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Document C2017/026/06

Title and reference
Invito a presentare proposte — EACEA/04/2017 nell’ambito del programma Erasmus+ — KA 2 — Cooperazione per l’innovazione e lo scambio di buone prassi — Alleanze delle abilità settoriali

OJ C 26, 26.1.2017, p. 8–15 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)
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26.1.2017   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 26/8


INVITO A PRESENTARE PROPOSTE — EACEA/04/2017

nell’ambito del programma Erasmus+

KA 2 — Cooperazione per l’innovazione e lo scambio di buone prassi

Alleanze delle abilità settoriali

(2017/C 26/06)

1.   Obiettivi e descrizione

Le alleanze delle abilità settoriali si prefiggono lo scopo di ovviare alle carenze di abilità in relazione a uno o più profili professionali in un settore specifico. A tal fine individuano le esigenze esistenti o emergenti del mercato del lavoro specifiche di determinati settori (sul versante della domanda) e migliorano la capacità dei sistemi di istruzione e formazione professionale iniziale e continua, a tutti i livelli, di rispondere alle esigenze del mercato del lavoro (sul versante dell’offerta). Facendo riferimento ai dati relativi al fabbisogno di competenze, le alleanze delle abilità settoriali sostengono la progettazione e l’erogazione di contenuti di formazione professionale a livello transnazionale, oltre che di metodologie didattiche e formative per profili professionali chiave a livello europeo.

Le alleanze delle abilità settoriali per la cooperazione settoriale strategica sulle competenze individuano ed elaborano azioni concrete intese a favorire l’incontro tra domanda e offerta di competenze a sostegno della strategia generale di crescita specifica di ciascun settore.

I progetti possono raggiungere questi obiettivi presentando proposte per uno dei «lotti» indicati di seguito.

Lotto 1 — Alleanze delle abilità settoriali per l’individuazione del fabbisogno di competenze

Finalizzato a individuare e fornire informazioni dettagliate sul fabbisogno di competenze e sulle lacune presenti in un determinato settore economico specifico. In tal modo sarebbe possibile colmare queste lacune erogando formazione, di tipo IFP (istruzione e formazione professionale) o tramite qualsiasi altro settore dell’istruzione e della formazione.

L’individuazione e la definizione del futuro fabbisogno di competenze dovrebbero essere sostenute da iniziative di ricerca sulle esigenze del mercato del lavoro nel settore in questione. Il fabbisogno di competenze dovrebbe essere individuato per i profili professionali pertinenti del settore, facendo riferimento, se disponibile, alla classificazione europea di abilità, competenze, qualifiche e occupazioni (ESCO). Se del caso, si dovrebbe fare ricorso alle informazioni sulle competenze raccolte dai «consigli settoriali europei sulle competenze» (European Sector Skills Councils) e agli studi sulle competenze settoriali già esistenti, compresi i risultati delle precedenti alleanze delle abilità settoriali. La panoramica europea delle competenze fornisce abbondanti informazioni su competenze, analisi e studi relativi a professioni (occupazioni) e settori: http://skillspanorama.cedefop.europa.eu/en.

Sarebbe opportuno organizzare una collaborazione tra soggetti pubblici e privati sul mercato del lavoro [tra cui ministeri del Lavoro, parti sociali, istituti di istruzione e formazione, servizi di informazione sul mercato del lavoro, imprese (fra cui le PMI), camere di commercio, servizi per l’impiego pubblici e privati e istituti nazionali di statistica] al fine di individuare e prevedere le carenze di competenze e gli squilibri tra domanda e offerta di competenze persistenti a livello settoriale per un determinato gruppo di profili professionali. È importante ottimizzare le sinergie con altre iniziative settoriali.

Lotto 2 — Alleanze delle abilità settoriali per la pianificazione e l’erogazione di IFP

Finalizzato a rispondere alle carenze e al fabbisogno di competenze registrati in un settore economico specifico, sviluppando programmi di studio e metodologie didattiche e formative. I programmi di studio e le metodologie didattiche dovrebbero prevedere una forte componente di apprendimento sul lavoro e promuovere la mobilità transnazionale dei discenti.

