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Document 52008DC0331

Comunicazione della Commissione al Consiglio - Possibilità di pesca per il 2009 Dichiarazione politica della Commissione europea

/* COM/2008/0331 def. */

52008DC0331

Comunicazione della Commissione al Consiglio - Possibilità di pesca per il 2009 Dichiarazione politica della Commissione europea /* COM/2008/0331 def. */


[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |

Bruxelles, 30.5.2008

COM(2008) 331 definitivo

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE

Possibilità di pesca per il 2009 Dichiarazione politica della Commissione europea

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE

Possibilità di pesca per il 2009Dichiarazione politica della Commissione europea

INDICE

1. Introduzione 3

2. Stato delle risorse 4

3. Principi per il 2008 6

4. Possibilità di pesca stabilite nell’ambito della PCP 6

4.1. Fissazione dei TAC 6

4.2. Fissazione dello sforzo di pesca 6

5. Ostacoli alla redditività 7

6. Seguito di questioni di competenza degli Stati membri 7

7. Gestione con programmazione a lungo termine 8

8. Metodologia di lavoro in assenza di piani a lungo termine 8

9. Miglioramento dei resoconti, dei dati e delle valutazioni relativi alle catture 9

10. Riduzione dei rigetti 10

11. Specie di acque profonde 11

12. Mar Mediterraneo e Mar Nero 11

13. Mar Baltico 11

14. Misure tecniche 12

15. Programmazione delle proposte 12

16. Conclusioni 13

ALLEGATO I 14

ALLEGATO II 15

1. INTRODUZIONE

Ogni anno l’Unione europea decide in merito alle possibilità di pesca, ossia i contingenti di pesca e i giorni in mare consentiti per i pescatori europei e nelle acque europee. Le decisioni vengono prese sulla base di una proposta della Commissione europea.

La proposta della Commissione deve essere formulata nel rispetto di diversi principi guida: in primo luogo, conformemente agli obiettivi primari della politica comune della pesca (PCP)[1], occorre fissare le possibilità di pesca ad un livello che garantisca uno sfruttamento sostenibile delle risorse dal punto di vista ambientale, economico e sociale. In secondo luogo, data la necessità di garantire un quadro stabile e prevedibile per gli operatori che dipendono dalla pesca, è necessario mantenere le variazioni annue entro limiti prefissati. In terzo luogo, occorre rispettare gli impegni assunti a livello internazionale, compreso l’impegno a ricostituire gli stock in modo che raggiungano la massima produttività[2]. Infine, in linea con la strategia concordata nella comunicazione “Migliorare il processo di consultazione sulla gestione comunitaria della pesca” del 2006, le parti interessate devono essere coinvolte nella discussione sulle possibilità di pesca già nelle fasi iniziali.

Nel quadro del nuovo modello di lavoro proposto nel 2006, la presente comunicazione illustra le intenzioni della Commissione in merito alle proposte sui totali ammissibili di cattura (TAC) e sullo sforzo di pesca per il 2009, che le consentiranno di rispettare l’impegno per una pesca sostenibile. Nel 2009 questo esercizio si inserisce nel contesto dei gravi problemi che affliggono la PCP. Nonostante la politica sia attuata da diversi anni, lo stato delle risorse è tuttora preoccupante: diversi stock vengono sfruttati oltre i limiti sostenibili; le possibilità di pesca sono state fissate a livelli troppo elevati; i sistemi di gestione dello sforzo di pesca non hanno dato i risultati previsti; vi sono serie difficoltà nell’assicurare il rispetto delle possibilità di pesca e anche l’attuazione è problematica. Infine, occorre migliorare le misure tecniche.

Nell’ambito della propria posizione relativa alle possibilità di pesca per il 2009, la Commissione proporrà quindi delle misure per affrontare tali problemi, anche rivedendo le restrizioni in sede di adeguamento annuale dei TAC e dei contingenti. I miglioramenti alle misure tecniche saranno presentati in una proposta a parte. Nel 2008 la Commissione adotterà un’impostazione maggiormente regionale nella gestione della pesca, presterà più attenzione all’integrazione dei diversi elementi che costituiscono la PCP per aumentare la sostenibilità della pesca nel modo più idoneo a ciascuna regione e le altre politiche verranno gradualmente collegate in misura sempre maggiore allo sfruttamento sostenibile degli stock ittici a lungo termine.

La Commissione si impegna a raccogliere i pareri delle parti interessate in merito alla dichiarazione politica enunciata nella presente comunicazione e invita gli Stati membri e gli operatori del settore a discutere eventuali miglioramenti delle modalità di presentazione delle possibilità di pesca annuali. Durante il 2008 saranno programmate ulteriori consultazioni volte al miglioramento di altri aspetti della gestione della pesca.

