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Document 01987A0813(01)-20210101

Consolidated text: Convenzione relativa ad un regime comune di transito

ELI: http://data.europa.eu/eli/convention/1987/415/2021-01-01

01987A0813(01) — IT — 01.01.2021 — 007.001


Il presente testo è un semplice strumento di documentazione e non produce alcun effetto giuridico. Le istituzioni dell’Unione non assumono alcuna responsabilità per i suoi contenuti. Le versioni facenti fede degli atti pertinenti, compresi i loro preamboli, sono quelle pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea e disponibili in EUR-Lex. Tali testi ufficiali sono direttamente accessibili attraverso i link inseriti nel presente documento

►B

CONVENZIONE RELATIVA AD UN REGIME COMUNE DI TRANSITO

(GU L 226 del 13.8.1987, pag. 2)

Modificato da:

 

 

Gazzetta ufficiale

  n.

pag.

data

 M1

DECISIONE N. 1/88 DELLA COMMISSIONE MISTA CEE-EFTA «TRANSITO COMUNE» del 22 aprile 1988

  L 162

5

29.6.1988

 M2

DECISIONE N. 1/89 DEL COMITATO CONGIUNTO CEE-EFTA «TRANSITO COMUNE» del 3 maggio 1989

  L 200

4

13.7.1989

 M3

DECISIONE N. 2/89 DEL COMITATO CONGIUNTO CEE-EFTA «TRANSITO COMUNE» dell'8 dicembre 1989

  L 108

4

28.4.1990

 M4

DECISIONE N. 1/90 DEL COMITATO MISTO CEE-EFTA «TRANSITO COMUNE» del 13 dicembre 1990

  L 75

2

21.3.1991

 M5

DECISIONE N. 1/91 DELLA COMMISSIONE MISTA CEE-EFTA «TRANSITO COMUNE» del 19 settembre 1991

  L 402

1

31.12.1992

►M6

ACCORDO in forma di scambio di lettere tra la Comunità economica europea, e la Repubblica d'Austria, la Repubblica di Finlandia, la Repubblica d'Islanda, il Regno di Norvegia, il Regno di Svezia e la Confederazione Svizzera sull'emendamento della convenzione del 20 maggio 1987 relativa ad un regime di transito comune

  L 25

27

2.2.1993

 M7

DECISIONE N. 2/93 DEL COMITATO CONGIUNTO CEE-EFTA «TRANSITO COMUNE» del 23 settembre 1993

  L 12

33

15.1.1994

 M8

DECISIONE N. 1/94 DELLA COMMISSIONE MISTA CEE-EFTA «TRANSITO COMUNE» dell'8 dicembre 1994

  L 371

2

31.12.1994

 M9

DECISIONE N. 3/94 DEL COMITATO CONGIUNTO CEE-EFTA «TRANSITO COMUNE» dell'8 dicembre 1994

  L 371

6

31.12.1994

 M10

RACCOMANDAZIONE N. 1/93 DEL COMITATO CONGIUNTO CEE-EFTA «TRANSITO COMUNE» del 23 settembre 1993

  L 36

27

14.2.1996

►M11

RACCOMANDAZIONE N. 1/93 DEL COMITATO CONGIUNTO CEE-EFTA «TRANSITO COMUNE» del 23 settembre 1993

  L 36

32

14.2.1996

 M12

DECISIONE N. 2/95 DEL COMITATO CONGIUNTO CE-EFTA SUL TRANSITO COMUNE del 26 ottobre 1995

  L 117

14

14.5.1996

 M13

DECISIONE N. 3/96 DELLA COMMISSIONE MISTA CE-EFTA «TRANSITO COMUNE» del 5 dicembre 1996

  L 43

32

14.2.1997

 M14

DECISIONE N. 4/96 DELLA COMMISSIONE MISTA CE-EFTA «TRANSITO COMUNE» del 5 dicembre 1996

  L 43

33

14.2.1997

►M15

ACCORDO IN FORMA DI SCAMBIO DI LETTERE tra la Comunità europea e la Repubblica d'Islanda, il Regno di Norvegia, e la Confederazione elvetica che modifica la convenzione del 20 maggio 1987 relativa ad un regime comune di transito

  L 91

14

5.4.1997

 M16

DECISIONE N. 2/97 DEL COMITATO CONGIUNTO CE-EFTA «TRANSITO COMUNE» del 23 luglio 1997

  L 238

27

29.8.1997

►M17

DECISIONE N. 3/97 DEL COMITATO CONGIUNTO CE-EFTA TRANSITO COMUNE del 23 luglio 1997

  L 238

30

29.8.1997

 M18

DECISIONE N. 4/97 DEL COMITATO MISTO CE-EFTA «TRANSITO COMUNE» del 17 dicembre 1997

  L 5

34

9.1.1998

 M19

DECISIONE N. 1/99 DELLA COMMISSIONE MISTA CE-EFTA «TRANSITO COMUNE» del 12 febbraio 1999

  L 65

50

12.3.1999

 M20

DECISIONE N. 2/1999 DEL COMITATO MISTO CE-EFTA «TRANSITO COMUNE» del 30 marzo 1999

  L 119

53

7.5.1999

►M21

DECISIONEN. 1/2000 DEL COMITATO CONGIUNTO CE-EFTA «TRANSITO COMUNE» del 20 dicembre 2000

  L 9

1

12.1.2001

 M22

DECISIONE N. 1/2001 DEL COMITATO CONGIUNTO CE-EFTA «TRANSITO COMUNE» del 7 giugno 2001

  L 165

54

21.6.2001

 M23

DECISIONE N. 2/2002 DELLA COMMISSIONE MISTA CE-EFTA SUL TRANSITO COMUNE del 27 novembre 2002

  L 4

18

9.1.2003

 M24

DECISIONEN. 1/2005 DEL COMITATO MISTO CE-EFTA TRANSITO COMUNE del 17 giugno 2005

  L 189

35

21.7.2005

 M25

DECISIONEN. 2/2005 DEL COMITATO MISTO CE-EFTA «TRANSITO COMUNE» del 17 giugno 2005

  L 189

59

21.7.2005

 M26

DECISIONE N. 3/2005 DEL COMITATO MISTO CE-EFTA TRANSITO COMUNE del 17 giugno 2005

  L 189

61

21.7.2005

 M27

DECISIONE N. 4/2005 DEL COMITATO MISTO CE-EFTA SUL TRANSITO COMUNE del 15 agosto 2005

  L 225

29

31.8.2005

 M28

DECISIONE N. 6/2005 DEL COMITATO CONGIUNTO CE-EFTA «TRANSITO COMUNE» del 4 ottobre 2005

  L 324

96

10.12.2005

 M29

DECISIONE N. 1/2007 DEL COMITATO CONGIUNTO CEE-EFTA «TRANSITO COMUNE» del 16 aprile 2007

  L 145

18

7.6.2007

►M30

DECISIONE N. 1/2008 DEL COMITATO CONGIUNTO CE-EFTA TRANSITO COMUNE del 16 giugno 2008

  L 274

1

15.10.2008

 M31

DECISIONE N. 1/2009 DEL COMITATO MISTO CE-EFTA TRANSITO COMUNE del 31 luglio 2009

  L 207

12

11.8.2009

 M32

DECISIONE N. 3/2012 DEL COMITATO CONGIUNTO UE-EFTA SUL TRANSITO COMUNE del 26 giugno 2012

  L 182

42

13.7.2012

►M33

DECISIONE N. 4/2012 DEL COMITATO CONGIUNTO UE-EFTA SUL TRANSITO COMUNE del 26 giugno 2012

  L 297

34

26.10.2012

►M34

DECISIONE N. 1/2013 DEL COMITATO CONGIUNTO UE-EFTA SUL TRANSITO COMUNE del 1o luglio 2013

  L 277

14

18.10.2013

►M35

DECISIONE N. 2/2013 DEL COMITATO MISTO UE-EFTA SUL TRANSITO COMUNE del 7 novembre 2013

  L 315

106

26.11.2013

►M36

DECISIONE N. 2/2015 DEL COMITATO CONGIUNTO UE-EFTA del 17 giugno 2015

  L 174

32

3.7.2015

►M37

DECISIONE N. 4/2015 DEL COMITATO CONGIUNTO UE-EFTA SUL TRANSITO COMUNE del 26 novembre 2015

  L 344

7

30.12.2015

►M38

DECISIONE N. 1/2016 DEL COMITATO CONGIUNTO UE-EFTA SUL TRANSITO COMUNE del 28 aprile 2016

  L 142

25

31.5.2016

►M39

DECISIONE N. 1/2017 DEL COMITATO CONGIUNTO EU-EFTA SUL TRANSITO COMUNE del 5 dicembre 2017

  L 8

1

12.1.2018

►M40

DECISIONE N. 2/2018 DEL COMITATO CONGIUNTO UE-PTC del 4 dicembre 2018

  L 317

48

14.12.2018

►M41

DECISIONE n. 1/2019 DEL COMITATO CONGIUNTO UE-PTC ISTITUITO DALLA CONVENZIONE DEL 20 MAGGIO 1987 RELATIVA AD UN REGIME COMUNE DI TRANSITO del 4 dicembre 2019

  L 103

47

3.4.2020


Rettificato da:

 C1

Rettifica, GU L 013, 16.1.2002, pag.  36  (112/2001)

 C2

Rettifica, GU L 045, 19.2.2015, pag.  22 (1/2008)




▼B

CONVENZIONE RELATIVA AD UN REGIME COMUNE DI TRANSITO



LA REPUBBLICA D'AUSTRIA, LA REPUBBLICA DI FINLANDIA, LA REPUBBLICA D'ISLANDA, IL REGNO DI NORVEGIA, IL REGNO DI SVEZIA, LA CONFERAZIONE SVIZZERA,

in seguito denominati «paesi EFTA», e

LA COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA

in seguito denominata «Comunità»,

VISTI gli accordi di libero scambio tra la Comunità ed i singoli paesi EFTA,

VISTA la dichiarazione congiunta intesa a costituire uno spazio economico europeo, adottata dai ministri dei paesi EFTA e degli Stati membri della Comunità, nonché dalla Commissione delle Comunità europee a Lussemburgo, il 9 aprile 1984, particolarmente per quanto riguarda la semplificazione delle formalità di frontiera e le norme di origine,

CONSIDERANDO che la convenzione per la semplificazione delle formalità relative alla circolazione delle merci, stipulata tra i paesi EFTA e la Comunità, introduce un documento amministrativo unico da utilizzare per tali scambi;

CONSIDERANDO che l'uso di detto documento unico, da utilizzare nel quadro di un regime comune di transito per il trasporto di merci tra la Comunità ed i paesi EFTA, nonché tra i paesi EFTA, semplificherà in tal modo gli scambi;

CONSIDERANDO che il modo più adeguato per raggiungere questo obiettivo è di estendere ai paesi EFTA che non lo applicano il regime di transito attualmente in vigore per il trasporto di merci all'interno della Comunità, tra la Comunità, l'Austria e al Svizzera, nonché tra l'Austria e la Svizzera;

CONSIDERANDO inoltre il regime di transito nordico vigente tra la Finlandia, la Norvegia e la Svezia,

HANNO DECISO di stipulare la seguente convenzione:



Disposizioni generali

Articolo 1

1.  
La presente convenzione, con l'introduzione di un regime comune di transito indipendentemente dal tipo e dall'origine delle merci, stabilisce le misure per il trasporto di merci in transito tra la Comunità ed i paesi EFTA nonché ►M38  tra i paesi di transito comune ◄ , e riguarda, se del caso, le merci trasbordate, rispedite o immagazzinate.
2.  
Fatte salve le disposizioni della presente convenzione, in particolare quelle concernenti le garanzie, le merci che circolano all'interno della Comunità sono considerate vincolate al ►M38  regime di transito unionale ◄ .
3.  
Fatte salve le disposizioni degli articoli da 7 a 12, le norme che disciplinano la procedura di transito comunitario figurano nelle appendici I e II della presente convenzione.
4.  
Ai fini del regime comune di transito, le dichiarazioni ed i documenti di transito sono conformi e sono redatti secondo quanto predisposto nell'appendice III.

▼M6

Articolo 2

1.  
Il regime di transito comunitario è qui di seguito definito «regime T» o «regime T2», secondo il caso.
2.  
Il regime può essere applicato a qualsiasi merce trasportata in conformità dell'articolo 1, paragrafo 1.
3.  

Il regime,T2 si applica alle merci trasportate conformemente all'articolo 1, paragrafo 1:

▼M38

a) 

nella Comunità:

solo quando le merci sono merci unionali. Per «merci unionali» si intendono le merci che rientrano in una delle categorie seguenti:

— 
merci interamente ottenute nel territorio doganale della Comunità, senza aggiunta di merci importate da paesi o territori non facenti parte del territorio doganale della Comunità,
— 
merci introdotte nel territorio doganale della Comunità da paesi o territori non facenti parte di tale territorio e immesse in libera pratica,
— 
merci ottenute o prodotte nel territorio doganale della Comunità, esclusivamente da merci di cui al secondo trattino o da merci di cui al primo e al secondo trattino.

▼M6

tuttavia fatti salvi la presente convenzione e altri accordi conclusi della Comunità non sono considerate comunitarie le merci che pur soddisfacendo alle condizioni previste dall'uno dei tre trattini di cui sopra sono reintrodotte nel territorio doganale della Comunità dopo essere state da questo esportate;

▼M38

b) 

in un paese di transito comune:

soltanto quando le merci sono arrivate in detto paese secondo la procedura T2 e sono rispedite in osservanza delle condizioni particolari stabilite nell'articolo 9.

▼M6

4.  
Le disposizioni particolari stabilite nella presente convenzione e relative al vincolo delle merci al regime T2 si applicano anche al rilascio dei documenti che attestano ►M38  la posizione doganale di merci unionali ◄ , e le merci accompagnate da un documento di questo tipo saranno trattate alla stessa stregua delle merci trasportate in regime T2, rimanendo tuttavia inteso che il documento che attesta ►M38  la posizione doganale di merci unionali ◄ non accompagna necessariamente le medesime.

▼M11

Articolo 3

1.  

Ai fini della presente convenzione, con il termine:

▼M38

a) 

per «transito» s'intende un regime di circolazione in virtù del quale le merci sono trasportate, sotto il controllo delle autorità competenti, da una parte contraente a un'altra parte contraente oppure alla stessa parte contraente attraversando almeno una frontiera;

b) 

per «paese» s'intende qualsiasi paese di transito comune, qualsiasi Stato membro della Comunità o qualsiasi altro Stato che abbia aderito alla presente convenzione;

▼M11

c) 

«paese terzo» s'intende qualsiasi Stato che non sia parte contraente della presente convenzione;

▼M38

d) 

per «paese di transito comune» s'intende qualsiasi paese, diverso da uno Stato membro della Comunità, che è parte contraente della presente convenzione.

▼M38 —————

▼M11

3.  
Per l'applicazione delle disposizioni della presente convenzione relative alle procedure «T1» o «T2», ►M38  i paesi di transito comune ◄ , la Comunità e i suo Stati membri godono dei medesimi diritti e sono soggetti ai medesimi obblighi.

▼M6

Articolo 4

1.  
La presente convenzione non pregiudica l'applicazione di eventuali altri accordi internazionali relativi ad un regime di transito, fatte salve le restrizioni a tale applicazione per quanto riguarda il trasporto di merci tra due luoghi situati nella Comunità, nonché le restrizioni al rilascio del documento che serve ad attestare il carattere comunitario delle merci.
2.  

La presente convenzione non pregiudica inoltre:

a) 

la circolazione delle merci in regime di ammissione temporanea, né

b) 

gli accordi relativi al traffico frontaliero

▼B

Articolo 5

In mancanza di un accordo tra le parti contraenti e un paese terzo, tendente a rendere applicabile il regime T1 o T2 all'attraversamento di tale paese da parte di merci che circolano tra le parti contraenti, tale regime si applica ai trasporti che toccano il territorio del paese terzo considerato, soltanto a condizione che l'attraversamento di tale paese si effettui con un titolo di trasporto unico emesso nel territorio di una parte contraente; l'effetto di tale regime resta sospeso nel territorio del paese terzo.

▼M6

Articolo 6

A condizione che sia garantita l'applicazione delle misure cui le merci sono assoggettate, i paesi hanno la facoltà di porre in atto tra loro, mediante accordi bilaterali o multilaterali nel quadro del regime T1 o T2, procedure semplificate conformi a criteri da stabilire se necessario nell' ►M21  appendice I ◄ ed applicabili a taluni traffici o a determinate imprese. Tali accordi sono comunicati alla Commissione delle Comunità europee e agli altri paesi.

▼B



Modalità di applicazione della procedura di transito

▼M6

Articolo 7

▼M38

1.  
Gli uffici competenti dei paesi di transito comune sono autorizzati a espletare le funzioni di uffici doganali di partenza, di passaggio, uffici doganali di destinazione e uffici doganali di garanzia, fatte salve le disposizioni particolari della presente convenzione.
2.  
Gli uffici competenti degli Stati membri della Comunità sono abilitati ad accettare dichiarazioni T1 o T2 per il transito fino a un ufficio doganale di destinazione situato in un paese di transito comune. Fatte salve le disposizioni della presente convenzione, tali uffici sono ugualmente autorizzati ad attestare la posizione doganale di merci unionali di tali merci.
3.  
Quando più spedizioni di merci sono raggruppate e caricate su un mezzo di trasporto unico e sono spedite come collettame da un medesimo titolare del regime, nell'ambito di un'unica operazione T1 o T2, da un ufficio doganale di partenza a un ufficio doganale di destinazione, per un medesimo destinatario, una parte contraente può richiedere che tali spedizioni siano, salvo in casi eccezionali debitamente giustificati, annotate su un'unica dichiarazione T1 o T2 e scortate dai corrispondenti elenchi degli articoli.

▼M6

4.  
Nonostante l'obbligo di attestare ►M38  la posizione doganale di merci unionali ◄ , se del caso, la persona che assolve le formalità di esportazione presso l'ufficio doganale di frontiera di una parte contraente non è tenuta a vincolare le merci consegnate ad un regime T1 o T2, indipendentemente dal regime doganale cui vengono vincolate le merci presso l'ufficio doganale di frontiera limitrofo.
5.  
Nonostante l'obbligo di attestare ►M38  la posizione doganale di merci unionali ◄ , se del caso, l'ufficio doganale di frontiera della parte contraente dove vengono espletate le formalità doganali può rifiutare di vincolare le merci al regime T1 o T2 se tale regime deve concludersi presso l'ufficio doganale di frontiera limitrofo.

▼B

Articolo 8

Le merci trasportate, accompagnate ►M21  da una procedura ◄ T1 o T2, non possono essere oggetto di alcuna aggiunta, sottrazione o sostituzione, particolarmente in caso di rottura del carico, di trasbordo o di collettame.

▼M6

Articolo 9

1.  
Le merci che sono introdotte ►M38  in un paese di transito comune ◄ con un documento T2 e che sono suscettibili di essere rispedite secondo detto regime, restano sotto controllo permanente dell'amministrazione doganale di detto paese, le quali ne garantiscono l'identità e l'integrità.

▼M38

2.  
Quando tali merci sono rispedite da un paese di transito comune dopo essere state vincolate, in detto paese di transito comune, a un regime doganale diverso da quello del transito o del deposito, non si può applicare la procedura T2.

▼M6

Tuttavia, la presente disposizione non si applica alle merci che sono state temporaneamente importate per esposizioni, fiere o manifestazioni pubbliche analoghe e che non sono state oggetto di manipolazioni diverse da quelle necessarie alla loro conservazione nello stato originario o da quelle consistenti nel frazionamento delle spedizioni.

3.  

Per le merci che sono rispedite ►M38  da un paese di transito comune ◄ previo regime di magazzinaggio può essere applicato il regime T2 soltanto alle condizioni seguenti:

— 
la durata del deposito non deve aver superato cinque anni: tuttavia, per quanto riguarda le merci comprese nei capitoli da 1 a 24 della nomenclatura per la classificazione delle merci nelle tariffe doganali (convenzione internazionale sulla designazione armonizzata dei prodotti e sul sistema di codificazione, del 14 giugno 1993), tale durata è limitata a sei mesi;
— 
le merci devono essere state depositate in aree speciali e non aver subito manipolazioni diverse da quelle necessarie per la loro conservazione nello stato originario o da quelle consistenti nel frazionamento delle spedizioni senza sostituzione dell'imballaggio;
— 
le manipolazioni devono essere state effettuate sotto sorveglianza doganale.

▼M38

4.  
Le dichiarazioni T2 accettate o i documenti attestanti la posizione doganale di merci unionali rilasciati da un ufficio competente di un paese di transito comune recano un riferimento alle corrispondenti dichiarazioni T2 o ai documenti attestanti la posizione doganale di merci unionali in base ai quali le medesime sono entrate in detto paese di transito comune e recano tutte le menzioni particolari figuranti su questi ultimi.

▼M6

Articolo 10

1.  
Salvo altrimenti disposto nel paragrafo 2 o nelle appendici, tutte le operazioni TI o T2 formano oggetto di una garanzia valida per tutte le parti contraenti che intervengono nell'operazione in causa.
2.  

Le disposizioni del paragrafo 1 non pregiudicano il diritto:

a) 

delle parti contraenti di convenire fra loro di soprassedere alla garanzia per operazioni T1 o T2 che riguardano solo i loro territori;

b) 

di una parte contraente di non esigere la garanzia per la parte di un'operazione TI o T2 tra l'ufficio di partenza ed il primo ufficio di passaggio.

▼M21 —————

▼M6

Articolo 11

1.  
L'identificazione delle merci è effettuata, di regola, mediante suggellamento.
2.  

Il suggellamento è effettuato:

▼M38

a) 

per vano contenente le merci, quando il mezzo di trasporto o il container è stato approvato in applicazione di altre disposizioni o riconosciuto idoneo alla sigillatura da parte dell'ufficio doganale di partenza;

▼M6

b) 

per collo, negli altri casi.

▼M38

3.  

L'ufficio doganale di partenza considera i mezzi di trasporto o i container idonei alla sigillatura alle seguenti condizioni:

a) 

il mezzo di trasporto o il container consente un'apposizione semplice ed efficace dei sigilli;

b) 

il mezzo di trasporto o il container è costruito in modo tale che, quando le merci sono rimosse o introdotte, la rimozione o l'introduzione lascia tracce visibili, i sigilli sono rotti o presentano segni di manomissione, o un sistema di sorveglianza elettronica registra la rimozione o l'introduzione;

c) 

il mezzo di trasporto o il container non presenta vani idonei all'occultamento di merci;

d) 

i vani riservati alle merci sono facilmente accessibili per la visita dell'autorità doganale.

▼M30

4.  
L' ►M38  ufficio doganale di partenza ◄ può rinunciare al suggellamento quando, tenuto conto di altre eventuali misure di identificazione, la descrizione delle merci nei dati della dichiarazione o nei documenti complementari permette la loro identificazione.

▼B

Articolo 12

▼M38 —————

▼B

3.  
A richiesta dei servizi nazionali competenti per le statistische del commercio estero, ►M38  il titolare del regime ◄ , o il suo rappresentante autorizzato, forniscono qualsiasi informazione riferentesi ►M21   ►M38  alle dichiarazioni ◄ T1 o T2 ◄ e necessaria all'elaborazione di dette statistiche.



Assistenza amministrativa

▼M6

Articolo 13

1.  
Le autorità competenti dei paesi interessati si comunicano reciprocamente qualsiasi informazione di cui dispongono e che sia importante per verificare la corretta applicazione della presente convenzione.
2.  
Ove occorra, le autorità competenti dei paesi interessati si comunicano reciprocamente le constatazioni, i documenti, i rapporti, i processi verbali e le informazioni relative alle operazioni di trasporto effettuate in regime T1 o T2 nonché alle irregolarità o infrazioni avvenute in relazione a dette operazioni.

Inoltre, ove occorra, esse si comunicano reciprocamente le constatazioni fatte nei confronti di merci per le quali è prevista l'assistenza amministrativa e che sono state oggetto di deposito doganale.

3.  

In caso di sospetta irregolarità o sospetta infrazione riguardante merci introdotte in un paese in provenienza da un altro paese o che hanno attraversato un paese o hanno formato oggetto di deposito, le amministrazioni competenti dei paesi interessati si comunicano reciprocamente, su richiesta, tutte le informazioni concernenti:

a) 

le condizioni in cui le merci sono state spedite:

— 
quando esse sono arrivate nel paese cui è rivolta la richiesta scortate ►M21  da una procedura T1 o T2 ◄ o da un documento attestante ►M38  la posizione doganale di merci unionali ◄ , qualunque sia il modo di rispedizione, oppure
— 
quando esse sono state rispedite da questo paese, scortate ►M21  da una procedura T1 o T2 ◄ o da un documento attestante ►M38  la posizione doganale di merci unionali ◄ , qualunque sia il modo d'introduzione;
b) 

le condizioni di deposito di queste merci quando esse sono arrivate nel paese cui è rivolta la richiesta scortate ►M21  da una procedura T2 ◄ o da un documento attestante ►M38  la posizione doganale di merci unionali ◄ , oppure quando esse sono state rispedite da questo paese scortate ►M21  da una procedura T2 ◄ o da un documento attestante ►M38  la posizione doganale di merci unionali ◄ .

4.  
Le richieste formulate ai sensi dei paragrafi 1, 2 e 3 devono indicare il(i) caso(i) cui si riferiscono.
5.  
Se le autorità competenti di un paese chiedono un tipo di assistenza che a loro volta non potrebbero fornire, esse devono porre in rilievo tale impossibilità nella loro richiesta. Le autorità competenti interpellate possono accogliere o respingere la richiesta.
6.  
Le informazioni ottenute in conformità dei paragrafi 1, 2 e 3 sono impiegate unicamente per gli scopi della presente convenzione e ad esse viene riconosciuta dal paese ricevente la stessa protezione di cui beneficiano le informazioni dello stesso genere a norma delle leggi di detto paese. Tali informazioni possono essere impiegate per altri scopi soltanto con il consenso scritto dell'autorità competente che le fornisce e sono sottoposte alle restrizioni stabilite da tale autorità.

▼M15



Recupero dei crediti

Articolo 13 bis

Le autorità competenti dei paesi interessati, conformemente alle disposizioni dell'appendice IV, si prestano reciprocamente per il recupero dei crediti sorti nell'ambito del regime T1 o T2.

▼B



Comitato congiunto

Articolo 14

1.  
È istituito un comitato congiunto nel quale sono rappresentate le parti contraenti della presente convenzione.
2.  
Il comitato congiunto opera di comune accordo.
3.  
Il comitato congiunto si riunisce in caso di necessità e almeno una volta all'anno. Ciascuna parte contraente può chiedere la convocazione di una riunione.
4.  
Il comitato congiunto stabilisce il proprio regolamento interno, che contiene, tra l'altro, disposizioni riguardanti l'organizzazione delle riunioni nonché la nomina e la durata in carica del presidente.
5.  
Il comitato congiunto può decidere di istituire qualsiasi sottocomitato o gruppo di lavoro che possa assisterlo nell'esercizio delle sue funzioni.

Articolo 15

1.  
Il comitato congiunto ha la responsabilità di gestire la presente convenzione e di garantirne la corretta applicazione. A tal fine, esso deve regolarmente essere informato dalle parti contraenti in merito alle esperienze acquisite nell'applicazione della presente convenzione e formulare raccomandazioni, nonché prendere decisioni nei casi di cui al paragrafo 3.
2.  

In particolare, esso raccomanda:

a) 

le modifiche della presente convenzione, diverse da quelle di cui al paragrafo 3;

b) 

ogni altra misura utile all'applicazione della presente convenzione.

▼M11

3.  

Il comitato congiunto adotta, mediante decisione:

a) 

le modifiche alle appendici;

▼M21 —————

▼M11

c) 

le altre modifiche alla presente convenzione rese necessarie dalle modifiche della appendici;

▼M17 —————

▼M11

►M17  d) ◄  

le misure transitorie necessarie in caso di adesione di nuovi Stati membri alla Comunità;

►M17  e) ◄  

l'invito a paesi terzi, ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera c), ad aderire alla presente convenzione secondo la procedura di cui all'articolo 15 bis.

▼M17

Le decisioni di cui alle lettere da a) a d) vengono messe in vigore dalle parti contraenti in conformità delle rispettive legislazioni.

▼B

4.  
Se il rappresentante di una parte contraente nel comitato congiunto accetta una decisione con riserva dell'osservanza delle proprie norme costituzionali, la decisione entra in vigore, se essa non precisa una data, il primo giorno del secondo mese successivo alla notifica dello scioglimento della riserva.

▼M17

5.  
La decisione del comitato congiunto di cui al paragrafo 3, lettera e) che invita un paese terzo ad aderire alla presente convenzione, è trasmessa al Segretariato generale del Consiglio delle Comunità europee che la comunica al paese terzo interessato unitamente al testo della convenzione in vigore a quella data.

▼M11

6.  
A decorrere dalla data di cui al paragrafo 5, il paese terzo in questione può essere rappresentato da osservatori nel comitato congiunto, nei sottocomitati o nei gruppi di lavoro.



Adesione dei paesi terzi

Articolo 15 bis

1.  
Qualsiasi paese terzo a cui, previa decisione del comitato congiunto, il depositario della convenzione rivolga un invito in tal senso può diventare parte contraente della convenzione.
2.  
Il paese terzo invitato diventa parte contraente della presente convenzione depositando uno strumento di adesione presso il segretariato generale del Consiglio delle Comunità europee. Allo strumento è acclusa una traduzione della convenzione nella(e) lingua(e) ufficiale(i) del paese terzo che aderisce.
3.  
L'adesione ha effetto a decorrere dal primo giorno del secondo mese successivo al deposito dello strumento di adesione.
4.  
Il depositario notifica a tutte le parti contraenti la data di deposito dello strumento di adesione e la data in cui entra in vigore l'adesione.
5.  
Le raccomandazioni e decisioni di cui all'articolo 15, paragrafi 2 e 3, adottate dal comitato congiunto tra la data di cui al paragrafo 1 di tale articolo e la data di entrata in vigore di un'adesione, vengono comunicate anche al paese terzo invitato tramite il segretariato generale del Consiglio delle Comunità europee.

L'accettazione di questi atti viene dichiarata nello strumento di adesione o in uno strumento a parte, depositato presso il segretariato generale del Consiglio delle Comunità europee entro sei mesi dalla comunicazione. Qualora la dichiarazione non venga presentata entro questo termine, l'adesione viene considerata non valida.

▼B



Disposizioni generali e finali

Articolo 16

Ciascuna parte contraente prende le misure atte a garantire che le disposizioni della presente convenzione vengano effettivamente e armoniosamente applicate, tenendo presente la necessità di ridurre, per quanto possibile, le formalità imposte agli scambi e l'esigenza di trovare soluzioni reciprocamente soddisfacenti alle difficoltà che insorgono nell'applicazione delle suddette disposizioni.

Articolo 17

Le parti contraenti si tengono reciprocamente informate in merito alle disposizioni che esse adottano per l'applicazione della presente convenzione.

Articolo 18

Le disposizioni della presente convenzione lasciano impregiudicati i divieti o restrizioni all'importazione, all'esportazione o al transito di merci, stabiliti dalle parti contraenti o dagli Stati membri della Comunità, giustificati da motivi di moralità pubblica, di ordine pubblico, di pubblica sicurezza, di tutela della salute e della vita delle persone e degli animali o di preservazione dei vegetali, di protezione del patrimonio artistico, storico o archeologico nazionale o di tutela della proprietà industriale e commerciale.

▼M17

Articolo 19

Le appendici della presente convenzione costituiscono parte integrante della stessa.

▼B

Articolo 20

1.  
La presente convenzione si applica, da una parte, ai territori in cui si applica il trattato che istituisce la Comunità economica europea, alle condizioni in esso indicate e, dall'altra, ►M38  ai territori dei paesi di transito comune ◄ .
2.  
La presente convenzione si applica anche al principato di Liechtenstein, finché esso rimane vincolato alla Confederazione svizzera da un trattato di unione doganale.

Articolo 21

Ogni parte contraente può recedere dalla presente convenzione con un preavviso scritto di dodici mesi, comunicato al depositario che provvede a informarne tutte le parti contraenti.

Articolo 22

1.  
Le presente convenzione entra in vigore il 1o gennaio 1988, sempreché le parti contraenti abbiano depositato, anteriormente al 1o novembre 1987, i rispettivi atti di accettazione presso il segretariato generale del Consiglio delle Comunità europee, il quale agisce in qualità di depositario.
2.  
Se la presente convenzione non entra in vigore il 1o gennaio 1988, essa entra in vigore il primo giorno del secondo mese successivo al deposito dell'ultimo atto di accettazione.
3.  
Il depositario notifica la data del deposito dell'atto di accettazione di ciascuna parte contraente e la data di entrata in vigore della presente convenzione.

Articolo 23

1.  
Con l'entrata in vigore della presente convenzione cessano di essere applicabili gli accordi del 30 novembre 1972 e 23 novembre 1972 sull'applicazione della regola del transito comunitario, conclusi rispettivamente dall'Austria e dalla Svizzera con la Comunità, nonché l'accordo del 12 luglio 1977 sull'estensione dell'applicazione delle regole sul transito comunitario concluso tra questi paesi e la Comunità.
2.  
Tuttavia, gli accordi di cui al paragrafo 1 continuano ad essere applicabili alle operazioni T1 o T2 avviate anteriormente all'entrata in vigore della presente convenzione.
3.  
Il regime di transito nordico tra Finlandia, Norvegia e Svezia cesserà a decorrere dal giorno dell'entrata in vigore della presente convenzione.

Articolo 24

La presente convenzione, redatta in esemplare unico in lingua danese, francese, greca, inglese, italiana, olandese, portoghese, spagnola, tedesca, finlandese, islandese, norvegese e svedese, ciascun testo facente ugualmente fede, è depositata negli archivi del segretariato generale del Consiglio delle Comunità europee il quale ne consegna una copia autentica a ciascuna parte contraente.

Fatto a Interlaken, addì 20 maggio 1987.

▼M38

APPENDICE I

PROCEDURE DI TRANSITO COMUNE



TITOLO I

DISPOSIZIONI GENERALI



CAPO

Oggetto, ambito di applicazione e definizioni

Articolo 1

Oggetto

1.  
La presente appendice stabilisce le norme che disciplinano il regime di transito comune, conformemente all'articolo 1, paragrafo 3, della convenzione.
2.  
Salvo indicazione contraria, le disposizioni della presente appendice si applicano alle operazioni effettuate in regime di transito comune.

Articolo 2

Non applicazione del regime di transito comune alle spedizioni postali

Il regime di transito comune non si applica alle spedizioni a mezzo posta (compresi i pacchi postali) effettuate a norma degli atti dell'Unione postale universale, quando le merci sono trasportate da parte o per conto di titolari di diritti e obblighi derivanti da tali atti.

Articolo 3

Definizioni

Ai fini della convenzione si intende per:

a)

«autorità doganali» : le amministrazioni doganali incaricate dell'applicazione della convenzione e qualsiasi altra autorità cui sia conferito, conformemente al diritto nazionale, il potere di applicare la convenzione;

b)

«persona» : una persona fisica, una persona giuridica e qualsiasi associazione di persone che non sia una persona giuridica, ma abbia, ai sensi del diritto dell'Unione, del diritto nazionale o del diritto di un paese di transito comune, la capacità di agire;

c)

«dichiarazione di transito» : l'atto con cui una persona manifesta, nelle forme e modalità prescritte, la volontà di vincolare una merce al regime di transito comune;

d)

«documento di accompagnamento transito» : il documento stampato mediante procedimenti informatici per accompagnare le merci e basato sui dati della dichiarazione di transito;

e)

«dichiarante» : la persona che presenta una dichiarazione di transito a nome proprio ovvero la persona a nome della quale tale dichiarazione è presentata;

f)

«titolare del regime» : la persona che presenta, o per conto della quale è presentata, la dichiarazione di transito;

g)

«ufficio doganale di partenza» : l'ufficio doganale in cui è accettata una dichiarazione di transito;

h)

«ufficio doganale di passaggio» : l'ufficio doganale competente per il punto di entrata nel territorio doganale di una parte contraente quando le merci circolano vincolate al regime di transito comune, o l'ufficio doganale competente per il punto di uscita dal territorio doganale di una parte contraente quando le merci lasciano tale territorio nel corso di un'operazione di transito effettuata attraversando la frontiera fra tale parte contraente e un paese terzo;

i)

«ufficio doganale di destinazione» : l'ufficio doganale a cui le merci in regime di transito comune sono presentate per concludere il regime;

j)

«numero di riferimento principale» (Master Reference Number — MRN) : il numero di registrazione assegnato a una dichiarazione di transito dall'autorità doganale competente mediante procedimenti informatici;

k)

«ufficio doganale di garanzia» : l'ufficio doganale, determinato dalle autorità doganali di ciascun paese, in cui le garanzie devono essere costituite;

l)

«obbligazione» : l'obbligo di una persona di corrispondere l'importo dei dazi all'importazione o all'esportazione e le altre imposizioni applicabili alle merci vincolate al regime di transito comune;

m)

«debitore» : qualsiasi persona tenuta al pagamento dell'obbligazione;

n)

«svincolo della merce» : l'atto con cui le autorità doganali mettono la merce a disposizione ai fini previsti dal regime di transito comune cui essa è vincolata;

o)

«persona stabilita nel territorio doganale di una parte contraente» :

— 
se si tratta di una persona fisica, qualsiasi persona che abbia la residenza abituale nel territorio doganale di tale parte contraente,
— 
se si tratta di una persona giuridica o di un'associazione di persone, qualsiasi persona che abbia la propria sede legale, l'amministrazione centrale o una stabile organizzazione nel territorio doganale di tale parte contraente;

p)

«procedimenti informatici» :

lo scambio elettronico di informazioni tra gli operatori economici e le autorità doganali, tra le autorità doganali e tra queste e altre agenzie o istituzioni governative o europee o dei paesi di transito comune in un formato concordato e definito, finalizzato al trattamento e all'archiviazione automatizzati dei dati dopo il loro ricevimento con uno dei mezzi seguenti:

i) 

scambio elettronico di dati;

ii) 

scambio da computer a computer;

iii) 

trasferimento elettronico di dati strutturati mediante messaggi o servizi normalizzati da un ambiente di trattamento elettronico a un altro senza intervento umano;

iv) 

inserimento on line di dati nei sistemi informatici doganali per l'archiviazione e il trattamento, al fine di ottenere risposte online;

q)

«scambio elettronico di dati» (Electronic Data Interchange — EDI) : una trasmissione elettronica tra due sistemi informatici di dati strutturati secondo norme di messaggio riconosciute;

r)

«sistema di transito elettronico» : sistema elettronico utilizzato per lo scambio elettronico di dati del regime di transito comune;

s)

«messaggio normalizzato» : una struttura predefinita per la trasmissione elettronica di dati;

t)

«dati personali» : qualsiasi informazione concernente una persona identificata o identificabile;

u)

«infrastruttura di trasporto fissa» : i mezzi tecnici (ad esempio gasdotti, oleodotti e linee elettriche) utilizzati per il trasporto continuo di merci;

v)

«piano di continuità operativa» : la procedura basata sull'utilizzo di documenti cartacei, redatti per consentire la presentazione della dichiarazione di transito e la verifica dell'operazione di transito quando le procedure basate su procedimenti informatici non possono essere utilizzate.



