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Document 52019DC0900(01)

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO E ALLA BANCA CENTRALE EUROPEA Documenti programmatici di bilancio 2020: valutazione globale

COM/2019/900 final/2

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Bruxelles, 29.11.2019

COM(2019) 900 final/2

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COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE

Documenti programmatici di bilancio 2020: valutazione globale















Sintesi

La presente comunicazione riassume la valutazione, da parte della Commissione, dei documenti programmatici di bilancio per il 2020 presentati dagli Stati membri della zona euro, compresi i documenti a politiche invariate presentati dai governi dell'Austria, del Portogallo e della Spagna, dove si sono svolte elezioni nazionali tra la fine di settembre e la prima metà di novembre, e del Belgio, a causa dell'attuale processo di formazione del governo. In conformità del regolamento (UE) n. 473/2013, la Commissione ha valutato tutti i documenti programmatici e la situazione generale di bilancio e le prospettive della zona euro nel suo complesso. In linea con la prassi seguita in precedenza, la Commissione ha valutato anche l'orientamento di bilancio aggregato per la zona euro.

La valutazione globale dei documenti programmatici di bilancio per il 2020 e dell'orientamento di bilancio aggregato della zona euro può essere sintetizzata come segue.

1.Negli ultimi dodici mesi si è osservato un indebolimento delle economie europea e mondiale. L'Europa ha registrato un forte rallentamento della domanda esterna e una contrazione dell'attività manifatturiera che sta iniziando ad avere ricadute su altre parti dell'economia. Sebbene le buone prestazioni del mercato del lavoro abbiano contribuito a sostenere i consumi privati e la domanda interna, è improbabile che la crescita del PIL riparta rapidamente. Il fatto che non si prospetti più una forte ripresa della crescita nei prossimi due anni rappresenta un cambiamento radicale rispetto alle previsioni precedenti, basato sulla valutazione secondo la quale molti elementi del rallentamento globale sono destinati a permanere.

2.Per la prima volta dal 2002 nessuno Stato membro della zona euro è attualmente soggetto alla procedura per i disavanzi eccessivi. Si prevede che solo la Francia registrerà nel 2019 un disavanzo superiore al valore di riferimento del 3 % del PIL, anche se questo superamento è temporaneo, vicino al valore di riferimento e dovuto esclusivamente all'impatto una tantum di un'unica misura. Quattro degli Stati membri della zona euro per i quali si prevede un disavanzo nel 2020 registreranno un disavanzo superiore al 2% del PIL. Nove Stati membri della zona euro registreranno un avanzo nel 2020.

3.Secondo le previsioni d'autunno 2019 della Commissione, il disavanzo nominale aggregato della zona euro salirà dallo 0,5 % del PIL nel 2018 allo 0,8 % del PIL nel 2019 e allo 0,9 % del PIL nel 2020, in linea con il netto rallentamento dell'attività economica, invertendo quindi la tendenza discendente degli ultimi anni. Gli obiettivi dei documenti programmatici di bilancio relativi al disavanzo aggregato si traducono nello stesso percorso per il disavanzo nominale.

4.Secondo le previsioni d'autunno 2019 della Commissione, il numero degli Stati membri della zona euro che conseguono o superano i propri obiettivi di bilancio a medio termine passerà da sei a nove tra il 2019 e il 2020, in quanto nel 2020 l'Irlanda e la Lituania conseguiranno i propri obiettivi di bilancio a medio termine e la Grecia rispetterà l'obiettivo di bilancio a medio termine recentemente stabilito. Il Belgio, la Spagna, la Francia e l'Italia rimarranno invece ben al di sotto dei rispettivi obiettivi di bilancio a medio termine nel 2020. Per quanto riguarda gli Stati membri della zona euro che, secondo le previsioni, non raggiungeranno i propri obiettivi di bilancio a medio termine nel 2020, l'Estonia e la Lettonia opereranno un certo aggiustamento strutturale verso i propri obiettivi. Per contro, la Commissione prevede attualmente che nel 2020 l'Italia si discosti ulteriormente dal suo obiettivo di bilancio a medio termine. Ciò vale anche per la Finlandia e la Slovacchia, ma in misura minore, e si prevede che questi due Stati membri della zona euro mantengano il rapporto debito/PIL al di sotto del 60 %. Anche i documenti programmatici di bilancio a politiche invariate presentati da Belgio e Spagna prospettano per il 2020 un ulteriore scostamento del saldo strutturale dall'obiettivo di bilancio a medio termine, mentre nel caso del Portogallo nel 2020 il saldo strutturale sarà più vicino all'obiettivo di bilancio a medio termine per effetto della revisione al ribasso di tale obiettivo a decorrere dal 2020.

5.La Commissione prevede per il 2020 un aumento del disavanzo strutturale aggregato della zona euro pari allo 0,2 % del PIL potenziale, che rispecchia un orientamento di bilancio sostanzialmente neutro. Questo incremento del disavanzo strutturale è dovuto in particolare alle politiche di bilancio espansive previste negli Stati membri della zona euro con un margine di bilancio, in particolare i Paesi Bassi e, in misura minore, la Germania (rispettivamente 0,6 % e 0,4 % del PIL potenziale) e al previsto aumento del disavanzo strutturale dell'Italia (0,3 % del PIL potenziale). La variazione prevista per l'intera zona euro è sostanzialmente in linea con la variazione del saldo strutturale (ricalcolato) indicato nei documenti programmatici di bilancio.

6.Il saldo primario strutturale aggregato della zona euro, vale a dire il saldo strutturale al netto dei pagamenti degli interessi, continua a registrare un avanzo, ma per il 2020 si prevede una diminuzione dello 0,4 % del PIL potenziale che rispecchia un orientamento lievemente espansivo. Questo indicatore dello sforzo di bilancio è un parametro importante per valutare le decisioni discrezionali dei governi relative alla politica di bilancio, in quanto non è influenzato dagli attuali risparmi nella spesa per interessi.

7.Per quanto riguarda la composizione dell'aggiustamento di bilancio della zona euro, la Commissione prevede che nel 2020 l'aumento del disavanzo strutturale sarà causato da una diminuzione del rapporto entrate/PIL corretto per il ciclo. Questa proiezione, simile a quella dei documenti programmatici di bilancio, rispecchia l'impatto delle misure espansive comunicate che riguardano le entrate. Secondo le previsioni d'autunno 2019 della Commissione e i documenti programmatici di bilancio, anche il rapporto spesa/PIL corretto per il ciclo diminuirà nel 2020 parallelamente a un'ulteriore, anche se lieve, diminuzione della spesa per interessi tra il 2019 e il 2020. Va ricordato che gli Stati membri con livelli elevati di debito pubblico dovrebbero utilizzare le entrate straordinarie derivanti dalla minore spesa per interessi per accelerare la riduzione del debito.

8.In base alle previsioni della Commissione, il rapporto debito/PIL della zona euro manterrà il percorso discendente degli ultimi anni, passando dall'86 % circa nel 2019 all'85% circa nel 2020, un livello nettamente inferiore a quello degli Stati Uniti e del Giappone (rispettivamente 114 % e 237 % circa nel 2020), grazie soprattutto al persistere di bassi tassi d'interesse e ai previsti avanzi primari. I documenti programmatici di bilancio mirano a una riduzione analoga del rapporto debito/PIL della zona euro. Tra i nove Stati membri per i quali si prevede nel 2020 un rapporto debito-PIL superiore al 60 %, nel caso dell'Italia si prospettano forti deviazioni dal parametro per la riduzione del debito sia nel 2019 che nel 2020. In misura minore, anche il Belgio non riuscirà a soddisfare il parametro per la riduzione del debito in nessuno dei due anni. Dopo la correzione dei disavanzi eccessivi avvenuta, rispettivamente, nel 2017 e nel 2018, la Francia e la Spagna sono state sottoposte alla regola transitoria del debito, ma non si prevede che la rispettino né nel 2019 né nel 2020. Si prevede che il Portogallo rispetti la regola transitoria del debito nel 2019 e il parametro per la riduzione del debito nel 2020.

9.Gli Stati membri della zona euro continuano ad avere posizioni di bilancio molto diverse in termini di debito e di problemi di sostenibilità. Si ritiene che la sostenibilità a breve termine delle finanze pubbliche italiane sia esposta ad aumenti del costo dell'emissione del debito. Alcuni Stati membri fortemente indebitati della zona euro rimangono esposti a notevoli rischi a medio termine, legati a fattori quali gli attuali livelli del debito, l'attuale saldo primario e i costi previsti in relazione all'invecchiamento della popolazione.

10.Nella sua ultima raccomandazione sulla politica economica per la zona euro, approvata dal Consiglio europeo il 21 e 22 marzo 2019 e adottata dal Consiglio il 9 aprile 2019, il Consiglio ha raccomandato che, nel periodo 2019-2020, gli Stati membri della zona euro sostengano gli investimenti pubblici e privati e migliorino la qualità e la composizione delle finanze pubbliche, portando avanti nel contempo le politiche nel pieno rispetto del patto di stabilità e di crescita. Il Consiglio ha raccomandato anche di ripristinare le riserve di bilancio, specialmente negli Stati membri della zona euro con livelli elevati di debito pubblico.

11.A questa richiesta hanno dato seguito gli Stati membri della zona euro con un margine di bilancio, che hanno adottato un orientamento di bilancio più espansivo con effetti positivi anche per gli investimenti. In particolare, la Germania e i Paesi Bassi hanno aumentato la spesa per gli investimenti nel 2019 e intendono continuare ad attuare politiche di bilancio espansive nel 2020. Tuttavia, secondo le previsioni d'autunno 2019 della Commissione, parte del loro margine di bilancio rimarrà inutilizzata. Vista l'entità del loro margine di bilancio, questi Stati membri della zona euro dovrebbero tenersi pronti a continuare a utilizzarlo.

12.Per contro, alcuni degli Stati membri della zona euro senza alcun margine di bilancio non programmano per il 2020 né un aggiustamento di bilancio significativo né un'espansione del bilancio. La Grecia, Cipro e il Portogallo, che conservano consistenti avanzi primari, presentano notevoli avanzi strutturali (o, nel caso del Portogallo, sono vicini a una posizione nominale di pareggio) e hanno un debito in rapida diminuzione, sono però casi isolati. Secondo le previsioni d'autunno 2019 della Commissione, il Belgio, la Spagna, la Francia e l'Italia presentano avanzi primari in diminuzione o addirittura negativi, con una riduzione del debito marginale o inesistente. Questi Stati membri della zona euro non tengono sufficientemente conto dei loro consistenti disavanzi strutturali e dei livelli storicamente elevati del loro debito, né sfruttano a sufficienza le recenti diminuzioni della spesa per interessi per ridurre i rispettivi rapporti debito/PIL. Una mancata riduzione del debito pubblico potrebbe accentuare il rischio, in futuro, di maggiori pressioni del mercato sui paesi con un debito pubblico elevato, con possibili effetti di ricaduta negativi sui mercati del debito pubblico degli altri Stati membri della zona euro.

13.Alcuni degli Stati membri della zona euro con i problemi di sostenibilità più gravi (Belgio, Spagna e, in misura nettamente minore, Portogallo) hanno presentato documenti programmatici di bilancio a politiche invariate in considerazione delle elezioni politiche recenti o imminenti. È quindi di fondamentale importanza che questi Stati membri della zona euro includano nei documenti programmatici di bilancio aggiornati le misure supplementari necessarie, creando presupposti adeguati per la correzione degli scostamenti a fronte del debito elevato. I documenti programmatici di bilancio aggiornati dovrebbero essere presentati alla Commissione e all'Eurogruppo prima possibile dopo la formazione del nuovo governo.

14.La differenziazione delle politiche di bilancio è tuttora insufficiente. Gli Stati membri della zona euro con un margine di bilancio stanno attuando politiche di bilancio espansive e dovrebbero tenersi pronti a continuare a utilizzare tale margine. Rimane invece preoccupante il mancato risanamento nei paesi con livelli di debito elevati e problemi di sostenibilità. La conformità con il patto di stabilità e crescita da parte degli Stati membri della zona euro che non hanno conseguito i propri obiettivi di bilancio a medio termine, abbinata a politiche più espansive negli Stati membri della zona euro con un margine di bilancio, risulterebbe in una miglior differenziazione tra gli Stati membri della zona euro.

15.In considerazione del rallentamento della crescita economica della zona euro e di un orientamento della politica monetaria già molto accomodante, nell'ottobre 2019 l'Eurogruppo ha ribadito la sua disponibilità a rispondere in modo coordinato qualora dovessero materializzarsi rischi di peggioramento e ad evitare misure di bilancio procicliche. L'Eurogruppo ha riconosciuto la necessità per gli Stati membri con un margine di bilancio di prendere in considerazione la promozione di investimenti di elevata qualità. In sede di elaborazione delle politiche per il 2020, si dovrebbe porre maggiormente l'accento sia sulle riforme e sugli investimenti a livello di ricerca e sviluppo che sul clima. Al tempo stesso, l'Eurogruppo ha riconosciuto che gli Stati membri con livelli elevati di debito pubblico dovevano perseguire politiche di bilancio prudenti.

La valutazione dei documenti programmatici dei singoli Stati membri della zona euro da parte della Commissione può essere sintetizzata come segue.

In nessun documento programmatico di bilancio per il 2020 sono stati riscontrati casi di inosservanza particolarmente grave delle disposizioni del patto di stabilità e crescita; in alcuni casi, tuttavia, la Commissione ha individuato il rischio che gli aggiustamenti di bilancio programmati siano insufficienti rispetto a quanto richiesto dal patto di stabilità e crescita.

Dato che nessuno Stato membro della zona euro è attualmente soggetto al braccio correttivo del patto di stabilità e crescita, le valutazioni della conformità 2020 si basano, per tutti gli Stati membri della zona euro, sui requisiti del braccio preventivo, in particolare sulle raccomandazioni del Consiglio del 9 luglio 2019.

