201807130122003822018/C 268/231282018CJC26820180730IT01ITINFO_JUDICIAL20180216171822

Causa C-128/18: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Hanseatisches Oberlandesgericht Hamburg (Germania) il 16 febbraio 2018 — Procedimento penale a carico di Dumitru-Tudor Dorobantu


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Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Hanseatisches Oberlandesgericht Hamburg (Germania) il 16 febbraio 2018 — Procedimento penale a carico di Dumitru-Tudor Dorobantu

(Causa C-128/18)

2018/C 268/23Lingua processuale: il tedesco

Giudice del rinvio

Hanseatisches Oberlandesgericht Hamburg

Parti

Generalstaatsanwaltschaft Hamburg

procedimento a carico di:

Dumitru-Tudor Dorobantu

Questioni pregiudiziali

1)

Quali siano i requisiti minimi delle condizioni di detenzione alla luce dell’articolo 4 della Carta nel contesto della decisione quadro ( 1 ).

a.

Se, segnatamente sotto il profilo del diritto dell’Unione, sussista un limite minimo «assoluto» con riguardo alle dimensioni della cella di detenzione al di sotto del quale sussista in ogni caso una violazione dell’articolo 4 della Carta.

i.

Se sulla determinazione della porzione individuale della cella di detenzione incida il fatto che si tratti di una cella individuale o di una cella comune.

ii.

Se, nel calcolo della dimensione della cella di detenzione, debba essere sottratta la superficie occupata dagli arredi (letto, armadio, etc.).

iii.

Quali siano i requisiti strutturali eventualmente rilevanti ai fini della questione inerente alle condizioni di detenzione conformi al diritto dell’Unione. Se rilevino al riguardo l’accesso diretto (ovvero solo indiretto) dalla cella, ad esempio, ai locali sanitari o ad altri spazi, nonché la fornitura di acqua fredda e calda, riscaldamento, illuminazione, etc.

b.

In qual misura incidano sulla valutazione i differenti «regimi detentivi», segnatamente le differenze nelle ore d’aria e nel grado di libertà di movimento all’interno dell’istituto penitenziario.

c.

Se sia lecito — come ritenuto da questo Collegio nelle proprie decisioni di ammissibilità — prendere in considerazione le modifiche in melius a livello tanto normativo quanto organizzativo intervenute nello Stato membro emittente (introduzione di un sistema di ombudsman, insediamento di giudici dell’esecuzione penale, etc.) –.

2)

In base a quali criteri debbano essere valutate le condizioni di detenzione sotto il profilo dei diritti fondamentali dell’Unione. In qual misura detti criteri condizionino l’interpretazione della nozione di «rischio concreto» ai sensi della giurisprudenza della Corte nelle cause Aranyosi e Căldăraru.

a.

Se le autorità giudiziarie dello Stato membro di esecuzione possano effettuare, a tal riguardo, un controllo approfondito delle condizioni di detenzione sussistenti nello Stato membro emittente ovvero se debbano limitarsi ad un «controllo sommario».

b.

Nel caso in cui la Corte, nella risposta fornita alla prima questione pregiudiziale, dovesse ritenere, in, conclusione, che sussistano requisiti «assoluti» di diritto dell’Unione in ordine alle condizioni di detenzione: Se un peggioramento di tali condizioni minime sia «sottratto a valutazione» nel senso che, in tal modo, sussisterebbe altrimenti sempre un «rischio concreto» di impedimenti all’estradizione, oppure se lo Stato membro di esecuzione possa ugualmente procedere a detta valutazione. Se, a tal riguardo, possano essere presi in considerazione aspetti quali il mantenimento della cooperazione giudiziaria all’interno dell’Unione, il funzionamento del sistema penale europeo oppure i principi della fiducia reciproca e del mutuo riconoscimento.


( 1 ) Decisione quadro 2002/584 del Consiglio, del 13 giugno 2002, relativa al mandato d’arresto europeo e alle procedure di consegna tra Stati membri; GU 2002 L 190, pag. 1.