CAPO II

Disposizioni generali relative al regime di transito comune

Articolo 4

Sistema elettronico relativo al regime

1.  
Per l'espletamento delle formalità doganali del regime di transito comune è utilizzato il sistema di transito elettronico, salvo indicazione contraria contenuta nella presente appendice.
2.  

Le parti contraenti adottano di comune accordo le misure relative all'applicazione del sistema di transito elettronico che stabiliscono:

a) 

le norme che definiscono e disciplinano i messaggi che gli uffici doganali si devono scambiare, necessari all'applicazione della normativa doganale;

b) 

una serie comune di dati e il formato per i messaggi di dati da scambiare conformemente alla normativa doganale.

Articolo 5

Utilizzo del sistema di transito elettronico

1.  
Le autorità competenti utilizzano il sistema di transito elettronico per lo scambio di informazioni ai fini del regime di transito comune, salvo indicazione contraria contenuta nella presente appendice.
2.  
Le parti contraenti utilizzano la rete comune di comunicazione/interfaccia comune di sistema dell'Unione europea (CCN/CSI) per lo scambio di informazioni di cui al paragrafo 1.

La partecipazione finanziaria dei paesi di transito comune, l'accesso dei paesi di transito comune alla rete CCN/CSI e le altre questioni connesse sono concordate tra l'Unione e ciascuno dei paesi di transito comune.

Articolo 6

Sicurezza dei dati

1.  
Le parti contraenti determinano le condizioni per l'espletamento delle formalità con procedimenti informatici, che comprendono, in particolare, misure di controllo della fonte dei dati e di protezione di questi contro la distruzione accidentale o illecita, la perdita accidentale, l'alterazione o l'accesso non autorizzato.
2.  
Oltre alle misure di cui al paragrafo 1, le autorità competenti definiscono e mantengono modalità di sicurezza adeguate ai fini del funzionamento efficace, affidabile e sicuro del sistema di transito elettronico.
3.  
La modifica o la cancellazione dei dati è registrata con l'indicazione della finalità dell'operazione stessa, del momento preciso in cui avviene e dell'identità della persona che la effettua.

I dati originali o tutti i dati trattati sono conservati per un periodo di almeno tre anni civili a partire dalla fine dell'anno in cui i dati sono stati registrati o per un periodo più lungo se previsto dai paesi.

4.  
Le autorità competenti verificano periodicamente la sicurezza dei dati.
5.  
Le autorità competenti interessate si informano reciprocamente in caso di sospette violazioni della sicurezza.

Articolo 7

Tutela dei dati personali

1.  
Le parti contraenti utilizzano i dati personali scambiati in applicazione della convenzione unicamente ai fini del regime di transito comune e per altri regimi doganali o di custodia temporanea successivi al regime di transito comune.

Questa restrizione non impedisce che tali dati siano utilizzati dalle autorità doganali a fini di analisi di rischio e di indagine durante l'operazione di transito comune nonché di procedimento giudiziario a seguito dell'operazione stessa. Qualora i dati siano utilizzati per tali fini, alle autorità doganali che hanno fornito le informazioni è comunicato immediatamente tale utilizzo.

▼M41

2.  
Le parti contraenti provvedono affinché il trattamento dei dati personali scambiati in applicazione della convenzione sia effettuato in conformità del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio ( 1 ).

▼M38

3.  
Ciascuna parte contraente adotta le misure necessarie a garantire il rispetto del presente articolo.



CAPO III

Obblighi del titolare del regime, del trasportatore e del destinatario di merci che circolano in regime di transito comune

Articolo 8

Obblighi del titolare del regime, del trasportatore e del destinatario di merci che circolano in regime di transito comune

1.  

Il titolare del regime è tenuto a:

a) 

presentare le merci intatte e le informazioni richieste all'ufficio doganale di destinazione nel termine prescritto e in conformità delle misure adottate dalle autorità doganali per l'identificazione delle merci stesse;

b) 

rispettare le disposizioni doganali relative al regime di transito comune;

c) 

salvo altrimenti disposto nella convenzione, costituire una garanzia al fine di assicurare il pagamento dell'importo dell'obbligazione che potrebbe sorgere in relazione alle merci in questione.

2.  
I trasportatori o i destinatari di merci che accettano le merci sapendo che esse circolano in regime di transito comune sono anch'essi tenuti a presentarle intatte all'ufficio doganale di destinazione nel termine prescritto e conformemente alle misure adottate dalle autorità doganali per la loro identificazione.



CAPO IV

Garanzie

Articolo 9

Sistema elettronico relativo alle garanzie

Per lo scambio e l'archiviazione di informazioni relative alle garanzie si utilizzano procedimenti informatici.

Articolo 10

Obbligo di costituire una garanzia

1.  
Il titolare del regime costituisce una garanzia al fine di assicurare il pagamento dell'obbligazione che potrebbe sorgere in relazione alle merci vincolate al regime di transito comune.
2.  

La garanzia è:

a) 

una garanzia isolata, relativa a una sola operazione; oppure

b) 

una garanzia globale relativa a più operazioni in forma di un impegno assunto da un fideiussore ove si applichi una semplificazione ►M39  di cui all'articolo 55, paragrafo 1, lettera a) ◄ .

3.  
Le autorità doganali possono tuttavia rifiutare il tipo di garanzia proposto se questo è incompatibile con il corretto funzionamento del regime di transito comune.

Articolo 11

Forme di garanzia isolata

1.  

La garanzia isolata può essere costituita in una delle forme seguenti:

a) 

un deposito in contanti;

b) 

un impegno assunto da un fideiussore;

c) 

certificati.

2.  
Nel caso di cui al paragrafo 1, lettera c), la garanzia isolata è costituita da un impegno assunto da un fideiussore.

Articolo 12

Fideiussore

1.  
Il fideiussore di cui all'articolo 10, paragrafo 2, lettera b), e all'articolo 11, paragrafo 1, lettera b), e paragrafo 2, è una terza persona stabilita nella parte contraente in cui la garanzia è costituita e approvata dalle autorità doganali che la richiedono.

Nell'impegno il fideiussore elegge domicilio o designa un mandatario in ciascun paese delle parti contraenti interessate dall'operazione di transito comune.

2.  
Il fideiussore si impegna per iscritto a pagare l'importo garantito dell'obbligazione. L'impegno copre anche, nei limiti dell'importo garantito, gli importi delle obbligazioni esigibili in seguito a controlli effettuati a posteriori.
3.  
Le autorità doganali possono rifiutarsi di accettare un fideiussore se questi non sembra assicurare l'effettivo pagamento dell'importo dell'obbligazione nei termini prescritti.

Articolo 13

Esonero dalla garanzia

1.  

Non è richiesta una garanzia nei seguenti casi:

▼M41

a) 

merci trasportate per via aerea quando si utilizza il regime di transito basato su documento di trasporto elettronico come dichiarazione di transito per il trasporto aereo;

▼M38

b) 

merci trasportate sul Reno, sulle vie navigabili del Reno, sul Danubio o sulle vie navigabili del Danubio;

c) 

merci trasportate mediante un'infrastruttura di trasporto fissa;

d) 

merci trasportate per ferrovia o per via aerea quando si utilizza il regime di transito su supporto cartaceo per le merci trasportate per ferrovia o per via aerea.

2.  
Nei casi di cui al paragrafo 1, lettera d), l'esonero dalla garanzia si applica unicamente alle autorizzazioni per l'utilizzo del regime di transito comune su supporto cartaceo per le merci trasportate per ferrovia o per via aerea concesse anteriormente al 1o maggio 2016. ►M39  Tale esonero si applica fino al 1o maggio 2019 oppure, per le autorizzazioni che hanno un periodo di validità limitato, fino alla fine di tale periodo, se quest'ultima data è anteriore. ◄



CAPO V

Disposizioni varie

Articolo 14

Statuto giuridico di documenti e scritture

1.  
I documenti rilasciati e le scritture tenute conformemente alle norme del paese in cui sono stati rilasciati o sono tenute, a prescindere dal formato tecnico e dalle misure adottate o accettate dalle autorità competenti di un paese, hanno i medesimi effetti giuridici nel paese in cui sono stati rilasciati o sono tenute e nel territorio degli altri paesi.
2.  
I risultati dei controlli effettuati nell'ambito del regime di transito comune dalle autorità competenti di un paese hanno la medesima forza giuridica in altri paesi dei risultati dei controlli effettuati dalle autorità competenti di ciascuno di tali paesi.

Articolo 15

Elenco degli uffici doganali competenti per le operazioni di transito comune

Ciascun paese inserisce nel sistema informatico gestito dalla Commissione europea («Commissione») l'elenco degli uffici doganali competenti per le operazioni di transito comune, indicandone il numero di identificazione, le funzioni e i giorni e orari di apertura. Qualsiasi modifica deve essere anch'essa inserita nel sistema informatico.

La Commissione comunica le informazioni agli altri paesi mediante tale sistema informatico.

Articolo 16

Ufficio centrale

I paesi che hanno istituito un ufficio centrale incaricato della gestione e del monitoraggio del regime di transito comune, nonché del ricevimento e della trasmissione dei documenti inerenti a tale regime, ne informano la Commissione.

La Commissione trasmette tali informazioni agli altri paesi.

Articolo 17

Infrazioni e sanzioni

I paesi adottano le disposizioni necessarie per reprimere le infrazioni o le irregolarità e per sanzionarle in modo effettivo, proporzionato e dissuasivo.



TITOLO II

FUNZIONAMENTO DEL REGIME



CAPO I

Garanzia isolata

Articolo 18

Calcolo dell'importo della garanzia isolata

La garanzia isolata costituita in conformità dell'articolo 10, paragrafo 2, lettera a), comprende l'importo dell'obbligazione che potrebbe sorgere, calcolato sulla base delle aliquote più elevate del dazio applicabile a merci del medesimo tipo. Ai fini del calcolo le merci unionali trasportate nel quadro della convenzione sono considerate merci non unionali.

Articolo 19

Garanzia isolata sotto forma di deposito in contanti

1.  
Una garanzia isolata costituita sotto forma di deposito in contanti o di qualsiasi altro mezzo di pagamento equivalente è costituita conformemente alle disposizioni vigenti nel paese di partenza in cui la garanzia è richiesta.
2.  
Una garanzia isolata sotto forma di deposito in contanti costituita in una delle parti contraenti è valida in tutte le parti contraenti. Essa è rimborsata dopo l'appuramento del regime.
3.  
La costituzione di una garanzia sotto forma di deposito in contanti o di qualsiasi altro mezzo di pagamento equivalente non dà diritto al pagamento di interessi da parte dell'autorità doganale.

Articolo 20

Garanzia isolata sotto forma di impegno assunto da un fideiussore

1.  
Un impegno assunto da un fideiussore ai fini di una garanzia isolata è fornito utilizzando il formulario di cui all'appendice III, allegato C1. Tale impegno è conservato dall'ufficio doganale di garanzia per il suo periodo di validità.
2.  
Quando le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative nazionali lo esigono o conformemente a una prassi corrente, un paese può permettere che l'impegno di cui al paragrafo 1 abbia una forma diversa, purché i suoi effetti giuridici siano identici a quelli dell'impegno indicato nel formulario.
3.  

Per ogni impegno l'ufficio doganale di garanzia comunica al titolare del regime le seguenti informazioni:

a) 

il numero di riferimento della garanzia;

b) 

un codice di accesso associato al numero di riferimento della garanzia.

Il titolare del regime non può modificare tale codice di accesso.

Articolo 21

Garanzia isolata a mezzo di certificati

1.  
Un impegno assunto da un fideiussore ai fini di una garanzia isolata a mezzo di certificati è fornito utilizzando il formulario di cui all'appendice III, allegato C2. Tale impegno è conservato dall'ufficio doganale di garanzia per il suo periodo di validità.

Si applica l'articolo 20, paragrafo 2 mutatis mutandis.

2.  
I certificati sono compilati da un fideiussore utilizzando il formulario di cui all'appendice III, allegato C3, e forniti alle persone che intendono essere i titolari del regime. Tali certificati sono validi in tutte le parti contraenti.

Ciascun certificato copre un importo di 10 000 EUR per il quale il fideiussore è responsabile. Il periodo di validità di un certificato è di un anno a decorrere dalla data dell'emissione.

3.  
Il fideiussore fornisce all'ufficio doganale di garanzia tutte le informazioni richieste in ordine ai certificati di garanzia isolata che ha emesso.
4.  

Per ciascun certificato il fideiussore comunica alla persona che intende essere il titolare del regime le seguenti informazioni:

a) 

il numero di riferimento della garanzia;

b) 

un codice di accesso associato al numero di riferimento della garanzia.

La persona che intende essere il titolare del regime non può modificare tale codice di accesso.

5.  
La persona che intende essere il titolare del regime presenta all'ufficio doganale di partenza un numero di certificati corrispondente al multiplo di 10 000 EUR necessario a coprire l'importo totale dell'obbligazione che può sorgere.
6.  
Quando una dichiarazione di transito su supporto cartaceo è accettata conformemente all'articolo 26, paragrafo 1, lettera b), i certificati sono rilasciati in formato cartaceo e conservati dall'ufficio doganale di partenza. Tale ufficio doganale trasmette il numero di identificazione di ciascun certificato all'ufficio doganale di garanzia indicato sul certificato.

Articolo 22

Approvazione dell'impegno

L'impegno assunto da un fideiussore è approvato dall'ufficio doganale di garanzia, che notifica l'approvazione alla persona tenuta a fornire la garanzia.

Articolo 23

Revoca dell'approvazione del fideiussore o dell'impegno e cancellazione dell'impegno

1.  
L'ufficio doganale di garanzia può revocare l'approvazione del fideiussore o l'approvazione dell'impegno assunto dal fideiussore in qualsiasi momento. L'ufficio doganale di garanzia notifica la revoca al fideiussore e alla persona tenuta a fornire la garanzia.

La revoca dell'approvazione del fideiussore o dell'impegno dello stesso prende effetto il sedicesimo giorno successivo alla data in cui la decisione in merito alla revoca perviene o si ritiene sia pervenuta al fideiussore.

2.  
Il fideiussore può cancellare il proprio impegno in qualsiasi momento. Il fideiussore notifica la cancellazione all'ufficio doganale di garanzia.

La cancellazione dell'impegno del fideiussore non concerne le merci che, al momento in cui la cancellazione prende effetto, sono già state vincolate e sono ancora vincolate a un regime di transito comune in virtù dell'impegno cancellato.

La cancellazione dell'impegno da parte del fideiussore prende effetto il sedicesimo giorno successivo alla data in cui la cancellazione è comunicata dal fideiussore all'ufficio doganale di garanzia.

3.  
Le autorità doganali del paese responsabile per l'ufficio doganale di garanzia pertinente introducono nel sistema elettronico di cui all'articolo 9 le informazioni relative a qualsiasi revoca dell'approvazione di un garante, approvazione di un impegno da parte di un fideiussore o cancellazione da parte di un fideiussore, e la data alla quale diventano effettive.



CAPO II

Mezzi di trasporto e dichiarazioni

Articolo 24

Dichiarazione di transito e mezzo di trasporto

1.  
Su una stessa dichiarazione di transito possono figurare soltanto le merci vincolate al regime di transito comune che sono trasferite o stanno per essere trasferite da un ufficio doganale di partenza a un ufficio doganale di destinazione su un unico mezzo di trasporto, in un container o in un collo.

Tuttavia, su una stessa dichiarazione di transito possono figurare merci trasferite o che stanno per essere trasferite da un ufficio doganale di partenza a un ufficio doganale di destinazione in più container o in più colli, quando i container o i colli sono caricati su un unico mezzo di trasporto.

2.  

Ai fini del presente articolo sono considerati un mezzo di trasporto unico i mezzi di trasporto seguenti, a condizione che le merci trasportate siano oggetto di un'unica spedizione:

a) 

un veicolo stradale accompagnato dal suo o dai suoi rimorchi o semirimorchi;

b) 

un gruppo di carrozze o di vagoni ferroviari;

c) 

le navi componenti un unico convoglio.

3.  
Qualora, ai fini del regime di transito comune, un unico mezzo di trasporto sia utilizzato per il carico di merci in più uffici doganali di partenza e per il loro scarico in più uffici doganali di destinazione, per ciascuna spedizione sono presentate dichiarazioni di transito separate.

Articolo 25

Dichiarazione di transito mediante procedimenti informatici

Le indicazioni e la struttura dei dati della dichiarazione di transito sono definiti nell'appendice III, allegati A1, A2 e B6.

▼M39

A decorrere dalla data di introduzione dell'aggiornamento del nuovo sistema di transito elettronico («NCTS»), di cui all'allegato della decisione di esecuzione (UE) 2016/578 ( 2 ) della Commissione, le indicazioni e la struttura dei dati della dichiarazione di transito definiti negli allegati A1 bis e B6 bis dell'appendice III si applicano.

▼M38

Articolo 26

Dichiarazioni di transito su supporto cartaceo

1.  

L'autorità doganale accetta una dichiarazione di transito su supporto cartaceo nei seguenti casi:

a) 

se le merci sono trasportate da viaggiatori che non dispongono di un accesso diretto al sistema di transito elettronico, secondo le modalità di cui all'articolo 27;

b) 

se il piano di continuità operativa è applicato in conformità dell'allegato II, nell'ipotesi di un guasto temporaneo:

i) 

del sistema di transito elettronico;

ii) 

del sistema informatico utilizzato dai titolari del regime per presentare la dichiarazione di transito comune mediante procedimenti informatici;

iii) 

della connessione elettronica tra il sistema informatico utilizzato dai titolari del regime per presentare la dichiarazione di transito comune mediante procedimenti informatici e il sistema di transito elettronico;

c) 

se un paese di transito comune decide in tal senso.

2.  
Nel quadro dell'applicazione del paragrafo 1, lettere a) e c), le autorità doganali assicurano che i dati di transito siano registrati nel sistema di transito elettronico e scambiati tra le autorità doganali mediante tale sistema.
3.  
L'accettazione di una dichiarazione di transito su supporto cartaceo di cui al paragrafo 1, lettera b), punti ii) e iii), è soggetta all'approvazione delle autorità doganali.

Articolo 27

Dichiarazione di transito per i viaggiatori

Nei casi di cui all'articolo 26, paragrafo 1, lettera a), il viaggiatore compila la dichiarazione di transito su supporto cartaceo conformemente agli articoli 5 e 6 e all'appendice III, allegato B6.

▼M39

A decorrere dalla data di dell'aggiornamentodel NCTS, di cui all'allegato della decisione di esecuzione (UE) 2016/578, nei casi di cui all'articolo 26, paragrafo 1, lettera a) il viaggiatore redige la dichiarazione di transito su supporto cartaceo conformemente agli articoli 5 e 6 e all'allegato B6 bis dell'appendice III.

▼M38

Articolo 28

Spedizioni miste

Una spedizione può comprendere al tempo stesso merci che devono essere vincolate alla procedura T1 e merci che devono essere vincolate alla procedura T2, a condizione che ciascun articolo sia contrassegnato di conseguenza nella dichiarazione di transito con i codici «T1», «T2» o «T2F».

Articolo 29

Autenticazione della dichiarazione di transito e responsabilità del titolare del regime

1.  
La dichiarazione di transito è autenticata dal dichiarante.
2.  

La presentazione, da parte del titolare del regime, di una dichiarazione di transito alle autorità doganali impegna la responsabilità di tale titolare per quanto riguarda:

a) 

l'esattezza e la completezza delle informazioni indicate nella dichiarazione di transito;

b) 

l'autenticità, l'esattezza e la validità dei documenti presentati a sostegno della dichiarazione di transito;

c) 

il rispetto di tutti gli obblighi inerenti al vincolo delle merci al regime di transito comune indicate nella dichiarazione di transito.

▼M39

Articolo 29 bis

Presentazione di una dichiarazione di transito prima della presentazione delle merci

A decorrere dalla data di introduzione dell'aggiornamento del NCTS, di cui all'allegato della decisione di esecuzione (UE) 2016/578, una dichiarazione di transito può essere presentata prima della presentazione prevista delle merci all'ufficio doganale di partenza. Se le merci non sono presentate entro 30 giorni dalla presentazione della dichiarazione di transito, si considera che detta dichiarazione non sia stata presentata.

▼M38



CAPO III

Formalità da espletare presso l'ufficio doganale di partenza

Articolo 30

Presentazione e accettazione di una dichiarazione di transito

1.  
La dichiarazione di transito è presentata all'ufficio doganale di partenza.
2.  

L'ufficio doganale di partenza accetta la dichiarazione di transito purché siano soddisfatte le seguenti condizioni:

a) 

la dichiarazione contiene tutti i dati necessari ai fini dell'applicazione del regime di transito comune secondo quanto specificato nell'appendice III, allegato II;

b) 

la dichiarazione è accompagnata da tutti i documenti richiesti;

c) 

le merci cui la dichiarazione di transito si riferisce sono state presentate in dogana durante l'orario ufficiale di apertura.

L'ufficio doganale di partenza può, su richiesta del dichiarante, permettere che le merci siano presentate al di fuori dell'orario ufficiale di apertura o in qualsiasi altro luogo.

3.  
Le autorità doganali possono esonerare il dichiarante dal presentare i documenti di cui al paragrafo 1, lettera b), all'ufficio doganale di partenza. In questo caso tali documenti sono in possesso del dichiarante e a disposizione delle autorità doganali.

Articolo 31

Modifica di una dichiarazione di transito

1.  
Su sua richiesta, il dichiarante è autorizzato a modificare una o più indicazioni della dichiarazione di transito dopo l'accettazione di quest'ultima da parte delle autorità doganali. La modifica non può includere nella dichiarazione di transito merci diverse da quelle già dichiarate.
2.  

Tuttavia non può più essere autorizzata alcuna modifica qualora la domanda sia presentata dopo che le autorità doganali:

a) 

hanno informato il dichiarante che intendono procedere alla visita delle merci;

b) 

hanno stabilito che le indicazioni della dichiarazione doganale sono inesatte;

c) 

hanno svincolato le merci.

Articolo 32

Invalidamento di una dichiarazione di transito

1.  

Su richiesta del dichiarante, l'ufficio doganale di partenza invalida una dichiarazione di transito già accettata in uno dei seguenti casi:

a) 

se ha accertato che le merci saranno vincolate immediatamente a un altro regime doganale;

b) 

se ha accertato che, in seguito a circostanze particolari, non è più giustificato il vincolo delle merci al regime doganale per il quale sono state dichiarate.

Tuttavia, se l'ufficio doganale di partenza ha informato il dichiarante che intende procedere alla visita delle merci, la richiesta di invalidare la dichiarazione doganale può essere accolta solo dopo tale visita.

2.  

La dichiarazione di transito non può essere invalidata dopo lo svincolo delle merci, salvo se:

a) 

merci in libera pratica in una parte contraente sono state erroneamente dichiarate per un regime di transito comune e la loro posizione doganale come merci in libera pratica nella stessa parte contraente è stata dimostrata in seguito;

b) 

le merci sono state erroneamente dichiarate in più dichiarazioni doganali.

Articolo 33

Itinerario per la circolazione di merci vincolate al regime di transito comune

1.  
Le merci vincolate al regime di transito comune sono trasportate fino all'ufficio doganale di destinazione seguendo un itinerario economicamente giustificato.
2.  
Qualora l'ufficio doganale di partenza o il dichiarante lo ritengano necessario, tale ufficio doganale prescrive un itinerario per la circolazione delle merci in regime di transito comune tenendo conto di tutte le informazioni pertinenti comunicate dal dichiarante.

Al momento di prescrivere un itinerario, l'ufficio doganale annota nel sistema di transito elettronico almeno l'indicazione dei paesi attraverso i quali deve svolgersi il transito.

Articolo 34

Termine per la presentazione delle merci

1.  

L'ufficio doganale di partenza fissa il termine entro il quale le merci sono presentate all'ufficio doganale di destinazione, tenendo conto di quanto segue:

a) 

l'itinerario;

b) 

il mezzo di trasporto;

c) 

la normativa in materia di trasporti o le altre normative che potrebbero avere un impatto sulla fissazione di un termine;

d) 

tutte le informazioni pertinenti comunicate dal titolare del regime.

2.  
Se il termine è stabilito dall'ufficio doganale di partenza, esso vincola le autorità doganali dei paesi sul cui territorio sono introdotte le merci nel corso dell'operazione di transito comune e non può essere modificato da tali autorità.

Articolo 35

Verifica di una dichiarazione di transito e visita delle merci

1.  

Per verificare l'esattezza delle indicazioni contenute in una dichiarazione di transito che è stata accettata, l'ufficio doganale di partenza può:

a) 

esaminare la dichiarazione e i documenti di accompagnamento;

b) 

chiedere al dichiarante di fornire altri documenti;

c) 

procedere alla visita delle merci;

d) 

prelevare campioni per l'analisi o per un controllo approfondito delle merci.

2.  
L'ufficio doganale di partenza verifica l'esistenza e la validità della garanzia.
3.  
La visita delle merci di cui al paragrafo 1, lettera c), è eseguita in luoghi designati dall'ufficio doganale di partenza per tale scopo e durante l'orario ufficiale di apertura. Tuttavia le autorità doganali possono, su richiesta del dichiarante, procedere alla visita delle merci al di fuori dell'orario ufficiale di apertura o in qualsiasi altro luogo.

Articolo 36

Identificazione dei sigilli

L'ufficio doganale di partenza registra nel sistema di transito elettronico il numero dei sigilli apposti da tale ufficio e i relativi identificatori.

Articolo 37

Idoneità alla sigillatura

I veicoli stradali, i rimorchi, i semirimorchi e i container autorizzati per il trasporto di merci sotto sigillo doganale conformemente alle disposizioni di un accordo internazionale di cui l'Unione e i paesi di transito comune sono parti contraenti sono altresì considerati idonei alla sigillatura.

Articolo 38

Caratteristiche dei sigilli doganali

1.  

I sigilli doganali presentano almeno le caratteristiche e le specifiche tecniche seguenti:

a) 

caratteristiche essenziali dei sigilli:

i) 

rimanere intatti e solidamente fissati nelle normali condizioni d'uso;

ii) 

essere facilmente verificabili e riconoscibili;

iii) 

essere fabbricati in modo che qualsiasi violazione, manomissione o rimozione lasci tracce visibili a occhio nudo;

iv) 

non essere riutilizzabili o, per i sigilli ad uso multiplo, permettere a ogni loro apposizione di essere chiaramente identificati con un'indicazione unica;

v) 

essere muniti di singoli identificatori permanenti, facilmente leggibili e numerati in maniera unica;

b) 

specifiche tecniche:

i) 

la forma e le dimensioni dei sigilli possono variare in funzione del metodo di sigillatura utilizzato, ma le dimensioni devono essere tali da garantire che le marche di identificazione siano facilmente leggibili;

ii) 

le marche di identificazione del sigillo devono essere non falsificabili e difficilmente riproducibili,

iii) 

il materiale utilizzato deve essere tale da evitare rotture accidentali e impedire nel contempo la falsificazione o la riutilizzazione senza tracce.

2.  
I sigilli certificati da un organismo competente conformemente alla norma internazionale ISO 17712:2013 «Container per il trasporto di merci — Sigilli meccanici» sono considerati conformi alle prescrizioni di cui al paragrafo 1.

Per i trasporti effettuati in container si utilizzano, nella più ampia misura possibile, sigilli con caratteristiche di alta sicurezza.

3.  

Il sigillo doganale reca le seguenti indicazioni:

a) 

il termine «Dogana» in una delle lingue ufficiali dell'Unione o dei paesi di transito comune o un'abbreviazione corrispondente;

b) 

un codice di paese, sotto forma di codice ISO-alfa-2 del paese, che identifichi il paese in cui il sigillo è stato apposto.

Le parti contraenti possono di comune accordo decidere di utilizzare caratteristiche di sicurezza e tecnologie comuni.

4.  
Ciascun paese informa la Commissione circa i tipi di sigillo doganale di cui fa uso. La Commissione trasmette tali informazioni a tutti i paesi.
5.  
Qualora un sigillo debba essere rimosso per permettere un'ispezione doganale, l'autorità doganale provvede opportunamente a riapplicare un sigillo doganale con caratteristiche di sicurezza almeno equivalenti e indica le modalità di tale operazione, in particolare il nuovo numero di sigillo, sui documenti relativi al carico.
6.  
I sigilli doganali conformi ►M39  all'allegato II dell'appendice I della convenzione ◄ , quale modificata dalla decisione n. 1/2008 del comitato congiunto CE-EFTA ( 3 ), possono continuare a essere utilizzati fino a esaurimento delle scorte o fino al 1o maggio 2019, se questa data è anteriore.

Articolo 39

Misure di identificazione alternative alla sigillatura

1.  
In deroga all'articolo 11, paragrafo 1, della convenzione, l'ufficio doganale di partenza può decidere di non sigillare le merci vincolate al regime di transito comune e di basarsi invece sulla descrizione delle merci contenuta nella dichiarazione di transito o nei documenti complementari, a condizione che tale descrizione sia sufficientemente precisa da consentire una facile identificazione delle merci e indichi la loro quantità e natura ed eventuali altre particolarità, ad esempio i numeri di serie.
2.  

In deroga all'articolo 11, paragrafo 1, della convenzione, a meno che l'ufficio doganale di partenza non decida altrimenti, né i mezzi di trasporto né i singoli colli contenenti le merci devono essere sigillati se:

a) 

le merci sono trasportate per via aerea, e a ciascuna spedizione è apposta un'etichetta recante il numero della relativa lettera di trasporto aereo, o la spedizione costituisce un'unità di carico su cui è indicato il numero della relativa lettera di trasporto aereo;

b) 

le merci sono trasportate per ferrovia e sono applicate misure di identificazione a cura delle aziende ferroviarie.

Articolo 40

Svincolo delle merci per il regime di transito comune

1.  
Solo le merci che sono state sigillate in conformità dell'articolo 11, paragrafi 1, 2 e 3, della convenzione o per le quali sono state adottate misure di identificazione alternative in conformità dell'articolo 11, paragrafo 4, della convenzione e dell'articolo 39 della presente appendice, sono svincolate per il regime di transito comune.
2.  

Al momento dello svincolo delle merci, l'ufficio doganale di partenza trasmette le indicazioni relative all'operazione di transito comune:

a) 

all'ufficio doganale di destinazione dichiarato;

b) 

a ciascun ufficio doganale di passaggio dichiarato.

Tali indicazioni si basano sui dati, all'occorrenza rettificati, figuranti nella dichiarazione di transito.

3.  
L'ufficio doganale di partenza informa il titolare del regime in merito allo svincolo delle merci per il regime di transito comune.

▼M39

Articolo 41

Documento di accompagnamento transito ed elenco degli articoli

1.  
L'ufficio doganale di partenza fornisce al dichiarante un documento di accompagnamento transito. Il documento di accompagnamento transito è fornito usando il formulario di cui all'allegato A3 dell'appendice III e comprende i dati di cui all'allegato A4 dell'appendice III:
2.  
Se necessario, il documento di accompagnamento transito è integrato da un elenco degli articoli stabiliti usando il formulario di cui all'allegato A5 dell'appendice III e comprende i dati di cui all'allegato A6 dell'appendice III. L'elenco degli articoli fa parte integrante del documento di accompagnamento transito.
3.  
A decorrere dalla data di introduzione dell'aggiornamento del NCTS, di cui all'allegato della decisione di esecuzione (UE) 2016/578, l'ufficio doganale di partenza fornisce al dichiarante un documento di accompagnamento transito integrato da un elenco degli articoli. Tale elenco fa parte integrante del documento di accompagnamento transito.

Il documento di accompagnamento transito è redatto utilizzando il formulario di cui all'allegato A3 bis dell'appendice III e comprende i dati di cui all'allegato A4 bis dell'appendice III. L'elenco degli articoli è redatto utilizzando il formulario di cui all'allegato A5 bis dell'appendice III e comprende i dati di cui all'allegato A6 bis dell'appendice III;

Il documento di accompagnamento transito e l'elenco degli articoli sono forniti in forma stampata.

▼M38



CAPO IV

Formalità da espletare durante il trasporto

▼M39

Articolo 42

Presentazione del documento di accompagnamento transito

Il documento di accompagnamento transito con l'MRN della dichiarazione di transito e altri documenti che accompagnano le merci sono esibiti a ogni richiesta delle autorità doganali.

▼M38

Articolo 43

Presentazione di merci che circolano in regime di transito comune all'ufficio doganale di passaggio

1.  
Le merci e il documento di accompagnamento transito con il corrispondente MRN sono presentati a ogni ufficio doganale di passaggio.
2.  
L'ufficio doganale di passaggio registra il passaggio delle merci alla frontiera sulla base delle indicazioni relative all'operazione di transito comune ricevute dall'ufficio doganale di partenza. Tale passaggio deve essere notificato dagli uffici doganali di passaggio all'ufficio doganale di partenza.
3.  
Gli uffici doganali di passaggio possono ispezionare le merci. Le eventuali ispezioni delle merci sono effettuate principalmente sulla base delle indicazioni relative all'operazione di transito comune fornite dall'ufficio doganale di partenza.
4.  
Quando il trasporto è effettuato attraverso un ufficio doganale di passaggio diverso da quello dichiarato, l'ufficio doganale di passaggio effettivo chiede le indicazioni relative all'operazione di transito comune all'ufficio doganale di partenza e comunica a quest'ultimo il passaggio delle merci alla frontiera.
5.  
I paragrafi 1, 2 e 4 non si applicano al trasporto di merci per ferrovia a condizione che l'ufficio doganale di passaggio possa verificare il passaggio delle merci alla frontiera con altri mezzi. Tale verifica è effettuata solo in caso di necessità. La verifica può avvenire retroattivamente.

Articolo 44

Incidenti durante la circolazione di merci nell'ambito di un'operazione di transito comune

1.  

Il trasportatore è tenuto ad annotare il documento di accompagnamento transito e a presentare, senza indebito ritardo dopo l'incidente, le merci e tale documento all'autorità doganale più vicina del paese sul cui territorio si trova il mezzo di trasporto nei casi seguenti:

a) 

il trasportatore è obbligato a deviare dall'itinerario fissato conformemente all'articolo 33, paragrafo 2, per circostanze che sfuggono al suo controllo;

b) 

in caso di rottura o manomissione dei sigilli durante il trasporto per cause indipendenti dalla volontà del trasportatore;

c) 

se, sotto il controllo dell'autorità doganale, le merci sono trasferite da un mezzo di trasporto a un altro;

d) 

in caso di pericolo imminente che renda necessario l'immediato scarico, parziale o totale, del mezzo di trasporto sigillato;

e) 

se si verifica un incidente che può condizionare la capacità del titolare del regime o del trasportatore di adempiere ai propri obblighi;

f) 

se uno degli elementi che costituiscono un mezzo di trasporto unico ai sensi dell'articolo 24, paragrafo 2, è modificato.

Se ritengono che l'operazione di transito comune possa proseguire, le autorità doganali nel cui territorio si trova il mezzo di trasporto, dopo aver adottato le misure eventualmente necessarie, vistano le annotazioni apportate dal trasportatore nel documento di accompagnamento transito.

▼M39

A decorrere dalla data di introduzione dell'aggiornamento del NCTS, di cui all'allegato della decisione di esecuzione (UE) 2016/578, il trasportatore presenta, senza indebito ritardo dopo l'incidente, le merci e il documento di accompagnamento transito con l'MRN della dichiarazione di transito all'autorità doganale più vicina del paese sul cui territorio si trova il mezzo di trasporto nei casi di cui al primo comma, lettere da a) a f).

Se ritengono che l'operazione di transito comune possa proseguire, le autorità doganali nel cui territorio si trova il mezzo di trasporto adottano le misure che ritengono necessarie e registrano le informazioni pertinenti relative agli incidenti di cui al primo comma del presente paragrafo nel sistema di transito elettronico di cui all'articolo 4.

▼M39

2.  

Il trasportatore non è obbligato a presentare le merci e il documento di accompagnamento transito con le necessarie annotazioni all'autorità doganale di cui al paragrafo 1 nei seguenti casi:

a) 

incidenti di cui al paragrafo 1, lettera c), se le merci sono trasferite da un mezzo di trasporto non sigillato;

b) 

incidenti di cui al paragrafo 1, lettera f), se una o più carrozze o vagoni ferroviari sono ritirati da un gruppo di carrozze o di vagoni ferroviari a causa di problemi tecnici;

c) 

incidenti di cui al paragrafo 1, lettera f), se la motrice di un veicolo stradale viene sostituita senza che siano sostituiti i suoi rimorchi o semirimorchi.

