Help Print this page 
Title and reference
Marchio comunitario - EUR-Lex

Summaries of EU legislation: direct access to the main summaries page.
Languages and formats available
BG ES CS DA DE ET EL EN FR GA HR IT LV LT HU MT NL PL PT RO SK SL FI SV
HTML html ES html CS html DE html EN html FR html IT html HU html PL html RO
Multilingual display
Text

Marchio comunitario

Per contribuire al buon funzionamento del mercato interno, è importante mettere a disposizione delle imprese un regime comunitario dei marchi che conferisca una protezione uniforme sull'intero territorio dell'Unione europea. Il presente regolamento pone in essere le disposizioni necessarie per raggiungere questo obiettivo.

ATTO

Regolamento (CE) n. 207/2009 del Consiglio, del 26 febbraio 2009, sul marchio comunitario (versione codificata) (Testo rilevante ai fini del SEE).

SINTESI

Il presente regolamento stabilisce le norme e le condizioni da rispettare per la concessione dei marchi comunitari.

Diritto dei marchi

Possono ottenere un marchio comunitario tutte le persone fisiche o giuridiche, compresi gli enti di diritto pubblico, mediante registrazione. Possono costituire marchi comunitari tutti i segni che possono essere riprodotti graficamente, in particolare le parole, compresi i nomi di persone, i disegni, le lettere, le cifre, la forma dei prodotti o del loro imballaggio, a condizione che tali segni siano adatti a distinguere i prodotti o i servizi di un’impresa da quelli di altre imprese.

Il marchio comunitario ha carattere unitario, nel senso che produce gli stessi effetti in tutta l'Unione europea.

Esso conferisce un diritto esclusivo al suo titolare, il quale può vietare a terzi di utilizzare a fini commerciali:

  • un segno identico al marchio comunitario per prodotti o servizi identici a quelli per cui esso è stato registrato;
  • un segno che a motivo della sua identità, possa dare adito a un rischio di confusione con un altro marchio;
  • un segno identico o simile al marchio comunitario per prodotti o servizi che non sono simili a quelli per i quali questo è stato registrato, se l'uso del segno consente di trarre vantaggio dal carattere distintivo o dalla notorietà del marchio.

Tuttavia, il titolare del marchio comunitario non può impedire ai terzi l'uso nel commercio:

  • del proprio nome o indirizzo;
  • di indicazioni relative alle caratteristiche del prodotto o servizio, quali la specie, la qualità o quantità;
  • del marchio, se esso è necessario per contraddistinguere la destinazione di un prodotto o di un servizio, in particolare accessori o pezzi di ricambio.

Il titolare del marchio comunitario è tenuto a farne un uso effettivo nei cinque anni che seguono la registrazione del marchio. In caso contrario, può essere soggetto a sanzioni per il mancato uso.

Domanda di marchio comunitario

La domanda di marchio comunitario è depositata, a scelta del richiedente:

Le domande di marchio comunitario sono depositate in una delle lingue ufficiali dell'Unione europea. Il richiedente deve indicare una seconda lingua, che sia una lingua dell’Ufficio (tedesco, inglese, spagnolo, francese e italiano), che può accettare come lingua procedurale alternativa.

Le domande depositate presso il servizio centrale per la proprietà industriale o presso l'Ufficio del Benelux sono comunicate all'UAMI entro due settimane dalla data del deposito.

La domanda deve contenere:

  • una richiesta di registrazione di un marchio comunitario;
  • indicazioni che permettano di identificare il richiedente;
  • l'elenco dei prodotti o dei servizi per i quali si richiede la registrazione;
  • la riproduzione del marchio.

Il richiedente deve anche pagare una tassa di deposito. Una volta prodotta la documentazione e pagata la tassa, viene assegnata una data di deposito alla domanda.

