31989D0373

89/373/CEE: Decisione della Commissione, del 30 novembre 1988, riguardante l'aiuto deciso dal governo italiano a favore di investimenti all'industria pubblica del vetro piano (Veneziana Vetro) (Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)

Gazzetta ufficiale n. L 166 del 16/06/1989 pag. 0060 - 0065


*****

DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 30 novembre 1988

riguardante l'aiuto deciso dal governo italiano a favore di investimenti all'industria pubblica del vetro piano (Veneziana Vetro)

(Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)

(89/373/CEE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,

dopo aver intimato agli interessati, conformemente all'articolo di cui sopra, di presentare le loro osservazioni e viste tali osservazioni;

considerando quanto segue:

I

Nel 1985, nell'industria pubblica italiana del vetro è stato effettuato un raggruppamento. La « holding » pubblica Ente partecipazioni e finanziamento industria manifatturiera (EFIM) ha rilevato le azioni possedute da un'altra « holding » pubblica, la Ente nazionale idrocarburi (ENI), delle seguenti società vetrarie: Società italiana vetro (SIV), Veneziana Vetro, Veneziana Conterie e Foschi. A decorrere dal 2 ottobre 1985, la EFIM è stata l'unico azionista di queste società; nel quadro di questa nuova struttura del capitale ed in osservanza delle istruzioni ministeriali, la SIV è divenuta la società trainante del gruppo delle industrie vetrarie a partecipazione statale. Il raggruppamento è stato perfezionato il 28 luglio 1986, quando la SIV ha rilevato la Veneziana Vetro dal comune azionista EFIM.

Il 28 novembre 1985, il governo italiano ha autorizzato la EFIM ad emettere prestiti obbligazionari per 510 miliardi di Lit, dei quali 41 miliardi a favore di investimenti nell'industria vetraria (1). Il fondamento giuridico di tale autorizzazione era il decreto legge n. 547, del 19 ottobre 1985 (2), successivamente convertito nella legge n. 749, del 20 dicembre 1985 (3), entrambi intesi ad aumentare i fondi di investimento, in rate annuali corrispondenti alle azioni rimborsate dallo Stato alla data di scadenza. L'interesse sul prefinanziamento e quello sul prestito obbligazionario, nonché tutti gli altri oneri, sono a carico dello Stato. Il 16 dicembre 1985 la EFIM ha trasferito 20 500 milioni di Lit degli utili di tali prestiti obbligazionari alla SIV, sotto forma di anticipi su futuri aumenti del capitale azionario. All'inizio del 1986 sono stati trasferiti alla SIV ulteriori 19 475 milioni di Lit secondo le medesime modalità.

Il 18 settembre 1987, il governo italiano ha nuovamente autorizzato la EFIM ad emettere prestiti obbligazionari, questa volta per 150 miliardi di Lit, dei quali 50 miliardi per la costruzione di una linea « float » per la produzione del vetro piano da parte della Veneziana Vetro (4).

Né la prima, né la seconda autorizzazione del governo italiano alla EFIM di emettere prestiti con onere a carico dello Stato a favore di investimenti nell'industria pubblica vetraria sono state notificate alla Commissione in osservanza dell'articolo 93, paragrafo 3 del trattato CEE.

II

Venuta a conoscenza della decisione del governo italiano di raggruppare l'industria pubblica vetraria e di finanziare un piano quadriennale di investimenti, la Commissione ha richiesto tutte le necessarie informazioni relative a detti interventi, con telex del 12 marzo 1986.

Il governo italiano ha risposto con telex del 2 giugno 1986, comunicando che il piano per l'industria vetraria 1985/1988 risultava dal raggruppamento effettuato su questo settore, che l'industria pubblica vetraria aveva registrato utili dal 1974 e che il finanziamento menzionato dalla Commissione costituisce una normale operazione d'investimento da parte di un'azionista.

La Commissione, tuttora nell'impossibilità di valutare gli interventi in parola, ha richiesto informazioni particolareggiate sulla forma, sugli importi, sulla destinazione, sugli obiettivi e sull'anno di pagamento di detti interventi, nonché sugli investimenti e sulle misure di ristrutturazione corrispondenti.

