EUR-Lex Access to European Union law

Back to EUR-Lex homepage

This document is an excerpt from the EUR-Lex website

Document 52018DC0130

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO E AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO Monitorare l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali

COM/2018/0130 final

Strasburgo, 13.3.2018

COM(2018) 130 final

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO E AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO

Monitorare l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali

{SWD(2018) 67 final}


1. Introduzione

Nel suo discorso sullo stato dell’Unione del 9 settembre 2015 il presidente Juncker ha proposto l’istituzione di un pilastro europeo dei diritti sociali 1 che tenga conto delle mutevoli realtà delle società europee e degli sviluppi nel mondo del lavoro.

In seguito ad un’ampia consultazione pubblica che nel 2016 ha coinvolto cittadini, parti sociali, società civile, Stati membri e istituzioni dell’UE 2 , il pilastro europeo dei diritti sociali è stato proclamato congiuntamente dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione il 17 novembre 2017, in occasione del vertice sociale per l’occupazione equa e la crescita di Göteborg 3 .

Il pilastro europeo dei diritti sociali è concepito come guida per un nuovo processo di convergenza verso migliori condizioni di vita e di lavoro nell’Unione europea e stabilisce venti principi e diritti essenziali in materia di pari opportunità e accesso al mercato del lavoro, condizioni di lavoro eque, protezione e inclusione sociali.

Il Consiglio europeo del 14 dicembre 2017 ha approvato le conclusioni del vertice sociale, sottolineando che il pilastro europeo dei diritti sociali dovrebbe essere attuato a livello dell’Unione e degli Stati membri tenendo in debita considerazione le loro rispettive competenze. Il Consiglio ha inoltre invitato la Commissione a proporre un monitoraggio adeguato 4 . La presente comunicazione risponde a tale richiesta e delinea il percorso da seguire in futuro.



2. Progressi nella realizzazione del pilastro europeo dei diritti sociali

L’istituzione del pilastro europeo dei diritti sociali rientra nell’ampio dibattito sul futuro dell’Europa avviato dal Libro bianco della Commissione del 1° marzo 2017 5 . Uno dei principali interrogativi sollevati dal Libro bianco, ma anche dai documenti di riflessione della Commissione sulla dimensione sociale dell’Europa 6 e sulla gestione della globalizzazione 7 , riguarda le possibilità e i modi di rafforzare e aggiornare il modello sociale europeo per tenere conto di cambiamenti fondamentali quali le nuove tecnologie, la globalizzazione e l’invecchiamento demografico.

Al vertice di Roma, che ha celebrato il 60º anniversario dell’UE, i leader politici hanno ribadito il loro impegno per un’Europa sociale 8 . In quest’ampio dibattito il pilastro europeo dei diritti sociali è sia una pietra miliare nella costruzione e nel consolidamento dell’Europa sociale, sia un punto di riferimento sul percorso verso Sibiu, dove i leader dell’UE si riuniranno a maggio 2019 per trarre conclusioni sul futuro dell’UE in vista delle prossime elezioni del Parlamento europeo.

La realizzazione del pilastro europeo dei diritti sociali è sempre stata concepita come un impegno politico e una responsabilità condivisi. Le istituzioni dell’UE, gli Stati membri, le autorità pubbliche, le parti sociali e le organizzazioni della società civile a tutti i livelli sono chiamati a svolgere un ruolo cruciale, in linea con le loro competenze.

A livello dell’UE la Commissione si è impegnata a integrare le priorità del pilastro europeo dei diritti sociali in tutte le politiche dell’UE. A tal fine la Commissione ha già iniziato ad avvalersi degli strumenti e dei processi esistenti e ha presentato anche diverse iniziative specifiche nel quadro delle competenze dell’UE, alcune delle quali devono ancora essere adottate dai colegislatori dell’UE.

La Commissione è inoltre impegnata a sostenere gli Stati membri, le parti sociali e le organizzazioni della società civile nell’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali a livello nazionale, regionale e locale. Un documento di lavoro pubblicato contestualmente alla presente comunicazione ricorda il quadro giuridico, i ruoli rispettivi delle autorità nazionali e dell’UE, così come le iniziative già intraprese su ciascuno dei principi del pilastro europeo dei diritti sociali 9 . 