A decorrere dalla data di introduzione dell'aggiornamento del NCTS, di cui all'allegato della decisione di esecuzione (UE) 2016/578, il trasportatore non è obbligato a presentare le merci e il documento di accompagnamento transito con l'MRN della dichiarazione di transito all'autorità doganale di cui al paragrafo 1, a condizione che il titolare del regime o il trasportatore per conto del titolare del regime, fornisca le informazioni pertinenti relative all'incidente a tale autorità doganale nei casi seguenti:

a) 

incidenti di cui al paragrafo 1, lettera c), se le merci sono trasferite da un mezzo di trasporto non sigillato;

b) 

incidenti di cui al paragrafo 1, lettera f), se una o più carrozze o vagoni ferroviari sono ritirati da un gruppo di carrozze o di vagoni ferroviari a causa di problemi tecnici;

c) 

incidenti di cui al paragrafo 1, lettera f), se la motrice di un veicolo stradale viene sostituita senza che siano sostituiti i suoi rimorchi o semirimorchi.

3.  
Le pertinenti informazioni del documento di accompagnamento transito relative agli incidenti di cui al paragrafo 1 sono introdotte nel sistema di transito elettronico dalle autorità doganali dell'ufficio doganale di passaggio o dell'ufficio doganale di destinazione, a seconda del caso.

A decorrere dalla data di introduzione dell'aggiornamento del NCTS, di cui all'allegato della decisione di esecuzione (UE) 2016/578, le pertinenti informazioni relative agli incidenti di cui al paragrafo 1 sono introdotte nel sistema di transito elettronico dall'autorità doganale più vicina del paese sul cui territorio si trova il mezzo di trasporto.

▼M39 —————

▼M38



CAPO V

Formalità da espletare presso l'ufficio doganale di destinazione

Articolo 45

Presentazione di merci vincolate al regime di transito comune presso l'ufficio doganale di destinazione

1.  

Quando le merci vincolate a un regime di transito comune arrivano all'ufficio doganale di destinazione, sono presentati a tale ufficio doganale:

a) 

le merci;

b) 

il documento di accompagnamento transito;

c) 

qualsiasi informazione richiesta dall'ufficio doganale di destinazione.

La presentazione deve avvenire durante l'orario ufficiale di apertura. Tuttavia, l'ufficio doganale di destinazione può, su richiesta dell'interessato, permettere che la presentazione abbia luogo al di fuori dell'orario ufficiale di apertura o in qualsiasi altro luogo.

2.  
Se la presentazione ha luogo dopo la scadenza del termine fissato dall'ufficio doganale di partenza in conformità dell'articolo 34, paragrafo 1, si considera che il titolare del regime abbia rispettato il termine se egli stesso o il trasportatore è in grado di dimostrare, con soddisfazione dell'ufficio doganale di destinazione, che il ritardo non gli è imputabile.
3.  
►M39  L'ufficio doganale di destinazione conserva il documento di accompagnamento transito.

L'ufficio doganale di destinazione effettua controlli doganali in generale sulla base delle indicazioni contenute nella dichiarazione di transito comune ricevuta dall'ufficio doganale di partenza. ◄

4.  

Se, alla conclusione del regime di transito comune, non è stata individuata alcuna irregolarità da parte dell'ufficio doganale di destinazione e il titolare del regime presenta il documento di accompagnamento transito, tale ufficio doganale vista il suddetto documento su richiesta del titolare del regime al fine di fornire una prova alternativa ai sensi dell'articolo 51, paragrafo 1. Il visto è costituito dal timbro dell'ufficio doganale suddetto, dalla firma del funzionario, dalla data e dal seguente testo:

«— 'Prova alternativa — 99202».

5.  
Il regime di transito comune può essere concluso in un ufficio doganale diverso da quello indicato nella dichiarazione di transito. In tal caso l'ufficio doganale suddetto è considerato l'ufficio doganale di destinazione.

Articolo 46

Ricevute

1.  
Su richiesta della persona che presenta le merci all'ufficio doganale di destinazione, tale ufficio doganale vista una ricevuta che certifica la presentazione delle merci e del documento di accompagnamento transito presso tale ufficio doganale.

▼M39

La ricevuta contiene un riferimento all'MRN della dichiarazione di transito.

▼M38

2.  
La ricevuta è redatta utilizzando il formulario di cui all'appendice III, allegato B10, ed è previamente compilata dall'interessato.
3.  
La ricevuta non può servire come prova alternativa della conclusione del regime di transito comune ai sensi dell'articolo 51, paragrafo 1.

Articolo 47

Notifica dell'arrivo di merci in regime di transito comune e risultati del controllo

1.  
L'ufficio doganale di destinazione informa l'ufficio doganale di partenza dell'arrivo delle merci il giorno in cui le merci e il documento di accompagnamento transito sono presentati in conformità dell'articolo 45, paragrafo 1.

▼M39

A decorrere dalla data di introduzione dell'aggiornamento del NCTS di cui all'allegato della decisione di esecuzione (UE) 2016/578, l'ufficio doganale di destinazione notifica all'ufficio doganale di partenza l'arrivo delle merci il giorno in cui le merci e il documento di accompagnamento transito con l'MRN della dichiarazione di transito sono presentati in conformità all'articolo 45, paragrafo 1.

▼M38

2.  
Qualora l'operazione di transito comune si concluda presso un ufficio doganale diverso da quello indicato nella dichiarazione di transito, l'ufficio doganale considerato equivalente all'ufficio doganale di destinazione in conformità dell'articolo 45, paragrafo 5, notifica l'arrivo all'ufficio doganale di partenza il giorno in cui le merci e il documento di accompagnamento transito sono presentati in conformità dell'articolo 45, paragrafo 1.

▼M39

A decorrere dalla data di introduzione dell'aggiornamento del NCTS di cui all'allegato della decisione di esecuzione (UE) 2016/578, se l'operazione di transito comune si è conclusa presso un ufficio doganale diverso da quello dichiarato nella dichiarazione di transito, l'ufficio doganale considerato ufficio doganale di destinazione a norma dell'articolo 45, paragrafo 5, notifica l'arrivo all'ufficio doganale di partenza il giorno in cui le merci e il documento di accompagnamento transito con l'MRN della dichiarazione di transito sono presentati in conformità all'articolo 45, paragrafo 1.

▼M38

L'ufficio doganale di partenza notifica l'arrivo all'ufficio doganale di destinazione indicato nella dichiarazione di transito.

3.  
La notifica di arrivo di cui ai paragrafi 1 e 2 non è considerata una prova che il regime di transito comune è stato concluso correttamente.
4.  
L'ufficio doganale di destinazione notifica i risultati del controllo all'ufficio doganale di partenza entro il terzo giorno successivo al giorno in cui le merci sono presentate all'ufficio doganale di destinazione o in un altro luogo a norma dell'articolo 45, paragrafo 1. In casi eccezionali detto termine può essere prorogato fino a un massimo di sei giorni.
5.  
In deroga al paragrafo 4 del presente articolo, se le merci sono ricevute da un destinatario autorizzato di cui all'articolo 87, l'ufficio doganale di partenza è informato entro il sesto giorno successivo al giorno in cui le merci sono state consegnate al destinatario autorizzato.

▼M39

A decorrere dalla data di introduzione dell'aggiornamento del NCTS, di cui all'allegato della decisione di esecuzione (UE) 2016/578, quando le merci sono trasportate per ferrovia e una o più carrozze o vagoni ferroviari sono ritirati da un gruppo di carrozze o di vagoni ferroviari a causa di problemi tecnici, come previsto all'articolo 44, paragrafo 2, lettera b), l'ufficio doganale di partenza è informato entro il 12o giorno successivo al giorno in cui la prima parte delle merci è stata presentata.

▼M38



CAPO VI

Formalità relative alla conclusione del regime

Articolo 48

Conclusione e appuramento del regime

1.  
Il regime di transito comune si conclude e gli obblighi del titolare del regime sono adempiuti quando le merci vincolate al regime e le informazioni richieste sono disponibili presso l'ufficio doganale di destinazione, conformemente alla normativa doganale.
2.  
Le autorità doganali appurano il regime di transito comune quando sono in grado di stabilire, sulla base del raffronto fra i dati disponibili all'ufficio doganale di partenza e quelli disponibili all'ufficio doganale di destinazione, che il regime si è concluso regolarmente.

Articolo 49

Procedura di ricerca per le merci che circolano in regime di transito comune

1.  
Qualora l'ufficio doganale di partenza non abbia ricevuto i risultati del controllo entro sei giorni dal ricevimento della notifica di arrivo delle merci, in conformità dell'articolo 47, paragrafo 4 o paragrafo 5, tale ufficio chiede immediatamente i risultati del controllo all'ufficio doganale di destinazione che ha inviato la notifica di arrivo delle merci.

L'ufficio doganale di destinazione invia i risultati del controllo subito dopo aver ricevuto la richiesta dall'ufficio doganale di partenza.

2.  

Se l'autorità doganale del paese di partenza non ha ancora ricevuto le informazioni che consentono l'appuramento del regime di transito comune o il recupero dell'obbligazione, essa chiede le informazioni pertinenti al titolare del regime o, qualora siano disponibili informazioni sufficienti nel luogo di destinazione, all'ufficio doganale di destinazione nei casi seguenti:

a) 

l'ufficio doganale di partenza non ha ricevuto la notifica di arrivo delle merci entro la scadenza del termine per la presentazione delle merci fissato in conformità dell'articolo 34;

b) 

l'ufficio doganale di partenza non ha ricevuto i risultati del controllo richiesti a norma del paragrafo 1;

c) 

l'ufficio doganale di partenza constata che la notifica di arrivo delle merci o i risultati del controllo sono stati inviati per errore.

3.  
L'autorità doganale del paese di partenza invia le richieste di informazioni in conformità del paragrafo 2, lettera a), entro un termine di sette giorni dalla scadenza del termine ivi indicato e le richieste di informazioni in conformità del paragrafo 2, lettera b), entro un termine di sette giorni dalla scadenza del termine di cui al paragrafo 1.

Tuttavia, se prima della scadenza di tali termini l'autorità doganale del paese di partenza viene informata che il regime di transito comune non si è concluso correttamente, o sospetta che tale sia il caso, essa trasmette la richiesta senza indugio.

4.  
Le risposte alle richieste presentate in conformità del paragrafo 2 sono trasmesse entro 28 giorni dalla data in cui la richiesta è stata inviata.
5.  
Qualora, in seguito a una richiesta a norma del paragrafo 2, l'ufficio doganale di destinazione non abbia fornito informazioni sufficienti per l'appuramento del regime di transito comune, l'autorità doganale del paese di partenza chiede al titolare del regime di fornire tali informazioni, al massimo entro 28 giorni dall'avvio della procedura di ricerca.

▼M39

A decorrere dalla data di introduzione dell'aggiornamento del NCTS, di cui all'allegato della decisione di esecuzione (UE) 2016/578, qualora, a seguito di una richiesta in conformità del paragrafo 2, l'ufficio doganale di destinazione non abbia fornito informazioni sufficienti per l'appuramento del regime di transito comune, l'autorità doganale del paese di partenza chiede al titolare del regime di fornire tali informazioni, al massimo entro 35 giorni dall'avvio della procedura di ricerca.

▼M38

Il titolare del regime risponde alla richiesta entro 28 giorni dalla data in cui essa è stata inviata.

6.  
Se le informazioni fornite in risposta dal titolare del regime ►M39  a norma del paragrafo 5 ◄ non sono sufficienti per appurare il regime di transito comune, ma l'autorità doganale del paese di partenza le ritiene sufficienti per continuare la procedura di ricerca, tale autorità trasmette immediatamente una richiesta di informazioni supplementari all'ufficio doganale interessato.

L'ufficio doganale in questione risponde alla richiesta entro 40 giorni dalla data in cui essa è stata inviata.

7.  
Se nel corso di una procedura di ricerca di cui ai paragrafi da 1 a 6 viene stabilito che il regime di transito comune è stato concluso correttamente, l'autorità doganale del paese di partenza appura tale regime e ne informa senza indugio il titolare del regime della procedura di recupero e, se del caso, qualsiasi autorità doganale che abbia avviato il recupero.
8.  
Se nel corso di una procedura di ricerca di cui ai paragrafi da 1 a 6 risulta che il regime di transito comune non può essere appurato, l'autorità doganale del paese di partenza stabilisce se è sorta un'obbligazione.

Se è sorta un'obbligazione, l'autorità doganale del paese di partenza adotta le seguenti misure:

a) 

individua il debitore;

b) 

determina l'autorità doganale competente per la notifica dell'obbligazione.

Articolo 50

Richiesta di trasferire il recupero dell'obbligazione

1.  
Se l'autorità doganale del paese di partenza, nel corso della procedura di ricerca e prima della scadenza del termine di cui all'articolo 114, paragrafo 2, ottiene prove che dimostrano che il luogo in cui si sono verificati i fatti che hanno determinato l'insorgenza dell'obbligazione si trova in un altro paese, tale autorità doganale provvede immediatamente, e in ogni caso entro tale termine, a inviare tutte le informazioni disponibili all'autorità doganale competente in tale luogo.
2.  
L'autorità doganale competente in tale luogo accusa ricevuta delle informazioni e comunica all'autorità doganale del paese di partenza se è competente per il recupero. Se l'autorità doganale del paese di partenza non ha ricevuto l'informazione entro 28 giorni, essa riprende immediatamente la procedura di ricerca o dà avvio alla procedura di recupero.

Articolo 51

Prova alternativa della conclusione del regime di transito comune

1.  

Il regime di transito comune si considera concluso correttamente quando il titolare del regime presenta, con soddisfazione dell'autorità doganale del paese di partenza, uno dei seguenti documenti che identificano le merci:

a) 

un documento certificato dall'autorità doganale del paese di destinazione, che identifica le merci e stabilisce che esse sono state presentate all'ufficio doganale di destinazione o sono state consegnate a un destinatario autorizzato di cui all'articolo 87;

b) 

un documento o una registrazione doganale, certificati dall'autorità doganale di un paese, che attestino che le merci hanno fisicamente lasciato il territorio doganale della parte contraente;

c) 

un documento doganale rilasciato in un paese terzo in cui le merci sono vincolate a un regime doganale;

d) 

un documento rilasciato in un paese terzo, vistato o altrimenti certificato dall'autorità doganale di tale paese, che certifica che le merci sono considerate in libera pratica nel paese terzo in questione.

2.  
In luogo dei documenti di cui al paragrafo 1 possono essere fornite come prova copie conformi dei medesimi certificate dall'organismo che ha vistato i documenti originali, dall'autorità del paese terzo interessato o dall'autorità di un paese.

Articolo 52

Verifica e assistenza amministrativa

1.  
Le autorità doganali competenti possono procedere a controlli a posteriori delle informazioni fornite nonché dei documenti, dei formulari, delle autorizzazioni o dei dati relativi all'operazione di transito comune al fine di verificare che i dati registrati, le informazioni scambiate e i timbri siano autentici. Tali controlli sono effettuati in caso di dubbi quanto all'esattezza e autenticità delle informazioni fornite o in caso di sospetta frode. Essi possono inoltre essere effettuati in base a un'analisi dei rischi o a campione.
2.  
L'autorità competente che riceve una domanda di controllo a posteriori risponde immediatamente.
3.  
Se l'autorità doganale competente del paese di partenza presenta una domanda all'autorità doganale competente per un controllo a posteriori delle informazioni relative all'operazione di transito comune, si considera che le condizioni di cui all'articolo 48, paragrafo 2, per l'appuramento del regime di transito non siano soddisfatte fino a quando l'autenticità e l'esattezza dei dati non siano state confermate.



CAPO VII

Regime di transito comune per il trasporto di merci mediante un'infrastruttura di trasporto fissa

Articolo 53

Regime di transito comune per il trasporto di merci mediante un'infrastruttura di trasporto fissa

1.  
Nel caso in cui merci trasportate mediante un'infrastruttura di trasporto fissa entrino nel territorio doganale di una parte contraente attraverso la suddetta infrastruttura, tali merci si considerano vincolate al regime di transito comune all'ingresso in detto territorio.
2.  
Nel caso in cui le merci si trovino già nel territorio doganale di una parte contraente e siano trasportate mediante un'infrastruttura di trasporto fissa, tali merci si considerano vincolate al regime di transito comune al momento dell'immissione nell'infrastruttura di trasporto fissa.
3.  
Ai fini del regime di transito comune, in caso di merci trasportate mediante infrastrutture di trasporto fisse, il titolare del regime è il gestore dell'infrastruttura di trasporto fissa stabilito nella parte contraente attraverso il cui territorio le merci entrano nel territorio doganale delle parti contraenti nel caso di cui al paragrafo 1, o il gestore dell'infrastruttura di trasporto fissa nella parte contraente in cui ha inizio il trasporto nel caso di cui al paragrafo 2.

Il titolare del regime e l'autorità doganale concordano i metodi di vigilanza doganale per le merci trasportate.

4.  
Ai fini dell'articolo 8, paragrafo 2, è considerato trasportatore il gestore dell'infrastruttura di trasporto fissa stabilito in un paese attraverso il cui territorio le merci circolano a mezzo di infrastrutture di trasporto fisse.
5.  

Fatte salve le disposizioni del paragrafo 8, il regime di transito comune è considerato concluso quando è fatta opportuna iscrizione nelle scritture commerciali del destinatario o del gestore dell'infrastruttura di trasporto fissa attestante che le merci trasportate mediante infrastrutture di trasporto fisse:

a) 

sono arrivate all'impianto del destinatario;

b) 

sono accettate nella rete di distribuzione del destinatario; oppure

c) 

hanno lasciato il territorio doganale delle parti contraenti.

6.  
Quando merci trasportate a mezzo di infrastrutture di trasporto fisse tra due parti contraenti e ritenute vincolate al regime di transito comune conformemente alle disposizioni del paragrafo 2 transitano, nel corso del loro tragitto, nel territorio di un paese di transito comune dove questo regime non è utilizzato per i trasporti a mezzo di infrastrutture di trasporto fisse, il regime in questione è sospeso durante l'attraversamento di tale territorio.
7.  
Quando merci sono trasportate a mezzo di infrastrutture di trasporto fisse a partire da un paese di transito comune dove il regime di transito comune non è utilizzato per il trasporto a mezzo di infrastrutture di trasporto fisse a destinazione di una parte contraente dove tale regime è utilizzato, il regime in questione è considerato avere inizio nel momento in cui le merci entrano nel territorio di quest'ultima parte contraente.
8.  
Quando merci sono trasportate a mezzo di infrastrutture di trasporto fisse a partire da una parte contraente dove il regime di transito comune è utilizzato per i trasporti a mezzo di infrastrutture di trasporto fisse a destinazione di un paese di transito comune dove tale regime non è utilizzato, il regime in questione è considerato avere termine nel momento in cui le merci lasciano il territorio della parte contraente nella quale il regime è utilizzato.

Articolo 54

Applicazione facoltativa del regime di transito comune al trasporto di merci mediante un'infrastruttura di trasporto fissa

Un paese di transito comune può decidere di non applicare il regime di transito comune al trasporto di merci mediante un'infrastruttura di trasporto fissa. Tale decisione è comunicata alla Commissione, che ne informa gli altri paesi.



TITOLO III

SEMPLIFICAZIONI UTILIZZATE PER IL REGIME DI TRANSITO COMUNE



CAPO I

Disposizioni generali in materia di semplificazioni

Articolo 55

Tipi di semplificazioni del transito

►M39  1. ◄   

Su richiesta, le autorità doganali possono autorizzare una delle seguenti semplificazioni:

a) 

uso di una garanzia globale o esonero dalla garanzia;

b) 

uso di sigilli di un modello particolare, quando è richiesto il suggellamento per assicurare l'identificazione delle merci vincolate al regime di transito comune;

c) 

qualifica di speditore autorizzato, che consente al titolare dell'autorizzazione di vincolare le merci al regime di transito comune senza presentarle in dogana;

d) 

qualifica di destinatario autorizzato, che consente al titolare dell'autorizzazione di ricevere le merci trasportate in regime di transito comune in un luogo autorizzato, per concludere il regime in conformità dell'articolo 48, paragrafo 1;

▼M41

e) 

uso del regime di transito comune su supporto cartaceo per le merci trasportate per via aerea;

▼M38

f) 

uso del regime di transito comune su supporto cartaceo specifico per le merci trasportate per ferrovia;

g) 

applicazione di altre procedure semplificate basate sull'articolo 6 della convenzione;

▼M39

h) 

regime di transito comune basato su un documento di trasporto elettronico come dichiarazione di transito per il trasporto aereo;

i) 

uso di una dichiarazione doganale con requisiti ridotti in materia di dati per vincolare le merci al regime di transito comune.

2.  

Le autorizzazioni a norma dell'articolo 1, lettera i), a utilizzare una dichiarazione doganale con requisiti ridotti in materia di dati per vincolare le merci al regime di transito comune sono concesse per:

a) 

il trasporto ferroviario di merci;

b) 

il trasporto di merci per via aerea se un documento di trasporto elettronico non è utilizzato come dichiarazione di transito.

3.  
A decorrere dalla data di introduzione dell'aggiornamento del NCTS di cui all'allegato della decisione di esecuzione (UE) 2016/578, si applicano il regime di transito comune su supporto cartaceo per le merci trasportate per via aerea di cui al paragrafo 1, lettera e), e il regime di transito comune su supporto cartaceo specifico per le merci trasportate per ferrovia di cui al paragrafo 1, lettera f). Dopo tale data i suddetti regimi di transito comune non si applicano.

▼M41 —————

▼M39

A decorrere dalla data di introduzione dell'aggiornamento del NCTS, di cui all'allegato della decisione di esecuzione (UE) 2016/578, la semplificazione di cui al paragrafo 1, lettera i), non si applica.

▼M38

Articolo 56

Campo di applicazione territoriale delle autorizzazioni di semplificazioni

1.  
Le semplificazioni ►M39  di cui all'articolo 55, paragrafo 1, lettere b) e c), ◄ si applicano unicamente alle operazioni di transito comune che hanno inizio nella parte contraente in cui è concessa l'autorizzazione delle semplificazioni.
2.  
La semplificazione ►M39  di cui all'articolo 55, paragrafo 1, lettera d), ◄ si applica unicamente alle operazioni di transito comune che terminano nella parte contraente in cui è concessa l'autorizzazione della semplificazione.
3.  
►M39  Le semplificazioni ◄ ►M39  di cui all'articolo 55, paragrafo 1, lettere e) e h), ◄ ►M39  si applicano ◄ unicamente nelle parti contraenti specificate nell'autorizzazione della semplificazione.
4.  
►M39  Le semplificazioni ◄ ►M39  di cui all'articolo 55, paragrafo 1, lettere a), f) e i), ◄ ►M39  si applicano ◄ in tutte le parti contraenti.

Articolo 57

Condizioni generali relative alle autorizzazioni di semplificazioni

1.  

L'autorizzazione ►M39  di cui all'articolo 55, paragrafo 1, lettera a) ◄ , è concessa ai richiedenti che soddisfano le seguenti condizioni:

a) 

sono stabiliti nel territorio doganale di una parte contraente;

b) 

non hanno commesso violazioni gravi o ripetute della normativa doganale e fiscale, né reati gravi in relazione all'attività economica svolta;

c) 

utilizzano regolarmente il regime di transito comune o dispongono degli standard pratici di competenza o delle qualifiche professionali direttamente connesse all'attività svolta.

2.  

Le autorizzazioni ►M39  di cui all'articolo 55, paragrafo 1, lettere b), c), d) e i), ◄ sono concesse ai richiedenti che soddisfano le seguenti condizioni:

a) 

sono stabiliti nel territorio doganale di una parte contraente;

b) 

dichiarano che intendono utilizzare regolarmente il regime di transito comune;

c) 

non hanno commesso violazioni gravi o ripetute della normativa doganale e fiscale, né reati gravi in relazione all'attività economica svolta;

d) 

dimostrano un alto livello di controllo delle proprie operazioni e del flusso di merci, mediante un sistema di gestione delle scritture commerciali e, se del caso, di quelle relative ai trasporti, che consenta adeguati controlli doganali;

e) 

dispongono degli standard pratici di competenza o delle qualifiche professionali direttamente connesse all'attività svolta.

3.  

Le autorizzazioni ►M39  di cui all'articolo 55, paragrafo 1, lettera e), ◄ sono concesse ai richiedenti che soddisfano le seguenti condizioni:

a) 

nel caso del regime di transito comune su supporto cartaceo per merci trasportate per via aerea, il richiedente è una compagnia aerea ed è stabilito nel territorio doganale di una parte contraente;

▼M41 —————

▼M38

c) 

il richiedente utilizza regolarmente il regime di transito comune o l'autorità doganale competente sa che è in grado di adempiere agli obblighi previsti da tale regime;

d) 

il richiedente non ha commesso infrazioni gravi o ripetute della legislazione doganale o fiscale.

4.  

Le autorizzazioni ►M39  di cui all'articolo 55, paragrafo 1, lettera f), ◄ sono concesse ai richiedenti che soddisfano le seguenti condizioni:

a) 

sono aziende ferroviarie;

b) 

sono stabiliti nel territorio doganale di una parte contraente;

c) 

utilizzano regolarmente il regime di transito o l'autorità doganale competente sa che sono in grado di adempiere agli obblighi previsti da tale regime e

d) 

non hanno commesso infrazioni gravi o ripetute della legislazione doganale o fiscale.

▼M39

5.  

Le autorizzazioni di cui all'articolo 55, paragrafo 1, lettera h), sono concesse ai richiedenti che soddisfano le seguenti condizioni:

a) 

sono stabiliti nel territorio doganale di una parte contraente;

b) 

dichiarano che intendono utilizzare regolarmente il regime di transito comune;

c) 

non hanno commesso violazioni gravi o ripetute della normativa doganale e fiscale, né reati gravi in relazione all'attività economica svolta;

d) 

dimostrano un alto livello di controllo delle proprie operazioni e del flusso di merci, mediante un sistema di gestione delle scritture commerciali e, se del caso, di quelle relative ai trasporti, che consenta adeguati controlli doganali;

e) 

dispongono degli standard pratici di competenza o delle qualifiche professionali direttamente connesse all'attività svolta;

f) 

operano un numero significativo di voli tra aeroporti situati nelle parti contraenti;

g) 

dimostrano di essere in grado di garantire che le indicazioni del documento di trasporto elettronico sono disponibili presso l'ufficio doganale di partenza all'aeroporto di partenza e presso l'ufficio doganale di destinazione all'aeroporto di destinazione e che tali indicazioni sono le stesse presso l'ufficio doganale di partenza e l'ufficio doganale di destinazione.

▼M38

►M39  6. ◄   
Le autorizzazioni sono concesse solo a condizione che l'autorità doganale ritenga di essere in grado di vigilare sul regime di transito comune e di effettuare controlli senza uno sforzo amministrativo sproporzionato rispetto alle necessità della persona interessata.

Articolo 58

Controllo delle condizioni di autorizzazione

Le autorità doganali controllano le condizioni che il titolare dell'autorizzazione deve rispettare. Controllano altresì l'osservanza degli obblighi derivanti da tale autorizzazione. Se il titolare dell'autorizzazione è stabilito da meno di tre anni, esso è oggetto di un attento controllo da parte dell'autorità doganale nel primo anno successivo alla concessione dell'autorizzazione.

Articolo 59

Contenuto della domanda di autorizzazione

1.  
Una domanda di autorizzazione per l'uso di semplificazioni è datata e firmata. Le parti contraenti stabiliscono le modalità di presentazione della domanda.
2.  
Le domande contengono tutti gli elementi che permettono alle autorità doganali di accertare il rispetto delle condizioni necessarie per beneficiare delle semplificazioni richieste.

Articolo 60

Responsabilità del richiedente

La persona che richiede l'utilizzo delle semplificazioni è responsabile, in applicazione delle disposizioni in vigore nelle parti contraenti e fatta salva l'applicazione eventuale di disposizioni penali:

a) 

dell'esattezza e della completezza delle informazioni indicate nella domanda;

b) 

dell'autenticità, dell'esattezza e della validità dei documenti presentati a sostegno della domanda.

Articolo 61

Autorità doganali competenti per la concessione dell'autorizzazione

1.  
Le domande di semplificazione ►M39  di cui all'articolo 55, paragrafo 1, lettera c), ◄ sono presentate alle autorità doganali competenti per la concessione dell'autorizzazione nel paese in cui le operazioni di transito comune devono avere inizio.
2.  
Le domande di semplificazione ►M39  di cui all'articolo 55, paragrafo 1, lettera d), ◄ sono presentate alle autorità doganali competenti per la concessione dell'autorizzazione nel paese in cui le operazioni di transito comune devono concludersi.
3.  
Le domande di semplificazione ►M39  di cui all'articolo 55, paragrafo 1, lettere a), b), e), f), h) e i), ◄ sono presentate alle autorità doganali competenti per il luogo in cui la contabilità principale del richiedente a fini doganali è conservata o accessibile e in cui almeno una parte delle attività oggetto dell'autorizzazione devono essere svolte.

La contabilità principale del richiedente riguarda le scritture e i documenti che permettono all'autorità doganale di rilasciare l'autorizzazione.

▼M39

4.  
Qualora uno speditore autorizzato di cui all'articolo 55, paragrafo 1, lettera c) o un richiedente che presenti la semplificazione di cui all'articolo 55, primo comma, lettera c), presenti altresì la semplificazione di cui all'articolo 55, primo comma, lettera b), tale domanda può essere presentata all'autorità doganale competente a prendere una decisione nel paese in cui le operazioni di transito comune dello speditore autorizzato devono avere inizio.

▼M38

Articolo 62

Accettazione e rifiuto delle domande e concessione delle autorizzazioni

1.  
Le domande sono accettate o respinte e le autorizzazioni sono concesse conformemente alle disposizioni in vigore nelle parti contraenti.
2.  
Le decisioni di rifiuto della domanda indicano i motivi del rifiuto e sono comunicate al richiedente conformemente ai termini e alle disposizioni in vigore nella parte contraente interessata.

Articolo 63

Contenuto dell'autorizzazione

1.  
L'autorizzazione e, se necessario, una o più copie autenticate sono consegnate al titolare dell'autorizzazione.
2.  
L'autorizzazione precisa le condizioni alle quali le semplificazioni sono utilizzate e definisce le loro modalità di funzionamento e di controllo.

Articolo 64

Data di decorrenza dell'autorizzazione

1.  
L'autorizzazione decorre dalla data in cui il richiedente la riceve, o si ritiene l'abbia ricevuta, ed è applicabile da parte delle autorità doganali a decorrere da tale data.

Salvo ove altrimenti disposto dalla normativa doganale, la validità dell'autorizzazione non è limitata nel tempo.

2.  

L'autorizzazione prende effetto a decorrere da una data diversa dalla data in cui il richiedente la riceve o si ritiene l'abbia ricevuta nei seguenti casi:

a) 

se l'autorizzazione avrà ripercussioni positive per il richiedente e quest'ultimo ha chiesto una diversa data di decorrenza degli effetti, nel qual caso l'autorizzazione prende effetto a decorrere dalla data chiesta dal richiedente, a condizione che sia successiva a quella in cui sarebbe stata applicabile a norma del paragrafo 1;

b) 

se un'autorizzazione precedente è stata emanata con una limitazione di tempo e l'unico scopo dell'autorizzazione attuale è prorogarne la validità, nel qual caso l'autorizzazione prende effetto a decorrere dal giorno successivo alla data di scadenza del periodo di validità dell'autorizzazione precedente;

c) 

se l'effetto dell'autorizzazione è subordinato all'espletamento di determinate formalità da parte del richiedente, nel qual caso l'autorizzazione prende effetto a decorrere dalla data in cui il richiedente riceve, o si ritiene abbia ricevuto, la comunicazione dell'autorità doganale competente attestante che tutte le formalità sono state espletate in modo soddisfacente.

Articolo 65

Annullamento, revoca e modifica delle autorizzazioni

1.  
Il titolare di un'autorizzazione è tenuto a informare le autorità doganali di ogni evento verificatosi dopo il rilascio dell'autorizzazione e che può incidere sul suo mantenimento o sul suo contenuto.
2.  

Le autorità doganali annullano un'autorizzazione se sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni:

a) 

l'autorizzazione è stata concessa sulla base di informazioni inesatte o incomplete;

b) 

il titolare dell'autorizzazione sapeva o avrebbe dovuto ragionevolmente sapere che le informazioni erano inesatte o incomplete;

c) 

se le informazioni fossero state esatte e complete, la decisione relativa all'autorizzazione sarebbe stata diversa.

3.  

L'autorizzazione è revocata o modificata se, in casi diversi da quelli di cui al paragrafo 2:

a) 

una o più delle condizioni stabilite per la sua concessione non sono state o non sono più rispettate; oppure

b) 

su richiesta del titolare dell'autorizzazione.

4.  
Il titolare dell'autorizzazione è informato dell'annullamento, della revoca o della modifica dell'autorizzazione conformemente ai termini e alle disposizioni in vigore nella parte contraente.
5.  
L'annullamento di un'autorizzazione ha effetto a decorrere dalla data in cui l'autorizzazione iniziale ha preso effetto, se non altrimenti specificato nella decisione conformemente alla normativa doganale.
6.  
La revoca o la modifica di un'autorizzazione ha effetto a decorrere dalla data in cui il richiedente la riceve o si ritiene l'abbia ricevuta. Tuttavia, in casi eccezionali e nella misura in cui gli interessi legittimi del titolare dell'autorizzazione lo esigano, le autorità doganali possono rinviarne l'applicabilità a una data ulteriore conformemente ai termini in vigore nelle parti contraenti. La data di decorrenza degli effetti è indicata nella decisione relativa alla revoca o alla modifica dell'autorizzazione.

Articolo 66

Riesame di un'autorizzazione

1.  

L'autorità doganale competente per la concessione dell'autorizzazione effettua un riesame nei seguenti casi:

a) 

in caso di modifiche della pertinente normativa che incidono sull'autorizzazione;

b) 

se necessario, a seguito del controllo effettuato;

c) 

se necessario, a seguito delle informazioni fornite dal titolare dell'autorizzazione in conformità dell'articolo 65, paragrafo 1, o da altre autorità.

2.  
L'autorità doganale competente per la concessione dell'autorizzazione comunica l'esito del riesame al titolare della stessa.

Articolo 67

Sospensione di un'autorizzazione

1.  

L'autorità doganale competente per la concessione dell'autorizzazione sospende l'autorizzazione invece di annullarla, revocarla o modificarla nei seguenti casi:

a) 

se tale autorità doganale ritiene che possa sussistere un motivo sufficiente di annullamento, revoca o modifica dell'autorizzazione, ma non dispone ancora di tutti gli elementi necessari per decidere in merito all'annullamento, alla revoca o alla modifica;

b) 

se tale autorità doganale ritiene che le condizioni relative all'autorizzazione non siano soddisfatte o che il titolare dell'autorizzazione non rispetti gli obblighi imposti a norma di tale autorizzazione e che sia opportuno consentire al titolare dell'autorizzazione di adottare provvedimenti per assicurare l'adempimento delle condizioni o il rispetto degli obblighi;

c) 

se il titolare dell'autorizzazione chiede la sospensione perché si trova temporaneamente nell'incapacità di soddisfare le condizioni previste per l'autorizzazione o di rispettare gli obblighi imposti ai sensi di tale autorizzazione.

2.  
Nei casi di cui al paragrafo 1, lettere b) e c), il titolare dell'autorizzazione informa l'autorità doganale competente a concedere l'autorizzazione dei provvedimenti che adotterà per garantire l'adempimento delle condizioni o il rispetto degli obblighi, nonché del periodo di tempo necessario per adottare detti provvedimenti.

Articolo 68

Periodo di sospensione di un'autorizzazione

1.  
Il periodo di sospensione fissato dall'autorità doganale competente corrisponde al periodo di tempo di cui tale autorità necessita per stabilire se le condizioni per l'annullamento, la revoca o la modifica sono soddisfatte.

Tuttavia, se l'autorità doganale ritiene che il titolare dell'autorizzazione possa non soddisfare i criteri di cui all'articolo 57, paragrafo 1, lettera b), l'autorizzazione è sospesa fino a quando non sia accertato se un'infrazione grave o infrazioni reiterate sono state commesse da una delle seguenti persone:

a) 

il titolare dell'autorizzazione;

b) 

la persona responsabile della società che è titolare dell'autorizzazione di cui trattasi o che ne esercita il controllo della gestione;

c) 

la persona responsabile delle questioni doganali nella società che è titolare dell'autorizzazione di cui trattasi.

2.  
Nei casi di cui all'articolo 67, paragrafo 1, lettere b) e c), il periodo di sospensione stabilito dall'autorità doganale competente a concedere l'autorizzazione corrisponde al periodo di tempo comunicato dal titolare dell'autorizzazione in conformità dell'articolo 67, paragrafo 2. Il periodo di sospensione può, se del caso, essere ulteriormente prorogato su richiesta del titolare dell'autorizzazione.

Il periodo di sospensione può essere ulteriormente prorogato del periodo di tempo di cui l'autorità doganale competente necessita per verificare che tali misure garantiscano l'adempimento delle condizioni o il rispetto degli obblighi; tale periodo di tempo non può superare i 30 giorni.

3.  
Se, a seguito della sospensione di un'autorizzazione, l'autorità doganale competente a concedere l'autorizzazione intende annullare, revocare o modificare tale autorizzazione in conformità dell'articolo 65, il periodo di sospensione, determinato in conformità dei paragrafi 1 e 2 del presente articolo, è prorogato, se del caso, fino a quando la decisione di annullamento, revoca o modifica prende effetto.