Il governo italiano ha risposto con lettera del 13 ottobre 1986, affermando che nel 1985 la EFIM aveva rilevato la quota dell'ENI (50 %) nella SIV, nonché l'intero pacchetto azionario dell'ENI nelle tre società minori: la Veneziana Vetro, la Veneziana Conterie e la Foschi. Gli arbitri hanno fissato il prezzo di questa operazione a 95 400 milioni di Lit che costituisce la somma di 121 300 milioni di Lit per la partecipazione nella SIV, meno 25 900 milioni di Lit per la Veneziana Vetro e la Foschi. La EFIM ha quindi fornito alla SIV 41 000 milioni di Lit di nuovo capitale per investimenti nel settore del vetro piano per complessivi 266 400 milioni di Lit nel 1986/1988. Tali investimenti comprenderebbero 60 500 milioni di Lit a favore di uno stabilimento dell'industria automobilistica in Spagna e 91 000 milioni di Lit a favore della Veneziana Vetro. Il governo italiano ha allegato la relazione della SIV per il 1985.

La Commissione, preso atto della situazione finanziaria apparentemente instabile della Veneziana Vetro e preoccupata da relazioni sull'effetto che gli investimenti di questa società potrebbero esercitare sulla capacità produttiva del vetro piano di base, con lettera del 6 novembre 1986 ha richiesto le ultime tre relazioni annuali ed il piano di ristrutturazione della Veneziana Vetro, nonché informazioni sull'incidenza di tali investimenti sulla capacità produttiva e sul commercio.

Il governo italiano ha risposto con telex del 20 gennaio 1987, dichiarando che la situazione positiva dell'industria pubblica vetraria non esigeva un piano di ristrutturazione, che lo Stato non ha effettuato alcun intervento finanziario e che qualsiasi futuro intervento verrà notificato in via preliminare alla Commissione. Il governo italiano non ritiene quindi necessario fornire alla Commissione le informazioni richieste sugli investimenti e sui risultati finanziari. Tale governo ha inoltre fatto rilevare come la valutazione negativa della Veneziana Vetro non potesse essere equiparata ad una situazione debitoria e come altri motivi di tale « bad will » fossero la vetustà degli stabilimenti di questa società e la mancanza di operai specializzati.

In base alle informazioni incomplete fornite dal governo italiano e da fonti pubbliche, la Commissione ritiene che la sottoscrizione di 41 miliardi di Lit di nuovo capitale nell'industria del vetro piano (di cui un importo imprecisato sembra destinato ad un investimento della Veneziana Vetro di 91 miliardi di Lit) contenga elementi di aiuto di stato, a causa soprattutto della posizione finanziaria negativa della Veneziana Vetro; nel 1982, questa società ha registrato una perdita di 300 milioni di Lit, nel 1983 di 8 500 milioni di Lit, nel 1984 di 4 300 milioni di Lit e nel 1985 di 6 300 milioni di Lit. La Commissione ritiene che questi elementi di aiuto possano determinare una distorsione della concorrenza ed influire sul commercio tra Stati membri, ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, soprattutto poiché l'investimento della Veneziana Vetro riguarda la costruzione di una nuova linea « float » per la produzione del vetro piano a Porto Marghera, che verrebbe ad aumentare la capacità produttiva della società. Non avendo il governo italiano presentato alcuna giustificazione per l'aiuto, la Commissione non è stata in grado di determinare se all'aiuto stesso fosse applicabile una delle esenzioni dal carattere generale di incompatibilità con il mercato comune, di cui all'articolo 92. La Commissione ha quindi deciso di avviare la procedura prevista dall'articolo 93, paragrafo 2, e, con lettera del 7 aprile 1987, ha intimato al governo italiano di presentare le proprie osservazioni.

Con lettera del 21 luglio 1987, con memorandum del 19 novembre 1987 e con lettera del 14 dicembre 1987, il governo italiano ha presentato le proprie osservazioni, nel quadro della procedura.

