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Armonizzazione tecnica globale dei veicoli

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Armonizzazione tecnica globale dei veicoli

L'armonizzazione tecnica mondiale dei veicoli è regolata da due accordi internazionali, dei quali l'Unione europea è parte contraente. Questi accordi stabiliscono requisiti armonizzati a livello mondiale per garantire un elevato livello di sicurezza, di tutela dell'ambiente, di rendimento energetico e di protezione contro il furto.

ATTI

Decisione 97/836/CE del Consiglio ai fini dell'adesione della Comunità europea all'accordo della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni unite, relativo all'adozione di prescrizioni tecniche uniformi applicabili ai veicoli a motore, agli accessori e alle parti che possono essere installati o montati o utilizzati su veicoli a motore e alle condizioni del riconoscimento reciproco delle omologazioni rilasciate sulla base di tali prescrizioni (accordo del 1958 riveduto)

Decisione 2000/125/CE del Consiglio relativa alla conclusione dell'accordo sull'approvazione di regolamenti tecnici applicabili a livello mondiale ai veicoli a motore, agli accessori e alle parti che possono essere installati o montati su veicoli a motore (accordo parallelo)

SINTESI

Al fine di favorire il reciproco riconoscimento dei permessi per veicoli basati su disposizioni tecniche armonizzate e di limitare così gli ostacoli al libero scambio, la Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite (UNECE) ha stabilito un accordo sull’armonizzazione tecnica dei veicoli chiamato accordo del 1958. L’Unione europea è divenuta firmataria di tale accordo il 24 marzo 1998.

L'UE ha inoltre partecipato attivamente al negoziato relativo a un secondo accordo internazionale, il cosiddetto accordo parallelodel 1998, entrato in vigore il 25 agosto 2000. Tale accordo presenta la particolarità di associare alcuni paesi che non sono in grado di assumere l’obbligo di riconoscimento reciproco previsto nell'accordo del 1958.

La conclusione di questi due accordi contribuisce al raggiungimento degli obiettivi della politica commerciale comune: essi contribuiscono infatti ad eliminare gli ostacoli tecnici al commercio dei veicoli, dei loro accessori e componenti, nonché ad evitare la formazione di nuovi ostacoli. L'impegno dell’Unione europea consente di mantenere gli sforzi di armonizzazione già sostenuti e agevola l'accesso ai mercati dei paesi terzi.

L'accordo del 1958

Secondo l'accordo del 1958, una parte contraente che applichi uno o più dei regolamenti ONU annessi all’accordo è autorizzata a rilasciare omologazioni di tipo per i veicoli, le loro parti e i loro accessori oggetto di tali regolamenti, ed è tenuta ad accettare a sua volta l'omologazione di ogni altra parte contraente che applichi gli stessi regolamenti. Nel contesto di tale accordo sono stati finora stabiliti oltre 130 regolamenti.

L'accordo del 1958 riguarda 54 parti contraenti. In base a tale accordo, i nuovi regolamenti e gli emendamenti ai regolamenti vigenti vengono stabiliti quando ottengono due terzi dei voti delle parti contraenti presenti e votanti. Il nuovo regolamento entra in vigore per tutte le parti contraenti che non hanno notificato il loro disaccordo entro sei mesi dalla notifica, tranne nel caso in cui oltre un terzo delle parti contraenti abbia sollevato obiezioni, nel qual caso il regolamento non può entrare in vigore.

Il riconoscimento reciproco delle omologazioni di tipo tra le parti contraenti applicanti i regolamenti facilita il commercio dei veicoli in tutta Europa e sul mercato globale.

L'accordo parallelo del 1998

Diversamente dall'accordo del 1958, l'accordo parallelo non contiene disposizioni relative al riconoscimento reciproco delle omologazioni, il che permette ai paesi non in grado di assumersi gli obblighi di riconoscimento reciproco, di partecipare concretamente all'armonizzazione di regolamenti tecnici a livello mondiale.

L’accordo del 1998 riguarda 33 parti contraenti. Nel contesto di tale accordo sono stati finora stabiliti oltre 14 regolamenti tecnici a livello mondiale.

Al fine di stabilire nuovi regolamenti tecnici mondiali, l'accordo prevede due procedure differenti. La prima consiste nell'armonizzare i regolamenti ovvero le norme esistenti applicati dalle parti contraenti, mentre la seconda consiste nell’elaborare un regolamento tecnico mondiale non esistente in precedenza.

L'accordo prevede che i regolamenti esistenti delle parti contraenti, che possono essere armonizzati, vengano inseriti nella raccolta dei regolamenti tecnici mondiali ammissibili, al fine di facilitarne la trasformazione in regolamenti mondiali. Un regolamento viene aggiunto alla raccolta se riceve il voto favorevole di almeno un terzo delle parti contraenti presenti e votanti, fra le quali figurano l’Unione europea, il Giappone e gli Stati Uniti.

Il fatto che un regolamento tecnico mondiale sia stato stabilito, non obbliga le parti contraenti a conferirgli valore legislativo nelle proprie legislazioni interne. Per contro, le parti contraenti devono notificare la loro decisione di adottare o meno un regolamento tecnico mondiale con la data effettiva di applicazione. Inoltre, ogni parte contraente votante a favore dell'instaurazione di un regolamento tecnico è tenuta ad applicare a tale regolamento la procedura prevista per conferirgli valore legislativo.

La Commissione europea procede a nome dell’UE a tutte le notifiche previste, tra le quali vanno ricordate:

  • l'adozione e la notifica di regolamenti tecnici mondiali;
  • la partecipazione alla composizione dei contenziosi;
  • la capacità di emendare l'accordo.

Le decisioni 2013/454/UE e 2013/456/UE del Consiglio modificano le decisioni relative ai due accordi, al fine di tener conto delle modifiche procedurali da seguire per la conclusione di accordi fra l’UE e le organizzazioni internazionali, in base all’entrata in vigore del Trattato di Lisbona.

RIFERIMENTI

Atto

Data di entrata in vigore

Data limite di trasposizione negli Stati membri

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

Decisione 97/836/CE del Consiglio

-

-

GU L 346 del 17.12.1997

Decisione 2000/125/CE del Consiglio

-

-

GU L 35 del 10. 2.2000

Atto(i) modificatore(i)

Data di entrata in vigore

Data limite di trasposizione negli Stati membri

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

Decisione 2013/456/UE del Consiglio

17.9.2013

-

GU L 245 del 14.9.2013

Decisione 2013/454/UE del Consiglio

17.9.2013

-

GU L 245 del 14.9.2013

Ultima modifica: 19.05.2014

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