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Condizioni di ingresso e di soggiorno dei cittadini di paesi terzi per motivi di studio, scambio di alunni, tirocinio non retribuito o volontariato

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Condizioni di ingresso e di soggiorno dei cittadini di paesi terzi per motivi di studio, scambio di alunni, tirocinio non retribuito o volontariato

La presente direttiva mira a ravvicinare le legislazioni nazionali relative alle condizioni di ingresso e di soggiorno dei cittadini di paesi terzi per motivi di studio, scambio di alunni, tirocinio non retribuito o volontariato.

ATTO

Direttiva 2004/114/CE del Consiglio del 13 dicembre 2004 relativa alle condizioni di ammissione dei cittadini di paesi terzi per motivi di studio, scambio di alunni, tirocinio non retribuito o volontariato.

SINTESI

Uno degli obiettivi dell'Unione europea (UE) nel settore dell'istruzione è promuovere l'Europa in quanto centro mondiale di eccellenza per gli studi e per la formazione professionale. Favorire la mobilità dei cittadini di paesi terzi verso l'UE per motivi di studio è un elemento fondamentale di questa strategia finalizzata al ravvicinamento delle legislazioni nazionali in materia di condizioni di ingresso e di soggiorno.

La presente direttiva stabilisce norme relative alle condizioni di ammissione dei cittadini di paesi terzi che si rechino nel territorio degli Stati membri, per un periodo superiore a tre mesi, per motivi di studio, scambio di alunni, tirocinio non retribuito o volontariato.

Essa distingue tra quattro categorie di cittadini di paesi terzi:

  • gli studenti;
  • gli alunni;
  • i tirocinanti non retribuiti;
  • i volontari.

Le seguenti categorie di persone sono escluse dal campo di applicazione della proposta di direttiva:

  • i richiedenti asilo e coloro che beneficiano di una protezione temporanea o sussidiaria;
  • i cittadini di paesi terzi che siano familiari di cittadini dell'Unione dal momento che essi beneficiano indirettamente del diritto alla libera circolazione;
  • i cittadini di paesi terzi che beneficiano dello status di residenti di lungo periodo in uno Stato membro a norma della direttiva 2003/109/CE che riconosce loro un diritto di soggiorno negli altri Stati membri per frequentare corsi di studio o di formazione professionale.

Condizioni di ingresso e di soggiorno

La direttiva stabilisce condizioni vincolanti per l'ammissione degli studenti che sono cittadini di paesi terzi, lasciando agli Stati membri la decisione di applicare o meno le disposizioni della stessa agli alunni, volontari e tirocinanti non retribuiti.

Le condizioni di base per l'ammissione di cittadini di paesi terzi per motivi di studio sono le seguenti:

  • la persona deve essere ammessa a un istituto di insegnamento superiore;
  • la persona deve disporre di risorse sufficienti per provvedere alle spese di sussistenza, di studio e di rientro;
  • la persona deve avere una conoscenza sufficiente della lingua del programma di studio seguito (condizione flessibile, lasciata alla discrezione degli Stati membri);
  • deve essere stato effettuato preventivamente il pagamento delle spese di iscrizione richieste dall'istituto di insegnamento (condizione flessibile, lasciata alla discrezione degli Stati membri).

Per quanto riguarda l'ammissione dei cittadini di paesi terzi che sono stati ammessi in qualità di studenti in uno Stato membro, la presente direttiva istituisce un diritto al soggiorno in uno Stato membro diverso da quello in cui lo studente intende proseguire i suoi studi. Per evitare che i cittadini di paesi terzi possano abusare del loro status di studenti prolungando in maniera eccessiva il loro soggiorno nell'Unione europea (UE), il programma di studi complementare deve essere sufficientemente connesso al programma di studi già realizzati.

Per quanto riguarda i cittadini di paesi terzi che sono alunni di corsi di studi secondari, la proposta concerne solo la mobilità organizzata nell'ambito di programmi di scambio gestiti da organizzazioni specializzate. Sono stabilite le seguenti condizioni:

  • i limiti di età sono determinati dallo Stato membro interessato;
  • l'organizzazione dello scambio deve essere autorizzata nello Stato membro interessato;
  • l'organizzazione dello scambio è responsabile delle spese di sussistenza, di studio nonché delle spese sanitarie e di rientro;
  • il rilascio del titolo di soggiorno deve dipendere dalla scelta della famiglia ospitante. In tal modo lo Stato membro conserva un margine di manovra per riservare gli scambi solo ai paesi terzi che effettuano scambi con i propri alunni.

La direttiva stabilisce le seguenti condizioni per l'ammissione di cittadini di paesi terzi ai fini di tirocini non retribuiti:

  • la persona deve disporre di risorse sufficienti per provvedere alle spese di sussistenza, di formazione e di rientro;
  • se richiesto dallo Stato membro, la persona deve seguire una formazione linguistica di base, così da possedere le conoscenze necessarie per lo svolgimento del tirocinio.

I cittadini dei paesi terzi che rientrano nella categoria dei tirocinanti non retribuiti o dei volontari e che sono considerati, in funzione della loro attività o del tipo di compensazione o retribuzione ricevuta, lavoratori ai sensi della legislazione nazionale, non rientrano nel campo di applicazione della presente direttiva.

