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Document 02007L0046-20190901

Direttiva 2007/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 settembre 2007, che istituisce un quadro per l’omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, nonché dei sistemi, componenti ed entità tecniche destinati a tali veicoli (direttiva quadro) (Testo rilevante ai fini del SEE)Testo rilevante ai fini del SEE

ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2007/46/2019-09-01

02007L0046 — IT — 01.09.2019 — 025.001


Il presente testo è un semplice strumento di documentazione e non produce alcun effetto giuridico. Le istituzioni dell’Unione non assumono alcuna responsabilità per i suoi contenuti. Le versioni facenti fede degli atti pertinenti, compresi i loro preamboli, sono quelle pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea e disponibili in EUR-Lex. Tali testi ufficiali sono direttamente accessibili attraverso i link inseriti nel presente documento

►B

DIRETTIVA 2007/46/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

del 5 settembre 2007

che istituisce un quadro per l’omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, nonché dei sistemi, componenti ed entità tecniche destinati a tali veicoli

(«direttiva quadro»)

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(GU L 263 dell'9.10.2007, pag. 1)

Modificata da:

 

 

Gazzetta ufficiale

  n.

pag.

data

►M1

REGOLAMENTO (CE) N. 1060/2008 DELLA COMMISSIONE del 7 ottobre 2008

  L 292

1

31.10.2008

►M2

REGOLAMENTO (CE) N. 78/2009 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 14 gennaio 2009

  L 35

1

4.2.2009

 M3

REGOLAMENTO (CE) N. 79/2009 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 14 gennaio 2009

  L 35

32

4.2.2009

 M4

REGOLAMENTO (CE) N. 385/2009 DELLA COMMISSIONE del 7 maggio 2009

  L 118

13

13.5.2009

►M5

REGOLAMENTO (CE) N. 595/2009 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 18 giugno 2009

  L 188

1

18.7.2009

►M6

REGOLAMENTO (CE) N. 661/2009 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 13 luglio 2009

  L 200

1

31.7.2009

 M7

DIRETTIVA 2010/19/UE DELLA COMMISSIONE Testo rilevante ai fini del SEE del 9 marzo 2010

  L 72

17

20.3.2010

 M8

Modificata da: DECISIONE DELLA COMMISSIONE 2011/415/UE del 14 luglio 2011

  L 185

76

15.7.2011

►M9

REGOLAMENTO (UE) N. 371/2010 DELLA COMMISSIONE del 16 aprile 2010

  L 110

1

1.5.2010

►M10

REGOLAMENTO (UE) N. 183/2011 DELLA COMMISSIONE del 22 febbraio 2011

  L 53

4

26.2.2011

►M11

REGOLAMENTO (UE) N. 582/2011 DELLA COMMISSIONE del 25 maggio 2011

  L 167

1

25.6.2011

►M12

REGOLAMENTO (UE) N. 678/2011 DELLA COMMISSIONE del 14 luglio 2011

  L 185

30

15.7.2011

►M13

REGOLAMENTO (UE) N. 65/2012 DELLA COMMISSIONE del 24 gennaio 2012

  L 28

24

31.1.2012

►M14

REGOLAMENTO (UE) N. 1229/2012 DELLA COMMISSIONE del 10 dicembre 2012

  L 353

1

21.12.2012

►M15

REGOLAMENTO (UE) N. 1230/2012 DELLA COMMISSIONE del 12 dicembre 2012

  L 353

31

21.12.2012

►M16

REGOLAMENTO (UE) N. 143/2013 DELLA COMMISSIONE del 19 febbraio 2013

  L 47

51

20.2.2013

 M17

REGOLAMENTO (UE) N. 171/2013 DELLA COMMISSIONE del 26 febbraio 2013

  L 55

9

27.2.2013

►M18

REGOLAMENTO (UE) N. 195/2013 DELLA COMMISSIONE del 7 marzo 2013

  L 65

1

8.3.2013

►M19

DIRETTIVA 2013/15/UE DEL CONSIGLIO del 13 maggio 2013

  L 158

172

10.6.2013

►M20

REGOLAMENTO (UE) N. 136/2014 DELLA COMMISSIONE dell'11 febbraio 2014

  L 43

12

13.2.2014

►M21

REGOLAMENTO (UE) N. 133/2014 DELLA COMMISSIONE del 31 gennaio 2014

  L 47

1

18.2.2014

►M22

REGOLAMENTO (UE) N. 214/2014 DELLA COMMISSIONE del 25 febbraio 2014

  L 69

3

8.3.2014

►M23

REGOLAMENTO (UE) N. 540/2014 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 16 aprile 2014

  L 158

131

27.5.2014

►M24

REGOLAMENTO (UE) N. 1171/2014 DELLA COMMISSIONE del 31 ottobre 2014

  L 315

3

1.11.2014

►M25

REGOLAMENTO (UE) 2015/45 DELLA COMMISSIONE del 14 gennaio 2015

  L 9

1

15.1.2015

►M26

REGOLAMENTO (UE) 2015/166 DELLA COMMISSIONE del 3 febbraio 2015

  L 28

3

4.2.2015

►M27

REGOLAMENTO (UE) 2015/758 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 29 aprile 2015

  L 123

77

19.5.2015

►M28

REGOLAMENTO (UE) 2017/1151 DELLA COMMISSIONE del 1o giugno 2017

  L 175

1

7.7.2017

►M29

REGOLAMENTO (UE) 2017/1154 DELLA COMMISSIONE del 7 giugno 2017

  L 175

708

7.7.2017

►M30

REGOLAMENTO (UE) 2017/1347 DELLA COMMISSIONE del 13 luglio 2017

  L 192

1

24.7.2017

►M31

REGOLAMENTO (UE) 2017/2400 DELLA COMMISSIONE del 12 dicembre 2017

  L 349

1

29.12.2017

►M32

REGOLAMENTO (UE) 2018/1832 DELLA COMMISSIONE del 5 novembre 2018

  L 301

1

27.11.2018

►M33

REGOLAMENTO (UE) 2019/318 DELLA COMMISSIONE del 19 febbraio 2019

  L 58

1

26.2.2019

►M34

REGOLAMENTO (UE) 2019/543 DELLA COMMISSIONE del 3 aprile 2019

  L 95

1

4.4.2019


Rettificata da:

 C1

Rettifica, GU L 320, 5.12.2009, pag.  36 (2007/46/CE)

 C2

Rettifica, GU L 308, 25.11.2015, pag.  11 (661/2009)




▼B

DIRETTIVA 2007/46/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

del 5 settembre 2007

che istituisce un quadro per l’omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, nonché dei sistemi, componenti ed entità tecniche destinati a tali veicoli

(«direttiva quadro»)

(Testo rilevante ai fini del SEE)



CAPO I

DISPOSIZIONI GENERALI

Articolo 1

Oggetto

La presente direttiva stabilisce un quadro armonizzato contenente le disposizioni amministrative e i requisiti tecnici generali necessari per l’omologazione di tutti i veicoli nuovi che rientrano nel suo campo d’applicazione e dei sistemi, dei componenti e delle entità tecniche destinati a tali veicoli, al fine di semplificarne l’immatricolazione, la vendita e la messa in circolazione all’interno della Comunità.

La presente direttiva stabilisce inoltre disposizioni per la vendita e la messa in circolazione di parti e apparecchiature destinate ai veicoli omologati conformemente alla presente direttiva.

Specifici requisiti tecnici relativi alla costruzione e al funzionamento di veicoli sono stabiliti in applicazione della presente direttiva con atti normativi, il cui elenco tassativo figura nell’allegato IV.

Articolo 2

Ambito di applicazione

1.  La presente direttiva si applica all’omologazione dei veicoli progettati e fabbricati in una o più fasi al fine di essere utilizzati su strada, nonché dei sistemi, componenti ed entità tecniche progettati e fabbricati per i suddetti veicoli.

Essa si applica anche all’omologazione individuale di tali veicoli.

La presente direttiva si applica inoltre alle parti e alle apparecchiature destinate ai veicoli da essa contemplati.

2.  La presente direttiva non si applica all’omologazione o all’omologazione individuale dei seguenti veicoli:

a) i trattori agricoli o forestali, quali definiti nella direttiva 2003/37/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 maggio 2003, relativa all’omologazione dei trattori agricoli o forestali, dei loro rimorchi e delle loro macchine intercambiabili trainate, nonché dei sistemi, componenti ed entità tecniche di tali veicoli ( 1 ), e i rimorchi progettati e fabbricati specificamente per essere trainati dai medesimi;

b) i quadricicli, quali definiti nella direttiva 2002/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 marzo 2002, relativa all’omologazione dei veicoli a motore a due o a tre ruote ( 2 );

c) i veicoli cingolati.

3.  L’omologazione o l’omologazione individuale, disciplinate dalla presente direttiva, sono facoltative per i seguenti veicoli:

a) veicoli progettati e fabbricati per essere essenzialmente utilizzati in cantieri edili, cave, installazioni portuali o aeroportuali;

b) veicoli blindati progettati e fabbricati per essere utilizzati dalle forze armate, dalla protezione civile, dai servizi antincendio e dai servizi responsabili del mantenimento dell’ordine pubblico; e

c) macchine mobili,

nella misura in cui tali veicoli soddisfino i requisiti della presente direttiva. Tali omologazioni facoltative non pregiudicano l’applicazione della direttiva 2006/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2006, relativa alle macchine ( 3 ).

4.  L’omologazione individuale a norma della presente direttiva è facoltativa per i seguenti veicoli:

a) veicoli destinati esclusivamente alle corse automobilistiche su strada;

b) prototipi di veicoli utilizzati su strada sotto la responsabilità di un costruttore per lo svolgimento di specifici programmi di prove purché siano stati progettati e fabbricati specificamente a tal fine.

Articolo 3

Definizioni

Ai fini della presente direttiva e degli atti normativi elencati nell’allegato IV, salvo altrimenti in essi disposto, si intende per:

1) «atto normativo», una direttiva particolare o un regolamento oppure un regolamento UNECE annesso all’accordo del 1958 riveduto;

2) «direttiva particolare o regolamento» una direttiva o un regolamento elencato nell’allegato IV, parte I. Il termine include anche i rispettivi provvedimenti di esecuzione;

3) «omologazione», la procedura con cui uno Stato membro certifica che un tipo di veicolo, sistema, componente o entità tecnica è conforme alle pertinenti disposizioni amministrative e prescrizioni tecniche;

4) «omologazione nazionale», l’omologazione prevista dalla legislazione nazionale di uno Stato membro, la cui validità è limitata al territorio di tale Stato membro;

5) «omologazione CE», la procedura con cui uno Stato membro certifica che un tipo di veicolo, sistema, componente o entità tecnica è conforme alle disposizioni amministrative e alle prescrizioni tecniche pertinenti della presente direttiva e degli atti normativi elencati negli allegati IV o XI;

6) «omologazione individuale», la procedura con cui uno Stato membro certifica che un determinato veicolo, unico o meno, è conforme alle pertinenti disposizioni amministrative e prescrizioni tecniche;

7) «omologazione in più fasi», la procedura con cui uno o più Stati membri certificano che, a seconda dello stato di completamento, un tipo di veicolo incompleto o completato è conforme alle disposizioni amministrative e alle prescrizioni tecniche pertinenti della presente direttiva;

8) «omologazione a tappe», una procedura di omologazione di un veicolo consistente nell’ottenere gradualmente la serie completa delle schede di omologazione CE per i sistemi, i componenti e le entità tecniche relativi al veicolo e che conduce, nella fase finale, all’omologazione del veicolo completo;

9) «omologazione in un’unica tappa», una procedura di omologazione di un veicolo completo per mezzo di un’unica operazione;

10) «omologazione mista», una procedura di omologazione a tappe per la quale sono effettuate una o più omologazioni di sistemi durante la fase finale dell’omologazione del veicolo completo, senza che sia necessario rilasciare le schede CE per tali sistemi;

11) «veicolo a motore», ogni veicolo azionato da un motore che si muova con mezzi propri, abbia almeno quattro ruote, completo, completato o incompleto, con una velocità massima di progetto superiore a 25 km/h;

12) «rimorchio», ogni veicolo su ruote non semovente progettato e fabbricato per essere trainato da un veicolo a motore;

13) «veicolo», ogni veicolo a motore o il suo rimorchio quali definiti ai punti 11 e 12;

14) «veicolo a motore ibrido», veicolo munito di almeno due diversi convertitori d’energia e di due diversi sistemi di accumulazione (sul veicolo) dell’energia per la sua propulsione;

15) «veicolo elettrico ibrido», veicolo ibrido che, per la sua propulsione meccanica, trae energia dalle due seguenti fonti di accumulazione dell’energia installate a bordo:

 un carburante di consumo,

 un dispositivo di accumulazione dell’energia elettrica (ad esempio batteria, condensatore, volano/generatore ecc.);

16) «macchina mobile», ogni veicolo semovente specificamente progettato e fabbricato per eseguire lavori e, per le sue caratteristiche costruttive, non idoneo al trasporto di passeggeri o di merci; le macchine montate su un telaio di veicolo a motore non sono considerate macchine mobili;

17) «tipo di veicolo», i veicoli di una determinata categoria identici almeno per quanto riguarda gli aspetti essenziali specificati nella parte B dell’allegato II; un tipo di veicolo può comprendere diverse varianti e versioni anch’esse specificate nella parte B dell’allegato II;

18) «veicolo base», qualsiasi veicolo utilizzato nella fase iniziale di un procedimento di omologazione in più fasi;

19) «veicolo incompleto», un veicolo che, per conformarsi alle pertinenti prescrizioni tecniche della presente direttiva, deve essere completato in almeno una fase successiva;

20) «veicolo completato», il veicolo che risulta dal procedimento di omologazione in più fasi e che è conforme alle pertinenti prescrizioni tecniche della presente direttiva;

21) «veicolo completo», un veicolo che non deve essere completato per essere conforme alle pertinenti prescrizioni tecniche della presente direttiva;

22) «veicolo di fine serie», un veicolo parte di una scorta, che non può essere immatricolato o venduto o messo in circolazione a causa dell’entrata in vigore di nuovi requisiti tecnici per i quali non è stato omologato;

23) «sistema», un insieme di dispositivi combinati in modo da eseguire una o più funzioni specifiche in un veicolo e soggetto alle prescrizioni degli atti normativi;

24) «componente», un dispositivo soggetto alle prescrizioni di un atto normativo e destinato a far parte di un veicolo, il quale può essere omologato indipendentemente dal veicolo qualora l’atto normativo lo preveda espressamente;

25) «entità tecnica», un dispositivo soggetto alle prescrizioni di un atto normativo e destinato a far parte di un veicolo, il quale può essere omologato separatamente ma soltanto in relazione ad uno o più tipi di veicoli determinati qualora l’atto normativo lo preveda espressamente;

26) «parti o apparecchiature originali», parti o apparecchiature costruite conformemente alle specifiche e alle norme di produzione fornite dal costruttore del veicolo per la produzione di parti o apparecchiature per l’assemblaggio del veicolo in questione. Esse includono le parti o le apparecchiature costruite nella stessa linea di produzione di tali parti o apparecchiature. Salvo prova contraria, si presume che le parti costituiscono parti originali se il costruttore delle stesse certifica che esse hanno qualità equivalenti ai componenti utilizzati per l’assemblaggio del veicolo in questione e sono state costruite conformemente alle specifiche e alle norme di produzione del costruttore del veicolo;

27) «costruttore», la persona o l’ente responsabile, verso l’autorità di omologazione, di tutti gli aspetti del procedimento di omologazione e della conformità della produzione; non è indispensabile che detta persona o ente partecipino direttamente a tutte le fasi di costruzione del veicolo, del sistema, del componente o dell’entità tecnica soggetti all’omologazione;

28) «rappresentante del costruttore», una persona fisica o giuridica stabilita nella Comunità, debitamente designata dal costruttore per rappresentarlo presso l’autorità di omologazione e per agire in suo nome, ai fini della presente direttiva; quando è fatto riferimento al termine «costruttore», esso deve indicare il costruttore stesso o il suo rappresentante;

29) «autorità di omologazione», l’autorità di uno Stato membro responsabile di tutti gli aspetti dell’omologazione di un tipo di veicolo, sistema, componente o entità tecnica o dell’omologazione individuale di un veicolo e della procedura di autorizzazione; essa rilascia e, se necessario, revoca le schede di omologazione, assicura il collegamento con i propri omologhi degli altri Stati membri, designa i servizi tecnici e assicura che il costruttore rispetti i propri obblighi relativi alla conformità della produzione;

30) «autorità competente» di cui all’articolo 42, l’autorità di omologazione o un’autorità designata, ovvero un organismo di accreditamento che agisce rispettivamente per loro conto;

31) «servizio tecnico», un organismo o un ente designato, dall’autorità di omologazione di uno Stato membro, come laboratorio di prova per l’esecuzione di prove o come organismo di valutazione della conformità per l’esecuzione della valutazione iniziale, o di altre prove o ispezioni, per conto dell’autorità di omologazione; tali funzioni possono essere svolte anche dalla stessa autorità di omologazione;

32) «metodo di prova virtuale», simulazioni su computer comprendenti calcoli che dimostrano se un veicolo, sistema, componente o entità tecnica soddisfa i requisiti tecnici di un atto normativo. Ai fini della prova, non è necessario che un metodo virtuale utilizzi un veicolo, sistema, componente o entità tecnica reali;

33) «scheda di omologazione», il documento con cui l’autorità di omologazione certifica che un tipo di veicolo, sistema, componente o entità tecnica è omologato;

34) «scheda di omologazione CE», la scheda che figura nell’allegato VI, o nell’allegato corrispondente di una direttiva particolare o di un regolamento; il modulo di comunicazione figurante nel pertinente allegato di uno dei regolamenti UNECE elencati nella parte I o parte II dell’allegato IV della presente direttiva, è considerato equivalente ad essa;

35) «scheda di omologazione individuale», il documento con cui l’autorità di omologazione certifica che un singolo veicolo è omologato;

36) «certificato di conformità», il documento di cui all’allegato IX, rilasciato dal costruttore e attestante che un veicolo appartenente alla serie del tipo omologato a norma della presente direttiva è conforme a tutti gli atti normativi al momento della sua produzione;

37) «scheda informativa», le schede figuranti negli allegati I o III o nel corrispondente allegato di una direttiva particolare o di un regolamento in cui sono prescritte le informazioni che il richiedente è tenuto a fornire; la scheda informativa può essere fornita sotto forma di documento elettronico;

38) «documentazione informativa», la documentazione completa, comprendente la scheda informativa, dati, disegni, fotografie ecc. forniti dal richiedente; la documentazione informativa può essere fornita sotto forma di documento elettronico;

39) «fascicolo di omologazione», la documentazione informativa accompagnata dai verbali di prova e da tutti gli altri documenti che il servizio tecnico o l’autorità di omologazione hanno aggiunto alla documentazione informativa nello svolgimento delle proprie funzioni; il fascicolo di omologazione può essere fornito sotto forma di documento elettronico;

40) «indice del fascicolo di omologazione», il documento in cui è elencato il contenuto del fascicolo di omologazione, opportunamente numerato o altrimenti contrassegnato in modo che ogni pagina sia chiaramente identificabile; in tale documento devono essere registrate le tappe successive nella gestione dell’omologazione CE, in particolare le date delle revisioni e degli aggiornamenti.



CAPO II

OBBLIGHI GENERALI

Articolo 4

Obblighi degli Stati membri

1.  Gli Stati membri assicurano che i costruttori che richiedono un’omologazione rispettino gli obblighi previsti dalla presente direttiva.

2.  Gli Stati membri rilasciano un’omologazione soltanto per i veicoli, i sistemi, i componenti o le entità tecniche conformi alle disposizioni della presente direttiva.

3.  Gli Stati membri immatricolano o autorizzano la vendita o la messa in circolazione soltanto dei veicoli, dei componenti e delle entità tecniche conformi alle disposizioni della presente direttiva.

Essi non vietano, limitano o impediscono l’immatricolazione, la vendita o la messa in circolazione su strada di veicoli, componenti o entità tecniche per motivi connessi ad aspetti della costruzione e del funzionamento contemplati dalla presente direttiva, se soddisfano i requisiti previsti da quest’ultima.

4.  Gli Stati membri istituiscono o designano le autorità competenti in materia di omologazione e comunicano tali atti alla Commissione a norma dell’articolo 43.

L’atto di notifica delle autorità di omologazione comprende il nome, l’indirizzo, compreso quello elettronico, e il loro settore di competenza.

Articolo 5

Obblighi dei costruttori

1.  Il costruttore è responsabile verso l’autorità di omologazione di tutti gli aspetti della procedura di omologazione e della conformità della produzione, indipendentemente dal fatto che egli partecipi direttamente o meno a tutte le fasi di costruzione di un veicolo, sistema, componente o entità tecnica.

2.  Nel caso di un’omologazione in più fasi, ogni costruttore è responsabile dell’omologazione e della conformità della produzione dei sistemi, dei componenti o delle entità tecniche che si aggiungono nella fase di realizzazione del veicolo in cui egli interviene.

Il costruttore che modifica componenti o sistemi già omologati in fasi precedenti è responsabile dell’omologazione e della conformità della produzione di tali componenti e sistemi.

3.  Ai fini della presente direttiva, il costruttore stabilito fuori dalla Comunità designa a rappresentarlo dinanzi all’autorità di omologazione un proprio rappresentante stabilito nella Comunità.



CAPO III

PROCEDURE DI OMOLOGAZIONE CE

Articolo 6

Procedure per l’omologazione CE di veicoli

1.  Il costruttore può scegliere una delle seguenti procedure:

a) omologazione a tappe;

b) omologazione in un’unica tappa;

c) omologazione mista.

2.  La domanda di omologazione a tappe consiste nella documentazione informativa contenente le informazioni specificate nell’allegato III ed è accompagnata dalla serie completa delle schede di omologazione richieste da ciascuno dei pertinenti atti normativi elencati nell’allegato IV o nell’allegato XI. Nel caso dell’omologazione di un sistema o di un’entità tecnica secondo i pertinenti atti normativi, l’autorità di omologazione ha accesso al relativo fascicolo di omologazione fino alla data di rilascio o di rifiuto dell’omologazione.

3.  La domanda di omologazione in un’unica tappa consiste nella documentazione informativa contenente le informazioni specificate nell’allegato I, in relazione agli atti normativi specificati nell’allegato IV o nell’allegato XI e, se del caso, nella parte II dell’allegato III.

4.  Nel caso di una procedura di omologazione mista, l’autorità di omologazione può esentare un costruttore dall’obbligo di produrre una o più schede di omologazione CE di sistemi, a condizione che la documentazione informativa sia accompagnata dalle indicazioni di cui all’allegato I, necessarie per l’omologazione di tali sistemi durante la fase di omologazione del veicolo, nel qual caso ciascuna delle omologazioni CE cui si applica l’esenzione è sostituita da un verbale di prova.

5.  Fatti salvi i paragrafi 2, 3 e 4, nel caso di un’omologazione in più fasi vanno fornite le seguenti informazioni:

a) nella prima fase, le parti della documentazione informativa e le schede di omologazione CE richieste per un veicolo completo, relative allo stato di costruzione del veicolo base;

b) nella seconda fase e in quelle successive, le parti della documentazione informativa e le schede di omologazione CE relative alla fase attuale di costruzione, nonché una copia della scheda di omologazione CE del veicolo rilasciata nella fase di costruzione precedente; il costruttore deve inoltre fornire un elenco esaustivo delle modifiche o delle aggiunte da lui apportate al veicolo.

Le informazioni di cui alle lettere a) e b) possono essere fornite secondo la procedura di omologazione mista di cui al paragrafo 4.

6.  Il costruttore presenta la domanda all’autorità di omologazione. Per un tipo particolare di veicolo può essere presentata una sola domanda e in un solo Stato membro.

Per ogni tipo da omologare viene presentata una domanda separata.

7.  Su domanda debitamente motivata dell’autorità di omologazione, il costruttore può essere invitato a fornire ulteriori informazioni necessarie ai fini di una decisione sulle prove richieste o a facilitare l’esecuzione delle medesime.

8.  Il costruttore mette a disposizione dell’autorità di omologazione la quantità di veicoli necessaria a garantire lo svolgimento soddisfacente della procedura di omologazione.

Articolo 7

Procedura per l’omologazione CE di sistemi, componenti o entità tecniche

1.  Il costruttore presenta la domanda all’autorità di omologazione. Per un tipo di sistema, componente o entità tecnica può essere presentata una sola domanda e in un solo Stato membro. Per ogni tipo da omologare viene presentata una domanda separata.

2.  La domanda è accompagnata da una documentazione informativa, il cui contenuto è specificato nelle direttive particolari o nei regolamenti.

3.  Su domanda debitamente motivata dell’autorità di omologazione, il costruttore può essere invitato a fornire ulteriori informazioni necessarie ai fini di una decisione sulle prove richieste o a facilitare l’esecuzione delle medesime.

4.  Il costruttore mette a disposizione dell’autorità di omologazione la quantità di veicoli, componenti o entità tecniche richiesta dalle pertinenti direttive particolari o regolamenti ai fini dell’esecuzione delle prove richieste.



CAPO IV

ESPLETAMENTO DI PROCEDURE DI OMOLOGAZIONE CE

Articolo 8

Disposizioni generali

1.  Gli Stati membri non rilasciano l’omologazione CE senza avere prima accertato che le procedure di cui all’articolo 12 sono state debitamente applicate.

2.  Gli Stati membri rilasciano l’omologazione CE a norma degli articoli 9 e 10.

3.  Uno Stato membro può rifiutare di rilasciare l’omologazione CE se ritiene che un veicolo, sistema, componente o entità tecnica, benché conforme alle pertinenti prescrizioni, rischi di compromettere gravemente la sicurezza stradale, di danneggiare gravemente l’ambiente ovvero la sanità pubblica. In tal caso invia immediatamente agli altri Stati membri e alla Commissione una documentazione dettagliata relativa ai motivi della propria decisione e alle prove a sostegno delle sue conclusioni.

4.  Le schede di omologazione CE sono numerate secondo il metodo di cui all’allegato VII.

5.  L’autorità di omologazione invia, entro venti giorni lavorativi, alle omologhe autorità degli altri Stati membri copia della scheda di omologazione CE, completa dei relativi allegati, per ogni tipo di veicolo che ha ricevuto l’omologazione. La copia cartacea può essere sostituita da una copia elettronica.

6.  L’autorità di omologazione informa senza indugio le omologhe autorità degli altri Stati membri circa ogni rifiuto o revoca dell’omologazione di un veicolo, specificando i motivi della decisione.

7.  L’autorità di omologazione invia ogni tre mesi alle omologhe autorità degli altri Stati membri l’elenco dei sistemi, componenti o entità tecniche per i quali ha rilasciato, modificato, rifiutato o revocato l’omologazione CE durante il periodo precedente. L’elenco include le menzioni indicate nell’allegato XIV.

8.  Su domanda di un altro Stato membro, lo Stato membro che ha rilasciato un’omologazione CE gli invia, entro venti giorni lavorativi dal ricevimento della domanda, copia della scheda di omologazione CE con i relativi allegati. La copia cartacea può essere sostituita da una copia elettronica.

Articolo 9

Disposizioni specifiche concernenti i veicoli

1.  Gli Stati membri rilasciano un’omologazione CE per i seguenti veicoli:

a) un tipo di veicolo conforme alle informazioni contenute nella documentazione informativa e che soddisfa le prescrizioni tecniche specificate dagli atti normativi pertinenti elencati nell’allegato IV;

b) un tipo di veicolo per uso speciale conforme alle informazioni contenute nella documentazione informativa e che soddisfa le prescrizioni tecniche specificate dagli atti normativi pertinenti elencati nell’allegato XI.

Si applicano le procedure di cui all’allegato V.

2.  Gli Stati membri rilasciano un’omologazione in più fasi per un tipo di veicolo, incompleto o completato, conforme alle informazioni contenute nella documentazione informativa e che soddisfa le prescrizioni tecniche specificate dagli atti normativi pertinenti elencati nell’allegato IV o nell’allegato XI, in funzione dello stato di completamento del veicolo.

L’omologazione in più fasi si applica anche ai veicoli completi trasformati o modificati da un altro costruttore.

Si applicano le procedure di cui all’allegato XVII.

3.  Per ogni tipo di veicolo l’autorità di omologazione procede come segue:

a) compila tutte le parti pertinenti della scheda di omologazione CE, compresa la scheda dei risultati delle prove ad essa unita, il cui modello è riportato nell’allegato VIII;

b) appronta o verifica l’indice del fascicolo di omologazione;

c) rilascia al richiedente la scheda compilata con i suoi allegati, senza ritardi ingiustificati.

4.  Nel caso di un’omologazione CE in relazione alla quale, a norma degli articoli 20 o 22 oppure dell’allegato XI, sono state imposte restrizioni di validità o sono state concesse esenzioni da talune disposizioni degli atti normativi, la scheda di omologazione CE specifica tali restrizioni o esenzioni.

5.  Qualora nella documentazione informativa siano precisate disposizioni relative ai veicoli per uso speciale come indicato nell’allegato XI, la scheda di omologazione CE specifica tali disposizioni.

6.  Qualora il costruttore scelga la procedura di omologazione mista, l’autorità di omologazione compila nella parte III della documentazione informativa il cui modello figura nell’allegato III, i riferimenti ai verbali di prova, stabiliti dagli atti normativi, per i quali non è disponibile una scheda di omologazione CE.

7.  Qualora il costruttore scelga la procedura di omologazione in un’unica tappa, l’autorità di omologazione stabilisce l’elenco degli atti normativi applicabili, il cui modello figura nell’appendice dell’allegato VI e acclude tale elenco alla scheda di omologazione CE.

Articolo 10

Disposizioni speciali relative ai sistemi, ai componenti o alle entità tecniche

1.  Gli Stati membri rilasciano un’omologazione CE per un sistema conforme alle indicazioni contenute nella documentazione informativa e che soddisfa le prescrizioni tecniche della direttiva particolare o del regolamento pertinenti, come stabilito nell’allegato IV o nell’allegato XI.

2.  Gli Stati membri rilasciano un’omologazione CE del componente o dell’entità tecnica per un componente o un’entità tecnica conforme alle informazioni contenute nella documentazione informativa e che soddisfa le prescrizioni tecniche della direttiva particolare o del regolamento pertinenti, come stabilito nell’allegato IV.

3.  Qualora i componenti o le entità tecniche, destinate o meno alla riparazione, all’assistenza o alla manutenzione, siano anche coperte da un’omologazione di un sistema relativa a un veicolo, un’omologazione supplementare del componente o dell’entità tecnica è necessaria solo quando ciò è previsto dall’atto normativo pertinente.

4.  Quando un componente o un’entità tecnica svolge la propria funzione o presenta una particolare caratteristica soltanto in connessione con altri elementi del veicolo, e per questa ragione la sua conformità alle prescrizioni può essere verificata soltanto quando funziona in connessione con tali altri elementi del veicolo, la portata dell’omologazione CE di detto componente od entità tecnica è limitata di conseguenza. La scheda di omologazione CE specifica in tal caso le eventuali restrizioni d’uso e le condizioni particolari di montaggio. Quando tale componente o entità tecnica è montato dal costruttore del veicolo, il rispetto di tali restrizioni d’uso o condizioni di montaggio è verificato al momento dell’omologazione del veicolo.

Articolo 11

Prove richieste per l’omologazione CE

1.  La conformità alle prescrizioni tecniche contenute nella presente direttiva e negli atti normativi elencati nell’allegato IV è dimostrata mediante prove adeguate eseguite da servizi tecnici designati.

Le procedure di prova, le apparecchiature e gli strumenti specifici necessari all’esecuzione delle prove sono descritti in ciascuno degli atti normativi.

2.  Le prove necessarie sono eseguite su veicoli, componenti ed entità tecniche rappresentativi del tipo da omologare.

Tuttavia, il costruttore può selezionare, d’accordo con l’autorità di omologazione, un veicolo, un sistema, un componente o un’entità tecnica che, pur non essendo rappresentativi del tipo da omologare, combinino alcune delle caratteristiche più sfavorevoli con riguardo al livello di prestazione richiesto. Per agevolare le decisioni durante il processo di selezione possono essere utilizzati metodi di prova virtuali.

3.  Su richiesta del costruttore, in alternativa alle procedure di prova di cui al paragrafo 1 e previo accordo dell’autorità di omologazione, possono essere utilizzati metodi di prova virtuali per quanto riguarda gli atti normativi elencati nell’allegato XVI.

4.  Le condizioni generali che i metodi di prova virtuali devono soddisfare sono specificate nell’allegato XVI, appendice 1.

Per i singoli atti normativi elencati nell’allegato XVI le condizioni di prova specifiche e le corrispondenti disposizioni amministrative figurano nell’appendice 2 del medesimo allegato.

5.  La Commissione fissa l’elenco degli atti normativi per i quali sono autorizzati metodi di prova virtuali, le condizioni specifiche e le disposizioni amministrative corrispondenti. Tali misure, intese a modificare gli elementi non essenziali della presente direttiva, anche integrandola, sono stabilite e aggiornate secondo la procedura di regolamentazione con controllo di cui all’articolo 40, paragrafo 2.

Articolo 12

Provvedimenti relativi alla conformità della produzione

1.  Lo Stato membro che rilascia un’omologazione CE adotta i provvedimenti necessari a norma dell’allegato X per accertare, se necessario in collaborazione con le autorità di omologazione degli altri Stati membri, se siano stati presi i provvedimenti appropriati per garantire la conformità al tipo omologato dei veicoli, sistemi, componenti o entità tecniche prodotti.

2.  Lo Stato membro che ha rilasciato un’omologazione CE adotta i provvedimenti necessari a norma dell’allegato X in relazione a tale omologazione per accertare, se necessario in collaborazione con le autorità di omologazione degli altri Stati membri, se i provvedimenti di cui al paragrafo 1 siano ancora appropriati e se i veicoli, sistemi, componenti o entità tecniche prodotti siano ancora conformi al tipo omologato.

La verifica effettuata per assicurare la conformità al tipo omologato è limitata alle procedure previste nell’allegato X e negli atti normativi contenenti prescrizioni specifiche. A tal fine la competente autorità dello Stato membro che ha rilasciato l’omologazione CE può eseguire qualsiasi controllo o prova previsti dagli atti normativi elencati nell’allegato IV o nell’allegato XI su campioni prelevati nelle sedi del costruttore, inclusi gli impianti di produzione.

3.  Qualora uno Stato membro che ha rilasciato un’omologazione CE constati che i provvedimenti di cui al paragrafo 1 non sono stati applicati, divergono in modo significativo dai provvedimenti e dai piani di controllo convenuti o hanno cessato di essere applicati sebbene la produzione non sia stata interrotta, esso adotta le misure necessarie, compresa la revoca dell’omologazione, per garantire che sia seguita correttamente la procedura di conformità della produzione.



CAPO V

MODIFICHE DELLE OMOLOGAZIONI CE

Articolo 13

Disposizioni generali

1.  Il costruttore informa immediatamente lo Stato membro che ha rilasciato l’omologazione CE di qualsiasi modifica delle informazioni figuranti nel fascicolo di omologazione. Tale Stato membro decide la procedura da seguire conformemente alle disposizioni del presente capo. Se necessario, lo Stato membro può decidere, in consultazione con il costruttore, che deve essere rilasciata una nuova omologazione CE.

2.  La domanda di modifica di un’omologazione CE è presentata esclusivamente allo Stato membro che ha rilasciato l’omologazione CE originaria.