Chiunque abbia depositato un marchio, in uno degli Stati facenti parte della convenzione di Parigi o dell’accordo che istituisce l’Organizzazione mondiale del commercio, o il suo avente causa, per sei mesi dalla data di deposito della prima domanda, fruisce di un diritto di priorità per effettuare il deposito di una domanda di marchio comunitario per il medesimo marchio.

Il titolare di un marchio anteriore registrato in uno Stato membro, che presenti una domanda di marchio identica destinata a essere registrata in quanto marchio comunitario, può avvalersi della preesistenza del marchio anteriore nazionale.

Procedura di registrazione

Una volta depositata la domanda, l'Ufficio esamina se la domanda soddisfa le condizioni per la concessione di un marchio comunitario. La pubblicazione della domanda permetterà in seguito ai terzi di opporsi, sulla base di diritti preesistenti, alla concessione del marchio nel contesto del procedimento di opposizione.

Se la domanda di marchio comunitario soddisfa tutti i requisiti richiesti e non è stata presentata o accettata nessuna opposizione, essa viene pubblicata.

Durata, rinnovo, modifica e divisione del marchio comunitario

La durata della registrazione del marchio comunitario è di dieci anni a decorrere dalla data di deposito della domanda.

La registrazione è rinnovabile per periodi di dieci anni. La domanda di rinnovo deve essere presentata nei sei mesi precedenti il termine di validità della registrazione. Gli effetti del rinnovo decorrono dal giorno successivo alla data in cui scade la registrazione.

Nessuna modifica del marchio comunitario è ammessa per l’intera durata di validità, o di rinnovo della registrazione, salvo per quanto riguarda il nome e l’indirizzo del titolare, a condizione che non alteri sostanzialmente l’identità del marchio inizialmente registrato.

Il titolare del marchio comunitario può dividere la registrazione attraverso la registrazione per parti di taluni prodotti e servizi.

Rinuncia, decadenza e nullità

Il marchio comunitario può essere oggetto di rinuncia per la totalità, o una parte, dei prodotti o dei servizi per i quali è registrato. Il titolare del marchio comunitario è dichiarato decaduto dai suoi diritti se:

  • il marchio, per un periodo ininterrotto di cinque anni, non ha formato oggetto di un uso effettivo nell'Unione europea;
  • il marchio è divenuto denominazione abituale nel commercio di un prodotto o di un servizio;
  • il marchio è tale da poter indurre in errore il pubblico, particolarmente circa la natura, la qualità o la provenienza geografica di tali prodotti o servizi.

Il regolamento stabilisce anche i motivi di nullità assoluta o relativa del marchio.

Procedure di ricorso

È possibile presentare un ricorso scritto, entro due mesi dalla data di notifica della decisione che ha arrecato danno. Il ricorso ha effetto sospensivo. Se il ricorso è ammissibile viene trasmesso alla commissione di ricorso che lo esamina e delibera in merito.

Avverso le decisioni della commissione di ricorso può essere proposto ricorso dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee nei seguenti casi:

  • incompetenza;
  • violazione di norme che prescrivono una determinata forma;
  • violazione del trattato, del presente regolamento o di qualsiasi regola di diritto relativa alla loro applicazione;
  • o ancora per sviamento di potere.

Il ricorso può essere presentato da una qualsiasi delle parti del procedimento entro due mesi dalla data di notifica della decisione della commissione di ricorso. L’Ufficio è tenuto a rispettare le decisioni finali della Corte di giustizia.

Marchi comunitari collettivi

Al momento del deposito di una domanda di registrazione, è possibile designare un marchio comunitario come collettivo. Sono autorizzati a registrare i marchi comunitari collettivi le associazioni:

  • di fabbricanti;
  • di produttori;
  • di prestatori di servizi;
  • di commercianti;

o ancora le persone giuridiche di diritto pubblico.

Azioni giudiziarie relative ai marchi comunitari

Le disposizioni del regolamento (CE) n. 44/2001 sono applicabili alle procedure concernenti i marchi comunitari e le domande di marchio comunitario, nonché alle procedure concernenti le azioni simultanee o successive promosse sulla base di marchi comunitari e di marchi nazionali.