I partner dovranno interpretare i dati delle ricerche esistenti sul fabbisogno di competenze specifico per ciascuna professione al momento di attivare l’istruzione e la formazione professionale o di progettare gli standard di qualificazione in base ai profili occupazionali, attingendo, se disponibile, dalla classificazione ESCO. Se del caso, si dovrebbe fare affidamento sulle informazioni concernenti le competenze raccolte dai «consigli settoriali europei sulle competenze» e agli studi sulle competenze settoriali già esistenti, compresi i risultati delle precedenti alleanze delle abilità settoriali. La panoramica europea delle competenze fornisce abbondanti informazioni sulle competenze, analisi e studi relativi a professioni (occupazioni) e settori http://skillspanorama.cedefop.europa.eu/en

La progettazione e l’erogazione di programmi di formazione professionale dovrebbero rispecchiare i seguenti principi fondamentali: i) assicurazione della qualità, compresi sistemi efficaci di monitoraggio dell’inserimento degli studenti nel mondo del lavoro e cicli di retroazione; ii) programmi di studio e qualifiche orientati ai risultati dell’apprendimento; iii) erogazione di formazione di tipo modulare in tutte le sue fasi; iv) significativi periodi di apprendimento sul lavoro; v) esperienza internazionale (mobilità degli studenti e degli insegnanti e formatori).

I partner dell’alleanza dovrebbero specificare nella proposta quali misure intraprenderanno nei paesi e nel settore interessati per facilitare il riconoscimento formale dei programmi di formazione professionale e delle qualifiche, nuovi o adattati, e in che modo intendono perseguire i risultati del progetto una volta esaurito il finanziamento dell’UE. Le alleanze delle abilità settoriali dovrebbero svolgere le attività proposte in modo da massimizzare l’impatto su una o più occupazioni correlate in un determinato settore.

Lotto 3 — Alleanze delle abilità settoriali per l’attuazione di un nuovo approccio strategico («piano») alla cooperazione settoriale sulle competenze

Il piano per la cooperazione settoriale sulle competenze costituisce una delle dieci azioni previste dalla nuova agenda per le competenze per l’Europa (1). Si prefigge lo scopo di migliorare le informazioni sulle competenze e di fornire una strategia e strumenti chiari per far fronte alle carenze di competenze all’interno di settori economici specifici. Sarà lanciato sotto forma di iniziativa pilota in sei settori: automobilistico, difesa, tecnologia marittima, geoinformazioni spaziali, tessile-abbigliamento-pelle-calzature e turismo.

Le alleanze nell’ambito del lotto 3 ne sosterranno l’attuazione elaborando strategie settoriali per le competenze. Una strategia settoriale deve produrre un impatto sistemico e strutturale sulla riduzione delle carenze di competenze oltre che assicurare una qualità adeguata e livelli di competenze appropriati per sostenere la crescita, l’innovazione e la competitività nel settore. Essa deve comprendere un insieme chiaro di attività, tappe intermedie e risultati ben definiti allo scopo di facilitare l’incontro tra domanda e offerta di competenze a sostegno della strategia generale di crescita specifica di ciascun settore.

La strategia settoriale per le competenze contribuirà a incrementare il potenziale di talenti e a sostenere l’adeguamento della forza lavoro ai requisiti dell’industria e agli sviluppi del mercato nel settore in questione, contribuendo in tal modo alla sua competitività nel lungo termine. Particolare attenzione sarà riservata ai nuovi sviluppi tecnologici (per esempio, le tecnologie digitali e le tecnologie abilitanti fondamentali).

Gli obiettivi del lotto 1 (previsione della domanda di competenze) e del lotto 2 (risposta al fabbisogno di competenze individuato tramite la progettazione e l’erogazione di IFP) devono essere inclusi nella strategia settoriale per le competenze.

