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Misure antisovvenzioni

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Misure antisovvenzioni

Il presente regolamento recepisce nella legislazione dell’Unione europea (UE) le disposizioni dell'accordo sulle sovvenzioni* e sulle misure compensative, concluso nel quadro dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC), ai fini di un'applicazione adeguata e trasparente delle norme antisovvenzioni.

ATTO

Regolamento (CE) n. 597/2009 del Consiglio, dell’11 giugno 2009, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità europea (versione codificata).

SINTESI

Il regolamento in oggetto stabilisce norme comunitarie riguardanti l'istituzione di un dazio compensativo*. Lo scopo di tale dazio è compensare una sovvenzione concessa, direttamente o indirettamente, per la fabbricazione, la produzione, l'esportazione o il trasporto di qualsiasi prodotto proveniente da un paese terzo, la cui immissione sul mercato dell’UE causi un pregiudizio ai concorrenti.

Questo regolamento è complementare al regolamento (CE) n. 1225/2009 («il regolamento antidumping* di base»). Le disposizioni riguardanti la determinazione del pregiudizio, la definizione di industria dell’UE, l'apertura del procedimento, l'inchiesta, le misure provvisorie e definitive e la chiusura del procedimento sono molto simili in entrambi i regolamenti, escluso qualche dettaglio.

Definizione di sovvenzione

Vi è sovvenzione quando, da un lato, una pubblica amministrazione conceda, nel paese di origine o di esportazione, un contributo finanziario oppure venga posta in essere qualsivoglia forma di sostegno al reddito o ai prezzi ai sensi dell'articolo XVI dell'accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio del 1994 (GATT 1994) e, dall'altro, venga in tal modo conferito un vantaggio.

Sovvenzioni compensabili

Una sovvenzione è compensabile soltanto qualora sia specifica per un'impresa o un’industria o un gruppo di imprese o di industrie. La sovvenzione è specifica qualora l'autorità che la concede limiti esplicitamente a determinate imprese l'accesso alla sovvenzione. In alcuni casi, sovvenzioni che sembrano non essere specifiche possono in realtà esserlo e configurarsi quindi come compensabili.

Calcolo dell'importo della sovvenzione compensabile

L'importo corrisponde al vantaggio conferito al beneficiario nel corso del periodo dell’inchiesta. Per calcolare tale vantaggio il regolamento fissa le norme seguenti:

il conferimento di capitale azionario da parte di una pubblica amministrazione comporta un vantaggio solo se l'investimento è incompatibile con la normale prassi di investimento degli investitori privati nel paese d'origine o di esportazione;

un mutuo o una garanzia su mutuo concessi dalla pubblica amministrazione comportano un vantaggio se si riscontri una differenza tra l'importo pagato per il finanziamento pubblico dall'impresa beneficiaria e l'importo che la stessa avrebbe pagato per un analogo mutuo commerciale effettivamente ottenibile sul mercato;

la garanzia su mutuo concessa dalla pubblica amministrazione non comporta un vantaggio, a meno che non si riscontri una differenza tra l’importo pagato dall’azienda beneficiaria per il mutuo garantito dalla pubblica amministrazione e l’importo che la stessa avrebbe pagato per un mutuo commerciale analogo in assenza di una garanzia della pubblica amministrazione;

la fornitura o l’acquisto di beni da parte della pubblica amministrazione comporta un vantaggio se la fornitura viene effettuata per un corrispettivo inferiore oppure se l'acquisto viene effettuato per un corrispettivo superiore a quello delle condizioni di mercato prevalenti nel paese interessato.

L'importo della sovvenzione compensabile è calcolato per unità di prodotto sovvenzionato esportata nell’UE. Dalla sovvenzione possono essere dedotti alcuni elementi quali le spese o i costi sostenuti per avere accesso alla sovvenzione o le tasse, i dazi o le tariffe previste per l'esportazione del prodotto nell’UE e destinate a compensare la sovvenzione. Qualora la sovvenzione sia concessa senza riferimento alle quantità fabbricate, prodotte, esportate o trasportate, il suo importo è determinato ripartendo il valore totale della sovvenzione in base al livello di produzione, di vendita o di esportazione del prodotto nel periodo oggetto dell’inchiesta.

Accertamento del pregiudizio

L’accertamento del pregiudizio deve basarsi su prove positive e implicare un esame obiettivo degli elementi seguenti:

il volume delle importazioni sovvenzionate;

l’effetto delle importazioni sovvenzionate sui prezzi dei prodotti simili sul mercato dell’UE;

l’incidenza di tali importazioni sull’industria dell’UE interessata.

