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Document 52012DC0658
REPORT FROM THE COMMISSION TO THE COUNCIL on the basis of Member States' reports on the implementation of the Council Recommendation (2009/C 151/01) on patient safety, including the prevention and control of healthcare associated infections
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO sulla base delle relazioni degli Stati membri in merito all'attuazione della raccomandazione del Consiglio (2009/C 151/01) sulla sicurezza dei pazienti, comprese la prevenzione e il controllo delle infezioni associate all'assistenza sanitaria
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO sulla base delle relazioni degli Stati membri in merito all'attuazione della raccomandazione del Consiglio (2009/C 151/01) sulla sicurezza dei pazienti, comprese la prevenzione e il controllo delle infezioni associate all'assistenza sanitaria
/* COM/2012/0658 final */
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO sulla base delle relazioni degli Stati membri in merito all'attuazione della raccomandazione del Consiglio (2009/C 151/01) sulla sicurezza dei pazienti, comprese la prevenzione e il controllo delle infezioni associate all'assistenza sanitaria /* COM/2012/0658 final */
INDICE 1........... Introduzione................................................................................................................... 3 2........... Sintesi delle principali azioni
condotte a livello di Stati membri.......................................... 4 2.1........ Sicurezza generale dei pazienti......................................................................................... 4 2.1.1..... Sviluppo di politiche e programmi
nazionali per la sicurezza dei pazienti............................ 4 2.1.2..... Informazione sugli eventi sfavorevoli................................................................................ 5 2.1.3..... Emancipazione dei pazienti.............................................................................................. 5 2.1.4..... Istruzione e formazione degli
operatori sanitari in tema di sicurezza dei pazienti................. 6 2.1.5..... Attività transfrontaliere in tema di
sicurezza dei pazienti.................................................... 6 2.1.6..... Ricerca........................................................................................................................... 6 2.1.7..... Ambiti più o meno coperti a livello
di attuazione............................................................... 6 2.2........ Infezioni nosocomiali....................................................................................................... 8 2.2.1..... Adozione e attuazione di una
strategia per la prevenzione e il controllo delle infezioni associate
all'assistenza (IAA)...................................................................................................................................... 8 2.2.2..... Istituzione di un meccanismo intersettoriale
o di un sistema equivalente........................... 10 3........... Principali azioni a livello
dell'Unione europea.................................................................. 10 3.1........ Sicurezza generale dei pazienti....................................................................................... 10 3.2........ Infezioni associate all'assistenza
sanitaria........................................................................ 11 4........... Contesto socioeconomico............................................................................................. 13 5........... Conclusioni................................................................................................................... 14 1. Introduzione Nel giugno 2009 il Consiglio ha adottato una raccomandazione
sulla sicurezza dei pazienti, comprese la prevenzione e il controllo delle
infezioni associate all'assistenza sanitaria (2009/C 151/01), nel seguito "la
raccomandazione". La raccomandazione è composta di due capitoli.
Nel primo capitolo sui temi generali attinenti alla sicurezza dei pazienti si
invitano gli Stati membri a porre in atto una serie di misure al fine di
ridurre al minimo il danno che i pazienti ricevono a seguito dell'assistenza
sanitaria. Tali misure comprendono lo sviluppo di politiche nazionali sulla
sicurezza dei pazienti, la responsabilizzazione e l'informazione dei pazienti, strumenti
per la segnalazione e l'apprendimento in caso di eventi sfavorevoli, la promozione
dell'istruzione e della formazione degli operatori sanitari e lo sviluppo della
ricerca. La raccomandazione invita gli Stati membri a condividere le conoscenze,
le esperienze e le migliori pratiche e a classificare e codificare la sicurezza
dei pazienti a livello dell'UE collaborando gli uni con gli altri e con la Commissione. Nel secondo capitolo relativo alla prevenzione
e al controllo delle infezioni associate all'assistenza sanitaria (IAA) gli Stati
membri sono sollecitati ad adottare e a attuare una strategia a livello
appropriato per la prevenzione e il controllo delle IAA e a contemplare
l'opportunità di istituire un meccanismo intersettoriale o un sistema
equivalente per l'attuazione coordinata di tale strategia. La strategia dovrebbe
comprendere misure di prevenzione e controllo delle infezioni a livello
nazionale/regionale e di istituzione sanitaria, sistemi di sorveglianza, l'istruzione
e la formazione degli operatori sanitari, l'informazione dei pazienti e la ricerca. La raccomandazione integra altre iniziative
dell'UE. La direttiva 2011/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo
2011, concernente l'applicazione dei diritti dei pazienti relativi
all'assistenza sanitaria transfrontaliera[1],
che dovrà essere recepita entro l'ottobre 2013, intende non solo chiarire i
diritti dei pazienti che si fanno curare in un altro Stato membro dell'UE, ma
si prefigge anche di assicurare che tale assistenza sia sicura e di buona qualità.
