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Document 52020DC0621

Proposta di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sull'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom

COM/2020/621 final

Bruxelles, 7.10.2020

COM(2020) 621 final

2020/0288(NLE)

Proposta di

RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO

sull'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom

{SWD(2020) 530}


RELAZIONE

1.CONTESTO DELLA PROPOSTA

Motivi e obiettivi della proposta

La proposta di raccomandazione del Consiglio sull'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom risponde alla necessità di agire a livello dell'Unione europea per combattere la discriminazione e conseguire la parità di trattamento della minoranza etnica più numerosa d'Europa, anche promuovendo l'uguaglianza e l'inclusione socioeconomica. La proposta è presentata congiuntamente alla comunicazione della Commissione europea "Un'Unione della parità: quadro strategico dell'UE per l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom "("la comunicazione") 1 , che delinea obiettivi e traguardi dell'UE e propone l'uso di un portafoglio di indicatori (allegato 2 della comunicazione).

Contrastare la discriminazione e l'esclusione socioeconomica è ancora più importante in un contesto di crisi, in cui è probabile che la povertà e le disuguaglianze strutturali aumentino. Pertanto, le misure di ripresa sociale dovrebbero coinvolgere tutti, in particolare i più svantaggiati, indipendentemente dal sesso, dalla razza o dall'origine etnica, dalla religione o dalle convinzioni personali, dalla disabilità, dall'età o dall'orientamento sessuale. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, si è impegnata a promuovere un'unione dell'uguaglianza ed è determinata a garantire "che l'uguaglianza sia al centro della ripresa".

Il "Quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020" 2 , adottato dalla Commissione il 5 aprile 2011, sta volgendo al termine. I suoi principali obiettivi erano affrontare l'esclusione socioeconomica dei Rom nell'UE e nei paesi dell'allargamento, promuovendo la parità di accesso all'istruzione, all'occupazione, all'assistenza sanitaria e all'alloggio. Tale quadro invitava gli Stati membri a elaborare strategie nazionali di integrazione dei Rom e a fissare obiettivi nazionali basati sugli obiettivi di integrazione dei Rom nei quattro settori summenzionati. Nel 2013, il Consiglio ha adottato una raccomandazione 3 su misure efficaci per l'integrazione dei Rom negli Stati membri. Si trattava del primo strumento non vincolante dell'UE che riguardasse esplicitamente i Rom. La raccomandazione ha rafforzato il quadro dell'UE:

·fornendo agli Stati membri orientamenti volti a migliorare l'efficacia delle loro misure di integrazione dei Rom e a rafforzare l'attuazione delle strategie nazionali di integrazione dei Rom;

·raccomandando agli Stati membri di adottare misure di intervento efficaci per assicurare la parità di trattamento dei Rom, tra cui la parità di accesso all'istruzione, all'occupazione, all'assistenza sanitaria e all'alloggio, e indicando possibili modalità per conseguire ciascuno dei quattro obiettivi (parità di accesso a istruzione, occupazione, assistenza sanitaria e alloggio);

·affermando che tali obiettivi possono essere raggiunti attraverso misure di portata generale o misure mirate, tra cui iniziative specifiche atte a prevenire o compensare svantaggi, o mediante una combinazione di entrambe, prestando un'attenzione particolare alla dimensione di genere;

·concentrandosi maggiormente sulla lotta contro la discriminazione, con esplicito riferimento all'antiziganismo, e ampliando le misure per l'integrazione dei Rom a nuovi settori orizzontali e strutturali oltre all'occupazione, all'istruzione, all'assistenza sanitaria e all'alloggio; e

·invitando gli Stati membri a comunicare alla Commissione con cadenza annuale, a partire dal 2016, le misure adottate in linea con la raccomandazione e i progressi compiuti nell'attuazione delle strategie.

Nelle conclusioni del Consiglio "Occupazione, politica sociale, salute e consumatori" (EPSCO) dell'8 dicembre 2016 4 la Commissione è invitata ad "effettuare una valutazione intermedia del quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020 e proporre una strategia post 2020 in materia di integrazione dei Rom includendovi una proposta di revisione della raccomandazione del Consiglio". La Commissione ha eseguito una valutazione approfondita del quadro dell'UE 5 , che è stata adottata nel dicembre del 2018, e ha pubblicato il documento di lavoro dei servizi sulla valutazione 6 .

La valutazione e le conclusioni che il Consiglio, il Parlamento europeo e numerose organizzazioni della società civile a livello europeo e nazionale 7 hanno tratto da tale relazione dimostrano la necessità di rinnovare e intensificare l'impegno per l'uguaglianza dei Rom. Occorre in particolare porre l'accento sulla non discriminazione, impegnandosi per lottare contro l'antiziganismo e concentrandosi sui quattro settori socioeconomici in cui è necessario migliorare l'inclusione: istruzione, occupazione, assistenza sanitaria e alloggio 8 . Occorre inoltre tener conto delle esigenze di gruppi specifici e della diversità all'interno della popolazione Rom; coinvolgere i Rom nella progettazione, nell'attuazione, nel monitoraggio e nella valutazione delle strategie per l'uguaglianza e l'inclusione dei Rom; migliorare la definizione degli obiettivi, la raccolta dei dati, il monitoraggio e la rendicontazione; e rendere le politiche di portata generale più sensibili all'uguaglianza e all'inclusione dei Rom.

Nel luglio 2019, i primi ministri dei paesi dei Balcani occidentali hanno approvato la dichiarazione sull'integrazione dei Rom 9 impegnandosi, entro l'adesione, a conseguire progressi tangibili in materia di istruzione, occupazione, assistenza sanitaria, alloggio, registrazione anagrafica e non discriminazione.

Nel settembre 2019 la Commissione ha adottato la relazione del 2019 sull'attuazione delle strategie nazionali di integrazione dei Rom 10 .

L'Europa ha ancora molta strada da fare per conseguire l'uguaglianza per la sua popolazione Rom. Ancor oggi l'emarginazione dei Rom persiste e molti dei 10-12 milioni di Rom che si calcola abitino nel continente 11 continuano a subire discriminazioni, antiziganismo ed esclusione socioeconomica nella loro vita quotidiana. Questi fenomeni sono interconnessi. Non vi è uguaglianza se la discriminazione persiste ed è impossibile combattere efficacemente la discriminazione senza affrontare l'antiziganismo e migliorare l'inclusione socioeconomica e la partecipazione della popolazione Rom. Il potenziale dei bambini Rom è ostacolato in quanto troppi di loro non godono della parità di accesso all'istruzione a causa della povertà, dell'esclusione e della discriminazione.

Secondo i dati disponibili raccolti dall'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) nel 2011, nel 2016 e nel 2019, i progressi complessivi nell'integrazione dei Rom registrati dal 2011 sono limitati, sebbene vi siano differenze significative tra i diversi settori d'intervento e i vari paesi 12 . La maggior parte dei progressi si registrano nel settore dell'istruzione (riduzione dell'abbandono scolastico e migliori tassi di scolarizzazione e partecipazione all'educazione e cura della prima infanzia, ma aumento della segregazione). Nonostante l'attenuazione del rischio di povertà e il miglioramento dello stato di salute percepito dai Rom, la copertura medica rimane limitata. Non è stato osservato alcun miglioramento statisticamente rilevante riguardo all'accesso all'occupazione e la percentuale di giovani Rom che non lavorano, non studiano né sono formazione è anzi aumentata. La situazione abitativa rimane complessa ed è uno dei grandi problemi incontrati dalla comunità Rom sia nell'Unione europea che altrove. L'antiziganismo continua a destare gravi preoccupazioni. Al tempo stesso, si rileva una lieve riduzione dei casi di discriminazione subita dai Rom nell'accesso a determinati tipi di servizi. Nel quadro della direttiva 2000/43/CE del Consiglio, del 29 giugno 2000, che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica (la "direttiva sull'uguaglianza razziale") 13 , la Commissione ha avviato procedure di infrazione nei confronti di tre paesi per la segregazione scolastica dei bambini Rom 14 . 

La pandemia di COVID‑19 ha messo in luce l'estrema esposizione delle comunità Rom escluse ed emarginate a effetti negativi a breve termine sulla salute e a conseguenze socioeconomiche a medio termine. I minori Rom che vivono in comunità emarginate sono tra i soggetti più duramente colpiti dalla pandemia. Troppi minori Rom che vivono in nuclei familiari privi di infrastrutture informatiche o di elettricità non hanno potuto accedere ad alcuna forma di insegnamento a distanza. La crisi ha inoltre messo in luce l'urgente necessità di una risposta politica più efficace a livello europeo.

Il persistere di disuguaglianze e svantaggi sistemici costituisce una perdita di capitale umano e di risorse per le economie europee. Gli svantaggi subiti dalla popolazione Rom colpiscono l'economia e le società in Europa. Nei paesi con una percentuale più consistente di Rom, questo gruppo rappresenta una percentuale crescente di popolazione in età scolare e di forza lavoro futura. Progressi nell'inclusione socioeconomica dei Rom potrebbero ridurre la carenza di manodopera e di competenze in tempi di sviluppi demografici sfavorevoli, diminuire la spesa sociale e apportare benefici all'economia. Investire in una migliore istruzione e nello sviluppo delle competenze di una forza lavoro finora esclusa può favorire la crescita della produttività. L'Unione europea deve lottare contro le disuguaglianze in modo più efficace e far sì che i Rom possano utilizzare appieno i sistemi di protezione sociale e mettere a frutto il loro potenziale per contribuire all'economia e alla società in generale, il che apporterà migliori risultati sociali ed economici per tutti. La presente proposta, combinata con la comunicazione adottata in contemporanea dalla Commissione, può contribuire a combattere le disuguaglianze di cui è vittima la popolazione Rom.

La proposta di raccomandazione fa il punto delle misure comunicate dagli Stati membri dal 2016 in base alla raccomandazione del Consiglio del 2013, sottoponendole a revisione e ampliandole. L'obiettivo è rinnovare e sostituire lo strumento del 2013, fornendo agli Stati membri orientamenti più efficaci e confermando il loro rinnovato impegno a lungo termine per affrontare i problemi e le sfide persistenti cui è confrontata la comunità Rom, che rischiano di essere esacerbati dalla pandemia di COVID‑19 e dalle sue conseguenze.

La presente proposta va a integrare la comunicazione. Le due iniziative costituiscono il quadro strategico dell'UE per i Rom fino al 2030, concepito in modo da inglobare gli insegnamenti tratti dal precedente quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020 per quanto riguarda i settori di intervento, gli obiettivi di monitoraggio e di rendicontazione, il coordinamento intersettoriale e il coinvolgimento di vari portatori di interessi.

La proposta si articola in cinque capitoli:

1.un capitolo sui tre obiettivi orizzontali per combattere la discriminazione promuovendo: i) l'uguaglianza, ii) l'inclusione e iii) la partecipazione dei Rom;

2.un capitolo sui quattro obiettivi settoriali: istruzione, occupazione, servizi sanitari e sociali, alloggio e servizi essenziali;

3.un capitolo sui partenariati e la capacità istituzionale;

4.un capitolo sui finanziamenti;

5.un capitolo sulle attività di monitoraggio e informazione.

La proposta mira a creare sinergie con le nuove iniziative sviluppate a livello europeo per il periodo fino al 2030 e con l'utilizzo dei fondi dell'Unione, al fine di migliorare l'attuazione a livello nazionale, regionale e locale.

Coerenza con le disposizioni politiche vigenti nel settore interessato

La raccomandazione mantiene la coerenza e la continuità con le disposizioni vigenti in materia di uguaglianza. Si basa sul quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom, che si concluderà nel 2020, e tiene pienamente conto dei risultati della valutazione. Rinnova e sostituisce la raccomandazione del Consiglio del 2013 su misure efficaci per l'integrazione dei Rom negli Stati membri, allo scopo di fornire agli Stati membri orientamenti più pertinenti ed efficaci sui modi per accelerare i progressi verso l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom nei prossimi 10 anni.

La proposta è coerente con la legislazione dell'UE in materia di uguaglianza, di cui promuove un'attuazione effettiva, in particolare con la direttiva sull'uguaglianza razziale, che vieta le discriminazioni basate sulla razza o l'origine etnica per quanto attiene all'occupazione, alla protezione sociale, alle prestazioni sociali, all'istruzione e all'accesso a beni e servizi che sono a disposizione del pubblico e alla loro fornitura 15 . La proposta è inoltre coerente con la raccomandazione (UE) 2018/951 16 della Commissione che stabilisce norme per un funzionamento efficace e indipendente degli organismi per la promozione della parità di trattamento ("organismi per la parità"), istituiti a norma della direttiva sull'uguaglianza razziale 17 . È altresì in linea con la Carta dei diritti fondamentali dell'UE, che vieta la discriminazione per qualsiasi motivo, incluse la razza e l'origine etnica 18 . Inoltre, la decisione quadro del Consiglio 2008/913/GAI è concepita per combattere talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale 19 .