3.  Se lo Stato membro ritiene che, per introdurre una modifica, siano necessarie nuove ispezioni o nuove prove, ne informa il costruttore. Le procedure di cui agli articoli 14 e 15 si applicano solo previo esito positivo delle nuove ispezioni o delle nuove prove richieste.

Articolo 14

Disposizioni speciali relative ai veicoli

1.  La modifica delle indicazioni figuranti nel fascicolo di omologazione è detta «revisione».

In tal caso, l’autorità di omologazione rilascia, se necessario, la pagina o le pagine modificate del fascicolo di omologazione, indicando chiaramente su ciascuna pagina modificata la natura della modifica e la data del nuovo rilascio. È considerata conforme a questa prescrizione una versione unificata e aggiornata del fascicolo di omologazione, accompagnata da una descrizione dettagliata delle modifiche.

2.  La revisione è detta «estensione» se, oltre a quanto disposto dal paragrafo 1:

a) sono necessarie ulteriori ispezioni o nuove prove;

b) una delle informazioni figuranti nella scheda di omologazione CE, esclusi gli annessi, è stata modificata;

c) entrano in vigore nuove prescrizioni contemplate da uno degli atti normativi applicabili al veicolo omologato.

In tali casi, l’autorità di omologazione rilascia una scheda di omologazione CE riveduta, contrassegnata da un numero di estensione progressivo in funzione del numero di estensioni successive già rilasciate.

La scheda di omologazione riporta chiaramente il motivo dell’estensione e la data del nuovo rilascio.

3.  Ogni volta che sono rilasciate pagine modificate o una versione unificata e aggiornata, viene modificato di conseguenza l’indice del fascicolo di omologazione annesso alla scheda di omologazione, indicando la data dell’estensione o della revisione più recente o dell’unificazione più recente della versione aggiornata.

4.  Non è necessario modificare l’omologazione di un tipo di veicolo se le nuove prescrizioni di cui al paragrafo 2, lettera c), sono irrilevanti dal punto di vista tecnico per quel tipo di veicolo o riguardano altre categorie di veicoli.

Articolo 15

Disposizioni speciali relative ai sistemi, ai componenti o alle entità tecniche

1.  La modifica delle indicazioni registrate nel fascicolo di omologazione è detta «revisione».

In tali casi, l’autorità di omologazione rilascia, se necessario, le pagine modificate del fascicolo di omologazione, indicando chiaramente su ciascuna pagina modificata la natura della modifica e la data del nuovo rilascio. È considerata conforme a questa prescrizione una versione unificata e aggiornata del fascicolo di omologazione, accompagnata da una descrizione dettagliata delle modifiche.

2.  La revisione è detta «estensione» se, oltre a quanto disposto dal paragrafo 1:

a) sono necessarie ulteriori ispezioni o nuove prove;

b) una delle informazioni figuranti nella scheda di omologazione CE, esclusi gli annessi, è stata modificata;

c) entrano in vigore nuove prescrizioni contemplate da uno degli atti normativi applicabili al sistema, al componente o all’entità tecnica omologati.

In tali casi l’autorità di omologazione rilascia una scheda di omologazione CE riveduta, contrassegnata da un numero di estensione progressivo in funzione del numero di estensioni successive già rilasciate. Nei casi in cui la modifica è resa necessaria dall’applicazione del paragrafo 2, lettera c), la terza sezione del numero di omologazione è aggiornata.

La scheda di omologazione riporta chiaramente il motivo dell’estensione e la data del nuovo rilascio.

3.  Ogni volta che sono rilasciate pagine modificate o una versione unificata e aggiornata, viene modificato di conseguenza l’indice del fascicolo di omologazione annesso alla scheda di omologazione, indicando la data dell’estensione o della revisione più recente o dell’unificazione più recente della versione aggiornata.

Articolo 16

Rilascio e comunicazione delle modifiche

1.  Nel caso di un’estensione, l’autorità di omologazione aggiorna tutte le pertinenti sezioni della scheda di omologazione CE, i relativi annessi e l’indice del fascicolo di omologazione. La scheda aggiornata e i relativi annessi sono rilasciati al richiedente senza ritardi ingiustificati.

2.  Nel caso di una revisione, l’autorità di omologazione rilascia al richiedente senza ritardi ingiustificati, secondo il caso, i documenti riveduti o la versione unificata e aggiornata, incluso l’indice riveduto del fascicolo di omologazione.

3.  L’autorità di omologazione comunica alle autorità omologhe degli altri Stati membri tutte le modifiche delle omologazioni CE secondo le procedure di cui all’articolo 8.



CAPO VI

VALIDITÀ DI UN’OMOLOGAZIONE CE DI VEICOLI

Articolo 17

Cessazione della validità

1.  L’omologazione CE di un veicolo cessa di essere valida nei casi seguenti:

a) quando nuove prescrizioni contemplate da un atto normativo applicabile al veicolo omologato diventano obbligatorie per l’immatricolazione, la vendita o la messa in circolazione di nuovi veicoli e non è possibile aggiornare di conseguenza l’omologazione;

b) quando la produzione del veicolo omologato cessa definitivamente per iniziativa volontaria;

c) quando cessa la validità dell’omologazione per effetto di una restrizione speciale.

2.  Quando la cessazione della validità riguarda soltanto una variante di un tipo o una versione di una variante, l’omologazione CE del veicolo di cui trattasi perde validità limitatamente alla particolare variante o versione interessata.

3.  Quando cessa definitivamente la produzione di un tipo di veicolo, il costruttore ne informa l’autorità che ha rilasciato l’omologazione CE di detto veicolo. Ricevuta la comunicazione, detta autorità informa entro venti giorni lavorativi le autorità omologhe degli altri Stati membri.

L’articolo 27 si applica solo quando la cessazione interviene nel caso di cui al paragrafo 1, lettera a), del presente articolo.

4.  Fatto salvo il paragrafo 3, quando un’omologazione CE di un veicolo perde validità, il costruttore ne informa l’autorità che ha rilasciato l’omologazione CE.

Questa comunica senza ritardi ingiustificati alle autorità omologhe degli altri Stati membri tutte le informazioni pertinenti per consentire eventualmente l’applicazione dell’articolo 27. Tale comunicazione precisa, in particolare, la data di produzione e il numero di identificazione dell’ultimo veicolo prodotto.



CAPO VII

CERTIFICATO DI CONFORMITÀ E MARCATURA

Articolo 18

Certificato di conformità

1.  Il costruttore titolare di una scheda di omologazione CE di un veicolo rilascia un certificato di conformità che accompagna ciascun veicolo completo, incompleto o completato, fabbricato in conformità del tipo di veicolo omologato.

Se si tratta di un veicolo incompleto o completato, il costruttore indica alla pagina 2 del certificato di conformità solo gli elementi aggiunti o modificati nella fase in corso dell’omologazione e, se necessario, allega a detto certificato tutti i certificati di conformità rilasciati nel corso della fase precedente.

2.  Il certificato di conformità è redatto in una delle lingue ufficiali della Comunità. Ogni Stato membro può chiedere che il certificato di conformità sia tradotto nella propria lingua o nelle proprie lingue.

3.  Il certificato di conformità è concepito in modo da non poter essere falsificato. A tal fine, la carta utilizzata è protetta da una grafica a colori o dal marchio di identificazione del costruttore apposto in filigrana.

4.  Il certificato di conformità è compilato in ogni sua parte e non contiene restrizioni dell’uso del veicolo che non siano previste da un atto normativo.

5.  Il certificato di conformità di cui all’allegato IX, parte I, dei veicoli omologati a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, reca nell’intestazione l’indicazione «Per veicoli completi/completati omologati a norma dell’articolo 20 (omologazione provvisoria).»

6.  Il certificato di conformità di cui all’allegato IX, parte I, dei veicoli omologati a norma dell’articolo 22 reca nell’intestazione l’indicazione «Per veicoli completi/completati omologati in piccole serie» e in prossimità l’anno di produzione seguito da un numero sequenziale da 1 fino al limite indicato nella tabella dell’allegato XII, che per ciascun anno di produzione identifica la posizione del veicolo nella produzione autorizzata per tale anno.

7.  Fatto salvo il paragrafo 1, il costruttore può trasmettere per via elettronica dati o informazioni contenuti nel certificato di conformità all’ente responsabile dell’immatricolazione dello Stato membro.

8.  Solo il costruttore può rilasciare un duplicato del certificato di conformità. Il termine «duplicato» deve essere chiaramente visibile sul recto di ogni duplicato del certificato.

Articolo 19

Marchio di omologazione CE

1.  Il costruttore di un componente o di un’entità tecnica facente parte o meno di un sistema appone su ciascun componente o entità fabbricati in conformità del tipo omologato il marchio di omologazione CE prescritto dalla direttiva particolare o dal regolamento pertinenti.

2.  Qualora il marchio di omologazione CE non sia richiesto, il costruttore appone quantomeno il proprio marchio di fabbrica o commerciale nonché l’indicazione del tipo e/o un numero di identificazione.

3.  Il marchio di omologazione CE è conforme all’appendice dell’allegato VII.



CAPO VIII

NUOVE TECNOLOGIE O CONCEZIONI INCOMPATIBILI CON DIRETTIVE PARTICOLARI

Articolo 20

Deroghe per nuove tecnologie o nuove concezioni

1.  Su richiesta del costruttore, gli Stati membri possono rilasciare un’omologazione CE per un tipo di sistema, componente o entità tecnica che incorpora tecnologie o concezioni incompatibili con uno o più atti normativi elencati nell’allegato IV, parte I, previa autorizzazione concessa dalla Commissione secondo la procedura di cui all’articolo 40, paragrafo 3.

2.  In attesa della decisione sulla concessione dell’autorizzazione, lo Stato membro può rilasciare un’omologazione provvisoria, valida solo sul proprio territorio, per un tipo di veicolo oggetto della deroga, a condizione di informarne immediatamente la Commissione e gli altri Stati membri per mezzo di una documentazione contenente i seguenti elementi:

a) i motivi per cui le tecnologie o le concezioni in questione rendono il sistema, il componente o l’entità tecnica incompatibile con le prescrizioni;

b) una descrizione dei problemi di sicurezza e di protezione dell’ambiente interessati e dei provvedimenti adottati;

c) una descrizione delle prove, e dei relativi risultati, attestanti che il livello di sicurezza e di protezione dell’ambiente è almeno equivalente a quello garantito dalle prescrizioni oggetto della deroga.

3.  Altri Stati membri possono decidere di accettare l’omologazione provvisoria di cui al paragrafo 2 sul loro territorio.

4.  La Commissione decide, secondo la procedura di cui all’articolo 40, paragrafo 3, se autorizzare lo Stato membro a rilasciare un’omologazione CE per quel tipo di veicolo.

Se necessario, la decisione specifica anche eventuali limitazioni della validità, ad esempio connesse alla scadenza di un termine. La validità dell’omologazione non può comunque essere inferiore a trentasei mesi.

Se la Commissione decide di rifiutare l’autorizzazione, lo Stato membro informa immediatamente il titolare dell’omologazione provvisoria di cui al paragrafo 2 del presente articolo che l’omologazione provvisoria sarà revocata sei mesi dopo la data della decisione della Commissione. Tuttavia, i veicoli prodotti in conformità dell’omologazione provvisoria prima della revoca di quest’ultima possono essere immatricolati, venduti o messi in circolazione negli Stati membri che abbiano accettato l’omologazione provvisoria.

5.  Il presente articolo non si applica quando un sistema, un componente o un’entità tecnica è conforme ad un regolamento UNECE al quale la Comunità ha aderito.

Articolo 21

Provvedimenti da adottare

1.  Se ritiene che vi siano validi motivi per concedere una deroga a norma dell’articolo 20, la Commissione adotta immediatamente i provvedimenti necessari per adattare all’evoluzione tecnologica le direttive particolari o i regolamenti interessati. Tali misure, intese a modificare elementi non essenziali delle direttive particolari o dei regolamenti figuranti nell’allegato IV, parte I, sono adottati secondo la procedura di regolamentazione con controllo di cui all’articolo 40, paragrafo 2.

Se la deroga di cui all’articolo 20 è relativa a un regolamento UNECE, la Commissione propone di modificare il pertinente regolamento UNECE secondo la procedura contemplata dall’accordo del 1958 riveduto.

2.  Non appena modificati i pertinenti atti normativi, ogni restrizione connessa alla deroga è immediatamente soppressa.

Se non sono stati presi i provvedimenti necessari per adattare gli atti normativi, la validità di una deroga può essere prorogata, su richiesta dello Stato membro che ha rilasciato l’omologazione, con un’altra decisione adottata secondo la procedura di cui all’articolo 40, paragrafo 3.



CAPO IX

VEICOLI PRODOTTI IN PICCOLE SERIE

Articolo 22

Omologazione CE di piccole serie

1.  Su richiesta del costruttore ed entro i limiti quantitativi specificati nell’allegato XII, parte A, sezione 1, gli Stati membri rilasciano, secondo la procedura di cui all’articolo 6, paragrafo 4, un’omologazione CE per un tipo di veicolo conforme almeno alle prescrizioni elencate nell’appendice dell’allegato IV, parte I.

2.  Il paragrafo 1 non si applica ai veicoli per uso speciale.

3.  Le schede di omologazione CE sono numerate conformemente all’allegato VII.

Articolo 23

Omologazione nazionale di piccole serie

1.  Nel caso di veicoli prodotti entro i limiti quantitativi specificati nell’allegato XII, parte A, sezione 2, gli Stati membri possono esentare dall’osservanza di una o più disposizioni di uno o più atti normativi elencati nell’allegato IV o nell’allegato XI, a condizione di imporre pertinenti prescrizioni alternative.

Per «prescrizioni alternative» si intendono disposizioni amministrative e prescrizioni tecniche intese a garantire un livello di sicurezza stradale e di protezione dell’ambiente equivalente per quanto possibile al livello previsto dalle disposizioni dell’allegato IV o dell’allegato XI secondo il caso.

2.  Per i veicoli di cui al paragrafo 1, gli Stati membri possono esentare dall’osservanza di una o più disposizioni della presente direttiva.

3.  Si deroga alle disposizioni di cui ai paragrafi 1 e 2 solo se uno Stato membro ha fondati motivi per farlo.

4.  Ai fini dell’omologazione di veicoli a norma del presente articolo, gli Stati membri accettano sistemi, componenti o entità tecniche omologati in conformità degli atti normativi elencati nell’allegato IV.

5.  La scheda di omologazione specifica la natura delle esenzioni concesse a norma dei paragrafi 1 e 2.

La scheda di omologazione, il cui modello figura nell’allegato VI, non reca l’intestazione «scheda di omologazione CE di veicolo». Tuttavia, le schede di omologazione sono numerate secondo il metodo descritto nell’allegato VII.

6.  La validità dell’omologazione è limitata al territorio dello Stato membro che l’ha rilasciata. Tuttavia, su richiesta del costruttore, l’autorità di omologazione spedisce, con invio raccomandato o per posta elettronica, una copia della scheda di omologazione con i relativi annessi alle autorità omologhe degli Stati membri designati dal costruttore.

Entro 60 giorni dalla ricezione, lo Stato membro decide se accettare l’omologazione e comunica formalmente tale decisione all’autorità di omologazione di cui al primo comma.

Uno Stato membro può rifiutare l’omologazione solo se ha fondati motivi per ritenere che le disposizioni tecniche in base alle quali il veicolo è stato omologato non siano equivalenti alle proprie.

7.  Su domanda di un richiedente che desideri vendere, immatricolare o mettere in circolazione un veicolo in un altro Stato membro, lo Stato membro che ha rilasciato l’omologazione gli fornisce copia della scheda di omologazione, compreso il fascicolo di omologazione.

Uno Stato membro autorizza la vendita, l’immatricolazione o la messa in circolazione di tale veicolo a meno che non abbia fondati motivi per ritenere che le disposizioni tecniche in base alle quali il veicolo è stato omologato non siano equivalenti alle proprie.



CAPO X

OMOLOGAZIONI INDIVIDUALI

Articolo 24

Omologazioni individuali

1.  Gli Stati membri possono esentare un veicolo particolare, sia esso unico o meno, dall’osservanza di una o più disposizioni della presente direttiva e di uno o più degli atti normativi elencati nell’allegato IV o nell’allegato XI, a condizione di imporre prescrizioni alternative.

Si deroga alle disposizioni di cui al primo comma solo se uno Stato membro ha fondati motivi per farlo.

Per «prescrizioni alternative» si intendono disposizioni amministrative e prescrizioni tecniche intese a garantire un livello di sicurezza stradale e di protezione dell’ambiente equivalente per quanto possibile al livello previsto dalle disposizioni dell’allegato IV o dell’allegato XI, secondo il caso.

2.  Gli Stati membri non eseguono prove distruttive. Utilizzano qualsiasi informazione pertinente fornita dal richiedente atta a comprovare la conformità alle prescrizioni alternative.

3.  Gli Stati membri accettano ogni omologazione CE di sistemi, componenti o entità tecniche in luogo delle prescrizioni alternative.

4.  La domanda di omologazione individuale è presentata dal costruttore o dal proprietario del veicolo o da una persona che agisce per loro conto, purché quest’ultima sia stabilita nella Comunità.

5.  Gli Stati membri rilasciano un’omologazione individuale se il veicolo è conforme alla descrizione allegata alla domanda e soddisfa le prescrizioni tecniche applicabili e rilasciano senza ritardi ingiustificati una scheda di omologazione individuale.

La forma della scheda di omologazione individuale è basata sul modello della scheda di omologazione CE di cui all’allegato VI e contiene almeno le informazioni necessarie per compilare la domanda di immatricolazione di cui alla direttiva 1999/37/CE del Consiglio, del 29 aprile 1999, relativa ai documenti di immatricolazione dei veicoli ( 4 ). La scheda di omologazione individuale non reca l’intestazione «Omologazione CE di veicolo».

Nella scheda di omologazione individuale è indicato il numero di identificazione del veicolo interessato.

6.  La validità di un’omologazione individuale è limitata al territorio dello Stato membro che l’ha rilasciata.

Se un richiedente desidera vendere, immatricolare o mettere in circolazione in un altro Stato membro un veicolo per il quale è stata rilasciata un’omologazione individuale, lo Stato membro che ha rilasciato l’omologazione fornisce, su richiesta, al richiedente una dichiarazione che riporti le disposizioni tecniche in base alle quali il veicolo è stato omologato.

Per quanto riguarda un veicolo per il quale sia stata rilasciata un’omologazione individuale da uno Stato membro conformemente alle disposizioni del presente articolo, un altro Stato membro ne autorizza la vendita, l’immatricolazione o la messa in circolazione a meno che non abbia fondati motivi per ritenere che le disposizioni tecniche in base alle quali il veicolo è stato omologato non siano equivalenti alle proprie.

7.  Su richiesta del costruttore o del proprietario del veicolo, gli Stati membri rilasciano un’omologazione individuale a un veicolo conforme alle disposizioni della presente direttiva e agli atti normativi elencati nell’allegato IV o nell’allegato XI, secondo il caso.

In tal caso, gli Stati membri accettano l’omologazione individuale e autorizzano la vendita, l’immatricolazione e la messa in circolazione del veicolo.

8.  Le disposizioni del presente articolo possono applicarsi ai veicoli omologati conformemente alla presente direttiva e modificati anteriormente alla prima immatricolazione o messa in circolazione.

Articolo 25

Disposizioni speciali

1.  La procedura di cui all’articolo 24 può essere applicata ad un veicolo particolare durante le fasi successive del suo completamento secondo una procedura di omologazione in più fasi.

2.  La procedura di cui all’articolo 24 non può sostituire una fase intermedia della normale sequenza di una procedura di omologazione in più fasi e non può applicarsi per ottenere l’omologazione in prima fase di un veicolo.



CAPO XI

IMMATRICOLAZIONE, VENDITA E MESSA IN CIRCOLAZIONE

Articolo 26

Immatricolazione, vendita e messa in circolazione di veicoli

1.  Fatti salvi gli articoli 29 e 30, gli Stati membri immatricolano e autorizzano la vendita o la messa in circolazione dei soli veicoli accompagnati da un valido certificato di conformità rilasciato a norma dell’articolo 18.

Gli Stati membri autorizzano la vendita di veicoli incompleti, ma possono rifiutarne l’immatricolazione definitiva e la messa in circolazione fino a quando restano incompleti.

2.  I veicoli esentati dall’obbligo di essere accompagnati da un certificato di conformità possono essere immatricolati, venduti o messi in circolazione solo se conformi alle pertinenti prescrizioni tecniche della presente direttiva.

3.  Il numero di veicoli in piccole serie immatricolati, venduti o messi in circolazione annualmente non può superare quello indicato nell’allegato XII, parte A.

Articolo 27

Immatricolazione, vendita e messa in circolazione di veicoli di fine serie

1.  Entro i limiti indicati nell’allegato XII, sezione B, e solo per un periodo limitato, gli Stati membri possono immatricolare e autorizzare la vendita o la messa in circolazione di veicoli conformi ad un tipo di veicolo la cui omologazione CE non è più valida.

Il primo comma si applica unicamente ai veicoli nel territorio della Comunità oggetto di un’omologazione CE valida al momento della loro produzione, ma non immatricolati o messi in circolazione prima che tale omologazione CE perdesse validità.

2.  La facoltà di cui al paragrafo 1 è limitata, per i veicoli completi, ad un periodo di dodici mesi dalla data di scadenza della validità dell’omologazione CE e, per i veicoli completati, ad un periodo di diciotto mesi da tale data.

3.  Il costruttore che intende avvalersi delle disposizioni di cui al paragrafo 1 presenta una richiesta all’autorità competente di ciascuno Stato membro interessato della messa in circolazione dei veicoli in questione. Tale richiesta deve specificare i motivi tecnici o economici che impediscono la conformità dei veicoli alle nuove prescrizioni tecniche.

Entro tre mesi dalla ricezione di tale richiesta gli Stati membri interessati decidono se, e in quale numero, autorizzare l’immatricolazione di tali veicoli nel loro territorio.

4.  I paragrafi 1, 2 e 3 si applicano, mutatis mutandis, ai veicoli oggetto di un’omologazione nazionale ma che non sono stati immatricolati o messi in circolazione prima che la validità di tale omologazione cessasse, a norma dell’articolo 45, in ragione dell’obbligo di applicare la procedura di omologazione CE.

5.  Gli Stati membri applicano i provvedimenti appropriati per assicurare che il numero di veicoli da immatricolare o mettere in circolazione nell’ambito della procedura di cui al presente articolo sia efficacemente controllato.

Articolo 28

Vendita e messa in circolazione di componenti ed entità tecniche

1.  Gli Stati membri autorizzano la vendita o la messa in circolazione di componenti o entità tecniche solo se sono conformi alle prescrizioni degli atti normativi pertinenti e debitamente provvisti del marchio di cui all’articolo 19.

2.  Il paragrafo 1 non si applica nel caso di componenti o entità tecniche specificamente costruiti o progettati per nuovi veicoli non contemplati dalla presente direttiva.

3.  In deroga al paragrafo 1, gli Stati membri possono autorizzare la vendita e la messa in circolazione di componenti o entità tecniche che siano stati esentati da una o più disposizioni di un atto normativo a norma dell’articolo 20 o che siano destinati ad essere montati su veicoli che fruiscono delle omologazioni concesse a norma degli articoli 22, 23 o 24 che riguardano i componenti o le entità tecniche in questione.

4.  In deroga al paragrafo 1 e salvo disposizione contraria prevista da un atto normativo, gli Stati membri possono autorizzare la vendita e la messa in circolazione di componenti o entità tecniche destinati ad essere montati su veicoli che, al momento della loro messa in circolazione, non erano tenuti, né in virtù della presente direttiva né in virtù della direttiva 70/156/CEE a formare oggetto di un’omologazione CE.



CAPO XII

CLAUSOLE DI SALVAGUARDIA

Articolo 29

Veicoli, sistemi, componenti o entità tecniche conformi alla presente direttiva

1.  Se uno Stato membro constata che nuovi veicoli, sistemi, componenti o entità tecniche, anche se conformi alle prescrizioni pertinenti o debitamente provvisti di marchio, presentano un grave rischio per la sicurezza stradale o nuocciono gravemente all’ambiente o alla salute pubblica, può rifiutare per un periodo massimo di sei mesi di immatricolare detti veicoli o di autorizzare la vendita o la messa in circolazione sul proprio territorio di detti veicoli, componenti o entità tecniche.

In tali casi, lo Stato membro interessato ne informa immediatamente il costruttore, gli altri Stati membri e la Commissione, precisando i motivi della propria decisione e indicando, in particolare, se è determinata da:

 carenze nei pertinenti atti normativi, o

 errata applicazione delle pertinenti prescrizioni.

2.  La Commissione consulta al più presto le parti interessate, in particolare l’autorità che ha rilasciato l’omologazione, al fine di preparare la decisione.

3.  Laddove i provvedimenti di cui al paragrafo 1 siano determinati da carenze nei pertinenti atti normativi, sono adottati appropriati provvedimenti nel modo seguente:

 se si tratta di direttive particolari o di regolamenti figuranti nell’allegato IV, parte I, la Commissione li modifica secondo la procedura di regolamentazione con controllo di cui all’articolo 40, paragrafo 2,

 se si tratta di regolamenti UNECE la Commissione propone i necessari progetti di modifica dei regolamenti UNECE in questione secondo la procedura applicabile a norma dell’accordo del 1958 riveduto.

4.  Qualora i provvedimenti di cui al paragrafo 1 siano dovuti a un’errata applicazione delle pertinenti prescrizioni la Commissione adotta opportuni provvedimenti per garantire la conformità a tali prescrizioni.

Articolo 30

Veicoli, sistemi, componenti o entità tecniche non conformi al tipo omologato

1.  Se uno Stato membro che ha rilasciato l’omologazione CE constata che nuovi veicoli, sistemi, componenti o entità tecniche accompagnati da un certificato di conformità o recanti un marchio di omologazione non sono conformi al tipo da esso omologato, adotta i provvedimenti necessari, compresa, se necessario, la revoca dell’omologazione, affinché i veicoli, i sistemi, i componenti o le entità tecniche prodotti siano messi in conformità con il tipo omologato. L’autorità di omologazione di tale Stato membro comunica alle autorità omologhe degli altri Stati membri i provvedimenti presi.

2.  Ai fini del paragrafo 1, le divergenze rispetto alle indicazioni figuranti nella scheda di omologazione CE o nel fascicolo di omologazione sono considerate non conformità al tipo omologato.

Un veicolo non è considerato non conforme al tipo omologato se sono rispettate le tolleranze eventualmente previste dagli atti normativi pertinenti.

3.  Se uno Stato membro dimostra che nuovi veicoli, componenti o entità tecniche accompagnati da un certificato di conformità o recanti un marchio di omologazione non sono conformi al tipo omologato, può chiedere allo Stato membro che ha rilasciato l’omologazione CE di verificare se i veicoli, i sistemi, i componenti o le entità tecniche in produzione continuino ad essere conformi al tipo omologato. Quando riceve una richiesta in tal senso, lo Stato membro interessato adotta i provvedimenti necessari il più presto possibile e comunque entro sei mesi dalla data della richiesta.

4.  L’autorità di omologazione chiede allo Stato membro che ha rilasciato l’omologazione del sistema, del componente, dell’entità tecnica o del veicolo incompleto, di adottare i provvedimenti necessari affinché sia ripristinata la conformità dei veicoli in produzione al tipo omologato nei casi seguenti:

a) nel caso di un’omologazione CE di veicolo, se la non conformità di un veicolo è imputabile esclusivamente alla non conformità di un sistema, un componente o un’entità tecnica;

b) nel caso di un’omologazione in più fasi, se la non conformità di un veicolo completato è imputabile esclusivamente alla non conformità di un sistema, un componente o un’entità tecnica facente parte del veicolo incompleto, o alla non conformità del veicolo incompleto stesso.

Quando riceve una richiesta in tal senso, lo Stato membro interessato adotta i provvedimenti necessari il più presto possibile e comunque entro sei mesi dalla data della richiesta, se del caso congiuntamente allo Stato membro richiedente. Qualora venga accertata una non conformità, l’autorità di omologazione dello Stato membro che ha rilasciato l’omologazione CE del sistema, del componente, dell’entità tecnica o del veicolo incompleto adotta i provvedimenti di cui al paragrafo 1.

5.  Le autorità di omologazione si informano reciprocamente, entro venti giorni lavorativi, della revoca di un’omologazione CE e dei relativi motivi.

6.  Se lo Stato membro che ha rilasciato l’omologazione CE contesta la non conformità di cui è stato informato, gli Stati membri interessati si adoperano per comporre la controversia. La Commissione è tenuta informata e procede, ove necessario, alle opportune consultazioni al fine di pervenire ad una soluzione.

Articolo 31

Vendita ed entrata in servizio di parti o apparecchiature che sono in grado di comportare un rischio significativo per il corretto funzionamento dei sistemi essenziali

1.  Gli Stati membri autorizzano la vendita, la messa in vendita o la messa in circolazione di parti o apparecchiature che possono comportare un rischio significativo per il corretto funzionamento di sistemi essenziali per la sicurezza del veicolo o per le sue prestazioni ambientali solamente se tali parti o apparecchiature sono state autorizzate da un’autorità di omologazione conformemente ai paragrafi da 5 a 10.

2.  Le parti o le apparecchiature soggette ad autorizzazione a norma del paragrafo 1 sono inserite nell’elenco fissato nell’allegato XIII. La decisione di autorizzazione è preceduta da una relazione di valutazione ed è intesa a trovare un giusto equilibrio tra i seguenti aspetti:

a) l’esistenza di un grave rischio per la sicurezza o per le prestazioni ambientali di veicoli provvisti delle parti o apparecchiature in questione; e

b) l’effetto su consumatori e costruttori del mercato post-vendita dell’imposizione a norma del presente articolo di un eventuale requisito di autorizzazione sulle parti o sulle apparecchiature in considerazione.

3.  Il paragrafo 1 non si applica né alle parti o apparecchiature originali che rientrano nell’omologazione di un sistema relativamente a un veicolo, né alle parti o apparecchiature omologate conformemente alle disposizioni di uno degli atti normativi elencati nell’allegato IV, a meno che tali omologazioni riguardino aspetti diversi da quelli contemplati al paragrafo 1. Il paragrafo 1 non si applica alle parti o apparecchiature prodotte esclusivamente per veicoli da corsa non destinati a circolare sulle strade pubbliche. Qualora le parti o le apparecchiature incluse nell’allegato XIII abbiano un duplice uso, sia per i veicoli da corsa che per i veicoli destinati a circolare su strada, tali parti o apparecchiature non possono essere vendute o destinate alla vendita al pubblico per essere utilizzate su veicoli circolanti su strada, a meno che non soddisfino i requisiti di cui al presente articolo.

Se del caso, la Commissione adotta disposizioni per l’identificazione delle parti o apparecchiature di cui al presente paragrafo.

4.  Previa consultazione delle parti interessate, la Commissione stabilisce la procedura e le prescrizioni per il processo di autorizzazione di cui al paragrafo 1 e adotta le disposizioni per il successivo aggiornamento dell’elenco fissato nell’allegato XIII. Tali prescrizioni includono requisiti relativi alla sicurezza, alla protezione dell’ambiente e, se necessario, alle norme di prova. Esse possono essere basate sugli atti normativi elencati nell’allegato IV, possono essere sviluppate in base allo stato dell’arte delle tecnologie in materia di sicurezza, ambiente e prove, o possono consistere in un confronto della parte o dell’apparecchiatura con le prestazioni ambientali o di sicurezza del veicolo originale o, se del caso, di una delle sue parti, qualora tale confronto rappresenti una modalità adeguata per il raggiungimento degli obiettivi ambientali o di sicurezza richiesti.

5.  Ai fini del paragrafo 1 il costruttore di parti o apparecchiature sottopone all’autorità di omologazione un verbale di prova redatto da un servizio tecnico designato che certifichi la conformità delle parti o apparecchiature oggetto della domanda di autorizzazione alle prescrizioni di cui al paragrafo 4. Il costruttore può presentare una sola domanda di omologazione per parte a una sola autorità competente.

La domanda include particolari riguardanti il costruttore delle parti o apparecchiature, il tipo, il numero di identificazione e il numero delle parti o apparecchiature per le quali si chiede l’autorizzazione, nonché il nome del costruttore del veicolo, il tipo di veicolo e, se del caso, l’anno di costruzione o qualsiasi altra informazione che consenta l’identificazione del veicolo cui sono destinati tali parti o apparecchiature.

L’autorità di omologazione, dopo aver accertato, tenuto conto del verbale di prova e di altri elementi probanti, che le parti o apparecchiature in questione sono conformi alle prescrizioni di cui al paragrafo 4, rilascia un certificato al costruttore senza ingiustificati ritardi. Tale certificato autorizza la vendita, la messa in vendita o il montaggio sui veicoli delle parti o apparecchiature nella Comunità, fatto salvo il paragrafo 9, secondo comma.

6.  Ogni parte o pezzo di apparecchiatura omologato in applicazione del presente articolo è debitamente provvisto di marchio.

La Commissione stabilisce i requisiti per la marcatura e l’imballaggio, nonché il modello e il sistema di numerazione del certificato di cui al paragrafo 5.

7.  Le misure di cui ai paragrafi da 2 a 6 sono adottate secondo la procedura di regolamentazione con controllo di cui all’articolo 40, paragrafo 2, in quanto sono intese a modificare elementi non essenziali della presente direttiva, anche integrandola.

8.  Il costruttore informa senza indugio l’autorità di omologazione che ha rilasciato il certificato di eventuali modifiche aventi un’incidenza sulle condizioni alle quali il certificato è stato rilasciato. Tale autorità decide se il certificato deve essere oggetto di riesame o se debba esserne rilasciato uno nuovo e se siano necessarie nuove prove.

Al costruttore spetta garantire che le parti e apparecchiature siano prodotte e continuino ad essere prodotte alle condizioni alle quali è stato rilasciato il certificato.

9.  Prima di accordare l’autorizzazione, l’autorità di omologazione verifica l’esistenza di disposizioni e procedure soddisfacenti per garantire un controllo efficace della conformità della produzione.

L’autorità di omologazione, qualora ritenga che le condizioni per il rilascio dell’autorizzazione non siano più soddisfatte, chiede al costruttore di adottare i provvedimenti necessari per assicurare che le parti o apparecchiature siano rimesse in conformità. Se necessario essa revoca l’autorizzazione.

10.  Eventuali disaccordi tra gli Stati membri riguardo ai certificati di cui al paragrafo 5 sono sottoposti all’esame della Commissione. Quest’ultima adotta i provvedimenti appropriati, compresa se del caso la richiesta di revocare l’autorizzazione, previa consultazione degli Stati membri.

11.  Il presente articolo non si applica a una parte o pezzo di apparecchiatura finché non sia stato inserito nell’elenco di cui all’allegato XIII. Per qualsiasi voce o gruppo di voci dell’allegato XIII è fissato un ragionevole periodo transitorio al fine di consentire al costruttore della parte o dell’apparecchiatura di chiedere e ottenere un’autorizzazione. Nel contempo può essere fissata una data, se del caso, per escludere dall’applicazione del presente articolo parti e apparecchiature destinate a veicoli omologati prima di tale data.

12.  Nell’attesa di una decisione sull’opportunità o meno di includere una parte o un pezzo di un’apparecchiatura nell’elenco di cui al paragrafo 1, gli Stati membri possono mantenere disposizioni nazionali relative a parti o apparecchiature che sono in grado di comportare un rischio significativo per il corretto funzionamento di sistemi essenziali per la sicurezza del veicolo o per le sue prestazioni ambientali.