La direttiva comprende pertanto diverse disposizioni in merito alla sicurezza e
alla qualità dell'assistenza sanitaria: collaborazione degli Stati membri in
tema di standard e linee guida, informazione dei pazienti sugli erogatori di assistenza
e sugli standard di sicurezza/qualità applicati e sulla possibilità di vedersi rifiutare
l'autorizzazione previa se sussistano dubbi sulla qualità e la sicurezza di un erogatore
di assistenza nello Stato membro di trattamento. L'attuazione delle azioni contemplate dalla
raccomandazione (ad es.: condivisione delle conoscenze, delle esperienze e delle
migliori pratiche; riesame regolare e aggiornamento degli standard di sicurezza
dei pazienti applicabili all'assistenza sanitaria erogata negli Stati membri, informazione
dei pazienti sulle misure di sicurezza volte a ridurre o a prevenire i danni e
sugli standard di sicurezza dei pazienti, adozione e attuazione di una strategia
per la prevenzione e il controllo delle infezioni nosocomiali, compresa la
definizione di un meccanismo intersettoriale o di un sistema equivalente per l'attuazione
coordinata della strategia) fungerà da riferimento per valutare gli standard di
sicurezza in forza della direttiva. Inoltre, l'articolo 12 della direttiva 2011/24/UE
intende promuovere lo sviluppo di centri d'eccellenza e di reti di riferimento
europee. Quale primo passo esso autorizza la Commissione a definire, mediante
atti delegati e atti di attuazione, i criteri e le condizioni che tali centri e
reti devono soddisfare. I requisiti e i criteri in tema di sicurezza dei
pazienti saranno probabilmente definiti in tale contesto. Inoltre, i centri di assistenza
sanitaria delle future reti di riferimento europee contribuiranno, attuando iniziative
o pratiche comuni in tema di sicurezza dei pazienti, a definire le migliori
pratiche allorché si tratta di procedure complesse. Infine, il piano d'azione quinquennale di
lotta ai crescenti rischi di resistenza antimicrobica, adottato dalla Commissione
nel novembre 2011, intende porre in atto modalità efficaci di prevenzione delle
infezioni microbiche e di diffusione dei microrganismi. Il rafforzamento della prevenzione
e del controllo delle infezioni in ambito nosocomiale (azione 4 del piano
d'azione) contribuirà a raggiungere tale obiettivo. La raccomandazione sollecita la Commissione a presentare
una relazione d'attuazione al Consiglio sulla base delle informazioni fornite
dagli Stati membri. Nell'aprile 2011 gli Stati membri sono stati invitati a
riferire alla Commissione sui progressi realizzati nell'attuazione della
raccomandazione in base a un questionario standardizzato. La Commissione ha ricevuto
le risposte di tutti gli Stati membri, di un paese del SEE (Norvegia[2]) su base volontaria e di cinque
regioni (sulla sicurezza generale dei pazienti) / di 15 regioni (sulle IAA). Inoltre,
14 Stati membri hanno aggiornato nel luglio 2012 le informazioni relative alla parte
concernente la sicurezza generale dei pazienti. La presente relazione sintetizza le principali
azioni adottate a livello di Stati membri e di UE entro il giugno 2011 (luglio
2012 per la parte relativa alla sicurezza generale dei pazienti) e evidenzia
gli ambiti della raccomandazione cui si dovrà consacrare ulteriore attenzione. La
raccomandazione è corredata di un documento di lavoro dei servizi della Commissione
che fornisce un'analisi tecnica più dettagliata delle risposte ricevute. Nella
presente relazione sono presentate soltanto le risposte a livello nazionale[3]; il documento di lavoro dei
servizi della Commissione comprende analisi delle risposte sia a livello nazionale
che regionale. Laddove la presente relazione fa riferimento a paesi con tale
parola si intendono gli Stati membri dell'UE e la Norvegia. 2. Sintesi delle principali
azioni condotte a livello di Stati membri 2.1. Sicurezza
generale dei pazienti 2.1.1. Sviluppo
di politiche e programmi nazionali per la sicurezza dei pazienti Tutti i paesi hanno sviluppato politiche
specifiche per la sicurezza dei pazienti e/o le hanno inserite quali priorità nelle
loro politiche sanitarie. Un'autorità competente responsabile della sicurezza
dei pazienti a livello nazionale o regionale è stata istituita ufficialmente con
un atto giuridico in 19 Stati membri, mentre in altri sei ciò è avvenuto senza
ricorrere a un atto giuridico. Le autorità competenti per l'essenziale identificano
e promuovono le migliori pratiche, raccolgono informazioni sui programmi in
atto in materia di sicurezza dei pazienti e sviluppano linee guida per la
sicurezza dei pazienti. In 15 Stati membri vi sono standard di sicurezza dei
pazienti che vengono regolarmente aggiornati e in 11 di essi tali standard sono
obbligatori. Altri otto paesi hanno posto in atto misure per la sicurezza dei
pazienti diverse da standard (ad es. linee guida cliniche basate su prove
esperienziali, procedure di accreditamento e misurazioni della cultura della sicurezza
a favore dei pazienti). Cinque Stati membri però non hanno segnalato nessuno standard
in tema di sicurezza dei pazienti né altre misure. Una grande maggioranza di paesi
(24) concorda nell'affermare che sarebbe per essi utile disporre di linee guida
sul modo di costruire e introdurre standard di sicurezza a favore dei pazienti. 2.1.2. Informazione
sugli eventi sfavorevoli La raccomandazione sollecita gli Stati membri a
stabilire sistemi di segnalazione e di apprendimento in tema di eventi sfavorevoli.
Nel luglio 2012 tali sistemi erano pienamente operativi in 15 Stati membri ed
erano in parte attuati da altri 11. Tali sistemi forniscono per l'essenziale informazioni
sulle cause degli eventi sfavorevoli e ne registrano i numeri a seconda delle tipologie.