2. STATO DELLE RISORSE

In molti settori la politica di conservazione non si traduce in una maggiore sostenibilità. La maggior parte degli stock demersali è in calo e non è sostenibile perché viene sfruttata al di là dei limiti biologici di sicurezza. Specie come il capelin e il cicerello, utilizzati per ottenere farine di pesce, scarseggiano. Il tonno rosso è oggetto di eccessivo sfruttamento con gravi problemi di controllo. Gli stock di pesce spada, tuttavia, godono di condizioni migliori e molti altri stock pelagici vengono pescati in maniera sostenibile. Nel Mar Mediterraneo solo due specie demersali e due piccole specie pelagiche sono controllate. Gli stock demersali si trovano al di là dei limiti biologici di sicurezza, ma i due stock pelagici non vengono sfruttati pienamente.

Ogni anno, alcuni organismi scientifici valutano se la riproduzione futura degli stock è a rischio, ovvero se gli stock sono al di là dei “limiti biologici di sicurezza”. A causa soprattutto di resoconti delle catture imprecisi, lo stato del 57% circa degli stock è sconosciuto. Il 68% degli stock la cui situazione è nota è ad elevato rischio di esaurimento, mentre solo il 32% circa viene pescato in modo sostenibile. Per l’88% degli stock il sovrasfruttamento è talmente grave che le catture sarebbero maggiori riducendo l’attività di pesca. La situazione è decisamente più grave rispetto a quella esistente al di fuori dell’UE, dove la media complessiva degli stock sovrasfruttati è del 25%[3]. Circa il 19% degli stock versa in una situazione talmente seria da indurre gli scienziati a consigliare di sospenderne la pesca (cfr. tabelle allegato I).

In una prospettiva a lungo termine, la pesca in eccesso ha portato ad una situazione in cui gli stock ittici delle acque comunitarie contribuiscono all’economia europea e all’approvvigionamento alimentare in misura molto inferiore rispetto al passato. Gli stock demersali del Mare del Nord producono attualmente solo un quinto di quanto veniva pescato 25 anni fa e tendenze analoghe si riscontrano nella maggior parte delle aree sulle quali si hanno informazioni (cfr. figura 1).

Sbarchi stimati di specie demersali dal Mare del Nord (1970-2004) | Sbarchi stimati di naselli, rombi gialli e scampi dalla zona atlantica iberica |

[pic]

Figura 1. Grafico sinistro: sbarchi stimati di specie demersali nel Mare del Nord, 1970-2004. Grafico destro: sbarchi stimati delle principali specie demersali (nasello, rombo giallo, rana pescatrice e scampi) nella zona atlantica iberica. Dati tratti da ICES (2005).

Un tale calo della produttività ha portato l’industria alimentare e il mercato europei a dipendere maggiormente dall’importazione di materie prime. Mentre nei primi anni Settanta il 75% dei prodotti ittici destinati al mercato europeo era di origine europea, oggi la percentuale è all’incirca del 40% (cfr. figura 2).

Rapporto tra produzione ittica dell’UE-15 e importazioni 1961-2001 (in %) (Fonte: Eurostat) |

[pic]Figura 2. Rapporto tra produzione e importazioni di prodotti ittici (alimentari e non alimentari) nell’UE.

Nonostante i notevoli sforzi effettuati, dal 2003 non si rilevano segnali significativi di una ripresa degli stock, né di cali della pesca in eccesso. La gestione della pesca nell’Unione europea non sta dando i risultati previsti e attualmente l’obiettivo della sostenibilità a lungo termine non può considerarsi raggiunto.

3. PRINCIPI PER IL 2008

In tale situazione, caratterizzata da esaurimento degli stock e possibilità di pesca fissate a livelli troppo elevati rispetto ai pareri scientifici, la Commissione si impegna a fissare possibilità di pesca sostenibili nel rispetto di tali pareri, agevolando notevolmente la ripresa agli stock depauperati.

Occorre fissare le possibilità di pesca:

- sulla base di piani a lungo termine;

- rispettando gli accordi internazionali pertinenti;

- nell’ottica degli obiettivi della politica comune della pesca, in particolare nel rispetto della necessità di ridurre la pesca di stock sovrasfruttati e di ricostituire gli stock depauperati.

- La Commissione ritiene di massima importanza il rispetto di questi principi, illustrati più dettagliatamente di seguito.

