EUR-Lex Access to European Union law

Back to EUR-Lex homepage

This document is an excerpt from the EUR-Lex website

Document 52017DC0713

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI Il futuro dell'alimentazione e dell'agricoltura

COM/2017/0713 final

Bruxelles, 29.11.2017

COM(2017) 713 final

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI EMPTY

Il futuro dell'alimentazione e dell'agricoltura


Il futuro dell'alimentazione e dell'agricoltura



Indice

1.Un nuovo contesto

2.Verso un nuovo modello di risultati e una PAC più semplice

3.Una PAC più intelligente, moderna e sostenibile

3.1.Sfruttare la ricerca e l'innovazione per collegare le conoscenze alle colture

3.2.Promuovere un settore agricolo intelligente e resiliente

3.2.1.Il sostegno di un reddito adeguato per aiutare gli agricoltori a vivere del loro lavoro

3.2.2.Investire per migliorare il premio di mercato degli agricoltori

3.2.3.Gestione dei rischi

3.3.Rafforzare la protezione ambientale e l'azione per il clima e contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell'UE in materia di ambiente e clima

3.4.Rafforzare il tessuto socioeconomico delle zone rurali

3.4.1.Crescita e posti di lavoro nelle zone rurali21

3.4.2.Attrarre nuovi agricoltori24

3.5.Rispondere alle preoccupazioni dei cittadini per quanto concerne la produzione agricola sostenibile, compresa la salute, l'alimentazione, gli sprechi alimentari e il benessere degli animali26

4.La dimensione globale della PAC27

4.1.Commercio28

4.2.Migrazione29

   



1.Un nuovo contesto 

Il settore agricolo e le zone rurali dell'UE contribuiscono in modo fondamentale al benessere e al futuro dell'Unione. L'UE è uno dei principali produttori mondiali di prodotti alimentari, e garantisce sicurezza alimentare a oltre 500 milioni di cittadini europei. Gli agricoltori dell'UE sono i primi custodi dell'ambiente naturale, in quanto curano le risorse del suolo, dell'acqua, dell'aria e della biodiversità sul 48 % del territorio dell'UE (i silvicoltori si occupano di un ulteriore 36 %) e sono all'origine degli essenziali pozzi di assorbimento del carbonio e dell'approvvigionamento delle risorse rinnovabili per l'industria e l'energia. Essi dipendono anche direttamente da tali risorse naturali: un gran numero di posti di lavoro dipende dall'attività agricola, sia all'interno del comparto (che dà un lavoro regolare a 22 milioni di persone) o al più ampio settore alimentare (le aziende agricole, la trasformazione dei prodotti alimentari e i relativi servizi al dettaglio assicurano circa 44 milioni di posti di lavoro). Le zone rurali dell'UE ospitano nell'insieme il 55 % dei cittadini 1 e al tempo stesso sono basi importanti d'occupazione, attività ricreative e turismo.

Figura 1

Nessuno di questi benefici può tuttavia essere dato per scontato: a differenza della maggior parte degli altri settori economici, l'agricoltura è fortemente influenzata dalle condizioni meteorologiche; è spesso messa a dura prova dalla volatilità dei prezzi, da calamità naturali, parassiti e malattie, il che fa sì che ogni anno almeno il 20 % degli agricoltori perdano più del 30 % del reddito rispetto alla media degli ultimi tre anni. Al tempo stesso la pressione sulle risorse naturali è ancora chiaramente presente, in parte per effetto di alcune attività agricole, e i cambiamenti climatici minacciano di aggravare ancora tutti i problemi di cui sopra. La politica agricola comune (PAC) dovrebbe favorire la transizione verso un'agricoltura più sostenibile.

La PAC ha consentito al mercato unico di svilupparsi in modo assai più integrato; grazie alla PAC l'agricoltura dell'UE è in grado di rispondere alle richieste dei cittadini in materia di sicurezza alimentare, qualità e sostenibilità. Tuttavia, il settore si trova ad affrontare problemi di bassa redditività (dovuta anche agli elevati standard di produzione dell'UE), di costo elevato dei fattori di produzione e della frammentarietà del settore primario. Il settore agricolo unionale attualmente compete, ai prezzi del mercato mondiale, nella maggior parte dei comparti, è all'avanguardia in termini di diversità e qualità dei prodotti alimentari ed è il più importante esportatore mondiale di prodotti agroalimentari (131 miliardi di EUR nel 2016 2 ).

