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Document 21994A1223(15)

Negoziati multilaterali dell'Uruguay Round (1986-1994) - Allegato 1 - Allegato 1a - Accordo sulle misure di salvaguardia (OMC-GATT 1994)

OMC-"GATT 1994"

OJ L 336, 23.12.1994, p. 184–189 (ES, DA, DE, EL, EN, FR, IT, NL, PT)
Special edition in Finnish: Chapter 11 Volume 038 P. 186 - OP_DATPRO
Special edition in Swedish: Chapter 11 Volume 038 P. 186 - OP_DATPRO
Special edition in Czech: Chapter 11 Volume 021 P. 274 - 279
Special edition in Estonian: Chapter 11 Volume 021 P. 274 - 279
Special edition in Latvian: Chapter 11 Volume 021 P. 262 - 267
Special edition in Lithuanian: Chapter 11 Volume 021 P. 274 - 279
Special edition in Hungarian Chapter 11 Volume 021 P. 274 - 279
Special edition in Maltese: Chapter 11 Volume 021 P. 274 - 279
Special edition in Polish: Chapter 11 Volume 021 P. 274 - 279
Special edition in Slovak: Chapter 11 Volume 021 P. 274 - 279
Special edition in Slovene: Chapter 11 Volume 021 P. 274 - 279
Special edition in Bulgarian: Chapter 11 Volume 010 P. 197 - 202
Special edition in Romanian: Chapter 11 Volume 010 P. 197 - 202
Special edition in Croatian: Chapter 11 Volume 074 P. 197 - 202

In force

21994A1223(15)

Negoziati multilaterali dell'Uruguay Round (1986-1994) - Allegato 1 - Allegato 1a - Accordo sulle misure di salvaguardia (OMC-GATT 1994) OMC-"GATT 1994"

Gazzetta ufficiale n. L 336 del 23/12/1994 pag. 0184 - 0189
edizione speciale finlandese: capitolo 11 tomo 38 pag. 0186
edizione speciale svedese/ capitolo 11 tomo 38 pag. 0186


ACCORDO SULLE MISURE DI SALVAGUARDIA

I MEMBRI,

in considerazione dell'obiettivo generale da essi perseguito di migliorare e rafforzare il sistema commerciale internazionale sulla base del GATT 1994;

riconoscendo l'esigenza di chiarire e consolidare la disciplina del GATT 1994, e in special modo le disposizioni dell'articolo XIX (Misure urgenti concernenti l'importazione di prodotti particolari), per ristabilire un controllo di tipo multilaterale sui provvedimenti di salvaguardia ed eliminare le misure che sfuggono a tale controllo;

riconoscendo l'importanza dell'adeguamento strutturale e la necessità di promuovere, piuttosto che limitare, la concorrenza nei mercati internazionali; e

riconoscendo inoltre la necessità, a tal fine, di un accordo generale applicabile a tutti i membri e basato sui principi fondamentali del GATT 1994,

HANNO CONCORDATO QUANTO SEGUE:

Articolo 1

Disposizione generale

Il presente accordo stabilisce le norme per l'applicazione di misure di salvaguardia, intendendo con ciò le misure previste dall'articolo XIX del GATT 1994.

Articolo 2

Condizioni

1. Un membro (1) potrà applicare una misura di salvaguardia ad un prodotto soltanto ove abbia determinato, ai sensi delle disposizioni che seguono, che tale prodotto viene importato nel suo territorio in quantità talmente elevate, in assoluto o in relazione alla produzione nazionale, e a condizioni tali da arrecare o minacciare di arrecare un grave pregiudizio ai produttori nazionali di prodotti simili o direttamente concorrenti.

