.


ALLEGATO

All'allegato I del regolamento (UE) n. 747/2014 sono aggiunte le seguenti voci:

«7.

GEDO, Hamdan Ahmed

Pseudonimo: Abu Nashuk

Designazione: comandante della sezione del Darfur settentrionale delle forze di supporto rapido.

Cittadinanza: Sudan.

Sesso: maschile.

Data della designazione ONU: 24 febbraio 2026.

Motivi dell'inserimento nell'elenco:

Gedo Hamdan Ahmed è stato inserito nell'elenco il 24 febbraio 2026 a norma del punto 3, lettera c), della risoluzione 1591 (2005).

Informazioni tratte dalla sintesi dei motivi dell'inserimento nell'elenco forniti dal comitato delle sanzioni:

Gedo Hamdan Ahmed, o Abu Nashuk, tenente generale e vicecomandante delle RSF, è designato per aver partecipato ad azioni o politiche che minacciano la pace, la sicurezza o la stabilità del Darfur, compresi atti di violenza e violazioni dei diritti umani. Abu Nashuk è uno dei sei generali delle RSF che erano presenti a El Fasher, nel Darfur settentrionale, il 26 ottobre 2025 ed è apparso in alcuni filmati insieme a Abdul Rahim Hamdan Dagalo, vicecomandante delle RSF. In tale data le RSF hanno commesso atrocità, tra cui uccisioni di massa di civili presso l'università di El Fasher e l'ospedale saudita, e attacchi con armi da fuoco a nord-ovest del Darfur. Le violenze perpetrate a El Fasher comprendono anche esecuzioni mirate di stampo etnico nei confronti di Zaghawa e di altri gruppi non arabi. Sono state segnalate violenze sessuali diffuse, compreso lo stupro di gruppo di fronte a parenti, e altre violenze sessuali di genere. Secondo quanto riportato, le truppe delle RSF terrebbero in ostaggio personale medico a fini di riscatto, avendo rapito quattro medici, un farmacista e un infermiere per riscatti superiori a 150 000 USD. Gli eventi di El Fasher avrebbero causato lo sfollamento di 70 000 persone dal 26 ottobre 2025, con civili rimasti intrappolati o dispersi, oppure trattenuti dalle RSF all'interno della città.

8.

DAGALO, Abdul Rahim Hamdan

Designazione: vicecapo delle forze di supporto rapido (RSF).

Data di nascita: 1o gennaio 1972.

Luogo di nascita: Khartoum, Sudan.

Cittadinanza: Sudan.

Sesso: maschile.

Data della designazione ONU: 24 febbraio 2026.

Motivi dell'inserimento nell'elenco:

Abdul Rahim Hamdan Dagalo è stato inserito nell'elenco il 24 febbraio 2026 a norma del punto 3, lettera c), della risoluzione 1591 (2005).

Informazioni tratte dalla sintesi dei motivi dell'inserimento nell'elenco forniti dal comitato delle sanzioni:

Abdul Rahim Hamdan Dagalo, vicecomandante delle RSF e fratello del comandante delle RSF Mohamed Hamdan “Hemedti” Dagalo, è designato per aver partecipato ad azioni o politiche che minacciano la pace, la sicurezza o la stabilità del Darfur, compresi atti di violenza e violazioni dei diritti umani. Dagalo è stato identificato tra i presenti presso la base della 6a divisione di fanteria delle SAF a El Fasher, nel Darfur settentrionale, il 26 ottobre 2025, e come incaricato della supervisione delle operazioni il giorno della presa di El Fasher da parte delle RSF. I filmati che si ritiene essere di Dagalo lo riprendono mentre ordina direttamente ai suoi combattenti di non prendere prigionieri, ma di uccidere tutti. In passato, Dagalo è stato descritto come un attore chiave in molte delle offensive che l'esercito e le RSF hanno sferrato nelle regioni di frontiera del Sudan, ed è considerato il comandante che detiene il controllo delle RSF. Il 26 ottobre le RSF hanno commesso atrocità, tra cui uccisioni di massa di civili presso l'università di El Fasher e l'ospedale saudita, e attacchi con armi da fuoco a nord-ovest del Darfur. Le violenze perpetrate a El Fasher comprendono anche esecuzioni mirate di stampo etnico nei confronti di Zaghawa e di altri gruppi non arabi. Sono state segnalate violenze sessuali diffuse, compreso lo stupro di gruppo di fronte a parenti, e altre violenze sessuali di genere. Secondo quanto riportato, le truppe delle RSF terrebbero in ostaggio personale medico a fini di riscatto, avendo rapito quattro medici, un farmacista e un infermiere per riscatti superiori a 150 000 USD. Gli eventi di El Fasher avrebbero causato lo sfollamento di 70 000 persone dal 26 ottobre 2025, con civili rimasti intrappolati o dispersi, oppure trattenuti dalle RSF all'interno della città.