Per quanto riguarda gli Stati membri soggetti al braccio preventivo del patto di stabilità e crescita:

- per nove Stati membri della zona euro (Germania, Irlanda, Grecia, Cipro, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi e Austria), i documenti programmatici di bilancio sono risultati conformi ai requisiti del patto di stabilità e crescita per il 2020. Nel caso della Germania e dei Paesi Bassi, vista la loro situazione di bilancio favorevole, la Commissione invita le autorità a intraprendere spese supplementari a sostegno di una tendenza all'aumento degli investimenti e incentrare la politica economica relativa agli investimenti sui settori raccomandati dal Consiglio nell'ambito del semestre europeo;

- per due Stati membri della zona euro (Lettonia ed Estonia), i documenti programmatici di bilancio sono risultati sostanzialmente conformi agli obblighi del patto di stabilità e crescita per il 2020. L'attuazione dei piani dei due paesi potrebbe determinare una certa deviazione dall'obiettivo di bilancio a medio termine per la Lettonia e dal percorso di avvicinamento a tale obiettivo per l'Estonia. Qualora le valutazioni future non dovessero più prevedere per la Lettonia un saldo strutturale prossimo all'obiettivo di bilancio a medio termine, la valutazione globale della conformità dovrà tener conto dell'entità della deviazione rispetto all'obbligo fissato dal Consiglio;

- per otto Stati membri della zona euro (Belgio, Spagna, Francia, Italia, Portogallo, Slovenia, Slovacchia e Finlandia), i documenti programmatici di bilancio presentano un rischio di non conformità con i requisiti del patto di stabilità e crescita per il 2020. Nel caso del Belgio, della Spagna, della Francia e dell'Italia, questi rischi derivano sia dall'insufficiente riduzione del livello elevato del debito pubblico che dalla prevista deviazione significativa dal percorso di avvicinamento ai rispettivi obiettivi di bilancio a medio termine. Il Portogallo, la Slovenia, la Slovacchia e la Finlandia hanno riportato il debito pubblico al di sotto del valore di riferimento del 60 % del PIL stabilito dal trattato o stanno seguendo un percorso appropriato verso tale valore. Questi Stati membri hanno inoltre raggiunto un saldo di bilancio che garantisce un margine considerevole verso il valore di riferimento del 3 % del PIL stabilito dal trattato. Tuttavia, l'attuazione dei documenti programmatici di bilancio di questi Stati membri della zona euro potrebbe determinare una deviazione significativa dal percorso di avvicinamento ai rispettivi obiettivi di bilancio a medio termine.

 

I. Introduzione

Per migliorare il coordinamento delle politiche nazionali di bilancio nell'Unione economica e monetaria, la normativa dell'UE prevede che, entro il 15 ottobre, gli Stati membri della zona euro presentino alla Commissione i documenti programmatici di bilancio per l'anno successivo 1 . 

Tali documenti sintetizzano i progetti di bilancio che i governi sottopongono ai parlamenti nazionali. La Commissione emette un parere su ciascun documento, valutando quindi se sia conforme agli obblighi dello Stato membro della zona euro a norma del patto di stabilità e crescita.

La Commissione deve inoltre formulare una valutazione globale della situazione e delle prospettive di bilancio per la zona euro nel suo complesso.

Conformemente al codice di condotta del two-pack, 2 l'Austria, il Portogallo e la Spagna hanno presentato documenti programmatici di bilancio a politiche invariate a causa delle elezioni nazionali svoltesi tra la fine di settembre e la prima metà di novembre. Anche il Belgio, dove il processo di formazione del governo è ancora in corso, ha presentato un documento programmatico a politiche invariate. Questi governi dovrebbero presentare appena possibile un documento programmatico di bilancio completo.

Pur nel rispetto delle competenze di bilancio degli Stati membri della zona euro, i pareri della Commissione forniscono, specialmente per i parlamenti e i governi nazionali, una consulenza obiettiva sulle politiche da seguire, al fine di agevolare la valutazione della conformità dei documenti programmatici di bilancio con le regole di bilancio dell'UE. La politica economica e di bilancio è una questione di interesse comune nella zona euro.

A novembre 2018 la Commissione ha proposto una raccomandazione sulla politica economica per la zona euro, approvata dal Consiglio europeo il 21 e 22 marzo 2019 e adottata dal Consiglio il 9 aprile 2019 3 . La valutazione della Commissione si fonda su tale raccomandazione.

L'obiettivo della presente comunicazione è duplice. In primo luogo, la comunicazione si prefigge di delineare un quadro aggregato della politica di bilancio a livello della zona euro, sulla base di una valutazione orizzontale dei documenti programmatici di bilancio; l'esercizio è speculare alla valutazione orizzontale dei programmi di stabilità effettuata in primavera ma, invece che sui piani di bilancio a medio termine, si concentra sul prossimo anno. In secondo luogo, la comunicazione si prefigge di passare in rassegna i documenti programmatici di bilancio di ogni Stato membro della zona euro, illustrando l'impostazione adottata dalla Commissione per la valutazione degli stessi, in particolare per verificare l'osservanza dei requisiti del patto di stabilità e crescita. La valutazione tiene conto dei requisiti legati al livello e alla dinamica del debito pubblico e delle prospettive economiche per la zona euro.



II. Risultati principali per la zona euro

Prospettive economiche secondo i documenti programmatici di bilancio degli Stati membri della zona euro e le previsioni della Commissione

Pur rimanendo positive, le prospettive di crescita per la zona euro si sono deteriorate dopo il ciclo di valutazione di primavera, ed è improbabile che registrino una rapida ripresa. Stando alle previsioni d'autunno 2019 della Commissione, la crescita del PIL reale aggregato della zona euro dovrebbe rallentare dall'1,9 % nel 2018 all'1,1 % nel 2019, per poi registrare un aumento solo marginale arrivando all'1,2 % nel 2020. Questo è sostanzialmente in linea con le ipotesi macroeconomiche contenute nei documenti programmatici di bilancio (tabella 1). Le previsioni per il 2019 sono state riviste al ribasso di 0,1 punti percentuali rispetto alle previsioni di primavera 2019 della Commissione e di 0,2 punti percentuali rispetto ai programmi di stabilità. Entrambe le previsioni riducono di 0,3 punti percentuali le previsioni per il 2020 rispetto a quelle di primavera. In genere gli scenari macroeconomici contenuti nei documenti programmatici di bilancio sono in generale molto simili alle previsioni della Commissione per i singoli Stati membri della zona euro, in parte perché tutti gli Stati membri della zona euro sono tenuti a basare i documenti programmatici di bilancio su previsioni macroeconomiche elaborate o approvate da un ente indipendente. La Commissione prevede una crescita nettamente inferiore a quella indicata nei documenti programmatici di bilancio per la Germania e la Grecia e una crescita nettamente più elevata per l'Irlanda, il cui documento programmatico di bilancio si basa sullo scenario di una Brexit disordinata (allegato IV, tabella 1).

In linea con il previsto rallentamento della crescita economica, si prospettano una riduzione del divario positivo aggregato tra prodotto effettivo e potenziale per la zona euro nel 2019 e un'ulteriore diminuzione nel 2020. Il divario positivo aggregato tra prodotto effettivo e potenziale dovrebbe ridursi nel 2019 e nel 2020 sia in base alle previsioni d'autunno 2019 della Commissione che in base ai documenti programmatici di bilancio (ricalcolati) 4 . In particolare, si prevede per il 2020 un divario negativo tra prodotto effettivo e potenziale in Belgio e in Germania, in aggiunta alla Grecia e all'Italia.

Nel complesso, si prevede che la crescita del PIL reale rimanga contenuta nel 2020 a fronte di notevoli incertezze e rischi per le prospettive. Sebbene le buone prestazioni del mercato del lavoro abbiano contribuito a sostenere i consumi privati e la domanda interna, è improbabile che la crescita del PIL riparta rapidamente. Si prevede una diminuzione del contributo della domanda interna alla crescita, dovuta principalmente al rallentamento della crescita degli investimenti. Anche la zona euro deve far fronte a un elevato livello di incertezza. I rischi di peggioramento che fanno da corollario allo scenario centrale rimangono predominanti e caratterizzati da un notevole grado di interconnessione che, qualora dovessero materializzarsi, potrebbe accentuarne l'impatto sull'economia. Un'ulteriore escalation delle tensioni commerciali e politiche e un rallentamento più marcato del previsto in Cina potrebbero frenare l'attività economica mondiale, con ripercussioni negative per la zona euro. Le ricadute della debolezza del settore manifatturiero potrebbero inoltre rallentare ulteriormente la crescita, mentre una Brexit disordinata potrebbe avere un impatto negativo sull'attività economica nell'UE.

Tabella 1 - Quadro riassuntivo degli aggregati economici e di bilancio (ZE-19) per il 2019-2020

Fonti: programmi di stabilità 2019, documenti programmatici di bilancio 2020, previsioni d'autunno 2019 della Commissione europea.

Prospettive finanziarie secondo i documenti programmatici di bilancio degli Stati membri e le previsioni d'autunno 2019 della Commissione

Il disavanzo nominale aggregato della zona euro dovrebbe invertire la recente tendenza discendente nel 2019 e aumentare ulteriormente nel 2020. Le previsioni d'autunno 2019 della Commissione indicano per il 2019 un aumento del disavanzo nominale della zona euro allo 0,8 % del PIL (tabella 1). Questo livello è inferiore al disavanzo prospettato nelle previsioni di primavera 2019 della Commissione e nei programmi di stabilità 2019, ma superiore a quello indicato nei documenti programmatici di bilancio. Gli sviluppi a livello nazionale sono disomogenei: per il Belgio, la Slovacchia e la Finlandia si prevedono disavanzi più elevati (rispetto alle previsioni di primavera 2019 della Commissione), mentre la Germania, l'Irlanda, la Grecia, Cipro, il Lussemburgo, Malta, i Paesi Bassi e l'Austria registreranno avanzi più elevati (allegato IV, tabella 2). Secondo le previsioni d'autunno 2019 della Commissione, nel 2020 il disavanzo aggregato della zona euro salirà allo 0,9 % del PIL. Il disavanzo leggermente superiore a quello indicato nei documenti programmatici di bilancio rispecchia in particolare una crescita di poco inferiore a quella prospettata nelle previsioni d'autunno 2019 della Commissione (allegato IV, grafico 2). Questo livello corrisponde alle previsioni di primavera 2019 della Commissione, ma rappresenta un aumento rispetto ai programmi di stabilità 2019 (+0,4 % del PIL) dovuto ai disavanzi superiori attesi in Belgio, Spagna, Francia, Italia, Lettonia, Slovacchia e Finlandia e agli avanzi più bassi attesi in Germania, Irlanda, Grecia, Lituania, Paesi Bassi, Portogallo e Slovenia. Esso rappresenterebbe il secondo aumento del disavanzo nominale aggregato della zona euro dal 2009.

Per la prima volta dopo tanti anni nessuno Stato membro della zona euro è attualmente soggetto alla procedura per i disavanzi eccessivi. Si prevede che solo la Francia registrerà nel 2019 un disavanzo superiore al valore di riferimento del 3 % del PIL stabilito dal trattato, anche se questo superamento è temporaneo, vicino al valore di riferimento e dovuto esclusivamente all'impatto una tantum di un'unica misura. La Spagna ha corretto il disavanzo eccessivo nel 2018; il disavanzo nominale è sceso al 2,5 % e, secondo le previsioni d'autunno 2019 della Commissione, registrerà un'ulteriore diminuzione (allegato IV, tabella 2). Si prevede che il Belgio, la Spagna, la Francia e l'Italia registrino disavanzi superiori al 2 % del PIL e che nove Stati membri della zona euro registrino un avanzo nel 2019 e nel 2020, mentre la posizione della Lituania e del Portogallo rimarrà equilibrata. Nel complesso, vi sono differenze limitate fra i saldi di bilancio 2020 indicati per gli Stati membri dai documenti programmatici di bilancio e dalle previsioni d'autunno 2019 della Commissione (allegato IV, grafici 1 e 2), sebbene la Commissione sia nettamente più pessimista riguardo alla Slovacchia, alla Spagna, alla Slovenia e a Malta.

Si prevede che il saldo primario aggregato della zona euro, ottenuto sottraendo dal saldo nominale la spesa per interessi, diminuirà, pur continuando a registrare un avanzo nel 2019 e nel 2020. Sia le previsioni d'autunno 2019 della Commissione che i documenti programmatici di bilancio prospettano una diminuzione del saldo primario aggregato della zona euro dall'1 % del PIL nel 2018 allo 0,9 % del PIL nel 2019, come indicato nei programmi di stabilità 2019 (tabella 1). Si prevede che solo l'Estonia, la Spagna, la Francia e la Finlandia registrino un saldo primario negativo nel 2019 (allegato IV, tabella 3). Secondo le previsioni d'autunno 2019 della Commissione, il saldo primario aggregato della zona euro scenderà allo 0,6% del PIL nel 2020, il che è sostanzialmente in linea con i documenti programmatici di bilancio. Si prevede che nel 2020 il Belgio, la Germania, la Grecia, Cipro, il Lussemburgo e i Paesi Bassi registrino una riduzione particolarmente significativa del loro saldo primario. Si prevede che nel 2020 il saldo primario dell'Estonia, della Spagna, della Francia e della Finlandia rimanga negativo, come quello del Belgio. Le differenze tra le proiezioni degli Stati membri della zona euro e della Commissione per entrambi gli anni sono globalmente limitate, anche se la Commissione si aspetta che nel 2020 i saldi primari di Spagna, Cipro, Slovenia e Slovacchia siano inferiori di oltre 0,4 punti percentuali del PIL rispetto ai documenti programmatici di bilancio.

Stando alle previsioni della Commissione e ai documenti programmatici di bilancio, la variazione del saldo primario strutturale denota un orientamento di bilancio lievemente espansivo per la zona euro sia nel 2019 che nel 2020 5 . Secondo le previsioni d'autunno 2019 della Commissione, nel 2019 il saldo primario strutturale diminuirà di 0,3 punti percentuali del PIL potenziale, in linea con i documenti programmatici di bilancio. Secondo le previsioni d'autunno 2019 della Commissione e in linea con i documenti programmatici di bilancio, nel 2020 il saldo primario strutturale registrerà un'ulteriore diminuzione di 0,4 punti percentuali del PIL potenziale (allegato IV, tabella 5) 6 . I documenti programmatici di bilancio rappresentano una notevole revisione dei programmi di stabilità 2019, che prospettavano per il 2020 una stabilizzazione del saldo primario strutturale aggregato della zona euro. I documenti programmatici di bilancio prevedono che i saldi primari strutturali del Belgio, della Spagna, dell'Italia, di Cipro, del Lussemburgo, dei Paesi Bassi e della Finlandia siano inferiori di oltre 0,5 punti percentuali del PIL potenziale rispetto a quelli indicati nei programmi di stabilità 2019.