4. POSSIBILITÀ DI PESCA STABILITE NELL’AMBITO DELLA PCP

4.1. Fissazione dei TAC

Il sovrasfruttamento e l’esaurimento degli stock si devono in parte a TAC e sforzi di pesca fissati a livelli troppo elevati. I TAC stabiliti dal Consiglio hanno superato in media del 48% i livelli di cattura ritenuti sostenibili dagli organismi scientifici secondo un approccio precauzionale[4]. A causa di contingenti fissati a livelli troppo elevati e di note difficoltà ad assicurare il rispetto delle disposizioni, le risorse marine hanno raggiunto e mantenuto livelli bassi. Questa comunicazione illustra nuove modalità di fissazione dei TAC volte ad evitare simili problemi.

4.2. Fissazione dello sforzo di pesca

Lo sforzo di pesca è stato gestito parallelamente ai TAC per ridurre la pratica del rigetto e le possibilità di raccolte illegali, non dichiarate o non regolamentate (IUU). La gestione dello sforzo è anche una misura conservativa laddove non sono disponibili le previsioni necessarie a proporre i TAC e rientra nei piani a lungo termine per gli stock di merluzzo bianco, passera e sogliola del Mare del Nord, sogliola della Manica orientale e nasello.

Lo sforzo di pesca e il tasso di mortalità per pesca per il merluzzo bianco sono ancora troppo elevati. Tra il 2004 e il 2006 lo sforzo è diminuito solo del 12% nel Kattegat, del 9% nello Skagerrak, nel Mare del Nord e nella Manica orientale, del 24% nelle acque ad ovest della Scozia e del 17% nel Mare d’Irlanda.

Gli altri stock sottoposti al regime dei giorni in mare presentano situazioni simili.

Il sistema non consente di raggiungere le riduzioni ulteriormente necessarie perché, tramite deroghe complesse, è possibile compensare il minor numero di giorni in mare ed è prevista persino la possibilità di concedere i diritti di pesca a pescherecci inattivi e trasferirli successivamente a pescherecci attivi. La riduzione dei giorni in mare non si è dimostrata un metodo efficace per ridurre lo sforzo di pesca attualmente esercitato, di conseguenza non è possibile affidarsi unicamente a questo criterio per ottenere una riduzione realistica dello sforzo.

È stato discusso un sistema di gestione dello sforzo basato sui massimali di kW-giorno, grazie al quale gli Stati membri potrebbero determinare un equilibrio tra capacità della flotta e possibilità di pesca e perfezionare la ripartizione dei kW-giorno incoraggiando pratiche di pesca con un basso tasso di rigetto in mare e che evitano la cattura di merluzzo bianco. Il Consiglio e la Commissione hanno rilasciato una dichiarazione in occasione del Consiglio europeo di dicembre 2007:

“Il Consiglio e la Commissione concordano che un approccio basato sui kW-giorno sarebbe più adeguato alla gestione dello sforzo di pesca nelle zone che rientrano nei regimi pluriennali per il merluzzo bianco, i pleuronettiformi e il nasello. Faranno il possibile per discutere la strategia entro il 2008 basandosi sulle idee presentate dalla Commissione nell’ambito dell’elaborazione delle disposizioni relative ai TAC e ai contingenti per il 2008. Il Consiglio e la Commissione intendono mettere in pratica tale strategia nel 2009.”

Il Consiglio ha approvato inoltre l’uso anticipato e volontario del sistema dei kW-giorno per facilitare la transizione al sistema vero e proprio nell’ambito del piano riveduto di ricostituzione dello stock di merluzzo bianco per il 2009.

Il nuovo sistema sarà proposto nell’ambito della revisione del piano di ricostituzione dello stock di merluzzo bianco per gli anni a venire e nella proposta di fissazione dei TAC per il 2009 per consentire l’immediata messa in atto.

5. OSTACOLI ALLA REDDITIVITÀ

Il prezzo del carburante ha raggiunto picchi elevati alla fine del 2007 e non si prevedono diminuzioni. Le conseguenze maggiori ricadono sui pescherecci dediti ad attività che richiedono elevati consumi di carburante, ad esempio i pescherecci da traino (in particolare le sfogliare). L’aumento del prezzo del carburante renderà necessario limitare le attività di pesca alle tipologie che consentono le catture maggiori. Sarebbe controproducente fissare possibilità di pesca elevate e non realistiche nel breve periodo.

6. SEGUITO DI QUESTIONI DI COMPETENZA DEGLI STATI MEMBRI

Nel 2008 il regolamento che stabilisce le possibilità di pesca offre agli Stati membri maggiori opportunità di ridurre la pratica del rigetto di merlano e merluzzo bianco, di stabilire le modalità di attuazione relative alle aree protette di “Natura 2000” e di ripartire i giorni di pesca tra gruppi di attrezzi per ridurre il tasso di mortalità per pesca del merluzzo bianco. La Commissione invita gli Stati membri a comunicare l’esito delle iniziative intraprese in tal senso per analizzarne i risultati prima di proporne il proseguimento.