Il governo italiano ha negato l'esistenza di qualsiasi legame tra la concessione di capitale alla SIV e le perdite della Veneziana Vetro, ritenendo che la Commissione non tenesse conto dell'importanza degli investimenti della SIV intesi, fra l'altro, alla ristrutturazione ed alla razionalizzazione della produzione del vetro piano della Veneziana Vetro.

Il governo italiano ha precisato i particolari del rilevamento, avvenuto nel 1985, del pacchetto azionario dell'ENI nel settore vetrario ad opera della EFIM e del successivo trasferimento alla SIV del pacchetto azionario della EFIM nella Veneziana Vetro. Esso ha spiegato che tra il 2 maggio 1985 ed il 28 luglio 1986, ossia nel periodo in cui la EFIM era l'unico azionista della Veneziana Vetro, 8 200 milioni di Lit del « bad will » trasferiti dalla ENI sono stati utilizzati dalla EFIM per coprire le perdite della Veneziana Vetro. I restanti 18 700 milioni di Lit del « bad will » sono stati trasferiti alla SIV unitamente alla Veneziana Vetro il 28 luglio 1986. La SIV aveva utilizzato 1 200 milioni di Lit per coprire ulteriori perdite subite dalla Veneziana Vetro ed aveva utilizzato altri 16 000 milioni di Lit per aumentare il capitale della società. A parte il « bad will » ottenuto dall'ENI, la EFIM aveva ricevuto 41 miliardi di Lit attraverso un prestito obbligazionario, dei quali ha trasferito alla SIV 40 miliardi di Lit come nuovo capitale; il restante miliardo di Lit era inteso a coprire gli oneri di emissione e di gestione del prestito. Il graduale rimborso del prestito sarebbe stato effettuato dallo Stato mediante un aumento del fondo di dotazione della EFIM. Nel periodo 1986-1988 la SIV ha deciso di investire 246 miliardi di Lit da finanziare mediante 40 miliardi di Lit di capitale, 110 miliardi di Lit in prestiti commerciali e 96 miliardi di Lit di autofinanziamento. Gli investimenti in parola erano intesi a migliorare la struttura produttiva, a potenziare la produzione, a rinnovare ed ammodernare lo stabilimento esistente ed a divulgare prodotti e tecnologia innovativi. In particolare per la Veneziana Vetro, gli interventi previsti riguardavano la ristrutturazione, la sostituzione di impianti obsoleti con un nuovo stabilimento, la formazione del personale e l'applicazione di una nuova tecnologia avanzata, senza modificare quasi per nulla la capacità produttiva.

Con lettera del 14 dicembre 1987, il governo italiano ha affermato che la SIV intendeva investire 530 miliardi di Lit di cui 80 miliardi per il rinnovamento di una linea « float », 140 miliardi per l'automazione e l'ammodernamento dello stabilimento attuale e un investimento di 310 miliardi per seguire le attività espansive del gruppo. Nel 1988 la EFIM aveva deciso di raccogliere sul mercato privato dei capitali 75 miliardi di Lit per finanziare il proprio programma quadriennale di investimenti dei quali 40 miliardi di Lit mediante emissione di azioni e 35 miliardi di Lit mediante emissione di prestito obbligazionario. Il governo italiano ha inoltre fornito informazioni intese a dimostrare la necessità di un nuovo stabilimento per la produzione del vetro piano.

Nella fase della consultazione delle altre parti interessate, i governi di altri cinque Stati membri, una confederazione dell'industria e due gruppi industriali del medesimo settore nonché la beneficiaria SIV hanno presentato le loro osservazioni. Il 6 ottobre 1987 si è tenuta una discussione tecnica con i rappresentanti dell'EFIM e della SIV.

Il 20 ottobre 1987, la Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana ha pubblicato la decisione del governo di autorizzare la EFIM ad emettere altri prestiti a carico dello Stato, dei quali l'importo di 50 miliardi di Lit da destinare alla costruzione della linea « float » della Veneziana Vetro, a Porto Marghera.

Né il governo italiano, né la EFIM, né la SIV hanno mai menzionato la decisione nel quadro della procedura di cui all'articolo 93, paragrafo 2. Con lettera del 27 ottobre 1987 la Commissione ha quindi chiesto informazioni su questa nuova decisione.