La presente proposta è intesa a perseguire l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali consolidando il principio n. 3 "pari opportunità" e la sua pertinenza rispetto a diversi altri principi. Si ispira inoltre all'Agenda 2030 e agli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite.

La proposta è coerente con le recenti strategie nel settore dell'uguaglianza, come la strategia per la parità di genere 2020-2025 20 il piano d'azione dell'UE contro il razzismo 2020-2025 21 e l'imminente strategia per l'uguaglianza LGBTI+, che affrontano la situazione specifica delle donne Rom e delle persone LGBTI+ Rom, nonché la strategia dell'UE sui diritti delle vittime 22 .

Coerenza con altre politiche dell'Unione

La proposta è coerente con altre politiche dell'UE, in particolare il pilastro europeo dei diritti sociali, inteso ad aumentare l'equità sociale, indipendentemente dal sesso, dalla razza o dall'origine etnica, dalla religione o credo, dalla disabilità, dall'età o dall'orientamento sessuale. Fa parte delle iniziative specifiche che attuano il pilastro europeo ed è coerente con iniziative simili come la garanzia rafforzata per i giovani 23 , la futura garanzia per l'infanzia e il prossimo piano d'azione per l'attuazione del pilastro. Contribuisce all'attuazione del piano d'azione dell'UE contro il razzismo 2020-2025 24 ed è coerente con la direttiva 2012/29/UE, che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato 25 , con un'attenzione particolare alle vittime di reati motivati da pregiudizio o discriminazione. Le esigenze specifiche dei Rom sono già parte nella nuova strategia dell'UE sui diritti delle vittime e figureranno nella prossima strategia per l'attuazione della Carta dei diritti fondamentali dell'UE. La proposta è inoltre coerente con il quadro giuridico e politico dell'UE in materia di tratta di esseri umani 26 . È inoltre compatibile con la direttiva sui servizi di media audiovisivi 27 , che stabilisce norme che proteggono gli utenti dei servizi di media audiovisivi e delle piattaforme per la condivisione di video dall'istigazione alla violenza o all'odio, nonché da comunicazioni commerciali audiovisive discriminatorie. Impone altresì a tali piattaforme di adottare misure adeguate per proteggere gli utenti dai contenuti razzisti e xenofobi.

Inoltre, la proposta garantisce la coerenza tra il supporto politico dell'UE da un lato e gli strumenti giuridici e di finanziamento che possono essere mobilitati e allineati a favore dell'uguaglianza e dell'inclusione dei Rom dall'altro, quali NextGenerationEU, compresi il dispositivo per la ripresa e la resilienza e i fondi dell'UE.

2.BASE GIURIDICA, SUSSIDIARIETÀ E PROPORZIONALITÀ

Base giuridica

Articolo 292 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), in base al quale il Consiglio adotta raccomandazioni su proposta della Commissione, in combinato disposto con l'articolo 19, paragrafo 1, del TFUE che prevede provvedimenti opportuni per combattere le discriminazioni fondate sul sesso, la razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale.

Le altre disposizioni giuridiche pertinenti sono le seguenti:

L'articolo 2 del trattato sull'Unione europea, che sancisce che l'Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini.

L'articolo 3, paragrafo 3, secondo comma, del trattato sull'Unione europea, in base al quale l'Unione è tenuta a combattere l'esclusione sociale e le discriminazioni e a promuovere la tutela dei diritti del minore.

L'articolo 10 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, secondo il quale, nella definizione e nell'attuazione delle sue politiche e azioni, l'Unione mira a combattere le discriminazioni fondate sul sesso, la razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale.

L'articolo 8 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, che stabilisce che nelle sue azioni l'Unione mira ad eliminare le ineguaglianze, nonché a promuovere la parità, tra uomini e donne. A norma dell'articolo 157, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il Parlamento europeo e il Consiglio adottano misure che assicurino l'applicazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento tra uomini e donne in materia di occupazione e impiego, ivi compreso il principio della parità delle retribuzioni per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore.

L'articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (Carta) che vieta qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale. L'articolo 23 della Carta che sancisce il diritto alla parità fra donne e uomini in tutti i campi, compreso in materia di occupazione, di lavoro e di retribuzione. L'articolo 26 che riconosce e rispetta il diritto delle persone con disabilità di beneficiare di misure intese a garantirne l'autonomia, l'inserimento sociale e professionale e la partecipazione alla vita della comunità. Inoltre, l'articolo 20 della Carta che sancisce l'uguaglianza di tutte le persone davanti alla legge.

Sussidiarietà (per la competenza non esclusiva)

I valori condivisi fondamentali, come l'uguaglianza e i diritti fondamentali, e gli obiettivi comuni, come la prosperità economica, la coesione sociale e la solidarietà tra gli Stati membri, inducono l'Unione a svolgere un ruolo politico cruciale per conseguire l'uguaglianza e l'inclusione dei Rom. Inoltre, la mobilità transnazionale dei Rom nei paesi dell'UE, nel contesto della libertà di circolazione e della migrazione dei Rom dai paesi terzi, rende l'inclusione dei Rom un obiettivo comune a livello dell'UE.

La proposta garantisce che l'azione continui ad avere un valore aggiunto a livello dell'UE. La valutazione del quadro dell'UE ne ha dimostrato il valore aggiunto positivo per l'UE, inserendo l'inclusione dei Rom nelle agende dell'UE e nazionali, sviluppando le strutture e migliorando la coerenza della politica dell'UE e degli strumenti giuridici e di finanziamento che sono stati mobilitati e allineati per promuovere l'inclusione dei Rom. La proposta manterrà l'impegno politico e si concentrerà sull'uguaglianza e l'inclusione dei Rom nei paesi dell'UE. Nella fase attuale, è tuttavia poco probabile che gli effetti del quadro dell'UE continuino a farsi sentire dopo il 2020 in assenza di un sostegno supplementare da parte dell'UE. È necessario intensificare gli sforzi nazionali e occorre disporre di più tempo al fine di consolidare le strutture di lavoro, continuare ad allineare e mobilitare altri strumenti strategici, giuridici e finanziari e monitorare l'impatto delle politiche in modo più efficace. La proposta è inoltre intesa a ridurre la frammentazione nell'attuazione a livello nazionale, una delle carenze individuate nella valutazione del quadro dell'UE.

Il valore aggiunto dell'azione a livello dell'UE diviene ancora più essenziale di fronte alle sfide legate e conseguenti alla crisi di COVID‑19. Molte comunità Rom hanno sofferto in modo sproporzionato a causa di un accesso generalmente limitato alle infrastrutture igieniche e sanitarie di base, di un accesso limitato all'acqua potabile e ai servizi sanitari, di elevati livelli di precarietà economica, di alloggi sovraffollati, della segregazione di insediamenti o campi anch'essi sovraffollati. È necessario un intervento a livello dell'UE per garantire che l'onere della pandemia non ricada in modo sproporzionato sulle fasce più vulnerabili e per evitare il peggioramento delle disuguaglianze attuali.

Proporzionalità

La proposta rispetta pienamente il principio di proporzionalità. Tutti gli Stati membri incontrano difficoltà quando si adoperano per garantire l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom. Tuttavia, queste sfide variano sia in termini di intensità (a seconda delle dimensioni della popolazione Rom e della sua percentuale rispetto alla popolazione complessiva, nonché del contesto economico generale e del retaggio di esclusione e discriminazione) che in termini di caratteristiche specifiche (quali la mobilità transnazionale, la migrazione o i problemi legati alla documentazione anagrafica).

La proposta si basa sulla comunicazione che definisce un quadro comune dell'UE con impegni minimi condivisi per tutti gli Stati membri, integrati da impegni politici aggiuntivi di grado diverso in base alla situazione specifica dei paesi e alle diverse sfide che devono affrontare i Rom che vivono nel loro territorio. L'azione proposta tiene pienamente conto delle prassi degli Stati membri e della diversità dei quadri strategici nazionali.

Per misurare i progressi, la Commissione, con il sostegno dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali, ha istituito il gruppo di lavoro sugli indicatori per l'integrazione dei Rom e l'elaborazione di relazioni al riguardo a completamento degli sforzi degli Stati membri. Il gruppo di lavoro ha proposto un portafoglio di indicatori relativi all'uguaglianza, all'inclusione e alla partecipazione dei Rom 28 , elaborato nel pieno rispetto delle situazioni nazionali specifiche. A partire da un portafoglio di indicatori comuni, i paesi possono selezionare indicatori qualitativi e/o quantitativi pertinenti per misurare i progressi compiuti. Allo stesso tempo, chiedendo ai paesi di selezionare obiettivi nazionali qualitativi e/o quantitativi per conseguire gli obiettivi a livello dell'UE, la proposta evita un'eccessiva frammentazione e cerca di rafforzare l'impegno degli Stati membri a realizzare progressi verso l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom.

Anche la valutazione della proporzionalità ha svolto un ruolo fondamentale nella scelta dello strumento.

Scelta dello strumento

Lo strumento proposto è una proposta di raccomandazione del Consiglio, il che rispetta i principi di sussidiarietà e di proporzionalità. La raccomandazione proposta fornisce orientamenti agli Stati membri al fine di accelerare i progressi verso l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom. La proposta è presentata insieme alla nuova comunicazione su un quadro strategico dell'UE per l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom. L'obiettivo è che gli Stati membri, la Commissione e tutti i portatori di interessi collaborino in modo coerente verso obiettivi condivisi.

In quanto strumento giuridico, la proposta mette in evidenza l'impegno degli Stati membri per attuare le misure stabilite nella presente raccomandazione e fornisce una solida base politica per la cooperazione a livello europeo in questo settore, nel pieno rispetto delle competenze degli Stati membri. Una volta adottata, la proposta sostituirà la raccomandazione del Consiglio del 9 dicembre 2013 su misure efficaci per l'integrazione dei Rom.

Questa iniziativa segnala un rinnovato e rafforzato impegno degli Stati membri per migliorare i quadri strategici nazionali per l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom, rafforzare i punti di contatto nazionali per i Rom e continuare a elaborare relazioni coordinate da presentare alla Commissione e da essa monitorate. La presente raccomandazione risponde quindi alla necessità di agire a livello dell'UE, tenendo conto anche delle differenze specifiche per paese per quanto riguarda la situazione dei Rom. La raccomandazione consente all'UE di perseguire obiettivi comuni, lasciando inoltre agli Stati membri una certa flessibilità in termini di raggiungimento dei loro obiettivi qualitativi e/o quantitativi, a seconda del punto di partenza, della loro storia e delle loro pratiche attuali.

3.RISULTATI DELLE VALUTAZIONI EX POST, DELLE CONSULTAZIONI DEI PORTATORI DI INTERESSI E DELLE VALUTAZIONI D'IMPATTO

Valutazioni ex post/Vaglio di adeguatezza della legislazione vigente

A seguito delle conclusioni del Consiglio dell'8 dicembre 2016 29 , la Commissione ha effettuato una valutazione approfondita del quadro, ha adottato una relazione sulla valutazione 30 nel dicembre 2018 e ha pubblicato un documento di lavoro dei suoi servizi sulla valutazione 31 .

La valutazione, che riguardava il periodo 2011-2017, ha esaminato la pertinenza, la coerenza, l'efficacia, l'efficienza, il coordinamento, l'equità, la sostenibilità e il valore aggiunto UE del quadro. Essa si è basata su:

un'ampia analisi della letteratura secondaria, delle relazioni e delle banche dati,

studi approfonditi per paese,

colloqui con i portatori di interessi di 16 paesi dell'UE,

colloqui a livello dell'UE e in tre paesi dell'allargamento,

una consultazione pubblica aperta,

un'indagine tra le organizzazioni non governative,

i risultati dell'indagine del 2016 dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali (UE-MIDIS II) e

un seminario di convalida.

La valutazione conclude che i quattro settori prioritari (occupazione, istruzione, assistenza sanitaria e alloggio) rimangono fondamentali per l'uguaglianza e l'inclusione dei Rom. Evidenzia altresì che l'obiettivo specifico della non discriminazione dovrebbe avvalersi di un approccio fondato sull'inclusione e porre l'accento sull'antiziganismo, sulla prevenzione e sulla lotta alla discriminazione.