In 18 paesi essi sono separati dalle procedure disciplinari al fine di
assicurare un contesto non punitivo per la segnalazione. Gli operatori sanitari
sono incoraggiati a riferire sugli eventi sfavorevoli in quasi tutti i paesi in
cui esistono sistemi di segnalazione e di apprendimento. In due terzi dei paesi
la segnalazione ad opera degli operatori sanitari è aumentata nell'ultimo
biennio. In 13 dei 26 Stati membri in questione i
sistemi di segnalazione e di apprendimento forniscono anche un'opportunità di
esprimersi ai pazienti e alle loro famiglie. Le informazioni sui tassi di segnalazione
sono raccolte di routine soltanto in nove Stati membri, cinque dei quali informano
che la segnalazione ad opera dei pazienti è aumentata tra il 2009 e il 2012. 2.1.3. Emancipazione
dei pazienti La raccomandazione incoraggia gli Stati membri
a emancipare i pazienti coinvolgendo le organizzazioni dei pazienti e i singoli
pazienti. Le organizzazioni dei pazienti sono invitate
formalmente a partecipare allo sviluppo delle politiche per la sicurezza dei
pazienti in 14 paesi, mentre in altri sei la loro partecipazione non è
richiesta formalmente ma costituisce la prassi. Si raccomanda agli
Stati membri di informare i pazienti sugli standard di sicurezza dei pazienti,
sulle misure di sicurezza volte a ridurre o a prevenire gli errori, sul diritto
di esprimere un consenso informato per una terapia, sulle procedure di reclamo
e sugli strumenti di ricorso disponibili. In tutti i paesi che hanno presentato
la relazione, almeno uno di questi elementi di informazione è comunicato ai pazienti
(il diritto a un consenso informato è comunicato in tutti i paesi). Soltanto
cinque Stati membri forniscono però ai pazienti tutti questi dettagli. Le informazioni
sugli standard di sicurezza per i pazienti sono quelle meno disponibili. D'altro
canto, più della metà degli Stati membri segnala che i cittadini hanno accesso
a un elenco di istituzioni di assistenza sanitaria accreditate. Le informazioni
sono fornite ai pazienti essenzialmente attraverso siti web pubblici o ad opera
degli operatori sanitari. Ventitre paesi dispongono di meccanismi per
registrare il feedback dei pazienti sulla disponibilità e l'accuratezza delle informazioni
fornite. Vi sono ad esempio questionari scritti o on-line da compilare quando i
pazienti vengono dimessi, indagini annuali sulle esperienze dei pazienti e la
possibilità di caricare commenti sul sito web dedicato. Le competenze chiave per i pazienti in tema di
sicurezza dei pazienti sono state sviluppate e diffuse soltanto in 12 Stati
membri e le relazioni indicano come tale concetto sia interpretato in modo diverso
da un paese all'altro. Due Stati membri hanno sviluppato un insieme specifico di
competenze chiave per i pazienti, mentre altri 10 includono elementi correlati
in altre politiche sanitarie. 2.1.4. Istruzione
e formazione degli operatori sanitari in tema di sicurezza dei pazienti Tutti i paesi meno
uno segnalano di aver promosso l'istruzione e la formazione degli operatori
sanitari in tema di sicurezza dei pazienti nel corso dell'ultimo biennio. Tuttavia
soltanto 15 dispongono di requisiti formali per includere moduli sulla sicurezza
dei pazienti in uno o più tipi d'istruzione. Tali moduli sono offerti per
l'essenziale al personale infermieristico e ai medici nel contesto della
formazione professionale continua, dell'istruzione post-laurea o della
formazione sul posto di lavoro. L'offerta è minore per gli amministratori dell'assistenza
sanitaria e gli operatori sanitari diversi dai medici, dagli infermieri e dai farmacisti.
Nessun paese inserisce la sicurezza dei pazienti in tutti i livelli dell'istruzione
per tutti i gruppi di operatori, ma tre paesi lo fanno per i medici, gli infermieri
e i farmacisti. 2.1.5. Attività
transfrontaliere in tema di sicurezza dei pazienti Oltre alle azioni condotte a livello nazionale
certi Stati membri segnalano esempi di attività transfrontaliere. Tre Stati membri hanno sviluppato una strategia
transfrontaliera per la sicurezza dei pazienti che si affianca alla strategia nazionale.
In due Stati membri sistemi di segnalazione e apprendimento funzionano in un
contesto transfrontaliero. Quindici paesi dispongono di procedure specifiche per
informare i pazienti non residenti sugli standard in tema di sicurezza dei
pazienti e altre misure. Tuttavia non sono stati forniti ulteriori dettagli su
tali procedure. 2.1.6. Ricerca Dieci Stati membri riferiscono di avere un programma
di ricerca nazionale in tema di sicurezza dei pazienti. La ricerca posta in
atto interessa la cultura della sicurezza per i pazienti, la riduzione del
rischio di errori di medicazione, il miglioramento della competenza dei pazienti
nella sicurezza delle medicazioni, le infezioni legate all'assistenza sanitaria,
la prevenzione delle cadute tra la popolazione anziana, l'impatto dell'assenteismo
degli operatori sanitari sulla soddisfazione dei pazienti, l'impatto della
teleradiologia sulle emergenze vitali, gli strumenti per misurare gli eventi
sfavorevoli e la frequenza di eventi sfavorevoli tra i pazienti ricoverati in
ospedale. 2.1.7. Ambiti
più o meno coperti a livello di attuazione Tra le 13 azioni contemplate dalla
raccomandazione e analizzate nella presente relazione[4], le tre seguenti sono state attuate
dal maggior numero di paesi: inserire la sicurezza dei pazienti quale priorità
nelle politiche della sanità pubblica (tutti i paesi); designare un'autorità
competente responsabile della sicurezza dei pazienti (25 paesi) e promuovere la
formazione in tema di sicurezza dei pazienti in ambito sanitario (24 paesi). Le azioni attuate dal minor numero di paesi sono:
inserire la sicurezza dei pazienti nell'istruzione e nella formazione degli operatori
sanitari (tre paesi); fornire informazioni complete ai pazienti sulla sicurezza
dei pazienti (cinque paesi); diffondere una conoscenza di base sulla sicurezza
dei pazienti tra gli operatori sanitari (11 paesi) e sviluppare competenze
chiave in tema di sicurezza dei pazienti all'indirizzo dei pazienti stessi (12 paesi). Per quanto concerne il numero di azioni attuate
dai paesi, la ripartizione è la seguente: Paesi che hanno attuato tutte e 13 le azioni || 0 paesi Paesi che hanno attuato da 10 a 12 azioni || 9 paesi: CZ, DE, DK, ES, FR, IE, IT, NL, UK Paesi che hanno attuato da 6 a 9 azioni || 14 paesi: AT, BE, BG, EE, FI, LT, LU, MT, NO, PL, PT, SE, SI, SK Paesi che hanno attuato da 4 a 6 azioni || 3 paesi: CY, HU, LV Paesi che hanno attuato da 1 a 3 azioni || 2 paesi: EL, RO Nel 2008 la valutazione d'impatto[5] fatta dalla Commissione forniva
informazioni sulle attività in tema di sicurezza dei pazienti condotte negli Stati
