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Sistema comune di imposta sul valore aggiunto (IVA) (la direttiva IVA)

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Sistema comune di imposta sul valore aggiunto (IVA) (la direttiva IVA)

Il sistema comune dell'IVA si applica alla produzione e alla distribuzione di beni e servizi acquistati e venduti ai fini del consumo nell’Unione europea (UE). Per garantire la neutralità dell'imposta, indipendentemente dal numero delle operazioni effettuate, i soggetti passivi di IVA possono detrarre dal proprio conto IVA l'importo dell'imposta da essi pagata ad altri soggetti imponibili. In definitiva, l'IVA è a carico del consumatore finale sotto forma di percentuale sul prezzo finale del bene o servizio.

ATTO

Direttiva 2006/112/CE del Consiglio del 28 novembre 2006 relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto [Cfr. atti modificativi].

SINTESI

L'imposta sul valore aggiunto (IVA) è un'imposta generale sul consumo, che si applica alle attività commerciali che comportano la produzione e la distribuzione di beni e la prestazione di servizi. Le disposizioni riguardanti l'istituzione del sistema comune di IVA dell’Unione europea (UE) sono codificate dalla citata direttiva IVA.

Il sistema comune dell'IVA si applica ai beni e ai servizi acquistati e venduti ai fini del consumo nell’UE. L'imposta è calcolata in funzione del valore aggiunto ai beni e ai servizi in ogni fase della produzione e del circuito di distribuzione.

La riscossione dell'imposta avviene in forma frazionata attraverso un sistema di pagamenti parziali in base al quale i soggetti imponibili (le imprese identificate ai fini dell'IVA) possono detrarre dal proprio conto IVA l'importo dell'imposta da essi pagata ad altri soggetti imponibili sugli acquisti necessari alle loro attività commerciali nella fase precedente. Questo meccanismo permette di garantire la neutralità dell'imposta, indipendentemente dal numero delle operazioni effettuate.

L'IVA, in definitiva, è a carico del consumatore finale sotto forma di percentuale applicata al prezzo finale del bene o servizio. Tale prezzo finale costituisce la somma degli incrementi di valore intervenuti nelle singole fasi della produzione e della distribuzione. Il fornitore di beni o il prestatore di servizi (il soggetto passivo) versa all'amministrazione fiscale nazionale l'IVA relativa alle cessioni o prestazioni effettuate, dopo averne detratto l'IVA corrisposta ai propri fornitori.

Ambito di applicazione

Sono soggette all'IVA le operazioni effettuate a titolo oneroso sul territorio di un paese dell'UE da un soggetto passivo che agisce in quanto tale, nonché le importazioni effettuate da qualsiasi persona.

Le operazioni imponibili comprendono:

  • le cessioni di beni da parte di un soggetto passivo;
  • gli acquisti intracomunitari in un paese dell'UE di beni provenienti da un altro paese dell'UE;
  • le prestazioni di servizi da parte di un soggetto passivo;
  • le importazionio da un paese non europei).

Un acquisto intracomunitario di beni si ha solo se i beni sono trasportati da un paese dell'UE ad un altro. Esso ha luogo quando i beni, venduti da un soggetto passivo nel paese dell'UE di partenza, sono acquistati in un altro paese dell'UE di destinazione da un soggetto passivo che agisce in quanto tale, o da un ente non soggetto passivo. Esso ha luogo anche qualora si tratti di mezzi di trasporto nuovi e di prodotti soggetti ad accisa acquistati da altre persone.

Se l'importo globale degli acquisti intracomunitari di beni effettuati da persone giuridiche non soggetti passivi e da certe categorie di soggetti passivi esenti non supera la soglia minima di 10 000 € l'anno, tali acquisti non sono soggetti all'IVA, salvo il caso in cui l'acquirente decida di registrarsi.

Gli acquisti intracomunitari di beni d'occasione, di oggetti d'arte, da collezione o d'antiquariato non sono soggetti all'IVA quando il venditore è un soggetto passivo-rivenditore o un organizzatore di vendite all'asta che ha pagato l'imposta su tali beni utilizzando il regime speciale del margine.

Ambito di applicazione territoriale

L'IVA comunitaria non si applica nei territori terzi, vale a dire:

  • isola di Helgoland, territorio di Büsingen, Ceuta, Melilla, Livigno, Campione d'Italia e acque italiane del Lago di Lugano (territori che non fanno neanche parte del territorio doganale dell’UE);
  • Monte Athos, isole Canarie, dipartimenti francesi d'oltremare, isole Åland e isole Anglo-Normanne (territori che fanno parte del territorio doganale dell’UE).