Monitorare l’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali è essenziale per garantire progressi tangibili sul terreno. Con la presente comunicazione la Commissione propone, come complemento alle iniziative già adottate e future a livello dell’UE, di rafforzare il monitoraggio dell’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali nel semestre europeo per il coordinamento delle politiche. Questo può avvenire:

rispecchiando le priorità del pilastro europeo dei diritti sociali nell’analisi delle misure adottate e dei progressi compiuti a livello nazionale;

fornendo assistenza tecnica, sostenendo l’analisi comparativa e promuovendo lo scambio di buone pratiche tra Stati membri e soggetti interessati;

effettuando uno screening dei risultati conseguiti in ambito sociale e occupazionale sulla base del nuovo quadro di valutazione della situazione sociale, sostenendo in tal modo il più ampio processo di convergenza verso l’alto.

3. Attuare il pilastro a livello dell’UE

Le priorità in ambito sociale sono state al centro dell’agenda di questa Commissione fin dal suo insediamento nel 2014. Il contenuto e l’ambizione del pilastro europeo dei diritti sociali si fondano su numerose iniziative in ambito sociale e occupazionale realizzate dall’attuale Commissione negli ultimi anni 10 :

la promozione di un nuovo inizio per il dialogo sociale, che riflette l’impegno della Commissione a collaborare strettamente con le parti sociali a tutti i livelli;

la proposta di atto europeo sull’accessibilità, volta a migliorare il funzionamento del mercato interno dei prodotti e dei servizi accessibili, eliminando gli ostacoli creati dalle divergenze normative nazionali e quindi facilitare l’attività delle imprese e apportare benefici per i disabili e gli anziani nell’UE;

una proposta di direttiva volta a migliorare la trasparenza e la prevedibilità delle condizioni di lavoro, che migliora l’informazione dei lavoratori in merito ai loro diritti e, al tempo stesso, stabilisce nuovi requisiti minimi per migliorare le condizioni di lavoro;

la revisione della direttiva sul distacco dei lavoratori, che sancisce il principio della “parità di retribuzione a parità di lavoro nello stesso luogo”, creando così condizioni di parità e impedendo la concorrenza sleale nel mercato interno;

nuove proposte legislative per modernizzare il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale che, in particolare, contribuiscono a garantire che i lavoratori che si avvalgono del loro diritto alla libera circolazione non perdano i loro diritti di sicurezza sociale;

una proposta di direttiva sull’equilibrio tra attività professionale e vita privata per i genitori e i prestatori di assistenza volta a modernizzare l’attuale quadro giuridico con l’introduzione del congedo di paternità e del congedo per i prestatori di assistenza, con il rafforzamento del congedo parentale e l’estensione del diritto di chiedere modalità di lavoro flessibili;

il piano d’azione 2017-2019 per affrontare il problema del divario retributivo di genere, che comprende una serie di iniziative per trattarne le cause profonde; il riesame dei vari atti legislativi nel settore della salute e della sicurezza sul lavoro, che aggiorna e integra le disposizioni per la protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute legati al lavoro, compresa l’esposizione ad agenti cancerogeni;

diversi interventi per garantire l’accesso tempestivo ad un’assistenza sanitaria sostenibile, preventiva e curativa di qualità, ad esempio le reti di riferimento europee che, dallo scorso novembre, consentono alle persone colpite da malattie rare di accedere a diagnosi e trattamenti in tutta l’Unione;

il rafforzamento e l’attuazione della garanzia per i giovani, per aiutare i giovani a entrare rapidamente nel mondo del lavoro o ad accedere a corsi di istruzione o di formazione;

l’avvio di un’ampia serie di iniziative nell’ambito della nuova agenda per le competenze, che si prefigge di dotare più persone di competenze migliori;

varie iniziative volte a promuovere l’accesso all’istruzione inclusiva e di qualità, alla formazione e all’apprendimento permanente, nel quadro della transizione verso uno spazio europeo dell’istruzione;

nel settore dell’istruzione e della formazione la Commissione intende conseguire obiettivi più ambiziosi per gli studenti con risultati insufficienti e per i giovani che abbandonano prematuramente gli studi e sta prendendo in considerazione nuovi obiettivi in relazione alle competenze digitali e allo spirito imprenditoriale 11 .



