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Document 32013R0549

Regolamento (UE) n. 549/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013 , relativo al Sistema europeo dei conti nazionali e regionali nell'Unione europea Testo rilevante ai fini del SEE

OJ L 174, 26.6.2013, p. 1–727 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, GA, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)
Special edition in Croatian: Chapter 10 Volume 008 P. 3 - 729

In force

ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2013/549/oj

26.6.2013   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 174/1


REGOLAMENTO (UE) N. 549/2013 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

del 21 maggio 2013

relativo al Sistema europeo dei conti nazionali e regionali nell'Unione europea

(Testo rilevante ai fini del SEE)

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 338, paragrafo 1,

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

visto il parere della Banca centrale europea (1),

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria (2),

considerando quanto segue:

(1)

La definizione delle politiche dell'Unione e il monitoraggio delle economie degli Stati membri e dell'unione economica e monetaria (UEM) richiedono informazioni comparabili, aggiornate e affidabili sulla struttura dell'economia e l'evoluzione della situazione economica di ogni Stato membro o regione.

(2)

La Commissione dovrebbe contribuire al monitoraggio delle economie degli Stati membri e dell'UEM e, in particolare, riferire regolarmente al Consiglio sui progressi compiuti dagli Stati membri nell'adempimento dei loro obblighi relativi all'UEM.

(3)

I cittadini dell'Unione hanno bisogno dei conti economici quale strumento fondamentale per analizzare la situazione economica di uno Stato membro o di una regione. Ai fini della comparabilità, tali conti dovrebbero essere elaborati sulla base di principi unici e non diversamente interpretabili. Le informazioni fornite dovrebbero essere quanto più possibile precise, complete e tempestive, al fine di garantire la massima trasparenza per tutti i settori.

(4)

La Commissione dovrebbe utilizzare aggregati dei conti nazionali e regionali per i fini amministrativi dell'Unione e, in particolare, per i calcoli di bilancio.

(5)

Nel 1970 è stato pubblicato un documento amministrativo intitolato «Sistema europeo di conti economici integrati (SEC)», riguardante il settore disciplinato dal presente regolamento. Tale documento era stato redatto dall'Istituto statistico delle Comunità europee sotto la sua esclusiva responsabilità e costituiva la conclusione di un lavoro svolto per vari anni da tale Istituto in collaborazione con gli istituti statistici nazionali degli Stati membri, inteso ad elaborare un sistema di conti nazionali che rispondesse alle esigenze della politica economica e sociale delle Comunità europee. Esso rappresentava la versione comunitaria del Sistema dei conti nazionali delle Nazioni Unite che era stato utilizzato fino a quel momento dalle Comunità. Al fine di aggiornare il testo iniziale, una seconda edizione di tale documento è stata pubblicata nel 1979 (3).

(6)

Il regolamento (CE) n. 2223/96 del Consiglio, del 25 giugno 1996, relativo al Sistema europeo dei conti nazionali e regionali nella Comunità (4), ha istituito un sistema di conti nazionali rispondente alle esigenze della politica economica, sociale e regionale della Comunità. Tale sistema era in larga misura coerente con l'allora nuovo Sistema dei conti nazionali che era stato adottato dalla Commissione statistica delle Nazioni Unite nel febbraio 1993 (SCN 1993) al fine di assicurare la comparabilità dei risultati a livello mondiale in tutti i paesi membri delle Nazioni Unite.

(7)

L'SCN 1993 è stato aggiornato sotto forma di un nuovo Sistema dei conti nazionali (SCN 2008) adottato dalla Commissione statistica delle Nazioni Unite nel febbraio 2009, al fine di conformare i conti nazionali al nuovo contesto economico, ai progressi della ricerca metodologica e alle esigenze degli utilizzatori.

(8)

È necessario procedere a una revisione del Sistema europeo dei conti istituito dal regolamento (CE) n. 2223/96 (SEC 95) per tener conto degli sviluppi nell'SCN, in modo che il Sistema europeo dei conti rivisto istituito dal presente regolamento costituisca una versione dell'SCN 2008 adattata alle strutture delle economie degli Stati membri e in maniera tale da assicurare la comparabilità dei dati dell'Unione con quelli elaborati dai suoi principali partner internazionali.

(9)

Ai fini della creazione di conti economici ambientali quali i conti satellite del Sistema europeo dei conti riveduto, il regolamento (UE) n. 691/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 luglio 2011, relativo ai conti economici ambientali europei (5), ha istituito un quadro comune per la raccolta, la compilazione, la trasmissione e la valutazione dei conti economici ambientali europei.

(10)

Nel caso dei conti ambientali e sociali si dovrebbe tenere pienamente conto anche della comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo del 20 agosto 2009 intitolata «Non solo PIL: misurare il progresso in un mondo in cambiamento». È necessario proseguire con decisione gli studi metodologici e le verifiche sui dati, in particolare sulle questioni relative a «Non solo PIL» e alla strategia Europa 2020, allo scopo di sviluppare un metodo di misurazione più esaustivo del benessere e del progresso, in modo da sostenere la promozione di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. In questo contesto si dovrebbero affrontare le questioni relative alle esternalità ambientali e alle disparità sociali. Si dovrebbe altresì tenere conto della questione relativa alle variazioni della produttività. Ciò dovrebbe consentire di rendere disponibili il prima possibile dati complementari agli aggregati del PIL. La Commissione dovrebbe presentare nel 2013 al Parlamento europeo e al Consiglio una comunicazione sul seguito del «Non solo PIL» e, se del caso, proposte legislative nel 2014. I dati relativi ai conti nazionali e regionali dovrebbero essere considerati come un mezzo per il conseguimento di tali obiettivi.

(11)

È opportuno esaminare la possibilità di fare ricorso a nuovi metodi automatizzati di raccolta in tempo reale.

(12)

Il Sistema europeo dei conti riveduto istituito dal presente regolamento (SEC 2010) comprende una metodologia e un programma di trasmissione che definisce i conti e le tavole che tutti gli Stati membri sono tenuti a trasmettere nel rispetto di scadenze determinate. La Commissione dovrebbe mettere tali conti e tavole a disposizione degli utilizzatori a date specifiche e, se del caso, secondo un calendario di pubblicazione annunciato precedentemente, in particolare con riguardo al monitoraggio della convergenza economica e al conseguimento di uno stretto coordinamento delle politiche economiche degli Stati membri.

(13)

È opportuno adottare un approccio orientato alle esigenze degli utilizzatori per la pubblicazione dei dati, fornendo quindi informazioni accessibili e utili ai cittadini dell'Unione e alle altre parti interessate.

(14)

Il SEC 2010 deve sostituire gradualmente tutti gli altri sistemi, quale quadro di riferimento per le norme, le definizioni, le classificazioni e le regole contabili comuni ai fini dell'elaborazione dei conti degli Stati membri per le esigenze dell'Unione, permettendo in tal modo di ottenere risultati comparabili fra gli Stati membri.

(15)

Conformemente al regolamento (CE) n. 1059/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 maggio 2003, relativo all'istituzione di una classificazione comune delle unità territoriali per la statistica (NUTS) (6), tutte le statistiche degli Stati membri che sono trasmesse alla Commissione che devono essere disaggregate per unità territoriali dovrebbero utilizzare la classificazione NUTS. Di conseguenza, affinché le statistiche regionali siano comparabili, le unità territoriali dovrebbero essere definite conformemente alla classificazione NUTS.

(16)

La trasmissione dei dati da parte degli Stati membri, inclusa la trasmissione dei dati riservati, è disciplinata dalle norme fissate dal regolamento (CE) n. 223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 marzo 2009, relativo alle statistiche europee (7). Di conseguenza, le misure adottate in conformità del presente regolamento dovrebbero pertanto assicurare anche la protezione dei dati riservati e impedire una divulgazione illecita o un'utilizzazione per fini non statistici al momento della produzione e della diffusione delle statistiche europee.

(17)

È stato istituito un gruppo di lavoro per approfondire la questione del trattamento dei servizi di intermediazione finanziaria indirettamente misurati (SIFIM) nei conti nazionali, incluso l'esame di un metodo adattato al rischio che escluda il rischio dai calcoli dei SIFIM al fine di riflettere il costo futuro previsto del rischio realizzato. Tenendo conto dei risultati di tale gruppo di lavoro, può rivelarsi necessario modificare la metodologia di calcolo e di attribuzione dei SIFIM, mediante un atto delegato, allo scopo di fornire risultati migliori.

(18)

Le spese per ricerca e sviluppo costituiscono un investimento e dovrebbero pertanto essere registrate come investimenti fissi lordi. È necessario tuttavia specificare, mediante un atto delegato, il formato dei dati sulle spese per ricerca e sviluppo da registrare come investimenti fissi lordi quando si sia raggiunto un sufficiente grado di affidabilità e comparabilità dei dati mediante un esercizio di prova basato sull'elaborazione di tavole supplementari.

(19)

La direttiva 2011/85/UE del Consiglio, dell'8 novembre 2011, relativa ai requisiti per i quadri di bilancio degli Stati membri (8), prevede l'obbligo di pubblicare informazioni pertinenti sulle passività potenziali che possono avere effetti consistenti sui bilanci pubblici, comprese le garanzie pubbliche, i crediti deteriorati e le passività derivanti dalla gestione delle imprese pubbliche, indicandone l'entità. Tali requisiti richiedono una pubblicazione ulteriore rispetto a quella prevista dal presente regolamento.

(20)

Nel giugno 2012, la Commissione (Eurostat) ha istituito un gruppo di lavoro incaricato di analizzare le implicazioni della direttiva 2011/85/UE per la raccolta e la diffusione dei dati di bilancio, che si è concentrato sull'attuazione delle prescrizioni relative alle passività potenziali e altre informazioni pertinenti in grado di indicare un impatto potenzialmente elevato sui bilanci pubblici, comprese le garanzie pubbliche, le passività delle imprese pubbliche, i partenariati pubblico-privato (PPP), i crediti deteriorati e la partecipazione dell'amministrazione pubblica al capitale di imprese. La piena attuazione dei lavori di tale gruppo di lavoro contribuirebbe a una corretta analisi delle relazioni economiche alla base dei contratti PPP, compresi, se del caso, i rischi inerenti alla costruzione, alla disponibilità e alla domanda e la rappresentazione dei debiti impliciti dei PPP fuori bilancio, favorendo in tal modo una maggiore trasparenza e statistiche affidabili sui debiti.

(21)

Il comitato di politica economica istituito dalla decisione 74/122/CEE del Consiglio (9) (CPE) si è occupato della sostenibilità delle pensioni e delle riforme pensionistiche. I lavori degli statistici, da un lato, e degli esperti in materia di invecchiamento della popolazione che operano sotto l'egida del CPE, dall'altro, dovrebbero essere strettamente coordinati, sia a livello nazionale che europeo, per quanto riguarda le ipotesi macroeconomiche e gli altri parametri attuariali al fine di assicurare la coerenza e la comparabilità dei risultati tra paesi, nonché un'efficace comunicazione agli utilizzatori e alle parti interessate dei dati e delle informazioni relative alle pensioni. Dovrebbe inoltre essere chiarito che i diritti a pensione accumulati a una certa data nell'assicurazione sociale non costituiscono di per sé una misura della sostenibilità delle finanze pubbliche.

(22)

I dati e le informazioni sulle passività potenziali degli Stati membri sono forniti nel contesto dei lavori connessi alla procedura di sorveglianza multilaterale nel patto di stabilità e crescita. Entro luglio 2018, la Commissione dovrebbe pubblicare una relazione per valutare se tali dati debbano essere resi disponibili nel contesto del SEC 2010.

(23)

È importante rilevare il significato dei conti regionali degli Stati membri per le politiche di coesione regionale, economica e sociale dell'Unione nonché per l'analisi delle interdipendenze economiche. Si prende atto altresì della necessità di aumentare la trasparenza dei conti a livello regionale, inclusi i conti delle amministrazioni pubbliche. La Commissione (Eurostat) dovrebbe prestare particolare attenzione ai dati di bilancio delle regioni negli Stati membri che hanno regioni o governi autonomi.

(24)

Al fine di modificare l'allegato A del presente regolamento per assicurarne l'interpretazione armonizzata o la comparabilità internazionale, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE). È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche con il comitato del sistema statistico europeo istituito dal regolamento (CE) n. 223/2009. Inoltre, a norma dell'articolo 127, paragrafo 4, e dell'articolo 282, paragrafo 5, TFUE, è importante che durante i lavori preparatori la Commissione svolga, se del caso, adeguate consultazioni con la Banca centrale europea nei settori di competenza di quest'ultima. Nella preparazione e nell'elaborazione degli atti delegati la Commissione dovrebbe provvedere alla contestuale, tempestiva e appropriata trasmissione dei documenti pertinenti al Parlamento europeo e al Consiglio.

(25)

La maggior parte degli aggregati statistici usati nel quadro della governance economica dell'Unione, in particolare nelle procedure per i disavanzi eccessivi e gli squilibri macroeconomici, sono definiti in riferimento al SEC. Nel trasmettere dati e relazioni nel quadro di tali procedure, la Commissione dovrebbe fornire informazioni adeguate in merito all'impatto sugli aggregati rilevanti delle modifiche metodologiche del SEC 2010 introdotte da atti delegati conformemente alle disposizioni del presente regolamento.

(26)

La Commissione valuterà se i dati relativi a ricerca e sviluppo abbiano conseguito un livello di qualità sufficiente in termini sia di prezzi correnti che di volume ai fini dei conti nazionali entro la fine di maggio 2013, in stretta cooperazione con gli Stati membri, onde garantire l'affidabilità e la comparabilità dei dati di ricerca e sviluppo del SEC.

(27)

Poiché l'attuazione del presente regolamento richiederà notevoli adeguamenti dei sistemi statistici nazionali, la Commissione concederà deroghe agli Stati membri. In particolare, il programma di trasmissione dei dati di contabilità nazionale dovrebbe tener conto delle fondamentali modifiche politiche e statistiche intervenute in taluni Stati membri durante i periodi di riferimento del programma. Le deroghe concesse dalla Commissione dovrebbero essere temporanee e soggette a riesame. La Commissione dovrebbe fornire un sostegno agli Stati membri interessati nei loro sforzi volti a garantire gli adeguamenti richiesti dei loro sistemi statistici, affinché si possa porre termine quanto prima a tali deroghe.

(28)

Una riduzione dei termini di trasmissione potrebbe aumentare sensibilmente gli oneri e i costi per i rispondenti e per gli istituti statistici nazionali nell'Unione, con il rischio della produzione di dati di qualità inferiore. Si dovrebbe pertanto considerare un equilibrio tra vantaggi e svantaggi al momento della fissazione dei termini di trasmissione dei dati.

(29)

Al fine di garantire condizioni uniformi di esecuzione del presente regolamento, dovrebbero essere attribuite alla Commissione competenze di esecuzione. Tali competenze dovrebbero essere esercitate conformemente al regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione (10).

(30)

Poiché l'obiettivo del presente regolamento, segnatamente l'istituzione di un Sistema europeo dei conti riveduto, non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri e può dunque essere conseguito meglio a livello di Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.

(31)

Il comitato del sistema statistico europeo è stato consultato.

(32)

Il comitato delle statistiche monetarie, finanziarie e della bilancia dei pagamenti istituito con la decisione 2006/856/CE del Consiglio, del 13 novembre 2006, che istituisce un comitato delle statistiche monetarie, finanziarie e della bilancia dei pagamenti (11), e il comitato del reddito nazionale lordo (comitato RNL) istituito con il regolamento (CE, Euratom) n. 1287/2003 del Consiglio, del 15 luglio 2003, relativo all'armonizzazione del reddito nazionale lordo ai prezzi di mercato («Regolamento RNL») (12), sono stati consultati,

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Oggetto

1.   Il presente regolamento istituisce il Sistema europeo dei conti 2010 («SEC 2010» o «SEC»).

2.   Il SEC 2010 prevede:

a)

una metodologia (allegato A) relativa alle norme, alle definizioni, alle classificazioni e alle regole contabili comuni, che devono essere utilizzate per l'elaborazione di conti e tavole su basi comparabili per le esigenze dell'Unione, nonché dei risultati come previsto all'articolo 3;

b)

un programma (allegato B) inteso a stabilire i termini entro i quali gli Stati membri trasmettono alla Commissione (Eurostat) i conti e le tavole da compilare conformemente alla metodologia di cui alla lettera a).

3.   Fatti salvi gli articoli 5 e 10, il presente regolamento si applica a tutti gli atti dell'Unione nei quali si fa riferimento al SEC o alle sue definizioni.

4.   Il presente regolamento non obbliga alcuno Stato membro ad utilizzare il SEC 2010 per elaborare i conti sulla base delle proprie esigenze.

Articolo 2

Metodologia

1.   La metodologia del SEC 2010 di cui all'articolo 1, paragrafo 2, lettera a), è stabilita all'allegato A.

2.   Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 7 riguardo a modifiche della metodologia del SEC 2010 al fine di precisarne e migliorarne il contenuto allo scopo di garantire un'interpretazione armonizzata o di assicurare la comparabilità internazionale, a condizione che tali atti delegati non ne cambino i concetti base, che non richiedano risorse supplementari per la loro attuazione ai produttori all'interno del sistema statistico europeo e che non comportino una variazione delle risorse proprie.

3.   In caso di dubbio circa la corretta attuazione delle norme contabili del SEC 2010, lo Stato membro interessato chiede chiarimenti alla Commissione (Eurostat). La Commissione (Eurostat) agisce rapidamente sia esaminando la richiesta sia comunicando il suo parere sul chiarimento richiesto allo Stato membro in questione e a tutti gli altri Stati membri.

4.   Gli Stati membri procedono al calcolo e all'attribuzione dei servizi di intermediazione finanziaria indirettamente misurati (SIFIM) nei conti nazionali, conformemente alla metodologia descritta nell'allegato A. Alla Commissione è conferito il potere di adottare, entro il 17 settembre 2013, atti delegati conformemente all'articolo 7 che istituisce una metodologia riveduta di calcolo e di attribuzione del SIFIM. Nell'esercizio del suo potere a norma del presente paragrafo, la Commissione assicura che tali atti delegati non impongano un considerevole onere amministrativo aggiuntivo agli Stati membri o alle unità rispondenti.

5.   Le spese per ricerca e sviluppo sono registrate dagli Stati membri come investimenti fissi lordi. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 7 per garantire l'affidabilità e la comparabilità dei dati SEC 2010 degli Stati membri relativi a ricerca e sviluppo. Nell'esercizio del suo potere a norma del presente paragrafo, la Commissione assicura che tali atti delegati non impongano un considerevole onere amministrativo aggiuntivo agli Stati membri o alle unità rispondenti.

Articolo 3

Trasmissione dei dati alla Commissione

1.   Gli Stati membri trasmettono alla Commissione (Eurostat) i conti e le tavole di cui all'allegato B entro i termini ivi specificati per ciascuna tavola.

2.   Gli Stati membri trasmettono alla Commissione i dati e i metadati richiesti dal presente regolamento conformemente a una norma di interscambio determinata e ad altre modalità pratiche.

I dati sono trasmessi o caricati mediante strumenti elettronici al punto unico di raccolta dati della Commissione. La norma di interscambio e le altre modalità pratiche per la trasmissione dei dati sono definite dalla Commissione mediante atti di esecuzione. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 8, paragrafo 2.

Articolo 4

Valutazione della qualità

1.   Ai fini del presente regolamento, i criteri di qualità di cui all'articolo 12, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 223/2009 si applicano ai dati da trasmettere conformemente all'articolo 3 del presente regolamento.

2.   Gli Stati membri trasmettono alla Commissione (Eurostat) una relazione sulla qualità dei dati da trasmettere conformemente all'articolo 3.

3.   Con riguardo all'applicazione dei criteri di qualità di cui al paragrafo 1 ai dati contemplati dal presente regolamento, le modalità, la struttura, la periodicità e gli indicatori di valutazione delle relazioni sulla qualità sono definiti dalla Commissione mediante atti di esecuzione. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 8, paragrafo 2.

4.   La Commissione (Eurostat) valuta la qualità dei dati trasmessi.

Articolo 5

Data di applicazione e di prima trasmissione dei dati

1.   Il SEC 2010 si applica per la prima volta ai dati elaborati conformemente all'allegato B, da trasmettere a decorrere dal 1o settembre 2014.

2.   I dati sono trasmessi alla Commissione (Eurostat) conformemente ai termini fissati nell'allegato B.

3.   Conformemente al paragrafo 1, fino alla prima trasmissione dei dati sulla base del SEC 2010 gli Stati membri continuano a comunicare alla Commissione (Eurostat) i conti e le tavole elaborati in applicazione del SEC 95.

4.   Fatto salvo l'articolo 19 del regolamento (CE, Euratom) n. 1150/2000 del Consiglio, del 22 maggio 2000, recante applicazione della decisione 2007/436/CE, Euratom relativa al sistema delle risorse proprie delle Comunità (13), la Commissione e lo Stato membro interessato verificano la corretta applicazione del presente regolamento e trasmettono i risultati di tali verifiche al comitato di cui all'articolo 8, paragrafo 1, del presente regolamento.

Articolo 6

Deroghe

1.   Nella misura in cui l'applicazione del presente regolamento richieda notevoli adeguamenti di un sistema statistico nazionale, la Commissione concede agli Stati membri deroghe temporanee mediante atti di esecuzione. Tali deroghe cessano di produrre effetti al più tardi il 1o gennaio 2020. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 8, paragrafo 2.

2.   La Commissione concede una deroga a norma del paragrafo 1 solo per un periodo sufficiente a consentire allo Stato membro di adeguare il proprio sistema statistico. La quota del PIL dello Stato membro all'interno dell'Unione o dell'area dell'euro non costituisce di per sé una giustificazione per la concessione di una deroga. Se del caso, la Commissione fornisce sostegno agli Stati membri interessati nei loro sforzi volti a garantire gli adeguamenti richiesti al loro sistema statistico.

3.   Ai fini dei paragrafi 1 e 2, lo Stato membro interessato presenta alla Commissione una richiesta debitamente motivata entro il 17 ottobre 2013.

Previa consultazione del comitato del sistema statistico europeo, la Commissione riferisce al Parlamento europeo e al Consiglio entro il 1o luglio 2018 sull'applicazione delle deroghe concesse, al fine di verificare se siano ancora giustificate.

Articolo 7

Esercizio della delega

1.   Il potere di adottare atti delegati è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo.

2.   Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 2, paragrafi 2 e 5 è conferito alla Commissione per un periodo di cinque anni a decorrere dal 16 luglio 2013. Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 2, paragrafo 4, è conferito alla Commissione per un periodo di due mesi a decorrere dal 16 luglio 2013. La Commissione elabora una relazione sulla delega di potere al più tardi nove mesi prima della scadenza del periodo di cinque anni. La delega di potere è tacitamente prorogata per periodi di identica durata, a meno che il Parlamento europeo o il Consiglio non si oppongano a tale proroga al più tardi tre mesi prima della scadenza di ciascun periodo.

3.   La delega di potere di cui all'articolo 2, paragrafi 2, 4 e 5, può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio.

La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.

4.   Non appena adotta un atto delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al Consiglio.

5.   Un atto delegato adottato ai sensi dell'articolo 2, paragrafi 2, 4 e 5, entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di tre mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di tre mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.

Articolo 8

Comitato

1.   La Commissione è assistita dal comitato del sistema statistico europeo istituito dal regolamento (CE) n. 223/2009. Esso è un comitato ai sensi del regolamento (UE) n. 182/2011.

2.   Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applica l'articolo 5 del regolamento (UE) n. 182/2011.

Articolo 9

Cooperazione con altri comitati

1.   In merito a tutte le questioni di competenza del comitato delle statistiche monetarie, finanziarie e della bilancia dei pagamenti istituito dalla decisione 2006/856/CE, la Commissione chiede il parere di tale comitato conformemente all'articolo 2 di tale decisione 2006/856/CE.

2.   La Commissione trasmette al comitato del reddito nazionale lordo («comitato RNL») istituito dal regolamento (CE, Euratom) n. 1287/2003 ogni informazione relativa all'attuazione del presente regolamento, necessaria per l'esecuzione del mandato del comitato RNL.

Articolo 10

Disposizioni transitorie

1.   Ai fini del bilancio e delle risorse proprie, il Sistema europeo dei conti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, del regolamento (CE, Euratom) n. 1287/2003 e degli atti giuridici che vi si riferiscono, in particolare il regolamento (CE, Euratom) n. 1150/2000 e il regolamento (CEE, Euratom) n. 1553/89 del Consiglio, del 29 maggio 1989, concernente il regime uniforme definitivo di riscossione delle risorse proprie provenienti dell'imposta sul valore aggiunto (14), continua ad essere il SEC 95 fintantoché sia in vigore la decisione 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, relativa al sistema delle risorse proprie delle Comunità europee (15).

2.   Ai fini della determinazione della risorsa propria basata sull'IVA, in deroga al paragrafo 1, gli Stati membri possono utilizzare i dati basati sul SEC 2010, fintantoché sia in vigore la decisione 2007/436/CE, Euratom, nei casi in cui non siano disponibili i dati dettagliati SEC 95 richiesti.

Articolo 11

Relazioni su passività implicite

Entro il 2014 la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione contenente informazioni esistenti sui PPP e su altre passività implicite, comprese le passività potenziali, non riferibili al settore pubblico.

Entro il 2018 la Commissione presenta un'ulteriore relazione al Parlamento europeo e al Consiglio che valuti in che misura le informazioni sulle passività pubblicate dalla Commissione (Eurostat) riflettono la totalità delle passività implicite, comprese le passività potenziali, non riferibili al settore pubblico.

Articolo 12

Riesame

Entro il 1o luglio 2018 e successivamente ogni cinque anni, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull'applicazione del presente regolamento.

La relazione valuta, tra l'altro:

a)

la qualità dei dati relativi ai conti nazionali e regionali;

b)

l'efficacia del presente regolamento e il processo di monitoraggio applicato al SEC 2010; e

c)

i progressi riguardo ai dati sulle passività potenziali e alla disponibilità dei dati SEC 2010.

Articolo 13

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Strasburgo, il 21 maggio 2013

Per il Parlamento europeo

Il presidente

M. SCHULZ

Per il Consiglio

Il presidente

L. CREIGHTON


(1)  GU C 203 del 9.7.2011, pag. 3.

(2)  Posizione del Parlamento europeo del 13 marzo 2013 (non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale) e decisione del Consiglio del 22 aprile 2013.

(3)  Commissione (Eurostat): «Sistema europeo di conti economici integrati (SEC)», seconda edizione, Istituto statistico delle Comunità europee, Lussemburgo, 1979.

(4)  GU L 310 del 30.11.1996, pag. 1.

(5)  GU L 192 del 22.7.2011, pag. 1.

(6)  GU L 154 del 21.6.2003, pag. 1.

(7)  GU L 87 del 31.3.2009, pag. 164.

(8)  GU L 306 del 23.11.2011, pag. 41.

(9)  Decisione 74/122/CEE del Consiglio, del 18 febbraio 1974, che istituisce un comitato di politica economica (GU L 63 del 5.3.1974, pag. 21).

(10)  GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13.

(11)  GU L 332 del 30.11.2006, pag. 21.

(12)  GU L 181 del 19.7.2003, pag. 1.

(13)  GU L 130 del 31.5.2000, pag. 1.

(14)  GU L 155 del 7.6.1989, pag. 9.

(15)  GU L 163 del 23.6.2007, pag. 17.