Sulla base delle disposizioni del trattato, l'IVA non si applica neppure a Gibilterra, né alla parte di Cipro non soggetta al controllo effettivo del governo della Repubblica di Cipro. Detti territori sono considerati come territori terzi.

Il Principato di Monaco, l'Isola di Man e le zone di sovranità del Regno Unito di Akrotiri e Dhekelia, non essendo considerati paesi terzi, costituiscono territori non europei in cui l'IVA è applicabile.

I soggetti passivi

Si considera soggetto passivo chiunque eserciti, in modo indipendente e in qualsiasi luogo, a prescindere dallo scopo o dai risultati, un'attività economica. Per attività economica si intende ogni attività di produzione, di commercializzazione o di prestazione di servizi, comprese le attività estrattive, agricole, nonché quelle di professione libera o assimilate. Non sono considerate come esercitate in modo indipendente le attività dei lavoratori dipendenti e di altri soggetti che siano vincolati al rispettivo datore di lavoro da un contratto di lavoro subordinato o da un qualsiasi altro rapporto giuridico che preveda vincoli di subordinazione.

Si considera inoltre soggetto passivo chiunque effettui, a titolo occasionale, la cessione di un mezzo di trasporto nuovo trasportato a destinazione di un altro paese dell'UE.

Un paese dell'UE può altresì considerare soggetto passivo chiunque effettui, a titolo occasionale, un'operazione relativa a un'attività economica e, in particolare, la cessione di un fabbricato o di una frazione di fabbricato e del suolo pertinente, effettuata anteriormente alla prima occupazione, o la cessione di un terreno edificabile.

Gli Stati, le regioni, le province, i comuni e gli altri enti di diritto pubblico non sono considerati soggetti passivi per le attività che svolgono o le operazioni che effettuano in quanto pubbliche autorità, tranne quando il loro non assoggettamento provocherebbe distorsioni della concorrenza di una certa importanza. Tali enti sono tuttavia considerati soggetti passivi quando effettuano talune operazioni commerciali.

Operazioni imponibili

La cessione di beni è il trasferimento del potere di disporre di un bene materiale come proprietario.

Si considera prestazione di servizi ogni operazione che non costituisce una cessione di beni.

L'acquisto intracomunitario di beni è l'acquisizione del potere di disporre, come proprietario, di un bene mobile materiale trasportato da un paese dell'UE a destinazione dell'acquirente in un altro paese dell'UE.

L'importazione di beni è l'ingresso nell’UE di un bene che non è in libera pratica. L'ingresso di un bene in libera pratica proveniente da un territorio terzo costituisce anch'esso un'importazione.

Luogo delle operazioni

È considerato luogo di una cessione di beni:

  • il luogo in cui i beni si trovano al momento della cessione (se non vengono spediti o trasportati);
  • il luogo in cui i beni si trovano al momento iniziale della spedizione o del trasporto a destinazione dell'acquirente (se vengono spediti o trasportati);
  • il luogo di partenza del trasporto di passeggeri (se i beni sono venduti a bordo di una nave, di un aereo o di un treno);
  • il luogo in cui si trova l'acquirente (se si tratta di fornitura di gas mediante un sistema di distribuzione del gas naturale all’interno dell’UE o una qualsiasi rete collegata a tale sistema, di fornitura di energia elettrica o di energia da riscaldamento o raffreddamento mediante reti di riscaldamento o raffreddamento).

È considerato luogo di un acquisto intracomunitario di beni il luogo in cui i beni si trovano al momento dell'arrivo del trasporto a destinazione dell'acquirente.

È considerato luogo di una prestazione di servizi a soggetti passivi in linea di principio il luogo in cui il cliente ha stabilito la sede della propria attività economica o, se i servizi sono resi a una stabile organizzazione del cliente in un altro luogo, il luogo in cui è situtata la stabile organizzazione o, in mancanza di tale stabile organizzazione, il luogo in cui il cliente ha il suo domicilio o la sua residenza abituale. È considerato luogo di una prestazione di servizi a non soggetti passivi il luogo in cui il prestatore ha stabilito la sede della propria attività o, se i servizi sono resi a partire da un’organizzazione stabile del prestatore in un altro luogo, il luogo in cui è situata la stabile organizzazione o, in mancanza di una stabile organizzazione, il luogo in cui il prestatore ha il suo domicilio o la sua residenza abituale.

