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Document 52017DC0651

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI Completare il programma "Legiferare meglio": soluzioni migliori per conseguire risultati migliori

COM/2017/0651 final

Strasburgo, 24.10.2017

COM(2017) 651 final

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

Completare il programma "Legiferare meglio": soluzioni migliori per conseguire risultati migliori

{SWD(2017) 675 final}


1.Introduzione: Legiferare meglio alla Commissione

La Commissione è a metà del suo mandato e rimane concentrata sulla realizzazione delle iniziative prioritarie a sostegno delle sue 10 priorità strategiche 1 nell'interesse dei cittadini dell’Unione, per sostenere la crescita e l'occupazione, far funzionare meglio il mercato interno, fronteggiare le minacce alla sicurezza, proteggere i consumatori e i lavoratori e migliorare la salute pubblica e l’ambiente. Il programma di lavoro per il 2018 2 dimostra ancora una volta che la Commissione si concentra sulle grandi questioni per le quali sono necessarie soluzioni europee. Sono previste misure per porre in essere il mercato unico digitale e l’Unione dell’energia, garantire un’equa tassazione delle imprese e l’equità sociale, completare l’Unione dei mercati dei capitali, rafforzare l’Unione economica e monetaria e l’unione bancaria, proseguire la lotta contro il terrorismo e stabilire il modello del prossimo quadro finanziario pluriennale dell’Unione.

Legiferare meglio è alla base di tutto il lavoro della Commissione per garantire che l’UE faccia quanto necessario e lo faccia bene. A tal fine, nel 2015 3 questa Commissione ha individuato una serie di principi e misure equilibrate articolata attorno ai tre grandi pilastri seguenti.

Valutazione d'impatto: le nuove proposte sono accompagnate da valutazioni d’impatto che esaminano come realizzare gli obiettivi politici nel modo più efficiente senza imporre oneri inutili.

"In primo luogo la valutazione": ogni revisione della legislazione vigente valuterà i margini di semplificazione e riduzione dei costi inutili sulla scorta di analisi e dei contributi delle parti interessate.

Coinvolgimento delle parti interessate: legiferare meglio si fonda sulla partecipazione attiva della società civile, sollecitando i contributi delle parti interessate in tutte le fasi del ciclo di definizione delle politiche tramite una gamma di strumenti di feedback e di attività di consultazione.

Questo approccio volto a legiferare meglio ha ricevuto l'ampio sostegno delle parti interessate, ivi compresi il Parlamento europeo 4 e il Consiglio 5 . Già nel 2015 l'OCSE collocava i sistemi di valutazione d'impatto e di valutazione retrospettiva della Commissione rispettivamente al terzo e quinto posto nella classifica dei membri OCSE 6 . Dopo tale classifica, la Commissione ha introdotto ulteriori miglioramenti nel maggio 2015 e nel 2016 il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione hanno adottato l’accordo interistituzionale «Legiferare meglio» 7 . Inoltre, nel dicembre 2016 la Commissione ha presentato un approccio più strategico in materia di applicazione della normativa UE 8 . Nel corso del 2017 ci sono stati altri tre sviluppi significativi per quanto riguarda l'approccio della Commissione in materia di miglioramento della regolamentazione.

In primo luogo, la Commissione ha proseguito gli sforzi volti ad accrescere la trasparenza, la legittimità e la responsabilità delle proprie attività, in particolare per quanto riguarda il processo di consultazione e la possibilità per le parti interessate di fornire feedback sulle sue proposte (v. infra, punto 2.2). Entro la fine del 2017 sarà pronto il sito web "Contribuire al processo legislativo" che permetterà alle parti interessate di partecipare a pieno titolo ai lavori della Commissione durante l’intero ciclo di elaborazione delle politiche 9 .

In secondo luogo, nel 2017 la Commissione ha completato un importante aggiornamento degli orientamenti e degli strumenti per legiferare meglio durante l’intero ciclo di elaborazione delle politiche 10 . Sebbene la loro funzione principale sia quella di spiegare e sfruttare i collegamenti tra le varie fasi dell’attività di elaborazione delle politiche all’interno della Commissione e di aiutare i suoi servizi a legiferare meglio, questi orientamenti e strumenti sono a disposizione anche del Parlamento europeo, del Consiglio, degli Stati membri e di tutte le parti interessate, al fine di agevolare un coinvolgimento ancora maggiore di tutti questi soggetti nel processo di elaborazione delle politiche dell’Unione.

In terzo luogo, all’inizio del 2017 il comitato per il controllo normativo ha completato il proprio organico e comprende ora i tre membri esterni alle istituzioni dell’Unione europea. Il comitato 11 è un organismo indipendente di controllo della qualità delle valutazioni d’impatto e di determinate valutazioni retrospettive della normativa vigente; tutti i pareri che emette sono pubblici. In linea di principio, ogni valutazione d’impatto deve ricevere parere positivo affinché l’iniziativa proceda. Se la Commissione dovesse decidere di agire in mancanza di tale parere, è tenuta a spiegare pubblicamente i motivi della sua decisione. Inoltre, il comitato fornisce consulenza pratica in materia di metodologia ai servizi della Commissione. Attualmente il comitato esamina anche determinate valutazioni e chiede sistematicamente – in linea con il principio che prevede in primo luogo la valutazione – se nei casi di modifica della normativa è stata effettuata una valutazione retrospettiva a supporto della relazione sulla valutazione d’impatto.

La figura 1 riepiloga le principali attività volte a legiferare meglio e indica il considerevole lavoro portato a termine negli ultimi dodici mesi. Nel prosieguo della presente comunicazione vengono illustrati nei dettagli tali sviluppi e l'attività in corso con la piattaforma REFIT per raccogliere, analizzare e portare avanti il punto di vista delle parti interessate in materia di semplificazione della normativa vigente. La comunicazione dà inoltre seguito agli impegni assunti dalla Commissione nell’accordo interistituzionale «Legiferare meglio» (in particolare al punto 48) e alle conclusioni del Consiglio 12 e presenta le ulteriori azioni previste per realizzare l’ambizioso programma «Legiferare meglio» della Commissione. Il documento di lavoro dei servizi della Commissione collegato alla presente comunicazione fornisce ulteriori informazioni sugli sforzi di semplificazione. 