Risultati solidi, ma ancora molto da fare

I pagamenti diretti attualmente rafforzano la resilienza di 7 milioni di aziende agricole, che occupano il 90 % del terreno agricolo: anche se in media rappresentano circa il 46 % del reddito della comunità agricola dell'UE, la percentuale è molto più alta in un gran numero di regioni e settori. I pagamenti diretti offrono una relativa stabilità di reddito agli agricoltori - che devono far fronte a una forte volatilità di prezzi e produzione - contribuendo in questo modo alla diffusione in tutta l'Unione della produzione alimentare di base, nonché all'elevato livello di qualità che è la sua caratteristica essenziale 3 . L'impatto dei suddetti pagamenti è integrato da strumenti di mercato. Le zone soggette a vincoli naturali sono inoltre oggetto di un sostegno specifico.

La politica di sviluppo rurale apporta un contributo sostanziale all'economia agricola e ai mezzi di sussistenza della popolazione rurale: sostiene gli investimenti, l'acquisizione delle conoscenze, l'organizzazione della filiera alimentare, la tutela dell'ambiente e l'azione per il clima. I programmi di sviluppo rurale per il periodo 2014-2020 si fondano su queste premesse e ampliano l'offerta d'innovazione e gestione dei rischi. La creazione del partenariato europeo per l'innovazione «Produttività e sostenibilità dell'agricoltura» (PEI-AGRI) ha dato impulso alla creazione e condivisione di conoscenze. Tuttavia, occorrono ancora importanti sforzi per agevolare l'accesso degli agricoltori alla conoscenza 4 .

Vi sono insegnamenti da trarre dalla consultazione pubblica avviata nel primo semestre 2017 su «Modernizzazione e semplificazione della PAC» 5 , che ha confermato un ampio consenso sul fatto che gli attuali strumenti della PAC riescano solo in parte a far fronte alle sfide di oggi, in particolare per quanto riguarda le sfide ambientali e climatiche, in cui la maggioranza degli agricoltori e dei portatori di interessi ritiene che la PAC dovrebbe fare di più. Si è inoltre messa in evidenza l'eccessiva burocrazia, uno dei principali ostacoli che impediscono all'attuale politica realizzare i risultati previsti.

Figura 2

Le misure basate sui terreni sono di fondamentale importanza per gli obiettivi ambientali e climatici dell'UE, e gli agricoltori sono gli operatori economici primari nel conseguimento di questi importanti traguardi sociali. In tale contesto occorre esaminare i pagamenti diretti, in modo che gran parte della superficie agricola attiva dell'UE sia gestita con pratiche benefiche per l'ambiente: gli attuali pagamenti per superficie a favore dello sviluppo rurale poggiano su queste basi; in parte grazie alla PAC, l'agricoltura biologica si è notevolmente estesa, arrivando a coprire il 6 % della superficie agricola utilizzata (SAU) nel 2015, rispetto al 2 % nel 2000.

L'attuazione dell'«inverdimento 6 » è considerata meno ambiziosa del previsto, a volte, e nella consultazione pubblica è ritenuta l'elemento più gravoso e complesso della PAC a scapito dell'efficacia. I cambiamenti climatici sono diventati nel frattempo una priorità vieppiù urgente, con costi assai elevati cui la comunità agricola dovrà far fronte in futuro 7 .

Questo punto di vista è stato sottolineato nella piattaforma REFIT, che ha messo in rilievo l'onere amministrativo eccessivo delle misure d'inverdimento in vigore e del sistema di controllo e di audit, nonché la crescente sovrapposizione tra i pilastri I e II 8 . Come indicato nella piattaforma REFIT, occorre ridurre l'onere normativo della PAC e migliorarne il rapporto qualità/prezzo, garantendo al contempo il conseguimento degli obiettivi, nonché aumentarne l'integrazione con altre politiche.

La prima relazione sull'attuazione del quadro comune di monitoraggio e valutazione della PAC, con i primi risultati, sarà presentata al Parlamento europeo e al Consiglio nel 2018. La valutazione d'impatto alla base della proposta della Commissione per la politica agricola comune dopo il 2020 terrà conto di tutti gli elementi di giudizio disponibili sulle prestazioni della PAC (compresi i risultati delle valutazioni e il contributo della piattaforma REFIT) e si servirà di tali informazioni nel vaglio di soluzioni specifiche per il futuro.