membri (compresa l'esistenza e la maturità dei sistemi di segnalazione e apprendimento,
la denominazione di un'autorità competente responsabile della sicurezza dei
pazienti e la partecipazione attiva degli Stati membri a iniziative volte a sviluppare
e a usare le conoscenze e le prove esperienziali in tema di sicurezza dei
pazienti a livello UE o internazionale). Se si raffronta la situazione del 2012
con quella del 2008 si riscontrano i principali progressi in relazione ai
sistemi di segnalazione e di apprendimento: 16 sistemi sono ora privi di
carattere punitivo rispetto a soltanto quattro nel 2008; 11 offrono la possibilità
ai pazienti di segnalare eventi sfavorevoli — nel 2008 ciò era possibile soltanto
in tre sistemi. Tuttavia, altri ambiti hanno registrato progressi più limitati
(ad es. la valutazione dei sistemi esistenti di sicurezza dei pazienti) o nessun
progresso. Si noti che questo raffronto è viziato da limiti metodologici ed ha
quindi soltanto valore indicativo. 2.2. Infezioni
nosocomiali 2.2.1. Adozione
e attuazione di una strategia per la prevenzione e il controllo delle infezioni
associate all'assistenza (IAA) La raccomandazione sollecita gli Stati membri
a adottare e attuare una strategia a livello appropriato per la prevenzione e
il controllo delle IAA. Diciotto Stati membri ritengono che il livello nazionale
o federale sia quello appropriato per una simile strategia. Entro il giugno
2011 nove di questi Stati membri disponevano di una strategia nazionale, sei la
stavano preparando e tre non avevano una strategia da comunicare né la stavano
preparando. Nove paesi sostengono che i livelli sia nazionale che regionale sono
quelli appropriati. Tutti dispongono di una strategia nazionale e regionale. Un
unico Stato membro segnala che il livello regionale è il livello appropriato. La
maggior parte delle strategie per la prevenzione e il controllo delle IAA sono
correlate alle strategie per l'uso prudente degli agenti antimicrobici nella
medicina umana e/o alle strategie in tema di sicurezza dei pazienti. La raccomandazione fa presente che una strategia
volta alla prevenzione e al controllo delle IAA dovrebbe perseguire i seguenti obiettivi
principali: (a)
Attuare misure di prevenzione e controllo a
livello nazionale o regionale per sostenere il contenimento delle infezioni
associate all'assistenza sanitaria Linee guida in tema di igiene delle mani sono
disponibili in 22 paesi, 19 dei quali rinviano alle linee guida dell'OMS. Inoltre,
tre Stati membri stanno elaborando linee guida e uno possiede disposizioni
normative per l'igiene delle mani. Due Stati membri non dispongono di linee
guida per l'igiene delle mani. Campagne in tema d'igiene delle mani sono state
condotte in 18 paesi e sono in preparazione in quattro Stati membri. Linee guida relative a tematiche diverse
dall'igiene delle mani e finalizzate alla prevenzione e al controllo delle IAA negli
ospedali sono disponibili in 23 paesi e sono in preparazione in tre Stati
membri. Due Stati membri non dispongono di linee guida concordate. (b)
Rafforzare la prevenzione e il controllo
delle infezioni a livello delle istituzioni sanitarie –
ospedali Per quanto concerne i comitati di controllo
delle infezioni (o soluzioni organizzative di governance equipollenti) negli ospedali,
si registrano requisiti legali e/o linee guida settoriali in 22 paesi. Sei Stati
membri non dispongono di disposizioni/linee guida. Dove esistono disposizioni/linee
guida esse comprendono il coinvolgimento dell'amministrazione ospedaliera nel
comitato di controllo delle infezioni. Per quanto concerne i gruppi di controllo
delle infezioni (o soluzioni organizzative equipollenti) negli ospedali, in 24
paesi vi sono disposizioni legali e/o linee guida settoriali. Soltanto quattro Stati
membri non dispongono di disposizioni/linee guida (ma uno ha una disposizione
legale relativa a un epidemiologo). In cinque Stati membri vi sono disposizioni
legali relative a un bilancio apposito a livello di ospedale. Nel complesso, soltanto due Stati membri segnalano
di non disporre di requisiti in tema di governance negli ospedali. –
case di cura Dodici paesi segnalano di incoraggiare le case
di cura a porre in atto adeguate soluzioni organizzative di governance per la preparazione
e il monitoraggio di un programma di prevenzione e controllo delle infezioni. Tra
questi paesi le disposizioni legali o le linee guida settoriali per strutture
di controllo delle infezioni nelle case di cura erano presenti in 10 Stati
membri. (c)
Istituire o rafforzare sistemi di
sorveglianza attiva Tutti i paesi meno due hanno posto in atto almeno
un tipo di rete di sorveglianza per le IAA; nei due che non ne dispongono (Stati
membri di piccole dimensioni), la sorveglianza è assicurata a livello di ospedale
e non attraverso una rete nazionale o regionale. Le reti di sorveglianza riguardano
i batteri multiresistenti (18 paesi), le infezioni del sito chirurgico (15), le
infezioni nelle unità di cure intensive per adulti (16) e le infezioni del sangue
(15). 19 paesi hanno condotto indagini di prevalenza nel ventennio precedente. Per quanto concerne i sistemi di sorveglianza
per la tempestiva individuazione e segnalazione degli organismi nosocomiali o
dei raggruppamenti di IAA, tali sistemi coprono per lo più i raggruppamenti di certi
IAA. Un sistema per la valutazione esterna di qualità
dei test di suscettibilità antimicrobica esiste in 19 paesi ed è in preparazione
in tre Stati membri. Sei Stati membri non dispongono di tali sistemi. (d)
Favorire l'istruzione e la formazione del personale
sanitario Un nucleo comune di competenze concordato a
livello nazionale (curriculum) per i programmi specializzati di formazione e/o istruzione
destinati al personale preposto al controllo delle infezioni esiste in 13 paesi
ed è in via di elaborazione in tre Stati membri. Undici paesi non dispongono di
un simile curriculum concordato. La formazione specializzata continua non
sponsorizzata è obbligatoria in nove Stati membri per i medici incaricati del controllo
delle infezioni e in 11 paesi per gli infermieri con compiti di controllo delle
infezioni. Per quanto concerne l'istruzione degli operatori
sanitari diversi dal personale incaricato del controllo delle infezioni, 13 paesi
dispongono di un nucleo comune di competenze concordato a livello nazionale in
relazione ai principi basilari di igiene e di prevenzione e controllo delle infezioni
e un paese sta sviluppando un curriculum di questo tipo. 12 paesi prevedono una
formazione propedeutica obbligatoria per tutti gli operatori sanitari presso le
istituzioni di assistenza sanitaria. Una formazione regolare per tutti gli operatori
sanitari presso le istituzioni di assistenza sanitaria è obbligatoria in 14 paesi.