Gli Stati membri devono designare i tribunali competenti per il marchio. Tali tribunali hanno competenza esclusiva per tutte le azioni in materia di contraffazione e di validità dei marchi comunitari.

Trasformazione in domanda di marchio nazionale

Il richiedente o il titolare di un marchio comunitario può, in alcuni casi, richiedere la trasformazione della sua domanda di marchio comunitario in domanda di marchio nazionale.

Registrazione internazionale dei marchi

La registrazione internazionale consente al titolare di un marchio di ottenere la protezione del proprio marchio in diversi paesi designati mediante la presentazione di una sola domanda direttamente presso il proprio Ufficio dei marchi. Questa richiesta è trasmessa all'OMPI - Ufficio internazionale per la proprietà intellettuale - a Ginevra, in Svizzera, che notifica la registrazione internazionale agli uffici dei paesi designati.

Il regolamento si applica a qualsiasi domanda di registrazione internazionale ai sensi del protocollo di Madrid, il quale permette, in seguito alla sua ratifica da parte dell’Unione europea nel 2004:

  • di depositare, presso l'UAMI, una domanda internazionale sulla base di una domanda o di una registrazione di marchio comunitario;
  • designare l'Unione europea in una domanda internazionale depositata presso l'Ufficio per la Proprietà Intellettuale di una parte contraente del protocollo di Madrid (vedi elenco dei membri attuali).

Il regolamento abroga ilregolamento (CE) n. 40/94.

RIFERIMENTI

Atto

Data di entrata in vigore

Termine ultimo per il recepimento negli Stati membri

Gazzetta ufficiale

Regolamento (CE) n. 207/2009

13.4.2009

-

GU L78 del 24.3.2009

ATTI COLLEGATI

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 207/2009 del 26 febbraio 2009 sul marchio comunitario ( COM(2013) 0161 final - 2013/0088 (COD)) [Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

La proposta di revisione del regolamento (CE) n. 207/2009 punta a una modernizzazione ben mirata delle vigenti disposizioni, con i seguenti obiettivi principali:

  • adattare la terminologia del regolamento al trattato di Lisbona;
  • semplificare le procedure di domanda e di registrazione del marchio europeo;
  • accrescere la certezza del diritto, chiarendo le disposizioni ed eliminando le ambiguità, in particolare riguardo alla definizione di marchio europeo e dei diritti da esso conferiti;
  • istituire un quadro adeguato in materia di cooperazione tra l’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (UAMI) e gli uffici nazionali, per promuovere la convergenza delle pratiche e per sviluppare strumenti comuni;
  • allineare il quadro normativo alle disposizioni del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) relative agli atti delegati.

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d'impresa (Rifusione) ( COM(2013) 0162 final - 2013/0089 (COD)) [Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

Questa iniziativa è parte di un pacchetto che comprende la proposta di modifica del regolamento (CE) n. 207/2009. L'obiettivo comune è quello di rendere i sistemi di registrazione dei marchi in tutta l'UE più accessibili alle imprese (specialmente alle PMI) e più efficienti in termini di minori costi e di minore complessità, maggiore rapidità, più prevedibilità e certezza del diritto.

Più precisamente, la proposta di rifusione della direttiva sul marchio è volta a raggiungere i seguenti obiettivi:

  • modernizzare e migliorare le disposizioni vigenti della direttiva (modificando le disposizioni obsolete, aumentando la certezza del diritto e chiarendo i diritti di marchio);
  • conseguire un maggiore ravvicinamento delle legislazioni e procedure nazionali dei marchi al fine di renderle più coerenti con il sistema del marchio comunitario;
  • facilitare la cooperazione tra gli uffici degli Stati membri e l’UAMI per promuovere la convergenza delle pratiche e lo sviluppo di strumenti comuni, creando una base giuridica per tale cooperazione.

Ultima modifica: 05.02.2014

Top