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Document 52001XX1124(01)

Parere del comitato consultivo dell'Agenzia di approvvigionamento Euratom sul Libro verde della Commissione "Verso una strategia europea di sicurezza dell'approvvigionamento energetico"

OJ C 330, 24.11.2001, p. 15–20 (ES, DA, DE, EL, EN, FR, IT, NL, PT, FI, SV)

52001XX1124(01)

Parere del comitato consultivo dell'Agenzia di approvvigionamento Euratom sul Libro verde della Commissione "Verso una strategia europea di sicurezza dell'approvvigionamento energetico"

Gazzetta ufficiale n. C 330 del 24/11/2001 pag. 0015 - 0020


Parere del comitato consultivo dell'Agenzia di approvvigionamento Euratom(1) sul Libro verde della Commissione "Verso una strategia europea di sicurezza dell'approvvigionamento energetico"

(2001/C 330/05)

COM(2000) 769

Il comitato si felicita dell'adozione da parte della Commissione del Libro verde sulla sicurezza dell'approvvigionamento energetico che lancia un ampio e aperto dibattito su tutte le fonti energetiche, compresa l'energia nucleare, e ha pertanto colto l'opportunità di adottare un parere su questo tema.

Il comitato si è riunito in configurazione ampliata il 16 febbraio 2001 e come comitato il 28 marzo 2001.

Il 28 marzo 2001 il comitato ha adottato il presente parere a grande maggioranza.

1. RUOLO DELL'ENERGIA NUCLEARE

Ruolo dell'energia nucleare come fonte sostenibile di elettricità

1. Insieme alla protezione ambientale e all'efficienza economica, la sicurezza dell'approvvigionamento è uno dei tre obiettivi fondamentali della politica energetica. Il comitato condivide le preoccupazioni della Commissione per l'aumento della dipendenza dall'esterno nei prossimi decenni.

2. Il comitato è del parere che l'energia nucleare svolga e possa continuare a svolgere un ruolo essenziale per la produzione sostenibile di elettricità. Produce emissioni trascurabili di gas serra e contribuisce quindi a raggiungere gli obiettivi del "protocollo di Kyoto" della convenzione quadro sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite (UNFCCC). L'energia nucleare è l'unica fonte energetica industrialmente matura con emissioni di gas serra trascurabili che possa registrare un'espansione. Essa va quindi riconosciuta come tale e non deve essere esclusa dai diversi "meccanismi di flessibilità", come discusso nel protocollo di Kyoto.

3. Il comitato ricorda che almeno due scenari sul mix energetico, usati dalla Commissione, mostrano che la maniera più efficace per conseguire il limite delle emissioni di gas serra del protocollo di Kyoto comprende, tra altre misure, la costruzione di diverse nuove centrali nucleari. Lo studio "Dilemma"(2) ha concluso che per mantenere al 22 % la quota della capacità nucleare nella capacità totale installata, entro il 2025 si dovranno costruire 100 GWe di nuova capacità nucleare per sostituire i reattori esistenti e coprire la nuova domanda. Nello scenario di sensibilità "Nuclear Renaissance" in "European Union Energy Outlook to 2020"(3), il costo più basso del carbonio (ossia il costo più basso per la società) si ottiene con una capacità nucleare installata di 212 GWe e una produzione di circa 1500 TWh nel 2030.

4. Oltre alla produzione di elettricità, il comitato ricorda che esistono altri potenziali usi pacifici del nucleare atti a ridurre ulteriormente a lungo termine le emissioni di gas serra e la dipendenza esterna dai combustibili fossili: produzione dell'idrogeno, desalinizzazione e calore industriale (con nuovi reattori ad alta temperatura).

5. Dato il delicato equilibrio da assicurare tra i tre principali obiettivi di politica energetica, il comitato ritiene che, ferme restando le responsabilità degli Stati membri in materia di scelte energetiche, tutte le opzioni energetiche debbano restare aperte. L'energia nucleare non va qualificata come una fonte poco "desiderabile" alla stregua dei combustibili fossili.

