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Summaries of EU Legislation

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Riserve minime

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Riserve minime

 

SINTESI DI:

Regolamento (CE) n. 2531/98 del Consiglio sull’applicazione dell’obbligo di riserve minime da parte della Banca centrale europea

Regolamento (CE) n. 1745/2003 della Banca centrale europea sull’applicazione di riserve obbligatorie minime

QUAL È LO SCOPO DEI REGOLAMENTI?

  • Il regolamento del Consiglio e il regolamento della Banca centrale europea (BCE) stabiliscono le norme per il sistema delle riserve obbligatorie minime nella zona euro; queste impongono agli enti creditizi insediati nella zona euro di detenere depositi in conti presso la loro banca centrale nazionale. Esse vengono chiamate riserve minime.
  • Il regolamento (CE) n. 2531/98 definisce la base per le riserve minime e i coefficienti massimi consentiti tra tali riserve e la loro base.
  • La BCE può adottare regolamenti o decisioni in questo settore. In tale contesto, mediante il suo regolamento (CE) n. 1745/2003 la BCE specifica:
    • gli enti soggetti all’obbligo di detenere riserve minime;
    • la composizione dell’aggregato soggetto a riserva;
    • il coefficiente effettivo di riserva;
    • il calcolo e il mantenimento delle riserve minime;
    • le esenzioni; e
    • le norme per la segnalazione e la verifica.

PUNTI CHIAVE

Enti soggetti all’obbligo di detenere riserve minime

  • La legislazione riguarda gli enti creditizi insediati nella zona euro e le succursali di enti creditizi insediati al di fuori della zona euro ubicate nella zona euro.
  • La BCE pubblica un elenco di degli enti soggetti all’obbligo di detenere riserve minime.

Periodi di mantenimento

  • Gli enti sono obbligati a detenere le riserve minime per un periodo medio di sei settimane, noto come periodo di mantenimento.
  • La BCE, al fine di aiutare gli enti a preparare la propria gestione delle riserve, pubblica un calendario dei periodi di mantenimento.

Mobilizzazione della riserva obbligatoria

Un ente adempie al suo obbligo di riserva se, nell’arco del periodo di mantenimento, il saldo medio giornaliero nel proprio conto di riserva non è inferiore al proprio obbligo di riserva. Ciò significa che il capitale dell’ente può non essere costante rispetto al suo obbligo di riserva, ma che le attività medie del conto corrente devono essere almeno equivalenti all’obbligo di riserva nell’arco dell’intero periodo di mantenimento.

Calcolo delle riserve minime

Per determinare l’importo delle riserve minime di ciascun ente, il suo aggregato soggetto a riserva viene moltiplicato per il coefficiente di riserva. Agli enti è consentito detrarre una somma forfettaria dell’importo di 100 000 euro dal proprio obbligo di riserva.

Aggregato soggetto a riserva

L’aggregato soggetto a riserva viene definito in relazione al bilancio dell’ente prima dell’inizio del periodo di mantenimento. È composto da differenti categorie delle passività dell’ente, ad esempio depositi e titoli di debito.

Coefficiente di riserva

La BCE definisce i coefficienti di riserva che vengono applicati alle passività pertinenti dell’aggregato soggetto a riserva. Può fissare coefficienti di riserva tra lo 0 % e il 10 %. Per categorie di passività specifiche, possono esserci dei coefficienti di riserva diversi (ad esempio per i depositi con durata prestabilita superiore a due anni o per i depositi rimborsabili con preavviso superiore a due anni). Nel gennaio del 2012, il coefficiente di riserva che veniva applicato alla maggior parte delle passività a breve termine del bilancio degli enti era fissato all’1 %.

Remunerazione

Per garantire che l’obbligo di detenere riserve minime non sia gravoso e non ostacoli l’efficiente assegnazione delle risorse, le banche centrali nazionali nella zona euro versano degli interessi agli enti sul capitale delle loro riserve minime.

