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Document 32009L0052
Immigrazione illegale - Sanzioni per i datori di lavoro
Al fine di contrastare l’immigrazione illegale, chiede ai paesi dell’Unione europea (UE) di vietare l’impiego di cittadini di paesi terzi che soggiornano illegalmente nell’UE.
Introduce norme minime in tutta l’UE relative a sanzioni e provvedimenti nei confronti dei datori di lavoro che violano tale divieto.
Questa direttiva non si applica a tutti i paesi dell’UE: Danimarca, Irlanda e Regno Unito (1) non vi aderiscono.
I datori di lavoro devono:
I paesi dell’UE possono inoltre:
I paesi dell’UE devono garantire che i datori di lavoro che violano queste norme siano passibili di sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive, tra cui:
I paesi dell’UE devono inoltre:
Una violazione intenzionale costituisce un reato quando il datore di lavoro:
I cittadini di paesi terzi impiegati illegalmente devono essere in grado di presentare denuncia contro i loro datori di lavoro, sia direttamente che tramite terzi. I paesi dell’UE sono tenuti a effettuare ispezioni sulla base di valutazioni dei rischi regolari, per verificare se i datori di lavoro stanno impiegando tali immigranti illegali.
Secondo una relazione del 2014 sull’applicazione della direttiva, si sono registrati due risultati principali:
A decorrere dal . I paesi dell’UE dovevano recepirla nel proprio diritto nazionale entro il .
Direttiva 2009/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del , che introduce norme minime relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (GU L 168 del , pagg. 24-32)
Le correzioni alla direttiva 2009/52/CE sono state integrate nel testo base. La presente versione consolidata ha unicamente valore documentale.
ultimo aggiornamento
(1) Il Regno Unito esce dall’Unione europea e diventa un paese terzo (un paese extra UE) a partire dal 1° febbraio 2020.