Una PAC attrezzata per affrontare il domani

Pur perseguendo gli obiettivi che figurano nel trattato per quanto riguarda l'agricoltura, la PAC ha continuato a evolvere, aumentando il valore aggiunto dell'UE e concentrandosi maggiormente sull'ambiente, il clima e il contesto rurale più ampio dell'agricoltura. Il settore è riuscito così ad aumentare la produttività di quasi il 9 % dal 2005, e a ridurre in parallelo le emissioni di gas a effetto serra (GHG) del 24 % rispetto al 1990 nonché l'uso dei fertilizzanti, con conseguenze positive sulla qualità delle acque. Tuttavia, senza un sostegno politico più forte e ambizioso, difficilmente le emissioni agricole dell'UE continueranno a diminuire allo stesso ritmo. La PAC deve continuare a potenziare la risposta a queste sfide e svolgere un ruolo essenziale nella realizzazione delle priorità Juncker in piena coerenza con le altre politiche, in particolare:

·promuovere occupazione, crescita e investimenti di qualità;

·sfruttare il potenziale dell'Unione dell'energia, dell'economia circolare e della bioeconomia, rafforzando contestualmente la tutela dell'ambiente e la lotta e l'adattamento ai cambiamento climatici;

·portare ricerca e innovazione fuori dei laboratori, inserendole nei campi e nei mercati;

·collegare completamente gli agricoltori e le aree rurali all'economia digitale e

·contribuire all'Agenda della Commissione europea sulla migrazione.

Al tempo stesso, l'UE è fortemente impegnata ad agire nell'ambito dell'accordo di Parigi della COP21 e sugli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. In particolare, la PAC sostiene le politiche illustrate nel quadro dell'energia e del clima all'orizzonte 2030, in cui il settore agricolo è chiamato a contribuire sia all'obiettivo di ridurre le emissioni del 40 % entro il 2030 in tutti i comparti economici, sia alla strategia di adattamento dell'UE. L'agricoltura europea deve inoltre potenziare il contributo al conseguimento degli obiettivi ambientali dell'UE. Tali impegni non possono essere rispettati senza gli agricoltori, i silvicoltori e gli altri operatori rurali che gestiscono più della metà del territorio dell'UE, e sono i principali utenti e custodi delle risorse naturali e forniscono ampi pozzi di assorbimento del carbonio e risorse rinnovabili per l'industria e l'energia. Una PAC più moderna dovrebbe pertanto aumentare il valore aggiunto dell'UE nella misura in cui riflette un più alto livello di ambizione in materia ambientale e climatica e risponde all'interesse dei cittadini per una produzione agricola sostenibile.

La dichiarazione di Cork 2.0 del 2016, "Una vita migliore nelle aree rurali", ha dato voce ad aspirazioni ambiziose per il futuro successo dell'agricoltura e dello spazio rurale dell'UE, illustrando il contributo che potrebbero dare all'insieme della società: presenta infatti un programma di riforma della PAC inteso a migliorarne i risultati e metterla al passo delle sfide dell'agricoltura di oggi. In particolare è necessario investire in competenze, servizi pubblici, infrastrutture e sviluppo di capacità in grado di creare comunità rurali reattive.

Figura 3

La consultazione pubblica ha sottolineato l'importanza delle tre dimensioni della sostenibilità (economica, ambientale, sociale) collegandole alla più ampia necessità di ammodernare e semplificare la politica.

Nel Libro bianco sul futuro dell'Europa, del 1º marzo 2017 la Commissione ha avviato un dibattito di ampio respiro sull'Unione di domani, invitando l'Unione stessa e gli Stati membri a interagire meglio con i cittadini, assumersi maggiormente la responsabilità del loro operato e concretizzare in modo più efficace e più rapido quanto è stato deciso collettivamente, ad esempio il pilastro europeo dei diritti sociali. Nel documento di riflessione sul futuro delle finanze dell'UE, del 28 giugno 2017, la Commissione stimola ulteriormente questo dibattito, definendo opzioni e scenari per il futuro orientamento del bilancio dell'UE, compreso fra l'altro un certo livello di cofinanziamento della PAC e relative implicazioni. Come rammentato nel documento di riflessione, il bilancio dell'UE dovrebbe continuare a far fronte alle tendenze attuali che modelleranno l'UE negli anni a venire. Vi sono inoltre numerose nuove sfide per le quali il bilancio dell'UE dovrà fare di più rispetto a oggi. In questo contesto, sarà necessario prendere in considerazione tutti gli strumenti esistenti, PAC compresa. Di conseguenza, la presente comunicazione non pregiudica l'esito di questo dibattito né le proposte per il prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP).