La valutazione mostra che il quadro ha apportato un valore aggiunto europeo positivo, mettendo l'inclusione dei Rom all'ordine del giorno dell'UE e degli Stati membri, sviluppando strutture e migliorando la coerenza tra le politiche dell'UE e gli strumenti giuridici e di finanziamento mobilitati e allineati a favore dell'inclusione dei Rom.

Ha rilevato che il quadro consentiva agli Stati membri di adeguare i loro obiettivi ai contesti nazionali specifici. Se ciò ha reso possibile, laddove necessario, di adattare l'approccio in funzione della situazione nazionale, la valutazione ha constatato che tendeva anche a frammentare l'attuazione, ridurre l'efficacia e limitare i progressi verso gli obiettivi dell'UE in materia di integrazione dei Rom.

La valutazione ha inoltre concluso che il quadro aveva una capacità limitata di affrontare la diversità all'interno della popolazione Rom, in quanto prestava scarsa attenzione a gruppi specifici (donne, giovani e bambini e Rom che circolano all'interno dell'UE).

Infine è emerso che, a livello dell'UE e nazionale, esistono meccanismi di governance, ma con funzioni tuttora ridotte. Malgrado gli sforzi compiuti per migliorare la partecipazione della società civile, le opportunità per i Rom di partecipare efficacemente alla vita politica e a tutte le fasi del processo politico restano limitate.

Secondo le conclusioni della relazione della Commissione, la valutazione approfondita ha dimostrato che il quadro dell'UE "rappresenta l'inizio di un processo che, nonostante i numerosi limiti e l'entità dell'impresa, ha prodotto risultati positivi e una prima inversione di tendenza". Pur sottolineando che "la fase iniziale ha ottenuto risultati tangibili, anche se insufficienti", ha messo in risalto che "l'intero processo deve ora essere rafforzato e meglio orientato, ponendo l'accento su un maggior impegno politico, sull'introduzione di obiettivi specifici quantificabili e su un monitoraggio rigoroso, nonché su un'attuazione più efficace, sostenuta da finanziamenti sufficienti e da sistemi di governance partecipativa".

Consultazioni dei portatori di interessi

Ai fini della valutazione del quadro dell'UE 32 sono state necessarie ampie consultazioni, alcune delle quali con un gran numero di domande orientate al futuro, che hanno contribuito alla preparazione dell'iniziativa. Le consultazioni supplementari sull'iniziativa hanno quindi integrato quelle già svolte per la valutazione 33 , con ambiti e obiettivi allineati alle restanti esigenze di raccolta dei dati.

Alcune consultazioni mirate erano intese a raccogliere pareri e consulenze su aspetti tematici fondamentali, quali le opzioni politiche, i modi per affrontare l'antiziganismo, la partecipazione dei Rom e la diversità tra i Rom nell'iniziativa, e i modi per migliorare il monitoraggio e la misurazione dei progressi attraverso indicatori e obiettivi. Il documento di lavoro dei servizi della Commissione 34 pubblicato contemporaneamente alla comunicazione che definisce il quadro strategico e la presente proposta, descrive in dettaglio le attività di consultazione, i portatori di interessi coinvolti e il modo in cui i loro contributi sono confluiti nella nuova iniziativa.

Assunzione e uso di perizie

La proposta si basa sulla relazione della Commissione sulla valutazione del quadro dell'UE 35 , sul documento di lavoro relativo alla valutazione 36 e sullo studio dettagliato realizzato in esterno dall'ICF/Milieu, che è servito da base per il documento di lavoro 37 .

I risultati delle indagini svolte nel 2011, nel 2016 e nel 2019 dall'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali, rispettivamente in altri undici, nove e cinque Stati membri, sono ancora pertinenti per la proposta.

Le informazioni sull'attuazione delle strategie a livello nazionale nell'UE, raccolte dai punti di contatto nazionali per i Rom dal 2016, sono state riportate nella relazione della Commissione sui progressi verso l'integrazione dei Rom del settembre 2019 38 . Tali informazioni sono state integrate da relazioni della società civile nel contesto del progetto pilota del Parlamento europeo "Roma Civil Monitor", 2017-2020 39 .

Ulteriori informazioni e dati sono stati tratti dai risultati di un'indagine Eurobarometro sulla percezione della discriminazione nei confronti dei Rom 40 e da studi svolti da esperti esterni su come tradurre nella prassi la necessità di tenere meglio conto di aspetti quali la diversità tra i Rom, la lotta contro l'antiziganismo e la partecipazione dei Rom 41 .

La proposta si è inoltre avvalsa della stretta collaborazione con l'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali sulle modalità di monitoraggio, compreso lo sviluppo di indicatori di processo e di risultato 42 .

Valutazione d'impatto

Lo strumento proposto (una raccomandazione del Consiglio) offre orientamenti sull'attuazione dei quadri strategici per i Rom, consentendo nel contempo agli Stati membri di essere flessibili nell'elaborazione e nell'attuazione delle misure. Di conseguenza, non è necessaria alcuna valutazione d'impatto.

Gli effetti previsti dipendono in larga misura dall'intensità dell'impegno assunto dagli Stati membri per l'uguaglianza e l'inclusione dei Rom, ovvero dall'ambizione cui la raccomandazione del Consiglio, una volta adottata, darà voce e dai quadri strategici nazionali che saranno messi in atto successivamente 43 . Oltre alle sfide generali relative alla quantificazione e alla monetizzazione dell'uguaglianza, della non discriminazione e del rispetto dei diritti fondamentali, la realizzazione di una valutazione d'impatto nel settore dell'uguaglianza e dell'inclusione dei Rom deve far fronte a gravi limitazioni per quanto riguarda la raccolta di dati etnici in alcuni Stati membri.

Un documento globale di lavoro 44 contiene una panoramica dei principali insegnamenti tratti in fase di elaborazione e di attuazione del quadro dell'UE fino al 2020. Esso si basa sulle relazioni annuali della Commissione, su varie valutazioni e studi a livello UE, su relazioni di esperti, su relazioni alternative della società civile e sui riscontri ricevuti nel corso di consultazioni mirate con i portatori di interessi nazionali e internazionali.

Efficienza normativa e semplificazione

Non applicabile.

Diritti fondamentali

La proposta comporta conseguenze positive per la protezione dei diritti fondamentali. Rafforzerà l'attuazione della Carta dei diritti fondamentali dell'UE, in particolare dell'articolo 21, che vieta la discriminazione per qualsiasi motivo, inclusa la razza e l'origine etnica 45 .

4.INCIDENZA SUL BILANCIO

La presente raccomandazione non ha alcuna incidenza sul bilancio dell'UE.

5.ALTRI ELEMENTI

Piani attuativi e modalità di monitoraggio, valutazione e informazione

La proposta adotta un approccio comune ma differenziato. Fornisce orientamenti agli Stati membri sui modi per elaborare quadri strategici nazionali più efficaci, tenendo conto delle sfide specifiche per paese connesse all'uguaglianza, all'inclusione e alla partecipazione dei Rom. Per monitorare meglio i progressi, la proposta invita gli Stati membri a utilizzare il quadro comune di indicatori per l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom. Su richiesta della Commissione, un gruppo di lavoro sugli indicatori per l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom dopo il 2020, coordinato dall'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali, ha lavorato allo sviluppo di tale quadro. Il quadro degli indicatori fornisce indicatori comparabili, solidi e pertinenti per monitorare i progressi e valutare i risultati dei quadri strategici nazionali per i Rom. Include indicatori di processo per riflettere le misure (compresi politiche, programmi e progetti) e indicatori di risultato per misurare i progressi verso gli obiettivi sulla base di dati statistici, che possono essere raccolti da censimenti, dati amministrativi e/o dati di sondaggi. Tale portafoglio di indicatori quantitativi e qualitativi tiene conto delle circostanze nazionali e della base di elementi di prova disponibili.

La tabella che segue sintetizza il ciclo di monitoraggio, elaborazione delle relazioni e valutazione previsto.

Indagini periodiche (FRA)

Relazioni dei punti di contatto nazionali per i Rom

Relazione sull'utilizzo

dei fondi UE

Monitoraggio civile

Relazioni di controllo della Commissione

Valutazioni e futura proposta politica

Raccolta di dati: 2020

Risultati: 2021

Quadri strategici nazionali: 2021

Prima tornata di relazioni civili nazionali: primavera 2022

Relazione della Commissione sui quadri strategici nazionali: autunno 2022

Relazioni nazionali sull'attuazione: 2023

Seconda tornata di relazioni civili nazionali: primavera 2024

Relazione della Commissione sull'attuazione: autunno 2024

Raccolta di dati: 2024

Risultati: 2025

Relazione sui traguardi intermedi degli indicatori di risultato: 2024

Valutazione approfondita del quadro strategico dell'UE sui Rom

Relazioni nazionali sull'attuazione: 2025

Terza tornata di relazioni civili: primavera 2026

Attuazione della relazione della Commissione: autunno 2026

Raccolta di dati: 2028

Risultati: 2029

Relazioni nazionali sull'attuazione: 2027

Relazione sui traguardi degli indicatori di risultato:

2029

Quarta tornata di relazioni civili: primavera 2028

Relazione della Commissione sull'attuazione: autunno 2028

Relazioni nazionali sull'attuazione: 2029

Proposta successiva della Commissione: 2030

Valutazione ex post

Documenti esplicativi (per le direttive)

Non applicabile.

Illustrazione dettagliata delle singole disposizioni della proposta

Gli articoli da 1 a 4 fanno riferimento agli obiettivi orizzontali di uguaglianza, inclusione e partecipazione e propongono misure volte a rafforzare i progressi in questi settori.

Gli articoli da 5 a 9 fanno riferimento agli obiettivi specifici per settore volti a garantire ai Rom un accesso paritario effettivo a un sistema generale d'istruzione inclusivo, a posti di lavoro di qualità e sostenibili, a servizi sanitari e sociali di qualità, ad alloggi desegregati adeguati e ai servizi essenziali.

Gli articoli da 11 a 27 fanno riferimento alla necessità di rafforzare i partenariati e la capacità istituzionale dei molteplici portatori di interessi da coinvolgere in questo ambito intersettoriale.

Gli articoli da 11 a 13 raccomandano agli Stati membri di garantire che i punti di contatto nazionali per i Rom dispongano delle risorse e del mandato necessari per coordinare efficacemente l'attuazione delle politiche nazionali in materia di uguaglianza, inclusione e partecipazione dei Rom.

Gli articoli 14 e 15 incoraggiano gli Stati membri a rafforzare il coinvolgimento degli organismi per la parità nella promozione della parità di trattamento e a sostenerne l'indipendenza e la cooperazione con tutti i soggetti interessati.

Gli articoli da 16 a 20 invitano gli Stati membri a mobilitare e sostenere ulteriormente i livelli locali e regionali per migliorare l'attuazione del quadro strategico nazionale per l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom.

Gli articoli da 21 a 27 sono incentrati sulla cooperazione e il coinvolgimento della società civile.

Gli articoli da 28 a 34 fanno riferimento ai modi per utilizzare più efficacemente i finanziamenti dell'UE e nazionali.

Gli articoli da 35 a 39 revisionano le disposizioni in materia di monitoraggio ed elaborazione delle relazioni, allo scopo di ridurne l'onere amministrativo e fornire alla Commissione e all'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali un maggiore sostegno nell'utilizzo di un portafoglio comune di indicatori di processo e risultato al fine di monitorare i progressi compiuti verso gli obiettivi e i traguardi dell'UE.

2020/0288 (NLE)

Proposta di

RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO

sull'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 292, in combinato disposto con l'articolo 19, paragrafo 1,

vista la proposta della Commissione europea,

considerando quanto segue:

(1)La direttiva 2000/43/CE del Consiglio 46 stabilisce un quadro per la lotta alle discriminazioni fondate sull'origine razziale o etnica in tutta l'Unione per quanto riguarda i settori dell'occupazione, dell'istruzione, della protezione sociale, compresa la sicurezza sociale e l'assistenza sanitaria, delle prestazioni sociali e dell'accesso a beni e servizi e alla loro fornitura, incluso l'alloggio. Scopo della presente raccomandazione è contribuire all'efficace attuazione di tale direttiva.

(2)In virtù della decisione quadro 2008/913/GAI del Consiglio 47 , del 28 novembre 2008, sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale (la "decisione quadro sulla lotta al razzismo e alla xenofobia") gli Stati membri sono tenuti a configurare come reato l'istigazione pubblica alla violenza o all'odio per motivi di razza, colore, religione, ascendenza o origine nazionale o etnica, e a garantire che la motivazione razzista e xenofoba sia considerata una circostanza aggravante o, in alternativa, possa essere presa in considerazione dai giudici nazionali all'atto della determinazione della pena. La presente raccomandazione è intesa a intensificare la lotta contro l'incitamento all'odio, i reati generati dall'odio e la violenza contro i Rom. In linea con la direttiva 2012/29/UE del Parlamento europeo e del Consiglio 48 che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato, la presente raccomandazione mira altresì a promuovere l'assistenza ai Rom vittime di tali reati.

