1.7.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 220/20


Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Oberverwaltungsgericht für das Land Nordrhein-Westfalen (Germania) il 18 aprile 2019 — BY e CZ/Repubblica federale di Germania

(Causa C-321/19)

(2019/C 220/26)

Lingua processuale: il tedesco

Giudice del rinvio

Oberverwaltungsgericht für das Land Nordrhein-Westfalen

Parti

Ricorrenti: BY, CZ

Resistente: Repubblica federale di Germania

Questioni pregiudiziali

1)

Se un singolo soggetto tenuto al pagamento del pedaggio possa invocare dinanzi ai giudici nazionali l’osservanza delle disposizioni sul calcolo del pedaggio a norma dell’articolo 7, paragrafo 9 e dell’articolo 7 bis, paragrafi 1 e 2, della direttiva 1999/62/CE, come modificata dalla direttiva 2006/38/CE (1) (a prescindere dalle disposizioni del suo articolo 7 bis, paragrafo 3, in combinato disposto con l’allegato III), qualora lo Stato membro non abbia rispettato pienamente tali norme al momento della fissazione dei pedaggi per legge o le abbia attuate erroneamente a discapito di chi è soggetto al pedaggio.

2)

In caso di soluzione affermativa della prima questione:

a)

se, quali costi di esercizio della rete di infrastrutture ai sensi dell’articolo 7, paragrafo 9, secondo periodo, della direttiva 1999/62/CE, come modificata dalla direttiva 2006/38/CE, possano essere inclusi anche i costi della polizia stradale;

b)

se un superamento dei costi d’infrastruttura che possono essere inclusi nel pedaggio medio ponderato

aa)

fino al 3,8%, in particolare qualora vengano inclusi costi che, già per principio, non possono essere inclusi,

bb)

fino al 6 %

comporti una violazione del divieto di superamento dei costi ai sensi dell’articolo 7, paragrafo 9, della direttiva 1999/62/CE, come modificata dalla direttiva 2006/38/CE, con la conseguenza che il diritto nazionale non sia pertanto applicabile.

3)

In caso di soluzione affermativa della questione sub 2 b):

a)

se la sentenza della Corte di giustizia del 26 settembre 2000, C-205/98 (2) (punto 138), debba essere intesa nel senso che un superamento considerevole dei costi non possa più essere compensato, in sostanza, mediante un calcolo dei costi a posteriori effettuato in un procedimento giurisdizionale, attraverso il quale debba essere provato che l’aliquota di pedaggio stabilita, in sostanza, non supera effettivamente i costi che possono essere inclusi.

b)

In caso di soluzione negativa della questione sub 3 a):

se, ai fini di un calcolo dei costi a posteriori, effettuato dopo la scadenza del periodo di calcolo, ci si debba basare, per intero, sui costi effettivi e sugli introiti effettivi dei pedaggi, quindi non sulle relative ipotesi formulate in sede di calcolo prognostico originario.


(1)  GU 2006, L 15, pag. 8.

(2)  GU 2000, C 335, pag. 10.