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Ricongiungimento familiare

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Ricongiungimento familiare

La presente direttiva mira a stabilire le condizioni alle quali può essere esercitato il diritto al ricongiungimento familiare per i cittadini non comunitari legittimamente residenti nell'Unione.

ATTO

Direttiva 2003/86/CE del Consiglio, del 22 settembre 2002, relativa al ricongiungimento familiare.

SINTESI

La direttiva è intesa a introdurre norme comuni in materia del diritto al ricongiungimento familiare. Si tratta di permettere ai familiari dei cittadini non comunitari che risiedono legalmente sul territorio dell’Unione europea (UE) di raggiungerli nel paese dell'UE dove risiedono. L’obiettivo è di tutelare l'unità familiare e facilitare l'integrazione dei cittadini dei paesi terzi.

La direttiva non si applica all’Irlanda, alla Danimarca e al Regno Unito. Inoltre non si oppone a eventuali condizioni più favorevoli riconosciute dalle legislazioni nazionali.

Condizioni

Possono richiedere il ricongiungimento familiare i cittadini non comunitari titolari di un permesso di soggiorno in uno dei paesi dell'UE della durata di almenoun anno e che hanno una possibilità reale di ottenere un diritto di soggiorno permanente.

Invece, la direttiva non si applica ai familiari di un cittadino dell’UE, né ai cittadini non comunitari che chiedono il riconoscimento dello status di rifugiati e le cui domande non hanno ricevuto una risposta definitiva, a coloro che si avvalgono di forme temporanee di protezione.

Possono beneficiare del ricongiungimento familiare:

  • il coniuge del richiedente il ricongiungimento;
  • i figli minorenni della coppia (ovvero i figli non sposati che abbiano un'età inferiore a quella in cui si diventa legalmente maggiorenni nel paese dell'UE interessato), o di uno dei componenti della coppia qualora abbia il diritto di tutela e siano a suo carico, compresi i figli adottivi.

Gli Stati membri possono autorizzare il ricongiungimento familiare a talune condizioni:

  • agli ascendenti in linea retta e di primo grado (padre e madre del cittadino straniero;
  • i figli maggiorenni non coniugati;
  • il convivente non coniugato.

Il matrimonio poligamo non è riconosciuto: può beneficiare del diritto al ricongiungimento un solo coniuge. Sono così esclusi anche i figli dei coniugi non ammessi al ricongiungimento a meno che non lo esiga l'interesse superiore (in applicazione della convenzione sui diritti del fanciullo del 1989).

E’ altresì permesso ai paesi dell'UE di prevedere che il cittadino non comunitario e il suo congiunto abbiano raggiunto un’età minima (che in alcun caso non può essere superiore a 21 anni) prima di poter esercitare il diritto al ricongiungimento familiare.

Procedura

I paesi dell'UE decidono se spetta al cittadino straniero o ai familiari che intendono raggiungerlo, presentare una domanda di ricongiungimento familiare. Salvo casi particolari, il familiare di cui si chiede il ricongiungimento deve trovarsi fuori dall'UE durante la procedura. La domanda deve essere accompagnata da documenti giustificativi che provino il legame familiare e il rispetto delle condizioni previste. La richiesta deve essere esaminata entro un periodo massimo di 9 mesi a partire dalla presentazione della domanda per esaminare l’istanza.

Si potrà chiedere che la persona che presenta domanda di ricongiungimento disponga di un alloggio che corrisponda alle norme di sicurezza e di salubrità in vigore nel paese dell'UE interessato e di un'assicurazione malattia e/o di risorse stabili per provvedere alle proprie necessità e a quelle dei familiari e che si conformi alle misure di integrazione nel rispetto del diritto nazionale. Si potrà altresì richiedere un soggiorno di una durata determinata (massimo 2 anni) nel paese dell'UE interessato, prima del ricongiungimento da parte dei familiari.

L’ingresso e il soggiorno di un familiare potranno essere rifiutati per ragioni di ordine pubblico, di sicurezza interna e di salute pubblica, nonché in caso di frode (falsificazione di documenti, matrimonio fittizio, ecc.). Le medesime ragioni potranno giustificare la revoca o il mancato rinnovo di un permesso già concesso.

Le persone a cui viene rifiutato, non rinnovato o revocato il permesso, hanno diritto di ricorrere in giustizia avverso una decisione di rifiuto.

Per quanto riguarda il ricongiungimento familiare dei rifugiati, i paesi dell'UE non imporranno condizioni relative alla permanenza minima nel territorio prima del ricongiungimento familiare. Inoltre, i rifugiati sono esenti dalle sopraccitate condizioni all'alloggio, all'assicurazione medica e alle risorse stabili nel caso in cui la richiesta di ricongiungimento familiare venga effettuata entro 3 mesi dall’ottenimento dello status di rifugiato.

Diritti dei familiari

I familiari del cittadino straniero hanno diritto a un permesso di soggiorno della stessa durata di quello della persona che hanno raggiunto. Hanno inoltre diritto, allo stesso titolo del cittadino, di accedere all’istruzione, all’occupazione e alla formazione professionale.

Dopo al massimo 5 anni di residenza, il congiunto o il partner non sposato, nonché i figli diventati maggiorenni, hanno diritto a un permesso di soggiorno autonomo.

Le condizioni applicabili alla concessione e alla durata del permesso di soggiorno autonomo sono definiti nel diritto nazionale. In caso di rottura del vincolo familiare, i paesi dell'UE possono esclusivamente limitare la concessione del permesso di soggiorno autonomo a coniugi o coppie non sposate.

RIFERIMENTI

Atto

Data di entrata in vigore

Data limite di trasposizione negli Stati membri

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

Direttiva 2003/86/CE

3.10.2003

3.10.2005

GU L 251 del 3.10.2003

ATTI COLLEGATI

Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo, dell'8 ottobre 2008, sull'applicazione della direttiva 2003/86/CE relativa al diritto al ricongiungimento familiare ( COM(2008) 610 def. - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale).

Secondo questa relazione la direttiva è stata recepita in quasi tutti i paesi dell'UE interessati. In taluni casi però la trasposizione o l'applicazione della direttiva non è stata corretta, soprattutto per quanto riguarda l’agevolazione dell’ottenimento dei visti, la concessione di un permesso di soggiorno autonomo, la considerazione dell’interesse superiore del figlio, il diritto di ricorso e le disposizioni più favorevoli per il ricongiungimento familiare dei rifugiati.

In generale l'armonizzazione della legislazione nazionale sul ricongiungimento familiare rimane alquanto limitata. La Commissione intende monitorare questa relazione onde poter garantire una sua corretta attuazione nei paesi dell'UE. Perciò, nel 2011, essa ha pubblicato un Libro verde sul ricongiungimento familiare nell'ottica di raccogliere le opinioni delle parti interessate.

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio concernente gli orientamenti per l’applicazione della direttiva 2003/86/CE relativa al diritto al ricongiungimento familiare ( COM(2014) 210 final - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale).

Tale comunicazione segue la relazione del 2008 sull’applicazione della direttiva 2003/86/CE e il processo di consultazione organizzato dalla Commissione fra il 2011 e il 2012, i quali hanno entrambi rivelato problemi relativi alla trasposizione e all’applicazione della direttiva. Di conseguenza, queste linee guida forniscono un supporto ai paesi dell'UE per la metodologia di applicazione del testo.

Ultima modifica: 11.06.2014

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