Tre Stati membri prevedono inoltre la formazione degli amministratori delle
istituzioni di assistenza sanitaria. (e)
Migliorare l'informazione fornita ai pazienti
da parte delle istituzioni sanitarie Soltanto tre Stati membri seguono un modello nazionale/regionale
contenente le informazioni da fornire ai pazienti durante il loro soggiorno
presso un'istituzione sanitaria, comprese le informazioni sulle IAA. In due di
essi i modelli comprendono informazioni sulle misure adottate dalle istituzioni
sanitarie per prevenire le IAA. Inoltre, i modelli forniscono informazioni sui
rischi di IAA (due Stati membri), sul modo in cui i pazienti possono
contribuire a prevenire le infezioni (uno) e informazioni specifiche rivolte ai
pazienti colonizzati o infettati da microorganismi legati all'assistenza
sanitaria (due). Undici Stati membri segnalano di disporre di meccanismi
per incoraggiare le istituzioni sanitarie a fornire informazioni ai pazienti. I
meccanismi consistono in un regolamento vincolante in sei Stati membri, in
linee guida settoriali in sei Stati membri e in sistemi di accreditamento o
certificazione in quattro Stati membri. (f)
Sostenere la ricerca In sei Stati membri bandi di gara in tema di IAA
(epidemiologia, nuove tecnologie e nuovi interventi preventivi e terapeutici, efficacia
dei costi della prevenzione e del controllo delle infezioni) possono essere
indetti sotto l'egida del ministero incaricato della salute o della ricerca. 10
paesi usano i loro meccanismi intersettoriali per definire le priorità della ricerca
nel campo della prevenzione e del controllo delle infezioni, mentre altri tre Stati
membri prevedono di coinvolgere i loro meccanismi intersettoriali. 2.2.2. Istituzione
di un meccanismo intersettoriale o di un sistema equivalente Per l'attuazione coordinata della strategia volta
alla prevenzione e al controllo delle IAA, 17 paesi dispongono di meccanismi
intersettoriali o di sistemi equivalenti, mentre sette Stati membri ne stanno istituendo.
Nella maggior parte dei casi (13 paesi su 17) i meccanismi intersettoriali o i sistemi
equivalenti coordinano anche la strategia per l'uso prudente degli agenti antimicrobici
nella medicina umana. Quattro Stati membri segnalano di non disporre di meccanismi
intersettoriali o di sistemi equivalenti. 3. Principali azioni a livello
dell'Unione europea 3.1. Sicurezza
generale dei pazienti La Commissione europea ha portato avanti le
seguenti attività per promuovere l'apprendimento reciproco tra gli Stati membri
e propone definizioni comuni e una terminologia comune per la sicurezza dei
pazienti. Nell'ambito del gruppo di lavoro sulla
sicurezza dei pazienti e la qualità dell'assistenza, la Commissione ha promosso
lo scambio di informazioni in merito a iniziative legate alla sicurezza dei
pazienti e alla qualità dell'assistenza. Questo gruppo è composto di tutti gli Stati
membri dell'UE, di rappresentanti dei paesi dell'EFTA, di organizzazioni internazionali
(OMS, OCSE e Consiglio d'Europa) e di organizzazioni rappresentative dei pazienti,
degli operatori sanitari, degli amministratori della sanità e di esperti della qualità
dell'assistenza sanitaria. Il gruppo ha discusso i lavori dell'OMS in merito
alla Classificazione internazionale per la sicurezza dei pazienti (15 paesi partecipano
a questo lavoro e due lo hanno tradotto nelle loro lingue nazionali) nonché diversi
esempi di attività nazionali in tema di sicurezza dei pazienti. A tutt'oggi
però non è stata proposta una classificazione della sicurezza dei pazienti a livello
di UE. La Commissione europea cofinanzia, nell'ambito
del programma Salute, il progetto relativo agli indicatori sulla qualità dell'assistenza
sanitaria, progetto di cui è capofila l'OCSE. Nel 2011 sono stati pubblicati
per la prima volta sei indicatori sulla sicurezza dei pazienti: due relativi al
trauma ostetrico e quattro concernenti le complicanze procedurali e postoperatorie.
Venti dei paesi che hanno inviato comunicazioni nel merito partecipano alla
raccolta di dati nel contesto di tale progetto, e 11 di essi raccolgono indicatori
comparabili sulla sicurezza dei pazienti. La Commissione ha anche stanziato 3 600 000
euro per una collaborazione triennale sulla sicurezza dei pazienti sotto forma di
un'azione congiunta per gli anni 2012-2015. Una parte dell'azione congiunta consiste
nella selezione delle migliori pratiche in tema di sicurezza dei pazienti a
livello di erogatori di sanità e nella verifica della loro attuazione in altri Stati
membri. L'azione congiunta mapperà e analizzerà le strategie esistenti sulla
assicurazione di qualità e il miglioramento della qualità oltre a proporre un
modello di collaborazione sostenibile a livello di UE sulla sicurezza dei
pazienti e la qualità dell'assistenza. Tutti i 27 Stati membri e la Norvegia partecipano
all'azione comune che è coordinata dalla francese Haute Autorité de Santé. Ventuno
paesi contribuiscono finanziariamente al progetto. Ventidue dei paesi che hanno inviato
comunicazioni nel merito hanno sviluppato una collaborazione con altri Stati
membri dell'UE in relazione a diverse disposizioni della raccomandazione del
Consiglio, spesso nell'ambito di progetti cofinanziati dall'UE o da organizzazioni
internazionali. I principali ambiti di collaborazione sono: sviluppo di
strategie e programmi per la sicurezza dei pazienti (20 paesi), sviluppo di
sistemi di segnalazione e apprendimento a carattere non punitivo (15 Stati
membri) e sviluppo e riesame degli standard per la sicurezza dei pazienti (15 Stati
membri). Gli ambiti meno coperti (soltanto da nove Stati membri) sono: diffusione
di informazioni ai pazienti sulla sicurezza dei pazienti e sviluppo di competenze
chiave sulla sicurezza dei pazienti indirizzate ai pazienti. Nell'ambito del settimo programma quadro di ricerca
l'UE ha cofinanziato sei progetti di ricerca sulla sicurezza generale dei
pazienti per un importo complessivo di 16 milioni di euro. 3.2. Infezioni
associate all'assistenza sanitaria La prevenzione e il controllo delle IAA sono
strettamente correlati alla resistenza antimicrobica, un'altra priorità chiave
della Commissione. Il "Piano d'azione di lotta ai crescenti rischi di resistenza
antimicrobica" della Commissione[6]
contiene 12 azioni da attuare di concerto con gli Stati membri dell'UE fra cui un'azione
volta a "rafforzare la prevenzione e il controllo delle infezioni presso
strutture medico-sanitarie". Quale follow-up del piano d'azione si
identificheranno le priorità di finanziamento per progetti su scala europea
sulla base dei risultati della presente relazione. In risposta alla raccomandazione che gli Stati
membri usino definizioni di casi concordati a livello di UE[7], una definizione generale del
caso per un tipo di IAA (infezione nosocomiale) figura in un progetto di
decisione di esecuzione della Commissione che modifica la decisione 2002/253/CE[8] che stabilisce la definizione dei
casi ai fini della dichiarazione delle malattie trasmissibili alla rete di
sorveglianza comunitaria istituita ai sensi della decisione n. 2119/98/CE.
