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Prevenzione e repressione della tratta di essere umani

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Prevenzione e repressione della tratta di essere umani

La tratta di esseri umani è considerata uno dei reati più gravi a livello mondiale e costituisce una grave violazione dei diritti umani. La presente direttiva definisce norme valide in tutta l’Unione europea (UE) per affrontare questo orribile fenomeno.

ATTO

Direttiva 2011/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2011, concernente la prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime e che sostituisce la decisione quadro del Consiglio 2002/629/GAI.

SINTESI

La tratta di esseri umani è considerata uno dei reati più gravi a livello mondiale e costituisce una grave violazione dei diritti umani. La presente direttiva definisce norme valide in tutta l’Unione europea (UE) per affrontare questo orribile fenomeno.

CHE COSA FA LA PRESENTE DIRETTIVA?

Definisce norme minime comuni per determinare i reati connessi alla tratta di esseri umani e fissare le relative pene. Inoltre prevede misure che mirano a rafforzare la prevenzione del fenomeno e la protezione delle vittime.

PUNTI CHIAVE

Definizioni

Sono considerati punibili il reclutamento, il trasporto, il trasferimento, l’alloggio o l’accoglienza con la forza di persone a fini di sfruttamento.

Lo sfruttamento comprende, come minimo: i) lo sfruttamento della prostituzione o altre forme di sfruttamento sessuale; ii) il lavoro o i servizi forzati (compreso l’accattonaggio, la schiavitù, lo sfruttamento di attività illecite o il prelievo di organi).

Pene: la direttiva stabilisce come pena massima per tali reati almeno cinque anni di reclusione e almeno dieci anni in caso di circostanze aggravanti, per esempio se il reato è stato commesso nei confronti di vittime particolarmente vulnerabili (quali i minori) o se è stato commesso da un’organizzazione criminale.

Azione penale: I paesi dell’UE possono perseguire i rispettivi cittadini per reati commessi in un altro paese dell’UE e ricorrere a strumenti investigativi come le intercettazioni (ad esempio, di conversazioni telefoniche o e-mail).

Sostegno alle vittime: le vittime ricevono assistenza prima, durante e dopo i procedimenti penali per consentire loro di esercitare i diritti loro conferiti dalla posizione di vittima nel procedimento penale. Le misure di sostegno possono consistere nella fornitura di un alloggio, di cure mediche e assistenza psicologica, nonché di informazioni e servizi di interpretariato.

Bambini e adolescenti (minori) beneficiano di misure complementari, quali l’assistenza fisica e psico-sociale, l’accesso all’istruzione e, all’occorrenza, la possibilità di designare un tutore o un rappresentante. Inoltre, dovrebbero essere interrogati senza ritardo in locali predisposti e da parte di operatori formati a tale scopo.

Le vittime hanno diritto alla protezione da parte della polizia e all’assistenza legale, per permettere loro di richiedere il risarcimento.

Prevenzione: I paesi dell’UE devono intraprendere azioni per:

scoraggiare la domanda che incoraggia la tratta;

svolgere campagne di informazione e formare i funzionari per permettere loro di individuare e avere a che fare con le vittime e potenziali vittime della tratta.

È stato istituito un coordinatore dell’UE per la lotta contro la tratta di esseri umaniallo scopo di garantire un approccio uniforme e coordinato in materia di lotta contro tale fenomeno.

Per aiutare le autorità nazionali a controllare l’abuso del diritto alla libera circolazione, la Commissione ha pubblicato un manuale sui matrimoni fittizi fra cittadini dell’UE e cittadini di paesi terzi. Alcuni matrimoni forzati, per esempio, possono rientrare nella definizione di tratta di esseri umani.

QUANDO SI APPLICA LA DIRETTIVA?

La direttiva è entrata in vigore il 15 aprile 2011 e doveva essere recepita dalle legislazioni nazionali dei paesi dell’UE entro il 6 aprile 2013.

CONTESTO

La tratta di esseri umani è esplicitamente vietata dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (articolo 5) e l’Unione ha istituito un quadro strategico e legale complessivo per affrontare tale fenomeno, in particolare attraverso la presente direttiva (2011/36/UE) e la strategia dell’UE per l’eradicazione della tratta di esseri umani 2012-2016.

Per ulteriori informazioni, consultare i siti web sulla politica e sulla legislazione Insieme contro la tratta, la pubblicazione del 2015 di Eurostat sull’argomento e la pubblicazione del 2014 dell’Agenzia per i diritti fondamentali.

RIFERIMENTI

Atto

Data di entrata in vigore

Data limite di trasposizione negli Stati membri

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

Direttiva 2011/36/UE

15.4.2011

6.4.2013

GU L 101 del 15.4.2011, pag. 1-11

ATTI COLLEGATI

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni «La strategia dell’UE per l’eradicazione della tratta degli esseri umani 2012-2016», COM(2012) 286 final del 19 giugno 2012.

Piano dell’UE sulle migliori pratiche, le norme e le procedure per contrastare e prevenire la tratta di esseri umani (GU C 311 del 9 dicembre 2005, pag. 1-12).

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio «Aiutare le autorità nazionali a combattere gli abusi del diritto di libera circolazione: manuale sul modo di affrontare la questione dei presunti matrimoni fittizi tra cittadini dell’UE e cittadini di paesi terzi nel quadro della normativa dell’Unione in materia di libera circolazione dei cittadini dell’UE», COM(2014) 604 final del 26 settembre 2014.

Documento di lavoro dello staff della Commissione «Relazione intermedia sull’attuazione della strategia dell’UE verso l’eradicazione della tratta di esseri umani», SWD(2014) 318 final del 17 ottobre 2014.

Ultima modifica: 03.03.2015

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