I partner sono tenuti a istituire un’alleanza di livello UE per un settore allo scopo di collaborare sul tema delle competenze e attuare azioni concrete determinate dalla domanda. L’alleanza sarà guidata dall’industria e comprenderà altre parti interessate, tra cui istituti di istruzione e formazione, parti sociali, poli e reti, istituti di ricerca, istituti di statistica, servizi per l’impiego e autorità che rilasciano qualifiche (ove possibile).

2.   Criteri di ammissibilità

Lotto 1

L’alleanza delle abilità settoriali deve interessare almeno 12 paesi del programma e comprendere almeno 2 organizzazioni, di cui almeno una che rappresenti l’industria e almeno una che rappresenti gli istituti di istruzione e formazione.

Possono essere ammessi tra le organizzazioni partecipanti:

le parti sociali europee e/o nazionali,

i ministeri del Lavoro o gli organismi ad essi associati (agenzie o consigli),

i servizi per l’impiego pubblici o privati,

gli istituti di ricerca che studiano il mercato del lavoro, gli istituti nazionali di statistica,

le piccole, medie o grandi imprese, pubbliche o private (fra cui le imprese sociali),

le agenzie per lo sviluppo economico,

le camere di commercio, dell’industria o del lavoro,

le associazioni settoriali o professionali dei datori di lavoro o dei lavoratori; le camere dell’artigianato,

le organizzazioni ombrello settoriali su scala europea o nazionale,

gli istituti di istruzione o formazione a livello locale, regionale o nazionale,

gli istituti di ricerca per settori distinti,

gli organismi che forniscono orientamento professionale, servizi di informazione e consulenza professionale,

le autorità pubbliche responsabili dell’istruzione e formazione a livello regionale o nazionale.

Lotto 2

L’alleanza delle abilità settoriali deve interessare almeno 4 paesi del programma e comprendere almeno 8 organizzazioni, di cui almeno 3 devono essere imprese, rappresentanti dell’industria o del settore (per esempio, camere di commercio o associazioni di categoria) e almeno 3 devono essere istituti di istruzione e formazione.

Possono essere ammessi tra le organizzazioni partecipanti:

le imprese pubbliche o private (fra cui le imprese sociali), in particolare se dotate di un dipartimento di formazione proprio, se offrono tirocini professionali e se propongono una formazione condivisa (programmi di formazione collaborativi),

le organizzazioni dell’UE o nazionali che rappresentano l’industria, le piccole e medie imprese, le organizzazioni settoriali pertinenti,

gli istituti d’istruzione e formazione professionale pubblici o privati, compresi i centri di formazione interaziendali e gli istituti d’istruzione superiore che offrono IFP,

le reti di istituti d’istruzione e formazione professionale e le organizzazioni europee o nazionali che li rappresentano,

le autorità responsabili dell’istruzione e formazione a livello regionale o nazionale e i ministeri,

le organizzazioni o le reti, a livello UE o nazionale, che rappresentano le parti sociali, l’industria, le organizzazioni settoriali, le professioni e le parti interessate nel settore dell’istruzione e della formazione, comprese le organizzazioni giovanili,

le camere di commercio, dell’industria, dell’artigianato o del lavoro, e altri organismi intermediari,

i consigli settoriali sulle competenze,

le agenzie per lo sviluppo economico, gli istituti di statistica e gli istituti di ricerca,

gli organismi culturali e/o creativi,

gli organismi che forniscono orientamento professionale, consulenza professionale, servizi di informazione e servizi per l’impiego,

gli organismi di accreditamento, certificazione, riconoscimento dei titoli di studio o responsabili del rilascio di qualifiche (organismi con una «funzione di regolamentazione»).

Lotto 3

L’alleanza delle abilità settoriali deve interessare almeno 6 paesi del programma e comprendere almeno 12 organizzazioni, di cui almeno 5 devono essere imprese, rappresentanti dell’industria o del settore (per esempio, camere di commercio o associazioni di categoria) e almeno 5 devono essere istituti di istruzione e formazione.