7. GESTIONE CON PROGRAMMAZIONE A LUNGO TERMINE

La gestione della pesca è efficace quando è adeguatamente pianificata. Occorre conoscere il potenziale produttivo degli stock ittici e valutarne lo sfruttamento sul lungo periodo. È necessario disporre di dati biologici e valutazioni scientifiche affidabili. Infine, occorre individuare soluzioni che consentano di aumentare la produzione ittica, migliorare l’efficacia e ridurre i rigetti e l’impatto sull’ambiente marino. I metodi devono essere pratici ed offrire la maggiore stabilità possibile in termini di reddito e occupazione.

Una corretta gestione degli stock a lungo termine deve essere considerata una priorità ed è necessario elaborare piani di ripresa per gli stock depauperati. Dalla riforma del 2002 si sono registrati notevoli progressi e sono stati messi a punto piani per numerosi stock (sono oggetto di piani a lungo termine il 33% delle catture e il 28% degli stock di specie pelagiche, il 45% delle catture e il 32% degli stock di specie demersali), ma per consolidare questo approccio occorre lavorare ancora molto.

I piani a lungo termine sono al centro della politica della Commissione nel 2008. È necessario attuare i programmi esistenti e nel 2008 saranno proposti ulteriori piani riguardanti il salmone del Baltico, l’aringa della Scozia occidentale e il nasello settentrionale. Il piano di ricostituzione degli stock di merluzzo bianco sarà riesaminato. Si terrà conto delle consultazioni svoltesi nel 2007 con le parti interessate e dei nuovi pareri scientifici. Proseguiranno i lavori volti ad applicare anche ad altri stock (tra cui lo spratto del Baltico e l’aringa) una gestione basata su piani a lungo termine che dovrebbero consentire di raggiungere il rendimento massimo sostenibile e di ridurre i rigetti e l’impatto sull’ambiente marino. I piani di gestione a lungo termine saranno impiegati anche per applicare alla pesca una strategia fondata sulla nozione di ecosistema.

8. METODOLOGIA DI LAVORO IN ASSENZA DI PIANI A LUNGO TERMINE

In assenza di piani a lungo termine, le decisioni in merito ai TAC sono prese sulla base di pareri scientifici emessi annualmente dal Consiglio internazionale per l’esplorazione del mare (CIEM) e dal Comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca (CSTEP). A tal fine, sono state messe a punto delle norme[5],[6] volte ad assicurare al settore un trattamento equo e la maggiore stabilità possibile. Le norme esistenti rimarranno in vigore ma saranno adeguate in base ai pareri scientifici più recenti.

Nel 2007 il CSTEP ha pubblicato una relazione sui possibili risultati dell’applicazione delle norme contenute nelle dichiarazioni politiche della Commissione[7]. Il parere era complessivamente favorevole, ma ha evidenziato due gravi carenze.

In primo luogo, le norme spesso impedivano la ripresa degli stock depauperati. Esse fissano il tasso di cattura in modo precauzionale quando lo stock è a livelli normali, ma non prevedono una riduzione del tasso per gli stock già depauperati. In queste situazioni gli stock resistono meno alla pesca e se occorre ripristinare lo stock è necessario ridurre il tasso di pesca. Lo stock di merluzzo bianco della Scozia occidentale, ad esempio, è diminuito di oltre il 15% l’anno e le riduzioni dei TAC, inferiori al 15% l’anno, non hanno consentito di proteggere lo stock.

Il secondo problema consiste nel fatto che le norme possono impedire al settore di trarre vantaggio dall’aumento di catture disponibili nel caso degli stock che si sono ricostituiti. Alcuni stock potrebbero ricostituirsi ad un tasso superiore al 15% l’anno, ma le norme limitano gli aumenti dei TAC a questo tasso. Gli stock di aringhe, ad esempio, si sono ripresi a tassi notevolmente superiori al 15% annuo.