Non avendo ricevuto le informazioni richieste, il 16 maggio 1988 la Commissione ha deciso di estendere la procedura di cui all'articolo 93, paragrafo 2, che aveva avviato nei confronti dei 41 miliardi di Lit, per includervi anche gli ulteriori 50 miliardi di Lit a favore della Veneziana Vetro. La Commissione ha ritenuto che entrambi gli interventi contenessero elementi di aiuto di Stato per il medesimo investimento, che tali elementi potessero determinare una distorsione della concorrenza ed influire sul commercio tra Stati membri ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 e che nessuna delle esenzioni dal carattere generale di incompatibilità di tale aiuto con il mercato comune risultasse applicabile.

Con lettera del 29 marzo 1988 la Commissione ha intimato al governo italiano di presentarle le proprie osservazioni nel quadro della procedura di cui all'articolo 93, paragrafo 2.

IV

Il governo italiano ha dapprima risposto tardivamente alla richiesta della Commissione intesa ad ottenere informazioni sul secondo intervento, con lettera del 29 marzo 1988. Il governo italiano ha espresso l'opinione che un aumento del fondo di dotazione dell'EFIM, finanziato mediante prestito obbligazionario con oneri a carico dello Stato, non contenesse elementi di aiuti di Stato e che non dovesse quindi essere notificato a norma dell'articolo 93, paragrafo 3; il trasferimento - non ancora avvenuto - di detti fondi alla Veneziana Vetro sarebbe stato senz'altro compatibile con il trattato dati i risultati positivi della società.

Con lettera del 26 luglio 1988, il governo italiano ha presentato le proprie osservazioni nel quadro della procedura ampliata. Per la prima volta aveva presentato la contabilità degli ultimi tre anni della Veneziana Vetro ed un compendio delle relazioni finanziarie tra la SIV e la Veneziana Vetro, allo scopo di dimostrare che nessuna aliquota dei 41 miliardi di Lit raccolti dalla EFIM nel 1985/1986 era stata trasferita alla Veneziana Vetro in forma diversa da un prestito a condizioni identiche a quelle praticate sul mercato.

Per quanto riguarda i 50 miliardi di Lit decisi nel 1987, il governo italiano ha ripetuto che tale somma era stata utilizzata finora soltanto per aumentare il fondo di dotazione dell'EFIM e che non poteva quindi aver influito sulle condizioni commerciali nella Comunità.

Ha inoltre affermato che la SIV aveva diviso la Veneziana Vetro in due società separate: la vecchia Veneziana Vetro, non più in funzione, e la nuova società Veneziana Vetro, costituita il 15 aprile 1987, alla quale, il 1o agosto 1987, sono stati trasferiti gli attivi della vecchia Veneziana Vetro.

Nel dicembre 1987, la SIV e la vecchia Veneziana Vetro hanno proceduto ad una fusione, consentendo così alla SIV di trarre vantaggio, sotto l'aspetto fiscale, delle perdite cumulate della Veneziana Vetro degli ultimi 5 anni, che ammontavano a quasi 15 miliardi di Lit.

In sede di consultazione delle altre parti interessate nel quadro della procedura ampliata, i governi di tre altri Stati membri, una confederazione industriale e due gruppi industriali del medesimo settore hanno fornito informazioni.

(1) Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana n. 6 del 9. 1. 1986, pag. 40.

(2) Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana n. 248 del 21. 10. 1985, pag. 7555.

(3) Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana n. 299 del 20. 12. 1985, pag. 9180.

(4) Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana n. 245 del 20. 10. 1987, pag. 36.

V

L'erogazione di fondi statali ad imprese sotto forma di apporto di capitale può comportare elementi di aiuto di Stato; per accertare se tale erogazione di fondi statali costituisca un aiuto nel caso in cui l'impresa sia di proprietà delle autorità pubbliche sarebbe opportuno, ignorando qualsiasi elemento di carattere sociale, o di politica regionale o settoriale, approfondire se in circostanze analoghe un azionista privato fosse indotto ad operare tale apporto di capitale alle medesime condizioni, in vista dell'utile atteso.