6. Si può scegliere tra diverse soluzioni tecniche per la gestione del combustibile esaurito. Esistono impianti che consentono il ritrattamento o il deposito in condizioni di sicurezza del combustibile esaurito per decine di anni. Altre strutture di trattamento e smaltimento dei residui radioattivi ad attività bassa e intermedia sono già in funzione nell'Unione europea. Sono in corso di sviluppo in tutti i paesi dotati di energia nucleare impianti di smaltimento per residui ad alta attività e per il combustibile esaurito condizionato. Questi impianti hanno in genere raggiunto un livello di sviluppo tale da offrire, secondo gli esperti scientifici e tecnici, garanzie soddisfacenti di fattibilità e sicurezza. Al momento della loro realizzazione, la scelta del sito e l'autorizzazione di questi impianti di smaltimento avverranno con il consenso delle autorità pubbliche dei rispettivi Stati membri e la consultazione dell'opinione pubblica nel processo decisionale. Il fatto che esistano diversi processi dimostra l'esistenza di una tecnologia sicura e affidabile(4).

L'energia nucleare come fonte competitiva di elettricità che internalizza tutte le sue voci di costo

7. L'energia nucleare è una fonte competitiva di energia in un mercato deregolamentato. Soltanto una piccola frazione dei costi totali di produzione dell'energia nucleare dipende dal prezzo dell'uranio (5-7 % del costo prospettivo attualizzato)(5). Il costo totale del ciclo del combustibile nucleare, compresa la gestione del combustibile esaurito, è stimato ad una frazione modesta del costo totale (20-25 % del costo prospettivo attualizzato)(6). Di conseguenza il costo di produzione dell'energia nucleare è stabile e competitivo rispetto alle fonti energetiche fossili che dipendono maggiormente dai mercati volatili del petrolio e del gas.

8. La generazione di energia nucleare, compresi la costruzione di impianti e l'approvvigionamento di combustibile, fornisce un valore aggiunto europeo molto elevato in termini di input tecnico e intellettuale sofisticato e di posti di lavoro altamente qualificati.

9. Le cifre indicate nella nota 61 alla pagina 67 del Libro Verde (nota 61, pag. 64 della versione italiana), rappresentano soltanto una delle diverse stime dei costi e possono trarre in inganno. Rispetto ad altre fonti di produzione di elettricità, attualmente l'energia nucleare è senza dubbio la fonte più competitiva in generale, in quanto l'investimento di capitale è molto spesso in gran parte ammortizzato. Per la capacità futura, secondo studi che tengono conto del basso costo del combustibile fossile prima dei recenti aumenti, l'energia nucleare è la più competitiva in molti paesi e quasi la più competitiva in molti altri(7). Considerato che i costi di combustibile incidono meno sull'energia nucleare rispetto a quella di origine fossile, i recenti aumenti del prezzo dei combustibili fossili migliorano ulteriormente la competitività di una futura capacità energetica nucleare. L'energia nucleare è inoltre meno soggetta a rischi economici per la sicurezza dell'approvvigionamento, tipo quelli causati da "fluttuazioni erratiche" dei prezzi dei combustibili fossili. Infine, la decisione di una società elettrica finlandese di chiedere l'autorizzazione per una nuova centrale nucleare e alcuni studi mostrano che i costi di produzione dell'elettricità nucleare sono competitivi rispetto ad altre opzioni(8).

10. (A differenza della maggior parte delle altre fonti energetiche, tutte le voci di costo (investimento di capitale compreso il decommissioning, combustibile compresa la gestione dei residui, funzionamento, manutenzione e radioprotezione) sono inclusi nei costi dell'energia nucleare. Un raffronto dei costi totali dovrebbe quindi comprendere tutte le voci di costo, comprese quelle attualmente non esternalizzate nelle fonti energetiche fossili, come le emissioni dei gas serra.

