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Document 62006CJ0409

Massime della sentenza

Sentenza della Corte (grande sezione) dell'8 settembre 2010.
Winner Wetten GmbH contro Bürgermeisterin der Stadt Bergheim.
Domanda di pronuncia pregiudiziale: Verwaltungsgericht Köln - Germania.
Artt. 43 CE e 49 CE - Libertà di stabilimento - Libera prestazione dei servizi - Organizzazione di scommesse sulle competizioni sportive assoggettata a un monopolio pubblico a livello di un Land - Pronuncia del Bundesverfassungsgericht che dichiara l’incompatibilità con la Costituzione tedesca della normativa che disciplina siffatto monopolio pur mantenendola in vigore durante un periodo transitorio al fine di consentirne l’adeguamento alla legge fondamentale - Principio del primato del diritto dell’Unione - Ammissibilità e condizioni eventuali di un periodo transitorio di tal genere quando la normativa nazionale de qua violi anche gli artt. 43 CE e 49 CE.
Causa C-409/06.

Parole chiave
Massima

Parole chiave

Diritto dell’Unione — Effetto diretto — Primato — Normativa nazionale riguardante un monopolio pubblico relativo alle scommesse sulle competizioni sportive

(Artt. 43 CE e 49 CE)

Massima

Per effetto del primato del diritto dell’Unione direttamente applicabile, una normativa nazionale riguardante un monopolio pubblico relativo alle scommesse sulle competizioni sportive che, secondo quanto accertato da un giudice nazionale, comporti restrizioni incompatibili con la libertà di stabilimento e la libera prestazione di servizi, non contribuendo dette restrizioni a limitare le attività di scommesse in maniera coerente e sistematica, come richiesto dalla giurisprudenza della Corte, non può continuare ad applicarsi per un periodo transitorio.

È, infatti, inammissibile che norme di diritto nazionale, quand’anche di rango costituzionale, possano menomare l’unità e l’efficacia del diritto dell’Unione.

Anche a voler ritenere che considerazioni analoghe a quelle sottese al mantenimento degli effetti di un atto dell’Unione annullato o dichiarato invalido, il cui scopo è di evitare l’instaurarsi di un vuoto normativo fino a quando un nuovo atto non sostituisca quello annullato o dichiarato invalido, possano condurre, per analogia e a titolo eccezionale, a una sospensione provvisoria dell’effetto di disapplicazione esercitato da una norma di diritto dell’Unione direttamente applicabile rispetto al diritto nazionale in contrasto con detta norma, una siffatta sospensione, le cui condizioni potrebbero essere determinate solo dalla Corte, va senz’altro esclusa, in assenza di esigenze imperative di certezza del diritto tali da giustificarla.

(v. punti 61, 66‑67, 69 e dispositivo)

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