Questa definizione dei casi è stata sviluppata conformemente al parere di un comitato
costituito per dare attuazione alla decisione n. 2119/98/CE. La Commissione ha già affrontato la
problematica delle IAA finanziando diversi progetti su scala europea
nell'ambito dei programmi Salute 2003-2007 e 2008-2013: IPSE[9]
(migliorare la sicurezza dei pazienti in Europa), BURDEN[10] (Onere costituito dalla resistenza
e dalle malattie nei paesi europei), e IMPLEMENT[11] (Attuazione di strategie per
la prevenzione e la gestione delle infezioni). Nell'ambito del sesto e settimo programma
quadro di ricerca e sviluppo tecnologico (2002-2006 e 2007-2013) la Commissione
individua diversi progetti di ricerca nell'ambito delle IAA e della resistenza
antimicrobica[12].
Ad esempio, il progetto MOSAR volto a meglio comprendere le dinamiche di trasmissione
dei patogeni resistenti e a studiare l'efficacia degli interventi per ridurre
le IAA. Un altro esempio è il progetto in corso denominato R-GNOSIS che comprende
cinque studi clinici per identificare le misure preventive comprovate su base esperienziale
e gli orientamenti clinici per lottare contro la diffusione e l'impatto delle infezioni
causate da batteri Gram-negativi multiresistenti. Infine il progetto in corso PROHIBIT[13] analizza le linee guida e le
pratiche esistenti per la prevenzione delle IAA negli ospedali europei,
identifica i fattori che agevolano o ostacolano l'applicazione delle migliori
pratiche e testano gli effetti degli interventi di nota efficacia. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo
delle malattie (ECDC) coordina la sorveglianza europea delle infezioni nelle
sedi chirurgiche, delle IAA nelle unità di terapia intensiva[14] e della resistenza
antimicrobica[15].
Inoltre, nel 2009-2010 esperti degli Stati membri e dell'ECDC hanno sviluppato
un protocollo e uno strumentario per indagini nazionali di prevalenza puntuale
delle IAA e dell'uso di antimicrobici nelle unità ospedaliere di terapia
intensiva che è stato attuato dagli Stati membri nel 2011-2012. Inoltre, l'ECDC
sostiene la rete europea per la sorveglianza delle IAA e l'uso degli
antimicrobici presso le strutture di assistenza sanitaria di lungo periodo
(HALT-2) e un progetto a sostegno della capacity building per la sorveglianza delle
infezioni da Clostridium difficile (ECDIS-Net). Nel 2010 l'ECDC ha
condotto una valutazione dei bisogni in tema di formazione al controllo delle
infezioni negli Stati membri e ha adattato le competenze chiave IPSE9 per la
formazione al controllo delle infezioni nell'UE (TRICE). L'ECDC ha sviluppato
orientamenti su base esperienziale per la prevenzione e il controllo delle infezioni
da Clostridium difficile e ha emanato raccomandazioni per prevenire la diffusione
di enterobacteriacee che producono carbapenemasi[16]. Infine l'ECDC sponsorizza anche
lo sviluppo di linee guida e indicatori per la prevenzione delle IAA. 4. Contesto
socioeconomico La crisi economica e finanziaria ha determinato
limitazioni di bilancio nella maggior parte degli Stati membri dell'Unione europea.
Per rispondere a tali limitazioni alcuni paesi portano avanti dall'inizio della
crisi ampie riforme dei loro sistemi sanitari. Gli Stati membri hanno introdotto misure per
tagliare i costi e migliorare l'efficienza e la produttività come ad esempio: riduzione
della spesa sanitaria; introduzione di tetti all'aumento del bilancio sanitario;
riduzione dei costi operativi dei servizi sanitari; riduzione delle tariffe
versate agli erogatori per i servizi prestati; taglio delle spese farmaceutiche;
nonché restrizioni applicate agli operatori sanitari nell'ambito delle politiche
occupazionali e delle riforme pensionistiche (come ad esempio licenziamenti di
personale o mancata sostituzione del personale che va in pensione, attuazione
di politiche restrittive in tema di reclutamento e sostituzione del personale e
riduzione dei salari nel settore pubblico)[17]. In un simile contesto la maggior parte degli Stati
membri segnala che l'attuazione delle disposizioni generali in tema di sicurezza
dei pazienti di cui alla raccomandazione è rallentata a causa delle limitazioni
finanziarie dovute alla crisi. Alcuni Stati membri che presentano i risultati
più deludenti in tema di attuazione sono tra quelli che sono stati maggiormente
colpiti dalla crisi economica e finanziaria. Sarebbe però prematuro concludere che
vi sia una correlazione causale diretta tra la situazione finanziaria degli Stati
membri e l'attuazione delle misure in tema di sicurezza dei pazienti, poiché vi
sono esempi di Stati membri che sono stati duramente colpiti dalla crisi
economica ma hanno tuttavia investito parecchio nella sicurezza dei pazienti. La riduzione delle risorse non dovrebbe pregiudicare
la sicurezza dei pazienti e la qualità dell'assistenza, non soltanto nell'interesse
dei pazienti ma anche perché vi sono prove del fatto che il danno legato all'assistenza
sanitaria comporta costi addizionali[18].