Tra i 22 atti legislativi proposti dal novembre 2014 nel settore sociale e dell’occupazione, 10 sono stati adottati e 12 devono ancora essere approvati dal Consiglio e/o dal Parlamento europeo. Secondo la dichiarazione congiunta tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione, la priorità dei prossimi mesi sarà concludere i fascicoli legislativi in sospeso e concentrarsi sulla realizzazione e sull’attuazione di nuove iniziative concrete.

Inoltre, la Commissione ha integrato le priorità sociali in tutti i settori, riconoscendo pienamente la dimensione sociale del suo intero operato. Sono compresi:

il semestre europeo per il coordinamento delle politiche, nel quale la Commissione ha posto maggiormente l’accento sulle priorità sociali ponendole su un piano di parità con gli obiettivi economici al centro del ciclo annuale di governance economica; il ciclo di quest’anno rispecchia per la prima volta le priorità del pilastro europeo dei diritti sociali 12 ; 

nell’ambito della politica di coesione, le priorità sociali vengono ampiamente sostenute dai Fondi strutturali e d’investimento europei in settori quali l’accesso al mercato del lavoro, l’inclusione sociale e l’istruzione. Altri programmi e strumenti di finanziamento come il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione e il Fondo di aiuti europei agli indigenti sostengono le persone colpite dalla ristrutturazione di imprese o a rischio di grave deprivazione materiale;

il piano di investimenti per l’Europa (“piano Juncker”): le infrastrutture e le attrezzature sociali nonché gli investimenti strategici nelle imprese sociali possono beneficiare di un sostegno finanziario del Fondo europeo per gli investimenti strategici (EFSI) 13 ;

nell’ambito dell’Unione dell’energia, il pacchetto proposto dalla Commissione “Energia pulita per tutti gli europei” è nettamente incentrato sul consumatore e intensifica gli sforzi per assicurare che la transizione verso l’energia pulita sia socialmente equa e che nessuno sia lasciato indietro. II pacchetto definisce inoltre un nuovo approccio per tutelare i consumatori vulnerabili che prevede, tra l'altro, di aiutare gli Stati membri a ridurre i costi energetici per i consumatori favorendo gli investimenti nell'efficienza energetica. Questo ha comportato anche la creazione di un Osservatorio europeo della povertà energetica;

nell’ambito del mercato unico digitale la Commissione ha definito obiettivi in materia di connettività per il 2025, per contribuire a rendere disponibile la banda larga ad alta capacità a tutta la società, con particolare attenzione alle zone in ritardo, come quelle rurali e periferiche, e allo stesso tempo con un forte accento sullo sviluppo delle competenze digitali. Attraverso l’iniziativa WiFi4EU la Commissione intende inoltre promuovere la connessione Wi-Fi gratuita per i cittadini e i visitatori negli spazi pubblici.
La proposta relativa ad un codice europeo delle comunicazioni elettroniche contiene disposizioni volte a garantire l’accessibilità economica dei servizi di comunicazione elettronica (compresa la banda larga) nell’ambito di un regime di servizio universale;

in materia di politica dei trasporti, il pacchetto sulla mobilità “L’Europa in movimento” racchiude un’ampia serie di iniziative che consentiranno, tra l’altro, di garantire condizioni di lavoro adeguate. Attualmente l’UE sta rivedendo le normative sui diritti dei passeggeri per garantire che le persone a mobilità ridotta possano accedere ai servizi di trasporto come tutti gli altri passeggeri;

la Commissione ha proposto una revisione della direttiva sulla qualità dell’acqua potabile, che permetterà di migliorare l’accesso alle risorse idriche per tutta la popolazione, in particolare per i gruppi vulnerabili ed emarginati;

nell’ambito dell’agenda per la tassazione, la Commissione ha presentato una serie di iniziative volte a ripristinare l’equità del sistema fiscale dell’UE garantendo che tutte le società paghino la loro giusta quota di imposte nel luogo in cui gli utili sono generati 14 ; 