Esistono tuttavia alcune eccezioni a queste regole generali. I servizi interessati comprendono quelli relativi a beni immobili, al trasporto di passeggeri e merci, quelli connessi ad attività svolte nell'ambito della cultura, dell'arte, dello sport, della scienza, dell'educazione e del divertimento, quelli connessi alla ristorazione e al catering nonché quelli di noleggio di mezzi di trasporto di breve durata. Queste eccezioni hanno come obiettivo principale quello di garantire l'imposizione nel luogo in cui il servizio sarà effettivamente consumato.

Nelle relazioni con paesi terzi, al fine di evitare casi di doppia imposizione, di non imposizione o di distorsione della concorrenza, i paesi dell'UE possono considerare:

  • il luogo di talune prestazioni di servizi, situato all'interno del proprio territorio, come situato al di fuori dell’UE, quando l'effettiva utilizzazione e l'effettivo impiego hanno luogo al di fuori dell’UE;
  • il luogo di talune prestazioni di servizi, situato al di fuori dell’UE, come situato all'interno del paese dell'UE, quando l'effettiva utilizzazione e l'effettivo impiego hanno luogo all'interno del proprio territorio.

Il luogo d'importazione dei beni è il paese dell'UE in cui il bene si trova nel momento in cui entra nell’UE.

Fatto generatore ed esigibilità dell'imposta

Il fatto generatore dell'imposta si verifica, e l'imposta diventa esigibile , all'atto della cessione di beni o della prestazione di servizi, fatta eccezione per alcuni casi precisi.

Per gli acquisti intracomunitari di beni, il fatto generatore dell'imposta si verifica quando viene effettuato l'acquisto. L'imposta diventa esigibile il 15 del mese successivo a quello in cui si è verificato l'acquisto. Tuttavia, se una fattura è emessa prima di questa data, l'imposta diventa esigibile al momento dell'emissione di detta fattura.

Tuttavia, dal 1o gennaio 2013, all'entrata in vigore della direttiva 2010/45/UE, l'imposta è divenuta esigibile al momento dell'emissione della fattura, o alla scadenza del termine di cui all'articolo 222 della presente direttiva se nessuna fattura è stata emessa entro tale termine.

Per quanto riguarda l'importazione di beni, il fatto generatore dell'imposta si verifica, e l'imposta diventa esigibile, nel momento in cui il bene entra in un paese dell’UE.

Base imponibile

La base imponibile per le cessioni di beni e servizi e gli acquisti intracomunitari di beni comprende tutto ciò che costituisce il corrispettivo versato al fornitore o al prestatore, da parte dell'acquirente, per le operazioni effettuate, comprese le sovvenzioni direttamente connesse con il prezzo di tali operazioni. La base comprende inoltre le imposte, i dazi, le tasse e i prelievi (ad eccezione della stessa IVA), e le spese accessorie addebitate dal fornitore o dal prestatore all'acquirente. Non comprende invece taluni sconti, ribassi e riduzioni di prezzo, né le somme ricevute quale rimborso delle spese sostenute.

Per le importazioni di beni, la base imponibile è costituita dal valore definito come valore in dogana. Le imposte, i dazi, i prelievi e le altre tasse dovuti fuori dal paese dell'UE d'importazione, nonché quelli dovuti per l'importazione (ad eccezione dell'IVA stessa) e le spese accessorie (di imballaggio, di trasporto ecc.), devono essere inclusi nella base imponibile.

Aliquota dell'IVA

Le operazioni imponibili sono assoggettate all'imposta secondo le aliquote e le condizioni del paese dell'UE in cui sono effettuate. L'aliquota IVA normale è fissata, fino al 31 dicembre 2015, a una percentuale della base imponibile che non può essere inferiore al 15 %.

I paesi dell'UE possono introdurre una o due aliquote ridotte a una percentuale che non può essere inferiore al 5 %. Le aliquote ridotte si applicano esclusivamente alle cessioni di beni e prestazioni di servizi di cui all'allegato III della direttiva IVA (come da ultimo modificata dalla direttiva 2009/47/CE).

I paesi dell'UE possono tuttavia applicare, a certe condizioni, una delle aliquote ridotte alle forniture di gas naturale, di elettricità e di teleriscaldamento.

Infine, in deroga alle regole normali, alcuni paesi dell'UE sono stati autorizzati a mantenere delle aliquote ridotte, comprese le aliquote ultraridotte e le aliquote zero, in alcuni ambiti.