(3)Il pilastro europeo dei diritti sociali 49 stabilisce una serie di principi per sostenere ed aumentare l'equità sociale, a prescindere da sesso, razza o origine etnica, religione o convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale. Individuare i gruppi ad alto rischio di discriminazione o esclusione sociale è fondamentale per sostenere l'attuazione dei principi del pilastro sociale. La presente raccomandazione contribuisce anche allo sviluppo sostenibile di società democratiche eque e inclusive in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite 50 .

(4)La Commissione ha presentato al Parlamento europeo e al Consiglio proposte relative ai regolamenti recanti disposizioni comuni 2021-2027 51 , al Fondo sociale europeo+ 52 , al Fondo europeo di sviluppo regionale e al Fondo di coesione 53 . Tali proposte fanno riferimento all'uguaglianza e alla non discriminazione come principi orizzontali che dovrebbero essere rispettati nell'esecuzione dei Fondi. Nella proposta relativa al Fondo sociale europeo+ si invitano espressamente gli Stati membri e la Commissione a garantire l'uguaglianza e la non discriminazione 54 nell'attuazione dei programmi e si fa riferimento alla promozione dell'integrazione socioeconomica dei cittadini di paesi terzi e all'inclusione delle comunità emarginate come i Rom, 55 due fattori per i quali un quadro strategico nazionale per i Rom costituisce la premessa. In attesa dell'adozione di tali misure, la presente raccomandazione mira a stabilire un legame esplicito tra i fondi dell'Unione 56 , da un lato, e le priorità politiche per l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom, dall'altro.

(5)La comunicazione della Commissione del 3 marzo 2010 dal titolo "Europa 2020: una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" (la "strategia Europa 2020") ha dato un notevole impulso alla lotta contro la povertà e l'esclusione sociale, fissando obiettivi comuni europei per ridurre la povertà e l'esclusione sociale e aumentare i livelli di istruzione e di occupazione. Questi obiettivi non possono essere raggiunti senza incentivare l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei cittadini Rom, al cui fine la presente raccomandazione offre orientamenti specifici.

(6)La comunicazione della Commissione del 5 aprile 2011 dal titolo "Un quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020", che incoraggia gli Stati membri a portare avanti in modo esauriente l'inclusione sociale ed economica dei Rom e a fissare obiettivi nei settori dell'istruzione, dell'occupazione, dell'assistenza sanitaria e dell'alloggio, è stata approvata dal Consiglio il 19 maggio 2011. Nonostante i limiti della concezione iniziale, il quadro ha apportato un rilevante valore aggiunto europeo che costituisce la base della presente raccomandazione, la quale, tra l'altro, fa propri gli insegnamenti tratti dall'attuazione del quadro.

(7)La raccomandazione del Consiglio, del 9 dicembre 2013 relativa a misure efficaci per l'integrazione dei Rom negli Stati membri 57 è stata concepita per rafforzare le misure nazionali di integrazione dei Rom. Essa invita gli Stati membri a informare ogni anno la Commissione in merito alle misure adottate in linea con la raccomandazione e ai progressi compiuti nell'attuazione delle strategie nazionali di integrazione dei Rom. La presente raccomandazione si basa sulle esperienze acquisite e rivede e amplia le misure da adottare.

(8)Nelle conclusioni del Consiglio dell'8 dicembre 2016 dal titolo "Accelerare il processo di integrazione dei Rom" 58 , la Commissione è invitata ad effettuare una valutazione intermedia del quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020 e a proporre, su tale base, un'iniziativa per il periodo successivo. Pur riconoscendo il valore aggiunto del quadro, la valutazione indica che i Rom in Europa continuano a subire discriminazioni ed esclusione socioeconomica.

(9)La valutazione, e le conclusioni che ne hanno tratte il Consiglio, il Parlamento europeo e numerose organizzazioni della società civile a livello europeo e nazionale 59 , dimostrano la necessità di un impegno rinnovato e intensificato per l'uguaglianza e l'inclusione dei Rom. Questo impegno dovrebbe porre in particolare l'accento sulla non discriminazione, anche lottando contro l'antiziganismo, una forma specifica di razzismo nei confronti dei Rom, e concentrandosi sui quattro settori di inclusione socioeconomica, ovvero l'istruzione, l'occupazione, l'assistenza sanitaria e l'alloggio 60 . Dovrebbe inoltre riflettere le esigenze di gruppi specifici e la diversità all'interno della popolazione Rom, coinvolgere i Rom nella progettazione, nell'attuazione, nel monitoraggio e nella valutazione delle strategie per l'uguaglianza e l'inclusione dei Rom, migliorare la definizione degli obiettivi, la raccolta dei dati, il monitoraggio e l'elaborazione di relazioni, e far sì che le politiche di portata generale tengano maggiormente conto dell'uguaglianza e dell'inclusione dei Rom.

(10)La presente raccomandazione si basa altresì su diverse conclusioni formulate in precedenza nelle risoluzioni del Parlamento europeo 61 , nelle conclusioni del Consiglio 62 e nelle comunicazioni della Commissione 63 .

(11)Sulla scia del "quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020", la Commissione ha elaborato un pacchetto che comprende la presente raccomandazione e la comunicazione "Un'Unione dell'uguaglianza: quadro strategico dell'UE per l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom" (la "comunicazione) 64 . Quest'ultima definisce obiettivi e traguardi a livello dell'UE nonché impegni minimi per tutti gli Stati membri, che possono essere integrati da sforzi nazionali aggiuntivi e dal sostegno dell'UE in funzione del contesto nazionale e delle dimensioni della popolazione Rom. Secondo dati recenti, sei europei su dieci ritengono tuttora che la discriminazione contro i Rom sia diffusa nel loro paese, mentre oltre sei europei su dieci concordano sul fatto che la società potrebbe trarre vantaggio da una migliore integrazione dei Rom 65 . L'obiettivo generale è contribuire a promuovere l'uguaglianza e combattere l'esclusione dei Rom, con la loro partecipazione attiva.

(12)La pandemia di COVID19 comporta un'esposizione estrema delle comunità Rom emarginate ed escluse agli effetti negativi sia sulla salute che sul piano socioeconomico, il che rischia di aggravare ulteriormente le disuguaglianze esistenti. La presente raccomandazione mira a ridurre le disuguaglianze strutturali a cui i Rom sono esposti affrontando problemi quali l'accesso limitato all'acqua potabile 66 , alle infrastrutture sanitarie e ai servizi sanitari, la mancanza di strutture e competenze digitali che consentirebbero di partecipare all'istruzione a distanza, gli elevati livelli di precarietà economica, il sovraffollamento abitativo, gli insediamenti o i campi segregati.

(13)Nel contesto attuale, con un incremento del populismo 67 e del razzismo all'interno dell'Unione 68 , è necessario concentrarsi sulla lotta e sulla prevenzione della discriminazione anche affrontando l'antiziganismo, che è una causa fondamentale di discriminazione ed esclusione che influisce su tali fenomeni. Il piano d'azione dell'UE contro il razzismo 2020-2025 69 ne prende atto e definisce azioni concrete per combattere il razzismo. L'antiziganismo è una forma di razzismo che gode tuttora di ampia accettazione 70 e che trae origine dal modo in cui la società in generale vede e tratta coloro che sono considerati come "zingari" in un processo storico di "alterizzazione" fondato su stereotipi e atteggiamenti, sia pure non intenzionali o inconsci. Dal 2005 il Parlamento europeo utilizza il termine antiziganismo nelle sue relazioni e risoluzioni 71 . Diverse organizzazioni internazionali e della società civile hanno riconosciuto il fenomeno, noto anche come razzismo anti Rom, fobia dei Rom e antinomadismo. Nel 2016 il Consiglio ha affermato la necessità di "lottare contro tutte le forme di razzismo nei confronti dei Rom, a volte definite antiziganismo, dal momento che è una causa profonda della loro esclusione sociale e discriminazione" 72 .

(14)Riferendosi alla popolazione Rom, è importante prendere atto dei bisogni o delle vulnerabilità specifiche di determinati gruppi 73 , tra cui le donne, i giovani, i bambini, le persone LGBTI+, gli anziani, le persone con disabilità, i cittadini di paesi terzi o gli apolidi e coloro che circolano all'interno dell'UE. La presente raccomandazione, pertanto, tiene conto dell'importanza che riveste la lotta alla discriminazione multipla 74 e propone misure per proteggere meglio e includere i minori Rom, che sono particolarmente esposti alla discriminazione e alla segregazione. Intende inoltre favorire la creazione di opportunità e la messa a frutto del potenziale inespresso dei giovani Rom, aumentando la loro partecipazione attiva a misure e programmi rivolti ai giovani 75 come quelli illustrati nella comunicazione "Sostegno all'occupazione giovanile: un ponte verso il lavoro per la prossima generazione" 76 .

(15)Nel riconoscimento della diversità che contraddistingue le varie comunità Rom, il termine "Rom" è usato con un significato generico per fare riferimento a una serie di gruppi diversi, tra cui Rom, Sinti, Kale, Zigani, Romanichel, Boyash/Rudari. Il termine comprende anche gruppi quali Ashkali, Egiziani, Yenish, gruppi orientali (compresi Dom, Lom, Rom e Abdal), i Travellers e le popolazioni designate col concetto amministrativo di "Gens du voyage", nonché le persone che si identificano come zigani, senza negare le caratteristiche specifiche di tali gruppi.

(16)Nel contesto della mobilità all'interno dell'Unione, è necessario rispettare il diritto alla libera circolazione dei cittadini dell'Unione e le condizioni per il suo esercizio. Tra queste condizioni figurano il possesso di risorse sufficienti e di un'assicurazione malattia che copra tutti i rischi, conformemente alla direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio 77 . Nel contempo occorre impegnarsi per migliorare le condizioni di vita della popolazione Rom e adottare misure volte a promuoverne l'inclusione economica e sociale negli Stati membri di origine e negli Stati membri di residenza.

(17)Pur riconoscendo che gli Stati membri dovrebbero scegliere i propri metodi di monitoraggio, la presente raccomandazione sottolinea l'importanza della raccolta di dati, in conformità del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio (regolamento generale sulla protezione dei dati) 78 e degli orientamenti del 2018 per il miglioramento della raccolta e dell'utilizzo dei dati sulla parità, pubblicati dal sottogruppo per i dati sulla parità del gruppo ad alto livello sulla non discriminazione, l'uguaglianza e la diversità 79 . La presente raccomandazione riconosce inoltre l'importanza degli indicatori come metodo di monitoraggio. Gli indicatori possono essere selezionati da un portafoglio di indicatori per misurare l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom, definiti di concerto dall'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali, dalla Commissione e dagli Stati membri 80 .

(18)La presente raccomandazione è esplicitamente incentrata su misure volte a promuovere l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom senza l'intenzione di escludere altri gruppi emarginati e svantaggiati. Le misure dovrebbero fondarsi sugli stessi principi che sono applicati in situazioni analoghe. A tale riguardo, continuano a valere i principi di base comuni per l'inclusione dei Rom 81 . La comunicazione fornisce ulteriori orientamenti sulla pianificazione e l'attuazione dei quadri strategici nazionali per i Rom.

Scopo della presente raccomandazione è confermare l'impegno a lungo termine per conseguire gli obiettivi condivisi in materia di uguaglianza, inclusione e partecipazione dei Rom e fornire orientamenti rinnovati e rafforzati stabilendo misure che gli Stati membri possono adottare per conseguire tali obiettivi,

RACCOMANDA QUANTO SEGUE:

1.    Gli Stati membri dovrebbero adottare quadri strategici nazionali per i Rom e comunicarli alla Commissione europea entro settembre 2021. In conformità del diritto nazionale e dell'Unione, delle risorse disponibili e delle circostanze nazionali, quali la dimensione, la situazione socioeconomica, le esigenze specifiche e la cittadinanza della popolazione Rom sul loro territorio, gli Stati membri dovrebbero esaminare la pertinenza, rispetto al contesto nazionale, delle misure illustrate nella presente raccomandazione e attuarle in modo proporzionato e selettivo, in stretta cooperazione con tutti i portatori di interessi. Nel quadro della valutazione della pertinenza, gli Stati membri dovrebbero prendere in considerazione la possibilità di aderire a impegni volontari minimi e, in funzione del contesto nazionale, di approvare eventuali sforzi aggiuntivi, come previsto nella comunicazione.