Occorre modificare le regole esistenti e introdurre nuove norme; queste ultime sono riportate nell’allegato II. Per gli stock depauperati a bassi livelli di biomassa si propone ora di ridurre la mortalità dovuta alla pesca fino al 30% l’anno, pur non modificando il TAC di oltre il 20%. Le riduzioni dovrebbero essere mantenute fino a quando la mortalità per pesca sarà scesa ad un livello che secondo il CSTEP corrisponde al massimo rendimento a lungo termine. Per gli stock ricostituiti oltre il livello che consente di ottenere il massimo rendimento, il limite degli aumenti dei TAC sarà portato dal 15% al 25%. Inoltre, nei casi in cui il CSTEP consiglia una cattura zero, i TAC dovranno essere ridotti almeno del 25%. Ampliando l’intervallo di modifica dei TAC è possibile ottenere sia maggiori diminuzioni in caso di necessità, sia aumenti più elevati qualora gli stock siano adeguatamente ricostituiti.

Il CSTEP sarà incaricato di valutare gli effetti di tali modifiche e se necessario saranno apportati ulteriori adeguamenti.

9. MIGLIORAMENTO DEI RESOCONTI, DEI DATI E DELLE VALUTAZIONI RELATIVI ALLE CATTURE

Sono state individuate gravi carenze nel sistema di controllo della PCP[8], tali da rendere infruttuosi gli sforzi recenti per rendere sostenibile lo sfruttamento degli stock. In assenza di un sistema di controllo efficace, lo sfruttamento continua ad essere eccessivo e gli stock si esauriscono ulteriormente, portando a TAC più bassi che, a loro volta, non vengono rispettati.

Per una gestione positiva dei contingenti, il sistema di notifica degli sbarchi deve essere efficace e comprendere controlli incrociati automatici volti a prevenire il superamento dei contingenti e a rilevare eventuali incongruenze. Questo attualmente non avviene. A causa dell’imprecisione dei dati relativi agli sbarchi e della difficoltà di reperire dati relativi ai rigetti e allo sforzo di pesca, gli organismi scientifici hanno potuto fare previsioni in merito alle dimensioni degli stock, ai tassi di mortalità per pesca e ai livelli di cattura solo per il 27% circa degli stock (allegato I). Il problema sembra aggravarsi: dati insufficienti sono all’origine di decisioni inefficaci, che a loro volta causano uno stato di conservazione insoddisfacente e l’esaurimento degli stock. Si rammenta agli Stati membri la necessità di attuare controlli incrociati dei dati e di migliorare le procedure di trasmissione degli stessi.

Per far fronte a queste carenze è necessario riformare urgentemente il sistema di controllo della PCP. Ad ottobre 2008 la Commissione proporrà di rivedere il regolamento in materia di controllo, per migliorare nel contempo il Sistema di controllo dei pescherecci (SCP) e favorire una rapida introduzione del giornale di bordo elettronico.

10. RIDUZIONE DEI RIGETTI

Durante il 2008 gli Stati membri studieranno come ridurre la pratica del rigetto di merlano e merluzzo bianco. Dopo aver considerato il parere del CSTEP e l’esperienza degli Stati membri in materia, la Commissione proporrà misure supplementari per promuovere l’adozione delle pratiche che si sono dimostrate efficaci.

Tuttavia, il modo migliore per ridurre i rigetti è pescare stock con basso tasso di mortalità per pesca, in modo da sfruttare gli stock composti da pesci più grandi senza rigettare i pesci più piccoli.

La Commissione esaminerà gli incentivi previsti per le pratiche di pesca a rigetto contenuto, per incoraggiare le quali gli Stati membri potranno utilizzare anche il nuovo sistema di kW-giorno.

Saranno avanzate proposte volte a ridurre rigetti e catture accessorie in alcuni tipi di pesca, come previsto dalla comunicazione del 2007 su una politica per ridurre le catture accessorie ed eliminare i rigetti nella pesca europea[9].

Accanto a queste iniziative, il Fondo europeo per la pesca offre agli Stati membri la possibilità di sostenere la riduzione dei rigetti tramite i programmi operativi. Il regolamento sulla raccolta dei dati prevede che i rigetti siano quantificati tramite programmi che richiedono la presenza a bordo di osservatori finanziati dal bilancio comunitario.

Gli Stati membri sono fortemente incoraggiati a sviluppare e mettere in atto queste iniziative.

11. SPECIE DI ACQUE PROFONDE

A settembre 2008 la Commissione presenterà una proposta relativa ai TAC delle specie di acque profonde per il 2009 e il 2010. Le parti interessate saranno invitate a contattare gli organi scientifici (in particolare il CIEM) a giugno 2008 in merito alle possibilità di pesca consigliate. Il consiglio del CSTEP sarà pubblicato il 4 luglio. Entro l’8 luglio dovranno essere trasmessi alla Commissione i pareri dei Consigli consultivi regionali (CCR) affinché venga preso in considerazione il punto di vista delle parti interessate. Il Consiglio sarà invitato ad adottare la proposta in occasione del vertice di novembre.