2. Le misure di salvaguardia si applicheranno ad un prodotto importato indipendentemente dalla sua fonte.

Articolo 3

Inchiesta

1. I membri potranno applicare una misura di salvaguardia solo in seguito ad un'inchiesta svolta dalle loro autorità competenti, secondo procedure precedentemente definite e rese pubbliche conformemente all'articolo X del GATT 1994. L'inchiesta comporterà l'opportuna pubblicazione di un avviso a tutte le parti interessate, nonché udienze pubbliche o altre occasioni adeguate nelle quali importatori, esportatori e altre parti interessate possano presentare elementi di prova ed esporre le rispettive opinioni, ivi compresa la possibilità di replicare alle esternazioni di altre parti e di esporre il proprio punto di vista, tra l'altro, circa la questione se l'applicazione di una misura di salvaguardia sia o meno nell'interesse pubblico. Le autorità competenti pubblicheranno una relazione contenente le loro constatazioni e conclusioni ragionate raggiunte in merito a tutti gli aspetti pertinenti, di fatto e di diritto.

2. Tutte le informazioni di natura confidenziale, o fornite a titolo riservato, dovranno essere trattate come tali dalle autorità competenti, ove siano adotte valide ragioni. Tali informazioni non dovranno essere divulgate senza l'autorizzazione della parte che le ha fornite. Alle parti che abbiano fornito informazioni riservate potrà essere richiesto di presentarne una sintesi non riservata ovvero, se le parti affermano che tali informazioni non possono essere riassunte, i motivi per i quali non è possibile fornire tale sintesi. Tuttavia, ove le autorità competenti ritengano che la richiesta di riservatezza non sia giustificata e la parte interessata non sia disposta a rendere pubblica l'informazione ovvero ad autorizzarne la divulgazione in forma generale o sintetica, le autorità hanno facoltà di non tener conto di tale informazione salvo che sia possibile dimostrare con loro piena soddisfazione e sulla base di fonti adeguate che si tratta di informazioni corrette.

Articolo 4

Determinazione dell'esistenza o della minaccia di grave pregiudizio

1. Ai fini del presente accordo:

a) per «grave pregiudizio» s'intende un danno generale significativo alla posizione di un'industria nazionale;

b) per «minaccia di grave pregiudizio» s'intende un grave pregiudizio che sia chiaramente imminente, conformemente alle disposizioni del paragrafo 2. La determinazione della presenza di una minaccia di grave pregiudizio dovrà basarsi sui fatti e non semplicemente su supposizioni, congetture o remote possibilità; e

c) ai fini della determinazione dell'esistenza o della minaccia di pregiudizio, l'espressione «industria nazionale» comprende l'insieme dei produttori di prodotti simili o direttamente concorrenti operanti nel territorio di un membro, ovvero quelli la cui produzione di prodotti simili o direttamente concorrenti rappresenti, nell'insieme, una quota consistente della produzione nazionale complessiva di tali prodotti.

2. a) Nel corso dell'inchiesta per determinare se l'aumento delle importazioni abbia provocato o minacci di provocare un grave pregiudizio ad un'industria nazionale ai sensi del presente accordo, le autorità competenti valuteranno tutti i fattori rilevanti di natura oggettiva e quantificabile che abbiano un peso sulla situazione del settore, in particolare il tasso e l'entità dell'incremento delle importazioni del prodotto in questione, in termini assoluti e relativi, la quota di mercato nazionale servita da tali importazioni, i cambiamenti intervenuti in fattori quali livello delle vendite, produzione, produttività, utilizzo della capacità, profitti e perdite, e occupazione;

b) la determinazione di cui al paragrafo 2, lettera a) non sarà effettuata salvo che l'inchiesta dimostri, sulla base di prove oggettive, l'esistenza di un legame causale tra l'incremento delle importazioni del prodotto interessato e la presenza o la minaccia di un grave pregiudizio. Qualora fattori diversi dall'incremento delle importazioni arrechino pregiudizio ad un'industria nazionale nello stesso momento, tale pregiudizio non sarà imputato all'aumento delle importazioni;

c) le autorità competenti provvederanno a pubblicare sollecitamente, conformemente alle disposizioni dell'articolo 3, un'analisi dettagliata del caso oggetto dell'inchiesta, nonché una dimostrazione della pertinenza dei fattori esaminati.