Un'analisi della letteratura internazionale giunge alla stima che tra il 13 e
il 16 % dei soli costi ospedalieri (un euro su sette) è dovuto a danni e
patologie legati all'assistenza sanitaria. Oltre a tale importo, il costo per
il trattamento delle sequele di questi eventi — che non rientra direttamente
nei costi ospedalieri — deve essere conteggiato per avere un quadro completo. Ed
inoltre studi recenti sull'efficacia dei costi degli interventi per la
sicurezza dei pazienti indicano che le azioni specifiche in tema di sicurezza
dei pazienti pagano sul piano dei costi[19]. Per ideare misure politiche efficaci, ridurre i costi
delle cure sanitarie non sicure e sviluppare programmi economicamente efficaci
per la sicurezza dei pazienti, occorre condurre ulteriori ricerche nonché
raccogliere dati probatori sulla situazione specifica degli Stati membri dell'UE.
Occorre inoltre compiere ulteriori lavori per meglio identificare e elaborare soluzioni
che tengano conto dei quadri istituzionali e organizzativi esistenti. Gli Stati membri fanno inoltre presente che è
passato troppo poco tempo tra l'adozione della raccomandazione e il momento
della presentazione dei resoconti. Alcuni di essi fanno presenti problemi di coordinamento
interno tra i ministeri della Salute e dell'Istruzione e un'eventuale mancanza
di priorità politiche a livello nazionale. 5. Conclusioni La maggior parte degli Stati membri ha adottato
tutta una serie di azioni quali contemplate dalla raccomandazione. Sulla sicurezza
generale dei pazienti la maggior parte degli Stati membri ha inserito la sicurezza
dei pazienti quale priorità nelle sue politiche di sanità pubblica e ha designato
un'autorità competente responsabile della sicurezza dei pazienti. Inoltre, la
maggior parte dei paesi ha incoraggiato azioni di formazione in tema di
sicurezza dei pazienti in un contesto nosocomiale, anche se soltanto alcuni di
essi hanno formalmente radicato la tematica della sicurezza dei pazienti nei
programmi di istruzione e formazione per gli operatori della sanità. I sistemi attuali
di segnalazione e apprendimento sono stati notevolmente migliorati sotto due
aspetti principali: il carattere non punitivo e la possibilità offerta ai pazienti
di esprimersi. Tuttavia, vi è ancora spazio per miglioramenti in questo ambito
cruciale. Lo stesso vale per le disposizioni relative all'emancipazione dei pazienti.
Inoltre gli sforzi compiuti sono imperniati sull'assistenza ospedaliera e si
registrano soltanto pochi esempi di azioni che interessano l'assistenza
primaria. Quanto alla prevenzione e al controllo delle IAA, 26 paesi rispondenti
su 28 hanno attuato una combinazione di azioni volte a prevenire e a controllare
le IAA, nella maggior parte dei casi (77 %) nel contesto di una strategia nazionale/regionale
e/o di un piano d'azione. Tredici Stati membri segnalano che la raccomandazione
ha stimolato iniziative in tema di IAA, in particolare l'attuazione di un meccanismo
intersettoriale o un sistema equivalente, la preparazione/revisione delle
strategie nonché campagne d'informazione indirizzate agli operatori sanitari. Vi sono però ancora diversi ambiti della
raccomandazione in relazione ai quali vi sarebbe ampio spazio per miglioramenti.
In base ai risultati della presente relazione gli ambiti prioritari su cui si
dovrebbero concentrare i lavori futuri comprendono: (a)
Nell'ambito della sicurezza generale dei
pazienti: A livello di Stato membro: ·
Coinvolgere attivamente i pazienti nella sicurezza
dei pazienti, in particolare fornire informazioni ai
pazienti sulle misure di sicurezza, sulle procedure di ricorso e sui diritti
dei pazienti a riparazione, adoperarsi per pervenire a una concezione comune e
allo sviluppo di competenze di base per i pazienti e incoraggiare i pazienti e
le loro famiglie a segnalare gli eventi sfavorevoli. ·
Raccogliere informazioni sugli eventi sfavorevoli sviluppando
ulteriormente i sistemi di segnalazione e di apprendimento, assicurare un contesto
non punitivo per la segnalazione di eventi sfavorevoli e valutare i progressi
in tema di segnalazione, vale a dire il tasso di segnalazione ad opera
degli operatori sanitari, di altri lavoratori della sanità e dei pazienti. I sistemi
di segnalazione dovrebbero integrare le disposizioni della nuova legislazione in
tema di farmacovigilanza (direttiva 2010/84/UE) per la segnalazione delle reazioni
sfavorevoli ai medicamenti. ·
Estendere le strategie e i programmi in tema di sicurezza
dei pazienti dall'assistenza ospedaliera anche all'assistenza non ospedaliera. ·
A livello di UE: ·
Collaborare al fine di proporre linee guida sul
modo per elaborare e introdurre standard per la sicurezza dei pazienti che
vadano al di là della raccomandazione. ·
Progredire sulla via di una terminologia comune
in tema di sicurezza dei pazienti. ·
Continuare lo scambio di pratiche ottimali, soprattutto
negli ambiti identificati dagli Stati membri in cui si registrano carenze in
tema di capacità peritali nazionali o difficoltà nell'accesso a capacità
peritali internazionali o a livello di UE. Ad esempio, integrazione sistematica
della sicurezza dei pazienti nella istruzione e formazione degli operatori
sanitari a tutti i livelli. ·
Sviluppare la ricerca nell'ambito della sicurezza
dei pazienti, compresi studi sull'efficacia dei costi delle strategie
per la sicurezza dei pazienti. (b)
Nell'ambito della prevenzione e del controllo delle
infezioni associate all'assistenza sanitaria: ·
A livello di Stato membro: ·
Assicurare un numero adeguato di personale specializzato
nel controllo delle infezioni, cui vengono assegnati tempi lavorativi riservati
a tale compito negli ospedali e presso le altre istituzioni sanitarie. ·
Migliorare la formazione del personale
specializzato nel controllo delle infezioni e meglio allineare le qualifiche
tra gli Stati membri. ·
Rafforzare le strutture e le prassi di base mirate