La norma esposta nell’allegato II si applicherà anche alle specie di acque profonde. Tuttavia, poiché la proposta riguarda i TAC fissati per due anni, le norme saranno applicate per due anni consecutivi.

La Commissione definirà la propria posizione nell’incontro autunnale della Commissione per la pesca nell’Atlantico nordorientale, sulla base delle linee guida internazionali della FAO per gestire la pesca d’altura e proteggere le specie delle profondità marine. Le decisioni relative alle zone chiuse alla pesca o allo sforzo di pesca saranno applicate nell’ambito del principale regolamento relativo alle possibilità di pesca annuali per il 2009.

12. MAR MEDITERRANEO E MAR NERO

Per la prima volta sono stati fissati TAC e contingenti per il Mar Nero per il 2008. I TAC per il 2009 saranno stabiliti secondo le regole esposte nell’allegato I e potranno comprendere altre specie. In aprile e giugno 2008 si svolgeranno delle riunioni scientifiche preparatorie i cui risultati saranno valutati dal CSTEP in luglio. Attualmente nel Mar Mediterraneo è stato fissato un TAC solo per il tonno rosso. Nel 2008 i lavori saranno incentrati sull’attuazione del regolamento sulla pesca nel Mediterraneo (n. 1967/2006), in particolare per quanto riguarda i piani di gestione a lungo termine e la creazione di zone di pesca protette. Desta preoccupazione il fatto che gli Stati membri abbiano accumulato notevoli ritardi nell’attuazione di tale regolamento. Occorre rimediare con urgenza alle carenze nel rispetto del regolamento. Durante il 2008 la Commissione seguirà da vicino la questione.

Il CSTEP sarà invitato ad esprimere un parere scientifico relativo alla valutazione di stock e attività di pesca al fine di migliorare la capacità scientifica, ad esempio nel contesto della Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo (CGPM). Infine, saranno invitati scienziati dei paesi terzi per effettuare valutazioni relative sia al Mar Nero sia al Mar Mediterraneo.

13. MAR BALTICO

È di fondamentale importanza che i TAC fissati per il merluzzo bianco del Baltico per il 2008 siano rispettati. La Commissione seguirà da vicino la questione.

A settembre 2008 la Commissione presenterà una proposta relativa ai TAC per gli stock baltici per il 2009. Il Consiglio sarà invitato ad adottare la proposta in ottobre. A seguito del parere che sarà espresso dal CIEM il 23 maggio, gli Stati membri saranno consultati in merito a particolari questioni scientifiche da sollevare con il CSTEP. Il parere del CCR dovrebbe pervenire alla Commissione entro la fine di giugno.

14. MISURE TECNICHE

Nel 2008 la Commissione proporrà un nuovo regolamento relativo alle misure tecniche per le zone dell’Atlantico, che dovrebbe includere molte delle norme esposte nell’allegato III del regolamento relativo alle possibilità di pesca.

15. PROGRAMMAZIONE DELLE PROPOSTE

Il CSTEP comunicherà il parere scientifico relativo alla maggior parte degli stock demersali ad inizio luglio e sarà allora possibile anticipare l’avvio delle discussioni in merito alle possibilità di pesca. Tuttavia, la fase autunnale del processo decisionale può essere anticipata solo di alcune settimane, perché il parere relativo ai grandi stock pelagici comuni sarà disponibile solo in ottobre. Il parere è necessario per poter negoziare l’intero pacchetto delle possibilità di pesca.

Il calendario previsto è il seguente:

Regolamento sulle possibilità di pesca | Data della proposta della Commissione | Possibile data di adozione |

Mar Nero | Settembre | Consiglio di ottobre |

Mar Baltico | Settembre | Consiglio di ottobre |

Specie di acque profonde | Settembre | Consiglio di novembre |

Tutte le altre zone | Ottobre/novembre | Consiglio di dicembre |

Poiché il parere scientifico sarà espresso in anticipo rispetto agli anni passati, la Commissione potrà pubblicare la proposta principale in ottobre. Tuttavia, a quell’epoca molti elementi pertinenti alle consultazioni bilaterali con la Norvegia e altre consultazioni internazionali non saranno ancora stati definiti e la proposta conterrà perciò molti elementi sui quali non sono ancora state prese decisioni e non saranno presentate cifre specifiche.

Il parere scientifico dovrebbe essere fornito per tutti gli stock a metà 2009, lasciando più tempo per considerazioni e discussioni estese. Le parti interessate sono invitate ad esprimere le loro preferenze in merito ad eventuali modifiche del calendario delle proposte e delle decisioni per il 2009.