Obiettivi orizzontali: uguaglianza, inclusione e partecipazione

2.Gli Stati membri dovrebbero intensificare gli sforzi per adottare e attuare misure volte a promuovere l'uguaglianza e a prevenire e combattere efficacemente la discriminazione e le sue cause profonde. Tali sforzi dovrebbero includere misure volte a:

a)intensificare la lotta contro la discriminazione diretta e indiretta, le molestie, gli stereotipi, la retorica anti-Rom, l'incitamento all'odio, i reati generati dall'odio e la violenza nei confronti dei Rom, compresa l'istigazione a tali comportamenti, sia online che offline, in particolare nel contesto del recepimento, dell'attuazione e dell'applicazione della direttiva 2000/43/CE, della decisione quadro 2008/913/GAI e della direttiva 2010/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio 82 ;

b)sviluppare e promuovere un sistema completo di sostegno alle vittime, in linea con la direttiva 2012/29/UE, e fornire un'assistenza mirata alle vittime Rom di reati generati dall'odio e dalla discriminazione;

c)combattere la discriminazione multipla e strutturale 83 nei confronti dei Rom e, in particolare contro le donne, i bambini, le persone LGBTI+, le persone con disabilità, gli apolidi e coloro che circolano all'interno dell'UE;

d)sensibilizzare il pubblico sul fatto che l'impegno per combattere le pratiche discriminatorie è legato agli sforzi volti a contrastare l'antiziganismo e l'esclusione sociale ed economica, e che sia l'uno che gli altri devono perseguire l'obiettivo generale dell'uguaglianza;

e)analizzare e riconoscere il fenomeno dell'antiziganismo e aumentare la consapevolezza della sua esistenza, delle forme che assume e delle sue conseguenze nefaste, per il tramite dei mezzi di comunicazione, di curricoli scolastici e altri mezzi e formando i funzionari pubblici e altri portatori di interessi in modo che possano individuare e affrontare tale fenomeno;

f)promuovere azioni e campagne di sensibilizzazione multiculturali nelle scuole;

g)promuovere la conoscenza delle culture, della lingua e della storia dei Rom, compresa la memoria dell'Olocausto dei Rom e dei processi di riconciliazione, tra l'altro impartendo una formazione specifica agli insegnanti e progettando curricoli scolastici adeguati, dal momento che tale consapevolezza è fondamentale per ridurre il pregiudizio e l'antiziganismo quali importanti cause di discriminazione;

(a)promuovere narrazioni positive sui Rom e modelli di riferimento, anche sostenendo l'incontro tra comunità e l'apprendimento interculturale.

3.Gli Stati membri dovrebbero impegnarsi più a fondo per combattere il tasso di rischio di povertà estremamente elevato e la deprivazione materiale e sociale tra la popolazione Rom, al fine di fornire un sostegno efficace all'uguaglianza e alla non discriminazione dei Rom, adottando tra l'altro misure volte a:

a)aumentare e migliorare l'erogazione di investimenti nel capitale umano, nello sviluppo delle infrastrutture e nelle politiche di coesione sociale;

b)garantire l'accesso a regimi di protezione sociale adeguati (sostegno al reddito e prestazioni in natura e servizi) per la popolazione Rom svantaggiata;

c)combinare il sostegno al reddito con misure di attivazione volte a promuovere la partecipazione al mercato del lavoro; adottare misure per promuovere un elevato livello di utilizzo di queste misure da parte dei potenziali destinatari;

d)far sì che sia prestata particolare attenzione alla prevenzione e alla lotta contro la povertà infantile, anche adottando misure nazionali più incisive che tengano conto dei meccanismi che perpetuano la povertà multigenerazionale e della necessità di sostenere i bambini Rom e le loro famiglie nei settori interconnessi del lavoro, dei servizi sociali, dell'istruzione e dell'educazione e cura della prima infanzia, della salute, degli alloggi e dell'accesso ai servizi essenziali, dell'alimentazione, del tempo libero e delle arti;

(e)sostenere l'alfabetizzazione finanziaria (dei giovani adulti/dei membri di una famiglia), anche migliorando le capacità decisionali e di pianificazione nel quadro delle misure di emancipazione e inclusione finanziaria.

4.Gli Stati membri dovrebbero rafforzare la partecipazione costruttiva e la consultazione dei Rom, compresi donne, bambini e giovani, per fornire un sostegno efficace all'uguaglianza e alla non discriminazione dei Rom, adottando, tra l'altro, misure volte a:

a)sostenere la cittadinanza attiva promuovendo la partecipazione sociale, economica, politica e culturale, in particolare delle donne e dei giovani Rom;

b)promuovere lo sviluppo di capacità e l'attitudine alla leadership nella società civile Rom al fine di consentire ai Rom di partecipare a tutte le fasi del ciclo politico e della vita pubblica in generale;

c)incentivare l'occupazione dei professionisti Rom presso le istituzioni pubbliche al fine di creare modelli di riferimento, rafforzare la diversità e apportare al processo politico le competenze necessarie e una conoscenza precisa delle esigenze;

d)sensibilizzare i membri delle comunità Rom emarginate in merito ai diritti umani e ai diritti e alle responsabilità dei cittadini;

e)coordinare le risorse, le reti e le competenze in tutti i settori per aumentare il coinvolgimento dei giovani Rom nei processi decisionali e contribuire a rafforzare la loro leadership.

Obiettivi settoriali

Accesso a un'istruzione generale inclusiva di qualità

5.Gli Stati membri dovrebbero garantire che i Rom abbiano un accesso equo e siano in grado di partecipare a tutte le fasi dell'istruzione, dall'educazione e cura della prima infanzia fino all'istruzione terziaria, compresa l'istruzione della seconda opportunità, l'istruzione per gli adulti e l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita.

6.Gli Stati membri dovrebbero migliorare l'istruzione equa, inclusiva e di qualità degli alunni Rom, nello specifico con misure volte a:

a)prevenire ed eliminare qualsiasi forma di segregazione nell'istruzione e assicurare il riconoscimento e la riparazione delle ingiustizie subite;

b)prevenire ed eliminare diagnosi erronee che comportano il collocamento inappropriato di alunni Rom in strutture educative per alunni con bisogni speciali e assicurare il riconoscimento e la riparazione delle ingiustizie subite;

c)promuovere lo sviluppo e la diffusione di metodi di insegnamento e apprendimento inclusivi e sostenere gli insegnanti nella gestione della diversità in classe attraverso programmi di sviluppo professionale, tutoraggio e attività di apprendimento tra pari;

d)incoraggiare un coinvolgimento effettivo dei genitori nell'istruzione degli alunni Rom e rafforzare i legami tra le scuole e le comunità locali, anche per il tramite di mediatori;

e)sostenere la partecipazione e l'impegno attivo degli alunni Rom, insieme a tutti gli altri alunni, in tutte le attività e i processi d'insegnamento;

f)combattere il bullismo e le molestie nelle scuole, sia online che offline;

g)formare gli insegnanti e altro personale scolastico sulla storia e le culture Rom e sui metodi per riconoscere e contrastare la discriminazione e le sue cause profonde, compresi l'antiziganismo e i pregiudizi inconsci, sensibilizzare in merito all'importanza di un'istruzione non discriminatoria e di un effettivo accesso paritario all'istruzione generale;

h)sostenere gli sforzi volti a garantire che gli alunni Rom acquisiscano competenze in linea con le esigenze del mercato del lavoro.

7.Gli Stati membri dovrebbero fornire un ulteriore sostegno mirato per compensare la discriminazione e l'esclusione e ridurre l'impatto delle condizioni sociali ed economiche sui risultati scolastici degli alunni Rom, in particolare con misure volte a:

a)investire nell'educazione e nella cura della prima infanzia, con particolare attenzione all'inclusione precoce dei bambini Rom;

(b)fornire un sostegno e una mediazione personalizzati per compensare le lacune linguistiche, cognitive e scolastiche, in stretta cooperazione con le famiglie degli alunni Rom, e incoraggiare l'istruzione della seconda opportunità e l'istruzione per gli adulti;

(c)sostenere la cooperazione tra scuole, servizi di protezione sociale e mediatori al fine di prevenire l'abbandono scolastico;

(d)riconoscere la vulnerabilità dei minori i cui genitori si sono spostati da un paese all'altro e garantire loro un accesso prioritario ai programmi del doposcuola e a forme di sostegno personalizzato;

e)aumentare la mobilità sociale dei Rom attraverso un'azione positiva che può comprendere borse di studio specifiche per l'istruzione professionale, secondaria e superiore e la formazione degli insegnanti;

f)assicurare una transizione agevole da un livello di istruzione all'altro e promuovere il completamento dell'istruzione secondaria di secondo grado e dell'istruzione terziaria, anche attraverso programmi di orientamento professionale, consulenza, tutoraggio e sostegno finanziario;

g)diminuire l'abbandono scolastico a tutti i livelli dell'istruzione, con particolare attenzione alle ragazze Rom;

h)sostenere la partecipazione all'apprendimento non formale e alle attività extracurricolari, comprese quelle incentrate su giovani, sport, attività culturali, sviluppo personale, resilienza e benessere psicologici;

i)promuovere, per gli alunni Rom e i loro insegnanti, mediatori e genitori, l'acquisizione di competenze digitali, l'accesso alla banda larga, un'adeguata infrastruttura digitale e la fornitura di materiale didattico per l'apprendimento a distanza, in contesti di istruzione sia formale che informale, soprattutto per coloro che vivono in comunità emarginate.

Accesso a un'occupazione sostenibile e di qualità

8.Gli Stati membri dovrebbero promuovere l'effettiva parità di accesso dei Rom, in particolare dei giovani Rom, a un'occupazione sostenibile e di qualità, anche attraverso misure volte a:

a)intensificare le attività d'informazione rivolte ai giovani Rom 84 al fine di sensibilizzarli al ricorso ai servizi sociali e occupazionali disponibili, preferibilmente integrati, mettendoli in contatto con tali servizi;

b) rispondere ai bisogni dei giovani Rom disoccupati attraverso piani d'azione individualizzati e olistici che tengano conto delle loro preferenze e motivazioni, degli ostacoli e degli svantaggi e dei motivi della loro disoccupazione o inattività;

c)sostenere la prima esperienza lavorativa, l'inserimento professionale, gli apprendistati e lo sviluppo della carriera;

d)facilitare il passaggio dalla scuola al mondo del lavoro mediante la formazione, il tutoraggio, i tirocini, gli incubatori di imprese e la formazione duale;

e)sostenere l'accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) e l'acquisizione delle competenze digitali da parte dei giovani Rom, per prepararli meglio alla domanda del mercato del lavoro e affinché sfruttino le opportunità offerte nella vita quotidiana da strumenti e tendenze digitali nuovi o esistenti;

f)sostenere le sovvenzioni all'occupazione e la condivisione dei costi connessi al lavoro, la formazione sul posto di lavoro, lo sviluppo delle competenze, l'acquisizione e l'aggiornamento di qualifiche professionali e l'istruzione della seconda opportunità;

g)promuovere un'effettiva parità di accesso al lavoro autonomo e all'imprenditorialità, compresa l'imprenditoria sociale, attraverso un sostegno mirato;

h)promuovere l'occupazione nel settore pubblico e privato attraverso misure che comprendano azioni positive e programmi di sostegno a favore dei datori di lavoro;

i)combattere, ridurre ed eliminare le discriminazioni rafforzando la sensibilizzazione in merito all'occupazione e all'accesso all'occupazione non discriminatori, e formare i datori di lavoro sui metodi di lotta alla discriminazione e alle sue cause profonde, compresi l'antiziganismo e i pregiudizi inconsci.