Articolo 69

Fine del periodo di sospensione di un'autorizzazione

1.  

La sospensione cessa allo scadere del periodo di sospensione a meno che, prima della scadenza di tale termine, si verifichi uno dei casi seguenti:

a) 

la sospensione è revocata sulla base del fatto che, nei casi di cui all'articolo 67, paragrafo 1, lettera a), non vi sono motivi per l'annullamento, la revoca o la modifica dell'autorizzazione in conformità dell'articolo 65, nel qual caso la sospensione cessa alla data della revoca;

b) 

la sospensione è revocata sulla base del fatto che, nei casi di cui all'articolo 67, paragrafo 1, lettere b) e c), il titolare dell'autorizzazione ha adottato, con soddisfazione dell'autorità doganale competente a concedere l'autorizzazione, i provvedimenti necessari per garantire l'adempimento delle condizioni stabilite per l'autorizzazione o la conformità agli obblighi imposti a norma di tale autorizzazione, nel qual caso la sospensione cessa alla data della revoca;

c) 

l'autorizzazione sospesa è annullata, revocata o modificata, nel qual caso la sospensione cessa alla data dell'annullamento, della revoca o della modifica.

2.  
L'autorità doganale competente per la concessione dell'autorizzazione informa il titolare della stessa della fine del periodo di sospensione.

▼M39 —————

▼M38

Articolo 71

Riesame delle autorizzazioni già in vigore al 1o maggio 2016

1.  
►M39  Le autorizzazioni che sono state concesse in base all'articolo 44, paragrafo 1, lettere a), b), d) o e) dell'appendice I della convenzione, quale modificata dalla decisione n. 1/2008, o sono state concesse in base all'articolo 44, paragrafo 1, lettera f), punti i) o ii) qualora sia stata utlizzata la procedura semplificata di livello 1 e che sono valide al 1o maggio 2016 e che non hanno un periodo di validità limitato sono riesaminate entro il 1o maggio 2019. ◄
2.  

Le autorizzazioni concesse ►M39  in base all'articolo 44, paragrafo 1, lettere a), b), d) ed e), dell'appendice I della convenzione, quale modificata ◄ dalla decisione n. 1/2008, che sono valide al 1o maggio 2016 restano valide con le seguenti modalità:

a) 

per le autorizzazioni che hanno un periodo di validità limitato: fino alla fine di tale periodo o fino al 1o maggio 2019, se quest'ultima data è anteriore;

b) 

per tutte le altre autorizzazioni: fino al riesame dell'autorizzazione.

3.  
Le decisioni successive al riesame revocano le autorizzazioni oggetto del riesame e, se del caso, concedono nuove autorizzazioni. Tali decisioni sono notificate senza indugio ai titolari delle autorizzazioni.

▼M39 —————

▼M38

Articolo 72

Conservazione della documentazione da parte delle autorità doganali

1.  
Le autorità doganali conservano le domande e i documenti giustificativi allegati, come pure una copia delle autorizzazioni rilasciate.
2.  
Quando una domanda è respinta o un'autorizzazione è annullata, revocata, modificata o sospesa, la domanda e, secondo i casi, la decisione di rifiuto della domanda o di annullamento, di revoca, di modifica o di sospensione dell'autorizzazione e i documenti giustificativi allegati sono conservati per un periodo di almeno tre anni a decorrere dalla fine dell'anno civile durante il quale la domanda è stata respinta o l'autorizzazione è stata annullata, revocata, modificata o sospesa.

Articolo 73

Validità dei sigilli già in uso al 1o maggio 2016

I sigilli doganali di cui all'articolo 38 e i sigilli di un modello particolare di cui all'articolo 82 conformi ►M39  all'allegato II dell'appendice I ◄ della convenzione, quale modificata dalla decisione n. 1/2008, possono continuare a essere utilizzati fino a esaurimento delle scorte o fino al 1o maggio 2019, se questa data è anteriore.



CAPO II

Garanzia globale ed esonero dalla garanzia

Articolo 74

Importo di riferimento

1.  
Salvo ove diversamente disposto all'articolo 75, l'importo della garanzia globale è pari a un importo di riferimento stabilito dall'ufficio doganale di garanzia.
2.  
L'importo di riferimento della garanzia globale corrisponde all'importo dell'obbligazione che potrebbe diventare esigibile in relazione a ciascuna operazione di transito comune per la quale la garanzia è fornita nel periodo di tempo compreso tra il vincolo delle merci al regime di transito comune e il momento in cui tale regime è appurato.

Ai fini di tale calcolo si tiene conto dei tassi più elevati dell'obbligazione applicabili a merci del medesimo tipo nel paese dell'ufficio doganale di garanzia e le merci unionali trasportate nel quadro della convenzione sono trattate come merci non unionali.

Qualora l'ufficio doganale di garanzia non disponga delle informazioni necessarie per determinare l'importo di riferimento, tale importo è fissato a 10 000 EUR per ciascuna operazione di transito.

3.  
L'ufficio doganale di garanzia stabilisce l'importo di riferimento in collaborazione con il titolare del regime. Nel fissare l'importo di riferimento l'ufficio doganale di garanzia si basa sulle informazioni relative alle merci vincolate al regime di transito comune nei 12 mesi precedenti e su una stima del volume delle operazioni previste secondo quanto indicato in particolare nella documentazione commerciale e contabile del titolare del regime.
4.  
L'ufficio doganale di garanzia procede a un riesame dell'importo di riferimento di propria iniziativa o a seguito di una richiesta da parte del titolare del regime e, se necessario, aggiorna tale importo.
5.  
Ciascun titolare del regime provvede affinché l'importo esigibile o che può diventare esigibile non superi l'importo di riferimento.

Tale persona informa l'ufficio doganale di garanzia quando l'importo di riferimento non è più a un livello sufficiente a coprire le sue operazioni.

6.  
►M39  A decorrere dalla data di introduzione dell'aggiornamento del NCTS di cui all'allegato della decisione di esecuzione (UE) 2016/578, le autorità doganali effettuano il monitoraggio della garanzia. ◄

Il monitoraggio dell'importo di riferimento a copertura dell'importo dell'obbligazione che può diventare esigibile con riguardo alle merci vincolate al regime di transito comune è garantito tramite il sistema elettronico di cui all'articolo 4, paragrafo 1, per ciascuna operazione di transito al momento del vincolo delle merci al regime di transito comune.

▼M39

7.  
Il monitoraggio della garanzia per le merci vincolate al regime di transito comune facendo ricorso alla semplificazione di cui all'articolo 55, paragrafo 1, lettera f), durante il periodo che intercorre tra la scadenza dell'esonero di cui all'articolo 13, paragrafo 2, e la data di introduzione dell'aggiornamento del NCTS di cui all'allegato della decisisone di esecuzione (UE) 2016/578, è assicurato da audit regolari e appropriati.

▼M38

Articolo 75

Livello della garanzia globale

1.  
Il titolare del regime può essere autorizzato a usare una garanzia globale di importo ridotto o a beneficiare di un esonero dalla garanzia.
2.  

L'importo della garanzia globale può essere ridotto:

a) 

al 50 % dell'importo di riferimento determinato a norma dell'articolo 74, qualora siano soddisfatte le condizioni seguenti:

i) 

il richiedente tiene un sistema contabile compatibile con i principi contabili generalmente accettati applicati nella parte contraente in cui è tenuta la contabilità, consente i controlli doganali mediante audit e conserva una documentazione cronologica dei dati che fornisce una pista di controllo dal momento dell'inserimento dei dati nel fascicolo;

ii) 

il richiedente dispone di un'organizzazione amministrativa che corrisponde al tipo e alla dimensione dell'impresa e che è adatta alla gestione dei flussi di merci, e di un sistema di controllo interno che consente di prevenire, individuare e correggere gli errori e di prevenire e individuare le transazioni illegali o fraudolente;

iii) 

il richiedente non è oggetto di una procedura fallimentare;

iv) 

nei tre anni precedenti la presentazione della domanda il richiedente ha ottemperato ai propri obblighi finanziari per quanto riguarda il pagamento di obbligazioni riscosse per o in relazione all'importazione o all'esportazione di merci;

v) 

il richiedente dimostra, sulla base delle scritture e delle informazioni disponibili per gli ultimi tre anni precedenti la presentazione della domanda, che dispone di sufficiente capacità finanziaria per ottemperare ai propri obblighi e adempiere ai propri impegni tenuto conto del tipo e del volume di attività commerciale, incluso il fatto di non aver registrato un attivo netto negativo, salvo nei casi in cui questo può essere coperto;

▼M41 —————

▼M38

b) 

al 30 % dell'importo di riferimento determinato a norma dell'articolo 74, qualora siano soddisfatte le condizioni seguenti:

i) 

il richiedente tiene un sistema contabile compatibile con i principi contabili generalmente accettati applicati nella parte contraente in cui è tenuta la contabilità, consente i controlli doganali mediante audit e conserva una documentazione cronologica dei dati che fornisce una pista di controllo dal momento dell'inserimento dei dati nel fascicolo;

ii) 

il richiedente dispone di un'organizzazione amministrativa che corrisponde al tipo e alla dimensione dell'impresa e che è adatta alla gestione dei flussi di merci, e di un sistema di controllo interno che consente di prevenire, individuare e correggere gli errori e di prevenire e individuare le transazioni illegali o fraudolente;

iii) 

il richiedente provvede affinché i dipendenti responsabili abbiano l'istruzione di informare le autorità doganali ogniqualvolta incontrino difficoltà nell'ottemperare alle norme doganali e stabilisce procedure per informare le autorità doganali di tali difficoltà;

iv) 

il richiedente non è oggetto di una procedura fallimentare;

v) 

nei tre anni precedenti la presentazione della domanda il richiedente ha ottemperato ai propri obblighi finanziari per quanto riguarda il pagamento di obbligazioni riscosse per o in relazione all'importazione o all'esportazione di merci;

vi) 

il richiedente dimostra, sulla base delle scritture e delle informazioni disponibili per gli ultimi tre anni precedenti la presentazione della domanda, che dispone di sufficiente capacità finanziaria per ottemperare ai propri obblighi e adempiere ai propri impegni tenuto conto del tipo e del volume di attività commerciale, incluso il fatto di non aver registrato un attivo netto negativo, salvo nei casi in cui questo può essere coperto;

▼M41 —————

▼M38

c) 

allo 0 % dell'importo di riferimento determinato a norma dell'articolo 74, qualora siano soddisfatte le condizioni seguenti:

i) 

il richiedente tiene un sistema contabile compatibile con i principi contabili generalmente accettati applicati nella parte contraente in cui è tenuta la contabilità, consente i controlli doganali mediante audit e conserva una documentazione cronologica dei dati che fornisce una pista di controllo dal momento dell'inserimento dei dati nel fascicolo;

ii) 

il richiedente consente all'autorità doganale l'accesso fisico ai suoi sistemi contabili e, se del caso, alle sue scritture commerciali e relative ai trasporti;

iii) 

il richiedente dispone di un sistema logistico che identifica le merci come merci in libera pratica nella parte contraente o come merci di paesi terzi e indica, se del caso, la loro ubicazione;

iv) 

il richiedente dispone di un'organizzazione amministrativa che corrisponde al tipo e alla dimensione dell'impresa e che è adatta alla gestione dei flussi di merci, e di un sistema di controllo interno che consente di prevenire, individuare e correggere gli errori e di prevenire e individuare le transazioni illegali o fraudolente;

v) 

ove applicabile, il richiedente dispone di procedure soddisfacenti che consentono di gestire le licenze e le autorizzazioni concesse conformemente alle misure di politica commerciale o connesse agli scambi di prodotti agricoli;

vi) 

il richiedente dispone di procedure soddisfacenti di archiviazione delle proprie scritture e informazioni e di protezione contro la perdita dei dati;

vii) 

il richiedente provvede affinché i dipendenti responsabili abbiano l'istruzione di informare le autorità doganali ogniqualvolta incontrino difficoltà nell'ottemperare alle norme doganali e stabilisce procedure per informare le autorità doganali di tali difficoltà;

viii) 

il richiedente dispone di misure adeguate di sicurezza per proteggere il proprio sistema informatico contro qualsiasi manipolazione non autorizzata e tutelare la propria documentazione;

ix) 

il richiedente non è oggetto di una procedura fallimentare;

x) 

nei tre anni precedenti la presentazione della domanda il richiedente ha ottemperato ai propri obblighi finanziari per quanto riguarda il pagamento di obbligazioni riscosse per o in relazione all'importazione o all'esportazione di merci;

xi) 

il richiedente dimostra, sulla base delle scritture e delle informazioni disponibili per gli ultimi tre anni precedenti la presentazione della domanda, che dispone di sufficiente capacità finanziaria per ottemperare ai propri obblighi e adempiere ai propri impegni tenuto conto del tipo e del volume di attività commerciale, incluso il fatto di non aver registrato un attivo netto negativo, salvo nei casi in cui questo può essere coperto.

▼M41 —————

▼M41

3.  
Quando verificano se il richiedente dispone di una capacità finanziaria sufficiente ai fini di concedere un’autorizzazione a utilizzare una garanzia globale con un importo ridotto o a beneficiare di un esonero dalla garanzia ai sensi del paragrafo 2, lettera a), punto v), del paragrafo 2, lettera b), punto vi), e del paragrafo 2, lettera c), punto xi), le autorità doganali tengono in considerazione la capacità del richiedente di ottemperare ai propri obblighi di pagamento delle obbligazioni e di altri oneri che potrebbero insorgere, non coperti da detta garanzia.

Se giustificato, le autorità doganali possono tenere conto del rischio di insorgenza di dette obbligazioni per quanto concerne il tipo e il volume di attività commerciali del richiedente connesse alle dogane e il tipo di merci per le quali è richiesta la garanzia.

▼M38

Articolo 76

Modalità della garanzia globale e dell'esonero dalla garanzia

L'ufficio doganale di garanzia comunica al titolare del regime le seguenti informazioni:

a) 

il numero di riferimento della garanzia;

b) 

un codice di accesso associato al numero di riferimento della garanzia.

Su richiesta della persona che ha fornito la garanzia, l'ufficio doganale di garanzia attribuisce uno o più codici di accesso aggiuntivi a tale garanzia a uso di tale persona o dei suoi rappresentanti.

Articolo 77

Divieto temporaneo di ricorrere alla garanzia globale o alla garanzia globale di importo ridotto, compreso l'esonero dalla garanzia

L'utilizzo della garanzia globale e della garanzia globale di importo ridotto, compreso l'esonero dalla garanzia, può essere temporaneamente vietato nei seguenti casi:

a) 

in circostanze particolari;

b) 

per le merci per le quali è stata provata l'esistenza di frodi quantitativamente rilevanti connesse all'uso della garanzia.

Le circostanze particolari, le frodi quantitativamente rilevanti e le norme procedurali per il divieto temporaneo di ricorrere alla garanzia globale e alla garanzia globale di importo ridotto, compreso l'esonero dalla garanzia, sono stabilite nell'allegato I.

Articolo 78

Atto costitutivo della garanzia

1.  
La garanzia globale è fornita sotto forma di un impegno assunto da un fideiussore utilizzando il formulario di cui all'appendice III, allegato C4. La prova di tale impegno è conservata dall'ufficio doganale di garanzia per il periodo di validità della garanzia.
2.  
L'articolo 20, paragrafo 2, e l'articolo 22 si applicano mutatis mutandis.

Articolo 79

Certificati di garanzia globale e di esonero dalla garanzia

1.  
Sulla base dell'autorizzazione, l'ufficio doganale di garanzia rilascia al titolare del regime uno o più certificati di garanzia globale redatti utilizzando il formulario di cui all'appendice III, allegato C5, o uno o più certificati di esonero dalla garanzia redatti utilizzando il formulario di cui all'appendice III, allegato C6, al fine di consentire al titolare del regime di fornire la prova di una garanzia globale o di un esonero dalla garanzia nell'ambito dell'articolo 26, paragrafo 1, lettera b).
2.  
La validità di un certificato è limitata a due anni. Tuttavia tale durata può essere prorogata dall'ufficio doganale di garanzia una sola volta per un periodo non superiore a due anni.

Articolo 80

Revoca e cancellazione relative all'autorizzazione a utilizzare la garanzia globale o all'impegno del fideiussore

1.  
L'articolo 23, paragrafi 1 e 2, si applica mutatis mutandis alla revoca e alla cancellazione relative all'autorizzazione a utilizzare la garanzia globale o all'impegno del fideiussore.
2.  
La revoca di un'autorizzazione a utilizzare una garanzia globale o di un esonero dalla garanzia da parte delle autorità doganali e la data in cui prende effetto la revoca, da parte dell'ufficio doganale di garanzia, dell'impegno di un fideiussore o la data in cui prende effetto la cancellazione di un impegno da parte di un fideiussore sono introdotte nel sistema di cui all'articolo 9 dall'ufficio doganale di garanzia.
3.  
A decorrere dalla data in cui la revoca o la cancellazione di cui al paragrafo 1 prende effetto, i certificati di garanzia globale o di esonero dalla garanzia emessi nel quadro dell'applicazione dell'articolo 26, paragrafo 1, lettera b), non devono più essere utilizzati per il vincolo di merci al regime di transito comune e sono restituiti senza indugio dal titolare del regime all'ufficio doganale di garanzia.

Ciascun paese comunica alla Commissione gli elementi identificativi dei certificati in corso di validità che non sono stati restituiti o che sono stati dichiarati rubati, perduti o falsificati. La Commissione ne dà notizia agli altri paesi.



CAPO III

Uso di sigilli di un modello particolare

Articolo 81

Autorizzazione per l'uso di sigilli di un modello particolare

1.  
Sono concesse autorizzazioni a norma ►M39  dell'articolo 55, paragrafo 1, lettera b), ◄ a utilizzare sigilli di un modello particolare su mezzi di trasporto, container o imballaggi utilizzati per il regime di transito comune se le autorità doganali approvano i sigilli indicati nella domanda di autorizzazione.
2.  
L'autorità doganale accetta, nel contesto dell'autorizzazione, i sigilli di un modello particolare approvati dalle autorità doganali di un altro paese a meno che non disponga di informazioni indicanti che il particolare sigillo non è adatto ai fini doganali.

Articolo 82

Formalità per l'uso di sigilli di un modello particolare

1.  
I sigilli di un modello particolare devono essere conformi ai requisiti di cui all'articolo 38, paragrafo 1.

I sigilli certificati da un organismo competente conformemente alla norma internazionale ISO 17712:2013 «Container per il trasporto di merci — Sigilli meccanici» sono considerati conformi a tali requisiti.

Per i trasporti effettuati in container si utilizzano, nella più ampia misura possibile, sigilli con caratteristiche di alta sicurezza.

2.  

I sigilli di un modello particolare recano una delle seguenti indicazioni:

a) 

il nome della persona autorizzata a usarli in conformità ►M39  dell'articolo 55, paragrafo 1, lettera b), ◄ ;

b) 

un'abbreviazione o un codice corrispondente sulla base dei quali l'autorità doganale del paese di partenza è in grado di identificare la persona interessata.

3.  
Il titolare del regime indica il numero e i singoli identificatori dei sigilli di un modello particolare nella dichiarazione di transito e appone i sigilli al più tardi al momento dello svincolo delle merci per il regime di transito comune.
4.  
I sigilli di un modello particolare conformi ►M39  all'allegato II dell'appendice I della convenzione ◄ , quale modificata dalla decisione n. 1/2008, possono continuare a essere utilizzati fino a esaurimento delle scorte o fino al 1o maggio 2019, se questa data è anteriore.

Articolo 83

Vigilanza doganale per l'uso di sigilli di un modello particolare

L'autorità doganale effettua le seguenti operazioni:

a) 

notifica alla Commissione e alle autorità doganali delle altre parti contraenti i sigilli di un modello particolare in uso e i sigilli di un modello particolare che essa ha deciso di non approvare per motivi di irregolarità o carenze tecniche;

b) 

riesamina i sigilli di un modello particolare da essa approvati e in uso, se viene informata che un'altra autorità ha deciso di non approvare un determinato sigillo di un modello particolare;

c) 

conduce una consultazione reciproca al fine di giungere a una valutazione comune;

d) 

sorveglia l'uso dei sigilli di un modello particolare da parte di persone autorizzate in conformità dell'articolo 81.

Se necessario, le parti contraenti possono di comune accordo stabilire un sistema di numerazione comune e definire l'uso di caratteristiche di sicurezza e tecnologie comuni.



CAPO IV

Qualifica di speditore autorizzato

Articolo 84

Autorizzazioni che conferiscono la qualifica di speditore autorizzato per il vincolo delle merci al regime di transito comune

La qualifica di speditore autorizzato ►M39  di cui all'articolo 55, paragrafo 1, lettera c), ◄ è concessa unicamente ai richiedenti che sono autorizzati a fornire una garanzia globale o a fruire di un esonero dalla garanzia ►M39  di cui all'articolo 55, paragrafo 1, lettera a) ◄ .

Articolo 85

Contenuto dell'autorizzazione per la qualifica di speditore autorizzato

L'autorizzazione specifica in particolare:

a) 

l'ufficio o gli uffici doganali di partenza competenti per le operazioni di transito comune da effettuare;

b) 

il termine di cui dispongono le autorità doganali, dopo la presentazione della dichiarazione di transito da parte dello speditore autorizzato, per procedere a un eventuale controllo prima dello svincolo delle merci;

c) 

le misure di identificazione da adottare; a tal fine, le autorità doganali possono prescrivere che i mezzi di trasporto o i colli siano provvisti di sigilli di un modello particolare, approvati dalle autorità doganali in quanto rispondenti alle caratteristiche di cui all'articolo 82 e la cui apposizione sarà effettuata dallo speditore autorizzato;

d) 

le categorie o i movimenti di merci esclusi;

e) 

le misure operative e di controllo cui si deve conformare lo speditore autorizzato. Se del caso, eventuali condizioni specifiche relative agli accordi sui transiti che avvengono al di fuori delle normali ore lavorative del o degli uffici doganali di partenza.

Articolo 86

Vincolo delle merci al regime di transito comune da parte di uno speditore autorizzato

1.  
Lo speditore autorizzato che intende vincolare delle merci al regime di transito comune presenta una dichiarazione di transito all'ufficio doganale di partenza. Lo speditore autorizzato non deve avviare l'operazione di transito comune prima della scadenza del termine specificato nell'autorizzazione ►M39  di cui all'articolo 55, paragrafo 1, lettera c) ◄ .
2.  

Lo speditore autorizzato inserisce le seguenti informazioni nel sistema di transito elettronico:

a) 

l'itinerario, se prescritto in conformità dell'articolo 33, paragrafo 2;

b) 

il termine fissato in conformità dell'articolo 34 entro il quale le merci devono essere presentate all'ufficio doganale di destinazione;

c) 

ove del caso, il numero e i singoli identificatori dei sigilli.

3.  
Lo speditore autorizzato stampa un documento di accompagnamento transito solo dopo aver ricevuto la notifica dello svincolo delle merci per il regime di transito comune dall'ufficio doganale di partenza.

▼M39

A decorrere dalla data di introduzione dell'aggiornamento del NCTS di cui all'allegato della decisione di esecuzione (UE) 2016/578, lo speditore autorizzato stampa un documento di accompagnamento transito, a condizione che abbia ricevuto la notifica dello svincolo delle merci per il regime di transito comune dall'ufficio doganale di partenza.

▼M38



CAPO V

Qualifica di destinatario autorizzato

Articolo 87

Autorizzazioni che conferiscono la qualifica di destinatario autorizzato a ricevere merci che circolano in regime di transito comune

La qualifica di destinatario autorizzato ►M39  di cui all'articolo 55, paragrafo 1, lettera d), ◄ è concessa unicamente ai richiedenti che dichiarano che riceveranno regolarmente merci vincolate a un regime di transito comune.

Articolo 88

Formalità per le merci che circolano in regime di transito comune ricevute da un destinatario autorizzato

1.  

Al momento dell'arrivo delle merci in un luogo precisato nell'autorizzazione ►M39  di cui all'articolo 55, paragrafo 1, lettera d), ◄ il destinatario autorizzato è tenuto a:

a) 

informare senza indugio l'ufficio doganale di destinazione dell'arrivo delle merci, riferendo eventuali irregolarità o incidenti verificatisi durante il trasporto;

b) 

scaricare le merci soltanto dopo aver ricevuto l'autorizzazione dell'ufficio doganale di destinazione;

c) 

dopo lo scarico, registrare senza indugio i risultati dell'ispezione e ogni altra informazione pertinente riguardante lo scarico nelle proprie scritture contabili;

d) 

notificare all'ufficio doganale di destinazione i risultati dell'ispezione delle merci e informarlo di qualsiasi irregolarità al massimo entro il terzo giorno successivo al giorno in cui il destinatario ha ricevuto l'autorizzazione per lo scarico delle merci.

2.  
Se l'ufficio doganale di destinazione ha ricevuto notifica dell'arrivo delle merci nei locali del destinatario autorizzato, esso informa di tale arrivo l'ufficio doganale di partenza.
3.  
Se l'ufficio doganale di destinazione ha ricevuto i risultati dell'ispezione delle merci di cui al paragrafo 1, lettera d), esso invia i risultati del controllo all'ufficio doganale di partenza al massimo entro il sesto giorno successivo al giorno in cui le merci sono state consegnate al destinatario autorizzato.

Articolo 89

Contenuto dell'autorizzazione

1.  

L'autorizzazione specifica in particolare:

a) 

l'ufficio o gli uffici doganali di destinazione responsabili delle merci che il destinatario autorizzato riceve;

b) 

il termine entro cui il destinatario autorizzato deve ricevere dall'ufficio doganale di destinazione il permesso di scaricare le merci;

c) 

le categorie o i movimenti di merci esclusi;

d) 

le misure operative e di controllo cui si deve conformare lo speditore autorizzato. Se del caso, eventuali condizioni specifiche relative agli accordi sui transiti che avvengono al di fuori delle normali ore lavorative del o degli uffici doganali di destinazione.

2.  
Le autorità doganali indicano nell'autorizzazione se il destinatario autorizzato può disporre della merce fin dall'arrivo della stessa, senza intervento dell'ufficio doganale di destinazione.

Articolo 90

Conclusione del regime di transito comune per merci ricevute da un destinatario autorizzato

1.  
Si considera che il titolare del regime abbia rispettato i propri obblighi e il regime di transito comune si considera concluso in conformità dell'articolo 48, paragrafo 1, quando le merci sono state presentate intatte al destinatario autorizzato come previsto ►M39  all'articolo 55, paragrafo 1, lettera d), ◄ della presente appendice, nel luogo precisato nell'autorizzazione entro il termine fissato in conformità dell'articolo 34.
2.  
Su richiesta del trasportatore, il destinatario autorizzato rilascia una ricevuta che certifica l'arrivo delle merci in un luogo specificato nell'autorizzazione ►M39  di cui all'articolo 55, paragrafo 1, lettera d), ◄ e contiene un riferimento all'MRN dell'operazione di transito comune. La ricevuta è redatta utilizzando il formulario di cui all'appendice III, allegato B10.



CAPO VI

Regime di transito comune su supporto cartaceo per le merci trasportate per ferrovia



Sezione 1

Disposizioni generali relative all'uso del regime di transito comune su supporto cartaceo per le merci trasportate per ferrovia

Articolo 91

Lettera di vettura CIM come dichiarazione di transito per l'utilizzo del regime di transito comune su supporto cartaceo per le merci trasportate per ferrovia

La lettera di vettura CIM è considerata una dichiarazione di transito ai fini del regime di transito comune su supporto cartaceo per le merci trasportate per ferrovia a condizione che sia utilizzata per le operazioni di trasporto effettuate da aziende ferroviarie autorizzate che cooperano fra loro.

Articolo 92

Uffici contabili delle aziende ferroviarie autorizzate e controllo doganale

1.  
Le aziende ferroviarie autorizzate conservano le scritture presso i rispettivi uffici contabili e si avvalgono del sistema convenuto di comune accordo applicato in tali uffici per indagare sulle irregolarità.
2.  
L'autorità doganale del paese in cui è stabilita l'azienda ferroviaria autorizzata ha accesso ai dati nell'ufficio contabile di tale azienda.
3.  
Ai fini del controllo doganale l'azienda ferroviaria autorizzata mette a disposizione dell'autorità doganale del paese di destinazione, nel paese di destinazione, tutte le lettere di vettura CIM utilizzate come dichiarazione di transito per l'utilizzo del regime di transito comune su supporto cartaceo per le merci trasportate per ferrovia, conformemente alle disposizioni stabilite di mutuo accordo con detta autorità.

Articolo 93

Titolare del regime di transito comune su supporto cartaceo per le merci trasportate per ferrovia e relativi obblighi

1.  

Il titolare del regime di transito comune su supporto cartaceo per le merci trasportate per ferrovia è uno dei seguenti:

a) 

un'azienda ferroviaria autorizzata stabilita in un paese che accetta di trasportare le merci sotto scorta di una lettera di vettura CIM utilizzata come dichiarazione di transito ai fini dell'utilizzo del regime di transito comune su supporto cartaceo per le merci trasportate per ferrovia e che compila la casella 58b della lettera di vettura CIM barrando la casella «sì» e inserendo il proprio codice UIC;

b) 

quando l'operazione di trasporto ha inizio al di fuori del territorio doganale delle parti contraenti e le merci entrano in detto territorio doganale, qualsiasi altra azienda ferroviaria autorizzata stabilita in un paese e a nome della quale la casella 58b è compilata da un'azienda ferroviaria di un paese terzo.

2.  
Il titolare del regime si assume la responsabilità della dichiarazione implicita secondo la quale anche le aziende ferroviarie successive o sostitutive che partecipano all'operazione di transito comune su supporto cartaceo soddisfano i requisiti del regime di transito comune su supporto cartaceo per le merci trasportate per ferrovia.

Articolo 94

Obblighi dell'azienda ferroviaria autorizzata

1.  
Le merci sono successivamente prese in consegna e trasportate da diverse aziende ferroviarie autorizzate a livello nazionale e le aziende ferroviarie autorizzate che partecipano al trasporto si dichiarano congiuntamente responsabili nei confronti dell'autorità doganale per eventuali obbligazioni.
2.  
Fatti salvi gli obblighi del titolare del regime di cui all'articolo 8, anche le altre aziende ferroviarie autorizzate che prendono in consegna le merci durante l'operazione di trasporto e che sono indicate nella casella 57 della lettera di vettura CIM sono responsabili della corretta applicazione del regime di transito comune su supporto cartaceo per le merci trasportate per ferrovia.
3.  

Le aziende ferroviarie autorizzate, in cooperazione tra loro, gestiscono un sistema convenuto di comune accordo per verificare e indagare le irregolarità dei loro movimenti di merci e sono responsabili:

a) 

della liquidazione separata dei costi di trasporto sulla base delle informazioni che devono essere tenute a disposizione per ogni operazione di transito comune su supporto cartaceo relativa a merci trasportate per ferrovia e per ogni mese con riguardo alle aziende ferroviarie autorizzate indipendenti che partecipano all'operazione in ciascun paese;

b) 

della ripartizione dei costi di trasporto per ogni paese nel cui territorio le merci entrano nel corso dell'operazione di transito comune su supporto cartaceo per le merci trasportate per ferrovia;

c) 

del pagamento della rispettiva quota dei costi sostenuti da ciascuna delle aziende ferroviarie autorizzate cooperanti.

Articolo 95

Etichetta

Le aziende ferroviarie autorizzate provvedono affinché le merci trasportate in regime di transito comune su supporto cartaceo per le merci trasportate per ferrovia siano identificate da etichette recanti un pittogramma il cui modello figura nell'appendice III, allegato B11.

Le etichette sono apposte o stampate direttamente sulla lettera di vettura CIM e sono apposte sul vagone ferroviario, nel caso di un carico completo, o sui colli negli altri casi.

L'etichetta di cui al primo comma può essere sostituita dall'apposizione di un timbro che riproduce il pittogramma di cui all'appendice III, allegato B11.

Articolo 96

Modifica del contratto di trasporto

Se un contratto di trasporto è modificato in modo da far terminare:

a) 

all'interno del territorio doganale di una parte contraente un'operazione di trasporto che doveva concludersi al suo esterno o

b) 

all'esterno del territorio doganale di una parte contraente un'operazione di trasporto che doveva concludersi al suo interno,

le aziende ferroviarie autorizzate possono procedere all'esecuzione del contratto modificato soltanto previo accordo dell'ufficio doganale di partenza.

In tutti gli altri casi le aziende ferroviarie autorizzate possono procedere all'esecuzione del contratto modificato. Esse comunicano immediatamente all'ufficio doganale di partenza l'avvenuta modifica.



Sezione 2

Circolazione delle merci tra le parti contraenti

Articolo 97

Utilizzazione della lettera di vettura CIM

1.  
Quando un'operazione di trasporto cui si applica il regime di transito comune su supporto cartaceo per le merci trasportate per ferrovia inizia e deve terminare all'interno del territorio delle parti contraenti, la lettera di vettura CIM è presentata all'ufficio doganale di partenza.
2.  

L'ufficio doganale di partenza appone in modo visibile nello spazio riservato alla dogana degli esemplari nn. 1, 2 e 3 della lettera di vettura CIM:

a) 

il codice «T1» se le merci circolano sotto la procedura T1;

b) 

il codice «T2» o «T2F», secondo il caso, se le merci circolano sotto la procedura T2 nei casi in cui, conformemente alle disposizioni unionali, l'apposizione di tale codice è obbligatoria.

Il codice «T2» o «T2F» è autenticato con il timbro dell'ufficio doganale di partenza.

3.  
Fatti salvi i casi di cui al paragrafo 2, le merci che circolano tra due punti dell'Unione transitando nel territorio di uno o più paesi di transito comune e le merci che circolano con partenza dall'Unione a destinazione di un paese di transito comune sono vincolate, secondo le modalità stabilite da ciascuno ►M39  Stato membro dell'Unione europea ◄ e per l'intero percorso dalla stazione di partenza a quella di arrivo, alla procedura T2 senza la necessità di presentare all'ufficio doganale di partenza la lettera di vettura CIM relativa a tali merci.

Nel caso di merci che circolano tra due punti dell'Unione transitando nel territorio di uno o più paesi di transito comune non è necessario apporre le etichette di cui all'articolo 95.

4.  
Le merci il cui trasporto ha inizio in un paese di transito comune sono considerate vincolate alla procedura T1. Se tuttavia le merci devono circolare sotto la procedura T2, conformemente alle disposizioni dell'articolo 2, paragrafo 3, lettera b), della convenzione, l'ufficio doganale di partenza indica nell'esemplare 3 della lettera di vettura CIM che le merci cui fa riferimento tale documento circolano sotto la procedura T2. A tal fine esso appone in maniera ben visibile nella casella riservata alla dogana il codice «T2» o «T2F», a seconda del caso, il timbro dell'ufficio doganale di partenza e la firma del funzionario competente. Per le merci che circolano sotto la procedura T1 non è necessario apporre il codice «T1» sul detto documento.
5.  
Tutti gli esemplari della lettera di vettura CIM sono restituiti alla persona interessata.
6.  
Ciascun paese di transito comune ha la facoltà di prevedere che le merci che circolano vincolate alla procedura T1 possano essere trasportate sotto tale procedura senza la necessità di presentare la lettera di vettura CIM all'ufficio doganale di partenza.
7.  
Per quanto riguarda le merci di cui ai paragrafi 2, 3 e 5, l'ufficio doganale competente per la stazione di destinazione assume il ruolo di ufficio doganale di destinazione. Se tuttavia le merci sono immesse in libera pratica o vincolate a un altro regime in una stazione intermedia, l'ufficio doganale competente per tale stazione assume il ruolo di ufficio doganale di destinazione.

Articolo 98

Misure di identificazione

A meno che l'ufficio doganale di partenza non decida altrimenti e tenuto conto delle misure d'identificazione applicate dalle aziende ferroviarie autorizzate, di norma tale ufficio doganale non sigilla il mezzo di trasporto o i singoli colli contenenti le merci.

Articolo 99

Formalità presso l'ufficio doganale di passaggio

Quando si applica il regime di transito comune su supporto cartaceo per le merci trasportate per ferrovia, non è necessario espletare alcuna formalità presso l'ufficio doganale di passaggio.

Articolo 100

Formalità presso l'ufficio doganale di destinazione

1.  

Quando le merci vincolate al regime di transito comune su supporto cartaceo per le merci trasportate per ferrovia arrivano all'ufficio doganale di destinazione, l'azienda ferroviaria autorizzata presenta in tale ufficio doganale:

a) 

le merci;

b) 

gli esemplari 2 e 3 della lettera di vettura CIM.

L'ufficio doganale di destinazione restituisce l'esemplare 2 della lettera di vettura CIM all'azienda ferroviaria autorizzata dopo averlo timbrato e ne conserva l'esemplare 3.

2.  
L'ufficio doganale competente per la stazione di destinazione assume il ruolo di ufficio doganale di destinazione.

Tuttavia, se le merci sono immesse in libera pratica o vincolate a un altro regime doganale in una stazione intermedia, l'ufficio doganale competente per tale stazione assume il ruolo di ufficio doganale di destinazione.

3.  
Nel caso di cui all'articolo 97, paragrafo 3, non è necessario espletare alcuna formalità presso l'ufficio doganale di destinazione.



Sezione 3

Trasporto di merci a destinazione di o in provenienza da paesi terzi

Articolo 101

Trasporto di merci a destinazione di paesi terzi

1.  
Quando un'operazione di trasporto ha inizio all'interno del territorio di una parte contraente e deve terminare in un paese terzo, si applicano gli articoli 97 e 98.
2.  
L'ufficio doganale competente per la stazione di frontiera attraverso la quale le merci in regime di transito comune su supporto cartaceo per le merci trasportate per ferrovia lasciano il territorio di una parte contraente assume il ruolo di ufficio doganale di destinazione.
3.  
Non è necessario espletare alcuna formalità presso tale ufficio doganale.