Apertura del procedimento

Il procedimento è aperto in seguito a una denuncia scritta presentata da qualsiasi persona fisica o giuridica, nonché da qualsiasi associazione non avente personalità giuridica, che agisce per conto dell’industria comunitaria. Qualsiasi paese dell’UE che, pur in mancanza di una denuncia, sia in possesso di elementi di prova sufficienti in relazione a una sovvenzione o al pregiudizio che ne risulta per un’industria dell’UE può comunicare immediatamente tali elementi alla Commissione. La denuncia deve contenere elementi di prova relativi all’esistenza delle sovvenzioni (compreso, se possibile, il loro importo), del pregiudizio e del nesso di causalità tra questi due elementi.

La denuncia si considera presentata dall’industria dell’UE, o per suo conto, se è sostenuta dai produttori comunitari che complessivamente realizzano oltre il 50 % della produzione totale UE del prodotto simile attribuibile a quella parte dell’industria dell’UE che ha espresso sostegno od opposizione alla denuncia. L’inchiesta tuttavia non può essere aperta se i produttori dell’UE che hanno espresso un chiaro sostegno alla denuncia effettuano meno del 25 % della produzione totale dell’UE relativa al prodotto in questione.

Misure provvisorie

Possono essere imposti dazi provvisori qualora:

sia stato avviato un procedimento, ne sia stata data notifica e le parti interessate abbiano avuto adeguate possibilità di presentare informazioni e osservazioni;

sia stato accertato a titolo provvisorio che il prodotto importato beneficia di sovvenzioni compensabili e che ne deriva un pregiudizio per l’industria dell’UE;

qualora l’interesse dell’UE richieda un intervento per prevenire tale pregiudizio.

Imposizione di dazi compensativi definitivi

Quando dalla constatazione definitiva dei fatti risulta l’esistenza di sovvenzioni compensabili e di un conseguente pregiudizio e quando gli interessi dell’UE esigono un intervento, la Commissione impone un dazio compensativo definitivo. L’importo del dazio non deve superare l’importo delle sovvenzioni compensabili accertato e dovrebbe essere inferiore a tale importo, qualora un dazio inferiore sia sufficiente per eliminare il pregiudizio causato all’industria dell’UE.

TERMINI CHIAVE

Antidumping: azione intrapresa per evitare che un’impresa esporti un prodotto a un prezzo inferiore al suo valore corrente sul mercato interno.

Antisovvenzioni: azione (sotto forma di dazi compensativi) intrapresa per compensare l’assistenza finanziaria della fabbricazione di un prodotto effettuata con sovvenzioni pubbliche.

Dazi compensativi: i produttori sovvenzionati godono di un ingiusto beneficio nei confronti dei loro concorrenti. I dazi compensativi sono tasse sull’importazione di beni che ne compensano la produzione sovvenzionata e ne alzano il prezzo al livello a cui si troverebbero in assenza di sovvenzioni.

RIFERIMENTI

Atto

Data di entrata in vigore

Termine ultimo per il recepimento negli Stati membri

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

Regolamento (CE) n. 597/2009

7.8.2009

-

GU L 188 del 18.7.2009, pag. 93-126

ATTI COLLEGATI

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea, e il regolamento (CE) n. 597/2009 del Consiglio, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità europea [COM(2013)192 final del 10.4.2013].

La Commissione propone le seguenti modifiche alle attuali norme antidumping e antisovvenzioni:

le parti interessate verrebbero informate con due settimane di preavviso dell’intenzione di avvalersi di misure provvisorie. Qualora si decida di non avvalersi di misure provvisorie ma di proseguire l’inchiesta, le parti interessate verrebbero informate dell’intenzione di non avvalersi delle misure due settimane prima della data della loro effettiva entrata in vigore.

per garantire l’efficacia della tutela dei produttori dell’UE dalle minacce di ritorsioni, tali minacce sarebbero considerate come circostanze particolari che giustificano l’apertura d’ufficio di un’inchiesta da parte della Commissione.

eliminare la regola del dazio inferiore nei casi di elusione o quando siano state riscontrate distorsioni strutturali a livello di materie prime, e nei casi di sovvenzioni.

i dazi riscossi durante l'inchiesta dovrebbero essere rimborsati agli importatori, qualora le misure non vengano estese dopo la scadenza di un’inchiesta di riesame.

Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sulla modernizzazione degli strumenti di difesa commerciale: Adattare gli strumenti di difesa commerciale alle attuali esigenze dell'economia europea [COM(2013)191 final del 10.4.2013].

La Commissione descrive l’evoluzione dell’ambiente economico e spiega le ragioni alla base della proposta di modifica da apportare alle norme che regolano gli strumenti di difesa commerciale dell’UE. Tali strumenti dovrebbero essere migliorati in modo pragmatico ed equilibrato a vantaggio dei produttori, degli importatori e degli utenti.

Ultima modifica: 10.04.2014

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