Tassazione

11. Il comitato ritiene che un'imposizione supplementare applicata all'energia nucleare per sostenere l'energia rinnovabile non terrebbe conto del motivo principale alla base del sostegno alle fonti energetiche rinnovabili e cioè la possibilità di evitare le emissioni di gas serra. L'energia nucleare evita questo tipi di emissioni ed altri danni all'ambiente e non dovrebbe quindi essere soggetta ad oneri supplementari non legati alle sue caratteristiche ambientali.

Ruolo guida dell'industria comunitaria

12. In passato l'industria comunitaria ha svolto un ruolo guida nello sviluppo mondiale dell'energia nucleare e, se migliora l'accettazione da parte del pubblico e occorre una nuova capacità nucleare, può continuare su questa via. Si devono altresì tutelare le competenze tecniche per mantenere aperta l'opzione di sviluppare una nuova capacità di generazione nucleare.

13. L'industria comunitaria, con l'attiva partecipazione degli Stati membri e delle istituzioni comunitarie, è attivamente impegnata anche nello sviluppo di tipi avanzati di reattori nucleari (ad esempio il reattore europeo ad acqua pressurizzata - EPR o i reattori ad alta temperatura), tecnologie avanzate di fissione nucleare (ad esempio il progetto Myhrra) e, a più lungo termine, nello sviluppo della tecnologia di fusione nucleare (ad esempio il programma ITER) che possono facilitare una maggiore accettazione dell'energia nucleare in futuro.

14. Gli oltre 3500 anni-reattore di funzionamento sicuro nell'UE e il sistema avanzato di regolamentazione del settore dimostrano che la produzione di energia nucleare nell'UE è un processo sicuro e affidabile. Attualmente l'IAEA ha stabilito adeguate norme di sicurezza per tutte le fasi del ciclo dell'energia nucleare e gli Stati membri dell'UE che hanno sottoscritto la convenzione dell'IAEA sulla sicurezza nucleare hanno accettato lo scrutinio internazionale e le verifiche di tipo peer review. Si tratta di una buona base per la continuità del funzionamento di un'industria nucleare europea sicura.

Ruolo delle istituzioni europee

15. Il trattato Euratom riconosce la necessità di promuovere lo sviluppo dell'energia nucleare per migliorare la sicurezza dell'approvvigionamento di energia. Il Libro verde dimostra che esistono ancora preoccupazioni circa la sicurezza dell'approvvigionamento. Le istituzioni comunitarie devono intervenire in modo costruttivo e non varare quindi normative atte ad impedire la scelta da parte degli Stati membri, esistenti o futuri, dell'opzione nucleare, in quanto tali ostacoli sarebbero contrari all'auspicio di sicurezza dell'approvvigionamento dell'Unione.

16. A seguito di un aperto dibattito, le istituzioni europee dovrebbero, fatta salva la facoltà degli Stati membri di usare o meno l'energia nucleare, svolgere un ruolo più attivo per promuovere l'accettazione da parte del pubblico. Esse dovrebbero spiegare all'opinione pubblica il ruolo della politica energetica dell'UE, e in particolare l'uso dell'energia nucleare, per evitare le emissioni di gas serra. Il Libro verde può rappresentare un utile strumento al riguardo.

17. Il trattato Euratom costituisce il pertinente quadro giuridico a livello comunitario e al suo interno la Commissione e l'Agenzia di approvvigionamento Euratom garantiscono una situazione più strutturata, in termini di sicurezza dell'approvvigionamento di combustibile nucleare, rispetto ad altre fonti energetiche.