Si prevede che il numero degli Stati membri della zona euro che conseguono o superano i propri obiettivi di bilancio a medio termine aumenti tra il 2019 e il 2020. Secondo le previsioni d'autunno 2019 della Commissione, sette Stati membri della zona euro (Germania, Grecia, Cipro, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi e Austria) supereranno i loro obiettivi di bilancio a medio termine nel 2019 (allegato IV, tabella 6). Tutti questi Stati membri manterranno o supereranno i loro obiettivi di bilancio a medio termine nel 2020, sebbene la Germania, Cipro, il Lussemburgo e i Paesi Bassi prevedano di utilizzare parte del loro margine di bilancio (allegato IV, grafici 7a e 7b). Si prevede inoltre che l'Irlanda e la Lituania raggiungano i rispettivi obiettivi di bilancio a medio termine nel 2020. Tuttavia, secondo le previsioni d'autunno 2019 della Commissione, nel 2020 diversi Stati membri della zona euro rimarranno nettamente al di sotto dei rispettivi obiettivi di bilancio a medio termine: Spagna (-3,2 punti percentuali), Italia (-3 punti percentuali), Belgio (-2,4 punti percentuali) e Francia (-2,2 punti percentuali) (allegato IV, tabella 6 e grafici 7a/7b). Per quanto riguarda gli Stati membri della zona euro che non hanno ancora raggiunto il proprio obiettivo di bilancio a medio termine, la Commissione prevede che il Belgio, la Spagna, l'Italia, la Finlandia e la Slovacchia si allontanino ancora di più dai rispettivi obiettivi nel 2020 7 . Si prevede invece che nel 2020 l'Estonia e la Lettonia realizzino un certo aggiustamento verso i rispettivi obiettivi di bilancio a medio termine, mentre la posizione della Francia, del Portogallo e della Slovenia rimarrà invariata.

Si prevede che il rapporto debito pubblico/PIL della zona euro mantenga la tendenza discendente nel 2019 e nel 2020. Il rapporto è in diminuzione dal 2014, anno in cui ha raggiunto un picco del 94,5 %. Stando alle previsioni d'autunno 2019 della Commissione, nel 2020 il rapporto scenderà all'85 % circa, un livello nettamente inferiore a quello degli Stati Uniti e del Giappone (rispettivamente 114 % e 237 % circa nel 2020). L'attuale diminuzione del rapporto debito/PIL aggregato della zona euro è dovuta principalmente a un effetto valanga positivo, che riflette la proiezione secondo la quale i tassi di interesse nominali continueranno ad essere inferiori alla crescita del PIL nominale. Si prevede che anche gli avanzi primari prospettati per il 2019 e il 2020 contribuiscano alla riduzione del debito (allegato IV, grafico 8). Per contro, si prevede che nel 2020 gli aggiustamenti stock/flussi 8 esercitino una lieve pressione al rialzo sul rapporto debito/PIL aggregato. I documenti programmatici di bilancio mirano a una riduzione analoga del rapporto debito/PIL della zona euro. In entrambi gli anni, i rapporti debito/PIL previsti superano quelli indicati nei programmi di stabilità 2019, con forti revisioni al rialzo nel 2019 e nel 2020 per Belgio, Grecia, Italia e Cipro (allegato IV, tabella 7) 9 . 

Si prevede che tutti gli Stati membri della zona euro, tranne il Belgio, la Francia, l'Italia e la Finlandia, riducano i rispettivi rapporti debito/PIL tra il 2019 e il 2020 10 . Si prevede che tutti gli Stati membri della zona euro tranne l'Italia beneficino nel 2020 di un effetto valanga a riduzione del debito associato all'impatto al ribasso dei saldi primari positivi, ad eccezione di Belgio, Estonia, Francia e Finlandia (allegato IV, grafico 9). Nel complesso, pur non essendo trascurabili, le differenze fra i dati contenuti nelle previsioni d'autunno 2019 della Commissione e quelli contenuti nei documenti programmatici di bilancio si compensano ampiamente in aggregato; la Commissione prevede rapporti leggermente più elevati per la Grecia, la Spagna, l'Italia e la Slovenia e rapporti leggermente più bassi per il Belgio, la Germania, l'Irlanda, Cipro e la Lettonia (allegato IV, grafico 8).

Secondo le previsioni della Commissione, nel 2020 nove Stati membri della zona euro avranno rapporti debito/PIL superiori al 60 %. Questo è il numero più elevato registrato dal 2008 di Stati membri della zona euro che rispettano la soglia del 60 % prevista dal trattato. Per la Grecia e l'Italia si prevedono rapporti superiori al 130 %. Si prevede che il Portogallo continui a ridurre il suo rapporto debito/PIL al di sotto del 120 %, mentre il Belgio lo stabilizzerà appena al di sotto del 100 %. Si prevede che nel 2020 i rapporti debito/PIL rimangano inferiori ma prossimi al 100 % in Francia e in Spagna. Secondo le previsioni d'autunno 2019 della Commissione, nel 2020 alcuni Stati membri della zona euro fortemente indebitati compiranno sforzi strutturali minimi (Francia e Portogallo) o procederanno a un'espansione (Belgio, Grecia, Spagna, Italia e Cipro). Tuttavia, la Grecia 11 , Cipro e il Portogallo conservano consistenti avanzi primari (allegato IV, tabella 3), presentano notevoli avanzi strutturali (o, nel caso del Portogallo, sono vicini a una posizione nominale di pareggio) e hanno un debito in rapida diminuzione. Secondo le previsioni d'autunno 2019 della Commissione, il Belgio, la Spagna, la Francia e l'Italia presentano invece saldi primari in diminuzione o addirittura negativi, il che indica che hanno margine per ridurre più rapidamente l'onere del debito (allegato IV, grafico 10). Nel caso dell'Italia, si prevede una deviazione dal parametro per la riduzione del debito nel 2019 e nel 2020, con un rapporto debito/PIL che continuerà ad aumentare arrivando quasi al 137 %. Anche il Belgio, anche se in misura minore, non dovrebbe riuscire a soddisfare il parametro per la riduzione del debito in nessuno dei due anni. Dopo l'abrogazione della procedura per i disavanzi eccessivi avvenuta, rispettivamente, nel 2017 e nel 2018, la Francia e la Spagna sono state sottoposte alla regola transitoria del debito, ma non si prevede che la osservino in nessuno dei due anni. Si prevede invece che la Grecia e il Portogallo rispettino la regola transitoria del debito nel 2019 e il parametro per la riduzione del debito nel 2020. Secondo le previsioni anche Cipro soddisferà con un ampio margine il parametro per la riduzione del debito sia nel 2019 che nel 2020.

Composizione dell'aggiustamento di bilancio

L'aumento del saldo strutturale aggregato della zona euro previsto nel 2020 è dovuto principalmente a una diminuzione del rapporto entrate/PIL corretto per il ciclo. Mentre le entrate pubbliche totali dovrebbero aumentare del 2,4 % nel 2020 (secondo le previsioni d'autunno 2019 della Commissione), il rapporto entrate/PIL corretto per il ciclo dovrebbe rimanere sostanzialmente invariato al 46,3 % del PIL potenziale nel 2019 e al 46,2 % del PIL potenziale nel 2020 (tabella 1 e allegato IV, tabella 8). Sebbene si preveda che tutti i tipi di entrate aumentino a un tasso inferiore al PIL nominale, i fattori che più contribuiscono alla prevista lieve diminuzione del rapporto entrate/PIL corretto per il ciclo sono le imposte dirette e altre entrate (allegato IV, grafico 15). Questo rispecchia anche l'impatto delle misure comunicate relative alle entrate che, secondo le previsioni, aumenteranno il disavanzo nominale dello 0,1 % del PIL nel 2020 (allegato IV, grafico 14) 12 . I documenti programmatici di bilancio si prefiggono per il 2020 una diminuzione analoga del rapporto entrate/PIL, mentre le entrate dovrebbero aumentare in misura lievemente superiore (2,6 %).

Secondo le previsioni d'autunno 2019 della Commissione, il rapporto spesa/PIL corretto per il ciclo diminuirà tra il 2019 e il 2020, il che corrisponde a un aumento della spesa totale pari al 2,7 %. Si prevede che il rapporto spesa/PIL corretto per il ciclo rimanga sostanzialmente invariato tra il 2018 e il 2020, attestandosi al 47,3 % del PIL potenziale nel 2020 (tabella 1). I documenti programmatici di bilancio prospettano una diminuzione analoga del rapporto spesa/PIL corretto per il ciclo tra il 2019 e il 2020, anche se si prevede un aumento della spesa complessiva in linea con le previsioni della Commissione. Anche il rapporto spesa primaria/PIL corretto per il ciclo rimarrà sostanzialmente invariato (allegato IV, tabella 8) sia secondo le previsioni d'autunno 2019 della Commissione che secondo i documenti programmatici di bilancio, sebbene questa stabilità celi alcune differenze tra gli Stati membri della zona euro (allegato IV, grafico 12). In alcuni di essi, infatti, si prospetta un aumento particolarmente significativo del rapporto spesa primaria/PIL corretto per il ciclo nel 2020 (Grecia, Italia, Cipro, Lussemburgo e Paesi Bassi), mentre in altri il rapporto dovrebbe diminuire in misura considerevole (Estonia, Francia e Lettonia). Secondo le previsioni d'autunno 2019 della Commissione, la spesa per interessi dovrebbe mantenere la sua recente tendenza al ribasso in percentuale del PIL, con una diminuzione di 0,1 punti percentuali tra il 2019 e il 2020. In media, il tasso d'interesse implicito su cui si basano le previsioni della Commissione dovrebbe scendere all'1,8 % nel 2020, una percentuale leggermente superiore a quanto ipotizzato nei documenti programmatici di bilancio.

Valutazione dell'orientamento della politica di bilancio nella zona euro

L'orientamento di bilancio dovrebbe tenere debitamente conto della politica monetaria che, secondo le previsioni, continuerà a fornire sostegno. A settembre 2019 la Banca centrale europea ha annunciato un nuovo pacchetto di misure di politica monetaria accomodanti tra cui un'ulteriore riduzione del tasso di interesse sui depositi a -0,50 % e una ripresa a tempo indeterminato degli acquisti netti di attività. Anche in base alle indicazioni prospettiche del consiglio direttivo della Banca centrale europea 13 , si prevede pertanto che la politica monetaria rimanga molto accomodante nel 2020 e negli anni successivi. Al tempo stesso, tuttavia, avendo sostenuto per anni l'onere dello sforzo reflazionistico, la politica monetaria deve far fronte a un aumento degli effetti collaterali negativi, come i disallineamenti dei prezzi delle attività e le preoccupazioni in merito alla solidità finanziaria di alcune parti del settore finanziario. Sul fronte del bilancio, come si è già detto, le previsioni d'autunno 2019 della Commissione prospettano per il 2020 un orientamento di bilancio lievemente espansivo. Il grafico 1 illustra l'orientamento comune delle politiche monetaria e di bilancio confrontando l'evoluzione delle condizioni di finanziamento (tasso d'interesse reale a lungo termine) con una misura dello sforzo di bilancio (basata sulla variazione del saldo primario strutturale).

Gli Stati membri della zona euro hanno posizioni di bilancio molto diverse in termini di debito e di problemi di sostenibilità. Sulla base delle previsioni d'autunno 2019 della Commissione è stata condotta una valutazione aggiornata dei rischi per la sostenibilità di bilancio (allegato IV, tabella 10) che tiene conto, fra l'altro, dei livelli attuali del debito, del saldo primario attuale e del previsto costo dell'invecchiamento della popolazione. Sebbene nessuno Stato membro della zona euro debba far fronte a rischi per la sostenibilità di bilancio a breve termine, la sostenibilità a breve termine delle finanze pubbliche italiane rimane esposta ad aumenti del costo dell'emissione del debito. Vengono individuate vulnerabilità di bilancio a breve termine anche per la Francia e la Spagna. Questi rischi sono evidenziati in particolare da un valore del sottoindice di bilancio S0, che è al di sopra della soglia critica. L'indicatore S1 evidenzia il persistere di notevoli rischi a medio termine per il Belgio, la Spagna, la Francia e l'Italia. Se si tiene conto dei risultati aggiuntivi dell'analisi della sostenibilità del debito, si ritiene che tutti questi Stati membri della zona euro siano esposti a rischi elevati. In base a questa analisi, si ritiene che anche il Portogallo sia esposto a rischi elevati. La valutazione dei rischi a medio termine per la Finlandia da risultati più negativi, con un margine di bilancio inferiore a quello dell'anno scorso. Sebbene il suo margine di bilancio sia apparentemente aumentato rispetto all'anno scorso, Cipro deve ancora far fronte a notevoli rischi legati alle passività potenziali.

Grafico 1 - Tasso di interesse reale a lungo termine (in %) e variazione del saldo primario strutturale (in punti percentuali del PIL potenziale) per la zona euro

Si prevede che nel 2020 l'orientamento di bilancio della zona euro sia lievemente espansivo (grafico 1). Si prevede per il 2020 una diminuzione del saldo primario strutturale pari a circa 0,4 punti percentuali del PIL potenziale, considerata un orientamento di bilancio lievemente espansivo. Questo è confermato dallo sforzo di bilancio basato sulla metodologia del parametro di riferimento per la spesa, che indica un orientamento di bilancio più espansivo pari a circa 0,5 punti percentuali del PIL potenziale (allegato IV, grafico 6c) 14 . 

Alcuni Stati membri della zona euro con un ampio margine di bilancio e notevoli avanzi delle partite correnti prevedono di utilizzare parte del loro margine di bilancio. In linea con le precedenti raccomandazioni del Consiglio, nel 2020 i Paesi Bassi e, in misura minore, la Germania intendono attuare politiche di bilancio espansive (allegato IV, grafico 11). Tuttavia, secondo le previsioni d'autunno 2019 della Commissione, parte del loro margine di bilancio rimarrà inutilizzata. Vista l'entità del loro margine di bilancio, questi Stati membri della zona euro dovrebbero tenersi pronti a continuare a utilizzarlo.