Possono essere ammessi tra le organizzazioni partecipanti:

le imprese pubbliche o private attive nei settori selezionati per l’iniziativa pilota, soprattutto se dotate di un dipartimento di formazione proprio, se offrono tirocini professionali e se propongono una formazione condivisa (programmi di formazione collaborativi),

le organizzazioni dell’UE o nazionali che rappresentano l’industria, le piccole e medie imprese, le organizzazioni settoriali pertinenti,

gli istituti di istruzione o formazione pubblici o privati, compresi i centri di formazione e gli istituti di istruzione superiore (e le accademie militari del settore della difesa),

le reti di istituti di istruzione e formazione professionale e le organizzazioni europee o nazionali che li rappresentano,

le autorità responsabili dell’istruzione e formazione o dell’occupazione, a livello regionale o nazionale, e i relativi ministeri,

le organizzazioni o le reti, a livello UE o nazionale, che rappresentano le parti sociali, l’industria, le organizzazioni settoriali, le professioni e le parti interessate nel settore dell’istruzione e della formazione, comprese le organizzazioni giovanili,

le camere di commercio, dell’industria, del lavoro e altri organismi intermediari del settore pertinenti,

i consigli settoriali sulle competenze,

le agenzie per lo sviluppo economico, gli istituti di statistica e gli istituti di ricerca,

gli organismi che forniscono orientamento professionale, consulenza professionale, servizi di informazione e servizi per l’impiego,

gli organismi di accreditamento, certificazione, riconoscimento dei titoli di studio o responsabili del rilascio di qualifiche (organismi con una «funzione di regolamentazione»),

gli organismi che rappresentano le autorità pertinenti a livello regionale e nazionale.

I paesi ammissibili sono:

i paesi del programma Erasmus+:

i 28 Stati membri dell’Unione europea,

i paesi del programma non appartenenti all’UE: ex Repubblica jugoslava di Macedonia, Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Turchia.

3.   Attività ammissibili

La proposta riguarda un insieme coerente ed esaustivo di attività e risultati, come specificato di seguito per ciascun lotto, e mostra rilevanza per il settore interessato.

Per tutti e tre i lotti particolare attenzione deve essere prestata alle competenze digitali, che stanno diventando sempre più importanti in tutti gli ambiti professionali dell’intero spettro del mercato del lavoro. Ciò deve avvenire in sinergia con la nuova coalizione per le competenze e le occupazioni digitali e con gli interventi di promozione delle competenze per le tecnologie abilitanti fondamentali. Inoltre, la transizione a un’economia circolare deve essere sostenuta tramite modifiche alle qualifiche e ai programmi di studio nazionali, allo scopo di rispondere al fabbisogno professionale emergente di “competenze verdi”.

Lotto 1 — Alleanze delle abilità settoriali per l’individuazione del fabbisogno di competenze

Definizione del fabbisogno di competenze e di formazione in un determinato settore economico specifico:

raccogliere e interpretare dati relativi al fabbisogno di competenze sul mercato del lavoro in un determinato settore economico, anche attingendo dalla panoramica europea delle competenze (per esempio, le previsioni relative alle competenze del Cedefop, dati di varie indagini, analisi) e, se del caso, al lavoro dei consigli settoriali europei sulle competenze o di precedenti alleanze delle abilità settoriali,

analizzare l’andamento e le sfide che contraddistinguono il settore e il suo mercato del lavoro, con particolare riguardo per i fattori di cambiamento che possono influenzare la domanda e l’offerta di competenze nel settore (per esempio, automazione, andamento demografico),

in base alle attività descritte sopra, fornire una valutazione dettagliata delle carenze, delle lacune e degli squilibri di competenze, attuali e futuri, nel settore (in termini di competenze sia specialistiche sia trasversali), oltre che della necessità di rivedere i profili occupazionali, indicando le priorità di intervento, sulla base tra l’altro del loro impatto sul potenziale di crescita e competitività nel settore e sull’occupazione (per esempio, probabile perdita di posti di lavoro, posti vacanti di difficile copertura),

analizzare il potenziale impatto di questo fabbisogno di competenze sulla crescita e sull’occupazione nel settore,

analizzare le principali tendenze che interessano settori tra loro strettamente correlati, in modo da prevedere le potenziali ricadute,

individuare bisogni in termini di erogazione di formazione, attingendo dai profili occupazionali della classificazione ESCO, se disponibili,

mettere a disposizione in formato elettronico come dati aperti collegati (formato LOD, Linked Open Data) tutti i dati qualitativi e quantitativi pertinenti a livello di UE e/o nazionale concernenti le competenze, l’occupazione e la prestazione economica del settore, perché possano essere utilizzati per alimentare la panoramica europea delle competenze (http://skillspanorama.cedefop.europa.eu/en).

