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Imposte indirette sulla raccolta di capitali

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Imposte indirette sulla raccolta di capitali

La direttiva disciplina l’applicazione di imposte indirette sulla raccolta di capitali da parte degli Stati membri. Prevede un divieto generale di tali imposte, in particolare l’imposta sui conferimenti, pur consentendo ad alcuni paesi di continuare ad applicarle subordinatamente a talune condizioni di deroga.

ATTO

Direttiva 2008/7/CE del Consiglio, del 12 febbraio 2008, concernente le imposte indirette sulla raccolta di capitali.

SINTESI

L’imposta sui conferimenti è un’imposta indiretta che interferisce con la libera circolazione dei capitali. Secondo la direttiva, la soluzione migliore sarebbe l’abolizione di tale imposta, che essa considera dannosa per lo sviluppo economico dell’Unione europea (UE.

Imposte e società interessate

La direttiva disciplina l’applicazione di imposte indirette nei casi seguenti:

  • conferimenti di capitale a società di capitali;
  • operazioni di ristrutturazione relative a società di capitali;
  • emissione di taluni titoli e obbligazioni.

Si applica alle:

  • società per azioni;
  • società in accomandita per azioni;
  • società a responsabilità limitata.

La direttiva si applica inoltre a qualsiasi società, associazione o persona giuridica:

  • le cui azioni possano essere negoziate in borsa;
  • i cui membri possano disporre liberamente delle proprie azioni e siano responsabili dei debiti dell’impresa soltanto nei limiti della loro partecipazione;
  • e qualsiasi altra società, associazione o persona giuridica che persegue scopi di lucro.

La direttiva spiega cosa si intende per conferimenti di capitale (includendo la costituzione o la trasformazione in società di capitali, oppure l’aumento del capitale azionario mediante conferimento di beni o incorporazione di utili o riserve…) e mediante operazioni di ristrutturazione quali fusioni caratterizzate da un conferimento di beni, o dallo scambio di quote sociali.

Divieto di applicare imposte indirette sulla raccolta di capitali

I paesi dell’UE non possono applicare alle società di capitali imposte indirette sulla raccolta di capitali.

Tali transazioni riguardano in particolare:

  • conferimenti di capitale;
  • prestiti o servizi forniti nel quadro di conferimenti di capitale;
  • registrazione o altre formalità richieste in via preliminare all’esercizio di un’attività a causa della forma giuridica della società;
  • modifica degli atti costitutivi della società;
  • operazioni di ristrutturazione.

La direttiva vieta inoltre le imposte indirette sull’emissione di taluni titoli e obbligazioni. I paesi dell’UE hanno tuttavia la facoltà di modificare talune imposte di trasferimento, diritti di carattere remunerativo e l’imposta sul valore aggiunto (IVA).

Deroghe

Disposizioni speciali si applicano ai paesi dell’UE che applicavano l’imposta sui conferimenti al 1ogennaio 2006. Essi possono continuare ad applicare l’imposta, che deve prevedere un’unica aliquota non superiore all’1 % e può essere riscossa esclusivamente su conferimenti di capitale e non può quindi essere applicata ad altre operazioni come le operazioni di ristrutturazione.

L’imposta sui conferimenti può essere applicata solo dal paese dell’UE in cui è situata la sede della direzione effettiva della società di capitali al momento in cui viene effettuato il conferimento di capitale. Per rispettare l’ideologia del mercato interno, è importante che l’imposta, se prevista, venga applicata una sola volta.

Esenzioni possono essere applicate alle società di capitali che forniscono un servizio pubblico o hanno finalità puramente culturali o sociali.

RIFERIMENTI

Atto

Entrata in vigore

Termine per il recepimento negli Stati membri

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

Direttiva 2008/7/CE

12.3.2008 (articoli 1, 2, 6, 9, 10, 11 dall’1.1.2009)

Articoli 3, 4, 5, 7, 8, 12, 13 e 14 entro il 31.12.2008.

GU L 46 del 21.2.2008.

ATTI COLLEGATI

Proposta di direttiva del Consiglio, del 28 settembre 2011, concernente un sistema comune d’imposta sulle transazioni finanziarie e recante modifica della direttiva 2008/7/CE [COM(2011) 594 def. - Non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale].

Per rendere i servizi finanziari più sicuri, la presente proposta intende stabilire un sistema comune d’imposta sulle transazioni finanziarie con l’obiettivo di:

  • evitare la frammentazione del mercato interno dei servizi finanziari;
  • assicurare il giusto contributo degli enti finanziari alla copertura dei costi della crisi;
  • adottare le misure opportune per rendere i mercati finanziari più efficaci.

Direttiva 2013/13/UE del Consiglio, del 13 maggio 2013 che adegua determinate direttive in materia di fiscalità a motivo dell’adesione della Repubblica della Croazia (Gazzetta ufficiale L 141 del 28.5.2013).

Decisione 2013/52/UE del Consiglio, del 22 gennaio 2013 che autorizza una cooperazione rafforzata nel settore dell’imposta sulle transazioni finanziarie (Gazzetta ufficiale L 22 del 25.1.2013).

Ai sensi di questa decisione, Belgio, Germania, Estonia, Grecia, Spagna, Francia, Spagna, Francia, Italia, Austria, Portogallo, Slovenia e Slovacchia sono autorizzate a istituire una cooperazione rafforzata tra di loro a favore di un sistema comune d’imposta sulle transazioni finanziarie.

Proposta di Direttiva del Consiglio, che attua una cooperazione rafforzata nel settore dell’imposta sulle transazioni finanziarie, del 14.2.2013 [COM(2013) 71 final].

Ultima modifica: 21.04.2014

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