Assistenza sanitaria e accesso a servizi sanitari e sociali di qualità

9.Gli Stati membri dovrebbero garantire un accesso equo e senza ostacoli a servizi sanitari di qualità, soprattutto per i gruppi più a rischio o che vivono in località emarginate o remote, in particolare con misure volte a:

a)promuovere e migliorare l'accesso per:

i)le donne Rom a controlli medici di qualità, screening, cure prenatali e postnatali, servizi di consulenza e pianificazione familiare, nonché all'assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva, generalmente forniti dai servizi sanitari nazionali;

ii)i bambini Rom a cure primarie di qualità e misure preventive e programmi di vaccinazione rivolti ai bambini;

iii)le popolazioni Rom vulnerabili (anziani, persone con disabilità, LGBTI+, persone che circolano all'interno dell'UE, cittadini di paesi terzi e apolidi) a un'assistenza sanitaria di qualità;

b)sostenere i mediatori sanitari e informare i Rom circa le misure di prevenzione primaria, quali la promozione di stili di vita sani, la prevenzione dell'abuso di sostanze e il miglioramento dell'accesso ai servizi di salute mentale;

c)prevenire e combattere la discriminazione nei confronti dei Rom, sensibilizzando in merito alla fornitura non discriminatoria di assistenza sanitaria e all'accesso alla sanità, formando operatori sanitari, studenti di medicina e mediatori sanitari sui metodi per riconoscere e contrastare la discriminazione e le sue cause profonde, compresi l'antiziganismo e i pregiudizi inconsci;

(d)contrastare l'esclusione digitale della popolazione Rom nell'accesso ai servizi di assistenza sanitaria, anche favorendo il superamento del divario delle competenze digitali per l'accesso alle informazioni sanitarie;

e)prevenire e sopprimere i servizi sanitari che operano in base alla segregazione e garantire il riconoscimento e la riparazione delle ingiustizie subite, compresa la sterilizzazione forzata delle donne Rom;

f)promuovere l'accesso allo studio di discipline mediche per i Rom e incoraggiare l'assunzione di Rom in qualità di operatori sanitari e mediatori, in particolare nelle regioni con una popolazione Rom significativa;

g)combattere e prevenire potenziali focolai di malattie infettive in località Rom emarginate o remote;

h)migliorare l'accesso ai servizi a livello locale e familiare per le persone con disabilità, gli anziani e i bambini privati delle cure genitoriali (ad esempio, servizi di sviluppo, alloggi sociali, centri diurni per le persone con disabilità e reti di genitori affidatari);

i)impedire l'inserimento in istituti e sostenere il passaggio dall'assistenza in istituti all'assistenza all'interno della cerchia familiare nell'ambito della comunità, fornendo sostegno alle famiglie in situazioni precarie e alle persone con disabilità (ad esempio, servizi di consulenza e incentivi finanziari, distribuzione di aiuti alimentari, alloggi assistiti e servizi di sviluppo);

(j)promuovere lo scambio e il trasferimento delle migliori pratiche in materia di salute pubblica per i Rom, ad esempio avvalendosi del quadro di sanità pubblica della Commissione e degli Stati membri nell'ambito del gruppo direttivo per la promozione della salute, la prevenzione delle malattie e la gestione delle malattie non trasmissibili.

Accesso a un adeguato alloggio desegregato e ai servizi essenziali 

10.Gli Stati membri dovrebbero garantire la parità di trattamento della popolazione Rom nell'accesso ad alloggi adeguati e desegregati e a servizi essenziali, anche attraverso misure volte a:

a)assicurare l'accesso ai servizi essenziali (come acqua di rubinetto, acqua potabile sicura e pulita 85 , strutture igienico-sanitarie adeguate, servizi di raccolta e gestione dei rifiuti, servizi ambientali, elettricità, gas, trasporti, servizi finanziari e comunicazioni digitali) e alle infrastrutture fisiche, salvaguardando la continuità dei servizi di base, sia in condizioni normali sia durante le pandemie, le catastrofi ecologiche e altre crisi;

b)monitorare, eliminare e prevenire qualsiasi forma di segregazione spaziale e promuovere la desegregazione mediante l'elaborazione di piani concreti per affrontare le questioni relative agli alloggi con la partecipazione delle comunità locali e delle comunità Rom interessate;

c)sostenere e rafforzare le autorità pubbliche responsabili degli alloggi, dei servizi essenziali e delle norme ambientali, nonché altri soggetti responsabili del settore, fornendo loro le competenze e le risorse necessarie per mappare le esigenze in materia di alloggi, monitorare la segregazione e attuare misure regolamentari o di sostegno globali;

d)prevenire gli sgomberi forzati mediante l'allarme rapido e la mediazione, organizzare il sostegno alle persone a rischio di sgombero e fornire alloggi alternativi adeguati, con particolare attenzione alle famiglie;

e)migliorare le condizioni di vita della popolazione Rom, prevenire e contrastare l'impatto negativo sulla salute dell'esposizione all'inquinamento e alla contaminazione;

f)offrire alle persone Rom senzatetto un sostegno sociale e l'accesso ai servizi di interesse generale;

(g)garantire la parità di accesso agli alloggi sociali, attraverso l'adozione di criteri di accesso che diano priorità alle esigenze sociali;

h)sostenere programmi integrati di edilizia abitativa rivolti alle persone Rom emarginate, combinando microprestiti per costruire e mantenere gli alloggi, programmi di alfabetizzazione finanziaria, programmi di risparmio, apprendimento delle tecniche di costruzione e misure di attivazione;

i)sostenere la costruzione e la manutenzione di aree di sosta per i Traveller.

Partenariati e capacità istituzionali

Coinvolgere e sostenere i punti di contatto nazionali per i Rom

11.Gli Stati membri dovrebbero dotare i punti di contatto nazionali per i Rom di risorse, di personale, di un mandato e di un peso politico, nella misura adeguata e necessaria per coordinare e monitorare efficacemente le politiche nazionali per l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom, anche a livello locale.

12.Gli Stati membri dovrebbero mettere in grado i punti di contatto nazionali per i Rom di agevolare la partecipazione e il coinvolgimento della società civile Rom nelle fasi di progettazione, attuazione, monitoraggio e revisione dei quadri strategici nazionali per i Rom e dei piani d'azione locali attraverso i processi delle piattaforme nazionali riformate per i Rom.

13.Gli Stati membri dovrebbero garantire che i punti di contatto nazionali per i Rom siano coinvolti nell'elaborazione delle politiche di inclusione sociale e dei servizi universali, per adeguarli maggiormente ai Rom e accrescerne il raggio d'azione, anche, se del caso, nel processo decisionale relativo alla programmazione e al monitoraggio dei fondi dell'Unione.

Coinvolgimento degli organismi per la promozione della parità di trattamento

14.Gli Stati membri dovrebbero sostenere gli organismi per la promozione della parità di trattamento (organismi per la parità) affinché funzionino in modo efficace e indipendente e collaborino con tutti i soggetti interessati, compresi i punti di contatto nazionali per i Rom, le autorità pubbliche, le organizzazioni della società civile e il settore privato. Tale sostegno dovrebbe consentire agli organismi per la parità di:

a)perseguire i casi di discriminazione e incitamento all'odio e i reati generati dall'odio, e risolvere i contenziosi strategici;

b)affrontare il problema della mancata denuncia di molti eventi di discriminazione, incitamento all'odio e reati generati dall'odio e sensibilizzare i Rom ai loro diritti;

c)condurre ricerche e raccogliere dati sull'uguaglianza e sulla discriminazione contro i Rom;

d)sviluppare la capacità della società civile Rom e cooperare con essa, con particolare attenzione all'accesso alla giustizia e all'applicazione della legislazione in materia di uguaglianza;

e)fornire orientamento e proporre formazioni alle organizzazioni pubbliche e private e ai media.

15.Gli Stati membri dovrebbero garantire che gli organismi per la parità siano strettamente coinvolti e nell'elaborazione, nell'attuazione, nel monitoraggio e nella revisione dei quadri strategici nazionali per l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom e nei pertinenti programmi di finanziamento dell'Unione e possano contribuire a tutte queste attività, in particolare:

a)avvalendosi della consulenza fornita dagli organismi per la parità per attuare i quadri strategici nazionali, così da elaborarli e applicarli con maggiore attenzione alla lotta e alla prevenzione delle discriminazioni, anche contrastando l'antiziganismo, e impegnandosi soprattutto per smantellare le discriminazioni strutturali;

b)coinvolgendo gli organismi per la parità nelle strutture istituite per sovrintendere all'attuazione, al monitoraggio e alla revisione dei quadri strategici nazionali per i Rom o in seno alle commissioni per il monitoraggio dei fondi dell'Unione pertinenti.

Mobilitare i portatori di interessi locali e regionali

16.Gli Stati membri dovrebbero coinvolgere le autorità regionali e locali e la società civile locale nella progettazione, nell'attuazione, nel monitoraggio e nella revisione dei quadri strategici nazionali.

17.Gli Stati membri dovrebbero incoraggiare le autorità regionali e locali, nell'ambito delle rispettive competenze, a elaborare o aggiornare i loro piani d'azione o di desegregazione locali o i quadri strategici nazionali per l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom. Tali piani d'azione o quadri strategici dovrebbero comprendere misure, valori e parametri di riferimento, obiettivi misurabili e l'assegnazione di fondi.

18.Gli Stati membri dovrebbero garantire la cooperazione tra le autorità centrali e quelle locali nella pianificazione e nell'attuazione dei programmi di finanziamento dell'Unione pertinenti per prevenire e contrastare la discriminazione nei confronti dei Rom, al fine di garantire l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom in tutte le fasi della preparazione, dell'attuazione, del monitoraggio e della valutazione dei programmi, e per migliorare l'erogazione dei fondi dell'Unione al livello locale.

19.Gli Stati membri dovrebbero promuovere l'inclusività, la diversità e l'azione positiva per garantire che i professionisti Rom siano assunti dalle istituzioni pubbliche a livello locale e regionale.

20.Gli Stati membri dovrebbero responsabilizzare e riconoscere la rappresentanza dei Rom a livello locale mediante la mobilitazione delle comunità, ossia lo sviluppo locale di tipo partecipativo.

Cooperazione con la società civile

21.Gli Stati membri dovrebbero promuovere l'innovazione sociale, il partenariato e la cooperazione tra le autorità pubbliche e la società civile Rom e pro-Rom.

22.Gli Stati membri dovrebbero avvalersi appieno delle piattaforme nazionali per i Rom o di altri canali di cooperazione e dialogo negli Stati membri per coinvolgere la società civile Rom e pro-Rom e altri portatori di interessi, in modo trasparente e inclusivo, nell'elaborazione, nell'attuazione, nel monitoraggio e nella revisione di quadri strategici nazionali e piani d'azione locali.

23.Gli Stati membri dovrebbero aiutare la società civile a riferire sui reati generati dall'odio e sull'incitamento all'odio nei confronti dei Rom e ad assicurarne il monitoraggio, e dovrebbero aiutare le vittime a denunciare i reati generati dall'odio e l'incitamento all'odio.

24.Gli Stati membri dovrebbero garantire finanziamenti a sostegno della pluralità e dell'indipendenza della società civile Rom e pro-Rom, comprese le organizzazioni giovanili Rom, consentendo loro in tal modo di riferire e monitorare i quadri strategici nazionali per i Rom, in qualità di organizzazioni indipendenti di controllo, e di mantenere la loro capacità amministrativa.

25.Gli Stati membri dovrebbero coinvolgere la società civile e le comunità Rom nell'intero ciclo dei programmi dei fondi dell'Unione, a livello nazionale, regionale e locale (anche in qualità di membri dei pertinenti comitati di controllo dei fondi dell'Unione).

26.Gli Stati membri dovrebbero promuovere lo sviluppo di capacità e l'attitudine alla leadership nella società civile Rom, comprese le organizzazioni giovanili, al fine di consentire agli organismi e alle organizzazioni interessati di partecipare a tutte le fasi del ciclo politico e della vita pubblica in generale.

27.Gli Stati membri dovrebbero promuovere attività intersettoriali e alleanze più ampie per l'uguaglianza e l'inclusione, coinvolgendo il governo, la società civile, le imprese e l'industria, il mondo accademico e della ricerca. Ciò potrebbe condurre ad azioni congiunte tra entità che promuovono la parità di genere, lottano contro il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e l'intolleranza connessa a questi fenomeni o che operano a favore dei diritti dei minori, degli anziani, dei Rom, delle persone LGBTI +, delle persone con disabilità, dei richiedenti asilo, dei rifugiati e di altri migranti e degli apolidi.

Finanziamenti

28.Gli Stati membri - in particolare quelli che si trovano ad affrontare sfide maggiori in materia di uguaglianza, inclusione e partecipazione dei Rom e/o in cui vivono comunità Rom di grandi dimensioni - dovrebbero utilizzare appieno e in modo ottimale i fondi generali e mirati dell'Unione e i fondi nazionali pertinenti per prevenire e contrastare la discriminazione nei confronti dei Rom, includendo eventualmente la selezione di obiettivi specifici per promuovere l'integrazione socioeconomica dei gruppi svantaggiati e delle comunità emarginate, come i Rom 86 , e dovrebbero garantire un coordinamento efficace tra le pertinenti fonti di finanziamento nazionali e dell'Unione per l'uguaglianza e l'inclusione socioeconomica dei Rom.