In tale contesto, la Commissione rileva le differenze tra la situazione finanziaria della SIV e quella della Veneziana Vetro. Nel 1982 la SIV ha registrato un utile di 1 100 milioni di Lit, nel 1983 di 400 milioni, nel 1984 di 200 milioni, nel 1985 di 2 000 milioni e nel 1986 di 13 200 milioni, pari allo 0,5 %, 0,2 %, 0,1 %, 0,6 % ed al 3,6 % del corrispondente fatturato annuo.

Nel 1985 gli arbitri avevano fissato il valore della SIV a 242 600 milioni di Lit.

Nel 1982, la Veneziana Vetro ha registrato perdite per 300 milioni di Lit, nel 1983 per 8 500 milioni, nel 1984 per 4 300 milioni, nel 1985 per 6 300 milioni e nel 1986 per 1 700 milioni, pari al 2,5 %, 30,7 %, 14,8 %, 21,2 % ed al 6,8 % del fatturato annuo rispettivo. Queste perdite sono state coperte dai suoi azionisti pubblici, anzitutto dalla ENI, poi dalla EFIM e quindi dalla SIV. Nel 1985 gli arbitri hanno fissato il suo valore a -24 900 milioni di Lit in vista delle perdite previste e dei costi di ristrutturazione. Lo stesso governo italiano aveva fatto notare alla Commissione il carattere obsoleto dello stabilimento della Veneziana Vetro e la circostanza che la manodopera non fosse specializzata per impianti moderni.

La Commissione ritiene che l'erogazione di nuovo capitale con finanze statali a favore di una società in tale situazione potrebbe comportare elementi di aiuto di Stato, come risulta dalla considerazioni che figurano nella comunicazione della Commissione degli Stati membri, del 17 settembre 1984, relativa all'applicazione degli articoli 92 e 93 del trattato a partecipazioni pubbliche nel capitale sociale.

Per quanto riguarda l'autorizzazione concessa alla EFIM dal governo italiano il 28 novembre 1985 di emettere obbligazioni per 41 miliardi di Lit, per destinare i fondi così ottenuti ad investimenti nell'industria pubblica vetraria, la Commissione osserva che la EFIM ha utilizzato 39 975 milioni di Lit di tale somma per aumentare il capitale azionario della SIV. Nel quadro della procedura di cui all'articolo 93, paragrafo 2, il governo italiano ha addotto le prove che - del tutto a parte del saldo dal « bad-will » rilevato dalla ENI tramite la EFIM - nel 1987, la SIV ha messo a disposizione della Veneziana Vetro 43 361 milioni di Lit, ma soltanto sotto forma di prestiti ad un interesse pari al quello applicato ai prestiti che la Veneziana Vetro ha ottenuto dalle banche nel medesimo anno.

La Commissione ritiene che l'erogazione di 39 975 milioni di Lit effettuata dalla EFIM alla SIV sotto forma di nuovo capitale azionario, non differisca dal comportamento di investitori privati data la posizione finanziaria fondamentalmente sana della SIV e la sua crescente redditività rispetto al suo fabbisogno in investimento. Pertanto, conformemente all'opinione espressa dalla Commissione nella sua comunicazione agli Stati membri, del 17 settembre 1984, concernente l'applicazione degli articoli 92 e 93 del trattato alle partecipazioni pubbliche nel capitale sociale, l'erogazione di capitale azionario non costituisce un aiuto ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato.

Neppure l'erogazione di 43 365 milioni di Lit operata dalla SIV a favore della Veneziana Vetro sotto forma di prestiti alle condizioni di mercato, descritta dal governo italiano nella lettera del 26 luglio 1988, può essere considerata come contenente elementi di aiuto di Stato. La Commissione si riserva tuttavia la facoltà di riesaminare la propria posizione qualora dovessero verificarsi cambiamenti nelle condizioni del prestito.

Per quanto riguarda l'autorizzazione concessa dal governo italiano alla EFIM, nel 1987, di erogare 50 miliardi di Lit alla Veneziana Vetro sotto forma di capitale azionario, la Commissione ritiene che tale intervento contenga elementi di aiuto di Stato, data la debole situazione finanziaria della Veneziana Vetro, in particolare dati il passivo e l'attivo di quest'ultima rispetto al suo fabbisogno di investimento.