Una volta presa tale decisione, le disposizioni nazionali relative alle parti o apparecchiature in questione cessano di essere valide.

13.  A decorrere dal 29 ottobre 2007, gli Stati membri non adottano nuove disposizioni relative a parti o apparecchiature che possono pregiudicare il corretto funzionamento di sistemi essenziali per la sicurezza o per la prestazione ambientale del veicolo.

Articolo 32

Richiamo di veicoli

1.  Un costruttore che ha ottenuto l’omologazione CE di un veicolo e che, a norma di un atto normativo o della direttiva 2001/95/CE, è tenuto a procedere ad un richiamo di veicoli già venduti, immatricolati o messi in circolazione perché uno o più sistemi, componenti o entità tecniche montati sul veicolo, che siano o meno debitamente omologati conformemente alla presente direttiva, presentano un grave rischio per la sicurezza stradale, la salute pubblica o l’ambiente, ne informa immediatamente l’autorità che ha rilasciato l’omologazione del veicolo.

2.  Il costruttore propone all’autorità di omologazione i rimedi idonei a neutralizzare il rischio di cui al paragrafo 1. L’autorità di omologazione comunica senza indugio le misure proposte alle autorità degli altri Stati membri.

Le autorità competenti garantiscono l’effettiva applicazione delle misure nei rispettivi territori.

3.  Se le misure non sono ritenute sufficienti dalle autorità interessate, o non sono state applicate tempestivamente, esse ne informano senza indugio l’autorità che ha concesso l’omologazione CE del veicolo.

L’autorità di omologazione informa quindi il costruttore. Qualora l’autorità che ha rilasciato l’omologazione CE non sia soddisfatta delle misure del costruttore, essa adotta tutte le misure cautelari necessarie, compresa la revoca dell’omologazione CE del veicolo se il costruttore non propone e non attua misure correttive efficaci. In caso di revoca dell’omologazione CE del veicolo, l’autorità di omologazione interessata ne informa il costruttore, le autorità omologhe degli altri Stati membri e la Commissione mediante lettera raccomandata o mezzi elettronici equivalenti entro venti giorni lavorativi.

4.  Il presente articolo si applica anche a parti non soggette ad alcuna prescrizione in virtù di un atto normativo.

Articolo 33

Notificazione delle decisioni e dei mezzi di impugnazione esperibili

Ogni decisione presa a norma delle disposizioni adottate in esecuzione della presente direttiva e ogni decisione di rifiuto o di revoca di un’omologazione CE, rifiuto di immatricolazione o divieto di vendita, è debitamente motivata.

Tali decisioni sono notificate all’interessato unitamente all’indicazione dei mezzi di impugnazione previsti dalle legislazioni in vigore negli Stati membri interessati e dei relativi termini di esperibilità.



CAPO XIII

REGOLAMENTI INTERNAZIONALI

Articolo 34

Regolamenti UNECE prescritti ai fini dell’omologazione CE

1.  I regolamenti UNECE ai quali la Comunità ha aderito e che sono elencati nell’allegato IV, parte I, e nell’allegato XI fanno parte dell’omologazione CE di un veicolo allo stesso modo delle direttive particolari o dei regolamenti. Essi si applicano alle categorie di veicoli elencati nelle pertinenti colonne della tabella dell’allegato IV, parte I, e dell’allegato XI.

2.  Laddove la Comunità abbia deciso l’applicazione vincolante di un regolamento UNECE ai fini dell’omologazione CE di veicoli conformemente all’articolo 4, paragrafo 4, della decisione 97/836/CE, gli allegati della presente direttiva sono modificati di conseguenza secondo la procedura di regolamentazione con controllo di cui all’articolo 40, paragrafo 2, della presente direttiva. L’atto che modifica gli allegati della presente direttiva indica inoltre il calendario dell’applicazione obbligatoria del regolamento UNECE o delle relative modifiche. Gli Stati membri abrogano o adeguano la normativa nazionale incompatibile con il regolamento UNECE in questione.

Se un regolamento UNECE sostituisce una direttiva particolare o un regolamento in vigore, la voce pertinente nell’allegato IV, parte I, e nell’allegato XI è sostituita dal numero del regolamento UNECE e la voce corrispondente nell’allegato IV, parte II, è soppressa secondo la stessa procedura.

3.  Nei casi di cui al paragrafo 2, secondo comma, la direttiva particolare o il regolamento sostituiti dal regolamento UNECE sono abrogati secondo la procedura di regolamentazione con controllo di cui all’articolo 40, paragrafo 2.

Qualora sia abrogata una direttiva particolare, gli Stati membri abrogano le normative nazionali adottate ai fini dell’attuazione di tale direttiva.

4.  La presente direttiva o le direttive particolari o i regolamenti possono contenere riferimenti diretti a norme e regolamenti internazionali, senza doverli riprodurre nel quadro giuridico comunitario.

Articolo 35

Equivalenza dei regolamenti UNECE con direttive o regolamenti

1.  I regolamenti UNECE elencati nell’allegato IV, parte II, sono riconosciuti equivalenti alle direttive particolari o ai regolamenti corrispondenti se caratterizzati dallo stesso campo di applicazione ed oggetto.

Le autorità di omologazione degli Stati membri accettano le omologazioni rilasciate a norma di tali regolamenti UNECE e, se del caso, i relativi marchi di omologazione, in luogo delle omologazioni e dei marchi di omologazione corrispondenti rilasciati conformemente alle direttive particolari o ai regolamenti equivalenti.

2.  Qualora la Comunità abbia deciso di applicare un nuovo regolamento UNECE o un regolamento UNECE modificato ai fini del paragrafo 1, l’allegato IV, parte II, è modificato di conseguenza. Tali misure, intese a modificare elementi non essenziali della presente direttiva, sono adottate secondo la procedura di regolamentazione con controllo di cui all’articolo 40, paragrafo 2.

Articolo 36

Equivalenza con altre regolamentazioni

Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, può riconoscere l’equivalenza tra le condizioni o le disposizioni relative all’omologazione CE di sistemi, componenti ed entità tecniche previste dalla presente direttiva e le procedure stabilite da regolamentazioni internazionali o di paesi terzi, nell’ambito di accordi multilaterali o bilaterali tra la Comunità e paesi terzi.



CAPO XIV

COMUNICAZIONE DI INFORMAZIONI TECNICHE

Articolo 37

Informazioni destinate agli utenti

1.  Il costruttore non può fornire informazioni tecniche relative alle indicazioni previste nella presente direttiva o negli atti normativi elencati nell’allegato IV che differiscano dalle indicazioni omologate dall’autorità competente.

2.  Qualora un atto normativo lo preveda specificamente, il costruttore mette a disposizione degli utenti tutte le informazioni pertinenti e le istruzioni necessarie, precisando le condizioni particolari o le restrizioni relative all’uso di un veicolo, di un componente o di un’entità tecnica.

Tali informazioni sono fornite nelle lingue ufficiali della Comunità e sono riportate, d’intesa con l’autorità di omologazione, in un documento di supporto appropriato, come il manuale d’istruzioni o il libretto di manutenzione.

Articolo 38

Informazioni destinate ai costruttori di componenti o entità tecniche

1.  Il costruttore del veicolo mette a disposizione dei costruttori di componenti o entità tecniche tutte le indicazioni, compresi, se del caso, i disegni specificamente elencati nell’allegato o nell’appendice di un atto normativo, che sono necessarie per l’omologazione CE di componenti o entità tecniche o per l’ottenimento di un’autorizzazione a norma dell’articolo 31.

Il costruttore del veicolo può imporre ai costruttori di componenti o entità tecniche obblighi destinati a proteggere la riservatezza di tutte le informazioni che non sono di dominio pubblico, anche per quanto riguarda i diritti di proprietà intellettuale.

2.  Il costruttore di componenti o entità tecniche detentore di una scheda di omologazione CE, che a norma dell’articolo 10, paragrafo 4, contiene restrizioni d’uso o condizioni speciali di montaggio o entrambe, fornisce al costruttore del veicolo tutte le informazioni dettagliate al riguardo.

Qualora un atto normativo lo preveda, il costruttore di componenti o entità tecniche fornisce istruzioni relative alle restrizioni d’uso o alle condizioni speciali di montaggio o ad entrambe unitamente ai componenti o alle entità tecniche prodotti.



CAPO XV

PROVVEDIMENTI DI APPLICAZIONE E MODIFICHE

Articolo 39

Provvedimenti di applicazione e modifiche della presente direttiva, delle direttive particolari e dei regolamenti

1.  La Commissione adotta i provvedimenti necessari all’applicazione di ciascuna direttiva particolare o di ciascun regolamento secondo il disposto della direttiva o regolamento in questione.

2.  La Commissione adotta le modifiche degli allegati della presente direttiva o delle disposizioni delle direttive particolari o dei regolamenti elencati nell’allegato IV, parte I, che siano necessarie per adattarli all’evoluzione delle conoscenze scientifiche e tecniche o alle esigenze specifiche delle persone con disabilità.

3.  La Commissione adotta le modifiche della presente direttiva che siano necessarie per definire le prescrizioni tecniche relative ai veicoli in piccole serie, ai veicoli omologati secondo la procedura d’omologazione individuale e ai veicoli per uso speciale.

4.  Qualora la Commissione sia a conoscenza di gravi rischi per gli utenti della strada o per l’ambiente che richiedono provvedimenti urgenti, essa può modificare le disposizioni delle direttive particolari o dei regolamenti elencati nell’allegato IV, parte I.

5.  La Commissione adotta le modifiche necessarie nell’interesse di una buona amministrazione e, in particolare, per garantire la coerenza, reciproca o con altri atti della normativa comunitaria, delle direttive particolari o dei regolamenti elencati nell’allegato IV, parte I.

6.  Quando, a norma della decisione 97/836/CE, sono adottati nuovi regolamenti UNECE o modifiche dei regolamenti UNECE cui la Comunità ha aderito, la Commissione modifica di conseguenza gli allegati della presente direttiva.

7.  Ogni nuova direttiva particolare o nuovo regolamento apporta le opportune modifiche agli allegati della presente direttiva.

8.  Gli allegati della presente direttiva possono essere modificati mediante regolamenti.

9.  Le misure di cui al presente articolo sono adottate secondo la procedura di regolamentazione con controllo di cui all’articolo 40, paragrafo 2, in quanto sono intese a modificare elementi non essenziali della presente direttiva o delle direttive particolari e dei regolamenti, anche integrandoli.

Articolo 40

Comitato

1.  La Commissione è assistita da un comitato denominato «Comitato tecnico — Veicoli a motore» (CTVM).

2.  Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano l’articolo 5 bis, paragrafi da 1 a 4, e l’articolo 7 della decisione 1999/468/CE, tenendo conto delle disposizioni dell’articolo 8 della stessa.

3.  Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 5 e 7 della decisione 1999/468/CE, tenendo conto delle disposizioni dell’articolo 8 della stessa.

Il periodo di cui all’articolo 5, paragrafo 6, della decisione 1999/468/CE è fissato a tre mesi.



CAPO XVI

DESIGNAZIONE E NOTIFICA DEI SERVIZI TECNICI

Articolo 41

Designazione dei servizi tecnici

1.  Quando uno Stato membro designa un servizio tecnico, quest’ultimo si conforma alle disposizioni della presente direttiva.

2.  I servizi tecnici eseguono essi stessi le prove necessarie per l’omologazione o sono incaricati della loro supervisione, o eseguono le ispezioni specificate dalla presente direttiva o da un atto normativo elencato nell’allegato IV, salvo quando sono ammesse specifiche procedure alternative. Essi non possono eseguire prove o ispezioni per le quali non siano stati debitamente designati.

3.  I servizi tecnici rientrano in una o più delle seguenti quattro categorie di attività, a seconda della loro sfera di competenza:

a) categoria A, i servizi tecnici che eseguono, presso le proprie installazioni, le prove di cui alla presente direttiva e agli atti normativi elencati nell’allegato IV;

b) categoria B, i servizi tecnici incaricati della supervisione delle prove di cui alla presente direttiva e agli atti normativi elencati nell’allegato IV, eseguite nelle installazioni del costruttore o in quelle di un terzo;

c) categoria C, i servizi tecnici incaricati di valutare e verificare regolarmente le procedure seguite dal costruttore per controllare la conformità della produzione;

d) categoria D, i servizi tecnici incaricati della supervisione o dell’esecuzione di prove o ispezioni nell’ambito del controllo della conformità della produzione.

4.  I servizi tecnici dimostrano di possedere le competenze appropriate, conoscenze tecniche specifiche e un’esperienza comprovata nelle materie disciplinate dalla presente direttiva e dagli atti normativi elencati nell’allegato IV.

Inoltre, i servizi tecnici si conformano alle norme elencate nell’appendice 1 dell’allegato V che sono pertinenti alle attività che svolgono. Tale prescrizione non vale tuttavia per l’ultima fase della procedura di omologazione in più fasi di cui all’articolo 25, paragrafo 1.

5.  L’autorità di omologazione può agire in qualità di servizio tecnico in relazione ad una o più delle attività di cui al paragrafo 3.

6.  Un costruttore o un subfornitore che agisce per suo conto può essere designato come servizio tecnico per le attività della categoria A, per quanto riguarda gli atti normativi elencati nell’allegato XV.

La Commissione modifica, se necessario, l’elenco di tali atti normativi secondo la procedura di regolamentazione con controllo di cui all’articolo 40, paragrafo 2.

7.  I soggetti di cui ai paragrafi 5 e 6 si conformano alle disposizioni del presente articolo.

8.  I servizi tecnici di un paese terzo, diversi da quelli designati in conformità del paragrafo 6, possono essere notificati ai fini dell’articolo 43 solo nell’ambito di un accordo bilaterale tra la Comunità e il paese terzo in questione.

Articolo 42

Valutazione delle competenze dei servizi tecnici

1.  Le competenze di cui all’articolo 41 sono comprovate da una relazione di valutazione stilata da un’autorità competente. Essa può includere un certificato di accreditamento rilasciato da un organismo di accreditamento.

2.  La valutazione sulla quale è basata la relazione di cui al paragrafo 1 è effettuata in conformità delle disposizioni dell’appendice 2 dell’allegato V.

La relazione di valutazione è riveduta al termine di un periodo massimo di tre anni.

3.  La relazione di valutazione è comunicata alla Commissione, ove lo richieda.

4.  L’autorità di omologazione che agisce in qualità di servizio tecnico attesta la conformità mediante prove documentali.

Essa comprende una valutazione effettuata da controllori indipendenti dall’attività oggetto della valutazione. Detti controllori possono provenire dalla stessa organizzazione purché siano gestiti separatamente dal personale che esegue l’attività oggetto della valutazione.

5.  Un costruttore o un subfornitore che agisce per suo conto designato come un servizio tecnico si conforma alle disposizioni pertinenti del presente articolo.

Articolo 43

Procedure di notifica

1.  Gli Stati membri notificano alla Commissione il nome, l’indirizzo, compreso l’indirizzo elettronico, le persone responsabili e la categoria di attività per ciascun servizio tecnico designato, nonché eventuali modifiche successive.

L’atto di notifica precisa per quali atti normativi sono stati designati i servizi tecnici.

2.  Un servizio tecnico può eseguire le attività di cui all’articolo 41 ai fini dell’omologazione soltanto se è stato preliminarmente notificato alla Commissione.

3.  Lo stesso servizio tecnico può essere designato e notificato da vari Stati membri indipendentemente dalla categoria di attività svolta.

4.  Qualora un’organizzazione specifica o un organismo competente la cui attività non rientra fra quelle di cui all’articolo 41 debba essere designato in applicazione di un atto normativo, la notifica è effettuata in conformità delle disposizioni del presente articolo.

5.  La Commissione pubblica sul proprio sito web un elenco e gli estremi delle autorità di omologazione e dei servizi tecnici.



CAPO XVII

DISPOSIZIONI FINALI

Articolo 44

Disposizioni transitorie

1.  Nelle more delle necessarie modifiche della presente direttiva volte ad includervi veicoli non contemplati ovvero a completare le disposizioni amministrative e tecniche relative all’omologazione di veicoli di categorie diverse dalla categoria M1 prodotti in piccole serie e a stabilire disposizioni amministrative e tecniche armonizzate relative alla procedura di omologazione individuale, e fino alla scadenza dei periodi transitori di cui all’articolo 45, gli Stati membri continuano a rilasciare per tali veicoli omologazioni nazionali purché tali omologazioni siano basate sulle prescrizioni tecniche armonizzate di cui alla presente direttiva.

2.  Su domanda del costruttore o, nel caso di un’omologazione individuale, del proprietario del veicolo e su presentazione delle informazioni richieste, gli Stati membri interessati completano e rilasciano la scheda di omologazione o la scheda di omologazione individuale. La scheda è rilasciata al richiedente.

Per i veicoli dello stesso tipo, gli altri Stati membri accettano una copia autenticata come attestazione dell’esecuzione delle prove previste.

3.  Qualora un veicolo particolare oggetto di un’omologazione individuale debba essere immatricolato in un altro Stato membro, tale Stato membro può chiedere all’autorità che ha rilasciato l’omologazione individuale qualsiasi ulteriore informazione che indichi in modo dettagliato la natura delle prescrizioni tecniche cui è conforme tale veicolo particolare.

4.  Nelle more dell’armonizzazione dei sistemi di immatricolazione e di imposizione fiscale degli Stati membri relativamente ai veicoli disciplinati dalla presente direttiva, gli Stati membri possono utilizzare codici nazionali per facilitare l’immatricolazione e l’imposizione fiscale nel loro territorio. A tal fine, gli Stati membri possono suddividere le versioni di cui all’allegato III, parte II, a condizione che i criteri utilizzati per la suddivisione siano indicati esplicitamente nel fascicolo di omologazione o possano essere desunti dallo stesso mediante calcoli semplici.

Articolo 45

Date di applicazione per l’omologazione CE

1.  Per quanto riguarda l’omologazione CE, gli Stati membri rilasciano omologazioni CE ai nuovi tipi di veicoli a decorrere dalle date di cui all’allegato XIX.

2.  Su domanda del costruttore, gli Stati membri possono rilasciare omologazioni CE ai nuovi tipi di veicoli a decorrere dal 29 aprile 2009.

3.  Fino alle date specificate nella quarta colonna della tabella di cui all’allegato XIX, l’articolo 26, paragrafo 1, non si applica ai nuovi veicoli per i quali un’omologazione nazionale è stata rilasciata prima delle date specificate nella terza colonna o per i quali non è stata rilasciata un’omologazione.

4.  Su richiesta del costruttore ed entro le date specificate nella terza colonna delle righe 6 e 9 della tabella di cui all’allegato XIX, gli Stati membri continuano a rilasciare omologazioni nazionali, in alternativa all’omologazione CE di veicolo, per veicoli di categoria M2 o M3 sempreché tali veicoli e i loro sistemi, componenti e singole unità tecniche siano stati omologati conformemente agli atti normativi elencati nell’allegato IV, parte I, della presente direttiva.

5.  La presente direttiva non invalida le omologazioni CE rilasciate a veicoli della categoria M1 anteriormente al 29 aprile 2009, né osta alla proroga di tali omologazioni.

6.  Per quanto riguarda l’omologazione CE di nuovi tipi di sistemi, componenti o entità tecniche, gli Stati membri applicano la presente direttiva a decorrere dal 29 aprile 2009.

La presente direttiva non invalida le omologazioni CE rilasciate a sistemi, componenti o entità tecniche anteriormente al 29 aprile 2009, né osta alla proroga di tali omologazioni.

Articolo 46

Sanzioni

Gli Stati membri determinano le sanzioni da irrogare in caso di violazione delle disposizioni della presente direttiva e, in particolare, dei divieti di cui all’articolo 31 o derivanti da esso, e degli atti normativi elencati nell’allegato IV, parte I, e adottano tutti i provvedimenti necessari per assicurarne l’applicazione. Le sanzioni devono essere effettive, proporzionate e dissuasive. Gli Stati membri informano la Commissione di tali disposizioni entro il 29 aprile 2009 e provvedono a notificare al più presto qualsiasi modifica successiva.

Articolo 47

Valutazione

1.  Entro il 29 aprile 2011 gli Stati membri informano la Commissione dell’applicazione delle procedure di omologazione stabilite nella presente direttiva e, in particolare, dell’applicazione del procedimento in più fasi. Se del caso, la Commissione propone le modifiche che ritiene necessarie per migliorare il procedimento di omologazione.

2.  Sulla scorta delle informazioni fornite a norma del paragrafo 1, la Commissione riferisce al Parlamento europeo e al Consiglio sull’applicazione della presente direttiva entro il 29 ottobre 2011. Se del caso, la Commissione può proporre il differimento delle date di applicazione di cui all’articolo 45.

Articolo 48

Attuazione

1.  Gli Stati membri adottano e pubblicano anteriormente al 29 aprile 2009 le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alle modifiche sostanziali della presente direttiva. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.

Essi applicano tali disposizioni a decorrere dal 29 aprile 2009.

Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all’atto della pubblicazione ufficiale. Esse recano altresì l’indicazione che i riferimenti alla direttiva abrogata dalla presente direttiva, contenuti nelle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative vigenti, s’intendono fatti alla presente direttiva. Le modalità di tale riferimento nonché la formulazione di detta indicazione sono decise dagli Stati membri.

2.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.

Articolo 49

Abrogazione

La direttiva 70/156/CEE è abrogata con effetto dal 29 aprile 2009 fatti salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini di recepimento nel diritto interno e di applicazione delle direttive indicate nell’allegato XX, parte B.

I riferimenti alla direttiva abrogata s’intendono fatti alla presente direttiva e si leggono secondo la tavola di concordanza di cui all’allegato XXI.

Articolo 50

Entrata in vigore

La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Articolo 51

Destinatari

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.




ELENCO DEGLI ALLEGATI

Allegato I

Elenco completo delle informazioni da fornire per l'omologazione CE dei veicoli, dei componenti o delle entità tecniche indipendenti

Allegato II

Definizioni generali, criteri di classificazione dei veicoli, tipi di veicoli e tipi di carrozzeria

Appendice 1:

Procedura per verificare se un veicolo può essere classificato come veicolo fuoristrada

Appendice 2:

Cifre usate per integrare i codici da utilizzare per identificare i diversi tipi di carrozzeria

Allegato III

Scheda informativa per l’omologazione CE dei veicoli

Allegato IV

Requisiti per l’omologazione CE dei veicoli

Appendice 1:

Atti normativi per l’omologazione CE dei veicoli prodotti in piccole serie a norma dell’articolo 22

Appendice 2:

Prescrizioni per l’omologazione ai sensi dell’articolo 24 di veicoli completi appartenenti alla categoria M1 e N1, prodotti in grandi serie nei paesi terzi o per i paesi terzi

Allegato V

Procedura da seguire per l’omologazione CE

Appendice 1:

Norme alle quali devono conformarsi i soggetti di cui all’articolo 41

Appendice 2:

Procedura relativa alla valutazione dei servizi tecnici

Appendice 3:

Requisiti generali riguardo al formato dei verbali di prova

Allegato VI

Modelli dei certificati di omologazione

Appendice:

Elenco degli atti normativi a cui il tipo di veicolo è conforme

Allegato VII

Sistema di numerazione della scheda di omologazione CE per tipo

Appendice:

Marchio di omologazione CE di componenti ed entità tecniche

Allegato VIII

Risultati delle prove

Allegato IX

Certificato di conformità CE

Allegato X

Procedure di conformità della produzione

Allegato XI

Natura e disposizioni applicabili all’omologazione CE dei veicoli per uso speciale

Appendice 1:

Autocaravan — Ambulanze — Carri funebri

Appendice 2:

Veicoli blindati

Appendice 3:

Veicoli con accesso per sedie a rotelle

Appendice 4:

Altri veicoli per uso speciale (inclusi gruppo speciale, veicoli predisposti per attrezzature intercambiabili e caravan)

Appendice 5:

Gru mobili

Appendice 6:

Veicoli per trasporto eccezionale

Allegato XII

Limiti delle piccole serie e dei veicoli di fine serie

Allegato XIII

Elenco delle parti o apparecchiature che sono in grado di comportare un rischio significativo per il corretto funzionamento di sistemi essenziali per la sicurezza del veicolo o per le sue prestazioni ambientali e relativi requisiti di prestazione, procedure di prova appropriate, disposizioni in materia di marcatura e imballaggio

Allegato XIV

Elenco delle omologazioni CE rilasciate in base ad atti normativi

Allegato XV

Atti normativi per i quali un costruttore può essere designato come servizio tecnico

Appendice:

Designazione di un costruttore come servizio tecnico

Allegato XVI

Condizioni specifiche relative all’applicazione dei metodi di prova virtuali e atti normativi per i quali un costruttore o un servizio tecnico possono utilizzare tali metodi

Appendice 1:

Condizioni generali relative all’applicazione dei metodi di prova virtuali

Appendice 2:

Condizioni specifiche relative ai metodi di prova virtuali

Appendice 3:

Processo di convalida

Allegato XVII:

Procedura da seguire per l’omologazione CE in più fasi

Appendice:

Modello della targhetta supplementare del costruttore

Allegato XIX

Calendario per l’applicazione della presente direttiva per quanto riguarda l’omologazione

Allegato XX

Termini d’attuazione in diritto nazionale delle direttive abrogate

Allegato XXI

Tavola di concordanza

▼M1




ALLEGATO I

▼M26

ELENCO COMPLETO DELLE INFORMAZIONI DA FORNIRE PER L'OMOLOGAZIONE CE DEI VEICOLI, DEI COMPONENTI O DELLE ENTITÀ TECNICHE INDIPENDENTI ( 5 )

▼M1

Tutte le schede informative di cui alla presente direttiva e alle direttive o ai regolamenti particolari dovranno consistere solo in estratti del presente elenco completo e conformarsi al suo sistema di numerazione delle voci.

Le seguenti informazioni vanno fornite in triplice copia e devono comprendere un indice. I disegni, in scala appropriata, dovranno essere sufficientemente dettagliati e forniti in formato A4 o in un raccoglitore di formato A4. Eventuali fotografie devono fornire sufficienti dettagli.

Se sistemi, componenti o unità tecniche separate, citate nel presente allegato, comprendono funzioni controllate elettronicamente, vanno fornite informazioni sul loro funzionamento.

0.   DATI GENERALI

0.1. Marca (denominazione commerciale del costruttore): …

0.2. Tipo: …

0.2.0.1. Telaio: …

0.2.0.2. Carrozzeria/veicolo completo: …

0.2.1. Eventuale/i designazione/i commerciale/i: …

▼M24

0.2.2. Per i veicoli omologati in più fasi, documentazione di omologazione del veicolo nella fase iniziale/precedente (elencare le informazioni per ciascuna fase; si può usare una matrice): …

Tipo:

Variante/i:

Versione/i:

Numero di omologazione e numero dell'estensione

▼M32

0.2.2.1.

Valori consentiti dei parametri per l'omologazione in più fasi per utilizzare i valori delle emissioni dei veicoli di base (inserire un intervallo se del caso) (y):

Massa in ordine di marcia del veicolo finale (in kg):…

Zona anteriore per il veicolo finale (in cm2):…

Resistenza al rotolamento (kg/t):…

Sezione trasversale dell'ingresso di aria della calandra anteriore (in cm2):…

0.2.3.

Identificatori (y):

0.2.3.1.

Identificatore della famiglia di interpolazione: …

0.2.3.2.

Identificatore della famiglia ATCT: …

0.2.3.3.

Identificatore della famiglia PEMS: …

0.2.3.4.

Identificatore della famiglia di resistenza all'avanzamento

0.2.3.4.1.

Famiglia di resistenza all'avanzamento di VH: …

0.2.3.4.2.

Famiglia di resistenza all'avanzamento di VL: …

0.2.3.4.3.

Famiglie di resistenza all'avanzamento applicabili nella famiglia di interpolazione: …

0.2.3.5.

Identificatore della famiglia di matrici della resistenza all'avanzamento: …

0.2.3.6.

Identificatore della famiglia di rigenerazione periodica: …

0.2.3.7.

Identificatore della famiglia di prova delle emissioni per evaporazione: …

0.2.3.8.

Identificatore della famiglia OBD: …

0.2.3.9.

Identificatore di altra famiglia: …

▼M26

0.3. Mezzi di identificazione del tipo, se marcati sul veicolo/sul componente/sull'entità tecnica indipendente (10)  ( 6 ): …

▼M1

0.3.0.1. Telaio: …

0.3.0.2. Carrozzeria/veicolo completo: …

0.3.1. Posizione della marcatura: …

0.3.1.1. Telaio: …

0.3.1.2. Carrozzeria/veicolo completo: …

0.4. Categoria del veicolo ( 7 ): …

0.4.1. Classificazione/i in base alle merci pericolose che il veicolo deve trasportare: …

▼M15

0.5. Nome della società e indirizzo del costruttore: …

▼M24

0.5.1. Per i veicoli omologati in più fasi, ragione sociale e indirizzo del fabbricante del veicolo nella fase iniziale/precedente: …

▼M1

0.6. Posizione e modalità di fissaggio delle targhette regolamentari e posizione del numero di identificazione del veicolo: …

0.6.1. Sul telaio: …

0.6.2. Sulla carrozzeria: …

0.7. (Non attribuito)

0.8. Denominazione/i e indirizzo/i dello/gli stabilimento/i di montaggio: …

0.9. Denominazione e indirizzo dell’(eventuale) rappresentante del costruttore: …

▼M26

1.   CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE GENERALI

1.1. Fotografie e/o disegni di un veicolo/un componente/un'entità tecnica indipendente rappresentativi (10) : …

▼M1

1.2. Disegno complessivo quotato dell’intero veicolo: …

1.3. Numero di assi e di ruote: …

1.3.1. Numero e posizione degli assi a ruote gemellate: …

1.3.2. Numero e posizione degli assi sterzanti: …

1.3.3. Assi motore (numero, posizione, interconnessione): …

1.4. Telaio (se esiste) (disegno complessivo): …

1.5. Materiale dei longheroni ( 8 ): …

1.6. Posizione e disposizione del motore: …

1.7. Cabina di guida (a guida avanzata o normale) ( 9 ): …

1.8. Lato di guida: a destra/a sinistra ( 10 )

1.8.1. Il veicolo è predisposto per la circolazione stradale a destra/a sinistra (10) 

▼M15

1.9. Specificare se il veicolo a motore è destinato a trainare un semirimorchio o altri rimorchi e, se il rimorchio è un semirimorchio, un rimorchio a timone, un rimorchio ad asse centrale o un rimorchio a timone rigido: …

▼M15

1.10. Specificare se il veicolo è adibito al trasporto di merci a temperatura controllata: …

▼M15

2.   MASSE E DIMENSIONI ( 11 ) ( 12 ) ( 13 )

(in kg e mm) (eventualmente con riferimento ai disegni)

▼M1

2.1.   Interasse o interassi (a pieno carico) ( 14 ):

2.1.1. Veicoli a 2 assi

▼M15

2.1.2. Veicoli a tre o più assi

2.1.2.1. Distanza tra assi consecutivi, da quello in posizione più avanzata a quello in posizione più arretrata: …

2.1.2.2. Distanza totale tra gli assi: …

▼M1

2.2.   Ralla

2.2.1. Semirimorchi

2.2.1.1. Distanza tra l’asse del perno di ralla e l’estremità posteriore del semirimorchio:

2.2.1.2. Distanza massima tra l’asse del perno di ralla e un punto qualsiasi della parte anteriore del semirimorchio:

2.2.1.3. Interasse speciale del semirimorchio (di cui al punto 7.6.1.2 dell’allegato I della direttiva 97/27/CE):

2.2.2. Veicoli trattori di semirimorchi

2.2.2.1. Avanzamento della ralla (massimo e minimo; indicare i valori ammissibili per un veicolo incompleto) ( 15 ): …

2.2.2.2. Altezza massima della ralla (normalizzata) ( 16 ): …

2.3.   Carreggiata/e e larghezza/e degli assi

2.3.1. Carreggiata di ciascun asse sterzante ( 17 ): …

2.3.2. Carreggiata di tutti gli altri assi (17) : …

2.3.3. Larghezza dell’asse posteriore più largo: …

2.3.4. Larghezza dell’asse più avanzato (misurata sulla parte più esterna degli pneumatici, esclusa la sporgenza degli pneumatici al suolo): …

2.4.   Dimensioni (fuori tutto) del veicolo

2.4.1. Per telai non carrozzati:

2.4.1.1. Lunghezza ( 18 ): …

2.4.1.1.1. Lunghezza massima ammissibile: …

2.4.1.1.2. Lunghezza minima ammissibile: …

2.4.1.1.3. Nel caso di rimorchi, lunghezza ammissibile massima del timone ( 19 ): …

2.4.1.2. Larghezza ( 20 ): …

2.4.1.2.1. Larghezza massima ammissibile: …

2.4.1.2.2. Larghezza minima ammissibile: …

2.4.1.3. Altezza (in ordine di marcia) ( 21 ) (per sospensioni regolabili in altezza, indicare la posizione normale di marcia): …

2.4.1.4. Sbalzo anteriore ( 22 ): …

2.4.1.4.1. Angolo di attacco ( 23 ): …… gradi.

2.4.1.5. Sbalzo posteriore ( 24 ): …

2.4.1.5.1. Angolo di uscita ( 25 ): …… gradi.

2.4.1.5.2. Sbalzo minimo e massimo ammissibile del punto di aggancio ( 26 ): …

2.4.1.6. Altezza libera dal suolo (definito al punto 4.5 dell’allegato II, sezione A)

2.4.1.6.1. Tra gli assi: …

2.4.1.6.2. Sotto l’asse o gli assi anteriori: …

2.4.1.6.3. Sotto l’asse o gli assi posteriori: …

2.4.1.7. Angolo della rampa ( 27 ): …… gradi.

2.4.1.8. Posizioni estreme ammissibili del baricentro della carrozzeria e/o finiture interne e/o attrezzatura e/o carico utile

2.4.2. Telai carrozzati

2.4.2.1. Lunghezza (18) : …

2.4.2.1.1. Lunghezza della superficie di carico: …

2.4.2.1.2. Nel caso di rimorchi, lunghezza ammissibile massima del timone (19) : …

2.4.2.2. Larghezza (20) : …

2.4.2.2.1. Spessore delle pareti (in caso di veicoli destinati al trasporto di merci a temperatura controllata): …

2.4.2.3. Altezza (in ordine di marcia) (21)  (per sospensioni regolabili in altezza, indicare la posizione normale di marcia): …

2.4.2.4. Sbalzo anteriore (22) : …

2.4.2.4.1. Angolo di attacco (23) : …… gradi.

2.4.2.5. Sbalzo posteriore (24) : …

2.4.2.5.1. Angolo di uscita (25) : …… gradi.

2.4.2.5.2. Sbalzo minimo e massimo ammissibile del punto di aggancio (26) : …

2.4.2.6. Altezza libera dal suolo (definita al punto 4.5 dell’allegato II, sezione A)

2.4.2.6.1. Tra gli assi: …

2.4.2.6.2. Sotto l’asse o gli assi anteriori: …

2.4.2.6.3. Sotto l’asse o gli assi posteriori: …

2.4.2.7. Angolo della rampa (27) : …… gradi.

2.4.2.8. Posizioni estreme ammissibili del baricentro del carico utile (in caso di carico non uniformemente distribuito): …

2.4.2.9. Posizione del baricentro del veicolo (M2 ed M3) al suo carico massimo tecnicamente ammissibile in senso longitudinale, trasversale e verticale: …

2.4.3. Carrozzeria omologata senza telaio (veicoli M2 ed M3)

2.4.3.1. Lunghezza (18) : …

2.4.3.2. Larghezza (20) : …

2.4.3.3. Altezza nominale (in ordine di marcia) (21)  dei tipi di telaio (per le sospensioni regolabili in altezza, indicare la posizione normale di marcia): …

▼M15

2.5.  Massa minima sugli assi sterzanti dei veicoli incompleti:

2.6.    Massa in ordine di marcia ( 28 )

a) massima e minima per ogni variante: …

b) massa di ciascuna versione (deve essere fornita una matrice): …

▼M28

2.6.1. Distribuzione di tale massa sugli assi e, nel caso di un semirimorchio, di un rimorchio ad asse centrale o di un rimorchio a timone rigido, massa gravante sul punto di aggancio:

a) massima e minima per ogni variante: …

b) massa di ciascuna versione (deve essere fornita una matrice): …

▼M15

2.6.2. Massa dei dispositivi opzionali [cfr. definizione di cui all’articolo 2, punto 5, del regolamento (UE) n. 1230/2012] ( 29 ): …

▼M32

2.6.3. Massa di rotazione (y): il 3 % della somma della massa in ordine di marcia e 25 kg o il valore, per asse (kg): …

▼M1

2.7.  Massa minima del veicolo completo dichiarata dal costruttore, nel caso di un veicolo incompleto: …

2.7.1. Distribuzione di tale massa tra gli assi e, nel caso di un semirimorchio o di un rimorchio ad asse centrale, carico gravante sul punto di aggancio: …

2.8.  Massa massima a pieno carico tecnicamente ammissibile dichiarata dal costruttore ( 30 ) ( 31 ): …

2.8.1. Distribuzione di tale massa tra gli assi e, per semirimorchi o rimorchi ad asse centrale, carico gravante sul punto di traino (31) : …

2.9.  Massa massima tecnicamente ammissibile su ciascun asse:

▼M15

2.10.  Massa tecnicamente ammissibile su ciascun gruppo d’assi:

2.11.  Massa massima rimorchiabile tecnicamente ammissibile del veicolo trainante:

in caso di:

▼M1

2.11.1. Rimorchio a timone: …

2.11.2. Semirimorchio: …

2.11.3. Rimorchio ad asse centrale: …

2.11.3.1. Rapporto massimo tra lo sbalzo del dispositivo di aggancio ( 32 ) e l’interasse: …

2.11.3.2. Valore V massimo: …… kN.

▼M15

2.11.4. Rimorchio a timone rigido: …

2.11.5. Massa massima tecnicamente ammissibile a pieno carico del veicolo combinato (31) : …

▼M1

2.11.6. Massa massima del rimorchio non frenato: …

▼M15

2.12.    Massa massima tecnicamente ammissibile sul punto di aggancio:

2.12.1. di un veicolo trainante: …

2.12.2. di un semirimorchio, un rimorchio ad asse centrale o un rimorchio a timone rigido: …

▼M1

2.12.3. Massa massima ammissibile del dispositivo di aggancio (se non installato dal costruttore): …

2.13.  Raggio di curvatura posteriore eccedente la fascia d’ingombro (sezioni 7.6.2.e 7.6.3. dell’allegato I della direttiva 97/27/CE): …

2.14.  Rapporto potenza motore/massa massima: …… kW/kg

2.14.1. Rapporto potenza motore/massa massima a pieno carico tecnicamente ammissibile della combinazione di veicoli (cfr. direttiva 97/27/CE, allegato I, punto 7.10) …… kW/kg

2.15.  Capacità di spunto in salita (veicolo senza rimorchio) ( 33 ): …… %.

▼M15

2.16.    Masse massime ammissibili per l’immatricolazione/ammissione alla circolazione (facoltativo)

2.16.1. Massa massima ammissibile a pieno carico per l’immatricolazione/ammissione alla circolazione: …

2.16.2. Massa massima ammissibile su ogni asse per l’immatricolazione/ammissione alla circolazione e, in caso di semirimorchio o rimorchio ad asse centrale, carico previsto sul punto di aggancio dichiarato dal costruttore se inferiore alla massa massima tecnicamente ammissibile sul punto di aggancio: …

2.16.3. Massa massima ammissibile su ogni gruppo d’assi per l’immatricolazione/ammissione alla circolazione: …

2.16.4. Massa massima rimorchiabile ammissibile per l’immatricolazione/ammissione alla circolazione: …

2.16.5. Massa massima ammissibile del veicolo combinato per l’immatricolazione/ammissione alla circolazione: …

▼M16

2.17.