Lotto 2 — Alleanze delle abilità settoriali per la pianificazione e l’erogazione di IFP

Definizione di programmi di formazione professionale transnazionali di portata settoriale:

alla luce del fabbisogno di competenze individuato per specifici profili occupazionali in un determinato settore, individuare e redigere programmi di studio o standard di qualificazione per l’IFP [in linea con il quadro europeo delle qualifiche (QEQ) e attingendo dalla classificazione ESCO], allo scopo di soddisfare tale fabbisogno,

tradurre il fabbisogno di competenze in programmi di IFP innovativi di tipo modulare, orientati ai risultati dell’apprendimento e/o in qualifiche aventi le medesime caratteristiche [applicando il sistema europeo di crediti per l’istruzione e la formazione professionale (ECVET) per la definizione di qualifiche articolate in unità di risultati dell’apprendimento], al fine di consentire la trasparenza e la comparabilità, e tenendo conto altresì della necessità di convalidare gli apprendimenti pregressi (per esempio, non formali o informali),

applicare un sistema di gestione della qualità ai nuovi contenuti formativi, per esempio adottando i principi di assicurazione di qualità del quadro europeo di riferimento per la garanzia della qualità dell’istruzione e della formazione professionale (EQAVET) o avvalendosi dei sistemi di assicurazione della qualità esistenti, che tuttavia dovrebbero essere in linea con l’EQAVET,

prevedere nei nuovi contenuti formativi periodi di apprendimento sul lavoro, tra cui opportunità per tradurre in pratica le conoscenze acquisite in situazioni pratiche e in contesti di lavoro «reali», e inserire, ove possibile, un’esperienza di apprendimento a livello transnazionale,

redigere un percorso di IFP incentrato sia su competenze specialistiche specifiche di ogni professione sia su competenze chiave, trasversali e sulle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), offrendo al tempo stesso effettive opportunità di acquisire o sviluppare tali competenze, segnatamente in contesti di formazione in alternanza,

promuovere qualifiche settoriali per l’IFP pertinenti (compresi programmi comuni transnazionali erogati da uno o più istituti di istruzione e formazione professionale) e agevolarne il riconoscimento mettendo in atto principi ECVET e uniformando le qualifiche ai quadri nazionali delle qualifiche (NQF) e al quadro europeo delle qualifiche (QEQ), oltre che ad altri strumenti europei pertinenti nel settore interessato,

migliorare il riconoscimento delle qualifiche a livello europeo e nazionale all’interno di un settore, promuovendo e concordando qualifiche settoriali, favorendo la certificazione transfrontaliera e costruendo un clima di fiducia reciproca, in modo da contribuire a una maggiore mobilità dei discenti e dei professionisti nel settore,

individuare, documentare e promuovere progetti e buone prassi efficaci in materia di competenze o qualifiche, oltre che iniziative che incentivano la creazione di partenariati multilaterali, anche con la partecipazione di soggetti di altri settori o di paesi terzi, e formulare proposte dettagliate per replicare o diffondere tali progetti e buone prassi, se opportuno,

se del caso, garantire che i risultati dei progetti siano resi disponibili in formato aperto, perché possano essere integrati nella panoramica europea delle competenze e nell’ESCO.

