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Regime fiscale comune applicabile alle società madri e figlie di paesi diversi dell'Unione europea

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Regime fiscale comune applicabile alle società madri e figlie di paesi diversi dell'Unione europea

Questa direttiva prevede norme fiscali che siano neutre nei riguardi della concorrenza, in materia di dividendi e utili distribuiti dalle società figlie alla propria società madre. Si tratta di un regime comune progettato per facilitare il raggruppamento di imprese in tutta l'Unione europea (UE), al fine di garantire un funzionamento efficace del mercato interno.

ATTO

Direttiva 2011/96/UE del Consiglio, del 30 novembre 2011, concernente il regime fiscale comune applicabile alle società madri e figlie di Stati membri diversi.

Direttiva 2014/86/UE del Consiglio, dell'8 luglio 2014, recante modifica della direttiva 2011/96/UE, concernente il regime fiscale comune applicabile alle società madri e figlie di Stati membri diversi.

SINTESI

La presente direttiva, detta anche direttiva sulle società madri e figlie, intende esentare dalle ritenute alla fonte i dividendi e altre distribuzioni di utili pagati dalle società figlie alle proprie società madri ed eliminare la doppia imposizione su tali redditi a livello di società madre.

Società interessate

Le società interessate sono le società per azioni, le società a responsabilità limitata, alcune cooperative, le società di mutua assicurazione, le casse di risparmio, i fondi, le società europee e le società cooperative europee.

Queste società non devono avere il domicilio fiscale al di fuori dell'UE e devono essere soggette all'imposta sulle società, senza la possibilità di opzione e senza esserne esentate.

La qualità di società madre è riconosciuta a una società di un paese dell'UE che detenga una partecipazione minima del 10 % nel capitale di una società di un altro paese dell'UE.

Ricezione degli utili

Una società madre o una stabile organizzazione ha la possibilità di ricevere gli utili, anche al di fuori del periodo di liquidazione. In questo caso, il paese dell'UE della società madre o della stabile organizzazione si astiene dal sottoporre tali utili a imposizione o li sottopone a imposizione, autorizzando però detta società madre o la sua stabile organizzazione a dedurre dalla sua imposta la frazione dell’imposta societaria relativa ai suddetti utili e pagata dalla società figlia e da una sua sub-affiliata.

Nel tentativo di evitare che le imprese transfrontaliere programmino i loro pagamenti all'interno del gruppo, al fine di beneficiare della doppia non imposizione, il paese dell'UE della società madre o della stabile organizzazione deve tassare gli utili ricevuti, nella misura in cui questi utili sono deducibili dalla società figlia.

I paesi dell'UE mantengono la facoltà di stipulare che oneri relativi alla partecipazione ed eventuali minusvalenze risultanti dalla distribuzione degli utili della società figlia non siano deducibili dall'utile imponibile della società madre.

Gli utili distribuiti da una società figlia alla sua società madre sono esenti dalla ritenuta alla fonte. Allo stesso modo, il paese dell'UE da cui dipende la società madre non può riscuotere ritenute alla fonte sugli utili che questa società riceve dalla sua società figlia. Tuttavia, questa disposizione non comprende il pagamento anticipato o preliminare (ritenuta) dell'imposta sulle società al paese dell'UE in cui ha sede la società figlia, effettuato in concomitanza con la distribuzione degli utili alla società madre.

RIFERIMENTI

Atto

Data di entrata in vigore

Data limite di trasposizione negli Stati membri

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

Direttiva 2011/96/UE

18.1.2012

18.1.2012

GU L 345 del 29.12.2011

Direttiva 2014/86/UE

14.8.2014

31.12.2015

GU L 219 del 25.7.2014

ATTI COLLEGATI

Direttiva 2013/13/UE del Consiglio, del 13 maggio 2013, che adegua determinate direttive in materia di fiscalità a motivo dell'adesione della Repubblica di Croazia (GU L 141 del 28.5.2013).

Ultima modifica: 25.11.2014

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