D'altro canto, alcuni degli Stati membri della zona euro con i problemi di sostenibilità più gravi non programmano per il 2020 né un aggiustamento di bilancio significativo (Francia) né un'espansione del bilancio (Belgio, Spagna e Italia) 15 (allegato IV, grafico 10). Le politiche di bilancio previste da Belgio, Spagna, Francia e Italia non tengono sufficientemente conto dei loro disavanzi strutturali e dell'orientamento molto accomodante della politica monetaria. Secondo le previsioni d'autunno 2019 della Commissione, questi Stati membri della zona euro presentano avanzi primari in diminuzione o addirittura negativi, con una riduzione del debito marginale o inesistente. Pur realizzando alcuni risparmi a causa del livello eccezionalmente basso del differenziale di crescita dei tassi di interesse (allegato IV, grafico 16), gli Stati membri della zona euro in questione non intendono utilizzare tali risparmi per ridurre i livelli storicamente elevati del debito. Tutto questo è in contrasto con la raccomandazione di ripristinare le riserve di bilancio. Vanno sottolineati in particolare la lieve erosione dell'avanzo primario in Italia, a fronte di un livello di debito che si distingue nettamente dagli altri paesi della zona euro e contrasta con la diminuzione dell'effetto valanga, e il persistere di un saldo primario negativo in Francia (grafico 2). Il perseguimento di politiche di bilancio prudenti da parte degli Stati membri della zona euro con livelli elevati di debito pubblico porterebbe il loro rapporto debito/PIL su un percorso discendente, ridurrebbe la vulnerabilità agli shock e consentirebbe il funzionamento degli stabilizzatori automatici anche in caso di recessione economica. Una mancata riduzione del debito pubblico potrebbe accentuare il rischio, in futuro, di maggiori pressioni del mercato sui paesi con un debito pubblico elevato, con possibili effetti di ricaduta negativi sui mercati del debito pubblico degli altri Stati membri della zona euro.

Nel complesso, la differenziazione delle politiche di bilancio rimane insufficiente, specialmente negli Stati membri della zona euro fortemente indebitati. La piena attuazione dei documenti programmatici di bilancio determinerebbe un orientamento di bilancio da sostanzialmente neutro a lievemente espansivo per l'intera zona euro. Gli Stati membri della zona euro che hanno un margine di bilancio lo stanno utilizzando e, vista la sua entità, dovrebbero tenersi pronti a continuare a sfruttarlo. Il mancato risanamento nei paesi con problemi di sostenibilità, nonostante i requisiti del patto di stabilità e crescita, continua a destare preoccupazione. La conformità con il patto di stabilità e crescita da parte degli Stati membri della zona euro che non hanno conseguito gli obiettivi di bilancio a medio termine, abbinata a politiche più espansive negli Stati membri della zona euro con un margine di bilancio (cfr. allegato IV, grafici 6a e 6b), contribuirebbe a equilibrare il policy mix complessivo nella zona euro, migliorando inoltre la differenziazione tra gli Stati membri in funzione del margine di bilancio disponibile.

Grafico 2 - Fattori all'origine della variazione del debito lordo tra il 1999 e il 2018 (in % del PIL), contributo del saldo primario e effetto valanga per gli Stati membri della zona euro selezionati


III. Rassegna dei documenti programmatici di bilancio

I pareri della Commissione sui documenti programmatici di bilancio sono incentrati sulla conformità con il patto di stabilità e crescita e con le raccomandazioni formulate su tale base. Dato che tutti gli Stati membri sono attualmente soggetti al braccio preventivo del patto di stabilità e crescita, nei suoi pareri la Commissione valuta il rispetto degli obiettivi di bilancio a medio termine specifici per paese, oppure i progressi compiuti verso il loro conseguimento, nonché l'osservanza della regola del debito, per verificare se i documenti programmatici siano in linea con il patto di stabilità e crescita e con le raccomandazioni relative al bilancio contenute nelle raccomandazioni specifiche per paese formulate dal Consiglio il 9 luglio 2019.

Tutti gli Stati membri della zona euro hanno presentato il proprio documento programmatico di bilancio a tempo debito, conformemente all'articolo 6 del regolamento (UE) n. 473/2013, tranne l'Italia che lo ha presentato con un giorno di ritardo (il 16 ottobre). Conformemente al codice di condotta del two-pack, quattro paesi hanno presentato documenti programmatici di bilancio a politiche invariate. L'Austria, il Portogallo e la Spagna hanno presentato documenti programmatici di bilancio a politiche invariate a causa delle elezioni nazionali svoltesi tra la fine di settembre e la prima metà di novembre 2019. Anche il Belgio ha presentato un documento programmatico di bilancio a politiche invariate in quanto il processo di formazione del governo è tuttora in corso. Non appena insediati i governi e, di norma, almeno un mese prima della data prevista per l'adozione del progetto di legge di bilancio da parte del parlamento nazionale, le autorità sono invitate a presentare alla Commissione e all'Eurogruppo un documento programmatico di bilancio aggiornato.

In nessun documento programmatico di bilancio sono stati riscontrati casi di inosservanza particolarmente grave del patto di stabilità e crescita ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 473/2013, Alcuni documenti programmatici di bilancio destano tuttavia preoccupazione. In particolare, la Commissione ha inviato alla Finlandia, il 14 ottobre 2019, e al Belgio, alla Francia, all'Italia, alla Spagna e al Portogallo, il 22 ottobre 2019, una lettera in cui chiedeva ulteriori informazioni, formulando una serie di osservazioni preliminari sui rispettivi documenti programmatici di bilancio e insistendo, nel caso di Belgio, Spagna e Portogallo, sull'importanza di presentare documenti programmatici di bilancio aggiornati. La Finlandia ha risposto il 16 ottobre, mentre la Francia e l'Italia hanno risposto il 23 ottobre 2019. La Commissione ha tenuto conto delle informazioni contenute nelle risposte per valutare l'andamento e i rischi di bilancio.

La tabella 2 sintetizza le valutazioni dei documenti programmatici di bilancio dei singoli Stati membri formulate nei pareri adottati il 20 novembre 2019 dalla Commissione, unitamente alla valutazione dei progressi compiuti nell'attuare le riforme di bilancio strutturali. Tali valutazioni si basano sulle previsioni d'autunno 2019 della Commissione. Al fine di agevolare il confronto, si sintetizza la valutazione dei documenti programmatici di bilancio suddividendo i paesi in tre grandi categorie. Dato che nessuno Stato membro è attualmente soggetto alla procedura per i disavanzi eccessivi, le valutazioni della conformità 2020 si basano, per tutti gli Stati membri, sui requisiti del braccio preventivo, in particolare sulle raccomandazioni del Consiglio del 9 luglio 2019:

·conforme: secondo le previsioni d'autunno 2019 della Commissione, non è necessario adeguare i piani di bilancio nel quadro della procedura nazionale in materia di bilancio per garantire che il bilancio 2020 rispetti le norme del patto di stabilità e crescita.

·sostanzialmente conforme: secondo le previsioni della Commissione per il 2020, il documento programmatico di bilancio garantirà la sostanziale conformità con le norme del patto di stabilità e crescita.

Secondo le previsioni della Commissione, nel 2020 questi Stati membri saranno vicini al loro obiettivo a medio termine o si discosteranno in una certa misura dal percorso di avvicinamento a tale obiettivo. Se uno Stato membro è vicino all'obiettivo a medio termine, ma il parametro di riferimento per la spesa segnala un rischio di deviazione significativa dai requisiti, se ne dovrà tener conto nelle future valutazioni, prendendo in considerazione le eventuali tolleranze ove pertinenti, qualora non si dovesse più prevedere un avvicinamento del saldo strutturale all'obiettivo a medio termine. Questi Stati membri sono giudicati conformi alla regola del debito;

·a rischio di non conformità: secondo le previsioni della Commissione per il 2020, il documento programmatico di bilancio non garantirà la conformità con le norme del patto di stabilità e crescita.

Le previsioni della Commissione per il 2020 prospettano una deviazione significativa dall'obiettivo a medio termine o dal relativo percorso di avvicinamento e/o l'inosservanza del parametro per la riduzione del debito, ove pertinente.

Nessuno Stato membro ha chiesto per il 2020 un'ulteriore flessibilità per gli investimenti e le riforme strutturali in linea con la posizione comune sulla flessibilità nel patto di stabilità e crescita approvata dal Consiglio il 12 febbraio 2016.

Nel suo documento programmatico di bilancio per il 2020, l'Italia ha indicato che l'incidenza sul bilancio del piano di prevenzione volto a limitare i rischi idrogeologici sarà significativa nel 2020 e dovrebbe essere considerata un evento inconsueto al di fuori del controllo del governo ai fini dell'articolo 5, paragrafo 1, e dell'articolo 6, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97. A tale riguardo, l'Italia ha chiesto una deviazione temporanea dal percorso di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a medio termine pari allo 0,2 % del PIL nel 2020. La Commissione effettuerà una valutazione finale, comprensiva degli importi ammissibili, nella primavera del 2021 sulla base dei dati osservati forniti dalle autorità.

Di concerto con gli Stati membri, la Commissione ha continuato a utilizzare lo strumento di controllo della plausibilità per segnalare i casi in cui le stime del divario tra prodotto effettivo e potenziale basate sulla metodologia concordata potrebbero essere interpretate come soggette a un elevato grado di incertezza. La Commissione segue lo stesso approccio applicato nei precedenti cicli di sorveglianza. In base allo strumento di controllo della plausibilità, i divari tra prodotto effettivo e potenziale 2019 potrebbero essere soggetti a un elevato grado di incertezza nel caso di cinque Stati membri (Cipro, Lituania, Lussemburgo, Slovenia e Spagna). Poiché si prevede che Cipro e Lussemburgo rimangano al di sopra dell'obiettivo a medio termine, si ritiene che l'incertezza relativa al loro divario tra prodotto effettivo e potenziale non abbia un impatto potenziale sulla valutazione della conformità con i requisiti del braccio preventivo, per cui non è stata effettuata un'ulteriore valutazione. Nel caso della Lituania, qualora nella primavera 2020 permanga un elevato grado di incertezza circa la stima del divario tra prodotto effettivo e potenziale per il 2019, si procederà a un'analisi approfondita nell'ambito della valutazione della Commissione per il 2019. Per la Slovenia e la Spagna era già stata condotta, nella primavera del 2019, una valutazione dell'incertezza relativa alle stime del divario tra prodotto effettivo e potenziale da cui risultava che le stime del divario, basate sulla metodologia comune, erano soggette a un elevato grado di incertezza. Su questa base, nell'ambito delle raccomandazioni del Consiglio del 9 luglio 2019 è stato fissato per la Spagna un requisito più basso pari a un tasso massimo di crescita della spesa pubblica primaria netta dello 0,9 %, che corrisponde a un aggiustamento strutturale annuo dello 0,65 % del PIL nel 2020. Nel caso della Slovenia non vi è stata alcuna incidenza sul requisito per il 2020, che consisteva nel raggiungere l'obiettivo di bilancio a medio termine. Le valutazioni dell'autunno 2019 confermano l'elevato grado di incertezza relativa alle stime del divario tra prodotto effettivo e potenziale per la Slovenia e la Spagna. Per la Slovenia, il divario tra prodotto effettivo e potenziale indicato dallo strumento di plausibilità implicherebbe un saldo strutturale più basso nel 2020, avvicinando ulteriormente il paese all'obiettivo di bilancio a medio termine. Questo denoterebbe una conformità sostanziale. Tuttavia, data la notevole volatilità delle stime pertinenti, questo fattore sarà preso in considerazione, se confermato, solo nella primavera 2021, in sede di valutazione ex post della conformità con i requisiti del braccio preventivo.

Infine, la Commissione ha eseguito una valutazione preliminare dei progressi compiuti nell'attuazione delle riforme di bilancio strutturali indicate nelle raccomandazioni adottate dal Consiglio il 9 luglio 2019. La valutazione dei documenti programmatici di bilancio si riassume nelle cinque grandi categorie seguenti: nessun progresso, progressi limitati, alcuni progressi, progressi significativi e pieno seguito. Dato che sono passati solo pochi mesi dall'adozione delle raccomandazioni del Consiglio nel luglio 2019, la maggior parte degli Stati membri della zona euro ha compiuto progressi limitati per quanto riguarda la parte strutturale delle raccomandazioni di bilancio rivolte loro. Per contro, la Germania, l'Italia, la Lettonia, la Lituania e i Paesi Bassi hanno compiuto alcuni progressi nell'attuazione della parte strutturale e di bilancio delle raccomandazioni specifiche per paese del 2019. In particolare, la Germania e i Paesi Bassi hanno adottato misure che riguardavano prevalentemente gli investimenti, mentre l'Italia, la Lettonia e la Lituania hanno adottato misure che riguardavano prevalentemente la fiscalità. I progressi compiuti nell'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese saranno descritti in modo approfondito nel quadro delle relazioni per paese 2020 e valutati nel contesto delle raccomandazioni specifiche per paese 2020 che saranno adottate dal Consiglio nel 2020.

Tabella 2 - Pareri della Commissione sui documenti programmatici di bilancio

Stati membri

Conformità globale dei documenti programmatici di bilancio con il patto di stabilità e crescita

Progressi nell'attuazione della parte strutturale
e di bilancio delle raccomandazioni specifiche per paese 2019

Conclusioni generali sulla conformità basate sulle previsioni d'autunno 2019 della Commissione

Conformità con i requisiti del braccio preventivo
nel 2019 e 2020

BE1,2

A rischio di non conformità

2019: rischio di una deviazione significativa dal percorso di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a medio termine; a prima vista, non conformità con il parametro per la riduzione del debito.

2020: rischio di una deviazione significativa dal percorso di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a medio termine; a prima vista, non conformità con il parametro per la riduzione del debito.

Progressi limitati

ES2,3

A rischio di non conformità

2019: rischio di una deviazione significativa dal percorso di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a medio termine; a prima vista, non conformità con il parametro transitorio per la riduzione del debito.

2020: rischio di una deviazione significativa dal percorso di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a medio termine; a prima vista, non conformità con il parametro transitorio per la riduzione del debito.

Progressi limitati

FR4

A rischio di non conformità

2019: rischio di una deviazione significativa dal percorso di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a medio termine; a prima vista, non conformità con il parametro transitorio per la riduzione del debito.