29.Gli Stati membri dovrebbero garantire la partecipazione delle autorità regionali, locali, comunali e di altre autorità pubbliche, delle parti economiche e sociali e degli organismi pertinenti che rappresentano la società civile, delle organizzazioni non governative e degli organismi competenti per promuovere l'inclusione sociale, i diritti fondamentali e la non discriminazione in tutte le fasi della preparazione, dell'attuazione, del monitoraggio e della valutazione dei programmi dell'Unione, compresa la partecipazione ai comitati di sorveglianza.

30.Gli Stati membri dovrebbero assegnare risorse nazionali sufficienti all'attuazione delle misure politiche proposte dal quadro strategico dell'UE per l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom e dai quadri strategici nazionali, garantendo che tali risorse rispecchino le reali esigenze delle comunità Rom e siano proporzionate rispetto alle loro dimensioni e alle sfide cui devono far fronte.

31.Gli Stati membri dovrebbero garantire che i piani nazionali di ripresa e resilienza 87 promuovano l'inclusione dei gruppi vulnerabili, compresi i Rom e altre persone appartenenti a minoranze etniche o razziali.

32.Gli Stati membri dovrebbero migliorare l'elaborazione, l'attuazione, il monitoraggio e la valutazione dei programmi o delle riforme strutturali dell'UE per l'inclusione socioeconomica delle minoranze, ad esempio chiedendo assistenza tecnica al programma di sostegno alle riforme strutturali.

33.Gli Stati membri dovrebbero incoraggiare l'uso di fondi nazionali e dell'Unione per sviluppare le capacità e consentire scambi di buone pratiche tra le autorità a livello centrale e locale e le organizzazioni della società civile, in modo che tali autorità e organizzazioni possano contribuire all'attuazione di misure volte a combattere la discriminazione dei Rom accelerando l'uguaglianza e l'inclusione, anche combattendo la segregazione e promuovendo la partecipazione dei Rom.

34.Gli Stati membri dovrebbero far fronte alle esigenze di finanziamento a livello locale, comprese quelle delle aree urbane, al fine di favorire in modo sostenibile i Rom che circolano all'interno dell'UE, fornendo tra l'altro formazione linguistica, educazione e cura della prima infanzia, scolarizzazione, servizi pubblici per l'impiego, operatori sociali, mediatori ecc.

Monitoraggio e relazioni sui quadri strategici nazionali per i Rom

35.Gli Stati membri dovrebbero monitorare e valutare adeguatamente l'attuazione dei quadri strategici nazionali utilizzando il portafoglio di indicatori sviluppati dall'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali (l'"Agenzia"), dai punti di contatto nazionali per i Rom, dagli istituti nazionali di statistica e dalla Commissione nell'ambito del gruppo di lavoro sugli indicatori per l'integrazione dei Rom e l'elaborazione di relazioni al riguardo, coordinato dall'Agenzia 88 .

36.Alla luce degli obiettivi e dei traguardi principali dell'Unione enunciati nella comunicazione, gli Stati membri dovrebbero inserire nei quadri strategici nazionali per i Rom obiettivi nazionali quantitativi e/o qualitativi adeguati alle circostanze nazionali, alle opzioni disponibili di raccolta di dati sull'uguaglianza disaggregati per origine etnica (anche per approssimazione) e agli elementi di prova esistenti.

37.Gli Stati membri dovrebbero notificare alla Commissione le eventuali misure adottate in conformità della presente raccomandazione entro giugno 2023. Gli Stati membri dovrebbero riferire successivamente alla Commissione, ogni due anni, in merito alle misure nuove e in corso, precisando i progressi compiuti in ciascun settore tematico ai fini dell'attuazione dei quadri strategici nazionali per i Rom. Le relazioni degli Stati membri costituiranno la base delle relazioni biennali e di valutazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sull'attuazione del quadro strategico dell'UE per l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom.

38.Gli Stati membri dovrebbero garantire che le relazioni nazionali sull'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom siano rese pubbliche per aumentare la trasparenza e consentire di trarre insegnamenti dalle politiche attuate, e garantire, se del caso, che la strategia nazionale e le relazioni di attuazione definitive siano discusse nei parlamenti nazionali.

39.L'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali dovrebbe svolgere un'indagine periodica sui Rom nel 2020, nel 2024 e nel 2028, così da fornire i dati necessari per i risultati di riferimento, di medio termine e finali, tenendo conto di eventuali cambiamenti nella situazione dei Rom. L'Agenzia dovrebbe inoltre sostenere gli Stati membri nei loro sforzi per raccogliere dati pertinenti in materia di uguaglianza, sostenere la Commissione nel monitoraggio e nell'analisi e fornire assistenza ai punti di contatto nazionali per i Rom per elaborare relazioni, con l'assistenza del gruppo di lavoro sugli indicatori per l'integrazione dei Rom e l'elaborazione di relazioni al riguardo.

La presente raccomandazione sostituisce la raccomandazione del Consiglio, del 9 dicembre 2013, su misure efficaci per l'integrazione dei Rom negli Stati membri 89 .