Erogare programmi di formazione professionale:

individuare le metodologie di erogazione più appropriate dei programmi di studio, utilizzando approcci didattici e di apprendimento innovativi, oltre che facendo un uso strategico e integrato delle TIC (per esempio, apprendimento misto, simulatori, ecc.) e delle risorse educative aperte (per esempio, MOOC e VOOC),

individuare modalità per integrare nell’IFP metodi didattici e di apprendimento innovativi che rispondano alle esigenze di specifici gruppi di discenti destinatari, anche attraverso la previsione di periodi di apprendimento sul lavoro,

sviluppare azioni per facilitare il trasferimento di conoscenze tra generazioni in seno all’IFP,

descrivere in che modo è possibile integrare metodologie e procedure di valutazione in tutte le forme di apprendimento, compreso l’apprendimento sul lavoro, e agevolare la convalida delle abilità e competenze precedentemente acquisite,

individuare misure adeguate per seguire l’inserimento degli studenti nel mondo del lavoro al termine del loro percorso formativo, in modo da offrire «cicli di retroazione». Questi sistemi di monitoraggio e di retroazione possono avvalersi di informazioni provenienti da aziende, studenti/lavoratori, oltre che di risorse informative pubbliche e di dati forniti dalle parti interessate attive sul mercato del lavoro,

proporre adeguate misure di riconoscimento formale dei programmi di formazione professionale e delle qualifiche, nuovi o adattati che siano, nei paesi partecipanti e nei settori interessati,

pianificare il progressivo trasferimento dei risultati del progetto, affinché producano effetti a livello sistemico.

Lotto 3 — Alleanze delle abilità settoriali per l’attuazione di un nuovo approccio strategico («piano») alla cooperazione settoriale sulle competenze

Le alleanze delle abilità settoriali di cui al presente lotto impostano una cooperazione sostenibile per lo sviluppo di competenze tra rappresentanti chiave dell’industria in un determinato settore, gli istituti di istruzione e formazione e le autorità pubbliche.

Le alleanze elaborano una strategia settoriale per le competenze a sostegno degli obiettivi della strategia di crescita concordata per il settore. Questa strategia dovrebbe essere il primo risultato fondamentale del progetto, che individui azioni concrete e indichi un insieme chiaro di attività, tappe intermedie e risultati ben definiti, allo scopo di chiarire le modalità di incontro tra domanda e offerta di competenze.

La strategia dovrebbe specificare in che modo le principali tendenze (tra cui gli sviluppi a livello globale, di società e tecnologico nel settore) possono incidere sul fabbisogno di occupazioni e competenze. Dovrebbe indicare le tempistiche attese e prestare particolare attenzione all’impatto delle tecnologie digitali e delle tecnologie abilitanti fondamentali.

Le alleanze in questo lotto coprono le attività del lotto 1 (se appropriato per il settore) e del lotto 2. In particolare, devono prevedere le seguenti attività:

fornire una valutazione dettagliata delle carenze, delle lacune e degli squilibri di competenze, attuali e futuri, nel settore, oltre che della necessità di rivedere i profili occupazionali, indicando le priorità di intervento, sulla base tra l’altro del loro impatto sul potenziale di crescita e competitività nel settore e sull’occupazione (per esempio, probabile perdita di posti di lavoro, posti vacanti di difficile copertura),

elaborare una metodologia comune per la valutazione della situazione attuale e per prevedere le esigenze future oltre che per monitorare (annualmente) i progressi compiuti e l’evoluzione della domanda e dell’offerta di competenze sulla base di scenari di previsione credibili,

individuare i profili occupazionali che devono essere rivisti o creati e il corrispondente fabbisogno di competenze oltre che il livello di specializzazione richiesto, attingendo, se disponibili, dai profili occupazionali ESCO e dai quadri delle competenze esistenti; se del caso, valutare l’opportunità di elaborare quadri delle competenze settoriali,

individuare, descrivere e indicare le priorità di revisione o di creazione di nuove qualifiche sulla base dei profili occupazionali pertinenti,

promuovere lo sviluppo di soluzioni concrete nell’erogazione dell’IFP (anche a livello superiore) oltre che di partenariati tra imprese-istituti d’istruzione-istituti di ricerca,

elaborare soluzioni concrete per promuovere la mobilità degli studenti dell’istruzione professionale, delle persone in cerca di lavoro e dei formatori in Europa all’interno del settore in questione, sfruttando gli strumenti dell’UE esistenti (per esempio, Erasmus+, EURES, Drop’Pin, Alleanza europea per l’apprendistato),