2. APPROVVIGIONAMENTO DI COMBUSTIBILE NUCLEARE

Disponibilità di risorse sostenibili di uranio

18. Le risorse di uranio sono disponibili in quantità sufficiente per continuare la produzione di energia nucleare a lungo termine e a costi stabili, consentendo così di risparmiare, a beneficio delle generazioni future, le preziose ma limitate risorse fossili. Per valutare le risorse a lungo termine, bisogna tener conto non soltanto delle risorse convenzionali accertate a bassi costi di produzione, ma anche delle possibili risorse convenzionali a costi più elevati e delle risorse non convenzionali, alcune delle quali sono state sfruttate in passato, nonché dei tipi alternativi di reattore (reattori autofertilizzanti veloci) che potrebbero sfruttare in maniera più intensiva il potenziale energetico dell'uranio.

19. L'attuale tasso di consumo annuale globale di 60000 tonnellate di uranio naturale garantisce la copertura(9) del funzionamento a lungo termine dell'energia nucleare:

- risorse convenzionali accertate ad un costo inferiore a 80 USD: 3 milioni tU o 50 anni,

- risorse convenzionali possibili ad un costo fino a 130 USD: 9 milioni tU o 150 anni,

- risorse convenzionali possibili a costo non specificato: 16 milioni tU o 260 anni,

- risorse non convenzionali di fosfati: 22 milioni tU o 370 anni (sfruttati in passato),

- risorse non convenzionali marine: 4000 million tU o 66000 anni (mai sfruttate).

20. Il comitato concorda con la Commissione che le fonti di uranio sono situate in zone geograficamente diversificate e, nella maggior parte dei casi, in paesi politicamente stabili. L'approvvigionamento di uranio dell'Unione europea è controllato dall'Agenzia di approvvigionamento Euratom che incoraggia una diversificazione geografica dell'approvvigionamento, una politica in genere condivisa dai gestori delle centrali nucleari.

Approvvigionamento del ciclo del combustibile nucleare

21. L'industria comunitaria è molto avanzata per tutto il ciclo del combustibile nucleare ed è all'avanguardia per l'estrazione, la conversione, l'arricchimento e la fabbricazione dell'uranio (la "parte a monte" del ciclo del combustibile), il ritrattamento, il deposito ad interim del combustibile esaurito dei residui e il condizionamento del combustibile esaurito o dei residui in attesa dello smaltimento finale (la "parte a valle" del ciclo del combustibile). L'energia nucleare può quindi contribuire, come fonte essenzialmente interna, alla sicurezza a lungo termine dell'approvvigionamento di energia dell'Unione europea ed è meno soggetta a interruzioni rispetto alle fonti energetiche fossili che dipendono fortemente dalle importazioni di combustibile.

Sicurezza dell'approvvigionamento di combustibile nucleare

22. Storicamente, l'industria nucleare nell'Unione europea ha sempre goduto di un approvvigionamento sicuro e senza problemi di uranio da fonti esterne. Un importante contributo a questa stabilità deriva dal trattato Euratom(10), che affida alla Comunità il compito di garantire a tutti gli utilizzatori un approvvigionamento regolare ed equo. L'Agenzia di approvvigionamento Euratom ha un ruolo centrale nello svolgimento di questo compito in cooperazione con l'industria.

23. L'Unione europea dispone all'interno delle sue frontiere di tutta la tecnologia e la capacità strategica necessaria per l'approvvigionamento in nuovo combustibile nucleare e per il trattamento e lo smaltimento del combustibile esaurito. La maggior parte dell'uranio estratto ed importato proviene da fonti controllate dall'industria comunitaria.

24. Diversi paesi e operatori dell'energia nucleare mantengono inventari strategici di combustibile nucleare in varie forme per potenziare ulteriormente la sicurezza dell'approvvigionamento. Gli inventari di combustibile nucleare sono più facili da mantenere e sono inoltre finanziariamente molto meno onerosi per la società rispetto agli inventari di petrolio o di gas. Gli inventari di materie nucleari possono soddisfare il fabbisogno di diversi anni, a differenza degli inventari di petrolio e di gas che possono far fronte soltanto ad un fabbisogno di pochi mesi.