Fatto a Bruxelles, il

   Per il Consiglio

   Il presidente

(1)    COM(2020) 620 final.
(2)    COM(2011) 173 final.
(3)    Raccomandazione del Consiglio, del 9 dicembre 2013, su misure efficaci per l'integrazione dei Rom negli Stati membri ( GU C 378 del 24.12.2013, pag. 1 ).
(4)    Conclusioni del Consiglio EPSCO dell'8 dicembre 2016, Accelerare il processo di integrazione dei Rom ( 15406/16 ).
(5)    COM(2018) 785 final.
(6)    SWD(2018) 480 final.
(7)    Risoluzione del Parlamento europeo del 12 febbraio 2019 sulla necessità di rafforzare il quadro strategico dell'UE per il periodo successivo al 2020 per le strategie nazionali di integrazione dei Rom e intensificare la lotta contro l'antiziganismo [ P8_TA(2019)0075 ]. Si vedano le conclusioni del Consiglio EPSCO del 24 ottobre 2019 sull'economia del benessere ( 13432/19 ), che invitano la Commissione a rinnovare l'impegno a favore dell'inclusione dei Rom. Inoltre, durante la conferenza di alto livello sul quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom tenutasi a Bucarest il 4-5 marzo 2019, i partecipanti hanno invitato la Commissione a proporre un nuovo ambizioso quadro dell'UE per il periodo successivo al 2020, e hanno esortato gli Stati membri e i paesi dell'allargamento a rafforzare i loro impegni per l'integrazione dei Rom. Informazioni fornite dalla presidenza ( 7003/19 , 14.3.2019).
(8)    Riguardo alla necessità di concentrarsi maggiormente sulla lotta all'antiziganismo e alla discriminazione nel quadro dell'UE post-2020, cfr. le raccomandazioni degli esperti elaborate all'indomani della conferenza sull'antiziganismo: "How to address anti-Gypsyism in a post-2020 EU Roma Framework?" (Come affrontare l'antiziganismo in un quadro dell'UE per i Rom post-2020?)" (Vienna, 27.11.2018).
(9)     "Declaration of Western Balkans Partners on Roma Integration within the EU Enlargement Process" (Dichiarazione dei partner dei Balcani occidentali sull'integrazione dei Rom nel processo di allargamento dell'UE), approvata durante il vertice dei leader nell'ambito del vertice sui Balcani occidentali parte del processo di Berlino a Poznań il 5 luglio 2019.
(10)    COM(2019) 406 final, accompagnata da SWD(2019) 320 final.
(11)    Cfr. le stime del 2012 del Consiglio d'Europa .
(12)    Relazione sulla valutazione del quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020, COM(2018) 785 final .
(13)     GU L 180 del 19.7.2000, pag. 22.
(14)    Cechia, Ungheria e Slovacchia.
(15)    Direttiva 2000/43/CE del Consiglio, del 29 giugno 2000, che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica (la "direttiva sull'uguaglianza razziale") ( GU L 180 del 19.7.2000, pag. 22 ).
(16)    Raccomandazione (UE) 2018/951 della Commissione, del 22 giugno 2018, sulle norme riguardanti gli organismi per la parità ( GU L 167 del 4.7.2018, pag. 28 ).
(17)    Articolo 13 della direttiva 2000/43/CE del Consiglio ( GU L 180 del 19.7.2000, pag. 22 ).
(18)     GU C 303 del 14.12.2007, pag. 17 .
(19)    Decisione quadro 2008/913/GAI del Consiglio, del 28 novembre 2008, sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale ( GU L 328 del 6.12.2008, pag. 55 ).
(20)     COM(2020) 152 final .
(21)    COM(2020) 565 final.
(22)     COM(2020) 258 final .
(23)    COM(2020) 277 final.
(24)    COM(2020) 565 final.
(25)    Direttiva 2012/29/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato e che sostituisce la decisione quadro 2001/220/GAI del Consiglio ( GU L 315 del 14.11.2012, pag. 57 ).
(26)    Direttiva 2011/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2011, concernente la prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime, e che sostituisce la decisione quadro del Consiglio 2002/629/GAI (GU L 101 del 15.4.2011, pag. 1) e comunicazione del 2017 della Commissione "Relazione sul seguito dato alla strategia dell'UE per l'eradicazione della tratta di esseri umani e individuazione di ulteriori azioni concrete" (COM(2017) 728 final).
(27)    Direttiva (UE) 2018/1808 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 novembre 2018, recante modifica della direttiva 2010/13/UE, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi (direttiva sui servizi di media audiovisivi), in considerazione dell'evoluzione delle realtà del mercato ( GU L 303 del 28.11.2018, pag. 69 ).
(28)    Cfr. l'allegato 2 della comunicazione.
(29)    Conclusioni del Consiglio EPSCO dell'8 dicembre 2016. Accelerare il processo di integrazione dei Rom ( 15406/16 ). Le conclusioni del Consiglio esortano la Commissione a "effettuare una valutazione intermedia del quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020 e proporre una strategia post 2020 in materia di integrazione dei Rom includendovi una proposta di revisione della raccomandazione del Consiglio".
(30)    COM(2018) 785 final.
(31)    SWD(2018) 480 final.
(32)    Per una panoramica di queste attività, cfr. SWD (2018) 480 final , allegato 2.
(33)    La valutazione si basa su un'ampia analisi della letteratura secondaria, delle relazioni e delle banche dati, su colloqui con portatori di interessi di 16 paesi dell'UE, colloqui a livello dell'UE e in tre paesi dell'allargamento, una consultazione pubblica aperta, un'indagine tra le organizzazioni non governative, i risultati dell'indagine del 2016 dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali (UE‑MIDIS II) e un seminario di convalida.
(34)    SWD(2020) 530 final, cfr. allegato 1.
(35)    COM(2018) 785 final.
(36)    SWD(2018) 480 final.
(37)    È possibile consultare lo studio esterno di supporto alla valutazione cliccando qui (in inglese).
(38)    Relazione sull'attuazione delle strategie nazionali di integrazione dei Rom, COM(2019) 406 final, accompagnata dal documento di lavoro dei servizi SWD(2019) 320 final sulle misure di inclusione dei Rom previste nel quadro dell'UE.
(39)    È possibile consultare il progetto nel dettaglio cliccando qui (in inglese).
(40)    Eurobarometro speciale 493 sulla discriminazione nell'UE (primi risultati pubblicati nel settembre 2019).
(41)    Le relazioni su questi temi sono state finalizzate nel febbraio 2020 e sono consultabili cliccando qui (in inglese).
(42)    Allegato 2 della comunicazione COM(2020) 620 final e relazione dell'Agenza dell'Unione europea per i diritti fondamentali "Monitoring framework for an EU Roma strategic framework for equality, inclusion and participation – Objectives and indicators" (Quadro di monitoraggio per un quadro strategico dell'UE per l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione - Obiettivi e indicatori).
(43)    Cfr. il documento di lavoro dei servizi della Commissione pubblicato contemporaneamente alla presente proposta, SWD (2020) 530 final.
(44)    SWD(2020) 530 final.
(45)    Spiegazioni relative alla Carta dei diritti fondamentali ( GU C 303 del 14.12.2007, pag. 17 ).
(46)    Direttiva 2000/43/CE del Consiglio, del 29 giugno 2000, che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica    
(
GU L 180 del 19.7.2000, pag. 22 ).
(47)    Decisione quadro 2008/913/GAI del Consiglio, del 28 novembre 2008, sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale ( GU L 328 del 6.12.2008, pag. 55 ).
(48)    Direttiva 2012/29/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato e che sostituisce la decisione quadro 2001/220/GAI del Consiglio ( GU L 315 del 14.11.2012, pag. 57 ).
(49)     Pilastro europeo dei diritti sociali
(50)     Trasformare il nostro mondo: Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile , Nazioni Unite, 2015.
(51)    Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante le disposizioni comuni applicabili al Fondo europeo di sviluppo regionale, al Fondo sociale europeo Plus, al Fondo di coesione, al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e le regole finanziarie applicabili a tali fondi e al Fondo Asilo e migrazione, al Fondo Sicurezza interna e allo Strumento per la gestione delle frontiere e i visti ("proposta di regolamento recante disposizioni comuni") COM(2018) 375 final del 29.5.2018.
(52)    Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo sociale europeo Plus ("proposta sull'FSE+") COM(2018) 382 final del 30.5.2018.
(53)    Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale e al Fondo di coesione ("proposta sul FESR e il Fondo di coesione") COM(2018) 372 final del 29.5.2018 .
(54)    Articolo 6 della proposta sul FES+, COM(2018) 382 final .
(55)    Articolo 4, paragrafo 1, punto viii, della proposta sul FES+, COM(2018) 382 final .
(56)    Compresi i fondi previsti e/o inclusi nelle seguenti proposte: proposta di regolamento recante disposizioni comuni, COM(2018)375 final ; proposta sull'FSE+, COM(2018)382 final ; proposta sul FESR e il Fondo di coesione, COM(2018)372 final ; proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il programma InvestEU COM(2020) 403 final del 29.5. 2020 ; Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un dispositivo per la ripresa e la resilienza COM(2020) 408 final del 28.5.2020 . proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il programma Diritti e valori COM(2018) 383 final del 30.5. 2018; proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce "Erasmus": il programma dell'Unione per l'istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport e che abroga il regolamento (UE) n. 1288/2013, COM (2018) 367 final del 30.5.2018; proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'istituzione di un programma d'azione dell'Unione in materia di salute per il periodo 2021-2027 e che abroga il regolamento (UE) n. 282/2014, COM(2020) 405 final del 28.5.2020 .
(57)     GU C 378 del 24.12.2013, pag. 1 .
(58)    Conclusioni del Consiglio EPSCO dell'8 dicembre 2016, "Accelerare il processo di integrazione dei Rom" ( 15406/16 ).
(59)    Risoluzione del Parlamento europeo del 12 febbraio 2019 sulla necessità di rafforzare il quadro strategico dell'UE per il periodo successivo al 2020 per le strategie nazionali di integrazione dei Rom e intensificare la lotta contro l'antiziganismo ( P8_TA(2019)0075 ). Si vedano le conclusioni del Consiglio EPSCO del 24 ottobre 2019 sull'economia del benessere ( 13432/19 ), che invitano la Commissione a rinnovare l'impegno a favore dell'inclusione dei Rom. Inoltre, durante la conferenza di alto livello sul quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom tenutasi a Bucarest il 4-5 marzo 2019, i partecipanti hanno invitato la Commissione a proporre un nuovo, ambizioso quadro dell'UE per il periodo successivo al 2020 e hanno esortato gli Stati membri e i paesi dell'allargamento a rafforzare i loro impegni per l'integrazione dei Rom. Informazioni fornite dalla presidenza ( 7003/19 del 14.3.2019).
(60)    Sulla necessità di concentrarsi maggiormente sulla lotta all'antiziganismo e alla discriminazione nel quadro dell'UE post-2020, cfr. le raccomandazioni degli esperti elaborate all'indomani della conferenza sull'antiziganismo: "How to address anti-Gypsyism in a post-2020 EU Roma Framework?" (Come affrontare l'antiziganismo in un quadro dell'UE per i Rom post-2020?) (Vienna, 27.11.2018).
(61)    Risoluzione del Parlamento europeo del 15 aprile 2015 in occasione della Giornata internazionale dei Rom — antiziganismo in Europa e riconoscimento, da parte dell'UE, della giornata commemorativa del genocidio dei Rom durante la Seconda guerra mondiale ( P8_TA(2015)0095 ). Risoluzione del Parlamento europeo del 25 ottobre 2017 sugli aspetti relativi ai diritti fondamentali nell'integrazione dei rom nell'Unione europea: lotta all'antiziganismo ( P8_TA(2017)0413 ). Risoluzione del Parlamento europeo del 12 febbraio 2019 sulla necessità di rafforzare il quadro strategico dell'UE per il periodo successivo al 2020 per le strategie nazionali di integrazione dei Rom e intensificare la lotta contro l'antiziganismo ( P8_TA(2019)0075 ).
(62)    Conclusioni del Consiglio EPSCO dell'8 dicembre 2016, "Accelerare il processo di integrazione dei Rom" ( 15406/16 ).
(63)    La Commissione ha pubblicato relazioni annuali a partire dal 2013.
(64)    COM(2020) 620 final.
(65)    Speciale Eurobarometro 493 : "Discrimination in the EU" (primi risultati pubblicati nel settembre 2019).
(66)    Cfr. la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 febbraio 2020, concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano (rifusione) - Accordo politico ( ST_606_2020_REV_1 ), che impone agli Stati membri di adottare le misure necessarie a migliorare o mantenere l'accesso di tutti alle acque destinate al consumo umano, in particolare dei gruppi vulnerabili o emarginati (articolo 16), e sottolinea l'importanza che tali gruppi comprendano culture minoritarie quali i Rom e i Travellers (considerando 31).
(67)    "The Relentless Rise of Populism in Europe" (L'implacabile ascesa del populismo in Europa). Niall McCarthy, 2 maggio 2019, Statista .
(68)    Widespread racism continues to plague Europe (Un razzismo diffuso continua a rappresentare una piaga per l'Europa), Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali, 20 giugno 2019, pubblicazione basata sulla relazione sui diritti fondamentali 2019 , Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali, 6 giugno 2019.
(69)    COM(2020) 565 final.
(70)     General Policy Recommendation no 3  on the fight against racism and intolerance against Roma/Gypsies (Raccomandazione di politica generale n. 3 relativa alla lotta al razzismo e all'intolleranza contro i Rom/gli zigani) della Commissione europea contro il razzismo e l'intolleranza (ECRI), adottata il 6 marzo 1998. Nel preambolo della raccomandazione di politica generale n. 13 sulla lotta all'antiziganismo e alla discriminazione contro i Rom viene ribadito che "l'antiziganismo è una forma di razzismo particolarmente persistente, violenta, ricorrente e comune".
(71)    Risoluzione del Parlamento europeo, del 28 aprile 2005, sulla situazione dei Rom nell'Unione europea [P6 TA(2005)0151], Risoluzione del Parlamento europeo del 15 aprile 2015 in occasione della Giornata internazionale dei Rom - antiziganismo in Europa e riconoscimento, da parte dell'UE, della giornata commemorativa del genocidio dei Rom durante la Seconda guerra mondiale (P8 TA(2015)0095 ), Risoluzione del Parlamento europeo del 25 ottobre 2017 sugli aspetti relativi ai diritti fondamentali nell'integrazione dei Rom nell'Unione europea: lotta all'antiziganismo ( P8_TA(2017)0413 ), Risoluzione del Parlamento europeo del 12 febbraio 2019 sulla necessità di rafforzare il quadro strategico dell'UE per il periodo successivo al 2020 per le strategie nazionali di integrazione dei Rom e intensificare la lotta contro l'antiziganismo ( P8_TA(2019)0075 ).
(72)    Conclusioni del Consiglio EPSCO dell'8 dicembre 2016, "Accelerare il processo di integrazione dei Rom" ( 15406/16 ).
(73)    Ciò si applica a vari contesti, come esempio alla tratta di esseri umani, le cui vittime sono principalmente donne e minori Rom.
(74)    L'espressione "discriminazione multipla" è utilizzata come nozione generale per tutti i casi di discriminazione fondata su diversi motivi e si manifesta in due modi possibili: la "discriminazione additiva", che si basa su diversi motivi di discriminazione che operano separatamente, e la "discriminazione intersezionale", in cui due o più motivi di discriminazione operano e interagiscono tra loro in modo da essere indissociabili o inestricabili. Cfr. La lotta alla discriminazione multipla: prassi, politiche e leggi. Relazione della Commissione europea ( 2007 ); "Multiple Discrimination in EU Law: Opportunities for Legal Responses to Intersectional Gender Discrimination. European Network of Legal Experts in the Field of Gender Equality" (Discriminazione multipla nel diritto dell'Unione: opportunità di risposte giuridiche alla discriminazione di genere intersettoriale. Rete europea di esperti giuridici nel settore della parità di genere), Commissione europea 2009 .
(75)    Conclusioni del Consiglio EPSCO dell'8 dicembre 2016, "Accelerare il processo di integrazione dei Rom" ( 15406/16 ).
(76)    Comunicazione "Sostegno all'occupazione giovanile: un ponte verso il lavoro per la prossima generazione", COM(2020) 276 final dell'1.7.2020. Proposta di raccomandazione del Consiglio, presentata dalla Commissione, "Un ponte verso il lavoro - Rafforzare la garanzia per i giovani" COM(2020) 277 final dell'1.1.2020. Proposta di raccomandazione del Consiglio relativa all'istruzione e formazione professionale (IFP) per la competitività sostenibile, l'equità sociale e la resilienza, presentata dalla Commissione, COM(2020) 275 final dell'1.7.2020.
(77)    Direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, che modifica il regolamento (CEE) n. 1612/68 ed abroga le direttive 64/221/CEE, 68/360/CEE, 72/194/CEE, 73/148/CEE, 75/34/CEE, 75/35/CEE, 90/364/CEE, 90/365/CEE e 93/96/CEE ( GU L 158 del 30.4.2004, pag. 77 ).
(78)    Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati) (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1)
(79)    Guidelines on improving the collection and use of equality data (Orientamenti per il miglioramento della raccolta e dell'utilizzo dei dati sulla parità) ( 2018 ). La Corte dei conti europea ha raccomandato lo sviluppo di metodologie adeguate per raccogliere dati pertinenti sull'inclusione dei Rom in tutti gli Stati membri. Per quanto riguarda le iniziative politiche dell'UE e il sostegno finanziario a favore dell'integrazione dei Rom, nonostante i progressi significativi conseguiti negli ultimi dieci anni, occorre compiere ulteriori sforzi sul campo. Relazione speciale n. 14/2016 .
(80)    Allegato della comunicazione.
(81)     I principi di base comuni sono stati discussi durante la prima piattaforma europea per l'inclusione dei Rom nell'aprile 2009 e approvati dal Consiglio EPSCO l'8 giugno 2009. Le conclusioni del Consiglio invitano gli Stati membri a tenere conto, se del caso, dei principi di base comuni nell'elaborazione e nell'attuazione delle politiche. Conclusioni del Consiglio EPSCO sull'inclusione dei Rom ( 8 giugno 2009 ).
(82)    Direttiva 2010/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 marzo 2010, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi (direttiva sui servizi di media audiovisivi) ( GU L 95 del 15.4.2010, pag. 1 ).
(83)    La discriminazione sistemica o strutturale è considerata presente nelle disuguaglianze derivanti dalla legislazione, dalle politiche e dalle prassi, non intenzionalmente ma a causa di una serie di fattori istituzionali nell'elaborazione, nell'attuazione e nella revisione della legislazione, delle politiche e delle prassi. "Roma and Traveller Inclusion: Towards a new EU framework, Learning from the work of equality bodies" (Inclusione di Rom e Traveller: verso un nuovo quadro dell'UE traendo insegnamento dal lavoro degli organismi per la parità), "Equinet Perspective", giugno 2020.
(84)    In linea con quanto illustrato nella proposta di raccomandazione del Consiglio, presentata dalla Commissione, "Un ponte verso il lavoro - Rafforzare la garanzia per i giovani" COM(2020) 277 final dell'1.1.2020.
(85)    Cfr. l'articolo 16, in combinato disposto con il considerando 31, della proposta di direttiva concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano (rifusione) ( ST_606_2020_REV_1 ).
(86)    Cfr. nello specifico l'articolo 4, paragrafo 1, punti da v a viii, della proposta sul FES+, COM(2018) 382 final .
(87)    Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un dispositivo per la ripresa e la resilienza COM(2020) 408 final .
(88)    Allegato 2 della comunicazione COM(2020) 620 final e relazione dell'Agenza dell'Unione europea per i diritti fondamentali "Monitoring framework for an EU Roma strategic framework for equality, inclusion and participation – Objectives and indicators" (Quadro di monitoraggio per un quadro strategico dell'UE per l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione - Obiettivi e indicatori).
(89)     GU C 378 del 24.12.2013, pag. 1 .
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