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Il regolamento relativo alla PCP si prefigge di garantire che le attività di pesca e dell’acquacoltura contribuiscano alla sostenibilità ambientale, economica e sociale a lungo termine. In linea con il Green Deal europeo (si veda la sintesi) e la strategia sulla biodiversità per il 2030 (si veda la sintesi), il settore della pesca dell’Unione è disciplinato dal principio di precauzione al fine di limitare l’impatto delle attività di pesca sull’ecosistema marino.
Il regolamento relativo alla PCP stabilisce le norme per la gestione della pesca, contribuendo così alla conservazione delle risorse biologiche marine, a una maggiore produttività, a un equo tenore di vita del settore della pesca, a mercati stabili e alla disponibilità di risorse alimentari a prezzi ragionevoli. Per quanto riguarda le misure commerciali e il sostegno finanziario, il regolamento relativo alla PCP contempla inoltre le risorse biologiche di acqua dolce e le attività di acquacoltura, nonché la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura.
PUNTI CHIAVE
La gestione della pesca intende permettere ai pescatori di ottimizzare le catture senza mettere a repentaglio la riproduzione degli stock ittici (il loro «rendimento massimo sostenibile»). A tale proposito, il totale ammissibile di catture (o «possibilità di pesca») è fissato per la maggior parte degli stock ittici principali. I livelli di pesca dovevano essere conformi ai livelli di rendimento massimo sostenibile per tutti gli stock entro il 2015, se possibile, e comunque non oltre il 2020, e in alcuni casi non oltre il 2025.
La gestione degli stock ittici si basa sulla consulenza scientifica. Gli Stati membri dell’Unione devono raccogliere, gestire e rendere disponibili i dati necessari per la consulenza scientifica. Ciò comprende dati biologici, ambientali e socio-economici. Le attività relative alla raccolta dei dati sono finanziariamente sostenute dall’Unione.
Con l’introduzione di un obbligo di sbarco, la PCP intende porre fine alla pratica inefficiente di riversare in mare le catture indesiderate (rigetto). L’obbligo di sbarco è stato gradualmente inserito nell’arco del periodo 2015–2019 ed è ora pienamente in vigore, e richiede ai pescatori di sbarcare tutte le catture di specie commerciali regolamentate.
I piani pluriennali fissano gli obiettivi per la gestione degli stock ittici.
Le misure tecniche consistono in una vasta serie di norme che disciplinano in che modo, dove e quando possono pescare i pescatori. Esse sono stabilite per tutti i bacini marittimi europei; tuttavia, differiscono notevolmente le une dalle altre a seconda del bacino marittimo, rispecchiando le condizioni regionali.
Il regolamento relativo alla PCP decentra il processo decisionale avvicinandolo ai luoghi di pesca (un processo noto come regionalizzazione). Prevede l’istituzione di consigli consultivi per ciascuna delle zone geografiche. Gli Stati membri con un interesse di gestione in una zona determinata possono proporre misure dettagliate, che la Commissione può integrare nel diritto dell’Unione.
Un sistema di controllo della pesca garantisce la conformità alle norme del regolamento relativo alla PCP, compresi il nuovo regolamento (UE) 2023/2842 (regolamento sui controlli) e la lotta contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata [regolamento (CE) n. 1005/2008, si veda la sintesi]. Il regolamento (UE) n. 1026/2012 (si veda la sintesi) definisce le norme che si applicano alla conservazione degli stock ittici in paesi che praticano la pesca non sostenibile.
Le nuove norme di commercializzazione per quanto riguarda l’etichettatura, la qualità e la tracciabilità permettono ai consumatori di essere meglio informati sull’origine del pesce che acquistano e sulle modalità di produzione.
consentono ai pescherecci dell’Unione di pescare stock in eccedenza nella zona economica esclusiva del paese partner in un ambiente regolamentato dalla legge in cambio di contributi finanziari;
sono incentrati sulla conservazione delle risorse e sulla sostenibilità ambientale, assicurando che tutti i pescherecci dell’Unione siano soggetti alle stesse regole di controllo e trasparenza.
Gli Stati membri devono favorire lo sviluppo dell’acquacoltura sostenibile tramite piani nazionali pluriennali.