Il documento di riflessione sul futuro delle finanze dell'UE fa appello a una transizione verso nuovi modelli di crescita sostenibile che fondano considerazioni economiche, sociali e ambientali in un insieme coerente e integrato, con una maggiore attenzione alla fornitura di beni pubblici.

In questo contesto la PAC deve avanzare nelle prossime tappe evolutive — di ammodernamento e semplificazione, in stretta collaborazione con altre politiche dell'UE — per far fronte alle numerose e pressanti sfide e mettere in risalto il meglio del settore agricolo e delle zone rurali dell'Unione, ponendo l'accento su standard elevati e risultati effettivi, e sostenere gli agricoltori nell'anticipare e affrontare il futuro.

2.Verso un nuovo modello di risultati e una PAC più semplice

La PAC deve evolvere in diverse direzioni attagliando le risposte alle sfide e alle opportunità man mano che si manifestano a livello unionale, nazionale, regionale, locale e aziendale: dovrà quindi tra l'altro semplificare la propria gestione, migliorare i risultati rispetto agli obiettivi dell'UE, e ridurre sensibilmente la burocrazia e gli oneri amministrativi.

L'attuale sistema di attuazione della PAC si basa su requisiti dettagliati a livello dell'UE, con controlli, sanzioni e meccanismi di verifica rigorosi; le regole sono spesso minuziosamente prescrittive, fino al livello dell'azienda agricola. In un contesto agricolo e climatico fortemente diversificato, però, i risultati auspicati e il valore aggiunto dell'UE non si ottengono con impostazioni dall'alto al basso, né con approcci generici poco attenti alle specificità.

Nel modello di attuazione della futura PAC, l'Unione dovrebbe fissare parametri di base (obiettivi, tipologie d'intervento, requisiti di base), mentre gli Stati membri dovrebbero assumersi una maggiore responsabilità quanto al modo di raggiungere obiettivi e traguardi concordati. Gli obiettivi della PAC risponderanno pienamente agli obblighi del trattato sull'Unione europea, ma conseguiranno altresì i traguardi concordati, ad esempio, sull'ambiente, sui cambiamenti climatici (COP 21) e numerosi altri obiettivi di sviluppo sostenibile. Nell'elaborare i piani strategici della PAC, gli Stati membri terranno conto degli strumenti di pianificazione adottati in forza della legislazione e delle politiche dell'UE sull'ambiente e sul clima 9 . Al tempo stesso, gli Stati membri saranno responsabili dell'affidabilità del monitoraggio e della rendicontazione delle prestazioni, a sostegno dell'affidabilità del bilancio.

Nel contesto dei suddetti obiettivi e traguardi, una maggiore sussidiarietà consentirebbe di tenere conto più specificamente delle condizioni ed esigenze locali. Gli Stati membri sarebbero responsabili di adattare gli interventi della PAC in modo da sfruttarne al massimo il contributo agli obiettivi dell'UE. Pur mantenendo le attuali strutture di gestione - per continuare ad assicurare un controllo effettivo e l'esecuzione delle disposizioni volte a conseguire tutti gli obiettivi politici - gli Stati membri avrebbero anche più voce in capitolo nella progettazione del quadro di verifica di conformità applicabile ai beneficiari (controlli e sanzioni compresi).

Per rafforzare il valore aggiunto dell'UE e salvaguardare il funzionamento del mercato interno agricolo, gli Stati membri decidono non in modo isolato, bensì nel quadro di un processo strutturato che si concreta nell'istituzione di un piano strategico della PAC, riguardante gli interventi sia nel pilastro I che nel pilastro II, assicurando in tal modo la coerenza sull'insieme della futura PAC e con le altre politiche. Il modello di attuazione continuerà pertanto ad assicurare condizioni di parità, tutelando la natura comune e i due pilastri della politica. La Commissione valuterà tali piani e li approverà per sfruttare al massimo il contributo della PAC a priorità e traguardi unionali e al conseguimento, da parte degli Stati membri, degli obiettivi in materia di clima e di energia nell'ottica di un approccio comune. Alzare il livello di ambizione è l'unica opzione praticabile a tale riguardo.

