31969D0216

69/216/CEE: Decisione della Commissione, del 30 giugno 1969, relativa ad una procedura ai sensi dell'articolo 85 del trattato CEE (IV/704-25.410 - SEIFA) (Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)

Gazzetta ufficiale n. L 173 del 15/07/1969 pag. 0008 - 0012


DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 30 giugno 1969 relativa ad una procedura ai sensi dell'articolo 85 del trattato CEE (IV/704-25.410 - SEIFA) (Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)

(69/216/CEE)

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 85,

visto il regolamento n. 17 del Consiglio del 6 febbraio 1962 (1), in particolare gli articoli 2, 4, 5 e 7,

vista la domanda di attestazione negativa presentata il 31 ottobre 1962 dal Sig. F. Guerrera, nella sua qualità di amministratore delegato della SEIFA, società per azioni con sede a Milano, e completata in data 9 ottobre 1964, mediante la quale la SEIFA chiede che la Commissione accerti, conformemente all'articolo 2 del regolamento n. 17, di non aver motivo di intervenire, a norma dell'articolo 85, paragrafo 1, del trattato, nei riguardi dell'accordo in forza del quale alcune società aventi tutte sede in Italia affidano alla SEIFA la vendita in comune dei fertilizzanti azotati semplici, fosfatici, potassici e complessi da loro prodotti o commercializzati,

vista la notificazione effettuata in via subordinata dalla SEIFA allo scopo di ottenere l'applicazione delle disposizioni dell'articolo 85, paragrafo 3, del trattato all'accordo stesso per il caso che l'attestazione negativa richiesta non possa essere rilasciata,

sentite le imprese interessate conformemente all'articolo 19, paragrafo 1, del regolamento n. 17 e agli articoli 1, 2 e 3 del regolamento n. 99/63 (2),

effettuata, a norma dell'articolo 19, paragrafo 3, del regolamento n. 17, la pubblicazione del contenuto essenziale della domanda di attestazione negativa nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee n. C 3 dell'11 gennaio 1969, pagina 6,

visto il parere del Comitato consultivo in materia di intese e posizioni dominanti, emesso conformemente all'articolo 10 del regolamento n. 17, il 25 marzo 1969,

I

1. Considerando che il 24 febbraio 1949 è stata costituita a Milano, con la denominazione di «SEIFA-Società per lo sviluppo dei consumi dei fertilizzanti» e per una durata prevista fino al 31 dicembre 2000, una società per azioni avente per oggetto di promuovere e di organizzare la vendita in Italia e all'estero dei fertilizzanti chimici e l'eventuale importazione in Italia degli stessi prodotti;

considerando che attualmente lo statuto di detta società, modificato dall'assemblea straordinaria dei soci il 9 ottobre 1968, prevede che la società ha per oggetto «di promuovere il consumo dei fertilizzanti e di esercitarne il commercio in Italia ed in tutti i paesi del mondo ad eccezione degli altri paesi membri della Comunità economica europea»;

considerando che, nell'ambito di questo oggetto sociale, le società azioniste della SEIFA e altre società non azioniste, aventi tutte sede in Italia, hanno affidato alla SEIFA con appositi mandati redatti in maniera identica, la vendita dei fertilizzanti da loro prodotti o commercializzati;

considerando che all'uopo la SEIFA può trattare e concludere in nome proprio e per conto delle società mandanti contratti di vendita, di trasporto e di assicurazione, modificare i contratti conclusi nonchè compiere in genere tutte le operazioni commerciali e finanziarie che saranno ritenute necessarie dal Consiglio di amministrazione;

considerando che all'accordo qui esaminato viene data esecuzione sia nello statuto stesso della SEIFA che nei mandati di vendita precitati e nelle misure concrete di applicazione adottate dalla società stessa;

considerando, dunque, che con tale accordo viene disciplinata soltanto la vendita in comune dei fertilizzanti delle società mandanti nel mercato interno italiano e nei paesi situati fuori della CEE, e non l'eventuale importazione in Italia degli stessi prodotti;

2. Considerando che l'accordo attualmente in vigore prevede quanto segue.

I partecipanti all'accordo sono la società SEIFA e le 9 imprese seguenti:

a) azioniste della SEIFA:

- Montecatini Edison SpA, Milano,

- APE Elettrochimica ligure SpA, Milano,

- SINCAT, Società industriale catanese SpA, Palermo,

- Rumianca SpA, Torino,

- Caffaro SpA, Società per l'industria chimica ed elettrochimica, Milano,

b) non azioniste della SEIFA:

- Snia Viscosa SpA, Milano,

- Vetrocoke Cokapuania SpA, Milano,

- Carlo Marchi, società in accomandita semplice, Firenze,

- ISPEA Industria sali potassici ed affini SpA, Palermo.