Alcune di tali deroghe previste dall'atto di adesione dei dieci paesi che sono entrati a far parte dell'Unione europea il 1o maggio 2004 si applicano fino al 31 dicembre 2010. Altre sono state prorogate o riprese nelle regole generali dalla direttiva 2009/47/CE.

Esenzioni

I beni e i servizi esenti da IVA sono venduti al consumatore finale senza applicazione dell'IVA alla vendita. Tuttavia, essendo la cessione di beni o la prestazione di servizi esente da IVA, per il fornitore risulta impossibile detrarre l'IVA sugli acquisti. Con una tale esenzione senza diritto a detrazione, un'IVA occulta resta pertanto compresa nel prezzo pagato dal consumatore. Bisogna operare una netta distinzione fra detta esenzione e l'IVA ad aliquota zero, mantenuta in base a deroga in alcuni paesi dell'UE. In quest'ultimo caso il prezzo finale richiesto al consumatore non comprende alcuna IVA residua.

Esistono inoltre esenzioni con diritto a detrazione il cui scopo principale è tener conto del luogo in cui si ritiene che i beni o i servizi vengano consumati e dunque tassati. Tali transazioni sono esentate dall'IVA nel paese dell'UE di origine, visto che saranno tassate nel paese di destinazione.

Esenzioni senza diritto a detrazione

Per ragioni socioeconomiche sono state previste esenzioni a favore di:

  • alcune attività di interesse pubblico (come per esempio l'ospedalizzazione, le cure mediche, i beni e i servizi connessi con l'assistenza e la previdenza sociale, l'insegnamento scolastico o universitario, certe prestazioni di servizi culturali);
  • alcune operazioni riguardanti, tra l'altro, l'assicurazione, la concessione di crediti, alcuni servizi bancari, le cessioni di francobolli, i giochi d'azzardo con poste di denaro e talune cessioni di beni immobili.

Per facilitare lo scambio di beni, alcune importazioni di beni provenienti dall'esterno dell’UE sono esentate. Questo vale, per esempio, per le importazioni definitive di beni la cui cessione è esente nel paese dell'UE d'importazione, come pure per i beni la cui importazione è disciplinata dalle direttive 2007/74/CE (merci contenute nei bagagli dei viaggiatori),2009/132/CE (beni importati a fini non commerciali) e2006/79/CE (merci oggetto di piccole spedizioni a carattere non commerciale).

Esenzioni con diritto a detrazione

Per tenere conto del luogo in cui si ritiene che i beni o i servizi vengano consumati e dunque tassati, le operazioni esentate con diritto a detrazione sono:

  • le cessioni intracomunitarie di beni, compresi i mezzi di trasporto nuovi e i prodotti soggetti ad accisa, spediti da un paese dell'UE ad un altro paese dell'UE;
  • le esportazioni di beni dall’UE a destinazione di un territorio terzo o di un paese terzo;
  • alcune operazioni connesse ai trasporti internazionali o assimilate alle esportazioni;
  • le prestazioni di servizi effettuate da intermediari quando intervengono nelle operazioni connesse all'esportazione;
  • alcune operazioni connesse con il traffico internazionale di beni come, per esempio, nel caso di beni destinati ad essere collocati in depositi doganali e altri depositi.

Detrazioni

Se un soggetto passivo acquista beni o servizi, ha il diritto di detrarre l'importo dell'IVA nel paese dell'UE nel quale effettua le sue operazioni se i beni e i servizi in questione sono utilizzati ai fini della sua attività economica professionale. Se ha pagato l'IVA in un paese dell'UE in cui non è stabilito, il soggetto passivo può ottenerne il rimborso tramite una procedura elettronica speciale. Il diritto a detrazione non si applica quando si tratta di un'attività economica esentata o quando il soggetto passivo usufruisce di un regime speciale (esenzione IVA per le piccole imprese, per esempio).

La detrazione può, in certi casi, essere limitata o rettificata. Per poter esercitare il diritto a detrazione bisogna soddisfare certe condizioni, in particolare l'obbligo di essere in possesso di una fattura.

Obblighi dei soggetti passivi e di alcune persone non soggetti passivi

L'IVA è dovuta:

  • dal soggetto passivo che effettua una cessione di beni o una prestazione di servizi imponibile, eccetto in alcuni casi specifici in cui l'imposta è dovuta da una persona diversa, segnatamente dal cliente che utilizza la procedura dell'inversione contabile;
  • dalla persona che effettua un acquisto intracomunitario di beni imponibili;
  • all'importazione, dalle persone designate o riconosciute come debitrici dal paese dell'UE d'importazione.