Figura 1: Panoramica delle attività a favore di una migliore regolamentazione dal loro avvio presso la Commissione

Al 31 agosto 2016

Al 31 agosto 2017

Valutazioni retrospettive

688

798

Valutazioni d'impatto

975

1 028

Consultazioni pubbliche

704

814

Pareri della piattaforma REFIT

17

58

2.Applicazione dei principi del programma «Legiferare meglio»: Risultati principali

2.1.Dare importanza alle cose importanti: rispetto del principio di sussidiarietà e di proporzionalità

La Commissione Juncker si concentra su un nucleo di dieci priorità politiche e rimane impegnata ad agire soltanto ove sia necessario intervenire a livello UE e a proporre solo ciò che è essenziale per conseguire i risultati auspicati. Sulla base degli elementi raccolti tramite i diversi strumenti volti a legiferare meglio, la Commissione agisce quando è necessario e quando l'intervento conferisce valore aggiunto. La figura 2 illustra questo approccio della Commissione che favorisce altresì l’integrazione degli obiettivi orizzontali, quali la sostenibilità, in tutti i settori strategici. Infine, nei vari ambiti in cui sono stati portati avanti approcci settoriali, ad esempio quelli dell’energia e del clima, dei trasporti, del mercato unico digitale e del mercato interno, gli strumenti volti a legiferare meglio sono stati applicati per garantire la coerenza ed evitare costi inutili o che si sovrappongono.

Per la stragrande maggioranza di queste iniziative sono state elaborate valutazioni d’impatto. Tuttavia, nei casi che richiedono una risposta strategica immediata non è sempre possibile acquisire i contributi e gli elementi necessari per la valutazione d’impatto. È quanto si è verificato, ad esempio, nell’ultimo anno nei campi della migrazione e della sicurezza. In questi casi, comunque, la Commissione ha comunicato per quanto possibile gli elementi a sostegno della sua proposta, mentre nei pochi casi in cui questo non è stato possibile, ha spiegato perché.

Figura 2. Numero di iniziative prioritarie della Commissione Juncker nel periodo 2015-2018 rispetto all’ultimo anno della Commissione precedente

Oltre a concentrarsi sulle priorità fondamentali, la Commissione continua ad adoperarsi per garantire che le sue iniziative siano proporzionate. La Commissione presenta ogni anno una relazione sul considerevole lavoro che svolge nel campo della sussidiarietà e della proporzionalità. Uno strumento importante è rappresentato dal controllo indipendente delle opzioni politiche svolto dal comitato per il controllo normativo prima che la Commissione adotti le sue proposte. Tale comitato effettua un controllo sulle opzioni prese in esame per semplificare la normativa e tutti gli impatti rilevanti (ad esempio quello sulle PMI) contribuendo a definire approcci più efficaci, efficienti e proporzionati che evitano costi inutili. Nel riquadro 1 sono riportati degli esempi.

Riquadro 1. Esempi di approcci più proporzionati grazie alla migliore regolamentazione

·Proposta concernente la libera circolazione dei dati nel mercato unico digitale (COM(2017) 495). Il comitato per il controllo normativo ha espresso riserve circa la necessità e la proporzionalità dell’opzione che prevede l'intervento nei contratti tra imprese per rendere più efficiente il trasferimento («portabilità») dei dati tra i fornitori di servizi di cloud computing. La Commissione ha quindi scelto di incoraggiare piuttosto l’autoregolamentazione mediante codici di condotta relativi alle informazioni da fornire agli utenti dei servizi di archiviazione o altro trattamento di dati. Ha altresì deciso che le modalità del cambio di fornitore e della portabilità dei dati dovrebbero essere affrontate mediante autoregolamentazione al fine di definire le migliori pratiche.

·Proposta di direttiva sulla promozione delle energie rinnovabili (COM(2016) 767). Come spiegato nella relazione che introduce la proposta, sono state proposte misure meno intrusive dopo che il comitato per il controllo normativo aveva espresso riserve circa la proporzionalità (e la conformità con il principio di sussidiarietà) delle misure volte a promuovere le energie rinnovabili nei settori del riscaldamento e del raffreddamento.

·Politica di normazione dell'UE. Per le loro attività, le parti interessate si basano sulle norme tecniche armonizzate dell'UE. La tempestiva pubblicazione dei riferimenti a tali norme nella Gazzetta ufficiale dell’UE si è rivelata problematica. Sulla base delle raccomandazioni della piattaforma REFIT, la Commissione e le organizzazioni europee di normazione hanno concordato un piano d’azione per risolvere il problema.

2.2.Trasparenza, legittimità e responsabilità

Nel corso del 2016 e del 2017 la Commissione ha posto un accento particolare sul rafforzamento della legittimità delle sue azioni. La Commissione è impegnata a rispettare i più elevati standard di trasparenza e assunzione di responsabilità nell’interesse della legittimità democratica, in linea con la priorità 10 dei suoi orientamenti politici ("Un’Unione di cambiamento democratico"). L'opinione pubblica e le parti interessate si aspettano giustamente di poter influire anch'esse sul processo decisionale, di esaminare gli elementi d'informazione e di sapere chi altri sta cercando di influenzare il processo decisionale. La Commissione ha dato l’esempio in materia di trasparenza per quanto riguarda l’interazione con i rappresentanti di interessi applicando il principio secondo cui i Commissari, i membri dei loro gabinetti e i direttori generali incontrano solo i lobbisti iscritti nel registro per la trasparenza e che pubblicano sul proprio sito web informazioni su tali riunioni. Inoltre, l’iscrizione nel registro per la trasparenza è diventata una precondizione affinché organizzazioni di parti interessate e singoli esperti che rappresentano un interesse comune possano essere nominati membri dei gruppi di esperti che forniscono consulenza alla Commissione. Nel settembre 2016 la Commissione ha presentato una proposta di accordo interistituzionale giuridicamente vincolante concernente un registro obbligatorio per la trasparenza valido per la Commissione, il Parlamento europeo e, per la prima volta, il Consiglio. Si tratterebbe di un importante passo in avanti verso la maggiore trasparenza in materia di lobbying.

La Commissione è fortemente impegnata a interagire con le parti interessate e i cittadini durante l’intero ciclo di elaborazione delle politiche 13 e ha investito in misura considerevole in una gamma di strumenti finalizzati a migliorare la comunicazione in merito alle sue attività. Nonostante la disponibilità di tali strumenti, è evidente che la partecipazione non ha ancora raggiunto il massimo delle sue potenzialità e che tuttora alcune parti interessate sono restie o impossibilitate a partecipare. La Commissione ha adottato ulteriori misure per risolvere questo problema. In particolare è previsto quanto segue.