Articolo 102

Trasporto di merci in provenienza da paesi terzi

1.  
L'ufficio doganale competente per la stazione di frontiera attraverso la quale le merci vincolate al regime di transito comune su supporto cartaceo per le merci trasportate per ferrovia entrano nel territorio di una parte contraente assume il ruolo di ufficio doganale di partenza per un'operazione di trasporto che ha inizio in un paese terzo e deve concludersi all'interno del territorio di una parte contraente.

Non è necessario espletare alcuna formalità presso tale ufficio doganale.

2.  
L'ufficio doganale competente per la stazione di destinazione assume il ruolo di ufficio doganale di destinazione. Se tuttavia le merci sono immesse in libera pratica o vincolate a un altro regime doganale in una stazione intermedia, l'ufficio doganale competente per tale stazione assume il ruolo di ufficio doganale di destinazione.

Le formalità di cui all'articolo 100 sono espletate presso tale ufficio doganale.

Articolo 103

Trasporto di merci attraverso il territorio delle parti contraenti

1.  
Per le operazioni di trasporto che hanno inizio e devono concludersi in un paese terzo gli uffici doganali che devono svolgere il ruolo di ufficio doganale di partenza e ufficio doganale di destinazione sono quelli indicati rispettivamente all'articolo 101, paragrafo 2, e all'articolo 102, paragrafo 1.
2.  
Non è necessario espletare alcuna formalità presso l'ufficio doganale di partenza o di destinazione.

Articolo 104

Posizione doganale delle merci

Le merci trasportate a norma dell'articolo 102, paragrafo 1, o dell'articolo 103, paragrafo 1, sono considerate come circolanti sotto la procedura T1, a meno che la posizione doganale di merci unionali sia stabilita conformemente alle disposizioni dell'appendice II.



Sezione 4

Altre disposizioni

Articolo 105

Distinte di carico

1.  
Se una lettera di vettura CIM riguarda più di un vagone o di un container, possono essere utilizzate le distinte di carico figuranti nel formulario di cui all'appendice III, allegato B4.

La distinta di carico reca il numero del vagone al quale la lettera di vettura CIM si riferisce oppure, se del caso, il numero del container contenente le merci.

2.  
Per le operazioni di trasporto che hanno inizio all'interno del territorio delle parti contraenti e che riguardano allo stesso tempo merci che circolano sotto la procedura T1 e merci che circolano sotto la procedura T2, sono redatte distinte di carico separate.

I numeri d'ordine delle distinte di carico relative a ciascuno dei due tipi di merci sono indicati nella casella riservata alla descrizione delle merci nella lettera di vettura CIM.

3.  
Le distinte di carico che accompagnano la lettera di vettura CIM costituiscono parte integrante della stessa e producono gli stessi effetti giuridici.
4.  
L'originale delle distinte di carico è autenticato dal timbro della stazione di spedizione.

Articolo 106

Campo di applicazione delle procedure normali e delle procedure su supporto cartaceo per il trasporto combinato strada-ferrovia

1.  
In caso di operazioni di trasporto combinato strada-ferrovia le disposizioni degli articoli da 91 a 105 non escludono la possibilità di ricorrere alle procedure definite nel titolo II. Restano tuttavia applicabili le disposizioni degli articoli 92 e 95.
2.  
Nei casi di cui al paragrafo 1 un riferimento alla o alle dichiarazioni di transito utilizzate è apposto chiaramente, al momento della redazione della lettera di vettura CIM, nella casella riservata all'indicazione dei documenti di accompagnamento.

Tale riferimento specifica il tipo di dichiarazione di transito, l'ufficio doganale di partenza, la data e il numero di registrazione di ciascuna dichiarazione di transito utilizzata.

Inoltre l'esemplare 2 della lettera di vettura CIM è autenticato dall'azienda ferroviaria competente per l'ultima stazione ferroviaria interessata dall'operazione di transito comune. Tale azienda ferroviaria autentica la lettera di vettura CIM dopo aver accertato che il trasporto delle merci è scortato dalla o dalle dichiarazioni di transito cui è fatto riferimento.

3.  
Qualora merci oggetto di un trasporto combinato strada-ferrovia, accompagnate da una o più dichiarazioni di transito secondo la procedura definita nel titolo II, siano accettate dalle aziende ferroviarie in una stazione ferroviaria e caricate su vagoni, tali aziende ferroviarie assumono la responsabilità del pagamento dell'obbligazione in caso di infrazioni o irregolarità commesse durante il percorso ferroviario, nel caso in cui non esista una garanzia valida nel paese in cui l'infrazione o l'irregolarità è stata o si ritiene sia stata commessa e nella misura in cui risulti impossibile recuperare tali importi a carico del titolare del regime.

Articolo 107

Speditore autorizzato e destinatario autorizzato

1.  
Quando la presentazione della lettera di vettura CIM come dichiarazione di transito e delle merci all'ufficio doganale di partenza non è richiesta per le merci che devono essere vincolate da uno speditore autorizzato ►M39  di cui all'articolo 55, paragrafo 1, lettera c), ◄ al regime di transito comune su supporto cartaceo per le merci trasportate per ferrovia, l'ufficio doganale di partenza adotta le misure necessarie per assicurare che gli esemplari 1, 2 e 3 della lettera di vettura CIM rechino, a seconda del caso, il codice «T1», «T2» o «T2F».
2.  
Quando le merci arrivano nel luogo di un destinatario autorizzato ►M39  di cui all'articolo 55, paragrafo 1, lettera d), ◄ le autorità doganali possono prevedere che, in deroga all'articolo 88, gli esemplari 2 e 3 della lettera di vettura CIM siano consegnati direttamente dalle aziende ferroviarie autorizzate o dall'impresa di trasporto all'ufficio doganale di destinazione.



CAPO VII

▼M41

Regime di transito comune su supporto cartaceo per le merci trasportate per via aerea e regime di transito comune basato su documento di trasporto elettronico come dichiarazione di transito per il trasporto aereo

▼M38

Articolo 108

Manifesto come dichiarazione di transito ai fini dell'utilizzo del regime di transito comune su supporto cartaceo per le merci trasportate per via aerea

1.  
Una compagnia aerea può essere autorizzata a utilizzare come dichiarazione di transito il manifesto delle merci il cui contenuto corrisponda al formulario di cui all'allegato 9, appendice 3, della convenzione sull'aviazione civile internazionale, firmata a Chicago il 7 dicembre 1944.
2.  
L'autorizzazione ►M39  di cui all'articolo 55, paragrafo 1, lettera e), ◄ relativa al regime di transito comune su supporto cartaceo per merci trasportate per via aerea indica la forma del manifesto e gli aeroporti di partenza e di destinazione delle operazioni di transito comune. La compagnia aerea autorizzata per tale regime a norma dell'articolo 55, lettera e), invia una copia autenticata dell'autorizzazione alle autorità doganali competenti di ciascun aeroporto interessato.
3.  
Se un'operazione di trasporto riguarda sia merci che circolano sotto la procedura T1 sia merci che circolano sotto la procedura T2 tra un territorio fiscale speciale e un'altra parte del territorio doganale dell'Unione che non sia un territorio fiscale speciale, tali merci sono elencate in manifesti distinti.

Articolo 109

Formalità che devono essere espletate dalla compagnia aerea

1.  

La compagnia aerea inserisce nel manifesto le seguenti informazioni:

a) 

il codice «T1» se le merci circolano sotto la procedura T1;

b) 

il codice «T2» o «T2F», secondo il caso, se le merci circolano sotto la procedura T2 nei casi in cui, conformemente alle disposizioni unionali, l'apposizione di tale codice è obbligatoria;

c) 

il nome della compagnia aerea che trasporta le merci;

d) 

il numero del volo;

e) 

la data del volo;

f) 

l'aeroporto di partenza e l'aeroporto di destinazione.

2.  

Oltre alle informazioni di cui al paragrafo 1, per ogni spedizione la compagnia aerea specifica nel manifesto le seguenti informazioni:

a) 

il numero della lettera di vettura aerea;

b) 

il numero di colli;

c) 

la descrizione commerciale delle merci con l'indicazione di tutte le informazioni necessarie alla loro identificazione;

d) 

la massa lorda.

3.  
In caso di collettame, la descrizione delle merci nel manifesto è sostituita, se necessario, dalla menzione «Consolidamento», eventualmente in forma abbreviata. In tal caso le lettere di vettura aerea concernenti le spedizioni riprese sul manifesto riportano la descrizione commerciale delle merci, con l'indicazione di tutte le informazioni necessarie alla loro identificazione. Tali lettere di vettura aerea sono allegate al manifesto.
4.  
La compagnia aerea data e firma il manifesto.
5.  
Il manifesto è presentato in almeno due esemplari alle autorità doganali competenti dell'aeroporto di partenza, che ne conservano uno.
6.  
Un esemplare del manifesto è presentato alle autorità doganali competenti dell'aeroporto di destinazione.

Articolo 110

Verifica di un elenco di manifesti utilizzati come dichiarazione di transito su supporto cartaceo per merci trasportate per via aerea

1.  
Una volta al mese le autorità doganali competenti di ciascun aeroporto di destinazione autenticano un elenco, compilato dalle compagnie aeree, dei manifesti che sono stati loro presentati nel mese precedente e lo trasmettono alle autorità doganali di ciascun aeroporto di partenza.
2.  

Tale elenco comprende per ciascun manifesto le informazioni seguenti:

a) 

il numero del manifesto;

b) 

il codice che lo identifica come dichiarazione di transito conformemente all'articolo 109, paragrafo 1, lettere a) e b);

c) 

il nome della compagnia aerea che ha trasportato le merci;

d) 

il numero del volo; e

e) 

la data del volo.

3.  
L'autorizzazione ►M39  di cui all'articolo 55, paragrafo 1, lettera e), ◄ relativa al regime di transito comune su supporto cartaceo per merci trasportate per via aerea può anche prevedere che le compagnie aeree stesse possano trasmettere l'elenco di cui al paragrafo 1 del presente articolo alle autorità doganali competenti di ciascun aeroporto di partenza.
4.  
In caso di constatazione di irregolarità rispetto alle informazioni contenute nei manifesti che figurano in tale elenco, le autorità doganali competenti dell'aeroporto di destinazione informano le autorità doganali competenti dell'aeroporto di partenza e l'autorità doganale competente che ha rilasciato l'autorizzazione, facendo riferimento in particolare alle lettere di vettura aerea relative alle merci che hanno dato luogo alle constatazioni.

▼M41 —————

▼M39

Articolo 111 bis

Consultazione preliminare all'autorizzazione di utilizzare un documento di trasporto elettronico come dichiarazione di transito per il trasporto aereo

1.  
Dopo aver esaminato se le condizioni di cui all'articolo 57, paragrafo 4, per l'autorizzazione relativa all'uso di un documento di trasporto elettronico come dichiarazione di transito per il trasporto aereo di cui all'articolo 55, paragrafo 1, lettera h), sono soddisfatte, l'autorità doganale competente a concedere l'autorizzazione consulta l'autorità doganale presso gli aeroporti di partenza e di destinazione.

Se, a seguito dell'esame di cui al primo comma, l'autorità doganale consultata stabilisce che il richiedente non soddisfa uno o più dei criteri e delle condizioni previsti per la concessione di tale autorizzazione, i risultati debitamente documentati e giustificati di tale esame sono trasmessi all'autorità doganale competente a concedere l'autorizzazione.

2.  
Il termine per la consultazione è di 45 giorni a decorrere dalla data della comunicazione, da parte dell'autorità doganale competente a concedere l'autorizzazione, delle condizioni che devono essere esaminate dall'autorità consultata.
3.  

Il termine stabilito per la consultazione a norma del paragrafo 2 può essere prorogato dall'autorità doganale competente a concedere l'autorizzazione in uno dei seguenti casi:

a) 

se, a causa della natura degli esami da effettuare, l'autorità consultata necessita di più tempo;

b) 

se il richiedente effettua adeguamenti al fine di assicurare il rispetto delle condizioni e dei criteri di cui al paragrafo 1 e ne informa l'autorità doganale competente a concedere l'autorizzazione, che a sua volta ne informa l'autorità doganale consultata.

4.  
Se l'autorità doganale consultata non reagisce entro il termine stabilito per la consultazione a norma del paragrafo 2, le condizioni oggetto della consultazione sono considerate soddisfatte.
5.  
La procedura di consultazione di cui ai paragrafi da 1 a 4 può essere altresì applicata ai fini del riesame e del monitoraggio di un'autorizzazione.

Articolo 111 ter

Formalità per l'uso di un documento di trasporto elettronico come dichiarazione di transito per il trasporto aereo

1.  
Le merci sono svincolate per il regime di transito comune quando le indicazioni del documento di trasporto elettronico sono state messe a disposizione dell'ufficio doganale di partenza all'aeroporto secondo le modalità definite nell'autorizzazione.
2.  

Se le merci devono essere vincolate al regime di transito comune, il titolare del regime inserisce gli appositi codici accanto ai pertinenti articoli del documento di trasporto elettronico:

a)

«T1» — merci non aventi la posizione doganale di merci unionali che sono vincolate al regime di transito comune;

b)

«T2» — merci aventi la posizione doganale di merci unionali che sono vincolate al regime di transito comune;

c)

«T2F» — merci aventi la posizione doganale di merci unionali che sono trasferite da una parte del territorio doganale dell'Unione in cui non si applicano le disposizioni della direttiva 2006/112/CE del Consiglio ( 4 ) — o della direttiva 2008/118/CE del Consiglio ( 5 ) — a un paese di transito comune;

d)

«C» — merci unionali non vincolate ad un regime di transito;

e)

«TD» — merci già vincolate a un regime di transito;

f)

«X» — merci unionali la cui esportazione è stata conclusa e l'uscita confermata e che non sono vincolate a un regime di transito.

3.  
Il regime di transito comune si conclude nel momento in cui le merci sono presentate all'ufficio doganale di destinazione all'aeroporto e le indicazioni del documento di trasporto elettronico sono state messe a disposizione di tale ufficio doganale secondo le modalità definite nell'autorizzazione.
4.  
Il titolare del regime notifica immediatamente agli uffici doganali di partenza e di destinazione qualsiasi infrazione e irregolarità.
5.  
Il regime di transito comune si considera appurato, a meno che le autorità doganali non siano state informate o abbiano stabilito che il regime non si è concluso correttamente.

▼M38



TITOLO IV

OBBLIGAZIONE E RECUPERO



CAPO I

Obbligazione e debitore

Articolo 112

Nascita dell'obbligazione

1.  

Comporta il sorgere di un'obbligazione ai sensi dell'articolo 3, lettera l):

a) 

la sottrazione delle merci al regime di transito comune; oppure

b) 

l'inosservanza di una delle condizioni stabilite per il vincolo delle merci al regime di transito comune o l'utilizzo del regime di transito comune.

2.  

L'obbligazione è estinta con una delle seguenti modalità:

a) 

se l'obbligazione era sorta a norma del paragrafo 1, lettera a) o lettera b), e se sono soddisfatte le seguenti condizioni:

i) 

l'inadempienza che ha portato alla nascita di un'obbligazione non ha avuto conseguenze significative sul corretto funzionamento e non costituiva un tentativo di frode;

ii) 

tutte le formalità necessarie per regolarizzare la posizione della merce sono espletate a posteriori;

b) 

se la sottrazione delle merci al regime di transito comune o l'inosservanza di una delle condizioni stabilite per il vincolo delle merci al regime di transito comune o l'utilizzo del regime di transito comune è dovuta alla distruzione totale o alla perdita irrimediabile delle merci per una causa inerente alla loro stessa natura, per un caso fortuito o per causa di forza maggiore, o per ordine delle autorità doganali.

Le merci sono considerate irrimediabilmente perdute quando sono inutilizzabili da parte di qualsiasi persona.

3.  

L'obbligazione sorge nel momento in cui:

a) 

le merci sono state sottratte al regime di transito comune o nel momento in cui le condizioni per l'utilizzo del regime di transito comune non erano o cessano di essere soddisfatte;

b) 

una dichiarazione doganale è stata accettata per il vincolo delle merci a un regime di transito comune qualora risulti a posteriori che una delle condizioni stabilite per il vincolo delle merci a tale regime non era realmente soddisfatta.

Articolo 113

Identificazione del debitore

1.  

Il debitore è uno dei seguenti:

a) 

la persona tenuta a osservare le condizioni stabilite per il vincolo delle merci al regime di transito comune o per l'utilizzo del regime di transito comune;

b) 

qualsiasi persona che sapeva o avrebbe dovuto ragionevolmente sapere che una condizione prevista dalla convenzione non era stata rispettata e che ha agito per conto della persona tenuta a rispettare tale condizione, o che ha partecipato all'atto che ha dato luogo al mancato rispetto di tale condizione;

c) 

qualsiasi persona che ha acquisito o detenuto le merci in questione e che sapeva o avrebbe dovuto ragionevolmente sapere nel momento in cui le ha acquisite o ricevute che non era stata rispettata una condizione prevista dalla convenzione o dalla normativa doganale;

d) 

il titolare del regime.

2.  
Nel caso di cui all'articolo 112, paragrafo 1, lettera b), il debitore è la persona tenuta a rispettare le condizioni stabilite per il vincolo o l'utilizzazione delle merci nell'ambito del regime di transito comune.
3.  
Se, all'atto della redazione di una dichiarazione doganale di vincolo delle merci al regime di transito comune, i dati richiesti ai sensi della normativa doganale relativa alle condizioni che disciplinano il vincolo delle merci a tale regime doganale sono forniti alle autorità doganali e comportano il sorgere di un'obbligazione, è debitrice anche la persona che ha fornito i dati necessari a redigere la dichiarazione doganale e che era o avrebbe dovuto ragionevolmente essere a conoscenza della loro erroneità.
4.  
Se più persone sono debitrici dell'importo corrispondente a un'unica obbligazione, esse sono tenute al pagamento dell'obbligazione in solido.

Articolo 114

Luogo in cui sorge l'obbligazione

1.  

L'obbligazione sorge:

a) 

nel luogo in cui si verificano i fatti da cui essa risulta;

b) 

se tale luogo non può essere determinato, nel luogo in cui le autorità doganali constatano che le merci si trovano in una situazione che fa nascere l'obbligazione.

2.  

Se le merci sono state vincolate a un regime di transito comune che non è stato appurato e il luogo in cui sorge l'obbligazione non può essere determinato a norma del paragrafo 1, lettere a) e b), del presente articolo entro i seguenti termini:

a) 

sette mesi a decorrere dalla data ultima in cui le merci avrebbero dovuto essere presentate all'ufficio doganale di destinazione, salvo nel caso in cui, prima della scadenza di tale termine, una richiesta di trasferire il recupero dell'obbligazione di cui all'articolo 50 sia stata inviata all'autorità competente del luogo in cui, in base alle prove ottenute dall'autorità doganale del paese di partenza, si sono verificati i fatti che hanno fatto sorgere l'obbligazione, nel qual caso tale termine è prorogato al massimo di un mese;

b) 

un mese a decorrere dalla scadenza del termine di cui all'articolo 49, paragrafo 4, entro cui il titolare del regime è tenuto a rispondere alla richiesta di informazioni necessarie all'appuramento del regime, qualora all'autorità doganale del paese di partenza non sia stato comunicato l'arrivo delle merci e il titolare del regime non abbia fornito informazioni o abbia fornito informazioni insufficienti;

l'obbligazione sorge nel paese da cui dipende l'ultimo ufficio doganale di passaggio che notifica l'attraversamento della frontiera all'ufficio doganale di partenza o, ove questo non sia possibile, nel paese da cui dipende l'ufficio doganale di partenza.

3.  
Le autorità doganali di cui all'articolo 116, paragrafo 1, sono le autorità del paese in cui l'obbligazione è sorta o si ritiene sia sorta conformemente al presente articolo.

Articolo 115

Richiesta di trasferire il recupero dell'obbligazione

1.  
Se le autorità competenti che hanno notificato l'obbligazione ottengono elementi di prova concernenti il luogo in cui l'evento che ha dato origine all'obbligazione si è verificato, tali autorità sospendono la procedura di recupero e inviano immediatamente, e in ogni caso entro il termine, tutti i documenti utili, tra cui una copia autenticata degli elementi di prova, alle autorità competenti di tale luogo.
2.  
Le autorità competenti di tale luogo confermano il ricevimento della richiesta e comunicano alle autorità competenti che hanno notificato l'obbligazione se sono competenti per il recupero. Se non ricevono risposta entro 28 giorni, le autorità competenti che hanno notificato l'obbligazione riprendono immediatamente la procedura di recupero che avevano avviato.



CAPO II

Azione nei confronti del debitore o del fideiussore

Articolo 116

Azione nei confronti del debitore

1.  

Le autorità doganali competenti avviano l'azione di recupero non appena sono in grado di:

a) 

calcolare l'importo dell'obbligazione e

b) 

determinare il debitore.

2.  
Tali autorità notificano al debitore l'importo dell'obbligazione secondo le modalità e entro i termini in vigore nelle parti contraenti.
3.  
Tutte le obbligazioni notificate in conformità del paragrafo 2 sono pagate dal debitore secondo le modalità e entro i termini in vigore nelle parti contraenti.

Articolo 117

Azione nei confronti del fideiussore

1.  
Fatto salvo il paragrafo 4, la responsabilità del fideiussore copre tutto il periodo in cui l'importo dell'obbligazione può divenire esigibile.
2.  
Se il regime di transito comune non è stato appurato, le autorità doganali del paese di partenza notificano al fideiussore il mancato appuramento del regime entro nove mesi dalla data prescritta per la presentazione delle merci all'ufficio doganale di destinazione.
3.  
Se il regime di transito comune non è stato appurato, le autorità doganali determinate in conformità dell'articolo 114 notificano al fideiussore, entro tre anni a decorrere dalla data di accettazione della dichiarazione di transito, che è o potrà essere tenuto al pagamento dell'obbligazione di cui risponde per l'operazione di transito comune interessata. La notifica precisa l'MRN e la data della dichiarazione di transito, il nome dell'ufficio doganale di partenza, il nome del titolare del regime e l'importo in questione.
4.  
Il fideiussore è dispensato dai suoi obblighi se una delle notifiche di cui ai paragrafi 2 e 3 non è stata effettuata entro i termini previsti.
5.  
Se una delle notifiche è stata inviata, il fideiussore viene informato dell'avvenuta riscossione dell'obbligazione o dell'appuramento del regime.

Articolo 118

Scambio di informazioni e cooperazione ai fini del recupero

Fatto salvo l'articolo 13 bis della convenzione e in conformità dell'articolo 114 della presente appendice, i paesi si prestano mutua assistenza per determinare le autorità competenti per il recupero.

Queste ultime informano l'ufficio doganale di partenza e l'ufficio doganale di garanzia di tutti i casi di nascita di un'obbligazione in relazione a dichiarazioni di transito accettate dall'ufficio doganale di partenza nonché delle azioni intraprese nei confronti del debitore al fine della riscossione degli importi dovuti. Esse informano inoltre l'ufficio doganale di partenza della riscossione dei dazi e delle altre imposizioni per permettere all'ufficio doganale di appurare l'operazione di transito.

ALLEGATO I

APPLICAZIONE DELL'ARTICOLO 77

Divieto temporaneo di ricorrere alla garanzia globale di importo ridotto o alla garanzia globale

1.

Situazioni nelle quali il ricorso alla garanzia globale di importo ridotto o il ricorso alla garanzia globale può essere vietato temporaneamente:

1.1. 

Divieto temporaneo di ricorrere alla garanzia globale di importo ridotto

Per «circostanze particolari» ai sensi dell'articolo 77, lettera a), si intende una situazione nella quale si stabilisce, per un numero significativo di casi che riguardano più titolari del regime e che mettono in pericolo il buon funzionamento del regime, che, nonostante l'eventuale applicazione degli articoli 65 o 80, la garanzia globale o la garanzia globale di importo ridotto di cui all'articolo 75, lettere a) e b), non è più in grado di garantire il pagamento, entro il termine previsto, dell'obbligazione sorta in seguito alla sottrazione al regime di transito comune di alcuni tipi di merci.

1.2. 

Divieto temporaneo di ricorrere alla garanzia globale

Per «frodi quantitativamente rilevanti» di cui all'articolo 77, lettera b), si intende una situazione nella quale si stabilisce che, nonostante l'eventuale applicazione degli articoli 65 o 80, la garanzia globale o la garanzia globale di importo ridotto di cui all'articolo 75, lettere a) e b), non è più in grado di assicurare il pagamento, entro il termine previsto, dell'obbligazione sorta in seguito alla sottrazione al regime di transito comune di alcuni tipi di merci, tenuto conto della portata di dette sottrazioni e delle condizioni nelle quali sono effettuate, segnatamente quando derivano da attività della criminalità organizzata sul piano internazionale.

2.

Procedura decisionale per vietare temporaneamente di ricorrere alla garanzia globale di importo ridotto o alla garanzia globale

2.1.

La decisione del comitato congiunto di vietare temporaneamente il ricorso alla garanzia globale di importo ridotto o alla garanzia globale in applicazione dell'articolo 77, lettere a) o b), (di seguito «la decisione») è adottata secondo la procedura seguente.

2.1.1. 

La decisione può essere adottata su richiesta di una o più parti contraenti.

2.1.2. 

Quando una tale richiesta viene formulata, le parti contraenti si informano reciprocamente in merito alle constatazioni effettuate e valutano se le condizioni di cui ai punti 1.1 o 1.2 siano soddisfatte.

2.2.

Se le parti contraenti ritengono che tali condizioni siano soddisfatte, trasmettono al comitato congiunto un progetto di decisione per adozione mediante la procedura scritta di cui al punto 2.3.

2.3.

La parte contraente che esercita la presidenza del comitato congiunto invia il progetto di decisione alle altre parti contraenti.

La decisione è adottata se, entro trenta giorni a decorrere dalla data di invio del progetto di decisione, alla parte contraente che esercita la presidenza del comitato congiunto non è pervenuta per lettera alcuna obiezione dalle altre parti contraenti. La parte contraente che esercita la presidenza del comitato congiunto informa le altre parti contraenti in merito all'adozione della decisione.

Qualora alla parte contraente che esercita la presidenza del comitato congiunto siano comunicate obiezioni da una o più parti contraenti entro il termine previsto, essa ne informa le altre parti contraenti.

2.4.

Ciascuna parte contraente assicura la pubblicazione della decisione.

2.5.

L'effetto della decisione è limitato a un periodo di dodici mesi. Tuttavia il comitato congiunto può deciderne il rinnovo o l'abrogazione dopo un nuovo esame con le parti contraenti.

3.

Misure che permettono di ridurre le conseguenze finanziarie del divieto di ricorrere alla garanzia globale

I titolari di un'autorizzazione di garanzia globale il cui uso è stato temporaneamente vietato a norma dell'articolo 77 possono, su loro richiesta, beneficiare di una garanzia isolata alla quale si applicano le seguenti disposizioni particolari:

— 
la garanzia isolata è oggetto di uno specifico atto costitutivo che copre soltanto i tipi di merci interessati dalla decisione,
— 
tale garanzia isolata può essere utilizzata solo presso l'ufficio doganale di partenza indicato nell'atto costitutivo della garanzia,
— 
essa può riguardare più operazioni, simultanee o successive, a condizione che il totale degli importi per le operazioni impegnate e per le quali il regime non è stato ancora appurato non superi l'importo di riferimento della garanzia isolata. In tal caso l'ufficio doganale di garanzia attribuisce per una garanzia un codice di accesso iniziale al titolare del regime. Quest'ultimo può assegnare a tale garanzia uno o più codici di accesso che possono essere utilizzati da lui stesso o dai suoi rappresentanti,
— 
ogni volta che il regime è appurato per un'operazione di transito comune coperta dalla garanzia isolata, l'importo corrispondente all'operazione in causa è liberato e può essere riutilizzato per un'altra operazione, nel limite dell'importo della garanzia.

4.

Deroga al divieto temporaneo di ricorso alla garanzia globale o alla garanzia globale di importo ridotto

4.1.

Il titolare del regime può essere autorizzato a ricorrere alla garanzia globale o alla garanzia globale di importo ridotto per vincolare al regime di transito comune merci a cui si applica la decisione di divieto temporaneo se dimostra che non è sorta alcuna obbligazione per i tipi di merci in questione nel quadro delle operazioni di transito comune avviate nel corso dei due anni precedenti la decisione o, qualora in tale periodo siano sorte obbligazioni, se dimostra che esse sono state corrisposte integralmente dal debitore o dal fideiussore entro il termine previsto.

Per poter usufruire della garanzia globale oggetto di divieto temporaneo il titolare del regime deve inoltre soddisfare le condizioni stabilite all'articolo 75, paragrafo 2, lettera b).

4.2.

Gli articoli da 59 a 72 si applicano mutatis mutandis alle domande e alle autorizzazioni relative alle deroghe di cui al punto 4.1.

4.3.

Quando concedono una deroga, le autorità competenti appongono nella casella 8 del certificato di garanzia globale il testo seguente:

«— UTILIZZAZIONE NON LIMITATA — 99209»

ALLEGATO II

PROCEDURA DI CONTINUITÀ OPERATIVA PER IL TRANSITO COMUNE

▼M39 —————

▼M38

CAPO I

Disposizioni generali

1.

Il presente allegato stabilisce disposizioni specifiche per il ricorso alla procedura di continuità operativa, a norma dell'articolo 26, paragrafo 1, dell'appendice I, per i titolari del regime, compresi gli speditori autorizzati, nel caso di un guasto temporaneo:

— 
del sistema di transito elettronico,
— 
del sistema informatico utilizzato dai titolari del regime per presentare la dichiarazione di transito comune mediante procedimenti informatici,
— 
della connessione elettronica tra il sistema informatico utilizzato dai titolari del regime per presentare la dichiarazione di transito comune mediante procedimenti informatici e il sistema di transito elettronico;

2.

Dichiarazioni di transito

2.1. La dichiarazione di transito utilizzata per la procedura di continuità operativa deve essere riconoscibile da tutte le parti interessate dall'operazione di transito al fine di evitare problemi all'ufficio doganale di passaggio, all'ufficio doganale di destinazione e al momento dell'arrivo presso il destinatario autorizzato. Pertanto l'utilizzazione dei documenti è limitata nel modo seguente:

— 
un documento amministrativo unico (DAU), o
— 
un DAU stampato su carta normale dal sistema informatico dell'operatore economico, come previsto nell'appendice III, allegato B6, o

▼M39

— 
a decorrere dalla data di introduzione dell'aggiornamento del NCTS di cui all'allegato della decisione di esecuzione (UE) 2016/578, un DAU stampato su carta normale dal sistema informatico dell'operatore economico, come previsto nell'appendice III, allegato B6 bis, o

▼M38

— 
un documento di accompagnamento transito (DAT), integrato, se necessario, dall'elenco degli articoli (EdA) ►M39  , ◄

▼M39

— 
a decorrere dalla data di introduzione dell'aggiornamento del NCTS di cui all'allegato della decisione di esecuzione (UE) 2016/578, un documento di accompagnamento transito (DAT) integrato dall'elenco degli articoli (EdA);

▼M38

2.2. La dichiarazione di transito può essere completata con uno o più formulari complementari, utilizzando il formulario di cui all'allegato I, appendice 3, della convenzione relativa alla semplificazione delle formalità negli scambi di merci, firmata a Interlaken il 20 maggio 1987 («convenzione DAU»). I formulari costituiscono parte integrante della dichiarazione. Distinte di carico conformi all'appendice III, allegato B5, e fornite utilizzando il modello di cui all'appendice III, allegato B4, possono essere utilizzate come parte descrittiva di una dichiarazione di transito scritta, di cui formano parte integrante, al posto dei formulari complementari.

▼M39

A decorrere dalla data di introduzione dell'aggiornamento del NCTS di cui all'allegato della decisione di esecuzione (UE) 2016/578, distinte di carico conformi all'appendice III, allegato B5 bis, e redatte utilizzando il modello che figura nell'appendice III, allegato B4 bis, possono essere utilizzate come parte descrittiva di una dichiarazione di transito scritta, di cui formano parte integrante, al posto dei formulari complementari.

▼M38

2.3. Ai fini dell'applicazione del punto 2.1 del presente allegato, la dichiarazione di transito è compilata conformemente all'appendice III, allegato B6.

▼M39

A decorrere dalla data di introduzione dell'aggiornamento del NCTS di cui all'allegato della decisione di esecuzione (UE) 2016/578, ai fini dell'applicazione del punto 2.1 del presente allegato, la dichiarazione di transito è compilata conformemente all'appendice III, allegato B6 bis.

▼M38

CAPO II

Modalità di applicazione

3.   Indisponibilità del sistema di transito elettronico

3.1. Le modalità di applicazione sono le seguenti:

— 
la dichiarazione di transito è compilata e presentata all'ufficio doganale di partenza negli esemplari 1, 4 e 5 del DAU in conformità della convenzione DAU, o in due esemplari del DAT, integrati, se necessario, dall'elenco degli articoli, in conformità dell'appendice III, allegati A3, A4, A5 e A6,

▼M39

— 
A decorrere dalla data di introduzione dell'aggiornamento del NCTS di cui all'allegato della decisione di esecuzione (UE) 2016/578, la dichiarazione di transito è compilata e presentata all'ufficio doganale di partenza negli esemplari 1, 4 e 5 del DAU in conformità della Convenzione DAU, o in due esemplari del DAT, integrati, se necessario, dall'elenco degli articoli, in conformità dell'appendice III, allegati A3 bis, A4 bis, A5 bis e A6 bis;

▼M38

— 
la dichiarazione di transito è registrata nella casella C con un sistema di numerazione diverso da quello del sistema di transito elettronico,
— 
la procedura di continuità operativa è indicata sugli esemplari della dichiarazione di transito con uno dei timbri di cui all'appendice III, allegato B7, nella casella A del DAU o al posto dell'MRN e del codice a barre nel DAT,
— 
lo speditore autorizzato rispetta tutti gli obblighi e le condizioni relativi alle diciture da riportare nella dichiarazione e all'uso del timbro speciale di cui ai punti 22-25 del presente allegato, utilizzando rispettivamente le caselle C e D,
— 
la dichiarazione di transito viene vistata dall'ufficio doganale di partenza in caso di procedura normale o dallo speditore autorizzato nel caso in cui si applichi l'appendice I, articolo 84.

3.2. Quando viene presa la decisione di utilizzare la procedura di continuità operativa, ogni dato di transito recante l'LRN o l'MRN assegnati all'operazione di transito è soppresso dal sistema di transito elettronico sulla base delle informazioni fornite da una persona che ha inserito quei dati di transito nel sistema di transito elettronico.

3.3. L'autorità doganale controlla il ricorso alla procedura di continuità operativa per evitarne l'abuso.

4.   Indisponibilità del sistema informatico utilizzato dai titolari del regime per presentare i dati della dichiarazione di transito comune mediante procedimenti informatici o della connessione elettronica tra tale sistema informatico e il sistema di transito elettronico

Si applicano le disposizioni del punto 3 del presente allegato.

Quando il sistema informatico o la connessione elettronica tra tale sistema informatico e il sistema di transito elettronico sono nuovamente disponibili, il titolare del regime ne informa l'autorità doganale.

5.   Indisponibilità del sistema informatico dello speditore autorizzato o della connessione elettronica tra tale sistema informatico e il sistema di transito elettronico

In caso di indisponibilità del sistema informatico dello speditore autorizzato o della connessione elettronica tra tale sistema informatico e il sistema di transito elettronico, si applica la procedura seguente:

— 
si applicano le disposizioni del punto 4 del presente allegato,
— 
se lo speditore autorizzato effettua oltre il 2 % annuo delle sue dichiarazioni con la procedura di continuità operativa, si procede a una revisione dell'autorizzazione per valutare se sussistano ancora le pertinenti condizioni.

6.   Registrazione dei dati da parte dell'autorità doganale

Nei due casi di cui ai punti 4 e 5 del presente allegato l'autorità doganale può consentire al titolare del regime di presentare all'ufficio doganale di partenza la dichiarazione di transito in un esemplare (utilizzando il DAU o il DAT) affinché essa sia trattata dal sistema di transito elettronico.

CAPO III

Funzionamento della procedura

7.   Modalità della garanzia isolata mediante fideiussione

Se l'ufficio doganale di partenza per l'operazione di transito è diverso dall'ufficio doganale di garanzia, quest'ultimo conserva una copia dell'impegno del fideiussore. L'originale viene presentato dal titolare del regime all'ufficio doganale di partenza, dove viene conservato. Se necessario, l'ufficio doganale di partenza può chiederne la traduzione nella lingua o in una delle lingue ufficiali del paese in questione.

8.   Firma della dichiarazione di transito e impegno del titolare del regime.

La firma della dichiarazione di transito da parte del titolare del regime impegna la responsabilità di quest'ultimo per quanto riguarda:

— 
l'esattezza delle indicazioni riportate nella dichiarazione,
— 
l'autenticità dei documenti presentati,
— 
l'osservanza di tutti gli obblighi inerenti al vincolo delle merci al regime di transito.

9.   Misure di identificazione

In caso di applicazione dell'appendice I, articolo 36, paragrafo 7, l'ufficio doganale di partenza annota nella casella D («Controllo dell'ufficio di partenza») della dichiarazione di transito, alla voce «Suggelli apposti», la dicitura seguente:

«— Dispensa — 99201».

10.   Annotazione della dichiarazione di transito e svincolo delle merci

— 
L'ufficio doganale di partenza annota sugli esemplari della dichiarazione di transito i risultati della verifica.
— 
Se i risultati della verifica sono conformi alla dichiarazione, l'ufficio doganale di partenza concede lo svincolo delle merci e ne indica la data sugli esemplari della dichiarazione di transito.

11.