Articolo 5

Applicazione delle misure di salvaguardia

1. I membri applicheranno le misure di salvaguardia solo nella misura necessaria ad impedire un grave pregiudizio o a porvi rimedio e a facilitare l'adeguamento. Ove si ricorra a una restrizione quantitative, tale misura non ridurrà l'ammontare delle importazioni al di sotto del livello conseguito in un periodo recente, pari alla media delle importazioni effettuate negli ultimi tre anni di riferimento per i quali sono disponibili dati statistici, salvo che venga fornita una chiara giustificazione della necessità di prevedere un livello diverso di importazioni, al fine di impedire un grave pregiudizio o di porvi rimedio. I membri adotteranno le misure più opportune per il raggiungimento degli obiettivi previsti.

2. a) Nei casi in cui un contingente venga suddiviso tra diversi paesi fornitori, il membro che applica le restrizioni può cercare di raggiungere un accordo in merito all'assegnazione di quote del contingente con tutti gli altri membri che abbiano un interesse sostanziale nella fornitura del prodotto in questione. Nei casi in cui questo metodo non sia praticabile in termini ragionevoli, il membro interessato assegnerà ai membri che abbiano un interesse sostanziale nella fornitura del prodotto quote diverse sulla base delle percentuali fornite da tali membri, nel corso di un precedente periodo rappresentativo, sul totale delle importazioni del prodotto in questione, in volume o in valore, tenendo in debito conto eventuali fattori particolari che possano aver inciso o possano incidere sul commercio del prodotto.

b) Un membro potrà derogare alle disposizioni del paragrafo 2, lettera a), purché si svolgano consultazioni a norma dell'articolo 12, paragrafo 3, sotto gli auspici del comitato per le misure di salvaguardia previsto all'articolo 13, paragrafo 1, e purché al comitato sia fornita una chiara dimostrazione del fatto che i) le importazioni provenienti da determinati membri sono aumentate in percentuale sproporzionata rispetto all'incremento totale delle importazioni del prodotto in questione nell'arco di un periodo rappresentativo, ii) i motivi della deroga alle disposizioni del paragrafo 2, lettera a), sono giustificati e iii) le condizioni di tale deroga sono eque per tutti i fornitori del prodotto in questione. La durata di una misura in questo tipo non può essere prorogata oltre il periodo iniziale a norma dell'articolo 7, paragrafo 1. La deroga di cui sopra non sarà permessa in caso di minaccia di grave pregiudizio.

Articolo 6

Misure provvisorie di salvaguardia

In circostanze critiche, dove un ritardo provocherebbe un danno al quale sarebbe difficile porre rimedio, i membri potranno adottare misure provvisorie di salvaguardia successivamente alla determinazione preliminare dell'esistenza di prove evidenti del fatto che l'incremento delle importazioni abbia causato o minacci di causare un grave pregiudizio. La durata della misura provvisoria non potrà superare i 200 giorni, e durante tale periodo dovranno essere soddisfatti i requisiti previsti agli articoli da 2 a 7 e 12. Tali misure potranno assumere la forma di aumenti tariffari, da rimborsare immediatamente ove dalla successiva inchiesta di cui al paragrafo 2 dell'articolo 4 risulti che l'incremento delle importazioni non abbia arrecato né abbia minacciato di arrecare un grave pregiudizio ad un'industria nazionale. La durata della misura provvisoria sarà calcolata come parte del periodo iniziale e di eventuali proroghe di cui ai paragafi 1, 2 e 3 dell'articolo 7.

Articolo 7

Durata e riesame delle misure di salvaguardia

1. I membri applicheranno le misure di salvaguardia solo per il periodo di tempo necessario ad impedire un grave pregiudizio o a porvi rimedio, e a facilitare l'adeguamento. La durata non supererà i quattro anni, salvo proroghe ai sensi del paragrafo 2.