Il soggetto passivo deve dichiarare l'inizio, la variazione e la cessazione dell'attività da lui svolta in qualità di soggetto passivo ed è obbligato a tenere registri sufficientemente dettagliati.

Un soggetto passivo deve assicurare che una fattura sufficientemente dettagliata sia emessa per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi che effettua nei confronti di un altro soggetto passivo o di un ente non soggetto passivo. Una fattura deve essere emessa anche in altri casi.

Deroghe

I paesi dell'UE possono, a determinate condizioni, essere autorizzati ad introdurre misure di deroga per semplificare la riscossione dell'IVA o evitare frodi o evasioni fiscali.

Regimi speciali

Esistono regimi IVA speciali per quanto riguarda:

Consumatori

Alcuni regimi IVA riguardano non soltanto direttamente gli operatori economici, ma anche gli individui e i consumatori finali. Si tratta, per esempio, del caso in cui un individuo acquista dei beni in un altro paese dell'UE. Quando il bene è trasportato dal consumatore al suo domicilio, l'IVA è pagata nel paese dell'UE in cui il bene è stato venduto e acquistato (vale a dire all'origine). Anche taluni soggetti passivi esenti o enti non soggetti passivi hanno il diritto di acquistare una quantità limitata di beni in un altro paese dell'UE. Ciò è la conseguenza delle norme attuali di imposizione degli scambi tra paesi dell'UE. Per queste persone il regime si basa già sul principio dell'imposizione nel paese dell'UE di origine dei beni ceduti e dei servizi prestati (si veda la fine della presente sintesi).

Tuttavia il principio dell'origine non si applica quando i beni sono venduti a distanza, ossia quando il venditore e l'acquirente si trovano in paesi dell'UE diversi e i beni vengono spediti. Se il valore dei beni venduti annualmente supera un dato massimale (35 000 € o 100 000 € a seconda del paese dell'UE), il cedente deve applicare il principio della destinazione. Tale principio deve comunque essere applicato per le vendite a distanza di prodotti soggetti ad accisa. Secondo detto principio, il cedente contabilizza l'IVA nel paese dell'UE di destinazione all'aliquota applicabile in detto paese.

Il principio dell'origine non si applica neppure quando mezzi di trasporto nuovi sono acquistati in un altro paese dell'UE. In questo caso l'IVA è corrisposta dall'acquirente nel paese dell'UE di destinazione.

Lotta alla frode

La frode fiscale ostacola il buon funzionamento del mercato interno, creando flussi di beni non giustificati ed immettendo nel mercato beni a prezzi anormalmente bassi.

Per contrastare questo problema la direttiva 2008/117/CE propone di adottare le misure seguenti:

  • fissare un termine di un mese per le informazioni sulle cessioni intracomunitarie di beni;
  • far sì che sia il fornitore sia l’acquirente o il destinatario dichiarino le operazioni intracomunitarie per lo stesso periodo d’imposta;
  • ridurre gli oneri amministrativi;
  • autorizzare gli operatori a presentare a cadenza trimestrale gli elenchi riepilogativi relativi alle cessioni intracomunitarie di beni.

Lotta contro le frodi sull'IVA

La direttiva 2013/42/UE incorpora all'interno della direttiva IVA una procedura denominata meccanismo di reazione rapida che, in determinate situazioni particolari, permette ai paesi dell'UE di adottare misure immediate in caso di improvvisa e massiccia frode sull'IVA.

Un paese dell'UE che desidera introdurre una particolare misura sulla base del meccanismo di reazione rapida deve inviare una notifica alla Commissione e agli altri paesi dell'UE utilizzando un modulo standard. Essa deve fornire alla Commissione le informazioni riguardanti il settore interessato, la tipologia e le caratteristiche della frode, l'esistenza di imperativi motivi di urgenza, il carattere improvviso e massiccio della frode e le sue conseguenze in termini di perdite finanziarie gravi e irreparabili. La Commissione è tenuta a confermare, entro un mese, se presenterà o meno un'obiezione, tenendo in considerazione le posizioni degli altri paesi in merito.

La relativa direttiva 2013/43/UE modifica la direttiva IVA per quanto concerne l’applicazione facoltativa e temporanea del meccanismo dell’inversione contabile in relazione alla cessione di determinati beni e servizi a rischio di frode (meccanismo dell'inversione contabile).