Esenzione

Un ente può essere esentato dall’obbligo di detenere riserve minime se:

  • la sua autorizzazione bancaria è revocata o fatta oggetto di rinuncia;
  • un’autorità giudiziaria o un’altra autorità competente adotta la decisione di sottoporre l’istituzione a procedure di liquidazione;
  • è soggetto a misure di riorganizzazione;
  • è soggetto al congelamento dei fondi e/o ad altre misure che limitano l’uso dei suoi fondi, l’accesso alle operazioni di mercato aperto o su iniziativa delle controparti (operazioni legate alla politica monetaria) dell’Eurosistema;
  • l’obiettivo del regime di riserva non viene raggiunto tramite l’imposizione all’ente dell’obbligo di riserva.

Raccolta e verifica delle informazioni

  • La BCE ha il diritto di raccogliere dagli enti le informazioni necessarie a stabilire le riserve minime.
  • La BCE può inoltre verificare l’esattezza e la qualità delle informazioni fornite dagli enti, in modo da dimostrare la conformità all’obbligo di detenere riserve minime.

Sanzioni

La BCE può imporre sanzioni a un ente che non ottempera in tutto o in parte l’obbligo di detenere riserve minime.

A PARTIRE DA QUANDO SI APPLICANO I REGOLAMENTI?

  • Il regolamento (CE) n. 2531/98 è in vigore dal 1o gennaio 1999, fatta eccezione per l’articolo 5 (potere di adottare regolamenti o decisioni) che è in vigore dal 27 novembre 1998.
  • Il regolamento (CE) n. 1745/2003 è in vigore dal 24 gennaio 2004, fatta eccezione per l’articolo 5 (calcolo e notifica delle riserve obbligatorie minime) che è in vigore dal 10 marzo 2004.

CONTESTO

  • Le riserve minime rappresentano uno degli strumenti di politica monetaria a disposizione dell’Eurosistema.
    • La prima funzione chiave è quella di stabilizzare i tassi d’interesse del mercato monetario, realizzata grazie alla mobilizzazione della riserva. Consentono agli enti creditizi di gestire le fluttuazioni giornaliere della liquidità, ad esempio quelle dovute alle fluttuazioni nella domanda di banconote.
    • Una seconda importante funzione è l’allargamento della carenza strutturale di liquidità del sistema bancario.
    • L’esigenza degli enti creditizi di detenere riserve presso le banche centrali nazionali contribuisce all’incremento della domanda di credito della banca centrale, rendendo più semplice alla BCE il compito di indirizzare i tassi del mercato monetario verso operazioni regolari di finanziamento.
  • Per ulteriori informazioni, consultare «Riserve minime» sul sito Internet della BCE.

DOCUMENTI PRINCIPALI

Regolamento (CE) n. 2531/98 del Consiglio, del 23 novembre 1998, sull’applicazione dell’obbligo di riserve minime da parte della Banca centrale europea (GU L 318 del 27.11.1998, pag. 1-3)

Le successive modifiche al regolamento (CE) n. 2531/98 sono state incorporate nel testo originale. La presente versione consolidata ha solo valore documentale.

Regolamento (CE) n. 1745/2003 della Banca centrale europea, del 12 settembre 2003, sull’applicazione di riserve obbligatorie minime (GU L 250 del 2.10.2003, pag. 10-16)

Si veda la versione consolidata.

DOCUMENTI CORRELATI

Versione consolidata del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, protocollo (n. 4) sullo statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea (GU C 202 del 7.6.2016, pag. 230-250)

Regolamento (UE) n. 1071/2013 della Banca centrale europea, del 24 settembre 2013, relativo al bilancio del settore delle istituzioni finanziarie monetarie (rifusione) (BCE/2013/33) (GU L 297 del 7.11.2013, pag. 1-50)

Si veda la versione consolidata.

Ultimo aggiornamento: 27.02.2017

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