2. Il periodo indicato al paragrafo 1 potrà essere prorogato purché le autorità competenti del membro importatore accertino, conformemente alle procedure esposte agli articoli 2, 3, 4 e 5, che l'applicazione della misura di salvaguardia continua ad essere necessaria al fine di impedire un grave pregiudizio o di porvi rimedio, e sia dimostrato che l'industria è in fase di adeguamento, e purché siano osservate le disposizioni pertinenti degli articoli 8 e 12.

3. In totale, il periodo di applicazione di una misura di salvaguardia, ivi compresi il periodo di applicazione di eventuali misure provvisorie, il periodo di applicazione iniziale ed eventuali proroghe dello stesso, non dovrà superare gli otto anni.

4. Al fine di favorire l'adeguamento in una situazione in cui la durata prevista di una misura di salvaguardia, notificata a norma delle disposizioni dell'articolo 12, paragrafo 1, sia superiore ad un anno, il membro che la applica provvederà a liberalizzarla progressivamente, ad intervalli regolari, nel corso del periodo di applicazione. Ove la durata della misura superi i tre anni, il membro che la applica riesaminerà la situazione entro metà termine e, se del caso, revocherà la misura o aumenterà il ritmo della liberalizzazione. Una misura prorogata ai sensi del paragrafo 2 non potrà essere più restrittiva di quanto non fosse al termine del periodo iniziale, e dovrebbe continuare ad essere liberalizzata.

5. Una misura di salvaguardia non potrà essere applicata una seconda volta all'importazione di un prodotto che è già stato oggetto della stessa misura, adottata successivamente alla data di entrata in vigore dell'accordo OMC, per un periodo di tempo uguale a quello della precedente applicazione, purché il periodo di non applicazione sia almeno di due anni.

6. In deroga alle disposizioni del paragrafo 5, una misura di salvaguardia di durata pari o inferiore a 180 giorni potrà essere nuovamente applicata all'importazione di un prodotto, ove:

a) sia passato almeno un anno dalla data di introduzione di una misura di salvaguardia sull'importazione di tale prodotto; e

b) tale misura di salvaguardia non sia stata applicata allo stesso prodotto per più di due volte nell'arco del quinquennio immediatamente precedente la data di introduzione della misura.

Articolo 8

Livello delle concessioni e altri obblighi

1. Un membro che intenda applicare una misura di salvaguardia o ne richieda la proroga farà il possibile per mantenere le concessioni e altri obblighi ad un livello sostanzialmente equivalente a quello previsto dal GATT 1994 nei confronti degli esportatori membri che sarebbero influenzati da tale misura, conformemente alle disposizioni dell'articolo 12, paragrafo 3. Per conseguire tale obiettivo, i membri interessati potranno concordare strumenti adeguati di compensazione commerciale per gli effetti negativi della misura sui rispettivi commerci.

2. Se non sarà raggiunto un accordo entro 30 giorni nell'ambito di consultazioni a norma dell'articolo 12, paragrafo 3, i membri esportatori interessati avranno facoltà, al più tardi a 90 giorni dall'introduzione della misura, di sospendere l'applicazione di concessioni o altri obblighi sostanzialmente equivalenti ai sensi del GATT 1994 nei confronti del membro che applica la misura di salvaguardia, alla scadenza di 30 giorni dalla data di ricevimento di un avviso scritto di tale sospensione da parte del consiglio per gli scambi di merci, il quale non la disapprovi.

3. Il diritto di sospensione di cui al paragrafo 2 non sarà esercitato nell'arco dei primi tre anni di validità di una misura di salvaguardia, purché la stessa sia stata adottata in conseguenza di un incremento delle importazioni in termini assoluti e sia conforme alle disposizioni del presente accordo.