CONTESTO

Questa direttiva IVA è una rifusione della sesta direttiva 77/388/CEE relativa al sistema comune di imposta sul valore aggiunto e alla base imponibile uniforme, che dopo l'adozione è stata modificata più di 30 volte. Essa codifica le disposizioni della direttiva 77/388/CEE a partire dal 1o gennaio 2007, senza modificare nella sostanza la legislazione in vigore.

RIFERIMENTI

Atto

Data di entrata in vigore

Termine ultimo per il recepimento negli Stati membri

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

Direttiva 2006/112/CE

1.1.2007

1.1.2008

GU L 347 dell'11.12.2006

Atto(i) modificativo(i)

Data di entrata in vigore - Data di scadenza

Termine ultimo per il recepimento negli Stati membri

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

Direttiva 2006/138/CE

29.12.2006

1.1.2007

GU L 384 del 29.12.2006

Direttiva 2007/75/CE

29.12.2007

-

GU L 346 del 29.12.2007

Direttiva 2008/8/CE

20.2.2008

Secondo le disposizioni, fra l'1.1.2009 e l'1.1.2015

GU L 44 del 20.2.2008

Direttiva 2008/117/CE

21.1.2009

1.1.2010

GU L 14 del 20.1.2009

Direttiva 2009/47/CE

1.6.2009

-

GU L 116 del 9.5.2009

Direttiva 2009/69/CE

24.7.2009

1.1.2011

GU L 175 del 4.7.2009

Direttiva 2009/162/UE

15.1.2010

1.1.2011

GU L 10 del 15.1.2010

Direttiva 2010/23/UE

9.4.2010 - 30.6.2015

-

GU L 72 del 20.3.2010

Direttiva 2010/45/UE

11.8.2010

31.12.2012

GU L 189 del 22.7.2010

Direttiva 2010/88/UE

11.12.2010

-

GU L 326 del 10.12.2010

Direttiva 2013/42/UE

15.8.2013

-

GU L 201 del 26.7.2013

Direttiva 2013/43/UE

15.8.2013 fino al 31.12.2018

-

GU L 201 del 26.7.2013

Direttiva 2013/61/UE

1.1.2014

-

GU L 353 del 28.12.2013

Le successive modifiche e correzioni alla direttiva 2006/112/CE sono state integrate al testo di base. La presente versione consolidata ha unicamente valore documentale.

ATTI COLLEGATI

Direttiva del Consiglio 2009/132/CE del 19 ottobre 2009, che determina l’ambito d’applicazione dell’articolo 143, lettere b) e c), della direttiva 2006/112/CE per quanto concerne l’esenzione dall’imposta sul valore aggiunto di talune importazioni definitive di beni (GU L 292, 10.11.2009).

Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo del 2 luglio 2009 sull'opzione di IVA di gruppo prevista all'articolo 11 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto (COM(2009) 325 def. - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

Comunicazione della Commissione al Consiglio, del 28 gennaio 2009, sugli sviluppi tecnologici nel settore della fatturazione elettronica e misure intese a semplificare, modernizzare e armonizzare ulteriormente le norme in materia di fatturazione dell'IVA (COM(2009) 20 def. - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale).

Direttiva2008/9/CE del Consiglio, del 12 febbraio 2008, che stabilisce norme dettagliate per il rimborso dell'imposta sul valore aggiunto, previsto dalla direttiva 2006/112/CE, ai soggetti passivi non stabiliti nello Stato membro di rimborso, ma in un altro Stato membro (GU L 44 del 20.2.2008).

Direttiva 2007/74/CE del Consiglio, del 20 dicembre 2007, sull'esenzione dall'imposta sul valore aggiunto e dalle accise delle merci importate da viaggiatori provenienti da paesi terzi (GU L 346 del 29.12.2007).

Comunicazione della Commissione, del 5 luglio 2007, al Consiglio e al Parlamento europeo sulle aliquote IVA diverse dall'aliquota IVA normale (COM(2007) 380 def. - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale).

Direttiva2006/79/CE del Consiglio, del 5 ottobre 2006, relativa alle franchigie fiscali applicabili all’importazione di merci oggetto di piccole spedizioni a carattere non commerciale provenienti dai paesi terzi (versione codificata) (GU L 286 del 17.10.2006).

Regolamento (CE) n.1798/2003 del Consiglio, del 7 ottobre 2003, relativo alla cooperazione amministrativa in materia d'imposta sul valore aggiunto e che abroga il regolamento (CEE) n. 218/92 (GU L 264 del 15.10.2003).

Ultima modifica: 09.03.2014

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