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Sicurezza marittima: controllo da parte dello Stato di approdo

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Sicurezza marittima: controllo da parte dello Stato di approdo

SINTESI

Le navi non conformi alle norme sono pericolose, causano inquinamento e le condizioni di lavoro e di vita a bordo sono rischiose. Controlli rigorosi garantiscono che tutte le navi nelle acque di Unione europea, Islanda e Norvegia rispettino gli standard di sicurezza in vigore.

CHE COSA FA LA DIRETTIVA?

Contribuisce a ridurre drasticamente la presenza nelle acque dell’Unione europea (UE) di navi non conformi alle norme, garantendo che le navi rispettino le norme unionali e internazionali in materia ambientale e di sicurezza marittima e stabilendo criteri comuni per le ispezioni sulle navi.

PUNTI CHIAVE

La normativa si applica a tutte le navi e relativi equipaggi che fanno scalo o ancoraggio in un porto europeo.

I governi dell’UE devono garantire di avere un numero sufficiente di ispettori qualificati e dotati delle risorse necessarie a effettuare i controlli.

A tutte le navi che utilizzano un porto dell’UE viene assegnato un profilo di rischio nella banca dati sulle ispezioni, basato su criteri quali il tipo e l’età della nave e che determina la frequenza e la portata delle ispezioni.

Sono obbligatorie ispezioni annuali per le navi con un profilo di rischio elevato, mentre sono facoltative per le altre.

Per le ispezioni sono considerate prioritarie le navi che fanno scalo molto raramente in porti dell’UE.

Le ispezioni iniziali controllano che i certificati e i documenti siano in ordine e valutano le condizioni generali della nave.

Qualora vengano scoperte delle carenze, la nave viene sottoposta a un’ispezione più dettagliata.

Le ispezioni rafforzate sono riservate alle navi aventi un profilo di rischio elevato, alle navi passeggeri e alle petroliere, navi gasiere, chimichiere o portarinfusa di età superiore a dodici anni.

Tutte le carenze riscontrate devono essere corrette. Qualora tali carenze rappresentino un evidente pericolo per la sicurezza, la salute o l’ambiente, la nave in questione viene sottoposta a fermo fino alla loro correzione.

Le autorità nazionali possono rifiutare l’accesso al porto a navi che sono state sottoposte a fermo più di due volte nei precedenti due o tre anni.

Il proprietario o l’armatore di una nave possono ricorrere contro qualsiasi provvedimento di fermo o di rifiuto di accesso.

La Commissione europea mantiene e aggiorna la banca dati sulle ispezioni e pubblica regolarmente un elenco delle compagnie con un livello di prestazione basso e molto basso su un sito web pubblico.

La normativa non riguarda i pescherecci, i macchinari navali ausiliari, le navi da guerra, determinati tipi di imbarcazioni in legno e gli yacht privati.

A PARTIRE DA QUANDO SI APPLICA LA DIRETTIVA?

A decorrere dal 17 giugno 2009, sebbene i paesi dell’UE abbiano avuto tempo fino al 1o gennaio 2011 per adattare i propri sistemi giuridici e amministrativi.

Per maggiori informazioni, si veda:

ATTO

Direttiva 2009/16/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, relativa al controllo da parte dello Stato di approdo

RIFERIMENTI

Atto

Data di entrata in vigore

Data limite di trasposizione negli Stati membri

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

Direttiva 2009/16/CE

17.6.2009

31.12.2010

GU L 131 del 28.5.2009, pagg. 57-100.

Atto(i) modificatore(i)

Data di entrata in vigore

Data limite di trasposizione negli Stati membri

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

Direttiva 2013/38/UE

20.8.2013

21.11.2014

GU L 218 del 14.8.2013, pagg. 1-7.

Regolamento (UE) n. 1257/2013

30.12.2013

-

GU L 330 del 10.12.2013, pagg. 1-20

Regolamento (UE) 2015/757

1.7.2015

-

GU L 123 del 19.5.2015, pagg. 55-76

Le modifiche successive alla direttiva 2009/16/CE sono state integrate nel testo di base. La presente versione consolidata ha solo valore documentale.

Ultimo aggiornamento: 30.09.2015

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