ALLEGATO A

CAPITOLO 1

CARATTERISTICHE GENERALI E PRINCIPI DI BASE

CARATTERISTICHE GENERALI

Globalizzazione

IMPIEGHI DEL SEC 2010

Quadro di riferimento per l’elaborazione di analisi e la formulazione di politiche

Caratteristiche dei concetti del SEC 2010

Classificazione per settore

Conti satelliti

Il SEC 2010 e l’SCN 2008

Il SEC 2010 e il SEC 95

PRINCIPI BASE DEL SEC 2010 COME SISTEMA

Le unità statistiche e i loro insiemi

Unità e settori istituzionali

UAE locali e branche di attività economica

Unità residenti e non residenti; totale dell’economia e resto del mondo

Flussi e consistenze

Flussi

Operazioni

Particolarità delle operazioni

Interazioni e operazioni interne alle unità

Operazioni monetarie e operazioni non monetarie

Operazioni con e senza contropartita

Operazioni modificate

Dirottamento

Frazionamento

Riconoscimento della parte principale in una operazione

Casi particolari

Altre variazioni delle attività e delle passività

Altre variazioni di volume delle attività e delle passività

Guadagni e perdite in conto capitale

Consistenze

Il sistema dei conti e gli aggregati

Norme contabili

Terminologia per le due sezioni dei conti

Partita doppia/quadrupla

Valutazione

Valutazioni speciali riguardanti i prodotti

Valutazione a prezzi costanti

Momento di registrazione

Consolidamento e presentazione di valori netti

Consolidamento

Presentazione di valori netti

Conti, saldi contabili e aggregati

Sequenza dei conti

Conto di equilibrio dei beni e servizi

Conti del resto del mondo

Saldi contabili

Aggregati

Un aggregato chiave: il PIL

Il quadro delle interdipendenze tra gli operatori economici

Tavole delle risorse e degli impieghi

Tavole input-output simmetriche

CAPITOLO 2

UNITÀ E INSIEMI DI UNITÀ

DELIMITAZIONE DELL'ECONOMIA NAZIONALE

LE UNITÀ ISTITUZIONALI

Holding operative e società di partecipazione

Gruppi di società

Società veicolo

Istituzioni finanziarie captive

Consociate artificiali

Società veicolo delle amministrazioni pubbliche

I SETTORI ISTITUZIONALI

Società non finanziarie (S.11)

Sottosettore delle società non finanziarie pubbliche (S.11001)

Sottosettore delle società non finanziarie private nazionali (S.11002)

Sottosettore delle società non finanziarie sotto controllo estero (S.11003)

Società finanziarie (S.12)

Intermediari finanziari

Ausiliari finanziari

Società finanziarie diverse dagli intermediari finanziari e dagli ausiliari finanziari

Unità istituzionali incluse nel settore delle società finanziarie

Sottosettori delle società finanziarie

Raggruppamento dei sottosettori delle società finanziarie

Suddivisione dei sottosettori delle società finanziarie in società finanziarie pubbliche, private nazionali e sotto controllo estero

Autorità bancarie centrali (S.121)

Istituti di deposito, escluse le autorità bancarie centrali (S.122)

Fondi comuni monetari (S.123)

Fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari (S.124)

Altri intermediari finanziari, escluse le imprese di assicurazione e i fondi pensione (S.125)

Società veicolo finanziarie preposte a operazioni di cartolarizzazione

Operatori su valori mobiliari e strumenti derivati, società finanziarie erogatrici di prestiti e società finanziarie specializzate

Ausiliari finanziari (S.126)

Prestatori di fondi e istituzioni finanziarie captive (S.127)

Imprese di assicurazione (S.128)

Fondi pensione (S.129)

Amministrazioni pubbliche (S.13)

Amministrazioni centrali (esclusi gli enti di previdenza e assistenza sociale) (S.1311)

Amministrazioni di Stati federati (esclusi gli enti di previdenza e assistenza sociale) (S.1312)

Amministrazioni locali (esclusi gli enti di previdenza e assistenza sociale) (S.1313)

Enti di previdenza e assistenza sociale (S.1314)

Famiglie (S.14)

Datori di lavoro e lavoratori indipendenti (S.141 e S.142)

Lavoratori dipendenti (S.143)

Percettori di redditi da capitale (S.1441)

Titolari di pensioni (S.1442)

Beneficiari di altri trasferimenti (S.1443)

Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie (S.15)

Resto del mondo (S.2)

Classificazione settoriale delle unità di produzione secondo le principali forme giuridiche correnti di proprietà

UNITÀ DI ATTIVITÀ ECONOMICA A LIVELLO LOCALE E BRANCHE DI ATTIVITÀ ECONOMICA

L'unità di attività economica a livello locale

Branche di attività economica

Classificazione delle branche di attività economica

UNITÀ DI PRODUZIONE OMOGENEA E BRANCHE DI PRODUZIONE OMOGENEA

L'unità di produzione omogenea

La branca di produzione omogenea

CAPITOLO 3

OPERAZIONI SUI PRODOTTI E SULLE ATTIVITÀ NON PRODOTTE

OPERAZIONI SUI PRODOTTI IN GENERALE

ATTIVITÀ DI PRODUZIONE E PRODUZIONE

Attività principali, secondarie e ausiliarie

Produzione (P.1)

Unità istituzionali: distinzione tra produttori di beni e servizi destinabili alla vendita, per proprio uso finale e non destinabili alla vendita

Momento di registrazione e valutazione della produzione

Prodotti dell'agricoltura, silvicoltura e pesca (sezione A)

Prodotti trasformati e manufatti (sezione C) — Lavori di costruzione (sezione F)

Servizi di vendita all'ingrosso e al dettaglio; servizi di riparazione di autoveicoli e motocicli (sezione G)

Servizi di trasporto e magazzinaggio (sezione H)

Servizi di alloggio e di ristorazione (sezione I)

Servizi finanziari e assicurativi (sezione K): produzione delle autorità bancarie centrali

Servizi finanziari e assicurativi (sezione K): servizi finanziari in generale

Servizi finanziari prestati contro pagamento diretto

Servizi finanziari remunerati mediante l'addebito d'interessi

Servizi finanziari di acquisizione e cessione di attività e passività finanziarie sui mercati finanziari

Servizi finanziari prestati nell'ambito di sistemi di assicurazione e pensionistici e finanziati attraverso i contributi assicurativi e i redditi da investimenti

Servizi immobiliari (sezione L)

Servizi professionali, scientifici e tecnici (sezione M); servizi amministrativi e di supporto (sezione N)

Servizi di pubblica amministrazione e difesa; servizi di assicurazione sociale obbligatoria (sezione O)

Servizi di istruzione (sezione P); servizi sanitari e di assistenza sociale (sezione Q)

Servizi nel campo dell'arte, dello spettacolo e del tempo libero (sezione R); altri servizi (sezione S)

Servizi di datore di lavoro svolti da famiglie e convivenze (sezione T)

CONSUMI INTERMEDI (P.2)

Momento di registrazione e valutazione dei consumi intermedi

CONSUMI FINALI (P.3, P.4)

Spesa per consumi finali (P.3)

Consumi finali effettivi (P.4)

Momento di registrazione e valutazione della spesa per consumi finali

Momento di registrazione e valutazione dei consumi finali effettivi

INVESTIMENTI LORDI (P.5)

Investimenti fissi lordi (P.51g)

Momento di registrazione e valutazione degli investimenti fissi lordi

Ammortamenti (consumo di capitale fisso) (P.51c)

Variazione delle scorte (P.52)

Momento di registrazione e valutazione della variazione delle scorte

Acquisizioni meno cessioni di oggetti di valore (P.53)

ESPORTAZIONI E IMPORTAZIONI DI BENI E SERVIZI (P.6 e P.7)

Esportazioni e importazioni di beni (P.61 e P.71)

Esportazioni e importazioni di servizi (P.62 e P.72)

OPERAZIONI SU BENI USATI

ACQUISIZIONI MENO CESSIONI DI ATTIVITÀ NON PRODOTTE (NP)

CAPITOLO 4

OPERAZIONI DI DISTRIBUZIONE E DI REDISTRIBUZIONE

REDDITI DA LAVORO DIPENDENTE (D.1)

Retribuzioni lorde (D.11)

Retribuzioni in denaro

Retribuzioni in natura

Contributi sociali a carico dei datori di lavoro (D.12)

Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro (D.121)

Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro (D.122)

IMPOSTE SULLA PRODUZIONE E SULLE IMPORTAZIONI (D.2)

Imposte sui prodotti (D.21)

Imposta sul valore aggiunto (IVA) e imposte similari (D.211)

Imposte e dazi sulle importazioni, esclusa l’IVA (D.212)

Imposte sui prodotti, escluse le imposte sulle importazioni e l’IVA (D.214)

Altre imposte sulla produzione (D.29)

Imposte sulla produzione e sulle importazioni versate alle istituzioni dell’Unione europea

Imposte sulla produzione e sulle importazioni: momento di registrazione e importi da registrare

CONTRIBUTI (D.3)

Contributi ai prodotti (D.31)

Contributi alle importazioni (D.311)

Altri contributi ai prodotti (D.319)

Altri contributi alla produzione (D.39)

REDDITI DA CAPITALE (D.4)

Interessi (D.41)

Interessi su depositi e prestiti

Interessi su titoli di credito

Interessi su effetti e su strumenti a breve termine simili

Interessi su obbligazioni

Swap di tassi di interesse e forward rate agreement (accordi per scambio futuro di tassi di interesse)

Interessi su operazioni di leasing finanziario

Altri interessi

Momento di registrazione

Utili distribuiti dalle società (D.42)

Dividendi (D.421)

Redditi prelevati dai membri delle quasi-società (D.422)

Utili reinvestiti di investimenti diretti all’estero (D.43)

Altri redditi da investimenti (D.44)

Redditi da investimenti da attribuire agli assicurati (D.441)

Redditi da investimenti da corrispondere per diritti pensionistici (D.442)

Redditi da investimenti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento (D.443)

Fitti di terreni e diritti di sfruttamento di giacimenti (D.45)

Fitti di terreni

Diritti di sfruttamento di giacimenti

IMPOSTE CORRENTI SUL REDDITO, SUL PATRIMONIO ecc. (D.5)

Imposte sul reddito (D.51)

Altre imposte correnti (D.59)

CONTRIBUTI E PRESTAZIONI SOCIALI (D.6)

Contributi sociali netti (D.61)

Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro (D.611)

Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro (D.612)

Contributi sociali effettivi a carico delle famiglie (D.613)

Contributi sociali supplementari a carico delle famiglie (D.614)

Prestazioni sociali diverse dai trasferimenti sociali in natura (D.62)

Prestazioni di sicurezza sociale in denaro (D.621)

Altre prestazioni di assicurazione sociale (D.622)

Prestazioni di assistenza sociale in denaro (D.623)

Trasferimenti sociali in natura (D.63)

Trasferimenti sociali in natura (produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita da parte delle amministrazioni pubbliche e delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie) (D.631)

Trasferimenti sociali in natura (acquisti di beni e servizi destinabili alla vendita da parte delle amministrazioni pubbliche e delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie) (D.632)

ALTRI TRASFERIMENTI CORRENTI (D.7)

Premi netti di assicurazione contro i danni (D.71)

Indennizzi di assicurazione contro i danni (D.72)

Trasferimenti correnti tra amministrazioni pubbliche (D.73)

Aiuti internazionali correnti (D.74)

Trasferimenti correnti diversi (D.75)

Trasferimenti correnti alle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie (D.751)

Trasferimenti correnti tra famiglie (D.752)

Altri trasferimenti correnti diversi (D.759)

Sanzioni pecuniarie e ammende

Concorsi a premi e scommesse

Risarcimenti

Risorse proprie dell'UE basate su IVA e RNL (D.76)

RETTIFICA PER VARIAZIONE DEI DIRITTI PENSIONISTICI (D.8)

TRASFERIMENTI IN CONTO CAPITALE (D.9)

Imposte in conto capitale (D.91)

Contributi agli investimenti (D.92)

Altri trasferimenti in conto capitale (D.99)

STOCK OPTION CONFERITE AI DIPENDENTI

CAPITOLO 5

OPERAZIONI FINANZIARIE

CARATTERISTICHE GENERALI DELLE OPERAZIONI FINANZIARIE

Attività finanziarie, crediti finanziari e passività

Attività condizionate e passività condizionate

Categorie di attività e passività finanziarie

Conti patrimoniali, conto finanziario e altri flussi

Valutazione

Registrazioni su base netta e lorda

Consolidamento

Presentazione di valori netti

Norme contabili circa le operazioni finanziarie

Operazioni finanziarie aventi come contropartita un trasferimento corrente o un trasferimento in conto capitale

Operazioni finanziarie aventi come contropartita redditi da capitale

Momento di registrazione

Conto finanziario per debitore/creditore

CLASSIFICAZIONE DETTAGLIATA DELLE OPERAZIONI FINANZIARIE PER RUBRICA

Oro monetario e diritti speciali di prelievo (F.1)

Oro monetario (F.11)

DSP (F.12)

Biglietti, monete e depositi (F.2)

Biglietti e monete (F.21)

Depositi (F.22 e F.29)

Depositi trasferibili (F.22)

Altri depositi (F.29)

Titoli di credito (F.3)

Principali caratteristiche dei titoli di credito

Classificazione secondo la scadenza originaria e la valuta

Classificazione per tipo di tasso di interesse

Titoli di credito a tasso di interesse fisso

Titoli di credito a tasso di interesse variabile

Titoli di credito a tasso di interesse misto

Emissioni con collocamento privato

Cartolarizzazione

Obbligazioni garantite

Prestiti (F.4)

Principali caratteristiche dei prestiti

Classificazione dei prestiti secondo la scadenza originaria, la valuta e lo scopo

Distinzione tra operazioni inerenti a prestiti e operazioni inerenti a depositi

Distinzione tra operazioni inerenti a prestiti e operazioni inerenti a titoli di credito

Distinzione tra operazioni inerenti a prestiti, crediti commerciali e cambiali

Prestiti di titoli e pronti contro termine

Leasing finanziario

Altri tipi di prestiti

Attività finanziarie escluse dalla rubrica dei prestiti

Partecipazioni e quote di fondi di investimento (F.5)

Azioni e altre partecipazioni (F.51)

Ricevute di deposito

Azioni quotate (F.511)

Azioni non quotate (F.512)

Offerta pubblica iniziale, ammissione alla quotazione, uscita dal listino e riacquisto di azioni proprie

Attività finanziarie escluse dai titoli rappresentativi di capitale

Altre partecipazioni (F.519)

Valutazione delle operazioni inerenti ad azioni e altre partecipazioni

Quote e partecipazioni in fondi di investimento (F.52)

Quote e partecipazioni in fondi comuni monetari (F.521)

Quote e partecipazioni in fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari (F.522)

Valutazione delle operazioni inerenti a quote e partecipazioni in fondi di investimento

Assicurazioni, pensioni e garanzie standard (F.6)

Riserve tecniche di assicurazioni contro i danni (F.61)

Diritti a rendite e assicurazioni sulla vita (F.62)

Diritti pensionistici (F.63)

Diritti pensionistici condizionati

Diritti dei fondi pensione nei confronti dei gestori dei fondi (F.64)

Diritti a prestazioni non pensionistiche (F.65)

Riserve per escussioni di garanzie standard (F.66)

Garanzie standard e garanzie ordinarie

Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti (F.7)

Strumenti finanziari derivati (F.71)

Opzioni

Contratti a termine

Differenze tra opzioni e contratti a termine

Swap

Forward rate agreement

Derivati creditizi

Credit default swap

Strumenti finanziari non compresi negli strumenti finanziari derivati

Stock option conferite ai dipendenti (F.72)

Valutazione delle operazioni inerenti a strumenti finanziari derivati e a stock option conferite ai dipendenti

Altri conti attivi e passivi (F.8)

Crediti commerciali e anticipazioni (F.81)

Altri conti attivi e passivi, esclusi i crediti commerciali e le anticipazioni (F.89)

ALLEGATO 5.1 —

CLASSIFICAZIONE DELLE OPERAZIONI FINANZIARIE

Classificazione delle operazioni finanziarie secondo la rubrica

Classificazione delle operazioni finanziarie secondo la negoziabilità

Titoli strutturati

Classificazione delle operazioni finanziarie secondo il tipo di reddito

Classificazione delle operazioni finanziarie secondo il tipo di tasso di interesse

Classificazione delle operazioni finanziarie secondo la scadenza

Scadenza a breve e a lungo termine

Scadenza originaria e vita residua

Classificazione delle operazioni finanziarie secondo la valuta

Aggregati monetari

CAPITOLO 6

ALTRI FLUSSI

INTRODUZIONE

ALTRE VARIAZIONI DELLE ATTIVITÀ E DELLE PASSIVITÀ

Altre variazioni di volume delle attività e delle passività (da K.1 a K.6)

Comparsa economica di attività (K.1)

Scomparsa economica di attività non prodotte (K.2)

Distruzioni di beni dovute a catastrofi (K.3)

Confische senza indennizzo (K.4)

Altre variazioni di volume non classificate altrove (K.5)

Variazioni di classificazione (K.6)

Variazioni nella classificazione dei settori e variazioni nella struttura delle unità istituzionali (K.61)

Variazioni nella classificazione delle attività e delle passività (K.62)

Guadagni e perdite nominali in conto capitale (K.7)

Guadagni e perdite neutrali in conto capitale (K.71)

Guadagni e perdite reali in conto capitale (K.72)

Guadagni e perdite in conto capitale per tipo di attività e di passività finanziarie

Oro monetario e DSP (AF.1)

Biglietti, monete e depositi (AF.2)

Titoli di credito (AF.3)

Prestiti (AF.4)

Partecipazioni e quote di fondi di investimento (AF.5)

Assicurazioni, pensioni e schemi di garanzie standard (AF.6)

Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti (AF.7)

Altri conti attivi e passivi (AF.8)

Attività espresse in valuta estera

CAPITOLO 7

CONTI PATRIMONIALI

TIPI DI ATTIVITÀ E DI PASSIVITÀ

Definizione di un'attività

ESCLUSIONI DALLE ATTIVITÀ E DALLE PASSIVITÀ

CATEGORIE DI ATTIVITÀ E DI PASSIVITÀ

Attività non finanziarie prodotte (AN.1)

Attività non finanziarie non prodotte (AN.2)

Attività e passività finanziarie (AF)

VALUTAZIONE DELLE REGISTRAZIONI NEL CONTO PATRIMONIALE

Principi generali di valutazione

ATTIVITÀ NON FINANZIARIE (AN)

Attività non finanziarie prodotte (AN.1)

Capitale fisso (AN.11)

Prodotti di proprietà intellettuale (AN.117)

Costi di trasferimento della proprietà di attività non prodotte (AN.116)

Scorte (AN.12)

Oggetti di valore (AN.13)

Attività non finanziarie non prodotte (AN.2)

Attività non finanziarie prodotte (AN.21)

Terreni (AN.211)

Riserve di minerali e di energia (AN.212)

Altri beni naturali (AN.213, AN.214 e AN.215)

Contratti, locazioni e licenze (AN.22)

Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing (AN.23)

ATTIVITÀ E PASSIVITÀ FINANZIARIE (AF)

Oro monetario e diritti speciali di prelievo (AF.1)

Biglietti, monete e depositi (AF.2)

Titoli di credito (AF.3)

Prestiti (AF.4)

Partecipazioni e quote di fondi di investimento (AF.5)

Assicurazioni, pensioni e garanzie standard (AF.6)

Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti (AF.7)

Altri conti attivi e passivi (AF.8)

CONTI PATRIMONIALI FINANZIARI

VOCI PER MEMORIA

Beni di consumo durevoli (AN.m)

Investimenti diretti all'estero (AF.m1)

Prestiti non produttivi (AF.m2)

Registrazione dei prestiti non produttivi

ALLEGATO 7.1

SINTESI DELLE SINGOLE ATTIVITÀ

ALLEGATO 7.2

SCHEMA DELLE REGISTRAZIONI TRA IL CONTO PATRIMONIALE DI APERTURA E IL CONTO PATRIMONIALE DI CHIUSURA

CAPITOLO 8

SEQUENZA DEI CONTI

INTRODUZIONE

Sequenza dei conti

SEQUENZA DEI CONTI

Conti delle operazioni correnti

Conto della produzione (I)

Conti della distribuzione e di utilizzazione del reddito (II)

Conti della distribuzione primaria del reddito (II.1)

Conto della generazione dei redditi primari (II.1.1)

Conto dell'attribuzione dei redditi primari (II.1.2)

Conto del reddito da impresa (II.1.2.1)

Conto dell'attribuzione degli altri redditi primari (II.1.2.2)

Conto della distribuzione secondaria del reddito (II.2)

Conto di redistribuzione del reddito in natura (II.3)

Conto di utilizzazione del reddito (II.4)

Conto di utilizzazione del reddito disponibile (II.4.1)

Conto di utilizzazione del reddito disponibile corretto (II.4.2)

Conti della accumulazione (III)

Conto del capitale (III.1)

Conto delle variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale (III.1.1)

Conto delle acquisizioni di attività non finanziarie (III.1.2)

Conto finanziario (III.2)

Conto delle altre variazioni delle attività e delle passività (III.3)

Conto delle altre variazioni di volume delle attività e delle passività (III.3.1)

Conto della rivalutazione delle attività e delle passività (III.3.2)

Conto dei guadagni e delle perdite neutrali in conto capitale (III.3.2.1)

Conto dei guadagni e delle perdite reali in conto capitale (III.3.2.2)

Conti patrimoniali (IV)

Conto patrimoniale di apertura (IV.1)

Conto delle variazioni patrimoniali (IV.2)

Conto patrimoniale di chiusura (IV.3)

CONTI DEL RESTO DEL MONDO (V)

Conti delle operazioni correnti

Conto del resto del mondo dei beni e dei servizi (V.I)

Conto del resto del mondo dei redditi primari e dei trasferimenti correnti (V.II)

Conti dell'accumulazione del resto del mondo (V.III)

Conto del capitale (V.III.1)

Conto finanziario (V.III.2)

Conto delle altre variazioni delle attività e delle passività (V.III.3)

Conti patrimoniali (V.IV)

CONTO DEI BENI E SERVIZI (0)

CONTI ECONOMICI INTEGRATI

AGGREGATI

Prodotto interno lordo (PIL) ai prezzi di mercato

Risultato di gestione del totale dell'economia

Reddito misto del totale dell'economia

Reddito da impresa del totale dell'economia

Reddito nazionale (ai prezzi di mercato)

Reddito nazionale disponibile

Risparmio

Saldo delle operazioni correnti con il resto del mondo

Accreditamento (+) o indebitamento (-) del totale dell'economia

Patrimonio netto del totale dell'economia

Spese ed entrate delle amministrazioni pubbliche

CAPITOLO 9

TAVOLE DELLE RISORSE E DEGLI IMPIEGHI E QUADRO DELLE INTERDIPENDENZE TRA GLI OPERATORI ECONOMICI

INTRODUZIONE

DESCRIZIONE

STRUMENTO STATISTICO

STRUMENTO DI ANALISI

LE TAVOLE DELLE RISORSE DEGLI IMPIEGHI PIÙ IN DETTAGLIO

Classificazioni

Principi di valutazione

Margini commerciali e di trasporto

Imposte (al netto dei contributi) sulla produzione e sulle importazioni

Altri concetti fondamentali

Informazioni supplementari

FONTI DI DATI E BILANCIAMENTO

STRUMENTI PER ANALISI E APPROFONDIMENTI

CAPITOLO 10

MISURE DI PREZZO E DI VOLUME

AMBITO DI APPLICAZIONE DEGLI INDICI DI PREZZO E DI VOLUME NEI CONTI NAZIONALI

Il sistema integrato di indici di prezzo e di volume

Altri indici di prezzo e di volume

PRINCIPI GENERALI DI MISURAZIONE DEGLI INDICI DI PREZZO E DI VOLUME

Definizione dei prezzi e dei volumi dei prodotti destinabili alla vendita

Qualità, prezzo e prodotti omogenei

Prezzi e volume

Nuovi prodotti

Principi per i servizi non destinabili alla vendita

Principi per il valore aggiunto e il PIL

PROBLEMI SPECIFICI NELL’APPLICAZIONE DEI PRINCIPI

Imposte e contributi su prodotti e importazioni

Altre imposte sulla produzione e altri contributi alla produzione

Ammortamenti

Redditi da lavoro dipendente

Consistenze di capitale fisso e scorte

MISURE DEL REDDITO REALE PER IL TOTALE DELL’ECONOMIA

INDICI DI PREZZO E DI VOLUME PER CONFRONTI NELLO SPAZIO

CAPITOLO 11

POPOLAZIONE E INPUT DI LAVORO

POPOLAZIONE TOTALE

POPOLAZIONE ECONOMICAMENTE ATTIVA

OCCUPATI

Lavoratori dipendenti

Lavoratori indipendenti

Occupati e residenza

DISOCCUPATI

POSIZIONI LAVORATIVE

Posizione lavorativa e residenza

L'ECONOMIA NON OSSERVATA

TOTALE DELLE ORE LAVORATE

Specificazione delle ore effettivamente lavorate

EQUIVALENZA A TEMPO PIENO

INPUT DI LAVORO DIPENDENTE A REMUNERAZIONE COSTANTE

MISURAZIONE DELLA PRODUTTIVITÀ

CAPITOLO 12

CONTI NAZIONALI TRIMESTRALI

INTRODUZIONE

CARATTERISTICHE PECULIARI DEI CONTI NAZIONALI TRIMESTRALI

Momento di registrazione

Prodotti in corso di lavorazione

Attività concentrate in periodi specifici nel corso di un anno

Pagamenti poco frequenti

Stime flash

Bilanciamento e benchmarking dei conti nazionali trimestrali

Bilanciamento

Coerenza tra i conti trimestrali e annuali —- benchmarking

Misure concatenate delle variazioni di prezzo e di volume

Destagionalizzazione e correzione degli effetti di calendario

Sequenza di compilazione delle misure di volume concatenate destagionalizzate

CAPITOLO 13

CONTI REGIONALI

INTRODUZIONE

TERRITORIO REGIONALE

UNITÀ E CONTI REGIONALI

Unità istituzionali

Unità di attività economica a livello locale e attività di produzione regionale per branca di attività economica

METODI DI REGIONALIZZAZIONE

AGGREGATI RELATIVI ALLE ATTIVITÀ DI PRODUZIONE

Valore aggiunto lordo e prodotto interno lordo per regione

Attribuzione dei SIFIM alle branche utilizzatrici

Occupati

Redditi da lavoro dipendente

Transizione dal valore aggiunto lordo regionale al prodotto interno lordo regionale

Tassi di crescita del volume del valore aggiunto lordo regionale

CONTI REGIONALI DEL REDDITO DELLE FAMIGLIE

CAPITOLO 14

SERVIZI DI INTERMEDIAZIONE FINANZIARIA INDIRETTAMENTE MISURATI (SIFIM)

CONCETTO DI SERVIZI DI INTERMEDIAZIONE FINANZIARIA INDIRETTAMENTE MISURATI E IMPATTO SUI PRINCIPALI AGGREGATI DELLA LORO ATTRIBUZIONE AGLI UTILIZZATORI

CALCOLO DELLA PRODUZIONE DI SIFIM DEI SETTORI S.122 E S.125

Dati statistici necessari

Tassi di riferimento

Tasso di riferimento interno

Tassi di riferimento esterni

Ripartizione dettagliata dei SIFIM secondo il settore istituzionale

Ripartizione tra consumi finali e consumi intermedi dei SIFIM attribuiti alle famiglie

CALCOLO DELLE IMPORTAZIONI DI SIFIM

SIFIM IN TERMINI DI VOLUME

CALCOLO DEI SIFIM PER BRANCA DI ATTIVITÀ ECONOMICA

PRODUZIONE DELLE AUTORITÀ BANCARIE CENTRALI

CAPITOLO 15

CONTRATTI, CONTRATTI DI LEASING E LICENZE

INTRODUZIONE

DISTINZIONE TRA LEASING OPERATIVO, LEASING DI RISORSE E LEASING FINANZIARIO

Leasing operativo

Leasing finanziario

Leasing di risorse

Permessi di sfruttamento di risorse naturali

Permessi di esercizio di attività specifiche

Partenariati pubblico-privato

Contratti di concessione di servizi

Contratti di leasing operativo negoziabili (AN.221)

Diritti esclusivi su futuri beni e servizi (AN.224)

CAPITOLO 16

ASSICURAZIONI

INTRODUZIONE

Assicurazione diretta

Riassicurazione

Le unità interessate

LA PRODUZIONE DELL’ASSICURAZIONE DIRETTA

Premi di competenza dell'esercizio

Premi supplementari

Indennizzi dovuti rettificati e prestazioni dovute

Indennizzi dovuti rettificati nell’assicurazione contro i danni

Prestazioni dovute nell’assicurazione sulla vita

Riserve tecniche di assicurazione

Definizione della produzione dell’assicurazione

Assicurazioni contro i danni

Assicurazioni sulla vita

Riassicurazione

OPERAZIONI RELATIVE ALL’ASSICURAZIONE CONTRO I DANNI

Attribuzione della produzione dell’assicurazione tra utilizzatori

Servizi assicurativi forniti al resto del mondo e servizi assicurativi ricevuti dal resto del mondo

Registrazioni contabili

OPERAZIONI RELATIVE ALL’ASSICURAZIONE SULLA VITA

OPERAZIONI RELATIVE ALLA RIASSICURAZIONE

OPERAZIONI LEGATE AGLI AUSILIARI DELLE ASSICURAZIONI

RENDITE

REGISTRAZIONE DEGLI INDENNIZZI DI ASSICURAZIONE CONTRO I DANNI

Trattamento degli indennizzi rettificati

Trattamento delle distruzioni di beni dovute a catastrofi

CAPITOLO 17

ASSICURAZIONI SOCIALI INCLUSE LE PENSIONI

INTRODUZIONE

Sistemi di assicurazione sociale, assistenza sociale e polizze di assicurazione individuali

Prestazioni sociali

Prestazioni sociali fornite dalle amministrazioni pubbliche

Prestazioni sociali fornite da altre unità istituzionali

Pensioni e altre forme di prestazioni

PRESTAZIONI DI ASSICURAZIONE SOCIALE DIVERSE DALLE PENSIONI

Sistemi di sicurezza sociale diversi dai sistemi pensionistici

Altri sistemi di assicurazione sociale connessi con l'occupazione

Registrazione delle consistenze e dei flussi per tipo di sistema di assicurazione sociale non pensionistico

Sistemi di sicurezza sociale

Altri sistemi di assicurazione sociale non pensionistici connessi con l'occupazione

PENSIONI

Tipi di sistemi pensionistici

Sistemi pensionistici di sicurezza sociale

Altri sistemi pensionistici connessi con l'occupazione

Sistemi a contribuzione definita

Sistemi a prestazione definita

Sistemi figurativi a contribuzione definita e sistemi ibridi

Distinzione tra sistemi a prestazione definita e sistemi a contribuzione definita

Amministratore delle pensioni, gestore delle pensioni, fondo pensione e sistema pensionistico pluriaziendale

Registrazione delle consistenze e dei flussi per tipo di sistema pensionistico di assicurazione sociale

Operazioni relative ai sistemi pensionistici di sicurezza sociale

Operazioni relative ad altri sistemi pensionistici connessi con l'occupazione

Operazioni relative ai sistemi pensionistici a contribuzione definita

Altri flussi relativi ai sistemi pensionistici a contribuzione definita

Operazioni relative ai sistemi pensionistici a prestazione definita

TAVOLA AGGIUNTIVA PER I DIRITTI PENSIONISTICI ACCUMULATI A UNA CERTA DATA NELL'ASSICURAZIONE SOCIALE

Struttura della tavola aggiuntiva

Colonne della tavola

Righe della tavola

Conto patrimoniale di apertura e di chiusura

Variazioni dei diritti pensionistici per effetto di operazioni

Variazioni dei diritti pensionistici per effetto di altri flussi economici

Indicatori connessi

Ipotesi attuariali

Diritti accumulati a una certa data

Tasso di sconto

Aumenti retributivi

Ipotesi demografiche

CAPITOLO 18

CONTI DEL RESTO DEL MONDO

INTRODUZIONE

TERRITORIO ECONOMICO

Residenza

UNITÀ ISTITUZIONALI

LE FILIALI NEI CONTI INTERNAZIONALI DELLA BILANCIA DEI PAGAMENTI

UNITÀ RESIDENTI FITTIZIE

IMPRESE MULTITERRITORIALI

RIPARTIZIONE GEOGRAFICA

CONTI INTERNAZIONALI DELLA BILANCIA DEI PAGAMENTI

SALDI CONTABILI NEI CONTI CORRENTI DEI CONTI INTERNAZIONALI

CONTI DEL SETTORE DEL RESTO DEL MONDO E LORO RELAZIONE CON I CONTI INTERNAZIONALI DELLA BILANCIA DEI PAGAMENTI

Conto del resto del mondo dei beni e dei servizi

Valutazione

Beni in conto lavorazione

Merchanting

Beni oggetto di merchanting

Importazioni ed esportazioni di SIFIM

Il conto del resto del mondo dei redditi primari e dei redditi secondari

Il conto dei redditi primari

Redditi da investimenti diretti

Il conto dei redditi secondari (trasferimenti correnti) del BPM6

Il conto capitale del resto del mondo

Il conto finanziario del resto del mondo e la posizione patrimoniale sull'estero (IIP)

CONTI PATRIMONIALI DEL SETTORE DEL RESTO DEL MONDO

CAPITOLO 19

CONTI EUROPEI

INTRODUZIONE

DAI CONTI NAZIONALI AI CONTI EUROPEI

Conversione di dati espressi in valute diverse

Istituzioni dell'Unione europea

Conti del resto del mondo

Bilanciamento delle operazioni

Misure di prezzo e di volume

Conti patrimoniali

Matrici secondo il principio «from whom to whom»

ALLEGATO 19.1 —

I CONTI DELL'UNIONE EUROPEA

Risorse

Impieghi

Consolidamento

CAPITOLO 20

I CONTI DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE

INTRODUZIONE

DEFINIZIONE DEL SETTORE DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE

Identificazione delle unità delle amministrazioni pubbliche

Unità delle amministrazioni pubbliche

Istituzioni senza scopo di lucro classificate nel settore delle amministrazioni pubbliche

Altre unità delle amministrazioni pubbliche

Controllo pubblico

Distinzione tra «destinabile alla vendita» e «non destinabile alla vendita»

Concetto di prezzi economicamente significativi

Criteri relativi all'acquirente della produzione di un produttore pubblico

La produzione è venduta in primo luogo a imprese e famiglie

Produzione venduta esclusivamente ad amministrazioni pubbliche

Produzione venduta ad amministrazioni pubbliche e ad altri

Test per la distinzione tra produttore di beni e servizi destinabili alla vendita o non destinabili alla vendita

Intermediazione finanziaria e amministrazione pubblica

Casi particolari

Holding operative pubbliche

Fondi pensione

Quasi-società

Agenzie di ristrutturazione

Agenzie di privatizzazione

Strutture di dismissione («defeasances»)