3. RISPOSTE ALLE QUESTIONI DEL LIBRO VERDE

>SPAZIO PER TABELLA>

4. CONCLUSIONI

25. Il comitato è del parere che l'energia nucleare è una fonte energetica sostenibile a lungo termine e conclude pertanto che:

a) Dal punto di vista della sicurezza dell'approvvigionamento, l'energia nucleare presenta indubbi vantaggi rispetto ad altre fonti energetiche, particolarmente a livello comunitario, e va quindi considerata come una fonte essenzialmente interna oppure come una riserva comunitaria strategica per l'Unione europea.

- Le risorse di uranio sono sufficienti per garantire una produzione a lungo termine dell'energia nucleare e per risparmiare quindi, a beneficio delle generazioni future, le importanti ma limitate risorse fossili.

- Gli inventari di uranio sono più facili e meno costosi da gestire rispetto ad altre fonti energetiche.

- Nel quadro del trattato Euratom, la Commissione e l'Agenzia di approvvigionamento Euratom assicurano una situazione più strutturata in termini di sicurezza dell'approvvigionamento di combustibile nucleare rispetto ad altre fonti energetiche.

- L'industria europea ha avuto un ruolo leader nello sviluppo dell'energia nucleare ed è capace di procedere su questa linea.

- L'energia nucleare può contribuire come fonte essenzialmente interna alla sicurezza a lungo termine dell'approvvigionamento energetico dell'Unione europea.

b) Dal punto di vista della protezione ambientale e in particolare dell'obiettivo del protocollo di Kyoto di ridurre le emissioni dei gas serra, l'energia nucleare è ora, e per il futuro prevedibile, un'importante tecnologia affidabile su vasta scala che può contribuire a conseguire gli obiettivi su cui si è impegnata l'UE.

- L'energia nucleare può svolgere un ruolo cruciale, insieme ad altre fonti energetiche, per conseguire i livelli di emissione stabiliti dal protocollo di Kyoto.

- Esistono soluzioni tecniche per la gestione del combustibile esaurito e lo smaltimento dei residui nucleari, ma esse devono essere completate da decisioni politiche per confermare le scelte strategiche e decidere i siti di deposito.

c) Dal punto di vista dell'efficienza economica, l'energia nucleare può essere competitiva, anche nelle condizioni prevalenti di un mercato interno dell'energia deregolamentato e liberalizzato, e in particolare con la capacità nucleare esistente:

- i costi di produzione a lungo termine dell'energia nucleare sono prevedibili e competitivi rispetto a quelli delle fonti energetiche fossili e rinnovabili,

- l'energia nucleare non dovrebbe essere oggetto di una tassazione supplementare volta a sostenere le fonti energetiche rinnovabili,

- a differenza della maggior parte delle altri fonti energetiche, i costi dell'energia nucleare comprendono tutte le voci di costo connesse con il nucleare.

d) La strategia comunitaria proposta dalla Commissione per integrare questi obiettivi della politica energetica e conseguire gli obiettivi di Kyoto nella maniera più economica deve essere realistica e tener conto del fabbisogno a lungo e a breve termine nonché riconoscere che l'energia nucleare può svolgere un ruolo centrale nel futuro mix energetico dell'UE.

Il comitato chiede al direttore generale dell'Agenzia di approvvigionamento di trasmettere il presente parere alla Commissione delle Comunità europee, come contributo al dibattito sul Libro verde della Commissione "Verso una strategia europea di sicurezza dell'approvvigionamento energetico" COM(2000) 769 e ne raccomanda la pubblicazione.

(1) I membri del comitato agiscono in qualità di esperti per l'Agenzia di approvvigionamento e non rappresentano ufficialmente né impegnano legalmente gli Stati membri o le organizzazioni di provenienza

(2) ERM Energy, Dilemma Study: Study of the contribution of nuclear power to the reduction of carbon dioxide emissions from electricity generation, 1999, 157 pagg., http://europa.eu.int/en/comm/dg17/dilemma.pdf

(3) Energy in Europe, Edizione speciale Novembre 1999, pagg. 87-88, 173, http://www.shared-analysis.fhg.de/Pub-fr.htm

(4) Le relazioni periodiche sugli impianti degli Stati membri sono pubblicate nei rapporti annuali dell'Agenzia di approvvigionamento Euratom, capitolo III - Nuclear Energy Developments in the European Union Member States.

