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Protezione della natura

La biodiversità, ovvero la varietà di forme di vita sulla Terra, è minacciata, principalmente a causa delle attività umane non sostenibili. L’Unione europea (Unione) ospita una vasta gamma di specie animali e vegetali, e una grande varietà di habitat naturali. Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, la maggior parte delle specie protette in Europa versa in un cattivo o pessimo stato di conservazione. Proteggere la natura è importante per diverse ragioni:

  • è fondamentale per la sopravvivenza delle specie e dei loro habitat;
  • è essenziale per il benessere umano poiché:
    • le nostre società ed economie si basano su servizi ecosistemici, come l’acqua e l’aria pulita, l’impollinazione, la regolazione del clima e le fonti di nutrimento o i medicinali,
    • ecosistemi che funzionano bene prevengono la comparsa e la diffusione di zoonosi (malattie infettive che possono diffondersi dagli animali agli esseri umani);
  • è vitale per proteggere il nostro patrimonio naturale comune.

L’Unione ha svolto e continua a svolgere un ruolo importante a livello internazionale nella protezione e conservazione della natura. È parte di diverse convenzioni, tra cui:

  • la Convenzione sulla Conservazione delle zone umide, adottata a Ramsar nel 1971;
  • la Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e fauna selvatiche minacciate di estinzione (CITES), adottata a Washington nel 1973;
  • la Convenzione sulla conservazione delle specie migratrici della fauna selvatica, adottata a Bonn nel 1979;
  • la Convenzione sulla Conservazione della vita selvatica e degli habitat naturali, adottata a Berna nel 1982;
  • la Convenzione sulla diversità biologica, adottata a Rio de Janeiro nel 1992.

L’Unione aderisce inoltre alla Convenzione di Aarhus del 1998, relativa all’accesso alle informazioni, alla partecipazione dei cittadini ai processi decisionali e all’accesso alla giustizia in materia ambientale.

L’Unione si è impegnata a proteggere e a ripristinare la biodiversità. La sua prima normativa per la protezione della natura è stata la direttiva uccelli, adottata nel 1979 e codificata e sostituita, nel 2009, dalla direttiva 2009/147/CE. Tale direttiva prevede una protezione globale di tutte le specie di uccelli naturalmente allo stato selvatico nel territorio dell’Unione. Nel 1992, la direttiva habitat (direttiva 92/43/CEE) è stata adottata per promuovere il mantenimento della biodiversità, proteggendo oltre 1 000 specie animali e vegetali e oltre 200 tipi di habitat e introducendo la rete Natura 2000 delle aree protette in tutta Europa. Le zone di protezione speciale e le zone speciali di conservazione della rete Natura 2000 rappresentano attualmente (2021) circa il 18 % del territorio dell’Unione e il 9 % dei mari europei.

La normativa unionale in materia di natura disciplina anche le disposizioni su:

  • le specie esotiche invasive, che siano animali o vegetali, introdotte accidentalmente o di proposito in un ambiente naturale in cui non sono solitamente presenti, con gravi effetti negativi sul nuovo ambiente;
  • il commercio delle specie di flora e fauna selvatiche (norme che attuano la convenzione CITES e che vanno oltre i requisiti della stessa), il commercio dei prodotti derivati dalla foca, la cattura mediante trappole senza crudeltà;
  • il ruolo dei giardini zoologici nella conservazione della biodiversità.

Sin dalla metà degli anni 2000, l’Unione ha adottato una serie di piani di azione e strategie in materia di biodiversità, tra cui la più recente è la strategia sulla biodiversità per il 2030, concepita per proteggere la natura e invertire la tendenza al degrado degli ecosistemi. La strategia vuole mettere la biodiversità in Europa su un percorso di recupero entro il 2030 e contiene oltre 100 azioni e impegni specifici. È la proposta per il contributo europeo al negoziato internazionale sul quadro per la biodiversità mondiale post-2020. Quale elemento fondante del Green Deal europeo, essa sosterrà anche la ripresa ecologica in seguito alla pandemia di Covid-19.

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