Società a destinazione specifica

Joint venture

Organismi regolatori del mercato

Autorità sovranazionali

I sottosettori delle amministrazioni pubbliche

Amministrazioni centrali

Amministrazioni di Stati federati

Amministrazioni locali

Enti di previdenza e assistenza sociale

LA PRESENTAZIONE DELLE STATISTICHE DI FINANZA PUBBLICA

Quadro generale

Entrate

Imposte e contributi sociali

Vendite

Altre entrate

Uscite

Redditi da lavoro dipendente e consumi intermedi

Spese per prestazioni sociali

Interessi passivi

Altre uscite correnti

Uscite in conto capitale

Collegamento con la spesa per consumi finali delle amministrazioni pubbliche (P.3)

Uscite delle amministrazioni pubbliche secondo la classificazione per funzione (COFOG)

Saldi contabili

Accreditamento (+)/indebitamento (-) (B.9)

Variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale (B.101)

Finanziamento

Operazioni inerenti ad attività

Operazioni inerenti a passività

Altri flussi economici

Conto della rivalutazione delle attività e delle passività

Conto delle altre variazioni di volume delle attività e delle passività

Conti patrimoniali

Consolidamento

QUESTIONI CONTABILI RELATIVE ALLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE

Gettito fiscale

Caratteristiche del gettito fiscale

Crediti d'imposta

Importi da registrare

Importi non riscuotibili

Momento di registrazione

Registrazione per competenza

Registrazione delle imposte per competenza

Interessi

Titoli a sconto e obbligazioni a tasso zero

Titoli indicizzati

Strumenti finanziari derivati

Sentenze di tribunali

Spese militari

Relazioni tra le amministrazioni pubbliche e le società pubbliche

Partecipazioni in società pubbliche e distribuzione dei relativi utili

Partecipazioni

Conferimenti di capitale

Contributi e conferimenti di capitale

Norme applicabili in circostanze particolari

Operazioni di bilancio

Distribuzioni delle società pubbliche

Dividendi e prelievi di capitale

Imposte e prelievi di capitale

Privatizzazione e nazionalizzazione

Privatizzazione

Privatizzazioni indirette

Nazionalizzazione

Operazioni con le autorità bancarie centrali

Ristrutturazioni, fusioni e riclassificazioni

Operazioni relative al debito

Assunzione, cancellazione e azzeramento di debiti

Assunzione e cancellazione di debiti

Assunzione di debiti che comporta un trasferimento di attività non finanziarie

Azzeramento o riduzione di debiti

Altre ristrutturazioni del debito

Acquisto di debiti sopra il valore di mercato

Dismissioni (defeasances) e salvataggi

Garanzie sui debiti

Garanzie assimilabili a derivati

Garanzie standardizzate

Garanzie una tantum

Cartolarizzazione

Definizione

Criteri per il riconoscimento della vendita

Registrazione di flussi

Altre questioni

Obblighi pensionistici

Pagamenti forfettari

Partenariati pubblico-privato

Portata dei PPP

Proprietà economica e allocazione dei beni

Questioni contabili

Operazioni con organizzazioni internazionali e sovranazionali

Assistenza allo sviluppo

IL SETTORE PUBBLICO

Controllo del settore pubblico

Autorità bancarie centrali

Quasi-società pubbliche

Società a destinazione specifica e non residenti

Joint venture

CAPITOLO 21

RELAZIONI TRA LA CONTABILITÀ AZIENDALE E I CONTI NAZIONALI E MISURAZIONE DELLE ATTIVITÀ DELLE IMPRESE

NORME E METODI SPECIFICI DELLA CONTABILITÀ AZIENDALE

Momento di registrazione

Registrazione in partita doppia e quadrupla

Valutazione

Conto economico e stato patrimoniale

CONTI NAZIONALI E CONTI DELLE IMPRESE: QUESTIONI PRATICHE

TRANSIZIONE DALLA CONTABILITÀ AZIENDALE AI CONTI NAZIONALI: L'ESEMPIO DELLE IMPRESE NON FINANZIARIE

Aggiustamenti concettuali

Aggiustamenti volti ad assicurare la coerenza con i conti degli altri settori

Esempi di aggiustamenti intesi ad assicurare l'esaustività dei dati

QUESTIONI SPECIFICHE

Guadagni e perdite in conto capitale

Globalizzazione

Fusioni e acquisizioni

CAPITOLO 22

CONTI SATELLITE

INTRODUZIONE

Classificazioni per funzione

PRINCIPALI CARATTERISTICHE DEI CONTI SATELLITE

Conti satellite per funzione

Conti per settore specifico

Inclusione di dati non monetari

Dettagli aggiuntivi e concetti supplementari

Differenze nei concetti di base

Uso della modellizzazione e inclusione di risultati sperimentali

Elaborare e compilare i conti satellite

NOVE CONTI SATELLITE SPECIFICI

Conti dell'agricoltura

Conti ambientali

Conti della sanità

Conti della produzione familiare

Conti del lavoro e matrici di contabilità sociale

Conti relativi alla crescita e alla produttività

Conti di ricerca e sviluppo

Conti della protezione sociale

Conti satellite del turismo

CAPITOLO 23

CLASSIFICAZIONI

INTRODUZIONE

CLASSIFICAZIONE DEI SETTORI ISTITUZIONALI (S)

CLASSIFICAZIONE DELLE OPERAZIONI E DEGLI ALTRI FLUSSI

Operazioni sui prodotti (P)

Operazioni inerenti ad attività non finanziarie non prodotte (codici NP)

Operazioni di distribuzione e di redistribuzione (D)

Trasferimenti correnti in denaro e in natura (D.5-D.8)

Operazioni inerenti ad attività e passività finanziarie (F)

Altre variazioni delle attività e delle passività (K)

CLASSIFICAZIONE DEI SALDI CONTABILI E DEL PATRIMONIO NETTO (B)

CLASSIFICAZIONE DELLE REGISTRAZIONI NEI CONTI PATRIMONIALI (L)

CLASSIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀ (A)

Attività non finanziarie (AN)

Attività finanziarie (AF)

CLASSIFICAZIONE DELLE VOCI SUPPLEMENTARI

Prestiti non produttivi

Servizi di capitale

Tavola delle pensioni

Beni di consumo durevoli

Investimenti diretti all'estero

Attività e passività contingenti

Biglietti, monete e depositi

Classificazione dei titoli di credito secondo la scadenza

Titoli di credito quotati e non quotati

Prestiti a lungo termine con scadenza inferiore a un anno e prestiti a lungo termine garantiti da ipoteca

Quote di fondi di investimento quotati e non quotati

Interessi e rimborsi arretrati

Rimesse personali e totali

RAGGRUPPAMENTO E CODIFICA DELLE BRANCHE DI ATTIVITÀ ECONOMICA (A) E DEI PRODOTTI (P)

CLASSIFICAZIONE DELLE FUNZIONI DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE (COFOG)

CLASSIFICAZIONE DEI CONSUMI INDIVIDUALI PER FUNZIONE (COICOP)

CLASSIFICAZIONE FUNZIONALE DELLE ISTITUZIONI SENZA SCOPO DI LUCRO AL SERVIZIO DELLE FAMIGLIE (COPNI)

CLASSIFICAZIONE DELLE SPESE DEI PRODUTTORI PER FUNZIONE (COPP)

CAPITOLO 24

CONTI

Tavola 24.1

Conto 0: Conto di equilibrio dei beni e servizi

Tavola 24.2

Sequenza dei conti del totale dell'economia

Tavola 24.3

Sequenza dei conti delle società non finanziarie

Tavola 24.4

Sequenza dei conti delle società finanziarie

Tavola 24.5

Sequenza dei conti delle amministrazioni pubbliche

Tavola 24.6

Sequenza dei conti delle famiglie

Tavola 24.7

Sequenza dei conti delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie

 

CAPITOLO 1

CARATTERISTICHE GENERALI E PRINCIPI DI BASE

CARATTERISTICHE GENERALI

1.01

Il Sistema europeo dei conti («SEC 2010» o «SEC») è un sistema contabile, comparabile a livello internazionale, che descrive in maniera sistematica e dettagliata il complesso di una economia (ossia una regione, un paese o un gruppo di paesi), le sue componenti e le sue relazioni con altre economie.

1.02

Il SEC 2010 è stato preceduto dal Sistema europeo dei conti 1995 (SEC 95), pubblicato nel 1996 (1). La metodologia del SEC 2010, quale disciplinata nel presente allegato, presenta, per i primi 13 capitoli, la stessa struttura di quelli del SEC 95, mentre i successivi nuovi undici capitoli descrivono aspetti del sistema dei conti che rispecchiano gli sviluppi nella misurazione delle moderne economie o nell’utilizzo del SEC 95 nell’Unione europea (UE).

1.03

Il manuale è strutturato come segue. Il capitolo 1 illustra gli aspetti basilari del sistema con riguardo ai concetti, elenca i principi del SEC e descrive le unità statistiche fondamentali e i loro insiemi. Presenta inoltre una panoramica della sequenza dei conti e fornisce una breve descrizione dei principali aggregati, nonché del ruolo delle tavole delle risorse e degli impieghi e del quadro delle interdipendenze tra gli operatori economici. Il capitolo 2 descrive le unità istituzionali utilizzate per misurare l’economia e delinea le modalità di classificazione, a fini di analisi, di tali unità in settori e in altri insiemi. Il capitolo 3 illustra tutte le operazioni del sistema dei conti, con riferimento ai prodotti (beni e servizi) e alle attività non prodotte. Il capitolo 4 delinea tutte le operazioni finalizzate alla distribuzione e alla redistribuzione del reddito e della ricchezza nell’economia. Il capitolo 5 illustra le operazioni finanziarie nell’economia. Il capitolo 6 descrive le variazioni che può subire il valore delle attività per effetto di eventi non economici o di variazioni dei prezzi. Il capitolo 7 illustra i conti patrimoniali e il sistema di classificazione delle attività e delle passività. Il capitolo 8 descrive la sequenza dei conti e il saldo contabile di ciascun conto. Il capitolo 9 presenta le tavole delle risorse e degli impieghi e ne illustra il ruolo ai fini della riconciliazione delle misurazioni del reddito, della produzione e della spesa nell’economia. Descrive inoltre le tavole input-output che possono essere ricavate dalle tavole delle risorse e degli impieghi. Il capitolo 10 illustra la base concettuale delle misure di prezzo e di volume associate ai valori nominali osservati nei conti. Il capitolo 11 descrive gli indicatori demografici e le misure del mercato del lavoro che possono essere utilizzati con gli aggregati dei conti nazionali a fini di analisi economica. Il capitolo 12 fornisce una breve descrizione dei conti nazionali trimestrali e delle differenze rispetto ai conti annuali.

1.04

Il capitolo 13 descrive gli scopi della compilazione di una serie di conti regionali, i concetti alla loro base e i problemi che tale compilazione comporta. Il capitolo 14, che approfondisce il tema della misurazione dei servizi finanziari prestati dagli intermediari finanziari e finanziati con gli interessi netti percepiti, è il frutto di anni di ricerca e sviluppo da parte degli Stati membri per ottenere una misurazione valida e armonizzata tra tutti gli Stati membri. Il capitolo 15 riguardante contratti, locazioni e licenze è necessario per descrivere un settore di crescente importanza in contabilità nazionale. I capitoli 16 e 17 relativi alle assicurazioni, all’assicurazione sociale e alle pensioni illustrano le modalità di trattamento di tali tematiche nei conti nazionali, in una epoca in cui, per effetto dell’invecchiamento della popolazione, i problemi legati alla redistribuzione acquistano sempre maggiore rilevanza. Il capitolo 18 riguarda i conti del resto del mondo, ossia gli equivalenti in contabilità nazionale dei conti del sistema di misurazione della bilancia dei pagamenti. Nuovo è anche il capitolo 19 sui conti europei, che approfondisce aspetti dei conti nazionali per i quali gli accordi istituzionali e commerciali europei sollevano problemi che richiedono un approccio armonizzato. Il capitolo 20 descrive i conti del settore delle amministrazioni pubbliche, un settore di grande attualità in un momento in cui le questioni relative alla prudenza nei conti pubblici degli Stati membri continuano a rivestire un ruolo cruciale per la gestione della politica economica nell’UE. Il capitolo 21 illustra le relazioni tra la contabilità aziendale e la contabilità nazionale che assumono sempre maggiore interesse vista la crescente quota del prodotto interno lordo (PIL) attribuibile alle società multinazionali in tutti i paesi. Il capitolo 22 mette in luce la relazione tra i conti satelliti e i principali conti nazionali. I capitoli 23 e 24 fungono da riferimento: il capitolo 23 contiene le classificazioni utilizzate per i settori, le attività e i prodotti nel SEC 2010 e il capitolo 24 presenta la sequenza completa dei conti per ogni settore.

1.05

La struttura del SEC 2010 si accorda con le linee guida mondiali in tema di contabilità nazionale presentate nel Sistema dei conti nazionali 2008 (SCN 2008), con alcune differenze legate alla presentazione e al più elevato grado di precisione di alcuni concetti del SEC 2010 che sono utilizzati per finalità specifiche dell’UE. Dette linee guida sono state elaborate congiuntamente dalle Nazioni Unite, dal Fondo monetario internazionale (FMI), dall’Istituto statistico dell’Unione europea (Eurostat), dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE) e dalla Banca mondiale. Il SEC 2010 è focalizzato sulla realtà dell’Unione europea e sul fabbisogno di dati nell’UE. I concetti e le classificazioni del SEC 2010, come pure dell’SCN 2008, sono armonizzati con quelli utilizzati in molte altre statistiche sociali ed economiche (ad esempio le statistiche dell’occupazione, della produzione e del commercio estero). Il SEC 2010 funge pertanto da quadro centrale di riferimento per le statistiche sociali ed economiche dell’UE e dei suoi Stati membri.

1.06

Il SEC è costituito da due principali serie di tavole:

a)

i conti per settore istituzionale;

b)

il quadro delle interdipendenze tra gli operatori economici e i conti per branca di attività economica.

1.07

I conti per settore descrivono in maniera sistematica, per ciascun settore istituzionale, i diversi stadi del processo economico: produzione, generazione, distribuzione, redistribuzione e utilizzazione del reddito e accumulazione finanziaria e non finanziaria. I conti per settore comprendono anche i conti patrimoniali, finalizzati a descrivere le consistenze di attività e passività e il patrimonio netto all’inizio e alla fine del periodo contabile.

1.08

Attraverso le tavole delle risorse e degli impieghi, il quadro delle interdipendenze tra gli operatori economici descrive più in dettaglio il processo di produzione (struttura dei costi, reddito generato e occupazione) e i flussi di beni e servizi (produzione, importazioni, esportazioni, consumi finali, consumi intermedi e investimenti per gruppo di prodotti). Due importanti identità contabili sono riflesse in questo quadro: la somma dei redditi generati in una branca di attività economica è pari al valore aggiunto prodotto da tale branca e, per ogni prodotto o raggruppamento di prodotti, l’offerta è pari alla domanda.

1.09

Il SEC 2010 comprende concetti relativi alla popolazione e all’occupazione. Tali concetti sono utili per i conti per settore, per i conti per branca di attività economica e per le tavole delle risorse e degli impieghi.

1.10

Il SEC 2010 non si riferisce soltanto alla contabilità nazionale annuale, ma si applica anche ai conti trimestrali e ai conti relativi a periodi di tempo più lunghi o più brevi, nonché ai conti regionali.

1.11

Il SEC 2010 coesiste con l’SCN 2008 in considerazione dei fini cui sono destinati i dati di contabilità nazionale nell’UE. La compilazione e la presentazione dei rispettivi conti nazionali, ai fini della descrizione della situazione economica dei singoli paesi, incombe agli Stati membri. Questi ultimi compilano inoltre una serie di conti che sono trasmessi alla Commissione (Eurostat) nel quadro di un programma di trasmissione di dati che sono indispensabili per conseguire importanti obiettivi delle politiche dell’Unione nel settore sociale, economico e fiscale. Tra questi obiettivi figurano la determinazione dei contributi monetari degli Stati membri al bilancio dell’UE attraverso la «quarta risorsa», gli aiuti alle regioni dell’UE per il tramite dei Fondi strutturali e la sorveglianza della situazione economica negli Stati membri nel quadro della procedura per i disavanzi eccessivi e del patto di stabilità e di crescita.

1.12

Affinché i prelievi e gli aiuti siano distribuiti sulla base di dati compilati e presentati in maniera rigorosamente uniforme, è necessario che le statistiche economiche utilizzate a tal fine siano compilate applicando gli stessi concetti e norme identiche. Il SEC 2010 è un regolamento che stabilisce le norme, le convenzioni, le definizioni e le classificazioni da utilizzare nella compilazione dei conti nazionali degli Stati membri previsti nel programma di trasmissione di dati di cui all’allegato B di tale regolamento.

1.13

In considerazione dell’elevata entità degli importi dei contributi versati e degli aiuti erogati nell’UE, è indispensabile che il sistema di rilevazione sia applicato in modo uniforme in ciascuno Stato membro. A questo proposito è importante mostrare grande cautela nei confronti di stime che non possono essere osservate direttamente sul mercato, evitando l’utilizzo di procedure basate su modelli per la stima di dati nei conti nazionali.

1.14

Al fine di assicurare la massima omogeneità possibile tra i dati degli Stati membri derivati dai conti nazionali, i concetti del SEC 2010 sono in molti casi più specifici e precisi di quelli dell’SCN 2008. Tale fondamentale esigenza di stime valide e coerenti ha portato all’individuazione di un quadro centrale di conti nazionali nell’UE. Se il livello di coerenza dei dati tra gli Stati membri è insufficiente, le stime sono generalmente incluse in conti al di fuori del quadro centrale, comprendenti le tavole aggiuntive e i conti satelliti.

1.15

Un caso in cui si è ritenuto necessario procedere con cautela nella concezione del SEC 2010 è costituito ad esempio dal debito pensionistico: per quanto pressante sia l’esigenza di una valutazione ai fini delle analisi economiche, la regola adottata nell’UE di compilare conti coerenti nel tempo e nello spazio ha imposto l’adozione di un approccio prudente.

Globalizzazione

1.16

La sempre maggiore globalizzazione delle attività economiche ha incrementato gli scambi internazionali in tutte le loro forme e ha acuito per i paesi le difficoltà di rappresentazione delle loro economie nei conti nazionali. La globalizzazione è quel processo dinamico e pluridimensionale grazie al quale le risorse nazionali diventano più mobili a livello internazionale, mentre le economie nazionali diventano sempre più interdipendenti tra loro. L’aspetto della globalizzazione che comporta i maggiori problemi di misurazione per i conti nazionali è rappresentato dalla quota crescente di operazioni internazionali effettuate dalle società multinazionali, allorché le operazioni transfrontaliere si svolgono tra società madre, consociate e affiliate. Non mancano tuttavia altre aree di criticità, come dimostra l’elenco che segue:

1)

determinazione del prezzo dei trasferimenti tra società affiliate (valutazione delle importazioni e delle esportazioni);

2)

aumento dei flussi per lavorazione, ovvero dei movimenti di beni da un paese all’altro senza corrispondente trasferimento della proprietà (beni da sottoporre a lavorazione), e del merchanting;

3)

scambi internazionali via internet, a livello sia di società che di famiglie;

4)

scambi e utilizzo di prodotti di proprietà intellettuale in tutto il mondo;

5)

lavoratori che lavorano all’estero e che trasferiscono somme rilevanti alle famiglie nel paese di origine (rimesse di lavoratori, come parte dei trasferimenti personali);

6)

estensione dell’attività delle società multinazionali in paesi diversi allo scopo di ottimizzare l’efficienza della produzione e di ridurre al minimo l’onere fiscale globale; ciò può comportare la creazione di strutture societarie artificiali che non riflettono necessariamente la realtà economica;

7)

ricorso a veicoli finanziari offshore (società veicolo, ecc.) per la gestione finanziaria di attività globali;

8)

riesportazioni di merci e, nell’UE, trasporti di merci tra Stati membri dopo l’entrata nell’Unione (quasi transito);

9)

aumento delle relazioni di investimenti diretti all’estero e necessità di individuare e di attribuire i flussi di investimenti diretti.

1.17

Tutti questi aspetti, sempre più comuni, della globalizzazione rendono la rilevazione e l’accurata misurazione dei flussi transfrontalieri una sfida crescente per gli statistici nazionali. Anche in presenza di un ampio e valido sistema di rilevazione e di misurazione per il settore del resto del mondo (e pertanto anche per i conti internazionali della bilancia dei pagamenti), la globalizzazione richiederà comunque ulteriori sforzi per salvaguardare la qualità dei conti nazionali per tutte le economie e per insiemi di economie.

IMPIEGHI DEL SEC 2010

Quadro di riferimento per l’elaborazione di analisi e la formulazione di politiche

1.18

Il SEC può essere utilizzato per analizzare e valutare:

a)

la struttura di una economia nel suo complesso. Esempi di tipi di misure:

1)

il valore aggiunto e l’occupazione per branca di attività economica;

2)

il valore aggiunto e l’occupazione per regione;

3)

il reddito distribuito per settore;

4)

le importazioni e le esportazioni per gruppi di prodotti;

5)

la spesa per consumi finali per funzione e per gruppi di prodotti;

6)

gli investimenti fissi e lo stock di capitale fisso per branca di attività economica;

7)

la composizione degli stock e dei flussi di attività finanziarie per tipo di attività e per settore;

b)

talune parti o aspetti specifici di una economia, quali ad esempio:

1)

le attività bancarie e finanziarie nell’economia nazionale;

2)

il ruolo delle amministrazioni pubbliche e la situazione delle finanze pubbliche;

3)

l’economia di una regione specifica (raffrontata a quella dell’intera nazione);

4)

il livello di risparmio e di debito delle famiglie;

c)

l’evoluzione di una economia nel tempo, ad esempio:

1)

l’analisi dei tassi di crescita del PIL;

2)

l’analisi dell’inflazione;

3)

l’analisi degli aspetti stagionali della spesa delle famiglie sulla base di conti trimestrali;

4)

l’analisi della mutevole importanza nel tempo di determinati tipi di strumenti finanziari, ad esempio il rilievo assunto dagli strumenti finanziari derivati;

5)

la comparazione delle strutture industriali dell’economia nazionale sul lungo periodo;

d)

un sistema economico nel suo complesso in confronto con altre economie, ad esempio:

1)

la comparazione del ruolo e delle dimensioni delle amministrazioni pubbliche nei diversi Stati membri dell’UE;

2)

l’analisi delle interdipendenze tra le economie dell’UE, tenendo conto degli Stati membri e delle loro regioni;

3)

l’analisi della composizione e della destinazione delle esportazioni dell’UE;

4)

la comparazione dei tassi di crescita del PIL o del reddito disponibile pro capite nell’UE e nelle altre economie sviluppate.

1.19

Per l’UE e i suoi Stati membri, i dati del SEC assolvono una importante funzione in sede di elaborazione e monitoraggio delle politiche sociali ed economiche.

I diversi impieghi del SEC sono illustrati dai seguenti esempi:

a)

monitoraggio e orientamento della politica monetaria e macroeconomica nella zona dell’euro e definizione dei criteri di convergenza per l’unione economica e monetaria (UEM) in termini di dati di contabilità nazionale (ad esempio, tassi di crescita del PIL);

b)

definizione dei criteri relativi alla procedura per i disavanzi eccessivi: misurazione del debito e del disavanzo pubblici;

c)

erogazione di aiuti finanziari alle regioni dell’UE: l’attribuzione dei fondi alle regioni è basata su statistiche di contabilità regionale;

d)

determinazione delle risorse proprie dell’UE. I dati di contabilità nazionale influiscono su tali risorse in tre modi:

1)

le risorse complessive dell’UE sono determinate quale percentuale della somma dei redditi nazionali lordi (RNL) degli Stati membri;

2)

la terza risorsa propria dell’UE è la risorsa propria basata sull’IVA: i contributi degli Stati membri per tale risorsa sono determinati in larga misura dai dati di contabilità nazionale, perché tali dati sono utilizzati per calcolare l’aliquota media dell’IVA;

3)

l’entità relativa dei contributi degli Stati membri per la quarta risorsa propria dell’UE è basata sulle rispettive stime del reddito nazionale lordo: tali stime costituiscono la base per la maggior parte dei versamenti degli Stati membri.

Caratteristiche dei concetti del SEC 2010

1.20

Nell’intento di trovare un compromesso tra le esigenze di informazioni e le potenzialità dei dati, i concetti del SEC 2010 presentano diverse importanti caratteristiche. I conti sono:

a)

comparabili a livello internazionale;

b)

armonizzati con altri sistemi statistici sociali ed economici;

c)

coerenti;

d)

operativi in quanto possono essere misurati nella pratica;

e)

differenti dalla maggior parte dei concetti amministrativi;

f)

ben definiti e stabili su un lungo arco di tempo;

g)

focalizzati sulla descrizione del processo economico in termini monetari e facilmente leggibili;

h)

idonei a essere applicati in situazioni differenti e per diverse finalità.

1.21

I concetti del SEC 2010 sono comparabili a livello internazionale in quanto:

a)

i concetti del SEC 2010 si accordano con quelli contenuti nelle linee guida mondiali in tema di contabilità nazionale, ossia nell’SCN 2008;

b)

per gli Stati membri, il SEC 2010 costituisce lo standard per la trasmissione di dati di contabilità nazionale a tutte le organizzazioni internazionali;

c)

la comparabilità internazionale dei concetti riveste una importanza cruciale in sede di comparazione delle statistiche di paesi diversi.

1.22

I concetti del SEC 2010 sono stati armonizzati con quelli di altre statistiche sociali ed economiche poiché il SEC 2010 utilizza concetti e classificazioni [ad esempio, la classificazione statistica delle attività economiche nell’Unione europea «NACE Rev. 2» (2)] impiegati anche per altre statistiche economiche e sociali degli Stati membri: ad esempio, statistiche della produzione, del commercio estero e dell’occupazione. Inoltre, tali concetti e classificazioni del SEC 2010 sono armonizzati con quelli delle Nazioni Unite.

Tale armonizzazione con le statistiche sociali ed economiche contribuisce ad accrescere l’interrelazione tra i dati e la loro comparabilità, assicurando in tal modo l’elevata qualità dei dati di contabilità nazionale. Inoltre, le informazioni contenute in tali statistiche specifiche possono essere meglio correlate alle statistiche generali sull’economia nazionale.

1.23

I concetti condivisi utilizzati nel quadro della contabilità nazionale e negli altri sistemi delle statistiche economiche e sociali permettono di pervenire a misurazioni coerenti. Ad esempio, possono essere calcolati i seguenti rapporti:

a)

indicatori della produttività come il valore aggiunto per ora lavorata (per calcolarlo occorre che siano coerenti i concetti di valore aggiunto e di ore lavorate);

b)

il reddito nazionale disponibile pro capite (tale rapporto richiede che siano coerenti i concetti di reddito nazionale disponibile e i dati demografici);

c)

gli investimenti fissi in percentuale delle consistenze di capitale fisso (tale rapporto richiede che siano coerenti le definizioni di tali flussi e consistenze);

d)

il disavanzo e il debito pubblico in percentuale del prodotto interno lordo (tali dati richiedono che siano coerenti i concetti di disavanzo pubblico, debito pubblico e prodotto interno lordo).

La coerenza interna dei concetti permette di ricavare stime per differenza: ad esempio, il risparmio può essere stimato quale differenza tra il reddito disponibile e la spesa per consumi finali.

1.24

I concetti del SEC 2010 sono applicati tenendo presenti le esigenze di rilevazione e di misurazione dei dati. Il loro carattere operativo è evidenziato in vari modi nelle linee guida sulla compilazione dei conti.

a)

Le attività o le voci sono descritte solo nel caso in cui le loro dimensioni siano significative. Un esempio è rappresentato dalla produzione per uso proprio di beni da parte delle famiglie: la tessitura di stoffe e la fabbricazione di ceramiche non sono registrate come produzione perché sono poco rilevanti per i paesi dell’UE.

b)

Per taluni concetti sono fornite indicazioni sulle modalità da seguire per procedere alla loro stima. Ad esempio, per definire il consumo di capitale fisso viene fatto riferimento al metodo dell’ammortamento lineare. Per stimare le consistenze di capitale fisso, qualora manchino informazioni dirette, si deve applicare il metodo dell’inventario permanente. Un altro esempio è rappresentato dalla valutazione della produzione per uso proprio: in linea teorica essa è valutata ai prezzi base ma, se necessario, è possibile approssimare la valutazione ai prezzi base ricorrendo alla somma dei vari costi sostenuti.

c)

Sono state adottate alcune convenzioni. Ad esempio, i servizi collettivi erogati dalle amministrazioni pubbliche sono tutti classificati come spesa per consumi finali.

1.25

Tuttavia, non è sempre facile rilevare direttamente i dati necessari alla compilazione dei conti nazionali in quanto solitamente i concetti di riferimento si discostano da quelli utilizzati dalle fonti di dati amministrativi. Esempi di tali fonti sono la contabilità aziendale, le contabilizzazioni di talune tipologie di imposte (IVA, imposta sul reddito delle persone fisiche, dazi all’importazione, ecc.), i dati della sicurezza sociale e i dati ottenuti dagli organi di sorveglianza delle attività bancarie e di assicurazione. Tali dati amministrativi sono utilizzati come input per la compilazione dei conti nazionali. In generale essi sono trasformati per ottemperare alle disposizioni del SEC.

Normalmente i concetti del SEC differiscono dai corrispondenti concetti amministrativi in quanto:

a)

i concetti amministrativi sono diversi da paese a paese: di conseguenza, non è possibile assicurare la comparabilità internazionale dei dati utilizzando concetti amministrativi;

b)

i concetti amministrativi cambiano nel tempo: non è pertanto possibile effettuare confronti nel tempo utilizzando i concetti amministrativi;

c)

i concetti alla base dei dati amministrativi differenti solitamente non sono coerenti tra loro; il collegamento tra i dati e la loro comparazione, essenziali ai fini dell’elaborazione dei dati di contabilità nazionale, tuttavia, possono essere realizzati solo disponendo di una serie coerente di concetti;

d)

i concetti amministrativi si rivelano normalmente poco idonei per l’analisi economica e la valutazione della politica economica.

1.26

Pur tuttavia, le fonti di dati amministrativi soddisfano appieno il fabbisogno di dati dei conti nazionali e delle altre statistiche perché:

a)

i concetti e le classificazioni originariamente elaborati a fini statistici sono adottati anche a fini amministrativi, come ad esempio la classificazione della spesa pubblica secondo il tipo;

b)

le fonti di dati amministrativi tengono esplicitamente conto delle (specifiche) esigenze di dati delle statistiche; è questo il caso ad esempio del sistema INTRASTAT per la rilevazione di informazioni sugli scambi di beni tra gli Stati membri.

1.27

I concetti principali del SEC sono ben definiti e stabili su un lungo arco di tempo perché:

a)

sono accettati come standard internazionali da molti anni;

b)

nelle linee guida internazionali in tema di contabilità nazionale che si succedono nel tempo, pochissimi sono i concetti basilari che subiscono modifiche.

Tale continuità concettuale riduce la necessità di ricalcolo delle serie temporali. Inoltre, rende i concetti meno vulnerabili alle pressioni politiche nazionali e internazionali. Per tali motivi, i dati di contabilità nazionale costituiscono una base di dati obiettiva per l’analisi e la politica economica.

1.28

I concetti del SEC 2010 sono focalizzati sulla descrizione del processo economico in termini monetari e rapidamente osservabili. Le consistenze e i flussi che non sono prontamente osservabili in termini monetari o che non presentano una chiara contropartita monetaria non sono registrati nel SEC.