16. CONCLUSIONI

La Commissione invita gli Stati membri e le parti interessate ad esprimere le proprie opinioni in merito alla strategia delineata nei paragrafi precedenti.

La Commissione terrà in grande considerazione i pareri dei consigli consultivi regionali e del comitato consultivo della pesca e dell’acquacoltura, che le consentiranno di rispettare l’impegno ad attuare una gestione improntata alla sostenibilità, come previsto dagli obiettivi della politica comune della pesca.

In questa strategia di gestione, la Commissione adotta un approccio responsabile: la mancanza di prove non è prova di sostenibilità.

La Commissione può avvalersi del parere delle parti interessate solo se basato su un approccio sostenibile fondato su elementi concreti, ossia supportato da dati.

Per fornire un parere credibile occorre fornire informazioni valide in merito all’attività di pesca e agli stock. Le parti interessate sono incoraggiate a garantire che i sistemi esistenti di resoconto delle catture e di raccolta dati siano sfruttati appieno ed efficacemente. Si tratta di sistemi essenziali per il buon funzionamento della gestione della pesca. Inoltre, disponendo di una base informativa solida le parti interessate potranno fornire alla Commissione consigli migliori in merito alle pratiche di pesca sostenibili.

A partire dal secondo trimestre del 2008 la Commissione condurrà con gli Stati membri e le parti interessate attività specifiche di monitoraggio tecnico (in particolare relative ai sistemi di gestione dello sforzo di pesca).

Affinché i risultati delle consultazioni possano essere utilizzati in tempo utile, la Commissione chiede che i contributi relativi alla presente comunicazione siano completati entro il 30 giugno 2008.

Durante il 2008 la Commissione avvierà ulteriori procedure di consultazione per migliorare la politica di conservazione, in particolare per quanto riguarda un maggiore rispetto delle disposizioni.

ALLEGATO I

Tabella 1. Parere scientifico relativo allo stato dello stock | Numero di stock |

2003 | 2004 | 2005 | 2006 | 2007 | 2008 |

Al di là dei limiti biologici di sicurezza | 30 | 29 | 26 | 26 | 26 | 28 |

Entro i limiti biologici di sicurezza | 12 | 10 | 14 | 11 | 12 | 13 |

Lo stato dello stock è sconosciuto a causa di dati insufficienti | 48 | 53 | 53 | 57 | 58 | 55 |

Tabella 2. Parere scientifico sul sovrasfruttamento | Numero di stock |

2003 | 2004 | 2005 | 2006 | 2007 | 2008 |

Il tasso di cattura dello stock è noto rispetto al tasso di rendimento massimo sostenibile | 34 | 23 | 32 | 33 |

Lo stock è sovrasfruttato[10] | 32 | 21 | 30 | 29 |

Lo stock è pescato al tasso di rendimento massimo sostenibile | 2 | 2 | 2 | 4 |

Tabella 3. Parere scientifico “emergenza” | Numero di stock |

2003 | 2004 | 2005 | 2006 | 2007 | 2008 |

Il parere scientifico è di interrompere l’attività di pesca | 24 | 13 | 12 | 14 | 20 | 18 |

Tabella 4. Differenza tra TAC e catture sostenibili |

2003 | 2004 | 2005 | 2006 | 2007 | 2008 |

Eccesso di TAC rispetto alla cattura sostenibile (%) | 43% | 48% | 57% | 47% | 44% | 49% |

Tabella 5. Riepilogo del parere scientifico in merito alle possibilità di pesca | Numero di stock |

2003 | 2004 | 2005 | 2006 | 2007 | 2008 |

Stock per i quali si possono prevedere dimensioni e mortalità dovuta alla pesca | 40 | 34 | 40 | 31 | 29 | 30 |

Stock per i quali si dispone di pareri scientifici in merito alle possibilità di pesca | 59 | 52 | 54 | 65 | 61 | 59 |

Stock per i quali non si dispone di pareri scientifici | 31 | 40 | 39 | 29 | 35 | 37 |

ALLEGATO II

Norme per i TAC

Le decisioni relative ai TAC devono essere basate sul parere scientifico del CSTEP.

Si applicano norme diverse a seconda del livello di rischio per ogni singolo stock. Gli stock sono ad alto rischio quando scendono al di sotto del “livello precauzionale (Bpa)”, oltre il quale la produttività futura dello stock rischia di diminuire. Un altro indicatore di rischio elevato è un tasso di mortalità per pesca superiore al “tasso precauzionale” (Fpa). Il tasso di mortalità per pesca si calcola dividendo la cattura annuale per le dimensioni medie dello stock nell’arco dell’anno.