Articolo 9

Paesi in via di sviluppo membri

1. Non potranno essere applicate misure di salvaguardia nei confronti di prodotti originari di paesi in via di sviluppo membri, fintanto che la loro quota sul totale delle importazioni del prodotto in questione da parte del membro importatore non supera il 3 %, purché i paesi in via di sviluppo membri e che forniscono una quota di importazioni inferiore al 3 % nel loro insieme non rappresentino più del 9 % del totale delle importazioni del prodotto in questione (2).

2. I paesi in via di sviluppo membri avranno il diritto di prorogare il periodo di applicazione di una misura di salvaguardia fino a due anni oltre il periodo massimo previsto all'articolo 7, paragrafo 3. In deroga a quanto disposto dall'articolo 7, paragrafo 5, i paesi in via di sviluppo membri avranno il diritto di applicare nuovamente una misura di salvaguardia alle importazioni di un prodotto che è già stato oggetto della stessa misura, successivamente alla data di entrata in vigore dell'accordo OMC, dopo un periodo di tempo pari alla metà di quello di precedente applicazione della misura, purché il periodo di non applicazione sia almeno di due anni.

Articolo 10

Misure già in atto ai sensi dell'articolo XIX

I membri revocheranno tutte le misure di salvaguardia adottate ai sensi dell'articolo XIX del GATT 1947 che fossero in atto alla data di entrata in vigore dell'accordo OMC al più tardi entro otto anni dalla data di applicazione iniziale o cinque anni dalla data di entrata in vigore dell'accordo OMC, se successiva.

Articolo 11

Divieto ed eliminazione di determinate misure

1. a) I membri dovranno astenersi dall'adottare o richiedere l'applicazione di provvedimenti di emergenza nei confronti dell'importazione di particolari prodotti, come indicato nell'articolo XIX del GATT 1994, salvo che tali provvedimenti siano conformi alle disposizioni di detto articolo, applicato nell'osservanza del presente accordo.

b) I membri dovranno inoltre astenersi dal perseguire, adottare o tenere in essere restrizioni volontarie all'esportazione, accordi commerciali su ordinazione o altre misure analoghe concernenti l'esportazione o l'importazione (3), (4) ivi compresi provvedimenti adottati da un singolo membro o ai sensi di accordi, impegni e intese stipulati da due o più membri. Eventuali misure di questo tipo in vigore alla data di entrata in vigore dell'accordo OMC saranno rese conformi alle disposizioni del presente accordo o eliminate gradualmente secondo quanto disposto dal paragrafo 2.

c) Il presente accordo non si applica a misure perseguite, adottate o tenute in essere da un membro ai sensi di disposizioni del GATT 1994 diverse dall'articolo XIX, accordi commerciali multilaterali nell'allegato 1A diversi dal presente accordo, o ai sensi di protocolli e accordi o intese conclusi nell'ambito del GATT 1994.

2. La revoca graduale delle misure, di cui al paragrafo 1, lettera b), si svolgerà in base a calendari che i membri interessati dovranno presentare al comitato per le misure di salvaguardia al più tardi 180 giorni dopo la data di entrata in vigore dell'accordo OMC. Tali calendari si riferiranno a tutte le misure indicate al paragrafo 1, da revocare gradualmente o rendere conformi al presente accordo entro un termine non superiore a quattro anni dalla data di entrata in vigore dell'accordo OMC, fatta eccezione per non più di una misura specifica per ogni membro importatore (5), la cui durata non potrà estendersi oltre il 31 dicembre 1999. Eventuali eccezioni dovranno essere concordate dai membri direttamente interessati e notificate al comitato per le misure di salvaguardia per l'esame e l'approvazione entro 90 giorni dall'entrata in vigore dell'accordo OMC. Nell'allegato è indicata una misura approvata come rientrante nell'eccezione.

3. I membri si asteranno dall'incoraggiare o sostenere l'adozione o il mantenimento, da parte di imprese pubbliche e private, di misure non governative equivalenti a quelle indicate al paragrafo 1.