Tale principio non è stato applicato rigorosamente, in quanto occorre tenere altresì conto del requisito della coerenza e delle esigenze degli utenti. Ad esempio, per motivi di coerenza, il valore dei servizi collettivi prodotti dalle amministrazioni pubbliche è registrato come produzione perché la corresponsione di redditi da lavoro dipendente e l’acquisto di beni e servizi di qualunque tipo da parte delle amministrazioni pubbliche sono prontamente osservabili in termini monetari. Inoltre, a fini di analisi e per gli scopi della politica economica, la descrizione dei servizi collettivi delle amministrazioni pubbliche con riferimento al resto dell’economia nazionale accresce l’utilità della contabilità nazionale nel suo insieme.

1.29

La portata dei concetti del SEC può essere illustrata esaminando alcuni importanti casi limite.

Le seguenti attività sono registrate come attività di produzione nel SEC (cfr. paragrafi 3.07-3.09):

a)

la produzione di servizi individuali e collettivi da parte delle amministrazioni pubbliche;

b)

la produzione per uso proprio di servizi di abitazione da parte di coloro che occupano l’abitazione di cui sono proprietari;

c)

la produzione di beni per proprio uso finale, ad esempio, di prodotti agricoli;

d)

le attività di costruzione per uso proprio, comprese quelle delle famiglie;

e)

la produzione di servizi da parte di personale domestico retribuito;

f)

l’allevamento di pesci negli stabilimenti di pescicoltura;

g)

le attività di produzione vietate dalla legge nella misura in cui tutte le unità che intervengono nell’operazione vi partecipano volontariamente;

h)

le attività di produzione i cui proventi non sono dichiarati per intero alle autorità tributarie, ad esempio, produzione clandestina di tessuti.

1.30

Non rientrano nella definizione di attività di produzione e non sono registrati nel SEC:

a)

i servizi personali e domestici prodotti e consumati all’interno della stessa famiglia, ad esempio, pulizie, preparazione dei pasti o assistenza a malati o ad anziani;

b)

le attività di volontariato che non comportano la produzione di beni, ad esempio, attività di cura e di pulizia non retribuite;

c)

l’accrescimento naturale delle risorse ittiche in mare aperto.

1.31

Il SEC registra tutti i prodotti derivanti dall’attività di produzione così definita. I prodotti delle attività ausiliarie, tuttavia, non sono registrati. Tutti gli input consumati da una attività ausiliaria sono considerati input dell’attività che essa supporta. Se una unità che esercita solo attività ausiliarie è statisticamente osservabile, in quanto è prontamente disponibile una contabilità distinta per la produzione da essa svolta o se la sua ubicazione è geograficamente diversa da quella dell’unità a favore della quale presta la sua opera, essa deve essere registrata come una unità distinta e classificata, nei conti sia nazionali sia regionali, nella branca di attività corrispondente alla sua attività principale. In mancanza di dati di base appropriati, la produzione dell’attività ausiliaria può essere stimata sommando i costi.

1.32

Se le attività sono considerate come produzione e i relativi prodotti sono registrati, sono contabilizzati anche i connessi redditi, numero di occupati, consumi finali, ecc. Ad esempio, dato che la produzione per uso proprio di servizi di abitazione da parte di coloro che occupano l’abitazione di cui sono proprietari è registrata come produzione, sono contabilizzati anche il reddito e la spesa per consumi finali che essa produce per tali persone. Poiché non c’è per definizione input di lavoro nella produzione di servizi di abitazione per gli alloggi occupati dai rispettivi proprietari non è registrata occupazione. È assicurata inoltre la coerenza con il sistema delle statistiche del lavoro che non registra occupazione con riguardo alla proprietà di abitazioni. Le attività non registrate come produzione sono trattate in modo speculare: i servizi domestici prodotti e consumati all’interno della stessa famiglia non generano né reddito, né spesa per consumi finali e non comportano occupazione.

1.33

Il SEC adotta inoltre talune convenzioni, riguardanti ad esempio:

a)

la valutazione della produzione delle amministrazioni pubbliche;

b)

la valutazione della produzione dei servizi di assicurazione e dei servizi di intermediazione finanziaria indirettamente misurati;

c)

la registrazione di tutti i servizi collettivi erogati dalle amministrazioni pubbliche come spesa per consumi finali e non come consumo intermedio.

Classificazione per settore

1.34

I conti per settore sono creati attribuendo le unità ai settori, il che consente di presentare per settore le operazioni e i saldi contabili dei conti. Tale presentazione per settore mette in luce molte misurazioni importanti ai fini della politica economica e di bilancio. I principali settori sono quelli delle famiglie, delle amministrazioni pubbliche, delle società (finanziarie e non finanziarie), delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie e del resto del mondo.

Una distinzione importante è quella tra beni e servizi destinabili alla vendita e beni e servizi non destinabili alla vendita. Una entità controllata dalle amministrazioni pubbliche, allorché si configuri come una società che produce per il mercato, è classificata nel settore delle società e non nel settore delle amministrazioni pubbliche. In tal caso il disavanzo e i debiti della società non rientrano nel disavanzo e nel debito delle amministrazioni pubbliche.

1.35

È importante definire chiari e solidi criteri per l’attribuzione delle entità ai settori.

Il settore pubblico comprende tutte le unità istituzionali residenti nell’economia che sono controllate dalle amministrazioni pubbliche. Il settore privato è costituito da tutte le altre unità residenti.

Nella tavola 1.1 sono delineati i criteri utilizzati per distinguere tra settore privato e settore pubblico, nonché, all’interno del settore pubblico, tra settore delle amministrazioni pubbliche e settore delle società pubbliche e, all’interno del settore privato, tra settore delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie e settore delle società private.

Tavola 1.1

Criteri

Controllate dalle amministrazioni pubbliche

(settore pubblico)

Controllate da privati

(settore privato)

Produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita

Amministrazioni pubbliche

Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie

Produzione di beni e servizi destinabili alla vendita

Società pubbliche

Società private

1.36

Per controllo si intende la capacità di determinare la politica generale o il programma di una unità istituzionale. Per una definizione più dettagliata di controllo si rinvia ai paragrafi da 2.35 a 2.39.

1.37

La distinzione tra beni e servizi destinabili alla vendita e non destinabili alla vendita e pertanto, per le entità del settore pubblico, la loro classificazione nel settore delle amministrazioni pubbliche o nel settore delle società sono determinate applicando la seguente regola:

Una attività è considerata attività di produzione di beni e servizi destinabili alla vendita se i relativi beni e servizi sono scambiati alle seguenti condizioni:

1)

i venditori agiscono per massimizzare i loro profitti sul lungo periodo e a tale scopo vendono beni e servizi liberamente sul mercato a chiunque sia disposto a pagare il prezzo richiesto;

2)

gli acquirenti agiscono per raggiungere la massima utilità date le loro risorse limitate, acquistando i prodotti che meglio soddisfano le loro esigenze al prezzo offerto;

3)

si ha un mercato effettivo allorché i venditori e i compratori hanno accesso al mercato e dispongono di informazioni su di esso. Un mercato effettivo può operare anche se tali condizioni non sono pienamente soddisfatte.

1.38

Il livello di dettaglio del quadro concettuale del SEC consente una certa flessibilità: alcuni concetti che non sono esplicitamente presenti nel SEC possono tuttavia essere facilmente ricavati da esso. Ne è un esempio la creazione di nuovi settori a seguito della riclassificazione dei sottosettori definiti nel SEC.

1.39

Una certa flessibilità è data anche dalla possibilità di introdurre criteri aggiuntivi che non contrastino con la logica del sistema. Ad esempio, tali criteri possono consentire di redigere conti dei sottosettori sulla base del numero di occupati per unità di produzione o del livello dei redditi delle famiglie. Per quanto concerne gli occupati, può essere introdotta una sottoclassificazione per livello d’istruzione, età e genere.

Conti satelliti

1.40

Per taluni fabbisogni specifici di dati dovrebbero essere compilati conti satelliti distinti.

Ad esempio per:

a)

matrici di contabilità sociale (SAM);

b)

il ruolo del turismo nell’economia nazionale;

c)

l’analisi dei costi e del finanziamento della sanità;

d)

la ricerca e lo sviluppo riconosciuti come investimenti di proprietà intellettuale;

e)

il riconoscimento del capitale umano quale bene per l’economia nazionale;

f)

l’analisi del reddito e delle spese delle famiglie sulla base di concetti di reddito e di spesa utilizzati per l’analisi microeconomica;

g)

l’interazione tra l’ambiente e l’economia;

h)

la produzione in seno alle famiglie;

i)

l’analisi delle variazioni del benessere;

j)

l’analisi delle differenze tra i dati di contabilità nazionale e i dati di contabilità aziendale e la loro influenza sui mercati finanziari e dei cambi;

k)

la stima del gettito fiscale.

1.41

I conti satelliti soddisfano tali fabbisogni di dati:

a)

presentando un maggiore dettaglio ove necessario e omettendo i particolari superflui;

b)

ampliando l’ambito del sistema contabile mediante l’aggiunta di informazioni non monetarie, ad esempio sull’inquinamento e sui beni ambientali;

c)

modificando alcuni concetti di base, ad esempio ampliando il concetto di investimenti tramite l’inclusione della spesa in materia di istruzione.

1.42

Una matrice di contabilità sociale (SAM) è una presentazione matriciale attraverso la quale sono definite le relazioni tra le tavole delle risorse e degli impieghi e i conti per settore. Una SAM fornisce informazioni aggiuntive sul livello e sulla composizione dell’occupazione, attraverso una ripartizione dei redditi da lavoro dipendente per tipo di persona occupata. Tale suddivisione si applica tanto all’impiego di lavoro per branca di attività economica, quale è evidenziato nella tavola degli impieghi, quanto all’offerta di lavoro per sottogruppo socioeconomico, come risulta dal conto della attribuzione dei redditi primari per i sottosettori del settore delle famiglie. In tal modo, sono presentati sistematicamente l’offerta e gli impieghi delle diverse categorie di lavoro.

1.43

Nei conti satelliti tutti i concetti di base e le classificazioni del sistema centrale del SEC 2010 restano inalterati. I concetti sono modificati soltanto se questo è lo scopo del conto satellite. In questi casi il conto satellite contiene una tavola che illustra la correlazione tra i principali aggregati del conto satellite e quelli del sistema centrale. In tal modo possono essere soddisfatte esigenze più specifiche senza che il sistema centrale perda il suo ruolo di sistema di riferimento.

1.44

In generale il sistema centrale del SEC non comprende misurazioni degli stock e dei flussi che non sono direttamente osservabili in termini monetari (o senza una chiara contropartita monetaria). Di norma l’analisi di tali consistenze e flussi è possibile, in considerazione della loro natura, anche mediante l’elaborazione di statistiche in termini non monetari, ad esempio:

a)

la produzione in seno alle famiglie può essere descritta in termini di ore destinate a impieghi alternativi;

b)

l’istruzione può essere descritta in termini di tipo di istruzione, numero di allievi, numero medio di anni di istruzione prima del conseguimento di un diploma, ecc.;

c)

gli effetti dell’inquinamento possono essere descritti in termini di variazione del numero di specie viventi, di stato di salute degli alberi nei boschi, di volume di rifiuti, di valori di ossido di carbonio e di radiazioni, ecc.

1.45

I conti satelliti permettono di mettere in relazione tali statistiche in unità non monetarie con i conti nazionali nel sistema centrale. La relazione è possibile utilizzando le classificazioni impiegate nel sistema centrale per tali statistiche non monetarie quali, ad esempio, la classificazione per tipologia di famiglia o la classificazione per branca di attività economica. In tal modo viene elaborato un sistema coerente più ampio. Tale sistema può quindi fungere da base di dati per l’analisi e la valutazione delle interazioni tra le variabili del sistema centrale e quelle del sistema ampliato.

1.46

Il sistema centrale e i suoi principali aggregati non descrivono le variazioni del benessere. Si possono tuttavia redigere conti ampliati comprendenti anche valori monetari imputati, ad esempio per:

a)

i servizi personali e domestici prodotti e consumati all’interno della stessa famiglia;

b)

la maggiore o minore disponibilità di tempo libero;

c)

i vantaggi e gli svantaggi della vita nei centri urbani;

d)

le disparità nella distribuzione dei redditi tra le persone.

1.47

I conti ampliati possono anche riclassificare come consumi intermedi la spesa finale per necessità deprecabili (ad esempio, le spese per la difesa), che non contribuiscono cioè al benessere. Analogamente, i danni causati da inondazioni o da altre catastrofi naturali potrebbero essere classificati come consumi intermedi, ossia come una riduzione del benessere (in termini assoluti). In tal modo, si potrebbe tentare di elaborare un indicatore molto approssimativo e molto imperfetto delle variazioni del benessere. Il benessere presenta tuttavia molteplici aspetti, la maggior parte dei quali è meglio espressa in termini non monetari. Una soluzione migliore per misurare il benessere è pertanto quella di utilizzare per ciascun aspetto indicatori e unità di misura distinti. Gli indicatori potrebbero essere rappresentati, ad esempio, dalla mortalità infantile, dalla speranza di vita, dal livello di alfabetizzazione degli adulti e dal reddito nazionale pro capite. Tali indicatori potrebbero essere inseriti in un conto satellite.

1.48

Al fine di disporre di un sistema coerente e comparabile a livello internazionale, non si utilizzano nel SEC concetti amministrativi. Tuttavia, ottenere dati basati su concetti amministrativi può risultare molto utile per conseguire scopi nazionali di vario tipo. Ad esempio, per stimare il gettito fiscale sono necessarie statistiche del reddito imponibile, le quali possono essere ottenute apportando talune modifiche alle statistiche di contabilità nazionale.

1.49

Un approccio simile potrebbe essere adottato per concetti utilizzati nell’ambito della politica economica nazionale, ad esempio per:

a)

il concetto di inflazione utilizzato per incrementare le pensioni, i sussidi di disoccupazione o i redditi da lavoro dipendente per i dipendenti pubblici;

b)

i concetti di imposte, contributi sociali, amministrazioni pubbliche e settore collettivo utilizzati in sede di discussione delle dimensioni ottimali del settore collettivo;

c)

il concetto di branche di attività economica/settori «strategici» utilizzato nell’ambito della politica economica nazionale o della politica economica dell’UE;

d)

il concetto di «investimenti aziendali» utilizzato nell’ambito della politica economica nazionale;

e)

una tavola che presenti registrazioni complete sulle pensioni.

Conti satelliti o tavole aggiuntive potrebbero soddisfare tali bisogni di dati.

Il SEC 2010 e l’SCN 2008

1.50

Il SEC 2010 si basa sui concetti dell’SCN 2008, il quale stabilisce le linee guida in tema di contabilità nazionale valide per tutti i paesi. Esistono tuttavia numerose differenze tra il SEC 2010 e l’SCN 2008:

a)

differenze di presentazione:

1)

nel SEC 2010 le operazioni sui prodotti, le operazioni di distribuzione e di redistribuzione e le operazioni finanziarie sono trattate in capitoli distinti; per contro, nell’SCN 2008 tali operazioni sono illustrate nei diversi capitoli ripartiti in base ai conti: ad esempio, nei capitoli sul conto della produzione, sul conto della distribuzione primaria del reddito, sul conto del capitale e sul conto del resto del mondo;

2)

il SEC 2010 descrive un concetto fornendo una definizione e un elenco di ciò che è incluso in tale concetto e di ciò che è escluso; normalmente l’SCN 2008 descrive i concetti in termini più generali e spiega i motivi che hanno portato all’adozione delle convenzioni;

b)

i concetti del SEC 2010 sono in molti casi più specifici e precisi di quelli dell’SCN 2008:

1)

l’SCN 2008 non applica criteri specifici in merito alla distinzione tra beni e servizi destinabili alla vendita, per proprio uso finale e non destinabili alla vendita; il SEC fornisce pertanto indicazioni più dettagliate al fine di garantire un approccio uniforme;

2)

il SEC 2010 presuppone che numerose tipologie di produzione di beni da parte delle famiglie, quali la tessitura di stoffe e la fabbricazione di mobili, non siano significative negli Stati membri e non si renda pertanto necessaria la loro registrazione;

3)

il SEC 2010 fa riferimento a disposizioni istituzionali dell’UE, come il sistema INTRASTAT per la registrazione dei flussi di beni all’interno dell’UE e i contributi degli Stati membri all’UE;

4)

il SEC 2010 comprende classificazioni proprie dell’UE, ad esempio, la classificazione dei prodotti associata alle attività (CPA) (3) per i prodotti e la NACE Rev. 2 per le branche di attività economica (entrambe armonizzate con le corrispondenti classificazioni delle Nazioni Unite);

5)

il SEC 2010 comprende una classificazione aggiuntiva per tutte le operazioni con il resto del mondo: esse sono suddivise in operazioni tra residenti nell’UE e operazioni con non residenti nell’UE;

6)

il SEC 2010 ha ridefinito i sottosettori previsti dall’SCN 2008 per il settore delle società finanziarie allo scopo di soddisfare le esigenze dell’unione monetaria europea. Il SEC 2010 può essere più specifico dell’SCN 2008, dato che esso si applica in primo luogo agli Stati membri, e dovrebbe anche necessariamente essere più specifico in considerazione del fabbisogno di dati dell’Unione.

Il SEC 2010 e il SEC 95

1.51

Il SEC 2010 si differenzia dal SEC 95 con riguardo sia all’ambito di applicazione, sia ai concetti. Tali differenze sono riconducibili per la maggior parte alle differenze tra l’SCN 1993 e l’SCN 2008. Sono descritte di seguito le principali modifiche.

a)

La ricerca e lo sviluppo sono stati riconosciuti come investimento, con la conseguente creazione di prodotti di proprietà intellettuale. Tale variazione è registrata in un conto satellite ed inclusa nel quadro centrale dei conti solo quando le misurazioni tra gli Stati membri sono ritenute sufficientemente valide e armonizzate;

b)

Le spese per armamenti che soddisfano la definizione generale di attività sono state classificate come investimenti fissi, anziché come spese per consumi intermedi;

c)

Per la produzione dei beni e servizi destinabili alla vendita è stato introdotto il concetto analitico di servizi di capitale, in modo da poter produrre una tavola aggiuntiva per presentarli come una componente del valore aggiunto;

d)

La definizione di attività finanziarie è stata estesa per permettere una copertura più ampia degli strumenti finanziari derivati;

e)

Nuove norme sono state introdotte per la registrazione dei diritti pensionistici: è stata inserita nei conti una tavola aggiuntiva che consente di registrare stime per tutti i diritti nell’assicurazione sociale, con o senza costituzione di riserve. La serie completa delle informazioni necessarie per un’analisi esaustiva è contenuta in tale tavola che presenta i diritti e i flussi associati per tutti i sistemi pensionistici pubblici e privati, con o senza costituzione di riserve, compresi i sistemi pensionistici della sicurezza sociale;

f)

È stata universalizzata l’applicazione delle norme sul trasferimento della proprietà dei beni, con conseguente modifica della registrazione del merchanting e dei beni trasferiti per essere sottoposti a lavorazione sia all’estero, sia nell’economia interna. I beni inviati all’estero per essere sottoposti una lavorazione sono ora registrati su base netta, anziché su base lorda come nell’ SCN 1993 e nel SEC 95, il che comporta importanti implicazioni per la registrazione di tali attività nelle tavole delle risorse e degli impieghi;

g)

Sono state fornite maggiori indicazioni sulle società finanziarie, in generale, e sulle società veicolo, in particolare: il trattamento riservato alle società veicolo all’estero controllate dalle amministrazioni pubbliche è stato modificato al fine di garantire che le passività assunte da tali società figurino nei conti delle amministrazioni pubbliche;

h)

È stato chiarito il trattamento da riservare ai superdividendi corrisposti dalle società pubbliche, ovvero che essi sono da considerarsi come pagamenti eccezionali e come prelievi di capitale;

i)

Sono stati fissati i principi per il trattamento dei partenariati pubblico-privato ed è stato ampliato il trattamento delle agenzie di ristrutturazione;

j)

Sono stati forniti chiarimenti sulle operazioni tra le società pubbliche e le amministrazioni pubbliche, nonché con i veicoli di cartolarizzazione, al fine di migliorare la registrazione di elementi suscettibili di influire significativamente sul debito pubblico;

k)

È stato definito il trattamento da riservare alle garanzie di prestiti ed è stato introdotto un nuovo trattamento per le garanzie standard di prestiti, quali le garanzie di credito all’esportazione e le garanzie per prestiti agli studenti, consistente nel riconoscimento nei conti, in funzione della possibile escussione delle garanzie, di una attività e di una passività finanziaria.

1.52

Le differenze tra il SEC 2010 e il SEC 95 non sono imputabili soltanto alle modifiche concettuali apportate: è stato ampliato anche il campo di applicazione con l’introduzione di nuovi capitoli sui conti satelliti, sui conti delle amministrazioni pubbliche e sui conti del resto del mondo e sono stati notevolmente ampliati i capitoli relativi ai conti trimestrali e ai conti regionali.

PRINCIPI BASE DEL SEC 2010 COME SISTEMA

1.53

Le principali caratteristiche che contraddistinguono il sistema sono le seguenti:

a)

le unità statistiche e i loro insiemi;

b)

i flussi e le consistenze;

c)

il sistema dei conti e gli aggregati;

d)

il quadro delle interdipendenze tra gli operatori economici.

Le unità statistiche e i loro insiemi

1.54

Il SEC 2010 utilizza due diversi tipi di unità e due conseguenti modalità di suddivisione dell’economia molto differenti e finalizzati a scopi analitici distinti.

1.55

Ai fini della descrizione del reddito, della spesa e dei flussi finanziari, nonché dei conti patrimoniali, le unità istituzionali sono raggruppate in settori sulla base delle loro principali funzioni, nonché dei loro comportamenti e obiettivi.

1.56

Ai fini della descrizione dei processi di produzione e dell’analisi delle interdipendenze tra gli operatori economici, le unità di attività economica a livello locale (UAE locali) sono raggruppate in branche di attività economica, in base al tipo di attività esercitata. Una attività è caratterizzata da un input di prodotti, da un processo di produzione e dai prodotti ottenuti a seguito di tale attività di produzione.

Unità e settori istituzionali

1.57

Le unità istituzionali sono entità economiche che possono essere proprietarie di beni e attività, possono assumere passività, nonché esercitare attività economiche e intervenire in operazioni con altre unità per conto proprio. Ai fini del sistema SEC 2010 le unità istituzionali si raggruppano in cinque settori istituzionali nazionali che si escludono reciprocamente:

a)

società non finanziarie;

b)

società finanziarie;

c)

amministrazioni pubbliche;

d)

famiglie;

e)

istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie.

I cinque settori costituiscono insieme il totale dell’economia nazionale. Ogni settore si suddivide inoltre in sottosettori. Il SEC 2010 prevede la compilazione di una serie completa di conti di flussi e di conti patrimoniali per ciascun settore e sottosettore, nonché per il totale dell’economia. Le unità non residenti possono interagire con questi cinque settori nazionali e sono indicate le interazioni tra questi settori e un sesto settore istituzionale: il settore del resto del mondo.

UAE locali e branche di attività economica

1.58

Allorché svolgono più di una attività, le unità istituzionali sono suddivise con riferimento alla tipologia di attività. Le UAE locali permettono una siffatta presentazione.

Una UAE locale raggruppa tutte le parti di una unità istituzionale nella sua funzione di produttore che si trovano in una unica sede o in siti vicini e che concorrono all’esercizio di una attività a livello di classe (4 cifre) della NACE Rev. 2.

1.59

Per ogni attività secondaria si registrano UAE locali. Tuttavia, nel caso in cui non siano disponibili i documenti contabili necessari per descrivere separatamente tali attività, una UAE locale comprende molteplici attività secondarie. L’insieme di tutte le UAE locali che esercitano la medesima attività o una attività di tipo simile costituisce una branca di attività economica.

Una unità istituzionale comprende una o più UAE locali; una UAE locale appartiene a una unità istituzionale e soltanto a quella.

1.60

Ai fini dell’analisi del processo produttivo si fa ricorso a una unità analitica di produzione. Tale unità è osservabile soltanto quando una UAE locale produce un unico tipo di prodotto, senza attività secondarie. Essa è designata come unità di produzione omogenea. Gli insiemi di tali unità costituiscono le branche di produzione omogenea.

Unità residenti e non residenti; totale dell’economia e resto del mondo

1.61

Il totale dell’economia è definito in termini di unità residenti. Una unità costituisce una unità residente di un paese allorquando essa ha il suo centro di interesse economico prevalente nel territorio economico di tale paese — ossia allorquando esercita per un lungo periodo (un anno o più) attività economiche su tale territorio. I settori istituzionali precedentemente citati al paragrafo 1.57 sono insiemi di unità istituzionali residenti.

1.62

Le unità residenti effettuano operazioni con unità non residenti (unità cioè che sono residenti in altre economie). Tali operazioni costituiscono le operazioni dell’economia con il resto del mondo e sono raggruppate nel conto del resto del mondo. Il resto del mondo assolve pertanto una funzione simile a quella di un settore istituzionale, sebbene le unità non residenti siano incluse soltanto nella misura in cui effettuano operazioni con unità istituzionali residenti.

1.63

Le unità residenti fittizie, trattate nel sistema SEC 2010 come unità istituzionali, sono definite come:

a)

quelle parti di unità non residenti che hanno un centro di interesse economico prevalente (ossia che effettuano operazioni economiche per un anno o più) nel territorio economico del paese;

b)

le unità non residenti proprietarie di terreni o fabbricati nel territorio economico del paese, per le sole operazioni connesse a tali terreni o fabbricati.

Flussi e consistenze

1.64

Sono registrate due tipologie di informazioni: i flussi e le consistenze.

I flussi si riferiscono ad azioni e ad effetti di eventi che si verificano entro un determinato periodo di tempo, mentre le consistenze si riferiscono a situazioni in un preciso momento.

Flussi

1.65

I flussi rispecchiano la creazione, la trasformazione, lo scambio, il trasferimento o la scomparsa di valore economico. Essi comportano variazioni di valore delle attività o delle passività di una unità istituzionale. I flussi economici sono di due tipi: operazioni e altre variazioni delle attività e delle passività.

Le operazioni figurano in tutti i conti e in tutte le tavole in cui vi sono dei flussi, tranne che nel conto delle altre variazioni di volume delle attività e delle passività e nel conto della rivalutazione delle attività e delle passività. Le altre variazioni delle attività e delle passività sono registrate soltanto in questi due conti.

Le operazioni elementari e gli altri flussi sono raggruppati in un numero relativamente ristretto di tipologie, in funzione della loro natura.

Operazioni

1.66

Una operazione è un flusso economico che rappresenta una interazione consensuale tra unità istituzionali, oppure una azione all’interno di una unità istituzionale che è opportuno considerare operazione perché l’unità sta operando in due funzioni differenti. Le operazioni sono suddivise in quattro gruppi principali:

a)

operazioni sui prodotti: tali operazioni descrivono la provenienza (produzione interna o importazione) e l’impiego (consumi intermedi, consumi finali, investimenti — compresi gli ammortamenti degli investimenti fissi — o esportazioni) dei prodotti,

b)

operazioni di distribuzione e di redistribuzione: esse descrivono le modalità di distribuzione del valore aggiunto ottenuto dalla produzione al fattore lavoro, al capitale e alle amministrazioni pubbliche, nonché la redistribuzione del reddito e della ricchezza (imposte sul reddito e sul patrimonio e altri trasferimenti);

c)

operazioni finanziarie: esse descrivono, per ciascun tipo di strumento finanziario, l’acquisizione netta di attività finanziarie o l’incremento netto delle passività. Tali operazioni possono costituire la contropartita di operazioni non finanziarie o riguardare soltanto strumenti finanziari;

d)

operazioni non incluse nei tre gruppi precedenti: si tratta delle acquisizioni meno cessioni di attività non finanziarie non prodotte.

Particolarità delle operazioni

Interazioni e operazioni interne alle unità

1.67

Sebbene la maggior parte delle operazioni sia costituita da interazioni tra due o più unità istituzionali, il sistema SEC 2010 registra come operazioni alcune azioni poste in essere all’interno delle unità istituzionali. Lo scopo della registrazione di queste ultime operazioni è quello di fornire una raffigurazione più utile sotto il profilo analitico della produzione, degli impieghi finali e dei costi.

1.68

L’ammortamento, registrato come un costo dal sistema SEC 2010, costituisce una operazione interna alle unità. Per la maggior parte, le altre operazioni interne alle unità sono operazioni sui prodotti che sono di norma registrate allorché le unità istituzionali operanti nella funzione sia di produttori sia di consumatori finali scelgono di consumare parte della produzione da esse prodotta. Tale situazione si verifica spesso nel caso delle famiglie e delle amministrazioni pubbliche.

1.69

Tutta la produzione propria destinata a impieghi finali all’interno della stessa unità istituzionale deve essere registrata. Al contrario, la produzione propria destinata a consumi intermedi all’interno della stessa unità istituzionale deve essere registrata soltanto allorché la produzione e i consumi intermedi sono realizzati in UAE locali differenti della stessa unità istituzionale. La produzione prodotta e utilizzata a titolo di consumi intermedi all’interno della stessa UAE locale non va registrata.

Operazioni monetarie e operazioni non monetarie

1.70

Le operazioni sono operazioni monetarie allorché le unità che intervengono effettuano o riscuotono pagamenti, assumono passività o ricevono attività espresse in unità di moneta.

Le operazioni che non comportano scambi di denaro o di attività o passività espresse in unità di moneta sono operazioni non monetarie. Le operazioni che si svolgono all’interno delle unità sono operazioni non monetarie. Le operazioni non monetarie in cui interviene più di una unità istituzionale riguardano operazioni sui prodotti (baratto di prodotti), operazioni di distribuzione e di redistribuzione (retribuzioni in natura, trasferimenti in natura, ecc.) e altre operazioni (baratto di attività non finanziarie non prodotte). Il sistema SEC 2010 registra tutte le operazioni in termini monetari. Il valore da registrare per le operazioni non monetarie deve pertanto essere misurato indirettamente o stimato in altro modo.

Operazioni con e senza contropartita

1.71

Le operazioni in cui intervengono più unità sono di due tipi: operazioni con contropartita (se qualcosa è scambiato contro qualcos’altro) o senza contropartita (se non si ottiene nulla in cambio). Le operazioni con contropartita sono scambi tra unità istituzionali: offerta di beni, servizi o attività in cambio di una contropartita, ad esempio denaro. Le operazioni senza contropartita sono pagamenti in denaro o in natura tra una unità istituzionale e un’altra senza ottenere nulla in cambio. Operazioni con contropartita si riscontrano in tutti e quattro i gruppi di operazioni, mentre le operazioni senza contropartita sono osservabili principalmente tra le operazioni di distribuzione e di redistribuzione: ad esempio, imposte, prestazioni di assistenza sociale o donazioni. Tali operazioni senza contropartita sono denominate trasferimenti.

Operazioni modificate

1.72

Le operazioni sono registrate come appaiono alle unità istituzionali che le effettuano. Alcune operazioni sono tuttavia modificate al fine di evidenziare meglio le relazioni economiche cui si riferiscono. Le operazioni possono essere modificate in tre modi: dirottamento, frazionamento e riconoscimento della parte principale nell’operazione.