Il trasporto delle merci vincolate al regime di transito comune si effettua sotto la copertura degli esemplari 4 e 5 del DAU o sotto la copertura di un esemplare del DAT rilasciato al titolare del regime dall'ufficio doganale di partenza. L'esemplare 1 del DAU e l'esemplare del DAT rimangono presso l'ufficio doganale di partenza.

12.

Ufficio doganale di passaggio

12.1. Il trasportatore presenta a ogni ufficio doganale di passaggio, che lo conserva, un avviso di passaggio redatto su un formulario di cui all'appendice III, allegato B8. In luogo dell'avviso di passaggio, l'ufficio doganale di passaggio può accettare e conservare una fotocopia dell'esemplare 4 del DAU o una fotocopia dell'esemplare del DAT.

12.2. Quando il trasporto delle merci è effettuato attraverso un ufficio doganale di passaggio diverso da quello dichiarato, l'ufficio doganale di passaggio effettivo ne informa l'ufficio doganale di partenza.

13.

Presentazione all'ufficio doganale di destinazione.

13.1. L'ufficio doganale di destinazione registra gli esemplari della dichiarazione di transito, vi annota la data di arrivo e indicazioni sui controlli effettuati.

13.2. L'operazione di transito può concludersi in un ufficio diverso dall'ufficio doganale indicato nella dichiarazione di transito. Tale ufficio diventa, in tal caso, l'ufficio doganale di destinazione effettivo.

Se l'ufficio doganale di destinazione effettivo appartiene a una parte contraente diversa da quella da cui dipende l'ufficio doganale dichiarato, l'ufficio doganale effettivo appone nella casella I («Controllo dell'ufficio doganale di destinazione») della dichiarazione di transito, oltre alle menzioni usuali spettanti all'ufficio di destinazione, la dicitura seguente:

«— Differenze: ufficio doganale al quale sono state presentate le merci … (numero di riferimento dell'ufficio doganale) — 99203».

13.3. Nel caso di cui al punto 13.2, secondo comma, del presente allegato l'ufficio doganale di destinazione effettivo tiene la merce sotto il suo controllo e non può autorizzarne la messa a disposizione per una destinazione diversa dalla parte contraente da cui dipende l'ufficio doganale di partenza senza espressa autorizzazione di quest'ultimo, se la dichiarazione di transito presenta la dicitura seguente:

«— Uscita dall'Unione soggetta a restrizioni o a imposizioni a norma del(la) regolamento/direttiva/decisione n. … 99204».

14.

Ricevute

La ricevuta può essere redatta nell'apposito spazio sul verso dell'esemplare n. 5 del DAU o nel modello di cui all'appendice III, allegato B10.

15.

Rinvio dell'esemplare n. 5 del DAU o dell'esemplare del DAT.

L'autorità doganale competente della parte contraente di destinazione rinvia l'esemplare n. 5 del DAU all'autorità doganale della parte contraente di partenza senza indugio e comunque entro un termine massimo di 8 giorni dalla conclusione dell'operazione. Quando è utilizzato il DAT, viene rinviata, secondo le stesse condizioni dell'esemplare n. 5, una copia del DAT presentato.

16.

Comunicazione al titolare del regime e prove alternative della conclusione del regime

Se allo scadere del termine di 30 giorni a decorrere dalla data di scadenza del termine di presentazione delle merci all'ufficio doganale di destinazione gli esemplari di cui al punto 15 del presente allegato non sono pervenuti all'autorità doganale della parte contraente di partenza, tale autorità ne informa il titolare del regime, invitandolo a dimostrare che il regime si è concluso correttamente.

17.

Procedura di ricerca

17.1. Se allo scadere del termine di 60 giorni a decorrere dalla data di scadenza del termine di presentazione delle merci all'ufficio doganale di destinazione l'ufficio doganale di partenza non dispone della prova che il regime è stato concluso correttamente, l'autorità doganale della parte contraente di partenza chiede immediatamente le informazioni necessarie all'appuramento del regime. Se in una delle fasi di una procedura di ricerca viene accertato che il regime di transito comune non può essere appurato, l'autorità doganale della parte contraente di partenza stabilisce se è sorta un'obbligazione doganale.

Se è sorta un'obbligazione, l'autorità doganale della parte contraente di partenza adotta le seguenti misure:

— 
individua il debitore,
— 
determina le autorità doganali competenti per la notifica dell'obbligazione.

17.2. Se, prima dello scadere di tale termine, l'autorità doganale della parte contraente di partenza viene informata, o sospetta, che il regime di transito comune non è stato concluso correttamente, essa invia la richiesta senza indugio.

17.3. La procedura viene avviata anche quando emerge a posteriori che la prova della conclusione del regime di transito comune è stata falsificata ed è necessario ricorrere a tale procedura per conseguire gli obiettivi di cui al punto 17.1 del presente allegato.

18.

Garanzia — importo di riferimento

18.1. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 74 dell'appendice I, il titolare del regime si assicura che gli importi impegnati, tenuto conto delle operazioni per le quali il regime non si è concluso, non superino l'importo di riferimento.

18.2. Quando l'importo di riferimento risulta insufficiente per coprire le sue operazioni di transito, il titolare del regime è tenuto a segnalarlo all'ufficio doganale di garanzia.

19.

Certificati di garanzia globale, certificati di esonero dalla garanzia e certificati di garanzia isolata

19.1. All'ufficio doganale di partenza deve essere presentata la documentazione seguente:

— 
certificato di garanzia globale, conforme al formulario di cui all'appendice III, allegato C5,
— 
certificati di esonero dalla garanzia, conformi al formulario di cui all'appendice III, allegato C6,
— 
certificato di garanzia isolata, conforme al formulario di cui all'appendice III, allegato C3.

▼M39

19.2. La dichiarazione di transito deve fare riferimento ai certificati.

▼M39

19.3. La validità di un certificato di garanzia globale o di un certificato di esonero dalla garanzia è limitata a due anni. Tuttavia tale durata può essere prorogata dall'ufficio doganale di garanzia una sola volta per un periodo non superiore a due anni.

19.4. A decorrere dalla data in cui prendono effetto la revoca di un'autorizzazione a utilizzare una garanzia globale o la revoca e l'annullamento di un impegno assunto relativamente a una garanzia globale, i certificati emessi non possono più essere utilizzati per il vincolo di merci al regime di transito comune e sono restituiti senza indugio dal titolare del regime all'ufficio doganale di garanzia.

19.5. Ciascun paese trasmette alla Commissione informazioni sugli elementi identificativi dei certificati in corso di validità che non sono stati restituiti o che sono stati dichiarati rubati, perduti o falsificati. La Commissione ne dà di conseguenza notizia agli altri paesi.

▼M38

20.

Distinte di carico speciali

20.1. L'autorità doganale può accettare la dichiarazione di transito integrata da distinte di carico che non rispondono a tutte le condizioni di cui all'appendice III, allegato B5.

▼M39

A decorrere dalla data di introduzione dell'aggiornamento del NCTS di cui all'allegato della decisione di esecuzione (UE) 2016/578, l'autorità doganale può accettare la dichiarazione di transito integrata da distinte di carico che non rispondono a tutte le condizioni di cui all'appendice III, allegato B5 bis.

▼M38

Tali distinte possono essere utilizzate unicamente:

— 
se sono stilate da imprese le cui scritture sono basate su un sistema di trattamento elettronico dei dati,
— 
se sono concepite e compilate in modo da poter essere utilizzate senza difficoltà dall'autorità doganale,
— 
se citano, per ogni articolo, le informazioni richieste nell'appendice III, allegato B5 ►M39  , ◄

▼M39

— 
a decorrere dalla data di introduzione dell'aggiornamento del NCTS di cui all'allegato della decisione di esecuzione (UE) 2016/578, se citano, per ogni articolo, le informazioni richieste nell'appendice III, allegato B5 bis.

▼M38

20.2. Può inoltre essere autorizzato l'uso, come distinte di carico di cui al punto 20.1 del presente allegato, di elenchi descrittivi stilati ai fini dell'espletamento delle formalità di spedizione/esportazione, anche se tali elenchi sono stilati dalle imprese le cui scritture non sono basate su un sistema di trattamento elettronico dei dati.

20.3. Il titolare del regime le cui scritture sono basate su un sistema di trattamento elettronico dei dati e che già utilizza distinte di carico speciali può essere autorizzato a utilizzare tali distinte anche per le operazioni di transito comune concernenti un solo tipo di merci, nella misura in cui tale semplificazione sia necessaria in funzione del sistema informatico del suddetto titolare.

21.

Utilizzazione di sigilli di un modello speciale.

Il titolare del regime indica nella casella «D. Controllo dell'ufficio di partenza» della dichiarazione di transito, alla voce «suggelli apposti», il numero e i singoli identificatori dei sigilli apposti.

22.

Speditore autorizzato — Preautenticazione e formalità alla partenza.

22.1. Ai fini dell'applicazione dei punti 3 e 5 del presente allegato, l'autorizzazione prevede che la casella «C. Ufficio di partenza» della dichiarazione di transito sia:

— 
preventivamente munita dell'impronta del timbro dell'ufficio doganale di partenza e della firma di un funzionario di detto ufficio, oppure
— 
munita dallo speditore autorizzato dell'impronta di un timbro speciale approvato dall'autorità competente e conforme al modello che figura nell'appendice III, allegato B9. L'impronta del timbro può essere prestampata sui formulari quando la stampa è affidata a una tipografia autorizzata a tal fine.

Lo speditore autorizzato è tenuto a completare tale casella indicandovi la data della spedizione delle merci e ad attribuire alla dichiarazione di transito un numero conformemente alle norme previste a tal fine nell'autorizzazione.

22.2. L'autorità doganale può richiedere l'uso di formulari recanti un segno distintivo che ne consenta l'identificazione.

23.

Speditore autorizzato — Misure di custodia del timbro.

Lo speditore autorizzato è tenuto ad adottare tutte le misure necessarie per garantire la custodia dei timbri speciali o dei formulari recanti l'impronta del timbro dell'ufficio doganale di partenza o di un timbro speciale.

Egli informa l'autorità doganale delle misure di sicurezza applicate ai sensi del primo comma.

23.1. In caso di utilizzazione abusiva da parte di chiunque di formulari preventivamente muniti dell'impronta del timbro dell'ufficio doganale di partenza o recanti l'impronta di un timbro speciale, lo speditore autorizzato risponde, fatte salve le azioni penali, del pagamento dei dazi e delle altre imposizioni divenuti esigibili in un determinato paese relativamente alle merci trasportate sotto la copertura di tali formulari, a meno che dimostri all'autorità doganale che l'ha autorizzato di aver adottato le misure di cui al punto 23.

24.

Speditore autorizzato — Menzioni obbligatorie

24.1. Al più tardi al momento della spedizione delle merci, lo speditore autorizzato completa la dichiarazione di transito indicando eventualmente, nella casella 44, l'itinerario vincolante fissato conformemente all'articolo 33, paragrafo 2, dell'appendice I e nella casella «D. Controllo dell'ufficio di partenza», il termine fissato conformemente all'articolo 34 dell'appendice I entro il quale le merci sono presentate all'ufficio doganale di destinazione, le misure di identificazione applicate e la dicitura seguente:

«— Speditore autorizzato — 99206».

24.2. Quando l'autorità competente della parte contraente di partenza procede al controllo alla partenza di una spedizione, essa appone il suo visto nella casella D («Controllo dell'ufficio di partenza») della dichiarazione.

24.3. Dopo la spedizione, l'esemplare n. 1 del DAU o l'esemplare del DAT è inviato senza indugio all'ufficio doganale di partenza conformemente alle norme stabilite nell'autorizzazione. Gli altri esemplari accompagnano le merci conformemente al punto 11 del presente allegato.

25.

Speditore autorizzato — Dispensa dalla firma.

25.1. L'autorità doganale può dispensare lo speditore autorizzato dall'apposizione della firma sulle dichiarazioni di transito recanti l'impronta del timbro speciale di cui alla parte II, capo II, del presente allegato, e compilate mediante il sistema di trattamento elettronico dei dati. Questa dispensa può essere concessa a condizione che lo speditore autorizzato abbia previamente presentato all'autorità doganale un impegno scritto con il quale riconosce di essere il titolare del regime per tutte le operazioni di transito effettuate sotto la copertura di dichiarazioni di transito recanti l'impronta del timbro speciale.

25.2. Le dichiarazioni di transito compilate secondo le disposizioni del punto 25.1 del presente allegato recano, nella casella riservata alla firma del titolare del regime, la dicitura seguente:

«— Dispensa dalla firma — 99207».

26.

Destinatario autorizzato — Obblighi.

26.1. Quando le merci arrivano in un luogo precisato nell'autorizzazione, il destinatario autorizzato informa senza indugio l'ufficio doganale di destinazione in merito a tale arrivo. Egli segnala la data di arrivo, lo stato dei sigilli eventualmente apposti nonché qualsiasi irregolarità negli esemplari n. 4 e n. 5 del DAU o nell'esemplare del DAT che hanno accompagnato le merci e li consegna all'ufficio doganale di destinazione conformemente alle norme previste nell'autorizzazione.

26.2. L'ufficio doganale di destinazione appone sugli esemplari n. 4 e n. 5 del DAU o sull'esemplare del DAT le annotazioni previste al punto 13 del presente allegato.

▼M30

APPENDICE II

▼M38

POSIZIONE DOGANALE DI MERCI UNIONALI E DISPOSIZIONI RELATIVE ALL'EURO

▼M30



Articolo 1

La presente appendice fissa le modalità di applicazione della convenzione e dell'appendice I relative ►M38  alla posizione doganale di merci unionali ◄ e all'utilizzo dell'euro.



TITOLO I

▼M41

PROVA DELLA POSIZIONE DOGANALE DI MERCI UNIONALI

▼M30



CAPO I

Campo di applicazione

Articolo 2

1.  

La prova ►M38  della posizione doganale di merci unionali ◄ può essere apportata conformemente al presente titolo solo quando le merci alle quali si riferisce sono trasportate direttamente da una parte contraente a un'altra.

Sono considerate trasportate direttamente da una parte contraente ad un'altra:

a) 

le merci il cui trasporto si effettua senza transitare nel territorio di un paese terzo;

b) 

le merci il cui trasporto si effettua transitando nel territorio di uno o più paesi terzi, a condizione che l'attraversamento di tali paesi avvenga sotto la copertura di un titolo di trasporto unico, emesso in una parte contraente.

2.  

Il presente titolo non si applica alle merci:

a) 

destinate ad essere esportate all'esterno delle parti contraenti; o

b) 

trasportate sotto il regime di trasporto internazionale delle merci scortate da carnet TIR, a meno che:

— 
le merci che devono essere scaricate nel territorio di una parte contraente siano trasportate insieme a merci da scaricare in un paese terzo, oppure
— 
le merci siano trasportate dal territorio di una parte contraente a quello di un'altra parte contraente passando per un paese terzo.
3.  
Il presente titolo è applicabile alle spedizioni a mezzo posta (compresi i pacchi postali) inviate da un ufficio postale di una parte contraente ad un ufficio postale di un'altra parte contraente.

▼M41 —————

▼M30



CAPO II

▼M38

Prova della posizione doganale di merci unionali

▼M30

Articolo 3

Ufficio competente

Ai sensi del presente capo per «ufficio competente» si intendono le autorità competenti a provare ►M38  la posizione doganale di merci unionali ◄ .

Articolo 4

Disposizioni generali

1.  
La prova ►M38  la posizione doganale di merci unionali ◄ che non circolano sotto la procedura T2 può essere fornita mediante uno dei documenti di cui al presente capo.
2.  

Purché le condizioni per il suo rilascio siano soddisfatte, il documento utilizzato per giustificare ►M38  la posizione doganale di merci unionali ◄ può essere rilasciato a posteriori. In tal caso esso reca la dicitura seguente, in rosso:

— 
Rilasciato a posteriori — 99210.



Sezione 1

Documento T2L

Articolo 5

Definizione

1.  
La prova ►M38  della posizione doganale di merci unionali ◄ è fornita, alle condizioni indicate in seguito, mediante la presentazione di un documento T2L.
2.  
►M39  Un documento T2L deve recare il codice «T2L» o «T2LF». ◄

Articolo 6

Formulario da utilizzare

1.  
Il documento T2L è ►M38  fornito utilizzando ◄ su un formulario conforme a uno dei modelli che figurano nella convenzione DAU.
2.  
Tale formulario può essere eventualmente integrato da uno o più formulari complementari conformi ai modelli che figurano nella convenzione DAU; essi formano parte integrante del documento T2L.
3.  
Distinte di carico ►M38  fornite ◄ secondo il modello che figura nell' ►M38  allegato B4 dell' ◄ appendice III possono essere utilizzate, in sostituzione dei formulari complementari, come parte descrittiva del documento T2L, di cui costituiscono parte integrante.
4.  
I formulari di cui ai paragrafi da 1 a 3 sono compilati conformemente all' ►M38   ►M39  allegato B5 bis  ◄ dell' ◄ appendice III. Essi sono stampati e compilati in una delle lingue ufficiali delle parti contraenti accettate dalle autorità competenti.

Articolo 7

Distinte di carico speciali

1.  
Le autorità competenti possono autorizzare qualsiasi persona che risponda alle condizioni ►M39  di cui all'articolo 57 ◄ dell'appendice I ad utilizzare come distinte di carico elenchi che non soddisfano tutte le condizioni indicate nell'appendice III.
2.  

L'utilizzo di tali elenchi può essere autorizzato unicamente:

a) 

se sono stilati da imprese le cui scritture si basano su un sistema integrato di trattamento elettronico o automatico dei dati;

b) 

se sono concepiti e compilati in modo da poter essere utilizzati senza difficoltà dalle autorità competenti;

c) 

se citano, per ogni articolo, le informazioni richieste ►M39  nell'allegato B5 bis  ◄ dell'appendice III.

3.  
Può essere anche autorizzato l'utilizzo come distinte di carico di cui al paragrafo 1 di elenchi descrittivi stilati ai fini del compimento delle formalità di spedizione/esportazione, anche se questi elenchi sono stilati da ►M39  operatori economici ◄ le cui scritture non sono basate su un sistema integrato di elaborazione elettronica o automatica dei dati.

Articolo 8

▼M39

Rilascio di un documento T2L

▼M30

1.  
Fatto salvo l'articolo 19, il documento T2L è ►M39  rilasciato ◄ in un unico esemplare.
2.  

Il documento T2L e, se del caso, il o i formulari complementari o la o le distinte di carico utilizzati sono vistati dall'ufficio competente su richiesta dell'interessato. Il visto deve recare le seguenti menzioni che devono figurare, per quanto possibile, nella casella C «ufficio di partenza» di detti documenti:

a) 

per il documento T2L, il nome e il timbro dell'ufficio competente, la firma di un funzionario di detto ufficio, la data del visto e un numero di registrazione oppure il numero della dichiarazione di spedizione o di esportazione, se tale dichiarazione è necessaria;

b) 

per il formulario complementare o la distinta di carico, il numero che figura sul documento T2L. Questo numero deve essere apposto a mezzo di un timbro che rechi il nome dell'ufficio competente oppure a mano; in quest'ultimo caso deve essere accompagnato dal timbro ufficiale di detto ufficio.

I documenti vengono consegnati all'interessato non appena le formalità relative alla spedizione delle merci verso il paese di destinazione sono state espletate.



Sezione 2

Documenti commerciali

Articolo 9

Fattura e documento di trasporto

1.  
La prova ►M38  della posizione doganale di merci unionali ◄ è fornita, conformemente alle condizioni indicate di seguito, mediante la presentazione della fattura o del documento di trasporto relativo a tali merci.
2.  

La fattura o il documento di trasporto di cui al paragrafo 1 devono riportare almeno il nome e l'indirizzo completo dello speditore/esportatore o dell'interessato, se quest'ultimo non è lo speditore/esportatore, la quantità, la natura, le marche e i numeri dei colli, la designazione delle merci come pure la massa lorda in chilogrammi e, se necessario, i numeri dei contenitori.

L'interessato deve apporre sul suddetto documento, in modo ben visibile, la sigla «T2L» o «T2LF» accompagnata dalla sua firma manoscritta.

3.  

Quando le formalità sono espletate mediante sistemi informatizzati pubblici o privati, le autorità competenti autorizzano gli interessati che ne facciano richiesta a sostituire la firma di cui al paragrafo 2 con una tecnica di identificazione che può eventualmente fondarsi sull'uso di codici e ha le stesse conseguenze giuridiche della firma manoscritta.

Tale agevolazione è concessa solo qualora siano soddisfatte le condizioni tecniche e amministrative fissate dalle autorità competenti.

4.  
La fattura o il documento di trasporto debitamente compilato e firmato dall'interessato sono vistati, su richiesta dello stesso, dall'ufficio competente ►M38  se il valore delle merci supera 15 000 EUR ◄ . Tale visto deve recare il nome e il timbro dell'ufficio competente, la firma di un funzionario di detto ufficio, la data del visto e un numero di registrazione oppure il numero della dichiarazione di spedizione o di esportazione, se tale dichiarazione è necessaria.
5.  
Le disposizioni del presente articolo si applicano soltanto se la fattura o il documento di trasporto riguardano ►M38  esclusivamente merci unionali ◄ .
6.  
Ai fini dell'applicazione della presente convenzione, la fattura o il documento di trasporto che soddisfano le condizioni e le formalità di cui ai paragrafi da 2 a 5 equivalgono al documento T2L.
7.  
Ai fini dell'applicazione dell'articolo 9, paragrafo 4, della convenzione, l'ufficio doganale ►M39  di un paese di transito comune ◄ sul cui territorio sono entrate merci sotto la copertura di una fattura o di un documento di trasporto equivalenti a un documento T2L può allegare al documento T2 o T2L che rilascia per queste merci una copia o fotocopia certificata conforme di tale fattura o documento di trasporto.

Articolo 10

Manifesto marittimo

1.  
La prova ►M38  della posizione doganale di merci unionali ◄ è fornita, conformemente alle condizioni indicate di seguito, dal manifesto della compagnia di navigazione relativo a tali merci.
2.  

Il manifesto riporta almeno le indicazioni seguenti:

a) 

il nome e l'indirizzo completo della compagnia di navigazione;

b) 

l'identità della nave;

c) 

il luogo e la data di carico delle merci;

d) 

il luogo di scarico delle merci.

Il manifesto riporta inoltre, per ogni spedizione:

a) 

il riferimento alla polizza di carico marittima o ad un altro documento commerciale;

b) 

la quantità, la natura, le marche e i numeri dei colli;

c) 

la designazione delle merci secondo la denominazione commerciale abituale, con l'indicazione delle informazioni necessarie alla loro identificazione;

d) 

la massa lorda in chilogrammi;

e) 

se del caso, i numeri dei contenitori;

f) 

le indicazioni seguenti relative alla posizione delle merci:

— 
la sigla «C» (equivalente a «T2L») o la sigla «F» (equivalente a «T2LF») ►M38  per le merci di cui può essere giustificata la posizione doganale di merci unionali ◄ ;
— 
la sigla «N» per le altre merci.
3.  
Il manifesto debitamente compilato e firmato dalla compagnia di navigazione è vistato, su richiesta della stessa, dalle autorità competenti. Il visto deve includere il nome e il timbro dell'ufficio competente, la firma di un funzionario di detto ufficio e la data del visto.

▼M39 —————

▼M30



Sezione 3

Altre prove applicabili a talune operazioni

Articolo 12

Trasporto sotto la copertura di carnet TIR o di carnet ATA

1.  
Quando le merci sono trasportate sotto la copertura di un carnet TIR, in uno dei casi di cui all'articolo 2, paragrafo 2, lettera b), o sotto la copertura di un carnet ATA, il dichiarante può, per giustificare ►M38  la posizione doganale di merci unionali ◄ e fatte salve le disposizioni dell'articolo 2, apporre in modo ben visibile nella casella riservata alla designazione delle merci la sigla «T2L» o «T2LF» accompagnata dalla sua firma su tutte le pagine interessate del carnet utilizzato, prima di fare vistare quest'ultimo ►M38  dall'ufficio doganale di partenza ◄ . La sigla «T2L» o la sigla «T2LF» devono essere convalidate, su tutte le pagine dove sono state apposte, dal timbro ►M38  dell'ufficio doganale di partenza ◄ unitamente alla firma del funzionario competente.
2.  
Nel caso in cui il carnet TIR o il carnet ATA comprendano sia ►M38  merci unionali ◄ che ►M38  merci non unionali ◄ , queste due categorie di merci devono essere indicate separatamente e la sigla «T2L» oppure «T2LF» deve essere apposta in modo da riferirsi chiaramente ►M38  alle sole merci unionali ◄ .

Articolo 13

▼M38

Merci contenute nei bagagli trasportati da un passeggero

Nella misura in cui debba essere stabilita la posizione doganale di merci unionali trasportate da un passeggero o contenute nei suoi bagagli, si considera che tali merci, sempre che non siano destinate a fini commerciali, abbiano la posizione doganale di merci unionali:

▼M30

a) 

quando sono dichiarate come ►M38  merci aventi la posizione doganale di merci unionali ◄ e non sussistono dubbi in merito alla veridicità di tale dichiarazione;

b) 

negli altri casi, secondo le modalità di cui al presente capo.



Sezione 4

▼M38

Prova della posizione doganale di merci unionali fornita da un emittente autorizzato

▼M30

Articolo 14

▼M38

Emittente autorizzato

▼M30

1.  
Le autorità competenti di ciascun paese possono autorizzare qualsiasi persona, di seguito « ►M38  emittente ◄ autorizzato», che soddisfa le condizioni ►M39  di cui all'articolo 57, paragrafo 1, all'articolo 57, paragrafo 2, lettera d), e all'articolo 57 paragrafo 6, ◄ dell'appendice I e che intende giustificare ►M38  la posizione doganale di merci unionali ◄ tramite un documento T2L conformemente all'articolo 6 o tramite uno dei documenti previsti dagli articoli da 9 a 11, di seguito «documenti commerciali», ad utilizzare tali documenti senza doverli fare vistare dall'ufficio competente.
2.  
Le disposizioni ►M39  degli articoli 59 e 60, dell'articolo 61, paragrafo 3, degli articoli da 62 a 69 e dell'articolo 72 ◄ dell'appendice I si applicano mutatis mutandis all'autorizzazione di cui al paragrafo 1.

Articolo 15

Contenuto dell'autorizzazione

L'autorizzazione determina in particolare:

a) 

l'ufficio incaricato della preautenticazione, a norma dell'articolo 16, paragrafo 1, lettera a), dei formulari utilizzati per redigere i documenti in questione;

▼M39

b) 

le circostanze in cui l'emittente autorizzato giustifica l'utilizzo dei suddetti formulari;

▼M30

c) 

le categorie o i movimenti di merci esclusi;

d) 

il termine entro il quale e le condizioni in cui ►M38  l'emittente ◄ autorizzato informa l'ufficio competente per permettergli di effettuare eventuali controlli prima della partenza delle merci.

Articolo 16

Preautenticazione e formalità alla partenza

1.  

L'autorizzazione prevede che il recto dei documenti commerciali interessati oppure la casella C «Ufficio di partenza» che figura sul recto dei formulari utilizzati ai fini della redazione del documento T2L e, se necessario, del o dei formulari complementari sia:

a) 

preventivamente munito dell'impronta del timbro dell'ufficio di cui all'articolo 15, paragrafo 1, lettera a), e della firma di un funzionario di detto ufficio; oppure

b) 

munito ►M38  dall'emittente ◄ autorizzato dell'impronta del timbro speciale in metallo ammesso dalle autorità competenti e conforme al modello che figura nell'allegato B9 dell'appendice III. L'impronta del timbro può essere prestampata sui formulari quando la stampa è affidata ad una tipografia autorizzata a tal fine.

2.  

►M38  L'emittente ◄ autorizzato è tenuto ad adottare tutte le misure necessarie per garantire la custodia dei timbri speciali o dei formulari recanti l'impronta del timbro dell'ufficio di partenza o di un timbro speciale.

Egli informa le autorità competenti delle misure di sicurezza applicate ai sensi del comma precedente.

3.  
In caso di utilizzo abusivo da parte di chiunque di formulari recanti l'impronta preventivamente apposta del timbro ►M39  dell'autorità competente ◄ o recanti l'impronta del timbro speciale, ►M38  l'emittente ◄ autorizzato risponde, fatte salve le azioni penali, del pagamento dei dazi e delle altre imposizioni divenuti esigibili in un determinato paese e relativi alle merci trasportate sotto la copertura di tali formulari, a meno che dimostri alle autorità competenti che lo hanno autorizzato di aver adottato le misure di cui al paragrafo 2.
4.  

Al più tardi al momento della spedizione delle merci lo ►M38  Emittente autorizzato ◄ è tenuto a compilare il formulario e a firmarlo. Egli deve inoltre indicare nella casella D «Controllo dell'ufficio di partenza» del documento T2L, o in un altro punto ben visibile del documento commerciale utilizzato, il nome dell'ufficio competente, la data di redazione del documento e la menzione seguente:

— 
►M38  Emittente autorizzato ◄ ►M38  ————— ◄ .

Articolo 17

Dispensa dalla firma

1.  
►M38  L'emittente ◄ autorizzato può essere dispensato dall'apposizione della firma sui documenti T2L o sui documenti commerciali utilizzati recanti l'impronta del timbro speciale di cui all'allegato B9 dell'appendice III e compilati tramite un sistema integrato di trattamento elettronico o automatico dei dati. Tale dispensa può essere accordata a condizione che ►M38  l'emittente ◄ autorizzato abbia previamente presentato a tali autorità un impegno scritto con il quale si riconosce responsabile delle conseguenze giuridiche inerenti all'emissione di tutti i documenti T2L o di tutti i documenti commerciali recanti l'impronta del timbro speciale.
2.  

I documenti T2L o i documenti commerciali ►M38  forniti ◄ secondo le disposizioni del paragrafo 1 devono recare, invece della firma ►M38  dell'emittente ◄ autorizzato, la menzione seguente:

— 
Dispensa dalla firma ►M38  ————— ◄ .

Articolo 18

Manifesto marittimo trasmesso mediante scambio di dati

1.  
Le autorità competenti di ciascun paese possono autorizzare le compagnie di navigazione a rimandare la redazione del manifesto che serve a giustificare ►M38  la posizione doganale di merci unionali ◄ fino, al più tardi, al giorno successivo alla partenza della nave e, in ogni caso, prima dell'arrivo della nave al porto di destinazione.
2.  

L'autorizzazione di cui al paragrafo 1 è accordata esclusivamente alle compagnie di navigazione internazionali che:

a) 

soddisfano le condizioni ►M39  di cui all'articolo 57, paragrafo 1, all'articolo 57, paragrafo 2, lettera d), e all'articolo 57, paragrafo 6 ◄ dell'appendice I; tuttavia, in deroga ►M39  all'articolo 57, paragrafo 1, lettera a), ◄ le compagnie marittime possono non essere stabilite in una parte contraente se vi dispongono di un ufficio regionale; e

b) 

utilizzano sistemi di scambio elettronico di dati per trasmettere le informazioni tra i porti di partenza e di destinazione nei territori delle parti contraenti; e

c) 

operano un numero significativo di viaggi tra i paesi secondo itinerari riconosciuti.

3.  

Al ricevimento della domanda le autorità competenti del paese nel quale la società di navigazione è stabilita notificano tale domanda agli altri paesi sul territorio dei quali sono situati rispettivamente i porti di partenza e di destinazione previsti.

Qualora non ricevano alcuna obiezione entro ►M38  45 giorni ◄ della data della notifica, le autorità competenti accordano la procedura semplificata di cui al paragrafo 4.

Tale autorizzazione è valida nei paesi interessati e si applica soltanto alle operazioni effettuate tra i porti previsti dalla suddetta autorizzazione.

4.  

La semplificazione si applica come segue:

a) 

il manifesto al porto di partenza viene trasmesso mediante un sistema di scambio elettronico di dati al porto di destinazione;

b) 

la compagnia di navigazione appone sul manifesto le indicazioni che figurano nel paragrafo 2 dell'articolo 10;

c) 

una versione stampata del manifesto trasmesso mediante un sistema di scambio elettronico di dati è presentata su richiesta, al più tardi il giorno lavorativo successivo alla partenza della nave, alle autorità competenti del porto di partenza, e in ogni caso prima dell'arrivo della nave nel porto di destinazione;

d) 

un'edizione del manifesto trasmesso mediante scambio elettronico di dati è presentata alle autorità competenti del porto di destinazione;

e) 

le autorità competenti del porto di partenza effettuano controlli, tramite audit, in base ad un'analisi dei rischi;

f) 

le autorità competenti del porto di destinazione effettuano controlli, tramite audit, in base ad un'analisi dei rischi e, se del caso, trasmettono particolari dei manifesti alle autorità competenti del porto di partenza a fini di verifica.

5.  

Fatte salve le disposizioni del titolo IV dell'appendice I:

— 
la compagnia di navigazione notifica alle autorità competenti qualsiasi tipo di infrazione o irregolarità,
— 
le autorità competenti del porto di destinazione notificano non appena possibile ogni infrazione o irregolarità alle autorità competenti del porto di partenza, come pure all'autorità che ha rilasciato l'autorizzazione.

▼M39

Articolo 18 bis

Manifesto doganale delle merci

1.  
Le autorità competenti di ciascun paese possono autorizzare le società di navigazione a fornire la prova della posizione doganale di merci unionali sotto forma di un manifesto doganale delle merci relativo alle merci trasmesso mediante scambio elettronico di dati.
2.  
L'autorizzazione di cui al paragrafo 1 è concessa esclusivamente alle società di navigazione che soddisfano i requisiti di cui all'appendice I, articolo 57, paragrafo 1, lettere a) e b), e paragrafo 2, lettera d).
3.  
Gli emittenti autorizzati a stabilire la prova della posizione doganale di merci unionali per mezzo di un manifesto della società di navigazione di cui all'articolo 10 possono rilasciare anche il manifesto doganale delle merci di cui al presente articolo.
4.  
Il manifesto doganale delle merci comprende almeno le informazioni di cui all'articolo 10, paragrafo 2.

▼M30

Articolo 19

Obbligo di fare una copia

►M38  L'emittente ◄ autorizzato è tenuto a fare una copia di ciascun documento T2L o di ogni documento commerciale rilasciato ai sensi della presente sezione. Le autorità competenti determinano le modalità secondo le quali la suddetta copia è presentata ai fini di controllo e conservata per almeno ►M38  tre anni ◄ .

Articolo 20

▼M38

Controlli presso l'emittente autorizzato

▼M30

Le autorità competenti possono effettuare presso ►M38  gli emittenti ◄ autorizzati qualsiasi controllo ritengano utile. ►M38  Gli emittenti ◄ autorizzati sono tenuti a prestare la loro assistenza a tal fine e a fornire le informazioni necessarie.



CAPO III

Assistenza reciproca

Articolo 21

Le autorità competenti dei paesi si prestano assistenza reciproca per il controllo dell'autenticità e dell'esattezza dei documenti, oltre che della regolarità delle modalità utilizzate, in virtù delle disposizioni del presente titolo, ai fini della prova ►M38  della posizione doganale di merci unionali ◄ .

▼M41



TITOLO I bis

DISPOSIZIONI RELATIVE ALLA NON MODIFICAZIONE DELLA POSIZIONE DOGANALE DI MERCI UNIONALI PER LE MERCI TRASPORTATE ATTRAVERSO UN «CORRIDOR-T2»

Articolo 21 bis

Presunzione della posizione doganale di merci unionali

1.  

Le merci che hanno la posizione doganale di merci unionali e che sono trasportate per ferrovia possono circolare, senza essere soggette a un regime doganale, da un punto all’altro del territorio doganale dell’Unione ed essere trasportate attraverso il territorio di un paese di transito comune senza che muti la loro posizione doganale, se:

a) 

il trasporto delle merci è scortato da un documento di trasporto unico rilasciato in uno Stato membro dell’Unione europea;

b) 

il documento di trasporto unico reca la seguente dicitura: «Corridor-T2»;

c) 

il transito attraverso un paese di transito comune è monitorato mediante un sistema elettronico in tale paese di transito comune; e

d) 

l’azienda ferroviaria in questione è autorizzata dal paese di transito comune di cui si attraversa il territorio a utilizzare la procedura «Corridor-T2».

2.  
Il paese di transito comune tiene informato il comitato congiunto di cui all’articolo 14 della convenzione, o un gruppo di lavoro istituito da detto comitato sulla base del paragrafo 5 del medesimo articolo, sulle modalità relative al sistema elettronico di monitoraggio e sulle aziende ferroviarie autorizzate ad avvalersi della procedura di cui al paragrafo 1 del presente articolo.

▼M30



TITOLO II

DISPOSIZIONI RELATIVE ALL'EURO

Articolo 22

1.  

Il controvalore in valute nazionali degli importi in euro considerati nella presente convenzione è calcolato sulla base dei tassi di conversione in vigore il primo giorno lavorativo del mese di ottobre con effetto al 1o gennaio dell'anno successivo.

Se, per una data valuta nazionale, tale tasso non è disponibile, il tasso da applicare per detta valuta è quello del primo giorno per il quale è stato pubblicato un tasso dopo il primo giorno lavorativo di ottobre. Qualora dopo il primo giorno lavorativo del mese di ottobre non sia stato pubblicato un tasso, il tasso da applicare è quello dell'ultimo giorno, precedente tale data, per il quale un tasso è stato pubblicato.

2.  
Il controvalore dell'euro da prendere in considerazione per l'applicazione del paragrafo 1 è quello applicabile alla data ►M39  dell'accettazione ◄ della dichiarazione di transito comune coperta dal o dai certificati di garanzia isolata, conformemente ►M39  all'articolo 30, paragrafo 2 ◄ , dell'appendice I.

APPENDICE III

DICHIARAZIONI DI TRANSITO, DOCUMENTI DI ACCOMPAGNAMENTO TRANSITO E ALTRI DOCUMENTI



Articolo 1

La presente appendice riprende le disposizioni, i formulari e i modelli necessari per compilare le dichiarazioni, il documento di accompagnamento transito e gli altri documenti utilizzati ai fini del regime di transito comune conformemente alle appendici I e II.