Veicoli sottoposti ad omologazione in più fasi [solo nel caso dei veicoli incompleti o completati della categoria N1 che rientrano nel campo di applicazione del regolamento (CE) n. 715/2007]: sì/no (10) 

2.17.1.

Massa del veicolo di base in ordine di marcia: …kg.

2.17.2.

Massa aggiunta standard, calcolata conformemente alla sezione 5 dell’allegato XII del regolamento (CE) n. 692/2008: …kg.

▼M28

3.   CONVERTITORE DELL’ENERGIA DI PROPULSIONE ( 34 )

3.1.   Costruttore del convertitore o dei convertitori dell’energia di propulsione: …

3.1.1. Codice del costruttore (apposto sul convertitore dell’energia di propulsione, o altri mezzi di identificazione): …

▼M1

3.1.2. Eventuale numero di omologazione comprendente il marchio di identificazione del carburante

(solo per veicoli pesanti): …

3.2.   Motore a combustione interna

3.2.1.   Caratteristiche del motore

▼M21

3.2.1.1. Principio di funzionamento: accensione comandata/accensione spontanea/doppia alimentazione (10) 

Ciclo: quattro tempi/due tempi/rotativo (10) 

▼M21

3.2.1.1.1. Tipo di motore a doppia alimentazione: tipo 1A/tipo 1B/tipo 2A/tipo 2B/tipo 3B (10)  ( 35 )

3.2.1.1.2. Indice energetico medio del gas calcolato durante la parte a caldo del ciclo di prova WHTC: … %

▼M1

3.2.1.2. Numero e disposizione dei cilindri: …

3.2.1.2.1. Alesaggio ( 36 ): .… mm

3.2.1.2.2. Corsa (36) : … mm

3.2.1.2.3. Ordine di accensione: …

3.2.1.3. Cilindrata ( 37 ): …… cm3

3.2.1.4. Rapporto volumetrico di compressione ( 38 ): …

3.2.1.5. Disegno della camera di combustione, della testa e, per i motori ad accensione comandata, dei segmenti del pistone: …

3.2.1.6. Regime minimo normale (38) …… giri/min-1

3.2.1.6.1. Regime minimo elevato (38) : …… giri/min-1

▼M21

3.2.1.6.2. Minimo in modalità diesel: sì/no (10)  (35) 

▼M1

3.2.1.7. Tenore in volume di ossido di carbonio nei gas di scarico, con motore al minimo (38) : …… %, dichiarato dal costruttore (solo motori ad accensione comandata)

▼M28

3.2.1.8. Potenza nominale del motore ( 39 ): … kW a … min–1 (dichiarata dal costruttore)

▼M1

3.2.1.9. Regime massimo ammesso, dichiarato dal costruttore: … giri/min-1

3.2.1.10. Coppia massima netta (39) : … Nm a … giri/min-1 (dichiarata dal costruttore)

▼M11

3.2.1.11. (solo Euro VI) Riferimenti del fabbricante al fascicolo di documentazione richiesto dal regolamento (UE) n. 582/2011, articoli 5, 7 e 9, che consentono all’autorità di omologazione di valutare le strategie di controllo delle emissioni e i sistemi presenti sul motore in modo da garantire il corretto funzionamento delle misure di controllo sugli NOx

▼M1

3.2.2.   Carburante

▼M32

3.2.2.1. Diesel/benzina/GPL/GN o biometano/etanolo (E 85)/biodiesel/idrogeno (10)  ( 40 )

▼M28

3.2.2.1.1. RON, senza piombo: …

▼M21

3.2.2.2. Veicoli commerciali pesanti alimentati a gasolio/benzina/GPL/GN-H/GN-L/GN-HL/etanolo (ED95)/etanolo (E85)/ GNL/GNL20 (10)  (40) 

▼M11

3.2.2.2.1. (solo Euro VI) Carburanti compatibili con l’uso del motore, dichiarati dal fabbricante in conformità al regolamento (UE) n. 582/2011. allegato I, punto 1.1.2, (ove applicabile)

▼M1

3.2.2.3. Bocchettone del serbatoio del carburante: orifizio ristretto/etichetta (10) 

3.2.2.4. Tipo di combustibile del veicolo: mmonocarburante, bicarburante, policarburante (10) 

3.2.2.5. Tenore massimo di biocarburante accettabile nel carburante (dichiarato dal costruttore): …….. % in volume

3.2.3.   Serbatoio/i del carburante

3.2.3.1. Serbatoio/i di servizio

3.2.3.1.1. Numero e capacità di ciascun serbatoio: …

3.2.3.1.1.1. Materiale: …

3.2.3.1.2. Disegno e descrizione tecnica del serbatoio o dei serbatoi con tutti i raccordi e le tubazioni del dispositivo di sfiato e di ventilazione, le chiusure, le valvole e i dispositivi di fissaggio: …

3.2.3.1.3. Disegno che indichi chiaramente la posizione del/i serbatoio/i nel veicolo: …

3.2.3.2. Serbatoio/i ausiliario/i

3.2.3.2.1. Numero e capacità di ciascun serbatoio: …

3.2.3.2.1.1. Materiale: …

3.2.3.2.2. Disegno e descrizione tecnica del serbatoio o dei serbatoi con tutti i raccordi e le tubazioni del dispositivo di sfiato e di ventilazione, le chiusure, le valvole e i dispositivi di fissaggio: …

3.2.3.2.3. Disegno che indichi chiaramente la posizione del/i serbatoio/i nel veicolo: …

3.2.4.   Alimentazione

3.2.4.1. Mediante carburatore/i: sì/no (10) 

▼M21

3.2.4.2. A iniezione (solo motori ad accensione spontanea o a doppia alimentazione): sì/no (10) 

▼M28

3.2.4.2.1. Descrizione del sistema (common rail/sistema iniettore-pompa/pompa di distribuzione ecc.): …

▼M1

3.2.4.2.2. Principio di funzionamento: iniezione diretta/precamera/camera a turbolenza (10) 

▼M28

3.2.4.2.3. Pompa di mandata/iniezione

▼M1

3.2.4.2.3.1. Marca o marche: …

3.2.4.2.3.2. Tipo o tipi: …

3.2.4.2.3.3. Mandata massima di carburante (10)  (38) : …… mm3/corsa o ciclo a una velocità di rotazione del motore di: …… giri/min-1 o, in alternativa, curva caratteristica: …

(Se esiste controllo della sovralimentazione, specificare la mandata di carburante e la pressione di sovralimentazione caratteristiche in funzione del regime.)

3.2.4.2.3.4. Fasatura statica dell’iniezione (38) : …

3.2.4.2.3.5. Curva di anticipo dell’iniezione (38) : …

3.2.4.2.3.6. Metodo di taratura: banco di prova/motore (10) 

▼M28

3.2.4.2.4. Controllo della limitazione del regime del motore

▼M1

3.2.4.2.4.1. Tipo: …

3.2.4.2.4.2. Punto di intervento

3.2.4.2.4.2.1. Velocità alla quale avviene l’intervento sotto carico: … min-1

3.2.4.2.4.2.2. Regime massimo a vuoto: … giri/min-1

3.2.4.2.4.2.3. Regime di rotazione minimo: … giri/min-1

3.2.4.2.5. Tubi d’iniezione (solo veicoli pesanti)

3.2.4.2.5.1. Lunghezza: … mm

3.2.4.2.5.2. Diametro interno: … mm

3.2.4.2.5.3. Common rail, marca e tipo: …

3.2.4.2.6. Iniettore/i

3.2.4.2.6.1. Marca o marche: …

3.2.4.2.6.2. Tipo o tipi: …

3.2.4.2.6.3. Pressione di apertura (38) : … kPa o diagramma caratteristico (38) :…

3.2.4.2.7. Sistema di avviamento a freddo

3.2.4.2.7.1. Marca o marche: …

3.2.4.2.7.2. Tipo o tipi: …

3.2.4.2.7.3. Descrizione: …

3.2.4.2.8. Dispositivo di avviamento ausiliario

3.2.4.2.8.1. Marca o marche: …

3.2.4.2.8.2. Tipo o tipi: …

3.2.4.2.8.3. Descrizione del sistema: …

3.2.4.2.9. Iniezione a controllo elettronico: sì/no (10) 

3.2.4.2.9.1. Marca o marche: …

3.2.4.2.9.2. Tipo o tipi:

▼M28

3.2.4.2.9.3. Descrizione del sistema

▼M1

3.2.4.2.9.3.1. Marca e tipo della centralina di controllo (ECU): …

▼M28

3.2.4.2.9.3.1.1. Versione del software della centralina (ECU): …

▼M1

3.2.4.2.9.3.2. Marca e tipo del regolatore del carburante: …

3.2.4.2.9.3.3. Marca e tipo del sensore del flusso dell’aria: …

3.2.4.2.9.3.4. Marca e tipo del distributore del carburante: …

3.2.4.2.9.3.5. Marca e tipo del corpo del dispositivo di accelerazione: …

▼M28

3.2.4.2.9.3.6. Marca e tipo, o principio di funzionamento, del sensore della temperatura dell’acqua: …

3.2.4.2.9.3.7. Marca e tipo, o principio di funzionamento, del sensore della temperatura dell’aria: …

3.2.4.2.9.3.8. Marca e tipo, o principio di funzionamento, del sensore della pressione dell’aria: …

▼M1

3.2.4.2.9.3.9. Numero/i di calibratura del software: …

3.2.4.3. A iniezione (solo motori ad accensione comandata): sì/no (10) 

3.2.4.3.1. Principio di funzionamento: iniezione nel collettore di aspirazione (iniezione diretta a punto singolo/multiplo) (10) ; altro (specificare): …

3.2.4.3.2. Marca o marche: …

3.2.4.3.3. Tipo o tipi: …

3.2.4.3.4. Descrizione del sistema (in caso di sistemi diversi da quello a iniezione continua, fornire i dati equivalenti): …

3.2.4.3.4.1. Marca e tipo della centralina di controllo (ECU): …

▼M28

3.2.4.3.4.1.1. Versione del software della centralina (ECU): …

▼M1

3.2.4.3.4.2. Marca e tipo del regolatore del carburante: …

▼M28

3.2.4.3.4.3. Marca e tipo, o principio di funzionamento, del debimetro: …

▼M1

3.2.4.3.4.4. Marca e tipo del distributore del carburante: …

3.2.4.3.4.5. Marca e tipo del regolatore della pressione: …

3.2.4.3.4.6. Marca e tipo del microinterruttore: …

3.2.4.3.4.7. Marca e tipo della vite di regolazione del minimo: …

3.2.4.3.4.8. Marca e tipo del corpo della valvola a farfalla: …

▼M28

3.2.4.3.4.9. Marca e tipo, o principio di funzionamento, del sensore della temperatura dell’acqua: …

3.2.4.3.4.10. Marca e tipo, o principio di funzionamento, del sensore della temperatura dell’aria: …

3.2.4.3.4.11. Marca e tipo, o principio di funzionamento, del sensore della pressione dell’aria: …

▼M1

3.2.4.3.4.12. Numero/i di calibratura del software: …

▼M28

3.2.4.3.5. Iniettori

▼M1

3.2.4.3.5.1. Marca: …

3.2.4.3.5.2. Tipo: …

3.2.4.3.6. Fasatura dell’iniezione: …

3.2.4.3.7. Sistema di avviamento a freddo

3.2.4.3.7.1. Principio/i di funzionamento: …

3.2.4.3.7.2. Limiti/regolazioni del funzionamento (10)  (38) : …

3.2.4.4. Pompa di alimentazione

3.2.4.4.1. Pressione (38) : … kPa o diagramma caratteristico (38) : …

▼M28

3.2.4.4.2. Marca o marche: …

3.2.4.4.3. Tipo o tipi: …

▼M1

3.2.5.   Impianto elettrico

3.2.5.1. Tensione nominale: …… V, terminale a massa positivo/negativo (10) 

3.2.5.2. Generatore

3.2.5.2.1. Tipo: …

3.2.5.2.2. Potenza nominale: …… VA

3.2.6.   Sistema di accensione (solo motori con accensione a scintilla)

3.2.6.1. Marca o marche: …

3.2.6.2. Tipo o tipi: …

3.2.6.3. Principio di funzionamento: …

3.2.6.4. Curva/mappa dell’anticipo dell’accensione (38) : …

3.2.6.5. Fasatura iniziale (38) : … gradi prima del PMS

3.2.6.6. Candele

3.2.6.6.1. Marca: …

3.2.6.6.2. Tipo: …

3.2.6.6.3. Distanza tra gli elettrodi: …… mm

3.2.6.7. Bobina/e di accensione

3.2.6.7.1. Marca: …

3.2.6.7.2. Tipo: …

3.2.7.   Sistema di raffreddamento: a liquido/ad aria (10) 

3.2.7.1. Impostazione nominale del meccanismo di controllo della temperatura del motore: …

3.2.7.2. Liquido

3.2.7.2.1. Natura del liquido: …

3.2.7.2.2. Pompa/e di circolazione: sì/no (10) 

3.2.7.2.3. Caratteristiche: …… o

3.2.7.2.3.1. Marca o marche: …

3.2.7.2.3.2. Tipo o tipi: …

3.2.7.2.4. Rapporto/i di trasmissione: …

3.2.7.2.5. Descrizione della ventola e del suo meccanismo di azionamento: …

3.2.7.3. Aria

3.2.7.3.1. Ventola: sì/no (10) 

3.2.7.3.2. Caratteristiche: …… o

3.2.7.3.2.1. Marca o marche: …

3.2.7.3.2.2. Tipo o tipi: …

3.2.7.3.3. Rapporto/i di trasmissione: …

3.2.8.   Sistema di aspirazione

3.2.8.1. Compressore: sì/no (10) 

3.2.8.1.1. Marca o marche: …

3.2.8.1.2. Tipo o tipi: …

3.2.8.1.3. Descrizione del sistema (ad esempio: pressione massima di carico …… kPa; eventuale valvola di sfiato): …

3.2.8.2. Scambiatore di calore intermedio: sì/no (10) 

3.2.8.2.1. Tipo: aria-aria/aria-acqua (10) 

3.2.8.3. Depressione dell’aspirazione, a regime nominale e con carico del 100 % (solo motori ad accensione per compressione)

3.2.8.3.1. minimo ammissibile: …… kPa

3.2.8.3.2. massimo ammissibile: …… kPa

▼M11

3.2.8.3.3. (solo Euro VI ) Depressione effettiva del sistema di aspirazione al regime nominale di rotazione e al 100 % del carico sul veicolo: kPa

▼M1

3.2.8.4. Descrizione e disegni dei tubi di aspirazione e loro accessori (camera in pressione, riscaldatore, prese d’aria supplementari, ecc.): …

3.2.8.4.1. Descrizione del collettore di aspirazione (includere disegni e/o fotografie): …

3.2.8.4.2. Filtro dell’aria, disegni: … oppure

3.2.8.4.2.1. Marca o marche: …

3.2.8.4.2.2. Tipo o tipi: …

3.2.8.4.3. Silenziatore di aspirazione, disegni: … o

3.2.8.4.3.1. Marca o marche: …

3.2.8.4.3.2. Tipo o tipi: …

3.2.9.   Sistema di scarico

3.2.9.1. Descrizione e/o disegno del collettore di scarico: …

3.2.9.2. Descrizione e/o disegno del sistema di scarico: …

▼M21

3.2.9.2.1. (solo Euro VI) descrizione e/o disegno degli elementi del sistema di scarico che non fanno parte del sistema motore

▼M1

3.2.9.3. Contropressione massima ammissibile allo scarico, a regime nominale e carico del 100 % (solo motori ad accensione per compressione): …… kPa

▼M11

3.2.9.3.1. (solo Euro VI) Contropressione effettiva allo scarico al regime di rotazione nominale e con il 100 % di carico sul veicolo (solo per motori ad accensione spontanea): … kPa

▼M1

3.2.9.4. Tipo, marcatura del/i silenziatore/i dello scarico: …

Se influiscono sulla rumorosità esterna, interventi nel vano motore e sul motore atti a ridurla: …

3.2.9.5. Ubicazione dell’uscita dello scarico: …

3.2.9.6. Silenziatore di scarico contenente materiali fibrosi: …

▼M21

3.2.9.7. Volume totale del sistema di scarico: … dm3

3.2.9.7.1. (solo Euro VI) volume ammissibile del sistema di scarico: … dm3

▼M21

3.2.9.7.2. (solo Euro VI) volume del sistema di scarico che fa parte del sistema motore: … dm3

▼M1

3.2.10.  Sezioni trasversali minime delle luci di entrata e di uscita:

3.2.11.   Fasatura delle valvole o dati equivalenti

3.2.11.1. Alzata massima delle valvole, angoli di apertura e di chiusura, o dettagli sulla fasatura di sistemi di distribuzione alternativi con riferimento ai punti morti. Per sistemi di registrazione variabile, registrazione minima e massima: …

3.2.11.2. Campi di riferimento e/o di regolazione (10) 

3.2.12.   Misure contro l’inquinamento atmosferico

▼M32

3.2.12.0. Natura delle emissioni di omologazione (y)

▼M1

3.2.12.1. Dispositivi per il ricircolo dei gas del basamento (descrizione e disegni): …

▼M11

3.2.12.1.1. (solo Euro VI) Dispositivo per il riciclaggio dei gas del basamento: sì/no (2)

In caso positivo, descrizione e disegni:

in caso negativo, è necessaria la conformità al regolamento (UE) n. 582/2011, allegato V.

▼M28

3.2.12.2. Dispositivi di controllo dell’inquinamento (se non compresi in altre voci)

3.2.12.2.1. Convertitore catalitico

▼M1

3.2.12.2.1.1. Numero di convertitori e di elementi catalitici (fornire le informazioni di seguito richieste per ciascuna unità distinta): …

3.2.12.2.1.2. Dimensioni, forma e volume del/i convertitore/i catalitico/i: …

▼M30

3.2.12.2.1.3. Tipo di azione catalitica: … (ossidante, a tre vie, trappola per NOx con funzionamento in magro, SCR, catalizzatore per NOx con funzionamento in magro o altro)

▼M1

3.2.12.2.1.4. Contenuto totale di metalli preziosi: …

3.2.12.2.1.5. Concentrazione relativa: …

3.2.12.2.1.6. Substrato (struttura e materiale): …

3.2.12.2.1.7. Densità delle celle: …

3.2.12.2.1.8. Tipo di alloggiamento del/i convertitore/i catalitico/i: …

3.2.12.2.1.9. Posizione del/i convertitore/i catalitico/i (ubicazione e distanza di riferimento rispetto al condotto di scarico): …

3.2.12.2.1.10. Schermo termico: sì/no (10) 

▼M28

3.2.12.2.1.11. Intervallo delle normali temperature di funzionamento: … °C

▼M1

3.2.12.2.1.12. Marca del convertitore catalitico: …

3.2.12.2.1.13. Numero di identificazione del pezzo: …

▼M28

3.2.12.2.2. Sensori

3.2.12.2.2.1. Sensore di ossigeno: sì/no (10) 

3.2.12.2.2.1.1. Marca: …

3.2.12.2.2.1.2. Posizione: …

3.2.12.2.2.1.3. Campo di regolazione: …

3.2.12.2.2.1.4. Tipo o principio di funzionamento: …

3.2.12.2.2.1.5. Numero identificativo: …

3.2.12.2.2.2. Sensore degli NOx: sì/no (10) 

3.2.12.2.2.2.1. Marca: …

3.2.12.2.2.2.2. Tipo: …

3.2.12.2.2.2.3. Posizione: …

3.2.12.2.2.3. Sensore del particolato: sì/no (10) 

3.2.12.2.2.3.1. Marca: …

3.2.12.2.2.3.2. Tipo: …

3.2.12.2.2.3.3. Posizione: …

▼M1

3.2.12.2.3. Iniezione di aria: sì/no (10) 

3.2.12.2.3.1. Tipo (aria pulsata, pompa per aria, ecc.): …

3.2.12.2.4. Ricircolo dei gas di scarico (EGR): sì/no (10) 

▼M28

3.2.12.2.4.1. Caratteristiche (marca, tipo, flusso, alta pressione / bassa pressione / pressione combinata ecc.): …

3.2.12.2.4.2. Sistema raffreddato ad acqua (da indicare per ogni sistema EGR per es. alta pressione / bassa pressione / pressione combinata): sì/no (10) 

3.2.12.2.5. Sistema di controllo delle emissioni per evaporazione (solo per i motori a benzina e ad etanolo): sì/no (10) 

3.2.12.2.5.1. Descrizione dettagliata dei dispositivi: …

3.2.12.2.5.2. Disegno del sistema di controllo delle emissioni per evaporazione: …

3.2.12.2.5.3. Disegno del filtro ai carboni attivi: …

3.2.12.2.5.4. Massa del carbone attivo: … g

▼M32

3.2.12.2.5.5. Schema del serbatoio del carburante (solo per i motori a benzina e ad etanolo): …

▼M32

3.2.12.2.5.5.1.

Capacità, materiali e costruzione del sistema del serbatoio del carburante: …

3.2.12.2.5.5.2.

Descrizione del materiale del tubo flessibile del vapore, del materiale del circuito del carburante e della tecnica di collegamento del sistema di alimentazione del carburante: …

3.2.12.2.5.5.3.

Sistema del serbatoio sigillato: sì/no

3.2.12.2.5.5.4.

Descrizione della regolazione della valvola di sfiato del serbatoio del carburante (ingestione e sfiato dell'aria): …

3.2.12.2.5.5.5.

Descrizione del sistema di controllo dello spurgo: …

▼M28

3.2.12.2.5.6. Descrizione e schema dello schermo termico tra il serbatoio e il sistema di scarico: …

▼M32

3.2.12.2.5.7. Coefficiente di permeabilità: …

3.2.12.2.12. Iniezione d'acqua: sì/no (10) 

▼M1

3.2.12.2.6. Filtro antiparticolato (FAP): sì/no (10) 

3.2.12.2.6.1. Dimensioni, forma e capacità del FAP: …

3.2.12.2.6.2. Forma del FAP: …

3.2.12.2.6.3. Posizione (distanza di riferimento rispetto al condotto di scarico): …

▼M28 —————

▼M28

3.2.12.2.6.4. Marca del filtro antiparticolato: …

3.2.12.2.6.5. Numero identificativo: …

▼M1

3.2.12.2.6.7. Fascia della normale temperatura operativa … (K) e della normale pressione operativa … (kPa)

(solo per veicoli pesanti)

3.2.12.2.6.8. In caso di rigenerazione periodica (solo per veicoli pesanti)

3.2.12.2.6.8.1. Numero di cicli di prova ETC tra 2 rigenerazioni (n1): … ►M11   (non applicabile a Euro VI) ◄

▼M11

3.2.12.2.6.8.1.1. (solo Euro VI) numero di cicli di prova WHTC senza rigenerazione (n):

▼M1

3.2.12.2.6.8.2. Numero di cicli ETC durante la rigenerazione (n2): … ►M11   (non applicabile a Euro VI) ◄

▼M11

3.2.12.2.6.8.2.1. (solo Euro VI) numero di cicli di prova WHTC senza rigenerazione (nR):

3.2.12.2.6.9. Altri sistemi: sì/no (1)

3.2.12.2.6.9.1. Descrizione e funzionamento

▼M28

3.2.12.2.7. Sistema diagnostico di bordo (OBD): sì/no (10) : …

3.2.12.2.7.0.1. (solo Euro VI) Numero di famiglie di motori OBD nell’ambito della famiglia di motori

3.2.12.2.7.0.2. (solo Euro VI) Elenco delle famiglie di motori OBD (ove applicabile)

3.2.12.2.7.0.3. (solo Euro VI) Numero della famiglia di motori OBD cui appartiene il motore capostipite/componente della famiglia: …

3.2.12.2.7.0.4. (solo Euro VI) Riferimenti del costruttore relativi alla documentazione OBD richiesta all’articolo 5, paragrafo 4, lettera c), e all’articolo 9, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 582/2011 e specificata nell’allegato X di tale regolamento, ai fini dell’omologazione del sistema OBD

3.2.12.2.7.0.5. (solo Euro VI) Se del caso, il costruttore deve indicare il riferimento della documentazione relativa all’installazione su un veicolo di un sistema motore munito di OBD

3.2.12.2.7.0.6. (solo Euro VI) Se del caso, il costruttore deve indicare il riferimento della documentazione relativa all’installazione sul veicolo del sistema OBD di un motore omologato

▼M21 —————

▼M1

3.2.12.2.7.1. Descrizione scritta e/o disegno della spia di malfunzionamento (MI): …

3.2.12.2.7.2. Elenco e funzioni di tutti i componenti controllati dal sistema OBD: …

3.2.12.2.7.3. Descrizione scritta (principi generali di funzionamento) di quanto segue:

3.2.12.2.7.3.1 Motori ad accensione comandata

3.2.12.2.7.3.1.1. Controllo del catalizzatore: …

3.2.12.2.7.3.1.2. Individuazione dell’accensione irregolare: …

3.2.12.2.7.3.1.3. Controllo del sensore dell’ossigeno …

3.2.12.2.7.3.1.4. Altri componenti controllati dal sistema OBD: …

3.2.12.2.7.3.2. Motori ad accensione spontanea

3.2.12.2.7.3.2.1. Controllo del catalizzatore: …

3.2.12.2.7.3.2.2. Controllo del filtro per particolato: …

3.2.12.2.7.3.2.3. Controllo del sistema di alimentazione elettronica: …

3.2.12.2.7.3.2.4. Controllo del sistema deNOx: …

3.2.12.2.7.3.2.5 Altri componenti controllati dal sistema OBD: …

3.2.12.2.7.4. Criteri di attivazione della spia di malfunzionamento (MI) (numero definito di cicli di guida o metodo statistico): …

3.2.12.2.7.5. Elenco di tutti i codici di uscita OBD e dei formati utilizzati (ciascuno corredato di spiegazione): …

3.2.12.2.7.6. Le seguenti informazioni complementari vanno fornite dal costruttore del veicolo per permettere la fabbricazione di ricambi o accessori compatibili con l’OBD, strumenti diagnostici e impianti di prova.

3.2.12.2.7.6.1. Descrizione del tipo e del numero dei cicli di precondizionamento usati ai fini dell’omologazione originale del veicolo.

3.2.12.2.7.6.2. Descrizione del tipo di ciclo di dimostrazione OBD usato per l’omologazione originale del veicolo riguardo al componente controllato dal sistema OBD.

►M30  3.2.12.2.7.6.3. ◄  Elenco completo dei componenti controllati nel quadro del dispositivo d’individuazione degli errori e d’attivazione del MI (numero fisso di cicli di guida o metodo statistico), compreso l’elenco dei parametri secondari pertinenti misurati per ogni componente controllato dal sistema OBD. Un elenco di tutti i codici di uscita OBD e dei formati usati (ciascuno corredato di spiegazione) insieme ai singoli componenti del motopropulsore legati alle emissioni e ai singoli componenti non legati alle emissioni, in cui il controllo del componente è usato per attivare la spia MI, e comprendente in particolare una spiegazione esauriente per i dati relativi al servizio $05 Test ID $21 a FF e quelli relativi al servizio $06.

Se un tipo di veicolo usa un collegamento di comunicazione conforme alla norma ISO 15765-4 «Veicoli stradali — Diagnosi su Controller Area Network (CAN) — parte 4: Prescrizioni per sistemi legati alle emissioni», va fornita una spiegazione esauriente per i dati relativi al servizio $06 Test ID $00 a FF, per ogni ID di monitor OBD supportato.