2020: rischio di una deviazione significativa dal percorso di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a medio termine; a prima vista, non conformità con il parametro transitorio per la riduzione del debito.

Progressi limitati

IT5

A rischio di non conformità

2019: rischio di una deviazione significativa dal percorso di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a medio termine; a prima vista, non conformità con il parametro per la riduzione del debito.

2020: rischio di una deviazione significativa dal percorso di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a medio termine; a prima vista, non conformità con il parametro per la riduzione del debito.

Alcuni progressi

PT2

A rischio di non conformità

2019: rischio di una deviazione significativa dal percorso di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a medio termine; conformità con il parametro transitorio per la riduzione del debito.

2020: rischio di una deviazione significativa dal percorso di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a medio termine; conformità con il parametro per la riduzione del debito.

Progressi limitati

SI

A rischio di non conformità

2019: rischio di una deviazione significativa dal percorso di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a medio termine; conformità con il parametro per la riduzione del debito.

2020: rischio di una certa deviazione dal percorso di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a medio termine nel 2020; rischio di una deviazione significativa dal percorso di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a medio termine in base al 2019 e al 2020 considerati congiuntamente; conformità con il parametro per la riduzione del debito.

Progressi limitati

SK

A rischio di non conformità

2019: rischio di una deviazione significativa dal percorso di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a medio termine.

2020: rischio di una certa deviazione dal percorso di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a medio termine nel 2020; rischio di una deviazione significativa dal percorso di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a medio termine in base al 2019 e al 2020 considerati congiuntamente.

Progressi limitati

FI

A rischio di non conformità

2019: rischio di una certa deviazione dal percorso di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a medio termine.

2020: rischio di una deviazione significativa dal percorso di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a medio termine.

Progressi limitati

EE

Sostanzialmente conforme

2019: rischio di una certa deviazione dal percorso di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a medio termine.
2020: rischio di una certa deviazione dal percorso di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a medio termine.

n.p.

LV

Sostanzialmente conforme

2019: prossima all'obiettivo di bilancio a medio termine adeguato tenendo conto delle tolleranze per le quali è concessa una deviazione temporanea, ma rischio di deviazione significativa dal parametro di riferimento per la spesa sulla base del 2018 e del 2019 considerati congiuntamente.
2020: prossima all'obiettivo di bilancio a medio termine, ma rischio di deviazione significativa dal parametro di riferimento per la spesa.

Alcuni progressi

DE

Conforme

2019: obiettivo di bilancio a medio termine rispettato.

2020: obiettivo di bilancio a medio termine rispettato.

Alcuni progressi

IE

Conforme

2019: conformità con il percorso di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a medio termine; conformità con il parametro per la riduzione del debito.

2020: obiettivo di bilancio a medio termine rispettato.

Progressi limitati

EL6

Conforme

2019: conformità con il parametro transitorio per la riduzione del debito.

2020: obiettivo di bilancio a medio termine rispettato; conformità con il parametro per la riduzione del debito.

n.p. 7

CY8

Conforme

2019: obiettivo di bilancio a medio termine rispettato; conformità con il parametro per la riduzione del debito.

2020: obiettivo di bilancio a medio termine rispettato; conformità con il parametro per la riduzione del debito.

Progressi limitati

LT

Conforme

2019: prossima all'obiettivo di bilancio a medio termine adeguato tenendo conto delle tolleranze per le quali è concessa una deviazione temporanea, ma rischio di deviazione significativa dal parametro di riferimento per la spesa.

2020: obiettivo di bilancio a medio termine rispettato.

Alcuni progressi

LU

Conforme

2019: obiettivo di bilancio a medio termine rispettato.

2020: obiettivo di bilancio a medio termine rispettato.

Progressi limitati

MT

Conforme

2019: obiettivo di bilancio a medio termine rispettato.

2020: obiettivo di bilancio a medio termine rispettato.

Progressi limitati

NL

Conforme

2019: obiettivo di bilancio a medio termine rispettato.

2020: obiettivo di bilancio a medio termine rispettato.

Alcuni progressi

AT2

Conforme

2019: obiettivo di bilancio a medio termine rispettato; conformità con il parametro per la riduzione del debito.

2020: obiettivo di bilancio a medio termine rispettato; conformità con il parametro per la riduzione del debito.

Progressi limitati

1    Il 5 giugno 2019 la Commissione ha pubblicato una relazione a norma dell'articolo 126, paragrafo 3, TFUE, in cui concludeva che l'analisi non permetteva di stabilire con certezza se il criterio del debito fosse rispettato o meno.

2    Documento programmatico di bilancio presentato su una base di politiche invariate.

3    La procedura per i disavanzi eccessivi per la Spagna è stata abrogata il 14 giugno 2019 in quanto il disavanzo era stato portato al di sotto del 3 % del PIL nel 2018 e si prevedeva che rimanesse al di sotto del 3 % nel 2019 e nel 2020. La Spagna è quindi soggetta al braccio preventivo del patto di stabilità e crescita.

4    Il 5 giugno 2019 la Commissione ha pubblicato una relazione a norma dell'articolo 126, paragrafo 3, TFUE in cui concludeva che i criteri del disavanzo e del debito definiti nel trattato dovevano considerarsi rispettati.

5    Il 5 giugno 2019 la Commissione ha pubblicato una relazione a norma dell'articolo 126, paragrafo 3, TFUE, in cui concludeva che il criterio del debito doveva considerarsi non rispettato. Dopo la presentazione, il 1° luglio 2019, dei piani di bilancio aggiornati dell'Italia, che comportano una correzione di bilancio per il 2019, nel luglio 2019 la Commissione ha pubblicato una comunicazione e inviato una lettera alle autorità italiane in cui concludeva che il pacchetto di misure adottate era sufficiente, in quella fase, ad evitare l'avvio di una procedura per i disavanzi eccessivi per la non conformità dell'Italia al criterio del debito nel 2018.

6    In seguito all'abrogazione della procedura per i disavanzi eccessivi il 19 settembre 2017 e al completamento del programma MES di sostegno alla stabilità il 20 agosto 2018, la Grecia è ormai soggetta al braccio preventivo del patto di stabilità e crescita e dovrebbe mantenere una posizione di bilancio solida che garantisca la conformità con l'obiettivo di un avanzo primario pari al 3,5 % del PIL nel 2018 e nel medio termine, stabilito dalla decisione (UE) 2017/1226 del 30 giugno 2017. Le autorità greche non hanno fissato un obiettivo di bilancio a medio termine per il 2018 e il 2019 perché la Grecia era esentata dalla presentazione dei programmi di stabilità fintanto che fosse stata soggetta al programma di aggiustamento economico. La Grecia ha stabilito il suo obiettivo di bilancio a medio termine, pari allo 0,25 % del PIL per il 2020-2022, nel programma di stabilità 2019.

7    I progressi compiuti nell'attuazione della parte strutturale e di bilancio delle raccomandazioni specifiche per paese del 2019 vengono monitorati nell'ambito della sorveglianza rafforzata.

8    Il 5 giugno 2019 la Commissione ha pubblicato una relazione a norma dell'articolo 126, paragrafo 3, TFUE in cui concludeva che non dovevano essere adottate ulteriori misure che portassero a una decisione sull'esistenza di un disavanzo eccessivo.

(1)

     Come stabilito dal regolamento (UE) n. 473/2013 del Consiglio sulle disposizioni comuni per il monitoraggio e la valutazione dei documenti programmatici di bilancio e per la correzione dei disavanzi eccessivi negli Stati membri della zona euro.

(2)

     Si veda il codice di condotta del two-pack:

http://ec.europa.eu/economy_finance/economic_governance/sgp/pdf/coc/2014-11-07_two_pack_coc_amended_en.pdf  

(3)

   Raccomandazione del Consiglio del 9 aprile 2019 (GU C 136 del 12.4.2019, pag. 1)

(4)

Il divario tra prodotto effettivo e potenziale indicato nei documenti programmatici di bilancio viene ricalcolato dai servizi della Commissione sulla base delle informazioni contenute nei documenti programmatici e utilizzando la metodologia concordata.

(5)

Il saldo primario strutturale è il saldo strutturale al netto della spesa per interessi. La variazione annuale di questo indicatore è la misura più semplice e standard dell'orientamento di bilancio.

(6)

L'orientamento di bilancio potrebbe essere espresso anche in base ai due indicatori utilizzati ai fini della sorveglianza di bilancio. Secondo la misura basata sulla variazione del saldo strutturale, che è influenzato dalle entrate straordinarie derivanti dalla minore spesa per interessi, le previsioni d'autunno 2019 della Commissione prospettano nel 2020 per la zona euro un orientamento di bilancio sostanzialmente neutro pari a circa 0,2 punti percentuali del PIL potenziale. L'orientamento di bilancio lievemente espansivo stimato in base alla variazione del saldo primario strutturale è confermato dallo sforzo di bilancio misurato secondo la metodologia del parametro di riferimento per la spesa, che non è falsato dalla minore spesa per interessi (e dalle entrate straordinarie) e che prospetta per il 2020 una moderata espansione pari a circa 0,5 punti percentuali del PIL potenziale in base alle previsioni d'autunno 2019 della Commissione.

(7)

Va osservato che, in base alle previsioni, la Finlandia e la Slovacchia manterranno il rapporto debito/PIL al di sotto del 60 %.

(8)

Gli aggiustamenti stock/flussi garantiscono la coerenza tra l'indebitamento netto (flussi) e la variazione dello stock di debito lordo. Questo comprende l'accumulazione di attività finanziarie, le variazioni del valore del debito in valuta estera e gli adeguamenti statistici rimanenti.

(9)

In alcuni casi, i rapporti debito/PIL più elevati rispecchiano la revisione dei dati precedenti.

(10)

   Va ricordato che, secondo le previsioni, la Finlandia manterrà il rapporto debito/PIL al di sotto del 60 %.

(11)

   La Grecia si è impegnata a mantenere una posizione di bilancio solida che garantisca il rispetto dell'obiettivo di avanzo primario fissato dalla decisione (UE) 2017/1226 del 30 giugno 2017, pari al 3,5 % del PIL per il 2018 e a medio termine. La conformità con questo obiettivo è monitorata dalla Commissione su base trimestrale nelle relazioni sulla sorveglianza rafforzata.

(12)

   Nei documenti programmatici e nelle previsioni d'autunno 2019 della Commissione l'elasticità aggregata del rapporto entrate/PIL è di circa 0,9, a fronte di un'elasticità standard del rapporto entrate/divario tra prodotto effettivo e potenziale pari a 1.

(13)

   Al momento il consiglio direttivo prevede che i tassi di interesse di riferimento rimangano ai livelli attuali o si attestino a livelli più bassi fintanto che non osservi una solida convergenza delle prospettive di inflazione verso un livello sufficiente vicino, ma inferiore, al 2 % nell'orizzonte di proiezione, e questa convergenza si rifletta in modo continuativo nella dinamica di fondo dell'inflazione. Si prevede inoltre che gli acquisti netti di attività terminino poco prima del primo aumento dei tassi di interesse di riferimento.

(14)

   Per contro, la variazione del saldo strutturale (l'altro indicatore utilizzato nell'ambito della sorveglianza di bilancio oltre al parametro di riferimento per la spesa) indica solo un orientamento di bilancio sostanzialmente neutro pari a circa 0,2 punti percentuali del PIL potenziale. Questa stima più bassa è dovuta alle entrate straordinarie legate all'andamento degli interessi, che migliorano automaticamente la variazione del saldo strutturale. In questo senso, lo sforzo di bilancio basato sul saldo primario strutturale è un parametro importante per valutare le decisioni discrezionali dei governi relative alla politica di bilancio in quanto, contrariamente al saldo strutturale, non è influenzato dagli attuali risparmi nella spesa per interessi.

(15)

   Va ricordato che i piani di bilancio del Belgio e della Spagna si basano su un documento programmatico di bilancio a politiche invariate.

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Bruxelles, 29.11.2019

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ALLEGATI

della

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO E ALLA BANCA CENTRALE EUROPEA

Documenti programmatici di bilancio 2020: valutazione globale


ALLEGATO I. Valutazione specifica per paese dei documenti programmatici di bilancio

Stati membri sottoposti al braccio preventivo del patto di stabilità e crescita

Documenti programmatici conformi agli obblighi dello Stato membro

Nel complesso, la Commissione ritiene che il documento programmatico di bilancio della Germania sia conforme alle disposizioni del patto di stabilità e crescita. La Commissione invita le autorità a dare esecuzione al bilancio 2020. Vista la situazione di bilancio favorevole della Germania, la Commissione invita le autorità a sostenere spese supplementari per conseguire una costante tendenza all'aumento degli investimenti pubblici e privati, in particolare a livello regionale e comunale, e a imperniare la politica economica d'investimento su istruzione, ricerca e innovazione, digitalizzazione e banda larga ad altissima capacità, trasporti sostenibili, reti energetiche e alloggi a prezzi accessibili, tenendo conto delle disparità regionali, come raccomandato dal Consiglio nel contesto del semestre europeo. La Commissione ritiene inoltre che la Germania abbia compiuto alcuni progressi per quanto riguarda la parte strutturale delle raccomandazioni di bilancio contenute nella raccomandazione adottata dal Consiglio il 9 luglio 2019 nel contesto del semestre europeo e invita le autorità a compiere ulteriori progressi. I progressi compiuti nell'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese saranno descritti in modo esaustivo nel quadro della relazione per paese 2020 e valutati nel contesto delle raccomandazioni specifiche per paese che la Commissione proporrà nella primavera del 2020.

Nel complesso, la Commissione ritiene che il documento programmatico di bilancio dell'Irlanda sia conforme alle disposizioni del patto di stabilità e crescita. La Commissione invita le autorità a dare esecuzione al bilancio 2020 e a utilizzare eventuali entrate straordinarie per ridurre ulteriormente il rapporto debito pubblico/PIL. La Commissione ritiene inoltre che l'Irlanda abbia compiuto progressi limitati per quanto riguarda la parte strutturale delle raccomandazioni di bilancio contenute nella raccomandazione formulata il 9 luglio 2019 dal Consiglio nel contesto del semestre europeo e invita pertanto le autorità ad accelerare i progressi. I progressi compiuti nell'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese saranno descritti in modo esaustivo nel quadro della relazione per paese 2020 e valutati nel contesto delle raccomandazioni specifiche per paese che la Commissione proporrà nella primavera del 2020.