sviluppare azioni per promuovere l’attrattività del settore come scelta professionale, in particolare tra i giovani, puntando anche a raggiungere un equilibrio di genere nel settore,

definire un piano d’azione di lungo termine guidato dall’industria per il progressivo trasferimento dei risultati del progetto alla sua conclusione. Questo piano fa affidamento su partenariati continui tra istituti d’istruzione e formazione e parti interessate chiave dell’industria al livello appropriato. Dovrebbe prevedere l’individuazione di strutture di governance appropriate oltre che piani per la scalabilità e la sostenibilità finanziaria. Dovrebbe altresì garantire un’adeguata visibilità e un’ampia divulgazione delle attività dell’alleanza, anche a livello politico UE e nazionale, e spiegare in maniera dettagliata in che modo il progetto sarà realizzato a livello nazionale e/o regionale in collaborazione con le autorità governative e settoriali pertinenti.

Il piano d’azione deve inoltre indicare in che modo le opportunità di finanziamento dell’UE (per esempio, Fondi strutturali europei, Fondo europeo per gli investimenti strategici, Erasmus+, COSME, programmi settoriali), oltre che i finanziamenti nazionali e regionali, potranno sostenere le strategie per le competenze. A tal fine si dovrà tener conto delle strategie di specializzazione intelligente su scala nazionale e regionale. Si potrebbero sviluppare modelli basati su buoni esempi per promuovere un uso mirato di tali finanziamenti, anche per il miglioramento del livello di competenze dei dipendenti,

mettere a disposizione, in formato LOD, tutti i dati qualitativi e quantitativi pertinenti di livello UE e/o nazionale.

4.   Criteri di aggiudicazione

Le candidature ammissibili saranno valutate in base ai criteri riportati in appresso:

1.

Pertinenza del progetto (massimo 25 punti – soglia minima 13 punti)

2.

Qualità della definizione e dell’attuazione del progetto (massimo 30 punti – soglia minima 16 punti)

3.

Qualità della squadra responsabile del progetto e degli accordi di cooperazione (massimo 25 punti – soglia minima 13 punti)

4.

Effetti e divulgazione (massimo 20 punti – soglia minima 11 punti)

Soltanto le proposte che avranno raggiunto la soglia minima di 70 punti (su 100 punti in totale) saranno sottoposte al comitato di valutazione.

5.   Bilancio

La disponibilità di bilancio totale destinata al cofinanziamento dei progetti è stimata in 28 milioni di EUR (1 milione di EUR per il lotto 1, 3 milioni di EUR per il lotto 2 e 24 milioni di EUR per il lotto 3).

L’importo di ogni sovvenzione per il lotto 1 è compreso tra 330 000 e 500 000 EUR. L’Agenzia prevede di finanziare circa 3 proposte.

L’importo di ogni sovvenzione per il lotto 2 è compreso tra 700 000 EUR e 1 000 000 di EUR. L’Agenzia prevede di finanziare circa 4 proposte.

L’importo massimo di ogni sovvenzione per il lotto 3 è pari a 4 000 000 di EUR. L’Agenzia prevede di finanziare circa 6 proposte. Potrà essere selezionata soltanto 1 proposta per settore pilota.

L’Agenzia si riserva il diritto di non distribuire tutti i fondi disponibili.

6.   Termine per la presentazione delle domande

Le domande devono essere inviate entro e non oltre le ore 12:00 (ora di Bruxelles) del 2 maggio 2017.

7.   Ulteriori informazioni

Le linee guida e il modulo elettronico per la presentazione delle domande sono reperibili al seguente indirizzo Internet:

https://eacea.ec.europa.eu/erasmus-plus/funding/sector-skills-alliances-2017_en

Le domande devono soddisfare tutte le condizioni di cui alle linee guida.


(1)  http://ec.europa.eu/growth/tools-databases/newsroom/cf/itemdetail.cfm?item_id=8848.


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