Nel quadro della procedura, il governo italiano ha ripetutamente affermato che la EFIM ha finora utilizzato i 50 miliardi di Lit raccolti con il prestito obbligazionario esclusivamente per aumentare il proprio fondo di dotazione, senza tuttavia alterare la destinazione finale della somma, ossia il finanziamento di una linea « float » per la produzione del vetro piano della Veneziana Vetro.

Pertanto, l'autorizzazione alla EFIM, del 18 settembre 1987, di emettere obbligazioni per 50 000 milioni di Lit, con oneri a carico del governo italiano, da utilizzare per investimenti della Veneziana Vetro comporta elementi di aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato poiché consente alla Veneziana Vetro di coprire, con finanze statali, parte dei costi di investimento che avrebbero invece dovuto essere a suo carico.

Non notificando il progetto alla Commissione, il governo italiano ha mancato di adempiere agli obblighi lui incombenti in virtù dell'articolo 93, paragrafo 3 del trattato. Almeno a decorrere dal 7 aprile 1987, quando il governo italiano fu informato delle ragioni per le quali la Commissione aveva deciso di avviare la procedura di cui all'articolo 93, paragrafo 2 nei confronti dell'erogazione di 41 miliardi di Lit all'industria statale italiana del vetro piano, tale governo è stato a conoscenza del fatto che la Commissione considera gli apporti di capitale con finanze statali alla Veneziana Vetro come un aiuto. L'aiuto deciso è quindi illegale in quanto costituisce un'infrazione alla procedura; esso è inoltre incompatibile con il mercato comune ai sensi dell'articolo 92. VI

Mentre la SIV produce e lavora principalmente il vetro « float » soprattutto per l'industria automobilistica e per l'edilizia, la Veneziana Vetro, prima della costruzione della linea « float » produceva soltanto vetro tirato.

Il vetro piano viene commercializzato fra Stati membri; nel 1983 l'Italia ha esportato 143 000 t di vetro piano (vetro tirato, vetro « float », vetro isolante, vetro di sicurezza, specchi in vetro, codici Nimexe da 70.05 a 70.09) verso altri nove Stati membri, verso la Spagna ed il Portogallo, nel 1984 150 000 t, nel 1985 179 000 t e nel 1986 193 000 t, mentre le corrispondenti importazioni ammontavano a 141 000 t, 160 000 t, 141 000 t ed a 152 000 t. Il gruppo SIV - che comprende ora la Veneziana Vetro - partecipa a questo commercio esportando metà della propria produzione principalmente verso altri Stati membri.

Sussiste una concorrenza tra i fabbricanti del ramo vetrario. In base alle informazioni comunicate alla Commissione, nel 1987, nella Comunità a 12, vi erano 29 linee « float », appartenenti a sei principali gruppi, uno dei quali è la SIV; vi erano altresì cinque linee di produzione (vetro tirato). Sei linee « float » e una linea di vetro tirato erano localizzate in Italia; una di queste linee « float » aveva interrotto la produzione. Nel 1987 anche l'ultima linea di vetro tirato della Veneziana Vetro aveva interrotto la produzione e nel 1988 la sua nuova linea « float » era entrata in fase operativa.

Quando il sostegno finanziario statale rafforza, nella Comunità, la posizione di talune imprese rispetto a quella di altre imprese sue concorrenti, si deve considerare che tale sostegno abbia un'incidenza su dette altre imprese.

Pertanto, l'aiuto deciso dal governo italiano a favore della Veneziana Vetro incide sugli scambi tra Stati membri e falsa o minaccia di falsare la concorrenza, ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1.

L'articolo 92, paragrafo 1 sancisce che - in linea di principio - ogni aiuto che risponde ai criteri enunciati in detto articolo è incompatibile con il mercato comune.

Le eccezioni a questo principio, esposte nell'articolo 92, paragrafo 2 del trattato, non si applicano in questo caso, dato il carattere e le finalità del progetto di aiuto.