Nel complesso, la Commissione ritiene che il documento programmatico di bilancio della Grecia sia conforme alle disposizioni del patto di stabilità e crescita. Si ritiene che nel 2020 la Grecia conseguirà il suo obiettivo di bilancio a medio termine. Si ritiene altresì che la Grecia rispetti l'obiettivo di avanzo primario del 3,5 % del PIL monitorato nell'ambito della sorveglianza rafforzata. La Commissione invita pertanto le autorità a dare esecuzione al bilancio 2020. Nel luglio 2019 la Grecia ha ricevuto una raccomandazione con cui il Consiglio la invitava a "conseguire una ripresa economica sostenibile e affrontare gli squilibri macroeconomici eccessivi, proseguendo e completando le riforme in linea con gli impegni post-programma assunti in sede di Eurogruppo del 22 giugno 2018". L'attuazione di tale raccomandazione è monitorata nell'ambito del quadro di sorveglianza rafforzata.

Nel complesso, la Commissione ritiene che il documento programmatico di bilancio di Cipro sia conforme alle disposizioni del patto di stabilità e crescita. La Commissione invita le autorità a dare esecuzione al bilancio 2020. La Commissione ritiene inoltre che Cipro abbia compiuto progressi limitati per quanto riguarda la parte strutturale delle raccomandazioni di bilancio contenute nella raccomandazione adottata dal Consiglio il 9 luglio 2019 nel contesto del semestre europeo e invita pertanto le autorità ad accelerare i progressi. I progressi compiuti nell'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese saranno descritti in modo esaustivo nel quadro delle relazioni per paese 2020 e valutati nel contesto delle raccomandazioni specifiche per paese che la Commissione proporrà nella primavera del 2020.

Nel complesso, la Commissione ritiene che il documento programmatico di bilancio della Lituania sia conforme alle disposizioni del patto di stabilità e crescita. La Commissione invita le autorità a dare esecuzione al bilancio 2020. La Commissione ritiene inoltre che la Lituania abbia compiuto alcuni progressi per quanto riguarda la parte strutturale delle raccomandazioni di bilancio contenute nella raccomandazione adottata dal Consiglio il 9 luglio 2019 nel contesto del semestre europeo e invita le autorità a compiere ulteriori progressi. I progressi compiuti nell'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese saranno descritti in modo esaustivo nel quadro delle relazioni per paese 2020 e valutati nel contesto delle raccomandazioni specifiche per paese che la Commissione proporrà nella primavera del 2020.

Nel complesso, la Commissione ritiene che il documento programmatico di bilancio del Lussemburgo sia conforme alle disposizioni del patto di stabilità e crescita. La Commissione invita le autorità a dare esecuzione al bilancio 2020. La Commissione ritiene inoltre che il Lussemburgo abbia compiuto progressi limitati per quanto riguarda la parte strutturale della raccomandazione di bilancio contenuta nella raccomandazione adottata dal Consiglio il 9 luglio 2019 nel contesto del semestre europeo e invita pertanto le autorità ad accelerare i progressi. I progressi compiuti nell'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese saranno descritti in modo esaustivo nel quadro delle relazioni per paese 2020 e valutati nel contesto delle raccomandazioni specifiche per paese che la Commissione proporrà nella primavera del 2020.

Nel complesso, la Commissione ritiene che il documento programmatico di bilancio di Malta sia conforme alle disposizioni del patto di stabilità e crescita. La Commissione invita le autorità a dare esecuzione al bilancio 2020. La Commissione ritiene inoltre che Malta abbia compiuto progressi limitati per quanto riguarda la parte strutturale delle raccomandazioni di bilancio contenute nella raccomandazione adottata dal Consiglio il 9 luglio 2019 nel contesto del semestre europeo e invita pertanto le autorità ad accelerare i progressi. I progressi compiuti nell'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese saranno descritti in modo esaustivo nel quadro della relazione per paese 2020 e valutati nel contesto delle raccomandazioni specifiche per paese che la Commissione proporrà nella primavera del 2020.

Nel complesso, la Commissione ritiene che il documento programmatico di bilancio dei Paesi Bassi sia conforme alle disposizioni del patto di stabilità e crescita. La Commissione invita le autorità a dare esecuzione al bilancio 2020. Data la situazione di bilancio favorevole dei Paesi Bassi, la Commissione invita le autorità ad effettuare spese supplementari per sostenere l'aumento degli investimenti e per incentrare la politica economica connessa agli investimenti sui settori della ricerca e dello sviluppo, in particolare nel settore privato, delle energie rinnovabili, dell'efficienza energetica e delle strategie di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, nonché sull'eliminazione delle strozzature nel settore dei trasporti, come raccomandato dal Consiglio nel contesto del semestre europeo. La Commissione ritiene che i Paesi Bassi abbiano compiuto alcuni progressi per quanto riguarda la parte strutturale delle raccomandazioni di bilancio contenute nella raccomandazione adottata dal Consiglio il 9 luglio 2019 nel contesto del semestre europeo e invita le autorità a compiere ulteriori progressi. I progressi compiuti nell'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese saranno descritti in modo esaustivo nel quadro delle relazioni per paese 2020 e valutati nel contesto delle raccomandazioni specifiche per paese che la Commissione proporrà nella primavera del 2020.

Nel complesso, pur riconoscendo che le proiezioni si basano su uno scenario a politiche invariate, la Commissione ritiene che il documento programmatico di bilancio dell'Austria sia conforme alle disposizioni del patto di stabilità e crescita. La Commissione ritiene inoltre che l'Austria abbia compiuto progressi limitati per quanto riguarda la parte strutturale delle raccomandazioni di bilancio contenute nella raccomandazione adottata dal Consiglio il 9 luglio 2019 nel contesto del semestre europeo e invita pertanto le autorità ad accelerare i progressi. I progressi compiuti nell'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese saranno descritti in modo esaustivo nel quadro della relazione per paese 2020 e valutati nel contesto delle raccomandazioni specifiche per paese che la Commissione proporrà nella primavera del 2020.

Documenti programmatici sostanzialmente conformi agli obblighi dello Stato membro

Nel complesso, la Commissione ritiene che il documento programmatico di bilancio dell'Estonia sia sostanzialmente conforme alle disposizioni del patto di stabilità e crescita. La Commissione invita quindi le autorità a tenersi pronte ad adottare, nell'ambito della procedura di bilancio nazionale, le misure necessarie affinché il bilancio 2020 sia conforme alle regole del patto di stabilità e crescita. I progressi compiuti nell'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese saranno descritti in modo esaustivo nel quadro delle relazioni per paese 2020 e valutati nel contesto delle raccomandazioni specifiche per paese che la Commissione proporrà nella primavera del 2020.

Nel complesso, la Commissione ritiene che il documento programmatico di bilancio della Lettonia sia sostanzialmente conforme alle disposizioni del patto di stabilità e crescita. Questa valutazione discende tuttavia dalle proiezioni attuali, che danno la Lettonia prossima al conseguimento dell'obiettivo a medio termine. Se tale proiezione non sarà confermata nelle future valutazioni della conformità ai requisiti del braccio preventivo, la valutazione globale della conformità considererà l'entità della deviazione dal requisito stabilito dal Consiglio. La Commissione invita le autorità a tenersi pronte ad adottare, nell'ambito della procedura di bilancio nazionale, le misure necessarie affinché il bilancio 2020 sia conforme alle regole del patto di stabilità e crescita. La Commissione ritiene inoltre che la Lettonia abbia compiuto alcuni progressi per quanto riguarda la parte strutturale delle raccomandazioni di bilancio contenute nella raccomandazione adottata dal Consiglio il 9 luglio 2019 nel contesto del semestre europeo e invita le autorità a compiere ulteriori progressi. I progressi compiuti nell'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese saranno descritti in modo esaustivo nel quadro della relazione per paese 2020 e valutati nel contesto delle raccomandazioni specifiche per paese che la Commissione proporrà nella primavera del 2020.

Documenti programmatici a rischio di non conformità con gli obblighi dello Stato membro

Nel complesso, pur riconoscendo che le proiezioni si basano su uno scenario a politiche invariate, la Commissione ritiene che il documento programmatico di bilancio del Belgio rischi di non essere conforme alle disposizioni del patto di stabilità e crescita. In particolare, la Commissione segnala un rischio di deviazione significativa dal necessario percorso di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a medio termine per il 2019 e per il 2020. Inoltre, non si prevede che il Belgio si conformi al parametro per la riduzione del debito nel 2019 e nel 2020. La Commissione ritiene inoltre che il Belgio abbia compiuto progressi limitati per quanto riguarda la parte strutturale delle raccomandazioni di bilancio contenute nella raccomandazione adottata dal Consiglio il 9 luglio 2019 nel contesto del semestre europeo e invita pertanto le autorità ad accelerare i progressi. I progressi compiuti nell'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese saranno descritti in modo esaustivo nel quadro della relazione per paese 2020 e valutati nel contesto delle raccomandazioni specifiche per paese che la Commissione proporrà nella primavera del 2020. La Commissione invita le autorità ad adottare, nell'ambito della procedura di bilancio nazionale, le misure necessarie a garantire che il bilancio 2020 sia conforme al patto di stabilità e crescita e a utilizzare eventuali entrate straordinarie per accelerare la riduzione del rapporto debito pubblico/PIL.

Nel complesso, pur riconoscendo che le proiezioni si basano su uno scenario a politiche invariate, la Commissione ritiene che il documento programmatico di bilancio della Spagna rischi di non essere conforme alle disposizioni del patto di stabilità e crescita. In particolare, la Commissione segnala un rischio di deviazione significativa dal necessario percorso di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a medio termine. Inoltre, non si prevede che nel 2019 e nel 2020 la Spagna compia progressi sufficienti verso la conformità con il parametro per la riduzione del debito. La Commissione ritiene inoltre che la Spagna abbia compiuto progressi limitati per quanto riguarda la parte strutturale delle raccomandazioni di bilancio contenute nella raccomandazione adottata dal Consiglio il 9 luglio 2019 nel contesto del semestre europeo. Invita pertanto le autorità ad accelerare i progressi. I progressi compiuti nell'attuazione di tali raccomandazioni saranno descritti in modo esaustivo nel quadro della relazione per paese 2020 e valutati nel contesto delle raccomandazioni specifiche per paese che la Commissione proporrà nella primavera del 2020. La Commissione invita le autorità ad adottare, nell'ambito della procedura di bilancio nazionale, le misure necessarie a garantire che il bilancio 2020 sia conforme al patto di stabilità e crescita e a utilizzare eventuali entrate straordinarie per accelerare la riduzione del rapporto debito pubblico/PIL.

Nel complesso, la Commissione ritiene che il documento programmatico di bilancio della Francia rischi di non essere conforme alle disposizioni del patto di stabilità e crescita. In particolare la Commissione segnala un rischio di deviazione significativa dal necessario percorso di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a medio termine per il 2019 e il 2020. Inoltre, non si prevede che nel 2019 e nel 2020 la Francia compia progressi sufficienti verso la conformità con il parametro per la riduzione del debito. La Commissione invita pertanto le autorità ad adottare, nell'ambito della procedura di bilancio nazionale, le misure necessarie a garantire che il bilancio 2020 sia conforme al patto di stabilità e crescita, e a utilizzare eventuali entrate straordinarie per accelerare la riduzione del rapporto debito pubblico/PIL. La Commissione ritiene inoltre che la Francia abbia compiuto progressi limitati per quanto riguarda la parte strutturale delle raccomandazioni di bilancio contenute nella raccomandazione adottata dal Consiglio il 9 luglio 2019 nel contesto del semestre europeo e invita pertanto le autorità ad accelerare i progressi. I progressi compiuti nell'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese saranno descritti in modo esaustivo nel quadro delle relazioni per paese 2020 e valutati nel contesto delle raccomandazioni specifiche per paese che la Commissione proporrà nella primavera del 2020.

Nel complesso, la Commissione ritiene che il documento programmatico di bilancio dell'Italia rischi di non essere conforme alle disposizioni del patto di stabilità e crescita. In particolare la Commissione segnala un rischio di deviazione significativa dal necessario percorso di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a medio termine per il 2019 e il 2020. Inoltre, non si prevede che l'Italia si conformi al parametro per la riduzione del debito nel 2019 e nel 2020. La Commissione invita le autorità ad adottare, nell'ambito della procedura di bilancio nazionale, le misure necessarie a garantire che il bilancio 2020 sia conforme al patto di stabilità e crescita e a utilizzare eventuali entrate straordinarie per accelerare la riduzione del rapporto debito pubblico/PIL. La Commissione ritiene inoltre che l'Italia abbia compiuto alcuni progressi per quanto riguarda la parte strutturale delle raccomandazioni di bilancio contenute nella raccomandazione adottata dal Consiglio il 9 luglio 2019 nel contesto del semestre europeo e invita le autorità a compiere ulteriori progressi. I progressi compiuti nell'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese saranno descritti in modo esaustivo nel quadro della relazione per paese 2020 e valutati nel contesto delle raccomandazioni specifiche per paese che la Commissione proporrà nella primavera del 2020.

Nel complesso, pur riconoscendo che le proiezioni si basano su uno scenario a politiche invariate, la Commissione ritiene che il documento programmatico di bilancio del Portogallo rischi di non essere conforme alle disposizioni del patto di stabilità e crescita. In particolare, la Commissione segnala un rischio di deviazione significativa dal necessario percorso di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a medio termine sia per il 2019 che per il 2020. La Commissione ritiene inoltre che il Portogallo abbia compiuto progressi limitati per quanto riguarda la parte strutturale delle raccomandazioni di bilancio contenute nella raccomandazione adottata dal Consiglio il 9 luglio 2019 nel contesto del semestre europeo e invita pertanto le autorità ad accelerare i progressi. I progressi compiuti nell'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese saranno descritti in modo esaustivo nel quadro della relazione per paese 2020 e valutati nel contesto delle raccomandazioni specifiche per paese che la Commissione proporrà nella primavera del 2020. La Commissione invita le autorità ad adottare, nell'ambito della procedura di bilancio nazionale, le misure necessarie a garantire che il bilancio 2020 sia conforme al patto di stabilità e crescita e a utilizzare eventuali entrate straordinarie per accelerare la riduzione del rapporto debito pubblico/PIL.