I prodotti contemplati dall'accordo sono i fertilizzanti azotati semplici, fosfatici, potassici e complessi, ad uso agricolo, prodotti o commercializzati dalle società mandanti della SEIFA e messi a disposizione di questa.

Una parte assai rilevante dei prodotti venduti dalla SEIFA proviene dalle società APE, Vetrocoke Cokapuania, Montecatini-Edison, SINCAT ed ISPEA, appartenenti al gruppo Montecatini-Edison. Questo gruppo detiene attualmente il 92 % del capitale azionario della SEIFA mentre le società Rumianca e Caffaro detengono rispettivamente il 6 % e il 2 % di tale capitale.

La SEIFA, organo esecutivo dell'accordo, è incaricata di vendere, senza alcuna clausola di esclusiva, in Italia e nei paesi non appartenenti alla Comunità economica europea, per conto delle imprese sovrammenzionate, i quantitativi che queste le affidano. A seguito tuttavia degli obblighi assunti dalla SEIFA verso la società per azioni Nitrex di Zurigo in nome delle mandanti, queste non sono autorizzate a vendere direttamente e individualmente sui mercati di esportazione situati fuori della CEE e precisati all'articolo 3 della Convenzione Nitrex del 12 ottobre 1962, ma devono ricorrere esclusivamente all'intermediazione della SEIFA per effettuarvi le vendite. Per contro, le esportazioni verso gli Stati membri della CEE possono essere effettuate soltanto dai produttori e dai loro rivenditori.

Le mandanti comunicano periodicamente alla SEIFA i quantitativi disponibili che esse intendono vendere per il tramite di quest'ultima. Per quanto concerne le vendite da loro effettuate direttamente, le mandanti non sono tenute ad informarne la SEIFA.

La SEIFA ripartisce fra le sue mandanti gli ordinativi ricevuti per forniture tanto sul mercato interno che all'esportazione al di fuori della CEE.

Nella sua qualità di società mandataria, la SEIFA fissa le condizioni, le modalità ed i prezzi di vendita dei fertilizzanti messi a sua disposizione dalle società mandanti.

Sul mercato italiano la SEIFA vende i fertilizzanti per il tramite della Federconsorzi, delle cooperative agricole e di grossisti e dettaglianti indipendenti, a prezzi uguali, per ciascun tipo di prodotto, qualunque ne sia il fornitore. Tali prezzi, relativi di norma a merce insaccata e resa franco magazzino del distributore, sono fissati entro i limiti massimi previsti dalle tariffe pubblicate dal Comitato interministeriale dei prezzi (CIP).

Per quanto riguarda i fertilizzanti azotati semplici, la SEIFA fissa per ciascun tipo di prodotto due listini di prezzi di vendita: uno per i distributori, l'altro per i consumatori. Tali prezzi, che vengono pubblicati all'inizio della campagna agraria, variano e seconda dei mesi: essi raggiungono punte massime da marzo a giugno e punte minime in luglio e agosto. Anche per quanto riguarda i fertilizzanti complessi e composti la SEIFA pubblica per ciascun tipo di prodotto prezzi per i distributori e prezzi al consumo; tali prezzi restano però invariati nel corso dell'intera campagna agraria. Per il superfosfato semplice la SEIFA pubblica solamente il prezzo per i distributori, che resta invariato nel corso dell'intera campagna agraria. Anche per il superfosfato triplo la SEIFA fissa soltanto il prezzo per i distributori che è unico per l'intera campagna, ma varia a seconda della regione in cui il prodotto viene fornito. Per quanto riguarda i fertilizzanti potassici, la SEIFA pubblica per ciascun tipo e per i soli distributori, un prezzo normale e un prezzo estivo.

La SEIFA applica agli acquirenti italiani condizioni generali di vendita che non contengono alcun divieto di esportazione dei prodotti oggetto dell'accordo verso gli Stati membri della CEE o d'importazione di tali prodotti in Italia.