9.

AL-FATEH, Abdullah Idris

Pseudonimo: Abu Lulu

Designazione: brigadier generale delle forze di supporto rapido.

Cittadinanza: Sudan.

Sesso: maschile.

Data della designazione ONU: 24 febbraio 2026.

Motivi dell'inserimento nell'elenco:

Al-Fateh Abdullah Idris è stato inserito nell'elenco il 24 febbraio 2026 a norma del punto 3, lettera c), della risoluzione 1591 (2005).

Informazioni tratte dalla sintesi dei motivi dell'inserimento nell'elenco forniti dal comitato delle sanzioni:

Al-Fateh Abdullah Idris, noto come Abu Lulu, brigadier generale delle RSF, è designato per aver partecipato ad azioni o politiche che minacciano la pace, la sicurezza o la stabilità del Darfur, compresi atti di violenza e violazioni dei diritti umani. Il 26 ottobre le RSF hanno commesso atrocità, tra cui uccisioni di massa di civili all'università di El Fasher e all'ospedale saudita, e attacchi con armi da fuoco a nord-ovest del Darfur. Abu Lulu è noto come “il macellaio di El Fasher”, uno dei principali autori delle violenze perpetrate a El Fasher il 26 ottobre. Ha ordinato ai suoi uomini di uccidere persone innocenti ed è apparso in filmati in cui giustizia civili e si vanta di aver ucciso oltre 2 000 persone. Alcuni video sono stati filmati e diffusi dalle stesse RSF e Abu Lulu si è ripreso mentre sorride e uccide persone che implorano pietà, oltre ad apparire in video in cui compie esecuzioni mirate di stampo etnico. I filmati lo riprendono mentre spara contro uomini disarmati e posa tra i cadaveri mostrando le persone che ha ucciso. Gli eventi di El Fasher avrebbero causato lo sfollamento di 70 000 persone dal 26 ottobre 2025, con civili rimasti intrappolati o dispersi, oppure trattenuti dalle RSF all'interno della città.

10.

MOHAMED, Tijani Ibrahim Moussa

Pseudonimo: Al Zeir Salem

Designazione: comandante sul campo delle forze di supporto rapido.

Cittadinanza: Sudan.

Sesso: maschile.

Data della designazione ONU: 24 febbraio 2026.

Motivi dell'inserimento nell'elenco:

Tijani Ibrahim Moussa Mohamed è stato inserito nell'elenco il 24 febbraio 2026 a norma del punto 3, lettera c), della risoluzione 1591 (2005).

Informazioni tratte dalla sintesi dei motivi dell'inserimento nell'elenco forniti dal comitato delle sanzioni:

Tijani Ibrahim Moussa Mohamed (Al Zeir Salem), comandante sul campo delle RSF, è designato per aver partecipato ad azioni o politiche che minacciano la pace, la sicurezza o la stabilità del Darfur, compresi atti di violenza e violazioni dei diritti umani. Al Zeir Salem è stato identificato tra i presenti presso la base della 6a divisione di fanteria delle SAF a El Fasher, nel Darfur settentrionale, il 26 ottobre 2025, il giorno in cui le RSF hanno preso il comando. Quel giorno è inoltre apparso in un video in cui si rivolge a un ampio gruppo di persone detenute in abbigliamento civile. In tale data le RSF hanno commesso atrocità, tra cui uccisioni di massa di civili presso l'università di El Fasher e l'ospedale saudita, e attacchi con armi da fuoco a nord-ovest del Darfur. Le violenze perpetrate a El Fasher comprendono anche esecuzioni mirate di stampo etnico nei confronti di Zaghawa e di altri gruppi non arabi. Sono state segnalate violenze sessuali diffuse, compreso lo stupro di gruppo di fronte a parenti, e altre violenze sessuali di genere. Secondo quanto riportato, le truppe delle RSF terrebbero in ostaggio personale medico a fini di riscatto, avendo rapito quattro medici, un farmacista e un infermiere per riscatti superiori a 150 000 USD. Gli eventi di El Fasher avrebbero causato lo sfollamento di 70 000 persone dal 26 ottobre 2025, con civili rimasti intrappolati o dispersi, oppure trattenuti dalle RSF all'interno della città. ».


ELI: http://data.europa.eu/eli/reg_impl/2026/531/oj

ISSN 1977-0707 (electronic edition)


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