per la prevenzione e il controllo delle infezioni presso le case di cura e altre
strutture di assistenza di lungo periodo. ·
Ripetere le indagini di prevalenza puntuale nazionali in tema di IAA quale strumento per monitorare l'onere delle IAA in tutti
i tipi di istituzioni sanitarie, identificare le priorità e gli obiettivi d'intervento,
valutare l'impatto degli interventi e far opera di sensibilizzazione. ·
Assicurare che sia attuata la sorveglianza delle
infezioni nelle unità di terapia intensiva e nelle sedi chirurgiche. ·
Attuare sistemi di sorveglianza per l'individuazione
tempestiva e la segnalazione degli organismi associati ad allerte sanitarie
e rafforzare la capacità di risposta alla diffusione (anche transfrontaliera) di
tali organismi oltre alla prevenzione della loro introduzione nelle istituzioni
di assistenza sanitaria. ·
Migliorare l'informazione in tema di IAA all'indirizzo
dei pazienti e promuovere il loro coinvolgimento nella partecipazione alle
misure di prevenzione e controllo delle infezioni. ·
Sviluppare negli Stati membri un sistema di valutazione
con un insieme di indicatori al fine di valutare l'attuazione della strategia/del
piano d'azione e la sua efficacia nel miglioramento della prevenzione e del
controllo delle IAA. ·
A livello di UE: ·
Continuare a elaborare linee guida per la prevenzione
e il controllo delle IAA, comprese linee guida mirate per le case
di cura e le altre strutture di assistenza sanitaria di lungo periodo. ·
Sviluppare la ricerca nell'ambito della prevenzione
e del controllo delle IAA, compresi studi sull'efficacia dei costi
delle misure di prevenzione e controllo. La raccomandazione invita la Commissione a "analizzare
il grado di efficacia delle misure proposte". Tuttavia, poiché in molti Stati
membri e a livello di UE le azioni sono state attuate soltanto di recente o, in
certi casi, sono in corso di implementazione, sarebbe opportuno ripetere tale
analisi tra due anni tenendo a riferimento comparativo la presente relazione. Questo
è il motivo per cui la Commissione propone di estendere il monitoraggio dell'attuazione
delle disposizioni generali in tema di sicurezza dei pazienti di cui alla
raccomandazione per un periodo di altri due anni. Nel giugno 2014 la Commissione
elaborerà una seconda relazione che terrà conto dei risultati intermedi dell'azione
congiunta in tema di sicurezza dei pazienti e di qualità dell'assistenza. [1] GU L 88 del 4.4.2011, pag. 45. [2] La Norvegia partecipa attivamente alle attività in tema
di sicurezza dei pazienti a livello di UE ed è inclusa nell'analisi di cui alla
presente relazione. [3] Risposte analoghe provenienti dalle regioni di uno Stato
membro che ha risposto soltanto a livello regionale sono state considerate
risposte per paese. [4] Designare l'autorità competente della sicurezza dei pazienti;
inserire la sicurezza dei pazienti quale priorità nelle politiche sanitarie; sviluppare
sistemi, processi e strumenti più sicuri e user-friendly; riesaminare e
aggiornare regolarmente gli standard di sicurezza e/o le migliori pratiche; incoraggiare
le organizzazioni degli operatori sanitari a svolgere un ruolo attivo in tema
di sicurezza dei pazienti; promuovere prassi sicure per prevenire gli eventi
svantaggiosi più frequenti; coinvolgere le organizzazioni dei pazienti nello
sviluppo delle politiche di sicurezza per i pazienti; diffondere informazioni
ai pazienti sugli standard, i rischi, le misure di sicurezza, le procedure di
reclamo e ricorso in tema di sicurezza dei pazienti; stabilire sistemi di
segnalazione e di apprendimento; promuovere l'istruzione e la formazione in
tema di sicurezza dei pazienti per tutto il personale in ambito sanitario; inserire
la sicurezza dei pazienti nell'istruzione o nella formazione degli operatori
sanitari; sviluppare competenze chiave, conoscenze, atteggiamenti e abilità per
tutto il personale sanitario. [5] http://ec.europa.eu/health/archive/ph_systems/docs/patient_ia_en.pdf. [6] Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e
al Consiglio. Piano d'azione di lotta ai crescenti rischi di resistenza
antimicrobica (AMR) (COM(2011) 748 final). Disponibile sul sito: http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2011:0748:FIN:IT:PDF
[7] GU L 268 del 3.10.1998, pagg. 1–7 conformemente alle
disposizioni della decisione n. 2119/98/CE del Parlamento europeo e al Consiglio,
del 24 settembre 1998, che istituisce una rete di sorveglianza epidemiologica e
di controllo delle malattie trasmissibili nella Comunità. [8] GU L 86 del 3.4.2002, pagg. 44–62. [9] http://ipse.univ-lyon1.fr/. [10] http://www.eu-burden.info. [11] http://www.eu-implement.info/. [12] http://ec.europa.eu/research/health/infectious-diseases/antimicrobial-drug-resistance/projects_en.html. [13] https://plone2.unige.ch/prohibit. [14] http://www.ecdc.europa.eu/en/activities/surveillance/hai/Pages/default.aspx. [15] http://www.ecdc.europa.eu/en/activities/surveillance/EARS-Net/Pages/index.aspx. [16] http://ecdc.europa.eu/en/publications/Publications/110913_Risk_assessment_resistant_CPE.pdf. [17] Semestre
europeo: raccomandazioni ai singoli paesi: http://ec.europa.eu/europe2020/making-it-happen/country-specific-recommendations/index_it.htm;
HOPE: http://www.hope.be/05eventsandpublications/docpublications/86_crisis/86_HOPE-The_Crisis_Hospitals_Healthcare_April_2011.pdf. [18] Canadian
Patient Safety Institute, http://www.patientsafetyinstitute.ca/English/research/commissionedResearch/EconomicsofPatientSafety/Documents/Economics%20of%20Patient%20Safety%20Literature%20Review.pdf).
Altri studi suggeriscono che i tassi internazionali di danno evitabile si situano
nella regione del 10 % (NES; http://www.nes.scot.nhs.uk/media/6470/Overview%20of%20patient%20safety_KHowe2009.pdf). [19] Møller A.H. (2010). A cost-effectiveness analysis of
reducing ventilator-associated pneumonia at a Danish ICU with ventilator
bundle. Journal of Medical Economics Vol. 15, No 2, 2012, 1–8.