3.2.12.2.7.6.4. Le informazioni chieste sopra possono essere date completando una tabella come quella che segue.

3.2.12.2.7.6.4.1.  ►M28  Veicoli leggeri  ◄



Componente

Codice di guasto

Strategia di monitoraggio

Criteri dell’individuazione dei guasti

Criteri di attivazione della spia MI

Parametri secondari

Precondizionamento

Prova di dimostrazione

Catalizzatore

P0420

Segnali dei sensori di ossigeno 1 e 2

Differenza tra i segnali dei sensori 1 e 2

3o ciclo

Regime del motore, carico, modo A/F, temperatura del catalizzatore

2 cicli di tipo I

Tipo I

3.2.12.2.7.6.4.2.  Veicoli pesanti



Componente

Codice di guasto

Strategia di monitoraggio

Criteri dell’individuazione dei guasti

Criteri di attivazione della spia MI

Parametri secondari

Precondizionamento

Prova di dimostrazione

Catalizzatore SCR

Pxxx

Segnali dei sensori NOx 1 e 2

Differenza tra i segnali dei sensori 1 e 2

3o ciclo

Regime del motore, carico, temperatura del catalizzatore, attività del reagente

3 cicli di prova OBD (3 cicli ESC brevi)

Ciclo di prova OBD (ciclo ESC breve)

▼M21

3.2.12.2.7.6.5. (solo Euro VI) norma di protocollo di comunicazione OBD: ( 41 )

▼M11

3.2.12.2.7.7. (solo Euro VI) Riferimento del fabbricante alla documentazione OBD di cui all’articolo 5, paragrafo 4, lettera d), e all’articolo 9, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 582/2011, al fine di soddisfare le disposizioni sull’accesso all’OBD del veicolo e alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione del veicolo, oppure

3.2.12.2.7.7.1. In alternativa al riferimento del fabbricante di cui al punto 3.2.12.2.7.7, un riferimento al documento accluso alla scheda informativa di cui all’appendice 4 dell’allegato I del regolamento (UE) n. 582/2011 contenente la seguente tabella, da compilare secondo l’esempio fornito:

componente — codice di guasto — strategia di controllo — criteri di individuazione dei guasti — criteri di attivazione della spia MI — parametri secondari — precondizionamento — prova dimostrativa

catalizzatore — P0420 — segnali dei sensori di ossigeno 1 e 2 — differenza tra i segnali dei sensori 1 e 2 — 3o ciclo — regime del motore, carico del motore, modo A/F, temperatura del catalizzatore — due cicli di tipo 1 — tipo 1

▼M21

3.2.12.2.7.8. (solo Euro VI) componenti del sistema OBD montati sul veicolo

3.2.12.2.7.8.0. Omologazione alternativa di cui all’allegato X del regolamento (UE) n. 582/2011, punto 2.4.1 sì/no (10) 

3.2.12.2.7.8.1. Elenco delle componenti del sistema OBD montate sul veicolo

3.2.12.2.7.8.2. Descrizione e/o disegno della spia MI ( 42 )

3.2.12.2.7.8.3. Descrizione e/o disegno dell’interfaccia OBD per la comunicazione esterna (42) 

▼M28

3.2.12.2.8. Altro sistema: …

▼M11

3.2.12.2.8.1. (solo Euro VI) Sistemi atti a garantire il corretto funzionamento delle misure di controllo degli NOx

▼M21

3.2.12.2.8.2. Sistema di persuasione del conducente

▼M21

3.2.12.2.8.2.1. (solo Euro VI) motore con disattivazione permanente del sistema di persuasione del conducente, destinato a essere usato da servizi di soccorso o sui veicoli di cui all’articolo 2, paragrafo 3, lettera b) della presente direttiva: sì/no (10) 

3.2.12.2.8.2.2. Attivazione della marcia lenta (creep mode)

«disattiva dopo il riavvio»/«disattiva dopo il rifornimento di carburante»/«disattiva dopo l’arresto» (10)  (41) 

▼M28

3.2.12.2.8.2.3. Tipo di sistema di persuasione: mancato riavvio del motore dopo l’inizio del conto alla rovescia/mancato riavvio dopo il rifornimento di carburante/blocco del rifornimento di carburante/limitazione delle prestazioni

3.2.12.2.8.2.4. Descrizione del sistema di persuasione

3.2.12.2.8.2.5. Valore equivalente all’autonomia media del veicolo con il pieno di carburante: … km

▼M11

3.2.12.2.8.3. (solo Euro VI) Numero di famiglie di motori OBD nell’ambito della famiglia di motori considerata quando si tratta di garantire il corretto funzionamento delle misure di controllo degli NOx

▼M21

3.2.12.2.8.3.1. (solo Euro VI) elenco delle famiglie di motori OBD nell’ambito della famiglia di motori considerata quando si tratta di garantire il corretto funzionamento delle misure di controllo degli NOx (se necessario)

3.2.12.2.8.3.2. (solo Euro VI) numero della famiglia di motori OBD cui appartiene il motore capostipite/componente della famiglia

▼M21 —————

▼M28

3.2.12.2.8.4. (solo Euro VI) Elenco delle famiglie di motori OBD (ove applicabile): …

▼M11

3.2.12.2.8.5. (solo Euro VI) Numero della famiglia di motori OBD cui appartiene il motore capostipite/componente

3.2.12.2.8.6. Concentrazione minima dell’ingrediente attivo presente nel reagente che non attiva il sistema di allarme (CDmin): % (vol)

3.2.12.2.8.7. (solo Euro VI) Eventualmente, riferimento del fabbricante alla documentazione relativa all’installazione su un veicolo dei sistemi atti a garantire il funzionamento corretto delle misure di controllo degli NOx

▼M21

3.2.12.2.8.8. (solo Euro VI) componenti dei sistemi presenti sul veicolo che garantiscono il corretto funzionamento delle misure di controllo degli NOx

3.2.12.2.8.8.1. Elenco delle componenti dei sistemi presenti sul veicolo che garantiscono il corretto funzionamento delle misure di controllo degli NOx

▼M11

3.2.12.2.8.8.2. Eventualmente, riferimento del fabbricante alla documentazione relativa all’installazione sul veicolo del sistema atto a garantire il funzionamento corretto delle misure di controllo degli NOx di un motore omologato

▼M21

3.2.12.2.8.8.3. Descrizione e/o disegno della segnalazione d’emergenza (42) 

▼M21

3.2.12.2.8.8.4. Omologazione alternativa di cui all’allegato XIII del regolamento (UE) n. 582/2011, punto 2.1 sì/no (10) 

3.2.12.2.8.8.5. Serbatoio riscaldato/non riscaldato del reagente e del sistema di somministrazione (cfr. allegato 11, punto 2.4, del regolamento UNECE n. 49)

▼M1

3.2.12.2.9. Limitatore di coppia: sì/no (10) 

3.2.12.2.9.1. Descrizione dell’attivazione del limitatore di coppia (solo veicoli pesanti): …

3.2.12.2.9.2. Descrizione della limitazione dell’intera curva di carico (solo veicoli pesanti): …

▼M28

3.2.12.2.10. Sistema di rigenerazione periodica: (fornire le informazioni richieste di seguito per ciascuna unità separata)

3.2.12.2.10.1. Metodo o sistema di rigenerazione, descrizione e/o disegno: …

3.2.12.2.10.2. Numero di cicli di funzionamento di tipo 1, o di cicli equivalenti al banco di prova motori, tra due cicli in cui si innesca il processo di rigenerazione in condizioni equivalenti a quelle della prova di tipo 1 (distanza «D» di cui all’allegato XXI, suballegato 6, appendice 1, figura A6.App1/1, del regolamento (UE) 2017/1151 oppure all’allegato 13, figura A13/1, del regolamento UNECE n. 83, a seconda dei casi): …

3.2.12.2.10.2.1. Ciclo applicabile di tipo 1 (indicare la procedura applicabile: allegato XXI, suballegato 4, oppure regolamento UNECE n. 83): …

3.2.12.2.10.3. Descrizione del metodo impiegato per determinare il numero di cicli tra due cicli in cui si innesca il processo di rigenerazione: …

3.2.12.2.10.4. Parametri per la determinazione del livello di caricamento richiesto per l’innesco della rigenerazione (temperatura, pressione ecc.): …

3.2.12.2.10.5. Descrizione del metodo utilizzato per il caricamento del sistema nella procedura di prova di cui all’allegato 13, punto 3.1, del regolamento UNECE n. 83: …

3.2.12.2.11. Sistemi di conversione catalitica che utilizzano reagenti consumabili (fornire le informazioni richieste di seguito per ciascuna unità separata): sì/no (10) 

3.2.12.2.11.1. Tipo e concentrazione del reagente necessario: …

3.2.12.2.11.2. Intervallo della normale temperatura di funzionamento del reagente: …

3.2.12.2.11.3. Norme internazionali: …

3.2.12.2.11.4. Frequenza di rifornimento del reagente: continua/manutenzione (se del caso):

3.2.12.2.11.5. Indicatore del reagente (descrizione e posizione): …

3.2.12.2.11.6. Serbatoio del reagente

3.2.12.2.11.6.1. Capacità: …

3.2.12.2.11.6.2. Sistema di riscaldamento: sì/no

3.2.12.2.11.6.2.1. Descrizione o disegno: …

3.2.12.2.11.7. Centralina del reagente: sì/no (10) 

3.2.12.2.11.7.1. Marca: …

3.2.12.2.11.7.2. Tipo: …

3.2.12.2.11.8. Iniettore del reagente (marca, tipo e posizione): …

▼M1

3.2.13.   Opacità del fumo

3.2.13.1. Ubicazione del simbolo del coefficiente di assorbimento (solo per motori ad accensione spontanea): …

3.2.13.2. Potenza ai 6 momenti di misurazione (cfr. direttiva 72/306/CEE, allegato III, punto 2.1. e successive modifiche)

3.2.13.3. Potenza del motore misurata su banco di prova/sul veicolo (10) 

3.2.13.3.1. Velocità e potenze dichiarate



Momenti di misurazione:

Regime di rotazione del motore, giri/min-1

Potenza (kW)

1……

 

 

2……

 

 

3……

 

 

4……

 

 

5……

 

 

6……

 

 

3.2.14.  Caratteristiche di eventuali dispositivi destinati a economizzare carburante (se non compresi in altre voci): …

3.2.15.   Sistema di alimentazione a GPL: sì/no (10) 

▼M28

3.2.15.1. Numero di omologazione ai sensi del regolamento (CE) n. 661/2009 (GU L 200 del 31.7.2009, pag. 1): …

▼M1

3.2.15.2. Centralina per la gestione elettronica del motore alimentato a GPL:

3.2.15.2.1. Marca o marche: …

3.2.15.2.2. Tipo o tipi: …

3.2.15.2.3. Possibilità di regolare le emissioni: …

3.2.15.3. Altra documentazione

3.2.15.3.1. Descrizione della protezione del catalizzatore durante la commutazione da benzina a GPL o viceversa: …

3.2.15.3.2. Configurazione del sistema (collegamenti elettrici, circuiti del vuoto, tubi di compensazione, ecc.): …

3.2.15.3.3. Disegno del simbolo: …

3.2.16.   Sistema di alimentazione a GN: sì/no (10) 

▼M28

3.2.16.1. Numero di omologazione ai sensi del regolamento (CE) n. 661/2009 (GU L 200 del 31.7.2009, pag. 1): …

▼M1

3.2.16.2. Centralina per la gestione elettronica del motore alimentato a GN

3.2.16.2.1. Marca o marche: …

3.2.16.2.2. Tipo o tipi: …

3.2.16.2.3. Possibilità di regolare le emissioni: …

3.2.16.3. Altra documentazione

3.2.16.3.1. Descrizione della protezione del catalizzatore durante la commutazione da benzina a GN e viceversa: …

3.2.16.3.2. Configurazione del sistema (collegamenti elettrici, circuiti del vuoto, tubi di compensazione, ecc.): …

3.2.16.3.3. Disegno del simbolo: …

▼M21

3.2.17.   Informazioni specifiche relative ai motori a gas e a doppia alimentazione per i veicoli pesanti (nel caso di sistemi configurati in modo diverso, fornire informazioni equivalenti) (se necessario)

▼M1

3.2.17.1. Carburante: GPL/GN-H/GN-L/GN-HL (10) 

3.2.17.2. Regolatore/i di pressione o vaporizzatore/regolatore/i di pressione (10) 

3.2.17.2.1. Marca o marche: …

3.2.17.2.2. Tipo o tipi: …

3.2.17.2.3. Numero degli stadi di riduzione della pressione: …

3.2.17.2.4. Pressione allo stadio finale

minima: …… kPa — massima …… kPa

3.2.17.2.5. Numero di principali punti di regolazione: …

3.2.17.2.6. Numero dei punti di regolazione del minimo: …

3.2.17.2.7. Numero di omologazione: …

3.2.17.3. Sistema di alimentazione: unità di miscelazione/iniezione di gas/iniezione di liquido/iniezione diretta (10) 

3.2.17.3.1. Regolazione del titolo della miscela: …

3.2.17.3.2. Descrizione del sistema e/o diagramma e disegni: …

3.2.17.3.3. Numero di omologazione: …

3.2.17.4. Unità di miscelazione

3.2.17.4.1. Numero: …

3.2.17.4.2. Marca o marche: …

3.2.17.4.3. Tipo o tipi: …

3.2.17.4.4. Ubicazione: …

3.2.17.4.5. Possibilità di regolazione: …

3.2.17.4.6. Numero di omologazione: …

3.2.17.5. Iniezione nel collettore di ammissione

3.2.17.5.1. Iniezione: a punto singolo/a più punti (10) 

3.2.17.5.2. Iniezione: continua/simultanea/sequenziale (10) 

3.2.17.5.3. Dispositivo di iniezione

3.2.17.5.3.1. Marca o marche: …

3.2.17.5.3.2. Tipo o tipi: …

3.2.17.5.3.3. Possibilità di regolazione: …

3.2.17.5.3.4. Numero di omologazione: …

3.2.17.5.4. Pompa di alimentazione (se disponibile)

3.2.17.5.4.1. Marca o marche: …

3.2.17.5.4.2. Tipo o tipi: …

3.2.17.5.4.3. Numero di omologazione: …

3.2.17.5.5. Iniettore/i: …

3.2.17.5.5.1. Marca o marche: …

3.2.17.5.5.2. Tipo o tipi: …

3.2.17.5.5.3. Numero di omologazione: …

3.2.17.6. Iniezione diretta

3.2.17.6.1. Pompa d’iniezione/regolatore di pressione (10) 

3.2.17.6.1.1. Marca o marche: …

3.2.17.6.1.2. Tipo o tipi: …

3.2.17.6.1.3. Fasatura dell’iniezione: …

3.2.17.6.1.4. Numero di omologazione: …

3.2.17.6.2. Iniettore/i: …

3.2.17.6.2.1. Marca o marche: …

3.2.17.6.2.2. Tipo o tipi: …

3.2.17.6.2.3. Pressione di apertura oppure curva caratteristica (10) : …

3.2.17.6.2.4. Numero di omologazione: …

3.2.17.7. Centralina elettronica (ECU)

3.2.17.7.1. Marca o marche: …

3.2.17.7.2. Tipo o tipi: …

3.2.17.7.3. Possibilità di regolazione: …

3.2.17.7.4. Numero/i di calibratura del software: …

3.2.17.8. Dispositivo specifico per il carburante GN

3.2.17.8.1. Variante 1 (solo in caso di omologazioni di motori alimentati da più composizioni specifiche di carburante)

▼M11

3.2.17.8.1.0.1. (solo Euro VI) Presenza del dispositivo di adeguamento automatico: Sì/No (1)

3.2.17.8.1.0.2. (solo Euro VI) Taratura per una specifica composizione di gas GN-H/GN-L/GN-HL (1)

Trasformazione per una specifica composizione di gas GN-Ht/GN-Lt/GN-HLt (1)

▼M1

3.2.17.8.1.1. Composizione del carburante:



metano (CH4):

base: ………% moli

min. …. % moli

max. ….. % moli

etano (C2H6):

base: ………% moli

min. …. % moli

max. ….. % moli

propano (C3H8):

base: ………% moli

min. …. % moli

max. ….. % moli

butano (C4H10):

base: ………% moli

min. …. % moli

max. ….. % moli

C5/C5+:

base: ………% moli

min. …. % moli

max. ….. % moli

ossigeno (O2):

base: ………% moli

min. …. % moli

max. ….. % moli

inerti (N2, He, ecc.):

base: ………% moli

min. …. % moli

max. ….. % moli

3.2.17.8.1.2. Iniettore/i

3.2.17.8.1.2.1. Marca o marche: …

3.2.17.8.1.2.2. Tipo o tipi: …

3.2.17.8.1.3. Altro (eventualmente): …

3.2.17.8.2. Variante 2 (solo nel caso di omologazioni per più composizioni di carburanti specifici)

▼M21

3.2.17.9. Il fabbricante deve eventualmente indicare il riferimento della documentazione necessaria a installare su un veicolo il motore a doppia alimentazione (35) 

3.2.18. Sistema di alimentazione a idrogeno: sì/no (10) 

3.2.18.1. Numero di omologazione CE ai sensi del regolamento (CE) n. 79/2009: …

3.2.18.2. Centralina elettronica di controllo del sistema di gestione del motore per l’alimentazione a idrogeno

3.2.18.2.1. Marca/marche: …

3.2.18.2.2. Tipo/i: …

3.2.18.2.3. Possibilità di regolazione in relazione alle emissioni: …

3.2.18.3. Documentazione aggiuntiva:

3.2.18.3.1. Descrizione del sistema di protezione del catalizzatore nella commutazione da benzina a idrogeno o viceversa: …

3.2.18.3.2. Configurazione del sistema (collegamenti elettrici, collettori a vuoto, condotti di compensazione, ecc.): …

3.2.18.3.3. Disegno del simbolo: …

3.2.19. Sistema di alimentazione a H2GN: sì/no (10) 

3.2.19.1. Percentuale di idrogeno nel carburante (valore massimo specificato dal fabbricante): …

3.2.19.2. Numero di omologazione CE ai sensi del regolamento UNECE n. 110…

3.2.19.3. Centralina elettronica di controllo del sistema di gestione del motore per l’alimentazione a H2GN

3.2.19.3.1. Marca/marche: …

3.2.19.3.2. Tipo/i: …

3.2.19.3.3. Possibilità di regolazione in relazione alle emissioni: …

3.2.19.4. Documentazione aggiuntiva:

▼M32 —————

▼M21

3.2.19.4.2. Configurazione del sistema (collegamenti elettrici, collettori a vuoto, condotti di compensazione, ecc.): …

3.2.19.4.3. Disegno del simbolo: …

▼M32

3.2.20. Informazioni sull'accumulo del calore (y)

3.2.20.1. Dispositivo attivo di accumulo del calore: sì/no (1)

▼M28

3.2.20.1.1. Entalpia: … (J)

▼M32

3.2.20.2. Materiali isolanti: sì/no (1)

▼M28

3.2.20.2.1. Materiale isolante: …

3.2.20.2.2. Volume dell’isolante: …

3.2.20.2.3. Peso dell’isolante: …

3.2.20.2.4. Posizione dell’isolante: …

▼M32

3.2.20.2.5.

Raffreddamento del veicolo nell'approccio della modalità peggiore: sì/no (1)

3.2.20.2.5.1.

(non nell'approccio della modalità peggiore) Periodo minimo di stabilizzazione termica, tsoak_ATCT (ore): …

3.2.20.2.5.2.

(non nell'approccio della modalità peggiore) Posizione della misurazione della temperatura del motore: …

3.2.20.2.6.

Famiglia di interpolazione singola nel contesto dell'approccio della famiglia ATCT: sì/no (1)

▼M28

3.3.   Macchina elettrica

▼M1

3.3.1. Tipo (avvolgimento, eccitazione): …

3.3.1.1. Potenza oraria massima: …… kW

▼M20

3.3.1.1.1. Potenza massima netta (39) : … kW

(dichiarata dal costruttore)

3.3.1.1.2. Potenza massima su 30 minuti (39) : … kW

(dichiarata dal costruttore)

▼M1

3.3.1.2. Tensione di esercizio: … V

▼M28

3.3.2. REESS

▼M1

3.3.2.1. Numero di elementi: …

3.3.2.2. Massa: … kg;

3.3.2.3. Capacità: … Ah (Ampère/ora)

3.3.2.4. Ubicazione: …

▼M28

3.4.   Combinazioni di convertitori dell’energia di propulsione

▼M1

3.4.1.  Veicolo elettrico ibrido: sì/no (10) 

3.4.2.  Categoria di veicolo elettrico ibrido: a ricarica esterna/non esterna (10) 

3.4.3.   Con/senza commutazione da una modalità di funzionamento all’altra (10) 

3.4.3.1. Modalità selezionabili:

3.4.3.1.1. Esclusivamente elettrica: sì/no (10) 

3.4.3.1.2. Esclusivamente termica: sì/no (10) 

3.4.3.1.3. Modalità ibrida: sì/no (10)  (in caso affermativo, breve descrizione): …

▼M28

3.4.4.   Descrizione del dispositivo di accumulo dell’energia: (REESS, condensatore, volano/generatore)

▼M1

3.4.4.1. Marca o marche: …

3.4.4.2. Tipo o tipi: …

3.4.4.3. Numero di identificazione: …

3.4.4.4. Tipo di coppia elettrochimica: …

▼M28

3.4.4.5. Energia: … (per il REESS: tensione e capacità Ah in 2 h; per il condensatore: J, …)

▼M1

3.4.4.6. Caricabatterie: a bordo/esterno/privo (10) 

▼M28

3.4.5.   Macchina elettrica (descrivere separatamente ogni tipo di macchina elettrica)

▼M1

3.4.5.1. Marca: …

3.4.5.2. Tipo: …

3.4.5.3. Uso principale: motore destinato alla trazione/generatore (10) 

3.4.5.3.1. Se usato come motore destinato alla trazione: unico/più motori (numero) (10) : …

3.4.5.4. Potenza massima: …… kW

3.4.5.5. Principio di funzionamento

3.4.5.5.5.1 Corrente continua/corrente alternata/numero delle fasi: …

3.4.5.5.2. Eccitazione separata/serie/composta (10) 

3.4.5.5.3. Sincrono/asincrono (10) 

3.4.6.   Unità di controllo

3.4.6.1. Marca o marche: …

3.4.6.2. Tipo o tipi: …

3.4.6.3. Numero di identificazione: …

3.4.7.   Regolatore di potenza

3.4.7.1. Marca: …

3.4.7.2. Tipo: …

3.4.7.3. Numero di identificazione: …

▼M21

3.4.8. Autonomia elettrica del veicolo..…. km (in conformità all’allegato 9 del regolamento UNECE n. 101)

▼M1

3.4.9.  Precondizionamento raccomandato dal costruttore:

▼M28

3.5.   Valori dichiarati dal costruttore per la determinazione delle emissioni di CO2, del consumo di carburante, del consumo di energia elettrica e dell’autonomia elettrica e informazioni dettagliate sulle eco-innovazioni (se del caso) ( 43 )

▼M1

3.5.1.   Emissioni massiche di CO2:

3.5.1.1. Emissioni massiche di CO2 (ciclo urbano): …… g/km

3.5.1.2. Emissioni massiche di CO2 (ciclo extraurbano): …… g/km

3.5.1.3. Emissioni massiche di CO2 (ciclo misto): …… g/km

3.5.2.   Consumo di carburante (fornire dati particolareggiati per ciascun carburante di riferimento provato)

▼M21

3.5.2.1. Consumo di carburante (ciclo urbano) … l/100 km o m3/100 km o kg/100 km (10) 

3.5.2.2. Consumo di carburante (ciclo extraurbano) … l/100 km o m3/100 km o kg/100 km (10) 

3.5.2.3. Consumo di carburante (ciclo misto) … l/100 km o m3/100 km o kg/100 km (10) 

▼M18 —————

▼M21

3.5.3.   Consumo di energia elettrica dei veicoli elettrici

3.5.3.1. Consumo di energia elettrica dei veicoli esclusivamente elettrici …Wh/km

3.5.3.2. Consumo di energia elettrica dei veicoli ibridi elettrici a ricarica esterna

3.5.3.2.1. Consumo di energia elettrica (condizione A, ciclo misto)…Wh/km

3.5.3.2.2. Consumo di energia elettrica (condizione B, ciclo misto) …(Wh/km)

3.5.3.2.3. Consumo di energia elettrica (ciclo misto ponderato) …Wh/km

▼M11

3.5.4.   Emissioni di CO2 dei motori destinati a veicoli pesanti (solo Euro VI)

▼M21

3.5.4.1. Emissioni massiche di CO2 nella prova WHSC ( 44 ): … g/kWh

3.5.4.2. Emissioni massiche di CO2 nella prova WHSC in modalità diesel ( 45 ): … g/kWh

▼M21

3.5.4.3. Emissioni massiche di CO2 nella prova WHSC in modalità a doppia alimentazione (35) : … g/kWh

3.5.4.4. Emissioni massiche di CO2 nella prova WHSC (44)  ( 46 ): … g/kWh

3.5.4.5. Emissioni massiche di CO2 nella prova WHSC in modalità diesel (45)  (46) : … g/kWh

3.5.4.6. Emissioni massiche di CO2 nella prova WHSC in modalità a doppia alimentazione (35)  (46) : … g/kWh

▼M11

3.5.5.   Consumo di carburante dei motori destinati a veicoli pesanti (solo Euro VI)

▼M21

3.5.5.1. Consumo di carburante nella prova WHSC (44) : … g/kWh

3.5.5.2. Consumo di carburante nella prova WHSC in modalità diesel (45) : … g/kWh

▼M21

3.5.5.3. Consumo di carburante nella prova WHSC in modalità a doppia alimentazione (35) : … g/kWh

3.5.5.4. Consumo di carburante nella prova WHTC (46)  (44) : … g/kWh

3.5.5.5. consumo di carburante nella prova WHTC in modalità diesel (46)  (45) : … g/kWh

3.5.5.6. consumo di carburante nella prova WHTC in modalità a doppia alimentazione (46)  (35) : … g/kWh

▼M25

3.5.6.

Veicolo attrezzato con un'eco-innovazione ai sensi dell'articolo 12 del regolamento (CE) n. 443/2009 per i veicoli M1 o dell'articolo 12 del regolamento (UE) n. 510/2011 per i veicoli N1: sì/no (1)

3.5.6.1.

Tipo/variante/versione del veicolo di riferimento di cui all'articolo 5 del regolamento di esecuzione (UE) n. 725/2011 per i veicoli M1 o dell'articolo 5 del regolamento di esecuzione (UE) n. 427/2014 per i veicoli N1: (se del caso) …

▼M18

3.5.6.2.

Esistenza di interazioni tra diverse innovazioni ecocompatibili: sì/no (1)

3.5.6.3.

Dati sulle emissioni relative all’utilizzo di innovazioni ecocompatibili (riprodurre la tabella per ciascun carburante di riferimento utilizzato nella prova) ( 47 )



Decisione di approvazione dell’innovazione ecocompatibile ()

Codice dell’innovazione ecocompatibile ()

1.  Emissioni di CO2 del veicolo di riferimento (g/km)

2.  Emissioni di CO2 del veicolo con innovazione ecocompatibile (g/km)

3.  Emissioni di CO2 del veicolo di riferimento nel ciclo di prova di tipo 1 ()

4.  Emissioni di CO2 del veicolo con innovazione ecocompatibile nel ciclo di prova di tipo 1 (= 3.5.1.3)

5.  Tasso di utilizzazione (UF), vale a dire proporzione di tempo di utilizzazione delle tecnologie in condizioni normali di funzionamento

Riduzione delle emissioni di CO2

image

xxxx/201x

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Totale delle riduzioni di emissioni di CO2 (g/km) ()

 

(1)    (w) Innovazioni ecocompatibili.

(2)    (w2) Numero della decisione della Commissione che approva l’innovazione ecocompatibile.

(3)    (w3) Attribuito nella decisione della Commissione che approva l’innovazione ecocompatibile.

(4)    (w4) Previo accordo dell’autorità di omologazione, se viene utilizzata una metodologia di modellizzazione invece del ciclo di prova di tipo 1, questo valore è quello fornito dalla metodologia di modellizzazione.

(5)    (w5) Somma delle riduzioni delle emissioni di CO2 di ogni singola innovazione ecocompatibile.

▼M33

3.5.7. Valori dichiarati dal costruttore.

▼M32

3.5.7.1.

Parametri del veicolo sottoposto a prova (y)



Veicolo

Veicolo Low (VL)

se del caso

Veicolo High (VH)

VM

se del caso

V rappresentativo (solo per la famiglia di matrici di resistenza all'avanzamento) (1)

Valori predefiniti

Tipo di carrozzeria del veicolo (variante/versione)

 

 

 

 

Metodo utilizzato per determinare la resistenza all'avanzamento (misurazione o calcolo per famiglia di resistenza all'avanzamento)

 

 

 

Informazioni sulla resistenza all'avanzamento:

 

Marca e tipo degli pneumatici, in caso di misurazione

 

 

 

 

Dimensioni degli pneumatici (anteriori/posteriori), in caso di misurazione

 

 

 

 

Resistenza al rotolamento degli pneumatici (anteriori/posteriori) (kg/t)

 

 

 

 

 

Pressione degli pneumatici (anteriori/posteriori) (kPa), in caso di misurazione

 

 

 

 

 

Delta CD × A del veicolo L rispetto al veicolo H (IP_H meno IP_L)

 

 

Delta CD × A rispetto al veicolo L della famiglia di resistenza all'avanzamento (IP_H/L meno RL_L), se il calcolo è effettuato sulla base di tale famiglia

 

 

 

Massa di prova del veicolo (kg)

 

 

 

 

 

Coefficienti della resistenza all'avanzamento

 

f0 (N)

 

 

 

 

 

f1 (N/(km/h))

 

 

 

 

 

f2 (N/(km/h)2)

 

 

 

 

 

Zona anteriore m2 (0,000 m2)

 

 

Fabbisogno di energia del ciclo (J)

 

 

 

 

 

(*1)   il veicolo rappresentativo viene sottoposto a prova per la famiglia di matrici di resistenza all'avanzamento

3.5.7.1.1.

Carburante utilizzato per la prova di tipo 1 e selezionato per la misurazione della potenza netta conformemente all'allegato XX del presente regolamento (soltanto per i veicoli a GPL o GN): …

▼M32 —————

▼M28

3.5.7.2. Emissioni massiche di CO2, ciclo misto

▼M32

3.5.7.2.1.

Emissioni massiche di CO2 per veicoli ICE e NOVC-HEV

3.5.7.2.1.0.

Valori minimo e massimo di CO2 all'interno della famiglia di interpolazione

3.5.7.2.1.1.

Veicolo High: … g/km

3.5.7.2.1.1.0.

Veicolo High (NEDC): … g/km

3.5.7.2.1.2.

Veicolo Low (se del caso): … g/km

3.5.7.2.1.2.0.

Veicolo Low (se del caso) (NEDC): … g/km

3.5.7.2.1.3.

Veicolo M (se del caso): … g/km

3.5.7.2.1.3.0.

Veicolo M (se del caso) (NEDC): … g/km

3.5.7.2.2.

Emissioni massiche di CO2 in modalità charge-sustaining dei veicoli OVC-HEV

3.5.7.2.2.1.

Emissioni massiche di CO2 in modalità charge-sustaining di veicolo High: g/km

3.5.7.2.2.1.0.

Emissioni massiche di CO2, ciclo misto, di veicolo High (NEDC condizione B): g/km

3.5.7.2.2.2.

Emissioni massiche di CO2 in modalità charge-sustaining di veicolo Low (se del caso): g/km

3.5.7.2.2.2.0.

Emissioni massiche di CO2, ciclo misto, di veicolo Low (se del caso)(NEDC condizione B): g/km

3.5.7.2.2.3.

Emissioni massiche di CO2 in modalità charge-sustaining di veicolo M (se del caso): g/km

3.5.7.2.2.3.0.

Emissioni massiche di CO2, ciclo misto, di veicolo M (se del caso)(NEDC condizione B): g/km

3.5.7.2.3.

Emissioni massiche di CO2 in modalità charge-depleting ed emissioni massiche di CO2 ponderate dei veicoli OVC-HEV

3.5.7.2.3.1.

Emissioni massiche di CO2 in modalità charge-depleting di veicolo High: … g/km

3.5.7.2.3.1.0.

Emissioni massiche di CO2 in modalità charge-depleting di veicolo High (NEDC condizione A): … g/km

3.5.7.2.3.2.

Emissioni massiche di CO2 in modalità charge-depleting di veicolo Low (se del caso): … g/km

3.5.7.2.3.2.0.

Emissioni massiche di CO2 in modalità charge-depleting di veicolo Low (se del caso) (NEDC condizione A): … g/km

3.5.7.2.3.3.

Emissioni massiche di CO2 in modalità charge-depleting di veicolo M (se del caso): … g/km

3.5.7.2.3.3.0.

Emissioni massiche di CO2 in modalità charge-depleting di veicolo M (se del caso) (NEDC condizione A): … g/km

▼M32

3.5.7.2.3.4. Valori minimo e massimo ponderati di CO2 all'interno della famiglia di interpolazione

▼M28

3.5.7.3. Autonomia elettrica dei veicoli elettrificati

3.5.7.3.1. Autonomia in modalità esclusivamente elettrica (PER) dei veicoli PEV

3.5.7.3.1.1. Veicolo High: … km

3.5.7.3.1.2. Veicolo Low (se del caso): … km

3.5.7.3.2. Autonomia in modalità totalmente elettrica (AER) dei veicoli OVC-HEV

3.5.7.3.2.1. Veicolo High: … km

3.5.7.3.2.2. Veicolo Low (se del caso): … km

3.5.7.3.2.3. Veicolo M (se del caso): … km

3.5.7.4. Consumo di carburante in modalità charge-sustaining (FCCS) dei veicoli FCHV

3.5.7.4.1. Veicolo High: … kg/100 km

3.5.7.4.2. Veicolo Low (se del caso): … kg/100 km

▼M32 —————

▼M28

3.5.7.5. Consumo di energia elettrica dei veicoli elettrificati

3.5.7.5.1. Consumo di energia elettrica, ciclo misto (ECWLTC), dei veicoli esclusivamente elettrici

3.5.7.5.1.1. Veicolo High: … Wh/km

3.5.7.5.1.2. Veicolo Low (se del caso): … Wh/km

3.5.7.5.2. Consumo di energia elettrica in modalità charge-depleting ponderato in base al tasso di utilizzazione ECAC,CD (ciclo misto)

3.5.7.5.2.1. Veicolo High: … Wh/km

3.5.7.5.2.2. Veicolo Low (se del caso): … Wh/km

3.5.7.5.2.3. Veicolo M (se del caso): … Wh/km

3.5.8. Veicolo dotato di un’eco-innovazione ai sensi dell’articolo 12 del regolamento (CE) n. 443/2009 per i veicoli M1 o dell’articolo 12 del regolamento (UE) n. 510/2011 per i veicoli N1: sì/no (10) 

3.5.8.1. Tipo/variante/versione del veicolo di riferimento di cui all’articolo 5 del regolamento di esecuzione (UE) n. 725/2011 per i veicoli M1 o dell’articolo 5 del regolamento di esecuzione (UE) n. 427/2014 per i veicoli N1 (se del caso): …

3.5.8.2. Esistenza di interazioni tra diverse eco-innovazioni: sì/no (10) 

▼M32

3.5.8.3.

Dati sulle emissioni relative all'utilizzo di eco-innovazioni (riprodurre la tabella per ciascun carburante di riferimento sottoposto a prova) (w1)



Decisione con cui si approva l'eco-innovazione (w2)

Codice dell'eco-innovazione (w3)

1.  Emissioni di CO2 del veicolo di riferimento (g/km)

2.  Emissioni di CO2 del veicolo dotato dell'eco-innovazione (g/km)

3.  Emissioni di CO2 del veicolo di riferimento nel ciclo di prova di tipo 1 (w4)

4.  Emissioni di CO2 del veicolo dotato dell'eco-innovazione nel ciclo di prova di tipo 1

5.  Tasso di utilizzazione (UF), vale a dire proporzione di tempo di utilizzazione delle tecnologie in condizioni normali di funzionamento

Riduzioni delle emissioni di CO2 ((1 – 2) – (3 – 4))*5

xxxx/201x

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Totale delle riduzioni NEDC delle emissioni di CO2 (g/km)(w5)

Totale delle riduzioni WLTP delle emissioni di CO2 (g/km)(w5)

▼M33

3.5.9. Certificazione delle emissioni di CO2 e del consumo di carburante [per i veicoli pesanti, come specificato all'articolo 6 del regolamento (UE) 2017/2400 della Commissione]

3.5.9.1. Numero della licenza rilasciata per lo strumento di simulazione:

▼M1

3.6.   Temperature ammesse dal costruttore

3.6.1.   Sistema di raffreddamento

3.6.1.1.    Raffreddamento a liquido

Temperatura massima all’uscita: …… K

3.6.1.2.    Raffreddamento ad aria

3.6.1.2.1. Punto di riferimento: …

3.6.1.2.2. Temperatura massima al punto di riferimento: …… K

3.6.2.  Temperatura massima all’uscita dello scambiatore di calore intermedio: …… K

3.6.3.  Temperatura massima dei gas di scarico nel punto del/i tubo/i di scarico adiacente/i alla/e flangia/e esterna/e del collettore di scarico o del turbocompressore: …… K

3.6.4.   Temperatura del carburante

minima: …… K — massima: …… K

Per motori diesel, all’ingresso della pompa di iniezione; per motori a gas, in corrispondenza dello stadio finale del regolatore di pressione

3.6.5.   Temperatura del lubrificante

minima: …… K — massima: …… K

3.6.6.   Pressione del carburante

Minima: …… kPa — massima: …… kPa

Solo per motori a GN: allo stadio finale del regolatore di pressione.

3.7.   Dispositivi azionati dal motore

La potenza assorbita dai dispositivi ausiliari necessari al funzionamento del motore sarà quella di cui alla direttiva 80/1269/CEE, allegato I, sezione 5.1.1, alle condizioni di funzionamento in essa specificate.



Dispositivi

Potenza assorbita (kW) a vari regimi di rotazione

minimo

Bassa velocità

Alta velocità

Velocità A (1)

Velocità B (1)

Velocità C (1)

Velocità di riferim. (2)

P(a)

 

 

 

 

 

 

 

Dispositivi ausiliari necessari al funzionamento del motore (da sottrarre dalla misura della potenza del motore). Cfr. appendice 1, parte 6.1.

 

 

 

 

 

 

 

(*1)   prova ESC.

(*2)   solo prova ETC.