·Per rispondere alle obiezioni delle parti interessate, compresa la piattaforma REFIT 14 , secondo cui spesso non è chiaro quale uso farà la Commissione dei loro contributi, la Commissione darà un migliore feedback sui punti di vista delle parti interessate nelle sue valutazioni d’impatto, valutazioni retrospettive e relazioni sulle consultazioni, per mostrare come sono stati utilizzati i contributi.

·Per garantire che vengano individuate nel modo più efficace le parti interessate più idonee presso cui raccogliere punti di vista e dati importanti, la Commissione ha rafforzato gli orientamenti per i servizi della Commissione relativi alla preparazione di una chiara strategia di consultazione per ciascuna iniziativa, da presentare in tabelle di marcia e valutazioni d’impatto iniziali.

·Per raggiungere una platea più ampia possibile e agevolare il feedback, la consultazione pubblica per le iniziative importanti sarà ormai disponibile in tutte le lingue ufficiali dell’UE, mentre le altre figureranno almeno in francese, inglese e tedesco. Questa decisione risponde alle preoccupazioni espresse dal Parlamento europeo, dal Mediatore europeo, dalle parti interessate e dai cittadini.

·Il 1º luglio 2016 la Commissione ha inaugurato un sito web che costituisce un punto d'accesso centralizzato per i cittadini e le parti interessate che vogliono trovare informazioni sull'iter di elaborazione delle politiche e parteciparvi 15 . In questo modo è più semplice per loro esprimere la propria opinione e il processo di elaborazione delle politiche diventa più trasparente, poiché i contributi sono pubblicati automaticamente. Si realizza così un impegno importante dell’agenda «Legiferare meglio» del 2015.

·È ormai possibile fornire in un unico sito web feedback sulle prime bozze delle nuove iniziative della Commissione (tabelle di marcia e valutazioni d’impatto iniziali), sulle proposte adottate e sui progetti di legislazione terziaria (atti delegati e atti di esecuzione). Quest'ultima novità rappresenta un notevole miglioramento per quanto riguarda la trasparenza e la consultazione in quanto tradizionalmente si trattava di un iter complesso e opaco cui partecipavano solo gli esperti e i rappresentanti degli Stati membri. La figura 3 presenta un riepilogo della situazione attuale.

Figura 3. Sito web "Contribuire al processo legislativo": riepilogo dalla sua inaugurazione il 1º luglio 2016

Atti pubblicati sul sito web Europa affinché le parti interessate si esprimano

Al 31 agosto 2017

Progetti di atti delegati

98

Progetti di atti di esecuzione

126

Tabelle di marcia e valutazioni d’impatto iniziali

225

Proposte legislative adottate dalla Commissione

194

La Commissione continuerà altresì a incoraggiare una partecipazione ancora maggiore delle parti interessate, soprattutto per le proposte prioritarie, tramite i social media (#EUHaveYourSay). Questa iniziativa ha contribuito a far aumentare costantemente il numero di visitatori del sito web "Contribuire al processo legislativo", che nell'agosto 2017 sono stati più di 47 000 (figura 4). I contributi pervenuti hanno, ad esempio, determinato modifiche della proposta della Commissione sulle regole relative all’utilizzo corretto dei servizi di telecomunicazione mobile in roaming 16 o hanno dato utili indicazioni al legislatore, come nel caso della risposta dell'opinione pubblica alla proposta dalla Commissione sulle armi da fuoco 17 .

La Commissione apporterà ulteriori miglioramenti al sito web entro la fine del 2017. Tra questi è prevista una "visualizzazione cronologica" che fornirà maggiori e più tempestive informazioni su ogni iniziativa in programma, e comprenderà l’accesso a tutte le consultazioni pubbliche on-line avviate ogni anno.

Figura 4. Evoluzione del numero di visitatori del sito "Contribuire al processo legislativo dell'UE"

2.3.Semplificare la legislazione e ridurre i costi inutili

Sin dall’inizio del suo mandato questa Commissione ha sottolineato che la gestione attiva della legislazione vigente dell’UE è altrettanto importante della preparazione di nuove iniziative. È fondamentale garantire che la legislazione continui a essere adeguata allo scopo e dia i risultati che i legislatori dell’UE si erano prefissati. Al centro degli sforzi tesi a semplificare la legislazione c'è l'impegno della Commissione a ridurre i costi inutili e a eliminare gli oneri amministrativi senza compromettere gli obiettivi strategici. Rendendo la legislazione più semplice e meno onerosa si migliora anche l’attuazione e l’applicazione, e, in ultima analisi, si conseguono risultati migliori.

La Commissione è convinta che si ottenga la massima efficacia nella riduzione dei costi inutili procedendo caso per caso in modo da mantenere integralmente le finalità della legislazione. La Commissione ha sempre sostenuto che migliore regolamentazione non è sinonimo di deregolamentazione. Ove esista un'evidente esigenza di regolamentazione per conseguire importanti obiettivi a valenza sociale, ad esempio nell'ambito del mercato del lavoro, della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro, della tutela ambientale, oppure per gestire l’impatto delle nuove tecnologie sulla vita privata, la Commissione procederà con l’ambizione dovuta. Alcuni costi saranno sempre inevitabili per assicurare che la legislazione sia efficace, e dovranno essere considerati nel contesto dei vantaggi generali apportati dalla legislazione. Per garantire la trasparenza e la responsabilità democratica, è essenziale che la decisione politica che stabilisce quali costi sono legittimi per realizzare gli obiettivi strategici si fondi sugli elementi emersi da una valutazione caso per caso che risponde alle preoccupazioni delle parti interessate e dei cittadini.