Le vendite dei fertilizzanti destinati all'esportazione nei paesi terzi vengono effettuate per il tramite dei rappresentanti della SEIFA. I prezzi all'esportazione sono fissati dalla SEIFA dopo libera discussione con gli acquirenti. Le vendite dei fertilizzanti azotati semplici nei mercati di esportazione dei paesi terzi cui si applica la Convenzione Nitrex vengono effettuate conformemente alle disposizioni di tale convenzione; i prezzi di vendita su tali mercati sono fissati dalla SA Nitrex di Zurigo.

Tutti i prezzi riscossi dalla SEIFA sono corrisposti all'impresa che ha fornito la merce venduta: la SEIFA percepisce soltanto una commissione calcolata su tali prezzi.

II

3. Considerando che l'attestazione negativa richiesta può essere rilasciata, in conformità dell'articolo 2 del regolamento n. 17, nel caso che la Commissione accerti che, in base agli elementi a sua conoscenza, essa non ha motivo di intervenire a norma dell'articolo 85, paragrafo 1, del trattato, nei riguardi dell'accordo in virtù del quale le azioniste della SEIFA nonchè altre società italiane affidano a questa ultima la vendita in comune dei fertilizzanti da loro prodotti o commercializzati;

considerando che ai termini dell'articolo 85, paragrafo 1, del trattato, sono incompatibili con il mercato comune e vietati tutti gli accordi fra imprese, tutte le decisioni di associazioni di imprese e tutte le pratiche concordate che possano pregiudicare il commercio fra Stati membri e che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, restingere o falsare il gioco della concorrenza all'interno del mercato comune;

considerando che l'accordo in questione è un accordo tra imprese ai termini dell'articolo 85 del trattato;

considerando che l'applicabilità dell'articolo 85, paragrafo 1, del trattato presuppone che la concorrenza sia in linea di principio possibile ma che essa venga tuttavia ristretta o falsata mediante accordi o pratiche concordate fra imprese; che tale presupposto, indipendentemente dai rapporti esistenti fra le società appartenenti al gruppo Montecatini-Edison, sussiste nella fattispecie almeno per quanto concerne questa società e le altre società mandanti della SEIFA, società la cui attività nel settore dei fertilizzanti riveste un'importanza non trascurabile;

4. Considerando che, nel testo in vigore al momento della presentazione della domanda di attestazione negativa, l'accordo dava luogo a pratiche che, a parere della Commissione, potevano pregiudicare il commercio fra Stati membri della CEE ed avevano per oggetto e per effetto di restringere e falsare il gioco della concorrenza all'interno del mercato comune;

considerando che tali pratiche risultavano essenzialmente dall'inclusione di tutti i paesi della CEE nell'ambito territoriale dell'attività di vendita della SEIFA, e che tale inclusione, benchè le mandanti non avessero assunto un impegno di esclusiva nei confronti della SEIFA e fossero quindi libere in linea di principio di vendere direttamente sia in Italia che all'estero una parte della loro produzione, restringeva di fatto la libertà di azione delle mandanti nelle loro esportazioni sia collettive che individuali verso gli altri Stati membri della CEE; che infatti, per quanto riguarda i quantitativi di fertilizzanti messi a disposizione della SEIFA per la vendita in comune, era la SEIFA a decidere se fosse opportuno venderli in Italia o esportarli, in particolare all'interno del mercato comune, e a quali prezzi e condizioni di vendita tali esportazioni dovessero effettuarsi, senza che le mandanti potessero prendere decisioni individuali al riguardo;

che, per quanto riguarda i quantitativi, in realtà assai esigui, non messi a disposizione della SEIFA e riservati quindi alle vendite individuali, le mandanti non potevano, nei paesi in cui la SEIFA era incaricata di vendere per loro conto, promuovere un'azione di vendita concorrenziale nei confronti degli altri membri della SEIFA e della SEIFA stessa, un'azione del genere avrebbe infatti inciso negativamente sulla politica di esportazione che, in quanto azioniste della SEIFA e aderenti all'accordo di vendita in comune, esse avevano deciso di domandare a quest'ultima e che, nelle fattispecie consisteva nell'astenersi da qualsiasi esportazione negli altri Stati membri della CEE in modo da non far concorrenza ai produttori di tali paesi nel loro mercato nazionale, ciò che ostacolava la formazione di un mercato unico fra tali Stati nel settore dei fertilizzanti;