Revisione del regolamento relativo alla PCP
Nel 2023 la Commissione ha pubblicato una relazione sul funzionamento della PCP. Questa relazione valuta il funzionamento della PCP a 10 anni dall’ultima riforma del 2013. Fornisce una panoramica di ciò che funziona e dei settori in cui sono stati raggiunti risultati tangibili, di quelli in cui l’attuazione è in ritardo e di quali sforzi sono ancora necessari per sfruttare appieno il potenziale della PCP. Allo stesso tempo, adotta anche una prospettiva lungimirante, fornendo una visione e un percorso verso una pesca sostenibile e resiliente del futuro.
Ogni anno, la Commissione pubblica una comunicazione in cui delinea lo stato di avanzamento della situazione degli stock ittici e avvia una consultazione pubblica di vasta portata sull’assegnazione delle possibilità di pesca per l’anno successivo. Tale comunicazione valuta i progressi compiuti in merito alla pesca sostenibile nell’Unione e riesamina l’equilibrio tra capacità di pesca e possibilità di pesca, le prestazioni socio-economiche del settore e l’attuazione dell’obbligo di sbarco. Inoltre, definisce la proposta sulle possibilità di pesca per l’anno successivo.
A PARTIRE DA QUANDO SI APPLICA IL REGOLAMENTO?
Il regolamento è in vigore dal .
CONTESTO
La PCP è stata introdotta per la prima volta nel 1970. Ha subito varie riforme, la più recente delle quali è entrata in vigore il .
Regolamento (UE) n. 1380/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’, relativo alla politica comune della pesca, che modifica i regolamenti (CE) n. 1954/2003 e (CE) n. 1224/2009 del Consiglio e che abroga i regolamenti (CE) n. 2371/2002 e (CE) n. 639/2004 del Consiglio, nonché la decisione 2004/585/CE del Consiglio (GU L 354 del , pag. 22).
Le successive modifiche al regolamento (UE) n. 1380/2013 sono state integrate nel testo originale. La versione consolidata ha esclusivamente valore documentale.
DOCUMENTI CORRELATI
Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio – Una pesca sostenibile nell’UE: situazione attuale e orientamenti per il 2025 [COM(2024) 235 final, ].
Regolamento (UE) 2023/2053 del Parlamento europeo e del Consiglio, del , che istituisce un piano di gestione pluriennale del tonno rosso nell’Atlantico orientale e nel Mediterraneo, modifica i regolamenti (CE) n. 1936/2001, (UE) 2017/2107 e (UE) 2019/833 e abroga il regolamento (UE) 2016/1627 (GU L 238 del , pag. 1).
Regolamento (UE) 2021/1139 del Parlamento europeo e del Consiglio, del , che istituisce il Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura e che modifica il regolamento (UE) 2017/1004 (GU L 247 del , pag. 1).
Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni – Il Green Deal europeo [COM(2019) 640 final dell’].
Regolamento (UE) 2017/1004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del , che istituisce un quadro dell’Unione per la raccolta, la gestione e l’uso di dati nel settore della pesca e un sostegno alla consulenza scientifica relativa alla politica comune della pesca e che abroga il regolamento (CE) n. 199/2008 del Consiglio (GU L 157 del , pag. 1).
Regolamento (UE) n. 1026/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del , relativo a talune misure ai fini della conservazione degli stock ittici relative ai paesi che autorizzano una pesca non sostenibile (GU L 316 del , pag. 34).
Regolamento (CE) n. 1224/2009 del Consiglio, del , che istituisce un regime di controllo comunitario per garantire il rispetto delle norme della politica comune della pesca, che modifica i regolamenti (CE) n. 847/96, (CE) n. 2371/2002, (CE) n. 811/2004, (CE) n. 768/2005, (CE) n. 2115/2005, (CE) n. 2166/2005, (CE) n. 388/2006, (CE) n. 509/2007, (CE) n. 676/2007, (CE) n. 1098/2007, (CE) n. 1300/2008, (CE) n. 1342/2008 e che abroga i regolamenti (CEE) n. 2847/93, (CE) n. 1627/94 e (CE) n. 1966/2006 (GU L 343 del , pag. 1).
Regolamento (CE) n. 1005/2008 del Consiglio, del , che istituisce un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, che modifica i regolamenti (CEE) n. 2847/93, (CE) n. 1936/2001 e (CE) n. 601/2004 e che abroga i regolamenti (CE) n. 1093/94 e (CE) n. 1447/1999 (GU L 286 del , pag. 1).