L'articolo 92, paragrafo 3 del trattato elenca gli aiuti che possono essere considerati compatibili con il mercato comune. La compatibilità con il trattato va esaminata nel contesto della Comunità nel suo complesso, non dei singoli Stati membri. Per garantire il corretto funzionamento del mercato comune e tenendo conto dei principi sanciti nell'articolo 3, lettera f) del trattato, le eccezioni dal principio sancito nell'articolo 92, paragrafo 1, stabilite nel paragrafo 3 di detto articolo, vanno interpretate restrittivamente nell'esaminare ogni programma di aiuto o ogni singolo aiuto.

In particolare, esse si possono applicare soltanto quando la Commissione stabilisce che, senza l'aiuto, il libero gioco delle forze di mercato non indurrebbe, di per sé, i potenziali beneficiari ad agire in modo da contribuire al raggiungimento di uno degli obiettivi perseguiti.

Applicare le eccezioni a casi particolari che non contribuiscono al raggiungimento di uno di detti obiettivi, o qualora un aiuto non sia a tal fine indispensabile, significa praticamente concedere indebiti vantaggi alle industrie o alle società di taluni Stati membri la cui situazione finanziaria verrebbe ad essere potenziata e potrebbe influire sul commercio tra Stati membri, determinando distorsioni della concorrenza senza peraltro essere giustificato da motivi di interesse comune, ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3.

Il governo italiano non è stato in grado di fornire, né la Commissione di individuare, alcuna giustificazione per decidere che l'aiuto in questione rientri in una delle categorie di eccezioni di cui all'articolo 92, paragrafo 3.

Per quanto riguarda le eccezioni di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) e c), eccezioni relative all'aiuto che promuove o facilita lo sviluppo di talune zone, va notato che il governo italiano non ha presentato alcuna considerazione di carattere regionale per l'erogazione dell'aiuto in parola. Per quanto riguarda la costruzione di una nuova linea « float » a Porto Marghera, va notato che il livello di vita in tale località non è anormalmente basso, né si riscontra una grave disoccupazione ai sensi dell'eccezione di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera a), né infine la zona in cui si trova Porto Marghera è compresa fra quelle che ricevono una speciale assistenza regionale ai sensi dell'eccezione di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c).

Per quanto riguarda le eccezioni di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera b), l'aiuto a favore della costruzione di una nuova linea « float » non è inteso né a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo, né a porre rimedio ad un grave turbamento dell'economia italiana; il governo italiano, infine, non ha presentato alcun argomento a favore dell'eventuale applicazione di tali deroghe. Per quanto riguarda le esenzioni di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c) a favore di aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività economiche, sempreché non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse, va notato che dopo anni di sottoutilizzazione delle capacità produttive e di acuta concorrenza dei prezzi, la domanda di vetro piano è attualmente pari alle potenziali consegne e che la redditività di questo settore è notevolmente aumentata; i risultati della SIV dimostrano tale sviluppo.

La domanda futura di vetro piano dipende in gran parte dalle esigenze dei suoi due principali sbocchi, ossia l'industria automobilistica e l'edilizia. La futura produzione del vetro piano sarà influenzata dalla nuova capacità produttiva in fase di realizzazione o di programmazione a Lussemburgo, in Francia, nel Regno Unito ed in Spagna, nonché in altri paesi terzi. Nel quadro della procedura, il governo italiano ha in un primo tempo dichiarato che la costruzione di una nuova linea « float » a Porto Marghera manterrà invariate le capacità produttive ed in un secondo tempo ha affermato che le capacità sarebbero aumentate soltando del 10 %, senza tuttavia presentare alcun documento contabile in appoggio a tale affermazione.

Nella situazione attuale, ogni nuova linea « float » aumenta del 2-3 % le capacità esistenti in territorio comunitario. Anche tenendo conto della chiusura di una vecchia linea di produzione di vetro tirato da 90 t/d della Veneziana Vetro, avvenuta nel febbraio 1986, e della chiusura della sua seconda linea di vetro tirato da 75 t/d, nel 1987, è chiaro che la nuova linea « float » di Porto Marghera aumenterà la capacità produttiva in termini quantitativi e qualitativi, poiché può produrre 350 t/d di vari tipi. Anche la relazione annuale della SIV per il 1986 conferma che si verificherà un aumento della capacità ma questa società non ritiene che ciò possa alterare il mercato. La SIV si occuperà della lavorazione di quasi tutta la produzione della Veneziana Vetro, in parte nei nuovi stabilimenti costruiti in Spagna ed in Belgio, ma soprattutto per l'industria automobilistica.