Articolo 12

Notifica e consultazioni

1. I membri provvederanno a dare immediata notifica al comitato per le misure di salvaguardia in merito a quanto segue:

a) apertura di un'inchiesta concernente l'esistenza o la minaccia di un grave pregiudizio, nonché le relative motivazioni;

b) riscontro dell'esistenza o della minaccia di un grave pregiudizio causato da incremento delle importazioni; e

c) decisione di applicare o prorogare una misura di salvaguardia.

2. Nell'effettuare la notifica di cui al paragrafo 1, lettera b) e lettera c), il membro che intenda applicare o prorogare una misura di salvaguardia dovrà fornire al comitato per le misure di salvaguardia tutte le informazioni del caso, tra cui una prova dell'esistenza o della minaccia di una grave pregiudizio causato dall'incremento delle importazioni, una descrizione precisa del prodotto interessato e della misura proposta, la data proposta per l'introduzione, la durata prevista e i tempi per la progressiva liberalizzazione. In caso di proroga di una misura, sarà necessario inoltre dimostrare che l'industria interessata è in via di adeguamento. Il consiglio per gli scambi di merci o il comitato per le misure di salvaguardia potranno richiedere al membro che intende applicare o prorogare una misura le informazioni aggiuntive da essi ritenute necessarie.

3. Un membro che intenda applicare o prorogare una misura di salvaguardia dovrà dare adeguato spazio a consultazioni preliminari con altri membri che abbiano un interesse sostanziale in quanto esportatori del prodotto in questione, al fine, tra l'altro, di esaminare le informazioni fornite ai sensi del pargarafo 2, scambiare opinioni sulla misura da attuare e raggiungere un'intesa sui modi per conseguire l'obiettivo indicato al paragrafo 1 dell'articolo 8.

4. Prima di adottare una misura provvisoria, di cui all'articolo 6, i membri dovranno effettuare una notifica in tal senso al comitato per le misure di salvaguardia. Le consultazioni saranno avviate immediatamente dopo l'adozione della misura.

5. I risultati delle consultazioni di cui al presente articolo, nonché i risultati delle verifiche a metà termine di cui al paragrafo 4 dell'articolo 7, eventuali forme di compensazione di cui al paragrafo 1 dell'articolo 8, nonché proposte di sospensione di concessioni e altri obblighi di cui al paragrafo 2 dell'articolo 8, saranno tempestivamente notificati al consiglio per gli scambi di merci dai membri interessati.

6. I membri provvederanno a notificare prontamente al comitato per le misure di savaguardia leggi, regolamenti e procedure amministrative nazionali relative a misure di salvaguardia, nonché eventuali modifiche ivi apportate.

7. I membri che mantengano in essere le misure descritte all'articolo 10 e al paragrafo 1 dell'articolo 11, in atto alla data di entrata in vigore dell'accordo OMC, provvederanno a darne notifica al comitato per le misure di salvaguardia, al più tardi 60 giorni dopo la data di entrata in vigore dell'accordo OMC.

8. Qualsiasi membro potrà notificare al comitato per le misure di salvaguardia eventuali leggi, regolamenti, procedure amministrative, nonché misure o azioni discusse nel presente accordo che non siano state notificate da altri membri tenuti ad effettuare tali notifiche a sensi del presente accordo.

9. Qualsiasi membro potrà notificare al comitato per le misure di salvaguardia eventuali misure non governative di cui all'articolo 11, paragrafo 3.

10. Tutte le notifiche al consiglio per gli scambi di merci ai sensi del presente accordo saranno effettuate, di norma, attraverso il comitato per le misure di salvaguardia.

11. Le disposizioni sulla notifica contenute nel presente accordo non s'intendono imporre ai membri di rendere note informazioni riservate la cui divulgazione impedirebbe l'applicazione della legge o comunque sarebbe contraria all'interesse pubblico o pregiudicherebbe i legittimi interessi commerciali di determinate imprese, pubbliche o private.