tramite la sua politica commerciale, l’UE promuove le principali norme fondamentali in materia di lavoro concordate a livello internazionale: libertà di associazione, diritto di contrattazione collettiva, non-discriminazione, lotta contro il lavoro minorile e il lavoro forzato, ispezione del lavoro, salute e sicurezza sul lavoro e condizioni di lavoro dignitose. Anche le questioni sociali sono aspetti cruciali delle valutazioni d’impatto sulla sostenibilità svolte per tutti gli accordi commerciali, unitamente ai potenziali effetti economici, ambientali e sui diritti umani;

il nuovo Corpo europeo di solidarietà consente ai giovani, in particolare ai giovani svantaggiati, di partecipare ad attività di solidarietà e contribuire a far fronte alle esigenze della società in tutta Europa, aiutandoli a sviluppare le proprie competenze e qualifiche;

nel quadro dei programmi di sostegno alla stabilità la pratica è stata stabilita nel 2015, con l’intervento in Grecia, al fine di garantire che i programmi siano accompagnati da una valutazione dell’impatto sociale.

Inoltre, la convergenza verso migliori risultati socioeconomici, resilienza sociale ed equità, così come promossa dal pilastro europeo dei diritti sociali, è un elemento essenziale degli sforzi volti a rafforzare e completare l’Unione economica e monetaria, come ricordato nella relazione dei cinque presidenti del giugno 2015 15 e nelle successive proposte della Commissione 16 .

Il grafico 1 presenta una panoramica dei diversi modi in cui la Commissione ha integrato le priorità sociali in tutti i settori:

Grafico 1. Principali iniziative dell’attuale Commissione in ambito sociale e occupazionale

In questo contesto l’istituzione del pilastro è stata un fattore chiave per aggiornare e completare la legislazione dell’UE, laddove necessario. In aggiunta a quanto è stato fatto finora, la Commissione presenta un’altra serie di iniziative unitamente alla comunicazione odierna, come illustrato nel riquadro 1.



Riquadro 1. Il nuovo “pacchetto sull’equità sociale” presentato il 13 marzo 2018

La presente comunicazione è accompagnata da un nuovo pacchetto sull’equità sociale, adottato dalla Commissione il 13 marzo 2018.

La Commissione propone innanzitutto di creare un’autorità europea del lavoro, che integra le precedenti iniziative volte a migliorare le norme per il distacco dei lavoratori e il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale. Tra le libertà del mercato interno, la libera circolazione è una delle più apprezzate: ne beneficiano i cittadini, le economie e le società nel loro insieme. La mobilità equa è attualmente garantita da un ampio corpus normativo dell’UE, ma ciò che conta è che tali regole siano effettivamente applicate nella pratica. In questo contesto il ruolo e il valore aggiunto dell’autorità consisteranno:

a) nell’agevolare, per i cittadini e per i datori di lavoro, l’accesso alle informazioni sui loro diritti e sui loro obblighi, nonché ai servizi competenti;

b) nel sostenere la cooperazione tra gli Stati membri per l’applicazione transfrontaliera del pertinente diritto dell’Unione, anche facilitando le ispezioni congiunte;

c)     nel mediare e favorire una soluzione nelle controversie transfrontaliere tra le autorità nazionali o in caso di perturbazioni del mercato del lavoro.

La Commissione riunirà inoltre i principali soggetti interessati per istituire un gruppo consultivo incaricato di assisterla nella preparazione e nell’istituzione dell’autorità.

In secondo luogo la Commissione propone una raccomandazione del Consiglio sull’accesso alla protezione sociale per i lavoratori subordinati e autonomi, che si basa su una consultazione delle parti sociali dell’UE e intende incoraggiare gli Stati membri a garantire che tutti i lavoratori possano versare contributi e abbiano un accesso adeguato alla protezione sociale, ad esempio alle prestazioni di malattia o di disoccupazione. Oggi circa il 60 % delle persone lavora con contratti a tempo pieno e indeterminato. Una quota crescente di persone lavora tuttavia con altri tipi di contratti, tra cui quelli a tempo parziale o determinato, o come lavoratori autonomi. Questa tendenza può dar luogo a disparità e rischi sociali, se tali lavoratori non hanno sufficiente accesso alla protezione sociale. La Commissione ha esaminato la possibilità di proporre una direttiva per affrontare questo problema ma, data la diversità delle situazioni e i limiti del quadro giuridico per un intervento a livello dell’UE, ritiene che una raccomandazione del Consiglio sia il modo più appropriato per orientare i progressi compiuti a livello nazionale, garantire condizioni di parità e sostenere la convergenza verso l’alto.