L’approccio della Commissione, a differenza di quello di molti Stati membri, si basa sul principio che prevede in primo luogo la valutazione. Prima di rivedere la normativa vigente o di introdurre nuove disposizioni, la Commissione si è impegnata a valutare le disposizioni in vigore per individuare le possibilità di semplificazione e di riduzione dei costi. Tali valutazioni possono riguardare singoli strumenti legislativi o un gruppo di atti legislativi che disciplina un particolare settore ("vaglio di adeguatezza") e individuano gli ambiti in cui sono possibili risparmi sui costi per la normativa specifica in questione. Questa analisi viene poi portata avanti nel processo di valutazione d’impatto che definisce le modalità ottimali di attuazione di tali modifiche ed effettua le relative quantificazioni ogniqualvolta possibile. Tali operazioni vengono svolte sulla scorta degli elementi raccolti attraverso le consultazioni delle parti interessate, le attività della piattaforma REFIT e i contributi che possono essere inviati al sito web "Ridurre la burocrazia" 18 . Questo processo è fondamentale per garantire la legittimità generale dell’operazione e garantire che gli obiettivi strategici non vengano compromessi dagli sforzi volti a ridurre i costi. Nel 2016 sono state effettuate valutazioni retrospettive per poco meno della metà delle valutazioni d’impatto e nel 2017 per quasi il 70%. Si tratta di un risultato importante da quando è stato introdotto il concetto.

Riquadro 2. Valutazioni e controlli di adeguatezza importanti del periodo 2016-2017

·Controllo dell'adeguatezza degli obblighi di monitoraggio e comunicazione nell'ambito della politica ambientale dell’UE.

·Valutazione del Fondo per le frontiere esterne per il periodo 2011-2013.

·Valutazione del programma Orizzonte 2020.

·Valutazione del regolamento sul riconoscimento reciproco delle merci.

·Valutazione delle disposizioni in materia di vigilanza del mercato del regolamento (CE) n. 765/2008.

·Controllo dell’adeguatezza del diritto dei consumatori.

·Controllo dell’adeguatezza settoriale del settore delle costruzioni.

·Invito a presentare contributi in merito al funzionamento del quadro normativo dell'UE in materia di servizi finanziari. 

Una sfida fondamentale è rappresentata dall'esigenza di quantificare con sufficiente precisione i costi e i benefici delle modifiche proposte. Si tratta di una quantificazione difficile, non da ultimo perché i dati disponibili, compresi quelli che gli Stati membri potrebbero raccogliere sull’efficacia della legislazione, sono spesso limitati. Risulta pertanto difficile elaborare stime rigorose degli impatti nei 28 Stati membri. Nonostante le difficoltà, la Commissione presenta comunque informazioni quantificate in circa la metà delle sue valutazioni d'impatto e nella quasi totalità di quelle incluse nel programma REFIT. Complessivamente, la prassi della Commissione in materia di quantificazione è perfettamente in linea con gli approcci seguiti altrove, ed è avanti per quanto riguarda la stima dei benefici delle politiche.

Questo approccio sta dando risultati. Nell’ambito del suo programma di controllo dell'adeguatezza e dell'efficienza normativa, a partire dal 2015 la Commissione ha avviato 137 iniziative di semplificazione. La piattaforma REFIT ha svolto un ruolo importante nel concentrare l'attività della Commissione sulle questioni più importanti per le parti interessate. Dall’inizio del 2016 la piattaforma REFIT ha adottato 58 pareri e ha fornito contribuiti in particolare per la semplificazione della politica agricola comune, dei Fondi strutturali e di investimento europei, delle norme in materia di IVA e nel settore del mercato unico. Il riquadro 3 riporta una serie di casi esemplificativi in cui la Commissione ha individuato, con l’ausilio della piattaforma REFIT, potenziali risparmi sui costi per le imprese, i cittadini e le amministrazioni nazionali. Ulteriori dettagli su queste e su tutte le altre proposte REFIT figurano nel documento di lavoro dei servizi della Commissione pubblicato insieme alla presente comunicazione. Il programma di lavoro per il 2018 elenca le principali proposte volte a ridurre i costi inutili che la Commissione intende presentare prima della scadenza del suo mandato.

Riquadro 3. Esempi di semplificazione della legislazione vigente 19

·Proposta di modernizzazione dell'IVA per il commercio elettronico transfrontaliero da impresa a consumatore (B2C) (COM(2016) 757). La proposta è volta a semplificare i complessi obblighi in materia di IVA inerenti al commercio elettronico transfrontaliero e a creare condizioni di parità tra le imprese dell’UE e quelle dei paesi terzi che spesso effettuano vendite in esenzione IVA senza rispettare le regole. La proposta dovrebbe ridurre i costi di conformità in materia di IVA per le imprese di 2,3 miliardi di EUR all’anno a decorrere dal 2021 e, al tempo stesso, aumentare le entrate IVA degli Stati membri di 7 miliardi di EUR.

·Proposta di regolamento che istituisce uno sportello digitale unico di accesso a informazioni, procedure e servizi di assistenza e di risoluzione dei problemi (COM(2017) 256). I cittadini e le imprese interessati a trasferirsi, vendere prodotti o fornire servizi in un altro paese dell'UE incontrano ostacoli significativi. Per coloro che intendono sfruttare i vantaggi del mercato unico è indispensabile reperire informazioni pertinenti, esatte e comprensibili, nonché accedere ed espletare le procedure amministrative online, ma ciò è spesso complicato, lungo e costoso, se non impossibile. Per quanto riguarda le informazioni, le imprese potrebbero risparmiare tra gli 11 e i 55 miliardi di EUR all’anno solo per la ricerca di informazioni commerciali in nove ambiti. L’opzione privilegiata permetterebbe di ridurre del 60% il totale di 1,5 milioni di ore che i cittadini dedicano attualmente alla ricerca online di informazioni in sette ambiti fondamentali prima di recarsi all’estero.

·Proposta di regolamento relativo alle statistiche europee sulle imprese (COM(2017) 114). L’attuale sistema di produzione di statistiche europee sulle imprese è frammentato in più regolamenti settoriali distinti, il che provoca incongruenze tra i dati rilevati e inefficienze nella loro produzione. La nuova proposta abrogherà 10 atti vigenti e definirà un quadro giuridico comune per la produzione e la compilazione delle statistiche sulle imprese. La proposta è volta a migliorare la qualità delle statistiche, a razionalizzare i processi nazionali di produzione delle statistiche e a ridurre l'onere statistico per chi fornisce i dati. La nuova proposta dovrebbe comportare una riduzione degli oneri amministrativi per le imprese di almeno il 13,5% l'anno, dovuta per una parte sostanziale a risparmi nella produzione delle statistiche sugli scambi intra-UE.