TITOLO I

▼M38

DICHIARAZIONE DI TRANSITO E FORMULARI IN CASO DI UTILIZZO DI PROCEDIMENTI INFORMATICI

▼M30

Articolo 2

Dichiarazione di transito

La dichiarazione di transito di cui all'articolo 21, paragrafo 1 dell'appendice I è conforme alla struttura e alle indicazioni che figurano nell'allegato A1 con utilizzo dei codici indicati nell'allegato A2.

Articolo 3

Documento di accompagnamento transito

Il documento di accompagnamento transito è ►M38  fornito utilizzando il formulario che figura ◄ nell'allegato A3. Esso è redatto e utilizzato in conformità alle note esplicative di cui all'allegato A4.

Articolo 4

Elenco degli articoli

L'elenco degli articoli è ►M38  fornito utilizzando il formulario che figura ◄ nell'allegato A5. Esso è redatto e utilizzato in conformità alle note esplicative di cui all'allegato A6.



TITOLO II

▼M38

FORMULARI UTILIZZATI PER COMPILARE:

— 
LA PROVA DELLA POSIZIONE DOGANALE DI MERCI UNIONALI,
— 
LA DICHIARAZIONE DI TRANSITO PER I VIAGGIATORI,
— 
LA PROCEDURA DI CONTINUITÀ OPERATIVA PER IL TRANSITO

▼M30

Articolo 5

1.  
►M38  I formulari sui quali è redatto il documento che comprova la posizione doganale di merci unionali sono conformi ai formulari che figurano nell'allegato I, appendici da 1 a 4, della convenzione DAU. ◄

►M38

 

Il formulario sul quale è redatta la dichiarazione di transito quando si applica la procedura di continuità operativa per il transito o la dichiarazione di transito per i viaggiatori è fornito utilizzando il formulario che figura nell'allegato I, appendice 1, della convenzione DAU.

 ◄

3.  

I dati annotati sui formulari devono risultare a ricalco:

a) 

per le appendici 1 e 3, sugli esemplari di cui all'allegato II, appendice 1, della convenzione DAU;

b) 

per le appendici 2 e 4, sugli esemplari di cui all'allegato II, appendice 2, della convenzione DAU.

4.  

I formulari sono compilati ed utilizzati:

a) 

come documento che comprova ►M38  la posizione doganale di merci unionali ◄ delle merci, in conformità delle istruzioni di cui all'allegato B2;

b) 

come dichiarazione di transito per i viaggiatori o per ►M38  la procedura di continuità operativa per il transito ◄ , in conformità delle istruzioni di cui all'allegato B6.

In entrambi i casi è opportuno usare, ove necessario, i codici di cui agli allegati A2, B1, B3 e B6.

Articolo 6

1.  
I formulari sono stampati conformemente all'allegato II, articolo 2, della convenzione DAU.
2.  
Nell'angolo superiore sinistro del formulario le parti contraenti possono stampare un contrassegno d'identificazione della parte contraente interessata. Esse possono inoltre stampare le parole « ►M38  TRANSITO UNIONALE ◄ » invece delle parole «TRANSITO COMUNITARIO». Quando tali documenti sono presentati in un altro paese contraente, la presenza di tale contrassegno o di tale indicazione non osta all'accettazione della dichiarazione.



TITOLO III

FORMULARI DIVERSI DAL DOCUMENTO AMMINISTRATIVO UNICO E DAL DOCUMENTO DI ACCOMPAGNAMENTO TRANSITO

Articolo 7

Distinte di carico

1.  
Il formulario su cui sono redatte le distinte di carico è ►M38  fornito utilizzando il formulario ◄ figurante nell'allegato B4. Esso è compilato in conformità delle istruzioni di cui all'allegato B5.
2.  
Per il formulario delle distinte di carico è utilizzata una carta collata per scritture del peso di almeno 40 gr/m2 e di resistenza tale da non presentare, ad un uso normale, alcuna lacerazione o sgualcitura. Il colore della carta è a scelta degli interessati.
3.  
Il formato del formulario è di 210 × 297 mm, con una tolleranza massima di 5 mm in meno e di 8 mm in più nel senso della lunghezza.

Articolo 8

Avviso di passaggio

1.  
Il formulario su cui è redatto l'avviso di passaggio nell'ambito dell'applicazione dell'articolo 22 dell'appendice I è ►M38  fornito utilizzando il formulario ◄ figurante nell'allegato B8 dell'appendice III.

▼M38 —————

▼M30

Articolo 9

Ricevute

1.  
La ricevuta è ►M38  fornita utilizzando il formulario ◄ figurante nell'allegato B10.

▼M38 —————

▼M30

Articolo 10

Certificato di garanzia isolata

1.  
Il formulario su cui è redatto il certificato di garanzia isolata è conforme al modello figurante nell'allegato C3.
2.  
Per il formulario del certificato di garanzia isolata è utilizzata una carta non contenente pasta meccanica, collata per scritture, del peso di almeno 55 g/m2. Essa deve avere un fondo arabescato di colore rosso che faccia apparire qualsiasi falsificazione operata con mezzi meccanici o chimici. La carta è di colore bianco.
3.  
Il formato è di 148 × 105 mm.
4.  
Il formulario del certificato di garanzia isolata deve essere corredato di una dicitura che indichi il nome e l'indirizzo del tipografo o di una sigla che ne consenta l'identificazione. Esso deve recare inoltre un numero che lo contraddistingue.
5.  
Per quanto riguarda i certificati di garanzia isolata, la lingua da utilizzare è indicata dalle autorità competenti del paese da cui dipende l'ufficio di garanzia.

Articolo 11

Certificato di garanzia globale o di esonero dalla garanzia

1.  
I formulari su cui è redatto il certificato di garanzia globale o di esonero dalla garanzia, di seguito «il certificato», sono conformi ai modelli figuranti negli allegati C5 e C6. Essi sono compilati in conformità delle istruzioni di cui all'allegato C7.
2.  

Per il formulario del certificato di garanzia è utilizzata una carta di colore bianco, non contenente pasta meccanica, del peso di almeno 100 gr/m2. Essa deve avere sulle due facciate un fondo arabescato che faccia apparire qualsiasi falsificazione operata con mezzi meccanici o chimici. Tale fondo è:

— 
di colore verde per i certificati di garanzia, e
— 
di colore azzurro per i certificati di esonero dalla garanzia.
3.  
Il formato del formulario è di 210 × 148 mm.
4.  
È compito delle parti contraenti provvedere o far provvedere alla stampa dei formulari dei certificati. Ogni certificato deve recare un numero di serie che lo contraddistingue.

Articolo 12

Disposizioni comuni al titolo III

1.  
Il formulario deve essere compilato a macchina oppure con un procedimento meccanografico o affine. I formulari di cui agli articoli 7 e 8 possono anche essere compilati a mano, in modo leggibile; in quest'ultimo caso devono essere compilati con inchiostro e in stampatello.
2.  
Il formulario deve essere redatto in una delle lingue ufficiali delle parti contraenti accettata dalle autorità competenti del paese di partenza. Questa disposizione non si applica ai certificati di garanzia isolata.
3.  
Ove necessario, le autorità competenti di un altro paese in cui il formulario deve essere presentato possono chiedere la traduzione del formulario nella lingua ufficiale o in una delle lingue ufficiali di questo paese.
4.  
Per quanto riguarda il certificato di garanzia globale o di esonero dalla garanzia, la lingua da utilizzare è indicata dalle autorità competenti del paese da cui dipende l'ufficio di garanzia.
5.  
Il formulario non deve contenere cancellature o alterazioni. Le modifiche eventualmente apportate devono essere effettuate cancellando le indicazioni errate e aggiungendo, all'occorrenza, le indicazioni volute. Ogni modifica così operata deve essere approvata dall'autore e appositamente vistata dalle autorità competenti.
6.  
Una parte contraente può, a condizione di ottenere l'accordo delle altre parti contraenti e di non portare pregiudizio alla corretta applicazione della convenzione, applicare ai formulari di cui al presente titolo misure particolari intese ad aumentarne la sicurezza.

ALLEGATO A1

NOTE ESPLICATIVE RELATIVE ALL'UTILIZZAZIONE DELLE DICHIARAZIONI DI TRANSITO TRAMITE SCAMBIO DI MESSAGGI INFORMATICI NORMALIZZATI (DICHIARAZIONE DI TRANSITO EDI)

TITOLO I

GENERALITÀ

►M38  La dichiarazione di transito EDI ◄ è presentata per via elettronica, salvo qualora la convenzione disponga diversamente.

La dichiarazione di transito EDI si basa sugli elementi di informazione che figurano nella convenzione del 20 maggio 1987 relativa alla semplificazione delle formalità negli scambi di merci e che corrispondono alle diverse caselle del documento amministrativo unico (DAU), definiti nel presente allegato e nell'allegato B1, eventualmente associati ad un codice o sostituiti da un codice.

Il presente allegato contiene le esigenze particolari di base che si applicano qualora le formalità siano effettuate tramite scambio di messaggi normalizzati EDI. Sono applicabili anche i codici supplementari presentati nell'allegato A2. L'allegato B1 si applica alla dichiarazione di transito EDI, salvo indicazione contraria nel presente allegato o nell'allegato A2.

La struttura e il contenuto dettagliati della dichiarazione di transito EDI sono conformi alle specificazioni tecniche comunicate dalle autorità competenti ►M38  al titolare del regime ◄ al fine di garantire il funzionamento corretto del sistema. Tali specificazioni si basano sulle esigenze esposte nel presente allegato.

Il presente allegato descrive la struttura dello scambio di informazioni. ►M38  La dichiarazione di transito EDI ◄ è organizzata in gruppi contenenti dati (attributi). Questi ultimi sono raggruppati in blocchi logici coerenti nell'ambito del messaggio. La posizione rientrata di un gruppo di dati indica che esso dipende da un gruppo di dati di livello superiore.

Se del caso, è indicato il numero di casella corrispondente del DAU.

Il termine «numero» nella spiegazione relativa a un gruppo di dati indica il numero di volte che il gruppo può essere ripetuto nella dichiarazione di transito.

Il termine «tipo/lunghezza» nella spiegazione relativa ad un attributo precisa le esigenze in materia di tipo e di lunghezza del dato. I codici relativi al tipo di dato sono i seguenti:

a

alfabetico

n

numerico

an

alfanumerico.

Il numero che segue il codice indica la lunghezza del dato autorizzata. Si applicano le seguenti convenzioni.

Gli eventuali due punti che precedono l'indicazione della lunghezza significano che il dato non ha lunghezza fissa e che la lunghezza massima è pari al numero di caratteri indicato. Una virgola nella lunghezza del campo indica che l'attributo può contenere decimali, nel qual caso la cifra che precede la virgola indica la lunghezza totale dell'attributo e la cifra che segue la virgola indica il numero massimo di decimali.

TITOLO II

INDICAZIONI DA FORNIRE NELLE DICHIARAZIONI DI TRANSITO E STRUTTURA DELLA DICHIARAZIONE DI TRANSITO EDI

CAPO I

Indicazioni richieste

Il presente allegato contiene tutti i dati, sulla base di quelli inseriti nella convenzione «DAU», che possono essere richiesti nei diversi paesi.

CAPO II

Struttura

A.   Elenco dei gruppi di dati

OPERAZIONE DI TRANSITO
OPERATORE speditore
OPERATORE destinatario
DESIGNAZIONE DELLE MERCI
— 
OPERATORE speditore
— 
OPERATORE destinatario
— 
CONTENITORI

▼M38 —————

▼M30

— 
COLLI
— 
RIFERIMENTI AMMINISTRATIVI PRECEDENTI
— 
DOCUMENTI/CERTIFICATI PRESENTATI
— 
MENZIONI SPECIALI
UFFICIO DOGANALE di partenza

▼M38

OPERATORE titolare del regime

▼M30

RAPPRESENTANTE
UFFICIO DOGANALE di passaggio
UFFICIO DOGANALE di destinazione
OPERATORE destinatario autorizzato
RISULTATO DEL CONTROLLO
SUGGELLI APPOSTI
— 
MARCHE DEI SUGGELLI
GARANZIA
— 
RIFERIMENTO DELLA GARANZIA

▼M38

— 
LIMITAZIONE DELLA VALIDITÀ UE
— 
LIMITAZIONE DELLA VALIDITÀ NON UE

▼M30

B.   Elementi di informazione che figurano sulla dichiarazione di transito

OPERAZIONE DI TRANSITO

Numero: 1

Questo gruppo di dati deve essere utilizzato.

LRN

Tipo/lunghezza: an ..22

Il numero di riferimento locale (LRN) deve essere utilizzato. Esso è definito a livello nazionale e assegnato dall'utilizzatore in accordo con le autorità competenti per identificare ogni singola dichiarazione.

Tipo di dichiarazione (casella 1)

Tipo/lunghezza: an ..5

Questo attributo deve essere utilizzato.

Le menzioni sono le seguenti:

1) 

merci destinate a circolare sotto la procedura T2: T2 o T2F;

2) 

merci destinate a circolare sotto la procedura T1: T1;

3) 

spedizioni di cui ►M38  all'articolo 28 ◄ dell'appendice I: T-.

▼M38 —————

▼M30

Numero totale di articoli (casella 5)

Tipo/lunghezza: n ..5

Numero totale di colli (casella 6)

Tipo/lunghezza: n ..7

Questo attributo è facoltativo. Il numero totale di colli corrisponde alla somma degli attributi «numero di colli» e «numero di pezzi», maggiorata di un'unità per ciascuna merce dichiarata «alla rinfusa».

Paese di spedizione (casella 15a)

Tipo/lunghezza: a2

Indicare il paese dal quale le merci sono spedite/esportate.

Questo attributo è utilizzato se viene dichiarato un solo paese di spedizione. Deve essere utilizzato il codice paese di cui all'allegato A2. In questo caso non si può utilizzare l'attributo «paese di spedizione» del gruppo di dati «DESIGNAZIONE DELLE MERCI». Se vengono dichiarati vari paesi di spedizione, l'attributo corrispondente del gruppo di dati «OPERAZIONE DI TRANSITO» non può essere utilizzato. In questo caso è invece utilizzato l'attributo «paese di spedizione» del gruppo di dati «DESIGNAZIONE DELLE MERCI».

Paese di destinazione (casella 17a)

Tipo/lunghezza: a2

Indicare il nome del paese interessato.

Questo attributo è utilizzato se viene dichiarato un solo paese di destinazione. Deve essere utilizzato il codice paese di cui all'allegato A2. In questo caso non può essere utilizzato l'attributo «paese di destinazione» del gruppo di dati «DESIGNAZIONE DELLE MERCI». Se vengono dichiarati vari paesi di destinazione, l'attributo corrispondente del gruppo di dati «OPERAZIONE DI TRANSITO» non può essere utilizzato. In questo caso è invece utilizzato l'attributo «paese di destinazione» del gruppo di dati «DESIGNAZIONE DELLE MERCI».

Identità del mezzo di trasporto alla partenza (casella 18)

Tipo/lunghezza: an ..27

Indicare l'identità, ad esempio il/i numero/i d'immatricolazione o il nome del mezzo di trasporto (autocarro, imbarcazione, carrozza ferroviaria, aeromobile) su cui le merci sono caricate al momento della loro presentazione ►M38  all'ufficio doganale di partenza ◄ servendosi dei codici previsti a tale scopo. Ad esempio, se la motrice e il rimorchio hanno targhe diverse, indicare il numero di targa della motrice e quello del rimorchio.

Tuttavia, nel caso di merci collocate in contenitori destinati al trasporto su veicoli stradali, le autorità competenti possono autorizzare ►M38  il titolare del regime ◄ a non compilare la casella, qualora la situazione logistica al punto di partenza non permetta di fornire l'identità del mezzo di trasporto all'atto della compilazione della dichiarazione di transito e a condizione che le parti contraenti siano in grado di garantire che le informazioni relative al mezzo di trasporto saranno indicate successivamente nella casella 55.

In caso di invio mediante infrastrutture fisse non è necessario indicare il numero d'immatricolazione.

LNG identità del mezzo di trasporto alla partenza

Tipo/lunghezza: a2

Il codice lingua di cui all'allegato A2 è utilizzato per definire la lingua (LNG) se viene utilizzato il campo per il testo libero.

Nazionalità del mezzo di trasporto alla partenza (casella 18)

Tipo/lunghezza: a2

Occorre utilizzare il codice paese di cui all'allegato A2.

Indicare la nazionalità del mezzo di trasporto (autocarro, imbarcazione, carrozza ferroviaria, aeromobile) sul quale le merci sono caricate al momento della loro presentazione ►M38  all'ufficio doganale di partenza ◄ (o quella del veicolo propulsore, se si tratta di un convoglio), servendosi dei codici previsti a tale scopo. Ad esempio, se la motrice e il rimorchio hanno targhe diverse, indicare la nazionalità della motrice.

Tuttavia, nel caso di merci collocate in contenitori destinati al trasporto su veicoli stradali, le autorità competenti possono autorizzare ►M38  il titolare del regime ◄ a non compilare la casella, qualora la situazione logistica al punto di partenza non permetta di fornire l'identità del mezzo di trasporto all'atto della compilazione della dichiarazione di transito e a condizione che le parti contraenti siano in grado di garantire che le informazioni relative al mezzo di trasporto saranno indicate successivamente nella casella 55.

In caso di invio mediante infrastrutture fisse o di trasporto ferroviario non è necessario indicare la nazionalità.

Negli altri casi l'indicazione della nazionalità è facoltativa per le parti contraenti.

Contenitori (casella 19)

Tipo/lunghezza: n1

Indicare, conformemente ai codici previsti a tale scopo, i dati necessari relativi alla situazione presunta al passaggio della frontiera della parte contraente in cui è situato ►M38  l'ufficio doganale di partenza ◄ quale risulta al momento del vincolo delle merci al regime di transito comune.

Sono utilizzati i codici seguenti:

0

:

no

1

:

sì.

Nazionalità del mezzo di trasporto che attraversa la frontiera (casella 21)

Tipo/lunghezza: a2

La compilazione della casella è obbligatoria per quanto concerne la nazionalità.

La nazionalità non viene tuttavia indicata quando le merci sono trasportate per ferrovia o circolano mediante infrastrutture fisse.

Si utilizza il codice paese di cui all'allegato A2.

Identità del mezzo di trasporto che attraversa la frontiera (casella 21)

Tipo/lunghezza: an ..27

Indicare il tipo di mezzo di trasporto (autocarro, imbarcazione, carrozza ferroviaria, aeromobile), poi l'identità, precisando ad esempio il numero d'immatricolazione o la denominazione del mezzo attivo di trasporto (cioè il propulsore) del quale si presuppone l'uso al momento del passaggio della frontiera all'uscita della parte contraente in cui è situato ►M38  l'ufficio doganale di partenza ◄ , e infine il codice relativo alla nazionalità di tale mezzo di trasporto quale risulta al momento del vincolo delle merci al regime di transito comune.

In caso di trasporto combinato, o quando siano utilizzati più mezzi di trasporto, il mezzo attivo di trasporto è quello che assicura la movimentazione del tutto. Ad esempio, nel caso di autocarro su nave, il mezzo attivo di trasporto è la nave; tra motrice e rimorchio, il mezzo attivo di trasporto è la motrice, ecc.

Tuttavia il numero di immatricolazione non viene indicato quando le merci sono trasportate per ferrovia o circolano mediante infrastrutture fisse.

L'utilizzazione di questo attributo è facoltativa per le parti contraenti.

LNG identità del mezzo di trasporto che attraversa la frontiera

Tipo/lunghezza: a2

Il codice lingua di cui all'allegato A2 è utilizzato per definire la lingua (LNG) se viene utilizzato il campo per il testo libero.

Tipo di trasporto che attraversa la frontiera (casella 21)

Tipo/lunghezza: n ..2

L'utilizzazione di questo attributo è facoltativa per le parti contraenti.

Modo di trasporto alla frontiera (casella 25)

Tipo/lunghezza: n ..2

Indicare, servendosi dei codici previsti a tale scopo, il modo di trasporto corrispondente al mezzo attivo di trasporto con il quale si presume che le merci lascino il territorio della parte contraente in cui è situato ►M38  l'ufficio doganale di partenza ◄ .

L'utilizzazione di questo attributo è facoltativa per le parti contraenti.

Modo di trasporto interno (casella 26)

Tipo/lunghezza: n ..2

L'utilizzazione di questo attributo è facoltativa per le parti contraenti e va effettuata conformemente alla nota esplicativa relativa alla casella 25 che figura nell'allegato A2.

Luogo di carico (casella 27)

Tipo/lunghezza: an ..17

L'utilizzazione di questo attributo è facoltativa per le parti contraenti.

Codice della localizzazione convenuta (casella 30)

Tipo/lunghezza: an ..17

Questo attributo non può essere utilizzato se viene utilizzato il gruppo di dati «RISULTATO DEL CONTROLLO». In caso contrario, l'utilizzazione dell'attributo è facoltativa. Se l'attributo è utilizzato, occorre indicare con precisione, in forma codificata, il luogo in cui le merci possono essere esaminate. Gli attributi «localizzazione convenuta delle merci»/«codice della localizzazione convenuta», «localizzazione autorizzata delle merci» e «succursale doganale» non possono essere utilizzati contemporaneamente.

Localizzazione convenuta delle merci (casella 30)

Tipo/lunghezza: an ..35

Questo attributo non può essere utilizzato se viene utilizzato il gruppo di dati «RISULTATO DEL CONTROLLO». In caso contrario, l'utilizzazione dell'attributo è facoltativa. Se l'attributo è utilizzato, occorre indicare con precisione il luogo in cui le merci possono essere esaminate. Gli attributi «localizzazione convenuta delle merci»/«codice della localizzazione convenuta», «localizzazione autorizzata delle merci» e «succursale doganale» non possono essere utilizzati contemporaneamente.

LNG localizzazione convenuta delle merci

Tipo/lunghezza: a2

Il codice lingua di cui all'allegato A2 è utilizzato per definire la lingua (LNG) se viene utilizzato il campo per il testo libero.

Localizzazione autorizzata delle merci (casella 30)

Tipo/lunghezza: an ..17

L'utilizzazione di questo attributo è facoltativa se viene utilizzato il gruppo di dati «RISULTATO DEL CONTROLLO». Se l'attributo è utilizzato, occorre indicare con precisione il luogo in cui le merci possono essere esaminate. Se il gruppo di dati «RISULTATO DEL CONTROLLO» non è utilizzato, non può essere utilizzato nemmeno l'attributo. Gli attributi «localizzazione convenuta delle merci»/«codice della localizzazione convenuta», «localizzazione autorizzata delle merci» e «succursale doganale» non possono essere utilizzati contemporaneamente.

Succursale doganale (casella 30)

Tipo/lunghezza: an ..17

Questo attributo non può essere utilizzato se viene utilizzato il gruppo di dati «RISULTATO DEL CONTROLLO». In caso contrario, l'utilizzazione dell'attributo è facoltativa. Se l'attributo è utilizzato, occorre indicare con precisione il luogo in cui le merci possono essere esaminate. Gli attributi «localizzazione convenuta delle merci»/«codice della localizzazione convenuta», «localizzazione autorizzata delle merci» e «succursale doganale» non possono essere utilizzati contemporaneamente.

Massa lorda totale (casella 35)

Tipo/lunghezza: n ..11,3

Questo attributo deve essere utilizzato.

Codice lingua del documento di accompagnamento transito

Tipo/lunghezza: a2

Il codice lingua di cui all'allegato A2 è utilizzato per definire la lingua del documento di accompagnamento transito.

Indicatore lingua di dialogo alla partenza

Tipo/lunghezza: a2

L'utilizzazione del codice lingua di cui all'allegato A2 è facoltativa. Se questo attributo non è utilizzato, il sistema utilizzerà la lingua corrente ►M38  dell'ufficio doganale di partenza ◄ .

Data della dichiarazione (casella 50)

Tipo/lunghezza: n8

Questo attributo deve essere utilizzato.

Luogo della dichiarazione (casella 50)

Tipo/lunghezza: an ..35

Questo attributo deve essere utilizzato.

LNG del luogo della dichiarazione

Tipo/lunghezza: a2

Il codice lingua di cui all'allegato A2 è utilizzato per definire la lingua (LNG) del campo per il testo libero.

OPERATORE speditore (casella 2)

Numero: 1

Questo gruppo di dati è utilizzato se viene dichiarato un solo speditore. In questo caso il gruppo di dati «OPERATORE speditore» del gruppo di dati «DESIGNAZIONE DELLE MERCI» non può essere utilizzato.

Nome (casella 2)

Tipo/lunghezza: an ..35

Questo attributo deve essere utilizzato.

Via e numero (casella 2)

Tipo/lunghezza: an ..35

Questo attributo deve essere utilizzato.

Paese (casella 2)

Tipo/lunghezza: a2

Occorre utilizzare il codice paese di cui all'allegato A2.

CAP (casella 2)

Tipo/lunghezza: an ..9

Questo attributo deve essere utilizzato.

Città (casella 2)

Tipo/lunghezza: an ..35

Questo attributo deve essere utilizzato.

NAD LNG

Tipo/lunghezza: a2

Il codice lingua di cui all'allegato A2 è utilizzato per definire la lingua del nome e dell'indirizzo (NAD LNG).

Numero di identificazione (casella 2)

Tipo/lunghezza: an ..17

L'utilizzazione di questo attributo è facoltativa per le parti contraenti.

OPERATORE destinatario (casella 8)

Numero: 1

Questo gruppo di dati è utilizzato se viene dichiarato un solo destinatario e l'attributo «paese di destinazione» del gruppo di dati «OPERAZIONE DI TRANSITO» contiene un «paese» quale definito nella convenzione relativa ad un regime comune di transito. In questo caso il gruppo di dati «OPERATORE destinatario» del gruppo di dati «DESIGNAZIONE DELLE MERCI» non può essere utilizzato.

Nome (casella 8)

Tipo/lunghezza: an ..35

Questo attributo deve essere utilizzato.

Via e numero (casella 8)

Tipo/lunghezza: an ..35

Questo attributo deve essere utilizzato.

Paese (casella 8)

Tipo/lunghezza: a2

Si deve utilizzare il codice paese di cui all'allegato A2.

CAP (casella 8)

Tipo/lunghezza: an ..9

Questo attributo deve essere utilizzato.

Città (casella 8)

Tipo/lunghezza: an ..35

Questo attributo deve essere utilizzato.

NAD LNG

Tipo/lunghezza: a2

Il codice lingua di cui all'allegato A2 è utilizzato per definire la lingua del nome e dell'indirizzo (NAD LNG).

Numero di identificazione (casella 8)

Tipo/lunghezza: an ..17

L'utilizzazione di questo attributo è facoltativa per le parti contraenti.

DESIGNAZIONE DELLE MERCI

Numero: 999

Questo gruppo di dati deve essere utilizzato.

Tipo di dichiarazione (ex casella 1)

Tipo/lunghezza: an ..5

Questo attributo è utilizzato se il codice «T-» è stato utilizzato per l'attributo «tipo di dichiarazione» del gruppo di dati «OPERAZIONE DI TRANSITO». In caso contrario, questo attributo non può essere utilizzato.

Paese di spedizione (ex casella 15a)

Tipo/lunghezza: a2

Paese dal quale le merci sono spedite/esportate.

Questo attributo è utilizzato se vengono dichiarati vari paesi di spedizione. Devono essere utilizzati i codici paese di cui all'allegato A2. L'attributo «paese di spedizione» del gruppo di dati «OPERAZIONE DI TRANSITO» non può essere utilizzato. Se viene dichiarato un solo paese di spedizione, deve essere utilizzato l'attributo corrispondente del gruppo di dati «OPERAZIONE DI TRANSITO».

Paese di destinazione (ex casella 17a)

Tipo/lunghezza: a2

Questo attributo è utilizzato se vengono dichiarati vari paesi di destinazione. Devono essere utilizzati i codici paese di cui all'allegato A2. L'attributo «paese di destinazione» del gruppo di dati «OPERAZIONE DI TRANSITO» non può essere utilizzato. Se viene dichiarato un solo paese di destinazione, deve essere utilizzato l'attributo corrispondente del gruppo di dati «OPERAZIONE DI TRANSITO».

Descrizione testuale (casella 31)

Tipo/lunghezza: an ..140

Questo attributo deve essere utilizzato.

Indicare in tutti i casi la denominazione commerciale abituale delle merci; questa denominazione deve comprendere le indicazioni necessarie all'identificazione delle merci; se l'attributo «codice merci» deve essere compilato, la denominazione deve essere espressa in termini sufficientemente precisi per permettere la classificazione delle merci. Da questo attributo devono risultare anche informazioni richieste da eventuali norme specifiche (accise, ecc.). In caso d'impiego di contenitori, nella casella vanno indicati anche i loro marchi d'identificazione.

LNG descrizione testuale

Tipo/lunghezza: a2

Il codice lingua di cui all'allegato A2 è utilizzato per definire la lingua (LNG) del campo per il testo libero.

Numero dell'articolo (casella 32)

Tipo/lunghezza: n ..5

Indicare il numero d'ordine dell'articolo in questione rispetto al totale degli articoli dichiarati nei formulari utilizzati, secondo quanto precisato nell'attributo «numero totale di articoli».

Questo attributo è utilizzato anche se è stato utilizzato il valore «1» per l'attributo «numero totale di articoli» del gruppo di dati «OPERAZIONE DI TRANSITO». In questo caso «1» è utilizzato anche per questo attributo. Ciascun numero di articolo è unico per tutta la dichiarazione.

Codice delle merci (casella 33)

Tipo/lunghezza: n ..8

Questo attributo deve comprendere un minimo di 4 e un massimo di 8 cifre.

Questa casella va completata quando:

►M38  ————— ◄  

la dichiarazione di transito è compilata dalla medesima persona contemporaneamente o successivamente a una dichiarazione in dogana in cui figuri il codice delle merci,

►M38  ————— ◄ quando

▼M38 —————

▼M30

Indicare il codice corrispondente alle merci in questione.

Questa casella va compilata nelle dichiarazioni di transito T2 e T2F emesse in ►M38  un paese di transito comune ◄ solo quando la dichiarazione di transito precedente contiene l'indicazione del codice delle merci.

Indicare in questo caso il codice figurante sugli esemplari di tale dichiarazione.

Negli altri casi la compilazione di questa casella è facoltativa.

Massa lorda (casella 35)

Tipo/lunghezza: n ..11,3

Indicare la massa lorda, espressa in chilogrammi, delle merci descritte nell'attributo corrispondente. La massa lorda corrisponde alla massa globale delle merci e di tutti i loro imballaggi, esclusi i contenitori e le altre attrezzature di trasporto.

Questo attributo è facoltativo se vari tipi di merce riportati su una stessa dichiarazione sono imballati insieme in modo tale che sia impossibile assegnare una massa lorda a ciascuno di essi.

Massa netta (casella 38)

Tipo/lunghezza: n ..11,3

Indicare la massa netta, espressa in chilogrammi, delle merci descritte nell'attributo corrispondente. Si tratta della massa delle merci prive del loro imballaggio.

L'utilizzazione di questo attributo è facoltativa per le parti contraenti.

—   OPERATORE speditore (ex casella 2)

Numero: 1

Questo gruppo di dati non può essere utilizzato quando viene dichiarato un solo speditore. In questo caso è utilizzato il gruppo di dati «OPERATORE speditore» che figura nella parte «OPERAZIONE DI TRANSITO».

Nome (ex casella 2)

Tipo/lunghezza: an ..35

Questo attributo deve essere utilizzato.

Via e numero (ex casella 2)

Tipo/lunghezza: an ..35

Questo attributo deve essere utilizzato.

Paese (ex casella 2)

Tipo/lunghezza: a2

Si deve utilizzare il codice paese di cui all'allegato A2.

CAP (ex casella 2)

Tipo/lunghezza: an ..9

Questo attributo deve essere utilizzato.

Città (ex casella 2)

Tipo/lunghezza: an ..35

Questo attributo deve essere utilizzato.

NAD LNG

Tipo/lunghezza: a2

Il codice lingua di cui all'allegato A2 è utilizzato per definire la lingua del nome e dell'indirizzo (NAD LNG).

Numero di identificazione (ex casella 2)

Tipo/lunghezza: an ..17

L'utilizzazione di questo attributo è facoltativa per le parti contraenti.

—   OPERATORE destinatario (ex casella 8)

Numero: 1

Questo gruppo di dati è utilizzato quando sono dichiarati più destinatari e l'attributo «paese di destinazione» della parte «DESIGNAZIONE DELLE MERCI» contiene un «paese» quale definito nella convenzione relativa ad un regime comune di transito. Quando invece è dichiarato un solo destinatario, il gruppo di dati «OPERATORE destinatario» della parte «DESIGNAZIONE DELLE MERCI» non può essere utilizzato.

Nome (ex casella 8)

Tipo/lunghezza: an ..35

Questo attributo deve essere utilizzato.

Via e numero (ex casella 8)

Tipo/lunghezza: an ..35

Questo attributo deve essere utilizzato.

Paese (ex casella 8)

Tipo/lunghezza: a2

Si deve utilizzare il codice paese di cui all'allegato A2.

CAP (ex casella 8)

Tipo/lunghezza: an ..9

Questo attributo deve essere utilizzato.

Città (ex casella 8)

Tipo/lunghezza: an ..35

Questo attributo deve essere utilizzato.

NAD LNG

Tipo/lunghezza: a2

Il codice lingua di cui all'allegato A2 è utilizzato per definire la lingua del nome e dell'indirizzo (NAD LNG).

Numero di identificazione (ex casella 8)

Tipo/lunghezza: an..17

L'utilizzazione di questo attributo è facoltativa per le parti contraenti.

—   CONTENITORI (casella 31)

Numero: 99

Questo gruppo di dati è utilizzato se l'attributo «contenitori» del gruppo di dati «OPERAZIONE DI TRANSITO» contiene il codice «1».

Numeri dei contenitori (casella 31)

Tipo/lunghezza: an ..11

Questo attributo deve essere utilizzato.

▼M38 —————

▼M30

—   COLLI (casella 31)

Numero: 99

Questo gruppo di dati deve essere utilizzato.

Marchi e numeri dei colli (casella 31)

Tipo/lunghezza: an ..42

Questo attributo è utilizzato se l'attributo «natura dei colli» contiene codici di cui all'allegato A2 diversi da quelli utilizzati per «alla rinfusa» (VQ, VG, VL, VY, VR o VO) o per «merce non imballata» (NE, NF, NG). La sua utilizzazione è facoltativa se l'attributo «natura dei colli» contiene uno dei codici summenzionati.

LNG Marchi e numeri dei colli

Tipo/lunghezza: a2

Il codice lingua di cui all'allegato A2 è utilizzato per definire la lingua (LNG) se viene utilizzato il campo per il testo libero.

▼M35

Natura dei colli (casella 31)

Tipo/Lunghezza: an2

Sono utilizzati i codici di imballaggio che figurano nell’allegato A2.

▼M30

Numero di colli (casella 31)

Tipo/lunghezza: n ..5

Questo attributo è utilizzato se l'attributo «natura dei colli» contiene codici di cui all'allegato A2 diversi da quelli utilizzati per «alla rinfusa» (VQ, VG, VL, VY, VR o VO) o per «merce non imballata» (NE, NF, NG). Esso non può essere utilizzato se l'attributo «natura dei colli» contiene uno dei codici summenzionati.

Numero di pezzi (casella 31)

Tipo/lunghezza: n ..5

Questo attributo è utilizzato se l'attributo «natura dei colli» contiene un codice di cui all'allegato A2 per «merce non imballata» (NE). In caso contrario, esso non può essere utilizzato.

—   RIFERIMENTI AMMINISTRATIVI PRECEDENTI (casella 40)

Numero: 9

Indicare il riferimento ►M38  del regime doganale ◄ precedente o dei documenti doganali corrispondenti.

Questo gruppo di dati è utilizzato, fra l'altro, se l'attributo «tipo di dichiarazione» dei gruppi di dati «OPERAZIONE DI TRANSITO» o «DESIGNAZIONE DELLE MERCI» contiene i codici «T2» o «T2F» e se il paese ►M38  dell'ufficio doganale di partenza ◄ è ►M38  un paese di transito comune ◄ quale definito nella convenzione relativa ad un regime comune di transito.

Tipo di documento precedente (casella 40)

Tipo/lunghezza: an ..6

Quando si utilizza il gruppo di dati si deve utilizzare almeno un codice di documento precedente di cui all'allegato A2.

Riferimento del documento precedente (casella 40)

Tipo/lunghezza: an ..20

Questo attributo deve essere utilizzato.

LNG Riferimento del documento precedente

Tipo/lunghezza: a2

Il codice lingua di cui all'allegato A2 è utilizzato per definire la lingua (LNG) del campo per il testo libero.

Informazioni complementari (casella 40)

Tipo/lunghezza: an ..26

L'utilizzazione di questo attributo è facoltativa per le parti contraenti.

LNG informazioni complementari

Tipo/lunghezza: a2

Il codice lingua di cui all'allegato A2 è utilizzato per definire la lingua (LNG) se viene utilizzato il campo per il testo libero.

—   DOCUMENTI/CERTIFICATI PRESENTATI (casella 44)

Numero: 99

Indicare le menzioni richieste da normative specifiche eventualmente vigenti nel paese di spedizione/esportazione e i numeri di riferimento dei documenti presentati a sostegno della dichiarazione (compresi se del caso, ►M38  ————— ◄ il numero della licenza/autorizzazione di esportazione, i dati relativi ai regolamenti veterinari e fitosanitari, il numero della polizza di carico, ecc.).

L'utilizzazione di questo gruppo di dati è facoltativa per le parti contraenti. Se è utilizzato il gruppo di dati, almeno uno dei seguenti attributi deve essere utilizzato.