Infine, la Commissione sta lavorando alla realizzazione del numero di sicurezza sociale europeo, un’identificazione digitale che consente l’interoperabilità dei sistemi esistenti. Milioni di turisti e persone che viaggiano, vivono e lavorano in un altro paese dell’UE potrebbero così dimostrare facilmente di essere coperti dal sistema di sicurezza sociale del paese d’origine e accedere in modo più rapido e agevole alle prestazioni cui hanno diritto, sicuri che i loro dati personali saranno interamente tutelati. Sarebbe così agevolata la portabilità dei diritti a livello transfrontaliero, sarebbero possibili l’identificazione e la verifica della copertura in tempo reale e si ridurrebbero i rischi di errore e le frodi dovuti all’utilizzo di documenti cartacei. Il lavoro delle amministrazioni sarebbe semplificato a tutti i livelli. Quest’iniziativa è parte del programma di lavoro della Commissione 2018: conformemente ai principi per legiferare meglio, la Commissione sta collaborando con gli Stati membri e i soggetti interessati e presenterà un’iniziativa entro la fine dell’anno.

Per l’ulteriore attuazione del pilastro a livello dell’UE, la Commissione continuerà ad avvalersi di tutti gli strumenti a sua disposizione. L’uso di tali strumenti potrà variare a seconda del settore strategico e dei principi del pilastro e in funzione della natura e della portata delle competenze a livello dell’UE. In tale ottica si tratta di aggiornare e completare la normativa esistente, come illustrato sopra, migliorare l’applicazione del diritto dell’UE negli Stati membri e sostenere il dialogo sociale in tutta l’UE, oltre che monitorare i progressi compiuti nell’ambito del semestre europeo.

Ciò si applica anche al pertinente sostegno finanziario tramite i fondi dell’UE, in particolare i Fondi strutturali e di investimento europei, il programma Erasmus+ e altri programmi pertinenti. Nella sua recente comunicazione intitolata “Un quadro finanziario pluriennale nuovo e moderno per un’Unione europea in grado di realizzare efficientemente le sue priorità post-2020” 17 , la Commissione chiede che nel bilancio dell’Unione europea siano mantenute le promesse fatte dai leader al vertice sociale di Göteborg e venga sviluppata ulteriormente la dimensione sociale dell’Unione, anche attraverso la piena attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali 18 . La Commissione ha sottolineato che serviranno risorse adeguate per migliorare le opportunità di occupazione e affrontare le sfide in materia di competenze, comprese quelle relative alla digitalizzazione. Nella primavera del 2018 saranno presentate proposte dettagliate per il quadro finanziario pluriennale dell’UE per il periodo successivo al 2020.

4. Attuare il pilastro a livello nazionale

La maggior parte delle competenze e degli strumenti necessari per realizzare il pilastro europeo dei diritti sociali è nelle mani delle autorità locali, regionali e nazionali, delle parti sociali e della società civile. L’UE ha un ruolo importante da svolgere nel sostenere gli Stati membri, ma la responsabilità per l’attuazione del pilastro spetta - in larga misura - agli Stati membri, a diversi livelli di governo e amministrazione. Inoltre, le parti sociali a tutti i livelli sono chiamate a svolgere un ruolo cruciale attuando il pilastro in conformità con la loro autonomia nel negoziare e nel concludere accordi 19 . Il rispetto per la diversità dei sistemi nazionali di relazioni industriali e l’autonomia delle parti sociali è esplicitamente riconosciuto dal TFUE. Nel corso degli anni la Commissione ha invitato gli Stati membri ad assegnare alle parti sociali un ruolo più ampio nel settore occupazionale e sociale, dato che la loro partecipazione contribuisce alla titolarità delle riforme. Anche le organizzazioni non governative, in particolare quando forniscono servizi sociali, sono di fondamentale importanza per mobilitare e realizzare il pilastro.