Il processo di programmazione dovrebbe essere definito in modo molto più semplice, decisamente al di sotto dei livelli di complessità dell'attuale programmazione dello sviluppo rurale: in particolare occorre eliminare gli elementi di conformità prescrittiva, ad esempio i dettagli nelle misure e le norme di ammissibilità a livello di legislazione UE. La semplificazione favorirebbe approcci integrati e innovativi e renderebbe il quadro politico più adattabile e favorevole all'innovazione.

I piani della PAC e degli Stati membri dovrebbero pertanto concentrarsi soprattutto sugli obiettivi e i risultati attesi, lasciando un margine sufficiente a Stati membri e regioni per far fronte alle rispettive specificità. Conformemente alla logica dell'approccio della Commissione: "Un bilancio incentrato sui risultati", il futuro sistema di attuazione dovrebbe pertanto essere più orientato ai risultati, rafforzare la sussidiarietà dando agli Stati membri un margine molto più ampio per eseguire i regimi della PAC, perseguire i traguardi realistici e adeguati concordati, e contribuire a ridurre l'onere amministrativo dell'UE che grava sui beneficiari In tale contesto, le opzioni semplificate in materia di costi e le tecnologie moderne offrono enormi opportunità per ridurre tale onere, in particolare per quanto concerne i controlli. Gli agricoltori e i cittadini dovrebbero essere in grado di trarre vantaggio da questi progressi grazie a un quadro meno prescrittivo.

In tal modo, come affermato nella dichiarazione di Cork 2.0, l'architettura dell'insieme della PAC consentirà di attagliare gli interventi ad obiettivi economici, sociali e ambientali ben definiti, integrando al contempo le esigenze e le aspirazioni dei territori interessati.

Un'altra funzione fondamentale della Commissione consiste naturalmente nel verificare la realizzazione dei risultati, il rispetto delle norme di base dell'UE e degli impegni assunti a livello internazionale nel quadro di un buon sistema di garanzia e di audit. A tal fine il processo di garanzia dovrebbe essere adattato a requisiti di progettazione orientata ai risultati, tra cui lo sviluppo e l'applicazione di indicatori solidi e misurabili e dell'affidabilità del monitoraggio e della rendicontazione delle prestazioni.

3.Una PAC più intelligente, moderna e sostenibile

I cittadini europei dovrebbero continuare ad avere accesso ad alimenti sicuri, di qualità, nutrienti, diversificati e a prezzi accessibili. Le modalità di produzione e commercializzazione degli alimenti dovrebbero adeguarsi alle aspettative dei cittadini, in particolare per quanto riguarda l'impatto sulla salute, l'ambiente e il clima. A tal fine, in un contesto di popolazione mondiale in crescita, maggiori pressioni ambientali e cambiamenti climatici, la PAC deve continuare a evolvere, mantenendo l'orientamento al mercato e il sostegno al modello agricolo familiare in tutte le regioni dell'Unione. Analogamente, la PAC deve sostenere ed essere compatibile con gli sforzi tesi ad affrontare le cause profonde dell'immigrazione nell'UE.

Figura 4

Soddisfare questi obiettivi sarà possibile sulla base di quanto la PAC ha già realizzato attraverso gli obiettivi politici, in un nuovo contesto economico, climatico, ambientale, sociale, tecnologico, industriale e politico. La sezione che segue illustra i principali obiettivi della futura PAC:

·promuovere un settore agricolo intelligente e resiliente;

·rafforzare la tutela dell'ambiente e l'azione per il clima e contribuire agli obiettivi climatici e ambientali dell'UE;;

·sostenere il tessuto socioeconomico delle zone rurali.

Per conseguire tali obiettivi il settore agricolo e le zone rurali dell'UE dovranno essere meglio collegati allo sviluppo del capitale umano e alla ricerca e dovrà essere potenziato il sostegno all'innovazione.

La PAC di domani dovrà dunque continuare a rispondere alle aspettative sociali per quanto riguarda la produzione alimentare, in particolare la sicurezza e la qualità degli alimenti e le norme ambientali e in materia di benessere degli animali.

