201807060101994362018/C 259/342812018CJC25920180723IT01ITINFO_JUDICIAL20180424242521

Causa C-281/18 P: Impugnazione proposta il 24 aprile 2018 dalla Repower AG avverso la sentenza del Tribunale (Quinta Sezione) del 21 febbraio 2018, causa T-727/16, Repower / EUIPO


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Impugnazione proposta il 24 aprile 2018 dalla Repower AG avverso la sentenza del Tribunale (Quinta Sezione) del 21 febbraio 2018, causa T-727/16, Repower / EUIPO

(Causa C-281/18 P)

2018/C 259/34Lingua processuale: il francese

Parti

Ricorrente: Repower AG (rappresentanti: R. Kunz-Hallstein, H. P. Kunz-Hallstein, V. Kling, avvocati)

Altre parti nel procedimento: Ufficio europeo per la proprietà intellettuale, repowermap.org

Conclusioni della ricorrente

Annullare la sentenza del Tribunale del 21 febbraio 2018, nella causa T-727/16, primo punto del dispositivo, nella parte in cui respinge il ricorso;

annullare la decisione della quinta commissione di ricorso dell’EUIPO del 3 agosto 2016 [procedimento R 2311/2014-5 (REV)];

condannare l’EUIPO alle spese.

Motivi e principali argomenti

1.

L’EUIPO non era autorizzato a sostituire la motivazione della revoca nell’ambito del procedimento dinanzi al Tribunale. L’EUIPO ha modificato l’oggetto della controversia e ha violato il diritto di essere ascoltato nonché l’obbligo di esercitare il proprio potere discrezionale.

2.

Il principio generale del diritto che autorizza la revoca di un atto amministrativo illegittimo non era applicabile nel caso di specie. La legislazione non presenta lacune giuridiche. Le disposizioni degli articoli 80 e 83 del regolamento n. 207/2009 costituiscono una lex specialis.

3.

Ai sensi dell’articolo 83 del regolamento n. 20/2009 non incombeva alla ricorrente esporre l’inesistenza di un principio di revoca degli atti amministrativi illegittimi negli Stati membri.

4.

Anche supponendo applicabile nel settore del diritto dei marchi un siffatto principio generale, le condizioni per una revoca completa non erano soddisfatte a causa della tutela del legittimo affidamento.

5.

La decisione della commissione di ricorso contiene un serio difetto di motivazione.