Nel complesso, la Commissione ritiene che il documento programmatico di bilancio della Slovenia rischi di non essere conforme alle disposizioni del patto di stabilità e crescita. Per il 2020 è previsto un avanzo nominale di bilancio pari allo 0,5 % del PIL, mentre il rapporto debito pubblico/PIL presumibilmente diminuirà in linea con i requisiti del parametro per la riduzione del debito. Se la Commissione prevede il rischio di una certa deviazione dal percorso di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a medio termine raccomandato dal Consiglio per il 2020, per il 2019 e il 2020 considerati congiuntamente vi è il rischio di una deviazione significativa. Tuttavia, l'elevato grado di incertezza riguardo al divario stimato tra prodotto effettivo e potenziale potrebbe far sì che la Slovenia si avvicini al suo obiettivo di bilancio a medio termine nel 2020, indicando una sostanziale conformità. Di tale elemento si terrà conto nel caso in cui fosse confermato ex post. La Commissione invita le autorità ad adottare, nell'ambito della procedura di bilancio nazionale, le misure necessarie a garantire che il bilancio 2020 sia conforme alle regole del patto di stabilità e crescita. La Commissione ritiene inoltre che la Slovenia abbia compiuto progressi limitati per quanto riguarda la parte strutturale delle raccomandazioni di bilancio contenute nella raccomandazione adottata dal Consiglio il 9 luglio 2019 nel contesto del semestre europeo e invita pertanto le autorità ad accelerare i progressi. I progressi compiuti nell'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese saranno descritti in modo esaustivo nel quadro della relazione per paese 2020 e valutati nel contesto delle raccomandazioni specifiche per paese che la Commissione proporrà nella primavera del 2020.

Nel complesso, la Commissione ritiene che il documento programmatico di bilancio della Slovacchia rischi di non essere conforme alle disposizioni del patto di stabilità e crescita. Il rapporto debito pubblico/PIL è ben al di sotto del 60 % del PIL e continua a diminuire, mentre il saldo di bilancio nominale garantisce un margine considerevole rispetto al valore di riferimento del trattato, pari al 3 % del PIL. Inoltre, le misure supplementari annunciate il 6 novembre 2019 hanno ridotto la deviazione dal percorso raccomandato di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a medio termine, che quindi non è più significativa nel 2020. Tuttavia, soprattutto in considerazione dello scostamento del 2019, vi è ancora il rischio di una deviazione significativa per il 2019 e il 2020 considerati congiuntamente rispetto al percorso di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a medio termine raccomandato dal Consiglio. La Commissione invita le autorità ad adottare, nell'ambito della procedura di bilancio nazionale, le misure necessarie a garantire che il bilancio 2020 sia conforme alle regole del patto di stabilità e crescita. La Commissione ritiene inoltre che la Slovacchia abbia compiuto progressi limitati per quanto riguarda la parte strutturale delle raccomandazioni di bilancio contenute nella raccomandazione adottata dal Consiglio il 9 luglio 2019 nel contesto del semestre europeo e invita pertanto le autorità ad accelerare i progressi. I progressi compiuti nell'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese saranno descritti in modo esaustivo nel quadro della relazione per paese 2020 e valutati nel contesto delle raccomandazioni specifiche per paese che la Commissione proporrà nella primavera del 2020.

Nel complesso, la Commissione ritiene che il documento programmatico di bilancio della Finlandia rischi di non essere conforme alle disposizioni del patto di stabilità e crescita. Secondo le proiezioni il rapporto debito pubblico/PIL rimarrà al di sotto del valore di riferimento del trattato, pari al 60 % del PIL, mentre il saldo di bilancio nominale garantisce un margine considerevole rispetto al valore di riferimento del trattato, pari al 3 % del PIL. La Commissione invita le autorità ad adottare, nell'ambito della procedura di bilancio nazionale, le misure necessarie a garantire che il bilancio 2020 sia conforme alle regole del patto di stabilità e crescita. La Commissione ritiene inoltre che la Finlandia abbia compiuto progressi limitati per quanto riguarda la parte strutturale delle raccomandazioni di bilancio contenute nella raccomandazione adottata dal Consiglio il 9 luglio 2019 nel contesto del semestre europeo e invita pertanto le autorità ad accelerare i progressi. I progressi compiuti nell'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese saranno descritti in modo esaustivo nel quadro delle relazioni per paese 2020 e valutati nel contesto delle raccomandazioni specifiche per paese che la Commissione proporrà nella primavera del 2020.



ALLEGATO II. Metodologia e ipotesi sottese alle previsioni d'autunno 2019 della Commissione

L'articolo 7, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 473/2013 recita: "La metodologia [...] e le ipotesi delle previsioni economiche più recenti dei servizi della Commissione per ciascuno Stato membro, anche per quanto concerne l'impatto stimato delle misure aggregate di bilancio sulla crescita economica, sono allegate alla valutazione globale". Le ipotesi su cui si basano le previsioni d'autunno 2019 della Commissione, elaborate in modo indipendente dai servizi della Commissione, sono illustrate nel documento previsionale stesso 1 .

I dati di bilancio fino al 2018 sono basati sui dati comunicati dagli Stati membri alla Commissione prima del 1° ottobre 2019 e convalidati da Eurostat il 21 ottobre 2019. Eurostat non ha apportato modifiche ai dati trasmessi dagli Stati membri durante la tornata di notifiche dell'autunno 2019. Eurostat sta ritirando la riserva sulla qualità dei dati comunicati dall'Ungheria in merito alla classificazione settoriale dell'associazione ungherese per lo stoccaggio degli idrocarburi e delle fondazioni create dalla Banca nazionale ungherese. Le fondazioni e tutte le loro controllate, così come l'associazione, sono state riclassificate nella pubblica amministrazione. A causa principalmente dell'effetto combinato di tali riclassificazioni, il debito è aumentato di 0,4 punti percentuali del PIL nel 2017 e di 0,3 punti percentuali nel 2015, 2016 e 2018, mentre il disavanzo è aumentato di 0,2 punti percentuali del PIL nel 2017 e di 0,1 punti percentuali nel 2015 e nel 2016. Eurostat sta anche ritirando la riserva sulla qualità dei dati comunicati dalla Slovacchia in merito alla registrazione di talune spese sostenute dalle amministrazioni pubbliche, in seguito alla revisione attuata dalle autorità statistiche slovacche che ha portato a un aumento del disavanzo dello 0,2 % del PIL nel 2018.

Per l'elaborazione delle previsioni, le misure a sostegno della stabilità finanziaria sono state registrate conformemente alla decisione Eurostat del 15 luglio 2009 2 . Salvo se indicato diversamente dallo Stato membro interessato, i conferimenti di capitale noti in maniera sufficientemente dettagliata sono stati inclusi nelle previsioni come operazioni finanziarie, ovvero ad incremento del debito, ma non del disavanzo. Le garanzie statali sulle passività e i depositi bancari non sono incluse nella spesa pubblica, a meno che ne sia dimostrata l'attivazione al momento della finalizzazione delle previsioni. Si noti, tuttavia, che i prestiti concessi alle banche dal governo, o da altre entità classificate nel settore delle amministrazioni pubbliche, vanno di norma ad incrementare il debito pubblico.

Per il 2020 sono stati presi in considerazione i bilanci adottati o presentati ai parlamenti nazionali e tutte le altre misure note in maniera sufficientemente dettagliata. In particolare, nelle previsioni d'autunno sono state utilizzate tutte le informazioni incluse nei documenti programmatici di bilancio presentati entro metà ottobre. Per il 2021, l'ipotesi di "politiche invariate" su cui si basano le previsioni implica l'estrapolazione delle tendenze delle entrate e delle spese e l'inclusione delle misure di cui si conoscono sufficienti dettagli.

Gli aggregati europei per il debito delle amministrazioni pubbliche nel periodo di riferimento delle previsioni 2019-2021 sono pubblicati in forma non consolidata (cioè non corretti per i prestiti intergovernativi). Per assicurare la coerenza tra le serie temporali, anche i dati storici sono pubblicati sulla stessa base. Le proiezioni del debito delle amministrazioni pubbliche dei singoli Stati membri per il periodo 2019-2021 includono l'impatto delle garanzie al Fondo europeo di stabilità finanziaria, i prestiti bilaterali concessi agli altri Stati membri e la partecipazione al capitale del Meccanismo europeo di stabilità programmata alla data limite per le previsioni 3 .

Secondo le previsioni d'autunno 2019 della Commissione, le misure di bilancio indicate nei documenti programmatici per il 2020 aumentano leggermente il disavanzo a livello aggregato (impatto pari allo 0,05 % circa del PIL). Ciò è in gran parte dovuto all'impatto negativo previsto delle misure a incremento della spesa, dato che le misure sul versante delle entrate saranno neutre a livello aggregato. Nel complesso, secondo le proiezioni, a breve termine l'impatto meccanico sulla crescita del PIL sarà trascurabile.

È importante essere cauti nell'interpretare questa stima:

·non intervenire sugli squilibri di bilancio potrebbe accentuare le fragilità delle attività finanziarie e comportare un rialzo dei differenziali e dei tassi d'interesse debitori, con un impatto negativo sulla crescita;

·il regolamento (UE) n. 473/2013 mira a valutare l'effetto delle misure adottate nei documenti programmatici di bilancio. Pertanto le misure adottate ed entrate in vigore prima dei documenti programmatici di bilancio non sono incluse nella valutazione (anche se possono avere un impatto aggiuntivo sulle proiezioni per le finanze pubbliche relative al 2020);

·l'incidenza delle misure comunicate è espressa su una base di politiche invariate. L'orientamento della politica di bilancio di tale base non è necessariamente neutro. Ad esempio, l'aumento tendenziale di alcune voci di spesa potrebbe risultare superiore o inferiore alla crescita potenziale, le precedenti misure potrebbero avere un impatto supplementare sullo scenario di base oppure le misure adottate in precedenza potrebbero cessare nel 2020. La natura espansiva dello scenario di base è illustrata dal fatto che l'orientamento aggregato della politica di bilancio per il 2020 è più espansivo dell'impatto a incremento del disavanzo delle misure comunicate.



ALLEGATO III. Analisi di sensibilità

L'articolo 7 del regolamento (UE) n. 473/2013 recita: "La valutazione globale comprende analisi di sensibilità atte a indicare i rischi per la sostenibilità delle finanze pubbliche in caso di andamento finanziario, economico o di bilancio negativo". Questo allegato presenta pertanto un'analisi sulla sensibilità dell'andamento del debito pubblico a eventuali shock macroeconomici (relativi ai tassi di crescita e di interesse e al saldo primario delle amministrazioni pubbliche), facendo affidamento sui risultati ottenuti tramite proiezioni stocastiche del debito. L'analisi permette di valutare il possibile impatto, sulla dinamica del debito pubblico, dei rischi di una revisione al rialzo o al ribasso della crescita del PIL nominale, degli effetti degli sviluppi positivi/negativi sui mercati finanziari dai quali derivano oneri finanziari inferiori/superiori per i governi e degli shock di bilancio che colpiscono la posizione delle finanze pubbliche.

Grazie all'utilizzo delle proiezioni stocastiche, l'incertezza relativa alle condizioni macroeconomiche future è inglobata nell'analisi della dinamica del debito pubblico attorno ad uno scenario "centrale" di proiezione del debito, che corrisponde rispettivamente allo scenario delle previsioni d'autunno 2019 della Commissione e a quello delle previsioni dei documenti programmatici di bilancio di cui ai due riquadri del grafico sottostante che riportano i risultati della zona euro (in entrambi i casi la solita ipotesi di politiche di bilancio invariate vale anche oltre il periodo di riferimento delle previsioni). Alle condizioni macroeconomiche (tassi d'interesse dei titoli di Stato a breve e lungo termine, tasso di crescita, saldo primario delle amministrazioni pubbliche) ipotizzate nello scenario centrale sono applicati gli shock per ottenere il "cono" (distribuzione) dei possibili andamenti del debito presentati nel grafico sottostante. Il cono corrisponde a un'ampia serie di possibili condizioni macroeconomiche sottostanti, frutto della simulazione di circa 2 000 shock sui tassi di crescita, sui tassi d'interesse e sul saldo primario. Le dimensioni e la correlazione degli shock rispecchiano il comportamento storico delle variabili. Questo implica che la metodologia non consente di cogliere in tempo reale l'incertezza. I conseguenti diagrammi a ventaglio nel grafico sottostante forniscono pertanto informazioni probabilistiche sulla dinamica del debito per la zona euro, tenendo conto della possibile presenza di shock relativi ai tassi di crescita e di interesse e al saldo primario, la cui entità e correlazione rispecchiano quelli riscontrati in passato.

La linea tratteggiata del diagramma a ventaglio rappresenta l'andamento previsto del debito nello scenario centrale (attorno al quale sono applicati gli shock macroeconomici) e la linea nera marcata al centro del cono indica la traiettoria della proiezione del debito che divide a metà l'intero set di possibili traiettorie ottenute applicando gli shock (mediana). Il cono stesso copre l'80 % di tutti i possibili andamenti del debito ottenuti simulando i 2 000 shock relativi ai tassi di crescita e di interesse e al saldo primario (le linee inferiore e superiore che delimitano il cono rappresentano rispettivamente il decimo e il novantesimo percentile della distribuzione): dall'area ombreggiata sono esclusi pertanto gli andamenti del debito simulati (20 % dell'insieme) che derivano da shock più estremi (meno probabili) o "eventi di coda". Le aree diversamente ombreggiate all'interno del cono rappresentano porzioni differenti della distribuzione complessiva dei possibili andamenti del debito. L'area in blu scuro (delimitata dal quarantesimo e dal sessantesimo percentile) include il 20 % di tutti i possibili andamenti del debito che sono più vicini allo scenario centrale.