considerando che, allo scopo di ottenere l'attestazione negativa richiesta, gli interessati hanno deciso di porre fine a tali pratiche, dopo che la Commissione aveva loro reso noto, mediante comunicazione degli addebiti fatta il 25 marzo 1968 in applicazione dell'articolo 19, paragrafo 1, del regolamento n. 17, di considerarle incompatibili con l'articolo 85 del trattato; che a tal fine le azioniste della SEIFA, riunite in assemblea straordinaria il 9 ottobre 1968, hanno modificato l'oggetto sociale di cui all'articolo 2 dello statuto, in modo da escludere dall'ambito territoriale dell'attività di detta società i paesi membri della CEE tranne l'Italia; che, conformemente ai nuovi limiti territoriali statutariamente posti all'attività sociale della SEIFA, i mandati di vendita all'esportazione ad essa conferiti comportano ormai l'esplicita menzione della libertà di iniziativa delle società mandanti per quanto riguarda le esportazioni nell'ambito della CEE;

5. Considerando che l'accordo in questione, nei suoi termini attuali, comporta ancora restrizioni del gioco della concorrenza all'interno del mercato comune giacché per i quantitativi messi a disposizione della SEIFA è quest'ultima, e non le singole mandanti, a determinare i prezzi e le condizioni di vendita sul mercato italiano; che un'attestazione negativa, in riferimento all'articolo 85, paragrafo 1, può quindi essere rilasciata qualora l'accordo non sia atto a pregiudicare il commercio fra Stati membri;

considerando che a questo riguardo occorre esaminare se l'accordo pregiudichi la libertà del commercio fra Stati membri nuocendo al buon funzionamento del mercato comune; che nella fattispecie occorre quindi esaminare se le disposizioni dell'accordo e le misure adottate ai fini della sua esecuzione siano suscettibili di ostacolare la libertà di importazione e di esportazione dei partecipanti all'accordo e dei terzi all'interno del mercato comune;

6. Considerando che l'accordo non pregiudica nè direttamente nè indirettamente la libertà di importazione delle società mandanti in quanto disciplina soltanto la vendita in comune, nel mercato italiano e nei paesi situati fuori della CEE, dei fertilizzanti fabbricati e commercializzati da tali società;

considerando che l'accordo inoltre non pregiudica direttamente la libertà di esportazione delle società mandanti all'interno del mercato comune, in quanto, in seguito alle modifiche dell'oggeto sociale della SEIFA, le esportazioni nell'area comunitaria possono venire effettuate solo dalle varie mandanti; che l'accordo inoltre non contiene alcuna disposizione che possa pregiudicare indirettamente tale libertà riconosciuta alle mandanti in quanto, sebbene esso conferisca alla SEIFA il potere di ripartire le commesse fra le varie mandanti, queste però restano nondimento libere di fissare esse stesse i quantitativi di fertilizzanti che intendono vendere per il tramite di quest'ultima;

considerando che le condizioni generali di vendita applicate dalla SEIFA sul mercato italiano non contengono alcuna clausola che impedisca agli acquirenti di esportare i prodotti in questione in uno qualsiasi degli Stati membri della CEE o di importare tali prodotti in Italia; che, del resto, per quanto consta alla Commissione, il comportamento della SEIFA non esercita alcuna influenza neppure indiretta, sulla libertà degli acquirenti italiani di importare dei fertilizzanti dagli altri paesi della CEE o di esportare sul territorio di questi ultimi tali prodotti;