·Revisione del regolamento sulle infrastrutture del mercato europeo (norme in materia di derivati OTC, controparti centrali e repertori di dati sulle negoziazioni) (COM(2017) 208). La proposta prevede una serie di modifiche mirate del regolamento vigente, in particolare per semplificare le norme ed eliminare i costi e gli oneri sproporzionati a carico delle piccole imprese del settore finanziario senza compromettere la stabilità finanziaria. L’effetto combinato di tutte le opzioni preferite, calcolato ai soli fini della valutazione d'impatto, consiste in una riduzione dei costi compresa fra 2,3 e 6,9 miliardi di EUR in costi fissi (una tantum) e fra 1,1 e 2,66 miliardi di EUR in costi di esercizio.

·Proposta di regolamento sulla governance dell’Unione dell’energia (COM(2016) 759). La proposta comporterà una notevole riduzione dell'onere amministrativo per gli Stati membri, la Commissione e le altre istituzioni dell’UE grazie alla razionalizzazione degli attuali obblighi di pianificazione e comunicazione nei settori dell’energia e del clima, sparsi in tutta una gamma di strumenti giuridici diversi con cicli di rendicontazione diversi. La proposta prevede l’integrazione, la razionalizzazione o l’abrogazione di oltre 50 obblighi in materia di pianificazione, comunicazione e monitoraggio e dovrebbe determinare risparmi per oltre 3,4 milioni di EUR nei costi amministrativi.

·Proposta concernente l'interoperabilità dei sistemi di telepedaggio stradale e intesa ad agevolare lo scambio transfrontaliero di informazioni sul mancato pagamento dei pedaggi stradali nell'Unione (COM(2017) 280). La proposta affronta il problema della scarsa interoperabilità dei sistemi di pedaggio stradale e delle infrastrutture dell'Europa agevolando l'ingresso sul mercato di nuovi prestatori di servizi e permettendo di fornire ai proprietari dei veicoli unità di bordo tecnicamente meno complesse (non GPS). Si stima che la scarsa interoperabilità determini costi inutili pari a 334 milioni di EUR l’anno.

·Proposta di modifica delle restrizioni dell’uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche (COM(2017) 38). Le misure proposte ripristinerebbero il mercato secondario e aumenterebbero la disponibilità di pezzi di ricambio per determinate apparecchiature. Ne conseguirebbero la riduzione dei costi e degli oneri amministrativi per imprese ed enti pubblici, ulteriori opportunità di mercato per le industrie della riparazione e i rivenditori secondari, un impatto sociale positivo, anche per gli ospedali dell’UE, che risparmierebbero circa 170 milioni di EUR dopo il 2019, grazie al mantenimento della possibilità di rivendere e acquistare dispositivi medici di seconda mano. L'esclusione degli organi a canne dall'ambito di applicazione della direttiva contribuirà ad evitare di perdere fino al 90% dei posti di lavoro del settore e perdite annue fino a 65 milioni di EUR entro il 2025.

2.4.Valutazione degli approcci alternativi alla semplificazione e alla riduzione dei costi

La riduzione degli oneri regolamentari inutili è una priorità politica di questa Commissione che si sta realizzando grazie a un approccio che affronta le preoccupazioni effettive delle parti interessate, garantisce l’adeguata responsabilità democratica e promuove la quantificazione esatta senza dipenderne indissolubilmente. Conformemente all’impegno assunto nell’accordo interistituzionale «Legiferare meglio», la Commissione ha comunque valutato approcci alternativi, compreso quello che prevede la fissazione di obiettivi di riduzione degli oneri in settori specifici. Le sue conclusioni sono sintetizzate nel riquadro 4 e illustrate più ampiamente nel documento di lavoro che accompagna la presente comunicazione.

Riquadro 4. Approcci alternativi alla semplificazione normativa

·Un approccio alla riduzione dei costi di regolamentazione consiste nel fissare ex ante obiettivi di riduzione degli oneri per l’economia nel suo complesso oppure per determinati settori. Per essere credibili ed efficaci, tali obiettivi devono fondarsi su una metodologia di definizione del livello globale dei costi e su una valutazione realistica del potenziale di riduzione ("scenario di base"). La raccolta di questi elementi è un'operazione costosa, lunga e che non necessariamente porta alla definizione di un quadro rappresentativo perché i dati sono spesso limitati. Questa incertezza rende molto difficile calibrare la portata di qualsiasi obiettivo ex ante, sia per l’economia nel suo complesso che per un settore specifico, a maggior ragione a livello europeo, come dimostra l’esperienza diretta della Commissione in materia di riduzione degli oneri amministrativi nel periodo 2007-2013 20 .

·Alcune parti interessate hanno suggerito di stabilire gli obiettivi "politicamente" invece che in base a una metodologia, senza fornire una chiara giustificazione di come verrebbero calcolati né del perché dovrebbero essere applicati solo in determinati settori. La Commissione teme che un approccio di questo tipo crei una spinta alla deregolamentazione e pregiudichi la sua responsabilità politica di fare ciò che va fatto nel momento in cui deve essere fatto (si pensi ad esempio alla necessità a suo tempo di rispondere alla crisi finanziaria e, più di recente, alle iniziative volte ad affrontare le questioni di sicurezza, la sfida della migrazione, o le questioni relative alla tutela della vita privata sollevate dalle nuove tecnologie). Non è neppure convinta che si tratti di un approccio ampiamente accettabile per le parti interessate. La diversità di punti di vista in merito agli obiettivi ex ante è dimostrata dai risultati della consultazione della piattaforma REFIT 21 .

·Le stesse considerazioni valgono per il sistema "one in, one out" in cui un nuovo atto o i costi supplementari generati da una nuova normativa devono essere accompagnati da una riduzione equivalente operata mediante la revisione di una normativa vigente o la sua revoca. I costi di regolamentazione dovrebbero essere ridotti sulla base di elementi fattuali, non di semplici obiettivi numerici. La Commissione può presentare una proposta di revoca di una normativa, ma il legislatore può dissentire, e del resto la revoca stessa potrebbe determinare 28 approcci nazionali diversi, e potenzialmente divergenti.