Articolo 13

Vigilanza

1. È costituito con il presente accordo un comitato per le misure di salvaguardia, sotto l'autorità del consiglio per gli scambi di merci, aperto alla partecipazione di qualsiasi membro che esprima il desiderio di farne parte. Il comitato avrà le seguenti funzioni:

a) controllare l'attuazione generale del presente accordo e fornire raccomandazioni per migliorarla, provvedendo a trasmettere ogni anno al consiglio per gli scambi di merci una relazione in merito;

b) verificare, su richiesta di un membro interessato, l'osservanza degli obblighi procedurali previsti dal presente accordo in relazione ad una misura di salvaguardia, e comunicare quanto riscontrato al consiglio per gli scambi di merci;

c) fornire assistenza ai membri, su loro richiesta, nel corso delle consultazioni ai sensi delle disposizioni del presente accordo;

d) verificare eventuali misure previste all'articolo 10 e al paragrafo 1 dell'articolo 11, controllare la graduale riduzione fino a soppressione delle stesse e riferirne opportunamente al consiglio per gli scambi di merci;

e) esaminare, su richiesta del membro che adotta una misura di salvaguardia, se le proposte di sospendere le concessioni o altri obblighi siano «sostanzialmente equivalenti», e riferirne opportunamente al consiglio per gli scambi di merci;

f) ricevere ed esaminare tutte le notifiche previste nel presente accordo e darne opportuna comunicazione al consiglio per gli scambi di merci; e

g) svolgere qualsivoglia altra funzione in relazione al presente accordo che possa essere stabilita dal consiglio per gli scambi di merci.

2. Per assistere il comitato nello svolgimento della sua funzione di controllo, il segretariato provvederà a redigere ogni anno un rapporto fattuale sul funzionamento del presente accordo, sulla base di notifiche e di altre informazioni attendibili a sua disposizione.

Articolo 14

Risoluzione delle controversie

Le disposizioni degli articoli XXII e XXIII del GATT 1994, elaborate ed applicate dall'intesa sulla risoluzione delle controversie, si applicano alle consultazioni e alla definizione dei contenziosi che possano sorgere nel quadro del presente accordo.

ALLEGATO

>SPAZIO PER TABELLA>

(1) Un'unione doganale può applicare una misura di salvaguardia in quanto entità singola o per conto di uno Stato membro. Nel caso in cui un'unione doganale applichi una misura di salvaguardia in quanto entità singola, tutti i requisiti per la determinazione dell'esistenza o della minaccia di grave pregiudizio a norma del presente accordo si baseranno sulle condizioni esistenti nell'unione doganale nel suo complesso. Nel caso in cui una misura di salvaguardia venga applicata per conto di uno Stato membro, tutti i requisiti per la determinazione dell'esistenza o della minaccia di grave pregiudizio si baseranno sulle condizioni esistenti in quello Stato membro e la misura applicata sarà limitata allo stesso. Nulla di quanto contenuto nel presente accordo s'intende pregiudicare l'interpretazione del rapporto tra l'articolo XIX e il paragrafo 8 dell'articolo XXIV del GATT 1994.

(2) I membri provvederanno a notificare immediatamente al comitato per le misure di salvaguardia una misura adottata a norma del paragrafo 1 dell'articolo 9.

(3) Un contingente di importazione applicato a titolo di misura di salvaguardia conformemente alle relative disposizioni del GATT e del presente accordo potrà essere gestito di comune accordo dall'esportatore membro.

(4) Esempi di misure di questo tipo includono interventi di contenimento delle esportazioni, sistemi di controllo dei prezzi per l'esportazione o l'importazione, vigilanza su esportazioni o importazioni, cartelli di importazione obbligatori e regimi facoltativi di licenze di esportazione o di importazione, che offrono una certa tutela.

(5) L'unica eccezione di questo tipo alla quale hanno diritto le Comunità europee è indicata nell'allegato del presente accordo.

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