7. Considerando che indubbiamente l'accordo in esame produce ancora, nella sua versione attuale, effetti restrittivi sensibili sulla posizione dei distributori o degli utilizzatori all'interno del mercato comune; che si tratta in particolare dell'applicazione sul mercato italiano da parte della SEIFA di prezzi eguali per tipo di prodotto, qualunque ne sia il fornitore, e di condizioni di vendita uniformi che prevedono di norma la fornitura franco magazzino del distributore, il che ha per effetto che gli acquirenti italiani della SEIFA non hanno la possibilità di provocare una concorrenza di prezzi fra i fabbricanti italiani aderenti all'accordo, nè di avvantaggiarsi eventualmente della loro posizione geografica più favorevole rispetto ad altri stabilimenti delle mandanti, allo scopo di diminuire il costo dei trasporti; che l'esistenza di tali restrizioni della concorrenza non osta tuttavia al rilascio di un'attestazione negativa, in quanto in base agli elementi a conoscenza della Commissione non sembra che, nelle circostanze attuali, tali restrizioni afferenti al mercato interno italiano, possano pregiudicare il commercio fra Stati membri;

considerando che il contenuto essenziale della domanda d'attestazione negativa relativa all'accordo modificato è stato pubblicato conformemente all'articolo 19, paragrafo 3, del regolamento n. 17, allo scopo di fornire a tutti i terzi interessati la possibilità di presentare le loro osservazioni; che non è stata avanzata alcuna obiezione;

considerando che la Commissione può quindi accertare, a seguito della domanda delle imprese interessate, di non aver motivo di intervenire, in base agli elementi a sua conoscenza, nei confronti dell'accordo in questione a norma dell'articolo 85, paragrafo 1, del trattato;

III

8. Considerando che sono soddisfatti i presupposti per l'applicazione dell'articolo 7, paragrafo 1, del regolamento n. 17; che si tratta in effetti di un accordo esistente alla data di entrata in vigore del regolamento n. 17 (13 marzo 1962), notificato il 31 ottobre 1962, ossia entro i termini fissati all'articolo 5, paragrafo 1, del regolamento n. 17, e tale da non giustificare l'applicazione dell'articolo 85, paragrafo 3; che le imprese interessate, come sopra esposto, hanno modificato tale accordo di modo che non incorra più nel divieto di cui all'articolo 85, paragrafo 1, del trattato; che da ciò discende che nei confronti dei testi dell'accordo anteriori alle modificazioni, il divieto di cui all'articolo 85, paragrafo 1, si applica, conformemente all'articolo 7, paragrafo 1, del regolamento n. 17, soltanto per il periodo fissato dalla Commissione;

considerando che nella fattispecie bisogna a tal riguardo tener conto del fatto che gli interessati hanno non soltanto reso nota alla Commissione, entro il termine da quest'ultima fissato per rispondere agli addebiti comunicati il 25 marzo 1968, la loro intenzione di modificare l'accordo in modo da evitare in futuro tali addebiti, ma hanno altresì effettivamente apportato le modifiche necessarie il 9 ottobre 1968, cioè entro un termine relativamente breve tenuto conto delle formalità statutarie da compiere; che tali circostanze sono sufficienti ai fini della non applicazione del divieto di cui all'articolo 85, paragrafo 1, per il periodo anteriore al 9 ottobre 1968, data di entrata del testo dell'accordo per il quale l'attestazione negativa può essere rilasciata,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

In base agli elementi a sua conoscenza, la Commissione non ha motivo di intervenire, a norma dell'articolo 85, paragrafo 1, del trattato che istituisce la Comunità economica europea, nei riguardi dell'accordo di vendita in comune, esistente fra la società SEIFA e le sue mandanti nella versione risultante dalle modifiche entrate in vigore il 9 ottobre 1968.

Articolo 2

Il divieto di cui all'articolo 85, paragrafo 1, non si applica alle precedenti versioni dell'accordo per il periodo intercorrente fra il 13 marzo 1962 e il 9 ottobre 1968.

Articolo 3

Le seguenti imprese sono destinatarie della presente decisione:

1. SEIFA SpA, Milano,

2. Montecatini-Edison SpA, Milano,

3. APE, Elettrochimica ligure SpA, Milano,

4. SINCAT, Società industriale catanese SpA, Palermo,

5. Rumianca SpA, Torino,

6. Caffaro SpA, Società per l'industria chimica ed elettrochimica, Milano,

7. Snia Viscosa SpA, Milano,

8. Vetrocoke Cokapuania SpA, Milano,

9. Carlo Marchi Società in accomandita semplice, Firenze,

10. ISPEA Industria sali potassici ed affini SpA, Palermo.

Fatto a Bruxelles, il 30 giugno 1969.

Per la Commissione

Il Presidente

Jean REY

(1) GU n. 13 del 21. 2. 1962, pag. 204/62.(2) GU n. 127 del 20. 8. 1963, pag. 2268/63.