Il pilastro europeo dei diritti sociali, che sancisce principi e diritti essenziali, funge da guida verso risultati efficienti nel settore sociale e dell’occupazione. Non vi sono soluzioni valide per tutti e il pilastro riflette la diversità delle situazioni nazionali. Anche se gli Stati membri spesso affrontano sfide comuni e condividono problemi simili, le soluzioni che devono elaborare sono inevitabilmente diverse. Ciò è dovuto alla diversità dei rispettivi sistemi nazionali, delle tradizioni, dei punti di partenza e delle loro specifiche situazioni socioeconomiche.

Il contesto economico attuale fornisce l’opportunità di promuovere una crescita inclusiva, modernizzare l’economia sociale di mercato dell’UE e investire nelle persone, in linea con il pilastro europeo dei diritti sociali. L’economia dell’UE sta continuando ad espandersi a ritmo sostenuto 20 . Dall’inizio dell’autunno 2014, quando la Commissione attuale ha iniziato il suo mandato, sono stati creati più di 9 milioni di nuovi posti di lavoro 21 . Il tasso di disoccupazione sta continuando a scendere e si trova al livello più basso dal 2008. Le persone occupate nell’UE sono 236,3 milioni, il più alto numero mai registrato. Nell’UE vi sono tuttavia ancora 18 milioni di disoccupati, il reddito delle famiglie è ancora inferiore a quello del 2008 in diversi Stati membri e molte sfide sociali sono ancora presenti, in particolare se si considera il ritmo e la portata degli sviluppi in corso, dalla digitalizzazione all’invecchiamento. Vi sono ancora notevoli disparità di situazioni tra gli Stati membri e al loro interno.

Le priorità varieranno necessariamente e il semestre europeo rappresenta per gli Stati membri l’opportunità di compiere progressi e riferire in merito all’attuazione del pilastro. Nelle relazioni per paese pubblicate di recente nell’ambito del ciclo del semestre europeo 2018 22 sono illustrate la natura e la portata delle sfide da affrontare a livello nazionale per ottenere migliori condizioni di vita e di lavoro, più equità e un migliore funzionamento dei mercati del lavoro, sistemi di istruzione e di formazione che riescano a trasmettere competenze appropriate e pertinenti, e sistemi di previdenza sociale che siano al contempo sostenibili e adeguati. I programmi nazionali di riforma, che gli Stati membri dovrebbero presentare in aprile, definiranno nuove priorità e ulteriori azioni concrete da intraprendere a livello nazionale. Su tali programmi saranno fondate le raccomandazioni specifiche per paese che la Commissione proporrà nella primavera del 2018. Contemporaneamente la Commissione continuerà ad operare con gli Stati membri per garantire che i finanziamenti UE disponibili siano impiegati in modo proficuo per sostenere le riforme strutturali o investire nelle persone, in linea con le priorità individuate nelle relazioni per paese e nelle raccomandazioni specifiche per paese.

5. Monitorare l’attuazione del pilastro

Il semestre europeo per il coordinamento delle politiche costituisce uno strumento adeguato per il monitoraggio dei progressi compiuti nei principali settori oggetto del pilastro europeo dei diritti sociali. Il semestre europeo si basa su analisi approfondite, specifiche per la situazione di ciascun paese, e riconosce la diversità delle sfide e la necessità di stabilire priorità in considerazione dei diversi punti di partenza e dei mezzi disponibili in tutti i paesi. Il semestre europeo permette anche di strutturare gli sforzi collettivi nel tempo: si basa su un dialogo approfondito e sulla comunicazione delle informazioni durante tutto l’anno, un dialogo trasparente e aperto a tutte le parti interessate, svolto in particolare al fine di strutturare le valutazioni inter pares e l’analisi comparativa tra gli Stati membri. Basandosi sui progressi compiuti negli ultimi anni per rafforzare la dimensione sociale del semestre europeo, la Commissione ha iniziato a perfezionare gli strumenti e i metodi di lavoro esistenti al fine di tenere conto del pilastro europeo dei diritti sociali da quando è stato proclamato. Ciò non comporta cambiamenti fondamentali, né la creazione di strumenti nuovi, né oneri amministrativi supplementari per gli Stati membri.