Dirottamento

1.73

Una operazione che le unità in questione vedono verificarsi direttamente tra le unità A e C può essere registrata nei conti come se avvenisse indirettamente con l’intervento di una terza unità B. Pertanto, una operazione unica tra A e C è registrata come due operazioni: una tra A e B e una tra B e C. In tal caso l’operazione subisce un dirottamento.

1.74

Un esempio di dirottamento è costituito dalla modalità di registrazione nei conti dei contributi sociali a carico dei datori di lavoro versati direttamente da questi ultimi agli enti di previdenza e di assistenza sociale. Il sistema dei conti registra tali versamenti come due operazioni distinte: i datori di lavoro corrispondono i contributi sociali a loro carico ai propri dipendenti e questi pagano gli stessi contributi agli enti di previdenza e di assistenza sociale. Come in tutti i casi di dirottamento, lo scopo di tale operazione è quello di mettere in evidenza la sostanza economica alla base dell’operazione che, nell’esempio in parola, consiste nel far figurare i contributi sociali a carico dei datori di lavoro come contributi versati a beneficio dei lavoratori dipendenti.

1.75

Un altro tipo di dirottamento è costituito dalle operazioni registrate come avvenute tra due o più unità istituzionali nonostante le parti in questione non ne siano consapevoli. Un esempio è costituito dai redditi da capitale percepiti su taluni fondi di assicurazione e incamerati dalle imprese di assicurazione. Il sistema dei conti registra tali redditi da capitale come se fossero attribuiti dalle imprese di assicurazione agli assicurati, i quali a loro volta riconoscono il medesimo importo alle imprese di assicurazione sotto forma di premi supplementari.

Frazionamento

1.76

Si definisce operazione frazionata un’operazione che, pur apparendo alle parti in questione come un’operazione unica, è registrata come due o più operazioni, classificate in maniera differente. Il frazionamento di operazioni non implica la partecipazione di altre unità supplementari.

1.77

Un classico esempio di operazione frazionata è il pagamento dei premi di assicurazione contro i danni. Sebbene gli assicurati e gli enti assicuratori considerino tali pagamenti come un’unica operazione, il sistema SEC 2010 li scinde in due operazioni molto diverse: versamenti quale contropartita dei servizi di assicurazione contro i danni erogati e premi netti di assicurazione contro i danni. Un altro esempio di frazionamento è la registrazione della vendita di un prodotto come vendita del prodotto, da una parte, e vendita di un margine commerciale, dall’altra.

Riconoscimento della parte principale in una operazione

1.78

Allorché un’unità effettua un’operazione per conto di un’altra unità (il mandante) che ne sopporta il costo, l’operazione è registrata esclusivamente nei conti del mandante. Di norma, non si dovrebbe andare al di là di tale principio tentando, ad esempio, di attribuire imposte o contributi ai soggetti passivi o ai beneficiari finali sulla base di ipotesi.

Un esempio è costituito dalla riscossione di imposte da parte di una unità delle amministrazioni pubbliche per conto di un’altra. Una imposta è attribuita all’unità delle amministrazioni pubbliche che ha facoltà di imporre l’imposta (in qualità di soggetto attivo o per delega del soggetto attivo d’imposta) e possiede il potere discrezionale di stabilire e variare l’aliquota dell’imposta.

Casi particolari

1.79

La definizione di operazione implica che un’interazione tra unità istituzionali deve avvenire per mutuo consenso. Una operazione effettuata di reciproco accordo implica la preventiva conoscenza e il preventivo consenso delle unità istituzionali in questione. Il pagamento di imposte, multe e penali è consensuale nel senso che il soggetto passivo è un cittadino assoggettato alla legge del paese. Le confische senza indennizzo non sono tuttavia considerate una operazione, anche se sono imposte dalla legge.

Le attività economiche illegali sono considerate operazioni quando tutte le unità partecipanti intervengono consensualmente. Di conseguenza, l’acquisto, la vendita o gli scambi di droghe illecite o di refurtiva si configurano come operazioni, al contrario del furto che non è considerato una operazione.

Altre variazioni delle attività e delle passività

1.80

Le altre variazioni delle attività e delle passività registrano le modifiche che non sono determinate da operazioni. Sono costituite:

a)

da altre variazioni di volume delle attività e delle passività; o

b)

da guadagni e perdite in conto capitale.

Altre variazioni di volume delle attività e delle passività

1.81

Altre variazioni di volume delle attività e delle passività registrano le modifiche ripartite in tre categorie principali:

a)

comparsa e scomparsa normali di attività non per effetto di operazioni;

b)

variazioni di attività e passività a seguito di avvenimenti eccezionali e imprevisti di natura non economica;

c)

variazioni di classificazione e di struttura.

1.82

Esempi di variazioni della rubrica di cui al paragrafo 1.81, lettera a), sono la scoperta o l’esaurimento di giacimenti e la crescita naturale di risorse biologiche non coltivate. Esempi di variazioni della rubrica di cui al paragrafo 1.81, lettera b), sono le distruzioni di beni dovuti a catastrofi, eventi bellici o gravi atti di criminalità. Le remissioni di debiti e le confische senza indennizzo rientrano anch’esse nella rubrica b). Un esempio di variazioni della rubrica di cui al paragrafo 1.81, lettera c), è costituito dalla riclassificazione di una unità istituzionale da un settore a un altro.

Guadagni e perdite in conto capitale

1.83

Quando i prezzi delle attività e delle passività subiscono variazioni, si producono guadagni e perdite in conto capitale. Essi possono riguardare sia attività finanziarie e non finanziarie di qualunque tipo, sia passività. I guadagni e le perdite in conto capitale sono conseguiti dai proprietari di attività e passività semplicemente come conseguenza del fatto di possedere nel tempo tali attività e passività, senza alcuna loro trasformazione.

1.84

I guadagni e le perdite in conto capitale misurati sulla base dei prezzi correnti di mercato sono denominati guadagni e perdite nominali in conto capitale. Essi possono essere ripartiti in guadagni e perdite neutrali in conto capitale, che riflettono le variazioni del livello generale dei prezzi, e guadagni e perdite reali in conto capitale, che rispecchiano variazioni dei prezzi delle attività oltre quelle del livello generale dei prezzi.

Consistenze

1.85

Le consistenze rappresentano lo stato di attività e passività in un determinato momento. Esse sono registrate all’inizio e alla fine di ciascun periodo contabile in conti che sono denominati conti patrimoniali.

1.86

Le consistenze sono anche registrate per la popolazione e per gli occupati. Tuttavia, tali consistenze sono registrate come valori medi nel corso del periodo contabile. Le consistenze sono registrate per tutte le attività che rientrano nella definizione data dal sistema dei conti: attività e passività finanziarie e attività non finanziarie, sia prodotte sia non prodotte. Tuttavia, sono prese in considerazione soltanto quelle attività che sono utilizzate nell’attività economica e sulle quali possono essere esercitati diritti di proprietà.

1.87

Non si registrano pertanto consistenze per attività quali il capitale umano e le risorse naturali, sulle quali non possono essere esercitati diritti di proprietà.

Nell’ambito delle definizioni date, il sistema SEC 2010 tratta esaustivamente sia i flussi sia le consistenze. Ciò implica che tutte le variazioni delle consistenze possono essere pienamente spiegate dai flussi registrati.

Il sistema dei conti e gli aggregati

Norme contabili

1.88

Un conto registra le variazioni di valore per una unità o un settore in funzione della natura dei flussi economici in esso contabilizzati. Il conto si presenta come una tavola con due colonne. I conti delle operazioni correnti presentano la produzione, nonché la generazione e l’attribuzione del reddito, la distribuzione e la redistribuzione del reddito e la sua utilizzazione. I conti della accumulazione sono costituiti dal conto del capitale e dal conto finanziario, nonché dal conto delle altre variazioni di volume delle attività e delle passività.

Terminologia per le due sezioni dei conti

1.89

Il sistema SEC 2010 presenta le «risorse» nella sezione destra dei conti delle operazioni correnti, in cui sono contabilizzate le operazioni che incrementano il valore economico di una unità o di un settore. La sezione sinistra dei conti elenca gli «impieghi», ossia le operazioni che riducono il valore economico. Nella sezione destra dei conti della accumulazione figurano le «variazioni delle passività e del patrimonio netto» e nella sezione sinistra le «variazioni delle attività». I conti patrimoniali elencano nella sezione destra le passività e il patrimonio netto (pari alla differenza tra attività e passività) e in quella sinistra le attività. Dalla comparazione di due conti patrimoniali successivi si ottengono le variazioni delle passività e del patrimonio netto e le variazioni delle attività.

1.90

Il SEC opera una distinzione tra proprietà giuridica e proprietà economica. Il trasferimento di beni da una unità all’altra è registrato solo nel caso in cui sia trasferita la proprietà economica tra le unità. Il proprietario giuridico è l’unità cui la legge riconosce i benefici derivanti dalla proprietà. Il proprietario giuridico può tuttavia pattuire con un’altra unità che quest’ultima accetti i rischi e i benefici derivanti dall’uso dei prodotti nell’attività di produzione in cambio del pagamento del corrispettivo convenuto. La natura dell’accordo è un leasing finanziario, in cui i flussi monetari rispecchiano soltanto la messa del bene a disposizione del mutuatario da parte del fornitore. Ad esempio, se il proprietario giuridico di un aereo è una banca che, per farlo volare, stipula un contratto di leasing finanziario con una compagnia aerea, è quest’ultima ad essere considerata la proprietaria dell’aereo ai fini della registrazione delle operazioni nei conti. A fronte della contabilizzazione dell’acquisto dell’aereo da parte della compagnia aerea, è contemporaneamente registrata la concessione di un prestito dalla banca alla compagnia per il valore degli importi da versare in futuro per l’uso dell’aereo.

Partita doppia/quadrupla

1.91

Per una unità o un settore, la contabilità nazionale si basa sul principio della partita doppia. Ogni operazione è registrata due volte: una prima volta come risorsa (o variazione delle passività) e una seconda volta come impiego (o variazione delle attività). Il totale delle operazioni registrate come risorse o variazioni delle passività deve essere uguale al totale delle operazioni registrate come impieghi o variazioni delle attività, permettendo così di verificare la coerenza dei conti.

1.92

I conti nazionali — con tutte le unità e tutti i settori — sono basati sul principio della partita quadrupla, in quanto nella maggior parte delle operazioni intervengono due unità istituzionali. Ciascuna operazione deve essere registrata due volte dalle due parti che intervengono. Ad esempio, le prestazioni sociali in denaro erogate dalle amministrazioni pubbliche alle famiglie sono registrate, nei conti delle amministrazioni pubbliche, come impiego alla voce trasferimenti e come acquisizione negativa di attività nella rubrica biglietti, monete e depositi e, nei conti del settore delle famiglie, come risorsa alla voce trasferimenti e come acquisizione di attività nella rubrica biglietti, monete e depositi.

1.93

Le operazioni che intervengono all’interno di una singola unità (come il consumo della produzione da parte della stessa unità che l’ha prodotta) richiedono soltanto due registrazioni, i cui valori devono essere stimati.

Valutazione

1.94

Fatta eccezione per alcune variabili riguardanti la popolazione e il lavoro, il sistema SEC 2010 presenta tutti i flussi e le consistenze in termini monetari. I flussi e le consistenze sono misurate con riferimento al valore di scambio, ossia al valore al quale esse sono — o potrebbero essere — scambiate contro denaro. Nel SEC i prezzi di mercato servono pertanto da riferimento ai fini della valutazione.

1.95

Nel caso delle operazioni monetarie e delle attività e passività in denaro, i valori richiesti sono direttamente disponibili. Nella maggior parte degli altri casi il metodo di valutazione migliore consiste nel prendere in considerazione i prezzi di mercato di beni, servizi o attività simili. Tale metodo è utilizzato ad esempio per il baratto e per i servizi di abitazione con riguardo agli alloggi occupati dai proprietari. Allorché non sono disponibili prezzi di mercato per prodotti analoghi, ad esempio nel caso dei servizi non destinabili alla vendita prodotti dalle amministrazioni pubbliche, la valutazione è operata sommando i costi di produzione. Se non esistono prezzi di mercato cui fare riferimento o non sono disponibili dati sui costi, i flussi e le consistenze potrebbero essere valutati al valore attuale scontato dei rendimenti futuri previsti. Il ricorso a quest’ultimo metodo è ammissibile solo come estrema risorsa.

1.96

Le consistenze sono valutate ai prezzi correnti del momento cui si riferisce il conto patrimoniale e non all’epoca della produzione o dell’acquisizione dei beni o delle attività che costituiscono tali consistenze. È necessario valutare le consistenze al costo netto di sostituzione stimato o ai costi di produzione.

Valutazioni speciali riguardanti i prodotti

1.97

Per effetto delle spese di trasporto, dei margini commerciali e delle imposte al netto dei contributi ai prodotti, il produttore e l’utilizzatore di un determinato prodotto gli attribuiscono generalmente un valore differente. Allo scopo di avvicinarsi il più possibile all’ottica delle parti che intervengono nell’operazione, il sistema SEC 2010 registra tutti gli impieghi ai prezzi di acquisto, comprensivi delle spese di trasporto, dei margini commerciali e delle imposte al netto dei contributi ai prodotti, e registra per contro la produzione ai prezzi base, da cui tali elementi sono esclusi.

1.98

Le importazioni e le esportazioni di prodotti sono da registrare ai valori alla frontiera. Il totale delle importazioni e il totale delle esportazioni sono valutati alla frontiera doganale dell’esportatore, ossia franco a bordo (FOB). I servizi di assicurazione e trasporto esteri tra la frontiera dell’esportatore e la frontiera dell’importatore non sono inclusi nel valore dei beni, ma sono registrati tra i servizi. Poiché potrebbe rivelarsi impossibile ottenere valori FOB per le ripartizioni merceologiche dettagliate, le tavole contenenti dati sul commercio estero presentano le importazioni valutate alla frontiera doganale dell’importatore (valore CIF). Tutti i servizi di assicurazione e trasporto sino alla frontiera dell’importatore sono inclusi nel valore dei beni importati. Nella misura in cui tali servizi riguardano servizi interni, viene effettuata una rettifica globale FOB/CIF.

Valutazione a prezzi costanti

1.99

La valutazione a prezzi costanti consiste nel valutare i flussi e le consistenze in un dato periodo contabile ai prezzi di un periodo precedente. Una siffatta valutazione è intesa a scindere le variazioni nel tempo del valore dei flussi e delle consistenze in variazioni di prezzo e variazioni di volume. I flussi e le consistenze a prezzi costanti sono considerati espressi in termini di volume.

1.100

Molti flussi e le consistenze, come ad esempio il reddito, non hanno prezzi o parametri quantitativi propri. Tuttavia, il potere di acquisto di tali variabili può essere ottenuto deflazionando i valori correnti con un opportuno indice dei prezzi quale, ad esempio, l’indice dei prezzi per impieghi finali nazionali, esclusa la variazione delle scorte. I flussi e le consistenze deflazionati sono altresì indicati come espressi in termini reali. Un esempio è costituito dal reddito disponibile reale.

Momento di registrazione

1.101

I flussi sono registrati applicando il principio della competenza, ossia al momento della creazione, della trasformazione o della scomparsa di un valore economico o nel momento in cui crediti e obbligazioni insorgono, sono trasformati o vengono estinti.

1.102

La produzione è registrata nel momento in cui è prodotta e non quando è pagata da un acquirente. La vendita di una attività è contabilizzata nel momento in cui l’attività è trasferita da un proprietario all’altro e non quando viene effettuato il relativo pagamento. Gli interessi sono registrati nel periodo contabile in cui maturano, a prescindere dal fatto che essi vengano corrisposti in tale periodo o meno. La registrazione in base al principio della competenza si applica a tutti i flussi, sia monetari sia non monetari, all’interno di una unità, come pure ai flussi tra unità.

1.103

Nel caso delle imposte e degli altri flussi concernenti le amministrazioni pubbliche potrebbe essere necessario rendere meno rigoroso tale approccio, perché la loro registrazione nei conti di tale settore è spesso effettuata applicando il principio di cassa. Una perfetta trasformazione di tali flussi dalla registrazione secondo il principio di cassa a quella secondo il principio della competenza potrebbe rivelarsi difficile da realizzare: è pertanto possibile adottare un metodo di approssimazione.

1.104

In deroga alle norme generali in tema di registrazione delle imposte e dei contributi sociali da versare alle amministrazioni pubbliche, si può procedere a una loro registrazione al netto della parte la cui riscossione è improbabile, oppure alla compensazione nello stesso periodo contabile di tale parte, quando questa sia inclusa nel valore delle imposte e dei contributi sociali, con un trasferimento in conto capitale dalle amministrazioni pubbliche ai settori pertinenti.

1.105

I flussi devono essere registrati nello stesso momento per tutte le unità istituzionali interessate e in tutti i conti. Le unità istituzionali non si attengono sempre alle medesime norme contabili. Persino quando ciò avviene, si possono verificare differenze nell’effettiva registrazione per motivi pratici come, ad esempio, per ritardi nella comunicazione. Di conseguenza, le operazioni possono essere registrate in momenti diversi dalle parti che vi intervengono. Tali discrepanze sono eliminate ricorrendo a rettifiche.

Consolidamento e presentazione di valori netti

Consolidamento

1.106

Il consolidamento consiste nella soppressione, sia dagli impieghi che dalle risorse, delle operazioni che si svolgono tra unità allorché queste ultime sono raggruppate e nell’eliminazione di attività e passività finanziarie reciproche. Ciò avviene generalmente allorché i conti dei sottosettori delle amministrazioni pubbliche sono combinati.

1.107

In via di principio i flussi e le consistenze tra le unità che li costituiscono all’interno di sottosettori o settori non devono essere consolidati.

1.108

Conti consolidati possono essere tuttavia compilati a fini di analisi e per presentazioni integrative. Le informazioni sulle operazioni di tali (sotto) settori con altri settori e sulla corrispondente posizione finanziaria «esterna» possono risultare più significativi dei dati lordi globali.

1.109

Inoltre, i conti e le tavole che illustrano la relazione creditore/debitore forniscono una immagine dettagliata del finanziamento dell’economia e sono considerati molto utili ai fini della analisi dei canali attraverso i quali i surplus finanziari passano dai prestatori finali ai mutuatari finali.

Presentazione di valori netti

1.110

Per le singole unità o per i settori, uno stesso tipo di operazione può presentarsi sia come impiego sia come risorsa (ad esempio, oltre a corrispondere interessi essi possono anche percepirne) e uno stesso tipo di strumento finanziario può costituire una attività o una passività. Il SEC prevede la registrazione di valori lordi, tranne in alcuni casi in cui i valori netti sono insiti nelle classificazioni stesse.

1.111

La presentazione di valori netti è implicita per diverse categorie di operazioni: l’esempio più noto è costituito dalla «variazione delle scorte», che mette in evidenza l’aspetto significativo sotto il profilo analitico dell’investimento globale anziché riportare le operazioni quotidiane di entrata nelle scorte e di uscita da queste. Analogamente, tranne poche eccezioni, il conto finanziario e i conti delle altre variazioni delle attività e delle passività registrano gli aumenti di attività e di passività su base netta, mettendo in evidenza i risultati finali di tali tipi di flussi alla fine del periodo contabile.

Conti, saldi contabili e aggregati

1.112

Vari conti registrano, per le unità o insiemi di unità, le operazioni connesse a un aspetto specifico della vita economica (ad esempio, la produzione). Nel conto della produzione il totale delle operazioni nella sezione degli impieghi non corrisponderebbe a quello delle operazioni nella sezione delle risorse senza l’introduzione di un saldo contabile. Analogamente una voce a saldo (patrimonio netto) deve essere inserita tra il totale delle attività e il totale delle passività di una unità o di un settore istituzionali. I saldi contabili, che già di per sé costituiscono parametri significativi della performance economica, allorché sono sommati per l’intera economia diventano aggregati particolarmente importanti.

Sequenza dei conti

1.113

Il sistema SEC 2010 poggia su una serie di conti collegati tra loro. La sequenza completa dei conti per le unità e i settori istituzionali è composta dai conti delle operazioni correnti, dai conti della accumulazione e dai conti patrimoniali.

1.114

I conti delle operazioni correnti riguardano la produzione, nonché la generazione, la distribuzione e la redistribuzione del reddito così come l’utilizzazione di tale reddito sotto forma di consumi finali. I conti della accumulazione prendono in considerazione tutte le variazioni delle attività e delle passività e le variazioni del patrimonio netto (la differenza per ogni unità istituzionale o insieme di unità tra le rispettive attività e passività). I conti patrimoniali presentano consistenze di attività e di passività e il patrimonio netto.

1.115

La sequenza dei conti per le UAE locali e per le branche di attività economica è limitata ai primi conti delle operazioni correnti, ossia al conto della produzione e al conto della generazione dei redditi primari, il cui saldo contabile è il risultato di gestione.

Conto di equilibrio dei beni e servizi

1.116

Il conto di equilibrio dei beni e servizi illustra, per l’economia nel suo complesso o per gruppi di prodotti, il totale delle risorse (produzione e importazioni) e degli impieghi di beni e servizi (consumi intermedi, consumi finali, variazione delle scorte, investimenti fissi lordi, acquisizioni meno cessioni di oggetti di valore ed esportazioni). È diverso dagli altri conti, non presenta un saldo contabile da riportare nel conto successivo della sequenza, e costituisce la presentazione in forma tabulare di una identità contabile, secondo la quale l’offerta è pari alla domanda per tutti i prodotti e gruppi di prodotti nell’economia.

Conti del resto del mondo

1.117

Il conto del resto del mondo si riferisce alle operazioni tra unità istituzionali residenti e non residenti e alle connesse consistenze di attività e passività.

Poiché il resto del mondo assolve nella struttura contabile una funzione simile a quella di un settore istituzionale, il relativo conto è compilato nell’ottica del resto del mondo. Una risorsa per il resto del mondo rappresenta un impiego per il totale dell’economia e viceversa. Se un saldo contabile è positivo, esso indica una eccedenza per il resto del mondo e un disavanzo per il totale dell’economia; il contrario se il saldo è negativo.

Il conto del resto del mondo è diverso dai conti degli altri settori perché non presenta tutte le operazioni contabili effettuate nel resto del mondo, bensì soltanto quelle per le quali esiste una controparte nell’economia nazionale oggetto di misurazione.

Saldi contabili

1.118

Un saldo contabile è ottenuto come differenza tra il valore totale delle registrazioni in una sezione di un conto e il valore totale delle registrazioni nell’altra sezione dello stesso conto.

I saldi tengono conto di una grande quantità di informazioni e tra essi figurano alcune delle voci più importanti dei conti come dimostrano i seguenti esempi di saldi contabili: valore aggiunto, risultato di gestione, reddito disponibile, risparmio, accreditamento/indebitamento.

Nel grafico seguente è presentata la sequenza dei conti sotto forma di flussi; i saldi contabili sono in corsivo.

Grafico della sequenza dei conti

Image

1.119

Il primo conto nella sequenza è il conto della produzione, che registra la produzione e gli input nel processo di produzione e ha come saldo contabile il valore aggiunto.

1.120

Il valore aggiunto è riportato nel conto successivo, il conto della generazione dei redditi primari. In questo conto sono registrati i redditi da lavoro dipendente relativi al processo di produzione e le imposte dovute alle amministrazioni pubbliche per effetto della produzione, in modo da ricavare quale saldo contabile per ciascun settore il risultato di gestione (o il reddito misto dei lavoratori indipendenti del settore delle famiglie). Tale passo è necessario per permettere la misurazione dell’ammontare di valore aggiunto trattenuto nel settore della produzione come risultato di gestione o reddito misto.

1.121

Il valore aggiunto, ripartito tra redditi da lavoro dipendente, imposte e risultato di gestione/reddito misto, è quindi riportato così disaggregato nel conto della attribuzione dei redditi primari. Tale ripartizione consente di attribuire il reddito di ciascun fattore al settore beneficiario, anziché al settore produttore. Ad esempio, tutti i redditi da lavoro dipendente sono attribuiti al settore delle famiglie o al settore del resto del mondo, mentre il risultato di gestione resta nel settore delle società dove è stato generato. In questo conto sono registrati inoltre i flussi relativi ai redditi da capitale che entrano nel settore e quelli che escono da esso, in modo tale che il saldo contabile rappresenti il saldo dei redditi primari che affluiscono al settore.

1.122

Il conto successivo, il conto della distribuzione secondaria del reddito, registra la redistribuzione di tali redditi attraverso i trasferimenti. I principali strumenti di redistribuzione sono costituiti dalle imposte versate dal settore delle famiglie alle amministrazioni pubbliche e le prestazioni sociali erogate a favore delle famiglie. Il saldo contabile è il reddito disponibile.

1.123

La sequenza del quadro centrale dei conti continua con il conto di utilizzazione del reddito disponibile, un conto importante per il settore delle famiglie in quanto è in tale conto che è registrata la loro spesa per consumi finali, lasciando come saldo il risparmio delle famiglie.

1.124

Contemporaneamente, un conto parallelo, il conto di redistribuzione del reddito in natura, è creato allo scopo precipuo di evidenziare i trasferimenti sociali in natura quale trasferimento figurativo dalle amministrazioni pubbliche al settore delle famiglie, in modo che il reddito di queste ultime possa essere aumentato in misura pari al valore dei servizi individuali erogati dalle amministrazioni pubbliche. Nel conto successivo (il conto di utilizzazione del reddito disponibile corretto), l’utilizzo da parte delle famiglie del reddito disponibile è aumentato del medesimo importo come se il settore delle famiglie acquistasse i servizi individuali erogati dalle amministrazioni pubbliche. Queste due imputazioni si escludono a vicenda, in modo tale che il saldo del conto — il risparmio — coincida con il risparmio della sequenza del quadro centrale dei conti.

1.125

Il risparmio è riportato nel conto del capitale dove è utilizzato per finanziare gli investimenti, tenendo conto dei trasferimenti in conto capitale verso i settori e a partire da questi. La spesa insufficiente o eccessiva per l’acquisizione di attività reali è evidenziata nella voce a saldo «accreditamento o indebitamento». L’accreditamento evidenzia un surplus a disposizione e l’indebitamento corrisponde a un disavanzo da finanziare.

1.126

Si arriva quindi ai conti finanziari in cui sono dettagliati i prestiti attivi e passivi di ciascun settore, permettendo di determinare il saldo sotto forma di accreditamento o di indebitamento. Questo deve coincidere esattamente con l’accreditamento/indebitamento che costituisce il saldo del conto del capitale; ogni differenza corrisponde a una discrepanza di misurazione tra le registrazioni effettive e quelle finanziarie dell’attività economica.

1.127

Nella riga inferiore del grafico, a sinistra, figura il conto patrimoniale di apertura che evidenzia il livello di tutte le attività e passività, sia reali sia finanziarie, all’inizio di un determinato periodo. La ricchezza di una economia è espressa dal suo patrimonio netto (attività meno passività) che figura in fondo nel conto patrimoniale.

1.128

Da sinistra verso destra, a partire dal conto patrimoniale di apertura, sono registrate le diverse variazioni delle attività e delle passività che si verificano nel periodo contabile. Il conto del capitale e il conto finanziario evidenziano le variazioni dovute a operazioni inerenti rispettivamente ad attività reali e ad attività e passività finanziarie. In assenza di altri effetti ciò permetterebbe il calcolo immediato della situazione finale, aggiungendo alla situazione iniziale le variazioni intervenute.

1.129

Al di fuori del ciclo economico della produzione e del consumo possono tuttavia verificarsi variazioni che influenzano i valori delle attività e delle passività al momento della chiusura dei conti. Una di queste variazioni è la variazione di volume delle attività, ossia le variazioni effettive del capitale fisso provocate da eventi che non rientrano nell’economia. Ne costituirebbero un esempio le distruzioni di beni dovute a catastrofi, quali un grave terremoto, nel qual caso la distruzione non è la conseguenza di una operazione economica di scambio o di trasferimento. Tali distruzioni devono essere registrate nel conto delle altre variazioni di volume delle attività e delle passività per tener conto della minore entità delle attività rispetto a quella prevista sulla base dell’analisi dei soli eventi economici. Un secondo modo in cui le attività (e le passività) possono subire variazioni di valore non in conseguenza di una operazione economica è attraverso la variazione del loro prezzo, che comporta guadagni e perdite in conto capitale sulle consistenze di attività detenute. Tale variazione è registrata nei conti della rivalutazione delle attività e delle passività. La considerazione di questi due altri effetti sui valori delle consistenze di attività e di passività consente di stimare i valori del conto patrimoniale di chiusura, rettificando i valori di apertura per tener conto delle variazioni dei conti di flussi di cui all’ultima riga del grafico.

Aggregati

1.130

Gli aggregati sono valori compositi che misurano il risultato dell’attività del complesso dell’economia: ad esempio, produzione, valore aggiunto, reddito disponibile, consumi finali, risparmio, investimenti, ecc. Sebbene il loro calcolo non rappresenti l’unico scopo del SEC, gli aggregati sono importanti come indicatori sintetici per analisi macroeconomiche e comparazioni nel tempo e nello spazio.

1.131

Si distinguono due tipi di aggregati:

a)

aggregati che si riferiscono direttamente alle operazioni nel sistema SEC 2010: produzione di beni e servizi, consumi finali, investimenti fissi lordi, redditi da lavoro dipendente, ecc.;

b)

aggregati che rappresentano saldi contabili: PIL ai prezzi di mercato, risultato di gestione del totale dell’economia, RNL, reddito nazionale disponibile, risparmio, saldo delle operazioni correnti con il resto del mondo e patrimonio netto del totale dell’economia (ricchezza nazionale).

1.132

Le misurazioni dei conti nazionali pro capite trovano importanti impieghi. Per ampi aggregati, quali il PIL o il reddito nazionale o i consumi finali delle famiglie, il denominatore comunemente utilizzato è costituito dalla popolazione totale (residente). Se i conti o una parte dei conti del settore delle famiglie sono suddivisi per sottosettori, si utilizzano dati sul numero di famiglie e sul numero di persone appartenenti a ciascun sottosettore.

Un aggregato chiave: il PIL

1.133

Il PIL è uno degli aggregati fondamentali del SEC e misura il totale delle attività economiche esercitate su un territorio economico che comportano la produzione di prodotti atti a soddisfare la domanda finale dell’economia. Sono tre i modi in cui si può misurare il PIL a prezzi di mercato:

1)

secondo il metodo della produzione, come la somma del valore aggiunto di tutte le attività che producono beni e servizi, più le imposte e meno i contributi ai prodotti;

2)

secondo il metodo della spesa, come il totale delle spese finali sostenute per consumare la produzione finale dell’economia o per aumentare la ricchezza, più le esportazioni e meno le importazioni di beni e servizi;

3)

secondo il metodo del reddito, come il totale di tutti i redditi percepiti nel processo di produzione di beni e servizi, più le imposte sulla produzione e sulle importazioni e meno i contributi.

1.134

Questi tre metodi di misurazione del PIL rispecchiano anche i diversi modi in cui il PIL può essere considerato in termini di componenti. Il valore aggiunto può essere ripartito per settori istituzionali e per tipologia di attività o di branca di attività: ad esempio, agricoltura, industria manifatturiera, costruzioni, servizi, ecc.

Le spese finali possono essere ripartite secondo il tipo: spesa delle famiglie, spesa finale delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie, spesa finale delle amministrazioni pubbliche, variazione delle scorte, investimenti fissi ed esportazioni, meno i costi delle importazioni.