Qualora le dimensioni di uno stock siano inferiori a Bpa o il tasso di sfruttamento sia superiore a Fpa, lo stock si trova “al di là dei limiti biologici di sicurezza”, e vice versa.

Parere scientifico | Modalità di fissazione dei TAC |

Lo stock è sfruttato al tasso di rendimento massimo sostenibile. | Fissare il TAC al livello di cattura previsto, corrispondente alla mortalità per pesca che consentirà di ottenere il rendimento massimo nel lungo periodo, ma non modificare il TAC di oltre il 25%. |

Stock sovrasfruttato rispetto al rendimento massimo sostenibile ma entro i limiti biologici di sicurezza. | Fissare il TAC ad un livello superiore (a) al livello di cattura previsto che consente di ottenere il rendimento massimo nel lungo periodo[11], o (b) pescare ad un tasso di mortalità invariato, ma non modificare il TAC di oltre il 15%. |

Stock al di là dei limiti biologici di sicurezza. | Fissare il TAC al livello di cattura previsto per ottenere una riduzione del 30% del tasso di mortalità per pesca, ma non diminuire la mortalità per pesca fino a compromettere il rendimento a lungo termine11 e non ridurre il TAC di oltre il 20%. |

Lo stock rientra in un piano a lungo termine e il parere scientifico sulla cattura corrisponde al piano. | Il TAC deve essere fissato secondo il piano corrispondente. |

Lo stock è giovane e non è possibile fare una previsione di un anno. | Viene fissato un TAC provvisorio che sarà modificato non appena saranno disponibili ulteriori informazioni durante l’anno. |

Lo stato dello stock non è noto con precisione e il CSTEP emette un parere in merito ad un livello di cattura adeguato. | Fissare il TAC in base al parere del CSTEP ma non modificare il TAC di oltre il 15%. |

Lo stato dello stock non è noto con precisione e il CSTEP consiglia di ridurre lo sforzo di pesca. | Ridurre il TAC fino al 15% e chiedere al CSTEP un parere in merito al livello di sforzo adeguato. |

Lo stato dello stock non è noto con precisione e il parere del CSTEP indica che lo stock è in aumento. | Aumentare il TAC fino al 15%. |

Lo stato dello stock non è noto con precisione e il parere del CSTEP indica che lo stock è in calo. | Diminuire il TAC fino al 15%. |

Il CSTEP consiglia una cattura zero, una riduzione fino al livello più basso possibile o misure analoghe. | Ridurre il TAC almeno del 25%. Attuare misure per la ricostituzione dello stock, comprese riduzione dello sforzo di pesca e introduzione di attrezzi da pesca più selettivi. |

Il CSTEP non ha emesso un parere. | I TAC devono essere fissati in prossimità dei livelli di cattura reali recenti ma non possono essere modificati di oltre il 15% l’anno, oppure gli Stati membri devono stabilire un piano di attuazione per emettere un parere entro un breve periodo. |

[1] Articolo 2 del regolamento (CE) n. 2371/2002 del Consiglio, del 20 dicembre 2002, relativo alla conservazione e allo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nell’ambito della politica comune della pesca. GU L 358 del 31.12.2002, pag. 59.

[2] Conseguire la sostenibilità della pesca nell’UE tramite l’applicazione del rendimento massimo sostenibile. Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo. COM (2006) 360 definitivo.

[3] The state of world fisheries and aquaculture – 2006 (Rapporto FAO: Lo stato della pesca e dell’acquacoltura nel mondo), Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, Roma, 2007.

[4] Per questo calcolo, un TAC fissato quando il parere scientifico è di cattura zero è stato considerato un eccesso del 100%.

[5] Comunicazione della Commissione al Consiglio – Possibilità di pesca per il 2007. Dichiarazione politica della Commissione europea. COM (2006) 499 definitivo.

[6] Comunicazione della Commissione al Consiglio – Possibilità di pesca per il 2008. Dichiarazione politica della Commissione europea. COM (2007) 295 definitivo.

[7] Riferimento alla relazione del CSTEP sulle regole di cattura 2007.

[8] Corte dei conti europea, Relazione speciale n. 7/2007 sui sistemi di controllo, ispezione e sanzionamento relativi alle norme di conservazione delle risorse ittiche comunitarie (GU C 317 del 28.12.2007, pag. 1).

[9] Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo – Una politica per ridurre le catture accessorie ed eliminare i rigetti nella pesca europea [COM(2007) 136].

[10] O “pescato in eccesso”.

[11] Misurato in base alla mortalità per pesca corrispondente ad un rendimento marginale pari al 10% del rendimento marginale con una mortalità per pesca prossima allo zero (F0,1).

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