3.8.   Sistema di lubrificazione

3.8.1.   Descrizione del sistema

3.8.1.1. Ubicazione del serbatoio del lubrificante: …

3.8.1.2. Alimentazione (pompa/iniezione nel tubo d’aspirazione/miscela con il carburante, ecc.) (10) 

3.8.2.   Pompa di lubrificazione

3.8.2.1. Marca o marche: …

3.8.2.2. Tipo o tipi: …

3.8.3.   Miscela con carburante

3.8.3.1. Percentuale: …

3.8.4.   Radiatore dell’olio: sì/no (10) 

3.8.4.1. Disegno/i: … oppure

3.8.4.1.1. Marca o marche: …

3.8.4.1.2. Tipo o tipi: …

▼M32

3.8.5. Specifiche del lubrificante: … W …

▼M1

4.   TRASMISSIONE ( 48 )

4.1.  Disegno della trasmissione:

4.2.  Tipo (meccanica, idraulica, elettrica, ecc.):

4.2.1. Breve descrizione di eventuali componenti elettrici/elettronici: …

4.3.  Momento d’inerzia del volano motore:

4.3.1. Momento d’inerzia supplementare in folle: …

▼M28

4.4.   Frizione o frizioni: …

▼M1

4.4.1. Tipo: …

4.4.2. Conversione della coppia massima: …

4.5.   Cambio

4.5.1. Tipo (manuale/automatico/continuo (CVT — Continuously variable transmission) (10) 

▼M32 —————

▼M28

4.5.1.4. Coppia nominale: …

4.5.1.5. Numero di frizioni: …

▼M1

4.5.2. Posizione rispetto al motore: …

4.5.3. Metodo di comando: …

▼M28

4.6.   Rapporti di trasmissione



Marcia

Rapporti del cambio (rapporti tra il numero di giri dell’albero motore e il numero di giri dell’albero secondario del cambio)

Rapporto/i finale/i di trasmissione (rapporto tra il numero di giri dell’albero secondario del cambio e il numero di giri delle ruote motrici)

Rapporti totali di trasmissione

Massimo per cambio continuo

 

 

 

1

 

 

 

2

 

 

 

3

 

 

 

 

 

 

Minimo per cambio continuo

►M32  Retromarcia ◄

 

 

 

▼M32

4.6.1.

Leva del cambio (y)

4.6.1.1.

Marcia 1 esclusa: sì/no (1)

4.6.1.2.

n_95_high per ciascuna marcia: …min– 1

4.6.1.3.

nmin_drive

4.6.1.3.1.

Prima marcia: …min– 1

4.6.1.3.2.

Dalla prima marcia alla seconda:…min– 1

4.6.1.3.3.

Dalla seconda marcia fino all'arresto: …min– 1

4.6.1.3.4.

Seconda marcia: …min– 1

4.6.1.3.5.

Terza marcia e oltre: …min– 1

4.6.1.4.

n_min_drive_set per le fasi di accelerazione/velocità costante (n_min_drive_up):…min– 1

4.6.1.5.

n_min_drive_set per le fasi di decelerazione (nmin_drive_down):

4.6.1.6.

Periodo di tempo iniziale

4.6.1.6.1.

t_start_phase:…s

4.6.1.6.2.

n_min_drive_start:….min– 1

4.6.1.6.3.

n_min_drive_up_start:….min– 1

4.6.1.7.

Uso di ASM: sì/no (1)

4.6.1.7.1.

Valori ASM: …

▼M1

4.7.  Velocità massima di progetto del veicolo (in km/h) ( 49 ): …

4.8.   Tachimetro

4.8.1. Metodo di funzionamento e descrizione del meccanismo di comando: …

4.8.2. Costante dello strumento: …

4.8.3. Tolleranza del meccanismo di misura (cfr. direttiva 75/443/CEE, allegato II, punto 2.1.3): …

4.8.4. Rapporto totale di trasmissione (cfr. direttiva 75/443/CEE, allegato II, punto 2.1.2, o dati equivalenti): …

4.8.5. Disegno della scala del tachimetro o altre forme di configurazione: …

4.9.   Tachigrafo: sì/no (10) 

4.9.1. Marchio di omologazione: …

4.10.  Bloccaggio del differenziale: sì/no/facoltativo (10) 

▼M13

4.11.   Indicatore di cambio di marcia (gear shift indicator — GSI)

4.11.1. Presenza di un segnale acustico sì/no (1). In caso affermativo, descriverne suono e livello sonoro all’orecchio del conducente in dB(A). (Un segnale acustico deve sempre poter essere inserito o escluso)

4.11.2. Informazioni ai sensi del regolamento (UE) n. 65/2012, allegato I, paragrafo 4.6 (valore dichiarato del fabbricante)

4.11.3. Fotografie e/o disegni dello strumento che indica il cambio di marcia nonché breve descrizione delle componenti del sistema e del loro funzionamento:

▼M32

4.12. Lubrificante del cambio: ...W…

▼M1

5.   ASSI

5.1. Descrizione di ciascun asse: …

5.2. Marca: …

5.3. Tipo: …

5.4. Posizione dello/gli asse/i sollevabile/i: …

5.5. Posizione dello/gli asse/i scaricabile/i: …

6.   ORGANI DI SOSPENSIONE

6.1. Disegno degli organi di sospensione: …

6.2. Tipo e modello della sospensione di ciascun asse, gruppo di assi o ruota: …

6.2.1. Regolazione del livello: sì/no/facoltativo (10) 

6.2.2. Breve descrizione di eventuali componenti elettrici/elettronici: …

6.2.3. Sospensione pneumatica dello/gli asse/i motore/i: sì/no (10) 

6.2.3.1. Sospensione del o degli assi motore/i equivalente alla sospensione pneumatica: sì/no (10) 

6.2.3.2. Frequenza e smorzamento dell’oscillazione della massa sospesa: …

6.2.4. Sospensione pneumatica dello/gli asse/i non motore/i: sì/no (10) 

6.2.4.1. Sospensione dello/gli asse/i non motore/i equivalente alla sospensione pneumatica: sì/no (10) 

6.2.4.2. Frequenza e smorzamento dell’oscillazione della massa sospesa: …

6.3.  Caratteristiche degli elementi elastici della sospensione (modello, caratteristiche dei materiali e dimensioni): …

6.4.  Stabilizzatori: sì/no/facoltativi (10) 

6.5.  Ammortizzatori: sì/no/facoltativi (10) 

▼M28

6.6.   Ruote e pneumatici

6.6.1. Combinazione/i ruote/pneumatici

6.6.1.1. Assi

6.6.1.1.1. Asse 1: …

6.6.1.1.1.1. Designazione della misura dello pneumatico: …

6.6.1.1.1.2. Indice della capacità di carico: …

6.6.1.1.1.3. Simbolo della categoria di velocità ( 50 ): …

6.6.1.1.1.4. Dimensioni del cerchio: …

6.6.1.1.1.5. Offset della ruota: …

6.6.1.1.2. Asse 2: …

6.6.1.1.2.1. Designazione della misura dello pneumatico: …

6.6.1.1.2.2. Indice della capacità di carico: …

6.6.1.1.2.3. Simbolo della categoria di velocità: …

6.6.1.1.2.4. Dimensioni del cerchio: …

6.6.1.1.2.5. Offset della ruota: …

ecc.

6.6.1.2. Ruota di scorta (se presente): …

6.6.2. Limiti superiore e inferiore dei raggi di rotolamento

6.6.2.1. Asse 1: … mm

6.6.2.2. Asse 2: … mm

6.6.2.3. Asse 3: …mm

6.6.2.4. Asse 4: …mm

ecc.

6.6.3. Pressione/i degli pneumatici raccomandata/e dal costruttore del veicolo: … kPa

6.6.4. Combinazione catena/pneumatico/ruota sull’asse anteriore e/o posteriore adatta al tipo di veicolo, quale raccomandata dal costruttore: …

6.6.5. Breve descrizione dell’eventuale unità di scorta per uso provvisorio: …

▼M1

7.   DISPOSITIVI DELLO STERZO

7.1.  Schema dello/gli asse/i sterzante/i indicante la geometria dello sterzo: …

7.2.   Trasmissione e comando

7.2.1. Tipo di trasmissione dello sterzo (precisare se anteriore o posteriore): …

7.2.2. Trasmissione alle ruote (compresi sistemi diversi da quelli meccanici; eventualmente, specificare se anteriore o posteriore): …

7.2.2.1. Breve descrizione di eventuali componenti elettrici/elettronici: …

7.2.3. Tipo dell’eventuale servoassistenza: …

7.2.3.1. Metodo e schema di funzionamento, marca o marche e tipo o tipi: …

7.2.4. Schema complessivo del meccanismo dello sterzo, indicando la posizione sul veicolo dei vari dispositivi che ne influenzano il comportamento: …

7.2.5. Schema/i del/i comando/i dello sterzo: …

7.2.6. Modo e corsa di regolazione, se disponibile, del comando dello sterzo: …

7.3.   Angolo massimo di sterzata delle ruote

7.3.1. A destra: … gradi; numero di giri del volante (o dati equivalenti): …

7.3.2. A sinistra: …… gradi; numero di giri del volante (o dati equivalenti): …

8.   FRENI

(Vanno indicati i dati che seguono e gli eventuali mezzi di identificazione):

8.1. Tipo e caratteristiche dei freni, ai sensi del punto 1.6 dell’allegato I della direttiva 71/320/CEE (GU L 205 del 6.9.1971, pag. 37), compresi dati e disegni dei tamburi, dei dischi, dei tubi, marca e tipo delle ganasce/pastiglie e/o guarnizioni, superfici frenanti effettive, raggio dei tamburi, delle ganasce o dei dischi, massa dei tamburi, dei dispositivi di regolazione, delle parti interessate dello/gli asse/i e della sospensione): …

8.2. Curva di funzionamento, descrizione e/o disegno del sistema frenante di cui al punto 1.2. dell’allegato I della direttiva 71/320/CEE, compresi dati e disegni della trasmissione e dei dispositivi di comando:

8.2.1. Impianto frenante di servizio: …

8.2.2. Impianto frenante di soccorso: …

8.2.3. Impianto del freno di stazionamento: …

8.2.4. Eventuali impianti frenanti complementari: …

8.2.5. Impianto frenante d’emergenza in caso di distacco accidentale del rimorchio: …

8.3. Comando e trasmissione degli impianti frenanti del rimorchio in veicoli destinati al traino di un rimorchio: …

8.4. Veicolo destinato al traino di un rimorchio munito di impianto frenante di servizio elettrico/pneumatico/idraulico (10) : sì/no (10) 

8.5. Impianto frenante antibloccaggio: sì/no/facoltativo (10) 

8.5.1. Per veicoli muniti di sistemi antibloccaggio, descrizione del funzionamento del sistema (elementi elettronici compresi), curva di bloccaggio elettrico e schema del circuito idraulico o pneumatico: …

8.6. Calcoli e curve ai sensi dell’appendice al punto 1.1.4.2 dell’appendice dell’allegato II della direttiva 71/320/CEE o, eventualmente, dell’appendice dell’allegato XI della stessa: …

8.7. Descrizione e/o disegno del sistema di alimentazione di energia, da indicare anche in caso di impianti frenanti servoassistiti: …

8.7.1. Per gli impianti frenanti ad aria compressa, pressione di esercizio p2 nel/i serbatoio/i di pressione: …

8.7.2. Per gli impianti frenanti a depressione, livello iniziale di energia nel/i serbatoio/i: …

8.8. Calcolo dell’impianto frenante: determinazione del rapporto tra forze frenanti totali applicate alla circonferenza delle ruote e forza esercitata sul comando: …

8.9. Breve descrizione dell’impianto frenante ai sensi del punto 1.6 dell’addendum all’appendice 1 dell’allegato IX della direttiva 71/320/CEE: …

8.10. Se si chiede l’esenzione dalle prove di tipo I e/o II o III, indicare il numero del verbale ai sensi dell’appendice 2 dell’allegato VII della direttiva 71/320/CEE: …

8.11. Descrizione dettagliata del/i tipo/i di impianto/i frenante/i a controllo elettronico (endurance braking system/s — EBS): …

9.   CARROZZERIA

▼M28

9.1. Tipo di carrozzeria, secondo i codici di cui all’allegato II, parte C, della direttiva 2007/46/CE: …

▼M1

9.2. Materiali e modalità di costruzione: …

9.3.   Porte di accesso, serrature e cerniere

9.3.1. Configurazione e numero delle porte: …

9.3.1.1. Dimensioni, senso e angolo massimo di apertura delle porte: …

9.3.2. Disegno delle serrature e delle cerniere e loro ubicazione sulle porte: …

9.3.3. Descrizione tecnica delle serrature e delle cerniere: …

9.3.4. Caratteristiche (e dimensioni) di accessi, gradini ed eventuali maniglie: …

9.4.   Campo di visibilità

9.4.1. Dati sufficientemente dettagliati che permettano di identificare rapidamente i principali punti di riferimento e di verificare la posizione di ciascuno di essi rispetto agli altri e al punto R: …

9.4.2. Disegno/i o fotografie che mostrino la posizione degli elementi compresi in un campo di visibilità di 180o verso l’avanti: …

9.5.   Parabrezza e altre superfici vetrate

9.5.1.   Parabrezza

9.5.1.1. Materiali impiegati: …

9.5.1.2. Metodo di montaggio: …

9.5.1.3. Angolo di inclinazione: …

9.5.1.4. Numero/i dell’omologazione CE: …

9.5.1.5. Accessori del parabrezza, posizione del loro montaggio e breve descrizione dei componenti elettrici/elettronici: …

9.5.2.   Altri finestrini

9.5.2.1. Materiali impiegati: …

9.5.2.2. Numero/i dell’omologazione CE: …

9.5.2.3. Breve descrizione di eventuali componenti elettrici/elettronici del meccanismo di apertura dei finestrini:

9.5.3.   Vetratura del tetto apribile

9.5.3.1. Materiali impiegati: …

9.5.3.2. Numero/i dell’omologazione CE: …

9.5.4.   Altre vetrature

9.5.4.1. Materiali impiegati: …

9.5.4.2. Numero/i dell’omologazione CE: …

9.6.   Tergicristallo del parabrezza

9.6.1. Descrizione tecnica dettagliata (con fotografie o disegni): …

9.7.   Lavacristallo del parabrezza

9.7.1. Descrizione tecnica dettagliata (con fotografie o disegni) o, se omologato come entità tecnica indipendente, numero di omologazione: …

9.8.   Dispositivi di sbrinamento e disappannamento

9.8.1. Descrizione tecnica dettagliata (con fotografie o disegni): …

9.8.2. Consumo elettrico massimo: …… kW

9.9.   Dispositivi per la visione indiretta

9.9.1. Specchi retrovisori; indicare per ogni singolo specchio retrovisore:

9.9.1.1. Marca: …

9.9.1.2. Marchio d’omologazione: …

9.9.1.3. Variante: …

9.9.1.4. Disegno/i che consenta/no l’identificazione dello specchio e ne indichi/no la posizione rispetto alla struttura del veicolo

9.9.1.5. Dettagli del sistema di fissaggio compresa la parte della struttura del veicolo cui è fissato

9.9.1.6. Dispositivi facoltativi che possono influire sul campo di visibilità posteriore: …

9.9.1.7. Breve descrizione degli eventuali componenti elettronici del sistema di regolazione

9.9.2. Dispositivi di visione indiretta, diversi dagli specchi

▼M28

9.9.2.1. Tipo e descrizione del dispositivo: …

▼M1

9.9.2.1.1. Per dispositivi a telecamera e monitor: distanza di rilevamento (mm), contrasto, campo di luminanza, correzione dell’abbagliamento, tipo di visualizzatore (bianco e nero/colori), frequenza di ripetizione dell’immagine, campo di luminanza del monitor: …

9.9.2.1.2. Disegni sufficientemente particolareggiati da identificare il dispositivo completo, con istruzioni di montaggio; sui disegni indicare l’ubicazione del marchio di omologazione CE

9.10.   Finiture interne

9.10.1.   Protezione interna dei passeggeri

9.10.1.1. Disegni o fotografie che illustrino la posizione delle sezioni o viste allegate: …

9.10.1.2. Fotografia o disegno che illustri la zona di riferimento compresa l’area esente di cui al punto 2.3.1 dell’allegato I della direttiva 74/60/CEE del Consiglio (GU L 38 dell’11.2.1974, pag. 2): …

9.10.1.3. Fotografie, disegni e/o spaccato delle finiture interne, che illustrino l’interno dell’abitacolo e i materiali impiegati (esclusi i retrovisori interni), la disposizione dei comandi, il tetto e il tetto scorrevole, lo schienale, i sedili e la parte posteriore dei sedili: …

9.10.2.   Disposizione e identificazione dei comandi, spie e indicatori

9.10.2.1. Fotografie e/o disegni della disposizione dei simboli, dei comandi, delle spie e degli indicatori: …

9.10.2.2. Fotografie e/o disegni di identificazione di comandi, spie e indicatori e parti del veicolo di cui alla direttiva 78/316/CEE, se pertinenti: …

9.10.2.3.    Tabella riassuntiva

Il veicolo è munito dei seguenti comandi, spie e indicatori, conformemente agli allegati II e III della direttiva 78/316/CEE:



Comandi, spie e indicatori che, se montati, è obbligatorio identificare e simboli da usare a tal fine

Simbolo n.

Dispositivo

Comando/indicatore (1)

Identificato dal simbolo (1)

Posizione (2)

Spia (1)

Identificata dal simbolo (1)

Posizione (2)

1

Interruttore generale dell’illuminazione

 

 

 

 

 

 

2

Proiettori anabbaglianti

 

 

 

 

 

 

3

Proiettori abbaglianti

 

 

 

 

 

 

4

Luci di posizione (laterali)

 

 

 

 

 

 

5

Fendinebbia anteriori

 

 

 

 

 

 

6

Fendinebbia posteriori

 

 

 

 

 

 

7

Dispositivo di regolazione dei proiettori

 

 

 

 

 

 

8

Luci di stazionamento

 

 

 

 

 

 

9

Indicatori di direzione

 

 

 

 

 

 

10

Segnalazione di emergenza

 

 

 

 

 

 

11

Tergicristallo del parabrezza

 

 

 

 

 

 

12

Lavacristallo del parabrezza

 

 

 

 

 

 

13

Tergicristallo e lavacristallo del parabrezza

 

 

 

 

 

 

14

Dispositivo tergifari

 

 

 

 

 

 

15

Dispositivo di sbrinamento e disappannamento del parabrezza

 

 

 

 

 

 

16

Dispositivo di sbrinamento e disappannamento del lunotto posteriore

 

 

 

 

 

 

17

Ventilatore

 

 

 

 

 

 

18

Dispositivo di preriscaldamento (diesel)

 

 

 

 

 

 

19

Starter

 

 

 

 

 

 

20

Guasto all’impianto frenante

 

 

 

 

 

 

21

Livello del carburante

 

 

 

 

 

 

22

Carica della batteria

 

 

 

 

 

 

23

Temperatura liquido di raffreddamento del motore

 

 

 

 

 

 

(*1)    x = sì
— = non disponibile o non disponibile separatamente.
o = facoltativo.

(*2)    d = direttamente sul comando, sull’indicatore o sulla spia.
c = in immediata prossimità.



Comandi, spie e indicatori che, se montati, è facoltativo identificare e simboli da usare se devono essere identificati

Simbolo n.

Dispositivo

Comando/indicatore (1)

Identificato dal simbolo (1)

Posizione (2)

Spia (1)

Identificata dal simbolo (1)

Posizione (2)

1

Freno di stazionamento

 

 

 

 

 

 

2

Tergicristallo lunotto posteriore

 

 

 

 

 

 

3

Lavacristallo lunotto posteriore

 

 

 

 

 

 

4

Tergicristallo e lavacristallo lunotto posteriore

 

 

 

 

 

 

5

Tergicristallo a intermittenza

 

 

 

 

 

 

6

Segnalatore acustico

 

 

 

 

 

 

7

Cofano anteriore (motore)

 

 

 

 

 

 

8

Cofano posteriore (vano bagagli)

 

 

 

 

 

 

9

Cinture di sicurezza

 

 

 

 

 

 

10

Pressione olio del motore

 

 

 

 

 

 

11

Benzina senza piombo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(*1)    x = sì
— = non disponibile o non disponibile separatamente.
o = facoltativo.

(*2)    d = direttamente sul comando, sull’indicatore o sulla spia.
c = in immediata prossimità.

9.10.3.   Sedili

9.10.3.1. Numero di posti a sedere ( 51 ): …

9.10.3.1.1. Ubicazione e soluzioni: …

9.10.3.2. Posti a sedere da usare solo a veicolo fermo: …

9.10.3.3. Massa: …

9.10.3.4. Caratteristiche: per sedili non omologati come componenti, descrizione e disegni:

9.10.3.4.1. Dei sedili e loro ancoraggi: …

9.10.3.4.2. Del sistema di regolazione: …

9.10.3.4.3. Dei sistemi di spostamento e di bloccaggio: …

9.10.3.4.4. Degli ancoraggi delle cinture di sicurezza (se incorporate nella struttura dei sedili): …

9.10.3.4.5. Delle parti del veicolo usate come ancoraggi: …

9.10.3.5. Coordinate o schema del punto R ( 52 )

9.10.3.5.1. Sedile del conducente: …

9.10.3.5.2. Tutti gli altri posti a sedere: …

9.10.3.6. Inclinazione prevista dello schienale

9.10.3.6.1. Sedile del conducente: …

9.10.3.6.2. Tutti gli altri posti a sedere: …

9.10.3.7. Corsa di regolazione del sedile

9.10.3.7.1. Sedile del conducente: …

9.10.3.7.2. Tutti gli altri posti a sedere: …

9.10.4.   Poggiatesta

9.10.4.1. Tipo/i di poggiatesta: integrato/amovibile/separato (10) 

9.10.4.2. Eventuale/i numero/i di omologazione: …

9.10.4.3. Per poggiatesta non ancora omologati:

9.10.4.3.1. Descrizione dettagliata del poggiatesta che specifichi la natura del/i materiale/i d’imbottitura e, eventualmente, posizione e caratteristiche dei supporti e degli elementi di ancoraggio al/i tipo/i di sedile per cui è richiesta l’omologazione: …

9.10.4.3.2. Per poggiatesta «separati»:

9.10.4.3.2.1. Descrizione dettagliata della zona della struttura su cui va fissato il poggiatesta: …

9.10.4.3.2.2. Disegni quotati delle parti caratteristiche della struttura e del poggiatesta: …

9.10.5.   Sistema di riscaldamento dell’abitacolo

9.10.5.1. Breve descrizione del tipo di veicolo riguardo al sistema di riscaldamento se questo si serve del calore del fluido di raffreddamento del motore: …

9.10.5.2. Descrizione dettagliata del tipo di veicolo riguardo al sistema di riscaldamento se questo usa come sorgente di calore i gas di scarico o l’aria di raffreddamento del motore; essa comprenderà:

9.10.5.2.1. Schema del sistema di riscaldamento che illustri la sua posizione nel veicolo: …

9.10.5.2.2. Per impianti di riscaldamento che usano come sorgente di calore i gas di scarico: schema dello scambiatore di calore; per impianti di riscaldamento che usano come sorgente di calore l’aria di raffreddamento del motore: schema delle parti in cui avviene lo scambio di calore: …

9.10.5.2.3. Disegno in sezione dello scambiatore di calore, o delle parti in cui avviene lo scambio di calore, indicante spessore della parete, materiali usati e caratteristiche della superficie: …

9.10.5.2.4. Caratteristiche di altri importanti elementi del sistema di riscaldamento, come la ventola, con le rispettive caratteristiche di costruzione e i dati tecnici: …

9.10.5.3. Breve descrizione del tipo di veicolo riguardo il sistema di riscaldamento a combustione e il controllo automatico: …

9.10.5.3.1. Schemi indicanti l’ubicazione sul veicolo del bruciatore, dell’impianto di alimentazione d’aria e di carburante (valvole comprese), dell’impianto di scarico, del serbatoio carburante e delle connessioni elettriche.

9.10.5.4. Consumo elettrico massimo: …… kW

9.10.6.   Componenti che influiscono sul comportamento dello sterzo in caso di urto

9.10.6.1. Descrizione dettagliata del tipo di veicolo, comprendente fotografie o disegni della struttura, le dimensioni, la forma e i materiali che costituiscono la parte del veicolo posta anteriormente al comando dello sterzo con gli elementi destinati ad assorbire l’energia in caso di urto contro il comando dello sterzo: …

9.10.6.2. Fotografie e/o disegni dei componenti del veicolo diversi da quelli descritti al punto 9.10.6.1 che, secondo il costruttore e il servizio tecnico, influiscono sul comportamento dello sterzo in caso di urto: …

9.10.7.   Comportamento rispetto alla combustione dei materiali usati per allestire gli interni di talune categorie di veicoli a motore

9.10.7.1.    Materiale/i impiegato/i per il rivestimento interno del tetto

9.10.7.1.1. Eventuale/i numero/i di omologazione CE: …

9.10.7.1.2. Per materiali non omologati:

9.10.7.1.2.1. Materiale/i di base/designazione: ……/……

9.10.7.1.2.2. Materiale/i composito/semplice (10) , numero di strati (10) : …

9.10.7.1.2.3. Tipo di rivestimento (10)  …

9.10.7.1.2.4. Spessore massimo/minimo: ……/…… mm

9.10.7.2.    Materiale/i impiegato/i per la parete posteriore e laterali

9.10.7.2.1. Eventuale/i numero/i di omologazione CE: …

9.10.7.2.2. Per materiali non omologati:

9.10.7.2.2.1. Materiale/i di base/designazione: ……/……

9.10.7.2.2.2. Materiale/i composito/semplice (10) , numero di strati (10) : …

9.10.7.2.2.3. Tipo di rivestimento (10)  …

9.10.7.2.2.4. Spessore massimo/minimo: ……/…… mm

9.10.7.3.    Materiale/i impiegato/i per il pavimento

9.10.7.3.1. Eventuale/i numero/i di omologazione CE: …

9.10.7.3.2. Per materiali non omologati:

9.10.7.3.2.1. Materiale/i di base/designazione: ……/……

9.10.7.3.2.2. Materiale/i composito/semplice (10) , numero di strati (10) : …

9.10.7.3.2.3. Tipo di rivestimento (10) : …

9.10.7.3.2.4. Spessore massimo/minimo: ……/…… mm

9.10.7.4.    Materiale/i impiegato/i per l’imbottitura dei sedili

9.10.7.4.1. Eventuale/i numero/i di omologazione CE: …

9.10.7.4.2. Per materiali non omologati:

9.10.7.4.2.1. Materiale/i di base/designazione: ……/……

9.10.7.4.2.2. Materiale/i composito/semplice (10) , numero di strati (10) : …

9.10.7.4.2.3. Tipo di rivestimento (10) : …

9.10.7.4.2.4. Spessore massimo/minimo: ……/…… mm

9.10.7.5.    Materiale/i impiegato/i per le condotte di riscaldamento e di ventilazione

9.10.7.5.1. Eventuale/i numero/i di omologazione CE: …

9.10.7.5.2. Per materiali non omologati:

9.10.7.5.2.1. Materiale/i di base/designazione: ……/.…..

9.10.7.5.2.2. Materiale/i composito/semplice (10) , numero di strati (10) : …

9.10.7.5.2.3. Tipo di rivestimento (10) : …

9.10.7.5.2.4. Spessore massimo/minimo: ……./…… mm

9.10.7.6.    Materiale/i impiegato/i per i portabagagli

9.10.7.6.1. Eventuale/i numero/i di omologazione CE: …

9.10.7.6.2. Per materiali non omologati:

9.10.7.6.2.1. Materiale/i di base/designazione: ……/……

9.10.7.6.2.2. Materiale/i composito/semplice (10) , numero di strati (10) : …

9.10.7.6.2.3. Tipo di rivestimento (10) : …

9.10.7.6.2.4. Spessore massimo/minimo: ……/…… mm

9.10.7.7.    Materiale/i impiegato/i per altri scopi

9.10.7.7.1. Scopi previsti: …

9.10.7.7.2. Eventuale/i numero/i di omologazione CE: …

9.10.7.7.3. Per materiali non omologati:

9.10.7.7.3.1. Materiale/i di base/designazione: ……/……

9.10.7.7.3.2. Materiale/i composito/semplice (10) , numero di strati (10) : …

9.10.7.7.3.3. Tipo di rivestimento (10) : …

9.10.7.7.3.4. Spessore massimo/minimo: ……/…… mm

9.10.7.8.    Componenti omologati come dispositivi completi (sedili, pareti divisorie, portabagagli, ecc.)

9.10.7.8.1. Numero/i di omologazione del componente: …

9.10.7.8.2. Dispositivo completo: sedile, parete divisoria, portabagagli, ecc. (10) 

9.10.8   Gas utilizzato come refrigerante nel sistema di condizionamento dell’aria: …

9.10.8.1 Il sistema di condizionamento dell’aria è progettato per contenere gas fluorurati a effetto serra con potenziale di riscaldamento globale superiore a 150: sì/no (10) 

9.10.8.2. In caso di risposta affermativa, rispondere alle seguenti sezioni.

9.10.8.2.1. Disegno e breve descrizione del sistema di condizionamento dell’aria indicante il numero di riferimento o di identificazione e del materiale dei componenti a tenuta:

9.10.8.2.2. Perdite dell’impianto di condizionamento dell’aria:

9.10.8.2.4. Numero di riferimento o di identificazione e materiale dei componenti dell’impianto e informazioni relative alla prova (come n. del verbale di prova, numero di omologazione, ecc.): …

9.10.8.3. Perdita globale in g/anno dell’intero impianto: …

9.11.   Sporgenze esterne

9.11.1. Disposizione generale (disegni o fotografie) indicante la posizione delle sezioni e viste allegate:

9.11.2. Disegni e/o fotografie, per esempio e se pertinenti, di montanti delle porte e dei finestrini, griglie di presa dell’aria, calandra, tergicristalli, gocciolatori, maniglie, guide di scorrimento, deflettori laterali, cerniere e serrature delle porte, ganci e occhioni di traino, motivi ornamentali, stemmi, emblemi e rientranze, e ogni altra sporgenza esterna o parte della superficie esterna che possa essere considerata essenziale (come dispositivi di illuminazione). Se le parti di cui sopra non sono essenziali, a fini di documentazione si possono sostituire con fotografie corredate delle dimensioni e/o di una descrizione:

9.11.3. Disegni delle parti della superficie esterna di cui al punto 6.9.1 dell’allegato I della direttiva 74/483/CEE:

9.11.4. Disegno del paraurti: …

9.11.5. Disegno della linea del pianale: …

9.12.   Cinture di sicurezza e/o altri dispositivi di ritenuta

9.12.1. Numero e posizione delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta, nonché dei sedili sui quali possono essere usati:



(S = sedile sinistro, D = sedile destro, C = sedile centrale)

 

Marchio completo di omologazione CE

Eventuale variante

Dispositivo di regolazione della cintura in altezza (indicare sì/no/facoltativo)

Prima fila di sedili left accolade

S

 

 

 

C

 

 

 

D

 

 

 

Seconda fila di sedili (1) left accolade

S

 

 

 

C

 

 

 

D

 

 

 

(*1)   La tabella può essere ampliata in caso di veicoli dotati di più di 2 file di sedili o quando una stessa fila contenga più di 3 sedili.

9.12.2. Natura e ubicazione di sistemi supplementari di ritenuta (indicare sì/no/facoltativo)



(S = sedile sinistro, D = sedile destro, C = sedile centrale)

 

Airbag anteriore

Airbag laterale

Pretensionatore della cintura

Prima fila di sedili left accolade

S

 

 

 

C

 

 

 

D

 

 

 

Seconda fila di sedili (1) left accolade

S

 

 

 

C

 

 

 

D

 

 

 

(*1)   La tabella può essere continuata per veicoli dotati di più di 2 file di sedili o se la stessa fila contiene più di 3 sedili.

9.12.3. Numero e posizione degli ancoraggi delle cinture di sicurezza e prova della loro conformità alla direttiva 76/115/CEE (numero di omologazione CE o verbale di prova): …

9.12.4. Breve descrizione di eventuali componenti elettrici/elettronici: …

9.13.   Ancoraggi delle cinture di sicurezza

9.13.1. Fotografie e/o disegni della carrozzeria con posizione e dimensioni degli ancoraggi reali ed effettivi, inclusi i punti R: …

9.13.2. Disegni degli ancoraggi delle cinture di sicurezza e delle parti della struttura del veicolo cui sono fissati (indicare il materiale): …

9.13.3. Designazione dei tipi ( 53 ) di cinture di sicurezza autorizzati per gli ancoraggi di cui è munito il veicolo:



 

Posizione dell’ancoraggio

Struttura del veicolo

Struttura del sedile

Prima fila di sedili

 

 

Sedile destro left accolade

Ancoraggi inferiori

left accolade esterno interno

Ancoraggi superiori

 

Sedile centrale left accolade

Ancoraggi inferiori

left accolade destra sinistra

 

 

Ancoraggi superiori

 

 

 

Sedile sinistro left accolade

Ancoraggi inferiori

left accolade esterno interno

 

 

Ancoraggi superiori

 

 

 

Seconda fila di sedili (1)

 

 

Sedile destro left accolade

Ancoraggi inferiori

left accolade esterno interno

Ancoraggi superiori

 

Sedile centrale left accolade

Ancoraggi inferiori

left accolade destra sinistra

 

 

Ancoraggi superiori

 

 

 

Sedile sinistro left accolade

Ancoraggi inferiori

left accolade esterno interno

 

 

Ancoraggi superiori

 

 

 

(*1)   La tabella può essere continuata nel caso di veicoli dotati di più di 2 file di sedili oppure se una stessa fila contiene più di 3 sedili.

9.13.4. Descrizione di un particolare tipo di cintura di sicurezza in cui un ancoraggio sia fissato allo schienale del sedile o incorpori un dispositivo per dissipare energia: …

9.14.   Alloggiamento della targa di immatricolazione posteriore (indicare la gamma delle dimensioni, servirsi eventualmente di disegni)

9.14.1. Altezza da terra del bordo superiore: …

9.14.2. Altezza da terra del bordo inferiore: …

9.14.3. Distanza tra la linea centrale della targa e il piano mediano longitudinale del veicolo: …

9.14.4. Distanza dal bordo sinistro del veicolo: …

9.14.5. Dimensioni (lunghezza × larghezza): …

9.14.6. Inclinazione del piano rispetto alla verticale: …

9.14.7. Angolo di visibilità sul piano orizzontale: …

9.15.   Protezione antincastro posteriore

9.15.0. Presenza: sì/no/incompleta (10) 

9.15.1. Disegno della parte del veicolo interessata al dispositivo di protezione antincastro posteriore, cioè disegno del veicolo e/o del telaio con posizione di montaggio dell’asse posteriore più largo, disegno degli elementi di fissaggio della protezione antincastro posteriore. Se la protezione antincastro non è un dispositivo specifico, il disegno indicherà chiaramente che sono state rispettate le dimensioni prescritte:

9.15.2. Se è un dispositivo specifico, descrizione completa e/o disegno del dispositivo di protezione antincastro posteriore (con gli elementi di montaggio e fissaggio) o, se esso è omologato come entità tecnica, numero di omologazione CE: …

9.16.   Parafanghi delle ruote

9.16.1. Breve descrizione del tipo di veicolo riguardo ai parafanghi: …

9.16.2. Disegni dettagliati dei parafanghi e loro posizione sul veicolo, indicanti le dimensioni di cui alla figura 1 dell’allegato I della direttiva 78/549/CEE, tenendo conto dei punti estremi delle combinazioni pneumatico/ruota: …

9.17.   Targhette regolamentari

9.17.1. Fotografie e/o disegni della posizione delle targhette e delle iscrizioni regolamentari e del numero di identificazione del veicolo: …

9.17.2. Fotografie e/o disegni delle targhette e delle scritte regolamentari (esempio, completo di dimensioni): …

9.17.3. Fotografie e/o disegni del numero di identificazione del veicolo (esempio, completo di dimensioni): …

9.17.4. Dichiarazione di conformità del costruttore con le prescrizioni di cui al punto 3.1.1 dell’allegato della direttiva 76/114/CEE del Consiglio (GU L 24 del 30.1.1976, pag. 1).