È stata costante politica della Commissione garantire che lo sviluppo strutturale del settore del vetro piano, data la sua vulnerabilità, non venga perturbato da aiuti di Stato. La Commissione ha quindi stabilito, con le decisioni 84/497/CEE (1) e 84/507/CEE (2) che le misure di aiuto proposte dal governo olandese e dal governo lussemburghese, rispettivamente, per costruire nuovi stabilimenti per la produzione e la lavorazione del vetro piano sono incompatibili col mercato comune e quindi non vanno realizzate. Né la Commissione ha ritenuto compatibili col mercato comune le misure di aiuto per il rinnovamento delle attuali linee « float » e quindi, con decisioni 86/593/CEE (3) e 87/195/CEE (4) ha stabilito che il governo belga si astenga dall'erogare aiuti a tali operazioni di rinnovamento, nonostante gli aspetti innovativi degli investimenti in parola. La validità di tale impostazione è stata confermata dalla Corte di giustizia nella recente sentenza dell'8 marzo 1988 nelle cause congiunte 62/87 e 72/87.

L'aiuto è tale da alterare le condizioni del commercio nella Comunità. La SIV stessa, divenuta la società trainante del gruppo delle industrie pubbliche del settore vetrario recentemente costituito, ha dichiarato nella relazione per il 1985: « La ristrutturazione della Veneziana Vetro, oggi controllata dall'EFIM, assume, in questo ambito, particolare rilievo. Essa è infatti inserita nei programmi di sviluppo della SIV e consentirà alla vostra società di disporre di un'importante base produttiva e commerciale al Nord Italia, aperta ai mercati europei ».

Nonostante la migliorata situazione dell'industria del vetro piano la Commissione ritiene che l'aiuto che il governo italiano ha deciso di concedere alla Veneziana Vetro, dati i suoi effetti sulla produzione e sul commercio intracomunitario, non può essere ritenuto tale da contribuire allo sviluppo di questo settore senza influire negativamente nel contempo sulle condizioni del commercio in misura contraria all'interesse comune.

Pertanto, l'aiuto del governo italiano non corrisponde alle condizioni imposte per l'applicazione di una delle deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3 del trattato CEE.

Infine, occorre sottolineare il fatto che, basandosi sulle affermazioni delle autorità italiane (lettera del 26 luglio 1988), la Commissione fonda la presente decisione sul presupposto che il governo italiano ha deciso di accordare l'aiuto in parola per l'importo di 50 miliardi di Lit all'impresa Veneziana Vetro, ma che non ha ancora materialmente versato questo importo, nemmeno indirettamente, ad esempio tramite l'EFIM. Pertanto, non risulta giustificato imporre l'obbligo di ricupero dell'aiuto e la decisione può limitarsi ad esigere che il governo italiano si astenga dalla realizzazione dell'aiuto di cui trattasi,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Il governo italiano non può realizzare l'aiuto per l'importo di 50 miliardi di Lit, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana, del 20 ottobre 1987, a favore della società Veneziana Vetro di Porto Marghera.

Articolo 2

Il governo italiano comunica alla Commissione, entro il termine di due mesi a decorrere dalla data della notifica della presente decisione, le misure da esso adottate per conformarvisi.

Articolo 3

La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 30 novembre 1988.

Per la Commissione

Peter SUTHERLAND

Membro della Commissione

(1) GU n. L 276 del 19. 10. 1984, pag. 37 (Maasglas).

(2) GU n. L 283 del 27. 10. 1984, pag. 39 (Luxguard).

(3) GU n. L 342 del 5. 12. 1986, pag. 32 (St. Roch).

(4) GU n. L 77 del 19. 3. 1987, pag. 47 (Glaverbel).