Il totale dei redditi percepiti può essere ripartito secondo il tipo di reddito: redditi da lavoro dipendente e risultato di gestione.

1.135

Per ottenere la migliore stima possibile del PIL, costituisce una buona pratica inserire gli elementi di questi tre metodi nel quadro delle risorse e degli impieghi. Ciò consente di far quadrare il valore aggiunto con le stime sul reddito per branca di attività economica e di bilanciare l’offerta e la domanda di prodotti. Tale approccio integrato garantisce la coerenza tra le componenti del PIL e una migliore stima del suo livello di quanto sarebbe possibile utilizzando uno solo di questi tre approcci. Detraendo dal PIL gli ammortamenti, si ottiene il prodotto interno netto (PIN) ai prezzi di mercato.

Il quadro delle interdipendenze tra gli operatori economici

1.136

Il quadro delle interdipendenze tra gli operatori economici raggruppa le componenti del valore aggiunto lordo, gli input e la produzione delle branche di attività economica, l’offerta e la domanda di prodotti e la ripartizione delle risorse e degli impieghi tra i settori istituzionali dell’economia. Esso disaggrega l’economia allo scopo di evidenziare le operazioni su tutti i beni e i servizi tra le branche di attività economica e i consumatori finali in un determinato periodo (ad esempio, un trimestre o un anno). Le informazioni possono essere presentate in due modi:

a)

tavole delle risorse e degli impieghi;

b)

tavole input-output simmetriche.

Tavole delle risorse e degli impieghi

1.137

Le tavole delle risorse e degli impieghi presentano l’intera economia per branche di attività economica (ad esempio, industria automobilistica) e per prodotti (ad esempio, articoli sportivi), illustrando le relazioni tra le componenti del valore aggiunto lordo, gli input e la produzione delle branche di attività economica e l’offerta e la domanda di prodotti. Le tavole delle risorse e degli impieghi mettono in relazione differenti settori istituzionali dell’economia (ad esempio, società pubbliche) con dati dettagliati sulle importazioni ed esportazioni di beni e servizi, sulle spese delle amministrazioni pubbliche, sulle spese delle famiglie e delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie e sugli investimenti.

1.138

La compilazione delle tavole delle risorse e degli impieghi permette di analizzare la coerenza delle componenti dei conti nazionali all’interno di un unico quadro dettagliato e, attraverso l’incorporazione delle componenti dei tre metodi di misurazione del PIL (metodi della produzione, del reddito e della spesa), consente di ottenere una stima unica del PIL.

1.139

Se opportunamente bilanciate le tavole delle risorse e degli impieghi assicurano anche la coerenza nel collegamento tra le componenti dei tre conti seguenti:

1)

conto di equilibrio dei beni e servizi;

2)

conto della produzione (per branca di attività economica e per settore istituzionale); e

3)

conto della generazione dei redditi primari (per branca di attività economica e per settore istituzionale).

Tavole input-output simmetriche

1.140

Le tavole input-output simmetriche sono compilate sulla base dei dati ricavati dalle tavole delle risorse e degli impieghi e da altre fonti aggiuntive allo scopo di costituire la base teorica per successive analisi.

1.141

Dette tavole comprendono tavole simmetriche (prodotto per prodotto e branca per branca), l’inversa della matrice di Leontief e altre analisi diagnostiche quali i moltiplicatori della produzione. Dette tavole presentano separatamente i consumi dei beni e dei servizi di produzione nazionale e importati, fornendo in tal modo un quadro teorico per ulteriori analisi strutturali dell’economia, segnatamente della composizione e degli effetti delle variazioni della domanda finale sull’economia.


(1)  Regolamento (CE) n. 2223/96 del Consiglio, del 25 giugno 1996, relativo al Sistema europeo dei conti nazionali e regionali nella Comunità (GU L 30 del 30.11.1996, pag. 1).

(2)  Regolamento (CE) n. 1893/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, che definisce la classificazione statistica delle attività economiche NACE Revisione 2 (GU L 393 del 30.12.2006, pag. 1).

(3)  Regolamento (CE) n. 451/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2008, che definisce una nuova classificazione statistica dei prodotti associata alle attività (CPA) (GU L 145 del 4.6.2008, pag. 65).

 

CAPITOLO 2

UNITÀ E INSIEMI DI UNITÀ

2.01

L'economia di un paese è un sistema in cui istituzioni e persone interagiscono, attraverso scambi e trasferimenti di beni, di servizi e di mezzi di pagamento (ad esempio, di denaro) allo scopo di produrre e consumare beni e servizi.

Le unità che interagiscono nell'economia sono entità economiche che possono essere proprietarie di attività, possono assumere passività, nonché esercitare attività economiche e realizzare operazioni con altre entità. Esse sono denominate unità istituzionali.

Sono diversi i motivi per cui è necessario definire le unità utilizzate nei conti nazionali. In primo luogo, le unità costituiscono l'elemento di base per la definizione delle economie in termini geografici: ad esempio, nazioni, regioni, paesi e raggruppamenti di paesi come le unioni monetarie o politiche. In secondo luogo, esse sono l'elemento di base essenziale per il raggruppamento delle unità in settori istituzionali. In terzo luogo, esse assumono un'importanza fondamentale ai fini della definizione di quali flussi e consistenze registrare. In linea di principio le operazioni tra le diverse componenti della stessa unità istituzionale non sono registrate nei conti nazionali.

2.02

Le unità e gli insiemi di unità da prendere in considerazione nell'ambito della contabilità nazionale sono definiti in relazione al tipo di analisi economica a cui sono destinati e non in termini di unità abitualmente utilizzate per effettuare le rilevazioni statistiche. Queste ultime unità (ad esempio, imprese, società di partecipazione, unità di attività economica, unità locali, amministrazioni pubbliche, istituzioni senza scopo di lucro, famiglie, ecc.) possono non rispondere alle esigenze della contabilità nazionale, in quanto sono basate su criteri di natura giuridica, amministrativa o contabile.

Gli statistici tengono conto delle definizioni delle unità di analisi contenute nel SEC 2010, per garantire che nelle indagini in cui sono rilevati i dati siano gradualmente introdotti tutti gli elementi di informazione necessari alla compilazione di dati basati sulle unità di analisi utilizzate nel SEC 2010.

2.03

Il SEC 2010 è caratterizzato dal ricorso a tipi di unità che corrispondono a tre modi di scomposizione dell'economia:

1)

per analizzare flussi e posizioni è necessario scegliere unità che permettano lo studio delle relazioni di comportamento dei soggetti economici;

2)

per analizzare il processo di produzione è essenziale scegliere unità che mettano in evidenza le relazioni tecnico-economiche o che riflettano attività locali;

3)

per realizzare analisi regionali sono necessarie unità che rispecchino attività economiche a livello locale.

Per soddisfare il primo di questi obiettivi sono definite le unità istituzionali. Per le relazioni di comportamento descritte al punto 1 è necessario disporre di unità che riflettano tutte le loro attività economiche istituzionali.

Per i processi di produzione, per le relazioni tecnico-economiche e per le analisi regionali di cui ai punti 2 e 3 è necessario ricorrere a unità quali le UAE locali. Tali unità sono descritte più avanti nel presente capitolo.

Prima di definire le unità utilizzate nel SEC 2010, è necessario delimitare l'economia nazionale.

DELIMITAZIONE DELL'ECONOMIA NAZIONALE

2.04

Le unità che costituiscono l'economia di un paese e i cui flussi e consistenze sono registrati nel SEC 2010 sono le unità residenti. Un'unità istituzionale è residente in un paese quando ha il suo centro di interesse economico prevalente nel territorio economico di detto paese. Tali unità sono definite unità residenti, a prescindere dalla loro cittadinanza, dalla loro forma giuridica o dalla loro presenza nel territorio economico nel momento in cui effettuano un'operazione.

2.05

Per territorio economico si intende:

a)

la zona (territorio geografico) su cui si esercita la giurisdizione effettiva e il controllo economico di un'unica amministrazione pubblica;

b)

le zone franche, compresi i magazzini e le fabbriche sotto controllo doganale;

c)

lo spazio aereo nazionale, le acque territoriali nonché la piattaforma continentale situata nelle acque internazionali sulla quale il paese esercita diritti esclusivi;

d)

le zone franche territoriali, cioè i territori geografici situati nel resto del mondo e utilizzati, in virtù di trattati internazionali o di accordi fra Stati, dalle amministrazioni pubbliche del paese (quali ambasciate, consolati, basi militari, centri di ricerche, ecc.);

e)

i giacimenti di petrolio, gas naturale, ecc. situati nelle acque internazionali al di fuori della piattaforma continentale del paese, sfruttati da unità che risiedono nel territorio quale è definito nelle lettere da a) a d).

I pescherecci, le altre navi, le piattaforme galleggianti e gli aeromobili vengono considerati nel SEC come beni mobili di proprietà di unità residenti e/o da queste utilizzati, oppure di proprietà di non residenti e utilizzati da unità residenti. Le operazioni relative alla proprietà (investimenti fissi lordi) e alla gestione (noleggio, assicurazione, ecc.) dei beni mobili vengono attribuite all'economia del paese nel quale il proprietario e/o l'utilizzatore sono rispettivamente residenti. Nei casi di leasing finanziario è ipotizzato un trasferimento della proprietà.

Il territorio economico può comprendere una zona più grande o più piccola di quella sopra definita: una zona più grande è, ad esempio, un'unione monetaria come l'unione monetaria europea, una zona più piccola è, ad esempio, una parte di un paese, come una regione.

2.06

Dal territorio economico sono escluse le zone franche extraterritoriali.

Sono escluse altresì le parti del territorio geografico del paese utilizzate dalle seguenti organizzazioni:

a)

amministrazioni pubbliche di altri paesi;

b)

istituzioni e organi dell'Unione europea; e

c)

organizzazioni internazionali in virtù di trattati internazionali fra Stati.

I territori utilizzati dalle istituzioni e dagli organi dell'Unione europea e da organizzazioni internazionali costituiscono territori economici distinti. La peculiarità di tali territori è che gli unici residenti sono le istituzioni.

2.07

Per centro di interesse economico prevalente si intende l'esistenza di un luogo, all'interno del territorio economico di un paese, in cui un'unità esercita attività economiche e svolge operazioni in misura significativa per un periodo di tempo indeterminato, o per un periodo di durata limitata ma relativamente lungo (un anno o più). La proprietà di terreni e fabbricati in un territorio economico è ragione sufficiente per considerare che il proprietario abbia in esso un centro di interesse economico prevalente.

Le imprese sono quasi sempre collegate a un'unica economia. Per ragioni fiscali e a causa di altri vincoli giuridici, si utilizza spesso un'entità giuridica distinta per le operazioni in ogni singola giurisdizione. Inoltre, un'unità istituzionale distinta è individuata a fini statistici allorché un'unica entità giuridica effettua consistenti operazioni in due o più territori (ad esempio nel caso di imprese multiterritoriali, di filiali e della proprietà di terreni). Il frazionamento di tali entità giuridiche rende chiara la residenza di ciascuna delle imprese successivamente individuate. L'esistenza di un centro di interesse economico prevalente non significa che le entità che effettuano consistenti operazioni in due o più territori non dovrebbero essere frazionate.

In assenza di una dimensione fisica di un'impresa, la sua residenza è determinata con riferimento al territorio economico in cui vige l'ordinamento giuridico in base al quale l'impresa è costituita in società o registrata.

2.08

Le unità da considerarsi residenti in un paese possono essere suddivise in:

a)

unità la cui funzione consiste, per l'insieme delle loro operazioni, ad eccezione delle operazioni relative alla proprietà di terreni e di fabbricati, nel produrre, finanziare, assicurare o ridistribuire;

b)

unità la cui funzione principale consiste, per l'insieme delle loro operazioni, ad eccezione delle operazioni relative alla proprietà di terreni e di fabbricati, nel consumare;

c)

tutte le unità nella funzione di proprietari di terreni e di fabbricati, esclusi i proprietari di zone franche extraterritoriali che fanno parte del territorio economico di altri paesi o sono Stati indipendenti.

2.09

Per le unità diverse dalle famiglie, per l'insieme delle loro operazioni, ad eccezione delle operazioni relative alla proprietà di terreni e di fabbricati, si possono distinguere i due seguenti casi:

a)

l'attività è esercitata esclusivamente nel territorio economico del paese: le unità che effettuano tali attività sono le unità residenti del paese;

b)

l'attività è esercitata per un anno o più nel territorio economico di più paesi: soltanto la parte di unità che ha un centro di interesse economico prevalente nel territorio economico del paese è da considerarsi un'unità residente di quel paese.

Un'unità istituzionale residente può essere un'unità residente fittizia, nel caso dell'attività espletata nel paese per un anno o più da un'unità che è residente in un altro paese. Allorché è esercitata per meno di un anno, un'attività continua a far parte delle attività dell'unità istituzionale di produzione e non viene individuata alcuna unità istituzionale distinta. Se un'attività ha scarsa importanza, quantunque esercitata per più di un anno, e nel caso dell'installazione di impianti all'estero, non si individua un'unità distinta e le attività sono registrate come quelle dell'unità istituzionale di produzione.

2.10

Le famiglie, salvo in qualità di proprietari di terreni e di fabbricati, sono unità residenti del territorio economico in cui hanno un centro di interesse economico prevalente. Esse sono residenti a prescindere dai periodi inferiori a un anno trascorsi all'estero. Sono compresi, in particolare, i seguenti casi:

a)

i lavoratori frontalieri, definiti come le persone che attraversano quotidianamente la frontiera del paese per esercitare un'attività lavorativa in un paese vicino;

b)

i lavoratori stagionali, definiti come le persone che, in funzione della stagione, si trasferiscono in un altro paese per un periodo di alcuni mesi, ma inferiore ad un anno, per esercitarvi un'attività lavorativa;

c)

i turisti, le persone che si recano all'estero per sottoporsi a cure, gli studenti, i funzionari in trasferta, gli uomini d'affari, i rappresentanti di commercio, gli artisti e i membri di equipaggi in viaggio all'estero;

d)

il personale assunto in loco per lavorare nelle zone franche extraterritoriali di amministrazioni pubbliche straniere;

e)

il personale delle istituzioni dell'Unione europea e di organizzazioni internazionali, civili o militari, con sede in zone franche extraterritoriali;

f)

i rappresentanti ufficiali, civili o militari, delle amministrazioni pubbliche del paese (comprese le loro famiglie) stabiliti in zone franche territoriali.

Gli studenti sono sempre considerati come residenti, indipendentemente dalla durata dei loro studi all'estero.

2.11

Tutte le unità nella funzione di proprietari di terreni e/o di fabbricati situati nel territorio economico sono unità residenti o unità residenti fittizie del paese in cui i terreni o i fabbricati in questione sono ubicati.

LE UNITÀ ISTITUZIONALI

2.12

Definizione: un'unità istituzionale è un'entità economica caratterizzata da autonomia di decisione nell'esercizio della propria funzione principale. Un'unità residente costituisce un'unità istituzionale nel territorio economico in cui ha il suo centro di interesse economico prevalente se è dotata di autonomia decisionale e se dispone di una contabilità completa o è in grado di tenere una contabilità completa.

Per essere dotata di autonomia decisionale nell'esercizio della propria funzione principale un'entità deve:

a)

avere il diritto di possedere a pieno titolo beni e attività e può trasferire la proprietà di beni e attività mediante operazioni effettuate con altre unità istituzionali;

b)

poter prendere decisioni economiche ed esercitare attività economiche di cui ha la responsabilità giuridica;

c)

poter assumere a proprio nome passività e altri obblighi o impegni e stipulare contratti; nonché

d)

poter tenere una contabilità completa, comprensiva tanto di documenti contabili nei quali è registrata la totalità delle operazioni effettuate nel corso del periodo contabile, quanto di un bilancio delle attività e delle passività.

2.13

Per quanto riguarda le entità che non possiedono le caratteristiche dell'unità istituzionale, valgono i seguenti principi:

a)

si considera che le famiglie siano dotate di autonomia decisionale nell'esercizio della loro funzione principale e siano quindi unità istituzionali, anche se non dispongono di una contabilità completa;

b)

le entità che non dispongono di una contabilità completa e che non sono in grado di tenere una contabilità completa, quand'anche ciò fosse loro richiesto, non sono unità istituzionali;

c)

le entità che pur disponendo di una contabilità completa non sono dotate di autonomia decisionale sono incluse nelle unità che le controllano;

d)

per essere unità istituzionali, le entità non devono necessariamente rendere pubblica la loro contabilità;

e)

le entità che fanno parte di un gruppo di unità che esercitano attività di produzione e dispongono di una contabilità completa sono considerate unità istituzionali anche se hanno ceduto parte della propria autonomia decisionale all'organismo centrale (holding operativa) preposto alla direzione generale del gruppo; la holding operativa stessa è considerata un'unità istituzionale distinta dalle unità che controlla;

f)

le quasi-società sono entità che dispongono di una contabilità completa e non hanno personalità giuridica. Il loro comportamento economico e finanziario si differenzia da quello dei loro proprietari ed è analogo a quello delle società. Pertanto, si considera che siano dotate di autonomia decisionale e le si tratta come unità istituzionali distinte.

Holding operative e società di partecipazione

2.14

Le holding operative e le società di partecipazione (holding) sono unità istituzionali. Sono definite come segue.

a)

La holding operativa è un'unità che esercita un controllo di gestione sulle sue consociate. Le holding operative sono classificate nel settore delle società non finanziarie prevalente delle loro consociate, salvo che queste non siano tutte o prevalentemente società finanziarie, nel qual caso sono considerate come ausiliari finanziari (S.126) nel settore delle società finanziarie.

In caso di consociate sia finanziarie sia non finanziarie, la classificazione settoriale è determinata dalla quota di valore aggiunto preponderante.

Le holding operative sono così descritte nella sezione M, classe 7010, della revisione della classificazione internazionale tipo, per industrie, di tutti i rami d'attività economica (CITI Rev. 4) (classe 70.10 della sezione M della NACE Rev. 2):

Tale classe include le funzioni di supervisione e gestione di altre unità della società o dell'impresa, di pianificazione strategica od organizzativa e di gestione dei processi decisionali della società o dell'impresa, nonché di controllo operativo e di gestione quotidiana delle unità ad esse collegate.

b)

Una società di partecipazione che detiene le attività di consociate senza esercitare alcuna attività di gestione costituisce un'istituzione finanziaria captive (S.127) ed è classificata come società finanziaria.

Le società di partecipazione sono così descritte nella sezione K, classe 6420, della classificazione CITI Rev. 4 (classe 64.20 della sezione K della NACE Rev. 2).

Tale classe include le attività svolte da società di partecipazione, ossia da unità che detengono le attività di un gruppo di consociate (attraverso il possesso della quota di controllo del capitale sociale), la cui attività principale consiste nel detenere la proprietà del gruppo. Le società di partecipazione incluse in questa categoria non forniscono altri servizi alle imprese di cui detengono il capitale, ossia esse non amministrano o gestiscono altre unità.

Gruppi di società

2.15

Allorché una società madre controlla numerose consociate che a loro volta possono controllare proprie consociate e così via, si formano grandi gruppi di società. Ciascun componente del gruppo è considerato come un'unità istituzionale distinta se soddisfa la definizione di unità istituzionale.

2.16

È opportuno non trattare i gruppi di società come unità istituzionali uniche perché i gruppi non sono sempre stabili nel tempo, né sono facilmente individuabili nella pratica. Può risultare difficile rilevare dati su gruppi le cui attività non sono strettamente integrate. Molti gruppi sono troppo ampi ed eterogenei per essere considerati come singole unità e le loro dimensioni e la loro composizione possono variare nel tempo a seguito di fusioni e acquisizioni.

Società veicolo

2.17

Una società veicolo — nota anche con gli acronimi SPV (Special Purpose Vehicle) o SPE (Special Purpose Entity) — è solitamente una società a responsabilità limitata o una società in accomandita creata per conseguire obiettivi limitati, specifici o temporanei e per isolare un rischio finanziario, una specifica tassazione o un rischio normativo.

2.18

Non esiste una definizione comune delle società veicolo, ma esse presentano normalmente le seguenti caratteristiche:

a)

non hanno dipendenti, né attività non finanziarie;

b)

hanno una presenza fisica limitata anche solo alla «buca delle lettere» o un simbolo che ne conferma il luogo di registrazione;

c)

sono sempre collegate a un'altra società, spesso come consociate;

d)

sono residenti su un territorio diverso da quello di residenza delle società collegate; in assenza della presenza fisica di una siffatta impresa, la sua residenza è determinata con riferimento al territorio economico in cui vige l'ordinamento giuridico in base al quale l'impresa è costituita in società o registrata;

e)

sono gestite da dipendenti di un'altra società che può essere o non essere collegata. La società veicolo paga un corrispettivo per i servizi che le sono prestati e a sua volta si fa riconoscere dalla società madre, o da un'altra società collegata, un importo a copertura di tali costi. Questa rappresenta l'unica produzione cui partecipa la società veicolo, benché spesso essa possa assumere passività per conto del suo proprietario e ricevere redditi da investimenti e guadagni in conto capitale sulle attività che essa detiene.

2.19

A prescindere che un'unità presenti tutte o nessuna di queste caratteristiche e che sia descritta come una società veicolo o abbia o non abbia una designazione simile, essa è trattata in maniera identica a qualsiasi altra unità istituzionale, venendo attribuita al settore e alla branca di attività economica in funzione della sua attività principale, salvo che essa sia priva di autonomia di iniziativa.

2.20

Le istituzioni finanziarie captive, le consociate artificiali e le società veicolo delle amministrazioni pubbliche prive di autonomia di iniziativa sono attribuite al settore dell'organismo che le controlla, salvo che siano non residenti, nel qual caso sono riconosciute separatamente dall'organismo che le controlla. Nel caso delle amministrazioni pubbliche, tuttavia, le attività della consociata sono registrate nei conti delle amministrazioni pubbliche.

Istituzioni finanziarie captive

2.21

Una società di partecipazione meramente proprietaria delle attività di consociate è un esempio di istituzione finanziaria captive. Altre unità ugualmente trattate come istituzioni finanziarie captive sono, ad esempio, le unità che presentano le caratteristiche sopra descritte per le società veicolo, compresi i fondi di investimento e i fondi pensione, nonché le unità preposte a detenere e a gestire il patrimonio di singole persone o famiglie, a emettere titoli di credito per conto di società collegate (una siffatta società può essere denominata «conduit») e a svolgere altre funzioni finanziarie.

2.22

Il grado di autonomia rispetto alla società madre può essere dimostrato dall'esercizio di un controllo sostanziale sulle attività e passività e dalla misura in cui sono assunti i rischi e ottenuti i benefici associati a tali attività e passività. Tali unità sono classificate nel settore delle società finanziarie.

2.23

Un organismo di questo tipo che non può agire in maniera autonoma rispetto alla società madre e che si configura come semplice detentore passivo di attività e passività non è considerato un'unità istituzionale distinta, salvo che non sia residente in un'economia diversa da quella della società madre. Se è residente nella stessa economia della società madre è considerato una «consociata artificiale» come descritto in appresso.

Consociate artificiali

2.24

Una consociata, di proprietà in toto di una società madre, può essere creata per prestare servizi a tale società, o ad altre società dello stesso gruppo, allo scopo di evitare imposizioni fiscali, di limitare al minimo le passività in caso di fallimento o di assicurarsi altri vantaggi tecnici nel quadro della legislazione fiscale o societaria in vigore in un determinato paese.

2.25

In generale gli organismi di questo tipo non soddisfano la definizione di unità istituzionale perché non possono agire autonomamente rispetto alla società madre e la loro capacità di detenere o negoziare attività iscritte nel loro bilancio può essere soggetta a restrizioni. Il livello della loro produzione e il corrispettivo che ne percepiscono sono determinati dalla società madre che costituisce (eventualmente con altre società dello stesso gruppo) il loro cliente unico. Tali organismi sono pertanto considerati non come unità istituzionali distinte, bensì come parte integrante della società madre, e i relativi conti sono consolidati con i conti di questa, salvo il caso in cui essi siano residenti in un territorio economico diverso da quello della società madre.

2.26

Occorre operare una distinzione tra le consociate artificiali appena descritte e le unità che esercitano soltanto attività ausiliarie. Il campo delle attività ausiliarie è limitato al tipo di funzioni di cui tutte le imprese hanno virtualmente bisogno in qualche misura, come la pulizia dei locali, la gestione della contabilità degli stipendi del personale o la fornitura di tecnologie dell'informazione all'impresa (cfr. capitolo 1, paragrafo 1.31).

Società veicolo delle amministrazioni pubbliche

2.27

Le amministrazioni pubbliche possono istituire anche società veicolo, con caratteristiche e funzioni simili a quelle delle istituzioni finanziarie captive e delle consociate artificiali. Tali unità non possono agire in maniera autonoma e possono svolgere solo operazioni limitate. Esse non assumono i rischi e non ottengono i benefici associati alle attività e passività detenute. Tali unità, se sono residenti, sono da considerarsi parte integrante delle amministrazioni pubbliche; se al contrario sono non residenti, sono da considerarsi unità distinte. Tutte le operazioni da esse condotte all'estero sono rispecchiate da corrispondenti operazioni con le amministrazioni pubbliche. Pertanto un'unità che assuma prestiti all'estero è considerata come se prestasse lo stesso importo a un'amministrazione pubblica, alle stesse condizioni del prestito originario.

2.28

In conclusione, i conti delle società veicolo che non dispongono di autonomia di iniziativa sono consolidati con quelli della società madre, tranne nel caso che le società siano residenti in un'economia diversa. Un'eccezione a tale regola generale si ha allorché una società veicolo non residente è costituita da un'amministrazione pubblica.

2.29

Per unità residenti fittizie si intendono:

a)

quelle parti di unità non residenti che hanno un centro di interesse economico prevalente (si tratta nella maggior parte dei casi di unità che esercitano attività di produzione economica per un anno o più) nel territorio economico del paese;

b)

le unità non residenti proprietarie di terreni e/o fabbricati nel territorio economico del paese, per le sole operazioni connesse a tali terreni o fabbricati.

Le unità residenti fittizie, a prescindere che dispongano solo di una contabilità parziale e che siano dotate o meno di autonomia decisionale, sono considerate unità istituzionali.

2.30

Sono considerate unità istituzionali:

a)

le unità che sono dotate di autonomia decisionale e che dispongono di una contabilità completa, quali:

1.

le società di capitali private e pubbliche;

2.

le società cooperative e le società di persone riconosciute come entità giuridiche indipendenti;

3.

i produttori pubblici riconosciuti come entità giuridiche indipendenti in forza di una normativa specifica;

4.

le istituzioni senza scopo di lucro riconosciute come entità giuridiche indipendenti;

5.

gli organismi pubblici;

b)

le unità che dispongono di una contabilità completa e che si ritiene siano dotate di autonomia decisionale pur non essendo costituite in società separatamente dalla società madre (parent): le quasi-società;

c)

le unità che non dispongono necessariamente di contabilità completa, ma che si ritiene siano dotate di autonomia decisionale, ovvero:

 

le famiglie;

 

le unità residenti fittizie.

I SETTORI ISTITUZIONALI

2.31

L'analisi macroeconomica prende in considerazione non le azioni di ogni singola unità istituzionale separatamente, bensì le attività aggregate di istituzioni simili. Le unità sono pertanto raggruppate in insiemi, denominati settori istituzionali, alcuni dei quali sono suddivisi in sottosettori.

Tavola 2.1 —   Settori e sottosettori

Settori e sottosettori

 

Pubblici

Privati nazionali

Sotto controllo estero

Società non finanziarie

S.11

S.11001

S.11002

S.11003

Società finanziarie

S.12

 

 

 

Istituzioni finanziarie monetarie

Autorità bancarie centrali

S.121

 

 

 

Altre istituzioni finanziarie monetarie

Istituti di deposito, escluse le autorità bancarie centrali

S.122

S.12201

S.12202

S.12203

Fondi comuni monetari (FCM)

S.123

S.12301

S.12302

S.12303

Società finanziarie, escluse le istituzioni finanziarie monetarie, le imprese di assicurazione e i fondi pensione

Fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari

S.124

S.12401

S.12402

S.12403

Altri intermediari finanziari, escluse le imprese di assicurazione e i fondi pensione

S.125

S.12501

S.12502

S.12503

Ausiliari finanziari

S.126

S.12601

S.12602

S.12603

Prestatori di fondi e istituzioni finanziarie captive

S.127

S.12701

S.12702

S.12703

Imprese di assicurazione e fondi pensione

Imprese di assicurazione

S.128

S.12801

S.12802

S.12803

Fondi pensione

S.129

S.12901

S.12902

S.12903

Amministrazioni pubbliche

S.13

 

 

 

Amministrazioni centrali (esclusi gli enti di previdenza e assistenza sociale)

S.1311

 

 

 

Amministrazioni di Stati federati (esclusi gli enti di previdenza e assistenza sociale)

S.1312

 

 

 

Amministrazioni locali (esclusi gli enti di previdenza e assistenza sociale)

S.1313

 

 

 

Enti di previdenza e assistenza sociale

S.1314

 

 

 

Famiglie

S.14

 

 

 

Datori di lavoro e lavoratori indipendenti

S.141+S.142

 

 

 

Lavoratori dipendenti

S.143

 

 

 

Percettori di redditi da capitale e beneficiari di trasferimenti

S.144

 

 

 

Percettori di redditi da capitale

S.1441

 

 

 

Titolari di pensioni

S.1442

 

 

 

Beneficiari di altri trasferimenti

S.1443

 

 

 

Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie

S.15

 

 

 

Resto del mondo

S.2

 

 

 

Stati membri, istituzioni e organi dell'Unione europea

S.21

 

 

 

Stati membri dell'Unione europea

S.211

 

 

 

Istituzioni e organi dell'Unione europea

S.212

 

 

 

Paesi non aderenti all'Unione europea e organizzazioni internazionali non residenti nell'Unione europea

S.22

 

 

 

2.32

Ciascuno dei settori e sottosettori raggruppa le unità istituzionali che hanno un comportamento economico simile.

Grafico 2.1 —   L'attribuzione delle unità ai settori

Image

2.33

Le unità istituzionali sono raggruppate in settori a seconda della tipologia di produttori cui appartengono e in base alla loro funzione e attività principale, considerate indicative del loro comportamento economico.

2.34

Il grafico 2.1 illustra come le unità sono attribuite ai principali settori. Per determinare, sulla base del grafico, il settore di appartenenza di un'unità residente diversa da una famiglia è necessario verificare se essa è controllata o no da un'amministrazione pubblica e se si tratta di un produttore di beni e servizi destinabili alla vendita o di un produttore di beni e servizi non destinabili alla vendita.

2.35

Per controllo di una società finanziaria o non finanziaria si intende la capacità di determinarne la strategia generale, ad esempio attraverso la scelta degli amministratori più idonei, se necessario.

2.36

Un'unità istituzionale — un'altra società, una famiglia, un'istituzione senza scopo di lucro o un'unità delle amministrazioni pubbliche — esercita il controllo su una società o una quasi-società quando detiene la proprietà di più della metà delle azioni con diritto di voto o controlla in altro modo più della metà dei voti degli azionisti.

2.37

Per controllare più della metà dei voti degli azionisti, un'unità istituzionale non deve necessariamente detenere la proprietà delle azioni con diritto di voto. Una data società, la società C, può essere una consociata di un'altra società B, la maggioranza delle cui azioni con diritto di voto è detenuta da una terza società A. La società C è considerata consociata della società B se la società B controlla più della metà dei voti degli azionisti della società C, o se la società B è azionista della società C con il diritto di nominare o revocare la maggioranza dei membri del suo consiglio d'amministrazione.