9.17.4.1. Precisare il significato dei caratteri usati nella seconda parte e, eventualmente. nella terza, per conformarsi alle prescrizioni della norma ISO 3779-1983, sezione 5.3: …

9.17.4.2. Caratteri eventualmente utilizzati nella seconda parte per conformarsi a quanto prescritto dalla norma ISO 3779-1983, sezione 5.4: …

9.18.   Interferenza radiofonica/compatibilità elettromagnetica

9.18.1. Descrizione e disegni/fotografie delle forme e dei materiali della parte di carrozzeria che costituisce il vano motore e della parte di abitacolo più vicina a detto vano: …

9.18.2. Disegni/fotografie dell’ubicazione degli elementi metallici alloggiati nel vano motore (come: dispositivi di riscaldamento, ruota di scorta, filtro dell’aria, meccanismo dello sterzo, ecc.): …

9.18.3. Tabella e disegno dell’apparecchio che controlla le perturbazioni radioelettriche: …

9.18.4. Indicazione del valore nominale delle resistenze in corrente continua e, per i cavi resistivi di accensione, della resistenza nominale per metro lineare: …

9.19.   Protezione laterale

9.19.0. Presenza: sì/no/incompleta (10) 

9.19.1. Disegno delle parti del veicolo relative al dispositivo di protezione laterale, cioè disegno del veicolo e/o del telaio con posizione di montaggio dello/gli assi, disegno degli elementi di fissaggio del/i dispositivo/i di protezione laterale. Se la protezione laterale viene ottenuta senza uno o più dispositivi di protezione laterali, il disegno indicherà chiaramente che sono state rispettate le dimensioni prescritte: …

9.19.2. Se esiste uno o più dispositivi di protezione laterale, descrizione completa e/o disegno di tale/i dispositivo/i (con gli elementi di montaggio e fissaggio) o il numero/i di omologazione CE in quanto componente: …

9.20.   Dispositivo antispruzzo

9.20.0. Presenza: sì/no/incompleta (10) 

9.20.1. Breve descrizione del veicolo riguardo al dispositivo antispruzzo e ai suoi elementi costitutivi: …

9.20.2. Disegni dettagliati del dispositivo antispruzzo e della sua posizione sul veicolo, con indicazione delle dimensioni di cui alle figure dell’allegato III della direttiva 91/226/CEE, tenendo conto dei punti estremi delle combinazioni pneumatico/ruota: …

9.20.3. Numero/i di omologazione CE dello/gli eventuale/i dispositivo/i antispruzzo: …

9.21.   Resistenza all’urto laterale

9.21.1. Descrizione dettagliata del tipo di veicolo, comprendente fotografie o disegni della struttura, le dimensioni, la forma e i materiali che costituiscono le pareti laterali dell’abitacolo (esterno e interno), con eventuali dettagli specifici del sistema di protezione: …

9.22.   Protezione antincastro anteriore

9.22.0. Presenza: sì/no/incompleta (10) 

9.22.1. Disegni delle parti del veicolo interessate alla protezione antincastro anteriore, cioè disegno del veicolo e/o del telaio con ubicazione, montaggio e/o applicazione della protezione antincastro anteriore. Se la protezione antincastro non è un dispositivo specifico, il disegno indicherà chiaramente se sono rispettate le dimensioni prescritte: …

9.22.2. Se è un dispositivo specifico, descrizione completa e/o disegno del dispositivo di protezione antincastro anteriore (con gli elementi di montaggio e fissaggio), o numero di omologazione CE in quanto entità tecnica: …

9.23.   Protezione dei pedoni

9.23.1. Descrizione dettagliata del veicolo, in base a fotografie e/o disegni, riguardo alla struttura, le dimensioni, le linee di riferimento pertinenti e i materiali costitutivi della parte frontale del veicolo (interna ed esterna), con indicazione dei sistemi di protezione attiva installati.

▼M2

9.24.   Sistemi di protezione frontale

9.24.1. Piani generali (disegni o fotografie) indicanti la posizione e il fissaggio dei sistemi di protezione frontali:

9.24.2. Disegni e/o fotografie, se del caso, di prese d’aria, calandra radiatore, motivi ornamentali, stemmi, emblemi e rientranze, nonché di qualsiasi altra sporgenza esterna o parte della superficie esterna che si possa considerare essenziale (ad esempio dispositivi di illuminazione). Se le parti elencate nella prima frase non sono essenziali, possono essere sostituite, a fini di documentazione, da fotografie corredate, se necessario, dalle dimensioni e/o da una descrizione:

9.24.3. Informazioni complete e dettagliate degli elementi di fissaggio necessari e istruzioni complete, comprendenti le coppie da rispettare per il montaggio:

9.24.4. Disegno dei paraurti:

9.24.5. Disegno della linea base all’estremità anteriore del veicolo:

▼M1

10.   DISPOSITIVI DI ILLUMINAZIONE E DI SEGNALAZIONE LUMINOSA

10.1. Tabella di tutti i dispositivi: numero, marca, modello, marchio di omologazione, intensità massima dei proiettori abbaglianti, colore, spia: …

10.2. Disegno della posizione dei dispositivi di illuminazione e di segnalazione luminosa: …

10.3. Per ogni luce e catadiottro di cui alla direttiva 76/756/CEE (GU L 262 del 27.9.1976, pag. 1), fornire le seguenti informazioni (per iscritto e/o mediante schema):

10.3.1. Disegno che indichi l’estensione della superficie illuminante: …

10.3.2. Metodo usato per definire la superficie apparente ai sensi del paragrafo 2.10 del regolamento UNECE n. 48 (GU L 137 del 30.5.2007, pag. 1): …

10.3.3. Asse di riferimento e centro di riferimento: …

10.3.4. Modo di funzionamento dei proiettori occultabili: …

10.3.5. Disposizioni specifiche per il montaggio e il collegamento: …

10.4. Proiettori anabbaglianti: orientamento normale ai sensi del paragrafo 6.2.6.1 del regolamento UNECE n. 48:

10.4.1. Valori della regolazione iniziale: …

10.4.2. Posizione dell’indicazione: …



10.4.3.

Descrizione/disegno (1) e tipo di dispositivo di regolazione dei proiettori (ad esempio: automatico, manuale a scatti, a regolazione manuale continua):

right accolade applicabile solo a veicoli muniti di dispositivo di regolazione dei proiettori

10.4.4.

Dispositivo di comando:

10.4.5.

Segni di riferimento:

10.4.6.

Segni assegnati alle condizioni di carico:

(1)   Cancellare la dicitura inutile (se sono possibili più risposte, non occorre cancellare la dicitura).

10.5. Breve descrizione degli eventuali componenti elettrici/elettronici diversi dalle lampade: …

11.   COLLEGAMENTI TRA VEICOLI TRATTORI E RIMORCHI O SEMIRIMORCHI

11.1. Classe e tipo del/i dispositivo/i di traino installati o da installare: …

11.2. Caratteristiche D, U, S e V del/i dispositivo/i di traino o caratteristiche minime D, U, S e V del/i dispositivo/i di traino da installare: ……. daN

11.3. Istruzioni per il montaggio del tipo di traino al veicolo con fotografie o disegni dei punti di fissaggio sul veicolo forniti dal costruttore; altre informazioni da cui risulti se il tipo di traino sia usato solo per alcune varianti o versioni del tipo di veicolo: …

11.4. Informazioni sul montaggio di supporti speciali di traino o piastre di montaggio: …

11.5. Numero/i dell’omologazione CE: …

12.   VARIE

12.1. Segnalatore/i acustico/i:

12.1.1. Ubicazione, modalità di fissaggio, installazione, orientamento e dimensioni del/i dispositivo/i: …

12.1.2. Numero dei dispositivi: …

12.1.3. Numero/i dell’omologazione CE: …

12.1.4. Schema del circuito elettrico/pneumatico (10) : …

12.1.5. Tensione o pressione nominale: …

12.1.6. Disegno del supporto: …

12.2. Dispositivi per impedire un uso non autorizzato del veicolo

12.2.1. Dispositivo di protezione

12.2.1.1. Descrizione dettagliata del tipo di veicolo riguardo alla disposizione e alla concezione del comando o dell’organo su cui agisce il dispositivo di protezione: …

12.2.1.2. Disegni del dispositivo di protezione e del suo montaggio sul veicolo: …

12.2.1.3. Descrizione tecnica del dispositivo: …

12.2.1.4. Descrizione dettagliata delle combinazioni usate per la serratura: …

12.2.1.5. Immobilizzatore del veicolo

12.2.1.5.1. Eventuale numero di omologazione: …

12.2.1.5.2. Immobilizzatori non ancora omologati

12.2.1.5.2.1. Descrizione tecnica dettagliata dell’immobilizzatore del veicolo e delle misure prese per evitare di attivarlo inavvertitamente: …

12.2.1.5.2.2. Sistema o sistemi sui quali agisce l’immobilizzatore del veicolo: …

12.2.1.5.2.3. Eventualmente, numero dei codici intercambiabili effettivi: …

12.2.2. Eventuale sistema di allarme

12.2.2.1. Eventuale numero di omologazione: …

12.2.2.2. Sistemi di allarme non ancora omologati

12.2.2.2.1. Descrizione dettagliata del sistema di allarme e delle parti del veicolo connesse al sistema di allarme installato: …

12.2.2.2.2. Elenco dei principali componenti che costituiscono il sistema di allarme: …

12.2.3. Breve descrizione di eventuali componenti elettrici/elettronici: …

12.3. Dispositivo/i di traino

12.3.1. Anteriore: gancio/occhione/altro (10) 

12.3.2. Posteriore: gancio/occhione/altro/nulla (10) 

12.3.3. Disegno o fotografia del telaio, o della parte della carrozzeria del veicolo, che mostri posizione, costruzione e montaggio del/i dispositivo/i di traino: …

12.4. Descrizione dettagliata di ogni dispositivo, estraneo al motore, capace di influire sul consumo di carburante (se non compreso in altre voci): …

12.5. Descrizione dettagliata di ogni dispositivo, estraneo al motore, capace di ridurne il rumore (se non compreso in altre voci): …

12.6. Dispositivi di limitazione della velocità

12.6.1. Costruttore/i: …

12.6.2. Tipo o tipi: …

12.6.3. Eventuale/i numero/i di omologazione: …

12.6.4. Velocità o gamma di velocità alle quali può essere regolato il limitatore: …… km/h

12.7. Eventuale tabella indicante l’installazione e l’impiego sul veicolo di trasmettitori di radiofrequenze (RF):



Banda di frequenza (Hz)

Potenza massima di uscita (W)

Posizione dell’antenna sul veicolo, condizioni specifiche per l’installazione e/o l’impiego

 

 

 

Alla domanda di omologazione allegare eventualmente i seguenti documenti:

Appendice 1

Un elenco contenente marca e tipo di tutti i componenti elettrici e/o elettronici interessati dalla direttiva 72/245/CEE della Commissione (GU L 152 del 6.7.1972, pag. 15).

Appendice 2

Schema o disegno della disposizione generale dei componenti elettrici e/o elettronici (interessati dalla direttiva 72/245/CE) e del cablaggio complessivo.

Appendice 3

Descrizione del veicolo scelto per rappresentare il tipo:

Tipo di carrozzeria:

Guida a destra o a sinistra (10) :

Interasse:

Appendice 4

Verbale/i di prova presentati dal costruttore o dai laboratori autorizzati/accreditati ai fini della compilazione della scheda di omologazione.

12.7.1. Veicolo munito di apparecchiatura radar a corto raggio nella banda da 24 GHz: sì/no (10) 

▼M27

12.8. Sistema eCall

12.8.1. Presenza sì/no (10) 

12.8.2. Descrizione tecnica o disegni del dispositivo: …

▼M32

12.8.

Dispositivi o sistemi con modalità selezionabili dal conducente che influenzano le emissioni di CO2 e/o le emissioni di riferimento e non hanno una modalità predominante: sì/no (10) 

12.8.1.

Prova in modalità charge-sustaining (se del caso) (stato per ciascun dispositivo o sistema)

12.8.1.1.

Modalità migliore: …

12.8.1.2.

Modalità peggiore: …

12.8.2.

Prova in modalità charge-depleting (se del caso) (stato per ciascun dispositivo o sistema)

12.8.2.1.

Modalità migliore: …

12.8.2.2.

Modalità peggiore: …

12.8.3.

Prova di tipo 1 (se del caso) (stato per ciascun dispositivo o sistema)

12.8.3.1.

Modalità migliore: …

12.8.3.2.

Modalità peggiore: …

▼M34

12.9.

Sistema di allarme acustico per veicoli (AVAS)

12.9.1. Numero di omologazione di un tipo di veicolo per quanto riguarda le emissioni sonore ai sensi del regolamento UNECE n. 138 (GU L 9 del 13.1.2017, pag. 33).

12.9.2. Riferimento completo dei risultati delle prove dei livelli di emissione sonora dell'AVAS, misurati in conformità al regolamento (UE) n. 540/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio ( 54 ).

▼M1

13.   NORME PARTICOLARI PER AUTOBUS DI LINEA O GRANTURISMO

13.1. Classe del veicolo: classe I/classe II/classe III/classifica A/classe B (10) 

13.1.1. Numero di omologazione CE della carrozzeria, omologata come entità tecnica: …

13.1.2. Tipi di telaio su cui può essere installata la carrozzeria omologata CE (costruttore/i e tipi di veicolo incompleto): …

13.2.   Superficie a disposizione dei passeggeri (m2)

13.2.1. Totale (S0): …

13.2.2. Piano superiore (S0a(10) : …

13.2.3. Piano inferiore (S0b(10) : …

13.2.4. Per i passeggeri in piedi (S1): …

13.3.   Numero di passeggeri (seduti e in piedi)

13.3.1. Totale (N): …

13.3.2. Piano superiore (Na(10) : …

13.3.3. Piano inferiore (Nb(10) : …

13.4.   Numero di passeggeri seduti

13.4.1. Totale (A): …

13.4.2. Piano superiore (Aa(10) : …

13.4.3. Piano inferiore (Ab(10) : …

13.4.4. Numero di posti per sedie a rotelle per le categorie di veicoli M2 ed M3: …

13.5.  Numero di porte di accesso: …

13.6.  Numero di uscite di sicurezza (porte, finestrini, botole di evacuazione, scale di comunicazione interna e mezze scale): …

13.6.1. Totale: …

13.6.2. Piano superiore (10) : …

13.6.3. Piano inferiore (10) : …

13.7.  Volume dei vani bagagli (m 3 ): …

13.8.  Superficie del tetto adibita al trasporto bagagli (m 2 ): …

13.9.  Eventuali dispositivi tecnici destinati ad agevolare l’accesso al veicolo (come rampe, pedane elevatrici, sistemi di abbassamento): …

13.10.   Resistenza della sovrastruttura

13.10.1. Eventuale numero di omologazione: …

13.10.2. Sovrastrutture non ancora omologate

13.10.2.1. Descrizione dettagliata della sovrastruttura del veicolo tipo, che ne indichi le dimensioni, la configurazione, i materiali e i punti di fissaggio al telaio: …

13.10.2.2. Disegni del veicolo o dei componenti dell’allestimento interno che influiscono sulla resistenza della sovrastruttura o sullo spazio residuo: …

13.10.2.3. Posizione del baricentro del veicolo in ordine di marcia in senso longitudinale, trasversale e verticale: …

13.10.2.4. Distanza massima tra le linee mediane dei sedili laterali: …

13.11.  Punti della direttiva 2001/85/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 42 del 13.2.2002) che questa unità tecnica deve rispettare e soddisfare

▼M15

13.12.  Disegno con le dimensioni e l’allestimento interno per quanto riguarda i posti a sedere, l’area per i passeggeri in piedi, persone su sedia a rotelle, vani bagagli, compresi i portabagagli ed eventuali portasci

▼M1

14.   NORME PARTICOLARI PER VEICOLI DESTINATI AL TRASPORTO DI MERCI PERICOLOSE

14.1.   Impianto elettrico ai sensi della direttiva 94/55/CE del Consiglio (GU L 319 del 12.12.1994, pag. 1)

14.1.1. Protezione contro il surriscaldamento dei conduttori: …

14.1.2. Tipo di disgiuntore: …

14.1.3. Tipo e funzionamento dell’interruttore principale della batteria: …

14.1.4. Descrizione e posizione della barriera di sicurezza del tachigrafo: …

14.1.5. Descrizione dei circuiti alimentati in permanenza. Indicare la norma EN applicata: …

14.1.6. Costruzione e protezione dell’impianto elettrico situato posteriormente alla cabina di guida: …

14.2.   Prevenzione dei rischi di incendio

14.2.1. Tipo del materiale difficilmente infiammabile della cabina di guida: …

14.2.2. Eventualmente, tipo dello scudo termico posto dietro la cabina di guida: …

14.2.3. Posizione e isolamento termico del motore: …

14.2.4. Posizione e isolamento termico del sistema di scarico: …

14.2.5. Tipo e concezione dell’isolamento termico per l’impianto frenante elettronico: …

14.2.6. Tipo, concezione e posizione dei dispositivi di riscaldamento a combustione: …

14.3.   Eventuali requisiti speciali riguardanti la carrozzeria ai sensi della direttiva 94/55/CE

14.3.1. Descrizione delle misure destinate a soddisfare i requisiti relativi ai veicoli di tipo EX/II ed EX/III: …

14.3.2. Per i veicoli di tipo EX/III, resistenza al calore esterno: …

15.   RIUTILIZZABILITÀ, RICICLABILITÀ E RECUPERABILITÀ

15.1. Versione alla quale appartiene il veicolo di riferimento: …

15.2. Massa del veicolo di riferimento con carrozzeria o massa del telaio con cabina, ma senza carrozzeria e/o gancio di traino se il costruttore non installa la carrozzeria e/o il gancio di traino (ma con liquidi, strumenti, ruota di scorta, se installati), senza conducente: …

15.3. Massa dei materiali del veicolo di riferimento: …

15.3.1. Massa del materiale di cui si tiene conto nella fase di pretrattamento ( 55 ): …

15.3.2. Massa del materiale di cui si tiene conto nella fase di demolizione (55) : …

15.3.3. Massa del materiale, considerato riciclabile (55) , di cui si tiene conto nella fase del trattamento dei residui non metallici: …

15.3.4. Massa del materiale, considerato energia recuperabile (55) , di cui si tiene conto nella fase del trattamento dei residui non metallici: …

15.3.5. Ripartizione dei materiali (55) : …

15.3.6. Massa totale dei materiali riutilizzabili e/o riciclabili: …

15.3.7. Massa totale dei materiali riutilizzabili e/o recuperabili: …

15.4.   Tassi

15.4.1. Tasso di riciclabilità «Rcyc ( %)»: …

15.4.2. Tasso di ricuperabilità «Rcov ( %)»: …

16.   ACCESSO ALL’INFORMAZIONE SULLA RIPARAZIONE E LA MANUTENZIONE DEL VEICOLO

16.1. Indirizzo del sito web principale per accedere all’informazione sulla riparazione e la manutenzione del veicolo: …

16.1.1. Data dalla quale essa è disponibile (entro 6 mesi dalla data di omologazione): …

16.2. Termini e condizioni d’accesso al sito web: …

16.3. Formato delle informazioni sulla riparazione e la manutenzione del veicolo accessibili attraverso il sito web: …

Note

(5) Disposto in modo tale da rendere chiaro il valore effettivo per ogni configurazione tecnica del tipo di veicolo.

▼M18 —————

▼M21

(x) Motori a doppia alimentazione.

▼M32

(y) Solo per fini di omologazione ai sensi del regolamento (CE) n. 715/2007 e successive modifiche.

▼M12




ALLEGATO II

DEFINIZIONI GENERALI, CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DEI VEICOLI, TIPI DI VEICOLI E TIPI DI CARROZZERIA

PARTE INTRODUTTIVA

Definizioni e disposizioni generali

1.    Definizioni

1.1.

«Posto a sedere», qualsiasi spazio in grado di alloggiare una persona seduta il cui ingombro è pari almeno a:

a) il manichino uomo del 50o percentile, nel caso del conducente;

b) il manichino donna adulta del 5o percentile, in tutti gli altri casi.

1.2.

«Sedile», una struttura, completa di rivestimento, che può essere parte integrante o meno della struttura del veicolo, destinata ad alloggiare una persona seduta.

1.2.1.

Il termine «sedile» comprende sia i sedili singoli sia i sedili a panchina.

1.2.2.

Rientrano in questa definizione anche i sedili pieghevoli e i sedili amovibili.

1.3.

«Merci», essenzialmente qualsiasi cosa mobile.

Il termine «merci» comprende prodotti sfusi, manufatti, liquidi, animali vivi, vegetali e carichi indivisibili.

1.4.

«Massa massima», la «massa massima a pieno carico tecnicamente ammissibile» come specificato al punto 2.8 dell'allegato I.

2.    Disposizioni generali

2.1.   Numero di posti a sedere

2.1.1.

Le prescrizioni riguardanti il numero di posti a sedere si applicano ai sedili progettati per essere utilizzati mentre il veicolo è in marcia.

2.1.2.

Esse non si applicano ai sedili destinati ad essere utilizzati quando il veicolo è fermo e che sono chiaramente indicati agli utenti con un pittogramma o un cartello accompagnati da un testo appropriato.

2.1.3.

Le seguenti prescrizioni si applicano al conteggio dei posti a sedere:

a) ciascun sedile singolo conta come un posto a sedere;

b) nel caso di un sedile a panchina, qualsiasi spazio largo almeno 400 mm, misurato a livello del cuscino del sedile, conta come un posto a sedere.

Questa prescrizione non impedisce al costruttore di usare le disposizioni generali di cui al punto 1.1;

c) tuttavia, uno spazio così come indicato alla lettera b), non conta come un posto a sedere se:

i) le caratteristiche del sedile a panchina impediscono al manichino di sedersi in modo naturale — ad esempio: presenza di un bracciolo portaoggetti, zona priva di imbottitura o cucitura interna che interrompe la superficie nominale del sedile;

ii) le caratteristiche del pavimento situato immediatamente davanti al posto a sedere presunto impediscono ai piedi del manichino di posizionarsi in modo naturale (ad esempio per la presenza di un tunnel).

2.1.4.

Relativamente ai veicoli che rientrano nella direttiva 2001/85/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 novembre 2001, relativa alle disposizioni speciali da applicare ai veicoli adibiti al trasporto passeggeri aventi più di otto posti a sedere oltre al sedile del conducente e recante modifica delle direttive 70/156/CEE e 97/27/CE ( 56 ), le dimensioni di cui al punto 2.1.3, lettera b), vanno allineate allo spazio minimo richiesto per una persona in riferimento alle diverse classi di veicoli.

2.1.5.

Quando su un veicolo sono presenti gli ancoraggi per un sedile amovibile, tale sedile va contato per determinare il numero di posti a sedere.

2.1.6.

Una zona destinata ad una sedia a rotelle occupata va considerata come un posto a sedere.

2.1.6.1.

Tale disposizione non pregiudica le prescrizioni di cui al punto 3.6.1 e al punto 3.7 dell'allegato VII della direttiva 2001/85/CE.

2.2.   Massa massima

2.2.1.

Nel caso di una motrice per semirimorchio, la massa massima da considerare ai fini della classificazione del veicolo deve comprendere la massa massima del semirimorchio sostenuta dalla ralla.

2.2.2.

Nel caso di un veicolo a motore in grado di trainare un rimorchio ad asse centrale o un rimorchio a timone rigido, la massa massima da considerare ai fini della classificazione del veicolo a motore deve comprendere la massa massima trasferita al veicolo trattore dal dispositivo di traino.

2.2.3.

Nel caso di un semirimorchio, di un rimorchio ad asse centrale e di un rimorchio a timone rigido, la massa massima da considerare ai fini della classificazione del veicolo deve corrispondere alla massa massima trasmessa al suolo dalle ruote di un asse o di un gruppo di assi quando il semirimorchio o il rimorchio è agganciato al veicolo trattore.

2.2.4.

Nel caso di un carrello «dolly», la massa massima da considerare ai fini della classificazione del veicolo deve comprendere la massa massima del semirimorchio sostenuta dalla ralla.

2.3.   Dispositivi speciali

2.3.1.

I veicoli muniti essenzialmente di impianti fissi quali macchinari o apparecchiature vanno considerati di categoria N od O.

2.4.   Unità di misura

2.4.1.

Salvo diversa indicazione, qualsiasi unità di misura e relativo simbolo devono soddisfare le disposizioni della direttiva 80/181/CEE del Consiglio ( 57 ).

3.    Classificazione in categorie di veicoli

3.1.

Il costruttore è responsabile della classificazione di un tipo di veicolo in una categoria specifica.

A tal fine, tutti i criteri pertinenti descritti nel presente allegato vanno rispettati.

3.2.

L'autorità di omologazione può richiedere al costruttore ulteriori informazioni pertinenti allo scopo di dimostrare che un tipo di veicolo deve essere classificato come veicolo per uso speciale nel gruppo speciale («codice SG»).

PARTE A

Criteri per la classificazione dei veicoli

1.    Categorie di veicoli

Ai fini dell'omologazione europea e nazionale nonché dell'omologazione individuale i veicoli vanno classificati secondo la classificazione a seguire:

(Resta inteso che l'omologazione può essere rilasciata esclusivamente per le categorie di cui ai punti da 1.1.1 a 1.1.3, da 1.2.1 a 1.2.3 e da 1.3.1 a 1.3.4)

Categoria M

Veicoli a motore progettati e costruiti essenzialmente per il trasporto di persone e dei loro bagagli.

Categoria M1

Veicoli della categoria M, aventi al massimo otto posti a sedere oltre al posto a sedere del conducente.

Nei veicoli della categoria M1 non è previsto alcuno spazio per i passeggeri in piedi.

Il numero di posti a sedere può essere limitato a uno (vale a dire il posto a sedere del conducente).

Categoria M2

Veicoli della categoria M, aventi più di otto posti a sedere oltre al posto a sedere del conducente e con una massa massima che non supera le 5 tonnellate.

I veicoli della categoria M2 possono avere uno spazio per i passeggeri in piedi oltre ai posti a sedere.

Categoria M3

Veicoli della categoria M, aventi più di otto posti a sedere oltre al posto a sedere del conducente e con una massa massima che supera le 5 tonnellate.

I veicoli della categoria M3 possono avere uno spazio per i passeggeri in piedi.

Categoria N

Veicoli a motore progettati e costruiti essenzialmente per il trasporto di merci.

Categoria N1

Veicoli della categoria N con una massa massima che non supera le 3,5 tonnellate.

Categoria N2

Veicoli della categoria N con una massa massima compresa tra 3,5 e 12 tonnellate.

Categoria N3

Veicoli della categoria N con una massa massima che supera le 12 tonnellate.

Categoria O

Rimorchi progettati e costruiti per il trasporto di merci o di persone nonché per l'alloggiamento di persone.

Categoria O1

Veicoli della categoria O con una massa massima che non supera le 0,75 tonnellate.

Categoria O2

Veicoli della categoria O con una massa massima superiore a 0,75 tonnellate e inferiore a 3,5 tonnellate.

Categoria O3

Veicoli della categoria O con una massa massima superiore a 3,5 tonnellate e inferiore a 10 tonnellate.

Categoria O4

Veicoli della categoria O con una massa massima che supera le 10 tonnellate.

2.    Sottocategorie di veicoli

2.1.   Veicoli fuoristrada

«Veicolo fuoristrada (ORV)», un veicolo della categoria M o N con caratteristiche tecniche specifiche che ne consentono l'uso al di fuori dei percorsi stradali usuali.

Per queste categorie di veicoli si deve aggiungere la lettera «G» quale suffisso alla lettera e al numero identificativi della categoria di veicolo.

I criteri di sottoclassificazione dei veicoli quali «ORV» sono riportati nella sezione 4, parte A, del presente allegato.

2.2.   Veicoli per uso speciale

2.2.1.

«Veicolo per uso speciale (SPV)», un veicolo della categoria M, N od O con caratteristiche tecniche specifiche che gli consentono di svolgere una funzione che richiede disposizioni e/o attrezzature speciali.

Per i veicoli incompleti destinati a rientrare nella sottocategoria SPV, si deve aggiungere la lettera «S» quale suffisso alla lettera e al numero identificativi della categoria di veicolo.

I diversi tipi di veicoli per uso speciale sono definiti ed elencati nella sezione 5.

2.3.   Veicolo fuoristrada per uso speciale

2.3.1.

«Veicolo fuoristrada per uso speciale (ORV-SPV», un veicolo della categoria M o N con le caratteristiche tecniche specifiche di cui ai punti 2.1 e 2.2.

Per queste categorie di veicoli si deve aggiungere la lettera «G» quale suffisso alla lettera e al numero identificativi della categoria di veicolo.

Inoltre, per i veicoli incompleti destinati a rientrare nella sottocategoria SPV, si deve aggiungere la lettera «S» quale secondo suffisso.

3.    Criteri per la classificazione dei veicoli nella categoria N

3.1.

La classificazione di un tipo di veicolo nella categoria N deve basarsi sulle caratteristiche tecniche del veicolo di cui ai punti da 3.2 a 3.6.

3.2.

In linea di massima, i vani in cui si trovano tutti i posti a sedere devono essere completamente separati dalla zona di carico.

3.3.

In deroga alle prescrizioni di cui al punto 3.2, persone e merci possono essere trasportate nello stesso vano a condizione che la zona di carico sia munita di dispositivi di fissaggio progettati per proteggere le persone trasportate dallo spostamento del carico durante la marcia, anche in caso di brusche frenate e sterzate.

3.4.

I dispositivi di fissaggio/di ancoraggio destinati a mantenere fermo il carico come richiesto al punto 3.3 e i dispositivi di separazione destinati ai veicoli fino a 7,5 tonnellate devono essere progettati a norma delle disposizioni delle sezioni 3 e 4 della norma ISO 27956:2009 «Road vehicles — Securing of cargo in delivery vans — Requirements and Test methods».

3.4.1.

Il rispetto delle prescrizioni di cui al punto 3.4 può essere comprovato da una dichiarazione di conformità fornita dal costruttore.

3.4.2.

In alternativa alle prescrizioni di cui al punto 3.4, il costruttore può dimostrare alle autorità di omologazione che i dispositivi di fissaggio montati garantiscono un livello di protezione equivalente a quello riportato nella norma indicata.

3.5.

Il numero di posti a sedere escluso il posto a sedere del conducente non deve essere superiore a:

a) 6 nel caso di veicoli della categoria N1;

b) 8 nel caso di veicoli delle categorie N2 o N3.

3.6.

La capacità di trasporto merci dei veicoli deve essere pari o superiore alla capacità di trasporto passeggeri espressa in kg.

3.6.1.

A tal fine, tutte le configurazioni devono soddisfare le seguenti equazioni, in particolare quando tutti i posti a sedere sono occupati:

a) quando N = 0:

P – M ≥ 100 kg

b) quando 0 < N ≤ 2:

P – (M + N × 68) ≥ 150 kg;

c) quando N > 2:

P – (M + N × 68) ≥ N × 68;

in cui le lettere hanno il significato a seguire:

«P»

è la massa massima a pieno carico tecnicamente ammissibile;

«M»

è la massa in ordine di marcia;

«N»

è il numero di posti a sedere escluso il posto a sedere del conducente.

3.6.2.

La massa delle attrezzature montate sul veicolo per alloggiarvi le merci (per esempio serbatoio, carrozzeria, ecc.), per movimentare le merci (per esempio gru, montacarichi, ecc.) e per fissare le merci (per esempio dispositivo di fissaggio del carico) va inclusa in M.

La massa delle attrezzature che non sono utilizzate ai fini sopraindicati (ad esempio un compressore, un verricello, un generatore di corrente, apparecchiature di trasmissione, ecc.) non vanno incluse in M ai fini dell'applicazione delle formule sopra riportate.

3.7.

Le prescrizioni di cui ai punti da 3.2 a 3.6 vanno soddisfatte per tutte le varianti e per tutte le versioni che rientrano nel tipo di veicolo.

3.8.

Criteri per la classificazione dei veicoli nella categoria N1.

3.8.1.

Un veicolo deve essere classificato N1 se soddisfa tutti i criteri applicabili.

Se uno o più criteri non sono soddisfatti, il veicolo deve essere classificato nella categoria M1.

3.8.2.

Oltre ai criteri generali di cui ai punti da 3.2 a 3.6, per la classificazione dei veicoli in cui il vano del conducente e il carico si trovano in un'unica unità (per esempio carrozzeria «BB») si devono rispettare anche i criteri di cui ai punti da 3.8.2.1 a 3.8.2.3.5.

3.8.2.1.

Il fatto che tra una fila di sedili e il vano carico vi sia una parete o una paratia, parziale o completa, non esenta dall'obbligo di soddisfare i criteri prescritti.

3.8.2.2.

I criteri sono i seguenti:

a) deve essere possibile caricare le merci da una porta posteriore, da una sponda o da una porta laterale progettata e costruita a tal fine;

b) nel caso di una porta posteriore o di una sponda, l'apertura di carico deve soddisfare le seguenti prescrizioni:

i) nel caso di un veicolo munito di un'unica fila di sedili o soltanto del sedile del conducente, l'altezza minima dell'apertura di carico deve essere almeno 600 mm;

ii) nel caso di un veicolo munito di due o più file di sedili, l'altezza minima dell'apertura di carico deve essere almeno 800 mm e la superficie dell'apertura deve essere almeno 12 800 cm2;

c) il vano carico deve soddisfare i seguenti requisiti:

«vano carico», la parte del veicolo situata dietro le file di sedili o dietro il sedile del conducente, se il veicolo è munito unicamente di un sedile del conducente;

i) generalmente la superficie di carico del vano carico è piana;

ii) se il veicolo è munito di un'unica fila di sedili o di un unico sedile, la lunghezza minima del vano carico deve essere almeno il 40 % dell'interasse;

iii) se il veicolo è munito di due o più file di sedili, la lunghezza minima del vano carico deve essere almeno il 30 % dell'interasse;

se i sedili delle ultime due file possono essere facilmente rimossi dal veicolo senza usare attrezzi speciali, le prescrizioni riguardanti la lunghezza del vano carico vanno soddisfatte con tutti i sedili installati sul veicolo;

iv) le prescrizioni riguardanti la lunghezza del vano carico vanno soddisfatte con i sedili della prima fila o dell'ultima fila, secondo i casi, in posizione verticale normale d'uso da parte degli occupanti del veicolo.

3.8.2.3.

Condizioni specifiche per la misurazione

3.8.2.3.1.   Definizioni

a) «Altezza dell'apertura di carico», la distanza verticale tra due piani orizzontali tangenti rispettivamente al punto più alto della parte inferiore della porta e al punto più basso della parte superiore della porta;

b) «Superficie dell'apertura di carico», la superficie maggiore della proiezione ortogonale su un piano verticale, perpendicolare alla linea mediana del veicolo, dell'apertura massima consentita quando le porte posteriori o la sponda sono completamente aperte;

c) «Interasse», ai fini dell'applicazione delle formule di cui ai punti 3.8.2.2 e 3.8.3.1, la distanza tra:

i) la linea mediana dell'asse anteriore e la linea mediana del secondo asse nel caso di veicolo a due assi; o

ii) la linea mediana dell'asse anteriore e la linea mediana di un asse virtuale equidistante dal secondo e dal terzo asse nel caso di veicolo a tre assi.