Tipo di documento (casella 44)

Tipo/lunghezza: an ..3

Deve essere utilizzato il codice di cui all'allegato A2.

Riferimento del documento (casella 44)

Tipo/lunghezza: an ..20

LNG riferimento del documento

Tipo/lunghezza: a2

Il codice lingua di cui all'allegato A2 è utilizzato per definire la lingua (LNG) se viene utilizzato il campo per il testo libero.

Informazioni complementari (casella 44)

Tipo/lunghezza: an ..26

LNG informazioni complementari

Tipo/lunghezza: a2

Il codice lingua di cui all'allegato A2 è utilizzato per definire la lingua (LNG) se viene utilizzato il campo per il testo libero.

—   MENZIONI SPECIALI (casella 44)

Numero: 99

L'utilizzazione di questo gruppo di dati è facoltativa per le parti contraenti. Qualora venga utilizzato questo gruppo, esso deve comportare gli attributi «codice menzioni speciali» oppure «testo».

Codice menzioni speciali (casella 44)

Tipo/lunghezza: an ..3

Deve essere utilizzato il codice di cui all'allegato A2.

▼M38

Esportazione dall'UE (casella 44)

▼M30

Tipo/lunghezza: n1

Se la casella «codice menzioni speciali» contiene il codice «DG0» o «DG1», l'attributo «esportazione ►M38  dall'UE ◄ » o «esportazione dal paese» deve essere utilizzato (i due attributi non possono essere utilizzati contemporaneamente). In caso contrario, l'attributo non può essere utilizzato. Se questo attributo è utilizzato, devono essere utilizzati i codici seguenti:

0

=

no

1

=

sì.

Esportazione dal paese (casella 44)

Tipo/lunghezza: a2

Se la casella «codice menzioni speciali» contiene il codice «DG0» o «DG1», l'attributo «esportazione ►M38  dall'UE ◄ » o «esportazione dal paese» deve essere utilizzato (i due attributi non possono essere utilizzati contemporaneamente). In caso contrario, l'attributo non può essere utilizzato. Se questo attributo è utilizzato, vanno utilizzati i codici paese di cui all'allegato A2.

Testo (casella 44)

Tipo/lunghezza: an ..70

LNG testo

Tipo/lunghezza: a2

Il codice lingua di cui all'allegato A2 è utilizzato per definire la lingua (LNG) se è utilizzato il campo per il testo libero.

UFFICIO DOGANALE DI PARTENZA (casella C)

Numero: 1

Questo gruppo di dati deve essere utilizzato.

Numero di riferimento (casella C)

Tipo/lunghezza: an8

Deve essere utilizzato il codice di cui all'allegato A2.

▼M38

TITOLARE DEL REGIME (casella 50)

▼M30

Numero: 1

Questo gruppo di dati deve essere utilizzato.

Numero di identificazione (TIN) (casella 50)

Tipo/lunghezza: an ..17

Questo attributo è utilizzato quando il gruppo di dati «risultato del controllo» contiene il codice A3 o quando è utilizzato l'attributo «GRN».

Nome (casella 50)

Tipo/lunghezza: an ..35

Questo attributo è utilizzato se l'attributo «TIN» è utilizzato e se gli altri attributi di questo gruppo di dati non sono ancora noti al sistema.

Via e numero (casella 50)

Tipo/lunghezza: an ..35

Questo attributo è utilizzato se l'attributo «TIN» è utilizzato e se gli altri attributi di questo gruppo di dati non sono ancora noti al sistema.

Paese (casella 50)

Tipo/lunghezza: a2

Il codice paese di cui all'allegato A2 è utilizzato se l'attributo «TIN» è utilizzato e se gli altri attributi di questo gruppo di dati non sono ancora noti al sistema.

CAP (casella 50)

Tipo/lunghezza: an ..9

Questo attributo è utilizzato se l'attributo «TIN» è utilizzato e se gli altri attributi di questo gruppo di dati non sono ancora noti al sistema.

Città (casella 50)

Tipo/lunghezza: an ..35

Questo attributo è utilizzato se l'attributo «TIN» è utilizzato e se gli altri attributi di questo gruppo di dati non sono ancora noti al sistema.

NAD LNG

Tipo/lunghezza: a2

Il codice lingua di cui all'allegato A2 è utilizzato per definire la lingua del nome e dell'indirizzo (NAD LNG) se vengono utilizzati i campi per il testo libero.

RAPPRESENTANTE (casella 50)

Numero: 1

Questo gruppo di dati è utilizzato se ►M38  il titolare del regime ◄ si avvale di un rappresentante autorizzato.

Nome (casella 50)

Tipo/lunghezza: an ..35

Questo attributo deve essere utilizzato.

Capacità rappresentativa (casella 50)

Tipo/lunghezza: a ..35

L'utilizzazione di questo attributo è facoltativa.

LNG capacità rappresentativa

Tipo/lunghezza: a2

Il codice lingua di cui all'allegato A2 è utilizzato per definire la lingua (LNG) se viene utilizzato il campo per il testo libero.

UFFICIO DOGANALE di passaggio (casella 51)

Numero: 9

Indicare ►M38  l'ufficio doganale di entrata previsto ◄ in ogni parte contraente di cui si prevede di attraversare il territorio o, se il trasporto deve attraversare un territorio diverso da quello delle parti contraenti, ►M38  l'ufficio doganale di uscita ◄ attraverso il quale il trasporto lascerà il territorio delle parti contraenti.

Questo gruppo di dati deve essere utilizzato almeno una volta se vengono dichiarate diverse parti contraenti per la partenza e l'arrivo.

Numero di riferimento (casella 51)

Tipo/lunghezza: an8

Deve essere utilizzato il codice di cui all'allegato A2.

UFFICIO DOGANALE di destinazione (casella 53)

Numero: 1

Questo gruppo di dati deve essere utilizzato.

Numero di riferimento (casella 53)

Tipo/lunghezza: an8

Deve essere utilizzato il codice di cui all'allegato A2.

Nell'allegato A2 è indicata unicamente la struttura del codice; ►M38  gli uffici doganali di destinazione ◄ figurano nell'elenco degli uffici competenti per le operazioni di transito comune (EUD sul sito Europa).

OPERATORE destinatario autorizzato (casella 53)

Numero: 1

Questo gruppo di dati può essere utilizzato per indicare che le merci saranno consegnate ad un destinatario autorizzato.

TIN del destinatario autorizzato (casella 53)

Tipo/lunghezza: an ..17

Questo attributo deve essere utilizzato.

RISULTATO DEL CONTROLLO (casella D)

Numero: 1

Questo gruppo di dati è utilizzato se uno speditore autorizzato presenta la dichiarazione.

Codice del risultato del controllo (casella D)

Tipo/lunghezza: an2

Deve essere utilizzato il codice A3.

Data limite (casella D)

Tipo/lunghezza: n8

Questo attributo deve essere utilizzato.

SUGGELLI APPOSTI (casella D)

Numero: 1

Questo gruppo di dati è utilizzato quando una dichiarazione viene presentata da uno speditore autorizzato la cui autorizzazione prevede l'uso di sigilli o qualora ►M38  un titolare del regime ◄ sia autorizzato ad impiegare sigilli di modello speciale.

Numero di suggelli (casella D)

Tipo/lunghezza: n ..4

Questo attributo deve essere utilizzato.

—   MARCHE DEI SUGGELLI (casella D)

Numero: 99

Questo gruppo di dati è utilizzato.

Marche dei suggelli (casella D)

Tipo/lunghezza: an ..20

Questo attributo deve essere utilizzato.

LNG marche dei suggelli

Tipo/lunghezza: a2

Deve essere utilizzato il codice lingua (LNG) di cui all'allegato A2.

GARANZIA

Numero: 9

Questo gruppo di dati deve essere utilizzato.

Tipo di garanzia (casella 52)

Tipo/lunghezza: an1

Deve essere utilizzato il codice di cui all'allegato A2.

—   RIFERIMENTO DELLA GARANZIA

Numero: 99

Questo gruppo di dati è utilizzato se la casella «tipo di garanzia» contiene il codice «0», «1», «2», «4» o «9».

GRN (casella 52)

Tipo/lunghezza: an..24

Questo attributo è utilizzato per indicare il numero di riferimento della garanzia (GRN) se l'attributo «tipo di garanzia» contiene il codice «0», «1», «2», «4» o «9». In questo caso l'attributo «altro riferimento della garanzia» non può essere utilizzato.

Il numero di riferimento (GRN), assegnato ►M38  dall'ufficio doganale di garanzia ◄ per identificare ciascuna garanzia, è strutturato come segue.



Campo

Contenuto

Tipo di campo

Esempio

1

Ultime due cifre dell'anno di accettazione della garanzia (AA)

Numerico 2

97

2

Identificatore del paese in cui la garanzia è presentata (codice paese ISO alfa 2)

Alfabetico 2

IT

3

Identificatore unico, per anno e per paese, dell'accettazione attribuito ►M38  dall'ufficio doganale di garanzia ◄

Alfanumerico 12

1234AB788966

4

Numero di controllo

Alfanumerico 1

8

5

Identificatore del certificato di garanzia isolata (1 lettera + 6 cifre) o NUL per gli altri tipi di garanzia

Alfanumerico 7

A001017

I campi 1 e 2 sono compilati come sopra indicato.

Nel campo 3 deve figurare un identificatore unico, per anno e per paese, dell'accettazione della garanzia attribuito ►M38  dall'ufficio doganale di garanzia ◄ . Le amministrazioni nazionali che desiderano inserire il numero di riferimento dell'ufficio di garanzia nel GRN possono utilizzare fino ai primi sei caratteri del codice per inserire il codice nazionale dell'ufficio di garanzia.

Nel campo 4 va introdotto un valore che serva da numero di controllo per i campi da 1 a 3 del GRN. Esso consente di individuare un errore al momento della registrazione dei dati dei primi quattro campi del GRN.

Il campo 5 sarà compilato solo quando il GRN riguarda una garanzia isolata a mezzo di certificati registrata ►M38  nel sistema di transito elettronico ◄ . In questo caso nel campo andrà riportato il numero di identificazione di ciascun certificato.

Altro riferimento della garanzia (casella 52)

Tipo/lunghezza: an..35

Questo attributo è utilizzato se l'attributo «tipo di garanzia» contiene un codice diverso da «0», «1», «2», «4» o «9». In questo caso l'attributo GRN non può essere utilizzato.

Codice di accesso

Tipo/lunghezza: an4

Questo attributo è utilizzato se è utilizzato l'attributo «GRN»; in caso contrario, l'utilizzazione di questo dato è facoltativa per ogni paese. In funzione del tipo di garanzia, l'attributo è assegnato dall'ufficio di garanzia, dal garante o ►M38  dal titolare del regime ◄ ed è utilizzato per rendere sicura una garanzia specifica.

—    ►M38  LIMITAZIONE DELLA VALIDITÀ UE ◄

Numero: 1

▼M38

Non valido per l'UE (casella 52)

▼M30

Tipo/lunghezza: n1

Devono essere utilizzati i codici seguenti:

0

=

no

1

=

sì.

—    ►M38  LIMITAZIONE DELLA VALIDITÀ NON UE ◄

Numero: 99

Non valida per le altre parti contraenti (casella 52)

Tipo/lunghezza: a2

Il codice paese di cui all'allegato A2 deve essere utilizzato per indicare la parte contraente. Il codice di uno Stato membro ►M38  dell'Unione ◄ europea non può essere utilizzato.

ALLEGATO A2

CODICI SUPPLEMENTARI PER IL SISTEMA DI TRANSITO INFORMATIZZATO

▼M39

Il presente allegato cessa di applicarsi a decorrere dalla data di introduzione dell'aggiornamento del NCTS di cui all'allegato della decisione di esecuzione (UE) 2016/578.

▼M30

1.   CODICI PAESI (CNT)



Campo

Contenuto

Tipo di campo

Esempio

1

Codice paese ISO alfa-2

Alfabetico 2

IT

Si applica il «codice paese ISO alfa-2» quale specificato nella norma ISO 3166-1 del 1997 e successivi aggiornamenti.

2.   CODICE LINGUA

Si applica la codificazione ISO alfa-2 definita nella norma ISO-639:1988.

3.   CODICE DEI PRODOTTI (COM)



Campo

Contenuto

Tipo di campo

Esempio

1

Codice del sistema armonizzato a sei cifre (SA6)

Numerico 6 (allineato a sinistra)

010290

Per le prime sei cifre si utilizzano le prime sei cifre del sistema armonizzato (SA6). Il codice dei prodotti può essere ampliato a otto cifre ad uso nazionale.

▼M38 —————

▼M30

5.   CODICI DI IMBALLAGGIO

(Raccomandazione UN/ECE n. 21/rev. 8.1, del 12 luglio 2010



Aerosol

AE

Ampolla non protetta

AM

Ampolla protetta

AP

Anello

RG

Assortimento («set»)

SX

Astuccio

CV

Atomizzatore

AT

Attaccapanni

HN

Bacinella («pan»)

P2

Bagaglio

LE

Balla compressa

BL

Balla non compressa

BN

Bara

CJ

Barattolo di latta

TN

Barile («keg»)

KG

Barilotto («firkin»)

FI

Barilotto («tierce»)

TI

Barra

BR

Barre in pacchi/mazzi/fasci

BZ

Baule («trunk»)

TR

Baule da marinaio

SE

Baule metallico («coffer»)

CF

Bauletto («footlocker»)

FO

Bidone cilindrico

CX

Bidone con manico e beccuccio

CD

Bidone da latte

CC

Bidone di latta («canister»)

CI

Bidone rettangolare

CA

Blocco

OK

Bobina («bobbin»)

BB

Bobina («coil»)

CL

Bobina («reel»)

RL

Bobina («spindle»)

SD

Bobina («spool»)

SO

Bombola di gas

GB

Borsa

BG

Botte («barrel»)

BA

Botte («barrel») di legno

2C

Botte («barrel») di legno con coperchio amovibile

QJ

Botte («barrel») di legno con foro di riempimento

QH

Botte («butt»)

BU

Botte («cask»)

CK

Botte («hogshead»)

HG

Botte di grande capacità

TO

Bottiglia a bulbo non protetta

BS

Bottiglia a bulbo protetta

BV

Bottiglia cilindrica non protetta

BO

Bottiglia cilindrica protetta

BQ

Bottiglia impagliata

WB

Bottiglione non protetto

CO

Bottiglione protetto

CP

Brocca («jug»)

JG

Brocca («pitcher»)

PH

Busta

EN

Canestro

BK

Capsula

AV

Carrello piatto

FW

Cartoncino («card»)

CM

Cartone

CT

Cartone per rinfuse

DK

Cartuccia

CQ

Casetta («tray») contenente articoli piatti impilati orizzontalmente

GU

Cassa («box») di legno ricostituito

4F

Cassa («box») di acciaio

4 A

Cassa («box») di alluminio

4B

Cassa («box») di legno compensato

4D

Cassa («box») di legno naturale

4C

Cassa («box») di legno naturale a pannelli stagni alle polveri

QQ

Cassa («box») di legno naturale, ordinaria

QP

Cassa («box») in materiale plastico espanso

QR

Cassa («box») in pannelli di fibra

4G

Cassa («box») in plastica

4H

Cassa («box») in plastica rigida

QS

Cassa («box») per liquidi

BW

Cassa («crate») da frutta

FC

Cassa («crate») della birra

CB

Cassa («crate») di cartone multistrato

DC

Cassa («chest») da tè

TC

Cassa a gabbia

FD

Cassa bassa («shallow crate»)

SC

Cassa-paletta

ED

Cassa-paletta di cartone

EF

Cassa-paletta di legno

EE

Cassa-paletta di metallo

EH

Cassa-paletta di plastica

EG

Cassetta

CR

Cassetta («crate») di legno

8B

Cassetta («crate») di legno multistrato

DB

Cassetta («crate») di legno per rinfuse

DM

Cassetta («crate») in plastica multistrato

DA

Cassetta («crate») in plastica per rinfuse

DL

Cassetta («crate») metallica

MA

Cassetta («Lug»)

LU

Cassetta («tray») di cartone, doppio strato, senza coperchio

DY

Cassetta («tray») di cartone, monostrato, senza coperchio

DV

Cassetta («tray») di legno, doppio strato, senza coperchio

DX

Cassetta («tray») di legno, monostrato, senza coperchio

DT

Cassetta («tray») di plastica, doppio strato, senza coperchio

DW

Cassetta («tray») di plastica, monostrato, senza coperchio

DS

Cassetta («tray») di polistirolo, monostrato, senza coperchio

DU

Cassetta («tray») rigida con coperchio, impilabile (CEN TS 14482:2002)

IL

Cassetta allungabile («nest»)

NS

Cassetta del latte

MC

Cassetta Eurobox CHEP (Commonwealth Handling Equipment Pool)

DH

Cassetta, rastrelliera per bottiglie

BC

Cassone («liftvan»)

LV

Cassone con coperchio

TL

Cassone o vagoncino («tub»)

TB

Cestello con coperchio a cerniera («clamshell»)

AI

Cestello o cassetta («tray»)

PU

Cestello tondo

PJ

Cesto («bin»)

BI

Cesto di cartone con manico

HC

Cesto di legno con manico

HB

Cesto di plastica con manico

HA

Cilindro

CY

Cintura

B4

Cofano

CH

Condotti («pipe») in pacchi/mazzi/fasci

PV

Condotto («pipe»)

PI

Cono

AJ

Contenitore («case») di acciaio

SS

Contenitore («case») di legno

7B

Contenitore automobile

7 A

Contenitore di grandi dimensioni flessibile per rinfuse («big bag»)

43

Contenitore di grandi dimensioni per liquidi alla rinfusa, con recipiente interno di plastica rigida

ZQ

Contenitore di grandi dimensioni per liquidi alla rinfusa, di acciaio

WK

Contenitore di grandi dimensioni per liquidi alla rinfusa, di alluminio

WL

Contenitore di grandi dimensioni per liquidi alla rinfusa, di materiale composito, con recipiente interno di plastica morbida

ZR

Contenitore di grandi dimensioni per liquidi alla rinfusa, di metallo

WM

Contenitore di grandi dimensioni per liquidi alla rinfusa, di plastica rigida, autoportante

ZK

Contenitore di grandi dimensioni per liquidi alla rinfusa, di plastica rigida, con struttura

ZJ

Contenitore di grandi dimensioni per merce solida alla rinfusa, di plastica rigida, autoportante

ZF

Contenitore di grandi dimensioni per merce solida alla rinfusa, di plastica rigida, con struttura

ZD

Contenitore di grandi dimensioni per merce solida alla rinfusa, in materiale composito, con recipiente interno di plastica morbida

ZM

Contenitore di grandi dimensioni per merce solida alla rinfusa, in materiale composito, con recipiente interno di plastica rigida

PLN

Contenitore di grandi dimensioni per rinfuse

WA

Contenitore di grandi dimensioni per rinfuse, di acciaio

WC

Contenitore di grandi dimensioni per rinfuse, di acciaio, con riempimento e svuotamento a pressione superiore a 10 kpa (0,1 bar)

WG

Contenitore di grandi dimensioni per rinfuse, di alluminio

WD

Contenitore di grandi dimensioni per rinfuse, di alluminio, con riempimento e svuotamento a pressione superiore a 10 kpa (0,1 bar)

WH

Contenitore di grandi dimensioni per rinfuse, di carta multifoglio

ZA

Contenitore di grandi dimensioni per rinfuse, di carta multifoglio, resistente all’acqua

ZC

Contenitore di grandi dimensioni per rinfuse, di legno compensato

ZX

Contenitore di grandi dimensioni per rinfuse, di legno compensato, con rinforzo

WY

Contenitore di grandi dimensioni per rinfuse, di legno naturale

ZW

Contenitore di grandi dimensioni per rinfuse, di legno naturale, con rinforzo

WU

Contenitore di grandi dimensioni per rinfuse, di legno ricostituito

ZY

Contenitore di grandi dimensioni per rinfuse, di legno ricostituito, con rinforzo

WZ

Contenitore di grandi dimensioni per rinfuse, di materia tessile, senza fodera o rivestimento

WT

Contenitore di grandi dimensioni per rinfuse, di materia tessile, con rivestimento interno

WV

Contenitore di grandi dimensioni per rinfuse, di materia tessile, con fodera e rivestimento interno

WX

Contenitore di grandi dimensioni per rinfuse, di materia tessile, con fodera

WW

Contenitore di grandi dimensioni per rinfuse, di materiale composito, con recipiente interno di plastica morbida, per riempimento e svuotamento a pressione

ZP

Contenitore di grandi dimensioni per rinfuse, di materiale composito, con recipiente interno di plastica rigida, per riempimento e svuotamento a pressione

ZN

Contenitore di grandi dimensioni per rinfuse, di materiale morbido

ZU

Contenitore di grandi dimensioni per rinfuse, di materiali compositi

ZS

Contenitore di grandi dimensioni per rinfuse, di metallo

WF

Contenitore di grandi dimensioni per rinfuse, di metallo diverso dall’acciaio

ZV

Contenitore di grandi dimensioni per rinfuse, di metallo, per riempimento o svuotamento a pressione superiore a 10 kpa (0,1 bar)

WJ

Contenitore di grandi dimensioni per rinfuse, di plastica rigida

AA

Contenitore di grandi dimensioni per rinfuse, di plastica rigida, autoportante, per riempimento o svuotamento a pressione

ZH

Contenitore di grandi dimensioni per rinfuse, di plastica rigida, con struttura, per riempimento e svuotamento a pressione

ZG

Contenitore di grandi dimensioni per rinfuse, di plastica, con rivestimento interno e rinforzo

WR

Contenitore di grandi dimensioni per rinfuse, di plastica, senza rivestimento interno o rinforzo

WN

Contenitore di grandi dimensioni per rinfuse, di tessuto plastico, con rivestimento interno

WP

Contenitore di grandi dimensioni per rinfuse, di tessuto plastico, con rinforzo

WQ

Contenitore di grandi dimensioni per rinfuse, in film di plastica

WS

Contenitore di grandi dimensioni per rinfuse, in pannelli di fibra

ZT

Contenitore esterno

OU

Contenitore flessibile

1F

Contenitore flessibile («Flexibag»)

FB

Contenitore flessibile a sacco

FX

Contenitore gallone

GL

Contenitore isotermico

EI

Contenitore metallico

ME

Contenitore senza altra precisione

CN

Contenitore serbatoio generico

TG

Coppa

CU

Damigiana non protetta

DJ

Damigiana protetta

DP

Definizione comune

ZZ

Fascio («truss»)

TS

Fiala

VI

Flacone

FL

Fogli in pacchi/mazzi/fasci

SZ

Foglio

ST

Foglio protettivo («slipsheet»)

SL

Foglio, rivestimento di plastica

SP

Fusto

DR

Fusto di acciaio

1A

Fusto di acciaio con coperchio amovibile

QB

Fusto di acciaio con coperchio non amovibile

QA

Fusto di alluminio

1B

Fusto di alluminio con coperchio amovibile

QD

Fusto di alluminio con coperchio non amovibile

QC

Fusto di cartone

1G

Fusto di ferro

DI

Fusto di legno

1W

Fusto di legno compensato

1D

Fusto di plastica

IH

Fusto di plastica con coperchio amovibile

QG

Fusto di plastica con coperchio non amovibile

QF

Gabbia

CG

Gabbia («pen»)

PF

Gabbia Eurobox CHEP (Commonwealth Handling Equipment Pool)

DG

Gas alla rinfusa (a 1 031 mbar e a 15 °C)

VG

Gas liquefatto, alla rinfusa (a temperatura/pressione anormale)

VQ

Generatore aerosol

DN

Giara

JR

Imballaggio composito, recipiente di plastica

6H

Imballaggio composito, recipiente di plastica con cassa esterna di alluminio

YD

Imballaggio composito, recipiente di plastica con cassa esterna di cartone

YK

Imballaggio composito, recipiente di plastica con cassa esterna di legno compensato

YH

Imballaggio composito, recipiente di plastica con cassa esterna di plastica rigida

YM

Imballaggio composito, recipiente di plastica con cassa esterna di acciaio

YB

Imballaggio composito, recipiente di plastica con cassa esterna di legno

YF

Imballaggio composito, recipiente di plastica con fusto esterno di alluminio

YC

Imballaggio composito, recipiente di plastica con fusto esterno di cartone

YJ

Imballaggio composito, recipiente di plastica con fusto esterno di plastica

YL

Imballaggio composito, recipiente di plastica con fusto esterno di legno compensato

YG

Imballaggio composito, recipiente di plastica con fusto esterno di acciaio

YA

Imballaggio composito, recipiente di vetro

6P

Imballaggio composito, recipiente di vetro con cassa esterna di alluminio

YR

Imballaggio composito, recipiente di vetro con cassa esterna di acciaio

YP

Imballaggio composito, recipiente di vetro con cassa esterna di cartone

YX

Imballaggio composito, recipiente di vetro con cassa esterna di legno

YS

Imballaggio composito, recipiente di vetro con fusto esterno di alluminio

YQ

Imballaggio composito, recipiente di vetro con fusto esterno di acciaio

YN

Imballaggio composito, recipiente di vetro con fusto esterno di cartone

YW

Imballaggio composito, recipiente di vetro con fusto esterno di legno compensato

YT

Imballaggio composito, recipiente di vetro con imballaggio esterno di materiale plastico espanso

YY

Imballaggio composito, recipiente di vetro con imballaggio esterno di plastica rigida

YZ

Imballaggio composito, recipiente di vetro con paniere esterno di vimini

YV

Imballaggio con finestra

IE

Imballaggio con rivestimento di carta

IG

Imballaggio di cartone con fori di presa

IK

Imballaggio di presentazione di cartone

IB

Imballaggio di presentazione di legno

IA

Imballaggio di presentazione di metallo

ID

Imballaggio di presentazione di plastica

IC

Imballaggio sottovuoto

VP

Imballaggio termoretrattile («shrinkwrapped»)

SW

Imballaggio tubolare

IF

Intelaiatura

FR

Intelaiatura di cassa

SK

Involucro di acciaio

SV

Kit

KI

Lamiera

SM

Lastra («plate»)

PG

Lastra («slab»)

SB

Lastre («plate») in pacchi/mazzi/fasci

PY

Libero (animale)

UC

Lingotti in pacchi/mazzi/fasci

IZ

Lingotto

IN

Liquidi alla rinfusa

VL

Lotto

LT

Manicotto

SY

Mazzo

BH

Merce disimballata o non imballata

NE

Merce disimballata o non imballata in un’unica unità

NF

Merce disimballata o non imballata in varie unità

NG

Octabin

OT

Pacchetto

PA

Pacco («bundle»)

BE

Pacco («bundle») di legno

8C

Pacco («package»)

PK

Pacco («parcel»)

PC

Paletta

PX

Paletta «triwall»

TW

Paletta 100 cm × 110 cm

AH

Paletta CHEP 100 cm × 120 cm

OC

Paletta CHEP 40 cm × 60 cm

OA

Paletta CHEP 80 cm × 120 cm

OB

Paletta con rivestimento termoretrattile

AG

Paletta di legno

8 A

Paletta modulare, con piedini, di 80 cm × 100 cm

PD

Paletta modulare, con piedini, di 80 cm × 120 cm

PE

Paletta modulare, con piedini, di 80 cm × 60 cm

AF

Paletta scatola («pallet box»)

PB

Paletta, AS 4068-1993

OD

Palla

AL

Pallet, ISO T11

OE

Pallone non protetto

BF

Pallone protetto

BP

Paniere («creel»)

CE

Paniere («hamper»)

HR

Pannelli («board») in pacchi/mazzi/fasci

BY

Pannello («board»)

BD

Particelle alla rinfusa, solide, fini («polveri »)

VY

Particelle alla rinfusa, solide, grandi («noduli»)

VO

Particelle alla rinfusa, solide, granulari («grani»)

VR

Pellicola plastica («filmpack»)

FP

Pezzo

PP

Piattaforma di peso o dimensioni non specificate

OF

Pneumatico

TE

Rastrelliera, attaccapanni

RJ

Recipiente con rivestimento di plastica

MW

Recipiente di carta

AC

Recipiente di cartone

AB

Recipiente di legno

AD

Recipiente di metallo

MR

Recipiente di plastica

PR

Recipiente di vetro

GR

Rete («NET»)

NT

Rete tubolare di materiale tessile

NV

Rete tubolare di plastica

NU

Roll

CW

Rotolo («bolt»)

BT

Rotolo («roll»)

RO

Rottami metallici alla rinfusa

VS

Sacchetto («bag») multistrato

MB

Sacchetto («pouch»)

PO

Sacchetto («sachet»)

SH

Sacco («polybag»)

44

Sacco («sack») multifoglio

MS

Sacco («sack»)

SA

Sacco da trasporto

TT

Sacco di carta

5M

Sacco di carta multifoglio

XJ

Sacco di carta multifoglio, resistente all’acqua

XK

Sacco di dimensioni molto grandi («jumbo»)

JB

Sacco di grandi dimensioni

ZB

Sacco di juta

JT

Sacco di materia tessile

5L

Sacco di materia tessile resistente all’acqua

XH

Sacco di materia tessile stagno alle polveri

XG

Sacco di materia tessile, senza fodera o rivestimento interno

XF

Sacco di plastica

EC

Sacco di tela

GY

Sacco di tessuto di materia plastica, resistente all’acqua

XC

Sacco di tessuto di materia plastica, senza fodera o rivestimento interno

XA

Sacco di tessuto di materia plastica, stagno alle polveri

XB

Sacco di tessuto di plastica

5H

Sacco in film di plastica

XD

Sacco in rete («rednet»)

RT

Scaffalatura («rack»)

RK

Scatola

BX

Scatola («case»)

CS

Scatola di fiammiferi

MX

Secchio («bucket»)

BJ

Secchio («pail»)

PL

Senza oggetto

NA

Serbatoio cilindrico

TY

Serbatoio flessibile («flexitank»)

FE

Serbatoio rettangolare

TK

Skid

SI

Tanica cilindrica

JY

Tanica di acciaio

3 A

Tanica di acciaio con coperchio amovibile

QL

Tanica di acciaio con coperchio non amovibile

QK

Tanica di plastica

3H

Tanica di plastica con coperchio amovibile

QN

Tanica di plastica con coperchio non amovibile

QM

Tanica rettangolare

JC

Tavola («plank»)

PN

Tavole («plank») in pacchi/mazzi/fasci

PZ

Tavoletta

T1

Tela di sacco

MT

Telone

CZ

Tino

VA

Trave

GI

Travi in pacchi/mazzi/fasci

GZ

Tronchi in pacchi/mazzi/fasci

LZ

Tronco

LG

Tubi («tubes») in pacchi/mazzi/fasci

TZ

Tubo («tube»)

TU

Tubo a imbuto

TV

Tubo flessibile («collapsible tube»)

TD

Unità

UN

Valigia

SU

Vaschetta

BM

Vaschetta per alimenti («foodtainer»)

FT

Vaschetta per alimenti («foodtainer»)

VK

Vaso

PT

Veicolo

VN

Vergella

RD

Vergelle in pacchi/mazzi/fasci

RZ ◄

6.   CODICE DOCUMENTO PRECEDENTE

Sono utilizzati i seguenti codici:

T2

=

Dichiarazione di transito concernente una procedura di transito comune relativa a ►M38  merci unionali ◄ .

T2F

=

Dichiarazione di transito concernente una procedura di transito comune relativa a ►M38  merci unionali ◄ provenienti da o a destinazione di una parte ►M38  del territorio doganale dell'Unione ◄ che non applica ►M38  le norme IVA dell'Unione ◄ .

T2CIM

=

►M38  Merci unionali ◄ trasportate sotto scorta di una lettera di vettura CIM ►M38  ————— ◄ .

T2TIR

=

►M38  Merci unionali ◄ trasportate sotto scorta di un carnet TIR.

T2ATA

=

►M38  Merci unionali ◄ trasportate sotto scorta di un carnet ATA.

T2L

=

Documento amministrativo unico comprovante ►M38  la posizione doganale di merci unionali ◄ .

T2LF

=

Documento amministrativo unico comprovante ►M38  la posizione doganale di merci unionali ◄ negli scambi fra parti ►M38  del territorio doganale dell'Unione ◄ che applicano ►M38  le norme IVA dell'Unione ◄ e parti di tale territorio che non le applicano.

T1

=

Dichiarazione di transito concernente una procedura di transito comune relativa a ►M38  merci non unionali ◄ .

*……

=

* qualsiasi altro documento precedente (an..5)

7.   CODICI DEI DOCUMENTI E DEI CERTIFICATI PRESENTATI

(Codici numerici estratti dai repertori UN per l'interscambio elettronico di dati per l'amministrazione, il commercio ed il trasporto, 1997b: lista di codici per l'elemento dato 1001, nome del documento/messaggio in codice)



Certificato di conformità

2

Certificato di qualità

3

Certificato di circolazione delle merci A.TR.1

18

Elenco dei contenitori

235

Distinta di carico

271

Fattura proforma

325

Fattura commerciale

380

Lettera di vettura emessa da uno spedizioniere

703

Polizza di carico principale

704

Polizza di carico

705

Polizza di carico emessa da uno spedizioniere

714

▼M38

Lettera di vettura SMGS (fer)

722

▼M38 —————

▼M30

Lettera di vettura stradale

730

Lettera di vettura aerea

740

Lettera di vettura aerea principale

741

Bollettino di spedizione (pacchi postali)

750

Documento di trasporto multimodale/combinato (termine generico)

760

Manifesto di carico

785

Bordereau

787

Documento di spedizione modello T

820

Documento di spedizione modello T1

821

Documento di spedizione modello T2

822

▼M38 —————

▼M30

Documento di spedizione modello T2

825

Dichiarazione delle merci per l'esportazione

830

Certificato fitosanitario

851

Certificato sanitario

852

Certificato veterinario

853

Certificato d'origine (termine generico)

861

Dichiarazione d'origine

862

Certificato di origine preferenziale

864

►M38  Certificato di origine, modulo A (SPG) ◄

865

Licenza d'importazione

911

Dichiarazione del carico (arrivo)

933

Autorizzazione di embargo

941

Modulo TIF

951

Carnet TIR

952

►M38  Certificato di circolazione delle merci EUR.1 ◄

954

Carnet ATA

955

Altri

zzz

8.   CODICI DEI MODI DI TRASPORTO, POSTA ED ALTRE SPEDIZIONI

A. Codice di una cifra (obbligatorio)

B. Codice di due cifre (la seconda è facoltativa per le parti contraenti)



A

B

Denominazione

1

10

Trasporto marittimo

 

12

Carrozza ferroviaria su nave marittima

 

16

Veicolo stradale a motore su nave marittima

 

17

Rimorchio o semirimorchio su nave marittima

 

18

Nave della navigazione interna su nave marittima

2

20

Trasporto ferroviario

 

23

Veicolo stradale su vagone ferroviario

3

30

Trasporto su strada

4

40

Trasporto aereo

5

50

Spedizioni postali

7

70

Infrastrutture di trasporto fisse

8

80

Trasporto per via navigabile interna

9

90

Propulsione propria

9.   CODICE MENZIONI SPECIALI

Sono utilizzati i seguenti codici:

DG0

=

Esportazione da un « ►M38  paese di transito comune ◄ » soggetta a restrizioni o esportazione ►M38  dall'Unione ◄ soggetta a restrizioni

DG1

=

Esportazione da un « ►M38  paese di transito comune ◄ » soggetta a dazi doganali o esportazione ►M38  dall'Unione ◄ soggetta a dazi doganali

DG2

=

Esportazione

Possono inoltre essere definiti codici menzioni speciali supplementari a livello nazionale.

10.   CODICI RELATIVI AI TIPI DI GARANZIA

L'elenco dei codici da utilizzare è il seguente:



Situazione

Codice

Altre indicazioni

In caso di esonero dalla garanzia

(articolo 53 dell'appendice I)

0

— numero del certificato di esonero dalla garanzia

In caso di garanzia globale

1

— numero del certificato di garanzia globale

— ufficio di garanzia

In caso di garanzia isolata mediante fideiussione

2

— riferimento dell'atto costitutivo della garanzia

— ufficio di garanzia

In caso di garanzia isolata in contanti

3

 

In caso di garanzia isolata a mezzo di certificati

4

— numero del certificato di garanzia isolata

In caso di esonero dalla garanzia

(articolo 11 dell'appendice I)

6

 

In caso di esonero dalla garanzia sulla base di un accordo

[articolo 10, paragrafo 2, lettera a), della convenzione]

A

 

In caso di esonero dalla garanzia per il percorso compreso ►M38  fra l'ufficio doganale di partenza e l'ufficio doganale di passaggio ◄

[articolo 10, paragrafo 2, lettera b), della convenzione]

7

 

In caso di garanzia isolata del tipo di cui all' ►M38  allegato I, punto 3, dell'appendice I ◄

9

— riferimento dell'atto costitutivo della garanzia

—  ►M38  ufficio doganale di garanzia ◄

Indicazione dei paesi

Si utilizzano i codici previsti per la casella 51.

11.   NUMERO DI RIFERIMENTO DELL'UFFICIO DOGANALE (COR)



Campo

Contenuto

Tipo di campo

Esempio

1

Identificatore del paese al quale appartiene l'ufficio doganale (v. CNT)

Alfabetico 2

IT

2

Numero nazionale dell'ufficio doganale

Alfanumerico 6

0830AB

Campo 1 come illustrato sopra.

Il campo 2 deve essere compilato liberamente con un codice alfanumerico a sei caratteri. I sei caratteri permettono alle amministrazioni nazionali, se necessario, di definire una gerarchia degli uffici doganali.

►M38  Gli uffici doganale di destinazione ◄ figurano nell'elenco degli uffici competenti per le operazioni di transito comune (EUD sul sito Europa).

ALLEGATO A3

MODELLO DI DOCUMENTO D'ACCOMPAGNAMENTO TRANSITO