Sarà inoltre necessario effettuare un follow-up più tematico per coprire in profondità i vari principi del pilastro e verificare sul terreno che vi sia dato seguito effettivo e che siano oggetto di diffusione. Per studiare in modo approfondito tematiche specifiche saranno utilizzate pubblicazioni periodiche dell’UE, quali la relazione annuale comune sull’occupazione e la relazione sull’occupazione e sugli sviluppi sociali. Le agenzie dell’UE che operano nel settore 23 saranno inoltre incaricate di elaborare relazioni dettagliate per i principi che rientrano più precisamente nell’ambito delle loro responsabilità. A loro volta, le parti sociali e le organizzazioni della società civile a livello di UE possono decidere di concentrarsi maggiormente su alcuni principi che rivestono per loro un particolare interesse.

Nell’ambito del semestre europeo saranno aggiunti tre nuovi elementi che permettono di monitorare l’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali:

Integrare le priorità del pilastro nel semestre europeo durante la selezione dei temi per le relazioni dettagliate su base annua: i principi e i diritti sanciti dal pilastro saranno presi in considerazione nel corso del semestre europeo per monitorare, confrontare e valutare i progressi compiuti. Allo stesso tempo, alcuni temi specifici riguardanti il pilastro saranno messi in evidenza nel quadro di una valutazione dettagliata ogni anno. Ciò si applica in particolare all’analisi annuale della crescita (pubblicata a novembre), che definisce le priorità economiche e sociali a livello dell’UE, e alle relazioni per paese (pubblicate a febbraio/marzo), che costituiscono la base per ulteriori orientamenti specifici per paese. La scelta dei temi sarà effettuata in consultazione con tutte le parti interessate, in particolare i comitati competenti in rappresentanza degli Stati membri.

Fornire assistenza tecnica, promuovere l’analisi comparativa e lo scambio di buone pratiche: il semestre europeo offre uno spazio di dialogo con le parti interessate, di scambio di esperienze e di maggiore apprendimento reciproco tra Stati membri, al fine di sostenere la convergenza verso i paesi con i migliori risultati. Gli organismi che si occupano delle questioni di politica sociale e di occupazione nell’ambito del semestre europeo, quali il comitato per l’occupazione e il comitato per la protezione sociale, hanno già iniziato i lavori sulla valutazione comparativa della convergenza delle politiche. Nella comunicazione intitolata “Ulteriori tappe verso il completamento dell’Unione economica e monetaria dell’Europa: tabella di marcia" 24 , la Commissione ha suggerito di intensificare i lavori in corso in sede di Consiglio e di Eurogruppo sull’analisi comparativa delle politiche. Inoltre, in aggiunta al sostegno finanziario fornito attraverso i Fondi strutturali e di investimento europei, il servizio di assistenza per le riforme strutturali della Commissione (SRSS) ha rafforzato la sua offerta di sostegno su misura per le riforme istituzionali, amministrative e politiche 25 .

Valutare e monitorare i risultati con l’aiuto del nuovo quadro di valutazione della situazione sociale: insieme alla proposta relativa al pilastro europeo dei diritti sociali, la Commissione ha presentato un nuovo quadro di valutazione della situazione sociale. Il suo ruolo è contribuire ad esaminare i risultati degli Stati membri nel settore occupazionale e sociale sulla base delle varie dimensioni del pilastro. Il quadro di valutazione è stato utilizzato per la prima volta per contribuire a informare e approfondire l’analisi effettuata nella relazione comune sull’occupazione 2018 e gli indicatori sono stati utilizzati a supporto dell’analisi delle relazioni per paese 2018. Senza esaurire la discussione sul monitoraggio del pilastro, essi contribuiscono ad illustrare la situazione sul terreno e consentono di effettuare confronti nel tempo e tra paesi. Il quadro di valutazione e i relativi supporti statistici saranno ulteriormente sviluppati con il sostegno degli Stati membri.



Riquadro 2. Il nuovo quadro di valutazione della situazione sociale nell’UE 26