L’esperienza diretta della Commissione e gli elementi desunti dall'esame di altri sistemi non indicano che un approccio basato su obiettivi ex ante di riduzione darebbe risultati migliori in termini di contenimento dei costi inutili e di vantaggi tangibili per le parti interessate rispetto all'approccio attuale, il quale di fonda sulla valutazione caso per caso della normativa vigente per individuare concretamente quali elementi possono essere semplificati, razionalizzati o soppressi. L’approccio della Commissione si basa su elementi concreti ed è legittimato dalla partecipazione attiva delle parti interessate. Esso garantisce l'assenza di rischi di indebita deregolamentazione o di ripercussioni negative su obiettivi strategici fondamentali.

La Commissione intende pertanto concentrare i suoi sforzi sul miglioramento di tale approccio. In particolare, sulla scorta delle sue valutazioni della legislazione, la Commissione si impegna a garantire che ogni valutazione d’impatto a sostegno di una revisione legislativa presenti chiaramente i potenziali risparmi in termini di costi, per quanto possibile quantificati, stabilendo così un chiaro obiettivo di riduzione degli oneri di cui il Parlamento europeo e il Consiglio dovranno tener conto nei loro lavori 22 . Ove modifichino le proposte della Commissione e tolgano o aggiungano elementi di semplificazione, la Commissione solleciterà entrambe le istituzioni a spiegarne in modo trasparente la necessità e a valutare l’impatto dei loro emendamenti conformemente all’accordo interistituzionale «Legiferare meglio». Questo obiettivo di riduzione degli oneri dovrebbe altresì guidare gli Stati membri nella fase di recepimento e attuazione della legislazione dell’Unione.

Oltre a ciò, la Commissione ha arricchito i suoi strumenti per legiferare meglio con orientamenti dettagliati sulla quantificazione destinati ai servizi della Commissione e ha intensificato la formazione interna a disposizione. La Commissione intende altresì consultare più sistematicamente le parti interessate circa la necessità o la possibilità di semplificare la legislazione nell’ambito della sua attività di consultazione che accompagna le valutazioni retrospettive e le valutazioni d’impatto.

La Commissione collaborerà inoltre con le due istituzioni per dare maggiore efficacia ai punti 22 e 23 dell’accordo interistituzionale al fine di stabilire un approccio più sistematico in materia di monitoraggio e di valutazione dell’efficacia della legislazione vigente, per garantire la disponibilità dei dati necessari per effettuare valutazioni idonee e una quantificazione corretta. La Commissione inserirà idonee disposizioni nelle sue proposte.

Inoltre, gli Stati membri godono di un ampio potere discrezionale pe quanto riguarda le modalità di attuazione del diritto dell’Unione a livello nazionale, regionale e locale. Poiché la percezione che le imprese hanno degli oneri regolamentari varia considerevolmente all'interno dell’Unione, si può ipotizzare che tale discrezionalità svolga un ruolo importante. La Commissione continuerà a collaborare con gli Stati membri in questo ambito, ad esempio fornendo piani di attuazione per agevolare questo compito. Conformemente all’invito contenuto nell’accordo interistituzionale, in sede di recepimento della legislazione dell’Unione nel diritto nazionale gli Stati membri devono segnalare gli elementi non collegati a tale legislazione che hanno eventualmente aggiunto.

2.5.Nuovo approccio al controllo dell'applicazione del diritto dell’Unione

L’efficace applicazione del diritto dell’UE è fondamentale affinché si esplichino i vantaggi previsti. È fondamentale che gli Stati membri siano all'altezza delle proprie responsabilità in materia di rispetto e controllo dell'applicazione delle norme che hanno essi stessi stabilito di comune accordo. La Commissione continuerà a sostenere gli Stati membri nei loro sforzi per recepire, applicare e attuare il diritto dell’Unione. Al tempo stesso, in qualità di custode dei trattati, la Commissione intensificherà gli sforzi per garantire il rispetto del diritto dell’UE.

In linea con le azioni prioritarie annunciate nel 2016, la Commissione ha presentato la sua nuova politica in materia di controllo dell'applicazione nella comunicazione "Diritto dell’Unione europea: risultati migliori attraverso una migliore applicazione" 23 . La comunicazione definisce un approccio più strategico alla politica della Commissione in materia di infrazioni, che si concentra sui problemi sistemici, ove l’azione della Commissione può davvero fare la differenza. Verrà data precedenza all'analisi dei casi in cui gli Stati membri non recepiscono la legislazione dell'UE nel diritto nazionale o lo fanno in modo non corretto. L’importanza che la Commissione attribuisce al tempestivo recepimento del diritto dell’Unione si rispecchia nell'approccio rafforzato alle sanzioni pecuniarie per tali casi. Inoltre, la Commissione perseguirà rigorosamente i casi in cui gli Stati membri non hanno rispettato una sentenza della Corte di giustizia, o in cui hanno causato danni gravi agli interessi finanziari dell’UE, oppure hanno violato le competenze esclusive dell’UE. Tali mancanze negano ai cittadini e alle imprese i diritti e i vantaggi che il diritto europeo riconosce loro. In linea con questa nuova politica, la Commissione chiuderà determinati casi se lo riterrà opportuno da un punto di vista politico. Una recente scheda informativa che accompagna il discorso del Presidente sullo stato dell’Unione illustra l’andamento delle attività di controllo dell'applicazione 24 .

L’obiettivo della nuova politica della Commissione in materia di infrazioni è garantire il rispetto più rapido nei casi importanti, per poter realizzare le sue priorità politiche. Questa nuova politica non è un'iniziativa isolata, bensì fa parte integrante di una serie di altri provvedimenti che la Commissione adotterà per sostenere gli Stati membri nell’attuazione del diritto dell’UE e per stabilire con loro una stretta collaborazione finalizzata all'applicazione tempestiva, corretta ed efficace del diritto dell’UE. Nell'ambito del programma «Legiferare meglio» la Commissione avvierà con gli Stati membri un dialogo più sistematico riguardante, in tutta la gamma dei settori legislativi, il rispetto del diritto dell’UE, questioni più generali di controllo dell'applicazione e aspetti strategici.