3.1.Sfruttare la ricerca e l'innovazione per collegare le conoscenze alle colture

Le innovazioni nei vari settori (agronomia con soluzioni basate sulla natura, allevamento, agricoltura verticale, zootecnia, tecnologia, innovazioni digitali, organizzative e relative ai prodotti) sono a portata di mano e possono favorire la multifunzionalità dei sistemi agricoli e alimentari dell'UE. La ricerca e l'innovazione sono alla base dei progressi che si realizzano a fronte delle sfide del settore agricolo e delle zone rurali dell'UE sul piano economico, ambientale e sociale. Le esigenze e i contributi delle zone rurali dovrebbero riflettersi fedelmente sul programma di ricerca dell'Unione europea e la futura PAC dovrà potenziare ulteriormente le sinergie con la politica in materia di ricerca e innovazione nella promozione dell'innovazione.

Lo sviluppo tecnologico e la digitalizzazione consentono grandi passi avanti nell'efficienza delle risorse e favoriscono l'agricoltura adeguata all'ambiente e ai cambiamenti climatici, il che riduce l'impatto ambiente/clima, aumenta la resilienza e la salute del suolo e riduce i costi per gli agricoltori. Tuttavia, la diffusione delle nuove tecnologie nel settore agricolo rimane al di sotto delle aspettative in quanto sono distribuite in modo ineguale sul territorio dell'UE e occorre affrontare con particolare urgenza l'accesso delle piccole e medie aziende agricole alla tecnologia:

non solo la tecnologia ma anche l'accesso a nuove conoscenze solide e pertinenti non è affatto uniforme in tutta l'Unione, a detrimento delle prestazioni di determinati strumenti della PAC nonché della competitività generale e del potenziale di sviluppo del settore agricolo in generale. Per contro, la capacità della PAC di aumentare il flusso di conoscenze tra partner provenienti da varie parti dell'UE offre un forte valore aggiunto che permetterà di ridurre i costi, aumentare l'impatto dei finanziamenti dell'UE e accelerare l'innovazione nelle diverse parti dell'UE.

 

Figura 5

Sostenere la conoscenza, l'innovazione e la tecnologia, indispensabili per attrezzare la PAC del domani. I regimi volti a potenziare i risultati economici, sociali e ambientali nonché la mitigazione/adattamento ai cambiamenti saranno collegati a servizi che forniranno conoscenze, consulenza, competenze e innovazione.

Il partenariato europeo per l'innovazione su «Produttività e sostenibilità dell'agricoltura» (EIP-AGRI) e il partenariato europeo per l'innovazione relativo all'acqua hanno dato prova di efficacia nel mobilitare il settore agricolo per l'innovazione: hanno finanziato progetti pilota a partecipazione multipla e il collegamento in rete in tutta Europa per mettere le nuove conoscenze a disposizione. La riuscita dipende dalle prestazioni combinate dei consulenti, dai sistemi di formazione e di istruzione agricola, dai ricercatori e dalle organizzazioni degli agricoltori che spesso vanno sotto il nome di sistemi della conoscenza e dell'innovazione agricola, e che operano in modo molto diverso da uno Stato membro all'altro. Il ruolo di consulente agricolo si distingue come particolarmente importante. Una PAC moderna dovrebbe sostenere il rafforzamento dei servizi di consulenza agricola in seno ai sistemi della conoscenza e dell'innovazione agricola, fino a farne una condizione per l'approvazione dei piani strategici della PAC. Ciò dovrebbe essere agevolato potenziando il sostegno agli scambi tra pari, i collegamenti in rete e la cooperazione tra gli agricoltori, anche attraverso le organizzazioni di produttori («OP»), in quanto possono essere importanti veicoli di condivisione delle conoscenze, d'innovazione e di risparmio sui costi per gli agricoltori su base molto regolare.

3.2.Promuovere un settore agricolo intelligente e resiliente

3.2.1.Il sostegno di un reddito adeguato per aiutare gli agricoltori a vivere del loro lavoro 

Come sottolineato nel documento di riflessione sul futuro delle finanze dell'UE, i pagamenti diretti colmano in parte il divario tra reddito agricolo e reddito in altri settori economici: sono un'importante rete di sicurezza al reddito, nella misura in cui assicurano l'attività agricola in tutte le regioni dell'Unione, comprese le zone soggette a vincoli naturali (che ottengono pagamenti anche a titolo della politica di sviluppo rurale) con gli associati benefici economici, ambientali e sociali, compresa la fornitura di beni pubblici. Pertanto, i pagamenti diretti restano un elemento essenziale della PAC, in linea con gli obblighi previsti dal trattato UE.