Per quanto riguarda l'ammissione di cittadini di paesi terzi ai fini di volontariato, la direttiva prevede le seguenti condizioni:

  • i limiti di età sono stabiliti dallo Stato membro interessato;
  • è necessaria una convenzione che indichi segnatamente i compiti, le condizioni di inquadramento di cui beneficerà il volontario per espletare tali funzioni, l'orario cui sarà tenuto, le risorse stanziate per provvedere alle sue spese di viaggio, vitto e alloggio;
  • l'organizzazione è responsabile delle attività del volontario, delle sue spese di soggiorno, sanitarie e di rientro durante il periodo del suo soggiorno;
  • il volontario deve beneficiare di una formazione di base relativa alla lingua, alla storia e alla società dello Stato membro ospitante (se tale Stato membro lo richiede espressamente).

Durata della validità e rinnovo dei permessi di soggiorno

La durata della validità dei permessi di soggiorno varia in funzione della categoria cui i cittadini appartengono:

  • studenti: un periodo pari almeno ad un anno, rinnovabile se il titolare continua a soddisfare le condizioni richieste. Ove il programma di studi abbia una durata inferiore a un anno, il permesso di soggiorno dura quanto il programma;
  • alunni: la durata massima è di un anno;
  • tirocinanti non retribuiti: la durata del tirocinio non può essere superiore ad un anno. In casi eccezionali, può essere prorogato una sola volta ed esclusivamente per il tempo necessario al conseguimento di una qualifica professionale riconosciuta da uno Stato membro;
  • volontari: la durata massima è di un anno. In circostanze eccezionali, se la durata del programma prescelto è superiore ad un anno, la validità del permesso di soggiorno può corrispondere al periodo in questione.

Diritti dei cittadini dei paesi terzi

La direttiva riconosce agli studenti il diritto di esercitare un'attività di lavoro subordinato o un'attività economica indipendente. Tuttavia, gli Stati membri possono rifiutarsi di accordare il diritto di lavorare durante il primo anno di soggiorno di un cittadino di paesi terzi in qualità di studente.

Procedura e trasparenza

Qualsiasi procedura di concessione o di rifiuto è subordinata a delle norme di trasparenza:

  • qualsiasi decisione relativa a un permesso di soggiorno è adottata e comunicata al richiedente entro un termine tale da non ostacolare il compimento degli studi prescelti ma che lasci alle autorità competenti un tempo sufficiente per trattare la domanda;
  • ove le informazioni fornite a sostegno della domanda siano insufficienti, l'esame della domanda può essere sospeso e le autorità competenti comunicano al richiedente quali sono le altre informazioni di cui hanno bisogno;
  • qualsiasi decisione con cui viene respinta una domanda di permesso di soggiorno è comunicata al cittadino di paesi terzi interessato. Nella comunicazione vengono indicate le vie di ricorso possibili;
  • ove una domanda sia respinta o un permesso di soggiorno rilasciato in conformità della presente direttiva sia revocato, l'interessato ha il diritto di proporre un'impugnazione legale dinanzi alle autorità dello Stato membro in questione.

La direttiva prevede la possibilità di istituire delle procedure accelerate per il rilascio dei permessi di soggiorno per studenti e per lo scambio di alunni grazie alla conclusione di una convenzione tra gli istituti di insegnamento superiore o tra l'organizzazione che attua i programmi di scambio e l'autorità competente per il rilascio dei permessi di soggiorno.

RIFERIMENTI

Atto

Entrata in vigore

Recepimento negli Stati membri

Gazzetta ufficiale

Direttiva 2004/114/CE

12.1.2005

11.1.2007

GU L 375 del 23.12.2004

ATTI COLLEGATI

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle condizioni di ingresso e soggiorno dei cittadini di paesi terzi per motivi di ricerca, studio, scambio di alunni, tirocinio retribuito e non retribuito, volontariato e collocamento alla pari [RIFUSIONE] ( COM(2013) 0151 final - 2013/0081 (COD)) [Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

Le relazioni sull'applicazione della direttiva 2004/114/CE e la direttiva 2005/71/CE hanno rivelato che le norme in vigore non sono abbastanza chiare e vincolanti, e non sempre sono pienamente coerenti con gli attuali programmi di finanziamento dell'UE o con gli obiettivi della strategia Europa 2020. Pertanto, la Commissione ha proposto un testo con l'obiettivo di indirizzare le carenze delle precedente direttive, estendendone allo stesso tempo il campo di applicazione per includere i tirocini retribuiti e il collocamento alla pari. La proposta renderà vincolanti le norme introdotte per alunni e volontari.

Oltre ad estendere il campo di applicazione, la Commissione propone:

  • miglioramenti delle condizioni di ammissione (una persona che soddisfa tutte le condizioni di ammissione dovrà ottenere un permesso di soggiorno o un visto per soggiorno di lunga durata), diritti (inclusi quelli collegati alla mobilità all'interno dell'UE) e garanzie procedurali;
  • il diritto di cercare un posto di lavoro dopo il completamento degli studi o di un progetto di ricerca.

Ultima modifica: 12.02.2014

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