2.38

Un'amministrazione pubblica può esercitare il controllo su una società in forza di leggi, decreti o regolamenti specifici che le danno il diritto di indirizzare la gestione della società. I seguenti indicatori sono i principali fattori da considerare per decidere se una società è controllata da un'amministrazione pubblica:

a)

proprietà da parte dell'amministrazione pubblica della maggioranza dei voti;

b)

controllo da parte dell'amministrazione pubblica degli amministratori o della dirigenza;

c)

controllo da parte dell'amministrazione pubblica della nomina e della revoca del personale chiave;

d)

controllo da parte dell'amministrazione pubblica dei comitati chiave dell'organismo;

e)

possesso da parte dell'amministrazione pubblica di una golden share;

f)

normative speciali;

g)

condizione di cliente dominante dell'amministrazione pubblica;

h)

concessione di prestiti da parte dell'amministrazione pubblica.

Un solo indicatore potrebbe essere talvolta sufficiente per determinare il controllo, ma in altri casi più indicatori distinti potrebbero collettivamente attestare il controllo.

2.39

Per le istituzioni senza scopo di lucro riconosciute come entità giuridiche indipendenti i cinque indicatori di controllo da considerare sono i seguenti:

a)

nomina di funzionari;

b)

messa a disposizione di strumenti che consentano l'operatività;

c)

accordi contrattuali;

d)

grado di finanziamento;

e)

grado di esposizione al rischio dell'amministrazione pubblica.

Come nel caso delle società, un solo indicatore potrebbe essere talvolta sufficiente per stabilire il controllo, ma in altri casi più indicatori distinti possono collettivamente attestare il controllo.

2.40

La distinzione tra beni e servizi destinabili alla vendita e non destinabili alla vendita e pertanto, per gli organismi del settore pubblico, la loro classificazione nel settore delle amministrazioni pubbliche o nel settore delle società dipendono dai criteri elencati al paragrafo 1.37.

2.41

I settori sono suddivisi in sottosettori secondo criteri specifici per ciascun settore. Ad esempio, le amministrazioni pubbliche possono essere distinte in amministrazioni centrali, amministrazioni di Stati federati, amministrazioni locali ed enti di previdenza e assistenza sociale. Questo permette una definizione più precisa del comportamento economico delle unità.

I conti dei settori e dei sottosettori registrano l'insieme delle attività, principali o secondarie, delle unità istituzionali classificate nel settore appropriato.

Un'unità istituzionale non può appartenere che a un unico settore o sottosettore.

2.42

Quando la funzione principale di un'unità istituzionale consiste nel produrre beni e servizi, è necessario — per poter stabilire in quale settore vada classificata tale unità — distinguere in primo luogo il tipo di produttore cui essa appartiene.

2.43

Nella tavola 2.2 sono riportati i tipi di produttori e le funzioni e le attività principali che caratterizzano ciascun settore.

Tavola 2.2 —   Tipi di produttori e funzioni e attività principali classificati per settore

Tipo di produttore

Funzione e attività principale

Settore

Produttori di beni e servizi destinabili alla vendita

Produzione di beni e di servizi non finanziari destinabili alla vendita

Società non finanziarie (S.11)

Produttori di beni e servizi destinabili alla vendita

intermediazione finanziaria, compresa l'assicurazione

Attività finanziarie ausiliarie

Società finanziarie (S.12)

Produttori pubblici di beni e servizi non destinabili alla vendita

Produzione e offerta di prodotti non destinabili alla vendita per consumi collettivi e individuali ed effettuazione di operazioni di redistribuzione della ricchezza e del reddito nazionale

Amministrazioni pubbliche (S.13)

Produttori di beni e servizi destinabili alla vendita o produttori privati di beni e servizi per proprio uso finale

Consumo

Produzione di beni e servizi destinabili alla vendita e produzione di beni e di servizi per proprio uso finale

Famiglie (S.14)

nella funzione di consumatori

nella funzione di imprenditori

Produttori privati di beni e servizi non destinabili alla vendita

Produzione e offerta di prodotti non destinabili alla vendita per consumi individuali

Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie (S.15)

2.44

Per il settore del resto del mondo (S.2) si registrano flussi e stock tra unità residenti e unità non residenti. Le unità non residenti non sono caratterizzate da comportamenti e obiettivi simili, ma sono riconosciute solo in funzione dei flussi e degli stock in relazione con le unità residenti.

Società non finanziarie (S.11)

2.45

Definizione: il settore delle società non finanziarie (S.11) comprende le unità istituzionali che sono entità giuridiche indipendenti e che agiscono da produttori di beni e servizi destinabili alla vendita, la cui attività principale consiste nel produrre beni e servizi non finanziari. Il settore delle società non finanziarie comprende anche le quasi-società non finanziarie [cfr. paragrafo 2.13, lettera f)].

2.46

Le unità istituzionali comprese in questo settore sono le seguenti:

a)

le società di capitali private e pubbliche che agiscono da produttori di beni e servizi destinabili alla vendita e la cui funzione principale consiste nel produrre beni e servizi non finanziari;

b)

le società cooperative e le società di persone riconosciute come entità giuridiche indipendenti, che agiscono da produttori di beni e servizi destinabili alla vendita e la cui funzione principale consiste nel produrre beni e servizi non finanziari;

c)

i produttori pubblici riconosciuti come entità giuridiche indipendenti, che agiscono da produttori di beni e servizi destinabili alla vendita e la cui funzione principale consiste nel produrre beni e servizi non finanziari;

d)

le istituzioni e le associazioni senza scopo di lucro al servizio delle società non finanziarie, riconosciute come entità giuridiche indipendenti, che agiscono da produttori di beni e servizi destinabili alla vendita e la cui funzione principale consiste nel produrre beni e servizi non finanziari;

e)

le holding operative controllanti un gruppo di società che agiscono da produttori di beni e servizi destinabili alla vendita, nel caso in cui l'attività prevalente del gruppo di società nel suo complesso — misurata in base al valore aggiunto — consista nella produzione di beni e di servizi non finanziari;

f)

le società veicolo la cui funzione principale consiste nel fornire beni o servizi non finanziari;

g)

le quasi-società private e pubbliche che agiscono da produttori di beni e servizi destinabili alla vendita e la cui funzione principale consiste nel produrre beni e servizi non finanziari.

2.47

Le quasi-società non finanziarie sono tutte le entità che producono beni e servizi destinabili alla vendita e la cui funzione principale consiste nel produrre beni e servizi non finanziari, che soddisfano le condizioni per essere considerati quasi-società [cfr. paragrafo 2.13, lettera f)].

Le quasi-società non finanziarie devono disporre di informazioni sufficienti a consentire la compilazione di una contabilità completa e sono gestite come se fossero società. La relazione de facto con i proprietari è quella esistente tra una società e i suoi azionisti.

Le quasi-società non finanziarie di proprietà di famiglie, amministrazioni pubbliche o istituzioni senza scopo di lucro sono raggruppate nel settore delle società non finanziarie e non nel settore del rispettivo proprietario.

2.48

La disponibilità di una contabilità completa, incluso il conto patrimoniale, non è una condizione sufficiente per poter considerare un produttore di beni e servizi destinabili alla vendita come un'unità istituzionale quale ad esempio una quasi-società. Le società di persone e i produttori pubblici diversi da quelli considerati al paragrafo 2.46, lettere a), b), c) e f), e le imprese individuali — anche se dispongono di una contabilità completa — non costituiscono in generale unità istituzionali distinte, in quanto, di norma, non sono dotati di autonomia decisionale, essendo la loro gestione sotto il controllo delle famiglie, delle istituzioni senza scopo di lucro o delle amministrazioni pubbliche che ne sono proprietarie.

2.49

Le società non finanziarie comprendono le unità residenti fittizie che sono considerate quasi-società.

2.50

Il settore delle società non finanziarie è suddiviso in tre sottosettori:

a)

società non finanziarie pubbliche (S.11001);

b)

società non finanziarie private nazionali (S.11002);

c)

società non finanziarie sotto controllo estero (S.11003).

2.51

Definizione: il sottosettore delle società non finanziarie pubbliche comprende tutte le società, quasi-società e istituzioni senza scopo di lucro non finanziarie riconosciute come entità giuridiche indipendenti che agiscono da produttori di beni e servizi destinabili alla vendita e sono soggette al controllo di amministrazioni pubbliche.

2.52

Le quasi-società pubbliche sono quasi-società di proprietà diretta di amministrazioni pubbliche.

Sottosettore delle società non finanziarie private nazionali (S.11002)

2.53

Definizione: il sottosettore delle società non finanziarie private nazionali comprende tutte le società, quasi-società e istituzioni senza scopo di lucro non finanziarie riconosciute come entità giuridiche indipendenti che agiscono da produttori di beni e servizi destinabili alla vendita e che non sono controllate da amministrazioni pubbliche o da unità istituzionali non residenti.

Questo sottosettore comprende le società e quasi-società di investimenti diretti all'estero non classificate nel sottosettore delle società non finanziarie sotto controllo estero (S.11003).

Sottosettore delle società non finanziarie sotto controllo estero (S.11003)

2.54

Definizione: il sottosettore delle società non finanziarie sotto controllo estero comprende tutte le società e quasi-società non finanziarie controllate da unità istituzionali non residenti.

Rientrano in questo sottosettore:

a)

tutte le consociate di società non residenti;

b)

tutte le società controllate da un'unità istituzionale non residente che non sia essa stessa una società (per esempio, una società controllata da un'amministrazione pubblica estera), ivi comprese le società controllate da un gruppo di unità non residenti operanti di concerto;

c)

tutte le filiali o altri organismi non costituiti in società appartenenti a produttori non residenti, costituiti o meno in società, che siano unità residenti fittizie.

Società finanziarie (S.12)

2.55

Definizione: il settore delle società finanziarie (S.12) è costituito dalle unità istituzionali che sono entità giuridiche indipendenti e che agiscono da produttori di beni e servizi destinabili alla vendita, la cui attività principale consiste nel produrre servizi finanziari. Tali unità istituzionali comprendono tutte le società e quasi-società la cui funzione principale consiste:

a)

nel prestare servizi di intermediazione finanziaria (intermediari finanziari) e/o

b)

nell'esercitare attività finanziarie ausiliarie (ausiliari finanziari).

Sono comprese anche le unità istituzionali che prestano servizi finanziari allorché la maggior parte delle loro attività o delle loro passività non è negoziata in mercati aperti.

2.56

L'intermediazione finanziaria è l'attività con la quale un'unità istituzionale acquista attività finanziarie e assume passività per conto proprio effettuando operazioni finanziarie sul mercato. Nel corso del processo di intermediazione finanziaria le attività e le passività degli intermediari finanziari sono trasformate o modificate con riguardo, ad esempio, alla scadenza, al volume, al rischio, ecc.

Le attività finanziarie ausiliarie sono attività che, seppur connesse all'intermediazione finanziaria, non comportano esse stesse un'intermediazione finanziaria.

Intermediari finanziari

2.57

L'attività di intermediazione finanziaria convoglia mezzi finanziari dai soggetti che dispongono di liquidità in eccesso verso i soggetti che necessitano di fondi. Un intermediario finanziario non opera solo in rappresentanza di altre unità istituzionali, ma assume un rischio acquistando attività finanziarie e assumendo passività per conto proprio.

2.58

Il processo di intermediazione finanziaria può riguardare tutte le categorie di passività, ad eccezione di quelle comprese nella rubrica AF.8 (Altri conti passivi). Le attività interessate dal processo di intermediazione finanziaria possono essere classificate in una qualsiasi delle rubriche, ad eccezione di assicurazioni, pensioni e schemi di garanzie standard (AF.6), ma compresa la rubrica degli altri conti attivi. Gli intermediari finanziari possono investire i loro fondi in attività non finanziarie, compresi i beni immobili. Una società, per essere considerata un intermediario finanziario, deve assumere passività sul mercato e trasformare fondi. Le società immobiliari non rientrano tra gli intermediari finanziari.

2.59

La funzione delle imprese di assicurazione e dei fondi pensione consiste nel pooling dei rischi. Le passività di tali istituzioni sono costituite da diritti e riserve per assicurazioni, pensioni e schemi di garanzie standard (AF.6). La contropartita delle passività è rappresentata dai fondi investiti dalle imprese di assicurazione e dai fondi pensione, che agiscono in qualità di intermediari finanziari.

2.60

I fondi di investimento (designati in appresso fondi comuni monetari e fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari) assumono passività principalmente tramite l'emissione di quote e partecipazioni in fondi di investimento (AF.52). Essi trasformano tali fondi acquistando attività finanziarie e/o beni immobili. I fondi di investimento sono classificati come intermediari finanziari. Ogni variazione del valore delle loro attività e passività diverse dalle loro proprie quote si riflette nei loro fondi propri (cfr. paragrafo 7.07). Poiché l'ammontare dei fondi propri è pari al valore delle quote o delle partecipazioni nel fondo di investimento, ogni modifica del valore delle attività e delle passività del fondo è rispecchiata dalla variazione del valore di mercato di tali quote o partecipazioni. I fondi di investimento che investono in beni immobili sono intermediari finanziari.

2.61

L'intermediazione finanziaria è limitata alle operazioni di acquisto di attività e di assunzione di passività con il pubblico o con gruppi specifici e relativamente consistenti della popolazione. Quando l'attività è limitata a piccoli gruppi di persone o famiglie, non si ha intermediazione finanziaria.

2.62

Alla regola generale che limita l'intermediazione finanziaria alle operazioni finanziarie che hanno luogo sul mercato possono fare eccezione, ad esempio, le banche comunali di credito e risparmio, che dipendono dalle amministrazioni comunali, o le società di leasing finanziario che dipendono, per l'acquisizione o l'investimento di fondi, da un gruppo di società che le controlla. Perché tali banche e società possano essere considerate intermediari finanziari è necessario che le loro attività di prestito o di accettazione di risparmio siano indipendenti, rispettivamente, dall'amministrazione comunale o dal gruppo cui fanno capo.

Ausiliari finanziari

2.63

Le attività finanziarie ausiliarie comprendono le attività ausiliarie volte a favorire operazioni inerenti ad attività e passività finanziarie o la trasformazione o la riorganizzazione di fondi. Gli ausiliari finanziari non si espongono al rischio connesso all'acquisto di attività finanziarie o all'assunzione di passività. Il loro compito è quello di facilitare l'intermediazione finanziaria. Le holding operative le cui consociate sono costituite tutte o per la maggior parte da società finanziarie si configurano come ausiliari finanziari.

Società finanziarie diverse dagli intermediari finanziari e dagli ausiliari finanziari

2.64

Le altre società finanziarie diverse dagli intermediari finanziari e dagli ausiliari finanziari sono unità istituzionali che prestano servizi finanziari, le cui attività o le cui passività non sono per la maggior parte negoziate sui mercati aperti.

Unità istituzionali incluse nel settore delle società finanziarie

2.65

Le unità istituzionali incluse nel settore delle società finanziarie (S.12) sono le seguenti:

a)

le società di capitali private o pubbliche la cui funzione principale consiste nel prestare servizi di intermediazione finanziaria e/o nell'esercitare attività finanziarie ausiliarie;

b)

le società cooperative e le società di persone riconosciute come entità giuridiche indipendenti, la cui funzione principale consiste nel prestare servizi di intermediazione finanziaria e/o nell'esercitare attività finanziarie ausiliarie;

c)

i produttori pubblici riconosciuti come entità giuridiche, la cui funzione principale consiste nel prestare servizi di intermediazione finanziaria e/o nell'esercitare attività finanziarie ausiliarie;

d)

le istituzioni senza scopo di lucro riconosciute come entità giuridiche, la cui funzione principale consiste nel prestare servizi di intermediazione finanziaria e/o nell'esercitare attività finanziarie ausiliarie, o che sono al servizio di società finanziarie;

e)

le holding operative allorché la funzione principale di tutte o della maggior parte delle consociate consiste, come nel caso delle società finanziarie, nel prestare servizi di intermediazione finanziaria e/o nell'esercitare attività finanziarie ausiliarie; tali holding operative sono classificate come ausiliari finanziari (S.126);

f)

le società di partecipazione il cui ruolo principale consiste nel detenere le attività di un gruppo di consociate; il gruppo può essere costituito da società finanziarie o non finanziarie: ciò non influisce sulla classificazione della società di partecipazione come istituzione finanziaria captive (S.127);

g)

le società veicolo la cui funzione principale consiste nel prestare servizi finanziari;

h)

i fondi di investimento non costituiti in società comprendenti portafogli di investimenti di proprietà dell'insieme dei partecipanti e alla cui gestione attendono, in generale, altre società finanziarie. Tali fondi sono unità istituzionali distinte dalle società finanziarie che li gestiscono;

i)

le unità non costituite in società la cui funzione principale consiste nel prestare servizi di intermediazione finanziaria e che sono soggette a regolamentazione e sorveglianza (nella maggior parte dei casi, classificate come istituti di deposito, escluse le autorità bancarie centrali, imprese di assicurazione o fondi pensione) sono considerate come dotate di autonomia decisionale e di autonomia di gestione indipendente dai rispettivi proprietari. Il comportamento economico e finanziario di tali unità è simile a quello delle società finanziarie e in questo caso esse sono considerate come unità istituzionali distinte. Ne sono un esempio le filiali di società finanziarie non residenti.

Sottosettori delle società finanziarie

2.66

Il settore delle società finanziarie è suddiviso nei seguenti sottosettori:

a)

autorità bancarie centrali (S.121);

b)

istituti di deposito, escluse le autorità bancarie centrali (S.122);

c)

fondi comuni monetari (S.123);

d)

fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari (S.124);

e)

altri intermediari finanziari, escluse le imprese di assicurazione e i fondi pensione (S.125).

f)

ausiliari finanziari (S.126);

g)

prestatori di fondi e istituzioni finanziarie captive (S.127);

h)

imprese di assicurazione (S.128);

i)

fondi pensione (S.129).

Raggruppamento dei sottosettori delle società finanziarie

2.67

Le istituzioni finanziarie monetarie, quali sono definite dalla BCE, sono costituite da tutte le unità istituzionali incluse nei seguenti sottosettori: autorità bancarie centrali (S.121), istituti di deposito, escluse le autorità bancarie centrali (S.122) e fondi comuni monetari (S.123).

2.68

Nelle altre istituzioni finanziarie monetarie rientrano gli intermediari finanziari attraverso i quali gli effetti della politica monetaria delle autorità bancarie centrali (S.121) sono trasmessi agli altri operatori dell'economia. Si tratta degli istituti di deposito, escluse le autorità bancarie centrali (S.122) e dei fondi comuni monetari (S.123).

2.69

Gli intermediari finanziari che si occupano del pooling dei rischi sono le imprese di assicurazione e i fondi pensione. Essi sono costituiti dai sottosettori imprese di assicurazione (S.128) e fondi pensione (S.129).

2.70

Le società finanziarie escluse le istituzioni finanziarie monetarie, le imprese di assicurazione e i fondi pensione sono costituite dai seguenti sottosettori: fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari (S.124), altri intermediari finanziari, escluse le imprese di assicurazione e i fondi pensione (S.125), ausiliari finanziari (S.126) e prestatori di fondi e istituzioni finanziarie captive (S.127).

Suddivisione dei sottosettori delle società finanziarie in società finanziarie pubbliche, private nazionali e sotto controllo estero

2.71

Ciascun sottosettore, ad eccezione del sottosettore S.121, è ulteriormente suddiviso in:

a)

società finanziarie pubbliche;

b)

società finanziarie private nazionali;

c)

società finanziarie sotto controllo estero.

I criteri di tale suddivisione sono identici a quelli applicati per le società non finanziarie (cfr. paragrafi 2.51-2.54).

Tavola 2.3 —   Settore delle società finanziarie e relativi sottosettori

Settori e sottosettori

Pubblici

Privati nazionali

Sotto controllo estero

Società finanziarie

S.12

 

 

 

Istituzioni finanziarie monetarie

Autorità bancarie centrali

S.121

 

 

 

Altre istituzioni finanziarie monetarie

Istituti di deposito, escluse le autorità bancarie centrali

S.122

S.12201

S.12202

S.12203

Fondi comuni monetari

S.123

S.12301

S.12302

S.12303

Società finanziarie, escluse le istituzioni finanziarie monetarie, le imprese di assicurazione e i fondi pensione

Fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari

S.124

S.12401

S.12402

S.12403

Altri intermediari finanziari, escluse le imprese di assicurazione e i fondi pensione

S.125

S.12501

S.12502

S.12503

Ausiliari finanziari

S.126

S.12601

S.12602

S.12603

Prestatori di fondi e istituzioni finanziarie captive

S.127

S.12701

S.12702

S.12703

Imprese di assicurazione e fondi pensione

Imprese di assicurazione

S.128

S.12801

S.12802

S.12803

Fondi pensione

S.129

S.12901

S.12902

S.12903

Autorità bancarie centrali (S.121)

2.72

Definizione: il sottosettore delle autorità bancarie centrali (S.121) comprende tutte le società e quasi-società finanziarie la cui funzione principale consiste nell'emettere moneta, nel garantirne il valore all'interno e all'esterno del paese e nel detenere, in tutto o in parte, le riserve internazionali del paese.

2.73

Sono classificati nel sottosettore S.121 i seguenti intermediari finanziari:

a)

la banca centrale nazionale, anche nel caso in cui partecipi al Sistema europeo di banche centrali;

b)

gli istituti monetari centrali di natura essenzialmente pubblica (ad esempio quelli di gestione dei cambi o di emissione della moneta) che dispongono di una contabilità completa e che sono dotati di autonomia decisionale nei confronti delle amministrazioni centrali. Se tali attività sono esercitate in seno alle amministrazioni centrali o alle autorità bancarie centrali, non esistono unità istituzionali distinte.

2.74

Il sottosettore S.121 non comprende gli enti, diversi dalle autorità bancarie centrali, che espletano funzioni di regolamentazione o di sorveglianza delle società finanziarie o dei mercati finanziari. Tali enti sono classificati nel sottosettore S.126.

Istituti di deposito, escluse le autorità bancarie centrali (S.122)

2.75

Definizione: il sottosettore degli istituti di deposito, escluse le autorità bancarie centrali, (S.122) è costituito da tutte le società e quasi-società finanziarie che svolgono principalmente la funzione di intermediazione finanziaria, tranne quelle classificate nei sottosettori delle autorità bancarie centrali e dei fondi comuni monetari, la cui attività consiste nell'accettare depositi e/o prossimi sostituti dei depositi da unità istituzionali, quindi non solo dalle istituzioni finanziarie monetarie, e nel concedere crediti e/o effettuare investimenti mobiliari per proprio conto.

2.76

Gli istituti di deposito, escluse le autorità bancarie centrali, non possono essere descritti semplicemente come «banche» perché potrebbero includere alcune società finanziarie che non sono denominate banche o altre società finanziarie cui ciò potrebbe essere precluso in taluni paesi, mentre è possibile che alcune società finanziarie che si autodefiniscono banche non siano in realtà istituti di deposito. Sono classificati nel sottosettore S.122 i seguenti intermediari finanziari:

a)

le banche commerciali, le banche «universali», le banche «polivalenti»;

b)

le casse di risparmio (comprese le casse di risparmio private e quelle che erogano mutui ipotecari);

c)

gli organismi che gestiscono i conti correnti postali, le banche postali, i banchi pubblici di deposito, giro e credito;

d)

le casse rurali e le banche di credito agrario;

e)

le cooperative e mutue di credito;

f)

le banche specializzate (banche d'affari, case d'emissione, banche private ecc.);

g)

gli istituti di moneta elettronica che svolgono come attività principale la funzione di intermediazione finanziaria.

2.77

I seguenti intermediari finanziari sono classificati nel sottosettore S.122 allorché la loro attività consiste nel ricevere dal pubblico fondi rimborsabili, in forma di depositi o in altre forme come l'emissione continuata di titoli di credito a lungo termine:

a)

società di credito ipotecario (incluse le società di credito edilizio e le istituzioni di credito ipotecario);

b)

istituti di credito municipali.

In caso contrario, gli intermediari finanziari sono classificati nel sottosettore S.124.

2.78

Il sottosettore S.122 non comprende:

a)

le holding operative che controllano e gestiscono altre unità di un gruppo costituito in prevalenza da istituti di deposito, escluse le autorità bancarie centrali, ma che non sono istituti di deposito; tali holding operative sono classificate nel sottosettore S.126;

b)

le istituzioni senza scopo di lucro al servizio di istituti di deposito, che sono riconosciute come entità giuridiche indipendenti ma che non svolgono una funzione di intermediazione finanziaria; tali istituzioni sono classificate nel sottosettore S.126; e

c)

gli istituti di moneta elettronica la cui funzione principale non consiste nel prestare servizi di intermediazione finanziaria.

Fondi comuni monetari (S.123)

2.79

Definizione: il sottosettore dei fondi comuni monetari in quanto fondi comuni di investimento comprende tutte le società e quasi-società finanziarie che svolgono come attività principale la funzione di intermediazione finanziaria, tranne quelle classificate nei sottosettori delle autorità bancarie centrali e delle istituzioni di credito. La loro attività consiste nell'emettere quote o partecipazioni in fondi di investimento come prossimi sostituti dei depositi di unità istituzionali e nell'effettuare investimenti per proprio conto principalmente in quote o partecipazioni in fondi comuni monetari, titoli di credito a breve termine e/o depositi.

2.80

Sono classificati nel sottosettore S.123 i seguenti intermediari finanziari: i fondi di investimento, compresi i fondi comuni di investimento mobiliare, le società di investimento a capitale variabile e le altre società di investimento le cui quote o partecipazioni sono prossimi sostituti dei depositi.

2.81

Il sottosettore S.123 non comprende:

a)

le holding operative che controllano e gestiscono un gruppo costituito in prevalenza da fondi comuni monetari, ma che non sono di per sé fondi comuni monetari; tali holding operative sono classificate nel sottosettore S.126;

b)

le istituzioni senza scopo di lucro al servizio dei fondi comuni monetari, che sono riconosciute come entità giuridiche indipendenti ma che non svolgono una funzione di intermediazione finanziaria; tali istituzioni sono classificate nel sottosettore S.126.

Fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari (S.124)

2.82

Definizione: il sottosettore dei fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari (S.124) è costituito da tutti i fondi comuni di investimento che svolgono come attività principale la funzione di intermediazione finanziaria, tranne quelli classificati nel sottosettore dei fondi comuni monetari. La loro attività consiste nell'emettere quote o partecipazioni in fondi di investimento che non sono prossimi sostituti dei depositi e nell'effettuare investimenti per proprio conto principalmente in attività finanziarie diverse dalle attività finanziarie a breve termine e in attività non finanziarie (generalmente immobiliari).

2.83

I fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari comprendono i fondi comuni di investimento mobiliare, le società di investimento a capitale variabile e le altre società di investimento le cui quote o partecipazioni non sono considerate prossimi sostituti dei depositi.

2.84

Sono classificati nel sottosettore S.124 i seguenti intermediari finanziari:

a)

fondi di investimento aperti le cui quote o partecipazioni sono, a richiesta dei detentori, riacquistate o rimborsate direttamente o indirettamente attingendo alle attività dell'impresa;

b)

fondi di investimento chiusi il cui capitale ha un ammontare fisso: gli investitori che entrano o escono dal fondo devono rispettivamente acquistare o vendere le quote esistenti;

c)

fondi di investimento immobiliari;

d)

fondi di investimento che investono in altri fondi («fondi di fondi»);

e)

fondi di copertura comprendenti una serie di fondi comuni di investimento, caratterizzati da investimenti minimi elevati, da normative blande e da varie strategie di investimento.

2.85

Il sottosettore S.124 non comprende:

a)

i fondi pensione che rientrano nel sottosettore dei fondi pensione;

b)

i veicoli di investimento delle amministrazioni pubbliche, denominati fondi sovrani. Un veicolo di investimento delle amministrazioni pubbliche speciale è classificato come istituzione finanziaria captive se è una società finanziaria. La classificazione di un «veicolo di investimento delle amministrazioni pubbliche» nel settore rispettivamente delle amministrazioni pubbliche o delle società finanziarie è operata in funzione dei criteri relativi alle società veicolo delle amministrazioni pubbliche specificati nel paragrafo 2.27;

c)

le holding operative che controllano e gestiscono un gruppo costituito in prevalenza da fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari, ma che non sono di per sé fondi di investimento; tali holding operative sono classificate nel sottosettore S.126;

d)

le istituzioni senza scopo di lucro al servizio dei fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari, che sono riconosciute come entità giuridiche indipendenti ma che non svolgono una funzione di intermediazione finanziaria; tali istituzioni sono classificate nel sottosettore S.126.

Altri intermediari finanziari, escluse le imprese di assicurazione e i fondi pensione (S.125)

2.86

Definizione: il sottosettore degli altri intermediari finanziari, escluse le imprese di assicurazione e i fondi pensione (S.125), comprende tutte le società e quasi-società finanziarie che svolgono come attività principale la funzione di intermediazione finanziaria mediante l'assunzione da unità istituzionali di passività in forme diverse da moneta, depositi o quote in fondi di investimento o in relazione con assicurazioni, pensioni e schemi di garanzie standard.

2.87

Il sottosettore S.125 comprende gli intermediari finanziari che esercitano principalmente attività di finanziamento a lungo termine. Nella maggior parte dei casi, il prevalere di questo tipo di scadenza differenzia tale sottosettore dai sottosettori delle altre istituzioni finanziarie monetarie (S.122 e S.123). L'inesistenza di passività sotto forma di quote in fondi di investimento non considerate come prossimi sostituti dei depositi o di diritti e riserve per assicurazioni, pensioni e schemi di garanzie standard permette di differenziare questo sottosettore da quelli dei fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari (S.124), delle imprese di assicurazione (S.128) e dei fondi pensione (S.129).

2.88

Il sottosettore degli altri intermediari finanziari, escluse le imprese di assicurazione e i fondi pensione (S.125) è ulteriormente suddiviso in sottosettori costituiti da società veicolo finanziarie preposte a operazioni di cartolarizzazione, operatori su valori mobiliari e strumenti derivati, società finanziarie erogatrici di prestiti e società finanziarie specializzate (cfr. tavola 2.4).

Tavola 2.4 —   Sottosettore degli altri intermediari finanziari, escluse le imprese di assicurazione e i fondi pensione (S.125) e sue suddivisioni

Altri intermediari finanziari, escluse le imprese di assicurazione e i fondi pensione

Società veicolo finanziarie preposte a operazioni di cartolarizzazione

Operatori su valori mobiliari e strumenti derivati

Società finanziarie erogatrici di prestiti

Società finanziarie specializzate

2.89

Il sottosettore S.125 non comprende le istituzioni senza scopo di lucro al servizio di altri intermediari finanziari, che sono riconosciute come entità giuridiche indipendenti ma che non svolgono una funzione di intermediazione finanziaria; tali istituzioni sono classificate nel sottosettore S.126.

Società veicolo finanziarie preposte a operazioni di cartolarizzazione

2.90

Definizione: le società veicolo finanziarie preposte a operazioni di cartolarizzazione sono società che effettuano operazioni di cartolarizzazione. Se rispondono ai criteri per la classificazione come unità istituzionali sono classificate nel sottosettore S.125, altrimenti sono considerate parte integrante della società madre.