(5) Programma indicativo nucleare (Illustrative Nuclear Programme - PINC) per la Comunità, COM(97) 401 def., pag. 11 e tabella pag. 41.

(6) Programma indicativo nucleare (Illustrative Nuclear Programme - PINC) per la Comunità, COM(97) 401 def., pag. 11.

(7) Agenzia per l'energia nucleare (Nuclear Energy Agency - NEA) dell'OCSE e Agenzia internazionale dell'energia (International Energy Agency - IEA), "Projected costs of generating electricity - update 1998", OCSE, Parigi, 1998 (il nucleare si situa tra 2,5 e 4,1 cents di USD per KWh ed è il più competitivo in 7 paesi su 18, di cui 7 non hanno comunicato previsioni sui costi nucleari, con un 5 % di riduzione e in due paesi con un 10 % di riduzione);

ministero francese dell'Economia, delle Finanze e dell'Industria, Direzione gas, elettricità e carbone (DIGEC), "Les coûts de référence de la production électrique", 1997, pag. 50 (il nucleare si situa tra 20,7 e 21,2 centesimi di FRF per KWh, o approssimativamente 3,16-3,23 eurocents per KWh, ed è il più competitivo con il 5 % e l'8 % di riduzione, tranne in caso di basso tasso di cambio del dollaro e bassi prezzi del gas); la sintesi dei rapporti della DIGEC figura nel rapporto al primo ministro, a cura di Charpin, Dessus e Pellat, "Studio sulle previsioni economiche dell'opzione dell'energia nucleare", allegato I, scheda 9;

Commissione belga indipendente sulle scelte energetiche (Commissione "Ampère"), "Rapport de la Commission pour l'Analyse des Modes de Production de l'Electricité et le redéploiement des Energies (AMPERE) au Secrétaire d'État à l'Énergie et au Développement durable", conclusioni e raccomandazioni pag. 16 (il nucleare si situa tra 1,22 e 1,70 BEF per KWh, o approssimativamente 3,02-4,21 eurocents/KWh, ed è il più competitivo con e senza internalizzazione dei costi dei gas serra).

La Nuclear Energy Institute (USA) ha indicato che i costi reali della produzione elettronucleare sono inferiori a quelli del carbone e del gas anche nei settori dove queste fonti fossili sono disponibili in abbondanza come negli USA (cfr. "Production costs made nuclear cheapest fuel in 1999, NEI says", in Nucleonics Week, Volume 42, edizione 2, pag. 3).

(8) Risto Tarjanne & Sauli Rissanen: "Least-Cost Option for Baseload Electricity in Finland", The Uranium Institute 25th Annual International Symposium 2000, Londra 1.9.2000; http://www.uilondon.org/uilondon/sym/2000/sym00prg.htm

(9) Fonte: NEA-IAEA. Se il tenore energetico fosse usato più intensivamente con reattori autofertilizzanti veloci, la copertura sarebbe approssimativamente 50 volte quella attuale: rispettivamente per le risorse convenzionali accertate ad un costo inferiore a 80 USD: 3 milioni tU o 2 500 anni; per le risorse convenzionali potenziali ad un costo fino a 130 USD: 9 milioni tU o 7500 anni; per le risorse convenzionali potenziali a costo non specificato: 16 milioni tU o 13000 anni; per le risorse non convenzionali di fosfati: 22 milioni tU o 18500 anni e per le risorse non convenzionali marine: 4000 milioni tU o 330000 anni.

(10) Articoli 2 e 52 del trattato che istituisce la Comunità europea dell'Energia atomica (Euratom)

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