L’inadeguata attuazione della legislazione dell’Unione comporta la mancata realizzazione concreta di tutti i vantaggi previsti. Ad esempio, la piena attuazione della legislazione ambientale dell'UE potrebbe far risparmiare ogni anno all'economia europea 50 miliardi di EUR in costi sanitari e costi diretti per l’ambiente. Il riesame dell’attuazione delle politiche ambientali 25 è stato presentato come nuovo strumento per migliorare l’attuazione della politica europea in materia di ambiente e delle norme concordate. Si tratta dell’inizio di un nuovo processo che coinvolge gli Stati membri al fine di individuare e studiare le cause delle carenze nell'attuazione, nonché di ricercare soluzioni prima che i problemi diventino urgenti. Nel febbraio 2017 la Commissione ha pubblicato la prima serie di 28 relazioni per paese che riportano i punti di forza, le opportunità e le debolezze nazionali per quanto riguarda l'attuazione, insieme a una comunicazione che individua le sfide comuni e propone azioni di miglioramento per tutti gli Stati membri dell’UE 26 . In ultima analisi, questa formula, se darà risultati positivi, potrebbe essere estesa ad altri settori.

2.6.Collaborazione con le altre istituzioni

L'accordo interistituzionale «Legiferare meglio» riconosce che l'elaborazione di legislazione dell’Unione di qualità elevata è responsabilità congiunta di tutte le istituzioni dell’UE. Dal canto suo, la Commissione ha progressivamente tenuto fede, nel corso degli ultimi 12 mesi, alla maggior parte degli impegni che ha assunto nel quadro dell'accordo. La Commissione guarda con fiducia al primo bilancio politico che verrà effettuato insieme al Parlamento europeo e al Consiglio per individuare gli ambiti in cui è richiesto un impegno aggiuntivo per migliorare ulteriormente il processo legislativo e l'adeguatezza della legislazione UE.

Riquadro 5. Attuazione degli impegni che la Commissione ha assunto nel quadro dell’accordo interistituzionale «Legiferare meglio»

·Insieme al Parlamento europeo e al Consiglio è stata concordata una dichiarazione comune sulle priorità politiche per il 2017, cui si sta ora dando attuazione.

·Sono state fatte proposte di aggiornamento delle norme di comitatologia negli atti dell’Unione affinché rispondano ai requisiti del trattato di Lisbona.

·Sono entrate in vigore nuove regole sulla consultazione di esperti degli Stati membri durante la preparazione degli atti delegati. Sono stati avviati negoziati tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione per stabilire i criteri di demarcazione relativi agli atti delegati.

·Il progetto informatico per istituire un nuovo registro degli atti delegati procede come da programma per l'operatività entro fine 2017, come previsto.

·Le tre istituzioni hanno sviluppato e stanno portando avanti un piano per un nuovo portale web interistituzionale comune per migliorare la trasparenza del processo legislativo.

·Sono stati avviati negoziati tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione per stabilire le modalità pratiche di svolgimento dei negoziati internazionali.

·Gli orientamenti e gli strumenti della Commissione per legiferare meglio sono stati rivisti e trattano ora tutti i punti contemplati dall'accordo interistituzionale: rifusione, codificazione, "costo della non Europa", attività di monitoraggio e valutazione delle disposizioni giuridiche, ecc.

·È stata creata una capacità informatica per accettare le relazioni degli Stati membri sulle misure nazionali di recepimento che vanno oltre le prescrizioni del diritto dell’Unione.

·La presente comunicazione illustra gli impegni in materia di semplificazione della legislazione e di valutazione della possibilità di stabilire obiettivi di riduzione dei costi inutili in settori chiave.

3.Conclusioni e prossimi passi per completare il programma «Legiferare meglio»

Oggi più che mai, è necessario garantire che la definizione delle politiche sia radicata nei dati di fatto. Il mondo e i problemi che ci troviamo ad affrontare sono troppo complessi per poter trovare soluzioni senza considerare prima gli elementi d'informazione in modo strutturato e globale.

L’approccio della Commissione funziona e ha conseguito risultati positivi. "Legiferare meglio" è uno strumento che fornisce la base per decisioni strategiche valide e tempestive per realizzare le priorità politiche che guidano l’azione della Commissione volta ad affrontare le sfide che l’UE si trova oggi ad affrontare. Le consultazioni pubbliche, la valutazione retrospettiva, le valutazioni d’impatto e il programma REFIT permettono di effettuare l'analisi sistematica delle nuove proposte e della legislazione vigente in modo da conseguire i risultati necessari ed evitare costi di regolamentazione inutili. Questo approccio consente di valutare nel merito la legislazione in modo sistematico, globale e fondandosi su elementi concreti; è flessibile e consente alla Commissione di concentrarsi su atti specifici che secondo le parti interessate è necessario migliorare.

Ciò garantisce che i principi del legiferare meglio guidino le scelte politiche e conferiscano loro maggiore legittimità e responsabilità. I responsabili politici e le parti interessate sono così costretti a presentare argomentazioni fondate su elementi concreti e sugli impatti attesi e viene messa a disposizione una serie di strumenti per interagire in modo costruttivo con tutte le componenti della società.

Ciò nonostante, la Commissione è sempre pronta a migliorare la propria politica a favore della migliore regolamentazione. Per quanto riguarda, in particolare, il programma REFIT, la Commissione ha deciso di intensificare gli sforzi per quantificare l’impatto delle sue proposte e garantire che tutte le revisioni della legislazione vigente prendano sistematicamente in esame le possibilità di semplificazione e riduzione dei costi inutili. È quanto stabilito negli orientamenti e strumenti per legiferare meglio rivisti che sono entrati in vigore nel luglio di quest’anno. A decorrere dal 1º novembre, tutte le valutazioni d’impatto devono, per quanto possibile, quantificare e presentare, in modo coerente, i risultati dell'attività di REFIT e tutte le informazioni sui costi e benefici dell’iniziativa.

La Commissione fornirà una valutazione globale del modo in cui il suo programma "Legiferare meglio" è stata attuato durante tutto il suo mandato.

Riquadro 6. Azioni di follow-up

·Per le revisioni della legislazione vigente, ogni valutazione d’impatto presenterà chiaramente i potenziali risparmi in termini di costi, per quanto possibile quantificati, stabilendo così un chiaro obiettivo di riduzione degli oneri di cui dovranno tener conto il Parlamento europeo e il Consiglio nell'iter legislativo e gli Stati membri nell'ambito del recepimento e dell’attuazione della legislazione.