3.8.2.3.2.   Regolazioni dei sedili

a) i sedili vanno regolati nelle rispettive posizioni posteriori più esterne;

b) lo schienale, se regolabile, va regolato in modo da potervi alloggiare la macchina tridimensionale per la determinazione del punto H con un angolo d'inclinazione di 25 gradi;

c) lo schienale, se non è regolabile, deve trovarsi nella posizione prevista dal costruttore del veicolo;

d) se il sedile è regolabile in altezza, deve essere regolato nella posizione più bassa.

3.8.2.3.3.   Condizioni del veicolo

a) il veicolo deve essere nelle condizioni di carico corrispondenti alla sua massa massima;

b) le ruote del veicolo devono essere nella direzione del suo asse longitudinale.

3.8.2.3.4.

Le prescrizioni di cui al punto 3.8.2.3.2 non si applicano se il veicolo è munito di una parete o di una paratia.

3.8.2.3.5.

Misurazione della lunghezza del vano carico

a) se il veicolo non è munito di una parete o di una paratia, la lunghezza va misurata da un piano verticale tangente al punto posteriore più esterno dell'estremità superiore dello schienale alla porta o alla sponda o al vetro interni posteriori chiusi;

b) se il veicolo è munito di una parete o di una paratia, la lunghezza va misurata da un piano verticale tangente al punto posteriore più esterno della paratia o della parete alla porta o alla sponda o al vetro interni posteriori chiusi, secondo i casi;

c) le prescrizioni relative alla lunghezza vanno soddisfatte almeno lungo una linea orizzontale situata sul piano verticale longitudinale che attraversa la linea mediana del veicolo, a livello del piano di carico.

3.8.3.

Oltre ai criteri generali di cui ai punti da 3.2 a 3.6, per la classificazione dei veicoli in cui il vano del conducente e il carico non si trovano in un'unica unità (per esempio carrozzeria «BE») si devono rispettare anche i criteri di cui ai punti da 3.8.3.1 a 3.8.3.4.

3.8.3.1.

Se il veicolo è a carrozzeria chiusa, si applicano le prescrizioni a seguire:

a) il carico delle merci deve essere possibile attraverso una porta, una sponda, un pannello posteriori o altri mezzi;

b) l'altezza minima dell'apertura di carico deve essere almeno 800 mm e la superficie dell'apertura di carico deve essere almeno 12 800 cm2;

c) la lunghezza minima del vano carico deve essere almeno il 40 % dell'interasse.

3.8.3.2.

Se il vano carico del veicolo è di tipo aperto, si applicano solo le prescrizioni di cui al punto 3.8.3.1 lettere a) e c).

3.8.3.3.

Per l'applicazione delle disposizioni di cui al punto 3.8.3, le definizioni di cui al punto 3.8.2 si applicano mutatis mutandis.

3.8.3.4.

Tuttavia, le prescrizioni relative alla lunghezza del vano carico vanno soddisfatte lungo una linea orizzontale situata sul piano longitudinale che attraversa la linea mediana del veicolo, a livello del piano di carico.

4.    Criteri per la sottoclassificazione dei veicoli quali veicoli fuoristrada

4.1.

I veicoli M1 o N1 vanno sottoclassificati quali veicoli fuoristrada, se soddisfano tutte le prescrizioni a seguire:

a) almeno un asse anteriore e un asse posteriore sono progettati per essere simultaneamente motori, indipendentemente dalla possibilità di disinnestare la motricità di un asse;

b) sono muniti di almeno un meccanismo di bloccaggio del differenziale o di un meccanismo avente effetto analogo;

c) possono percorrere una pendenza di almeno il 25 % senza rimorchio;

d) soddisfano cinque delle sei prescrizioni a seguire:

i) avere un angolo d'attacco di almeno 25 gradi;

ii) avere un angolo di uscita di almeno 20 gradi;

iii) avere un angolo di rampa di almeno 20 gradi;

iv) avere un'altezza libera dal suolo sotto l'asse anteriore di almeno 180 mm;

v) avere un'altezza libera dal suolo sotto l'asse posteriore di almeno 180 mm;

vi) avere un'altezza libera dal suolo tra gli assi di almeno 200 mm.

4.2.

I veicoli delle categorie M2, N2 o M3 la cui massa massima non supera le 12 tonnellate vanno sottoclassificati quali veicoli fuoristrada, se soddisfano la prescrizione di cui alla lettera a) o entrambe le prescrizioni di cui alle lettere b) e c):

a) tutti i loro assi sono simultaneamente motori, indipendentemente dalla possibilità di disinnestare la motricità di uno o più assi;

b)

 

i) almeno un asse anteriore e un asse posteriore sono progettati per essere simultaneamente motori, indipendentemente dalla possibilità di disinnestare la motricità di un asse;

ii) sono muniti di almeno un meccanismo di bloccaggio del differenziale o di un meccanismo avente il medesimo effetto;

iii) possono percorrere una pendenza del 25 % senza rimorchio;

c) soddisfano almeno cinque delle sei prescrizioni a seguire, se la loro massa massima non supera le 7,5 tonnellate, e almeno quattro, se la loro massa massima supera le 7,5 tonnellate:

i) avere un angolo d'attacco di almeno 25 gradi;

ii) avere un angolo di uscita di almeno 25 gradi;

iii) avere un angolo di rampa di almeno 25 gradi;

iv) avere un'altezza libera dal suolo sotto l'asse anteriore di almeno 250 mm;

v) avere un'altezza libera dal suolo tra gli assi di almeno 300 mm;

vi) avere un'altezza libera dal suolo sotto l'asse posteriore di almeno 250 mm.

4.3.

I veicoli delle categorie M3, o N3 la cui massa massima supera le 12 tonnellate vanno sottoclassificati quali veicoli fuoristrada, se soddisfano la prescrizione di cui alla lettera a) o entrambe le prescrizioni di cui alle lettere b) e c):

a) tutti i loro assi sono simultaneamente motori, indipendentemente dalla possibilità di disinnestare la motricità di uno o più assi;

b)

 

i) almeno la metà degli assi (o due assi su tre nel caso di un veicolo a tre assi e mutatis mutandis nel caso di un veicolo a cinque assi) sono progettati per essere simultaneamente motori, indipendentemente dalla possibilità di disinnestare la motricità di un asse;

ii) sono muniti di almeno un meccanismo di bloccaggio del differenziale o di un meccanismo avente effetto analogo;

iii) possono percorrere una pendenza del 25 % senza rimorchio;

c) soddisfano almeno quattro delle sei prescrizioni a seguire:

i) avere un angolo d'attacco di almeno 25 gradi;

ii) avere un angolo di uscita di almeno 25 gradi;

iii) avere un angolo di rampa di almeno 25 gradi;

iv) avere un'altezza libera dal suolo sotto l'asse anteriore di almeno 250 mm;

v) avere un'altezza libera dal suolo tra gli assi di almeno 300 mm;

vi) avere un'altezza libera dal suolo sotto l'asse posteriore di almeno 250 mm.

4.4.

La procedura di controllo della conformità secondo le prescrizioni geometriche di cui alla presente sezione è descritta nell'appendice 1.

5.    Veicoli per uso speciale



 

Nome

Codice

Definizione

5.1.

Camper

SA

un veicolo della categoria M con vano abitabile contenente almeno le seguenti attrezzature:

a)  posti a sedere e tavolo;

b)  cuccette eventualmente ottenute ribaltando i sedili;

c)  impianti di cottura;

d)  armadi o ripostigli.

Queste attrezzature devono essere fisse.

Tuttavia, il tavolo può essere di tipo amovibile.

5.2.

Veicolo blindato

SB

un veicolo destinato alla protezione delle persone o delle merci trasportate, con carrozzeria a prova di proiettile.

▼M22

5.3.

Ambulanza

SC

un veicolo della categoria M adibito al trasporto di feriti o ammalati e dotato di apposite attrezzature speciali.

▼M12

5.4.

Autofunebre

SD

un veicolo della categoria M adibito al trasporto delle salme e dotato di apposite attrezzature speciali.

5.5.

Veicolo con accesso per sedie a rotelle

SH

un veicolo della categoria M1 costruito o trasformato in modo specifico per accogliere una o più persone su sedia a rotelle durante il trasposto su strada.

5.6.

Caravan

SE

un veicolo della categoria O come definito al termine n. 3.2.1.3. della norma ISO 3833:1977.

5.7.

Gru mobile

SF

un veicolo della categoria N3, non equipaggiato per il trasporto di merci, munito di una gru il cui momento di sollevamento è pari o superiore a 400 kNm.

5.8.

Gruppo speciale

SG

un veicolo per uso speciale che non rientra in nessuna delle definizioni riportate nella presente sezione.

5.9.

Carrello «dolly»

SJ

un veicolo della categoria O munito di ralla che sostiene un semirimorchio al fine di trasformarlo in un rimorchio.

5.10.

Rimorchio per trasporto eccezionale

SK

un veicolo della categoria O4 destinato al trasporto di carichi indivisibili, soggetto a limitazioni della velocità e di circolazione a causa delle sue dimensioni.

Rientrano in questa voce anche i rimorchi modulari idraulici, indipendentemente dal numero di moduli.

▼M22

5.11.

Veicolo a motore per trasporti eccezionali

SL

un trattore stradale o un’unità trattrice per semirimorchi della categoria N3 che soddisfa tutte le condizioni a seguire:

a)  ha più di due assi e almeno la metà degli assi (due assi su tre nel caso di un veicolo a tre assi e mutatis mutandis nel caso di un veicolo a cinque assi) sono progettati per essere simultaneamente motori, indipendentemente dalla possibilità di disinnestare la motricità di un asse;

b)  è progettato per rimorchiare e spingere un rimorchio per trasporti eccezionali della categoria O4;

c)  ha una potenza minima del motore di 350 kW; e

d)  può essere dotato di un ulteriore dispositivo anteriore di rimorchio per le masse rimorchiabili pesanti.

5.12.

Veicolo predisposto per attrezzature intercambiabili

SM

un veicolo fuoristrada della categoria N (come definito al punto 2.3) progettato e costruito per trainare, spingere, trasportare e azionare talune attrezzature intercambiabili,

a)  con almeno due zone di montaggio di tali attrezzature;

b)  con interfacce meccaniche, idrauliche e/o elettriche standardizzate (p. es. presa di forza) per alimentare ed azionare le suddette attrezzature; e

c)  che soddisfa la definizione della norma ISO 3833-1977, sezione 3.1.4. (veicolo speciale).

Se il veicolo è dotato di una piattaforma di carico ausiliaria, la sua lunghezza massima non deve superare:

a)  nel caso di veicoli a 2 assi, 1,4 volte la larghezza di carreggiata anteriore o posteriore del veicolo, a seconda di quale sia la più larga; o

b)  nel caso di veicoli a più di 2 assi, 2,0 volte la larghezza di carreggiata anteriore o posteriore del veicolo, a seconda di quale sia la più larga.

▼M12

6.    Osservazioni

6.1.

L'omologazione non viene rilasciata:

a) ai carrelli «dolly» come definiti nella sezione 5, parte A, del presente allegato;

b) ai rimorchi a timone rigido come definiti nella sezione 4, parte C, del presente allegato;

c) ai rimorchi che possono trasportare persone su strada.

6.2.

Il punto 6.1 non pregiudica le prescrizioni dell'articolo 23 sull'omologazione nazionale delle piccole serie.

PARTE B

Criteri per i tipi, le varianti e le versioni di veicoli

1.    Categoria M1

1.1.   Tipo di veicolo

1.1.1.

Un «tipo di veicolo» è costituito da veicoli che hanno in comune tutte le caratteristiche a seguire:

a) il nome del costruttore.

Se cambia la forma giuridica della società, non è necessario rilasciare una nuova omologazione;

b) nel caso di una struttura autoportante, la progettazione e l'assemblaggio delle parti fondamentali della struttura della carrozzeria.

Lo stesso si applica mutatis mutandis ai veicoli la cui carrozzeria è imbullonata o saldata ad un telaio separato;

c) nel caso di veicoli costruiti in più fasi, il costruttore e il tipo di veicolo della fase precedente.

1.1.2.

In deroga alle prescrizioni di cui al punto 1.1.1, lettera b), quando il costruttore usa il pavimento della struttura della carrozzeria e gli elementi costitutivi fondamentali che formano la parte anteriore della struttura della carrozzeria situata immediatamente di fronte all'alloggiamento del parabrezza nella costruzione di diversi tipi di carrozzerie (ad esempio una berlina e una coupé), tali veicoli possono considerarsi appartenenti allo stesso tipo. Spetta al costruttore comprovare quanto sopra.

1.1.3.

Un tipo è costituito almeno da una variante e da una versione.

1.2.   Variante

1.2.1.

Una «variante», all'interno di un tipo di veicolo, raggruppa i veicoli che hanno in comune tutte le caratteristiche costruttive a seguire:

a) il numero di porte laterali o il tipo di carrozzeria come definito nella sezione 1, parte C, quando il costruttore applica il criterio di cui al punto 1.1.2;

b) il motopropulsore per quanto riguarda le seguenti caratteristiche costruttive:

i) il tipo di alimentazione di energia (motore a combustione interna, motore elettrico o altro);

ii) il principio di funzionamento (accensione comandata, accensione spontanea o altro);

iii) il numero e la disposizione dei cilindri nel caso di motore a combustione interna (L4, V6 o altro);

c) il numero di assi;

d) il numero e l'interconnessione degli assi motore;

e) il numero di assi sterzanti;

f) la fase di completamento (ad esempio: completo/incompleto).

1.3.   Versione

1.3.1.

Una «versione», all'interno di una variante, raggruppa i veicoli che hanno in comune tutte le caratteristiche a seguire:

a) la massa massima a pieno carico tecnicamente ammissibile;

b) la cilindrata, nel caso di motore a combustione interna;

c) la potenza massima del motore o la potenza nominale continua massima (motore elettrico);

d) il tipo di carburante (benzina, gasolio, GPL, bicarburante o altro);

e) il numero massimo di posti a sedere;

f) il livello sonoro in marcia;

g) il livello delle emissioni dei gas di scarico (ad esempio Euro 5, Euro 6 o altro);

h) ciclo misto o ponderato, emissioni di CO2 ciclo misto;

i) il consumo di energia elettrica (ponderato, misto);

j) ciclo misto o ponderato, consumo di carburante ciclo misto;

k) l'esistenza di una tecnologia innovativa, come definita all'articolo 12, del regolamento (CE) n. 443/2009 ( 58 ).

▼M28

In alternativa ai criteri h), i) e j), i veicoli raggruppati in una versione devono avere in comune tutte le prove svolte per calcolare le emissioni di CO2, il consumo di energia elettrica e il consumo di carburante, conformemente alle disposizioni di cui all’allegato XXI, suballegato 6, del regolamento (UE) 2017/1151.

▼M12

2.    Categorie M2 e M3

2.1.   Tipo di veicolo

2.1.1.

Un «tipo di veicolo» è costituito da veicoli che hanno in comune tutte le caratteristiche a seguire:

a) il nome del costruttore.

Se cambia la forma giuridica della società, non è necessario rilasciare una nuova omologazione;

b) la categoria;

c) i seguenti aspetti di costruzione e di progettazione:

i) la progettazione e la costruzione degli elementi costitutivi fondamentali del telaio;

ii) nel caso di una struttura autoportante, la progettazione e la costruzione degli elementi costitutivi fondamentali della struttura della carrozzeria;

d) il numero di piani (uno o due);

e) il numero di unità (rigido/snodato);

f) il numero di assi;

g) la modalità di alimentazione di energia (a bordo o esterna);

h) nel caso di veicoli costruiti in più fasi, il costruttore e il tipo di veicolo della fase precedente.

2.1.2.

Un tipo è costituito almeno da una variante e da una versione.

2.2.   Variante

2.2.1.

Una «variante», all'interno di un tipo di veicolo, raggruppa i veicoli che hanno in comune tutte le caratteristiche costruttive a seguire:

a) il tipo di carrozzeria come definito nella sezione 2, parte C;

b) la classe o la combinazione di classi dei veicoli, come definita al punto 2.1.1, dell'allegato I, della direttiva 2001/85/CE (solo nel caso di veicoli completi e completati);

c) la fase di completamento (ad esempio: completo/incompleto/completato);

d) il motopropulsore per quanto riguarda le seguenti caratteristiche costruttive:

i) il tipo di alimentazione di energia (motore a combustione interna, motore elettrico o altro);

ii) il principio di funzionamento (accensione comandata, accensione spontanea o altro);

iii) il numero e la disposizione dei cilindri nel caso di motore a combustione interna (L6, V8 o altro).

2.3.   Versione

2.3.1.

Una «versione», all'interno di una variante, raggruppa i veicoli che hanno in comune tutte le caratteristiche a seguire:

a) la massa massima a pieno carico tecnicamente ammissibile;

b) la capacità o meno del veicolo di trainare un rimorchio;

c) la cilindrata, nel caso di motore a combustione interna;

d) la potenza massima del motore o la potenza nominale continua massima (motore elettrico);

e) il tipo di carburante (benzina, gasolio, GPL, bicarburante o altro);

f) il livello sonoro in marcia;

g) il livello delle emissioni dei gas di scarico (ad esempio Euro IV, Euro V o altro).

3.    Categoria N1

3.1.   Tipo di veicolo

3.1.1.

Un «tipo di veicolo» è costituito da veicoli che hanno in comune tutte le caratteristiche a seguire:

a) il nome del costruttore.

Se cambia la forma giuridica della società, non è necessario rilasciare una nuova omologazione;

b) nel caso di una struttura autoportante, la progettazione e l'assemblaggio delle parti fondamentali della struttura della carrozzeria;

c) nel caso di una struttura non autoportante, la progettazione e la costruzione degli elementi costitutivi fondamentali del telaio;

d) nel caso di veicoli costruiti in più fasi, il costruttore e il tipo di veicolo della fase precedente.

3.1.2.

In deroga alle prescrizioni di cui al punto 3.1.1, lettera b), quando il costruttore usa il pavimento della struttura della carrozzeria e gli elementi costitutivi fondamentali che formano la parte anteriore della struttura della carrozzeria situata immediatamente di fronte all'alloggiamento del parabrezza nella costruzione di diversi tipi di carrozzerie (ad esempio un furgone e un cabinato, interassi diversi e altezze del tetto diverse), tali veicoli possono considerarsi appartenenti allo stesso tipo. Spetta al costruttore comprovare quanto sopra.

3.1.3.

Un tipo è costituito almeno da una variante e da una versione.

3.2.   Variante

3.2.1.

Una «variante», all'interno di un tipo di veicolo, raggruppa i veicoli che hanno in comune tutte le caratteristiche costruttive a seguire:

a) il numero di porte laterali o il tipo di carrozzeria come definito nella sezione 3, parte C (per i veicoli completi e completati), quando il costruttore applica il criterio di cui al punto 3.1.2;

b) la fase di completamento (ad esempio: completo/incompleto/completato);

c) il motopropulsore per quanto riguarda le seguenti caratteristiche costruttive:

i) il tipo di alimentazione di energia (motore a combustione interna, motore elettrico o altro);

ii) il principio di funzionamento (accensione comandata, accensione spontanea o altro);

iii) il numero e la disposizione dei cilindri nel caso di motore a combustione interna (L6, V8 o altro);

d) il numero di assi;

e) il numero e l'interconnessione degli assi motore;

f) il numero di assi sterzanti.

3.3.   Versione

3.3.1.

Una «versione», all'interno di una variante, raggruppa i veicoli che hanno in comune tutte le caratteristiche a seguire:

a) la massa massima a pieno carico tecnicamente ammissibile;

b) la cilindrata, nel caso di motore a combustione interna;

c) la potenza massima del motore o la potenza nominale continua massima (motore elettrico);

d) il tipo di carburante (benzina, gasolio, GPL, bicarburante o altro);

e) il numero massimo di posti a sedere;

f) il livello sonoro in marcia;

g) il livello delle emissioni dei gas di scarico (ad esempio Euro 5, Euro 6 o altro);

h) ciclo misto o ponderato, emissioni di CO2 ciclo misto;

i) il consumo di energia elettrica (ponderato, misto);

j) ciclo misto o ponderato, consumo di carburante ciclo misto;

▼M28

k) l’esistenza di un insieme unico di tecnologie innovative, come indicato nell’articolo 12 del regolamento (UE) n. 510/2011 ( 59 ).

In alternativa ai criteri h), i) e j), i veicoli raggruppati in una versione devono avere in comune tutte le prove svolte per calcolare le emissioni di CO2, il consumo di energia elettrica e il consumo di carburante, conformemente alle disposizioni di cui all’allegato XXI, suballegato 6, del regolamento (UE) 2017/1151.

▼M12

4.    Categorie N2 e N3

4.1.   Tipo di veicolo

4.1.1.

Un «tipo di veicolo» è costituito da veicoli che hanno in comune tutte le caratteristiche fondamentali a seguire:

a) il nome del costruttore.

Se cambia la forma giuridica della società, non è necessario rilasciare una nuova omologazione;

b) la categoria;

c) la progettazione e la costruzione del telaio comuni ad un'unica linea di prodotto;

d) il numero di assi;

e) nel caso di veicoli costruiti in più fasi, il costruttore e il tipo di veicolo della fase precedente.

4.1.2.

Un tipo è costituito almeno da una variante e da una versione.

4.2.   Variante

4.2.1.

Una «variante», all'interno di un tipo di veicolo, raggruppa i veicoli che hanno in comune tutte le caratteristiche costruttive a seguire:

a) la concezione della struttura della carrozzeria o il tipo di carrozzeria di cui alla sezione 3, parte C e all'appendice 2 (solo per i veicoli completi e completati);

b) la fase di completamento (ad esempio: completo/incompleto/completato);

c) il motopropulsore per quanto riguarda le seguenti caratteristiche costruttive:

i) il tipo di alimentazione di energia (motore a combustione interna, motore elettrico o altro);

ii) il principio di funzionamento (accensione comandata, accensione spontanea o altro);

iii) il numero e la disposizione dei cilindri nel caso di motore a combustione interna (L6, V8 o altro);

d) il numero e l'interconnessione degli assi motore;

e) il numero di assi sterzanti.

4.3.   Versione

4.3.1.

Una «versione», all'interno di una variante, raggruppa i veicoli che hanno in comune tutte le caratteristiche a seguire:

a) la massa massima a pieno carico tecnicamente ammissibile;

b) la capacità o meno di trainare un rimorchio, come segue:

i) un rimorchio non frenato;

ii) un rimorchio con un sistema di frenatura a inerzia, come definito al punto 2.12 del regolamento UNECE n. 13;

iii) un rimorchio con un sistema di frenatura continuo o semicontinuo, come definiti ai punti 2.9 e 2.10 del regolamento UNECE n. 13;

iv) un rimorchio della categoria O4 che comporta una massa massima ammissibile del veicolo combinato non superiore alle 44 tonnellate;

v) un rimorchio della categoria O4 che comporta una massa massima ammissibile del veicolo combinato superiore alle 44 tonnellate;

c) la cilindrata;

d) la potenza massima del motore;

e) il tipo di carburante (benzina, gasolio, GPL, bicarburante o altro);

f) il livello sonoro in marcia;

g) il livello delle emissioni dei gas di scarico (ad esempio Euro IV, Euro V o altro).

5.    Categorie O1 e O2

5.1.   Tipo di veicolo

5.1.1.

Un «tipo di veicolo» è costituito da veicoli che hanno in comune tutte le caratteristiche a seguire:

a) il nome del costruttore.

Se cambia la forma giuridica della società, non è necessario rilasciare una nuova omologazione;

b) la categoria;

c) la concezione, come definita nella sezione 4, parte C;

d) i seguenti aspetti di costruzione e di progettazione:

i) la progettazione e la costruzione degli elementi costitutivi fondamentali del telaio;

ii) nel caso di una struttura autoportante, la progettazione e la costruzione degli elementi costitutivi fondamentali della struttura della carrozzeria;

e) il numero di assi;

f) nel caso di veicoli costruiti in più fasi, il costruttore e il tipo di veicolo della fase precedente.

5.1.2.

Un tipo è costituito almeno da una variante e da una versione.

5.2.   Variante

5.2.1.

Una «variante», all'interno di un tipo di veicolo, raggruppa i veicoli che hanno in comune tutte le caratteristiche costruttive a seguire:

a) il tipo di carrozzeria di cui all'appendice 2 (per i veicoli completi e completati);

b) la fase di completamento (ad esempio: completo/incompleto/completato);

c) il tipo di sistema di frenatura (per esempio non frenato/a inerzia/assistito).

5.3.   Versione

5.3.1.

Una «versione», all'interno di una variante, raggruppa i veicoli che hanno in comune tutte le caratteristiche a seguire:

a) la massa massima a pieno carico tecnicamente ammissibile;

b) la concezione delle sospensioni (pneumatiche, di acciaio o di gomma, barra di torsione o altro);

c) la concezione del timone (triangolare, tubolare o altro).

6.    Categorie O3 e O4

6.1.   Tipo di veicolo

6.1.1.

Un «tipo di veicolo» è costituito da veicoli che hanno in comune tutte le caratteristiche a seguire:

a) nome del costruttore.

Se cambia la forma giuridica della società, non è necessario rilasciare una nuova omologazione;

b) la categoria;

c) la concezione del rimorchio relativamente alle definizioni di cui alla sezione 4, parte C;

d) i seguenti aspetti di costruzione e di progettazione:

i) la progettazione e la costruzione degli elementi costitutivi fondamentali del telaio;

ii) nel caso di rimorchi con una struttura autoportante, la progettazione e la costruzione degli elementi costitutivi fondamentali della struttura della carrozzeria;

e) il numero di assi;

f) nel caso di veicoli costruiti in più fasi, il costruttore e il tipo di veicolo della fase precedente.

6.1.2.

Un tipo è costituito almeno da una variante e da una versione.

6.2.   Varianti

6.2.1.

Una «variante», all'interno di un tipo di veicolo, raggruppa i veicoli che hanno in comune tutte le caratteristiche costruttive e di progettazione a seguire:

a) il tipo di carrozzeria di cui all'appendice 2 (per i veicoli completi e completati);

b) la fase di completamento (ad esempio: completo/incompleto/completato);

c) la concezione delle sospensioni (di acciaio, pneumatiche o idrauliche);

d) le seguenti caratteristiche tecniche:

i) la capacità o meno del telaio di estendersi;

ii) l'altezza del piano (normale, caricatore basso, caricatore semi-basso, ecc.).

6.3.   Versioni

6.3.1.

Una «versione», all'interno di una variante, raggruppa i veicoli che hanno in comune tutte le caratteristiche a seguire:

a) la massa massima a pieno carico tecnicamente ammissibile;

b) le suddivisioni o le combinazioni di suddivisioni di cui ai punti 3.2 e 3.3, dell'allegato I, della direttiva 96/53/CE in cui rientra la distanza tra due assi consecutivi che costituiscono un gruppo;

c) la definizione degli assi relativamente a:

i) gli assi sollevabili (numero e posizione);

ii) gli assi scaricabili (numero e posizione);

iii) gli assi sterzanti (numero e posizione).

7.    Prescrizioni comuni a tutte le categorie di veicoli

7.1.

Se un veicolo rientra in diverse categorie in virtù della sua massa massima o del numero di posti a sedere o di entrambi, il costruttore può scegliere di usare i criteri dell'una o dell'altra categoria di veicoli per la definizione delle varianti e delle versioni.

7.1.1.

Esempi:

a) un veicolo «A» può essere omologato come N1 (3,5 tonnellate) e N2 (4,2 tonnellate) in relazione alla sua massa massima. In tal caso, i parametri riportati nella categoria N1 si possono usare anche per il veicolo che rientra nella categoria N2 (o viceversa);

b) un veicolo «B» può essere omologato come M1 e M2 in relazione al numero di posti a sedere (7+1 o 10+1), i parametri riportati nella categoria M1 si possono usare anche per il veicolo che rientra nella categoria M2 (o viceversa).

7.2.

Un veicolo della categoria N può essere omologato in riferimento alle prescrizioni delle categorie M1 o M2, secondo i casi, se è destinato ad essere trasformato in un veicolo di una di tali categorie nella fase successiva di una procedura di omologazione in più fasi.

7.2.1.

Questa possibilità è prevista solo per i veicoli incompleti.

Tali veicoli devono essere identificati da un codice variante specifico attribuito dal costruttore del veicolo base.

7.3.

Denominazioni dei tipi, delle varianti e delle versioni.

7.3.1.

Il costruttore attribuisce un codice alfanumerico, composto da lettere romane e/o numeri arabi, a ciascun tipo, a ciascuna variante e a ciascuna versione del veicolo.

L'uso di parentesi e trattini è consentito purché non sostituiscano una lettera o un numero.

7.3.2.

Il codice completo è denominato: Tipo-Variante-Versione o «TVV».

7.3.3.

Il TVV identifica chiaramente e inequivocabilmente una combinazione unica di caratteristiche tecniche in relazione ai criteri definiti nella parte B del presente allegato.

7.3.4.

Lo stesso costruttore può usare lo stesso codice per definire un tipo di veicolo che rientra in due o più categorie.

7.3.5.

Lo stesso costruttore non può usare lo stesso codice per definire un tipo di veicolo per più di una omologazione all'interno della stessa categoria di veicoli.

7.4.

Numero di caratteri che compongono il TVV

7.4.1.

Il numero di caratteri non deve superare:

a) 15 per il codice relativo al tipo di veicolo;

b) 25 per il codice relativo a una variante;

c) 35 per il codice relativo a una versione.

7.4.2.

Il codice alfanumerico «TVV» completo non deve contenere più di 75 caratteri.

7.4.3.

Quando si usa il TVV completo, si deve lasciare uno spazio tra il tipo, la variante e la versione.

Esempio di TVV: 159AF[…spazio]0054[…spazio]977K(BE).

PARTE C

Definizione dei tipi di carrozzeria

0.    Considerazioni generali

0.1.

Il tipo di carrozzeria di cui alla sezione 9 dell'allegato I e alla parte 1 dell'allegato III, nonché il codice della carrozzeria di cui al punto 38 dell'allegato IX, vanno indicati per mezzo di codici.

L'elenco di codici si applica essenzialmente ai veicoli completi e completati.

0.2.

Per quanto concerne i veicoli delle categorie M, il tipo di carrozzeria è identificato tramite due lettere, come specificato nelle sezioni 1 e 2.

0.3.

Per quanto concerne i veicoli delle categorie N e O, il tipo di carrozzeria è identificato tramite due lettere, come specificato nelle sezioni 3 e 4.

0.4.

Ove necessario (specialmente per i tipi di carrozzeria di cui ai punti 3.1 e 3.6 e ai punti da 4.1 a 4.4 rispettivamente), tali lettere possono essere integrate da due cifre.

0.4.1.

L'elenco delle cifre è riportato nell'appendice 2 del presente allegato.

0.5.

Per i veicoli per uso speciale, il tipo di carrozzeria da usare è legato alla categoria del veicolo.

1.    Veicoli appartenenti alla categoria M1



Rif.

Codice

Nome

Definizione

1.1.

AA

Berlina

Un veicolo definito al termine 3.1.1.1 della norma ISO n. 3833-1977, munito di almeno quattro finestrini laterali.

1.2.

AB

Due volumi

Una berlina, come definita al punto 1.1, munita di un portellone nella parte posteriore del veicolo.

1.3.

AC

Familiare

Un veicolo definito al termine 3.1.1.4 della norma ISO n. 3833-1977.

1.4.

AD

Coupé

Un veicolo definito al termine 3.1.1.5 della norma ISO n. 3833-1977.

1.5.

AE

Decappottabile

Un veicolo definito al termine 3.1.1.6 della norma ISO n. 3833-1977.

Tuttavia una decappottabile può non avere nessuna porta.

1.6.

AF

Veicolo multiuso

Un veicolo diverso da AG e dai veicoli di cui alle lettere da AA a AE, destinato al trasporto di passeggeri e dei loro bagagli o occasionalmente al trasporto di merci in un unico vano.

1.7.

AG

Furgone

Un veicolo definito al termine 3.1.1.4.1 della norma ISO n. 3833-1977.

Tuttavia, il vano bagagli deve essere completamente separato dal vano passeggeri.

Inoltre, il punto di riferimento del posto a sedere del conducente non deve necessariamente trovarsi ad almeno 750 mm dalla superficie di sostegno del veicolo.

2.    Veicoli appartenenti alle categorie M2 o M3



Rif.

Codice

Nome

Definizione

2.1.

CA

Veicolo a un piano

Un veicolo in cui gli spazi destinati alle persone sono disposti su un unico livello o in modo da non costituire due livelli sovrapposti;

2.2.

CB

Veicolo a due piani

Un veicolo definito al punto 2.1.6 dell'allegato I della direttiva 2001/85/CE;

2.3.

CC

Autoarticolato a un piano

Un veicolo definito al punto 2.1.3 dell'allegato I della direttiva 2001/85/CE, ad un piano;

2.4.

CD

Autoarticolato a due piani

Un veicolo definito al punto 2.1.3.1 dell'allegato I della direttiva 2001/85/CE;

2.5.

CE

Veicolo a un piano e pianale ribassato

Un veicolo definito al punto 2.1.4 dell'allegato I della direttiva 2001/85/CE, ad un piano;

2.6.

CF

Veicolo a due piani e pianale ribassato

Un veicolo definito al punto 2.1.4 dell'allegato I della direttiva 2001/85/CE, a due piani;

2.7.

CG

Autoarticolato a un piano e pianale ribassato

Un veicolo che possiede le caratteristiche tecniche di cui ai punti 2.3 e 2.5;

2.8.

CH

Autoarticolato a due piani e pianale ribassato

Un veicolo che possiede le caratteristiche tecniche di cui ai punti 2.4 e 2.6;

2.9.

CI

Veicolo a cielo aperto ad un piano

Un veicolo con una parte di tetto o senza tetto;

2.10.

CJ

Veicolo a cielo aperto a due piani

Un veicolo privo di tetto su tutto o parte del piano superiore;

2.11.

CX

Telaio di autobus

Un veicolo incompleto composto solamente dall'insieme delle traverse o dei tubi del telaio, dal motopropulsore e dagli assi, destinato ad essere completato con la carrozzeria e personalizzato secondo le esigenze del trasportatore.

3.    Veicoli a motore delle categorie N1, N2 o N3



Rif.

Codice

Nome

Definizione

3.1.

BA

Autocarro

Un veicolo progettato e costruito esclusivamente o principalmente per trasportare merci.

Può anche trainare un rimorchio.

3.2.

BB

Furgone

Un autocarro in cui il vano del conducente e il vano carico si trovano in un'unica unità;

3.3.

BC

Motrice per semirimorchio

Un veicolo trattore progettato e costruito esclusivamente o principalmente per trainare semirimorchi;

3.4.

BD

Trattore stradale

Un veicolo trattore progettato e costruito esclusivamente per trainare rimorchi diversi dai semirimorchi;

3.5.

BE

Furgone con vano di carico aperto

Un veicolo la cui massa massima non supera i 3 500 kg e in cui i posti a sedere e il vano carico non sono situati in un unico vano;

3.6.

BX

Telaio cabinato o telaio coperto

Un veicolo incompleto composto solamente da una cabina (completa o parziale), dalle traverse del telaio, dal motopropulsore e dagli assi, destinato ad essere completato con la carrozzeria e personalizzato secondo le esigenze del trasportatore.

4.    Veicoli della categoria O



Rif.

Codice

Nome

Definizione

4.1.

DA

Semirimorchio

Un rimorchio progettato e costruito per essere agganciato ad una motrice o a un carrello «dolly» e per trasferire un carico verticale significativo sulla motrice o sul carrello «dolly».

Il dispositivo di traino da usare per un veicolo combinato deve essere costituito da un perno di ralla e da una ralla.

4.2.

DB