Operatori su valori mobiliari e strumenti derivati, società finanziarie erogatrici di prestiti e società finanziarie specializzate

2.91

Gli operatori su valori mobiliari e strumenti derivati indipendenti sono intermediari finanziari indipendenti.

2.92

Le società finanziarie erogatrici di prestiti comprendono ad esempio gli intermediari finanziari che operano nei seguenti settori:

a)

leasing finanziario;

b)

attività di vendita rateale e di finanziamento personale o commerciale;

c)

factoring.

2.93

Le società finanziarie specializzate sono intermediari finanziari quali, ad esempio:

a)

le società che forniscono capitali di rischio e di sviluppo;

b)

le società di finanziamento delle esportazioni e delle importazioni;

c)

gli intermediari finanziari che acquisiscono depositi e/o sostituti assimilabili a depositi o assumono prestiti unicamente nei confronti di istituzioni finanziarie monetarie; rientrano tra tali intermediari finanziari anche le controparti centrali (CCP) che effettuano operazioni di pronti contro termine tra istituzioni finanziarie monetarie.

2.94

Le holding operative che controllano e gestiscono un gruppo di consociate la cui funzione principale consiste nel prestare servizi di intermediazione finanziaria e/o nell'esercitare attività finanziarie ausiliarie sono classificate nel sottosettore S.126.

Ausiliari finanziari (S.126)

2.95

Definizione: il sottosettore degli ausiliari finanziari (S.126) comprende tutte le società e quasi-società finanziarie la cui funzione principale consiste nell'esercitare attività strettamente correlate all'intermediazione finanziaria, che non si configurano di per sé come intermediari finanziari.

2.96

Sono classificate nel sottosettore S.126 le seguenti società e quasi-società finanziarie:

a)

i mediatori (broker) di assicurazione, le società di salvataggio e avaria, i consulenti in materia di assicurazioni e pensioni, ecc.;

b)

i mediatori di credito, i mediatori di borsa, i consulenti in materia di investimenti, ecc.;

c)

le società che gestiscono le emissioni di titoli;

d)

le società la cui funzione principale consiste nel garantire mediante avallo cambiali ed effetti simili;

e)

le società che trattano strumenti derivati e di copertura, quali swap, opzioni e future (senza emetterli);

f)

le società che forniscono infrastrutture per i mercati finanziari;

g)

le autorità centrali di sorveglianza degli intermediari finanziari e dei mercati finanziari, allorché costituiscono unità istituzionali distinte;

h)

i gestori di fondi pensione, fondi comuni di investimento, ecc.;

i)

le borse di valori mobiliari e di contratti di assicurazione;

j)

le istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle società finanziarie, che sono riconosciute come entità giuridiche indipendenti ma che non svolgono una funzione di intermediazione finanziaria [cfr. paragrafo 2.46, lettera d)];

k)

gli istituti di pagamento (che facilitano i pagamenti tra compratori e venditori).

2.97

Sono classificate nel sottosettore S.126 anche le holding operative le cui consociate sono tutte o per la maggior parte società finanziarie.

Prestatori di fondi e istituzioni finanziarie captive (S.127)

2.98

Definizione: il sottosettore dei prestatori di fondi e delle istituzioni finanziarie captive (S.127) comprende tutte le società e quasi-società finanziarie che non svolgono una funzione di intermediazione finanziaria né esercitano attività finanziarie ausiliarie e le cui attività o passività non sono per la maggior parte negoziate in mercati aperti.

2.99

In particolare, sono classificate nel sottosettore S.127 le seguenti società e quasi-società finanziarie:

a)

le entità giuridiche quali trust, patrimoni immobiliari, agenzie o società di comodo;

b)

le società di partecipazione che detengono quote di controllo del capitale sociale di un gruppo di consociate e la cui attività principale consiste nel detenere la proprietà del gruppo, senza fornire altri servizi alle imprese di cui detengono il capitale, ossia che non amministrano o gestiscono altre unità;

c)

le società veicolo che rispondono ai criteri per la classificazione come unità istituzionali e che raccolgono fondi sui mercati aperti a beneficio della società madre;

d)

le unità che prestano servizi finanziari esclusivamente con fondi propri, o con fondi forniti da uno sponsor, a numerosi clienti e assumono il rischio finanziario di insolvenza del debitore; ne sono un esempio i prestatori di fondi, le società che erogano prestiti agli studenti o per il commercio estero attingendo a fondi forniti da uno sponsor, come un'amministrazione pubblica o un'istituzione senza scopo di lucro, e i banchi dei pegni che erogano prevalentemente prestiti;

e)

i veicoli di investimento delle amministrazioni pubbliche, spesso denominati fondi sovrani, se classificati come società finanziarie.

Imprese di assicurazione (S.128)

2.100

Definizione: il sottosettore delle imprese di assicurazione (S.128) comprende tutte le società e quasi-società finanziarie che svolgono come attività principale la funzione di intermediazione finanziaria, principalmente nella forma di assicurazione diretta o di riassicurazione, in conseguenza del pooling dei rischi (cfr. paragrafo 2.59).

2.101

Le imprese di assicurazione prestano servizi di:

a)

assicurazione sulla vita e contro i danni a favore di singole unità o insiemi di unità;

b)

riassicurazione a favore di altre imprese di assicurazione.

2.102

I servizi delle imprese di assicurazione contro i danni possono essere prestati sotto forma di assicurazioni per:

a)

incendio (ad esempio di immobili privati o commerciali);

b)

responsabilità civile (incidenti);

c)

auto (danni propri o responsabilità verso terzi);

d)

natanti, aeromobili e mezzi di trasporto (compresi i rischi energetici);

e)

infortunio e malattia;

f)

assicurazione finanziaria (garanzie od obbligazioni di sicurezza).

Le società di assicurazione finanziaria o di assicurazione dei crediti, denominate anche banche di garanzia, prestano garanzie o emettono titoli di fideiusssione a sostegno di operazioni di cartolarizzazione e altri prodotti di credito.

2.103

Le imprese di assicurazione sono principalmente mutue assicuratrici o sono costituite in società. Gli organismi costituiti in società sono di proprietà degli azionisti e molti di loro sono quotati in borsa. Le mutue assicuratrici sono di proprietà degli assicurati e trasmettono, tramite dividendi o bonus, gli utili conseguiti agli assicurati «con utili» o «partecipanti». Gli assicuratori «captive» sono normalmente di proprietà di una società non finanziaria e assicurano in prevalenza i rischi dei propri azionisti.

Riquadro 2.1 —   Tipi di assicurazioni

Tipo di assicurazione

Settore/Sottosettore

Assicurazione diretta

Assicurazioni sulla vita

Gli assicurati effettuano versamenti regolari o una tantum all'assicuratore in cambio dell'impegno di quest'ultimo di versare a una certa data, o anteriormente a tale data, una determinata somma di denaro o una rendita.

Imprese di assicurazione

Assicurazioni contro i danni

Assicurazione a copertura di rischi di incidenti, malattia, incendio, crediti, ecc.

Imprese di assicurazione

Riassicurazione

Assicurazione stipulata da un assicuratore per tutelarsi in caso di richieste di indennizzo in numero inaspettatamente elevato o di importo eccezionalmente elevato.

Imprese di assicurazione

Assicurazione sociale

Sicurezza sociale

I partecipanti sono obbligati dalle amministrazioni pubbliche ad assicurarsi contro taluni rischi sociali.

Pensioni di sicurezza sociale

Enti di previdenza e assistenza sociale

Altre prestazioni di sicurezza sociale

Assicurazione sociale connessa con l'occupazione diversa dalla sicurezza sociale

I datori di lavoro possono fissare come condizione d’impiego l'assicurazione dei dipendenti contro taluni rischi sociali.

Pensioni connesse con l'occupazione

Settore dei datori di lavoro, delle imprese di assicurazione e dei fondi pensione o delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie

Altre prestazioni di assicurazione sociale connessa con l'occupazione

2.104

Il sottosettore S.128 non comprende:

a)

le unità istituzionali che rispondono a tutti e due i criteri indicati nel paragrafo 2.117. Tali unità sono classificate nel sottosettore S.1314;

b)

le holding operative che controllano e gestiscono un gruppo costituito in prevalenza da imprese di assicurazione, ma che non sono di per sé imprese di assicurazione. Tali holding operative sono classificate nel sottosettore S.126;

c)

le istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle imprese di assicurazione, che sono riconosciute come entità giuridiche indipendenti ma che non svolgono una funzione di intermediazione finanziaria. Tali istituzioni sono classificate nel sottosettore S.126.

Fondi pensione (S.129)

2.105

Definizione: il sottosettore dei fondi pensione (S.129) comprende tutte le società e quasi-società finanziarie che svolgono come attività principale la funzione di intermediazione finanziaria in conseguenza del pooling dei rischi e dei bisogni degli assicurati (assicurazione sociale). I fondi pensione, come i sistemi di assicurazione sociale, forniscono reddito ai pensionati e spesso prestazioni in caso di morte o di invalidità.

2.106

Nel sottosettore S.129 rientrano soltanto i fondi pensione di assicurazione sociale che costituiscono unità istituzionali distinte dalle unità che li hanno creati. Siffatti fondi autonomi sono dotati di autonomia decisionale e dispongono di una contabilità completa. I fondi pensione non autonomi non costituiscono unità istituzionali e fanno parte dell'unità istituzionale che li ha creati.

2.107

Come esempi di partecipanti ai fondi pensione si possono citare i dipendenti di un'impresa o di un gruppo di imprese, i dipendenti di un comparto o di una branca e le persone che esercitano la medesima professione. Le prestazioni incluse nel contratto di assicurazione possono essere versate:

a)

dopo il decesso dell'assicurato, al coniuge superstite e ai figli;

b)

all'assicurato dopo il pensionamento; o

c)

all'assicurato in caso di invalidità.

2.108

In alcuni paesi, tutti questi tipi di rischi possono essere assicurati tanto da imprese di assicurazione sulla vita, quanto da fondi pensione. In altri paesi, alcune di queste categorie di rischi sono assicurate solo da imprese di assicurazione sulla vita. I servizi dei fondi pensione, contrariamente a quelli delle imprese di assicurazione sulla vita, sono riservati per legge a determinati gruppi di lavoratori dipendenti e indipendenti.

2.109

I fondi pensione possono essere creati dai datori di lavoro o dalle amministrazioni pubbliche, come pure da imprese di assicurazione per conto dei loro dipendenti; unità istituzionali distinte possono essere istituite per detenere e gestire le attività da utilizzare a fronte dei diritti pensionistici o per l'erogazione di pensioni.

2.110

Il sottosettore S.129 non comprende:

a)

le unità istituzionali che rispondono a tutti e due i criteri indicati nel paragrafo 2.117. Tali unità sono classificate nel sottosettore S.1314;

b)

le holding operative che controllano e gestiscono un gruppo costituito in prevalenza da fondi pensione, ma che non sono esse stesse fondi pensione. Tali holding operative sono classificate nel sottosettore S.126;

c)

le istituzioni senza scopo di lucro al servizio fondi pensione, che sono riconosciute come entità giuridiche indipendenti ma che non svolgono una funzione di intermediazione finanziaria. Tali istituzioni sono classificate nel sottosettore S.126.

Amministrazioni pubbliche (S.13)

2.111

Definizione: il settore delle amministrazioni pubbliche (S.13) è costituito dalle unità istituzionali che agiscono da produttori di beni e servizi non destinabili alla vendita, la cui produzione è destinata a consumi collettivi e individuali e sono finanziate da versamenti obbligatori effettuati da unità appartenenti ad altri settori, nonché dalle unità istituzionali la cui funzione principale consiste nella redistribuzione del reddito e della ricchezza del paese.

2.112

Le unità istituzionali comprese nel settore S.13 sono ad esempio le seguenti:

a)

le unità pubbliche che in forza di una legge esercitano un potere giuridico su altre unità nel territorio economico e gestiscono e finanziano un insieme di attività, principalmente consistenti nel fornire alla collettività beni e servizi non destinabili alla vendita;

b)

una società o una quasi-società a condizione che la loro produzione consista prevalentemente in beni e servizi non destinabili alla vendita ed esse siano controllate da un'amministrazione pubblica;

c)

le istituzioni senza scopo di lucro riconosciute come entità giuridiche indipendenti che agiscono da produttori di beni e servizi non destinabili alla vendita e che sono controllate da amministrazioni pubbliche;

d)

i fondi pensione autonomi se la contribuzione è obbligatoria e le amministrazioni pubbliche gestiscono i fondi per quanto concerne la fissazione e l'approvazione dei contributi e delle prestazioni.

2.113

Il settore delle amministrazioni pubbliche è suddiviso in quattro sottosettori:

a)

amministrazioni centrali (esclusi gli enti di previdenza e assistenza sociale) (S.1311)

b)

amministrazioni di Stati federati (esclusi gli enti di previdenza e assistenza sociale) (S.1312)

c)

amministrazioni locali (esclusi gli enti di previdenza e assistenza sociale) (S.1313)

d)

enti di previdenza e assistenza sociale (S.1314).

Amministrazioni centrali (esclusi gli enti di previdenza e assistenza sociale) (S.1311)

2.114

Definizione: il sottosettore delle amministrazioni centrali comprende tutti gli organi amministrativi dello Stato e gli altri enti centrali la cui competenza si estende normalmente alla totalità del territorio economico, esclusi gli enti di previdenza e assistenza sociale.

Il sottosettore S.1311 comprende anche le istituzioni senza scopo di lucro controllate dalle amministrazioni centrali, la cui competenza si estende alla totalità del territorio economico.

Gli organismi regolatori del mercato che a titolo esclusivo o principale sono distributori di contributi sono classificati nel sottosettore S.1311. Gli organismi la cui attività esclusiva o principale consiste nell'acquistare, immagazzinare e vendere prodotti agricoli o alimentari sono classificati nel settore S.11.

Amministrazioni di Stati federati (esclusi gli enti di previdenza e assistenza sociale) (S.1312)

2.115

Definizione: il sottosettore è costituito dalle amministrazioni di Stati federati che sono unità istituzionali distinte ed esercitano alcune funzioni amministrative a un livello inferiore a quello delle amministrazioni centrali e superiore a quello delle unità istituzionali amministrative esistenti a livello locale, esclusi gli enti di previdenza e assistenza sociale.

Il sottosettore S.1312 comprende le istituzioni senza scopo di lucro controllate da amministrazioni di Stati federati, la cui competenza è limitata al territorio economico di tali Stati.

Amministrazioni locali (esclusi gli enti di previdenza e assistenza sociale) (S.1313)

2.116

Definizione: il sottosettore delle amministrazioni locali comprende gli enti pubblici territoriali la cui competenza si estende a una parte soltanto del territorio economico, escluse le rappresentanze locali degli enti di previdenza e assistenza sociale.

Il sottosettore S.1313 comprende le istituzioni senza scopo di lucro controllate da amministrazioni locali, la cui competenza è limitata al territorio economico di tali amministrazioni.

Enti di previdenza e assistenza sociale (S.1314)

2.117

Definizione: il sottosettore degli enti di previdenza e assistenza sociale comprende le unità istituzionali centrali, di Stati federati e locali, la cui attività principale consiste nell'erogare prestazioni sociali e che rispondono ai seguenti due criteri:

a)

in forza di disposizioni legislative o regolamentari determinati gruppi della popolazione sono tenuti a partecipare al regime o a versare contributi;

b)

le amministrazioni pubbliche sono responsabili della gestione dell'istituzione per quanto riguarda la fissazione o l'approvazione dei contributi e delle prestazioni, a prescindere dal loro ruolo di organismo di sorveglianza o di datore di lavoro.

Di norma, non esiste alcun legame diretto tra l'importo del contributo versato da un individuo e il rischio cui tale individuo è esposto.

Famiglie (S.14)

2.118

Definizione: il settore delle famiglie (S.14) è costituito da individui o da gruppi di individui, nella loro funzione di consumatori e di imprenditori, che producono beni e servizi finanziari e non finanziari destinabili alla vendita (produttori di beni e servizi destinabili alla vendita) purché la produzione di beni e servizi non sia operata da entità distinte trattate come quasi-società. Esso comprende anche individui o gruppi di individui che producono beni e servizi non finanziari esclusivamente per proprio uso finale.

Nella loro funzione di consumatori, le famiglie possono essere definite come piccoli gruppi di persone che condividono la stessa abitazione, che mettono in comune i loro redditi e il loro patrimonio e che consumano collettivamente taluni tipi di beni e di servizi, principalmente i servizi di abitazione e i pasti.

Le principali risorse di cui dispongono le famiglie sono le seguenti:

a)

redditi da lavoro dipendente,

b)

redditi da capitale,

c)

trasferimenti effettuati da altri settori,

d)

proventi della cessione di prodotti destinabili alla vendita e

e)

proventi figurativi della produzione di prodotti destinati all'autoconsumo.

2.119

Il settore delle famiglie comprende:

a)

gli individui o i gruppi di individui la cui funzione principale consiste nel consumare;

b)

le persone che vivono stabilmente nelle convivenze e la cui autonomia di azione o di decisione in materia economica è limitata o inesistente (ad esempio, membri di ordini religiosi che vivono in monasteri, lungodegenti ricoverati in ospedali, detenuti che scontano pene di lunga durata, anziani che vivono in permanenza in case di riposo); tali persone sono considerate come un'unità istituzionale unica, ossia come un'unica famiglia;

c)

gli individui o i gruppi di individui la cui funzione principale consiste nel consumare e che producono beni e servizi non finanziari esclusivamente per proprio uso finale; il sistema dei conti considera soltanto due categorie di servizi prodotti per l'autoconsumo: i servizi di abitazione per gli alloggi occupati dai rispettivi proprietari e i servizi domestici prodotti da personale retribuito;

d)

le imprese individuali e le società di persone non riconosciute come entità giuridiche — diverse da quelle considerate quasi-società — che agiscono da produttori di beni e servizi destinabili alla vendita; e

e)

le istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie non riconosciute come entità giuridiche indipendenti, oppure riconosciute come tali ma di limitata importanza.

2.120

Nel SEC 2010 il settore delle famiglie è suddiviso nei seguenti sottosettori:

a)

datori di lavoro (S.141) e lavoratori indipendenti (S.142);

b)

lavoratori dipendenti (S.143);

c)

percettori di redditi da capitale (S.1441);

d)

titolari di pensioni (S.1442);

e)

beneficiari di altri trasferimenti (S.1443).

2.121

Le famiglie sono classificate in sottosettori in funzione della categoria di reddito (da lavoro autonomo, da lavoro dipendente, ecc.) prevalente nella famiglia nel suo insieme. Quando in una stessa famiglia sono percepiti più redditi di una determinata categoria, la classificazione è basata sul reddito totale della famiglia in ciascuna categoria.

Datori di lavoro e lavoratori indipendenti (S.141 e S.142)

2.122

Definizione: il sottosettore dei datori di lavoro e dei lavoratori indipendenti è costituito dalle famiglie la cui principale fonte di reddito è il reddito (misto) (B.3) percepito dai proprietari di imprese familiari non costituite in società, impieganti o meno personale retribuito, e generato dalla loro attività di produzione di beni e servizi destinabili alla vendita, anche se tale attività non concorre per più della metà al reddito totale della famiglia.

Lavoratori dipendenti (S.143)

2.123

Definizione: il sottosettore dei lavoratori dipendenti è costituito dalle famiglie la cui principale fonte di reddito è rappresentata da redditi da lavoro dipendente (D.1).

Percettori di redditi da capitale (S.1441)

2.124

Definizione: il sottosettore dei percettori di redditi da capitale è costituito dalle famiglie la cui principale fonte di reddito è rappresentata da redditi da capitale (D.4).

Titolari di pensioni (S.1442)

2.125

Definizione: il sottosettore dei titolari di pensioni è costituito dalle famiglie la cui principale fonte di reddito è rappresentata da pensioni.

Le famiglie di pensionati sono le famiglie la cui fonte di reddito principale è costituita da pensioni, anche di anzianità, incluse le pensioni versate da ex datori di lavoro.

Beneficiari di altri trasferimenti (S.1443)

2.126

Definizione: il sottosettore dei beneficiari di altri trasferimenti è costituito dalle famiglie la cui principale fonte di reddito è rappresentata da altri trasferimenti correnti.

Gli altri trasferimenti correnti sono tutti i trasferimenti correnti diversi dai redditi da capitale, dalle pensioni e dai redditi delle persone che vivono stabilmente nelle convivenze.

2.127

In mancanza di informazioni sull'importanza relativa delle singole fonti di reddito della famiglia nel suo insieme, si utilizza, ai fini della classificazione per settori, il reddito della persona di riferimento, ossia del componente della famiglia che percepisce il reddito più elevato. Qualora anche questa informazione non fosse disponibile, si prende in considerazione il reddito del componente della famiglia che dichiara di essere la persona di riferimento.

2.128

Per la classificazione delle famiglie in sottosettori si possono utilizzare altri criteri quali, ad esempio, la ripartizione per attività delle famiglie che agiscono da imprenditori: famiglie agricole e famiglie non agricole.

Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie (S.15)

2.129

Definizione: il settore delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie (S.15) è costituito dagli organismi senza scopo di lucro che sono entità giuridiche distinte al servizio delle famiglie e sono produttori privati di beni e servizi non destinabili alla vendita. Le loro risorse derivano principalmente da contributi volontari in denaro o in natura versati dalle famiglie nella loro funzione di consumatori, da pagamenti effettuati dalle amministrazioni pubbliche e da redditi da capitale.

2.130

Nel caso in cui tali istituzioni abbiano limitata importanza, esse non sono comprese nel settore delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie, bensì in quello delle famiglie (S.14), perché le loro operazioni non sono distinguibili da quelle delle unità di tale settore (S.13).

Le istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie che producono beni e servizi non destinabili alla vendita e che sono controllate dalle amministrazioni pubbliche sono classificate nel settore delle amministrazioni pubbliche.

Il settore delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie comprende le seguenti istituzioni che forniscono alle famiglie beni e servizi non destinabili alla vendita:

a)

sindacati, organizzazioni professionali o di categoria, associazioni di consumatori, partiti politici, chiese o società religiose (comprese quelle finanziate ma non controllate dalle amministrazioni pubbliche), circoli sociali, culturali, ricreativi e sportivi;

b)

organismi di beneficenza, di assistenza e di aiuto finanziati mediante trasferimenti volontari in denaro o in natura effettuati da altre unità istituzionali.

Il settore S.15 comprende gli organismi di beneficenza, di assistenza o di aiuto al servizio di unità non residenti, ma esclude le entità l'appartenenza alle quali dà diritto a una serie predeterminata di beni e servizi.

Resto del mondo (S.2)

2.131

Definizione: il settore del resto del mondo (S.2) è un insieme di unità non caratterizzate da funzioni e da risorse peculiari; esso comprende le unità non residenti nella misura in cui effettuano operazioni con unità istituzionali residenti o intrattengono altre relazioni economiche con unità residenti. I conti di questo settore forniscono una panoramica generale delle relazioni economiche esistenti tra l'economia del paese e il resto del mondo. Sono incluse le istituzioni dell'Unione e le organizzazioni internazionali.

2.132

Il resto del mondo non è un settore per il quale occorre disporre di una contabilità completa, ma è opportuno considerare il resto del mondo come se fosse un settore. I settori sono ottenuti disaggregando il totale dell'economia per ottenere insiemi più omogenei di unità istituzionali residenti, aventi comportamenti economici, obiettivi e funzioni simili. Non è questo il caso del settore del resto del mondo, per il quale si registrano operazioni e altri flussi tra società finanziarie e non finanziarie, istituzioni senza scopo di lucro, famiglie e amministrazioni pubbliche, da una parte, e unità istituzionali non residenti, dall'altra, nonché altre relazioni economiche tra residenti e non residenti (ad esempio, i crediti di residenti nei confronti di non residenti).

2.133

I conti del resto del mondo includono le sole operazioni che intervengono tra unità istituzionali residenti e unità non residenti, salvo le seguenti eccezioni:

a)

i servizi di trasporto (fino alla frontiera del paese esportatore) relativi a beni importati, prestati da unità residenti, figurano nei conti del resto del mondo con le importazioni FOB, anche se prodotti da unità residenti;

b)

le operazioni inerenti ad attività estere effettuate tra unità residenti classificate in settori diversi nell'economia nazionale sono registrate nel conto finanziario dettagliato del resto del mondo; tali operazioni non modificano la posizione finanziaria del paese nei confronti del resto del mondo, ma hanno un'incidenza sulle relazioni finanziarie dei singoli settori con il resto del mondo;

c)

le operazioni inerenti a passività del paese effettuate tra unità non residenti di zone geografiche diverse sono registrate nella ripartizione geografica dei conti del resto del mondo; anche se non modificano le passività complessive del paese nei confronti del resto del mondo, tali operazioni hanno un'incidenza sulle sue passività nei confronti delle varie zone geografiche.

2.134

Il settore resto del mondo (S.2) è suddiviso in:

a)

Stati membri, istituzioni e organi dell'Unione europea (S.21)

1.

Stati membri dell'Unione europea (S.211)

2.

Istituzioni e organi dell'Unione europea (S.212)

b)

Paesi non aderenti all'UE e organizzazioni internazionali non residenti nell'UE (S.22)

Classificazione settoriale delle unità di produzione secondo le principali forme giuridiche correnti di proprietà

2.135

La tavola in appresso e i paragrafi 2.31-2.44 ricapitolano i principi della classificazione settoriale delle unità di produzione, utilizzando le denominazioni correnti dei principali tipi di istituzioni.

2.136

Le società di capitali private e pubbliche che agiscono da produttori di beni e servizi destinabili alla vendita sono così classificate:

a)

nel settore S.11 (società non finanziarie), se la loro funzione principale consiste nel produrre beni e servizi non finanziari;

b)

nel settore S.12 (società finanziarie), se la loro funzione principale consiste nel prestare servizi di intermediazione finanziaria e nell'esercitare attività finanziarie ausiliarie.

2.137

Le società cooperative e le società di persone riconosciute come entità giuridiche indipendenti che agiscono da produttori di beni e servizi destinabili alla vendita sono così classificate:

a)

nel settore S.11 (società non finanziarie), se la loro funzione principale consiste nel produrre beni e servizi non finanziari;

b)

nel settore S.12 (società finanziarie), se la loro funzione principale consiste nel prestare servizi di intermediazione finanziaria e nell'esercitare attività finanziarie ausiliarie.

2.138

I produttori pubblici riconosciuti, in forza di una normativa specifica, come entità giuridiche indipendenti e che agiscono da produttori di beni e servizi destinabili alla vendita sono così classificati:

a)

nel settore S.11 (società non finanziarie), se la loro funzione principale consiste nel produrre beni e servizi non finanziari;

b)

nel settore S.12 (società finanziarie), se la loro funzione principale consiste nel prestare servizi di intermediazione finanziaria e nell'esercitare attività finanziarie ausiliarie.

2.139

I produttori pubblici non riconosciuti come entità giuridiche indipendenti che agiscono da produttori di beni e servizi destinabili alla vendita sono così classificati:

a)

se sono quasi-società:

 

nel settore S.11 (società non finanziarie), se la loro funzione principale consiste nel produrre beni e servizi non finanziari;

 

nel settore S.12 (società finanziarie), se la loro funzione principale consiste nel prestare servizi di intermediazione finanziaria e nell'esercitare attività finanziarie ausiliarie;

b)

se non sono quasi-società, nel settore S.13 (amministrazioni pubbliche) in quanto formano parte integrante delle unità che li controllano.

2.140

Le istituzioni senza scopo di lucro (associazioni e fondazioni) riconosciute come entità giuridiche indipendenti sono così classificate:

a)

nel settore S.11 (società non finanziarie), se agiscono da produttori di beni e servizi destinabili alla vendita e la loro funzione principale consiste nel produrre beni e servizi non finanziari;

b)

nel settore S.12 (società finanziarie), se la loro funzione principale consiste nel prestare servizi di intermediazione finanziaria e nell'esercitare attività finanziarie ausiliarie;

c)

se agiscono da produttori di beni e servizi non destinabili alla vendita:

1.

nel settore S.13 (amministrazioni pubbliche), se si tratta di produttori pubblici controllati dalle amministrazioni pubbliche;

2.

nel settore S.15 (istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie), se si tratta di produttori privati.

2.141

Le imprese individuali e le società di persone non riconosciute come entità giuridiche indipendenti che agiscono da produttori di beni e servizi destinabili alla vendita sono così classificate:

a)

se sono quasi-società:

1.

nel settore S.11 (società non finanziarie), se la loro funzione principale consiste nel produrre beni e servizi non finanziari;

2.

nel settore S.12 (società finanziarie), se la loro funzione principale consiste nel prestare servizi di intermediazione finanziaria e nell'esercitare attività finanziarie ausiliarie;

b)

se non sono quasi-società, nel settore S.14 (famiglie).

2.142

Le holding operative sono così classificate:

a)

nel settore S.11 (società non finanziarie), se l'attività prevalente del gruppo di società che agiscono da produttori di beni e servizi destinabili alla vendita, nel suo insieme, è costituita dalla produzione di beni e servizi non finanziari [cfr. paragrafo 2.46, lettera e)];

b)

nel settore S.12 (società finanziarie), se l'attività prevalente del gruppo di società nel suo insieme è costituita dalla prestazione di servizi di intermediazione finanziaria [cfr. paragrafo 2.65, lettera e)].

Le società di partecipazione che detengono le attività di un gruppo di consociate sono sempre considerate società finanziarie. Le società di partecipazione detengono le attività di un gruppo di società, ma non esercitano alcuna attività di gestione con riguardo al gruppo.

2.143

La tavola 2.5 presenta in forma schematica i vari casi sopraelencati.

Tavola 2.5 —   Classificazione settoriale delle unità di produzione secondo le principali forme giuridiche correnti di proprietà

Tipo di produttore

Terminologia giuridica corrente

Produttori che producono per il mercato (beni e servizi non finanziari)

Produttori che producono per il mercato (intermediazione finanziaria)

Produttori di beni e servizi non destinabili alla vendita

Produttori pubblici

Produttori privati

Società di capitali private e pubbliche

S.11 Società non finanziarie

S.12 Società finanziarie

 

 

Società cooperative e società di persone riconosciute come entità giuridiche indipendenti

S.11 Società non finanziarie

S.12 Società finanziarie

 

 

Produttori pubblici riconosciuti come entità giuridiche indipendenti in forza di una normativa specifica

S.11 Società non finanziarie

S.12 Società finanziarie

 

 

Produttori pubblici non riconosciuti come entità giuridiche indipendenti

Con caratteristiche di quasi-società

S.11 Società non finanziarie

S.12 Società finanziarie

 

 

Altri

 

 

S.13 Amministrazioni pubbliche

 

Istituzioni senza scopo di lucro riconosciute come entità giuridiche indipendenti

S.11 Società non finanziarie

S.12 Società finanziarie

S.13 Amministrazioni pubbliche

S.15 Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie

Società di persone non riconosciute come entità giuridiche indipendenti

Imprese individuali

Con caratteristiche di quasi-società

S.11 Società non finanziarie

S.12 Società finanziarie

 

 

Altre

S.14 Famiglie

S.14 Famiglie

 

 

Holding operative controllanti un gruppo di società la cui attività prevalente è la produzione di:

beni e servizi non finanziari

S.11 Società non finanziarie

 

 

 

se