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Dokumentas 92000E002210
WRITTEN QUESTION P-2210/00 by Brice Hortefeux (PPE-DE) to the Commission. Commission procedure No 94/4855 to remove the restrictions imposed by the Evin Act on French televised broadcasts of sports events staged in other countries.
INTERROGAZIONE SCRITTA P-2210/00 di Brice Hortefeux (PPE-DE) alla Commissione. Procedura della Commissione n. 94/4855 contro le restrizioni imposte dalla Legge Evin alla trasmissione televisiva in Francia di manifestazioni sportive che si svolgono all'estero.
INTERROGAZIONE SCRITTA P-2210/00 di Brice Hortefeux (PPE-DE) alla Commissione. Procedura della Commissione n. 94/4855 contro le restrizioni imposte dalla Legge Evin alla trasmissione televisiva in Francia di manifestazioni sportive che si svolgono all'estero.
GU C 89E del 20.3.2001, p. 153–153
(ES, DA, DE, EL, EN, FR, IT, NL, PT, FI, SV)
INTERROGAZIONE SCRITTA P-2210/00 di Brice Hortefeux (PPE-DE) alla Commissione. Procedura della Commissione n. 94/4855 contro le restrizioni imposte dalla Legge Evin alla trasmissione televisiva in Francia di manifestazioni sportive che si svolgono all'estero.
Gazzetta ufficiale n. 089 E del 20/03/2001 pag. 0153 - 0153
INTERROGAZIONE SCRITTA P-2210/00 di Brice Hortefeux (PPE-DE) alla Commissione (26 giugno 2000) Oggetto: Procedura della Commissione n. 94/4855 contro le restrizioni imposte dalla Legge Evin alla trasmissione televisiva in Francia di manifestazioni sportive che si svolgono all'estero La Commissione ha deciso di proseguire i contatti con le autorità francesi al fine di trovare una soluzione soddisfacente alle restrizioni imposte alla trasmissione televisiva in Francia di manifestazioni sportive che si svolgono all'estero, soprattutto corse automobilistiche e partite europee di calcio, restrizioni che la stessa Commissione europea aveva individuato nel suo parere motivato del 1996. Seguiamo con attenzione gli sviluppi di tale fascicolo, in particolare il seguito dato alla denuncia presentata alla Commissione europea, nell'ambito della quale la filiera vitivinicola è parte interessata, e sosteniamo qualsiasi azione la Commissione vorrà intraprendere per risolvere questa situazione che penalizza fortemente l'industria e i produttori. A tale riguardo può la Commissione precisare: 1. per quale motivo ritiene che il codice di buona condotta elaborato nel 1995, che formalizza un'interpretazione restrittiva delle disposizioni della Legge Evin, possa, con taluni adeguamenti, costituire una risposta soddisfacente alle difficoltà segnalate nel parere motivato? 2. Di quali garanzie dispone la Commissione che il giudice penale, che deve attenersi unicamente alle disposizioni della Legge Evin, applicherà i principi enunciati nel codice di buona condotta, quand'anche tale documento venisse divulgato? 3. L'incontro che il Commissario responsabile ha avuto con le autorità francesi il 7 giugno scorso ha permesso di trovare risposte soddisfacenti che garantiscano la libera prestazione dei servizi e il rispetto del principio di certezza giuridica? Quali impegni hanno assunto a tale titolo le autorità francesi? 4. Quale periodo di tempo è stato accordato alla Francia per l'assolvimento di tali impegni? Risposta comune data dal sig. Bolkestein in nome della Commissione alle interrogazioni scritte E-2118/00, E-2197/00 e P-2210/00 (28 luglio 2000) La Commissione desidera ribadire che sta esaminando il caso molto attentamente, non solo a causa della grande preoccupazione che la questione ha sollevato in seno al Parlamento, ma anche perché la Commissione intende garantire che le regole del mercato interno siano rispettate. L'obiettivo principale della Commissione in questo caso è assicurarsi che l'applicazione della Loi Evin sia compatibile con l'articolo 49 (ex articolo 59) del trattato CE, in particolare che ci sia un equilibrio, una proporzionalità, tra il legittimo obiettivo della protezione della salute pubblica, un obiettivo che la Commissione sostiene pienamente, e la libertà di prestare servizi. A tal riguardo, la Commissione è del parere che il codice di comportamento del 1995 costituisca in linea di principio uno strumento adeguato a soddisfare il requisito della proporzionalità. La Commissione, comunque, ritiene che, affinché il codice di comportamento possa soddisfare il requisito della proporzionalità, le autorità francesi debbano migliorarlo ulteriormente, in consultazione con le parti interessate, limitandone l'applicazione ad un ben definito e circoscritto numero di casi e garantendo che esso assicuri una maggiore certezza del diritto e prevedibilità per le parti interessate. Il Commissario responsabile per il mercato interno ed il ministro francese della Cultura e della Comunicazione, nel quadro di discussioni costruttive e positive tenutesi il 7 giugno 2000 a Parigi, hanno analizzato i passi che devono essere intrapresi dalle autorità francesi per soddisfare tali condizioni. Come primo passo le autorità francesi consulteranno le parti interessate, inclusi i pubblicitari e le federazioni sportive, sul contenuto e sugli effetti del codice. Una volta prese le misure necessarie e quando sarà giunta ad una decisione definitiva sul caso, la Commissione non mancherà d'informare gli onorevoli parlamentari.