Sia per lo scenario di previsione della Commissione che per quello dei documenti programmatici di bilancio, tenendo conto del rischio che i risultati siano sia inferiori che superiori alle previsioni per quanto riguarda il saldo primario delle amministrazioni pubbliche, la crescita e le condizioni dei mercati finanziari, il debito della zona euro nel 2020 sarà compreso, con una probabilità dell'80 %, tra l'82 % e l'88 % del PIL (il cono rappresenta l'80 % di tutti i possibili andamenti simulati del debito). I limiti inferiore e superiore dell'intervallo del rapporto debito/PIL nel 2020 sarebbero quindi abbastanza simili per lo scenario della Commissione rispetto allo scenario dei documenti programmatici di bilancio, vista la lievissima differenza tra le rispettive previsioni centrali alle quali si applicano gli shock (un rapporto debito/PIL di circa l'85 % nello scenario della Commissione e nello scenario dei documenti programmatici di bilancio).

Dopo il 2020, che costituisce l'orizzonte temporale degli attuali documenti programmatici di bilancio, i risultati della simulazione indicano che la differenza del rapporto debito/PIL in situazioni di shock tra lo scenario della Commissione e quello dei documenti programmatici di bilancio rimane abbastanza limitata. Alla fine dell'orizzonte di proiezione considerato nei diagrammi a ventaglio (2024) vi sarebbe una probabilità del 50 % che il rapporto debito/PIL sia superiore al 79 % circa nello scenario dei documenti programmatici di bilancio e all'80 % circa nello scenario della Commissione. Questa lieve differenza è dovuta soprattutto al saldo primario strutturale, che nello scenario dei documenti programmatici di bilancio è mantenuto costante ad un livello un po' più elevato, corrispondente all'ultimo avanzo previsto, rispetto allo scenario della Commissione.

Si noti che, poiché le dimensioni e la correlazione degli shock rispecchiano il comportamento storico delle variabili, la metodologia non consente di cogliere in tempo reale l'incertezza che potrebbe esistere, in particolare, per la valutazione del divario tra prodotto effettivo e potenziale. Tenendo presente l'esperienza passata caratterizzata da importanti revisioni delle stime del divario tra prodotto effettivo e potenziale, spesso in direzione di un prodotto potenziale inferiore a quanto immaginato in tempo reale, quest'incertezza indica un'ulteriore fonte di rischi sui futuri andamenti del debito che non trova riscontro nella precedente analisi.



Grafico III.1. Diagrammi a ventaglio derivanti da proiezioni stocastiche del debito pubblico attorno allo scenario delle previsioni della Commissione (COM) e delle previsioni dei documenti programmatici di bilancio (DPB)



ALLEGATO IV. Grafici e tabelle

Tabella IV.1. Crescita del PIL reale (in %) in base ai programmi di stabilità (PS), ai documenti programmatici di bilancio (DPB) e alle previsioni d'autunno 2019 della Commissione (COM)



Tabella IV.2. Obiettivi di saldo nominale (in % del PIL) in base ai programmi di stabilità (PS), ai documenti programmatici di bilancio (DPB) e alle previsioni d'autunno 2019 della Commissione (COM)



Grafico IV.1. Confronto del saldo nominale delle amministrazioni pubbliche 2020 (in % del PIL): confronto tra le previsioni d'autunno 2019 della Commissione (COM) e i documenti programmatici di bilancio (DPB)

Nota: Cipro, che secondo le previsioni nel 2020 registrerà un avanzo superiore al 2 % del PIL, non è riportato nel grafico per migliorarne la leggibilità.

Grafico IV.2. Fattori all'origine della differenza dei saldi nominali delle amministrazioni pubbliche (in % del PIL) per il 2020 tra le previsioni d'autunno 2019 della Commissione e i documenti programmatici di bilancio


Tabella IV.3. Obiettivi di saldo primario nominale (in % del PIL) in base ai programmi di stabilità (PS), ai documenti programmatici di bilancio (DPB) e alle previsioni d'autunno 2019 della Commissione (COM)



Tabella IV.4. Variazioni del saldo strutturale (in punti percentuali del PIL potenziale) in base ai programmi di stabilità (PS), ai documenti programmatici di bilancio (DPB) e alle previsioni d'autunno 2019 della Commissione (COM)

 



Tabella IV.5. Variazioni del saldo primario strutturale (in punti percentuali del PIL potenziale) in base ai programmi di stabilità (PS), ai documenti programmatici di bilancio (DPB) e alle previsioni d'autunno 2019 della Commissione (COM)

 



Grafico IV.3. Variazione del saldo strutturale 2020 (in punti percentuali del PIL potenziale): confronto tra i documenti programmatici di bilancio (DPB) e le previsioni d'autunno 2019 della Commissione (COM)

Nota: la Grecia e Cipro, il cui saldo strutturale secondo le previsioni registrerà nel 2020 una variazione superiore al -1 % del PIL potenziale, non sono riportati nel grafico per migliorarne la leggibilità.

Grafico IV.4. Sforzo di bilancio basato sulla metodologia del parametro di riferimento per la spesa nel 2020 (in punti percentuali del PIL potenziale): confronto tra i documenti programmatici di bilancio (DPB) e le previsioni d'autunno 2019 della Commissione (COM)

 

Nota: lo sforzo di bilancio è misurato sulla base della crescita media a 10 anni del PIL potenziale e non tiene conto del margine di bilancio degli Stati membri che hanno superato i rispettivi obiettivi di bilancio a medio termine.

Grafico IV.5a. Confronto tra la variazione del saldo strutturale 2019 (in punti percentuali del PIL potenziale) e il divario tra prodotto effettivo e potenziale secondo le previsioni d'autunno 2019 della Commissione (COM)

Grafico IV.5b. Confronto tra la variazione del saldo strutturale 2020 (in punti percentuali del PIL potenziale) e il divario tra prodotto effettivo e potenziale secondo le previsioni d'autunno 2019 della Commissione (COM)

Nota: in un contesto di divari positivi tra prodotto effettivo e potenziale, in questi grafici vengono utilizzati i termini "prociclico" e "anticiclico" a seconda che il cambiamento della politica di bilancio (rispetto all'anno precedente) rappresenti un sostegno o un freno per l'economia. La Grecia non è riportata in nessuno dei due grafici per migliorarne la leggibilità.

Grafico IV.6a. Scenari dell'orientamento della politica di bilancio - Saldo strutturale (previsioni d'autunno 2019 della Commissione)

Grafico IV.6b. Scenari dell'orientamento della politica di bilancio – Crescita della spesa primaria netta (in %) (previsioni d'autunno 2019 della Commissione - COM)

Nota: gli scenari presentati in questi grafici si riferiscono all'orientamento aggregato della politica di bilancio della zona euro, misurato dalla variazione del saldo strutturale aggregato e del tasso di crescita della spesa primaria netta. Quest'ultimo è calcolato come spesa totale al netto degli interessi, della spesa ciclica, delle misure discrezionali in materia di entrate e delle misure una tantum. Secondo lo scenario "conformità con il patto di stabilità e crescita", gli Stati membri che non hanno ancora raggiunto l'obiettivo a medio termine operano integralmente l'aggiustamento di bilancio indicato nelle raccomandazioni specifiche per paese del 2019. Lo scenario "conformità con il patto di stabilità e crescita e uso di un margine di bilancio (previsioni della COM)" ipotizza che la Germania e i Paesi Bassi utilizzino una parte del loro margine di bilancio nel 2020 (espansione del saldo strutturale pari rispettivamente allo 0,6 % e allo 0,4 % del PIL), in linea con le previsioni d'autunno 2019 della Commissione.

Grafico IV.6c. Orientamento della politica di bilancio — saldo strutturale, saldo primario strutturale e sforzo di bilancio sulla base della metodologia del parametro di riferimento per la spesa (previsioni d'autunno 2019 della Commissione)

Tabella IV.6. Obiettivi di bilancio a medio termine (OMT) indicati nei programmi di stabilità 2019 e valori di riferimento minimi per il 2020


Grafico IV.7a. Posizioni degli Stati membri in relazione ai rispettivi OMT nel 2020 secondo le previsioni d'autunno 2019 della Commissione (in punti percentuali del PIL potenziale) 4

Grafico IV.7b. Posizioni degli Stati membri in relazione ai rispettivi OMT nel 2020 secondo i documenti programmatici di bilancio 2020 (in punti percentuali del PIL potenziale)


Tabella IV.7. Rapporto debito/PIL (in % del PIL) in base ai programmi di stabilità (PS), ai documenti programmatici di bilancio (DPB) e alle previsioni d'autunno 2019 della Commissione (COM)

Grafico IV.8. Andamento del debito pubblico in taluni Stati membri tra il 2018 e il 2020 secondo i documenti programmatici di bilancio (DPB) e le previsioni d'autunno 2019 della Commissione


Grafico IV.9. Fattori all'origine della variazione del debito lordo tra il 2019 e il 2020 (in punti percentuali del PIL) in base ai documenti programmatici di bilancio (DPB)

Grafico IV.10. Confronto tra il debito lordo (in % del PIL) e la variazione del saldo strutturale (in punti percentuali del PIL potenziale) nel 2020, secondo le previsioni d'autunno 2019 della Commissione

Nota: la dimensione delle bolle riflette il PIL nominale degli Stati membri.

Grafico IV.11. Confronto tra il saldo delle partite correnti (in % del PIL) e la variazione del saldo strutturale (in punti percentuali del PIL potenziale) nel 2020

Nota: le espansioni del bilancio sono precedute dal segno +, i risanamenti dal segno -. I colori delle osservazioni indicano la distanza dall'obiettivo a medio termine nel 2020: il rosso corrisponde ai paesi la cui distanza rispetto all'obiettivo a medio termine è superiore a 50 punti base, il giallo corrisponde ai paesi la cui distanza rispetto all'obiettivo a medio termine è inferiore a 50 punti base e il verde corrisponde ai paesi che hanno superato l'obiettivo a medio termine. Cipro non è riportato in nessuno dei due grafici per migliorarne la leggibilità.

Tabella IV.8. Composizione del risanamento di bilancio nel 2019 e nel 2020 in base ai programmi di stabilità (PS), ai documenti programmatici di bilancio (DPB) e alle previsioni d'autunno 2019 della Commissione (COM)

 

Grafico IV.12. Variazioni previste del rapporto spesa/PIL corretto per il ciclo (in punti percentuali del PIL potenziale) nei documenti programmatici di bilancio 2020 (DPB) e nelle previsioni d'autunno 2019 della Commissione (COM)

Grafico IV.13. Variazioni previste per le principali categorie di spesa (in punti percentuali del PIL) per il 2020: confronto tra i documenti programmatici di bilancio (DPB) e le previsioni d'autunno 2019 della Commissione (COM)

Nota: il grafico rappresenta il contributo delle principali componenti della spesa alle variazioni previste del rapporto spesa/PIL.



Grafico IV.14. Misure discrezionali in materia di entrate e altre variazioni del rapporto entrate/PIL nel 2020: confronto tra i documenti programmatici di bilancio (DPB) e le previsioni d'autunno 2019 della Commissione (COM)

Grafico IV.15. Variazioni previste per le principali categorie di gettito fiscale (in punti percentuali del PIL) per il 2020: confronto tra i documenti programmatici di bilancio (DPB) e le previsioni d'autunno 2019 della Commissione (COM)

Nota: il grafico rappresenta il contributo delle principali componenti delle entrate alle variazioni previste del rapporto entrate/PIL.



Tabella IV.9. Elasticità a breve termine alla base delle proiezioni sulle entrate per il 2020: confronto tra i documenti programmatici di bilancio (DPB), le previsioni d'autunno 2019 della Commissione (COM) e i dati OCSE

Nota: è necessario procedere con cautela al confronto tra le elasticità ottenute dai documenti programmatici di bilancio e dalle previsioni della Commissione, da un lato, e le elasticità ottenute dai dati dell'OCSE, dall'altro. Mentre le prime due sono elasticità nette rispetto alla crescita del PIL, le ultime, a rigor di termini, sono calcolate rispetto al divario tra prodotto effettivo e potenziale. In genere le differenze sono minime. 



Tabella IV.10. Indicatori della sostenibilità basati sulle previsioni d'autunno 2019 della Commissione

Nota: in linea generale secondo la metodologia utilizzata dalla Commissione europea nella relazione sulla sostenibilità di bilancio 2018 (Fiscal Sustainability Report 2018) e nel modello di sorveglianza della sostenibilità del debito 2017 (Debt Sustainability Monitor 2017). Rispetto alle relazioni precedenti, sono state riviste solo le ipotesi relative al tasso di interesse facendo ricorso alle aspettative del mercato per stabilire gli obiettivi T+10. Questi risultati aggiornati, basati sulle previsioni d'autunno 2019 della Commissione, saranno presentati nel modello di sorveglianza della sostenibilità del debito 2019, di prossima pubblicazione. Data la peculiare composizione del debito pubblico greco e le misure di riduzione del debito adottate dall'Eurogruppo nel giugno 2018, l'analisi del debito pubblico e della sostenibilità di bilancio della Grecia si basa su ipotesi specifiche per questo paese (per maggiori dettagli cfr. la relazione sulla sostenibilità di bilancio 2018, riquadro 3.3). Pertanto i risultati non figurano in questa tabella di valutazione orizzontale basata su ipotesi e metodologie comuni.



Grafico IV.16. Andamento del differenziale tra tasso di interesse e tasso di crescita

Fonti: AMECO autunno 2019 per i dati 1999-2019 (barre) ed Escolano et al. (2017) per i dati 1966-2010 (linee).

Nota: il grafico illustra la differenza tra il tasso d'interesse nominale medio applicato al debito pubblico e il tasso di crescita del PIL nominale. Un grafico analogo è stato pubblicato nel Bollettino economico della BCE, numero 2/2019.

(1)

   Le ipotesi metodologiche su cui si basano le previsioni economiche d'autunno 2019 della Commissione sono disponibili all'indirizzo: http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/eeip/forecasts_en.htm ).

(2)

   Disponibile al seguente indirizzo: http://ec.europa.eu/eurostat/documents/1015035/2041337/FT-Eurostat-Decision-9-July-2009-3--final-.pdf .

(3)

   In linea con la decisione Eurostat del 27 gennaio 2011 relativa alla registrazione statistica delle operazioni realizzate dal FESF, disponibile al seguente indirizzo:     http://ec.europa.eu/eurostat/documents/2995521/5034386/2-27012011-AP-EN.PDF .

(4)

Questi grafici indicano le differenze tra i saldi strutturali previsti e gli obiettivi di bilancio a medio termine per ciascuno Stato membro, senza tener conto delle tolleranze legate alla flessibilità.

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