·Inoltre, nel 2017 e 2018 verranno elaborate proposte fondamentali che introdurranno considerevoli semplificazioni nei seguenti campi:

tassazione & IVA: un pacchetto di iniziative sul sistema definitivo dell’IVA e la semplificazione per le PMI che ridurrà gli oneri amministrativi per le piccole imprese, al fine di contribuire alla creazione di un ambiente favorevole alla loro crescita e al commercio transfrontaliero e stabilire condizioni di parità;

riduzione degli oneri per le imprese: il pacchetto sul diritto societario è inteso a semplificare le procedure inerenti al diritto societario e a ridurre i relativi oneri amministrativi per le imprese e gli enti pubblici (ad esempio, grazie alle procedure digitali);

sostegno alla pubblica amministrazione: è prevista la razionalizzazione degli obblighi di comunicazione stabiliti dalla normativa ambientale sulla base delle risultanze del controllo dell’adeguatezza;

aiuto ai consumatori: la semplificazione delle norme vigenti del diritto dei consumatori, per quanto riguarda ad esempio gli obblighi di informazione e la comunicazione a distanza con i consumatori, determinerebbe alcune riduzioni dei costi e alleggerirebbe gli oneri amministrativi.

·Continuare a valutare periodicamente la legislazione dell’Unione con l’obiettivo di mantenerla adeguata allo scopo. Sono attualmente in corso valutazioni importanti, tra cui quelle della normativa in materia di sostanze chimiche, della normativa inerente al settore marittimo e della legislazione alimentare generale.

·Provvedere affinché venga sistematicamente chiesto alle parti interessate di esprimersi circa la necessità o la possibilità di semplificare la legislazione (ad esempio, nel quadro delle consultazioni pubbliche che accompagnano le valutazioni retrospettive e le valutazioni d’impatto).

·Insieme al Parlamento europeo e al Consiglio, intensificare gli sforzi per attuare le disposizioni dell’accordo interistituzionale «Legiferare meglio», al fine di includere nei nuovi atti legislativi modalità proporzionate di monitoraggio e valutazione.

(1)   https://ec.europa.eu/commission/index_it  
(2)  COM(2017) xxx [completare allorché noto]
(3)  COM(2015) 215 del 19 maggio 2015, Legiferare meglio per ottenere risultati migliori — Agenda dell'UE.
(4)  Risoluzione del Parlamento europeo del 12 aprile 2016 sul programma di controllo dell’adeguatezza e dell’efficacia della regolamentazione (REFIT): situazione attuale e prospettive, http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=TA&language=IT&reference=P8-TA-2016-0104 .
(5)  Legiferare meglio per rafforzare la competitività: Conclusioni del Consiglio del 26 maggio 2016, http://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2016/05/26-conclusions-better-regulation/ .
(6)  OECD (2015), OECD Regulatory Policy Outlook 2015, OECD Publishing, Paris; http://www.oecd.org/publications/oecd-regulatory-policy-outlook-2015-9789264238770-en.htm .
(7)  Accordo interistituzionale «Legiferare meglio» tra il Parlamento europeo, il Consiglio dell'Unione europea e la Commissione europea - GU L 123 del 12 maggio 2016, pag. 1. http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=OJ:L:2016:123:TOC .
(8)  C(2016) 8600 del 21 dicembre 2016, Diritto dell'Unione europea: risultati migliori attraverso una migliore applicazione.
(9)  "Contribuire al processo legislativo": https://ec.europa.eu/info/law/contribute-law-making_it .
(10)   https://ec.europa.eu/info/better-regulation-guidelines-and-toolbox_it  
(11)   https://ec.europa.eu/info/law/law-making-process/regulatory-scrutiny-board_it  
(12)  Conclusioni del Consiglio del dicembre 2014 (doc. 16000/14): "(...) invita la Commissione a sviluppare ed attuare - sulla base dei contributi forniti dagli Stati membri e dalle parti interessate - obiettivi di riduzione settoriali in ambiti particolarmente gravosi, specie per le PMI, nel quadro del programma REFIT. Questo approccio non richiederebbe una misurazione di base e dovrebbe tenere conto al tempo stesso dei costi e dei benefici della regolamentazione."; conclusioni del Consiglio del 26 maggio 2016 "Legiferare meglio per rafforzare la competitività" nelle quali si "(...) esorta la Commissione a procedere rapidamente (...) per consentire di introdurre obiettivi di riduzione nel 2017, al contempo tenendo sempre conto di un livello elevato di tutela dei consumatori, della salute, dell’ambiente e dei lavoratori nonché dell’importanza di un mercato unico pienamente funzionante."
(13)  OCSE, banca dati pilota sulle pratiche in materia di partecipazione delle parti interessate: http://www.oecd.org/gov/regulatory-policy/EC-Stakeholder-Engagement.pdf .
(14)   https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/xxii4ab_on_stakeholder_consultation_mechanisms.pdf  
(15)   https://ec.europa.eu/info/law/contribute-law-making_it  
(16)   https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/news/roaming-implementing-regulation  
(17)  COM(2015) 0750. Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 91/477/CEE del Consiglio, relativa al controllo dell’acquisizione e della detenzione di armi.
(18)   http://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/lighten-load_it  
(19)  Esempi tratti dal quadro di valutazione REFIT. Maggiori informazioni sono reperibili nel documento di lavoro che accompagna la presente comunicazione.
(20)   https://publications.europa.eu/en/publication-detail/-/publication/257ede84-dd11-4873-be36-77aaca2faeab (programma ABRplus).
(21)   https://ec.europa.eu/info/law/law-making-process/overview-law-making-process/evaluating-and-improving-existing-laws/reducing-burdens-and-simplifying-law/refit-platform/refit-platform-recommendations_it  
(22)  V. Strumenti per legiferare meglio, strumento #12. Formato della relazione sulla valutazione d’impatto, https://ec.europa.eu/info/better-regulation-guidelines-and-toolbox_it .
(23)   C(2016) 8600 , GU C 18 del 19 gennaio 2017. 
(24)   https://ec.europa.eu/commission/sites/beta-political/files/better-regulation-factsheet_it.pdf  
(25)  Comunicazione "Trarre il massimo beneficio dalle politiche ambientali dell'UE grazie ad un regolare riesame della loro attuazione" (COM(2016) 316 final).
(26)  Comunicazione "Riesame dell'attuazione delle politiche ambientali dell'UE: sfide comuni e indicazioni su come unire gli sforzi per conseguire risultati migliori" (COM(2017) 063 final).
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